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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 103 104 105 106 107 282

  • 5201
    Naty -

    Ciao tutti, ciao Luna!

    Luna, tu dici: “Fatti gli affari tuoi, che delle storie passate sue, che non sono roba tua, non te ne fai niente. Azzi suoi e dei suoi ex come si è gestita e si gestisce il rapporto con tizio, caio e sempronio.
    STAI NEL PRESENTE e stai nella questione, e cioè come ti senti tu.”

    Ben detto! Il mio ex, tra le altre cose, parlava dalla mattina alla sera della sua ex. Non starò a spiegarne i motivi (c’erano anche dei problemi oggettivi, pratici, d’accordo, non avrei discusso su quello, ci mancherebbe), d’accordo i problemi, capisco tutto, ma a un certo punto la pazienza ha un limite. Il senso della mia “chiusura” a un certo punto, significava anche questo: hai ANCORA da chiarire questo e quello con lei? Bene, intanto chiaritevi tra voi, che io me ne vado.
    E bada bene che all’INIZIO non era così. Quindi facile che uno ci caschi… Come spiegavi tu: non è affatto facile, una volta che ti hanno (ti sei) coinvolto.
    Ma io non ci casco più.
    Sei cambiato? Sei diverso da come ti eri presentato?
    Prima avevi detto di avere chiuso e ora invece DIMOSTRI (qualsiasi sia la ragione: non m’interessa) che non hai chiuso e vuoi coinvolgere anche me in questa sofferenza (peraltro inutile)?
    Hai dei dubbi sul tuo amore verso me?
    Potresti dirmelo.
    Non lo dici perché non ne hai il coraggio o sei confuso o altro?
    Ti ostini a dirmi che mi ami quando sappiamo benissimo che si è creata una situazione “strana”?
    Allora inizio a riferirmi esclusivamente ai tuoi comportamenti.
    Vedo che parli sostanzialmente del tuo passato? E questo con me, che dicevi che ero il tuo presente e il tuo futuro?
    Scherziamo?
    Allora tornaci, se vuoi, nel tuo passato.
    E un’altra cosa.
    Io mi sono rotta di pensare al futuro, e adotto questo sistema: se una persona mi dice continuamente:
    devo fare questo, è per il nostro futuro, tesoro;
    aspetta, devo fare quest’altro, sennò non potremo vivere il nostro futuro, tesoro;
    ho un sacco di problemi, tesoro, ma altrimenti non potremo vivere bene il nostro futuro;
    e assommando cose su cose mi accorgo che il mio/nostro PRESENTE non è soddisfacente (non ci sono spazi nostri di condivisione, svaghi puri e semplici insieme, progetti anche piccoli insieme ecc.), mi rende impotente ecc., me ne frego del futuro. E penso, e sono certa, che il futuro sarà sempre così: è matematico.

  • 5202
    Naty -

    Lilly: non è poco, ma ho tanti problemi.
    un salutone a te e tutti

    LULU come stai?
    Dacci notizie!

  • 5203
    Luna -

    LillY: @hai presente la gioia che provi e che è la stessa di quando, da piccolo, trovavi un regalo inaspettato in camera da letto?
    Beh!!!!! Non so se hai mai provato queste sensazioni….io si!
    Ed ora le sto provando su me stessa.

    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 sìììììì 😀 è bellissimo 😀

    @Ci sono tanti modi per andare avanti.
    Puoi farlo indossando i paraocchi e lasciando che i ricordi si trascinino avanti camminando sempre accanto a te.
    Se togli un attimo il paraocchi e ti volti, loro, i ricordi, sono sempre lì, a sfotterti facendoti ciao ciao con la manina.
    quando ti rialzerai e, finalmente, ripartirai, i ricordi saranno lì seduti per terra, vivi ma talmente abbacchiati da poterti seguire nel tuo viaggio solo da lontano.

    A parte l’efficacia delle immagini 🙂 e del messaggio (in generale, nel tuo post) nonostante l’argomento sia quanto mai serio, per “sfotterti facendoti ciao ciao con la manina” e “abbacchiati” ho riso molto 🙂 mi son vista ‘sti ricordi stronzetti tutti 🙁 perché non se li fila più nessuno 😉 o tipo “vengo anch’io! – No tu no!”. 😉

    Lilly, a proposito dell’essere ridicoli o meno, ti dirò che parli con una che, per esempio, a scuola, ai tempi del primo anno delle superiori (inizio anno scolastico, quando si sta rompendo il ghiaccio…) siccome era in ritardo (come sempre, ndr) e correva in corridoio per superare la prof e arrivare prima di lei è caduta ed è arrivata in scivolata (veramente in scivolata…) in classe… sono entrata scivolando sul didietro… a quel punto dicendo “buona giornata a tuttiiiii!”.
    Perché l’entità della fig di m era tale che l’unica possibilità era tentare di trasformarla in un numero di cabaret… o ritirarmi da scuola 😛

    L’esempio è scioccherello, ma forse era per dire che credo che il filtro ironico e autoironico aiuti, che alleggerisca la tensione, che possa farci sentire più teneri con noi stessi quando ci sentiremmo solo scemi. Quando rischiamo di essere troppo severi. Non si sempre si può, non sempre ci si riesce, però quando si riesce a sdrammatizzare aiuta. Ci sono cose che ci fanno troppo male, e sulle quali non possiamo scherzare. Forse, però, nel momento in cui si riesce a usare quel filtro vuol dire che in qualche modo ci fanno meno male? Non lo so.
    Io penso che da un lato uno scrive d’istinto (anche se nel momento in cui dialoga con gli altri ovviamente, nella sua attenzione verso gli altri, anche ragiona, perché non sta parlando da solo, e riflette e cerca di capire e comunicare) e che dall’altro chi legge rimane anche colpito da cose diverse.
    Non era “Quelo” che diceva “tu come mi vedi?”? mi pare che fosse lui.
    Tu come mi vedi? 😉

  • 5204
    Maya -

    ciao a tt
    oggi dopo due mesi che nn faccio nessuna caz… per parlare con lui lo incontro per caso lui fuori da un bar mentre io passavo, inizialmente nn ci credevo che fosse lui pensavo che era la mia immaginazione così ripasso per essere sicura, se avessi potuto mi sarei fermata lì in un angolino solo per guardarlo. Sono tornata a casa mentre le lacrime scendevano senza volerlo, ho pianto così tanto che nn riuscivo più a respirare e più piangevo e più mi odiavo per non essere come lui:indifferente, non mi ha nemmeno degnata di uno sguardo, niente di niente e io come una stupida continuo a pensarlo, a sognarlo. La mia ferita è ancora aperta e so che la cicatrice che lascerà (anche se dall’esterno non si noterà) sarà grande quanto un oceano, che anche se si rimane estasiati per la bellezza del mare la bocca è sigillata per nn far entrare l’acqua salata. Se questo fosse successo qualche mese fa gli avrei scritto un msg, ma ora ho capito che mi sono umiliata abbasanza per una persona che è vero che ancora non sono riuscita a dimenticare e chissà forse la mia mente l’avra talmente idealizzato che ormai fa parte involontariamente del mio essere perchè dovunque sono con qualsivoglia persona posso essere il mio pensiero per quanto cerco di scacciarlo va a lui, ma questo lui nn lo sa e quindi mi metto una delle tante maschere e vado avanti, con la consapevolezza che niente è per sempre e quindi anche quello che sto vivendo, che sto passando, prima o poi finirà

  • 5205
    Luna -

    ANTO: 🙂 in questa fase della mia vita più che mai io cerco di imburrarci il pane 😉
    ho messo un buttafuori-panciuto con paletta grande e grossa che sta al confine e ai pensieri tagliagola, che non servono, che fanno perdere energie, dice: no!
    Ogni tanto certi passano e poi lui corre loro dietro e dice: ehi, signorini, dove pensate di andare?
    Li piglia per le orecchiette e li sbatte fuori.
    Loro ovviamente protestano. Dicono che devono assolutamente parlare con chi dirige la baracca.
    Che la questione è di fondamentale importanza.

    “Facciamo una cosa – dice il buttafuori – se questa cosa è davvero importante più tardi sarà importante uguale, giusto? Adesso il direttore è impegnato, ma se la richiesta è veramente valida magari poi vi faccio passare…”.
    “Ma è impegnato a fare cosa?”.
    “A fare qualcosa che lo fa star bene, a risolvere in modo ordinato questioni veramente attuali e importanti, o ad ascoltare cosa dice la panza. A volte tutte e tre le cose insieme”.
    “Ma la panza – protesta mister Pensierucci – mica dice sempre cose più belle delle mie!!! Ieri ha fatto piangere il direttore, io l’ho visto, eh!”.
    “Sì, ma la panza non parla a sproposito, e parla diversamente… E il direttore dopo che ha pianto stava meglio e non aveva mica l’emicrania…”.
    Molto spesso quei pensieri si scocciano di stare in sala d’aspetto e se ne vanno… tornano, ma poi se ne vanno un’altra volta… e ad un certo punto non te li ricordi più… tu sei più che mai certo che erano solo pensieri tagliagola…

    Come metafora è un po’ visionaria 😛 ma non me ne veniva una migliore… 😉

    Se stai male nessuno meglio della tua pancia lo sa. Il centro delle emozioni è lì. Ma se ti ripeti in continuazione
    nella testa “sto male – sto male – sto male” “disastro disastro disastro” “non ne usciremo vivi, ragazzi!!!” “e se succede anche questo?” a volte stai dando dei bei bistecconi nutrienti ai pensieri tagliagola. Che ti ciucciano le risorse per affrontare il presente.
    E già so’ c....…
    Un giorno un mio amico me l’ha detto e io ho detto: tu non capisci, io sto male!
    E lui mi ha detto: appunto… ma giorni fa non te lo ripetevi da sola, e come stavi?
    Azzarola… meglio stavo…

    Io credo alla forza della parola, anche quella che ti ripeti in testa. E vale in un senso o nell’altro.
    Non dico che sia facile, non dico che funziona sempre. Ma ho perso per sempre, su questa terra, una persona che amavo, e ho dei discreti motivi contingenti, altrettanto strong dal punto di vista emotivo, per stare di m.da. O per pensare che il mio sistema fisico possa dire bye bye. Dal primo giorno, quando ho capito che erano ca… per davvero, ma per davvero davvero, e che ero lo tsunami più tsunami che avessi mai conosciuto (e che non sarebbe durato un giorno, anzi chissà quanto, e chissà come) ho capito come mai prima di allora il significato della parola “presente”.
    E non solo perché ho dovuto alzare la mano ogni mattina per controllare se c’ero 😉
    – scherzo – Ogni volta che sono riuscita ad essere serena, a ritagliarmi uno spazio di serenità, a tenermi sul binario, a dirmi “ha da passa’ nuttata” quando la nuttata era veramente infinita, e a non sprecare energie dietro a ciò che non era reale, ma era pensiero tagliagola, ho pensato “grazie Signore grazie”. Perché c’è già abbastanza carne al fuoco per rischiare di andare in giro a dire: salve, sono napoleona bonaparte.
    Dunque restare nel presente è fondamentale, e gestire le risorse. E compensare. E andare a cercare il buono e il bello. E anche piangere come un vitello. E parlare d’altro. E mangiare un panino nell’intervallo. E investire le energie in cose nuove. E innamorarsi di un’idea. E lucidare la spada per una nuova battaglia dalla quale, davvero, quelle no, esimersi non si può.
    E restare aperti. Ma sapere anche quando chiudere. Perché ci sono tempeste che davvero non puoi sceglierti, arrivano e basta. Altre, la maggior parte, sì.
    Astenersi pensieri tagliagola perditempo.
    Ordine e disciplina, in senso buono 😉
    calcio in culo quando serve, ma carezze sempre. Work in progress. Non scelto. Necessario.
    O così o pomì. Considero il pomì un baratro e quindi sono disposta a fare anche la danza sulle mani pur di non cadere in pomì.
    Diceva Bukowsky (come si scrive?): a farti impazzire non sarà la morte del tuo amore, sarà il laccio della scarpa che si spezza una mattina…
    Ho paura di quel laccio. Ma l’antidoto è vivere.
    siamo al contempo nelle nostre mani e nelle mani di tutto ciò che è fuori di noi. Per le nostre dobbiamo fare tutto il possibile. Con amore, non con rabbia. Con consolazione, non con autoterrorismo.

    Naty: ciao cara 🙂
    la cosa che aggiungo non è in aggiunta al tuo pensiero che fila dritto come un fuso, perché, di fatto, ti sei ascoltata, e bene, e quindi hai trovato una tua risposta.

    se non sentiamo soddisfacente il presente può arrivare anche mister mago magò a darci ventisettemila motivazioni razionali perché dovremmo trovarlo soddisfacente, o quanto meno sopportabile, ma se non lo sentiamo soddisfacente per noi così è, è un dato interno incontrovertibile.
    Prenderne atto è fondamentale.
    Quotidianamente noi mettiamo germogli per il futuro nel nostro presente, e facciamo dei sacrifici, anche, per il nostro futuro, che sia individuale o condiviso. Ma appunto siamo nel presente anche se pensiamo al futuro.
    Non so se sono riuscita a spiegare cosa voglio dire…
    Sulla cosa dell’ex poi manco commento. Hai già detto tutto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 5206
    Naty -

    Buongiorno Luna,
    Bukowsky pare che si scriva Bukowski (vedi wikipedia).
    A volte ad “aver detto tutto” ci si sente peggio.
    Ma so – solo per esperienza – che è meglio questo “peggio” ora, che il peggio vero dopo, quello che “deve venire” (che sarebbe venuto), nel futuro appunto. Il famoso futuro.

    Maya: prova a pensare – per aiutare te stessa – che quel “non riuscire a dimenticarlo” è SOLO un pensiero ossessivo, intanto. Sdrammatizza. Pensa: ma sì, è solo un’idea mia, una inutile fissazione. Provaci, intanto. Poi vedi.

    Saluti a tutti

  • 5207
    Luna -

    Naty: non avevo voglia di guardare in wikipedia, e sono andata a memoria 😉 Bucovschi 😉

    Ci si sente peggio, ma più che riguardo al futuro il discorso è, mi sa, nel presente, e che stare nella realtà ha il suo vantaggio, rispetto all’idealizzazione e ai “se”, anche quando la realtà non è quella che vorremmo. Intendo dire che basandoci sui dati della realtà possiamo anche tirare fuori delle risorse che con i “se” non saltano fuori e girano a vuoto. Scegliere, decidere, in base alla realtà e se questa non corrisponde a ciò che vogliamo e che ci fa stare bene dire no.
    Non sarà bello dire no quando ci sarebbe piaciuto molto che le cose fossero andate diversamente, sicuro, ma la realtà è quella che è, le persone sono quello che sono.

    Maya: passa, ma aiutarsi a farla passare ha un suo perché. La rielaborazione di un dolore ha sempre i suoi tempi, chiaramente. Ma, come dicevo nel post più su, continuare a ripeterti “sto male” e “non lo dimenticherò mai” ecc ecc non ti aiuta, ed è uno spreco di energie anche mentali.
    Come dice Naty ti fa solo “fissare” di più, anche su una certa immagine di te stessa. Finiscila di etichettare te stessa come quella che non lo dimenticherà mai ecc. Apriti invece di chiuderti in questa etichetta mentale. La pancia lo sa se stai male, non serve che tu le ripeta ogni dieci secondi che starà male per sempre. Lei vive nel presente, a differenza della testa, e questa è la sua forza. Ovvero la tua. Lasciale spazio.

  • 5208
    LULU -

    Buongiorno a tutti, ho letto attentamente tutti i vostri commenti, sia quelli verso me che gli altri. Vi ringrazio tantissimo per le vostre parole, niente di piu’ vero cio’ che avete scritto. Siete davvero un pozzo di “consigli utili”. Ho cercato in questi giorni di metterli in atto, mi sono usata quasi violenza e devo dire che non sempre ma in qualche momento ci sono riuscita. Sicuramente in questo periodo sono stata davvero egoista, ho ascoltato solo il mio dolore, a volte mi ci sono crogiolata. Non avevo ma soprattutto non volevo reagire, sembrera’ strano ma era come se ci dovessi stare per autopunirmi. Maya, ti capisco completamente, anche io provo cio’ che provi tu, sei riuscita a descrivere cio’ che in realta’ io non riesco a fare. Naty, tu sai benissimo che ti ammiro per la tua reazione, sei stata davvero una GRANDE, nonostante la sofferenza sei riuscita ad essere abbastanza razionale, per non farti troppo del male. Luna niente di piu’ azzeccato nelle tue parole, “Non sara’ bello dire no…..le persone sono quelle che sono”. Anto62 grazie anche a te per le tue parole, ci provero’ piu’ di una volta a “bruciare” quelle parole, perche’ sai si sono talmente radicate in me che non bruceranno cosi’ facilmente. Lilly, quando leggo le tue parole mi sembra di ascoltare la mia psicoterapeuta, non so cosa tu faccia di lavoro ma credimi, hai davvero una dote che dovresti coltivare. In questi giorni mi sono assentata perche’ in realta’ ero un po’ troppo giu’ e non volevo diventare particolarmente noiosa. Credo di non essere di aiuto ma prometto che non appena avro’,metaforicamente parlando, risalito qualche gradino ci provero’. Sono un’ottima ascoltatrice soprattutto non giudico mai, perche’ la vita e’ cosi’ difficile, strana e a volte veramente beffarda che credo sarebbe davvero stupido fare.Un abbraccio di cuore a tutti quanti LULU.

  • 5209
    franz -

    Heilà
    è da un po’ che manco da questo forum, precisamente dall’estate scorsa, da quando mi capitò fra capo e collo un brutto sogno di mezza estate. Riassunto: grande amore in apparenza, frasi strapplacrime, dal “nn ho mai amato nessuno come te” al “chissà come sarebbero belli i ns figli”, poi senza soluzione di continuità e nel giro di una settimana si è passati al “ti amo con il cuore ma nn con la testa” e ad altre scempiaggini e banalità, curiose da parte di una che mena vanto di aver un QI da Mit….Ebbene il tempo è trascorso, ho continuato a far la mia vita senza far cavolate o gesti nichilistici, lavoro, hobbyes, serate fra amici e qualche appuntamento galante (talvolta anche forzandomi)…Mi son messo con una ragazza con cui sto bene, di cui ho piena fiducia e che sento essere la persona giusta per me, al di la di nebbie eroticoromantiche che spesso appannano i giudizi, eppure mi capita ancora di avere dei flash di quella sciagurata storia passata, dei momenti di appannamento che somigliano a dei cali di pressione…Mi sento abbastanza idiota, chè son sicuro che quella tizia (che nn ho mai più sentito)mi ha completamente rimosso e per questo, come suggerisce una forumista, ci rido su. Nn sono pensieri ossessivi o “invalidanti” ma è come se quelle ferite mandassero talvolta ancora e inopinatamente i loro beffardi riverberi…Sarà l’orgoglio ferito? O semplicemente il fatto che gli amori nn corrisposti o finiti male esercitano sempre una struggente melanconia legata alle fantasie del “se fosse andata diversamente….”?

  • 5210
    Naty -

    LULU, ciao!
    Non sono una grande (sto abbastanza a pezzi anch’io)…
    Però sono molto contenta delle cose che hai scritto su te stessa, grazie.

    Ciao Franz, secondo me hai fatto benissimo… Visto l’evolversi improvviso del “grande amore”, in: ““ti amo con il cuore ma nn con la testa” e ad altre scempiaggini e banalità”.

    Tra le varie possibilità che hai detto, penso che sia più: “O semplicemente il fatto che gli amori nn corrisposti o finiti male esercitano sempre una struggente melanconia legata alle fantasie del “se fosse andata diversamente….”?”
    Almeno per quanto mi riguarda.
    Poi mi dico che con i se e i ma non ci si fa niente.
    E mi ricordo che questo vale per tutto: se avessi fatto quel lavoro, se quella volta fossi partito, se avessi avuto una famiglia diversa… Eccetera.

    Ciao tutti, ciao Luna, ciao Lilly

  • 5211
    LULU -

    Ciao Franz, vorrei dirti con tutto il cuore di non fare l’errore che ho fatto fino ad adesso io, soprattutto perche’ tu hai trovato una ragazza con la quale dici di stare bene, non guardarti indietro, i fantasmi saranno sempre la’ a farti del male. E’ vero pure io mi chiedo spesso come sarebbe stato se….ma sai non non possiamo vivere di se di ma, io l’ho fatto ed ancora non ne sono completamente fuori, ho solo messo “fuori dalla porta, l’alluce” il resto e’ ancora tutto dentro, e fa male. Vivi la tua quotidianita’ lascia nel limbo dei cattivi ricordi, o per lo meno considerali tale. So cosa vuoi dire e so che a volte ci vuole tanto tanto tempo perche’ la cosa non rimanga piu’ altro che un vago ricordo che non faccia piu’ male….Tu sei sicuramente giovane, sei riuscito a concentrarti su altre cose, continua cosi’, non mollare vedrai che ti sorprenderai di te stesso. Momenti di malinconia forse ne avrai ancora, ma solo quelli, non crollare adesso, hai fatto passi da gigante. Io non ce l’ho fatta, non ce l’ho voluta fare e sai cosa mi e’ successo? Dopo quasi due anni e’ come fosse successo ieri, mi sono ancorata al mio dolore e non lo mollo. La mia non e’ vita, e’ un sopravvivere, e’ una lenta agonia, e’ come un attendere lentamente la fine. Ti prego non fare i miei errori, salvati, sei ancora in tempo, prendi esempio dal mio stupido comportamento, lo vivo ADESSO SULLA MIA PELLE, SUL MIO CUORE, SULLA MIA ANIMA, ti assicuro che e’ davvero tremendo. Ti sono vicina, LULU

  • 5212
    Lilly -

    Franz:Beh! In effetti è così. Le nefande figure continuano a produrre i loro nefasti effetti anche quando (di certo, forse, forse no….) stanno vivendo (bene o male….chi può saperlo?!?) la loro esistenza senza manco ricordarsi che nel passato abbiamo transitato nel loro presente.
    La spiegazione?
    Come la vuoi? Ho più spiegazioni che tipi di gusti nel carretto del gelataio!!!
    1) Spiegazione strappalacrime: ci stiamo reciprocamente pensando ed entrambi ci stiamo inviando invisibili e silenziosi imput cerebrali che corrono verso di noi scivolando sull’autostrada dei sentimenti. La realtà ci è avversa ma…..l’uno pensa all’altro/a……….in un intesa che non si vede ma…..sappiamo che c’è……ci pensiamo (Sigh sigh….)
    Commento:……………..Che cagat……
    2) Spiegazione masochista: in un attacco di masochismo cosa faccio?
    Sto bene ma mi devo fare male.
    Come fare? Gli amici…no, il lavoro…… c’è, il/la compagno/a pure (e ci sto bene)…..E no! Devo a tutti i costi farmi male! Com faciocomefacciocomefaccio? EUREKA! Ideona!!!Vado a scavare nel passato e …..zac…..guarda un po’ che ti trovo?
    Un bell’arnese con cui farmi male nel presente…………
    Commento……………a volte capita….però……
    3)Spiegazione solitaria: attacco di solitudine (mista a masochismo). Col fischio che esco a conoscere gente nuova. No!!!! Mi chiudo in me stesso, magari in una stanzetta buia e mi faccio compagnia con i fantasmi del passato magari rincoglionendomi i timpani con qualche sottofondo musicale che accompagnava i nostri incontri….
    Commento…………….capita (a volte spesso, pure)…..però……
    4) Spiegazione terraterra: attacco di realtà…..
    Loro sono stati/e pagine importanti nel libro della nostra vita. Sono stati/e pagine che non si può non leggere per poter capire il capitolo che racconta il nostro presente.
    Noi viviamo di esaltazioni verso l’alto e verso il basso, di lacrime e pianti, di sorrisi e grugni inferociti, di ricordi e di progetti, di sogni e di realtà.
    Ed in tutto questo contesto loro, per forza, saltano fuori. Perché ci sono stati e non è che dobbiamo scaraventarli fuori dalla nostra esistenza per dire “siamo guariti”.
    Credo sia più opportuno imparare a convivere con il loro ricordo!.
    Ricordarli non è un male, anzi……
    Se ti ricordi del mal di denti magari eviterai di dare ad un pezzo di torrone extra strong quell’azzannata che ti ha trascinato dal dentista il 26 Dicembre dopo una notte da paura…..
    Tu sei uomo…..magari ti è successo….. (a mio padre si….): se ti ricordi del male feroce che “quella volta” hai provato al “molto basso ventre” di certo eviterai di tirare garibaldinamente la cerniera dei pantaloni facendo su anche il gioiello di famiglia….

    Loro sono tra gli episodi che abbiamo vissuto, tra le emozioni (positive e negative) che ci hanno coinvolto, tra le aspettative, i ricordi, i rimorsi, i rimpianti e blablabla.
    Ci sono, ci saranno sempre, dobbiamo solo imparare a dargli l’importanza che hanno.
    Che, poi, sai qual è?
    Quella di una delle centomila cose che ci sono capitate, ci stanno capitando e che ci capiteranno.

  • 5213
    Lilly -

    Nulla di più e nulla di meno.
    Nel 1987 Mario Castelnuovo cantava:
    “Sarà un ricordo normale
    per quando sarai forte
    in un momento sì….
    sarà un ricordo speciale
    per quando sarai sola…
    in un momento no… “
    per quando sarai forte,
    in un momento sì….

    Che tradotto in parole poverissime vuol dire (credo) che una volta conosciuti ce li ciucceremo (a periodi alterni) per tutta la vita, a volte per maledirli, a volte per rimpiangerli, a volte per confrontarli, a volte senza uno straccio di motivo particolare ma va bene così………
    Ce li ciucceremo……almeno finchè l’ alzheimer non se li porterà via con tutto il resto della nostra vita (e ti garantisco che preferisco ricordare una facciazza di mer…che perdermi tutto il resto pur di farla fuori……)
    Così come loro, ogni tanto, si ciucceranno il nostro ricordo perchè i “momenti no” di Castelnuovo , quelli in cui ci rimpiangeranno, quelli in cui gli verrà voglia ma avranno vergogna (e ci credo….) e magari paura (e ne hanno ben donde….) di chiamare, di farsi vivi,…..beh quei momenti beccheranno pure loro!
    Non devi sentirti in colpa o pensare di aver fatto dei passi indietro o magari sentirti in colpa con la persona che stai frequentando, oppure (peggio!!!!!) mettere in discussione il tuo presente perché “credevo di aver trovato la persona giusta ma se continua a venirmi in mente l’altra……”!
    No!
    E’ meglio che utilizzare la propria energia non per combatterli ma per ridimensionarli.
    A volte siamo noi stessi che gli diamo più importanza di quella che hanno e lo si capisce dagli sforzi che facciamo per tentare di negargli qualsiasi forma di importanza.
    Il Mister che va a bussare alla porta di Luna ha trovato la porta chiusa e volendo concludere un businnes a tutti i costi è arrivato da te…..il panzone di guardia ronfa alla grande e lui è entrato…..e beh??? Sbattilo fuori tu il Mister indesiderato…..oppure lascia che entri, ascoltalo, e poi congedalo come farebbe un guru che non potendo scaraventare fuori l’omino che esalta le prestazioni di un aspirapolvere aspetta che questo abbia finito tutto il suo repertorio di balle!
    Insomma…….impara a convivere con il tuo passato e cerca di vivere al meglio il presente!!!
    Ps. nel dirti tutto questo …………..lo sto dicendo anche a me stessa per convincermene ( e lo so che è dura, sai?)!
    Ciao Ciao.

  • 5214
    Francesco -

    Ciao a tutti,
    Luna hai perfettamente ragione,sul tenere lontano i pensieri taglia gola,ma avvolte sensa che te ne accorgi riescono a farsi sapazio nella mente tutto di botto,cosi che rimani ancora una volta scioccatto a ripensare,tutto.Un esempio ieri stavo facendo la doccia mentre ascoltavo musica, canticchiavo la canzone ,quando improvvisamente le parole di quella canzone mi hanno portato ancora una volta a lei,sono espoloso a piangere e a ridere allo stesso tempo..
    Direte questo si e’ ammattito??? be penso di no,perche’ ho pianto per il pensiero taglia gola ,ma contemporaneamente gli ho riso in faccia…per scacciarlo fuori dalla mia mente..e mi son detto anche se ogni tanto arriva un pianto non fa nulla,non sara certo questo a fermare la mia vita su un binario morto..
    Maia
    ti capisco perfettamente xche’ se nella fase in cui si e’ pronti all’auto distruzione pur di non allontanare il pensiero dell’altro da te…perche’ lo ami davvero,ma ritagliati un pizzico di tutto quell’amore che hai per lui e regalalo a te stessa….
    A dimenticavo..penso di aver capito il motivo per cui mi odia…ha detto ad un nostro amico che dopo nemmeno due settimane che ci eravamo lasciati ho iniziato a frequentare un’altra persona..premetto che e’ solo una amica..quindi cosa vuol fare la gelosa???? o si aspettava che l’andassi a riprendere?????????? Col cavolooooooo io merito di meglioooo
    un abbraccio a tuttiiii

  • 5215
    franz -

    Care Lulu, Lilly & Naty, in realtà non ritornerei indietro, nè mi struggo al pensiero di riappropiarmi del “paradiso perduto” che, a conti fatti, si è rivelato un “paradiso artificiale”…Per come si è comportata questa persona non solo è svanito l’ammore, ma anche l’affetto e il rispetto che avrebbe potuto residuare una volta esauritosi lìelan sentimentale. Semplicemente dopo mesi di assenza son ricapitato su questo forum e ho riletto i miei sfoghi insieme a quelli di altri/e compagni/e di sventura e ha fatto capolino una certa tenerezza/solidarietà. Certo è più facile fare il macho e dire chissenefrega, meglio così, ma nn mi interessa esibire una maschera da duro; da mesi ormai sono abbastanza sereno e pacificato ma ogni tanto si manifestano delle intermittenze e fanno capolino i ricordi; in realtà più che la persona mi sovvengono i singoli momenti trascorsi chè costei, volenti o nolenti, è stata una persona che ho amato senza riserve. Ho superato il trauma e posso dire di avgerlo superato bene, ma ogni tanto qualke sbandamento…come quelle increspature che d’improvviso si manifestano sulla superficie del mare…Un abbraccio a tutti

  • 5216
    Lilly -

    Lulù! Che lavoro faccio? Bè….nella vita il lavoro più razionale che esista. Ma ciò che mi impegna tantissimo è lavoro enorme che sto facendo su me stessa. Un lavoraccio immane sai.? Ho deciso che non farò neppure le ferie pur di concentrarmi in questa personale ristrutturazione che mi impegna tantissimo.
    Se vai a leggere i post di un paio di mesi fa troverai Lilly che si da addosso e vede tutto nero, ha paura, non sa come uscirne. Forse non vuole uscirne, si sente in un tunnel, si sente chiusa in un sacco,….vuole afrla finita? Forse si…perchè il panico ha coinvolto tutto. Non solo l’amore. Tutta la sua vita in tutti i suoi aspetti……
    Poi Lilly ha trovato Luna ed un sacco di altri amici (per me lo sono anche se non li ho mai visti) che mi hanno parlato come solo chi c’è passato ti può parlare. E piano piano, con il dovuto aiuto…..sto tentando di tirsrmi fuori.
    Lulù, io ho qualche anno meno di te, è vero …..ma non sono caduta dalla culla tentando di recuperare il sonaglio per terra…..
    Questo solo per dirti che puoi uscirne. Puoi arrivare a dire a Franz: “Fai come me” e non rivolgergli quell’inquietante e tetro appello a non imitarti …..(mi ha fatto un po’ paura lo sai?). Come se per te non ci fosse più tempo, non ci fossero più occasioni…..
    Devi farti forza e vivere il tuo dolore, viverlo intensamente ma non per morirci dentro……solo per uscirne.
    Hai solo 47 anni, e la vita è la fuori che ti aspetta ed è anche un po’ incazzata, guarda l’orologio, sbuffa ………..è due anni che ti aspetta, Lulù…… Due anni!
    (E guarda come smanetto per strapparti un sorriso…..e fammelo su….:-)))
    Maya…..vedi sopra! Lo tsunami che ti sta facendo tutto quel male passerà e se avrai messo da parte un po’ di energia avrai la forza di alzarti, scrollarti la polvere, controllare se hai ancora tutte le ossa al tuo posto e la pancia ti dirà “Ok, baby….ripartiamo”!
    Non è che abbia la sfera di cristallo. Spero che vada così, te lo auguro con tutto il cuore. Ma tu devi impegnarti di più e volerti bene a tutti i costi , tutelarti e non esporti ad un eccesso di male inutile.
    Naty: Il presente quando è di mer….è così e che fare? Nulla….ce lo teniamo (cacch….finirà prima o poi….)!
    Il futuro….lasciamolo dov’è…..nel futuro. Tu sei a pezzi ed è bruttissimo (ti capisco) però… nel tuo modo di scrivere c’è qualcosa di particolare che lascia intravedere (mi sto ingarbugliando, lo so, spero di riuscire a spiegarmi….) che tu hai le carte in regola per essere una buonissima amica di te stessa.
    E questo è un bel trampolino perché è dura tirarsi su quando i primi a darci delle fregature, a darci addosso, a nasconderci nel buio per farci lo sgambetto…..siamo noi stessi (capito Lulù????).
    Ciao Luna. Se un giorno avrò tutta la tua energia e la tua foga….e beh….quel giorno mi darò una pacca sualla spalla, mi stringerò la mano e mi inviterò persino a cena da sola…..sei un bell’esempio e un bel traguardo per tutti.
    Ps……lo so, sei un traguardo mobile perché in continuo spostamento ed evoluzione ma non ti credere……noi ti si viene tutti dietro!!!

    Un bacione a tutti!

  • 5217
    tina -

    Lilly, che meraviglia i tuoi post di oggi pomeriggio!
    un saluto a tutti 🙂

  • 5218
    Luna -

    ahahaha, Lilly, il panzone ronfa alla grande…

    … il panzone non è altro che quella parte di noi che, de panza, sa tenere fuori ciò che non ci serve, d’accordo con la testa…
    siamo sempre noi :DDD
    c’è un grande panzone in tutti noi 🙂

    FRANZ: ci sono molti tipi di intelligenza, e probabilmente la tua ex difettava di quella emotiva.
    Comunque… sono sempre fatti suoi 🙂 adesso più che mai, intendo, visto che lei non fa parte del tuo presente.
    La cosa buona degli amori passati spesso è proprio che sono passati, grazie al cielo, e quindi invece di stare ancora a viverci dentro e farsi venire un’ulcera perforata e perdere tempo, energie, risorse e possibilità di “espansione” e di crescita, e dover stare là a dipanare dubbi altrui che ledono noi, e che magari questi hanno di default (e quindi sono fatti loro, finché non diventano anche i fatti di qualcuno che incrociano sul loro cammino… e meno male che poi tornano ad essere fatti loro) siamo lontani dalla brace e stiamo vivendo la nostra vita.
    A volte la vita ci fa il favore di averli “passati” e noi invece di ringraziarla per lo spazio che ci ha restituito lo riempiamo di rimpianti che, molto spesso, parlano di mondi che non solo non abbiamo costruito, e va bene, MA NON AVREMMO MAI COSTRUITO con quelle persone. E nonostante il condizionale questo non è un periodo ipotetico, ma concreto, perché di fatto se non li abbiamo costruiti ci sarà pure un motivo…

    LULU: uno scrive quando ne ha voglia, quando gli giova, e il problema non è risultare noiosi, quando, appunto, la voglia di farlo o meno.
    Ma… ma se ti sembra di essere noiosa a ripetere certe cose agli altri non sarà che è forse perché sei stufa tu di farlo, con te stessa?
    Di dirti continuamente che sei ancorata al dolore, che non ce l’hai fatta, non l’hai voluto fare… che hai fuori solo l’alluce, che forse è anche perché hai 47 anni che è più difficile…
    oggi c’era una bella energia nelle cose che hai scritto 🙂 di chi è quella energia se non tua? chissà quanta ne hai, ma ‘sta sotto, oltre al dolore, anche a tutte le parole con cui ti zavorri da sola… E non parlo di energia da adattamento e sopportazione, parlo di energia creativa.
    Se si sta male si sta male, non sto dicendo che una persona debba raccontarsi balle, ma se ti senti ancorato di tuo e tutto il giorno ti ripeti quanto sei ancorato e quanto non ce la fai a disancorarti, in aggiunta, le energie si bloccano ancora di più.

  • 5219
    LUNA -

    FRANZ: il mio discorso era generale 🙂

    LILLY: @se un giorno avrò tutta la tua energia e la tua foga….e beh….quel giorno mi darò una pacca sulla spalla, mi stringerò la mano e mi inviterò persino a cena da sola…..

    Io direi che la mano puoi già stringertela e anche invitarti a cena da sola… anzi, secondo me qui dovrebbero farlo proprio tutti, a monte!!! E in generale!!! Di base. Stringersi la mano e anche darsi un calcio in culo, se serve, ma possibilmente nei momenti giusti, non darsi il calcio in culo quando ci vorrebbero più carezze.
    A parte che io credo, davvero, che andare a cena anche da soli non sia affatto male. Scegli il ristorante che ti piace, il tavolo che ti piace, il menu che ti piace, ti coccoli, ti prendi il tempo, stai con te, osservi quello che succede intorno…
    Io sono molto socievole, ma al contempo adoro queste dimensioni di solitudine take it easy 🙂

    Anzi, perché non lo facciamo tutti? ci invitiamo a cena da soli, ciascuno nella sua città?

    E in quanto a energia e foga, poi, dimmi te che ti manca??? 🙂 🙂 🙂 🙂

    Secondo me in me tu vedi la tua energia, non la mia, cara Lilly 🙂 🙂

    Nelle tue parole, quelle che mi rivolgi, riconosco il tuo affetto per me, e per quello ti ringrazio (ed è reciproco :):):), ma quella del traguardo non so da dove ti è venuta in mente, e anche se mi fa simpatia (ma perché sei simpatica tu, e mi fa simpatia il modo in cui dici le cose) con un sorriso ti dico: ma che stai a di’, a Lilì??? Ma ando ‘sta ‘sto traguardo? Ma che è?????????
    Ma che te sei fumata??????? 🙂

    Ok, ammettiamolo, può darsi che io abbia una certa energia, di default (mi disegnano così…) e che tu l’abbia notata.
    E che la mia energia ti piaccia, come a qualcuno può stare sulle palle e a qualcuno essere indifferente.

    In realtà, lo ammetto, mi ha anche colpito il fatto che il giorno in cui tu me lo hai detto, della spinta e dell’energia, qualcuno nella vita là fuori me lo avesse appena detto. E poiché io ero convinta di girare con mezzo pistone rispetto alla mia media energetica ciò mi ha fatto piacere.
    Mi ha fatto piacere perché voleva dire che esprimevo una parte di me… al di là di me, della mia percezione razionale intendo. Una parte di me in cui mi riconosco molto.
    E probabilmente tu hai colto la spinta che io davo a me in un momento in cui a me sembrava invece di girare con l’allegria e la positività di un film drammatico anni trenta…

    L’equilibrio è personale, e tutti si gestiscono il proprio.
    Ciascuno ha il suo carattere, i suoi bisogni, la sua visione della vita. Quella che per me può essere stata la scoperta che ha fatto la differenza per un altro può essere aria fritta o acqua calda. E viceversa.
    Questo lo dico in generale.
    E credo che il bello sia anche questo, che dentro di noi sentiamo le nostre scoperte, e le amiamo, perché sono nostre.
    E ci prendiamo anche la libertà di cambiare idea, se un giorno ci rendessimo conto che non sono più giuste per noi.
    Io, è vero, ho assimilato delle cose in questi anni. E le considero delle scoperte importanti. Per me. Io non ne saprei più fare a meno. Ma perché mi hanno liberato di alcune mie schiavitù.
    Per il resto… ok, è vero, scrivo qui perché mi dispiace che le persone si incaglino in cose che fanno loro del male.
    Mi dispiace leggere che le persone si fanno ammazzare, credendo di farlo in nome dell’amore, del sacrificio, con l’idea di un futuro migliore che, non si sa come, dovrebbe nascere dal fatto di mangiare chiodi, stare di m…da, avere la sensazione di essersi persi, girare con delle occhiaie che fanno provincia, e con la schiena curva per il peso che si sentono sulle spalle. Mi dispiace che, se tentano di uscirne fuori, possano incontrare persone che, non potendo capire, dicono loro che evidentemente sono masochisti, che hanno il Q.I. di un carciofo, che

  • 5220
    Iris -

    ciao
    è da circa 7 mesi che ci siamo lasciati dopo 2 anni che stavamo insieme o per meglio dire mi ha lasciato, non ci chiamiamo ne ci scriviamo, se c’incontriamo nn ci salutiamo, anzi sembriamo 2 perfetti sconosciuti, dopo la rottura del nostro rapporto ho parlato con lui e mi ha detto che è inutile che insisto o che gli dico chissà che perchè per lui è finita, di non chiamarlo più e di nn mandargli msg che lui con me ha chiuso in tutti i sensi in quanto nn mi ama più.In questi 7 mesi qualche msg io come la stupida ogni tanto glielo mandato senza ricevere risposta o nei peggiori casi sono stata mandata a quel paese infine ho accettato la sua decisione ed è ormai da 2 mesi che nn mi faccio sentire. Tra 3 giorni farà il compleanno (il mio è già passato e da parte sua nn c’è stato niente anche se ci speravo)pensate che sia giusto che gli faccio gli auguri?sono troppo combattuta e ho bisogno d’aiuto per fare nn quello che vorrebbe il mio cuore ma la cosa più giusta e voi nn essendo me sarete più razionali nel consigliarmi
    grazie

  • 5221
    franz -

    “…e tu che con gli occhi di un altro colore
    mi dici le stesse parole d’amore
    fra un mese fra un anno scordate le avrai
    amore che vieni da me fuggirai
    fra un mese fra un anno scordate le avrai
    amore che vieni da me fuggirai…”
    Cara Lulu, a volte il dolore può essere un rifugio, come un surrogato della gioia provata con l’altra persona…il rischio è quello di mitizzare nel ricordo l’ex partner e di farlo diventare un Moloch…Riconosco che non vi sono parole adatte per lenire questi tormenti, solo parole kleenex…Io a 30 anni ho vissuto una prima volta, quella di essere malamente preso a pedate nel sedere da una di cui mi ero perdutamente innamorato e per la quale avevo fatto scelte anche assai difficili e impegnative; insomma non mi era forse mai capitato di avere una delusione amorosa così cocente, in rapporto all’intensità di quello che provavo e all’entità dell'”investimento” che avevo fatto…Dopo è stato come se avessero fatto una pallina di carta del mio muscolo cardiaco e l’avessero gettata in una pozzanghera. Quel che mi ha salvato, non è stata una persona ma la curiosità per le cose del mondo che mi ha consentito di conservare la lucidità necessaria per uscirne. Non si è trattato di un’impresa “eroica” o da applausi, ma ne sono fiero e, a conti fatti, tutto sto dolore è stato utile, catartico, in un certo senso…Poi i ricordi vanno e vengono nè è in mio potere controllarli, ma lo è quello di nn farmi travolgere.
    Ma Lilly, nn è solo una questione di pendagli e cerniere. Forse ho provato moti di attrazione più forti per altre, e non è per un paio di chiappette che ho messo a soqquadro la mia esistenza. Poi sai, i discorsi sul ridimensionarli o sull’essere o meno degni lascian il tempo che travano. Non è un fatto di ridimensionare ma di prendere atto che queste persone, al di la dei giudizi di valore sul loro essere o sul loro operato, non ci sono e nn ci saranno più…e che c’è il resto…

  • 5222
    Kim -

    Iris,nemmeno a pensarci. No fargli gli auguri, nella maniera piú assoluta, soprattutto se ancora lo ami, ci staresti ancora piú male, mentre riconquiesteresti un pó di dignitá non dandogli questa soddisfazione

  • 5223
    Ant062 -

    Iris, ma che auguri. Piuttosto mandagli una corona di fiori.
    Anzi, come scrivono Luna e Lilly, invitati a cena e porta degli amici.

    Francesco, piangere e ridere è ottimo…significa che sei ancora vivo e la tua vita va avanti.
    Molto meglio che restare inerte davanti ai pensieri tagliagola.

    Lulu, parli di età….di tempo a disposizione per ricostruirsi.. Il tempo è relativo, cara Lulu. E’ da come lo si utilizza, tale tempo, che ne “prezza” il valore. Inizia a dar valore al tuo tempo..anche partendo dai “centesimi”…

    Abbraxx!!

  • 5224
    franz -

    X IRIS
    Per quel che può valere mi son attenuto ad un principio elementare: cancellarla dal mio presente, come se fosse passata a miglior vita, ovviamente in senso lato. Ho cambiato n. di cell, indirizzi mail, nn ho chiesto notizie in giro sul suo conto nè ho sbirciato su fb. All’inizio mi forzavo, poi è venuto naturale. In definitiva la risposta è no, nn fargli gli auguri, al limite deponi qke crisantemo sulla sua immaginetta sorridente (chiedo venia per l’umorismo macabro)…
    X LUNA:
    mmm preferisco mantenere un certo agnosticismo. Certo nel caso specifico ha mostrato limiti caratteriali ed emotivi e sarei ipocrita se dicessi che nn provo risentimento nei suoi riguardi ma a tutti è capitato di comportarsi in maniera discutibile o ottusamente cinica. Semplicemente per me è come se non esistesse più o si fosse incarnata in una sconosciuta. Bè credo che possibilità di crescita ce ne fossero anche con lei, chè non era affatto una sprovveduta, ma sarebbe azzardato quantificarle o fare comparazioni. Avrei preferito continuare e veder come andava a finire, non è stato possibile e dopo un po di tramestio interiore ne ho preso atto e ho voltato pagina. Ogni relazione fa storia a se, diverse le persone, quel che ti posson dare e che che tu puoi dare a loro.

  • 5225
    LUNA -

    IRIS: ciao 🙂 la risposta te la sei già data da sola nella lettera…
    e cercare un contatto spedendo quel messaggio, per come è andata finora, probabilmente ti porterebbe solo l’ennesimo muro e l’ennesimo senso di frustrazione. Lui è stato chiaro. E anche in modo poco carino, ma comunque più chiaro di così…

    TINA: 🙂 🙂 ciao 🙂

  • 5226
    Naty -

    Iris, il mio parere.
    Vuoi dargli un segno, perché lo aspetti da lui.
    Ma il segno, da lui, non c’è stato. Anzi, c’è stato (il segno che tu non vuoi accettare, “imponendo” qualcosa a un altro e, infine, a te stessa): ti ha fatto capire in tutti i modi, mi pare, che è finita.
    Mi pare evidente che è finita. Da tempo.

    Quindi: no contatti.

    Vedrai che trascorso il suo compleanno (senza auguri da parte tua) ti sentirai meglio: avrai superato una prova per te importante (sembrano sciocchezze, ma per chi sta male e si sente innamorato, non lo sono).

    Dopo questo, inizierai a pensare: non devo più pensare alle SUE riccorrenze. Anzi, penserai: ah, sono libera dalle sue ricorrenze! Così inizierà la tua libertà.

    Le sue riccorrenze non ti riguardano più.

    Perdonami la mia durezza, ma sono sette mesi, accidenti. Affronta la “prova del compleanno”: per te è una grande prova, io ho la presunzione di saperlo.

  • 5227
    LULU -

    Ciao Iris, Naty ha perfettamente ragione, non farti viva, ti fai solo del male. So per esperienza che se lo fai poi speri che ti risponda, se non lo fa ci rimani male, se lo fa credi di stare meglio? Magari ti risponde con un semplice e freddo “grazie”.
    Oggi ho iniziato la mia giornata ponendomi una domanda, ma sarei davvero stata felice se lui, “l’Innominato” non mi avesse lasciata? Oppure avrei continuato a soffrire a strisciare, a camminare con la testa bassa sbirciando il suo viso per comportarmi di conseguenza? Per non offenderlo mai, rispettarlo sempre, con amore, dedizione, annientando annullando la mia persona per la sua ? Di certo so che la mia decisione di non permettergli piu’ neppure un saluto per telefono ogni tanto e’ stata davvero sofferta da parte mia, ma era davvero inevitabile. Perche’ mi chiedo e’ possibile diventare dipendenti da una persona che in realta’ non ti ama? Perche’ piu’ mi ha fatto del male e piu’ mi sono aggrappata a lui? Me lo sono chiesta tante volte, piu’ mi ponevo questa domanda e meno trovavo una risposta, un giorno qualcuno con delicatezza di un elefante mi disse che o ero masochista oppure mi piaceva piangermi addosso….belle parole. Mi sono servite a chiudermi ancora di piu’ in me stessa, ho creduto di non avere scampo, nessuno mi avrebbe mai capita, mi sono addirittura vergognata del mio stupido carattere, della mia insicurezza, del mio star male. Non credo di essere in grado di….. dipanare il bandolo della matassa…scusate il mio eufemismo, ma forse ho capito che sto cercando di punirmi per qualche cosa, la sofferenza e’ come se fosse un espiare le mie colpe, solo cosi’ potro’ avere un giorno un futuro decente… lo so sono molto molto complicata. Non penso di meritarmi questo, non ho ucciso nessuno, non ho fatto del male a nessuno volontariamente, se l’ho fatto credo di essere stata punita abbastanza credo sia giunto il momento di dire BASTA! Voglio prendere spunto da tutti VOI, sono felice di avervi INCONTRATO, Voglio stringere i denti, i pugni ed andare avanti, anche se qualche volta dovro’ ancora battere su qualche muro, anche se a volte mi verra’ voglia di mollare, anche se a volte QUEI fantasmi torneranno e mi faranno piangere…..ma in realta’ cosa mi manca di LUI? MI MANCA L’ILLUSIONE di quello che speravo che fosse ma che non e’ mai stato….allora puo’ mancarmi lui, come un’altro,o un’altro ancora…non fa differenza! Tutti e nessuno potevano essere stati cio’ che avevo SOGNATO!!!!!Sono pazza? Forse, oggi mi sento cosi’,se serve per ricominciare a vivere ben venga! Se piu’ tardi o domani non saro’ cosi’, comprendetemi se potete, cerco di reagire, devo farcela, per chi mi vuole bene, per mia figlia, MA SOPRATTUTTO PER ME. GRAZIE A TUTTI VOI, mi state aiutando tantissimo. LULU

  • 5228
    LUNA -

    Franz: quello che intendevo dire è che (non riesco a spiegarmi bene, forse) lo sai già com’è andata a finire. E’ andata a finire com’è finita.
    Il resto sono “se”, comunque. Anche la sbirciatina. (normali pensieri, comunque).
    A meno che due non vengano separati da uno scollamento dei continenti, dalla morte o da poche cose veramente esterne di solito se due si separano è perché la storia non funzionava – tante possono essere le ragioni, ma tant’è – o perché l’amore è finito, da parte di uno dei due o di entrambi. Se la storia avesse funzionato ci sarebbe ancora. Detto semplicisticamente, e mi rendo conto che il concetto magari non è semplice come sembra e non riesco ad esprimerlo. Ma in sintesi è:
    stare nella realtà.
    Cosa che, peraltro, mi pare tu abbia fatto. E quindi non è questione di essere eroi, ma ci sono sicuramente dei modi di affrontare le separazioni che possono farci stare meglio e prima. E così, mi pare, è stato per te, che hai deciso (o sei riuscito comunque) a stare nella realtà. Prendere atto del presente e vivere il presente. E non mettere da parte la vita.

    @Quel che mi ha salvato, non è stata una persona ma la curiosità per le cose del mondo che mi ha consentito di conservare la lucidità necessaria per uscirne.

    Penso che questo sia importantissimo, e che sia anche un messaggio importante che dai.
    Penso che in questi casi (ma è la mia opinione) si conserva quella che chiami lucidità necessaria anche perché appunto non ci si dimentica di se stessi, di tutto quello che comunque continua a vivere intorno, e quindi della vita in generale.
    Si resta ancorati alla vita, invece che al dolore, e le energie continuano a fluire, ad essere investite, si rimane aperti e quindi ci si anche autocura.
    Non ci si fissa… che non è una cosa da poco.
    Si riesce a mettersi sulla strada per sciogliersi da un rapporto di dipendenza emotiva, che sia pure unilaterale, come quello che ha Iris nei confronti di una persona che è uscita di fatto dalla sua vita, da mo’, ma con la quale cerca di tenere aperto un filo.
    Non è un giudizio, Iris, questo meccanismo è molto frequente. Il problema è che, come ti accorgi tu stessa, non ti porta a nulla, se non alla frustrazione di non voltare pagina e di sentirti dipendente.
    Concordo con Naty: se non fai quegli auguri (li faresti per te, non per lui, credendo che ti servano, ma non ti servono) poi starai meglio, e ti sentirai anche più forte rispetto alla tua indipendenza nei confronti di una porta chiusa.

    Credo che Lilly (credo) parli di ridimensionamento perché in storie in cui c’è stato molto “potere psicologico”, persino manipolazione a volte, ridimensionare diventa forse sinonimo di “riconquistare l’indipendenza” emotiva e psicologica, rendendosi conto che chi si era messo in posizione di potere in realtà non era così “imponente” e necessario ecc.
    Sgonfiare, insomma. Ma certamente e sempre la “guarigione” è un fatto interno, non esterno.
    Parte da noi, non da chi erano o sono loro.

  • 5229
    LUNA -

    Tuttavia alle volte certe dinamiche,molto complesse, che si instaurano in certe relazioni, portano davvero ad una percezione molto sfalsata di se stessi, delle proprie risorse, possibilità, ecc ecc.
    Ecco perché non è così semplice, da subito, fare quel lavoro che hai fatto tu, e cioè rimetterti (o continuare a stare) nel flusso della vita.
    Attenzione, non sto dicendo che il malessere sia un alibi per non starci, e rimanere ancorati invece a quelle percezioni sfalsate, ai pensieri tagliagola sintomatici, ad un rapporto di dipendenza emotiva fortissimo ecc ecc.
    Tanto è vero che nel momento in cui uno/una si rende conto che non sta soffrendo per amore, ma per ciò che rimasto in dote a causa di quelle dinamiche, fa un passo importante per uscirne. Ma molto spesso non è così immediato rendersi conto che il problema è quello, oltre al mal d’amore.
    E alcune persone continuano a inanellare non semplicemente storie che finiscono (e mille possono essere le ragioni) ma storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile.
    Ecco perché

  • 5230
    Lilly -

    Beh Franz.
    Ci sono casi e casi. Ognuno di noi porta la sua esperienza e quindi riferisce commenti che rispecchiano la propria situazione. Nel mio caso io ho dovuto ridimensionare il tipo che mi ha mandato in crisi.
    E ho dovuto farlo perchè (spero di spiegarmi) se non lo avessi ridimensionato:
    1) come dice Luna, non sarei riuscita a riconquistare la mia indipendenza psicologica ed emotiva (il cervello chiuso in mille gabbie incastonate come le matrioske)
    2)nel momento (il più duro) in cui devi elaborare la perdita….ecco…se l’elaborazione (intesa come “consapevolizzazione” )contempla un qualcuno che nel frattempo è stato ridimensionato il dolore che si prova sarà direttamente proporzionale alla sua nuova dimensione. Ma anche se fosse più grande non sarebbe mai così grande come lo sarebbe se ci si ostinasse a credere di aver perso una sorta di dio caduto in terra per colpa di un vuoto d’aria….
    Scusa l’esempio banale e di certo improprio….ma mi incazzo di più a perdere 100 euro che a perderne 10 (fermo restando che in ogni caso mi incazzerei).

    Iris, non ti dico nulla sul perchè e sul per come. Ti dico solo (in maiuscolo sottolineato grassetto): NON FARLO per carità……io l’ho fatto e ci sono stata di mer.. stratificata con una mer …..sopra come cappellino e un’ altra davanti come papillon….

    Ciao Luna, cosa mi sono fumata???? Non lo so ma appena lo scopro lo rifaccio! E lo consiglio! E spero di avere tanto discepole/i che riescano a sorridere almeno tanto quanto pianto!
    Penso che chi è sempre in lotta, sempre pronto ad ascoltare ed a parlare, chi apporta ed esporta, chi bacchetta e consola, chi mette tutta l’energia che può avere in quel momento (che sia tanta o poca), chi ha il coraggio di dire “aiutoooo” e di dare aiuto……….sia un traguardo mobile.
    Nei tuoi (megasimpaticissimi) interventi Luna c’è tutto questo e tutta la profondità che certi argomenti meritano.

    Ciao Luna, Ciao Tina, ciao Naty, Ciao Lulu (chissà perchè mi ostinavo a mettere l’accento sull’ultima u, Ciao Frnz ciao a tutti/e saràmegliochevadaoiltrenomilasciaperstrada…

  • 5231
    LUNA -

    possono avere bisogno di rispondersi ad alcune domande. E’ la loro voglia di stare bene a far nascere quelle domande.
    Che non riguardano una storia, riguardano se stessi. Domande costruttive, però.
    Le domande costruttive non ti portano mai indietro, ti portano sempre avanti.
    Sciolgono i nodi, non ne creano altri.
    Non ti randellano, ti aprono.
    Non nascono dal disprezzo di se stessi, o dal rancore, ma dalla costruittività.

    Se la cosa importante è saper voltare pagina, e stare nel flusso della vita, sempre, e usare, convertire le energie in senso costruttivo, invece di farle girare in tondo, la parola importante è anche autonomia. E libertà. Dentro.
    E’ quello, credo, lo scatto che fa la differenza.
    E te ne accorgi. Perché ti apri.
    E ti accorgi che a salvarti è sì una persona… ma sei tu. tu stesso/a.
    Perché alla fine ci si salva sempre da soli.
    Ci si salva da soli anche cercando ciò che ci fa stare veramente meglio e ci apre. Anche attraverso gli incontri o le parole, ma perché siamo andati a cercarceli, ed eravamo aperti perché potessero raggiungere la nostra voglia di vivere e stare meglio/bene.

    Quell’autonomia, e quella libertà, cara Lulu, di cui ci hai parlato oggi 🙂 🙂 🙂

    Iris: io ricordo perfettamente, ancora, dopo tanti anni il giorno in cui invece di andare (con aria indifferente firullì firullà, ma in realtà ovviamente un cavolo indifferente) a vedere una partita di pallone del mio ex invece di andare a destra, dove c’era il campetto, sono andata a sinistra, a fare tutt’altro. Sembra una stupidaggine, ma non lo è. Davvero è stato un bivio in cui mi sono messa sulla strada della libertà.
    O perlomeno per me non lo è stata, una stupidaggine, se ricordo ancora perfettamente la sensazione.
    Nel corso degli anni, quando la questione riguardava storie più importanti, quando al bivio ho scelto di andare dall’altra parte (cioè di non mandare quel messaggio di compleanno, in sintesi…) ha sempre fatto la differenza, e ho riconosciuto quella vecchia sensazione. Non è sempre stato facile, e non l’ho sempre fatto. Ma quando l’ho fatto la differenza l’ho sentita.
    Era la strada dell’autonomia, e della libertà.

    Baci e saluti a tutti :DDDD

  • 5232
    Naty -

    LULU ciao!
    Guarda che hai fatto delle domande a te stessa che secondo me sono molto, molto importanti (e che a farsele, quando si soffre per un “amore impossibile” danno un effetto immediato. Almeno a me: ah, che leggerezza! mi dico). Queste:

    “Oggi ho iniziato la mia giornata ponendomi una domanda, ma sarei davvero stata felice se lui, “l’Innominato” non mi avesse lasciata? Oppure avrei continuato a soffrire a strisciare, a camminare con la testa bassa sbirciando il suo viso per comportarmi di conseguenza? Per non offenderlo mai, rispettarlo sempre, con amore, dedizione, annientando annullando la mia persona per la sua ? Di certo so che la mia decisione di non permettergli piu’ neppure un saluto per telefono ogni tanto e’ stata davvero sofferta da parte mia, ma era davvero inevitabile. Perche’ mi chiedo e’ possibile diventare dipendenti da una persona che in realta’ non ti ama? Perche’ piu’ mi ha fatto del male e piu’ mi sono aggrappata a lui?”.

    T’interessava una vita così? No, vero? Ma c’era qualcosa che te lo ha impedito…
    Quelle domande e quei ragionamenti, secondo me, avendole molto chiare in testa (pur nella naturale confusione e sofferenza), e riproponendocele continuamente sono una CHIAVE per uscire DA UN RAPPORTO che non va bene e DA UNA DIPENDENZA.
    Guarda, mi permetto di consigliarti ancora, se puoi, se non lo hai letto, di leggere “Donne che amano troppo”, Ti aiuterà tantissimo. Ti aiuterà a capire tantissime cose.

    Luna, questo m’interessa molto. Dici:

    “E alcune persone continuano a inanellare non semplicemente storie che finiscono (e mille possono essere le ragioni) ma storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile.”

    Eh… E da questo come se ne esce? 🙂

  • 5233
    Maya -

    Non è che mi ripeto che non lo dimenticherò mai e che ci sono delle situazioni giornaliere che per un motivo o per l’altro il mio pensiero va a lui, solo che ora quando questo capita mi do un forte pizzicotto per ricordarmi che non lo devo ricordare ne pensare ne qualsiasi cosa mi porta a lui. Il problema è sorto quando dopo mesi l’ho rivisto e lì mi sono veramente persa nei miei pensieri nelle mie lacrime nel mio dolore inconscio, questo non significa che nn ho accettato la situazione ci ho messo un bel pò ma alla fine l’ho lasciato in santa pace come lui voleva.
    Iris sono sicuramente la persona che in questo campo nn può dare consigli quindi il mio è solo un parere: non mandargli nessun msg, per esperienza ti dico che nn arriverà mai la risposta che tu ti aspetti sempre se questo si degnerà di risponderti.

  • 5234
    Lilly -

    Ciao a tutti.
    Iris: 13 Gennaio 2009. Resistevo baldanzosamente da ben 42 giorni quando all’improvviso, (in preda ad uno di quegli attacchi di nonsocosasia, ossia uno di quegli attacchi che , a post si maledicono) acchiappo il telefono, lo chiamo e mi azzardo in un “come vaaaaaa?” a 72 denti!Dall’altra parte: UNA BELVA! Ho avuto paura che sbucasse fuori dai forellini della cornetta. Urlava talmente a squarciagola che la voce era….non so come dire…… larga, detonata …….come se rimbombasse all’ interno di una cavità orale deformata dall’ira. Un “rohar” leonino vivente….Si…vabbè…..ero abituata alle sue scenate. Ma così dopo solo 2 (due nel vero senso della parola) parole..NO!
    Trenta secondi di puro terrore/sbigottimento/idiotismo. Poi il Clic (anzi SBAAAM!) del telefono sbattuto giù ed il …tu tu tu…..rassicurante…. A quel punto è successa una cosa strana. Io ero lì con il telefono in mano ed i lacrimoni agli occhi quando mi sono sentita come se mi stessi vedendo nello specchio del castello stregato. C’erano altre tre o quattro Lilly oltre me che si guardavano l’un’altra e tutto intorno con uno sguardo che non saprei definire.
    Lo sguardo spalancato del “cos’è succeeeeeesso??????”.
    Poi si sono messe a parlare, a litigare, a puntarsi il dito, ad accusarsi “sei stata tu”, “no tu”, “io non c’entro…ero quella che segnava i giorni di resistenza sul calendario”, “figuriamoci se io…..”. C’erano tutte ed erano tutte in conflitto.
    Lilly testa, Lilly panza (mitica Luna), Lilly frutta candita, Lilly “è questione di tempo e poi lo so che lui….”.
    Poi ci siamo guardate bene e abbiamo visto che tutte avevamo le stesse occhiaie, gli stessi lacrimoni appesi, la testa espressione malconcia. Lo stesso dolore.
    Non dovevamo prendercela tra di noi. Dovevamo farci forza…….e uscirne. E’ cominciato da lì, da quell’ aggressione inutile (come dare una randellata sulla capoccia di un figlio dei fiori “armato” di chitarra e sorrisone) la mia consapevolezza.
    Prima (nei 42 giorni precedenti) il mio era un orgoglio costruito, cucito addosso, auto imposto ma portato con la stessa naturalezza con cui si porta in pieno pomeriggio un abito da sera della nonna che pesa 50 kg più di te.
    Ho cominciato a capire che qualcosa non andava e mentre lo negavo con me stessa e mi ostinavo a tenermi ben stretta il mio scafandro di malinconica astenia fisica e mentale una delle Lilly ha cominciato a mettere il becco fuori nel mondo, a dire “aiutooooo”. E a riceverlo. Qualche passo avanti l’ho fatto in questi mesi….. Iris, tu sei ancora all’inizio della batosta. Sembra strano, lo so. 7 mesi…..eppure sei all’inizio!
    A questo punto scrivo un “credo che tu” grosso come una casa e riferito a tutto il post nelle parti in cui parlo di te per evitare che si pensi che io dia per scontato che il mio pensiero valga per tutti, te per prima.
    CREDO, ritengo, che tu sia in quella fase in cui subisci una situazione e se non reagisci è perché speri ancora in un ritorno che non vuoi vanificare con qualche comportamento che potrebbe essere mal interpretato. Nel dubbio su cosa fare stai ferma. E aspetti, aspetti, aspetti. Ogni tanto ti fai viva ma solo per mandargli un messaggio subliminale “io sono qui è! Torna pure se vuoi, se sto in silenzio è solo per non disturbarti.Non è che me ne sono andata…..”
    Aspetti e speri (come nel proverbio).Parlare di orgoglio con te, in questo momento, è come parlare di alimentazione ad un anoressico e pensare di ottenere da parte sua interesse, dialogo e magari un bel risultato “mangereccio” dopo la terza frase….No! Non mi sembra di esagerare (qualcuno lo penserà, lo so). Sto descrivendo qualcosa che conosco benissimo. L’ho appena vissuto…… Nel momento che stai vivendo si è incapaci di valutare razionalmente le cose, le situazione e le persone. Quindi, in questa fase, il porre in essere un comportamento razionale è più un colpo di fortuna che un gesto voluto.

  • 5235
    Lilly -

    Non sto dicendo che sei scema (perché darei della scema alla me stessa di appena tre mesi fa), né che tu sia irrecuperabile, né tanto meno che tu sia masochista.
    Sei chiusa in una gabbia di melan/malinconia, confusione, instabilità!
    Ti senti innamorata di lui (o del sogno a cui hai dato la sua faccia???? Eh?!!!). Ma non sei innamorata di te.
    Ed è questo il punto!!!! Il punto di partenza e quello di arrivo!
    Guardati un po’ intorno, Iris. Le vedi anche tu?
    La vedi Iris testa? E Iris panza? E Iris frutta candita? Non ti fanno tenerezza? Non ti viene voglia di abbracciarle un po’? E di amarle un po’???L’orgoglio verrà dopo, quando avrai recuperato la te stessa che hai perso per strada per fare spazio a lui, solo lui, sempre lui.
    Ieri ti ho scritto di non scrivergli nulla perché staresti di mer…
    Vorrei precisare (non si sa mai).
    Ho sempre scritto che (secondo me) è meglio vivere il dolore. Farlo proprio per non averne paura e sconfiggerlo senza più subirlo. Ma parlo del dolore che abbiamo dentro e che si è generato in un momento in cui eravamo talmente in confusione da non rendercene neppure conto. Ed è quel momento che comincia a finire (COMINCIA a finire) quando iniziamo a porci delle domande, a cercare delle risposte e trarre delle conclusioni (e magari a giracchiare per internet alla ricerca di siti in materia) perchè la nostra mente ci picchietta sulle spalle per comunicarci: “Uhei cumpà….io non mi sento tanto a mio agio in questa situazione! E se cercassimo qualche strada alternativa?” E’ il momento in cui sei tu Iris?????
    Se la risposta fosse SI… e beh.. scrivergli sarebbe andarsi a cercare (viste le premesse che tu stessa fai) un surplus di dolore, anzi, uno stato di mer.. inutile. Un roditore di tempo! Solo tempo??’ Eh no!
    Quanta energia ti ciuccerebbe questo stato di mer..? Quante occasioni non ti lascererebbe vedere? E quante (altre) risate andrebbero perse? Quanti abbracci a te stessa e agli altri? Quante lacrime UTILI? Quanti autocalci in culo bonariamente rieducativi?
    A me ha fatto fuori 1 anno e rotti ‘sta mer.. di mer…..a Lulu due…..a tanti altri mesi e mesi a volte anni.
    E a te Iris? 7 mesi direi che possono bastare? O no?!
    Lui è stato molto chiaro nella sua stitica dichiarazione di the end.
    A beh…….potresti anche dire: “Voglio sbattere il grugno e fracassarmi la dentiera contro la realtà per poter poi affermare : azz…fa male ma così male che dopo non potrò stare che meglio……”.Un po’ truculento come sistema…..forse esiste una terapia più dolce…..
    Anziché scrivergli concentrati su di te, studiati bene, imparati a memoria, guardati attraverso i tuoi occhi e parlati. Raccontati tutto di te e continua finchè ti sarai conosciuta come ciascuno di noi dovrebbe conoscersi.
    Innanzitutto la mefistofelica giornata a quel punto sarà passata (e one) e poi avrai fatto i primi tentativi per poterti dare quella spinta che ti alzerà da terra (e two) e…. poi, piano piano verrà il resto. L’autostima, l’orgoglio, pranzi/cene da sola o in compagnia , ricchi premi e cotillons…….(o yeah). E alla fine vedrai te stessa in primo piano e lui in lontananza, e scoprirai che è diventato una delle tante figurine di quell’album che è la nostra vita.
    (Io questo obbiettivo non l’ho ancora raggiunto….ma l’ho individuato, me lo sono posta e sto zompando alla ricerca del traguardo).
    LULU/Maia/ ……vedi sopra.
    Francesco. Hai fatto bene a ridere/ piangere. Ma non per il fatto in sé di ridere o di piangere. Avrei detto lo stesso se avessi o solo pianto o solo riso o fatto una corsa nudo in mezzo ad un prato…
    Il bene sta nell’aver fatto qualcosa che in quel momento sentivi di dover fare per far star bene te stesso.
    E secondo me in quel momento ti sei messo in primo piano. Lei e la canzone sono state solo una coreografia.
    Luna. Tutte le volte leggo e rileggo i tuoi commenti perché vorrei sfruttare la mia ansia scribacchina per scriverti qualcosa di diverso dal semplice “grazie Luna, brava Luna” . Poi scopro che le mie risposte sarebbero, tante volte, un solenne taglia e incolla dei tuoi post perché ciò che scrivi rispecchia il mio pensiero.
    Poi ci sono le volte in cui mi accorgo che ciò che scrivi è ciò che penso ma non sapevo di averlo pensato e con la stessa espressione che poteva avere l’ homo pitecus davanti ad una novità salto sulla sedia perché mi sento scoperta ………………
    Dato che sono ancora in fase di reinergizzazione cerebrale ti ringrazio per tutta l’energia che mi fai risparmiare pensando anche in mia vece e girandomi il lavoro già bello confezionato……..
    Ironia a parte. ……Tu come stai? Com’è che ti sembra di girare con mezzo pistone rispetto alla tua media energetica?

  • 5236
    Ale -

    Buongiorno,mi intrometto in questa interessantissima discussione per tentare di rispondere alla domanda di Naty sul come fare per nn ricadere nella stessa tipologia di storia.
    Personalmente mi trovo ad affrontare esattamente questo problema. Tre mesi fa la ragazza con cui stavo da tre anni decise di troncare ogni contatto con me: sentimento finito, voglia di cambiamento, le solite cose insomma, motivi conclusivi anche se non supportati dagli atteggiamenti (le poche volte che ci siamo visti per parlare almeno un po’, è sempre andata in crisi scoppiando a piangere e dicendo le solite frasi “non sei tu sono io” oppure “mi dispiace un sacco per come è finita”..).Ho passato questi mesi ad analizzare la nostra storia, a cercare dei perchè, a cercare di capire come mai non ero stato in grado di accorgermi di nulla.
    Ma ora capisco che non devo concentrarmi sulla fine della nostra storia, ma su di me.Infatti, e vengo al punto, è la seconda volta di fila che subisco la fine di una storia che ha avuto modalità molto simili, ovvero: essendo deluso da una precedente esperienza, mi tuffo in una nuova storia. All’inizio non sono preso, perchè ripenso al passato. Passano i mesi, e mi ostino a stare con persone che non mi prendono subito. Poi decido di concentrarmi su di loro, e magicamente l’amore sboccia. Chiaramente sono persone che mi piacciono, e anche molto, ma all’inizio non mi prendo. Poi il tempo solidifica il sentimento che all’inizio è represso, e io finisco col lanciarmi nella storia, fino a saturarla diventando insicuro, a volte pressante. Così loro da innamorate perse di un ragazzo sempre solare e divertente (ma non lanciato) si stufano e finiscono col lasciarmi.
    Quindi il mio problema è il seguente: all’inizio so gestirmi, non essendo perso della persona con cui sto “sono presente” nella storia col giusto equilibrio. Per carattere tendo ad essere un diesel, e credo che vada bene non lanciarsi subito perchè per farlo bisogna essere sicuri di ciò che si prova.. Poi inevitabilmente mi prendo e nascono improvvise paure di perdere la persona con cui sto, fino a che queste paure non rompono gli equilibri che ho faticosamente creato nel corso degli anni, e vengo lasciato…

    Prima pensavo di aver sempre incontrato persone sbagliate. Ora so che non è esattamente così. So che finchè non imparerò prima di tutto a stare bene con me SENZA di una lei che colmi i vuoti che sento, finirò sempre con l’aggrapparmi alle storie e alle mie stesse paure.

    La soluzione, dunque, è stare soli, abituandosi a ricorrere alle proprie risorse personali che esulano dagli altri. Bisogna imparare a gestire i momenti di solitudine, e lo si può fare solo abituandosi a stare soli. Nel mio caso sono dipendente dalle donne intese come completamento, come appoggio, al di là di qualsiasi riferimento sessuale o sociale. ci sono persone che da sole stanno bene, si bastano. Magari hanno problemi a relazionarsi con gli altri, ma almeno sono indipendenti. Ecco la soluzione:l’ìndipendenza

  • 5237
    franz -

    Cipicchia quanto scrivete; personalmente lo trovo positivo, è salutare che ci si senta liberi di esprimersi, ma mi vien da sorridere confrontandolo con gli stilemi delle chat cui mi sono rivolto nella fase iniziale del percorso di elaborazione del lutto per dimenticare e stordirmi; in quella sede la gente parla a monosillabi. Capivo che i fini eran differenti, capivo meno la banalizzazione della comunicazione, pareva di star all’asilo….comunque anke quella è stata un’esperienza antropologicamente interessante e sotto certi aspetti utile.
    Care Luna e Lilly, si ho capito cosa intendete dire e son ben consapevole che i sentimenti sono così ondivaghi e vengono vissuti in maniera così personale che è impossibile generalizzare. In questi giorni mi tocca “assistere” una mia amica che si trova in una situazione spinosa; ebbene non mi permetto di darle consigli, ma solo di esporre la mia esperienza, il modo in cui mi son sottratto alle spire del dolore dovuto ad un tracollo sentimentale. Come dicevo sono fiero di esserne uscito senza far cavolate, senza assumere schifezze o ubriacarmi e in tempi ragionevoli. Non ho fatto nulla di eccezionale, ma viste le premesse, l’esito è stato meno devastante di quel che mi aspettassi. Certo la mazzata è stata una delle più pesanti che io ricordi e il fatto di aver chiuso a doppia mandata e non averla più sentita o “sbirciata” senza cedimenti ed eccezioni è servito nn poco, proprio per prender le distanze. Non credo che sia stato il volere divino ad aver fatto andar le cose così; certo c’eran delle incompatibilità caratteriali ma spesso sono i contesti ambientali o gli incontri a condizionare pesantemente l’andamento di una storia. Ci sono fattori esterni e interni, insomma e il caso ha la sua parte nel mescolarli…Di fatto che dovesse o non dovesse finire così, è finita e continuare a interrogarsi sul perchè e sul percome, sul ruolo di altre persone o sulle lacune dell’amata, sarebbe esercizio ozioso. Questo nn significa che ogni tanto non facciano capolino i ricordi; ti fan marameo, ti sbeffeggiano; quel che col tempo bisogna imparare è di rispondere a questi motteggi con il sorriso e non serrando le mascelle…Ecco in quest’opera son riuscito solo in parte anche se la storia è finita 9 mesi fa. Con questo nn ho nessuna intenzione di ritornare indietro, nè vagheggio un impossibile ritorno all’idillio iniziale, nè rimpiango ciò che era e che non è più ma è altro, diverso e non raffrontabile.

  • 5238
    LULU -

    Buongiorno a tutti, e’ strano a volte leggere i commenti di coloro che si affacciano a queste pagine. Cio’ che scrivono gli sembra, anzi lo e’, identico identico a cio’ che abbiamo vissuto, sofferto, provato noi. Le stesse paure, gli stessi pensieri, a volte pensati ma non osati scrivere….per vergogna, per timidezza, oppure semplicemente ci accorgiamo di aver pensato e vissuto solo quando gli altri ne parlano….e’ tutto questo che ci fa capire che non siamo soli, che non sempre, come in realta’ spesso vogliono farci credere i nostri EX EX EX…( l’ho scritto con la maiuscola non per dimostrare che sono dei grandi, tutt’altro, bensi per enfatizzare la parola…)siamo delle persone strane, fatte male, additittura M A L A T E, per soffrire cosi’ tanto. Io l’ho pensato per molto tempo, anche se ancora devo dire non superato completamente, mi aveva convinta talmente tanto di cio’ che guardandomi allo specchio mi facevo davvero schifo. Mi dicevo e’ giusto, non mi merito questo amore, e’ giusto che mi tratti cosi’, in fondo non valgo nulla eccetera eccetera…e’ giusto che soffro, forse e’ una punizione per qualcosa che ho fatto (anche se non sapevo cosa…). Non era vittimismo, era prostrazione, annientamento, le donne dei talebani in realta’ rispetto a me erano trattate come delle vere regine….
    Eppure niente serve a volte a farci capire in che realta’ in quale situazione siamo, sembra addirittura che …adesso uso un termine forte…(parlo per me…) sia l’unico modo di vivere la vita che mi sia stato concesso…(oggi faccio discorsi contorti, spero di essere capita).
    Con questo non voglio usare il detto “mal comune mezzo gaudio”..sono certa che ne faremmo tutti a meno di questo gaudio…cerhiamo di usare il gaudio che ci consiglia Luna, quella che in questo momento riesce forse meglio a darci consigli utili perche’ ha superato il primo e forse anche il secondo scoglio…

    Molto spesso mi capita di dimenticare il dolore, di ricordare solo i pochi momenti belli, cerco di scacciarli ma non funziona, allora mi concentro.. ma quali sono stati e soprattutto quanti sono stati in dieci anni….si contano forse nelle dita di una mano. Ne vale la pena soffrire ancora cosi’ tanto per cosi’ poco che ho avuto?

    Vorrei avere raggiunto la tua saggezza, il tuo equilibrio Luna, ma soprattutto vorrei averlo anche perche’ avendo vissuto e vivendo ancora in prima persona questo G R A N D E dolore vorrei dare una mano come fai tu a noi in questo momento…

    Naty tu come stai? Sei molto riservata pur partecipando a questi dialoghi, spero che nonostante ti apri cosi’ poco queste “chiacchiere” ti aiutino lo stesso. Rispetto la tua riservatezza ma se hai bisogno ti ascoltiamo ben volentieri senza pretendere di avere la soluzione in mano. Io non ce l’ho neppure per me stessa, figurati per gli altri!
    Rispondo a Lilly riferita a qualcosa che ho scritto qualche tempo fa , e’ vero mi sento stanca, e spesso vecchia, ma non parlo solo di eta’ anagrafica, quella e’ la

  • 5239
    LULU -

    parte minore. Mi sento vecchia dentro, e’ come se la parte che riguarda l’amore si sia atrofizzata con la fine di quella storia. Troppo spesso anche io al mattino mi sveglio, accendo il telefono e spero, troppo spesso vado in ufficio e spero, troppo spesso esco la sera dopo una faticosa giornata di lavoro e spero….ma cosa spero…che si faccia vivo, che mandi un messaggio, che mi dica ho sbagliato, ho sbagliato tanto, e’ stato un errore, ho lasciato la ragazza, mi faro’ perdonare….eppure so che non lo fara’, al massimo la sua Offerta Speciale (tipo supermercato) sara’ come quella dell’ultima volta, vorrei che io e te, di nascosto dall’altra, continuassimo a vederci, perche’ in realta’ e’ solo te che amo e non posso fare a meno completamente di te….ehi rincoglionito, ma cosa ti credi che io faccia la vecchia babbiona amante dopo dieci anni che sono stata con te perche’ vuoi mantenere la tua relazione con la ragazzina?

    Ecco questo e ‘ stato l’ultimo dialogo un paio di mesi fa che ho avuto con lo str…o, credi che mi abbia umiliata abbastanza??????
    Non credo piu’ nell’amore, non credo piu’ nella felicita’, non ne ho piu’ il tempo. Ma voglio vivere serena, voglio ritrovare quella parte di me che mi ha rubato, anzi che mi sono fatta rubare. Voglio ritrovare il sorriso, voglio che i miei colleghi mi vedano arrivare al mattino come una volta, con la faccia riposata e distesa, non piu’ con gli occhi gonfi e tristi. Devo ritrovarmi costi quello che costi, ho toccato davvero il fondo, adesso esiste solo la R I S A L I T A. Grazie a tutti quanti, anche se non ci conosciamo VI VOGLIO BENE, LULU.

  • 5240
    Naty -

    Lilly, con la telefonata e le quattro Lilly allo specchio, m’hai fatto morì.
    Spero che Iris ti legga o ti abbia già letta.

  • 5241
    LUNA -

    Ciao ragazzi, meravigliosi tutti 🙂 🙂 🙂

    purtroppo ho poco tempo adesso, ma intanto volevo dire che:

    Lilly: l’ho detto io che di me ti piace quello che ti piace di te 🙂 🙂 🙂 che ci sia o non ci sia poco importa, sono contenta che tu ti piaccia :):):)
    – perché l’hai appena detto 🙂 🙂 🙂 🙂 e fai benissimo 🙂 🙂
    per inciso – a parte che mi fai morire dal ridere 🙂 – quando qualcuno mi dice:
    “ma cosa ti sei fumata?” mi sta sulle scatole, e rispondo che io, così, sono tutta naturale 😉 😛 😛 😛

    Giravo a mezzo pistone perché obiettivamente ero nell’occhio del ciclone (fa pure rima!). Due lutti a due giorni di distanza, uno personale, l’altro comunque vicino. Entrambi improvvisi.
    E altre cose che hanno rivoltato come calzini me e due mie carissime amiche, contemporaneamente.
    Abbiamo tenuto botta, come si dice.
    Sarebbe stato meglio non averne avuto bisogno, ma alla fine ci sono tappe del viaggio che non puoi proprio sceglierle, puoi viverle e basta, tenendo stretto il timone, e cercando di imparare anche dall’acqua che entra in barca.
    Ora, tranq, direi che i pistoni hanno bisogno di una lucidatina, ma son messi abbastanza bene 🙂 🙂 🙂

    Maya: non hai lasciato in pace lui, hai lasciato in pace teeeeee 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
    e guarda che non sono sfumature 🙂 🙂 🙂

    Lulu: di tutto cuore spero che la tua speranza, quella che lui faccia un cenno, torni, non si realizzi mai 🙂 in senso buono, penso che ci siamo capite.

    Naty: tornerò con più calma sul tema, scusa, ora non riesco!
    a me pare che tu stia facendo un ottimo lavoro, comunque. Intendo dire che le cose che dici mi sembrano “assimilate”, e non sono cose da poco, proprio per niente. Questo ovviamente puoi saperlo, sentirlo, solo tu, ma la mia impressione è questa. Non so se sono cose che hai acquisito di recente, o se facevano già parte di te, o che hai ritrovato. Rendersi conto della serialità, cercando una risposta dentro, e non fuori, è già un passo importante, comunque.
    Capire – sentire – a che bisogno risponde il fatto di reiterare dei comportamenti, che non si rivelano “funzionali” fa la differenza.
    Facendo l’esempio del mandare messaggi ecc, i consigli che si danno a Iris: un conto è dire “non manderò più messaggi” e basta, un conto è capire (sentire!) perché si mandano, cosa si cerca mandandoli, e perché ciò, per noi, si rivela controproducente, disfunzionale in quel senso.
    Dire che un comportamente è sbagliato di solito non serve a granché. Sbagliato è un’etichetta, che spesso corrisponde sì alla sensazione che dà di disfunzionalità, intesa come scarsa come scarsa efficacia, malessere, sensazione di essere intrappolati, non aderenza con il sentire, ma “sbagliato” è solo un giudizio.
    “Non mi serve”, “Non mi fa sentire bene”, “Non mi porta vantaggio”, per dirla semplicisticamente, è già diverso. Tanto il giudizio chiude, tanto il discorso della funzionalità invece può aprire.

    Baci a tutti, ho letto 🙂

  • 5242
    Lilly -

    Bè, Lulu, se dopo un esperienza che mi ha fatto un male cane genere fossi già pronta, aperta, disponibile all’amore, pronta a balzargli incontro ridendo fasciata in un abitino rosa….. e beh…. domanderei a me stessa se una parte del cervello ha fatto dei suoni del tipo bzzz bzzzz BAAM ssssst prima di spegnersi completamente.
    Lulu, sei diffidente in materia di nuove storie? E ci credo!!!! Con quel che hai raccontato di come ti ha trattata, di ciò che ti ha proposto……Questa “chiusura” è più che giustificata.
    OGGI! E sottolineo OGGI!
    Se continuasse ad oltranza anche in futuro, però, significherebbe (opinione mia ed opinabilissima) che non ci siamo riprese veramente, che abbiamo solo assunto un portentoso medicinale in grado anestetizzare il dolore senza eliminare il male che lo provoca!
    E parlo di OGGI perché….si che magari è passato un bel po’ di tempo da quando è finita, ma quel tempo non conta perché non è stato vissuto, non è stato mentalmente realizzato. E’ come se non fosse passato….vero?
    E’ ora, adesso che si comincia ad affrontare il problema.
    E’ ora, adesso che la frase “è finita” , la parola “ex” non è più un tabù!!!
    Tu scrivi: “come se la parte che riguarda l’amore si sia atrofizzata con la fine di quella storia”
    Credo che ciò che tu chiami atrofizzazione sia la stessa identica cosa che io chiamo “un bello” spavento, un’ insana paura”.
    Non è che tu, come me, sei spaventata sia dall’idea di ripetere l’esperienza (e su questo non ci piove! vorrei vedere……) che dall’idea che di punto in bianco quella te stessa che si è lasciata, in passato, umiliare in quel modo possa saltare fuori?
    Umiliare in un modo talmente squallido che quel non voler vedere, quel restare nonostante tutto, quel subire mi ha reso in qualche modo compartecipe al male che ho ricevuto (ossia: mi ha fatto male ma mi sono fatta male anche da sola e non per masochismo…..com’è complicato spiegarsi).
    In due parole: a me si è posto il problema della paura di reinterpretare quel ruolo criminogeno che, a volte, ha la vittima scopre di aver interpretato talmente bene da meritare l’Oscar.
    Mi gira sempre in testa il dubbio che ha Naty(“storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile: COME SE NE ESCE?”)
    Eh!!! Bella domanda!
    Pensa e ripensa giungo sempre alla stessa conclusione: in primis bisogna conoscersi (aridaje, chissà quante volte l’ho scritto)!!!!. In secundis bisogna apprezzarsi, volersi bene, dedicarsi spazio e tempo e poi, solo poi, cominciare ad affrontare il tema del nuovo amore (nuova la persona e nuova la modalità).
    Il gobbo che ho piazzato di fronte a me recita così:
    1) impara a conoscerti
    2) impara a volerti bene
    3) impara a voler bene agli altri.

  • 5243
    Lilly -

    Come faccio a volermi bene se non mi conosco?
    E’ evidente che non mi conoscevo. Pensavo di conoscermi, ero certa di conoscermi ma non era così.
    Se ho lasciato che capitasse ciò che è capitato o ero abbelinata o ero masochista o ero sottoposta ad un bombardamento di stress di altro genere (e quindi ero già debole) o non mi conoscevo veramente e pensavo di poter reggere la situazione e di reagire diversamente da come, invece, ho reagito o (cos’altro? Ditemelo voi…..).
    Ora: abbelinata non mi pare di esserlo nè di esserlo stata, masochista nemmeno, bombardata manco (un pò di stress, si, ma niente di devastante)….. Rimane la quarta ipotesi (più il mucchio di altre ipotesi che mi stanno sfuggendo e che spero che qualcuno tra voi mi dica…..).
    E a quel punto si apre la porta dei perché e della meravigliosa conquista delle risposte (magari ovvie ma non per me).
    E se ciò che mi è capitato dipendesse dal fatto che tutto quell’amore che provavo dentro di me non potendolo rivolgere ANCHE a me stessa (per forza….non mi conoscevo….. ecchè ‘so scema? …..amo uno sconosciuto???) l’ho buttato tutto solo sull’altro nella presunzione di conoscerlo bene e partecipando alla creazione di un disequilibrio che, alla fine, mi ha fatto prendere una solenne chiappata per terra (e che chiappata….) complice l’ingorda subdola meschina bastardaggine dell’altro????
    Ma se io riesco a fare un bel lavoro su di me comincio a mettere tanti bei paletti a tutela della mia persona senza dovermi trasformare nel dobermann che mi difenderà…..

    Pensieri in libertà solo per dire: non so che gioia o serenità può dare l’ipotecare il futuro chiudendo a priori la porta all’amore.
    E se cercassimo di tenere la porta accostata per evitare intrusioni indesiderate e la aprissimo con la dovuta cautela e nel massimo rispetto di noi stessi senza metterci così tanta foga da non avere nemmeno il tempo di spostarci autofracassandoci il naso???

    Ciao a tutti un bacione.

  • 5244
    LUNA -

    LULU: mi sa che “voglio vivere serena” è un’ottima partenza. anche perché alla fine parte tutto da lì. Anche perché dire “voglio” non so se l’hai notato è differente da dire “vorrei”.
    “Voglio” è già stare dentro, in qualche modo, alla cosa che vuoi 🙂
    Se sei serena e in equilibrio cosa desideri nella tua vita? cose che sono in sintonia con l’equilibrio e la serenità.

    La speranza che qualcuno torni, spesso, è legata all’illusione che torni a rimettere lui (o lei) a posto delle parti che sentiamo rotte. Lui le ha rotte lui solo può ripararle. Lui le ha rubate, lui solo può restituirle. Lui ha trasformato la cosa in incubo, lui solo può trasformarla in un sogno… o almeno in una realtà vivibile.
    Balle. E paradosso, ovviamente.
    In realtà a parte che è parecchio difficile che chi ha rotto/rubato ecc, perché funzionava in un certo modo (a meno di non fare un lavoro serio su se stesso) possa essere chi ripara e restituisce (altrimenti non avrebbe rubato e rotto…) – funzionano così – la riparazione è interna, no esterna. Tra l’altro, appare forse anche in modo abbastanza evidente, che pensare che possa essere l’altro a riparare ciò che ha rotto ecc non fa che mantenere vivo quel legame di dipendenza psicologica ed emotiva che era alla base proprio… della rottura…
    e di quel senso di spaesamento, mancanza di risorse…
    nel momento in cui ci si comincia a “riparare” da soli, in cui ci allontana da quella fonte di dipendenza (possibilmente non cercandone un’altra sostitutiva!… ecco, Naty, per esempio, perché alle volte c’è la serialità…), si riscopre la propria autonomia e nel momento in cui si scopre la propria autonomia ci si ripara da soli…
    Riparare, molto spesso, è semplicemente riaprire il flusso di certi canali che prima erano stati chiusi.

    Nelle tue parole oggi c’è meno ragionamento e più sentire. Meno analizzarti e più volere. Meno passato e più presente. Meno implosione e più spinta. Meno etichettarti e più ascoltarti.

    A poco a poco si comincia ad aver meno bisogno di dire chi si era e chi non si è stati e chi si sarebbe voluti essere, e più voglia di raccontare ciò che si sente, in apertura, e in generale di cosa si ha voglia.

    Si ha meno bisogno di parlare di quando si stava male, e viene spontaneo dire cosa fa stare bene.

    A poco a poco si comincia a parlare meno di lui, o di lei, e più di se stessi, in senso buono, non accusatorio, colpevolizzante, in analisi in circolo chiuso, ma come si parlerebbe di un amico che, poiché ci piace, abbiamo voglia di presentare a qualcun altro (che altrettanto ci piace).

    FRANZ: non avrai fatto nulla di eccezionale, ma se hai fatto qualcosa di salutare ti pare poco??? 😉

  • 5245
    tina -

    Lilly promettilo!!!!
    Appena capisci che ti sei fumata dai a noi tutti precise indicazioni!!!
    Io non ho mai fumato in vita mia ma non vedo l’ora di cominciare :):):):):):)
    Sei una forza! E se ripenso ai tuoi primi post, mi viene proprio da dire: ringrazia il cielo che quell’im…lle è uscito dalla tua vita perchè finalmente puoi essere te stessa: una persona meravigliiosa, assolutamente sprecata vicino a lui!
    La scenetta della me…a con cappellino e papillon non mi si leva dalla testa! Peccato che non posso raccontarla ai bambini che mi assillano per sapere il motivo per cui mi sto sbellicando dalle risate!!
    Ma sia chiaro, il tuo umorismo e la tua autoironia sono solo una parte delle cose che mi piacciono di te; la tua profondità e la saggezza che stai mostrando di aver acquisito (ad un prezzo salato, mi rendo conto) sono davvero ammirevoli. Questa lettera sta diventando un cielo incantevole in cui rifugiarsi tra amici: visto che una Luna meravigliosa ce l’abbiamo già, se tu volessi un giorno cambiare nick, io ti suggerirei Sirio, che è la stella più luminosa di tutte, sempre che la memoria non mi inganni (speriamo, sennò sai che figura! cmq…da qualche parte dovrei avere cappellino e papillon ;))
    Ora scappo, mi dispiace di non aver tanto tempo, non sono nemmeno riuscita a leggere tutto (ha ragione Franz: ‘mmazza e quanto scrivete!)
    Un bacio a tutti.
    (Anto62 a te due 😉

  • 5246
    Lilly -

    Luna. Beccato mi hai!!! Ebbene si. Sto cominciando (o ritornando?) a volermi bene e a starmi simpatica….
    E vorrei che le sensazioni che sto provando io le provassero un po’ tutti.
    Non sta capitando nulla di particolare al di fuori di me.
    Anzi ci sono in atto tutte le situazioni della solita routine, quelle che mettono addosso lo stress metropolitano, dal lavoro alla famiglia, dalla salute al conto corrente.
    Eppure. Eppure ho tanta voglia di non mettere la testa in un buco come uno struzzo (gesto inutile tanto le chiappe resterebbero fuori…….no comment).
    Evidentemente il qualcosa di particolare sta capitando dentro di me.
    E vai!!!!Il primo gradino è stato scalato.
    Ho voglia di non lasciare il timone (proprio come te) e di affrontare il bello ed il brutto in modo cosciente imparando da tutti, assimilando informazioni, stati, concetti, come se fossi un ape imbottinatrice, senza tutto quel brutto soffrire inutile e distruttivo.
    Mi spiace che tu abbia dovuto passare un così brutto periodo.
    Ma fermo restando che certe situazioni capitano senza che ci sia nessun intervento da parte nostra (magari si potesse intervenire…) sono contenta che il tuo mezzo pistone abbia continuato a funzionare a dovere e che tu sia rimasta ben dritta in mezzo alla tempesta.
    Lulu dice che hai superato non uno ma due scogli.
    Secondo me…… anche qualche scoglio in più nella tua vita.

    Franz.
    Parlo per me….La prima parola che ho detto è stata mammamammamammamamma.
    E questo la dice lunga sull’origine della mia prolissità…….
    Ma mi sa che sono in buona compagnia di tanti altri che devono aver detto papàpapàpapàpapà o zioziozioziozio.
    E per fortuna…..come si fa a comunicare in quattro righe?!?
    Sto male stop è finita stop aiuto stop.
    Però hai ragione, sono tutte esperienze antropologicamente interessanti.
    Tutte le esperienze sono diverse ed i consigli….. forse si…….i consigli lasciano il tempo che trovano.
    Anche perché fondamentale è la disponibilità all’ASCOLTO dell’orecchio che ci “ascolta”.
    Nel senso….magari ti ascolto nel senso che il timpano registra dei suoni articolati in parole ma in realtà non ti ascolto perché non me ne frega un tubo della tua corazzata potemkin dei buoni consigli ereditati dalla nonna della nonna……
    Il consiglio te lo può dare chiunque. Anche chi non ha vissuto una determinata situazione e parla con la voce dell’ovvietà (se Tizio si è comportato così con Sempronia è uno str.; lo str..non merita nulla; il nulla vale 0 ; stronzo X 0=0. Tizio= 0 ossia cancellalo…)
    Bella logicità……peccato che siamo esseri umani e non logaritmi ambulanti!!
    L’esperienza invece attira. Perché parlare con uno che in tempi, modi, circostanze magari diversissime ha vissuto una situazione simile nel contenuto ti da quel senso (non so come dire) di calore, di umanità, che non è l’acida soddisfazione che sta dietro al concetto di mal comune mezzo gaudio, è solidarietà tra chi ha sofferto e nel darti qualche spunto magari ne cerca uno da te.

  • 5247
    Lilly -

    Ciao Naty. Spero anche io che Iris abbia letto e sono felicissima di averti fatto ridere.

    Buona serata a tutti voi…..

  • 5248
    Naty -

    Ciao LULU, ciao Ale, ciao tutti

    LULU, io sto abbastanza male. Soprattutto perché vivo una fase della vita in cui, su tutti i piani, si dovrebbe iniziare a raccogliere un po’ i frutti di quello che si è fatto: invece niente. Niente di niente.
    Dieci anni di lavori precari mi hanno massacrata, tolto ogni forza di ricominciare e sono veramente stanca: di farmi prendere in giro da tutti quanti. Per una miseria. L’amore… Lasciamo perdere: dare, esserci, comportarsi in modo rispettoso, e poi? Arrivederci e grazie.
    Un figlio che pure avrei voluto, avendo sempre aspettato (la persona giusta e le condizioni economiche almeno decenti), niente.
    La passione che avevo e per cui ho fatto tanti sacrifici? Ora più niente, visto che ho problemi più importanti a cui pensare.
    Insomma, sono un groviglio di amarezza, delusione, sconforto.

    So che le persone mi stimano, ma più che darmi una pacca su una spalla, per come sono, e sono stata, nella mia vita difficile (ma che è come quella di tanti altri) non possono darmi.
    Sei in gamba, Naty. Sei forte, Naty. Sei bella, Naty. Sei intelligente, Naty: un ritornello che oramai mi nausea. Perciò non dico più niente. Ho poco da dire. Non mi piace girare a vuoto.

    A me occorrerebbe che almeno una cosa, una cosa sola, mi andasse bene: risalirei immediatamente. Come è sempre stato. Ma per ora niente. Niente di niente. E non sto bene, è naturale. Ringrazio che fino ad ora, a differenza di tanti, non sono impazzita: e ti assicuro che ci vuole molto impegno (i soprusi, i maltrattamenti, i profittatori, esistono anche nel mondo del lavoro…). Diciamo che cerco di stare molto, ma molto calma.
    Nel frattempo mi guardo intorno. E cosa vedo? Tanta, ma tanta infelicità. E pochi di quelli che stanno “meglio” con la voglia di dare qualcosa (si vede che non stanno poi così “meglio”: sono aridi, quindi già mezzi morti).
    E mi fa rabbia di avere i miei problemi, perché so che stando bene io potrei dare anche agli altri. Così la mia energia se ne va… Nell’immondizia.

  • 5249
    Iris -

    grazie per i tanti consigli, grazie soprattutto a Lilly, la cosa brutta delle storie che finiscono non è il tempo trascorso insieme ma il tempo che si da o si perde per una storia finita. Sicuramente il tempo serve per ripensare e capire, per trovare delle scuse e per colpevolizzare lui o noi stessi, penso che le cose vanno come devono andare anche se facciamo del nostro meglio per far si che vadano bene, ma nn sempre quello che vogliamo coincide con quello che possiamo avare o volere

  • 5250
    LULU -

    Ciao Naty, ciao a tutti, hai perfettamente ragione i soprusi esistono anche nel mondo del lavoro, molto spesso e’ una giungla nella quale la gente si fa spazio a colpi di macete. Per prima cosa ti dico quello che qualche giorno fa tu hai detto a me, non pensare agli altri, non ti preoccupare di stare bene per gli altri, devi pensare a te stessa. Ti capisco perche’ anche io per questo sono come te, il mio pensiero primario era sempre stato quello di aiutare gli altri. Conosco anche io quei ritornelli che a volte a forza di sentire ti nauseano…ma non credi che se ti vengono detti e’ vero? Allora non tutto fa schifo, tu sei una bella persona, (parlo interiormente, ma sicuramente lo sarai anche come aspetto) gli altri, quelli giusti, quelli che “capiscono” qualche cosa lo sanno e lo sentono non ti sembra tanto? So benissimo che di complimenti non si vive, soprattutto non si mangia, ma non ti senti orgogliosa della tua persona?
    Tempo fa, un giorno nel quale ero tremendamente demoralizzata e la mia vita mi sembrava piu’ nera della pece, mi capito’ una cosa stupenda alla quale cerco di pensare ogni volta in cui mi sento male, molto male. La mia amica, la mamma di Chiara,(la ragazzina scomparsa) mi mando’ un messaggio dicendomi “grazie di esserci, grazie di essere sempre e comunque nel posto giusto ogni volta che ne ho bisogno…ti voglio bene..” Il giorno precedente l’avevo trovata mentre usciva dal cimitero, era distrutta, io non ho fatto nulla di speciale l’ho semplicemente abbracciata forte in silenzio, poi si e’ appoggiata sulla mia spalla e cosi’ e’ rimasta per circa dieci minuti. Poi ci siamo salutate. Non avevo fatto niente di speciale, eppure….Vedi Naty, tu sei una persona speciale, anche se non ti conosco bene e non ti ho mai vista, soprattutto perche’ come dici tu, nonostante tutto non sei impazzita, e’ vero ci vuole tanta forza e tanto coraggio. Io non ce l’ho fatta, sono arrivata all’orlo della pazzia, soprattutto quando ho tentato un gesto al quale difficilmente si torna indietro, ebbene me ne vergogno, adesso me ne vergogno…e tu devi essere orgogliosa di questo, di non esserci arrivata. Mi dicono, sono buona, sono comprensiva, sono sempre disposta ad aiutare…ma cosa mi ha portato? Dolore, sofferenza, pazzia…eppure sai nonostante tutto sono orgogliosa di me stessa(e’ vero sono pazza) mi piace essere cosi’, non cambierei me stessa con nessun altro, anche se a volte ho pensato di essere una fallita, una larva, io, come tu del resto, hai la coscienza a posto e la sera quando vai a dormire si e’ vero, spesso sarai demoralizzata, ma non avrai alcun senso di colpa….ti prego non far andare la tua energia nell’immondizia, a noi serve. Un grande bacio, un abbraccio, e un mondo di bene a chi del bene ne fa davvero: LULU

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