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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 104 105 106 107 108 282

  • 5251
    Lilly -

    Grazie Tina. I complimenti sono sempre ben graditi.
    E ricambiati. Ganza l’idea di Sirio, me gusta l’accostamento…
    Scherzi a parte…..so che i miei interventi recenti possono piacere, suscitare la più marmorea indifferenza o stare (e tanto) sulle palle
    In effetti quando stai male, quando ti senti sull’orlo del baratro, quando non stai capendo più nulla ed il dolore ti soffoca una specie di Obama versione Zelig show che ti allarga le braccia gridandoti”Yes we caaaaaaan” magari ti fa svalvolare.
    Ma anche lo svalvolo è pur sempre una reazione.
    E (secondo me) ciò che ha fregato molti dei partecipanti a questo dialogo è stato proprio tutto il tempo passato nell’immobilità assoluta come se un grande gioco delle belle statuine ci avesse fagocitato a tempo indeterminato congelandoci proprio nel momento in cui avevamo assunto la posizione più dolorosa che potessimo assumere.
    Il mio fumo? Sto trascorrendo le 16 ore non lavorative a rimurginare su un’enorme quantità di informazioni che sto acquisendo per poter svolgere al meglio la tesi di laurea con soggetto “Lilly e quelli/e come lei” e per cui voglio acchiappare un 110 con lode, bacio accademico, pubblicazione e clap clap clap dei docenti (rigorosamente tutti in piedi!)! Tantissime informazioni vengono da voi.
    Il mio fumo siete anche voi…..
    Rimurgino anche sul prima…..a quando ero già una Linea (te lo ricordi lo spot della Lagostina? Io si…..mi faceva morire…) e quando mi incazzavo finiva con tutti (o quasi) che ridevano…..e quando ridevo finiva con tutti (o quasi) che mi accompagnavano in coro…
    L’imb…lle , invece, ha fatto come nella pubblicità (sempre della Lagostina). Si è manifestato come una grossa gomma e mi ha cancellato.
    Ed il problema è che l’ho lasciato fare.
    E’ questo che voglio evitare che accada di nuovo in futuro. Se non posso pretendere che gli altri non mi vogliano cancellare posso però evitare di lasciarli fare.
    Naty, ti capisco e mi spiace non poter fare niente di concreto.
    Perché quando il problema è (anche) pratico, quando magari c’è l’affitto è da pagare e non riesci a bonificare al padrone di casa un sorrisone+spese ….è inutile mettersi la parrucca in testa, il nasone rosso, far finta di dare una culata per terra, scatenare l’ilarità e ringraziare tutti porgendo una margherita.
    Posso immaginare dove infileresti quella margherita……..
    Dici che stai mantenendo la calma.
    Si, ok, continua a stare calma ma nella misura in cui quella calma non sia solo apparente, rigorosamente esterna ed in realtà nasconda una quantità enorme di energia negativa che riversi dentro te stessa rischiando che esploda macellandoti dentro.
    Non ti aiuterà a trovare un lavoro decente, lo so, ma almeno se ‘sta cavolo di energia la butti fuori in qualche modo non rischi di farti, da sola, troppo male dentro.
    Il “ male dentro” è subdolo. Se ne sta ben nascosto dietro il “male fuori”, quello pratico, quello monetizzabile, convertibile in valuta.
    So si persone che hanno persino vergogna

  • 5252
    Lilly -

    a dire di stare male dentro (magari per motivi di natura emotiva) perché c’è una bolletta arretrata……
    Poi, ad un certo punto, il male dentro esce allo scoperto zompa in avanti con l’agilità di un velocista in odore di podio e ti stronca.
    E a quel punto potresti avere l’occasione fortunata che ti porterebbe a pagare le bollette tue e di tutto il tuo vicinato ma il male di vivere, quell’energia negativa accumulata dentro ti porterebbe nella migliore delle ipotesi a vedere tutto come attraverso la grata del convento delle monache di clausura, nella peggiore…….discesa libera senza protezione verso un grande buco nero che ti mangerebbe in un sol boccone.
    Nella mia vita lavorativa ho messo tutto il mio impegno, ho preso e sto prendendo (e prenderò) tante cantonate anche belle pesanti a cui ho resistito….argh….qualche volta con una fatica enorme…..(ma, devo dirlo, ho afferrato al volo anche qualche buona occasione…..), non riesco mai a fare previsioni certe, ad avere un budget su cui basarmi, se faccio due progetti sembra sempre che la loro realizzazione debba implicare l’intervento del Mago Merlino con la sua sfera di cristallo e la bacchetta del magica…. “Bidibibodibibodibibù la rata del mutuo me la paghi tu?
    Nel momento in cui metti tutto l’impegno e tutta l’attenzione hai fatto la tua parte.
    Il resto è alea allo stato puro. E l’alea non è che si concretizza in qualcosa di buono o di pessimo a seconda che tu il tuo atteggiamento sia di frustrazione alla massima potenza o di cauto ottimismo speranzoso.
    L’alea no, cara Naty, ma il tuo umore, il tuo dentro, la tua mente ( a panza) SI!
    Ora penserai: “Mbè?? E quindi? E allora?
    Uh! Ti rispondo “alla genovese” (mi scusino i genovesi per il massacro della frase…..):
    E mì….. alua…..alua ninta”!
    Nel senso che una soluzione non ce l’ho se non l’invitare a sfogarti, a raccontare, a svuotare, a maledire per poi dire lo stesso “AHHHHH” che può uscire dalla bocca di una persona stitica che ha appena vinto la sua personale battaglia con la tazza del cesso….…..
    Però ti riporto paro paro una bellissima frase di Luna datata ieri: “ci sono tappe del viaggio che non puoi proprio sceglierle, puoi viverle e basta, tenendo stretto il timone, e cercando di imparare anche dall’acqua che entra in barca”.
    Per me ha espresso l’essenza della vita in 29 parole! Grazie Luna.

    Ciao a tutti. Un bacione.

  • 5253
    LUNA -

    IRIS: @la cosa brutta delle storie che finiscono non è il tempo trascorso insieme ma il tempo che si da o si perde per una storia finita.
    Sicuramente il tempo serve per ripensare e capire, per trovare delle scuse e per colpevolizzare lui o noi stessi…

    il tempo per trovare delle scuse e per colpevolizzare noi stessi o lui, hai ragione, è tempo perso.

    Infatti colpevolizzare noi stessi, gli altri ecc non serve a niente. Mai. Mangia energie.
    E la rabbia, quando smette di essere reattiva e funzionale, diventa un pugno nello stomaco che ti porti dietro da solo.
    Qui non lo facciamo, osserva questo. Non credo. Non credo che stiamo a colpevolizzare. Credo che guardare avanti o guardare indietro osservando delle dinamiche, togliendo il concetto di colpa, ma guardando che a volte ci si incastra in certi funzionamenti, senza saperlo, sia un’altra cosa.
    O anche ammettere che qualcuno che abbiamo incontrato, fosse anche un santo o un diavolo, non era la persona per noi.
    O se lo era comunque non c’è più, e quindi non ci resta che raccogliere baracca e burattini e stare nella realtà, che al momento… la realtà ci offre. e vedere cosa possiamo farci, ora, di quella nuova realtà.

    L’essere umano, molto spesso, passa da due concetti opposti: la colpevolizzazione (se avessi fatto questo o quello… non valgo una cippa, sono sbagliato io è tutta colpa mia) e la passività (la vita è qualcosa che ti arriva addosso come un treno e tu non puoi farci niente, gli altri sono tutti sbagliati, anche se io sono buono me la beccherò sempre in quel posto).
    Passa dall’idealizzazione al pessimismo cosmico.

    L’essere umano molto spesso passa il tempo a tirare testate su ciò che non può cambiare, tentando di cambiarlo a tutti i costi, e a non usare le energie invece per ciò su cui può intervenire.

    In realtà la vita è fatta di avvenimenti e altre persone, fuori da noi, che non possiamo ovviamente controllare, nei pensieri, nei sentimenti, nelle motivazioni, nel funzionamento.
    Non possiamo scegliere al 100% e mai possiamo scegliere per gli altri. Ma scegliamo anche più di quello che pensiamo. Scegliamo di restare o di andare, di perseverare o rinunciare…
    Ci ritroviamo persino a scegliere se restare o no in una storia che di fatto non esiste più perché qualcuno ha già scelto che non c’è.

    La realtà non è rose e fiori, e ci sono mazzate da cui davvero puoi non risollevarti più. Ci sono problemi che possono davvero mettere un muro tra te e la vita, definitivo.
    Ci sono malattie mentali e fisiche che davvero condizionano la vita pesantemente, che invalidano.
    Ma ci sono anche invalidità che crediamo di avere e non abbiamo. Ci sono anche botte da cui possiamo risollevarci e perdiamo un sacco di energie senza rendercene conto.

    Non sto facendo un discorso di relativizzazione, che odio. Non sto dicendo che c’è un dolore di serie a e uno di serie b. Il dolore è dolore, e se ti senti a pezzi ti senti a pezzi. La fine di un amore è un trauma. E se sto qua a scrivere

  • 5254
    LUNA -

    di certe dinamiche e delle molestie morali e di quanto l’incontro con la violenza (agita/subita e anche molto sottile) possa provocare un dolore e uno stato di prostrazione che rischia di diventare invalidante è perché penso che ci sono dolori più nascosti, ma non per questo meno forti, sui quali, però, grazie, a Dio, è possibile intervenire. Da dentro, per riparare le lesioni.
    Intervenire da sè su di sè, intendo, scoprendo che è possibile.

    LILLY: mi hai ricordato una mia amica che ha smesso di fumare (io no) e che dice che la sua vita “metropolitana” ha ancora i suoi stress, ma almeno non ha più quello delle sigarette 😉
    E calcolando che secondo me esistono gli uomini o le relazioni sigaretta direi che l’esempio in qualche modo ci sta 😉

    E il tuo esempio sullo struzzo mi ha ricordato anche un’altra cosa (tra le mie libere associazioni e le tue, eheheheheh 🙂 quando il mio gatto, se aveva paura, metteva la testa sotto il mobile, pensando di essersi nascosto, ma in realtà restava fuori con corpo e coda…
    chissà quante volte nella vita abbiamo creduto di proteggerci, perché mettevamo la testa sotto l’armadio, ma in realtà volendo, potevano essere mazzate… Stare fuori con tutto il corpo, gli occhi, la capoccia, e la panza in primis (ascoltandola) con un’attenzione consapevole rispetto alla realtà merita senz’altro 🙂

    Ho superato degli scogli dentro, che è la cosa più importante. alcuni che c’erano già, e in buona fede non lo sapevo, altri che si erano creati.
    Mi è capitato di vivere situazioni simili, perché le persone (anche in famiglia) mi proponevano nuovamente i loro meccanismi, ma di viverle io in modo diverso e di reagire diversamente. Ed è per quello che insisto su certi punti.
    A volte dall’altra parte non si è mossa una virgola, ma ho visto come il copione in realtà non sia scritto, anche se certe dinamiche sembrano avere una fissità. Voglio dire che se anche dall’altra parte il copione non cambia può cambiare comunque il tuo. Saperlo fa la differenza, come ascoltarsi.

    E penso che Tina capisce cosa intendo 🙂
    Tina ti mando un grande bacione 🙂 🙂 🙂 🙂

    NATY: mi dispiace molto per il groviglio.
    qui stai dando molto, quindi l’energia c’è.

  • 5255
    LUNA -

    NATY: Penso anche che ci sono dei momenti nella vita in cui, cazzarola, possiamo proprio essere stanchi, e sentirci demotivati, anche e soprattutto se siamo sempre stati dei combattenti.
    E non mi metterò nel ritornello (capisco che ti possa nauseare, anche e soprattutto se sei stanca e hai le riflessioni che hai) ma permettimi di dirti, perché lo penso, di me, che essere dei combattenti, se serve, è comunque una fortuna. Sarebbe meglio se non servisse, ma se serve è un bene essere dei combattenti. L’importante è non combattere nella direzione sbagliata, che è una cosa che frustra i combattenti, ma a volte può capitare. E anche di non rendersene immediatamente conto mentre ci si sta dentro.
    O di combattere contro se stessi, che è peggio.
    Io credo che la sensazione groviglio a volte capiti anche perché abbiamo bisogno di riaggiustare un certo tiro dentro di noi, fondamentalmente credo che le crisi di questo tipo, se non ci implodi dentro e non ci caschi come in buco nero, siano in realtà dei momenti in cui l’energia c’è eccome, solo che è in qualche modo bloccata. Ma a volte è bloccata come se fosse al box a farsi dare un’occhiata ai pneumatici e al motore, per poi ripartire.

    Personalmente comprendo anche il tuo dire che non parli perché non ti piace girare a vuoto. Io se ho un problema preferisco usare le mie energie per centrarmi, valutare, anche de panza, e risolvere le cose piuttosto che girare in tondo con le parole. Ciò non significa che a bisogno io non mi sfoghi (lo sanno le mie amiche che se ho bisogno mi sfogo eccome ma sanno anche che se non lo faccio vuol dire che non ne ho bisogno, non è la cosa che mi serve in quel momento) o che mi chiuda e non vada, se ne sento il bisogno, anche sul monte Uazzabbì Uazzabbà ad ascoltare l’oracolo. Ma ci sono dei momenti in cui uno sente che gli elementi ce li ha, e non li mette fuori perché li ha già. E non vuole disperdere le energie parlandone, perché ha bisogno di quelle energie.
    Tuttavia è chiaro – anche se di primo achito non mi sembri il tipo – che se invece in qualche modo stai implodendo dentro al tuo groviglio: sfogati!!!

    Per quanto riguarda l’amore forse (forse, sottolineo forse, perché è la tua vita, e non mi permetto) il problema sta proprio nel fatto che hai dato, hai sempre avuto rispetto ecc alle persone che non erano quelle giuste, e che non hai modulato il dare a seconda delle circostanze e dell’effettivo ricevere. E per quanto riguarda il rispetto lo considero prioritario, però bisogna che anche l’altro ci rispetti in egual misura. Se non lo fa entrare nel non rispetto sarebbe tradire se stessi, e quindi meglio restare se stessi. Ma da un’altra parte.
    Tu hai tantissimo da dare, e si vede. Anche la tua stessa forza. Investilo bene nei campi in cui più si può scegliere chi avere accanto.

    Lilly: 29 parole? caspita… non oso pensare quante siano allora tutte quelle dei miei post 😉 😉

    LULU: hai ragione a piacerti 🙂 non capisco questa etichetta di “follia” che ricorre, però

  • 5256
    franz -

    X LUNA e LILLY
    No è che nello scrivere spesso si utilizzan toni che paiono enfatici o strappalacrime quando si tratta solo di esperienze umane…troppo umane, solo che talvolta le si vuol caricare di significati metafisici. Cara LUNA l’essere o diventare sereni o raggiungere un equilibrio per quanto instabile sia, non è frutto di un programma o di un volere assoluto, nè dipende dall’intervento provvidenziale di una persona. E’ un lavoro su noi stessi e credo che le esperienze relazionali negative debban servire, al di la delle colpe che si imputano ai reprobi che ci mollano in asso, a portare qualke correzione nel nostro modo d’essere o a smussare certe criticità….Personalmente ho scelto di nn buttarmi in un altro rapporto sino a quando nn fossi sulla strada della “guarigione”, chè, a mio avviso, è fuorviante cercar nel partner un infermiere o una terapia. Poi i dubbi o i passaggi a vuoto possn succedere…Mi pare fosse B. Russel che sosteneva che la cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di se, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi…
    Bè, LILLY, io ho sempre creduto nel logos, ma devo ammettere che in certi ambiti (sto parlando delle chat)son rimasto stupito dall’essenzialità esasperata e monocorde dei dialoghi; anche se il fine è concreto, nulla vieta di comportarsi in maniera civile e rilassata (fatti non foste etc etc.)…Predominava lo slogan e la frase fatta anche da pesone nient’affatto stupide, come ho avuto modo di verificare…
    Quanto ai consigli, bè, a parte quelli palesemente in imbarazzo o quelli che ti dan consigli ritagliati sul proprio modo d’essere senza sforzarsi minimamente di capire e sintonizzarsi sull’altro, vale un celeberrimo dialogo tratto da Fight club, dove uno dei protagonisti si lamenta della sua difficoltà a comunicare e l’altro gli risponde “Ma cosa ti aspetti? E’ evidente che ciascuno aspetta solo il suo turno per parlare”….
    Comunque è vero “il mal comune…”, nn c’entra, è che quando ti capita una mazzata, capisci che solo il confronto con gli altri ti può aiutare ad uscirne integro e arricchito e spesso, ahimè, sono gli estranei o i conoscenti ad essere più recettivi e disponibili….occasione in più pre recidere i rami secchi.
    Un abbraccio

  • 5257
    Naty -

    Ciao tutti.
    LULU, grazie.Ti devo dire che mi sono messa a piangere. L’immagine di quell’abbraccio alla tua amica, senza dire niente, oltre che commovente di per sé, mi ha ricordato due episodi: uno, un abbraccio da un’amica, quando ero molto, molto giovane, un’adolescente. Un altro, un abbraccio che ho dato io a una semi-conoscente (insomma, una persona che conoscevo da poco tempo, che trovai per caso disperata).
    Purtroppo quella persona che ha consolato me quel giorno di tanti anni fa, non c’è più. E’ morta molto giovane, poco tempo dopo.

    Umore nero per me, in questi giorni, ma non mollo. Perdio, non mollo.

    Lilly, grazie: adoro le persone che mi fanno ridere (ciò non significa che io detesti LULU perché mi ha fatto piangere, eh!:-))) e mi piacciono le persone che sorridono.

    Luna, grazie, se mi dici che sto dando qualcosa qui, ne sono veramente contenta. Quando la smettiamo di fumare io e te… Eh?

  • 5258
    LUNA -

    Franz:. non stiamo dicendo le stesse cose riguardo l’equilibrio? 🙂
    L’enfasi è spesso dovuta al fatto, credo, che le esperienze umane più che fatti sono esperienze emotive, cariche per ciascuno di significati emotivi. E ciascuno esprime la sua emotività, oltre che i pensieri, a proprio modo 🙂

    NATY: c’è il famoso libro di Allen Carr che, pare, funzioni benissimo. Conosco diverse persone che hanno smesso, sul serio, dopo averlo letto. E infatti io al momento non lo leggo, anche se ce l’ho. In qualche cosa devo pur essere ottusa, no??? scherzooooooo

  • 5259
    LUNA -

    NATY: stai dando moltissimo, non qualcosa. E se lo stai dando senza accorgertene ancora meglio… nel senso che vuol dire che è proprio una cosa che ti appartiene e ti somiglia al punto che neanche te ne accorgi 🙂 perché viene de panza, bypassando il filtro del tuo groviglio, che probabilmente è anche frutto del pensiero.
    Sembra un concetto un po’ strampalato, vero? 😉
    Intendo dire che forse sei più vicina a te, de panza, adesso, anche nel groviglio, di quanto pensi. E che le tue risorse, la tua energia, la tua bellezza generale, in qualcosa che ti somiglia, escono eccome. Vedrai che c’è qualcosa che ti somiglia veramente, che ti aspetta, vicino, in cui potrai incanalare tutto il bello che hai 🙂

    Un grosso bacio 🙂

  • 5260
    LULU -

    Giornataccia!!!
    Oggi non basta dire che ce la faro’ a riacquistare l’autostima. Oggi ho bisogno di sapere come. Incertezza sulle mie capacita’, sensazione di sfinimento soprattutto carenza di stimoli. Non voglio sentirmi perfetta, ma voglio accettarmi per quello che sono, so’ di avere punti di forza e di debolezza. Il problema e’ non cadere in balia del senso di inadeguatezza. Vorrei non arrendermi davanti al fallimento, ma trarne degli utili insegnamenti per il futuro.
    Ricordi, dolore, sofferenza, rimbalzano oggi nel mio cervello.
    La testa mi sembra pesante come un macigno, vorrei fosse vuota, per non pensare.
    Perche’ questo dolore dopo cosi’ tanto tempo torna a galla?!
    Perche’ la speranza di un futuro alla mia eta’ inizia ad essere compromesso, ho paura, paura della solitudine, ho paura di me stessa.
    Quante sane e sante parole sento intorno, perche’ pero’ alcuni giorni mi scivolano addosso quasi senza passare?|
    Quando dopo tanto tormento avro’ un po’ di meritata pace!!!!!
    Eppure il mio amore era soffrire, eppure lo giustificavo sempre e comunque per il suo carattere, la sua indifferenza, i suoi tradimenti…
    Alloraaaaaa!!!!!
    Allora era un amare troppo, era un calpestare me stessa, era mettere a repentaglio la mia salute e la mia sicurezza.Certo belle parole, belle autoconvinzione, ma oggi a cosa servono?! A poco, sto’ male, e’ vero ho dato amore anche se non ne ricevevo, avevo bisogno d’amore.
    Perche’ parlo spesso di follia? Perche’ le mie soluzioni sono diventate i miei problemi piu’ gravi.
    Cerco sollievo, ma a volte non ne trovo, spesso arrivo all’orlo della pazzia.
    Vorrei poter svitare la mia testa dal corpo, lavarla completamente con la candeggina e farle fare un bel giro di centrifuga a 1000 giri, chissa’ forse potrebbe funzionare, e questa cosa e’ se non follia?…..
    Scusate, LULU.

  • 5261
    Naty -

    Ciao tutti!

    Luna gentile, in amore… Sì, ma devi sapere che personalmente, da molto tempo ormai, pretendo il rispetto: se inizia a non esserci, parlo, faccio notare, e poi… arrivederci (e questo, dopo un po’ di tempo: senza rancore, per nessuno). Sì, dopo un po’ di tempo, perché non significa che uno non si senta ferito (ingiustamente). Quando te ne vai, perché ti hanno mancato di rispetto, conservi naturalmente il rispetto di te stesso (ti dici: ma di che va farneticando questo? io me ne vado), ma comunque ti hanno mancato di rispetto: quindi, la rabbia, ce l’hai (anche perché te l’hanno scaricata addosso…). Ti resta dentro. Così per il lavoro: un accumulo di rabbia. Lavori, sei corretto, e ti prendono a calci in culo. Io, è vero, sono una combattente, se essere combattenti significa non essere disposta – come tanti che si lamentano, ma poi chinano la testa, salvo lagnarsi – a farmi trattare male senza ragione (i datori di lavoro, tali e quali a certi in amore, ti trattano male perché SANNO che ti stanno trattando male, devono continuamente trovarti qualcosa di sbagliato: per tacitarsi la cattiva coscienza). Beh, io a farmi massacrare non ci sto. Ho bisogno del pane, non di farmi distruggere per un tozzo di pane.

    Detto ciò, per esempio, per quanto riguarda la mia “serialità” in amore. Abbiamo messo tanta carne al fuoco, tu hai dato molti spunti di riflessione, e dobbiamo accontentarci di analizzare queste cose “complesse” come possiamo, talvolta di fretta, talvolta non potendo considerare il problema di qualcuno che è entrato e pure ha bisogno. Insomma, così è difficile, ci tenevo a precisarlo, perciò gli interventi, molto spesso (parlo dei miei) sono necessariamente limitati.

    Di solito, volevo dirti, riguardo la serialità, nel mio caso significa che non essendo riuscita ad avere un rapporto stabile, ovviamente “la storia si ripete”.
    Se può servire, ti dico che io quando chiudo, di solito chiudo. Significa che ritengo di avere già ELEMENTI a sufficienza o per scatenare una crisi (se la vuoi vedere, analizzarla e affrontarla con me, ok, resto, altrimenti me ne vado) o per andarmene senza dire più niente (è inutile parlare con chi non vuole parlare o ti dice che vuole parlare ma il messaggio è: se resti con me è così o nulla). Resto a elaborare il lutto, lascio che il dolore scorra e viva (anche se è vero dei blocchi di cui parli: interessante sarebbe sviluppare anche questo argomento) e poi riparto. Non faccio mai chiodo-schiaccia-chiodo con qualcuno. Evito di passare da un uomo all’altro con tanta facilità. Evito di “usare” altri uomini (per un lutto d’amore) per la mia “autostima”. E non mi porto dietro fantasmi di ex quando inizio una relazione. Quando inizio una nuova relazione sto con quella persona.
    Dunque ancora non capisco perché… Le cose vanno male.

    Mi pare che la mia coazione a ripetere sia la “troppa disponibilità”: da qui, l’altro, sia esso il compagno o il datore di lavoro, acquista una incredibile sicurezza che presto

  • 5262
    Naty -

    si trasforma in arroganza. Al che io non ci sto più, perché l’arroganza non la tollero.
    Se mi devi far notare qualcosa, ok, se ho sbagliato qualcosa ok, siamo umani, me lo dici, ma se mi tratti male senza nessuna ragione, mentre io mi stavo impegnando (e tu lo sai benissimo), perché hai delle frustrazioni o sensi di colpa tuoi, allora io non ci ragiono più con te: so che è un ragionamento “viziato”… Non sei in “buona fede”, da lì in poi io non mi fiderò più, e te dico chiaro e tondo. Come? Non ragionando più con te, appunto.
    Ecco anche perché, Luna, dico che non mi piace “girare a vuoto”. Ecco perché certe persone, nelle quali nutrivo una speranza (capiranno e me lo faranno capire, mi dicevo) mi feriscono ulteriormente. Perché il loro messaggio è: non lo avevi capito? O sei e fai come dico io, o nulla, bella mia. Questa è l’arroganza. Ci soffro ancora un poco, e dopo… Luna… Ho imparato a infischiarmene.
    Dopo, quando ho elaborato il lutto, loro non esistono più per me. E tornano eh, alcuni tornano… Ma quelli che mi hanno mancato di rispetto non hanno più speranza con me. Voglio dire, nemmeno di una qualche amicizia, un affetto, che con qualcuno, invece, ho conservato.

    LULU!
    Luna ha ragione. Anche a me è piaciuto molto che non ti cambieresti con nessuno :-), e mi ha colpito anche che ti definisci pazza, folle ecc.
    LULU, tu non sei pazza. Esistono normali stati di alterazione, di confusione; situazioni di instabilità in cui è normale provare certe cose (e persino desiderare di morire, tranquilla! :-); stress; forme lievi di depressione… ecc.

    Ne ho conosciuti di pazzi, LULU, fossero come te i pazzi…!

    Ah, Luna, volevo sempre dirti che mi dispiace per le cose che sono successe a te negli ultimi tempi…
    Quanto ad Allen Carr…: sta qui, vicino a me. Eh, come conosce bene la psicologia del fumatore lui, nessuno!

  • 5263
    LUNA -

    FRANZ: @No è che nello scrivere spesso si utilizzan toni che paiono enfatici o strappalacrime quando si tratta solo di esperienze umane…troppo umane, solo che talvolta le si vuol caricare di significati metafisici

    ciao 🙂 tornando a questa tua frase mi domandavo cosa intendi per “caricare di significati metafisici” 🙂

    E per quanto riguarda i toni “strappalacrime”… penso che più che toni strappalacrime a volte semplicemente le persone parlino del dolore (e spesso qua ci sono storie belle cariche di dolore), che di per sè, raccontato, più che descritto in un certo modo per strappare lacrime agli altri, sia esternato come viene vissuto e provato… poi ogni persona ha il suo modo di esternare, in forma scritta come in forma verbale ecc.,
    ognuno si rapporta con le sue esperienza come sente, anche in quel preciso momento, e c’è chi ha bisogno di mantenere un maggiore distacco, chi ha bisogno di entrarci diversamente. Quella che per qualcuno è enfasi, per un altro è semplicemente un modo di esternare e di esprimere se stesso 🙂 e io penso che il bello del forum sia anche che ciascuno si esprime come gli viene 🙂
    Ciò non vuol dire che chi è più stringato soffra meno di chi ha bisogno di usare 3000 parole, più cariche, per descrivere i suoi stati d’animo, ma penso che “il bello” sia anche che ciascuno, di pancia, si esprima come sente in quel momento.
    Più che metafisica che esistano delle dinamiche è un dato di fatto, e anche che la nostra percezione della realtà fa la differenza, al nostro interno, e che il centro delle emozioni non sta nella testa, ma nella pancia. Ma nel vero senso della parola, perché il collegamento tra corpo e mente è un dato di fatto. E noi percepiamo la realtà attraverso emozioni e sensazioni, poi rielaborate dalla capoccia. E la capoccia al contempo, quando entra in certi meccanismi, può creare anche uno scompenso… tra le parti.
    Sono un po’ ignorante (molto) riguardo alle chat, ma credo che le chat si basino, rispetto al forum, su una comunicazione a messaggi più brevi e immediati, e che di base nascano anche per un diverso tipo di socializzazione. Poi, chiaramente, ognuno vive il mezzo di comunicazione a seconda…

    @essere o diventare sereni o raggiungere un equilibrio per quanto instabile sia, non è frutto di un programma o di un volere assoluto, nè dipende dall’intervento provvidenziale di una persona. E’ un lavoro su noi stessi…

    Non ho capito se la tua frase era in opposizione. Per quanto riguarda l’intervento provvidenziale di un’altra persona, penso come te che il lavoro sia sempre personale, e quindi non è l’esterno a poter fare il lavoro per te (generico) o a poter salvarti, in nessun modo, se non ti “salvi” tu. Gli incontri che facciamo sono comunque ovviamente importanti, in negativo o in positivo, nella misura in cui li facciamo “entrare” e per come li viviamo.

  • 5264
    franz -

    X LUNA
    quella dell’enfasi è una considerazione di carattere generale in primis rivolta a me stesso; spesso mi han detto che ho uno stile un po barocco e normalmente mi capita di constatare che per iscritto ci lasciamo più andare; lasciandoci più andare capita di colorare la realtà e di tendere ad un certo manicheismo autoassolutorio e autonobilitante; nel caso specifico, della mazzata sentimentale di cui sopra, non mi sento migliore di quell’altra tizia; semplicemente io ero ancora ipnotizzato lei no, o, almeno, non più e spesso per raggiungere la ns felicità dobbiamo calpestare quella altrui, è uno snodo ineludibile e spinoso; poi che si sia comportata in maniera ottusa, sfuggente e gratuitamente insensibile aggiunge un quid pluris che, peraltro, ha fatto si che la facessi scendere dal piedistallo e la considerassi in una maniera meno lusinghiera, primo passaggio nel percorso di superamento del trauma.
    Per elaborare il lutto ho seguito una mia via; nessun proclama o l’enunciazione di volontà titaniche di trasformazione ed evoluzione, nessun finto ottimismo o frasi del tipo “meglio così”, “meglio adesso che poi” etc etc; ho semplicemente continuato a seguire i miei interessi senza forzature; in questo son stato fortunato, chè l’attenzione sul lavoro e la passione per la lettura, per il cinema e per lo sport non mi hanno mai abbandonato, ma capisco che uno possa cadere in una situazione di vuoto in cui questi appigli possono venire a mancare. MI sono “serviti” meno gli altri, il caro vecchio prossimo; a forza di recitare il solito dialogo: “hei ma sei un bel tipo, ora ti presento una mia amica e vedrai che sta tizia la dimentichi” – “No grazie ora nn ho testa” – “Ma ke vuoi fare il vedovo? Chissà come si diverte quella alle tue spalle” etc etc…ho preferito glissare sull’argomento e simulare una spensieratezza fittizia….Poi le cose sono andate da se ed è ritornato il sereno; ogni tanto qualche nuvoletta ancora fa capolino, ma torna utile per non prendersi un’insolazione.
    Un saluto

  • 5265
    Naty -

    LULU, ti deve essere sfuggito (nella foga :-))) che ti avevo consigliato la lettura di un libro… Appena puoi prendilo: si intitola “Donne che amano troppo”. Ti aiuterà tantissimo, credimi.

    Vorrei dirti un’altra cosa, LULU. Stai facendo una terapia e vedrai che i risultati verranno. Ma per ora, nell’immediato, vorrei dirti… Ho la vaga sensazione… Scusami se mi permetto… Che molto del tuo malessere (chiamiamolo malessere, dai, riduciamolo a questo, sdrammatizziamo :-)) attuale sia dovuto alla rabbia: rabbia verso te stessa.
    Perché hai subito certe cose (sbagliate) e che questo ti porti a pensare che ciò sia irreparabile.
    Vorrei dire, a te, a me stessa, e a tutti quelli che hanno vissuto (a causa dell’amore) situazioni… come dire… un po’ umilianti?
    Vorrei dire qualche cosa sulla dignità e l’amor proprio. Queste due cose, molto importanti, per ogni essere umano (pensiamo a… che so… dei poveri migranti che muoiono per raggiungere il nostro paese… o che arrivano vivi, ma si sentono, magari, senza più dignità… Non so, immagino) dovrebbero esistere sempre. Ma. Ma!

    A volte, la vita, le circostanze, o comportamenti nostri o di altri… Insomma, ci pare di non avere più dignità, amor proprio: e questo ci fa malissimo, ci fa sentire delle nullità. Ci fa sentire che noi non potremo più essere come prima. E invece no. Non è così.

    La dignità si recupera, si riacquista.
    Non è che perché l’hai persa una volta, l’hai persa per sempre.

    Un alcolista che ha fatto cose anche orribili pur di bere, che sente di avere perso la dignità… La riacquista, quando diventa un ex alcolista.
    Una prostituta che è stata costretta, dagli eventi, dalle circostanze, a prostituirsi, e sente di avere perso tutto, con la sua dignità… La riacquista.
    Un tossicodipendente che ha rubato, fatto del male, pur di drogarsi, potrà riavere la sua dignità.

    Una donna, o un uomo, che hanno amato “troppo”, sentendo di perdere l’amore per loro stessi, lo possono riavere.

    La dignità, l’amore per noi stessi, non è che si perdono una volta e sono persi per sempre.

    Un’altra cosa, LULU. Tu ti senti sola, e pensi che lo sarai vista la tua età. Ma sai: in giro ci sono persone di venti anni che pensano come te: si sentono sole e pensano che lo saranno sempre. Mentre ci sono persone di cinquanta od ottanta anni, che non sentono questo…

  • 5266
    LULU -

    Luna molte volte leggevo che gli altri si dispiacevano di cio’ che ti e’ successo, non capivo, allora sono andata a rileggere indietro e ti giuro la mia sofferenza mi e’ sembrata una banalita’ rispetto a cio’ che e’ successo a te….non mi e’ dato comprendere fino in fondo il tuo dolore e ti giuro non mi sento talmente presuntuosa da dire di riuscirci, anche le parole credo siano inutili in questo caso, immagino ci sia bisogno di rielaborare il dolore tra se e se, soprattutto credo sia importante che nonostante tutto sai che hai persone che ti stanno vicino anche senza invadere troppo la tua sofferenza, io mi associo a tutte le altre, in silenzio.

    Naty, vorrei tanto avere la tua determinazione, la tua forza. Non ho detto che vorrei essere te o qualcun altro, vorrei pero’ avere la forza di dire BASTA prima che le cose prendano una piega difficile da “stirare”. Ecco e’ gia’ la seconda volta che tiro in ballo le faccende di casa….prima il lavaggio, la centrifuga adesso lo stirare…maledizione forse ho un po’ di faccende arretrate!!!!

    Questa frase che ho letto mi e’ piaciuta molto e ve la presento, dovrei seguirla alla lettera…”SOFFRIRE, BATTERSI? TANTO A CHE SERVE?” SI CHIEDE IL PROTAGONISTA DEL ROMANZO-BIOGRAFIA UN UOMO DI ORIANA FALLACI.
    “SOFFRIRE, BATTERSI? A VIVERE RAGAZZO MIO. CHI SI RASSEGNA NON VIVE, SOPRAVVIVE” GLI RISPONDE IL MINISTRO GHEORGAZIS……

    Scusate…devo finire il lavoro e correre a casa, mettermi i guanti, prendere la candeggina e pulire, pulire tutti i ricordi che stamattina mi hanno angustiata, gettarli nel WC e tirare la famosa catenella (non ho la catenella ma fa lo stesso…) speriamo non rientrino da un tubo di scarico…..LULU

  • 5267
    Lilly -

    Lulu, scrivi:”Quante sane e sante parole sento intorno, perche’ pero’ alcuni giorni mi scivolano addosso quasi senza passare?|
    Quando dopo tanto tormento avro’ un po’ di meritata pace!!!!!”

    Tutte le mattine quando mi sveglio il primo gesto è quello di afferrare il pacchetto delle sigarette (che deve dormire lì, accanto a me, a pochi cm, ben visibile e prendibile anche se non fumo in camera da letto), poi spengo la sveglia e (punto dolente) a volte focalizzo che di notte “qualcuno” è tornato a fare capolino nella mia vità in qualche sogno di cui non ricordo altro che:….azz c’era lui!
    Ed in quei momenti mi picchierei perchè mi sento come se tutti i miei buoni propositi, le mie buone intenzioni fossero finite in un bidone della rumenta.
    E’ solo un attimo, però.
    Perchè poi mi metto in testa la sana intenzione di scrollarmi di dosso quella brutta sensazione, sfumacchio la mia amica sigaretta, sgargarozzo un litro caffè e riparto senza troppe pretese ma solo con la mia piccola verità in tasca.
    Ho sofferto tanto. E non lascerò che tutta questa sofferenza vada persa.
    Nè che sia la fucina di altra sofferenza.
    I ricordi….beh, i ricordi (lo dice la parola stessa) saranno lì per sempre (altrimenti sarebbero “dimenticordi”……battuta scema).
    Ed è importante che siano lì…….. per misurare il carico che riesco a portare.
    So che ciò che devo fare non è scappare di fronte a loro, nè sentirmi sconfitta ma solo affrontarli, prenderli a pugni, ridimensionarli ed imparare a convivere con loro.
    Ormai non mi faccio più domande sul perchè e sul per come siano andate le cose.
    Invece mi pongo tante domande e cerco tante risposte sui momenti del presente che sto vivendo.
    Anche perchè io stessa sono cambiata ed il paio di scarpe che sarebbe stato calzato alla perfezione dalla me stessa di un anno fa probabilmente starebbe stretto alla me stessa di adesso.
    Il passato ormai è andato e non posso più intervenire se non nella misura in cui influenzando il mio presente diventa anche lui tale.
    Stamattina guardandomi nello specchio del caffè, mi sono parlata da sola e mi sono detta “brava pirla….facevi la “galla”, ieri, a scribacchiare quà e là spacciandoti per felice…..e adesso che ti è successo?”.
    Ho ridacchiato e mi sono risposta…………: “che mi è successo? Niente! Perchè???? Sto semplicemente vivendo tutte le tappe di un percorso ad ostacoli che durerà tutta la vita, avrà mille protagonisti, ma mi vedrà sempre andare avanti”.
    Giorni “no” e giorni “si”….oggi per me è un giorno nato “no” senza un motivo particolare.
    Ma essendo un giorno comunque “si” rispetto ai giorni “no” che ho già vissuto in abbondanza in passato lo vedo comunque come un giorno “si”.
    Penso che se dovessi per un qualche motivo tornare indietro e dovermi di nuovo tappare le orecchie per non sentirlo gridare, vederlo andare via e corrergli dietro chiedendo scusa senza conoscere un perchè diverso dal volerlo fermare, se dovessi di nuovo avere paura di parlare, di pensare, di guardare, se dovessi di nuovo restare immobile nella confusione più assoluta, incapace di muovere un solo pensiero…..No!!! Mai più e per nessun motivo!
    Così, anche questo giorno nato “no” è diventato di colpo un giorno “si” non fosse altro perchè sono viva e ho voglia di vivere.

    E tu Naty: “Dopo, quando ho elaborato il lutto, loro non esistono più per me. E tornano eh, alcuni tornano… Ma quelli che mi hanno mancato di rispetto non hanno più speranza con me. Voglio dire, nemmeno di una qualche amicizia, un affetto, che con qualcuno, invece, ho conservato.”.

    Fai bene cara Naty. Fai bene a dare la precedenza a te stessa. Probabilmente ha ragione Luna quando dice che (di primo achito) non sembri un soggetto a rischio di implosione all’interno del proprio groviglio.

    Luna “se dall’altra parte il copione non cambia può cambiare comunque il tuo”.
    Mi ricorda quel gioco che si faceva anni fa, quello in cui uno su un foglietto scriveva delle domande e l’altro scriveva delle risposte senza che l’uno sapesse cosa stava scrivendo l’altro….una volta io ho scritto “come stai” e la mia amica “vaff….str….”….abbiamo riso alla grande.
    Dopo un sacco di anni, in occasione della telefonata del 13 Gennaio, la scena si è riproposta ed ho riso un pò meno (e va behhhh.). Leggendo la tua frase sopra mi sono chiesta se forse, quel giorno, anche a lui hanno cambiato il copione….magari voleva dirmi che mi ama alla follia…..(scherzo….).

    Ciao a tutti.

  • 5268
    LUNA -

    Vado di corsaaaa ora…
    però:

    LULU: ascolta Naty, è così.
    Tutto nella norma.
    Peraltro il motivo per cui hai la sensazione di “essere pazza” e di voler staccarti la testa dal collo, per avere un po’ di pace, viene probabilmente dal fatto che stai troppo nella testa (anche questo è normale ora) perché continui a cercare anche compulsivamente a) una risposta razionale a delle sensazioni panzifere, di smarrimento ecc.
    b) perché la storia che hai vissuto non poteva che, per adattamento, portarti sulla strada della iperattività celebrale come difesa allo stress, instabilità generale, ecc ecc
    c) perché hai vissuto in uno stato di ansia sul lungo periodo, mangiando scorpacciate di tensione, stress, e quindi ora, probabilmente, continui ad avere una reattività un po’ ansiogena rispetto alle sensazioni
    d) il problema è che la ricerca razionale delle soluzioni si basa su elementi che non sono, molti, che sintomi, e quindi anche se continui a sommare, sottrarre, dividere, moltiplicare gli elementi in realtà ti stai solo sovvraccaricando
    e) cosa fare? stare più nella pancia.
    Nel concreto:

    1) possibilmente fare attività fisica che scarica l’adrenalina “mentale” in esubero
    2) lo so… sembra assurdo… cercare di non pensare. Riconoscere che le domande che ti fai sono tempeste che al momento non ti portano alla soluzione, perché prima ti devi calmare un po’ la testa, e avere il coraggio di dire:
    chi se ne frega, ora non posso trovare la risposta.
    Sono matta? Sono stronza? Sono scema? Sono questo o quest’altro?
    Ora non ha importanza. Non succede niente se me lo chiedo più avanti. Anzi, se me lo chiedo più avanti anche meglio, perché delle 4898989 cose che ho in testa resteranno gli elementi veri da considerare.
    3) quando ti sembra di deragliare un po’ troppo fuori dal presente, se questa cosa, ti accorgi che ti sta facendo male, cerca di stare nel presente: impegnati in un’attività che ti tenga ancorata al presente. Ricordati dell’uomo panciuto che sta sulla porta e fa passare quello che serve.
    Poiché ora per te è probabilmente difficile riuscire a capire quali pensieri ti servono realmente e quali no prova ad usare questo come termometro:
    tieni quello che ti accorgi che ti fa stare bene, scaccia quello che ti dà sensazioni negative.
    Non sarà un modo per sfuggire alle analisi (al caso ti venisse anche questo pensiero),perché avendo una psicoterapeuta hai un tempo e un posto in cui puoi portare tutto e analizzare tutto.
    Ascolta la pancia. Nel vero senso della parola. Magari bronbola? sta zitta? che cosa fa?

    Mi rendo conto che così sembrano solo parole.
    Hai una psicoterapeuta, e questa mi sembra un’ottima cosa, perché lei sì che ti può indirizzare 🙂

    comunque sia non spaventarti per l’iperattività mentale e prendila per quello che è. Un sintomo che passerà. Ma anche che ti dice: fermati, rilassati un po’, che non casca il mondo.
    Anzi, lavora sul rilassamento più che puoi.

    Se hai la possibilità vai a fare qualche attività fisica o che scarichi (ballo, che sia pure nel tuo soggiorno, canto) o che unisca respirazione consapevole al movimento, tipo stretcing, yoga o cose del genere.

    E’ solo un’opinione, spero possa esserti utile.

    NATY: sto sfrecciandoooooo 🙂 ho letto tutto, ma voglio rileggere con calma e risponderti con calma.

    Un grosso bacione a tutti 😀

  • 5269
    Naty -

    Io vi bacio a tutte quanteeeeeee.
    Grazie Luna, hai scritto – come sempre – delle cose interessantissime.
    Riusciranno i nostri eroi a metterle in pratica? :-)))

    LULU, fa’ quello che dice Luna, eh! Dagli sotto con quella ramazza! Pulisci, gratta, balla il tango, insomma fa’ qualcosa! Mentre io, cazzarola, da vera combattente che s’è presa ferie, in ‘sto periodo ci do di letto, insomma dormo tutto il giorno, del resto siamo ad aprile! :-))))

    Lilly, io accanto alle sigarette, sul comodino, tengo il librino per smettere di fumare eheheh

    PS: in home-page c’è una lettera di una certa Steffy, l’ho invitata qui perché l’ho vista trattata male…

  • 5270
    Ant062 -

    Son di corsissima.
    La vita è piena di giornate “si” e giornate “no”…Qesto indipendentemente dalla situazione “sentimentale” nella quale ci si trova.
    Una volta scoperto questo “trucco” ( ;D ) sicerca di lasciar scivolar via le giornate “no”, trasformandole, perlomeno, in giornate “ni”.

    LULU, sapessi quante volte ho avuto la tentazione di sbattere la testa (realmente) contro il muro o di salire in auto e farmi la tangenziale a tutto gas……Ma poi mi dicevo sempre ” ma ne vale la pena? Io qui a soffrire come un cane, con sti razzo di pensieri.. e lei magari sarà a divertirsi.. e nemmeno le passo per l’anticamere del cervello”
    A quel punto ..STOP…
    Sarà banale, ma volere è potere..Se tu vuoi, la “piega” non farà in tempo a comparire che l’avrai già “stirata”.

    Luna, un pacchetto di caramelle accanto alle sigarette ci stanno più che bene…

    Siete una forza della natura…

    Ricambio con quattro baci i due baci di Tina ;D

  • 5271
    LUNA -

    FRANZ: posso essere sincera? 😛
    Io non ti ho percepito per nulla barocco, nè
    autoassolutorio nè autonobilitante. Peraltro anche se tu fossi stato barocco per me non avrebbe fatto nessuna differenza.
    E se fossi stato autoassolutorio?
    Voleva dire che in quel momento ne avevi bisogno.
    Autonobilitante?
    Idem.
    Mi colpisce di più chi è automassacratorio e autosnobilitante in questo contesto.
    A me colpisce lo stato d’animo che sta dentro alle parole, il messaggio che passa, l’energia che c’è, non il fatto che uno ne parli usando 56 aggettivi o 2.
    Per me uno può scrivere come D’Annunzio o stringato come un cartello autostradale, che in fondo manco me ne accorgo.
    Per iscritto ci si lascia più andare? Meglio! Non trattandosi di una prova di scrittura, ma di un foglio bianco che uno può riempire come gli va questa mi sembra un’ottima cosa. Guai se non fosse così.
    In fondo questo è una sorta anche di diario di stati d’animo e pensieri non privato, ma in qualche modo condiviso.
    Un diario in cui puoi scrivere le cose e poi, anche, dimenticartene. Intendo dire: puoi scrivere con tutta l’enfasi del mondo e il giorno dopo dire: ma guarda te, ieri mi sentivo così oggi mi sento colì.
    E non è un fatto di incoerenza, ma spesso anche di assestamento di stati d’animo, che una volta espressi magari anche si scaricano, o si riordinano.
    Per fare un esempio.

    I proclami, senza niente sotto, non servono a niente. Sono parole meramente razionali che sono come il belletto su una faccia triste. Passami la metafora al femminile, scusa, anche se sei uomo, ma penso che le donne sanno la differenza che c’è tra due modi di mettersi il rossetto.
    Uno è quello per cui te lo metti solo perché devi uscire di casa e non puoi andarci con una faccia che sembra uscita dalla lavatrice, ed è un gesto, si può dire, meccanico.
    L’altro è guardarti veramente allo specchio, mentre lo fai, e compiere quel gesto, anche su una faccia uscita dalla lavatrice, pensando che lo stai facendo vedendo la tua faccia, e prendendoti cura di te. E’ un gesto di cura e amore,non è meccanico. E’ quasi un gesto di “positiva” rivolta contro la lavatrice. E’ andare a cercarsi oltre la lavatrice.

  • 5272
    LUNA -

    LULU, LILLY E NATY: Lulu, ti ringrazio per la tua partecipazione 🙂 di cuore. Ma voglio dirti una cosa:
    secondo te, se io avessi pensato che la sofferenza di questo tipo, di cui si parla in queste pagine, fosse una banalità, io sarei stata qui a scrivere in questi mesi quando avevo l’altra?
    Il mio messaggio è un altro: usare le proprie energie per vivere la propria sofferenza in maniera costruttiva, non distruttiva e autodistruttiva. Sarebbe meglio non soffrire, chiaro, ma una volta che la sofferenza fare tutto il possibile per non imploderci dentro.
    Perché le energie servono. Sempre.

    Ma a Lilly voglio dire una cosa:
    non imploderci dentro non significa combattere contro se stessi quando si ha una giornata no. Significa accogliere anche quella giornata no.
    Prenderla per quello che è. Guardarla per quello che è, con quello che sai oggi di te, rispetto a ieri.
    E’ difficile spiegare cosa intendo dire… lo so… lo so che forse quando hai una giornata no tu hai paura di cascare dentro a un buco nero di cento giornate no, che quando una te nella quale non ti riconosci più, perché aveva degli atteggiamenti compulsivi che oggi ti sembrano assurdi, lontani da te, ma non ancora – magari – abbastanza lontani, sembra fare capolino in un pensiero, in un ricordo, tu ti spaventi.
    Ma non avere paura di chi sei stata.
    C’è una differenza sostanziale tra portare una maschera e sentirsi bene. Se ti senti veramente bene ti senti bene e basta, e quando lo dici a te stessa, il giorno dopo, se hai una giornata no, o un’ora no,o cinque minuti no, non è che il giorno prima ti raccontavi una balla. Stavi bene. Eri vera nel tuo stare bene. Come sei vera nella tua giornata no.
    Chi ha vissuto molestie morali spesso ha un problema… deve recuperare non tanto l’autostima, quanto la sensazione di poter fidarsi di se stesso. Per scoprire che puoi fidarti di te forse devi anche fidarti di te nelle giornate no. E’ per quello che insisto sul fatto che è più utile capire perché certi comportamenti, o certe reazioni, o certe spinte, o certe convinzioni o certe compulsioni si rivelavano disfunzionali piuttosto che farsi un semplicemente un prontuario di cosa è bene fare e cosa no, in cinque regolette.

    Non so se sono riuscita a spiegarmi…

    “La dignità, l’amore per noi stessi, non è che si perdono una volta e sono persi per sempre”, dice NATY. E questo, cara LULU, è un concetto di importanza fondamentale. Perché mentre ti dilani pensando alla dignità che hai sentito di aver perso in passato, magari non te ne rendi conto… che la tua dignità è già qui, solo che non la vedi. Perché ti guardi ancora con gli occhi di ieri.

    NATY: sul rispetto, e sull’arroganza, anche su tutto il resto concordo. Riflessioni ne ho, ma ci sto… lavorando. (che poi siano sensate o tabanate quello è un altro discorso :P). Scusa, ti rispondo domani con più calma!!!

    Bacioni a tutti

  • 5273
    Lilly -

    Luna, tu dici: “Per quanto riguarda l’intervento provvidenziale di un’altra persona, penso come te che il lavoro sia sempre personale, e quindi non è l’esterno a poter fare il lavoro per te (generico) o a poter salvarti, in nessun modo, se non ti “salvi” tu.

    Ci sono momenti in cui avresti voglia di salvarti ma ti manca l’input. Uso un esempio banale: avrei voglia di mangiare un gelato ma non ho la forza di vestirmi ed uscire a comprarlo. Allora resto lì, seduta, con la mia voglia inalterata ma congelata. Se qualcuno mi porta il gelato lo mangio a quattro palmenti però….
    Questo per dire che a volte la voglia di uscire da certe situazioni c’è, ciò che non c’è è la consapevolezza, la presa di coscienza di avere l’energia per farlo. Ed a questo punto ho espresso il concetto più banale che potessi scrivere, lo so.
    Ma è una logica premessa ad una considerazione che vorrei fare.
    Il parlare DELLE altre persone (e non parlo, per ora, del parlare CON le altre persone) probabilmente non sarà risolutivo (il lavoro su di me lo devo fare io, ok) , ma ti può dare una spinta a prendere in considerazione un qualcosa che magari con il tempo ti incuriosirà, ti spingerà a riflettere, ti farà eleborare una serie di assiomi/teorie/teoremi per cui alla fine ti accorgerai che non è successo nulla ma ti sei trovato un pò più in là rispetto a dove albergavi da mesi….
    Poi scatta l’esaltazione dell’esserti spostato. Poi poi poi….tante altre cose.
    Io scrivevo (scrivo) un diario in cui non solo davo la botta ma mi davo anche la risposta.
    Non era (è) un monologo ma una bozza di dialogo.
    Utile, per carità, però, finiva lì.
    Senza un confronto, senza un appiglio verso un concetto diverso.
    Si….ci sono i libri. Ce ne sono tanti e ne ho letto tanti.
    Però un libro ti butta lì un concetto diverso. E tu lo leggi, magari ti piace, lo fai tuo…..Poi leggi un altro libro, un altro concetto, anche quello ti piace e lo fai tuo. Tanti libri, tanti concetti….. ma vorresti parlarne con qualcuno. Un dialogo produttivo e non un monologo stile ripasso della poesia o un dialogo con te stessa del tipo “me la faccio e me la mangio”…
    Quando però hai tutte le gomme a terra (compresa la ruota di scorta) non è così facile parlare CON qualcuno (almeno….io non ci sono riuscita…).
    Troppa fatica….
    Anche, alle amiche, gli amici, papà, mamma, parenti vari..niente/poco….Fatica immane ma anche soggezione, non voglia di esporsi troppo o di ascoltare il solito maledetto “te l’avevo detto io…..” che scatta di default…..(ed anche tanta insofferenza/indifferenza altrui….diciamola tutta).
    Allora che fai? Una possibilità è: ti infili nel “parlare DI qualcuno”.
    Ora, se lo fai su un autobus ti daranno del curiosone, magari ti mortificheranno e alla fine farai una figura di mer….e andrai via imbarazzato.
    Se lo fai in un forum (come ho fatto io), per un pò stai lì, nessuno lo sa, nessuno ti mortifica.
    Leggi e ti interessi, leggi e ti incuriosisci e poi, piano piano, salti fuori e dici la tua con i modi e le parole che senti tue in quel momento.
    Nessuno ti manda via e tu sei libero di confrontarti.
    Tutto queste parole solo per dire che, si, è vero, “non è l’esterno a poter fare il lavoro per te” però, credo, che , in certi casi (come il mio) l’esterno possa offrirti quel lavoro che diversamente non avresti saputo come andare a cercare….
    Poi, vabbè, il lavoro deve essere personale e sopratutto il soggetto deve essere motivato.
    Puoi dire “mangia” finchè vuoi ad un inappetente e quello, se non ne ha voglia, non mangerà.

  • 5274
    Lilly -

    A volte vai in blocco come una caldaia. Sai che dentro di te c’è il tasto rosso del “riarmo” e hai bisogno di qualcuno che ti sollevi il braccio, ti afferri la mano, te la “modelli” in modo che il dito indice sia puntato verso il bottone e ti direzioni il dito. A quel punto sta a te premere il pulsante rosso…..(e alzare il dito, questa volta medio, alla situazione che ti aveva ridotto ad una larva…..).
    Lo sfogarmi, lo svuotarmi, il chiedere, il confrontarmi, l’ottenere delle risposte (non alle mie domande ma al mio appello S.O.S.) di questi mesi….beh….tutto ciò ha alzato il braccio e modellato la mano e puntato il dito.
    Il resto lo sto facendo io contentissima di scoprire di avere dentro di me l’energia per direzionare il dito e premere il bottone rosso.
    Non l’avrei scoperto se quel braccio non fosse stato sollevato. Ed è stato sollevato anche dalle parole di tutti voi (tu, Luna, in primis…..).
    Quanto alle giornate “no”….Il mio problema è un pò, come dire, cretino.
    Vorrei dire folle, cervellotico perchè sarebbero aggettivi più “esaltanti” ma, no… pensandoci bene il termine cretino o idiota o stupido è più indicato.
    La mia paura non è tanto quella di ricadere nel buco nero di cento giornate “no” (un pò si….e beh)…è che ho paura di disattendere delle aspettative che si sono create in virtù di un mio atteggiamento diverso.
    Se rido il giorno prima e piango il giorno dopo per me è plausibile e ragionevole ma solo se a farlo sono gli altri perchè se lo faccio io ho come l’impressione di mandare sia all’esterno che all’interno di me dei messaggi negativi, confusi, poco chiari e da cui diffidare.
    Non so come dire…..
    Per tanti motivi ho sempre dovuto interpretare, nella mia vita, il ruolo del rassicuratore. Magari avevo una paura tremenda, mille incertezze, ma all’esterno doveva passare un messaggio diverso, quello del “Tutti tranquilli, ci penso io”.
    Ed il problema è che non mai avuto nessuno che mi rassicurasse (fin da bambina…) e quindi, nel tempo, mi sono come sdoppiata. Mi rassicuravo da sola per far fuori le paure e le incertezze che altrimenti mi avrebbero ostacolata nell’opera di rassicurazione altrui.
    Il ruolo del rassicuratore è un ruolo che ho sempre interpretato sia in casa che fuori, anche a tutela di persone più grandi di me.
    Tutto questo, negli anni, mi ha letteralmente sfinito. Ed ora, come dici tu (ed hai tremila ragioni) è giunto il momento di cambiare il copione (visto che gli altri, i rassicurati, col fischio che cambiano il proprio!)
    Ma quella sorta di maschera mi si è talmente appiccicata addosso che stento a toglierla come se fosse una tappezzeria che è stata incollata al muro per cinquant’anni.
    Ed in questi momenti di “ristrutturazione” la giornata “no” mi destabilizza perchè mi sembra che tradisca l’aspettativa che avevo creato in me stessa. Come se fossi duplice ed una parte di me mi stesse fregando…..Poi me la racconto, mi spiego e tutto finisce lì.
    Mìììì, comunque, tutte ‘ste Lilly che preparano la coreografia di una vita serena….com’è difficile “organizzarle”….

    Ciao a tutti. Vi voglio un bene immenso anche se non vi ho mai visto.

  • 5275
    eva -

    ciao se sono in questo sito capirete sicuramente il perchè, vi racconto brevemente la mia storia
    primo anno bello e tranquillo nel fattempo conosco i suoi, gente che si sente di essere sulla tera a 2 gradini sopra noi, ma a me nn mi hanno fatto ne caldo ne freddo, nel senso se capitava d’incontrarci li salutavo altrimenti niente di ke
    secondo anno iniziano i problemi perchè decidiamo di comune accordo di sposarci (io 34 anni lui 40)lo decidiamo NOI, quando lui parla con i suoi c’è il cambiamento totale su tutto quello che avevamo deciso, anzi loro pretendono di rinviare di qualche anno ancora perchè è ancora presto-secondo loro- iniziamo a litigare di brutto, nn cè chiamata, incontro ecc.ecc che io è lui non litighiamo, mentre con me vive l”inferno” a casa sua gli inculcano l’idea che io sono un mostro che nn penso alle sue esigenze e che penso solo al matrimonio.
    Sei mesi fa cerco di fargli capire effettivamente perchè siamo arrivati a quel punto morale della favola SCOMPARE,mi manda un msg dicendomi di lasciarlo in pace che lui con me ha chiuso, l’ultima volta che ci siamo visti mi ha detto che lui è molto fatalista di nn disperare…
    La favola è finita e con la scusa del destino è scappato, nn solo ora mi accusa di avergli rovinato la vita dato che vivendo in un piccolo paese tutti andavano o da me o da lui per sapere il motivo della nostra rottura, io ho sempre risposto che erano affari miei e suoi, lui invece mi ha talmente criticato che ho pensato di essere stata per 2 anni e mezzo con un mostro
    Sei mesi dopo io sono a pezzi, mentre lui quando c’incontriamo e capita spesso mi snobba nel senso che sembra che nemmeno mi conosce
    eva

  • 5276
    LUNA -

    Lilly: 🙂
    “Per quanto riguarda l’intervento provvidenziale di un’altra persona, penso come te che il lavoro sia sempre personale, e quindi non è l’esterno a poter fare il lavoro per te (generico) o a poter salvarti, in nessun modo, se non ti “salvi” tu.

    Mi riferivo al rapporto di dipendenza che si può creare quando pensiamo che sarà un fantomatico principe azzurro o una fantomatica principessa azzurra a riparare a delle ferite o dinamiche che noi non ripariamo per primi dentro di noi. E spesso, inconsciamente, cerchiamo persone che vanno a battere dove il dente duole o comunque, se per esempio, il nostro terrore fosse quello dell’abbandono, potremo tenerci il nostro terrore, con tutte le conseguenze del caso, anche se avessimo qualcuno che ci rassicura 200 volte al secondo del fatto di essere realmente presente o di amarci davvero. E se invece fossimo abbandonati o trovassimo persino qualcuno con la coazione all’abbandono (per motivi suoi) ciò ovviamente non farebbe che girare il coltello nella piaga ulteriormente. Ciò facendo solo un esempio e buttandola giù in poche parole.

    Su quanto invece l’esterno possa essere comunque di stimolo, darci elementi interessanti, anche attraverso il confronto, nel momento in cui siamo aperti, e su una certa lunghezza d’onda, persino, l’ho detto tante volte, quando sentiamo una conversazione sull’autobus che nulla ha a che vedere su noi, l’ho detto tante volte come la penso. Se sono qui evidentemente è perché penso che queste cose servano moltissimo. Ciò che non serve, mai, è affidare il timone completamente a qualcuno pensando che ci porterà in salvo. O, meglio, a tutti capita e può capitare… ci sono dei momenti in cui non bisogna neanche cadere nell’eccesso opposto, e saper anche chiedere “scusa, puoi pensarci tu?”, “scusa, guidi tu un attimo che rischio un colpo di sonno?”,in un momento particolare, perché anche ammettere/accettare la propria fragilità e il proprio bisogno degli altri – sano – fa parte dell’equilibrio (e spesso chi ha dovuto badare sempre a se stesso può avere molta paura di essere fragile o di ammetterlo) ma il punto è anche saper riconoscere con chi poter condividere la guida.
    Discorso complesso, su cui magari tornerò meglio.

    Non sono magamagò, è semplicemente che posso immaginare certi stati d’animo, e se ti ho detto quella cosa sulle giornate no è stato perché ho pensato alla cosa del risolutore/rassicuratore ecc.
    Il problema non è affatto cretino, è una cosa molto logica, invece, che tu possa restare/cadere comunque nel “giudizio” e nell'”aspettativa” in questa fase, perché probabilmente sono due punti abbastanza centrali… spesso centrali per i risolutori/rassicuratori, coloro cioè che hanno percepito, nel momento clou della loro formazione, l’esterno come più fragile, e in qualche modo hanno sentito di dover accudire o rassicurare etcc coloro da cui si sarebbero dovuto sentire accuditi

  • 5277
    LUNA -

    o semplicemente si sono sentiti più responsabili di quanto effettivamente erano, molto di più, in determinate situazioni e dinamiche, o hanno dovuto badare a se stessi “per non creare problemi”, o per sedare l’angoscia che certe situazioni provocavano intorno o per trarsi emotivamente in salvo.

    Da ciò derivano molto spesso giudizio/aspettativa.
    Cosa naturale in cui puoi entrare anche nel momento in cui stai facendo un lavoro su di te. E giudizio/aspettativa, forse, è proprio uno dei nodi centrali di quel lavoro.
    Uscire da quel meccanismo. Alleggerirti il carico in quel senso.

    NATY: per combattere intendo non arrendersi, di base. Non arrendersi nella vita, in senso più ampio. Tirarsi su, avere progetti, guardare avanti, con la volontà di non perdersi. Intendo combattere per il proprio bene e la difesa di se stessi nonostante le difficoltà.
    Mi chiedo una cosa… non ho capito bene: la tua sensazione è che tu dimostri disponibilità alle persone, loro sembrano cogliervi l’occasione di approfittarsene e quindi diventano arroganti? Hai notato una serialità in questa cosa?
    O ti colpisce in modo particolare quando ciò avviene e quindi registri in modo particolare quando ciò avviene?
    Hai la sensazione di essere indifesa rispetto alla tua sensazione di disponibilità, come se non si capisse che in realtà tu sai difenderti benissimo, ma semplicemente tendi all’armonia e all’equilibrio e quindi sei disponibile perché ti pare logico che la disponibilità sia un valore ecc?
    Hai la sensazione che le persone si mettano in qualche modo in competizione con te?
    Che in qualche modo ti sfidino per vedere fin dove possono arrivare?
    Che ad un certo punto, di fronte la tua calma, o la tua disponibilità, ti sfidino e quel punto a te non resti che o affrontarli o lasciare il campo?
    La rabbia resta… resta quanto?
    Esattamente cosa ti fa arrabbiare?
    Posso chiederti quanto è importante per te non sbagliare? Sentirti comunque più nel giusto rispetto agli altri che stanno sbagliando intorno?

    Faccio ipotesi, per capire. Rispondimi se vuoi.

    baci a tutti 🙂

  • 5278
    Naty -

    Ciao tutti!

    Luna gentile, avrei anche già scritto le risposte, ma siccome sono stata forse un po’ lunga e… non so, per un certo pudore, non è che potrei mandartele via mail? Se non vorrai non importa. Se vorrai, ti metterò qui una mail.
    Grazie per ora.

  • 5279
    Naty -

    EVA, ciao, leggo la tua lettera solo ora.
    Eh, brutta storia, brutti comportamenti. E’ molto triste.
    Correttissimo il tuo rispondere a chi nel vostro paese chiedeva di voi (anche se è abbastanza normale, in un piccolo paese): sono fatti miei e suoi. Anche perché avresti dovuto dire una “sgradevole” verità (che prima o poi verrà a galla da sé, col tempo…).
    Lo so che è dura adesso, ma tra un po’ di tempo, vedrai, inizierai a dirti: l’ho scampata bella! Anzi, brutta!

  • 5280
    LUNA -

    EVA: ovviamente sento solo la tua campana, ma sentendo la tua campana, francamente, mi viene da dire (anche se so che ciò per nulla ti consola) che l’hai scampata bella.
    Perchè la favola, mi pare, si è scontrata abbastanza presto con la realtà, e la realtà concreta e la favola non sono riuscite ad andare molto d’accordo, ah?
    Perché, sai, come considerazione generale, è molto comodo nascondersi dietro il fato.
    Il fato ne combina diverse, e anche toste, ma i protagonisti della nostra vita, anche gestendo ciò che ci propina il fato, siamo comunque noi.
    Ci sono cose che obiettivamente mettono a dura prova le nostre risorse, le nostre energie, il nostro equilibrio, le nostre convinzioni, eccetera eccetera. Ognuno sente quali cose possono avere questo peso. E ognuno di noi, nella vita, si ritrova anche a combattere o a tentare di venire a patti con il fato, prendendo delle decisioni.
    Messa così, come la racconti, più che destino – un elemento improvviso che cambia le carte in tavola – pare un rapporto con i genitori non risolto da parte sua. Una cosa che non sarà nata con una decisione di matrimonio, ma una dinamica vecchia e consolidata.
    E un rapporto non risolto con i genitori non è una gatta da pelare di poco conto. Non per lui e non per chi gli sta accanto. D’altra parte è una gatta da pelare che in qualche modo uno può anche scegliersi di risolversi, se, realmente, gli invalida la vita privata in modo insostenibile. Forse per lui sarà sostenibile visto che se la tiene, forse per lui sarà una cosa da non toccare, per ragioni sue. Questi sono fatti suoi. Sono diventati tuoi nel momento in cui le vostre vite si sono incrociate parlando pure di matrimonio.
    Gli inculcavano un’opinione raccontandogli che la sua vita era diversa da come la stava vivendo?
    In qualche modo, per sue ragioni, motivazioni, pare che lui abbia scelto di farsi raccontare la sua vita. A 40 anni?
    Così è, pare.
    Era accettabile per te?
    Evidentemente no.
    Per lui era accettabile che per te non fosse accettabile?
    Evidentemente no.
    Litigavate di continuo, lo dici tu.
    E non era il destino, era il fatto che qualcosa non funzionava più. e non si riusciva più a farlo funzionare.
    Capisco che ti possa far male come sono state gestite le cose, come avete vissuto le cose, come sia finita, e anche chiederti con chi sei stata per due anni e mezzo…
    sei stata con questa persona, mostro o vittima che sia. Ti piace questa persona? Ci avresti passato davvero tutta la vita, così, come lo vedevi gestire la cosa del matrimonio?
    Avresti passato tutta la vita con un “fatalista” che in nome del destino rifiuta di ascoltare quello che senti tu, opinabile o no che sia?
    Forse non è che la favola è finita, è che lo hai conosciuto meglio. Hai capito che è quello che è, e che non è compatibile con te. Lo hai capito presto, mi sa, ma ci tenevi, e hai visto se c’era margine di miglioramento.
    Siete adulti, consenzienti e non vi siete sposati.Chi ve lo ha impedito, VERAMENTE?
    Meglio così mi pare.

  • 5281
    eva -

    non è possibile accettare il tutto facendo finta che niente sia mai successo, per comprendere una storia nel profondo bisogna effettivamente viverla, e io l’ho vissuta a pieno, ho creduto a lui e anche al suo modo di fare: rinviare il tutto al momento giusto, solo che questo momento nn arrivava mai, quando qualche volta sono andata a trovare i suoi ci sono andata da sola perchè lui mi trovava mille scuse per nn venire, ancora oggi non riesco a capire il suo comportamento e ho pensato a 2 ipotesi o si vergognava di loro o si vergognava di me.
    la verità la sa solo lui, anche se colpevolizza solo me per come è andata a finire, sono sempre stata comprensiva, disponibile, generosa,anche se come carattere sono impulsiva lui era sempre al centro del mio mondo, ma si vede che per lui questo o era troppo o troppo poco dato che ha cercato sempre di tenermi lontano dai suoi affetti più cari. Quando abbiamo ufficializzato che ci saremmo sposati è cambiato tutto da un giorno all’altro, e l’unica spiegazione che lui mi ha dato è stata ancora è presto.
    L’ultima volta che abbiamo parlato mi ha detto hai visto cosa hai combinato per il tuo comportamento hai perso barca e pesci, dovevi solamente aspettare ANCORA finchè non avrei sistemato le cose con la mia famiglia ma so che quell’ancora sarebbe stato eterno, dato che forse perchè ha vissuto per 40 anni tranne il periodo dell’niversità da solo tutto il resto insieme a loro sicuramente si sentiva molto ancorato alla pseudo-tranquillita nelle quatro mura domestiche senza problemi, e sempre tutto pronto.
    Lui mi odia e mi considera il MOSTRO e l’errore più grande che ha commesso passando 2 anni e mezzo con me, io nn lo odio e nn lo considero un mostro anzi una vittima di se stesso per nn essere riuscito a concretizzare quello che avevamo progettato insieme, per quanto mi riguarda l’ho amato tanto e di conseguenza posso fare solo delle congetture ma mai critichero o rinnegherò quello che c’è stato, per me l’amore nn è una cosa momentanea e quando finisce una storia critichi l’altro per sentirti meglio o colpevolizzi te stessa per come sono andate a finire le cose, per me l’amore per una persona nn si può spegnere come se fosse un interruttore, o odiarla per quello che nn mi ha dato, si vede che effettivamente nn si sentiva pronto per cambiare vita e io con la mia insistenza di farmi una mia famiglia volevo accorciare i suoi tempi, mi sta bene quello che è successo, ho voluto credere che anche lui mi amava e quindi qualsiasi problema o incertezza si sarebbe potuta risolvere anche attraverso il dialogo e qualche compromesso, ma lui si vede che voleva essere un padre padrone: dovevo fare come lui diveva altrimenti sapevo quali erano le conseguenze, ma un rapporto nn si può costruire con i ricatti, e quindi ho fatto quello che in quel momento mi sembrava più giusto, ho fatto quello che mi usciva dal cuore sempre e comunque per entrambi, nn sono egoista per natura ho sempre pensato a NOI come coppia, e mai a me.
    eva

  • 5282
    LUNA -

    NATY: abbiamo avuto la stessa sensazione e pensato persino le stesse parole, “scampata bella”! :O Eva, in coro te l’abbiamo detto…
    di cuore. E te lo ripeterei cento volte, perché il dato incontrovertibile è, mi pare, che questa storia ti ha fatto male. E prima si esce da una storia che fa male e meglio è. Sarebbe stato meglio se fosse andata bene, ma invece è stata per te foriera di stress e destabilizzazione.
    Ora, nel presente, con gli elementi che hai, cerca di tenere lontano ciò che ti crea malessere (anche le chiacchiere che ti vengono riportate, metti un sano muro) e, pur rielaborando la sofferenza che ora senti, perché quella ovviamente c’è, perché hai subito una delusione, cerca di guardare al tuo presente e avanti. senza di lui. Senza di lui e quelle dinamiche che ti creavano disagio. Lo saprà lui perché ha bisogno di parlare troppo, e male. Di avere un certo atteggiamento. Di dire agli altri che gli rovinano la vita (il destino, gli altri… che strano… torniamo sempre lì… e guarda che queste modalità, cara Eva, possono diventare dei grandi ricatti nei confronti di chi si ha di fronte… perché chi delega sempre fuori paralizza molto chi guarda molto dentro…). Tu non ne hai bisogno e questo è un bene per te. Perché non stai sprecando inutilmente delle energie con atteggiameti sterili. E le energie, soprattutto nel momento del distacco, servono.

    NATY:
    Per la lungaggine non è un problema, qui puoi prenderti sicuramente lo spazio che vuoi 🙂 ti leggo anche se mi scrivi un tomo di 200 post 😉
    Per il pudore del privato capisco, ciascuno deve giustamente scrivere nello spazio così aperto quello che si sente. E io ho fatto delle domande anche un po’ invadenti 😉 Se non uso l’email in correlazione al forum è perché da un lato penso che sia utile proprio questa formula aperta, e questo è il motivo principale. Dall’altro – ti confesso – perché penso che non riuscirei a stare dietro ad una corrispondenza privata correlata al forum in modo puntuale, anche con la stessa partecipazione (non per mancanza di volontà, o di empatia, ma anche di tempo e di concentrazione) e non mi sembra corretto nei confronti di chi mi scrive. Ma neanche nei miei 😉 perché mi disegnano come mi vedi nel forum, anche nella vita reale, e quindi a parte che puoi immaginare la mia socialità esponenziale 😉 – accanto all’amore altrettanto sincero per i miei spazi solitari – per me una chiacchierata con un’amica è una cosa da fare standoci insieme davvero, non avendo la testa altrove, che si tratti di parlare di cose serie o di fare cabaret… o entrambe le cose, perché a volte capita 🙂
    Inoltre, poiché le “tecnologie” si mangiano abbastanza spazio durante le mie giornate, per lavoro, cerco anche di ordinare il loro spazio a favore degli spazi dedicati all’aria aperta e alla vita non tecnologica 😉
    Detto ciò (un corto preambolo ;)… dammi pure la tua email, perché rispetto la tua esigenza di questo momento. Poi però torneremo qui, ok? 😉

    bacio bacio

  • 5283
    Naty -

    LUNA, hai perfettamente ragione, per il tuo tempo e per l’utilità di stare qui. Ci mancherebbe! E’ che le risposte te le ho date e volevo fartele avere, ma non qui… Non intendevo, sia chiaro, come dire, avviare una “corrispondeza esclusiva”.
    Solo una ragione di pudore, come ho detto… Un conto è esporre una situazione più in generale, un conto è cercare di approfondire con domande – e risposte – più dettagliate.

    la mia mail per inviarti le risposte è:

    natyn41[at]yahoo[dot]it

    Hai visto, davvero, che coincidenza, “scampata bella”, con Eva? 🙂

    EVA: mi sembra, fortunatamente, che le cose le hai già abbastanza chiare in testa. Certo, c’è il dolore: quello lo elaborerai e lo supererai. Aspetta un po’ di tempo, e vedrai come sarai felice. Che sia finita.

  • 5284
    Lilly -

    Ciao Luna. Se avessi posto a me le domande che hai posto a Naty non avrei avuto nessun pudore a risponderi: nel lavoro come nell’amore come in tutti i settori della mia vita mi sono resa conto che a fronte di una disponibilità forse persino “molesta” (da parte mia) c’è stato, nel 93,5% dei casi, un’estrema disponibilità a prendere (e fin qui va bene, d’altronde se io offro….) e poi ( naturalmente, manco a dirlo….a “prensione” avvvenuta) ad aggredirmi, a sminuirmi, a demolirmi perchè la mia disponibilità irrita, infastidisce (il vecchio discorso del mondo di frutta candita che va bene in tutti i campi).
    Finisce poi che un mattino ti svegli con il caz….girato e girato molto male e vai a fare la voce grossa (di diniego) con quello che poi, dopo, scopri essere il residuo 6,5 % che ti vedeva come una madonna in gita sulla terra, era disponibilissimo a fare qualcosa in cambio e, ovviamente, ci rimane di mer…
    Ho riflettuto su questo paradosso e mi sono resa conto che la serialità scatta, si, ma da parte mia.
    Sono io che (inconsciamente….), non paga di rassicurare quelli che già mi si sono stravaccati addosso come i Proci sui triclivi di Penelope, parto garibaldinamente alla ricerca di casi disperati in un “io ti salverò” inquietante. E naturalmente incappo dopo dieci metri in quei bastardi, prenditori di professione, già appostati in attesa che un cogl. come me passi di lì, che si riempono a panza di tutto ciò che gli occorre e poi portano via le palle lasciandoti “cornuta e mazziata” (anche nel lavoro).
    Mazziata perchè il più delle volte loro, i prenditori, si prendono anche la soddisfazione di criticare, contestare. Demolire, appunto. Con un arroganza e una faccia di mer.. ineguagliabile.
    Finisce così che mi sento presa in giro (dai prenditori professionisti) e in colpa (verso le persone serie….a cui comunque chiedo tremila volte scusa e a cui poi do persino il non richiesto) e di un’imbecillità inquietante dato che continuo imperterrita a fare lo stesso identico medesimo errore di valutazione…..(l’asino che cade sempre nello stesso buco…)
    Ho cercato di capire perchè il prenditore debba anche demolire ed ho trovato due generi di persone:
    -l’arrogante che ha bisogno degli altri perchè da solo combina molto poco ma essendo appunto arrogante mal digerisce il dover ricorrere ad un terzo che poi demolisce per una rivalsa personale…..
    -l’incattivito che si vendica su chi è disponibile dato che non può farlo con chi lo ha fatto incattivire perchè evidentemente è più str… di lui;
    -lo str….e basta, senza troppe sfumature. Quello che calpesta senza neppure accorgersi che sta ti calpestando e magari si infuria perchè ti lamenti dandoti della piagnona o della rompipalle.
    Sai cosa mi fa arrabbiare???? E il prendersela con chi non ti ha fatto nulla se non dimostrarti la propria disponibilità. E mi imbestialisco nella stessa misura sia quando la disponibile sono io che quando il/la disponibile è un’altra persona.

  • 5285
    Lilly -

    Cosa vorrei? A questo punto che il mondo di frutta candita esistesse veramente.
    Magari mi butterebbero fuori perchè fumo, sono trivialuccia e non ho l’aspetto di Candy Candy……..però saprei che esiste un posto dove essere corretti non significa essere cogl…..o essere visti come tali.

    Scusa Naty se mi sono accapparrate le domande che Luna ha rivolto a te. Non ho apportato nulla, non ho dato consigli, ho scritto un mucchio di frasi in libertà che mi sarei potuta tenere per me.
    E’ che mi ritrovo in ciascuna delle disperazioni che passano di qui e devo mettere il mio beccaccio in mezzo…..
    e, come ha scritto Franz…..”un celeberrimo dialogo tratto da Fight club, dove uno dei protagonisti si lamenta della sua difficoltà a comunicare e l’altro gli risponde “Ma cosa ti aspetti? E’ evidente che ciascuno aspetta solo il suo turno per parlare”….”.

    Cara Naty, se ti senti come mi sono sentita (e mi sento) in tante occasioni capisco il tuo startene a letto….peccato che loro, gli arrogantoni, entrano anche lì, tramite i nostri pensieri e dormone al posto nostro prendendosi i sogni migliori e lasciandoci gli incubi.
    Ma non è giusto! NON E’ CENTOMILA VOLTE GIUSTO!!!!!! E dobbiamo reagire!!!!! De panza (come dice Luna) ma non de fegato (ormai già fottuto in mille attacchi…..).

    Un bacione.

    Ciao Eva. Sarò (quasi) sintetica anche se non è nella mia natura.
    Dici:” dovevo fare come lui diceva altrimenti sapevo quali erano le conseguenze”….Poi “ho sempre pensato a NOI come coppia, e mai a me. Eva”……

    Con il senno del poi che può avere una persona che ha pensato in coppia senza che la coppia esistesse se non nella sua testa e dentro ad una camera da letto…….beh, posso solo dirti che esisterà una me stessa, esisterà (prima o poi) un altro lui e saremo due persone che si accompagneranno senza dover rinunciare a sé stesse per far spazio all’altro. Senza che uno vada più veloce dell’altro.
    Al limite ci comprimeremo per starci tutti e due e magari mugugneremo un po’….ma sarà una compressione che riguarderà entrambi. Senza un vincitore ed un perdente.
    Tu dirai…….E a me che mi importa di che succederà a te?
    Domanda legittima ……..è che non amo dare consigli quando non sono in nemmeno (ancora) in grado di consigliare me stessa…..
    Quindi mi limito a riferirti il mio pensiero di persona (e non mi vergogno a dirlo) che un giorno vedendo arrivare il treno ha pensato che forse sarebbe stato meglio buttarsi sotto che salirci sopra…….
    Però amo troppo la vita e la lascio vincere sempre.
    Cerca di farlo anche tu.
    Lascialo alla sua meschineria, alla sua piccolezza, alla sua miseria d’animo, ai suoi 4 (non 40) anni, alla sua mamma e al suo papà, al suo terrore per le chiacchiere e renditi conto, ma per davvero, che razza di vita di mer…..avresti potuto ciucciarti con un così bell’esemplare di zozzura umana….

  • 5286
    Lilly -

    Luna: “perché anche ammettere/accettare la propria fragilità e il proprio bisogno degli altri – sano – fa parte dell’equilibrio (e spesso chi ha dovuto badare sempre a se stesso può avere molta paura di essere fragile o di ammetterlo) ma il punto è anche saper riconoscere con chi poter condividere la guida.
    Discorso complesso, su cui magari tornerò meglio.”

    Si si si, sciura Luna. Tornaci sopra che io sono qua e sono tutta orecchie….(senza cederti il mio timone, però….. è che mi piacciono i consigli su come IO devo guidare la mia barca).

    Comunque nelle cose che mi riguardano ci azzecchi sempre…… O tu sei la Maga Magò, o Amelia la strega napuletaaaana o il Cappelaio Matto oppure io rientro in tutti i casi da manuale di sfigata irrecuperabile……scherzo (ma tu lo sai nè).

    Ciao a tutti. Un bacione.

  • 5287
    steffy -

    Ciao Naty,
    innanzitutto volevo ringraziarti per il conforto che mi hai dato nella risposta alla mia lettera( Dimostra disprezzo nei miei confronti e questo mi aiuta), poi volevo dei consigli da te e da tutti voi che scrivete qui su come affrontare questa spiacevole situazione in cui mi trovo. Non sono una bambina, ho quasi trent’anni,ma mi sento così tanto indifesa. Pensavo che il suo disprezzo mi aiutasse a dimenticare, e a volte succede, ma ora sono un paio di giorni che sento di ricadere nel baratro…sto tanto male

  • 5288
    LULU -

    Ciao a tutti, “vecchi e nuovi”, adesso vado di fretta, mi sono fatta prestare un portatile per scrivervi, non posso leggerVi, ma lo faro’ appena possibile. Sono stata duegiorni a Venezia con mia figliaaaaaa!!!Meravigliosa Venezia ancora di piu’ passare tutte queste ore con lei. A presto, sono in viaggio. LULU

  • 5289
    Naty -

    “Lascialo alla sua meschineria, alla sua piccolezza, alla sua miseria d’animo, ai suoi 4 (non 40) anni, alla sua mamma e al suo papà, al suo terrore per le chiacchiere e renditi conto, ma per davvero, che razza di vita di mer…..avresti potuto ciucciarti con un così bell’esemplare di zozzura umana….”

    Lilly, mi fai morire 🙂

    Hai detto cose interessanti, figurati, e anche io leggo sempre Luna anche quando parla ad altri, per me è come se parlasse di cose che interessano anche me. Sono io che mi scuso per il mio pudore, non so che m’è preso, ma è stato più forte di me.

    In questo periodo sono stanca di lottare, ecco, quindi dormo e me ne frego di tutto e tutti. Non ce la faccio a ricominciare (che cosa? leggete in home-page una donna che fa la stagista a 45 anni, e capirete, ma già capite…) e quindi penso, magari sbagliando, solo a cercare di stare bene e a raccogliere le forze. Ma in questo non c’entra più il mio “amato” ex: la mia elaborazione del lutto, sta già a buonissimo punto.
    A momenti sì, ho rabbia, un misto di un po’ di disprezzo, senso di delusione e pena.

    STEFFY, sono rimasta impressionata, non solo dalla lettera (mi è capitato, mi è capitato quello che è capitato a te…), ma anche dall’aggressione assolutamente ingiustificata che ti è stata riservata nei commenti… E ho temuto che tu non saresti più tornata qui.

    Che dirti STEFFY? Per ora poco (ma ti scriverò ancora): hai dimostrato un gran carattere.
    Adesso hai una ricaduta, è normale… E’ una botta tremenda. Tutto quello che avevi investito… Ti sei trasferita, i cambiamenti, lasciare il lavoro… Una mazzata tremenda. Ma ti riprenderai. Trent’anni? Lo so. Ma sei giovane, su, su. Io ho diversi annetti più di te e sto a zero: ricominciare da zero, un’altra volta. Lo so cosa significa.
    Ma sei tornata a casa tua adesso?
    Lui ti cerca?
    Scrivici ancora, dacci notizie.

  • 5290
    Naty -

    LULU, come stai?

    EVA, non ti dico nulla perché vedo che hai tutto molto chiaro… E poi ha detto… LILLY! 🙂

  • 5291
    MIGHE -

    a me è successa la stessa cosa stavo con la mia ragazza da 7 mesi, era il mio sole, poi d’ un tratto ua settimana è strana so che c’è qualcosa che non va ne parliamo, so che ha dei dubbi, un giorno mi scrive è vero non ti amo più, pensavo che fosse un periodo ma con quel messaggio ho visto la ma vita crollare.
    Tutti mi dicono che è finita, che non tornerà più, io dico che sto bene che doveva capitare ma in realtà la sogno sempre, io ci spero ancora… poco ma ci spero… è giusto farlo? perchè secondo me è impossibile che tutto l’ amore che mi ha dato si svanito i un secondo… è gisusto pensare che tornerà?

  • 5292
    Lilly -

    Naty. Il tuo pudore è comprensibilissimo ed è anche molto bello perchè è un atteggiamento naturale e non contronatura/improduttivo.
    Ed è vero: tutti parliamo a tutti e ci riconosciamo un pò in tutto e in tutti.
    Poi c’è chi è più riservato e chi “si mette intorno al fuoco a cantare le canzoni di Battisti” con tutto il fiato che ha in corpo.
    Tutto qui.

    Ciao Steffy.
    One: la “Piccoladonna” che ti ha aggredito in “Dimostra disprezzo etc..” (grazie Naty per la segnalazione) non è piccola di nome e di fatto.
    Non è proprio una donna.
    E nemmeno un uomo.
    Non è proprio un essere umano ma un concentrato di ira che probabilmente vaga per internet non per sfogarsi ma alla ricerca di qualcuno su cui sfogarsi.
    Forse le converrebbe darsi una calmata, riprendere lo status umano che probabilmente ha….. ma ben nascosto sotto un’armatura di scaz…e ricordarsi che siamo esseri umani liberi in un libero stato.
    Liberi di avere opinioni, emozioni , liberi di esprimerle senza dover aggiungere alla beffa del soffrire il danno di sentire commenti astiosi, inutili, improduttivi come i pettegolezzi di quattro becere al mercato.
    A chi pensa “’mbe che fai? Ti contraddici? Anche lei è libera di esprimere il proprio pensiero” rispondo: Giusto! Giustissimo. Clap clap clap di approvazione!
    Ma mi permetto di aggiungere che non è una questione di opinioni quanto di modalità di espressione, di proporzione nei toni.
    Se io, in pace, esprimo un opinione tu IN PACE mi puoi anche dare (se ne ravvisi gli estremi e lo ritieni utile) della cretinaimbecilleinfantile e mandarmi pacatamente a fan c…. !
    Non ti puoi scagliare su di me come se ti avessi portato via l’ultimo tozzo di pane dopo un mese di digiuno…..
    Two: rispetto a me quando sono arrivata qui, tu hai in te stessa tutte le risposte e le hai già tirate fuori.
    Basta crederci!!!

    Dici: “Ragazzi, ricominciamo a vivere!!!”

    Ti rispondo: Ecco! Appunto……..(questo come discorso iniziale, s’intende).

    Mighe. dici:”io ci spero ancora… poco ma ci spero… è giusto farlo?” Bella domanda…..
    Dici che lei è (anzi era) il tuo sole…..e beh, sarebbe giusto sperare nel ritorno del sole se la fine della vostra storia fosse solo un eclissi. Gli attimi di sbandamento, di fuga possono capitare a tutti. A volte uno/a se ne va, poi torna. Non è che se uno/a non sta lì piazzato fisso come il Colosseo sia per forza uno str…Se ha dei dubbi è meglio che faccia una pausa, si prenda dei tempi, rifletta e poi torni quando sa chi è, cosa vuole (libero l’altro di aspettarlo o meno, di riaccettarlo o meno, s’intende….).
    A volte capita che si senta l’esigenza di prendere una pausa per capire….

    Se invece il sole se n’è andato e non torna da mesi, non si fa sentire, ti evita come se fossi l’impersonificazione della peste bubbonica, ti ringhia contro come se fosse un molosso idrofobo…..in questo caso penso sia opportuno cominciare a pensare che lei non fosse il sole ma una nuvoletta trasparente che per 7 mesi ha lasciato passare attraverso di sè i raggi del vero sole che stava dietro……questo per autoindorarti la pillola, attutire il dolore della chiappata che hai preso, non perdere le speranze per il futuro (il sole c’è) e non farti fagocitare dalla sofferenza.

    Ciao a tutti. Un abbraccione.

    Dimenticavo……brava LULU! Divertitiiiiiiiiii”!

  • 5293
    Kim -

    Mighe,
    ti capisco. Nemmeno io penso che l ámore possa svaniore da un giorno all’altro. Ma lei ha deciso cosí. Dalle un pó di tempo, e dallo anche a te per riflettere sulla tua storia. Se ti viene l´ístinto di chiamarla o vederla non farlo, non ci guadagni un gran che. Non assillarla, non chiamarla, lei deve capire se gli manchi o no…
    Se lei in realtá ti ama ancora, tornerá, altrimenti non é mai stato amore, e a questo punto é meglio cosí per te, non meriti di stare con una persona che non ti ama…

  • 5294
    LUNA -

    LILLY: e io infatti il tuo timone non lo voglio manco pe’ “gnente”! 😉 😉 🙂 🙂 🙂
    ché mi basta già il mio 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 :PPPPP
    Che al mondo ci siano persone che fanno i deboli con i forti (o supposti tali), e i forti con i deboli (o supposti tali) non è certo una novità. Che ci siano persone arroganti ed insicure che da un lato cercano di ciucciare le energie dagli altri e che al contempo vogliono, per loro insicurezza, non ammettere di averne bisogno è un altro dato di fatto. A me, in particolare, è capitato di incontrarne una. Questa persona, anni fa, mi è stata impossibile da sgamare, al momento, perché non conoscevo il “fenomeno”, o perlomeno non lo avevo mai decodificato non avendo mai incontrato una simile portata di… fenomenologia… Mi ha disorientata parecchio, al momento.Dove stava la differenza tra lei, e il nostro rapporto, e altre persone con cui avevo sempre avuto dei rapporti sani, pur avendo, nel corso della vita molteplici esempi, alternati, di reciproca e naturale disponibilità,armonica? Era una persona a cui, per sue motivazioni, andava bene non essere autosufficiente in vari campi della vita (economico, emotivo ecc), e che non voleva mettersi in discussione, ma che apparentemente soffriva moltissimo della sua non autosufficienza, stile artista incompreso, o persona che avrebbe tante potenzialità se solo riuscisse a crederci, ma nessuno le ha mai dato una possibilità…
    in realtà usava la sua condizione di debolezza, cercando appoggio negli altri, per tentare di manipolarli x poter restare esattamente com’era, ma per averne dei vantaggi… X esempio si arrabbiava con la mia amica che lavorava 13 ore h al dì perché non cercava lavoro a lei…
    o se la mia amica la portava fuori con lei, lei detestava che la mia amica godesse di stima nel suo ambiente e le tirava frecciata al vetriolo o creava situazioni di disturbo. Di fatto, se il suo ruolo di cenerentola che ha bisogno dell’intervento della fatina le faceva comodo, al contempo detestava di sentirsi cenerentola. Ma la questione era sua, non dipendendeva dall’esterno. Per noi lei non era cenerentola. era come noi.Uso l’esempio della mia amica per essere maggiormente obiettiva, ma lo stesso comportamento lo ha avuto con me. Solo che finché non l’ho visto avere anche con la mia amica, e la mia amica non l’ha visto avere anche con me, il suo comportamento, per noi oscuro, ci aveva così disorientato (ne sentivamo l’aggressività e l’incorenza) da non riuscire a decodificarlo. In realtà lei aveva un’aggressività enorme nei ns confronti, ma se ce ne accorgevamo era tutta una negazione, un cadere dalle nuvole… o un tentare di manipolarti andando a cercare i tuoi punti deboli. Insomma, una gran stronza. Alla fine si è sgamata da sola, facendo una figura di m di rare proporzioni. Perché noi abbiamo rotto il meccanismo. Non aggredendola, ma proprio stando zitte. E lei ha mostrato ciò che era. Sconvolgente ciò che è uscito dalla sua bocca davanti a tante persone. In quel momento ha tirato fuori

  • 5295
    LUNA -

    il suo mostro.Perché aveva potuto fare tutto ciò?
    Sono arrivata a queste conclusioni.
    Perché le persone che conoscono la fragilità la riconoscono negli altri.Se conoscono la fragilità ma hanno un atteggiamento costruittivo, e non vampiresco, non immaginano che esistano persone che preferiscono sguazzare dentro ad una vera o presunta debolezza con atteggiamento distruttivo, dipendendente vampiresco.La disponibilità, di per sè, non è un errore. Mi capita quotidianamente di essere disponibile con xsone che lo sono a loro volta con me. E’ un processo naturale, uno scambio. Funziona,e dopo aver conosciuto quel fenomeno, ho capito anche cosa funzionava. Funziona avere a che fare con persone corrette e di base autosufficienti ke si interfacciano con gli altri in modo equilibrato, e che quindi nei momenti di difficoltà chiedono, e nei tuoi momenti di difficoltà danno, ma nn hanno un atteggiamento di dipendenza “delegatoria” nei confronti degli altri, ecc.Ma non tutti hanno quel metro.
    In vita mia qd ho avuto fame, ho ricevuto anche del pesce in regalo. E ho ringraziato, perché un regalo si può accettare. Ma di base ho sempre cercato se avevo fame qualcuno che mi insegnasse a pescare. Così sono le persone che più mi sono vicine. Persone che hanno fame, ma che non mangiano un polpaccio a qualcuno al caso, ma chiedono come si fa ad impugnare una lenza, dove si può trovarne una. A tutti può capitare un momento di sconforto, e io so quanto vale il fatto di incontrare qualcuno, quando sei sconfortato, che ti offra una bella tisana calda e ti dica: va tutto bene. O qualcuno che ti dica: tranq, se ora non ce la fai a pescare ci penso io, può capitare, pesco anche per te, domani magari peschi tu per tutti e due…
    Io in lei avevo riconosciuto certe sensazioni di sconforto che io stessa avevo potuto provare nella vita, ma quello che non ho capito… è che non avevo di fronte me. Non me come prototipo di cosa sia bello e giusto, ma come mio parametro. Mi sono chiesta, con molta onestà, se avevo avuto la sindrome della crocerossina. Ma io credo che il problema sia stato di “identificazione” con la sua fragilità. Mi sono chiesta se ero ero entrata io in competizione con lei, e con onestà mi sono risposta di no, perché per me lei era una mia pari. Una mia pari in crisi, ma non una zoppa, una che poteva correre esattamente come me. e tra l’altro non ho mai pensato nemmeno che lei dovesse correre. Per me poteva zoppicare avanti, se lo desiderava e lo riteneva opportuno. E lei ci odiava anche xké non avevamo accettato di entrare in un meccanismo interdipendente. La diponibilità di per sè non è un errore, ma in certi casi non è neppure un valore. dipende anche da cosa rappresenta per te, e a chi la offri. anzi, probabilmente ciò è fondamentale.tornerò su ciò, h non ho lo spazio.

  • 5296
    Naty -

    LULU, ‘azz, sono contentissima per te e tua figlia!

    LILLY, me fai morì… (però non esageriamo, dai, anche “piccoladonna” è un essere umano: ciò non toglie che magari, se la conosci, la eviti 🙂

  • 5297
    MIGHE -

    quindi voi mi state dicendo solo di aspettare?
    ma per essere amore è stato amore, lei piangeva quando andavo via da casa sua per andare a cena, mi rincorreva piangeva su di me. Possibile che questo non sia amore?

  • 5298
    LULU -

    Il dolore quando c’e’ bisogna viverlo, si diceche va elaborato, capire, ma non fingere che non ci sia, deve essere “assorbito” e “purificato”. Con quello che serve, lacrime, pause,rabbia, de serve leccandosi le ferite. Non dobbiamo restare soli, parlo non solo di quella fisica ma anche di quella mentale, la solitudine amplifica il malessere, aumenta il senso di abbandono. A volte pero’ abbiamo voglia di restare soli, forse perche’ ci “piace” rimuginare, ferirci ancora di piu’, allora la giornata diventa un incubo, senza parlare delle feste o dei WEEKEND…non vedi l’ora che sia finita, ma quando arrivi a sera…inizia un altro incubo,,,le ore del buio sembrano anche peggiori!…poi un giorno ti svegli e riesci non dico a vivere, ma almeno a passare le ore che ti separano dal sonno in modo meno convulso, soffocante…..arrivi a sentirti di potercela fare. Poi basta una parola, un film, un biglietto trovato per caso in una borsa che non mettevi da un po’ e ti senti sprofondare…ti sembra di non aver fatto un passo!…che fine hanno fatto tutti gli sforzi? i giorni? le ore in cui hai lottato per andare avanti? possibile che sei ancora allo stesso punto? dubiti e soffri….la paura ti assale, ma le giornate passano! che tu voglia o no…Forse significa che per arrivare ad un equilibrio bisogna SOFFRIRE…VIVERE LA SOFFERENZA fino in fondo, senza scappare e soprattutto comprendersi se dopo un anno o piu’ ancora la mente torna da lui (lei), guardarsi allo specchio e farsi un sorriso, sforzarsi di farlo. Deve essere metabolizzato quel “lutto” e per farlo bisogna essere pazienti, soprattutto convinti di volercela fare. Tutto vero nessuno puo’ aiutarci fino a che noi stessi non ne siamo convinti.

    Questi sono stati i risultati delle nostre speranze? dei nostri sogni? delle nostre rinunce? E’ si!….Le cose non sempre vanno come vorresti che andassero o per lo meno come speravi….allora cominci a chiederti dove hai sbagliato, allora inizi a pensare….forse se avessi fatto questo,forse se non l’avessi fatto…forse, forse,….queste frasi ti uccidono, ma sapete? se le cose belle non durano per sempre…allora anche quelle brutte!!!!!PER FORTUNA.

    Il vento la pioggia la neve, non possiamoarrestarli, ci sono e basta, pero’ a volte anche se bagnati e infreddoliti possiamo “cercarci”un luogo che sia asciutto e aspettare, perche’ il sole arriva, o prima o poi ritorna….
    Allora quando ti viene voglia di gettare la spugna perche’ pur avendo fatto di tutto per essere giusto, responsabile, comprensivo, e ben disponibile hai preso una mattonata in faccia che ti ha letteralmente steso, pensa, pensa ancora, pensa che rileggere il passato e’ sbagliato, cercare motivazioni, radici, soluzioni negli eventi passati e’ inutile: oggi e’ oggi, e, se oggi e’ cosi’ c’e’ poco da accusare il passato.
    E’ cosi’perche’ ancora oggi non abbiamo lavorato molto per cambiarlo.
    Giuste o meno che siano le motivazioni alla base, una scelta e’ una scelta; produce effetti e muta

  • 5299
    LULU -

    (continua…) muta equilibri, addirittura e’ in grado di “spegnere” sentimenti.
    La parola FINE e’ davvero corta,ed io sono appena alla lettera F,un giorno,presto o meno presto(non voglio piu’ usare la parola tardi) che sia avro’ raggiunto la E, allora sara’ festa grande, allora vedro’ finalmente la primavera, non solo l’autunno o addirittura l’inverno….

    Riferendomi a tutti voi, nessuno escludendo, via ringrazio tutti tantissimoooooo. Voi mi avete aiutata a crescere (e’ un bel dire alla mia eta’!) senza frasi banali o frasi fatte….
    Grazie alla mia curiosita’e alla mia voglia tutto sommato di non mollare vi ho trovati,…e sapete sono fortunata, perche’ con i vostri consigli inparero’ ancora a sognare ma questa volta senza smettere di vivere.
    Sicuramente sono stata prolissa ma erano diversi giorni che mancavo.

    Per Naty, e’ vero mi era sfuggito il libro, stasera corro in libreria….
    Baci LULU.

  • 5300
    Lilly -

    Mighe: Premessa!
    Non parlo per gli altri.
    Io non ti sto dicendo “solo di aspettare”.
    Il mio parere è di valutare le circostanze e dare loro un nome.
    E’ palese la differenza tra chi starebbe con te ma per qualche motivo non può starci e chi “nun te regghe cchiù”!
    Che poi questa differenza non la si voglia vedere o si sia in stato confusionale tale da scambiare fischi per fiaschi……io non l’ho vista per più di un anno, pensa te….
    Insomma Mighe. Guarda bene la tua ex, osservala e osserva come lei osserva te mentre la stai osservando.
    In quello sguardo troverai tutte le risposte alle tue domande.
    Io non conosco nè te nè lei e non so….magari esistono delle circostanze per cui non potete stare insieme (un marito, un padre padrone, un suo spasimante bandito che ha minacciato di farti fuori se continuate a vedervi …che ne so…oppure ….non è che magari tu hai assunto qualche atteggiamento per cui lei ha ritenuto opportuno allontanarsi????).
    Se però queste circostanze non esistono, …..Mighe….permetti una domanda?
    Secondo te perchè due che vorrebbero stare insieme e potrebbero stare insieme non stanno insieme?
    Quanto all’aspettare….mi spiego.
    Aspettare nel senso di lasciale il tempo che forse le occorre per fare chiarezza dentro di sè senza starle con quel fiato sul collo che spesso è controproducente.
    Non certo aspettare nel senso di sederti su una sedia e smettere di vivere a tempo indeterminato in attesa che l’oracolo dia il suo responso….
    Quanto tempo aspettare? Non c’è un tempo predeterminato. Valuta tu, in base al suo carattere, alla sua età, alle sue problematiche…..ed alle tue esigenze (o ti vuoi annullare???)Valuta, aspetta ma prima o poi tira le somme!

    Ps….
    Non dare troppo peso alla melodrammaticità dei vostri commiati e concentrati sul presente.
    Sapessi quante ne ho visto piangere di lacrime dell’arrivederci ……se quelle fossero un sintomo di amore beh…..allora sarei la donna più amata della terra.
    Io e tanti altri tra le tipe (ed i tipi) che bazzicano in questo forum.
    Valuta come si sta comportando lei con te ORA, in QUESTO momento?

    Ciao.

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