La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Ciao Lulu,ciao a tutte
è vero la vita è bella sopratutto quando guardiamo i nostri figli e capiamo, guardandoli ogni giorno crescere,che sono la nostra forza Nnonostante le difficoltà che dovremmo affrontare per aiutarli a crescere sono la cosa più bella che Dio potesse darci…
Credi Lulu che i nostri ex (e di questa affermazione sono convinta!)non sanno cosa perdono,perchè presi dalla loro nuova vita,non sanno cosa si perdono.
Perchè di donne ne possono trovare finchè vogliono….
Ma perdere l’affetto e la stima di un figlio….Non ci sarà mai nulla che potrà ripagarli per la vita intera!!
Un sorriso e un abbraccio di mio figlio in questo momento della mia vita mi ripaga della fatica di un giorno intero di lavoro,mi da la forza di andare avanti e di dire come dici tu LA VITA E’BELLA perchè quando torno a casa so che c’e lui che mi Ama sinceramente!!!!
Un abbraccio forte,forte fortissimooooooo=)=)=)=)
Ciao Markos. Cosa dire? Probabilmente una banalità ma non mi viene in mente altro.
La banalità è: non prendertela troppo!
Io non credo che si debbano fare scelte eroiche per poter dire di aver amato davvero.
Credo che, comunque, in certi casi si debbano fare delle scelte.
Bè, a dire la verità lui…..ha fatto una scelta, a modo suo…..
E’ stata quella d lasciare che altri decidessero al posto suo.
Si è evitato lo stress di dover imporre un qualcosa che avrebbe potuto non essere gradito e contemporaneamente si è creato un alibi per il futuro….
Così quando e se riguarderà il passato con malinconia e cercherà un colpevole non troverà sè stesso ma la sua famiglia.
Quella famiglia cattiva che lo ha costretto ad adeguarsi ad uno standard predefinito . Famiglia carnefice e lui povero cucciolo impaurito e reso impotente dalla sua fragilità, in completa balia degli altri.
Markos. Ognuno è libero di vivere la propria vita come crede e l’unica “accusa” che si può rivolgere è nei confronti dell’atteggiamento che ha portato il loro libero arbitrio ad entrare a spallate nella nostra sfera ferendoci.
Le storie a volte finiscono. I binari si separano, le strade vanno indirezioni diverse.
All’inizio sembra una tragedia, manca il respiro, manca la ragione di vita, manca la terra da sotto i piedi, ci si sente delusi, amareggiati, soli, schiacciati, imprigionati in una nuova troppa e non voluta libertà.
Poi pian piano la vita riprende colore, la libertà non fa più paura e le persone diventano ciò che sono veramente ossia l’incarnazione dell’atteggiamento che hanno avuto verso di noi.
Hai amato un bambinone. Uno che non ha ancora capito cosa vuole e che nel dubbio fa scelgiere gli altri per semplicità.
Non hai amato un eroe, un essere di cui non puoi fare a meno, un qualcuno di così “enorme” che la tua vita dipende dalla sua esistenza.
Un bambinone….
Ciao Mary, ciao Lulu, ciao figli di Mary e Lulu, ciao Luna. La vita è veramente bella! A giorni alterni ma bella!
Ciao a tutti. Ho finito ora una passeggiata in un centro affollatissimo dove i protagonisti principali erano i bambini.
Ci sono quei momenti in cui mi prende un’angoscia indefinibile, quella del “cosa ci faccio qui”, quella in cui mi manca qualcosa, non sono nè carne nè pesce, e vorrei tanto essere una di quelle donne che si squarcia la gola appresso ad un figlio pestifero.
E quel bambino che non ho mai avuto anche se per un pò di tempo è stato lì, insieme a me, e se n’è andato senza che io potessi fare niente per “fermarlo” fa più rumore di quanto mi sembra di poter sopportare.
Sono i momenti in cui mi sento fragile come una ballerina di vetro soffiato e mi sembra che tutto possa farmi male.
L’ingiustizia sembra ancora più ingiusta, l’arroganza più arrogante e la presa per il sedere ancora più presa per il sedere.
E mi sento derubata.
Derubata del mio tempo, della mia disponibilità. Derubata, presa in giro, buttata via e schiacciata e cacciata via come se fossi una gomma da masticare rimasta piantata sotto una suola.
Sono attimi. Poi tutto “passa”. Ma sono attimi bruttissimi in cui mi sento trasparente e persa in un’affollata solitudine.
Così mi rifugio in mezzo a “facce” amiche, alle parole di chi può capirmi perchè per strade diverse è arrivata nello stesso posto in cui mi trovo io.
Sono i momenti giù di cui parlavo qualche post fa e che adesso mi sforzo di vivere con l’animo di quando riavrò il mio sorriso sulla faccia, la mia piccolissima verità in tasca e tutto ciò che avevo perso e che ho riconquistato. Compresa me stessa.
Un bacione a tutte/i voi. E’ bellissimo sapere che ci siete e che potete capire.
LULU, sono veramente contenta di quella cosa che ti ha detto tua figlia. Ora siete entrambe molto più serene. Hai fatto passi da gigante in pochissimo tempo. Sei stata bravissima! Un bacione.
Un grande saluto anche a LILLY e LUNA! e a tutti voi.
MARKOS: leggendo il tuo post e anche la sua conclusione questo ho pensato: ma sarà vero che se tu fossi stato una ragazza sarebbe stato diverso?
quello che scrivi l’ho sentito accadere comunque, e l’omosessualità non centrava.
a volte non centravano neanche la famiglia borghese.
quello che voglio dire è che queste dinamiche famigliari vanno oltre il gusto sessuale, oltre il tenore sociale, ecc.
sono dinamiche di controllo, e basta.
Parlo in generale. Sono quelle che spesso emergono qui, in questo forum, persone che sono state “combattute” e “indirizzate” in famiglia, per esempio, perché uscivano dallo schema anche solo volendo fare un certo lavoro, o un percorso di studi diverso da un altro, o solo perché avevano una sensibilità diversa, o solo perché facevano da parafulmine ad altre dinamiche ecc…
quello che voglio dire è che certamente essendo io etero (pur avendo amici omosessuali, fidanzatissimi da dieci anni) non potrò capire fino in fondo quali sono le questioni che di cui parli, questo te lo dico con apertura e insieme con l’umiltà di chi obiettivamente non può sapere, e sarà sicuramente vero che lui avrà avuto problemi a dire ai suoi che era innamorato di un uomo, ma mi pare di aver capito che il problema sia a monte.
per me che un amico mi presenti un fidanzato o una fidanzata non fa alcuna differenza.
d’altra parte non vivo su una nuvoletta e quindi posso immaginare che non sia proprio così semplice, anche nel 2009, ammettere la propria omosessualità in seno alla famiglia.
quello che voglio dire però è che immagino che il nostro modo di guardare il mondo, il nostro concetto di scelta, poter scegliere, le nostre ansie e paure, il nostro modo di guardare i rapporti, l’amore, il nostro affrontare le cose o meno, il nostro essere delicati o prepotenti, fedeli o infedeli, caparbi o rinunciatari, e come, il senso di ansia che possiamo sentire rispetto le nostre figure di riferimento in famiglia
ecc ecc, credo abbia a che fare fino ad un certo punto con i nostri gusti sessuali.
anche se i gusti sessuali possono aprire, sicuramente, in un dato momento della vita, in cui uno capisce, fa il suo percorso per accettarli o meno (ma forse è così, in altra scala con qualsiasi verità sentiamo il bisogno di raccontarci o di celarci) possono aprire nuove crisi,nuove questioni…
perché ti dico ciò? anche perché giusto ieri mi è capitato questo.
Incontro, a distanza di secoli secolorum, un amico di un mio ex.
Con l’ex sono stata da ragazzina, un paio di anni.
Una bella storia, che si è deteriorata e finita anche e soprattutto perché lui aveva una madre terrifica. Gelosa di lui a livelli psyco per davvero.
Aveva (e ha) invece un padre meraviglioso, peraltro, per cui ero un po’ la figlia femmina che non avevano mai avuto (credo che questo fosse uno dei motivi per cui lei era ulteriormente gelosa di me) e che aveva nei nostri confronti, della nostra storia, molta tenerezza, affetto, e che ci trattava da adulti, in senso buono, con molto rispetto per le nostre scelte. Lei invece era veramente fuori di capoccia. Aveva un solo figlio maschio, con cui aveva un rapporto viscerale. Quando suo figlio si è innamorato per la prima volta e ha cominciato ad andare in ferie con un’altra donna lei è andata fuori di testa. Per inciso lui lavorava fuori città, e facevamo di tutto per vederci. Potrei elencare un tomo di molestie che lei ci ha fatto, ne dirò una: un giorno lui torna in macchina e fa un incidente. Lei mi chiama e mi dice: è colpa tua, perché stava venendo da te.
avevo 18 anni e avevo a che fare con un amore e una pazza, insieme.
ora, credimi, per me poteva anche essere una pazza, non lo avrei lasciato per questo. e avrei sempre capito che quella pazza, comunque, era pur sempre sua madre. ma il problema era che lui non riusciva a gestirla. Lui piangeva a causa sua, ma al contempo alle volte, quando lei gli faceva il lavaggio del cervello, ero io che pagavo.
Oggi so tante cose che non sapevo allora, sulla vita in genere, intendo, allora ero una ragazzina che gestiva questa cosa come poteva.
Pensa che lei diceva che io non ero affidabile perché mentre lui lavorava da quando aveva 14 anni io invece studiavo. (ero ancora al liceo, pensa te…).
Che futuro avrebbe potuto avere, gli diceva, con una che non lavorava? non è che lo sfruttavo, visto che io non avevo un lavoro, e magari mi facevo pagare il cinema? e perché io per natale gli avevo regalato un maglione e lui invece mi aveva regalato due cose? (peraltro io andavo a trovarlo fuori città, macinando chilometri in treno pagandomi viaggio e albergo con i miei soldi, mica con i suoi, ovvio!… anche quelli delle ripetizioni che davo, ndr). Diceva che io non volevo andare a cena da loro, quando andavo a cena da loro diceva che andavo a scroccare la cena. (un giorno ero appena entrata in casa che mi ha aggredita, io sono andata a salutare suo padre, senza dire niente, dicendo che avevo un impegno improvviso e dovevo andare via. Lui è andato da lei – così mi aveva raccontato il mio ex – e le ha detto: cosa le hai fatto stavolta? – lei ha iniziato ad urlare che se ne sarebbe andata di casa…).
Per inciso la mia famiglia economicamente stava uguale alla sua (forse pure meglio).
Ma pareva che io volessi un matrimonio di interesse con il re del Uazzabà se lui mi pagava un gelato. E pareva che studiare fosse un demerito. Forse perché lei non aveva potuto studiare? chissà cosa aveva in testa, e perché odiava così tanto che io studiassi.
Ora può far ridere, lo so. Uno dice: vabbé, guardi tua mamma e dici “mamma, la mia morosa ha 18 anni, sta andando al liceo! e poi andrà all’università, è vero… ma è una cosa normale… cosa centra con il fatto che mi ami di più o di meno? o che sia egoista perché non molla la scuola per andare a lavorare pure lei?”
Fino ad allora, prima di conoscere questo fenomeno di donna, quando sentivo parlare di “suocere” terrificanti pensavo ad esagerazioni.
Pensa a me, allora, come Candy Candy che si ritrova davanti ad un mostro sputamelma. Credici, perché è la verità. Peraltro io, riservata come sono, e poi era sua madre, non avevo mai detto a nessuno che lei era così. Finché un giorno mi arriva la madre di un amico e mi dice:
“”Luna”, ieri questa donna mi ha fermata per strada. Mi ha detto delle cose pazzesche… no, no, aspetta, volevo dirti che non credevo che fosse fuori di testa, l’ho capito ieri. Ragazza mia, ma cosa succede? Io le ho detto che ti conosco da quando sei nata e se tu fossi la ragazza di mio figlio sarei solo felice, e me ne sono andata”. Scusate, mi sono dilungata, vengo al dunque:
i due dunque:
l’ho lasciato io quel ragazzo. E non perché non sia una che combatte per un amore, ma perché ci si stanca, e perché lei era dentro di lui. Era dentro di lui con tutte le sue molestie, i suoi lavaggi del cervello. E anche se ho un bel ricordo di lui ho capito, anche se ero piccola, che sarei sempre stata sola a cercare di gestire questa cosa con lucidità (pur, ripeto, avendo sempre presente che una madre è una madre). Ma il giorno che, dopo che avevamo parlato con le lacrime agli occhi, io e lui, e gli avevo parlato con calma, perché un po’ si liberasse da questa catena interiore (pur amando sua madre) e lei mi ha fermato per strada ripetendo le parole che avevo detto a lui, ma con la sua interpretazione, urlando, ho detto basta.
il secondo dunque è questo: al suo amico non ho parlato di sua madre ieri, non lo faccio mai. Ma so che il mio ex ha avuto tante storie brevi, tra cui un matrimonio finito. E qd il suo amico mi ha detto “sua madre però l’ha presa bene, sai? per lei non è stato uno shock che lui sia tornato a casa” ho sentito un brivido. per lui.
Per lui che, mi sa, non ha mai affrontato veramente questa cosa. Il suo rapporto con lei. O forse mi sbaglio. sxo.
LILY hai ragione un bambinone, che non sa cosa vuole dalla vita, o meglio lo scopre scopre di volre me, ci si butta a capofitto, trova un senso a questa sua vita priva di interesse fin quando però viene fermato dalle minacce, l’hanno braccato. e lui? è un romeo lottatore? all’inizio, ma poi se voleva non andava nelle chat gay a non so fare cosa o usciva con altri…ma come dice LUNA giustamente, le madri ti fanno il lavaggio del cervello. in quella famiglia dove regna l’indifferenza l’apparenza e la forma, tutti giocano un ruolo e non si può sviare da questo. lui invece nella famiglia ci crede, negli affetti di sangue ci spera, quante volte mi sono ritrovato a dire: ma tuo fratello ti tratta come un co......, perchè non ti ribelli a tua madre?….
fin quando quel giorno mi disse: basta, basta, basta io voglio stare con te tutta la vita, voglio stare insieme a te epr sempre non mi interessa glielo dico, gli dico di noi…no non lo fare gli risposi io. ma era partito per la tangente era troppo pressato da loro, e poi che sarà successo?
l’avrà detto e lì si sarà visto mettere di fronte alla realtà, minacce giuramenti etc, se lo sono ripreso e lo stanno raddrizzando glis tanno cambiando il cervello. ma lui l’istinto ce l’ha solo che + di qualche uscita con un nuovo ragazzo non potrà mai fare.
piango al pensiero che le cose siano andate così, odio avere vite separate, sapere che vive senza me, venire a scoprire cose.
piango dopo 82 giorni e non riesco a fermarmi.
piango perchè avrei volito vederlo ancora qui accanto a me a lottare scontrarsi cn me e con loro: trovare un compromesso, un dialogo una via di mezzo tra ciò che volevano loro, lui e io.
ma lui è un servitore a vita che antepone sempre i bisogni degli altri ai suoi…
che vita è questa? cosa potrà fare mai + di qualche sco....?
scusate la volgarità ma è così.
mi sento ferito ucciso vuoto. non riesco a non piangere al solo pensiero che le cose siano così. non riesco a guardarla la realtà.
LILLY: ed è bellissimo che ci sia tu, che puoi capire.
Non è piccola la tua verità, anche quella in lavoro. E non è poco, lo sai bene, ciò che hai riconquistato 🙂
a volte bisogna anche andare al centro del dolore.
non andarci per forza, per il dovere di andarci, ma perché siamo tante cose. ci si va e basta, perché è lì, e non vuole diventare un’ulcera, e ti vuole parlare.
come lo ascolti fa la differenza, credo.
e a volte, sai, si riesce ad andare al centro del dolore, di camminarci insieme e poi uscirci, ed essere anche quel dolore, e tutto il resto, proprio perché si è diventati più forti, passami la parola (nel senso che prima non si era deboli, dico passami la parola… forse dovrei dire più equipaggiati, più consapevoli di sè) e perché si è in grado di sostenere l’onda.
di starci dentro, in modo diverso.
hai fatto tanta strada da quando ti conosco da qui. questo percepisco io, leggendoti.
tanta pulizia.
ci hai messo tanto amore per te, e tanta energia positiva.
tante emozioni, vissute, forse, dentro di te, in modo diverso, questo lo sai tu, io non lo so, ma questo leggo.
io, “camminando”, ho scoperto di avere dolori che neppure sapevo di avere. O meglio, sapevo di averli, li sentivo anche, me li portavo appresso, ci pensavo pure, ma quando li ho scoperti, veramente, ho tolto loro la coperta che avevano addosso…
mi piace questa canzone http://www.youtube.com/watch?v=khLcbEwjN_0
“…come un terremoto nel deserto che, che crolla tutto ed io son morto, e nessuno se n’è accorto…
lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, falchi, nuvole, gli aerei, aquile e angeli rimani te… ed io mi chiedo ora che farai, che nessuno ti verrà a salvare… complimenti per la vita da campione, insulti per gli errori di un rigore… e mi sento chi sa piangere, ancora alla mia età, e ringrazio sempre chi sa piangere di notte alla mia età, e vita mia che mi hai dato tanto, amore, gioia, dolore, tutto,
ma grazie a chi sa sempre perdonare sulla porta alla mia età.
Certo che facile non è mai stato,osservavo la vita come la osserva un cieco,perché ciò che è detto può far male, però ciò che è scritto può ferire per morire.
E che la vita ti riservi ciò che serve e spero
che piangerai per cose brutte e cose belle e spero
senza rancore che le tue paure siano cure
e l’allegria mancata poi diventi amore
anche se è perché solamente il caos della retorica, confonde i gesti, le parole, le modifica e
e perché Dio mi ha suggerito,
ti ho perdonato e ciò che dice lui va ascoltato”.
spesso dobbiamo perdonarci il fatto di non aver saputo volare bene, durante il terremoto. E abbiamo il dolore di chi “è morto, ma nessuno se n’è accorto”, perché andavamo avanti lo stesso, camminando con un dolore incastonato in mezzo al petto, e alla panza, e camminavamo con due gambe rotte.
Senza saperlo neanche noi quanto.
Quanto te ne accorgi fa un certo effetto. Ma è meglio.
Un abbraccio.
Luna:”Quando te ne accorgi fa un certo effetto. Ma è meglio”.
E’ vero Luna. Fa effetto.
E l’effetto maggiore, a volte, sta nello svegliarsi senza essersi accorti, però di essere stati addormentati…..
Sta nel capire, nel rendersi conto, nell’accorgersi di aver camminato ma di non essere andati avanti. E con uno zavorrone in mezzo ai piedi che avrebbe potuto farci lo sgambetto all’improvviso e farci precipitare giù nel precipizio.
Fa impressione sia il poter riprendere in mano la nostra vita sia il rendersi conto di averla persa di vista per un pò.
Questo mi è capitato un pò di tempo fa, quando ho cominciato a vivere, come hai scritto tu, tante emozioni in modo diverso dentro di me.
Poi ci sono i vari dolori che saltano fuori con un cucù che, lì per lì, destabilizza.
Non ho più la falsa sicurezza di quando non percepivo perchè mi ero bloccata come un giocattolo a molla finito a gambe all’aria.
Però ho la certezza che quei dolori vanno vissuti, per non farli diventare ancora più grandi di come appaiono.
Non sempre il volo durante il terremoto va a buon fine. Anzi, spesso se ne esce semi spennati gridando un quaquaquaaaaaa terrorizzato.
E anche se è stata “colpa” nostra iniziare quel volo, anche se avremmo potuto evitare di iniziarlo o fermarci prima del previsto non dobbiamo darci addosso.
Se quel viaggio ha fatto male solo a noi, se solo le nostre penne sono state bruciacchiate, se il quaquaquaaaaa terrorizzato è uscito solo dai nostri becchi l’unica cosa che possiamo fare è farci il muso per un pò ma poi perdonarci, guardare nel fondo del pozzo, vedere tutto il nostro dolore, affrontarlo, viverlo, metterlo nel nostro personalissimo libro delle esperienze ripartire ed andare avanti. Magari piangendo un pò, magari ridendo e piangendo contemporaneamente.
Ma con la certezza di non aver abbandonato o perso niente di noi.
E’ questo che ho capito in questi mesi in cui sono andata avanti e indietro per il mio percorso alla ricerca di tutti i
miei “pezzi”. Anche quelli più malridotti.
Sono tutti pezzi miei, souvenir del mio viaggio che meritano di non essere dimenticati nella toilette di un autogrill mentale o panzifero.
Il testo che hai riportato, Luna, è bellissimo. Piace molto anche a me.
Lo leggo come una sorta di invito a non congelarsi dentro pur di non soffrire, pur di non provare paure, pur di non dover affrontare il dolore, pur di non arrendersi alle nostre fragilità, ai nostri punti deboli.
Un invito a perdonarci quei punti deboli, quelle fragilità e ad aiutarci a uscire vivi dalle situazioni senza trasformarci in qualcosa di diverso da ciò che siamo.
Markos. Guardala la realtà. Guardala, piangi, soffri, asciugati le lacrime e non scappare solo perchè la realtà ti sta facendo male.
L’altra sera sono stata malissimo perchè la realtà, in quel momento, mi ha beccato nel buio e mi ha dato una randellata inaspettata.
Ma la realtà del presente un secondo dopo è già passata, è già diventata un qualcosa non da vivere ma da ricordare. E tu ti accorgi che sei ancora vivo, che l’onda è passata, ti ha sbattuto sugli scogli, ti fa fatto tanto, tantissimo male. E’ vero…. è stata un’onda stronza, un’onda senza un perchè. Ma sei vivo e pronto ad andare un pò più in là con la consapevolezza di aver affrontato quell’onda e e di aver resistito.
Ciao a tutti! Un abbraccionone!! Vi voglio BENISSIMO!!!!
Luna, e ben venga la scuola materna. A volte e’ davvero importante, anzi necssario rinascere.
Markos, anche io non credo che il problema venga dal fatto che tu non eri una fidanzata. Scappa, scappa da una situazione simile. Scappa a gembe levate, ma che razza di vita avreste potuto fare con un adulto che vive in simbiosi con la sua famuglia di origine? I genitori i figli non li fanno per se stessi, e’ loro la vita. Non possiamo volere che i nostri figli facciano cio’ che non abbiamo potuto noi. Piangi, urla, sfogati, ma credimi, ti accorgerai prima che credi di quello che avresti rischiato.Vorresti un compagno manipolato dai genitori?! Non credo, credo tu voglia un compagno che per mano ti accompagni nella vita, affrontando con tenacia o con dolcezza ogni tuo giorno.
Lilly, perdonati, perdonati per prima cosa. I momenti che hai decsritto cosi’ bene era come vederli nello schermo di una tv. Capita, nei momenti nei quali meno ti aspetti. Piccole cose i fanno rielaborare ancora una volta quel dolore, latente, che pare ogni volta li’ pronto a fare capolino. Ma come tu stessa potrai constatare, ogni volta e’ diverso, piu’ attenuato, meno nitido, piu’ offuscato. Certo ogni volta fa ancora male, ma non come allora, e’ diverso Forse piu’ malinconico, collegato ad altre cose, non necessariamente al “mostro” che lo ha scatenato. Curati le piccole ferite, causate dallo sbattere sugli scogli. Anche queste guariranno, ogni volta piu’ velocemente. Ti rialzerai, con piu’ forza, piu determinazione. Non diamoci mai piu’ la “colpa” di aver deciso di iniziare quel volo, diamoci la colpa casomai di non esserci amate abbastanza. Con tanto affetto Lulu.
Cara Mary, niente ripaga l’amore e la stima di un figlio. Credo che quando la tempesta sara’ definitivamente passat, ci potremo godere ancora di piu’ il “bene”, capiremo che nonostante tutto siamoo state davvero molto fortunate.
Naty, grazie, grazie di cuore. I tuoi interventi mi mancano. Ma sappi che capisco benissimo se non sei nella vena giusta di farlo. Ti sono vicina. A presto.
Luna, ho parlato con la mia terapeuta di questi miei dialoghi con voi. Mi ha detto che, sicuramente, questo scambio di opinioni, questo raccontarsi le nostre storie non mi fa altro che bene!!!!!!!Ne sono mooooolto felice, grazie per l’aiuto e’ stato davvero il mio primo scalino verso la “riririnascita”. Spero faccia lo stesso a tutti voi.Lulu
Ciao Lulu,
Anche secondo me i nostri figli sono la nostra salvezza…non potremo avere bene più GRANDE!!!!
Anche io sto andando da una Psicologa e anch’io le ho raccontato di voi….
E mi ha detto le stesse cose la tua terapeuta ha detto a te!!!
Grazie a tutte voi di esserci!
Un abbraccio FORTISSIMO
Nessuno, cara Lilly, ti sapra’ parlare meglio di Luna che, davvero ha tutta la mia stima per quanto riesce a stare dentro “i panni” degli altri e trovare sempre la parola giusta.
Io vorrei solo rassicurarti su quel senso di alienazione che hai provato nel centro commerciale. Come lo conosco! Sapessi quanto mi e’ stato familiare! Io sentivo all’ improvviso una molotov scoppiare nel cuore a ricordarmi il concetto del “macosacifaccioioqui!!!!????”
Lilly, presto ti sara’ caro anche quel sentire di oggi.
Oggi fa schifo, domani ti piacera’ ricordarlo perche’ non lo sentirai piu’ e sara’ solo un ricordo della mente e non del cuore.
Tu sarai sempre li’ ma fiera e vincitrice della tua battaglia 🙂
A quel punto, sempre molotov saranno ma solo da far scoppiare per tener lontano chi non sa volare alto sopra ai terremoti e ci vuole solo tirare giu, sempre piu’ giu’…
Bacio a tutti
LUNA: “Quello che volevo dire io (solo un’opinione) sugli amici è di mettere appunto sulla bilancia ciò che per te, per il tuo benessere, ora è più importante.
Perché ti dico questo? perché ci sono due piani e dipende su quale ti muovi………………
il centro di non farti condizionare è di ascoltarti e di fare la cosa che è bene per te, non pensando a come lui ti condiziona o non condiziona”
Si, capisco quello che vuoi dire.
Ma per me la questione “amici” (allontanarmi/ non allontanarmi) è qualcosa che è proprio fuori discussione. Insomma, io non ci penso proprio ad allontanarmi da loro. Ma proprio per ME. Per me è più importante il mio rapporto con loro rispetto al fastidio per la saltuaria presenza di lui.
A me non va di fare “tabula rasa” ogni volta che c’è un elemento di disturbo, diciamo così.
ADA: ti sei data la risposta, mi pare 🙂
Vuoi uscire con i tuoi amici, questa per te è la priorità sulla bilancia. il piacere di stare con loro, non la questione di principio.
Allora il piacere di stare con loro è preponderante rispetto al saltuario elemento di disturbo, che passa in secondo piano. Nel momento in cui ti prepari per uscire stai uscendo con i tuoi amici che hai voglia di vedere, e con cui stai bene.
concentrati sul piacere, allora, piuttosto che sul disturbo.
può essere un modo.
Alle volte pensiamo agli estremi, tabula rasa o tutto, ma in realtà si tratta di decidere momento per momento.
chiaro, non è sempre così…
riguardo il lavoro, per esempio, posso sì prendere un permesso due giorni per es, ma è chiaro che non posso licenziarmi o farmi assumere un giorno sì e due giorni no 😉 così anche in altre situazioni.
però riguardo gli amici la questione non è così drastica forse. perché il rapporto con gli amici è più elastico.
si può uscire tre sere, due no, quattro sì. Non è che non uscire una sera vuol dire non uscirci più.
Se i tuoi amici andassero in un locale che a te fa schifo (faccio un esempio cretino, lo so) forse diresti: ah, no, stasera allora piuttosto me ne vado al cinema, ciao ragazzi, ci sentiamo domani 🙂
nessuno penserebbe che stai rinunciando a qualcosa perché il locale schifoso ha invaso il tuo spazio vitale, o che abbassi il capo di fronte all’invadenza del locale, ecc ecc.
Il centro sarebbe: cosa ho voglia di fare?
non ti sentiresti condizionata in un verso o nell’altro.Un ex con la sua nuova ragazza non è un locale, me ne rendo conto. La questione è più complessa.
però il centro sta sempre lì.
come ti senti tu, cosa hai voglia di fare, cosa ti fa stare meglio o peggio, cosa senti bene per te.
per esempio potresti dire di no una sera, farti un giro da un’altra parte, scoprire, allontandotene un attimo, che la questione per te è meno grave di quello che ti sembra quando ti concentri tanto sulla questione. e l’indomani andare fuori a cuore più leggero.
da fuori (e posso ovviamente sbagliare e non aver capito una cippa) la questione estrema “tabula rasa” mi sembra non esista.
naturalmente tu ti conosci e tu sai.
cosa senti e cosa è meglio per te 🙂
UN BACIONE A TUTTE/I 🙂
ANNA: la stima è reciproca, e generale. Mi pare che se c’è qualcosa che non manchi qui sia l’empatia e la comunicazione come via di espressione e scambio 😀 😀 😀
Ciao Anna. Condivido in pieno le parole che hai usato per Luna. E, ciao Luna, condivido in pieno le parole che hai usato per Anna e per tutti i forumisti.
Così come condivido il pensiero di tutte/i sull’utilità di questo scambio di opinioni.
Da ragazzina avevo un diario. Ma ero io che parlavo a me stessa….qui c’è botta e risposta e nessuno pretende che la propria verità sia insindacabile. Ognuno porta un pò di sè e lo mette lì e ognuno prende spunto, si fa domande, tenta delle risposte, azzarda ipotesi.
Ma ciò che è veramente importante è che ognuno fa qualcosa…… legge, scrive, parla anche “d’altro”, piange, si dispera, scherza, si confronta ma intanto fa qualcosa ed esce dall’apatia, dall’angoscia, dall’immobilità mentale, dalla paura del sentirsi solo nel proprio dramma.
Forse vola sola il proprio terremoto interno. Non se ne accorge perchè la polvere annebbia tutto ma intanto vola….e va oltre.
Ciò che mi hai scritto, Anna, è vero. C’è sempre chi “chi non sa volare alto sopra ai terremoti e ci vuole solo tirare giu, sempre piu’ giu’”.
Ed è per questo che dobbiamo farci trovare forti. Forti anche del nostro dolore e delle nostre esperienze. Forti dei disagi superati, dell’agorafobia interiore, dell’ansia placata e del dramma mentale che ha conosciuto il suo “the end”. Forse non tutti “vissero felici e contenti” dopo il the end….però vissero!
E vivendo le occasioni non mancheranno. Basta non avere troppa fretta o troppa voglia da “dover” saziare subito.
Ciao a tutti!!!!
A me, questa cosa del forum, in effetti sembra bellissima 🙂 sì 🙂
e molto “naturale” 🙂
la natura sarà anche aggressiva come una pianta carnivora (anche se la pianta carnivora ha davvero una sua logica di sopravvivenza nel dna che la porta a essere una pianta carnivora… perché non può andare al supermercato 😉 o essere una margherita o un piccione viaggiatore… è una pianta carnivora tra le piante carnivore… anche se, ora mi viene in mente, magari anche tra le piante carnivore ci saranno mica caratteri diversi? 😛
insomma, la natura non è solo quella che abbiamo conosciuto (anche) e che non ci è piaciuta mica tanto… per usare un eufemismo 😉
bacioni bacioni
LUNA: “riguardo gli amici la questione non è così drastica forse. perché il rapporto con gli amici è più elastico.
si può uscire tre sere, due no, quattro sì….”
Si, si… ma è già così, non viviamo in simbiosi. Anzi, alcuni di noi vivono in città diverse e, proprio per questo, nei periodi di ferie c’è il piacere di poterci vedere tutti insieme, di programmare qualche giorno da qualche parte… è questo che adesso non è possibile.
Semplicemente si esce/ si va al mare a “gruppetti” e nessuno osa programmare un week-end da qualche parte x non farci incontrare.
ADA: ma (scusa la domanda, che è retorica, perché tu probabilmente non hai la risposta) anche il tuo ex si pone il problema?
cioè, di fronte il fatto che, in apparenza, tutti si devono stressare perché non ci siano situazioni che creano disagio, anche lui si fa scrupoli, ci pensa o no?
se pensa per i tuoi/vostri amici, intendo. o se mentre tutti stanno là a pensare e a non osare lui semplicemente dice: che si fa stasera? o nel uikend.
perché alla fine, vedi, io capisco il fatto che le persone che ti vogliono bene, e vogliono bene ad entrambi, si trovino in una situazione spinosa, però è anche vero che gli amici di questa situazione spinosa in qualche modo, a mio avviso, forse, non dovrebbero farsi carico…
nel senso (forse un ragionamento stupido, il mio, ma vediamo dove mi porta… :O) che è chiaro che loro si trovino nella situazione al contempo di non voler mettersi da una parte e dell’altra, e insieme di protezione (forse anche di loro stessi, da situazioni di disagio, ma in particolare nei confronti di chi può provare più disagio ed imbarazzo), però è anche vero che alla fine – non in senso brutto, egoistico, in senso buono – è brutto pure che nessuno osi…
molto spesso queste situazioni si risolvono, da parte degli amici – quando non si pensa che qualcuno abbia torto e qualcuno ragione… perché in quel caso si risolvono alla radice, scegliendo automaticamente di stare dalla parte di chi si pensa abbia ragione e lasciando fuori chi si pensa abbia torto – semplicemente lasciando che le persone scelgano per sè.
cioè voi, il tuo ex e te.
non entrando nella modalità “non oso” ma non caricandosi di una questione altrui e lasciando che siano gli altri, una volta che è fatta una proposta, a scegliere…
meglio sarebbe se non ci fosse una situazione spinosa… ma cosa si può fare se la questione spinosa c’è?
a me è capitato di fare la festa di laurea nel momento in cui una coppia di miei amici si era appena lasciata…
ora, obiettivamente mi rendevo perfettam
conto del fatto che per loro poteva non essere il massimo incontrarsi nello stesso posto, però non è che non facevo una festa di laurea per questo, mi pare evidente, nè mi sentivo di invitare l’una e l’altro no, o viceversa. E mi rendevo conto che per quanto non potessi che immaginare il fatto che per loro quello fosse un momento difficile, particolare ecc era una cosa loro, non mia.
Non in senso “chissenefrega”, ovviamente, spero si capisca in che senso.
Li ho invitati entrambi e ho informato entrambi del fatto che li avevo invitati. Peraltro per loro era ovvio che io non avevo nessuna ragione di lasciare fuori l’uno o l’altra.
Lasciando loro l’assoluta libertà di scegliere se venire o no.
Cioè non dicendo assolutamente cose tipo: fai uno sforzo per me ti prego.
Non volevo che facessero uno sforzo, li avevo invitati perché mi faceva piacere che ci fossero, ma se quel giorno non se la sentivano li avrei visti separatamente in un’altra occasione.
Non stava a me decidere per loro, neanche tamponare.
Per inciso io poi li ho frequentati entrambi, separatamente. Ancora oggi, anche con i nuovi morosi rispettivi. Come le due entità separate che erano e sono diventati. Perché così era, è. Due entità separate. Non fingevo certo che il passato non esistesse, e se uno dei due ne parlava si poteva parlarne, però certamente non ero io a tirare fuori l’argomento. Nè dicendo all’uno i fatti dell’altra, ovviamente!!!
Diverso è il caso di una mia amica-sorella, amica da 25 anni, separata dal marito dopo 8 anni. Anche lui dopo 8 anni era diventato una parte integrante del gruppo. Se lo vedo mi fa piacere, non ho nulla contro di lui, è capitato anche di uscire qualche volta insieme, in altri gruppi di amici comuni. Però non per parteggiamento, ma per “naturale processo” è chiaro che io abbia continuato a frequentare lei più assiduamente, come facevo da prima che lui entrasse in scena.
(ti dico quello che mi viene in mente, può non centrare un tubo, ovviamente).
Baci 🙂
Frugando tra le carte mi sono imbattuta in certi “documenti” che mi hanno schiacciata, stritolata e poi gettata nell’immondizia.
BIGLIETTINI, BIGLIETTINI DEL TIPO…..TI AMERO’ SEMPRE…SEI L’UNICA PER ME…..E ALTRE CAZ..TE DEL GENERE. Per completare l’opera vi erano foto, foto di qualche anno fa, che non mi ricordavo di avere, e che non avevo raccolto insieme alle altre e spedite al soggetto immortalato.
Dopo tanti sforzi, tanto coraggio obbligato (da me stessa ovvio), e’ come se fossi tornata a quasi due anni fa….ho sentito quel dolore lancinante al petto, quel tremolio alle gambe, e mi sono sentita TREMENDAMENTE fragile.
Ho versato anche qualche lacrima, uscita nonostante cercassi di mandarla indietro. E’ stato un tornare indietro, un lampo, una scossa elettrica, talmente forte che mi ha mostrato tutto il mio scheletro….al tempo stesso e’ stato anche uno scorrermi pero’ davanti agli occhi tutto il dolore di quegli anni. Il cercare di far funzionare un rapporto che aveva ben poco di rapporto, il coprire ogni volta o giustificare le sue “mancanze” di padre, di compagno, di essere umano.
Sono mesi che non lo rivedo, che non ci parlo a quattr’occhi, ancora mi fa male. Ma anche questo fa parte del “percorso”, anche questo mi aiutera’ ad andare avanti. Devo averne assolutamente la foza, devo averne perche’ LO VOGLIO. Con affetto, Lulu.
LULU: @Ho versato anche qualche lacrima, uscita nonostante cercassi di mandarla indietro.
…e meno male che sono uscite, Lulu.
Lo so che non è la stessa cosa, comunque dopo mesi io ancora, a volte, ho dei momenti in cui ho proprio bisogno di piangere per la persona che ho perso. E non vuol dire che non ho accettato la perdita, o che non sto andando avanti.
Anzi, amore a parte, probabilmente anche quello è un segnale del fatto che vado avanti. Prendendomi i miei tempi.
E anche piangendo in modo diverso da mesi fa, ma che comunque mi appartiene e in quel momento mi somiglia e mi esprime.
Negare il dolore (o la frustrazione) non è mai una buona idea.
Far pace con il dolore, rielaborarlo sì.
Bacini
Piccola Lulu…..
L’altro giorno ho pianto per aver visto una camicia che ho stropicciato con le mani non so quante volte e che adesso non posso neppure più nè “salutare” nè guardare se non di “nascosto” per non generare casini inutili.
Questo per dirti: ho pianto per la camicia e non per chi la indossava.
Ho pianto per la situazione, per il cumulo di emozioni, perchè i lavori sono ancora in corso, perchè il mio cantiere mentale e panzifero è ancora aperto e in piena attività, per tante cose…..ma non per nostalgia nè tantomeno per rimpianto.
Ho pianto perchè sto pian piano guarendo e mi sento di poter dire che sto guarendo “bene”, affrontando le situazioni, anche quelle dolorose, anche quelle che fanno piangere e fanno venire un groppone alla gola che ti sembra di soffocare e non nascondendomi dietro un falso muro di rancore e di rigidità.
Forse è ciò che è capitato anche a te?
Forse anche tu hai pianto perchè stai andando avanti e non perchè stai tornando indietro o perchè ti sei fermata.
Pensaci un pò sù e facci sapere.
Un bacione.
Ciao a tutti.
LUNA: “ma (scusa la domanda, che è retorica, perché tu probabilmente non hai la risposta) anche il tuo ex si pone il problema?
…è anche vero che gli amici di questa situazione spinosa in qualche modo, a mio avviso, forse, non dovrebbero farsi carico…”
Anche lui si pone il problema.
Gli amici sanno che chiedendo a me di uscire con loro e avvertendomi che c’è anche lui, io non andrò… e lo stesso succede proponendolo a lui (certamente, una ricorrenza particolare, come una laurea o un matrimonio, sarebbe chiaramente diverso rispetto all’uscita del venerdì sera).
Organizzare una settimana o un week-end tutti insieme da qualche parte vorrebbe dire x forza di cose lasciare fuori uno dei due (e si organizzano i week-end eh! ma… “a gruppetti” appunto).
Gli amici comunque vedono me come quella un po’ più debole. In breve: hanno considerato sbagliato, da parte di lui, il modo in cui ci siamo lasciati (del resto lui sta con una persona con cui si è messo mentre stava ancora con me, per mesi è stato con entrambe all’insaputa di tutti)… ma sanno che comunque questi sono fatti nostri e basta, al di fuori del rapporto d’amicizia lui-loro / io-loro… ma, si, fanno ben attenzione a non farci incontrare soprattutto ora che lui è qui con lei. In fin dei conti, loro conoscono bene la situazione e gli stati d’animo di entrambi.
ADA: a questo punto, passami, ti prego, il tono anche per sdrammatizzare…
ma… questi due quand’è che vanno fuori dalle balle?
quante ca— di ferie hanno?
non vivono in un’altra città?
io anni fa mi sono trovata in una situazione simile alla tua.
Ma ero piccolina, e ovviamente non ci sono paragoni, nè con l’età adulta nè con gli otto anni di vita insieme.
Anche se all’epoca stavo malissimo, perché l’ex era stato un grande amore per quello che pensavo fosse il grande amore… oggi – da un bel po’ di anni, in realtà, circa tre lustri – ma non è stato immediato – dico “grazie signore grazie” ogni volta che vedo la sua ex moglie, che è peraltro la ragazza con cui lui si è messo quando ci siamo lasciati (e pure prima, ché non sono scema…) e che con lui felice non è mai stata… dopo anni annorum insieme e due figli lui l’ha lasciata per una sua amica…
e io spero che lei si renda conto che può dire a questo punto “grazie signore grazie”, anche se purtroppo in mezzo, tra inizio e fine, ci sono quasi due decenni… un grande amore che lei ha sempre provato per lui, e tutti i problemi collaterali legati a questa separazione e alla crescita, da sola, di due figli…
però ho idea che li cresceva da sola anche prima, e che il grosso principale problema era lui, che andava in giro (le città a volte sono un buco e tutti si conoscono) a dire che erano separati e che non aveva figli quando dormivano nello stesso letto e i figli lo chiamavano papà (e quando ci penso mi viene da vomitare).
l’ho vista anche giorni fa, e abbiamo chiacchierato, del più e del meno. Lei sa che io so che si sono lasciati, e come e perché, ne sono sicura, ma non tocchiamo mai l’argomento. Io non ho motivo di parlare di lui perché penso sia un emerito beeeeeeeeep beeeeeeeeep e perché comunque non ne avrei motivo in generale. Avercela con lei?
Lei all’epoca mi ha fatto un favore.
Se parlassimo di lui e non avessi tatto glielo direi.
Mi hai fatto un favore. Per amore. quello che tu provavi
per lui. Lui ti piaceva, interessava al punto, da tenertelo per tutti questi anni, anche se era quello che era. quindi mi pare naturale (si capisce il senso?) che lei non si sia fatta lo scrupolo per me, allora. Mi aveva vista due volte, e in una delle due, ad un’altra persona (ancora ricordo la scena) mi aveva sentito dire che le cose tra me e lui non andavano bene. (e dovevo essere satura per benino, perché riservata come sono per “parlare male” di una persona che in quel momento era il mio amore…). Penso che in quel momento le si era aperto il cielo stile dopo un temporale. Per lei lui era l’uomo della vita. Quello che vedi e sbadabong, è scritto nel destino. Era impegnato, ma quella storia che non centrava con il disegno del destino faceva acqua! Certo, mi ricordo ancora la sua faccia da angioletto mentre io dicevo: con lui non va bene, e lei invece l’aveva puntato già (con il tempo avevo avuto modo di ricostruire ciò) e non è una bella cosa, proprio no. Perché si era presentata e mi aveva sorriso. E non si sorride a una a cui vuoi fottere l’uomo. Almeno non sorridere. Lei aveva avuto una vita difficile, e non lo dico con buonismo, voleva essere felice. Costi quel che costi. Il padre di lui una volta che l’avevo incontrato, anni dopo, mi aveva detto: io voglio bene a quella ragazza, ma li senti urlare fino in strada. Già ha avuto una vita difficile, da ragazzina, ma quella che hanno ora cos’è? Mentirei se dicessi che non siamo stati anche bene. Prima. Ma poi ci siamo lasciati perché io litigavo. Perché era in potenza quello che sarebbe diventato. Lei lo guardava adorante qd io cominciavo a detestarlo (pur amandolo), xché mi rendeva infelice, angosciata. Anni fa mi incontra, x caso, e mi dice: 6 stata il mio grande amore! Ci pensi mai a me? (penso lo abbia detto anche a qlla che era dietro a me in posta qd sono andata via 😉 è il tipo, veramente!
Scusa, Ada, l’attinenza era che x un xiodo me li dovevo cuccare davanti in compagnia, ogni sera. Ho cambiato giro.
Care amiche, Luna e Lilly, tutto vero.
E’ perfettamente come dite voi, adesso pensandoci bene non credo di amarlo poi cosi’ tanto, ho accettato a questo punto, anche se inizialmente non volevo, di averlo perso, ma a volte la nostalgia, le piccole cose ti fanno male quanto e come le piccole.
Lo so’ devo accettare il dolore, eppure ci ho convissuto per anni, adesso pero’ risentire quel malessere, anche solo per una biglietto o una foto mi ha fatto paura. Paura di soffrire ancora come allora, adesso non voglio piu’. Sto’ cercando di perdonarmi il male che mi sono fatta, perche’ nessuno mi obbligava a stare con lui, tantomeno quell’essere innominabile. Eppure lo facevo, stavo li’ ad accettare e subire tutto cio’ che faceva a me e a mia figlia.
Si ho capito, anche se in realta’ lo avevo sempre saputo, che potevo fermare questa “farsa” prima, prima di arrivare a cio’ che ero arrivata, ma credevo di essere capace di migliorare “il mondo”….”la mia vita”….
So bene che sto andando avanti, pero’ a volte il mio timore e’ quello di retrocedere anche solo per un attimo.
A volte credo davvero che sia stata una fortuna per me che sia andata cosi’, anche se avrei fatto volentieri a meno della sofferenza, pero’ mi sto’ conoscendo molto piu’ di quello che abbia mai creduto. A volte ci appoggiamo a qualcuno credendo che non possiamo andare avanti da soli, nascondiamo a noi stessi la nostra forza, il nostro coraggio, all’improvviso l’agnello e’ diventato lupo e ci dobbiamo proteggere, pena la nostra stessa vita.
Sentirsi orgogliosi di se stessi, finalmente, di aver affrontato, pur con tanti inciampi, a volte anche catastrofici, tutto il percorso, iniziare a vedere da lontano, moooolto lontano il punto di arrivo, ma…..all’improvviso temere per un motivo, anche banale di fermarsi e non ripartire. E’ questo che ho provato io, la paura, la pura del dolore, del tornare indietro. Mi sono fatta forza, dopo la prima reazione, dopo il primo gesto impulsivo e nascondere cio’ che mi
ha turbato ho ripreso tutto in mano e guardando tutto attentamente mi sono detta. Sempre ci sara’ qualcosa che ti fara’ ricordare, un luogo, un cibo un film, addirittura un oggetto della casa……e soprattutto mia figlia. Non devo sfuggire a cio’, devo continuare e andare avanti, avere la forza e il coraggio che mi ha aiutato ad andare avanti. Grazie di cuore per le vostre parole Lulu.
Luna, che accidenti! Ne hai passate delle belle davvero…Io ho cambiato giro, anzi loro hanno cambiato giro….noi gente “matusa” gente sposata, convivente, con figli o meno ma comunque gente alla quale piace fare una vita tranquilla, niente colpi di testa alle quattro di notte, che al mattino deve andare al lavoro,e non puo’ permettersi di stare a letto con una scusa, solo perche’ rientrati alle sei ANTI MERIDIANE, noi gente comune, non possiamo frequentare LORO e soprattutto io non vorrei mai e poi mai frequentare loro.
Forse saro’ banale, ma la sera a me piace godermi la mia casa, mia figlia , le sue storie le sue esperienze. Oppure amo passare una serata con gli amici, senza fare nulla di particolare, parlare rievocare ricordi che ci fanno anche ridere, decidere magari che il fine settimana successivo ci potrebbe piacere trascorrelo al mare….a mangiare il pesce. Troppo poco per lui, ma forse troppo poco per lei, ha solo 27 anni, giustamente vuole godersi la vita, certe cose vuole viverle e lui per stare al passo dovra’ adeguarsi.
Quindi per mia fortuna, sono loro che hanno scelto di andarsene, altrimenti lo avrei fatto io, non ci sarei potuta stare, gia’ sopporto male la presenza di loro nel nido d’amore che si sono creati accanto al mio ufficio…..saro’ una debole, ma non importa, preferisco cosi’.
Ho raggiunto un tacito accordo con gli amici, non parlarne, oppure farlo il meno possibile, di quella che e’ stata la mia storia. Spero tanto un giorno di incontrarlo e dirgli con tutta sincerita’ che sono stata davvero fortunata a “perderlo”, per ora forse non ci riuscirei ancora del tutto, ma continuo a lottare…Lulu
Ciao Lulu,ciao a tuttte
Ieri dopo settimane ho rivisto il mio ex marito,l’ho rivisto per cercare in modo civile di trovare un accordo senza farci troppo male con gli avvocati.
Sono passati solo 4 mesi e nel rivederlo ho proprio capito che nonostante 20 anii passati insieme… che ci unisce c’e solo nostro figlio!!Quanto male fa rendersi conto per tutti questi anni che credeva nella famiglia ero solo io!
Ora devo preparare tutte le sue cose che ha lasciato,perchè diceva che sarebbe tornato…devo prepare tutti i documenti per la separazione….Per quanto tempo dovrà durare questo dolore che mi spacca il cuore????Lo so che ho tante persone vicino che mi vogliono bene e mi sostengono,ma a fare queste cose sono sola con il mio dolore!!!!
E con i mie pesieri? Che per quanto da sola mi dica va bene così,vedrai che prima o dopo ce la fari anche senza di lui…non mi abbandonano….
Un bacio a tutte mary
Hai detto bene, Mary. E’ il classico momento che spacca il cuore.
E’ il momento in cui ti sembra impossibile che dopo essere stati uniti, dopo aver condiviso momenti belli e brutti, sorrisi, lacrime, gioia, esaltazione ci si debba rassegnare a diventare due estranei. Non estranei pronti a prendersi a forchettate urlando banzai,non estranei che si passano accanto senza riconoscersi ma nel sel senso di estraniati dalla vita reciproca.
Tu che sapevi tutto di lui, persino quante volte faceva pipì al giorno, ora di colpo non sai più nulla. Non sai se ha mangiato, cosa ha mangiato, che canottiera ha sotto la camicia, di che colore sono le mutande che indossa. E tutto questo ti destabilizza, ti fa sentire come senza la gamba dx e il braccio sx, ti toglie l’aria. Crea il panico.
Forse ti sembrerà che stia dicendo un mucchio di str….ate, e forse lo sono. Ma porto qui la mia esperienza personale.
C’è un momento in cui i dolori sono di tanti tipi e si confondono in un mix che li rende ancora più forti e perfidi.
C’è il dolore per l’essere rimasta sola, quello per le preoccupazioni economiche, quello per il figlio adolescente, quello del sentirti gabbata e ad un certo punto se ne arriva baldanzoso un nano-dolore…..il maledetto, stupido, piccolo dolore del non sapere il colore delle mutande che indossa…..ed è il classico dolore “goccia che fa traboccare il vaso”. Metti le mani avanti e c’è il vuoto. Non sai più nulla di lui, ti sembra impossibile, ti scoppia la testa. Ti si spacca il cuore.
Lui viene lì, prende la sua roba e nella testa ti risuona solo “èimpossibileèimpossibileèimpossibile”!
Invece è possibile Mary.
A volte l’altro pernde una strada diversa. A volte se ne va. Svolta l’angolo e sparisce e diventa quasi inutile capire se aveva torto o ragione, se è stato arrogante o civile, str…o educato. Conta la realtà. Lui se n’è andato.
Ma tu ci sei. Tuo figlio c’è.
Ed è su questo che devi concentrarti ora per non farti schiacciare dal dolore che soffoca.
Lo so. Sembro mia nonna quando mi diceva che non si possono drizzare le gambe ai ragni.
Non si possono fermare le persone che se vanno. Anche se restano non ci sono comunque più. La testa è altrove anche se il corpo è lì.
Guardia di un corpo seguestrato! Non credo ti sarebbe piaciuto avere questo ruolo.
A volte le persone prendono una strada diversa. Può capitare, capita e l’unica cosa da fare è reagire al dolore. Piazzarcisi davanti, dirgli “eccomi qua dolore. Io non scappo”, vivertelo tutto e aspettare che se ne vada.
Poi lui se è stato str….diventerà tale nella tua testa per il comportamento che ha avuto nei tuoi confronti e non per il fatto (ulltimo) dell’essersene andato.
Il tuo sentirti persa (mi pare) è logico e legittimo. L’hai avuto per i piedi per 20 anni…..il momento di smarrimento capita persino quando abbandoni la tua capientissima borsa sfasciata per una nuovissima borsa che senbra nata per nasconderti gli oggetti…..
Ma ti può mancare poi così tanto uno di cui magari sapevi tutto sui suoi diverticoli e niente di lui al punto di dire “nonostante 20 anni passati insieme… che ci unisce c’e solo nostro figlio”?
Naaaaaa!
Forse ti manca la presenza perchè in 20 anni si è talmente fagocitato il tuo spazio che tu sei sparita. Ed ora lo spazio che ti ritrovi, il tempo che ti ritrovi ti sembra troppo e ti spaventa.
E’ per questo che dovresti concentrarti su di te. Riprendere la tua vera dimensione e renderti conto che lo spazio che hai è quello giusto. E che il tempo ti serve tutto. Per te e per chi ti sta accanto.
Lui non è la tua vita. L’ha condivisa per un pò. Poi l’ha invasa per un altro pò, poi te l’ha espropriata e alla fine te l’ha restituita.
Ti ha fatto un gran regalo, in fondo.
Ti ha ridato qualcosa a cui avevi rinunciato per troppo amore verso di lui.Tutto quell’amore non deve andare perso. Ci sei tu, tuo figlio, le persone che ti vogliono bene.
Ed un dolore che, man mano che lo vivrai, vedrai che non è un nemico!
CIAO A TUTTI!!
LILLY: sembro mia nonna quando mi diceva che non si possono drizzare le gambe ai ragni.
😉 🙂
e tua nonna diceva una grande verità, ah?
e chissà quante altre, come le nonne mie 🙂
Questa del ragno me la segno 😉
“forchettate-banzai” e “diverticoli” son davvero delle perle di metafore 😉
Bacione a te, Mary, Lulu e a tutti 😀 😀 😀
Ciao Luna.
Io mi sto segnando tutte le tue perle di metafore.
Magari un giorno uniamo gli sforzi e pubblichiamo il “Metafolario” opera omnia in 47 volumi + appendice di aggiornamento (e ci facciamo un sacco di sacchi…..che non guasta mai….).
Ciao ciao a te e a tutti. Un bacione!
Facciamo un libro 😉
Ciao Lilly,ciao a tutte
Heilà tutto bene a tutti voi? Silenzio inquietante….
Ciao Ciao
Ciao Lilly, forse il caldo di questi giorni ci lascia appunto in uno stato di torpore…e silenzio inquietante…si va avanti nonostante tutto.
Forse l’estate ci invita a stare piu’ fuori che non davanti ad un pc, ma non significa che ci dimentichiamo l’uno dell’altro…almeno spero, come sarebbe possibile siamo la “nostra” grande famiglia. Anche a me comunque mancate tanto, buon caldo a tutti..Lulu
e perché mai?
esistono anche dei bei silenzi.
anzi, ce ne sono di bellissimi.
magari questo nasconde inquietudini per davvero, spero di no,
ma pensa com’è bello quando invece si è sereni e un silenzio è solo un silenzio.
credo che esista un lusso del silenzio.
credo che tutti noi ce lo meritiamo quel lusso.
speriamo di averlo presto, tutti.
(ho capito Lilly, eh… la mia era una riflessione sul silenzio in generale, che esulava dalla tua affettuosa preoccupazione 🙂 che è una cosa bella, come sentimento, intendo. non la preoccupazione, che ti fa preoccupare, perché sarebbe bello dire: ah, non li sento, magari stanno facendo un sacco di cose belle, ed è per questo che non passano di qua.
riflettevo su come tante cose quando sei stato tanto in trincea spesso hanno dentro una carica che in stato rilassato non avrebbero… forse non riesco a spiegarmi bene… insomma, parlo per me. Abbiamo girato a lungo bardati con 15 maglioni di adattamento anche in estate… con l’ombrello in tasca anche quando il sole spaccava le pietre, perché non si sa mai che possa piovere… Le persone hanno una fantastica capacità di adattamento. Se c’è un problema ci si adatta. Anni fa ho letto un libro, non mi ricordo il titolo. Non era un librone, era un romanzo simpatico, di quelli da spiaggia. Era un romanzo intelligente, nella sua ironia. Mi ricordo questo e questa cosa: la protagonista girava con una borsa piena di cose. A qualcuno serviva un cerotto? lei ce l’aveva. E via così. Alla fine del romanzo lei è serena e lancia la sua borsa piena di cose in mare. Non ha più bisogno di girare con una borsa piena di tutte le cose per ogni evenienza e per ogni emergenza.
Può permettersi il lusso di non vivere in ansia.
con la metafora e il libro sono riuscita a spiegare che pensiero stavo inseguendo, per i fatti miei?
Bacioni 😀
Ti sei spiegata benissimo, Luna.
E’ che l’inquietudine del silenzio sta proprio nel non conoscerne il motivo.
Sono contenta che Lulu si goda il sole, tu il silenzio e Markos (probabilmente) le vacanze.
Cosa dici? Nessun pensiero negativo sul silenzio di Mary? E su quello degli altri che bazzicano su questo forum?
Ma si…. pensiamo “allegro”, pensiamo che vada tutto bene e, se non scattano emergenze, riserviamoci il pc per quando il brutto tempo ci costringerà ad abusarne…..
Ciao Luna, Lulu, Naty, Markos etc etc etc
Care ragazze, vi leggo sempre con piacere appena posso e ho sempre la sensazione di tornare in un “salotto” animato da meravigliose persone, sensibili e generose pur nella loro sofferente risalita.
In particolare voglio ringraziare con un abbraccio asfissiante (!!!)la cara Lilly che ha scritto (anche) per me i post 5731, 5762, 5763, 5778, 5786, 5787. Quando non mi sento una pallina da ping pong in questo periodo, mi sento uno yo-yo…e leggere le tue parole mi ha riportato un pò di concreta stabile-serenità. (che va e viene…chiaramente!!!!!!!!!!!!)
Un saluto affettuoso a tutti, e un bacio a Luna che ringrazio per le chiacchierate che fa con Paola nell’altra lettera che aspetto sempre impaziente di leggere 🙂 🙂 🙂 e per avermi illuminato con i raggi del sole…oltre che con il chiarore della luna ;););). A presto.
Ps. voglio prenotare una copia del Metafolario e pago in anticipo per non rimanere senza!!!
Ciao a tutti e buona settimana 🙂
Un abbraccione a Tina, che come tutti illumina sua volta e scalda il cuor 🙂
Per qualsiasi cosa… qua siamo :DDDD
Bacioni :DDDD
Ciao Tina. Contraccambio il tuo abbraccio con tutto l’affetto del mondo.
Sapere che qualcuno può leggerti e capirti, darti una mano e prendere la tua mi toglie di dosso quel senso di inutilità e di parlare con il volume azzerato che il mio ex mi aveva lasciato in suo ricordo……
Cavalca il tuo yo yo, Tina.
Ci sono giornate in cui sembra imbizzarito e ingovernabile, lo so. Ma ci sono giornate in cui il suo dondolio ti culla e non ti lascia sprofondare nell’immobilità mentale che uccide piano piano.
Ciao ciao!
Un saluto davvero “caloroso” e di cuore a tutti quanti, vecchi e nuovi amici. Il lavoro mi lascia ben poco spazio, scadenze, scartoffie, la mia scrivania e’ davvero tutto meno che precisa in questi giorni…per fortuna che si dice, ognuno capisce nella propria confusione…mah sara’!!!!Il lavoro comunque mi lascia lontana da momenti “yo-yo”, come dite voi. Non ho tanto tempo da dedicargli.
Lilly, sei qui con noi, ed io posso assicurarti, sicuramente personalmente, che non sei e non sei mai stata una nullita’….forse una nullita’ sono le persone che vogliono o hanno voluto farci credere di esserlo. Baci baci baci. Lulu
LILLY: oh yeeeeeeees!!!!!
😀