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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 105 106 107 108 109 282

  • 5301
    tina -

    @LULU:
    se ancora non ci sei andata in libreria, prendi anche “Le vostre zone erronee”, Wayne W. Dyer, ed. Bur!
    Perchè? A me è servito molto e penso che, in qualche modo, lo troverai utile anche tu…anche perchè quello che hai scritto nei tuoi ultimi post
    “oggi e’ oggi, e, se oggi e’ cosi’ c’e’ poco da accusare il passato.
    E’ cosi’perche’ ancora oggi non abbiamo lavorato molto per cambiarlo.
    Giuste o meno che siano le motivazioni alla base, una scelta e’ una scelta; produce effetti e muta equilibri […]
    è uno dei cardini di quel libro. E, almeno per quanto mi riguarda, trovare in qualche modo conferma, nelle parole che leggo qui, in quelle della mia psicologa, o in quelle di un testo che considero ricco di spunti importantissimi, di qualcosa che ho conquistato con tanta fatica e tanto sofferenza, mi ricarica di eneergia postiva!!!

  • 5302
    LUNA -

    LULU: la parola non sarà INIZIO, magari? 😉
    penso che contenga più spinta della parola fine, anche se capisco, ovviamente, cosa intendi per la parola FINE.
    Io, comunque, se fossi in te, mi concentrerei di più sul concetto di inizio 🙂
    come sul volere al posto di “non volere più” 🙂

    Se vai in libreria vedi se hanno anche “Molestie morali”. Dacci un’occhiata. Se non ti ispira lascialo lì. Secondo me i libri si fanno anche scegliere 🙂

    LILLY, NATY, STEFFY: “piccoladonna” probabilmente è una persona che è ancora nel concetto “amore uguale sofferenza”, e che misura l’entità dei suoi sentimenti in base a quanto è capace di soffrire e ad annullarsi per qualcuno, piuttosto che in base a quanto è in grado di stare serena e di espandersi.
    Magari no, magari non ho capito niente, ma a me ha dato questa impressione, che la cosa che l’abbia fatta arrabbiare sia stata la dichiarazione di indipendenza di Steffy, di autonomia,nonostante il dolore, e la sua capacità di non restare ancorata al dolore. C’è chi non è pronto ad abbandonare il concetto di dipendenza emotiva, e che crede che la dipendenza emotiva sia sinomimo di grande capacità d’amore.
    Osserva, Steffy, che nel momento in cui lei ti ha attaccato su questo punto in qualche modo, tu che stavi sprigionando un’energia molto positiva (anche se si leggeva comunque anche la sofferenza nelle tue righe), è come se tu avessi fatto 🙁 e ti fossi sentita, non dico in dovere, ma sentita di dire: guarda che io in realtà sto soffrendo, non ho detto di no…
    ma perché lei non era in grado di accettare, probabilmente, la tua capacità di superare delle cose che non sa superare, non in questo momento.
    In buona sostanza… fregatene 🙂
    non devi dimostrare a qualcuno se stai soffrendo nella maniera giusta o sbagliata 🙂 se abbastanza o non abbastanza 🙂 e ricordati che ci sono persone che hanno bisogno, per loro stesse, di restate ancorate al loro punto di vista, ma solo perchè ciascuno fa il suo viaggio, a modo suo.
    Fatti il tuo, e fregatene.
    Tu le hai detto che si può amare, soffrire, ma anche restare nella realtà. Non tutti sono disposti a stare nella realtà, e ricostruire il loro equilibrio. Tu sei capace, adesso, e buon per te 🙂
    Non farti sviare dalla negatività altrui, perché hai già il tuo bel daffare per tenere il tuo timone nella tempesta.

    MIGHE: le domande che ti fai sono tutte naturali. Il punto è che non puoi stare nella sua testa e nel suo cuore neanche se analizzi ogni lacrima o ogni incoerenza.
    Io ti consiglierei di vivere la realtà adesso, gli elementi concreti che la realtà ti dà. Lei ora ti ha detto che non ti ama e che è finita. Terribile, lo so, ma rischi di entrare nel meccanismo per cui rifiuti di comprendere che lei, per quanto in crisi, è una persona che ha la responsabilità delle parole che dice, e delle proprie scelte ed azioni. Non puoi correggerle tu, pensando ad una sorta di “infermità mentale”, passami la parola. Intendo dire che purtroppo pensare che magari lei non sa quello ch

  • 5303
    Lilly -

    Cara Naty (mi fa piacere farti ridere….):Piccoladonna! ….inchia se la eviti (acido acida acido acida ….chi è che cantava questo ritornello?).

    Ciao Luna. Certo che ne hai vissute di esperienze. E per “vissute” non intendo “subite” o “guardate”.
    Intendo vissute come fagocitate, fatte diventare parte di te, tappe della tua evoluzione.
    …… Dimostri che l’equilibrio è una conquista ed il conoscersi un profondo studio di sè posto in relazione a ciò che capita e che va visto sotto tanti punti di vista. Non solo quello che si riteneva il proprio nel momento in cui la circostanza è stata vissuta.
    (Mi sono spiegata…boh….forse no! Ma intanto tu capisci ugualmente….di default….).

    Lulu. Sono contenta di leggere “il sole prima o poi ritorna” nel tuo post. Credici per davvero, mi raccomando.
    Credici ogni volta che la E di FINE ti sembrerà troppo distante.
    E vedrai che prima o poi dirai grazie anche a te stessa per averti aiutato a crescere.

    Bye bye a tutti!!

    Ciao a tutti.

  • 5304
    LUNA -

    MIGHE: vivi, che non si sbaglia mai.
    Quando uno viene lasciato, e ovviamente sta malissimo (la parola, lo so, non rende) riesce a immaginarsi spesso solo o come uno che attende su una sedia, con le funzioni vitali azzerate, aspettando un cenno dall’altra persona per poter rimettersi in movimento, in un logorante stand-by autoconsuntivo, o come uno che corre dietro al primo pulman di ragazze pompom che passa, magari per vendetta, o che firma per la legione straniera per i prossimi 10 anni per cercare di dimenticare.
    Perdonami, sdrammatizzo. In realtà è chiaro che, nel boato emotivo che un abbandono e l’interruzione di una relazione provoca, la domanda “aspetto o non aspetto?” assume emotivamente, in mezzo al boato, un significato preponderante. Come: la chiamo, cerco di capire se è andata fuori con il cocco, ma mi ama ancora versus non la chiamo, facendo uno sforzo madornale, e comincio anche magari a pensare che sia un filino stronza…
    (non parlo di lei, e non mi permetto epiteti personali, il mio discorso è generale).

    Mi ripeto: se una persona è in crisi, e, in questo momento, non è in grado di comunicare lucidamente per esporre le ragioni della crisi che possano essere magari risolte, la sua crisi se la deve un po’ vedere tra sè e sè, e decodificarla, perché non è neanche corretto nei confronti dell’altro, francamente, che l’altro riceva dei messaggi magari discordanti in un momento di profonda fragilità.
    Essere in crisi non giustifica il fatto di pretendere che l’altro si zumbi gli effetti della crisi e deliri incoerenti che lo ammazzano come una mitragliata.
    Se una persona dice che non ama più, e di fatto ti dice che adesso sei un uomo libero, e che ti devi allontanare, deve prendersi la responsabilità di aver pronunciato queste parole, e tu sei libero. E sulla tua libertà non può sindacare. E la propria libertà uno se la gestisce come crede. Si spera nel migliore dei modi, inteso come un modo producente per il suo equilibrio, pro-se stesso e non contro se stesso.
    Se una persona ti dice che non ti ama più e che sei libero ma poi ti chiama 3 volte al giorno e vuole che le fai la spesa, e che la consoli perché al lavoro l’hanno rimproverata, a meno che a te non faccia male essere chiamato 3 volte al giorno e farle la spesa e consolare, forse dovresti rispondere che magari è il caso che non vi vedete finché anche tu non sarai in grado di vedere una persona che ami, e che era la tua ragazza, aver assunto il ruolo di tua cugina Pina. E che ciò non significa non volere più bene, ma esiste anche una cosa che si chiama istinto di conservazione e un’altra cosa che si chiama rielaborazione dell’abbandono.

    Non metto in dubbio che una persona che è in crisi e lascia, o ha anche le idee assolutamente chiare e lascia, possa stare male.
    Però il mio invito è ad autotutelarti. Non trattandola male, o cancellandola dalla faccia della terra, ma tenendo presente cos’è bene per te in questo momento.
    Se la cosa è passeggera rappresenta comunque uno

  • 5305
    LUNA -

    stress emotivo molto forte per te.
    Anche perché è una cosa, fuori da te, il suo non amarti più, o dirlo, che non puoi controllare.
    Ma non dimenticare il tuo stare in equilibrio.
    Io penso che se una persona è in crisi può andare dal proprio partner e dire: sono in crisi, e questi sono i motivi.
    E allora qualcosa si può fare.
    Se una persona pronuncia le parole “non ti amo più” deve rendersi conto che sta esprimendo un concetto molto forte, e che non si ripara con un cerottino, perché è molto destabilizzante.
    Può darsi, certo, che il dire “non amo più” sia il risultato di mille cose. Può darsi che una persona (dico in generale) si ritrovi a dire “non ti amo più” dopo essere stata in una relazione destabilizzante. O perché, come dice Lilly, non ne può più di vivere in una relazione dove ci sono ingerenze o dinamiche insopportabili…
    L’unica è stare nel presente, nella realtà.

    LILLY: ho vissuto e basta, e vivo e basta, non è che giro dicendo: eilà, salve, vediamo come mi evolvo oggi… 😉
    o: vediamo a che punto sto con il programma ministeriale di evoluzione 😉
    Lilly, a metterla giù come la metti tu pare che giro con il grembiulino, la cartella e il blocco per gli appunti ;):PPPP
    vivo, come vivono tutti, attraversando varie esperienze, e anche ascoltando quelle degli altri, veramente. Nel senso che, tendenzialmente, se quello che uno mi sta dicendo mi interessa, ascolto, partecipo. Non sono una che, se le parli, finge di ascoltare. Piuttosto dico che non posso e che devo andare. Perché penso che il tempo sia prezioso, quello di chi parla e quello di chi ascolta. Dunque, non prendiamoci in giro, e piuttosto che ciascuno vada a farsi un panino, che non c’è niente di male. e non sempre si può aver voglia di parlare, e non sempre si può aver voglia di ascoltare. In questo momento, come ho già detto, vivo delle forti emozioni, anche perché persone vicino a me vivono delle forti emozioni, e quindi è tutto un vaso comunicante di emozioni. Fermo restando che ciascuno ha il suo personale e il collaterale, non sono la stessa cosa, e bisogna saper capire la differenza. E mai come quando a me è successo qualcosa di veramente grosso e intorno accadevano, contemporaneamente, cose altrettanto grosse (senza dare punteggi di difficoltà nello schema) mi sono resa conto di questo. Uno perché era impossibile mettere tutto allo stesso livello, e due perché se lo avessi fatto o mi sarei dedicata troppo poco a me, o sarei stata con i capelli dritti in testa, senza neanche sapere dove voltarmi, 24 su 24.
    Dunque quello che cogli di me non è che io sono miss equilibrio 2009, ma che da un lato sono veramente più serena, ed è vero, per delle cose che ho capito, dall’altra sto facendo attualmente il mio sforzo per stare in equilibrio, rielaborare delle cose emotive molto forti ancora in lavoro, indirizzare le mie energie e al contempo riposare e recuperare.

    @…… Dimostri che l’equilibrio è una conquista ed il conoscersi un profondo studio di sè posto in relazione a ciò che capita e che va visto sotto tanti punti di vista. Non solo quello che si riteneva il proprio nel momento in cui la circostanza è stata vissuta.

  • 5306
    LULU -

    BUONGIORNO,
    per Tina, grazie del consiglio, sono gia’ stata in libreria, ma appena posso prendero’ anche questo libro.
    sono una “divoratrice” di libri, soprattutto di quelli che trattano questi argomenti…
    per Luna, hai ragione, forse e’ un inizio, ma ci sto andando con i piedi di piombo, e metto pure le mani avanti, perche’ come ho detto torneranno i giorni no, quindi vado piano piano a piccoli passi.
    per Lilly, vedi io in certi momenti ci credo davvero, e’ che poi a volte alcuni giorni devo ricominciare….ma sai adesso so’ che l’importante e’ farlo, l’importante e’ ripartire, se serve anche ripartire da zero, e non piu’ da meno zero come ho fatto troppo spesso fino ad ora….
    per STEFFY, so cosa e’ il crollo nel baratro di cui parli, e di quanto stai male…io sono la “campionessa” delle ricadute, ma vedi anche se fa male serve, non e’ masochismo, e’ solo che dobbiamo passare anche da questo percorso, ci vuole tempo per imparare a volerci completamente bene. Ogni volta ricomincerai, e sarai ben felice di scoprire che avrai fatto un pur minimo passo avanti, un giorno (parlo anche per me) scoprirai che sarai stata in grado di farne non uno picccolo ma tanti e grandi, allora riscoprirai quanto e’ bello quel sole (spero che ami il sole, altrimenti e’ una similitudine di m..da) e quanto e’ bella la tua vita…ci credi che un giorno diremo “che fortuna che ho avuto che e’ andata cosi’?” io si ci credo, lo sai perche’ ? un tempo a dire il vero non cosi’ poi lontano ho tentato ….il suicidio, mi e’ andata male per cio’ che pensavo allora e sai cosa dico adesso? CHE FORTUNA CHE HO AVUTO!!!!!!! Gli avevo donato il mio amore la mia anima, c.zzzoooo!!!!!non si meritava la mia vita, stavolta non in senso metaforico, ma la mia vita vera….. CREDICI, anche perche’ ho notato una grande forza interiore in te, niente e nessuno ci puo’ amare piu’ di noi stessi, tu perdonati i momenti no, arrivano subito poi quelli si. Non mi mandare a quel paese, anzi se vuoi mandami subito se ti serve, so’ che forse ti dico cose difficili da credere nel momento del picco del dolore, ma sai io sono stata sempre una DEBOLE per certe cose e se ci sto’ provando con qualche risultato io puoi farcela certamente tu.

    A presto LULU

    P.S Naty, la smetti di poltrire in quel letto?…… Perdonami, la mia e’ solo invidia, spero nel prossimo fine settimana di farlo anche io, a volte serve tanto anche un meritato riposo… Come stai?

  • 5307
    Lilly -

    Per Luna “LILLY: ho vissuto e basta, e vivo e basta, non è che giro dicendo: eilà, salve, vediamo come mi evolvo oggi… 😉
    o: vediamo a che punto sto con il programma ministeriale di evoluzione 😉
    Lilly, a metterla giù come la metti tu pare che giro con il grembiulino, la cartella e il blocco per gli appunti ;):PPPP”.

    Non intendevo questo.
    Evoluzione come capacità (acquisita o naturale) di fare tesoro di quegli avvenimenti che potrebbero essere “accantonati” e non analizzati perchè troppo dolorosi, o fonte di nervosismo o semplicemente perchè considerati troppo normali per essere ricordati.
    Comunque non importa.
    Era solo una considerazione buttata lì che non c’entra un tubo con le problematiche di questo forum.
    E poi mi capita spesso di avere delle difficoltà a trasmettere all’esterno ciò che mi passa nel cervello….questo è un problema che solo io posso risolvere. Magari cominciando a tenermi per me tutto ciò che potrebbe essere frainteso.

    Ciao a tutti.

  • 5308
    Francesco -

    Ciao a tutti,
    anche se in questi giorni non ho scritto,vi continuo a leggere,
    devo dire che siete delle persone splendide, con un bagaglio di contenuti..di emozioni , di sentimenti ,di conoscenza di se stessi impressionante,che in alcuni casi ma fa sentire come al mio primo giorno di scuola nonostante i miei 32 anni.Grazie a voi sto iniziando a conoscermi un po’ meglio,giorno dopo giorno,e a cercare di trovare quell’equilibrio che credevo di aver raggiunto qualche tempo fa’,ma che in realta era forse solo un’inillusione..
    Vi abbraccio..

  • 5309
    LULU -

    Ed ecco arrivato puntuale il crollo!!!!!
    Sapete? Il mio lavoro mi porta anche fuori per la citta’….cosa ho scoperto con grande sorpresa? La coppia, (quella famosa che si e’ formata tra il mio ex e la sua fidanzatina) ha preso in affitto una casa a 50 metri da dove lavoro io, bel colpo eh?!

    Stavo guidando le gambe hanno iniziato a tremare, il cuore mi e’ arrivato in gola, le lacrime si sono fatte spazio nonostante abbia cercato di ricacciarle indietro.

    Adesso credo di stare davvero male.
    La citta’ e’ cosi’ grande perche’ proprio qui….sicuramente nonl’avranno fatto apposta, oppure si, non importa, e’ che lo hanno fatto ed io sono uno straccio….LULU

  • 5310
    Lilly -

    Fermati LULU! Alt! Stop! Safety car……Innanzitutto il minestrone emotivo che stai provano ci sta tutto. E’ brutto, sembra un controsenso, un apparente (APPARENTE!!!!!) rimangiarti tutto ciò che hai conquistato ma ci sta!!! E nella norma! Non stai tornando indietro. Hai incontrato un ciuffo d’erba sul tuo percorso.
    Poi fatti un bel pò di domande:
    E comincia con…..PERCHE’ STO MALE?
    Per la presa in giro (50 MT…..e che azz….)?
    Perché rischi di vederteli sfilare sotto il naso nei momenti più impensati?
    Perché hai “paura” che qualche conoscente in comune li veda e ti veda e “uhhhhh…che vergogna, che figura di mer…povera Lulu”.
    Oppure invidi una poveraccia che è già stata potenzialmente tradita (rif. La sua “proposta indecente” che hai scritto qualche post fa,: Lui, Tarzan -tu Lulu Jane amante- ma lei “Cita”…. e beh….diciamo “cornuta”?????)
    Potenzialmente???? Mah!!! Sono dell’idea che una volta superato l’imbelinamento emotivo che certe persone (uomini e donne) hanno all’inizio di un rapporto, il tradimento potenziale tende a diventare effettivo.
    Oppure invidi la te stessa di prima……quella che lo implorava, lo assecondava, piangeva, si tormentava, si annientava e vorresti di nuovo vestire quei panni???…….
    Dimmi un po’, Lulu, DAVVERO CAMBIERESTI QUELLA BELLA PERSONA CHE POCHI GIORNI FA SORRIDEVA A VENEZIA E TRASMETTEVA SERENITA’ A TUTTI NOI CON UNA DONNA MASSACRATA DALLA SOFFERENZA, SOTTOMESSA, ANNIENTATA????
    …………..Non penso proprio.
    Quindi, Lulu, fatti la tua bella “piangiata”, mettiti il cuore in pace sul fatto che il tuo stato d’animo attuale è brutto ma rientra nella norma, e poi rifatti il trucco, zompa fuori con uno scatto alla Sara Simeoni e corri ad accendere un cero pasquale a Dio, a Buddha, alla dea Kaly, a San Pasquale Baylonne protettore di tutte le donne, a chi vuoi tu (compresa te stessa….) per il culo che hai avuto a veder uscire dalla tua esistenza quel cesso in disuso di uomo che ti ha impedito di vivere per un sacco di tempo come la bella persona che sei!!!!

    Lulu……, non parlo a caso o per sentito dire….ieri ho pianto per un motivo simile al tuo e mi sono detta le stesse parole. E adesso sto meglio.
    Siamo in convalescenza, stiamo guarendo ma abbiamo bisogno di ancora un po’ di tempo. Tutto qui.
    Il dolore che si prova è direttamente proporzionale all’amore che si è provato. Certo, magari ti senti un pò stupida ad aver amato così tanto qualcuno che non lo meritava…… ma hai perdonato tante volte quell’omuncolo….per una volta “perdona” te stessa per questa stupidità….
    Tirati su. Un abbraccio!!!

    Ps. Ciao Francesco.

  • 5311
    Kim -

    Andiamo LULU, é adesso che devi mostrarti forte. Accetta e cerca di vivere il dolore serenamente, é andata cosí, la prossima volta andrá meglio.
    Ma se devi soffrire per la sua presenza, se non potrai nemmeno piú lavorare perché penserai che lui vive a due passi, bhé, cerca di cambiare lavoro, pensa a te, non pensare a lui.

  • 5312
    Naty -

    Ciao Francesco!

    Scusa, ma ora non ricordo la tua storia… Non vado indietro a cercarla perché in questi giorni mi fanno un po’ male gli occhi a leggere sul monitor (il mio poi è proprio piccolo…).

    LULU, perdio, ma il tuo ex è SCEMO? Ma come si fa, dico io. Scusa eh. ‘sta cosa mi puzza. Eh, ora che cominciavi a stare meglio. Comunque ne riparliamo. Per ora: vestiti strafiga, specie quando vai in ufficio eheheh, continua a dargli di ramazza, gratta, balla, e non ci pensare, a quei due.

    Non sto a letto tutto il giorno, tranquilla. Ho un po’ esagerato. 🙂 ho gli orari un po’ sballati, questo sì, ma rimedierò presto.
    Sto bene, direi. Mi sento tranquilla. Sto cercando di fare UNA cosa che mi interessa molto. Ma non ne parlo, per ora.

    Ciao Lunacchiotta, Steffy ‘ndo stai, Lilly. Ciao tutti!

  • 5313
    LUNA -

    Ekkime, ieri poi mi sono distratta un attimo, non sono più riuscita a modificare il commento perché mi dava “failed” o quel che è, ed è rimasta una frase volante alla fine.

    riparto da dove ero rimasta in sospeso:

    @Dimostri che l’equilibrio è una conquista ed il conoscersi un profondo studio di sè posto in relazione a ciò che capita e che va visto sotto tanti punti di vista. Non solo quello che si riteneva il proprio nel momento in cui la circostanza è stata vissuta

    E’ molto difficile dare una definizione di equilibrio. E’ una cosa che uno sente dentro di sè, ed è a misura sua. Potremmo forse dire che equilibrio vuol dire essere presenti a se stessi, cioè non sentire un divario tra desideri, sentire, e agire. Presenti a se stessi non vuol dire lucidi come un ottone appena pulito. Vuol dire, secondo me (ma secondo me) ascoltarsi e imparare a capire cosa si sente: paura, frustrazione, gioia, sensazione di benessere o malessere anche rispetto ad una situazione. E accettare di sentire le proprie sensazioni, e non bloccarle subito attraverso il giudizio o il pensiero di dover essere adeguati rispetto ad un modello. Non etichettare le sensazioni, ma accoglierle, e prenderle come tali.
    Esempio banale: voglio bene ad una persona, mi piace, la stimo, ma in quel momento noto un’aggressività, anche inconsapevole da parte sua, e in quel momento il mio stomaco mi dice: non stai bene qui.
    Non è un giudizio globale su quella persona, non c’è nulla di giusto o sbagliato nel fatto che in quel momento ho quella sensazione. La sensazione è quello che è. Poi posso chiedermi magari perché l’ho provata, cosa rappresenta per me, se è perché mia zia Pinuccia, quando avevo sei anni, mi diceva la stessa cosa, e sono io a non sopportare il fatto che qualcuno, in quel momento, mi parli della situazione delle pensioni in Italia. Ma questo viene dopo. Intanto quello che so è che ho provato disagio. Prima di vestirlo di qualcosa, e di capire se il vestito che gli sto mettendo ha un perché e un per come, devo ascoltarlo. Non so se riesco a spiegarmi. Alle volte siamo incontinenti nelle reazioni, ci appaiono a posteriori inadeguate in difetto o esagerate perché non abbiamo preso la sensazione per quello che era. Non l’abbiamo ascoltata.
    Potremmo dire che siamo in equilibrio nel momento in cui le nostre difese si attivano in modo sano di fronte ad un problema o determinate circostanze, e le nostre risorse sono indirizzate verso uno scopo in qualche modo consapevole.
    Nel momento in cui ci sentiamo presenti a noi stessi e ci sentiamo in qualche modo protetti da noi stessi. Protetti non nel senso che giriamo con un fucile, ma sentiamo che faremo entrare ciò che vogliamo che entri. e non tutto, a caso.
    Ma la verità è che ciascuno sa cos’è per lui l’equilibrio e come riportarsi in asse nel momento in cui si sente fuori asse. Cos’è l’asse? Ciascuno ha il suo e dà a esso un significato personale. ciò che ci fa sentire in asse o ci riporta in asse probabilmente è duttile.

  • 5314
    LUNA -

    A volte ciò che ci riporta in asse è dormire per tre giorni di fila, a volte andare a fare una maratona, a volte vedere gente, a volte non vedere nessuno. Spesso è accettare di non essere perfetti, di non avere tutte le risposte e anche di essere incoerenti. Uscire dalle etichette su noi stessi. Quelle che crediamo siano il nostro asse. Ma spesso sono giudizi che ci siamo dati, oscillando tra il sentirci migliori o peggiori degli altri, splendidi o tutti sbagliati, corretti o scorretti in senso assoluto, interessanti e divertenti o un paio di palle totale. Invece cosa siamo? chi lo sa. Non lo scopriamo mangiandoci la testa di etichette. Lo scopriamo solo vivendo, cosa siamo, e siamo molto di più di quello che pensiamo. Siamo uguali a tutti gli altri, carne, sangue, eccitazione e scazzo, errori e conquiste, momenti no, momenti sì, momenti piatti, indulgenza e permalosità, accoglienza e rifiuto. e insieme speciali per noi stessi, perché le sensazioni sono nostre. E, dunque, il dolore che senti è il tuo, e la gioia che senti è la tua. Tua è la soddisfazione che provi, tuo il disincanto, tua la paura. Ti ascolti e sai quello che tu stai provando. E scegli di cosa farci di quello che provi. se starci dentro o uscire. Se starci dentro perché senti che è il momento di stare con te o se posticipare l’incontro perché in quel momento la tua priorità è invece consegnare un lavoro, aiutare un amico, guardare una puntata di una telenovela. Tu sai il tuo limite, quanto puoi andare giù all’inferno, farci un giro e tornare su, meglio di prima, quanto, invece, non riesci a sopportare di vederti triste. Quanto ti serve andare fuori con un amico e sfogarti per 5 ore piangendo come un vitello o uscire con un amico e dirgli: parliamo d’altro, vuoi? –
    E via così… Riguardo al punto di vista, io credo invece che spesso, chi ha subito molestie morali, debba proprio considerare il proprio punto di vista, invece, le sensazioni che ha lui, prima di entrare in una visione panoramica. Ma le sensazioni vere, base,non le etichette. Per chi ha avuto o ha il problema del sentirsi responsabile anche della comparsa sullo sfondo, e vive questa responsabilità in modo egocentrico (nel senso di: dipende da me, è colpa mia o perché non fanno ciò di cui ho bisogno?) recuperare un diverso sguardo su di sè, e quindi sul circostante, è fondamentale. Propongo visioni panoramiche per mostrare che esistono delle dinamiche, che ci coinvolgono nel NOSTRO punto di vista. Forse sono io che mi sono espressa male.
    Comunque sia, Lilly, fermo restando che sempre devi fare quello che senti, io ti direi questo:
    accetta anche il fatto di essere fraintesa. Che ti frega? Dopo che sei fraintesa casca il mondo? no. La comunicazione può essere inquinata da mille fattori, si può aggiustare il tiro, o puoi trovare qualcuno che, pur non fraintendendo, semplicemente la vede come vuole. Se non parli perché vuoi centrare meglio un concetto, dentro di te, perché non esca senza testa o senza gambe, per te, è un conto. Ma riguardo il fatto di non essere fraintesa non c’è controllo che puoi avere, neanche se studi parola per parola, perché il fraintendimento dipende anche dagli altri. Dunque che fai, diventi muta?
    Bacione 🙂

  • 5315
    franz -

    “Accidenti, la vita! Chi ne capisce qualcosa”
    “Non ci provi neppure, faccia solo finta di capire”
    “Alla tigre cacciare
    all’uccello tocca volare
    all’uomo tocca chiedersi: perchè?perchè? perchè?
    Alla tigre tocca dormire
    All’uccello tocca posarsi
    E all’uomo raccontarsi
    Che è in grado di capire”

  • 5316
    margherita -

    @Per Luna “LILLY: ho vissuto e basta, e vivo e basta, non è che giro dicendo: eilà, salve, vediamo come mi evolvo oggi… 😉
    o: vediamo a che punto sto con il programma ministeriale di evoluzione 😉
    Lilly, a metterla giù come la metti tu pare che giro con il grembiulino, la cartella e il blocco per gli appunti ;):PPPP”.

    Non intendevo questo

    @E poi mi capita spesso di avere delle difficoltà a trasmettere all’esterno ciò che mi passa nel cervello….questo è un problema che solo io posso risolvere. Magari cominciando a tenermi per me tutto ciò che potrebbe essere frainteso.

    Ciao a tutti…prendo spunto da queste righe di Lilly per farti un appunto LUNA, visto che in un mio post passato hai appuntato me su una mia frase sul tempo (giusificata dal fatto che sei sempre descritta schietta e diretta).
    Ma perchè le frasi rivolte a te le prendi sempre in senso negativo?…rispondi quasi con sarcasmo direi…Questa è una mia semplice opinione suffragata ora dalla tua risposta a Lilly e da come la stessa ha interpretato le tue parole…
    Vedi Luna da come parli, dalle analisi che fai su ciò che leggi sritto da noi si intuisce ceh hai fatto un lavorio su te stessa abbastanza profondo tanto da saper dare risposte a tutti guardando sempre l’altra parte della medaglia che ti viene da noi offerta..ma spesso a me dai l’impressione di una maestrina che si mette in cattedra a dare nozioni tecniche di comportamento introspettivo visto che quasi ti senti presa in causa a dar risposte a tutti a mo di trattati di psicologia che tanto hanno di teorico e poco di pratico….
    Un dubbio mi assale, ma te parti veramente da qualche soria vissuta sulla tua pelle, visto che poco racconti di fatti a te avvenuti, o stai forse cercando spunti per una tesi di laurea?
    All’inizio le cose che dici senz’altro servono, perchè tutto serve quando si sta nel baratro e se ne vuol uscire, è umano arrampicarsi a tutto per un attimo di pace, gli psicologi mica hanno vissuto tutte le emozioni di cui si occupano.
    Se così non è, e spero di sbagliarmi visto il luogo dove ci troviamo, abbassa la guardia luna, non sei dententrice di nessuna verità se non la tua, ascolta con più umiltà e benevolenza chi scrive qui perchè persone come me e Lylly, e forse anche altri, non abbiamo bisogno di essere fraintesi in senso negativo ed appuntati ma solo di riceve una pacca incoraggiante sulla spalla per andare avanti magari con un sorriso di ironia su cose tanto dolorose che abbiamo vissuto.
    LILLY io ho capito benissimo il tono della tua frase come capisco tra le tue righe il disperato bisogno di lasciarti tutto alle spalle, so esattamente cosa provi e cosa vorresti provare per te stessa, è dura Lilly, molto dura, un giorno meglio e uno peggio, anche a distanza di tanto tempo ma ci dobbiamo stare finchè passerà, evolverà, con tranquillità.
    Se prima le seghe mentali cele facevamo per loro ora ce le facciamo per noi co tutto sto riflettere su noi stessi…ti sorrido…

  • 5317
    Lilly -

    Ciao LULU.
    Io e lui prendiamo spesso lo stesso treno. Lui in cima ed io in fondo (da taciti accordi)…..un treno che avrà 15 vagoni. Ogni tanto lui “scende a valle” e negli ultini metri di viaggio si piazza lì, accanto alla porta e mi guarda. Senza un sorriso, senza gelo. Mi guarda……..
    Vorrei tanto poter dire a te e a me stessa che l’impulso è quello di dedicargli un’immensa linguaccia con tanto di dita all’interno della bocca per spalancarla meglio e un “ahhhhhhhhahhhhhahhhhh” di sottofondo.
    Non è (ancora) così.
    Per un momento il mio piccolo mondo di convinzioni crolla, il cervello si affolla di mille domande dal “perchè è venuto qui”, al “perchè mi guarda”, etc etc etc. Naturalmte cuore in subbuglio e via dicendo.
    Poi, però, lo guardo bene e lo vedo per il grandissimo, emerito, gigante, insindacabile str/fig.diput/bast/schifoso lurido verme che ha dimostrato di essere e la sua figura ,che era diventata enorme nei miei pensieri si sgonfia come un palloncino bucato…..
    E quando tra me e me penso “cretina, però il cuore ti batteva come un tamburo”, ho già la risposta pronta.
    Io l’ho amato alla follia ed è stato un amore talmente più grande della sua bastardaggine che ha bisogno di ancora un pò di tempo prima di finire nell’archivio!
    Una volta lui mi ha scritto (in occasione di un suo desiderio un pò troppo imbecille e quindi inevaso e nell’ambito della prima di un lungo elenco di e-mail di addio): “l’attrazione per una persona finisce nel momento in cui questa non sa darti ciò che vuoi, l’amore, forse, dura un pò di più”.

    Appunto….l’amore (senza forse) dura un pò di più. Anche quando non ha senso perchè rivolto ad un individuo senza senso.

    Viviti anche questi momenti perchè ti servono a renderti veramente più forte….. Ciao bella.

    Ciao Naty, ciao Franz, ciao Francesco, ciao Luna.

    Ps. ….no! Non penso potrei diventare muta (troppo difficile per me).

  • 5318
    LULU -

    Lilly devo dire che la tua storia di cita e tarzan mi ha fatto fare una bella risata!
    In effetti e’ vero lui si sente Tarzan il re della giungla…mi sono fatta una super tremenda “piangiata” poi mi sono asciutta gli occhi e mi sono chiesta davvero cio’ che anche tu mi hai suggerito. Ma perche’ accidenti piango, sai della figura di mer..aaaa non me ne puo’ importare meno di niente, mi manca lui? ma chi e’ lui? in fondo non e’mai esistito, era un uomo ideale che mi ero creata, quindi a questo punto puo’ essere lui come Carlo Magno, come Nerone, come Napoleone,(faccio questi nomi perche’ lui ha sempre detto che gli altri una volta scomparso lo avrebbero ricordato….si e avrebbero detto ma chi era quella merdaccia?! scusate la parolaccia ma dovevo scriverla per intero!!!)Invidio lei? ma neanche da morta!!!a parte la potenziale cornuta, lo sono stata pure io, si e’ divertita inizialmente a farmi “scoprire” la sua presenza con messaggi anonimi, e loro foto in atteggiamenti inconfondibili… una persona che si nasconde dietro l’anonimato per fare cose ignobili non puo’ essere che una persona ignobile.
    Allora perche’ piango!!!!lo rivorrei un uomo che dopo dieci anni di convivenza mi chiede di fargli da amante?
    NOOOOOOOOO!!!!!Allora basta, ti sei sfogata, e’ il momento di ripartire, non da meno zero ma da 0,9. In fondo e’ quasi UNO!!!

    Dopo una botta del genere, dopo che per due lunghi anni sapendo dove lavoravano sapendo dove vivevano evitavo tali posti di buon grado, questi STRONZI, con tutto il rispetto delle “feci”, le quali si potrebbero offendere, mi hanno dato il ben servito venendomi a vivere 50 metri dal luogo dove lavoro, credo sia giunto il momento di dare la svolta che mi spinga ancora di piu’ a dire CHE FORTUNA L’HO PROPRIO SCAMPATA BELLA.
    Vedi Kim, la prima cosa che ho pensato e’ quella che hai detto anche tu, cambio lavoro. Ma sai non e’ proprio il momento piu’ adatto, non so’ come e’ da te. Ho un lavoro relativamente sicuro, che anche se quotidianamente mi da la mia dose di problemi riesce anche a darmi abbastanza soddisfazione, poi non sono piu’ una ragazzina e sai e’ vero devo pensare a me, ho perso tanti anni della mia vita per lui, salute, felicita’, amore, adesso devo pensare a me, non posso perdere il lavoro per lui. IO E MIA FIGLIA SIAMO PIU’ IMPORTANTI, la sua vita e quella di lei non valgono un milionesimo di quello che vale la mia e quella del mio “cucciolo”(anche se ormai e’ quasi una donna e dovrei chiamarla piccola donna).
    Naty anche a me questa cosa mi puzza…sai di cosa? della parolaccia che ho scritto prima, come vedi non si smentisce mai.

    Adesso mi sono rimboccata le maniche, vediamo e speriamo che domani mattina mi possa alzare con questa voglia di lottare…

    ADESSO BASTA NON VOGLIO PIU’ CHIEDERMI PERCHE’PERCHE’, QUEI PERCHE’ CHE DICI TU FRANZ, ADESSO GUARDO SOLO A DOMANI VOGLIO PENSARE A DOMANI (ALMENO CI PROVO). LULU

  • 5319
    tina -

    Uè, uè, uè…
    che succede qui??
    mi è un pò (mmh…diciamo un bel pò) dipiaciuto leggere il post di margherita soprattutto per il tono usato (ciao marghe, scusa se mi infilo anch’io nel discorso ma mi sento parte di “tutti”).
    premetto che sto imparando ad accettare a 360° che gli altri abbiano opinioni diverse dalle mie (grazie a Dio!) e che non è giusto tentare di far cambiare loro idea. quindi scrivo solo per dire la mia opinione su una questione che mi sta a cuore in quanto vede conivolte persone a cui tengo, pur non conoscendole!
    Dopo aver letto il post 5316 sono rimasta un pò interdetta ma ho continuato a leggere quello successivo di Lilly e ho tirato un sospiro di sollievo per la sua chiusa: mi pare che alla fine abbia reagito poitivamente a quello di Luna.
    Mi permetto di dissentire dall’idea che tu, margherita, ti sei fatta di lei (Luna)e anche da questo che ho ripreso dal tuo post:
    “non abbiamo bisogno di essere fraintesi in senso negativo ed appuntati ma solo di riceve una pacca incoraggiante sulla spalla per andare avanti magari con un sorriso di ironia su cose tanto dolorose che abbiamo vissuto”.
    A me se in un primo momento l’esser fraintesa (soprattutto da persone che stimo) mi mette un attimo in “crisi”, subito dopo mi da l’occasione per cercare di spiegarmi meglio, magari affrontando la cosa anche da altre angolazioni. Alle fine due sono le possibilità: ti puoi rendere conto che l’altro continua a non capire (e a ‘sto punto chi se ne frega!) oppure scoprire che non solo ti ha appuntato in buona fede, ma anche con un buon proposito.
    Io ne ho conosciute persone che pur di non mettersi in cattiva luce facendomi notare le cose sbagliate che facevo, preferivano assecondarmi e darmi la pacca sulla spalla, ma non mi hanno di certo aiutato.
    Mi ha aiutato sentirmi dire “così stai completamente sbagliando” da chi, in qualche modo, “teneva” a me più di quanto non temesse la mia reazione alle sue parole.
    E’ normale che ciascuno recepisce in modo diverso quello che gli altri dicono, non solo perchè siamo tutti diversi, ma magari anche per un particolare stato d’animo, o perchè in quel momento è andata così e basta, o perchè l’altro senza saperlo ha toccato tasti delicati e senza volerlo lo ha fatto in un modo che l’altro ha vissuto come “indelicato”, ma da qui a parlare di mancanza di umiltà e benevolenza…mi sembra veramente fuori luogo.
    Forse sono uscita un pò fuori tema, non ho tempo per rileggere e sistemare e lascio così le cose che ho scritto di getto. Avrei voluto spiegarmi meglio ma devo proprio chiudere, spero che siate bravi a leggere tra le righe…anche tra quelle contorte!!!!!

  • 5320
    LUNA -

    MARGHERITA: colgo molto volentieri l’occasione di risponderti 🙂 🙂 perché a domanda rispondo 🙂
    anche perché siamo nel curioso paradosso in cui una persona, a mio avviso, mi ha fatto troppi esagerati complimenti, io le ho detto che stava esagerando, ma becco della persona che si è offesa e ha risposto con sarcasmo. A me fa quasi ridere.
    Cioè io mi sarei offesa perché una persona mi ha detto che sono così evoluta?
    Ma non sarà, invece, che ho fatto esattamente il contrario? e cioè che di fronte alle affermazioni di una persona che, per troppo affetto, mi sembrava mi idealizzasse troppo, io le ho detto: uè, Lilly, ma che dici? 🙂
    E non era la prima volta.
    io ho risposto a Lilly non con sarcasmo, ma con autoronia, semmai, percependo lei come una persona molto ironica e autoironica, e quindi ho usato un canale che è il mio, ma che in varie occasioni è stato anche il suo.
    Non so dove lo vedi il sarcasmo, e dove vedi un’attacco a LillY in
    @ho vissuto e basta, e vivo e basta, non è che giro dicendo: eilà, salve, vediamo come mi evolvo oggi… 😉
    o: vediamo a che punto sto con il programma ministeriale di evoluzione 😉
    Lilly, a metterla giù come la metti tu pare che giro con il grembiulino, la cartella e il blocco per gli appunti ;):PPPP”.

    In realtà questa mia frase, per l’appunto autoironica, nasce dal fatto che è lei, per affetto ed esagerata considerazione, a dirmi spesso che io sono evoluta e ho superato chissà quanti scogli, mi dice cose tipo che io sarei un modello, e io a più riprese ho continuato a dirle che non è così, cosa che a me pare evidente (anche perché so io quali e quanti scogli ho superato e se, e quanti me ne mancano) ma alla quale devo rispondere nel momento in cui salta fuori. E ti assicuro che è un po’ imbarazzante. Soprattutto se tu porti la tua esperienza e le tue idee, come fanno tutti, punto e basta. E quello che puoi portare, come tutti.
    mentre al contempo stai facendo la tua strada, che è faticosa come quella degli altri. Ognuno sa la sua. E non ho MAI, e sottolineo MAI, detto di essere arrivata ad un approdo sicuro. O di essere una persona risolta rispetto agli altri. Io non l’ho mai detto. Amo scrivere qui in rilassata libertà, perché credo in questa solidarietà, e perché penso che le molestie morali siano una piaga non solo emotiva, ma sociale, gravissima. Non sto facendo nessuna tesi di laurea, non voglio dimostrare niente, ma poiché ho vissuto sulla mia pelle le molestie morali, e i loro effetti, e ho faticato per trovare il mio bandolo nella matassa, mi viene naturale, poiché credo nel confronto delle esperienze, nella solidarietà e che tutti noi, ma proprio tutti noi possiamo essere gli uni d’aiuto agli altri, nel nostro piccolo, porto quello che è servito a me.
    Anche perché, cara Marghe, se qualcuno, quando stavo male io, mi avesse detto che quella cosa che stavo vivendo aveva un nome, e che funzionava in un certo modo, e che aveva dei sintomi,
    non avrei perso del tempo prezioso. Invece io ho dovuto cominciare da zero per capire che cavolo fossero. E ti posso dire una cosa: aver capito certe cose non fa di me una persona migliore, o una persona più
    evoluta rispetto a qualcuno, ma una persona più serena rispetto alla me di ieri.

  • 5321
    LUNA -

    Vedi, Marghe, per me uno può pensarla come vuole, vivere come vuole, e sa per sè.
    Peraltro le cose che dico a me sono servite a livello molto pratico, e per quanto mi riguarda non sono teoria.
    Quando Lilly ha detto “dimostri che…” io sono intervenuta non perché me la fossi presa a male – mi stava dicendo una cosa bella, non brutta, semmai – ma perché, sapendo che una persona, dopo aver, lo diceva lei stessa, fuso il cervello facendo la sistemistica dell’enalotto a forza di razionalità, nel momento in cui mi dice “profondo studio di se stessi” rischia di buttarla ancora una volta sul razionale, e di farsi male. Può non essere così, ma io, visto che si parla di ciò che io starei dimostrando, se io non ho spiegato bene il mio messaggio, io ci tengo a dire di no. E non perché mi secca essere fraintesa in quanto Luna, ma perché se porto il messaggio dell’ascoltarsi, invece di martoriarsi di pensieri, di usare una severa autoanalisi, vuol dire che ci credo. Per me ci credo. E semmai sono andata in protezione verso di lei, non il contrario. Le ho detto: vivo.
    Per quanto riguarda la risposta di Lilly sul fraintendimento le ho detto ciò che sentivo di dirle, ed era una risposta che, al di là del nostro dialogo, era un invito all’indipendenza e alla libertà del sentire e di esprimersi. Una cosa che è mancata a chi è stato martoriato ogni volta che apriva bocca.
    E non perché non ho percepito la sua difficoltà, ma proprio perché l’ho percepita. E per questo non le ho dato una risposta consolatoria e “dipendente”. Perché lei oggi, per come la vedo io, è una donna libera. Lo era sempre, ma quando c’era qualcuno che per un fraintendimento l’aggrediva, presumibilmente non si sentiva libera.
    Spesso le persone che hanno subito aggressività hanno dentro aggressività. Non credo sia il caso di Lilly, non credo sia il mio.

    Concludo dicendoti che ti ho risposto perché mi hai dato l’occasione di esprimere il fatto che, sebbene è chiaro che ciascuno può dire quello che sente e pensa, io penso che parlare di chi è più evoluto o meno sia una perdita di energia. Più che altro nel momento in cui si generano questi paradossi.
    Per te il tuo post aveva un senso, e lo rispetto. E ti ho risposto.

    @non abbiamo bisogno di essere fraintesi in senso negativo ed appuntati ma solo di riceve una pacca incoraggiante sulla spalla per andare avanti magari con un sorriso di ironia su cose tanto dolorose che abbiamo vissuto.

    Ti invito, se ne hai voglia, a riflettere su questa tua contraddizione:
    mi dici che sono uguale agli altri, cara Marghe, e sottolinei una cosa sulla quale io non ho alcun dubbio. Ma poi, tu che parli dei tuoi dolori e di quelli degli altri, e del fatto che quei dolori meritano rispetto, non appunti, non fraitendimento, ma una pacca sulla spalla e un sorriso, non hai per prima lo stesso trattamento per me. TU hai deciso che io sono più forte, e che la mia sofferenza non è uguale alla tua, o a quella di Lilly, non io.

  • 5322
    Lilly -

    Ciao Margherita. Grazie per il tuo post.
    Hai beccato un punto importante.
    Un punto polivalente perchè ciascuno lo può adattare alla propria personalissima situazione.
    La molestia morale, la violenza fisica, l’indifferenza esasperata, l’abbandono immotivato e chi più ne ha più ne metta.
    Io per tanto tempo ha avuto il terrore di parlare perchè indipendentemente da cosa dicessi e da come lo dicessi venivo puntualmente fraintesa, aggredita, minacciata, lasciata, ripresa, perdonata, rielaborata, riaccusata…in un vortice che sembrava non finire mai!
    Ed ho avuto il terrore sia di stare zitta sia di incappare in quelle micropause silenziose in qui il cervello tenta disperatamente di elaborare la risposta “giusta” nella certezza matematica che intanto non la azzeccherà……
    E beh….chi ha vissuto questo stato d’animo è più fragile di una bolla di sapone nel settore “essere compreso-non essere frainteso”!
    L’arrivare a dire “mi fraintendono? E chi se ne frega! Mica casca il mondo” è uno dei tanti obbiettivi da raggiungere (insieme al “se n’è andato? Chi se ne frega”-L’ho visto con un altra? Chi se ne frega” etc etc etc).
    Durante il percorso ostacolato o agevolato dalle centomila seghe mentali che ti frullano il cervello sei esposto all’attacco di ciò in cui sei stato carente e quindi ferito come se fossi un galletto segnavento fatto di carta velina piazzato sulla cima di un grattacielo a Trieste è quando soffia la bora….
    Certo. Non si può pretendere che tutti sappiano la storia altrui in maniera così approfondita da adeguare i toni alle loro fragilità.
    Però l’appunto di Luna, in effetti, mi ha destabilizzato, mi ha riaperto una vecchia ferita non ben cicatrizzata.
    L’ho assorbito senza l’ironia compagnona che (credo) lo accompagnasse.
    Ognuno è libero di esprimere la propria opinione con i toni che ritiene così come ognuno è libero di recepirla come “meglio” crede (o meglio…..come può in quel dato momento).
    Io sono ben conscia dei limiti che la mia fragilità mi appiccica addosso e cerco di leggerli con la testa che avrò domani per non dargli un peso eccessivo ma contemporaneamente cerco di memorizzarli con la testa che ho oggi per non sottovalutarli quando e se avrò a che fare con qualcuno che sarà nella mia attuale condizione. A volte il barbatrucco non riesce o riesce a metà. E il rischio è quello di rimangiarsi una parte del percorso fatto e di demoralizzarsi nel rendersi conto che basta un niente per…..
    E chissà quante volte (e del tutto involontariamente) avrò ferito qualcuno perchè la mia inesperienza nel suo problema mi avrà fatto dire fischio quando sarebbe stato meglio dire fiasco o non dire nulla!
    A questo punto occorre la pacca di incoraggiamento di cui parli tu!

    Dici “LILLY io ho capito benissimo il tono della tua frase come capisco tra le tue righe il disperato bisogno di lasciarti tutto alle spalle, so esattamente cosa provi e cosa vorresti provare per te stessa, è dura Lilly, molto dura, un giorno meglio e uno peggio, anche a distanza di tanto tem

  • 5323
    Lilly -

    …..azz mi hanno cancellato un post……Dicevo….(Margherita)Dici “LILLY io ho capito benissimo il tono della tua frase come capisco tra le tue righe il disperato bisogno di lasciarti tutto alle spalle, so esattamente cosa provi e cosa vorresti provare per te stessa, è dura Lilly, molto dura, un giorno meglio e uno peggio, anche a distanza di tanto tempo ma ci dobbiamo stare finchè passerà, evolverà, con tranquillità.”

    Giusto Margherita! Questa frase è la pacca di incoraggiamento che mi serviva in questo momento…….te ne do una anche io perchè il percorso è lungo e ce ne vogliono di pacche…!

    Luna: “Tu sai il tuo limite, quanto puoi andare giù all’inferno, farci un giro e tornare su, meglio di prima, quanto, invece, non riesci a sopportare di vederti triste. Quanto ti serve andare fuori con un amico e sfogarti per 5 ore piangendo come un vitello o uscire con un amico e dirgli: parliamo d’altro, vuoi? ”

    Ricollegandomi a prima……si, io in teoria so il mio limite. E’ la pratica che spesso frega……
    Mentre mi acchiappavo le randellate morali se una mia amica si fosse rivolta a me dicendo di essere in una situazione identica a quella che stavo vivendo le avrei consigliato di scappare con un UFO su Marte.
    Perchè non l’ho consigliato a me stessa visto che nessuno mi teneva segregata in una stanza al buio????
    Semplice! Semplicissimo. Sta tutto in una frase “del senno di poi son piene le fosse…..”.
    Quando ti dico che, secondo me, hai raggiunto degli obbiettivi non è per dirti “Brava, brava, hai preso lo sciroppo consigliato dal Ministero, nelle dosi indicate, agli orari prestabiliti e la bua è passata”…
    E’ per dirti “brava, hai superato uno tra i tremila step che la vita ci mette davanti e ce lo stai dicendo. Potresti non farlo. Potresti riderci in faccia e prenderci per il culo tutti ora che per te QUEL problema (tra i tanti) è diventato la miniatura di sè stesso….Hai superato uno step che a tanti di noi sembra ancora l’Everest e che tu ci aiuti a ridimensionare e a ridimensionare non trasformandolo in ridicolo ma trasmettendoci un messaggio “non farti accoppare da quel problema! Tu sei più importante di lui!”!
    Un messaggio logico ma che spesso la confusione mentale ti impedisce di cogliere!

    Poi si, probabilmente ho sforato nell’esaltare ed effettivamente me lo hai fatto notare un sacco di volte. Ma questo è una mia caratteristica in tutto.
    Forse è il riflesso di ciò che vorrei per me????? IO LILLY, NAPOLEONA BONAPARTE, IMPERATRICE DEI CIELI E DELLA TERRA E DEI QUATTORDICI MARI……(scherzo….)
    Todo claro? (Si dice così?Boh!)!

    Ciao ciao a tutti voi!

  • 5324
    LULU -

    Ecco, non mi sono alzata con la stessa carica con la quale sono andata a dormire ieri sera.
    Pero’ non sono per il momento cosi’ a terra come credevo. IL problema sara’ uscire, e rischiare di incontrarli come ieri fuori casa.

    D’altra parte ancora devo elaborare, e questo fa parte del percorso. Appena ti sembra di vivere decentemente esso la mazzata tra capo e collo…ma tutto cio’ mi fa capire ancora di piu’ quanto figlio di ..ttan. sia e sia stato. Sicuramente vorrebbe che gli strisciassi ai piedi come ho fatto per tanti anni e chiedergli un perdono del quale non so neppure io il motivo e che avrebbe dovuto fare lui…e’ vero io ho avuto problemi di salute per i quali ho dovuto allontanarmi obbligatoriamente dai nostri rapporti intimi…e allora STRONZO era giusto quello che facevi? Sai l’uomo non e’ di legno….era quello che diceva,forse deve dimostrare a se stesso quanto ancora e’ forte e sessualmente dotato visto che si e’ messo con una ragazzina…..io ero troppo vecchia per lui. Ma come possono esistere al mondo persone di questo genere, gli avevo solo chiesto di lasciarmi vivere, non lo fa certamente con queste sue sorprese. Mi conosce molto bene, T R O P P O!
    Sa che ancora penso a lui perche’ sa quanto l’ho amato.
    Ma stavolta forse urlero’ fino a perdere la voce, l’ho gia’ fatto qualche volta in auto con la musica a tutto volume…ma non STRISCERO’ MAI PIU’.

    Adesso vi saluto, devo uscire, ho paura, ma in fondo e’ cosi’ breve la vita che mi resta rispetto a cio’ che ho gia’ trascorso che devo farmi tanta forza e superare questo momento, per godermi i prossimi anni in santa pace.

    Mi chiedo, sto peggio adesso oppure quando ancora stavamo insieme e subivo (perche’ volevo subire) tutte le sue stronzate? Forse, anzi senza forse stavo peggio allora, credo che sia gia’ un passo avanti….LULU

  • 5325
    margherita -

    No LUNA, non ho affatto detto nè deciso che tu sia più forte o che la tua sofferenza sia uguale a quella mia e di Lilly… io ho proprio messo in dubbio che tu parti da “una sofferenza del genere trattato qui”, nel pieno rispetto della libetrà di esprimere i pensieri che nascono da ciò che ci comunichiamo con questi post.
    E’ vero che non ti ho dato una pacca sulla spalla sorridendo, infatti sono coerente con la premessa “prendo spunto dalle parole di Lilly per appuntarti LUNA”, questo voleva essere il mio post per te non l’inverso, e di seguito penso di averti spiegato anche il perchè.
    Forse LUNA non hai capito che quella a sentirsi fraintesa non sei stata te ma Lilly, nel momento in cui aveva più bisogno di essere capita e incoraggiata, quella che ci è rimasta male è stata lei come io a suo tempo…ma come? anche qui?…anche da persone con le quali abbiamo condiviso questo nostro vissuto e dalle quali ci aspettiamo di essere capite?…
    Facciamo un’ulteriore autoanalisi? Cosa c’è di altro in me che non va se anche questo piccolo episodio mi crea malessere?
    Non ci si deve far aspettative!!!!..
    Non ci si deve aspettare di essere capiti da nessuno!!..Sono troppo fragile?
    Questi, anche se in maniera forse esagerata, sono i pensieri che si muovono dentro la testa di persone ferite nella maniera descritta qui, che credimi Luna fanno ulteriore male.
    Usare una severa autoanalisi, usare scossoni serve a noi e agli altri come usarsi e usare una pacca sulla spalla con un sorriso.
    A volte bisogna sforzarsi di leggere tra le righe di chi scrive, rilassarsi e trovare per sè a per coloro che ci ascoltano una “coccola reale” non il semplice impara a coccolarti, “amore” e non il semplice impara ad amarti.
    Da qualsiasi parte la giriamo, la vediamo, la percepiamo la nostra vita per un periodo più o meno lungo è stato un vero schifo e forse lo è ancora…siamo qui quasi guerrieri per combattere questo schifo, con varie tattiche, analizzando ogni cosa possibile, noi, la storia, lui o lei, le situazioni, i vissuti, i passati, tutto, cercando perchè e rinunciando a risposte, quando invece basterebbe solo dimenticare quella persona che ci ha fatto scaturire talmente tanto coraggio da starle vicino.
    Siamo qui a scovar errori dentro di noi per eliminarli in modo da far passare il disagio, il malessere, aiutati da libri, psicologi, amici,post, così da non ricadere in futuro negli stessi meccanismi.
    L’amore è una cosa strana, ti arriva, ti succede, e quando ami una persona l’unica cosa che vuoi è stare con lui o lei, l’amore giustica tutto, perdona tutto, capisce tutto e ti può portare alle stelle o alle stalle, fa parte del gioco se decidi di giocare; finchè stai alle stelle ti percepisci come il migliore del mondo e quando vai alle stalle ti percepisci coem il letame di mucca.
    Io credo che la vita sia proprio questa: cadere ed alzarsi, ricadere e rialzarsi, ogni giorno se necessario, perchè ogni giorno ce ne viene data la possibilità….
    Una sorriso

  • 5326
    Naty -

    LULU: mi manca lui? ma chi e’ lui?

    Sono due domande, secondo me, GENIALI.

    Ti sento bene, sono contenta. Non lasciare il lavoro, altrimenti dovrò dirti che SEI PAZZA! Insomma, dovrei dirti una cosa che non credo… Infatti sono certa che non lo farai.

    La cosa, sì, mi puzza/va. Sai che hai ragione? Non ci avevo pensato! Puzza di STRONZO ehehhe.

    Per il resto: bene, ti sento proprio bene.

    LUNA: molto interessanti le cose che hai scritto sull’equilibrio.

    Ciao Lilly, ciao Francesco, ciao Steffy (‘ndo stai?), ciao tutti.

  • 5327
    Franz -

    ” Una persona può vivere felice con un’altra a patto di non esserne innamorato”
    In effetti, cara LUNA, il fatto di vedere il reprobo quotidianamente o frequentemente è irritante come passarsi la carta vetrata sulle gonadi, se mi consenti la similitudine grassoccia, ma può generare quel quid pluris di rabbia che può esser necessario per compiere un salto di qualità a patto che sia una rabbia feconda e non nichilista; aver a che fare con dei fantasmi da un lato semplifica, dall’altro complica, perchè li ingigantisci e mitizzi. Parlo in astratto, ovviamente; il fatto di non averla a portata e di aver interrotto ogni forma di comunicazione penso che mi abbia aiutato, così come mi ha aiutato il suo comportamento disonesto, sfuggente e petroso da automa ottuso; mi avesse detto in faccia e con il cuore in mano le cose che provava realmente e ci fosse stato precedentemente un periodo critico in cui avessi potuto subodorare qkosa, magari, il mio rispetto per la persona non sarebbe evaporato.
    Bè ma essere fraintesi, cara MARGHERITA, è la regola più che l’eccezione, specie per iscritto dove non è possibile un contraddittorio immediato; oltre al vocabolario vi è anche il vocabolaltro…basta leggersi l’augusto Pirandello. Inoltre per iscritto si risulta più sentenziosi, ma è un problema legato al mezzo. Molto spesso, poi, l’ironia (atteggiamento necessario e salutare) viene scambiata per sarcasmo e molto spesso mi capita di assumere un ragistro ironico, sarcastico o surreale come strategia di difesa. Al di la dello spazio dei forum le persone hanno una bassa disponibilità all’ascolto e una capacità di introspezione assai svagata, per cui se ti mostri per quel che sei, anche con debolezze e dubbi, ti guardan storto o con aria di sufficienza sottintendendo un inequivokabile “ekeppalle, sciollati un attimo e prova a divertirti ke mi stai rovinando la serata e la tipa la in fondo mi sta guardando, ma pensa te se mi dovevo portar dietro sta zavorra, e io che me l’ero portato dietro per fargli fare da spekkietto per le allodole e infilarmi in giri seduttivi , etc etc…”, per cui vale sempre il vekkio detto “ridi e riderai insieme ad altri, piangi e piangerai da solo”; talvolta la risata. a prestarci attenzione, pare un lamento o un grido ma l’importante è che la commedia prosegua e che nessuno si interroghi su ciò che è o ciò che fa.

  • 5328
    Ant062 -

    @Lilly : “Ed ho avuto il terrore sia di stare zitta sia di incappare in quelle micropause silenziose in qui il cervello tenta disperatamente di elaborare la risposta “giusta” nella certezza matematica che intanto non la azzeccherà”

    Dire sempre quello che si pensa, indipendentemente dalla reazione che si può provocare, è ciò che si dovrebbe sempre fare…Facile a dirsi..come al solito..

    Ma se dall’altra parte le parole vengono male interpretate (o, peggio, addirittura rielaborate a proprio vantaggio) il tutto sta a significare che la “controparte” non è “sintonizzata” con noi…non c’è feeling mentale…
    A quel punto tu puoi essere chiaro come il sole, ma se lui/lei ha deciso di “trasformare” le parole a suo vantaggio, non c’è nulla da fare: la strada della comprensione è chiusa.

  • 5329
    SONIA -

    Rieccomi..!
    Non voglio entrare nei vostri fraintendimenti..perchè non mi piace entrare in discorsi già cominciati..
    Vabbe’..pero’ dovevo raccontarvi un altro capitolo, non piacevole della mia storia..Dove eravamo rimasti..ahi si, vita nuova, amici nuovi..anche la voglia di vivermi un altra persona..
    beh è possibile incontrare l’ex dopo 4 mesi che non avevo piu’ visto ne’ sentito..bere un caffè, fare due chiacchere e capire che non è mai cambiato niente..
    Capire che io, che pensavo di aver fatto passi da giganti, non dico di averla superata in toto, ma di esserne cmq fuori, di stare meglio..invece non mi sono mossa da li’..o meglio io mi sono mossa da li’..con me la mia testa MA IL CUORE E’ ANCORA LI’ DOVE IO LO AVEVO LASCIATO!
    Riprovare le stesse emozioni, le stesse sensazioni, la naturale voglia di parlare di condividere anche di ridere..
    Tornare a casa con la triste consapevolezza che è ancora forte e vivo..che a distanza di quasi un anno non è cambiato niente..che con lui sento ancora un noi..e poi?
    Sentirsi dire che per lui è lo stesso..nonostante anche lui frequenti un’altra persona, lei non sono io..i paragoni sono inevitabili e dolorosi..quando hai vissuto una storia come la nostra..perchè nessuna persona, nessuna situazione, nessuno gesto ti sembra mai all’altezza..
    Perchè è triste accorgersi dopo anno che da te on si è mai allontanato realmente..che siamo due persone che hanno provato qualcosa di realmente profondo, due persone fortunate..ma non è detto che la vita ci riserverà anccora un’opportunità di essere felici..e noi (Lui) l’abbiamo butttata sprecata..e ora inutile voltarsi indietro o continuare a mangiarsi i gomiti..
    La verità è che nonostante abbiamo preso in mano le nostre vite, nonostante abbiamo ricominciato..il rincontrarsi è servito per capire che i nostri cuori sono rimasti insieme..
    tipo quei film dove lui si sta per sposare con uno..ma la sera prima del matrimonio rincontra il suo ex e capisce che non ha mai smesso di amarlo..
    Che tristezza!! SUNY

  • 5330
    steffy -

    Ciao ragazzi,
    leggere i vostri commenti mi risolleva notevolmente il morale che, in questi giorni, complice il cattivo tempo, sta praticamente sotto i piedi! Inoltre due giorni fa la mia migliore amica si è sposata e…quale migliore occasione per ricordare ciò che sarebbe toccato a me fra pochi mesi. Oddio, ho passato tutta la giornata ad immaginare come sarebbe stato il mio matrimonio, che tristezza!
    Quel genio del mio ex sembra essere morto. Niente, non si fa sentire, come se non fosse mai esistito. L’unica cosa buona che ha fatto è stata inviarmi la corrispondenza che, in questo mese, si sarà accatastata sulla sua scrivania. Forse preso da un moto di bontà ha deciso di chiudere tutto in una busta e di spedirla a casa mia. Ma probabilmente gli sto attribuendo un merito che non ha, di sicuro sarà stata sua sorella a prendere l’iniziativa. Che dire? Ci sto ancora pensando e mi manca. Tante volte mi sveglio con il ricordo dei suoi occhioni verdi. Mi sento un pò una stupida, ma è così. Mai negare quello che si è! In più ci si mette il mio status di disoccupata a peggiorare le cose. Troppo tempo libero da dedicare ai pensieri. Appena avrò sistemato i miei ultimi casini qui, nella mia città natale, penso di ritornare su. Devo assolutamente trovare un ‘altra occupazione. Non è tanto il lato economico che mi spaventa(con quello che ho messo da parte per il matrimonio riesco a sostentarmi ancora per qualche tempo), è lo stare troppo tempo senza far nulla che mi mette l’ansia! Non devo pensare altrimenti rischio di non uscirne più.
    A presto cari

  • 5331
    LUNA -

    LILLY: @Però l’appunto di Luna, in effetti, mi ha destabilizzato, mi ha riaperto una vecchia ferita non ben cicatrizzata.

    Bene, tagliamo la testa al toro.
    Sono contenta che quello che è appena successo perlomeno possa rivelarsi utile. Aver colto la destabilizzazione, e le vecchie ferite lo è sicuramente.
    Ma siccome sono stata tirata in mezzo in un meccanismo che, di fatto, malinteso a parte (che si può chiarire con tranquillità) ha ben poco a che fare con me, io mi tolgo fuori da ciò che non riguarda me.
    E, soprattutto, voglio dirti che sono d’accordo con Tina (che ringrazio) riguardo al fatto che il discriminante non è la pacca sulla spalla o meno.
    Anzi! A volte chi ti dà la pacca è un manipolatore. Che te la dà affinché tu continui a pensare di avere bisogno di conferme per andare avanti. Poi ci sono pacche e pacche, ma sta a te (tu generico) capire la differenza. Decodificare ciò che arriva, da chi e come. E’ difficile? sì, ma è l’unica strada, mi sa. La soluzione, come hai colto, rispetto al fatto di essere dipendenti dal giudizio, l’opinione degli altri, il fraintendimento, non è dirsi: io sono fragile, e quindi è l’esterno che deve dirmi quello di cui ho bisogno. Ma perché puoi trovare chi lo fa, ma anche chi non lo fa. Non perché è stronzo o insensibile, magari perché, come nota Anto, è su una lunghezza d’onda diversa, e magari ha pure ragione, le sue ragioni, quanto te. Valide per lui come per te sono valide le tue. Poi, peggio ancora, puoi trovare chi invece è proprio stronzo, e là son guai. Perché può usare persino la conferma a suo scopo.
    A me è andata peggio. A me Marghe ne ha dette di tutti colori, e non tendendo a misurare le parole, ma a cercare quelle che facessero male.
    Questa frase, da sola, ha più aggressività dentro di un’armeria:
    @Un dubbio mi assale, ma te parti veramente da qualche soria vissuta sulla tua pelle, visto che poco racconti di fatti a te avvenuti, o stai forse cercando spunti per una tesi di laurea?

    Non solo non c’è un barlume di empatia, ma nega, persino (penso che se uno vuole parlare legga, prima, anche le puntate precedenti) il fatto che io ho detto, recentemente, non solo i miei fatti realmente avvenuti, ma pure che sto attraversando un periodo difficile.
    E del mio vissuto parlo. Ne parlo con pudore, come viene a me in questa fase, ma lo faccio. Non ho da portare prove a Marghe.
    Mi ha fatto male Marghe?
    No.

  • 5332
    franz -

    E si Sonia
    ho letto con una certa partecipazione quello che hai scritto e, in effetti, mi chiedo cosa proverei nel caso la incontrassi, fermo restando che non penso riuscirei a simulare una virile compostezza interiore. Nel mio caso però non credo ci sarebbe questo reciproco struggimento dal momento che, nel suo caso quello che provava lei era una forte infatuazione, un sentimento adolescenziale e caduco espresso ad ogni piè sospinto con un sentimentalismo che nascondeva una mancanza di profondità ed empatia. Per cui, nella vicenda che mi ha visto coinvolto, come direbbe Nelly (mi pare), non si è trattato di un’opportunità mancata di vera felicità ma di una vacanza sentimentale, di un film tratto da un romanzetto di Moccia, la vita ( e l’amore) vera è altro…e bisogna essere in due a remare nella stessa direzione e non con remi ricavati da poesiole da baci perugina.
    E in parte concordo con quanto scriveva Francesco…L’anno scorso di questi tempi ero cotto e rintronato dal sentimento amoroso ma non ero tranquillo, ora magari sono meno cotto, non sento le trombe del Paradiso, ma sono più rilassato….
    Leggo che molte si dilettano nella lettura dei manuali di autosostegno..Io dopo alcune pagine di Goleman, Harris & c, mi sentivo una specie di Bridget Jones e mi dissi che ad ammannirmi banalità spacciandole come verità psicofilosofiche ero capace da me…in compenso poichè ridevo su quelle pagine, ho preferito rivolgermi ad autori che fan ridere per davvero da Benni a Pennac da Bukowsky a Palanjuk ….Poi ho nuovamente sperimentato il valore terapeutico del ballo, a casa da solo o in compagnia…Sintonizzatevi su U-tube e sentitevi brani furbi o struggenti come “Portami via” delle Vibrazioni, o “impressioni di settembre” dei MArlene Kuntz e lasciatevi andare…molto meglio dell’io adulto e dell’io bambino; tra l’altro le canzoni più belle e toccanti son quelle che parlano di amori finiti, ad avvalorare la tesi che i momenti migliori di una storia sono l’inizio e la fine….
    Un abbraccio

  • 5333
    LUNA -

    Perché non gliel’ho permesso. E non negando un’emozione. Ma alzando il mio livello di attenzione. Stando nella realtà. E non perché io sono più forte o più evoluta, ma perché, proprio perché sto attraversando un periodo in cui sono fragile ed esposta so che serve molto di più proteggersi in modo sano, che aspettarsi che siano sempre gli altri a fare la cosa giusta.
    Scegliere cosa far entrare e cosa no. E come.
    Un conto è uno scambio di opinioni. Un conto è anche il fraintendimento, le posizioni diverse, il significato diverso che diamo alle parole, mettersi in discussione. Ma il punto è restare in parità. sempre. L’empatia sana e l’empatia che toglie il senso di attenzione, e lo scambio obiettivo tra interno e esterno sono diverse. Diritti e doveri sono uguali ed è dentro di sè, innanzitutto, che bisogna imparare a sentirsi protetti. Ed è questa la strada per la non dipendenza.

    @MARGHE: @Forse LUNA non hai capito che quella a sentirsi fraintesa non sei stata te ma Lilly, nel momento in cui aveva più bisogno di essere capita e incoraggiata, quella che ci è rimasta male è stata lei come io a suo tempo…

    sorrido… chi l’ha detto? cioè, scusa, fammi capire, tu sei in grado di sapere cosa sento io? e chi sente di più e cosa? complimenti!!! tu sei in grado, da fuori, di sentire per noi chi è più fragile di chi?

    E poi, scusa, permettimi, mettere in dubbio che io abbia subito molestie morali ti sembra una cosa da alta sensibilità? Cos’è che ti fa pensare che io non le abbia vissute? il fatto che ne parlo diversamente da come ne parli tu? che io abbia trovato soluzioni, per me, diverse dalle tue?
    che io sia uscita dall’idea dell’amare troppo come un qualcosa di inevitabile tipo tegola che ti arriva in testa?

    Hai fatto una descrizione cinica di me, e sarcastica (tu), che non centra con me. E che esula, peraltro, anche dal contesto del malinteso tra me e L.. A me pare che tu abbia cercato un pretesto, difendere L., per dire ciò che vuoi dire a me. Dai tempi in cui sono andata in antitesi con te. Ma allora perché non scrivere direttamente a me senza tirarla in ballo? Io colgo in te il bisogno di usare questa aggressività nei miei confronti, di dire che tutto quello di cui si parla qui non serve (perché dire a persone che dicono che a loro questo forum, non io, questo forum serve, che non è così? che quello che a loro pare utile non lo è? è questo dare una pacca sulla spalla?). Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’esprimere un’opinione. Conosco le molestie morali. E ti dirò che so anche, evidentemente, riconoscerne una. Tu vuoi ferirmi (mi spiace, non ci riesci). Chiediti perché.

    LILLY: Ho cercato, a più riprese, in modo leggero, di comunicarti questo: che io, come te, come tutti, ho bisogno di fare il mio viaggio senza stare là a guardare a che punto sto. Per me è importante 🙂
    Ho cercato di comunicarti anche un’altra cosa: che l’idealizzazione non serve mai. Mai. Non serve a te (tu generico) e mette anche l’altro in una posizione di imbarazzo, quando poi diviene il pretesto per altri di scatenare un’aggressività competitiva. Bacio

  • 5334
    LULU -

    Ciao Sonia, si e’ tutto possibile che si senta ancora dopo molto tempo cio’ che abbiamo provato in passato, come se una strega ci avesse fatto un incantesimo e il nostro cuore fosse li’ fermo come paralizzato…non so bene la tua storia, non so come e’ andata tra di voi ma credimi, anche il mio ex ha avuto la faccia a…tosta di farmi sapere che nonostante mi abbia tradita continuamente con altre, e nonostante da cinque anni (di cui tre nei quali ancora stava con me..)abbia una relazione con un’altra, io sono la donna del suo destino della fine dei suoi giorni, che come stava con me non stava con nessuna, e’ certo un’altra deficente al pari mio dove la ritrova? Che nonostante abbiamo avuto periodi in cui PER COLPA MIA, (la mia colpa era un intervento chirurgico…) abbiamo avuto pochi rapporti intimi, io sono sempre stata e sempre saro’ quella che lo ha fatto stare meglio, per finire questa super mega stragrande sviolinata, vivra’ il suo futuro pensando all’amore che ha per me, MI HA SEMPRE AMATA E SEMPRE MI AMERA’…..
    Scusami se sono cosi’ scettica ma la mia esperienza mi rende molto fredda (purtroppo non riusciamo ad essere completamente obbiettivi con noi stessi e cio’ che ci e’ accaduto), Sonia, i bla bla bla contano poco, sono i fatti quelli che contano, spero per te che sia diverso, spero che vi possiate ritrovare se realmente e’ cio’ che CREDETE E PROVATE “ambedue”, ma se cosi’ non fosse ascoltami se puoi, io non sono il Dio in terra, la mia esperienza non e’ identica a quella degli e non perche’ la mia e’ andata come e’ andata ho il diritto di dare consigli e da considerare oro colato, se cosi’ non fosse per favore non continuare a perdere la tua felicita’ ancora per una infelicita’, valuta bene, e se non e’…allora smetti di parlarci, chiudi definitivamente ogni tipo di rapporto, il trascinarsi dietro false lusinghe solo perche’ non vogliono che ci stacchiamo completamente da loro ci fa solo male.
    Un’altra cosa, non credere che non si vogliono staccare PER AMORE, ma solo perche’ non vogliono che ci liberiamo della loro dipendenza.
    Con affetto LULU

    P.s. A ME L’AIUTO CHE HO RICEVUTO QUI DALLE ALTRE PERSONE CHE PARTECIPANO A QUESTE CHIACCHIERATE E’ STATO NO GRANDE DI PIU’, CIO’ NON SIGNIFICA CHE NON ABBIA MOMENTI DI SCONFORTO O BRUTTI PENSIERI MA, ALMENO PER QUANTO MI RIGUARDA, CREDO SIA MOLTO MEGLIO DEL FALSO AIUTO CHE HO RICEVUTO DA PERSONE CHE MI CONTINUAVANO A DIRE, “IN FONDO CERCA DI PERDONARLO, VEDRAI PRIMA O POI TORNERA’ DA TE, NON SI POSSONO CANCELLARE TANTI ANNI INSIEME, APPENA SI ACCORGERA’ DI AVER SBAGLIATO BUSSERA’ ANCORA ALLA TUA PORTA…”, ma chi accidenti lo rivuole uno cosi’? che se lo tengano pure, non so piu’ di cosa farmene. Anche se credimi il dolore ancora riaffiora, i ricordi si fanno spazio tra gli impegni veri o falsi che mi sono ritrovata nella giornata, si si fanno spazio a gomitate e ti giuro sono gomitate ogni volta nello stomaco, ma non importa, soffriro’ ancora, piangero’ ancora, soprattutto quando all’improvviso ti capita qualcosa di inaspettato e non te lo aspettavi, si soffriro’ ancora MA NON MI RIAVRA? MAI PIU!!!!!!!

    Naty no non lascero’ il lavoro, non e’ il massimo della remunerazione ma ci vivo abbastanza decentemente, quindi aspettero’ rielaborero’ fino a quando una mattina vedendoli uscire di casa li guardero’ e diro’ “ma chi e’ quel cretino, quella nullita’ che mi ha fatto tanto male…” e riusciro’ a sorridere serena….(SI SI PERCHE? SO CHE CE LA FARO’….almeno spero)

  • 5335
    Giusy -

    Ciao a tutti,
    sebbene non scriva leggo spesso i vostri post essendo una “reduce”di questo spazio bianco che mi ha aiutato tantissimo in un momento molto difficile.
    Lulu ho letto dell’ ennesimo colpo basso e ti capisco benissimo.
    Ogni volta che ne ho ricevuto uno l’ho sempre paragonato ad una tessera di un puzzle….Oggi il puzzle è completo…..
    Il mio ex vive a pochissimi metri da casa mia in una casa comperata per noi.Si è sposato e ogni giorno con prole e moglie a seguito passa dinanzi casa mia,la sua presenza è lì.,la sua auto….Ho sempre sostenuto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e invece beffa delle beffe….Oggi sono ancora qui e il mio puzzle sarà completo quando quella auto nera e la loro presenza sarà invisibile……
    Ho toccato il fondo ma pian piano sono risalita ,oggi non sono in cima ma in cammino, un cammino lento, impervio ma cammino….Come me qui tutte voi siete in “cammino”.Non siete ferme e se vi sembra di esserlo sbagliate…Non ho ricette ,non ho consigli ma solo la consapevolezza che siamo noi il punto da dove ripartire e quel punto non è mai zero ma è sempre al di sopra ….
    Un saluto a voi tutti

  • 5336
    Lilly -

    Luna. Bacio ricambiato e stop. Anzi….una sola precisazione:
    Ognuno ha il suo bagaglio di sofferenza, un proprio mostro che può ritenere utile (anche sbagliando, s’intende) sbattere in prima pagina perchè gli altri che capiscono di avere una valigia uguale alla tua si sentano meno soli e meno disperati.
    Questo è stato l’unico significato del mio post di questa mattina.
    Rivolto a tutti coloro a cui è stato malamente chiuso il becco in passato.
    Se non doveste incontrare la totale approvazione e vi sentirete destabilizzati pensate, prima di tutto, che siete stati colpiti proprio lì e che prima di incazzarvi con l’interlocutore dovreste affrontare il vostro problema….
    Mi spiace averti messo in imbarazzo. Mi spiace aver scatenato un putiferio.
    Punto e stop.
    A questo punto penso spero mi auguro che tutto sia “rientrato”.
    Lilly viene in pace con tutti AUGH!

    Un bacione a tutti…..

  • 5337
    LULU -

    Giusy, grazie delle tue parole, hai brevemente spiegato cio’ che io faccio in maniera davvero logorroica.
    Anche io aspetto il giorno in cui riusciro’ a passare davanti a quella casa senza tremare, senza avere sintomi di attcchi di panico..io ancora ho messo soltanto due pezzi del puzzle, ma che vanno e vengono continuamente, adesso ne ho messo uno per toglierne due.
    E’ un momento difficile, nel quale ti senti come se qualcuno ti abbia strappato via il cuore con le sue stesse mani e tu ti senti cosi’ stanco di lottare che vorresti non rialzarti piu’.LULU

  • 5338
    LUNA -

    LILLY: me lo auguro anch’io 🙂 per me non è neanche mai cominciato 🙂 🙂 🙂 e la tempesta che esulava dal contesto mi è parsa da subito uno spreco di energie, investibili in qualcosa di più positivo e costruttivo, e reale :):) anche perché, come a tutti noi, le energie mi servono, “là fuori”, ed è quindi un bene, secondo me, sempre, investirle in qualcosa di costruttivo 🙂
    Mi dispiace che tu sia rimasta male per la mia affermazione che, ripeto, era autoironica e il cui senso, per me, di fronte alla frase “profondo studio di sè” era dirti cos’è per me ora “approfondirmi”.
    Ciò sicuramente anche, per me, perché a suo tempo sono andata a cercare, e ho trovato, delle chiavi, riguardo il rapporto me/me me/altri che per me sono state assolutamente pratiche, concrete, non teoriche. E a riprova di ciò mi sono servite, fuori dal contesto delle molestie morali, in questi ultimi mesi in cui l’emergenza emotiva, come ti dicevo, è stata veramente generale. E mia.

    FRANZ: come vedi sono d’accordo con te, fluire nella vita 🙂 te l’ho già detto 🙂
    ma non sempre può essere così immediato quando si esce da una tempesta di grandi proporzioni. Può non essere così immediato sentire di poterci fluire con tutti i propri pezzi al loro posto. Ciò nonostante sentirselo dire, che fluire nella vita fa bene, piuttosto di implodere, fa sempre bene 🙂
    Per quanto riguarda i manuali di autoaiuto: ce ne sono di tremendi (quelle cose tipo: “diventa manager in 5 giorni e costruisciti un’azienda con 120 dipendenti in altri 3”, brrrrr ;)) molto superficiali, e anche ridicoli, ce ne sono altri il cui scopo, probabilmente, è anche di far pensare “ma io queste cose le so già!”, che male non fa, nel momento in cui uno, magari, pensava di averle dimenticate. Ce ne sono altri, seri anche se divulgativi, che propongono non soluzioni, quanto piuttosto una visione più mirata e concreta su funzionamenti, dinamiche (quindi la soluzione parte dalla consapevolezza), e offrire un diverso punto di vista, che fa la differenza, e che, se uno vuole, poi, può approfondire in altra sede, dove non basta quello che uno può dirsi da solo.
    Non perché non sia abbastanza intelligente, ma perché alle volte, effettivamente, ci sono chiavi, anche semplici, che si possono non vedere, se qualcuno, competente, non te le indica.

    Personalmente credo che manuali come “Donne che amano troppo” e “Molestie morali” non siano assolutamente pseudofilosofici, ma bensì molto concreti. Com’è concreta la molestia morale, e sono concreti gli effetti dell'”amare troppo” (effetti emotivi, fisici, economici, e via dicendo) concreti sono gli esempi, concreto, per molti, è comprendere che ciò che gli è avvenuto o gli sta avvenendo ha un nome, dei sintomi, e che è possibile uscirne. Concreto è comprendere che certe relazioni sono forme di dipendenza come l’alcolismo.
    Dare un nome a quello che ti sta succedendo, mentre prima ci stavi dentro pensando che succedesse solo a te, o che fosse tutta colpa tua, o che le storie violente possono capitare e avere paura anche di un nuovo incontro, o che fosse perché qualcuno ha colto la tua inadeguatezza, e sentirti depressa perché senti che non ti stai difendendo in modo adeguato, ecc, bhe, spesso fa la differenza. Fa la differenza perché se non guarisce nell’immediato, apre comunque una prima finestra sulla consapevolezza e la guarigione. anche dal trauma di una relazione violenta, dal punto di vista fisico e psicologico.

  • 5339
    LUNA -

    SONIA: mi dispiace molto che tu ti senta così.
    Anche perché, se ricordo bene, i vostri cuori non sono rimasti vicini, nella realtà – nonostante da parte tua ci fossero la volontà e la disponibilità a proseguire una storia a cui tenevi molto – per delle difficoltà non esterne, ma interne poste alla relazione, e non da parte tua. Poi, certo, la responsabilità non è mai da una parte sola, al cento per cento, ma io mi ricordo, se ricordo bene, una Sonia che era per costruire, non per distruggere, per stare, non per lasciare, per continuare, non per finire e che si è messa parecchio, persino troppo in discussione, in alcuni momenti, come se dipendesse tutto da lei, anche se chi aveva detto no non era lei. Una Sonia che ha atteso un segnale, a lungo. Un segnale serio, concreto, non fatto solo di parole, per tornare a costruire qualcosa insieme. Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano, cantava qualcuno, e in generale può accadere, sì. Ci sono contingenze che dividono le persone, errori che si fanno e si riparano, veramente, con una messa in discussione costruttiva, e le persone possono crescere… ecc ecc. Ma… è facile, fuori da una relazione, quando l’impegno concreto, quotidiano non c’è, parlare d’amore e di rimpianto. Perché non ti ha tenuta stretta a sè quando c’eri, Sonia? chi glielo ha impedito? Che lui ti piace (inteso nel senso più ampio del termine) lo sapevi già, che hai fatto fatica a rinunciare a ciò che ti piaceva di lui, molta fatica. Hai scalato l’everest per rinunciare a qualcosa che tu percepivi come profondo. Quando non hai avuto scelta, perché è stato lui a dire no, quando hai avuto scelta, perché ciò che ti piaceva, e molto di lui, era unito a cose che di fatto non rendevano possibile la relazione che avresti voluto con lui, e perché, concretamente, lui non c’era, come avresti voluto tu. E’ molto triste, e insieme romantico, incontrarsi e pensare: ora potremmo essere insieme!
    Perché non lo siete?
    E chi ve lo impedisce ora? lasciate i vostri rispettivi compagni, se non li amate, e tornate insieme, se pensate che quello che c’era c’è, che è ineguagliabile, che è stato tutto, solo, un brutto sogno. Lui, se ho capito bene, non si è sposato, tu, se ho capito bene, non ti sei sposata. se voi due siete la reciproca felicità, e non solo parole, chi vi impedisce di esserlo adesso? Parole parole parole cantava Mina. Attenzione, non sto dicendo che lui non pensi quelle parole, ma sto dicendo che tu delle parole, secondo me, non sai proprio che fartene. Volevi e vuoi, giustamente, i fatti, l’impegno. l’amore. L’amore che dice: ci sono, qui, adesso.
    No: accidenti, è un vero peccato che le cose siano andate così, sai? perché non mi sento come mi sentivo allora.
    ma allora, ad un certo punto, non si sentiva come si sente adesso…
    Insomma, un po’ di idee chiare a ‘sto ragazzo, forse, non farebbero male.
    Detto ciò, le sensazioni sono quelle che sono.
    Baci

  • 5340
    Lilly -

    Ciao Margherita. Dici:” siamo qui quasi guerrieri per combattere questo schifo, con varie tattiche, analizzando ogni cosa possibile, noi, la storia, lui o lei, le situazioni, i vissuti, i passati, tutto, cercando perchè e rinunciando a risposte, quando invece basterebbe solo dimenticare quella persona che ci ha fatto scaturire talmente tanto coraggio da starle vicino.”
    A volte (anche ieri) mi sono chiesta se avesse un senso arrovellarmi in centomila perché e per come.
    E me lo sono chiesta visto che, nel periodo in cui sono stata con quella persona, il mio cervello era così ”ben funzionante” da individuare il suo comportamento come marcio.
    Però lo decodificavo come tale solo nel momento in cui lo vedevo adottato da altre persone nei confronti di persone care.
    Non so se mi sono spiegata….
    Insomma. Se lui fosse stato il compagno di una mia amica le avrei suggerito di dargli un calcio nel culo con gli stivali delle sette leghe. Di spedirlo a quel paese con busta raccomandata senza ricevuta di ritorno…..
    Quindi ho spostato il fulcro dei miei arrovellamenti mentali DAL “perché e finita” AL “ma mi conosco veramente dato ? Mi voglio bene come ne posso volere ad una mia amica?”
    Qualche passo in avanti l’ho fatto.
    Ed a questo punto potrei anche buttarmi nell’impresa di cancellarlo, rimuoverlo dalla mia mente come se fosse uno di quei bruttissimi foruncoli che a volte ti compaiono in mezzo alla fronte!!
    Però no. Non lo farò. Non dimenticherò mai quel tipo. Mi limiterò a comprimere il suo spazio, a ridimensionarlo, a sgonfiarlo, a vederlo in base a come si è comportato.
    E sai perché? Non per ottuso masochismo o voglia immane d vittimismo…….solo perché lui mi tiene ben in mente come’ero prima e cosa rischio se abbasso la guardia.
    Il problema non è stato lui. E’ stato come io ho lasciato che fosse con me.
    Lui è stato persin “onesto”. Ha messo sul tavolo tutta la sua stronzaggine, non si è nascosto (all’inizio si, va beh).
    Avrei dovuto dirgli all’americana : comincia a correre, cocco.Ti do tre secondi di vantaggio e poi ti tratto per il piattello che sei.
    Non l’ho fatto. Non l’ho fatto “durante” e neanche per un sacco di tempo dopo…..
    Il problema non è la sua bastardaggine evidente. E’ stata la mia ignoranza in materia Lilly, la mia incapacità di volermi bene, di stimarmi come persona meritevole di rispetto.
    Se resetto tutto, se lo faccio fuori, faccio fuori la me stessa che sono stata e che rischio di tornare ad essere se metto la testa in un buco e dimentico
    E non va bene.
    Abbiamo avuto forza, energia, coraggio stando con loro?
    E questo è stato positivo.
    Abbiamo indirizzato male, usato male quella forza, quell’energia e quel coraggio? Gia!!!!!!
    E questo è stato un male. E’ li che dobbiamo intervenire.
    Naturalmente parlo del mio vissuto (pecchè quello conosco bene vè!!!).
    Le storie di chi passa di qui sono tutte diverse. Ma c’è un tratto comune in parecchie di loro (parecchie….non tutte, ovvio).

  • 5341
    Lilly -

    Un giorno qualcuno si è svegliato malamente cadendo dal pero……….
    Sapeva di essere sul pero? O pensava di essere seduto per terra.
    E se pensava di essere a terra è stato l’altro-a a farglielo cadere fregandolo o siamo stati noi a sfalsare la realtà ?
    Secondo me è importante porsi questa domanda perché non è finalizzara a trovare il colpevole da linciare ma a trovare il bandolo di una matassa che va sciolta prima che diventi così grande da sedersi sopra di noi vivendo al posto nostro.
    Non so se sto dicendo un mucchio di cavolate o il mio discorso in qualche modo fila.
    So che può essere un discorso generico perché va bene per tutto. Amore, amicizia, lavoro etc etc etc.

    Non partire in un “dagli all’untoreeeeeeeeeeeee” di riscossa prima di aver capito che quell’untore lo abbiamo lasciato avvicinare noi perché non lo abbiamo individuato come tale (pur essendo “unto” come un un fiasco di olio di oliva…….scherzo, lo so che gli untori non erano unti……).
    E che al di là del grido di riscossa dobbiamo metterci le chiappe al riparo da altri possibile sviste imparando a conoscerci, a stimarci, a volerci bene.
    Poi la vista può, ancora capitare, ovvio.
    Ma saremo più clementi con noi stesse-i. (Giusto Lulu?)

    Ciao a tutti.

  • 5342
    Franz -

    Mah, Lilly, così come è sbagliato il demonizzare chi ci lascia (rischiando di mitizzare e di sovradimensionare la persona), lo è altrettanto colpevolizzarsi per le scelte fatte. Se faccio un’analisi costi benefici della storia vissuta con quella tizia, mi metto a strapparmi i capelli, ma so anche che una storia non è un teorema e i conti non sempre posson tornare. IO ero innamorato, come forse non lo ero mai stato (benchè ogni storia sia diversa e le comparazioni lascino il tempo che trovano)e questa qui non faceva che dirmi “nn ho mai amato nessuno come te, nè mi son mai sentita così amata, ecco perchè dobbiamo sposarci”…Una settimana dopo il quadro era inopinatamente mutato ed ero diventato un cattivone tetragono al suo elevato sentire e via col valzer del “ti amo con il cuore, ma nn con la testa”, “forse sto facendo un errore, no anzi l’errore l’hai commesso tu”, “se capirò di amrti più di tutto ritornerò”, “sei troppo strampalato per una come me, anzi no effettivamente devo esser impazzita io”, “come stai? -come uno che è stato mollato – ecco che cominci a far del vittimismo” – ma insomma che vuoi da me, mi hai scaricato, nn è questo che volevi? – Niente, nn voglio niente, è una situazione di m…- bè ma non si è prodotta per volere del Fato – cheppalle sai solo accusarmi sei un egoista…etc etc.
    Come si usa dire, il diavolo si nasconde nei dettagli e forse allineando i dettagli potevo capire che al di la delle enunciazioni formali qualche scricchiolio strutturale c’era già prima…ma il rischio di sintonizzarsi troppo sui dettagli è di diventare paranoici, per cui ho preferito cercare di lasciarmi andare e di vivere senza preclusioni il sentimento da cui ero pervaso…
    Come direbbe Lulu, uno si sente una nullità dopo che la persona che l’ama lo lascia più o meno malamente o in maniera più o meno trasparente e responsabile. Ugualmente è evidente che sia assai accidentato e spesso non lineare il percorso di elaborazione. Se servono i manuali di autoaiuto per non sentirsi delle pecore nere, per spiagare quanto avvenuto e non relegarlo ad un sortilegio personale, nn ho nulla obiezione, poi ognuno ha i suoi mezzi e le sue ancore di salvataggio che talvolta lo sotengono naturalmente, altre solo se ci si aggrappa con tutte le forze. IO mi son quasi imposto di non pensare a lei e di dimenticare quello che è stato solo che i sentimenti ed i ricordi beffardamente han trovato un’altra via per appalesarsi, quella dei sogni; mi capita di sognarla spesso, il che è seccante, in verità.

  • 5343
    SONIA -

    Luna..penso che finchè trovero’ te ad “ascoltarmi” e a parlarmi come solo tu pmi parli, non avro’ bisogno di altr :-)..senza giri di parole ma andando dritto al centro del problema con una rapidità e una facilità che mi fanno quasi paura, nel senso che sembra che tu mi conosci da una vita, senza esserci mai incontrate,..Credimi Luna io non conosco nessuno che ha capito cosi’ fino in fondo la mia storia, ma soprattutto i pensieri che giorno dopo giorno in questi mesi mi corrono e si scontrano nella mia testa..girando cosi’ vorticosamnte che nemmeno io riesco a seguirli..te si, non so perchè, non so che dono hai..spero solo che nella tua vita tui faccia un alvoro che ti permette di sfruttae questa tua dote, pechè è una dote io ne sono convinta!GRAZIE
    Tutto quello che ho scritto l’altro giorno d’istinto senza neanche rileggerlo..se solo adesso lo rileggo con attenzione e soprattutto dopo aver letto le tue riflessioni in proposito…boh lo vedo con occhi diversi…non che non lo penso..pero’ è stato facile cascare in quel vortice di sensazioni avendo accanto la persona che hai amato cosi’ profondamente, e che come giustamente hai detto te, a cui ho fatto fatica a rinunciare..molta fatica..
    Adesso pero’ io non so se tornerei con lui..anzi, non credo proprio..perchè non basta a cancellare l’abbandono e il ritorno farsa..
    il non impegno..ecc ecc..
    Per me è un capitolo curioso..ho fatto fatica a crederlo veramente e non posso permettere che qualcosa butti all’aria l’impegno di mesi..a meno che qualcosa di reale e veramente tangibile..
    E se non provero’ mai piu’ qualcosa di neanche simile, e se non trovero’ mai piu’ qualcuno che mi darà cosi’ tanto..beh, almeno una volta l’ho provato, no?
    Io non sono innamorata di questo ragazzo che fequento da pochissimo..ci sto bene, è vero, ma non mi sono innamorata di lui..ci sto andando piano, con tutti i miei freni, le mie paure..non mi lascio andare del tutto perchè fondamentalmente non mi fido di lui, perchè è il contrario del mio “uomo ideale”, perchè non ha mai avuto una relazione stabile, perchè gli piacciono molto le donne, gli piace divetirsi..boh, non mi à fiducia..
    Pero’ mi fa stare bene..e alla fine è quello che voglio adesso..senza troppi impegni..poi chissà..posso stufarmi io, lui, tutti e due..posso capire che è una storia che non mi lascerà niente a lungo andare e lasciare perdere..non lo so!
    Penso sempre chissà cosa prova, cosa pensa, se realmente tiene a me o se mi prende in giro..mi faccio tante domande su di lui quando ancora non ho le risposte neanche se le pongo a me stessa..
    non so piu’ niente..
    Buon week end

  • 5344
    margherita -

    Salve a tutti.
    Lilly ti mando un sorriso e un grazie per la pacca sulla spalla ricambiata…
    @Se non doveste incontrare la totale approvazione e vi sentirete destabilizzati pensate, prima di tutto, che siete stati colpiti proprio lì e che prima di incazzarvi con l’interlocutore dovreste affrontare il vostro problema….
    Hai colto il punto.
    E’ esattamente il contrario di questo che io cercavo di trasmettere.
    Poter percepire un senso di silenzioso calore che ci dica per una volta tanto sei solo triste, non scavare oltre alla ricerca di qualche problema, vedrai che passerà.
    Perchè è umano aver voglia qualche volta non sentirsi sempre con qualche problema da risolvere ma rifugiarsi dentro un abbraccio (seppur virtuale) così come siamo, abbassando la guardia e non alzandola sempre.

    Siamo fatti anche di carne oltre che di cervello, non siamo diversi da quando queste carni sono state prese a mazzate e non è solo il cervello che può guarire le ferite che abbiamo, servono anche le bende….

    LUNA rilassati, tira un respiro e non uccidere tori.

    Io penso che essere guerrieri sempre ci faccia un pò perdere la sensiblità della dolcezza, l’empatia con le cose semplici.
    Alzare perennemente la guardia su tutto io penso ci introduca in meccanismi che ci induriscono a prescindere da dove e con chi ci troviamo.
    Si rischia di cercare manipolazioni, problemi, e reagire di conseguenza anche dove non ce ne stanno e la nostra spontaneità diventa quella della difesa, la ricerca del qualcosa che non va e la perdita di quello che invece va perchè è NORMALE, perchè fa parte del nostro umano sentire, che è giusto che sentiamo.
    E’ normale in noi tutti qui che nasca un senso di sfiducia, di dubbio verso il mondo intero e noi stessi, ma come diceva(non mi ricordo chi scusate) qualche giorno fa una di noi “avrei bisogno di una sola cosa che mi andasse bene e so che riuscirei a risollevarmi”.
    Quello che voglio dire è che è vero che a volte abbiamo un disperato bisogno di ricevere un segno dall’esterno che ci faccia sentire bene, non che ci detti ciò di cui abbiamo bisogno, ma semplicemente che ci appaghi di ciò di cui sentiamo la mancanza in quel momento e che in una giornata no a volte fa miracoli più di un libro intero sulla ricerca dei miei problemi interiori per far cessare il malessere del mio bisogno inappagato.
    Io trovo che non ci sia nulla di sbagliato nè nel sentire questo nè nel cercare questo, non trovo che sia una dipendenza da niente, ma solo la natura di molte persone troppo spesso non capita e calpestata e per quanto la razionalità potrà mettere toppe o alimentarla in maniera diversa non la potrà mai cambiare.
    Ce l’abbiamo il bisogno dell’approvazione e del sostegno dagli altri, il rischio della dipendeza c’è e finchè è appagata va tutto bene, il palco crolla quando manca la “droga” o questa ci fa crepare, allora si corre ai ripari per disintossicarci, non prima…..
    Per me libertà è anche accettare questo come parte di noi positiva..

  • 5345
    LUNA -

    MARGHERITA: Amo il dialogo costruttivo, anche in antitesi, perché è uno scambio.
    La mera sfida dialettica, totalmente fine a se stessa, non suscita in me, invece, alcun interesse.
    Posso sostenerla? sì. Ma non mi interessa proprio. Non mi interessa questo genere di competizione a chi trova la frase più d’effetto, fine a se stessa.
    Se voglio giocare a ping pong vado a giocare a ping pong.
    Pare che Luna, e quello che rappresenta per te, più ancora di quello che dice, e che interpreti a modo tuo, mi sa in modo fortemente proiettivo, sia diventato per te un fatto personale.
    Conduco il mio viaggio in modo diverso da te, la penso diversamente, punto. E’ tanto insopportabile questa cosa, per te?
    E tutto ciò, poi, è nato da una frase scambiata tra me e un’altra persona, non tra me e te, che è diventata per te il pretesto per fare una crociata contro la psicologia, e contro ciò che, secondo te, è o dice Luna.
    Se parlo in terza persona, dicendo LUNA, è perché sono quantomai convinta che la persona con cui te la prendi è un nome che tu, in questo momento, tu stai vestendo di quello che vuoi.
    Luna che magari fa la tesi di laurea, e non ha sofferto, e ti fa venire i dubbi, ma Luna che non si fida del mondo e ha i dubbi.
    Luna che è troppo razionale (anche se parla di ascoltare la panza ogni due per tre, ndr), Luna che non è empatica a sufficienza, Luna che non è dolce.
    E via con la fiera delle etichette 😉
    Questa è la tua Luna. Sonia, Naty, Lilly, ciascuno avrà la sua. E’ naturale che sia così. Intendo dire che a ciascuno di noi piace o non piace qualcosa negli altri, ci possiamo sentire più vicini, affini a qualcuno, in generale, in un dato momento, o meno.
    Tu, passami la battuta, mi sa che in questo periodo hai la Luna storta 😉
    Io non ho alcun interesse a farti cambiare idea riguardo come tu consideri il tuo problema, o non problema, come intendi risolvertelo, o come te la vivi. A me non interessa, in senso buono, perché, come dico sempre, ciascuno fa il suo viaggio e sa per sè. La libertà è sacra.
    Peraltro il tuo modo di vivere la tua vita in che modo influenza la mia? Nessuno. Quindi, a maggior ragione, puoi vivertela come vuoi.
    A te, invece, dà fastidio che io la viva a modo mio. Il perché sia così importante, francamente, è un mistero. Che non ho interesse a sviscerare.

    L’altro aspetto è che qui tutte le persone portano, mi pare, in maniera costruttiva ciò che a loro serve per stare meglio. Che uno porti la samba, uno la psicologia, uno il contatto con Dio, uno la passeggiata al parco, o la lettura delle poesie di Prevert, e spesso anche più di una cosa insieme, tutti portano qualcosa di costruttivo, mettendolo in circolo.
    Poi, ciascuno, vede cosa gli serve o cosa no, cosa gli sconfinfera o cosa no, di ciò che è in circolo. Di solito quando qualcuno va in antitesi non è su ciò che a qualcuno ha fatto bene, ma sul fatto che qualcuno stia beccando legnate, o si stia consumando dietro a qualcosa che gli sta facendo male.

  • 5346
    Lilly -

    Ciao Margherita. Hai ragione, nel senso che anche io penso ciò che tu hai scritto …..con un’aggiunta, però …proprio perché non sempre dobbiamo scavare alla ricerca di qualche problema sarebbe meglio (per noi stessi) evitare di vedere il problema quando magari non c’è ed è un mostriciattolo creato dal nostro animo ferito.
    Ti faccio un esempio. Ieri mattina ho preso un autobus. In prossimità della fermata vedo che c’è un vecchietto con gobbo e bastone, in piedi e messo di traverso. Faccio due rapidi conti e deduco che il nonnetto, se non scenderà, non sarà così rapido nello spostamento da lasciare il passaggio libero e mi trascinerà nella sua folle corsa verso la fermata successiva…..mi avvicino e gli chiedo”scusi? Scende alla prossima”. Lui di rimando mi risponde “nooooo, guardi, son qui solo per controllare che e porte funzionino bene…..”. Era girato di spalle ed io ho subito colto un atteggiamento di scazzo, di sgarbatezza. Poi il nonnetto si gira e vedo che sta sorridendo e mi dice “tranquilla signorina, non la porto al capolinea”….Il mio cervello aveva già registratoun tono sgradito e si era automaticamente offeso……e invece era tutta aria fritta. Il nonnetto stava semplicemente ironizzando.
    Dov’era il problema?Non c’era il problema. Io ne ho creato uno ed io l’ho smontato subito dopo….
    Non è colpevolizzarsi, non è darsi addosso, è semplicemente autoconcedersi un po’ di calore prima di affidarsi al calore altrui. Calore altrui che è bello, piacevole, consolatorio ma solo se siamo in condizione di riceverlo e non così prevenuti da averne bisogno di un eccesso per gradirne una metà.
    Sono prevenuta perché in passato sono stata ferita lì, in quel preciso punto, ma se mi ostino ad essere prevenuta anche nel presente sono io stessa che impedisco a quella ferita di rimarginarsi…..
    Non so come dire, vivere un po’ più rilassati, non essere tesi alla ricerca della sfumatura che potrebbe urtare, fare male, cogliere l’ironia altrui soprattutto se sei uno (come nel mio caso) che ne fa addirittura abuso.
    Quindi nel brandello di post che hai riportato intendevo “affrontare” il problema nella consapevolezza che c’è e va messo insieme a quelli da risolvere ma non per martoriarsi il cervello nell’ennesima sega mentale bensì per una precisa finalità…….per non doverlo subire tutte le volte…. per, come giustamente dici tu, “poter percepire un senso di silenzioso calore”.
    Comunque, Margherita, aridamoce ‘na bella pacca sulle spalle, che non fa mai male……Giusto?

    Franz. Anche secondo me è sbagliato colpevolizzarsi. Infatti non lo faccio. Il che non significa non assumersi nessuna responsabilità. Se indietreggio perché Tizio avanza verso di me in modo aggressivo e sbadatamente spacco un vaso, non mi lincio per averlo fracassato ma neanche dico che è colpa solo di Tizio . Se a Tizio avressi dato un calcio negli zebedei (nel senso di mandarlo a quel paese. Violenza mai, per carità…!!!) avrebbe smesso di avanzare verso di me ed il vaso (forse) sarebbe ancora intero.

  • 5347
    Lilly -

    Non si tratta di trovare a chi addossare la colpa. Si tratta di capire quando e dove che abbiamo “sbagliato direzione” allontanandoci da noi stessi e dalla nostra autotuela per evitare 1) di rifarlo (perseverare è diabolico!!!!) 2) di non risolvere il problema rischiando (nei momenti di tensione quando le seghe mentali diventano più attive che in una falegnameria……) di vederlo più grosso di quello che è.
    Facile dire “ lo stronzo/a è lui/lei” un po’ meno “si ma perché l’ho lasciato /a fare?”! Facile demonizzare un po’ meno analizzare ma in maniera pacifica (senza colpevolizzarsi e flagellarsi nella pubblica piazza).
    Sai qual è (secondo me, ovvio) il rischio del non affrontare il problema accettando anche di riconoscersi una sorta di responsabilità (se e nella misura in cui esiste)?
    Il rischio è che le loro presenze irrisolte spariscano dai pensieri e tornino nel momento in cui la nostra guardia è abbassata. Nei sogni.!!! Quando il cervello dorme e la pancia di cui parla Luna è lì tranquilla che rumina la situazione e si accorge che c’è qualcosa che non va, che un tassello non è al suo posto..
    Parlo di presenze irrisolte perché le abbiamo eliminate senza affrontare la casistica di problematiche che c’era (e c’è) dietro di loro.
    E’ come mettersi una giacca pulita su una camicia macchiata……………….la macchia resta e tu lo sai. Nessuno la vede ma tu sei comunque imbarazzato. Quell’imbarazzo esce prima o poi. Forse converrebbe lavare la camicia.
    Forse converrebbe “dimenticare” solo quando per davvero li avremo trasformati (oltre che visti, considerati, ritenuti senza però esserene convinti) in persone così piccole da poter essere accantonate in un angolino di noi.
    E quando ci convinceremo che non sono poi così grandi? Forse (e sottolineo otto volte forse) quando smetteremo di considerarli talmente grandi da doverli ignorare per non doverli affrontare. E non conta ripeterci all’infinito che loro non sono grandi-*loro non sono grandi-loro non sono grandi……dobbiamo anche crederlo. Esserne convinti.
    Anche la Ferrari del vicino di casa è una pacchianata da arricchiti buzzurri ignoranti……..o lo è solo perchè forse non ce la possiamo permettere?????

    Ciao a tutti

  • 5348
    LUNA -

    E in generale trovo che le persone, da questo punto di vista, siano in grado di arrangiarsi e di farsi una loro personale opinione, su cosa prendere o no dal positivo self service del circolo.
    i dialoghi di solito sono sereni, e se anche l’antitesi c’è, non è basata sulla sfida.
    Se c’è il malinteso, come c’è fuori nel mondo, le persone si chiariscono. E superano la cosa, senza andare avanti a farne un caso per cento giorni o fissarsi. Perché sono ben contente quando torna l’armonia.
    Se due persone hanno tempi diversi, empaticamente si allineano. E, francamente, io, qui, vedo molta buona fede. Vedo la famosa cordata. Vedo persone che fanno del loro meglio per tirarsi su e, se possono, per dare una mano anche agli altri, contemporaneamente. Portando quello che sanno, che stanno imparando lungo il cammino, le loro riflessioni, i loro voli giù, i loro voli su, i loro dubbi, anche i loro malintesi reciproci. Ma dubbi costruttivi, non i dubbi tipo: ma Naty sarà veramente lei o un signore con i baffi che sta cercando di fare un sondaggio? Ma Anto sarà mica in realtà il mio prof del liceo che mi aveva dato due in italiano e ora vuole vedere se ho imparato la consecutio temporis? Ma questi qui mi vogliono bene davvero o me la stanno cazzando?
    (scusa per i baffi, Naty 😉
    Onestamente sono cose che a me non sono mai venute in mente. Mentre parli di semplicità nel tuo continuo attacco a me io vedo tensione, e perdita di tempo. Così sento io questa faccenda.
    Una tensione che non mi interessa, perché non la trovo costruttiva, e, per come l’ho sempre visto io, questo forum è invece un territorio costruttivo. Anche inciampando, alle volte. Ma siamo persone, e le persone qui e là fuori inciampano. E serve anche inciampare.
    E anche il fatto che alcune persone possano sentirsi più affini o meno, che è poi ciò che avviene nella vita in genere.

    Quello che mi colpisce non è il fatto di starti sulle palle, perché il mondo è vario, e varie sono le opinioni, ma il fatto che tu non vada in antitesi su qualcosa che fa male, le mie idee per me, ma qualcosa che a qualcuno fa bene, anche se non è la strada che percorreresti tu.
    E che per te sia così importante credere che Luna, in realtà, sia uno con i baffi che non ha mai sofferto e te la vuole cazzare.
    O rimettere in riga Luna facendole capire che non è poi così serena come forse lei crede, che quello che dice che le è servito non le è servito, che non è dolce, non ha empatia.
    In un forum dove si tende a rafforzare l’autostima non è male, eh! 😉 😉 😉 😉
    veramente mi fa sorridere questo :DDDDDDDD
    è proprio paradossale 🙂 🙂

    Comunque sia, mi dispiace dover dirti che non ti risponderò più, ma io non intendo più proseguire questo dialogo, a meno che non diventi realmente costruttivo. E teso verso l’armonia.

    C’è una differenza enorme tra l’essere contenti per uno scambio armonico, per le affinità, e il fatto di avere vicino persone che con la loro presenza arricchiscono il nostro mondo, e noi il loro, e il fatto di vivere gli altri come una droga che può anche ammazzarti, per astinenza o overdose.
    Tutti sono contenti dell’approvazione altrui, ma c’è chi,senza, o quando si fa disapprovazione, diventa così disperato e manipolato da avere la sensazione di non esistere più. Non è una tara, non è una vergogna, ma è un disagio, forte. E x quanto mi riguarda non ho mai conosciuto nessuno che abbia affrontato sul serio questo disagio, in modo concreto e mirato, avendo il coraggio di uscire dagli schemi stessi della mentalità dipendente, e che si sia pentito di averlo fatto.

    saluti 🙂

  • 5349
    LUNA -

    LILLY: @autoconcedersi un po’ di calore prima di affidarsi al calore altrui. Calore altrui che è bello, piacevole, consolatorio ma solo se siamo in condizione di riceverlo e non così prevenuti da averne bisogno di un eccesso per gradirne una metà.

    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    @E’ come mettersi una giacca pulita su una camicia macchiata……………….la macchia resta e tu lo sai. Nessuno la vede ma tu sei comunque imbarazzato. Quell’imbarazzo esce prima o poi. Forse converrebbe lavare la camicia.

    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    L’esempio del nonnetto era molto carino. E poi il nonnetto ironico… fantastico 🙂
    oggi al supermercato c’era una coppia anzianotta, al momento supermusona che, in realtà, quando mi ha vista sorridere affettuosamente per una loro scena stile “Casa Vianello” riguardante i surgelati, invece di incazzarsi (voglio dire, sono passata di là e ho “partecipato”, spontanea, con la mia espressione “che scenetta simpatica”,ma lui era proprio un brontolone numero uno e quindi teoricamente poteva essere uno che si incazza… ma forse avesse avuto l’anda di uno che si arrabbia non gli avrei sorriso in faccia) incrociando il mio sguardo divertito si è messa a ridere. E lui mi ha anche raccontato del loro primo incontro, peraltro molto buffo, facendole, di fatto, una dichiarazione d’amore.
    Che carini :):):)
    e soprattutto pronti a farsi una risata 🙂

  • 5350
    Naty -

    Ebbene sì, LUNA… Mi hai smascherato…
    In realtà, oltre ai baffi, c’ho pure la barba (lunga: so un po’ depresso e dormo durante er giorno; so de Roma… Che se sente?), e c’ho du’ (s)palle così… E sinceramente se vedessi – per dirne uno a caso, eh – l’ex di LULU, davanti ar suo ufficio, che se fa bbello con la su’ bbella (a str…o!), je farei na faccia così! Oppure, a quell’altro della LILLY, che se mette sur treno a guardalla e sta pure zitto… Io je menerei, pure a quello!
    Eh, scusateme, ma quanno ce vo ce vo, antro che pissichiatria e pissicologia, eh!
    Nun sei d’accordo, Luna?

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