La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Brava Maya.
Sono sul tuo stesso percorso e, a volte torno indietro, come se fossi attaccata ad una fantomatica corda elastica che, ogni tanto, con un strattone, mi fa perdere buona parte del terreno conquistato.
Ma in fondo non potrebbe non essere così.
Sarebbe bello cancellare il dolore con un colpo di spugna.
Ma non si può.
Vai avanti Maya, con la convinzione che per quanto la corda elastica ti riporti indietro non ti porterà mai al punto di partenza e, giorno dopo giorno, avrai, comunque, fatto dei passi avanti.
Ieri sera pensavo che a volte penso a lui per simulare nella mia mente ipotetiche telefonate (rigorosamente ricevute) in cui colgo l’occasione per restituirgli (con gli interessi) il gelo ricevuto, altre volte penso a lui nella speranza di ricevere delle scuse e quell’addio che non c’è stato e la cui assenza mi ha fatto sentire usata, presa in giro, buttata via come uno straccio vecchio.
Però non spero più in un “miracoloso” ritorno.
Il suo ritorno non sarebbe un miracolo. E neppure la realizzazione di un sogno….
Un sogno è tale finchè lo vivi e per il periodo in cui, dopo che si è infranto, sei “rincoglionita”.
Poi lo vedi per ciò che è stato. Un sogno ma tante volte anche un incubo o un semplice dormiveglia.
Ti auguro, Maya, che la tua forza sia superiore a quella della corda elastica e che tu riecsa a strapparla presto e ad andare avanti a testa alta e mente libera come ciascuno di noi merita.
Ciao a tutti.
@Sonia – o Suny – grazie per il saluto, ultimamente vengo pochissimo su questo forum ma oggi sono capitata, comunque sono contenta di sapere che stai meglio.
Mi fa anche piacere sapere che hai un nuovo interesse e che finalmente ti sei buttata il passato alle spalle.
Fai bene a viverti le sensazioni che la vicinanza con questa persona ti porta e fai altrettanto bene a non reprimere quello che senti. Però, un consiglio: aspetta a lanciarti definitivamente. E’ normale che tu provi attrazione per lui ma forse è ancora troppo presto per cedere totalmente a questa attrazione.
Prima conoscilo bene e cerca di capire se i suoi sentimenti per te sono sinceri, datti del tempo e dai tempo a questa relazione perchè si riveli per quello che è.
Non avere fretta di bruciare le tappe, c’è tempo e ricorda che ne va della tua serenità.
Fai tesoro dell’esperienza passata e cerca di non ripetere gli stessi errori.
Questo te lo dico con affetto, come se lo dicessi a me stessa se fossi in una situazione simile alla tua.
In bocca al lupo e un abbraccio!
Maya e Lilly:
@ancora sicuramente continuerei a considerarmi la povera cenerentola che doveva ancora essere invitata al ballo non ruscendo a capire che la musica era finita.
@Un sogno è tale finchè lo vivi e per il periodo in cui, dopo che si è infranto, sei “rincoglionita”.
Poi lo vedi per ciò che è stato. Un sogno ma tante volte anche un incubo o un semplice dormiveglia.
Ciao ragazze 🙂 le vostre parole mi hanno colpito molto.
E mi hanno colpito molto le immagini che avete usato, e che ho riportato sopra. Mi hanno colpito perché mi rivedo.
Quanto è vero ciò che dite, e come avete descritto bene delle sensazioni, in poche parole. Poche parole che entrano.
Il dormiveglia è terribile. Te ne vai intontito nel mondo, in te stesso, sapendolo, perché, che sei sottotono lo sai, e al contempo non sapendo fino in fondo quanto ti stai perdendo di te, ma anche, “banalmente” (virgolettato perché banali, queste cose, non sono affatto) del mare, del cielo, del circostante, delle parole, delle scoperte, delle iniziative. Di ciò che, di bello, potrebbe esserci dietro l’angolo se solo si fosse consapevoli del fatto che una svolta c’è. Entrano le cose, ma a volte entrano come un sottofondo.
E più energia hai e più puoi anche imbrogliare il mondo. Non nel senso che vuoi imbrogliarlo, di imbrogliarlo non ti può fregar di meno, ma magari sei di quelli che sono capaci di fare così tante cose, quando sono in dormiveglia, che tutti pensano che tu sia sveglio al cento per cento, più che mai. E ti invidiano pure l’energia che hai. E mai potrebbero pensare che tu sai benissimo cosa significa sentirti una cerentola a cui hanno rubato un sogno, e che canta tra sè e sè la musica che non c’è più, per sentirla un’altra volta…
Io, in dormiveglia, e con dentro il dolore e il rincoglionimento della musica finita, ho fatto così tante cose (non per riempire i vuoti, ma perché sono fatta così, e se non fossi stata in dormiveglia ne avrei fatte probabilmente mille di più…), conosciuto persone, stretto mani, fatto battute di spirito, stroncato i rompipalle, superato miei limiti, accettato sfide, fatto esperienze, superato il fatto che un incidente d’auto mi aveva costretto, per un periodo, a cercare una sedia dopo cinque passi, facendomene una ragione, e trovando il modo di fare cose lo stesso, che fosse pure rassegnarmi al fatto che alle volte si può anche non poter far niente, e poi ricominciato a correre, mi sono incazzata, mi sono commossa, ho preso in faccia altri cartoni dalla vita, affrontandoli…
ma ero in dormiveglia.
Svegliarsi è impagabile.
E’ come nascere un’altra volta.
E’ come la folata di vento, che fa aprire le finestre, volare le tende, che rischiara l’ombra.
E’ accorgersi che le stagioni cambiano, che non è vero che è tutto fermo.
Vi voglio bene, baci 🙂
ciao maya
anch’io ho fatto come te..nn so piu’nulla di lui ne voglio sapere piu’nulla..sono anche fortunata per un lato perche’nn giriamo negli stessi posti o forse perche’ora lui gira meno di me,nn lo so.,cmq il taglio netto io l’ho dato un mese fa e da quel giorno nn so piu’nulla..pero mi sento gia’meglio..il dolore dei primi tempi e’passato..per esempio oggi ci ho ripensato perche’sono tornata qua a leggere le vostre cose,,pero ora riesco a stare bene da sola,prima se mi ritrovavo solo stavo malissimo..ora invece riesco a fare tutte le mie cose,con me stessa mi ci sento di piu’..mi do forza da sola..e grazie cmq anche alle mie amiche..vedo le cose in una diversa maniera ora…anche se per esempio ieri sera ero a ballare e li c’erano due suoi amici,con cui anch’io uscivo e dopo mi ha dato un po’fastidio..e ho pianto un po’…perche mi e’rivenuto in mente e mi sono sentita abbandonata..a volte mi ci sento sempre un po’cosi pero’e’stato un attimo ieri sera e poi e’passato..oggi mi sono svegliata bene e ci ho ripensato pochissimo..sono passi avanti che mi fanno capire che tutto si supera..io nn credevo che sarei stata capace..perche’poi quando si soffre per amore ci si chiede tante cose anche sul resto..si fa un po’un bilancio dellan nostra vita credo…ma penso che l’altra persona debba anche tirare fuori il meglio di noi..e invece il mio ex nn lo faceva..anzi..aumentava a volte le mie insicurezze riguardo la vita,le mie paure..perche’a vole facevo paragoni tra la sua vita e la mia..e mi sentivo meno di lui..ma poi ho capito che nn e’cosi,che per tante cose mi sento migliore di lui!e adesso voglio ripartire da quelle..migliorare me stessa…senza nessuno vicino ma solo la mia famiglia ed i miei amici….poi si spera che la persona giusta arrivi…:)
Suny: io ti direi di vivertela di pancia. con più serenità possibile. Mi pareva di aver capito che era una cosa di sensazioni, emozioni. E in questo senso liberatoria. Liberatoria da tutti i milioni di pensieri che ti sei fatta negli ultimi mesi, tutti “i prontuari” a cui hai fatto riferimento, ma che tante volte ti hanno solo stancata, e non si sono mostrati efficaci, perché alla fine è stato quando ti sei centrata dentro di te, e hai capito cos’era bene per te, e faceva stare bene te che sei stata meglio e hai avuto una visione più chiara. Non quando ti sei chiesta cosa saresti dovuta essere. E come dovrebbero essere gli altri. Ma, partendo da dati di realtà. E cioè la realtà più insindacabile che esista, per noi stessi: ciò che sentivi tu, in una situazione o in un’altra.
Si tratta di leggerezza interna, non di leggerezza di comportamenti. Non di mancanza di testa, ma di presenza di pancia.
Non so se riesco a spiegarmi.
Nessuno può mettersi nei panni tuoi meglio di te stessa 🙂
se ti ascolti le risposte le hai, e anche i tempi, i modi, ecc. perché sai cosa stai cercando e quello che c’è.
E se non stai cercando una storia seria, per dire può essere anche che sia così, non c’è nulla di male. C’è un tempo per ogni cosa. Poi le variabili sono milioni, certo.
E il proteggersi ha un suo perché. Ma dipende anche da cosa, da cosa si sta cercando.
Il senso della mia missiva è: cerca di sentire ciò che fa bene a te, innanzitutto.
Bacioni 🙂
Svegliarsi è impagabile.
Svegliarsi è possibile.
Svegliarsi dopo il dormiveglia fa accettare persino ciò che di bello/brutto/amorfo ti ha portato al dormiveglia.
Io sto cominciando adesso a stropicciarmi gli occhi sbadigliando e a vedere il sole che filtra tra le persiane in quelle bellissime mattinate di primavera in cui tutto ti sembra lì, a portata di mano. Possibile.
Ciao Luna. Sei sempre straordinaria.
Nessuna parola poteva descrivere meglio la mia situazione..”liberatoria”..mi sento piu’ leggera, quasi alleggerita dai milioni di pensieri, problemi dubbi..e come scrivi te dalle mille domande che mi sono posta per capire come avrei dovuto reagire, qual’era il modo per migliore per…
Forse non c’era nessuna risposta ai miei perchè, la verità è che c’era bisogno di tempo..e mentre il tempo faceva ( e fa9 il suo corso..è necessario indirizzare l’attenzione su noi stessi per impararare ad ascoltarci e a conoscerci.. e io forse con gli anni avevo dimenticato di farlo..
Mi è vennuto in mente facendo un banalissimo test..”il tuo colore preferito?”..automaticamente sono andata a mettere una crocetta sul giallo senza neanche leggere le altre risposte..poi ho pensato..ma forse è un’associazione di idee, cioè da una vita so che il colore preferito di Sonia è quello..ma oggi in realtà quale colore sceglierei?
il blu!
Questo solo per dirvi che mi sono accorta che spesso ci classifichiamo con attributi, aggettivi o definizioni che magari ci rispecchiavano un tempo ma magari che adesso non ci corrispondono piu’..perchè siamo in continua evoluzione, di anno in anno, di mese in mese, ma anche di oa in ora..
E spesso abbiamo smesso di conoscerci perchè ci diamo già per scontati..ma non lo siamo!
Siamo in continua evoluzione ancora tutti da scoprire..
io mi sono scoperta sicuramente piu’ forte di come pensavo..ma anche diversa..
E sono qui..
Non sono qui a dirmi che sono felice e contenta..che non penso piu’ a lui..anzi, spesso rimango immobile a pensare a come sarebbe potuto essere, al perchè è andata cosi’..spesso sento la sua mancanza..e la rabbia alcune volte mi assale..tutti i giorni lui viene nella mia mente e tutti giorni rimando indietro quel pensiero perchè la ferita ancora fa male..e lo farà per molto tempo..
Non so Luna cosa voglio da questa storia, che ancora una storia non è, so che con lui sto bene, a mio agio..sono tranquilla, mi diverto..mi fa stare bene..non parlo di sentimenti nè miei nè tantomeno supi, non so come sarà domani..so solo che, se solo qualche mese fa mi avessero detto che avrei potuto trovarmi bene con un uomo che non era il mio ex, avrei detto che era impossibile..
Ora devo ammettere che è successo..e anche se dovesse finire come è cominciata..a me sarà servita per sbloccarmi e per capire che sono ancora in grado di vivere..sembra banale e scontato adesso, ma qualche mese non lo era affatto per me e per tutti quelli che vivono quell’incubo!
E come mi suggerisce Raganella..senza fretta!
Un abbraccio Suny
“Ora devo ammettere che è successo..e anche se dovesse finire come è cominciata..a me sarà servita per sbloccarmi e per capire che sono ancora in grado di vivere…”
BRAVISSIMA, Sonia !
Il punto e’ solo quello : tu sei una donna forte, libera e coraggiosa che sente, desidera e VIVE.
Banale ?
No, affatto.
Nn per chi si e’ gia’ sentito “finito” almeno una volta.
Respira forte e goditi tutto.
E’ tutto tuo ed e’ solo per te…e’ TUO, di Sonia e basta !
Sonia senza “lui”…senza quelli che non eravamo capaci di guardarci senza ritrovarceli dentro e intorno a noi…in ogni gesto, parola e pensiero.
Ora sei tu…con le tue cose, le tue emozioni ed azioni…i tuoi sorrisi, i dispiaceri, i pianti o le risate fatte con tutto il cuore…TU, TU E ANCORA TU !!!!
Ti abbraccio forte, sapendo che capisci benissimo il senso di queste mie parole, forse un po’ strampalate per chi non ha provato quel che abbiamo provato noi.
ANNA
Sonia e Anna: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 :DDDDD
Bacione!
Luna : bacione anche a te :-)))))
…ma io vi voglio bene davvero senza conoscervi?!?
Possibile?!
Grazie vi abbraccio!
SONIA: magari se mi conosci ti sto sulle scatole! 😉 :PPPPPPPPPPPPPPP
Bacini 🙂
E’ inutile,continuano le ricadute.Anche quando penso di esserne uscito,di essermi tirato fuori da tutto,di esser epronto a ridisegnare il mio mondo.
Appena ritorno un po’ di entusiasmo,di voglia di vivere capto qualcosa di lei,che sia un ricordo,una foto,un “qualcosa” che la riguarda trovato per caso su fb per colpa di amici in comune…e allora ricado nel baratro.
E allora torno ad odiarmi per tutto ciò che ho fatto,per come mi sono umiliato,per come ho calpestato me stesso.
Avrei dovuto fare questo,fare quello…e continuano le seghe mentali,pensieri inutili che non hanno motivo di esistere, pensieri inutili che mi massacrano ogni istante.Immagino dialoghi inesistenti in cui ne esco da fiero vincitore,scene che nona vverrano mai in cui mi prendo la mia rivincita…ma tutto questo che senso ha??Perchè continuo a farmi questo??
è ancora fuga?è ancora paura di affrontare la mia vita?
è questo fottuto terrore di me che mi ha tenuto legato a una ragazza che non faceva per me,è la paura di stare solo che mi ha fatto accettare ogni cosa…anche tralasciando il grottesco finale.
In fondo lei alla fine si è mostrata solo per quel che è…
e questo dovrebbe solo aiutarmi ad accettare la fine di una storia che qualsiasi mente lucida avrebbe definito morta e sepolta da anni…e invece sono ancora qui che penso a lei,e che mi rodo perchè non pensa a me…maledetto egoismo…non me ne libererò mai.
Invece che imparare dal passato e provare poi a dimenticarlo continuo a razzolarci facendomi imprigionare…legandomi ad esso per rimanerne prigioniero.Un comportamento inconscio per fuggire da me stesso.Non so se provo più rabbia verso di me o vergogna a sentire gli occhi gonfi ripensando a lei…
Ciao Alonso Q. La mia è un opinione sindacabilissima. Ha il solo “pregio” di essere l’opinione di una che non ne è ancora uscita e continua, nell’arco della giornata e della nottata, a pensare a lui. Però non sono “ricadute”.
Cadiamo e ricadiamo di continuo in un baratro, questo si.
Ma non è il baratro dell'”amore” (e uso le virgolette perchè amore è un’altra cosa. E’ un sentimento che nasce da due persone non da una sola)!
E’ il baratro naturale per chi ha dato tanto e ricevuto un poco che è stato brutalmente ripreso indietro con tanto di interessi e somme aggiuntive non dovute (una sorta di “cartella pazza”).
Tu pensando a lei non la giustifichi più, non la vedi per chi che non è.
Se la rimpiangi (SE….la rimpiangi) rimpiangi ciò che credevi che fosse.
Anche io la mattina mi sveglio e mi rendo conto che l’ho sognato, di nuovo, ancora, nonostante tutti i miei buoni propositi.Anche io la sera vado a dormire con la triste consapevolezza che non ce l’hoa fatta, ho pensato a lui perchè una cazz. qualsiasi me l’ha riportato in testa.
Ed è sconforto. Sconforto puro. Ma non per la sua assenza. Solo per la mia incapacità di non averlo già cancellato.
Ma poi penso che se per più di un anno ho vissuto in un mio limbo personale in cui ho continuato indisturbata ad amare, a piangere, ad aspettare, a sognare, ad illudermi, non potevo cavarmela “così facilmente” con un “adesso basta, buttiamoci tutto alle spalle”.
L’ultima cosa che gli ho detto in un attimo di rabbia e, (all’epoca), al solo scopo di provocargli una reazione (inesistente)è stata “io vivo per il giorno in cui non sarai neppure più un ricordo”.
Quel giorno non verrà mai, lo so.
Ci sarà sempre un suo ricordo, quà o là nella memoria.
Ma sarà solo questo. Un ricordo. Mentre noi ci saremo ancora. Ci saremo al presente e vivremo.
Ogni volta in cui cado non mi siedo più. Mi alzo, dolorante ma mi alzo. E vado avanti.
Perchè il tunnel è lungo, è buio, fa paura. Ma prima o poi finisce.
Anche il nostro, vedrai, prima o poi finirà e vedremo qualcos’altro al di là di quelle facciazze di m….. che ancora infestano le nostre vite.
Prima perchè le amavamo alla follia, ora perchè non riusciamo a perdonarci di essere stati così pirla da cascarci in pieno.
Buona fortuna, Alonso. A te, a me e a tutte/i quelle/i chie ci possono capire……
Ps. Ciao ciao Luna!
Ciao Alonso, ciao tt,
mi spiace leggere cio’ che hai scritto, perchè avverto ancora lo sconforto, la delusione, l’amarezza di cio’ che è stato, di cio’ che porti dentro, la ferita profonda lasciata. Mi sale addosso una rabbia cieca, una voglia di gridare, di sputare fuoco dalla bocca, di spaccare il mondo, perchè come te so bene il dolore che questi esseri di merda hanno causato con la loro superficialità, con la loro meschinità. Alonso, credimi starai meglio, datti tempo, ognuno ha i suoi, non che mi sia lasciato tutto alle spalle, ma .azzo ora va meglio, mi sono ripreso la mia vita, i miei spazi, me la sto costruendo come la voglio, tra sbagli e rischi, ma è la mia, non la regalo piu’ a nessuno! Questa notte ho sognato la mia ex, è stato stupendo, ma stupenda non era lei, erano le emozioni che vivevo con lei e pensavo di costruire con lei, stupendo ero io per come mi proiettavo nei suoi confronti, per come mi donavo a lei, ero stupendo per quello che volevo costruire, per quello che sentivo dentro. Lei è stata tutto fuorchè stupenda! L’ho amata alla follia, forse sbagliando, perchè è sbagliato dare tanto amore ad una persona che non merita, e con il senno di poi ti assicuro che lei non meritava, non per rancore o rabbia per cio’ che ha fatto, ma per il semplice motivo che abbiamo due concetti completamente diverse dell’amore. A volte quando la mente mi porta da lei mi blocco, si ferma il mondo, rimango incredulo di come si possa gettare in fumo una cosa cosi’ bella, rimango incredulo di come non sia rimasta abbagliata dall’amore che le donavo, incredibile. Poi tutto diventa piu’ chiaro, non era semplicemente lei quella che volevo, non era lei che meritava tutto questo, meglio cosi’ ed affrontare la realtà che trascorrere una vita con una persona che nemmeno “conosci”. .anculo lei e i suoi occhi, i suoi gesti falsi, le sue parole egoiste, i suoi progetti meschini, non mi ha meritato, so chi sono e quanto valgo, ho sbagliato in passato ad idealizzare una persona per il solo motivo di voler amare, colpa mia, ed ora ne pago le conseguenze, giusto. Non porto rancore, spero lei stia bene, ma anche no, la ferita che ha lasciato è davvero profonda, non mi ha minimamente rispettato, amato, compreso, perchè continuare farsi rovinare la vita da un essere del genere? Non mi manca lei, mi manca cio’ che pensavo di costruire con lei. Sono passati ormai cinque mesi, certo lei è sempre li che bussa alla porta della mia mente e del mio cuore, ma io quella .azzo di porta ho deciso di chiuderla per sempre, lei è il mio passato, un brutto passato, non merita cio’ che avevo dentro, proprio perchè lei stessa non è stata in grado di vederlo, sono sicuro che arriverà per tutti noi il momento di poter dare alla persona giusta cio’ che di bello abbiamo dentro. Credimi Alonso, passa, tutto passa, conosci, impegnati in cose nuove, cambia cio’ che della tua vita vorresti diverso, mettiti in gioco, arriva per tutti Alonso, ARRIVA PER TUTTI IL MOMENTO DI TORNARE A VIVER
Scusate i toni forse un po’ “duri”, ma il solo pensiero di quanto dolore possano causare le persone con i loro “atteggiamenti” superficiali ed egoisti, senza molte volte rispettare minimamente persone che ti hanno amato alla follia, mi manda davvero in bestia. L’amore potra’ anche finire ma l’affetto e il rispetto della persona con cui hai trascorso parte del cammino della propria vita non si puo’ cancellare in un secondo, è inaccettabile, e chi è in grado di far cio’ non merita altro che calci nel culo!
Un abbraccio a tutti
Lilly e Alonso: ciao ragazzi 🙂
sono d’accordo con Lilly. Su tutto. Non sono ricadute, anche se a volte ne hanno tutta l’aria. E, sarà proiezione dei fatti miei, non dico di no, mi viene da dire anche questo: che forse a volte bisogna anche scaricare la disperazione e il disorientamento provati, la frustrazione provata, che probabilmente è una delle emozioni al top, e quel che rimane del trauma e che piano piano, anche a livello energetico, si riassorbe.
Le emozioni non si possono negare, ma si possono osservare in maniera diversa. Non so se riesco a spiegarmi. Mi sa di no.
Mettersi sulla strada del vivere nel presente, di una consapevolezza diversa, dell’indipendenza dopo la dipendenza, il dire: questa cosa non mi faceva stare bene, non mi rendeva felice, mi trasformava in qualcosa che non ero, o che sono stato, ma che non voglio essere più, perché le mie energie erano spese male, in modo implosivo, in modo autolesionista, ecc ecc, non significa poter cancellare con un colpo di spugna le emozioni, anche di rabbia, di disorientamento, ecc. Ma significa scegliere una via diversa.
Stare dentro di sè, invece che costantemente fuori. Cercare dentro di sè le cose che si cercavano fuori, chiedendo e dando.
Tra stare dentro una situazione, e non esserne consapevoli, e tra essere stati in una situazione e guardarla e guardarsi in un modo diverso una differenza sostanziale c’è, eccome.
La differenza tra stare fermi, e muoversi ed evolvere.
Tra scegliere per il proprio male e il proprio bene. E capire cosa sia, che non è una cosa proprio immediata.
E’ accettare di essere stati fragili rispetto ad una situazione, e non ben consapevoli di ciò che significava, per il proprio mondo interiore, benessere o malessere, equilibrio o squilibrio, centratura o decentratura. Una scelta o un’altra.
E non solo non c’è nulla di cui vergognarsi, Alonso, nel provare certe emozioni. Ma, dirò di più: secondo me per chi ha vissuto una relazione, dolorosa, in maniera emotivamente molto dipendente, e non riuscendo a contenere le proprie emozioni quando erano molto dolorose, ma sparandole fuori per esempio chiamando, mandando sms, implorando, o facendo il tappetino, cercando in tutti i modi fuori il modo per sedare l’ansia della sensazione di abbandono ecc, e di frustrazione, riuscire a vivere quelle emozioni dentro di sè è una conquista enorme.
Sopportare le onde di quelle emozioni, ma integrarle in una vita emotivamente più indipendente.
Anche questa volta non so se sono riuscita a spiegarmi.
Contenere non vuol dire trattenere.
Mi rendo conto che il concetto è difficile.
Contenere significa: sento una cosa, c’è, ma invece di spararla fuori prima ancora di capire cosa sia, e di chiedere al fuori di porvi rimedio, restando, cambiando, anestetizzando in qualche modo la mia angoscia, o anestetizzando me stesso/a dicendomi che non provo dolore, frustrazione, accetto di sentire.
Alonso, le scene in cui immagini di dirle questo e quest’altro, in cui immagini la riscossa o di incazzarti con lei e dirle in faccia quello che pensi, e di cui ti vergogni, potrebbero essere solo immagini mentali che adesso, ancora, ti servono. E che presto non ti serviranno più.
Immagini che fino ad un certo punto hanno a che fare con lei, ma che molto, invece, hanno a che fare con una parte di te che vorresti riprenderti e che ti sembra magari di aver lasciato a lei. E con lo scaricare la frustrazione. Neanch’io credo sia amore, come dice Lilly, ma questo, ovviamente, puoi saperlo solo tu.
Ad una mia amica che usciva da una relazione burrascosa, che l’aveva fatta molto soffrire, e che aveva la sindrome di essere stata troppo tappetino, e di essersi fatta fare troppo male, ed era piena di rabbia e frustrazione per questo, è stato consigliato di immaginare un palcoscenico in cui avrebbe invitato il suo ex solo per prenderlo a calci nel sedere e urlargli in faccia tutto quello che pensava di lui, tutto il dolore che le aveva causato, la delusione, l’investimento sbagliato. Senza filtro. Senza filtro, intendo, di buona educazione.
Perché un conto è prendersela con qualcuno nella realtà, e trasformare la rabbia in azione, un conto è scaricare la rabbia e il dolore attraverso un’immagine mentale, avendo chiaro il confine tra realtà e immaginazione.
Non serve a niente?
Non lo so. In fondo, a quanto dici, lo fai spesso. Solo che ti inibisci un po’?
Se subisco una truffa mi sento fragile e idiota, magari, per non essere stato abbastanza lucido, forte da impedire a qualcuno di manipolarmi.
Una truffa è un trauma, e difficilmente credo che chi si è sentito truffato abbia fatto spallucce e detto: e vabbè.
Penso avrà pensato al suo truffatore, e tanto più se era una persona vicina, e non l’estraneo che suona il campanello una volta.
Ma pensare al truffatore significa essere innamorati di lui o incazzati neri, con lui e con se stessi?
Esempio improprio lo so. che c’entra con l’amore?
Eppure alle volte, quando si guarda indietro, a una relazione finita, si ha l’impressione di essere stati truffati e di essersi fatti truffare.
Ed è anche con se stessi che bisogna fare pace. Prima di tutto.
Poi, mi dirai, queste sono solo parole. Ma se ho amato qualcuno e non riesco a dimenticarlo non riesco a dimenticarlo e basta.
Vero. E allora che si fa?
Ovviamente non ho la risposta.
Ma quello che posso dire è: credo che tra chiudersi a se stessi e aprirsi a se stessi una differenza ci sia. Merita provare, comunque.
Restare incancreniti nel passato non può giovare di più che cercare un’altra strada, dare a se stessi nuove possibilità. Coltivare il proprio sorriso, invece di un grugno. Io la scommessa l’accetto. Guardare avanti.
Se perdi almeno hai tentato. Se non tenti nemmeno hai già perso.
bacioni 🙂
Ciao Luna, come sempre hai mille belle parole e riflessioni che vengono dal cuore e dall'”esperienza”. Ragazzi non facciamoci rubare dagli altri il bello della vita, il bello è in noi, è la nostra mente a volte che ci vuole massacrare, siamo noi stessi a volte a farci del male…tutto passa, e quando ritornera’ il sorriso in noi saremo 1000 volte piu’ forti di prima ed ancor piu’ consapevoli di cio’ che vogliamo, piu’ consapevoli del mondo che ci circonda. Io rimango un idealista, credo nell’amore, ma oggi ancor meglio di prima, so che cosa ci gira attorna, i suoi pericoli e piaceri, non mi arrendo alla legnata presa, ne faccio tesoro. Un bacio Luna, un grosso bacio a chi ancora come noi ci crede…
Lilly,gatto,luna…grazie per le vostre parole.
il mio era un grosso momento di sfogo dopo aver appreso alcune cose su di lei,tramite la rete…
ovviamente concordo con ogni vostra sillaba,con ogni vostra idea.Quello che ho dentro è rabbia,rabbia contro di me.
E’ con me che non riesco a far pace,con quello che ero diventato,prima e dopo il suo tradimento.
Prima,perchè già allora non l’amavo,ma nonostante tutto voltavo lo sguardo da quell’idea,per la paura di rimanere solo, di non trovare un’altra persona che volesse stare al mio fianco e allora mi adeguavo….dopo,perchè nel momento che me la sentivo portare via ho fatto cmq di tutto per trattenerla,nonostante tutto…per quello parlo di vergogna verso me stesso.
ma nonostante tutto la strada la sto cercando,dentro di me c’è la piena convinzione che tutto questo grottesco e patetico teatrino,questo dolore e quant’altro siano stati la mia fortuna,mi abbiano salvato la vita.Davvero.
E’ che ogni tanto la paura mi porta a risognare quel mondo tranquillo anche se tutt’altro che perfetto che mi stavo costruendo.Ma poi passa,anche grazie alle vostre risposte…
e la voglia di lottare riemerge,di volta in volta sempre più forte.
Grazie.
Ciao Luna. Ti sei spiegata perfettamente.
Una delle cose che non bisognerebbe assolutamente fare è non vivere il trauma.
Vivendolo (vivendolo nell’ottica di superarlo, intendiamoci, non di crociolargisi dentro fino, a volte, ai gesti estremi) vedi tutto da un altro punto di vista ed il punto successivo stempera fino ad annullare quello precedente.
Le situazioni che abbiamo vissuto sono un pò come una droga.
Bellissime, emozionantissime, fantastiche quando le conosci, quando ti ci avvicini e quando le usi fino all’abuso.
Poi il dramma dello smettere.Diventano ancora più belle ed attraenti quando devi smettere….
Poi la rinascita.
Emozioni diverse ma pur sempre emozioni.
Io(parlo per me ma credo di parlare anche per qualcuno di voi……)quando ho visto in quella persona ciò che non era
ho vissuto delle emozioni che non appartenevano a quella persona ma a me e solo a me perchè erano le mie proiettate su di lui.
Ora sto vivendo nuove emozioni dopo il limbo.
E vivendole mi sento di poter fare a meno di lui. Mi sento più forte, con più energia. Anche se, a volte, quell’energia mi si gira contro e fa un pò male. Ma solo per un pò.
Aspetto il giorno in cui incontrerò la persona giusta.
E sarà quella che non rifletterà le mie emozioni, non mi regalerà delle emozioni.
Semplicemente condividerà le mie come io condividerò le sue.
Ed in questa condivisione creeremo qualcosa di unico.
Sono contenta di avere conosciuto tutti voi.
Sentirsi soli nel proprio dolore, credere che gli altri non siano in grado di capire il dolore che si sta vivendo fa soffrire di più.
Sapere che qualcuno ne è uscito e imparare come fa sentire protetti.
Un bacio a tutti.
Alonso, Lilly e Gatto: 🙂 grazie a voi, davvero.
Io rifletto ad alta voce, perché sono in viaggio, esattamente come voi.
Più avanti o più indietro chi può dirlo. E’ tutto un work in progress. 🙂
@Sentirsi soli nel proprio dolore, credere che gli altri non siano in grado di capire il dolore che si sta vivendo fa soffrire di più.
Verissimo!!!
Io l’ho provato con il lutto e onestamente era terribile. Non importa se certe emozioni sono universali, e in fondo lo si sa. Quando incontri l’empatia è come toccare terra…
@Sapere che qualcuno ne è uscito e imparare come fa sentire protetti.
Parole sante. E non importa se non si capisce chi fa sentire protetto chi 😉 😉
probabilmente sarà un gioco di squadra, che ne dite? 😉 😉 😉
Alonso: la rete alle volte è una chiavica da questo punto di vista, per questi versi, il fatto che ci scriviamo, intendo, no, per esempio, ma da quel verso, l’informazione “exmorosifera”, erano meglio gli anni che furono 😉 😉
ma forse, allora, a ripensarci, c’era comunque l’amico o il conoscente beniformato (e talvolta maleinformato, pure) che davano le notizie dell’exmorosotiggì… magari anche ai tempi in cui l’uomo girava con la clava… 😉
Se puoi, Alonso, da queste cose proteggiti, con qualsiasi messo arrivino 🙂
Per il resto, se la rabbia è una forma di energia che ti serve a cambiare pelle, per stare meglio dentro di te, ognuno sa di quale carburante ha bisogno 🙂 e le sue fasi.
Sottoscrivo
@Una delle cose che non bisognerebbe assolutamente fare è non vivere il trauma.
Vivendolo (vivendolo nell’ottica di superarlo, intendiamoci, non di crociolargisi dentro fino, a volte, ai gesti estremi) vedi tutto da un altro punto di vista ed il punto successivo stempera fino ad annullare quello precedente.
Vivendolo nell’ottica di superarlo 🙂 sì 🙂
bacioni bacioni :DDD
Perchè dopo quasi un anno non riesco a liberarmi da tutto questo dolore, perchè quando mi sembra di essermi rialzata invece poi ricado .. perchè avere dei contatti telefonici con il mio Ex mi ha rigettato nell’ansia e mi sveglio la mattina con la tachicardia e tutto mi fa paura e rinasce quel senso di inadeguatezza e di paura che mi paralizza e che tanto mi ha fatto soffrire negli ultimi tempi vissuti con lui??
Come posso essermi sbagliata per tanti anni, quella storia cui avevo dedicato tutta me stessa, con immenso amore; e lui per giustificarsi ha il coraggio di dirmi che probabilmente anche io non ero più innamorata, ma allora non hai proprio capito niente, non è chiaro che il mio atteggiamento forse un pò più distante era solo un modo per difendermi dal fatto che sentivo di non essere più abbastanza amata?! O forse la sua coscienza è semplicemente più leggera se si convince che in fondo era finita per entrambi.
Non ci vediamo da quasi un anno; Lui ha fatto in modo che non ci vedesimo più e ha limitato al minimo i nostri contatti perchè così per lui era più facile e ora che gli serve aiuto per una cosa pratica mi chiama e mi chiede di vederci! No io non ci sto. Quando stavo meglio e mi sentivo pronta ho provato a proporre di vederci per rompere il ghiaccio e superare questo momento del fatidico incontro che prima o poi ci sarà e lui invece è praticamente scomparso.
Ora che gli dico che non voglio vederlo, non voglio sapere nulla di lui e voglio pensare solo a me e alla mia vita, viene a dirmi quanto mi ha amato e mi ha voluto bene e che sarò cmq la persona più importante della sua vita, di quanto ha sofferto anche lui e se le cose sono andate così non è colpa di nessuno: a me questo ora non interessa e al limite non ci voglio neanche pensare, perchè se penso a quanto mi amava (e lo so)mi vengono ancora più i nervi perchè non capisco come sia potuta finire così.
Indietro non si può tornare (non che Lui voglia questo), nè voglio farlo io, perchè la stima e la fiducia sono irrimediabilmente perse; possibile che l’egoismo umano sia così sconfinato (dopo tutto quello che è successo, puoi venire a chiedere a me il modo per farsi trasferire nell’ufficio vicino al mio, visto che dove lavori non ti trovi bene?? E quando io dico che la richiesta mi appare quanto meno fuori luogo , lui ha il coraggio di dire “certo nello stesso ufficio sarebbe impossibile ma nell’ufficio accanto se fosse possibile io non avrei remore sinceramente”. Alla fine (visto che non capiva o faceva finta di non capire, troppo preso dal risolvere il suo problema) dico “io non avrei piacere che tu lavorassi lì vicino” lui mi risponde “Questa te la potevi proprio risparmiare e mi riattacca il telefono! Ora l’egoista sarei io praticamente!Poi mi richiama, si scusa ma, …io non ho più parole ….Vorrei solo un pò di serenità …
Vabbè mi sa che quello che ho scritto non è molto chiaro ..scusate lo sfogo un pò insensato
Notte
Kikka: no, no, quello che hai scritto è chiarissimo. E anche lucido. Non è per nulla insensato, e a te forse sembra insensato solo perché ora sei agitata, com’è naturale che sia. Ma sei più lucida di quanto credi e mi pare tu abbia già tutte le risposte. Se hai l’ansia e ti sembra di non averne, mi permetto di dire (è solo un’opinione) è non solo per il ritorno dell’ex che, con il parlarti di cosa è stato ecc, ovviamente va a toccare punti ancora in rielaborazione,(vedi il post sopra, i discorsi che si facevano con Alonso e Lilly, se può esserti utile), anche perché ti dice pure cosa avresti o non avresti provato tu (che è veramente cosa tua!!!), ma anche perché l’ansia nasce forse dal fatto che l’istinto ti dice una cosa (proteggiti, no contact, per es.) e lui preme in direzione opposta (entrare, come vuole lui, e contatto persino attaccati con gli uffici!!!) e quindi tu che vorresti gridare solo no, per il momento di confusione (anche per educazione, magari…) non segui l’istinto, e quindi non ti senti protetta da te stessa, tra l’altro. Mentre lo sei, perché il tuo istinto ti manda segnali chiarissimi, a caratteri cubitali, su cosa hai bisogno ora: serenità. e autoprotezione. Sana. Perché questo tipo di autoprotezione è sana. Lo hai detto tu stessa.
Scusa l’analisi delle sensazioni, che può essere anche sbagliata.
Le risposte, cmq, dicevo, secondo me le hai scritte tutte:
sul perché a distanza di un anno stai male, perché il suo ritorno in scena, con questa modalità, ti manda in tilt… e, ti dirò di più, funzioni anche benissimo, secondo me, e infatti percepisci tutto il tuo disagio e sai anche quello che vuoi:
serenità e che lui non entri, tantomeno così.
Siamo seri, Kikka, tutte le sensazioni emotive che hai ci stanno, ma proprio tutte.
Sei stata con questa persona, se ricordo bene, moltissimi anni, e ad un certo punto la storia è finita, ed è finita in modo traumatico per te, fosse anche solo perché intimimamente hai sentito di subire una decisione di un altro, che ha cambiato il corso della cose. E della tua vita. Magari molto in meglio, ma lo stai ancora scoprendo. E perché già per sostenere il cambiamento “in corso d’opera”, allora, quando le cose hanno iniziato ad essere prepotentemente diverse, ti sarai adattata soffrendo e perché poi hai dovuto tirare fuori enormi energie per il distacco, anche dalla dipendenza reciproca…
cosa che invece forse il tuo ex ha rielaborato meno di te, se te lo posso dire, visto che se ne viene fuori con il fatto che tra tutti gli uffici del mondo deve trovarne uno incollato a te. E chiede aiuto a te per una cosa pratica. Un caso? Comodità? il bisogno – suo – di averti comunque nella sua vita in un’altra forma? Il bisogno di dare un senso a quanto è avvenuto tra voi dicendo che anche tu non lo amavi e bla bla bla?
Sono ca… suoi. Queste sono le sue motivazioni, i suoi bisogni, questa è la sua versione. E lui, in tutto e per tutto, anche con quella telefonata in cui ti hai chiuso il telefono in faccia, sta seguendo le sue motivazioni e i suoi bisogni. Anche il bisogno, magari, di essere comunque accettato e confermato da una persona con cui ha diviso anni ed anni della sua vita. E che, dicendogli NO in qualche modo lo disconferma. Tutto può essere, le sue motivazioni le sa lui, e, se posso dire, chi se ne frega.
E’ a te, e ai tuoi bisogni e alle tue motivazioni, che devi pensare.
Non accudire lui (anche solo facendoti lo scrupolo di dire no, o agitandoti se lui ti dice che un tuo no lo destabilizza, o che non lo capisce… tu sai benissimo le ragioni del tuo NO), ma accudisci te stessa. Perché è ciò che la tua pancia, secondo me (ripeto: solo mia opinione) ti sta chiedendo. Ti dice: continua il tuo cammino, e proteggiti, perché stai ancora rielaborando delle cose,ed è naturale che sia così, e non puoi farti sparare mentre lo fai. E non importa se uno ti spara per cattiveria, egoismo, perché è fatto così o colì, o perché sarà anche in buona fede, ma non ci arriva, perché non vede, e non sente cosa provi tu. Non importa, perché comunque per te… lui ti sta sparando. E questa, anche se lui ti dice di no, è una tua sensazione, e la tua sensazione per te vale, e non c’è neanche bisogno di spiegargliela.
Lui, dici, ha limitato al minimo i vostri contatti per un anno (cosa che ti avrà fatto soffrire moltissimo, ma che probabilmente è anche stata la tua “salvezza” perché se tu lo avessi sentito saresti stata peggio) e adesso ritorna, nella modalità che ha scelto.
Sai forse perché ti senti inadeguata?
perché ancora una volta ti sembra di subire i tempi, i modi e le motivazioni di un altro. E non di un altro qualsiasi, ma di una persona che ha rappresentato così tanto per te.
Il punto non è “mi sono sbagliata per così tanti anni”, perché magari non ti sei neanche sbagliata, e la vostra storia è stata molto vera ma è finita e basta, ma il punto è nel presente.
Tu ora puoi scegliere. Non è lui ancora una volta a condurre il gioco. Per te lo conduci tu.
Vuoi sentirlo? sì o no? – se la risposta è no lui lo deve rispettare. E se non smette di chiamarti non rispondere.
Vuoi sentirlo, ma quando e come vuoi tu? così dev’essere, per te.
Vuoi averlo accanto a te quando lavori? NO. E allora la tua risposta è no, punto.
Ricordati che puoi scegliere, e che il modo in cui lui insegue le sue ansie e le sue motivazioni è il suo,ma che tu devi pensare a te, capire quello che vuoi (e ripeto secondo me già lo sai, per quanto riguarda la situazione attuale) e seguire la tua volontà. E i tuoi sacrosanti bisogni che ora sono diversi dai suoi.
Un bacio.
Grazie Luna per la lunga e attenta risposta.
Devo essere breve perchè sono a lavoro
Baci e buon week end a tutti voi
Ciao Kikka,
con estrema sincerità e schiettezza, se non vuoi piu’ vederlo perchè la cosa ti fa star male e non ha alcun senso tutto cio’, cosa aspetti, mandalo a quel paese, ora tu hai le tue esigenze, i tuoi bisogni, fregatene dei suoi, è lui che deve pensare alla sua vita, come ha fatto in passato con te quando ha deciso di liquidarti. Non si puo’ entrare ed uscire nella vita delle persone a secondo dei propri “umori”, questo non è amore, non affetto, è sbattersene le palle dei sentimenti altrui, prende in considerazione solo se stesso girandoti la frittata con il discorso del passato, str…o non una, ma due volte. Non farti calpestare, rispetta te stessa, un bacio
@ Luna “Per il resto, se la rabbia è una forma di energia che ti serve a cambiare pelle, per stare meglio dentro di te, ognuno sa di quale carburante ha bisogno 🙂 e le sue fasi.”
ti dirò Luna,dopo quello sfogo,la sera,mi sono sentito meglio,alla fine i miei discorsi sono sempre gli stessi, mi crogiolo nella malinconia per comodità,pigrizia,paura,ma tutto questo fa solo in modo di lasciarmi fermo,immobile e non camminare per il mio percorso.
L’altra sera mi son detto di reagire e ho dato sfogo a qualche pensiero creativo che in alternativa sarebbe rimasto nel buio…il riattivare i miei neuroni è fondamentale per non perdersi nelle “seghe mentali” (da leggersi come pensieri non seguiti da azioni ma solo fini a se stessi positivi o ancor peggio negativi che siano) e riprendersi la propria vita.Detto questo il tagliare ogni ponte è fondamentale,quindi in qualche modo devo far sì che anche la “rete” non mi imprigioni più come ha fatto sino ad ora con le sue fitte maglie…anche perchè,se un giorno ci fosse nuovamente qualche suo gesto rivolto a me sarebbe solo ed esclusivamente fatto da lei per scaricare il suo senso di colpa,perchè nonostante tutto io son convinto che il ricordo di me le provochi ancora qualche fitta alla coscienza.
ciao tutti e buon weekend…che spesso e volentieri è il momento più difficile…
Amici, vi leggo ed e’ bello davvero per me riconoscere tutto il “viaggio” nelle vostre parole…
Sono le stesse che userei io, se dovessi descrivere tutte le parti del percorso.
Alonso, sapessi quanto mi riconosco in te ! Torture mentali autoinflitte…
E in Kikka, con quel cuore che sobbalza a distanza di mesi e mesi, quando loro sono ormai lontani anni luce e tu ti senti ancora li’ imbrigliato in un passato che non passa mai !
E nella lucidita’ di Luna che per scrivere quel che scrive deve averle davvero passate tutte !!!! Un mare di sentimenti ed emozioni da fare invidia ad un novantenne 🙂
Ciascuno ha avuto, o sta ancora avendo, il proprio viaggio tra la “morte” e la “rinascita” ma il leit motiv rimane lo stesso… Salite e discese repentine alla ricerca di se’.
Io spero di aver concluso quel viaggio.
Io sono innamorata e ricambiata.
Io ora sono felice. Tanto felice, e mi sembra un miracolo.
C’e’ un mondo che ti si riapre davanti e tu puoi portarci te stesso.
Che possa andare male, gia’ lo sai. Quanto possa essere doloroso, anche.
E’ ancora piu’ bello perche’ conosci la fragilita’ di quei momenti e li apprezzi di piu’.
Dici GRAZIE cento volte.
Mi commuove guardare indietro.
Non posso dimenticare chi sono stata, cosa pensassi, cosa volessi e quanto abbia sbagliato. Mi conforta il sapere di aver fatto del male solo a me stessa e non ad altri.
Spesso mi capita di dirmi : “Hai troppo”. Me lo dico da sola, come se fossi in attesa di catastrofe.
Poi penso che ho sofferto piu’ di quanto meritassi, che non e’ stato giusto a livello universale quel che mi e’ stato fatto, che ho pagato i miei errori e che, forse, ora e’ il mio turno per essere in pace con me, con la vita e anche con l’ amore…
Forse, all’ alba dei 34 anni, ce l’ ho fatta.
Non lo sapro’ mai, se non vivendo, ed io mi sento viva. Molto viva.
Ragazzi, a prescindere da come andra’, vi auguro tutto il bene che sto provando io.
Non pensate che non vi accadra’ piu’.
Vi accadra’ anche se non lo cercherete e non farete nulla di eccezionale per averlo.
Lo state gia’ facendo ora, senza saperlo: state ricostruendo voi stessi per essere pronti ad amare di nuovo quando succedera’.
Buon week end, ragazzi.
A presto.
ANNA
ANNA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 !!!!!!!!!!! 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
Non ti meriti qualcosa di bello per quanto hai sofferto, Anna, te lo meriti e basta!!!
Sottolineo, sottolineo e sottolineoooooooo 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
@per scrivere quel che scrive deve averle davvero passate tutte !!!! Un mare di sentimenti ed emozioni da fare invidia ad un novantenne 🙂
per questa ho riso 😉
diciamo che in questo periodo sono bella carica di emozioni, sì, periodo particolare. Non le ho passate tutte 😉 grazie a Dio, ma vissute intensamente, forse quello sì.
ALONSO: w il pensiero, e pure l’azione, creativi!!! :DDDDDDDDDDDDDDDDDD
ottimo modo per investire le energie in esubero.
E se tu saltassi un passaggio? cioè se quando sei malinconico tu saltassi direttamente al pensiero creativo o quel che è senza passare per l’analisi del motivo per cui ti stai crogiolando, o quel che è, nella malinconia?
Forse non ti crogioli, sei malinconico e basta, talvolta. Succede.
Ti dai la spinta di reni e ne esci. Ma non rimproverarti per la malinconia. E’ quel che è. Prova a riposarti e a divertirti un po’ (anche facendo una cosa banale), magari ti arrivano più risposte, su di te, che attraverso le pippe mentali. 🙂 🙂
(imperativi da incitamento, ndr).
bacioni bacioni
ANNA, grandissima notizia la tua.. 😀
Ti meriti tutto quello che stai vivendo per ciò che sei.
Kikka questi personaggi si permettono di fare e disfare a loro piacimento, egosticamente. Se ne fregano altamente dei contraccolpi che portano e lo sanno…oh sì se lo sanno.
Ne sono consapevoli.
Classica l’immagine dell’elefante in un negozio di cristalleria. Ma l’elefante è un animale, lui dovrebbe essere un uomo e aver il bene dell’intelletto.
La prossima volta il telefono in faccia attaccaglielo tu.
Alonso, tagliare la rete è difficile, ma è l’unica possibilità per uscire da quella pigriziia di cui parli.
“Se un giorno ci fosse nuovamente qualche suo gesto rivolto a me “.. Con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte.
Non pensare ai suoi gesti, ma pensa ai tuoi. A ciò che DEVI fare per uscire da quella rete.
Su Luna non dico nulla…se non che è’ una forza della natura..
Abbrax a tutti.
ANTO: chiaro e diretto come sempre 🙂
e breve… meno male che mi compensi, ahahaha 😉 😉
oggi sono un sonno della natura, in verità 😉 e scapperei al mare, anche se il tempo è da mare d’inverno…
ma ho tremilasettecento cose da fare, che necessitano di neuroni vigili e attivi… e intanto spero di non mettere il sale nel caffè e di non lavarmi i capelli con il dentifricio, di non mettere le scarpe al collo (con i lacci uniti potrei riuscirci… una bella sciarpetta…) e l’orologio sulla caviglia, il gatto in lavatrice (non ce l’ho il gatto, fortuna sua oggi :P) e il legno della stufa dentro la borsetta, chiedendomi anche perché non riesco a farlo entrare…
penso di aver reso l’idea 😉 😉 😉 😉
sono un po’ stanchetta oggi, yawn yawn…
bacioni a tutti e buon uikend 😀
Luna, ti si è inceppata la tastiera?
Ari: no, perché? Sei del pronto intervento?
che bello leggere queste tue parole Anna!!
primo perchè per tutti noi che abbiamo condiviso le notre pene e sappiamo quello che hai passato,sentirti completa e felice è veramente fonte di gioia…i frutti portati dal tuo cammino li meriti completamente!:)
secondo perchè nel tuo intervento leggo molte risposte ai miei mille dubbi… ieri ho ripercorso in macchina la strada che mille volte mi ha portato dalla mia ex,(ovviamente per altri motivi) e non ho potuto fare a meno di ripensare al mio passato,in particolare a ciò che mi ha lasciato questa esperienza.Il timore di non riuscirsi più a fidare di nessuno è quello che più mi ha fatto pensare.L’essere tradito da una persona “amica” lascia sempre un buco enorme nell’anima…ma il tuo esempio regala una grossa speranza.
Anche s ela paura di non riuscire più ad amare rimane…eccome se rimane… ma come tu stessa ben sai, le torture mentali sono difficili da far svanire.
L’idea di Luna,di “saltare” qualche fase e passare dalla malinconia all’azione senza troppo stare a ragionare sui motivi in fondo è quella giusta,ho perso/sto perdendo troppo tempo ad analizzare,agire alla fine è sempre la cosa migliore…e agire per se stessi (come dice anto,grazie per le tue parole,sono una giusta scossa) perchè i se e i ma non mi portano da nessuna parte e grazie a voi,piano piano le maglie di quella rete sono a poco a poco un po’ più larghe.
ALONSO: 🙂 🙂 🙂 però non farsi le pippe non significa agire per forza, si può anche galleggiare un po’ sull’acqua. e sentire quel che viene, senza analizzare troppo. Un eremo per sè, in cui far entrare altre cose di sè, che esulano con la pippa mentale.
Perché c’è tutto un mondo dentro.
Una sana meditazione no-sega mentale. Però lo sai tu di cosa hai bisogno 🙂 e per stare lì, sull’acqua, bisogna anche allenarsi un po’, probabilmente.
L’azione è la prima cosa che viene naturale, perché rimette in moto le energie e la terra di mezzo, tra la pippa mentale e l’azione fa un po’ paura, forse, perché si teme che lo spazio faccia arrivare il dolore e la paura, quelli che spesso la mente tenta di scacciare-decodificare con il pensiero.
Per me (per me) un buon connubio tra azione fisica scaricante e “meditazione libera relax” è una passeggiata.
Troverai la tua via, sicuramente 🙂
Bacini 😀
Ciao Alonso, ciao a tutti.
Volevo solo dirti una cosa che agli occhi dei più sembrerà una enorme cretinata (chissà se almeno Luna mi capirà…..)!
Parlo di “ricadute” (che ricadute non sono).
Ieri l’ho visto. Non ho avuto rimpianti, non ho avuto attimi di sconforto, non ho avuto altro se non la sensazione che può provare un accecato che finalmente mette sul naso gli occhiali giusti.
L’ho visto per quello che è e che è stato .
Un cinquantenne annoiato e spaventato dallo scorrere del tempo che si è divertito con una persona molto più giovane di lui e ha recitato un ruolo.
E già! Ha recitato un ruolo creando un personaggio con cui però il “lui” (quello vero) ha perso il confronto!!!!
L’ho visto come uno che….chi lo sa……magari non ha sempre mentito, magari (almeno per un po’) ha creduto veramente in “noi” ma che poi, nei fatti, si è comportato in un modo talmente schifoso da vanificare tutto il buono che può aver fatto (volontariamente e per puro caso….).
Anche oggi lo vedo così. Anche adesso. Anche mezz’ora fa.
Anche mezz’ora fa……quando ho creato un account e gli ho inoltrato un e-mail di un ente benefico cancellando ogni riferimento al mio indirizzo di posta e richiedendo la conferma di risposta per vedere, ancora una volta, comparire una sua e-mail sul monitor del mio pc. (….l’avviso di lettura).
Chiaro esempio dui ricaduta????????????????????????
No! Non è una ricaduta, non è una perdita di tempo, non è un giochetto più maso che sado.
E’ uno dei passi che devo percorrere per allontanarlo da me.
E’ il mio modo. Sarà scemo, sarà cervellotico, sarà sconsigliabile, ma è quello che il mio IO in convalescenza mi suggerisce per riprendermi e buttare via le stampelle.
E’ come una piccola vendetta-riscossa un tipo di “Tiè!!! Mi hai imposto di uscire dalla tua vita gridando come un orso e senza darmi spiegazioni ed io (tiè tiè tiè!!!!) ci rientro e ne esco quando c…..mi pare. E tu manco lo sai, imbecille di m…..!!! Mi hai imposto di non scriverti più? E io, invece, ti scrivo e tu mi mandi pure la conferma di lettura!!!”
Lo so, è un giochetto infantile, ma serve a ridimensionarlo, fino a fargli assumerre la sua vera importanza!
Questo per dirti che le ricadute a volte nascondono un modo per andare avanti
E a volte lo nascondono così bene che non ce ne accorgiamo neanche noi…
Fino ad un mese fa, leggendo la conferma di lettura, mi sarei disperata “ecco, vedi, non è malato, non è a casa, è in ufficio ma non mi chiama. Perchè? Che faccio? Lo chiamo, non lo chiamo. Nel dubbio piango e mi dispero”!!
Ora sono “soddisfatta” perchè mi sembra di averlo gabbato. Lui così ombroso, così rigoroso, così imperativo ed intransigente!!!
Il prossimo passo sarà immaginarlo seduto sul cesso in preda ad un attacco di mal di pancia olimpionico!!!
Tutto questo per dirti: ti verrà in mente ancora mille volte! Ma non sarà grave se piano piano la metterai a fuoco sempre un pò di più fino a vedere oltre a come avresti voluto che fosse e che hai creduto che fosse. Fino a vederla per come è veramente!
Io non ho la profondità di Anna né la capacità espressiva di Luna ma spero comunque di essermi spiegata.
E se non ci sono riuscita…..se qualcuno mi ha capito mi traduca!
Un bacione a tutti quanti.
Grazie, Alonso.
Sono giorni felici e, come vi ho gia’ detto, spesso mi commuovo.
Cosi’, senza un perche’, quando non sto facendo nulla.
Non mi sembra possibile che di nuovo, io possa stare cosi’ bene…
Non ci speravo piu’…
E’ una sensazione strana. Non e’ che impazzisci e non capisci piu’ la realta’. La capisci benissimo, anche meglio di prima.
E’ che a me meraviglia il ritrovare in me lo stesso entusiasmo e la stessa gioia di tanti anni fa, quando ero solo una ragazzina cresciuta bene e vissuta senza troppo dolore, in quel modo per cui essere felici e’ una condizione di diritto.
Adesso no. Certo che no!
Ora lo sai che il mondo e’ cinico, che non tutti sono essere meravigliosi solo perche’ non hanno scritto “bastardo” in faccia, che la vita non e’ una passeggiata in nessun campo…
Che devi lottare per avere e che, a volte, nemmeno quello e’ sufficiente…
Forse voi ricordate quante volte ho scritto che ero serena e soddisfatta di quel che avevo raggiunto negli ultimi anni.
Vivere fuori da un incubo, per chi sa cosa significhi, e’ moltissimo.
Gia’ respirare l’ aria senza pensieri angoscianti in testa fa gridare al miracolo.
Quel poco ( o tanto ) che si ha e’ apprezzato molto di piu’. Anche le cose semplici e banali come leggere un bel libro con la mente libera o addormentarsi in pace.
Cose semplici per davvero ma bellissime quando sai cosa implichi il perderle a causa di una delusione con annessi e connessi che ti rimbomba in testa.
Una cosa ho imparato bene : il prezzo di un fallimento.
E’ un insegnamento prezioso che non dimentichero’.
E se saro’ infelice, saro’ io ad andarmene. Con lacrime e sofferenza ma non inerme ad attendere l’ ineluttabile.
Non mi mentiro’ piu’. Saro’ che siano solo gli altri a farlo nei miei confronti e non io per prima.
C’e’ solo un ombra lasciata dal passato: un po’ di paura…
Questo si. Lo ammetto.
A volte, mi passa una domanda subdola per la mente : ” ma io merito questo amore ? ”
E’ una domanda terribile che nessuno dovrebbe farsi mai.
Eppure io me la faccio e so che la risposta e’ si.
Lo so ma non sempre riesco a sentire che e’ la verita’.
Superero’ anche questa paura inconscia e sono gia’ contenta di percepirla come un retaggio e non come una realta’ di oggi.
Mi capita di immaginare quello che proverei se, di nuovo, finisse tutto in scenari squallidi e umilianti e non solo finisse e basta…
Mi sembra di sentire piu’ coraggio e piu’ forza in me ma il cuore mi batte ancora fino in gola al solo pensiero.
E perche’ penso questo ? Non e’ un pensiero NORMALE. E’ un pensiero mio, di me che l’ ha gia’ vissuto, e’ frutto di un danno collaterale.
Lo sconfiggo. Vi giuro che lo faro’…
Voglio essere SERENA anche ora che ho di nuovo qualcosa da perdere…
Bacio a tutti e, Alonso, credimi : ti fiderai. Quando sara’ ora, lo saprai fare…
Un bacio speciale a te !
ANNA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 Non accadrà, ma se mai ti dovesse succedere di avere bisogno di una porta dalla quale uscire saprai trovarla senza andare a tastoni 🙂 andando dritta all’uscita. Dirtelo adesso forse suona brutto, ma io penso che saperlo, dentro di sè, possa fare la differenza.
Anche se non se ne avrà mai bisogno 🙂
Per me, almeno, farebbe la differenza.
Lilly: hai la profondità di Lilly e la capacità espressiva di Lilly 🙂 suonerà ovvio però…
e tutte le belle cose di Lilly 🙂
Peraltro ho sorriso per tua ironia e autoronia 😉 e la vivacità di espressione 😀 come mi piace il fatto che, anche se siamo dietro uno schermo, e la scrittura è un mezzo espressivo che certamente mostra la parte della parte di ciascuno di noi, una parte, la personalità di ciascuno emerge, in qualche modo, insieme agli stati d’animo 🙂
A parte che è ovvio che non hai nessun bisogno di un traduttore 😉 posso dirti una cosa, e cioè che è capitato anche a me di pensare che parlavo in ostrogoto perché la persona davanti sembrava non capire un cavolo di quello che dicevo, come in un episodio di “Ai confini della realtà”, se ricordo bene, in cui uno si ritrovava in un mondo in cui, all’improvviso, tutte le parole avevano un senso diverso… o di credere che non stavo riuscendo a spiegare uno stato d’animo, le mie ragioni, il mio punto di vista, perché l’altra persona pareva non capire proprio…
o non voleva capire proprio…
Non so se questo sia successo a te.
Se ti è successo supererai anche questa 😉
Lo sai tu perché hai fatto la cosa dell’email, e il valore che le dai. Se per te, onestamente, ascoltandoti, non è una ricaduta non lo è. Non esiste il prontuario delle ricadute e delle non ricadute, ovviamente.
Solo tu puoi sentire se una cosa ti fa ricadere o ti fa uscire ancora di più 🙂
Il fatto che non esiste un prontuario rende le cose più difficili?
Anche no. Richiede il contatto e la sincerità con se stessi, per indossare… il vestito giusto per sè, non quello giusto per gli altri 🙂
@il prossimo passo sarà immaginarlo seduto sul cesso in preda ad un attacco di mal di pancia olimpionico!!!
😉
e… pensa, cagava anche prima!!! 😉
Bacioni 😀
@Luna
è vero,galleggiare è una possibilità ma è difficile quando le sensazioni che hai dentro ti parlano di tempo perduto,quando credi di aver buttato via già abbastanza “te stesso”,quando dentro di te prevale la voglia di recuperare… e attualmente poi il “relax” lo trovo quando riesco ad agire e quindi a non pensare…sicuramente la passeggiata che tu suggerisci è un’ottima soluzione,ti assicuro che ho fatto veramente centinaia di km…:D
@Lilly:
grazie per le tue parole,ti ho capito benissimo e non considero ciò che hai scritto una “cretinata”..:)
anzi…concordo completamente con te…fare il proprio percorso per vedere l’altra metà con occhi nuovi per vedere realmente chi o cosa avevamo al nostro fianco.Il mio problema è che già prima della crisi pensavo che lei non fosse la persona adatta a me,dopo i fattacci ne ho avuto la conferma ma io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
…e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era.
@Anna
le tue parole mi regalano sempre speranza,già mesi fa,leggendoti qui pensavo ci fossero molte cose in comune…
allora conservo i tuoi msg,ne faccio tesoro perchè il cammino che voglio compiere è come il tuo.
nel frattempo mi permetto di citarti:”Mi conforta il sapere di aver fatto del male solo a me stessa e non ad altri.”
ALONSO: non ne dubito 😉 (sui chilometri… e di buono c’è che comunque male non fanno).
per sensazioni intendevo cosa primordiale tipo mi fa male la panza, mi si annoda lo stomaco, sto bene, sto male, ora la panza è serena…
nel presente.
non, appunto, decodificazione tipo “tempo perduto,quando credi di aver buttato via già abbastanza “te stesso”,quando dentro di te prevale la voglia di recuperare…”.
non cosa semplicissima da fare. Mica dico che mi riesce sempre 😉 😉 però quando riesce è very good 😉
io lancio spunti che servono anche a me 😉
anche l’altra strada del relax è ottima e ognuno trova la sua, momento per momento. E’ anche quello il bello,no?
baci
“io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
…e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era”.
Perdonati, Alonso caro.
Noi sappiamo che era, che e’ stata, grande debolezza.
Sono stati, pero’, anche forza, determinazione, costanza e impegno.
Dannatamente e consapevolemente incanalati nella direzione errata ma cmq parte di noi.
Serve possedere queste caratteristiche perche’ l’ amore, una coppia, una relazione hanno bisogno anche di questo.
Tu sai di averle e questo gia’ fa di te un uomo che sa, ha saputo e sapra’ amare…
Ora AMA TE STESSO. L’ unico essere umano cui avresti dovuto amore e sicuramente non ne hai dato abbastanza.
Tutto il resto e’ in te e, quando sara’ ora, sapra’ venire fuori per renderti una persona completa e felice di se’ e di cio’ che ha intorno.
Te lo auguro con tutto il cuore perche’ lo meriti.
Ti abbraccio forte dal web.
ANNA
Ciao carissimi amici, vi ricordate di me?
Non scrivo da tanto, ma vi confesso che vi leggo, mi fa bene leggervi anche se ormai mi son liberata da tempo dall’oppressione …qualche “basso”…ancora persiste.
ANNA un sorriso sincero e tantissimi auguri…
Oggi scrivo perchè c’è questa frase di ALONSO
“io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
…e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era”.
Perdonarsi è la cosa che per me è la più difficile da fare.
Oggi, a distanza di tanto tempo, rappresenta ancora un mio “basso”…ma come ho fatto?…ma cosa ho fatto?…ma cosa mi son fatta?…ma come ho potuto permettere di essere trattata così?….e mi esce un senso di rabbia e vendetta assurdo.
Queste son le domande dei mei “bassi” ora a cui non so dar risposta, sinceramente non la so e non trovo scusanti nemmeno nel fatto che ho amato…
un bacione a tutti
riciao a tutti voi…
avevo scritto un post lungo ma l’ho cancellato…rileggendolo mi son reso conto che le mie sono continue ripetizione qui come nel loop che attualmente è la mia vita.
Rileggo le vostre parole e provo a tornare a respirare.
alla fine tutto si riduce al mio fottuto egoismo.
Era così anche nella mia storia d’annata e dannata.
Non riesco ad accettare che lei probabilmente ora sia felice,mentre io,che mi son liberato del “mostro” continuo ad annaspare e rantolare nella mia esistenza.
Il fulcro è che il problema non era lei.O meglio,solo lei.Il problema sono io.Nulla più.
Il mostro alla fine è dentro di me,quando riuscirò a vomitarlo starò meglio.
rispetto di me e sano cinismo saranno alla base della cura.
grazie delle vostre parole non avete idea di quanto mi aiutino,ora prometto che per un po’ mi limiterò a leggervi così non monopolizzo la lettera..;)
ps:luna…qualche consiglio di lettura??
grazie in anticipo…:)
ps2:ciao maegherita!!!
MARGHE: forse la questione non è perdonarsi e non riuscire a farlo. Forse la vera domanda è:
perché non ho potuto fidarmi di me stessa?
e il chiedersi: in futuro potrò? Forse sono queste le vere domande che spesso abitano chi ha vissuto in mezzo ad un tornado. E si è guardato allo specchio chiedendosi in qualche modo: perché non riesco a difendermi? Perché mi spengo? Perché mi annullo?
Rimproveri che rimangono, in termini di salvavita che, pare, non sia scattato.
(anche se spesso quello spegnersi era proprio il salvavita che scattava. Perché altrimenti allo specchio una sarebbe stata sorridente. Scattava come poteva, urlando le sue ragioni).
Guardando le cose con il punto di vista di oggi possiamo essere molto severi, ma dimenticando anche le contingenze, magari. Il fatto che si può anche essere così ubriacati dalle contingenze o presi a pugni da vedere fosco. Ecc ecc.
Questo in generale e brevemente.
E’ un discorso complesso, e ora vado di fretta.
Però se c’è un tratto comune tra le persone che hanno vissuto storie magari diversissime ma con delle caratteristiche che riguardano la violenza (che sia verbale, fisica, circostanziale, sensi di colpa, autoinflitta semplicemente non spostandosi dai carboni ardenti, ecc) è la sensazione di rabbia e insieme di debolezza.
Bassa autostima? l’autostima si recupera, ad un buon livello, si alza, spesso piano piano comincia a salire nel momento stesso in cui ci si allontana dai carboni ardenti. Ci vuole tempo, ma lavorandoci su e anche solo vivendo diversamente e riscoprendo una sana quotidianità si recupera.
Ma a volte è il senso di debolezza e di confini che sono stati invasi senza saper mettere freno al pericolo che rimane.
Accade a chi si è beccato un ladro di colpo dietro l’angolo alle volte (“perché quella sera non sono rimasto a casa?”, “perché non ho fatto un’altra strada?”), vuoi che non accada a chi si è sentito derubato da un volto amico, dove avrebbe dovuto sentirsi più al sicuro, e ha la sensazione di essersi fatto rubare qualcosa o se stesso, per un periodo?
La parola perdono implica una severità con se stessi, la rabbia verso sei stessi.
Il grande dentro di sè che se la prende con il piccolo. Che gli urla che avrebbe dovuto agire diversamente.
Ma, ora: se avessimo potuto agire diversamente lo avremmo fatto. Perché nessuno di noi è stupido. Feriti, sì. Ingenui, allora. Con le strategia sbagliate, come no. Non abbastanza in grado di capire l’importanza dei propri sani confini. Non capaci di capire che se qualcuno ti urla nelle orecchie prima ti devi spostare, e poi puoi chiederti perché lo fa. Se non ti sposti sei ubriaco per le urla, e non capisci più un c.....
Più che perdonarsi bisogna capire che c’è sempre tempo per sentirsi più al sicuro. dentro se stessi. Non più sicuri di sè, ma proprio più al sicuro. e non sono sfumature. Imparare o reimparare a fidarsi di se stessi. E’ quella alle volte l'”autostima” che piano piano bisogna ricostruire. Dandosi la possibilità di lavorare nel presente.
Prendersela con se stessi è diverso da accogliere la propria fragilità, con una produttiva indulgenza.
Baci.
Grazie, Marghe !!!! Grazie di cuore.
Alonso, so che le parole non aiutano molto ma ci tengo a dirti che, nel guardare il passato, spesso, io riesco a sentire il valore dell’ opportunita’ che ci e’ stata data.
Prova a sentirla anche tu…
E’ un’ opportunita’ che non abbiamo saputo cercarci da soli ma che altri, con le loro scelte, ci hanno inconsapevolemente donato…
Questa opportunita’ e’ proprio quella di ” vomitare il mostro “.
In fondo, non ce l’ ha messo qualcun altro, ce lo siamo piazzato da soli dentro l’ anima.
L’ abbiamo visto e sappiamo che c’e’…
I perche’ possiamo chiederli all’ amico Freud o al primo analista che abbia il piacere di occuparsi di noi ma, spesso, sono ragioni banali, piccoli traumi di infanzie sostanzialmente normali che impattano su cuori un po’ troppo sensibili…
Spesso e’ tutto li’…
Io ricordo chiaro il terrore puro di essere abbandonata da mia madre. Di essere dimenticata a scuola o chissadove. Proprio io che ho una madre non lavoratrice che null’ altro ha fatto nella vita se non occuparsi di me ! Eppure io ricordo il cuore in gola al suono della campanella alle 12:30, nell’ ansia che lei non fosse sulle scale ad attendermi.
E’ un ricordo forte di quando ero una bambina. Con gli anni la consapevolezza ha superato l’ istinto…cresci e capisci come si muove la tua vita e sai che tua mamma non ti lascera’ mai li’ su quelle cavolo di scale.
Lo sai ma quella paura, evidentemente, ti si attacca da qualche parte per non svanire mai del tutto.
Io e noi abbiamo ricevuto il dono del tempo per fermarci e pensare. Pensare al perche’ ci siamo fatti cosi’ male, alle paure che ci hanno dominato, alle cose che ci hanno terrorizzato, tanto da renderci incapaci di sentirci liberi di cercare il nostro stesso bene.
Magari l’ abbiamo saputo fare con gli amici, a scuola, con il lavoro, ma quando si e’ messo in gioco l’ amore, ecco che viene fuori l’ anima disperatamente vagante alla semplice ricerca del “non dolore”.
Un’ anima che mendica perche’ non osa chiedere ne’ tantomeno pretendere.
O peggio ancora un’ anima che in fondo si aspetta di venire offesa per sentire confermato il proprio non valore e continuare a piangersi addosso o che spera di cambiare il copione per sentirsi vincente almeno una volta nella vita.
Io credo che la cosiddetta FACCIA PER TERRA, nel fango piu’ totale, obblighi a prendere coscienza di se’ e crescere.
E noi qui o l’ abbiamo fatto o lo stiamo facendo.
Come fai a dirti che VA TUTTO BENE quando una persona ti umilia, abbandona, ferisce e tu, anziche’ reagire, senti il mondo che ti crolla contro e l’ unca rabbia che provi e’ verso te stesso ????
Non puoi fingere. Devi accettare che c’e’ un problema dentro noi e non dentro “l’ altro”, che diventa solo un agente scatenante qualunque.
Questa e’ l’ opportunita’ e tutti qui ce la siamo giocata bene !
Ringraziamo la vita anche per questo. Forse, anche se non l’ abbiamo capito subito, e’ uno dei regali piu’ belli che potesse farci
Grazie Luna.
Grazie Anna.
Grazie per aver permesso anche a me di condividere i vostri pensieri, vi sono molto grato. Il leggere questi ultimi post mi da una grande serenità. Che lungo percorso è stato!!
Vi abbraccio e vi saluto con tanta stima.
Mauro
ANNA: com’è vero quello che dici.
Penso che al di là che sia un’opportunità o no si tramuta comunque in un’opportunità, nel momento in cui decidi di uscire dal fango e lotti in modo costruittivo per l’istinto vitale, sano, che c’è in te. Ecco comunque che qualcosa di brutto che ti è capitato, visto che il passato non lo puoi cambiare, può diventare non un fardello da portarti dietro, per farti sentire “diverso”, anche da te stesso, per tutta la vita, ma un’opportunità.
“Vomitare il mostro” rende così bene il concetto da fare impressione. E’ un’immagine fortissima, ma di mostri in effetti si tratta. Mostri che, nel momento in cui li affronti, spesso si sgonfiano come palloncini che avevano sopra disegnata una faccia brutta, spaventosa. Ma finché non li guardi e non li affronti non lo sai.
Molto spesso le persone che hanno vissuto questo genere di inferni soffrono proprio anche del fatto di non riuscire a trovare un “vero” trauma nel loro passato.
Mica mi hanno bruciato un braccio con una sigaretta.
Mica mia madre andava a bere e mi lasciava a casa da solo.
E altre cose che non elenco, per il rispetto di chi le ha vissute.
E via, dicevo, a fare i confronti con i grandi numeri. Ma a fare i conti anche con un altro aspetto. e cioè che anche chi ha subito quelli che universalmente vengono considerati dei veri traumi (tutti sono veri, i traumi, per chi li prova, sennò non sarebbero traumi, ndr)probabilmente spesso nega e relativizza allo stesso modo il suo vissuto sofferente.
E dimenticando che ciò che fa del trauma un trauma non è la sua grandezza secondo un parametro prestabilito, ma l’entità che una cosa ha avuto per noi, e come si è cristallizzata dentro di noi.
Molto spesso poi si tratta di microtraumi, magari perpetrati, dei quali i genitori, o chi per loro, neanche se tu gli facessi la macchina della verità si renderebbero conto.
O sono cose più grosse, che magari riguardano altre situazioni, ma che loro stessi hanno dimenticato togliendo loro significato per automatica difesa. Anche di non essere stati capaci di proteggere i propri figli, o di porre rimedio.
Uno si sente ferito da qualcosa, va dalla persona che pensa lo abbia ferito, o che è stato testimone, e gli chiede conferma. Ma l’altro nega, in buona fede, o anche solo per difesa, come in guerra.
Io – dice – non sono chi ha creato i tuoi mostri!!! O non ti ha protetto! E queste sono solo sciocchezze! C’è gente che ne passa di tutti i colori, io quando ero nel Klondike ho subito questo e questo, e tu ora vorresti venire a dirmi che il motivo per cui stai male è che quando eri piccola ti sentivi così? ed io che avrei fatto? io manco me lo ricordo quel giorno lì… secondo me te lo stai inventando… tutte scuse…
per dire succede anche questo.
ed ecco che uno si convince che forse non ha il senso della realtà, o è una lagna, una mezza cartuccia che si traumatizza per uno starnuto, quindi fragile, e pure ingrato, a prendersela per così poco con qualcuno che lo ha sempre amato. E gli viene da proteggere l’altro. E magari in futuro proverà la stessa sensazione, quando dirà a qualcuno “tu mi stai ferendo! Così mi fai male…” e quel qualcuno negherà la realtà che sente, e questo lui o lei cercherà continuamente l’oggettività. L’oggettività delle emozioni. Demandando fuori le risposte. E sentendosi dire: tu ti inventi… io non sono così… (perché se è uno è così avrà pure un motivo, e sicuramente si difende). Demanderà fuori, invece di ascoltarsi… di ascoltare ciò che sente e prenderne atto.
Ma il punto è che il trauma, come il semplice sentire, è di base non un fatto oggettivo, ma è un fatto emotivo.
E scusatemi se è poco… perché la differenza non è minima… ed è, nell’affrontare la cosa,o nel vivere il proprio sentire, una differenza che fa davvero la differenza!
detto ciò, a parte questo fantaesempio (che poi tanto fanta non sarà) è anche vero che forse dietro ciascuna persona che ha subito violenza c’è un trauma, strategie sbagliate, un concetto di cosa sia il dare e il ricevere in qualche modo errato, inceppato…
dico forse perché io non sono una psicologa, ovviamente, e quindi che parli chi sa.
Però vorrei, per quanto ne so io, sfatare un mito negativo: la convinzione, spesso errata, che nel momento in cui si va da uno psicologo questi ti rivolta come un calzino e va a cercare, nei meandri del tuo passato, ogni cosa che sia andata storta…
in realtà, per quanto ne so io, è del presente che ci si occupa, di come ci si sente nel presente. Magari rispetto al passato, certo.
Se io provo rabbia oggi perché ieri qualcuno mi ha preso a schiaffoni sto parlando di quello che sento oggi. Anche rispetto a quello che sentivo ieri quando mi prendevano a schiaffi. Ma è sulle sensazioni del presente che lavoro. Sul senso di rabbia, di frustrazione, di paura, di fallimento…
è un fallimento che ho già provato in passato?
non sono scappato perché l’altro ieri la vita non mi ha dato le strategie sufficienti?
Può darsi.
C’è un mostro da vomitare, ancora dentro.
Se si riesce a vomitarlo facendo da soli meglio, ma se si rischia di girare in tondo meglio farlo da soli, comunque, ma con qualcuno che può aiutare a leggere la mappa. Che è sempre la propria. Perché la vita è la propria. E il proprio sentire lo è.
CIAO MAURO 😀
“Non capaci di capire che se qualcuno ti urla nelle orecchie prima ti devi spostare, e poi puoi chiederti perché lo fa. Se non ti sposti sei ubriaco per le urla, e non capisci più un c…..”
……..E quando le urla cessano, magari di colpo, e 99 su 100 non perchè ti sei spostata ma perchè si è spostato lui con una violenta indifferenza……ecco, quando le urla cessano provi la stessa sensazione che un agorafobico prova in mezzo ad un campo.
Perchè quelle urla erano comunque un qualcosa di fermo, di sicuro, di certo, di così imgombrante da riempire tutto. Anche lo spazio che avremmo dovuto dedicare a noi stesse. Anche lo spazio della nostra autostima, dell’amore che dovremmo provare per noi prima di poter amare chiunque altro.
L’eco delle urla ti rimbomba nelle orecchie per tutto il tempo che ti occorre per trovare dentro di te quel punto fermo che all’improvviso se n’è andato via.
E quando lo trovi o almeno capisci che esiste ed è solo nascosto in qualche punto recondito del tuo animo, quando senti l’esigenza di trovarlo a tutti i costi….è in quel preciso istante che le urla diventano sempre più lontane, e che il contorno di quel viso che ci ha fatto tanto male ma che continuava a a stare lì, fisso nei nostri pensieri, comincia a sbiadire.
Fino a sparire.
A volte il punto fermo sono urla.
A volte è l’ironia che offende ma affascina e a cui non sai, non vuoi, ribattere, a volte è il silenzio che raggela, a volte è la provocazione portata all’estremo, altre volte, invece, è l'”ingenuità” che intenerisce, che fa sentire importanti, imprescindibili.
Sono tanti i modi in cui “loro” entrano dentro di noi e ci occupano.
Io sto combattendo una lotta non che non è più per lui, non è contro di lui ma contro quella parte di me che all’epoca (e anche dopo….per parecchio tempo)ha preso una colossale svista, una gigantesca fregatura, un’emerita incul…..
Ma è una lotta buona perchè quella parte non la voglio soffocare o uccidere ma solo curare, “riparare”, rimettere su strada con il motore completamente revisionato.
Non voglio diventare dura, fredda ed egoista per paura di soffrire ancora.
Voglio continuare ad essere me stessa, con la mia ingenua bontà, la mia voglia di dare. Ma voglio saper dare anche a me stessa.
Quindi caro Alonso & co. (me compresa)….credo che nessuno di noi abbia nulla da perdonarsi, nulla di cui accusarsi, nulla da cui redimersi.
Le nostre storie sono tutte diverse. Sono diverse le premesse, le circostanze, l’indole, le reazioni, i tempi di reazione (qualunque essa sia).
Però credo che esista un minimo comun denominatore: ognuno di noi ha solo molto da capire e da conoscere di sè stesso.
Credo che persone come Luna, Anna etc non abbiano cancellato il dolore, le cicatrici che i tipi ci hanno lasciato in loro ricordo.
Credo che abbiano studiato sè stesse, il proprio dolore e che abbiano imparato prima a conviverci
e, poi, addirittura a sfruttarlo.
Come se fosse un bastardissimo trampolino duro come il marmo che distrugge le caviglie ma ti fa saltare verso l’alto.
Dobbiamo imparare da loro il non darsi addosso, il non bastonare la sella (noi) perchè quel porco dell’asino (lui/lei) ha tagliato la corda scappando a gambe levate.
Grazie Luna per essere come sei e per come sai trasmetterlo, per la tua foga, per il tuo esserci sempre.
Grazie Anna perchè “ci sei riuscita” e non te ne sbatti le palle di noi poveracci che stiamo risalendo la china.
Un bacio a tutti!