La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Io, abbandonata dopo 11 anni e tradita per mesi, posso solo dire che se una persona non vi ama piu’, se ne andra’.
Se ama qualcun altro, e’ da quel qualcuno che andra’.
Quindi amanti o traditi, ricordate questo: non si puo’ trattenere chi non vuole piu’ dividere la sua vita con la nostra, come non e’ amore vero quello di chi non lascia chi ha accanto per venire da noi e rendersi “esibibile”, come dice Monicamir.
In fondo e’ tutto semplice. Il difficile e’ accettarlo.
Un bacio a tutti.
Cara Anna
hai risposto in pochissime frasi a tutti noi. A me che sono stata mal interpretata, perchè Francesco non è stato il mio amante, ma il mio convivente, da lui sono stata tradita, in tutti i sensi. Per lui non era amore vero, era solo esibizione di me, perchè ero una persona da esibire in quanto lui era ed è sempre stato inferiore a me in tutti i sensi, e questo non lo dico io ma tutte le persone che ci hanno conosciute.
Adesso che non sono più così giovane, cerca qualcun’altra.
Peccato per lui che anche ancora adesso, mi cerchino persone molto più “uomini” di lui, e peccato per me, che non riesco ad annullare l’amore he ho provato e che provo ancora per lui.
Spero per poco, e spero che questo strazio finisca.
Un bacio a tutti i sofferenti per amore.
monicamir says:”Perchè non ero (sono) innamorata di un uomo, di uno sposato, di uno libero che fosse.Non ero (sono) innamorata di un volto o di un atteggiamento o di un’espressione del volto.
Ero (e sono) innamorata dell’amore.”
ciao a tutti…
torno a scrivere dopo parecchio tempo,perchè queste parole di monica mi hanno colpito.
Ho sentito più volte da parte di amanti parlare di “amore” verso qualcuno,ovviamente non libero, e tutte le volte mi chiedo come sia possibile.Mi spiego.
Nel momento in cui divento “amante” la persona con cui vorrei stare e immagino condividere la mia vita, se automaticamente non lascia l’altra metà diventa l’essere più falso sulla faccia della terra.Dà il via a sotterfugi, menzogne, tradimenti verso colui/colei a cui sino al giorno prima giurava amore eterno… come posso “amare” tale essere?
come posso volerlo al mio fianco o fidarmi di lui/lei…
Sia chiaro,non metto in dubbio che a un certo punto l’amore per una persona possa finire e possa nascere l’infatuazione per qualcun’altro/a,ma ciò che non riesco ad accettare è che si possa definire amore ciò che si prova per coloro che ingannano il vecchio partner.
Quello che ho sempre chiesto alla mia lei,dopo aver scoperto della sua relazione,è perchè non mi hai lasciato,perchè non me ne hai parlato…gli inganni,le bugie,le prese in giro hanno svilito la sua persona ai miei occhi,o forse mi hanno mostrato cosa realmente è.Se fossi stato amante avrei da subito saputo dei suoi inganni,e semplicemente mi chiedo come si può definire amore quello verso una persona palesemente falsa?o,guardandola dal punto di vista egoistico,come posso iniziare un “qualcosa” che so benissimo potrebbe ritorcesi,alla stessa maneira contro di me,vista la poca morale dell’altra persona?
o forse è proprio l’egoismo che ci acceca,che ci fa desiderare così tanto una qualsiasi attenzione da parte di una persona che siamo pronti a prendere per vera e soprattutto apprezzabile una qualsiasi maschera che un vile indossa per nascondere se stesso agli altri.
Ciao a tutti. Giornata nera per me. Gatto spendi due parole per me e offrimi una delle tue perle di saggezza. Sono tre giorni che mi cerca con sms, voleva vedermi e io non ho risposto. E’ entrato nel mio face book grazie ad un nostro amico e ha letto un messaggio di un ragazzo che ora frequento. Per me non è nulla, non sono in condizioni di dare niente a nessuno in questo momento, ma vederlo ogni tanto, uscire e distrarmi mi fa stare bene. Negli sms ha iniziato a criticarlo, dicendo che è brutto. Io non ho mai risposto. Ieri si è appostato fuori dal mio ufficio, fortunatamente mi ha avvisato che stava arrivando e che non gil importava nulla se trovava qualcuno ad aspettarmi. Io sono scappata, fortunatamente anche cpon l’aiuto del mio capo, che capisce la mia situazione. E ora ditemi voi, perchè mi fa questo? Il tutto mentre si vede con una. Vuole vedermi morta?
Per Alonso:
…..dopo (ma solo dopo) vedi lui per ciò che è: un meschino
…..dopo (ma solo dopo) vedi te stessa per ciò che sei: una che è della stessa forza del meschino di cui si è innamorata.
…..dopo ti rendi conto che l’amore (quello eterno che dura “nonostante tutto”) è per ciò che credevi che quella persona incarnasse cioè quell’ideale che solo pochi riescono a realizzare.
Se io lo incontro e incrocio il suo sguardo guardo un meschino, guardo riflessa nei suoi occhi una meschina ma vedo l’amore.
C’è differenza, sai, tra guardare e vedere.
Lo guardo e mentre lo/mi disprezzo mi esalto per un Amore che non è lui, non sono io, ma è un sogno che attraverso lui ho accarezzato e mi ha accarezzato.
E’ difficile da capire, lo so.
Sopratutto se non si ha vissuto una storia analoga ma la si è solo subita come parte lesa.
Eppure sono certa che, da qualche parte, qualcuno è in grado di capire il terremoto che nasce nel cervello quando la ragione e la consapevolezza fanno a botte con un sogno bellissimo.Talmente bello che è difficile da abbandonare.
Ciao.
Monicamir,
ti capisco benissimo, e penso che tu debba concentrare la tua attenzione (come mi ha insegnato Luna, ed è verissimo!)sul prima. Tu stessa dici:”dopo ti rendi conto che l’amore (quello eterno che dura “nonostante tutto”) è per ciò che credevi che quella persona incarnasse cioè quell’ideale che solo pochi riescono a realizzare.” Scusa ma non ti sei chiesta perchè quell’amore lui non l’avesse incarnato per sua moglie? A mio avviso molte storiacce potrebbero essere evitate, ma dipende tutto da noi, da cosa vogliamo. Sono assolutamente convinto che se ti fermassi, riavvolgessi il nastro della vostra storia, avrai avuto non uno, ma mille segnali di allarme ma sta a noi volerli vedere.
1- Cerchi l’amore eterno con una persona sposata? Mi riallaccio a cio’ che ha detto Alonso, condivido in pieno
2- Secondo me,(ed è quello che mi riguarda in prima persona) eri talmente determinata e desiderosa d’incontrare “l’amore perfetto” che hai voluto idealizzare il vostro rapporto senza dare peso a tutto quello che vi circondava, ai tutti i problemi annessi alla vostra relazione. Sta sempre a noi scegliere, e nel tuo caso, amio parere, hai avuto molti campanelli d’allarme che hai voluto spegnere, avevi solo voglia di “star bene” senza valutare oggettivamente la tua storia.
Jedna,
spero proprio non ti uccida! :-))
Sicuramente ti vuole bene, siete cresciuti insieme e dopo cosi’ tanti anni non è facile staccarsi dalla persona con cui sei cresciuto. Questo pero’ non giustifica il suo comportamento, è egoista, vuole tenerti sempre a portata di mano, probabilmente perchè ha paura lasciarti andare, a paura affrontare la vita senza quella persona che gli è stata accanto per tanti anni, avverte il vuoto che causerà la tua assenza, sa di perdere un punto di riferimento. Certo che se ti vuole bene sarebbe corretto da parte sua lasaciarti andare per la tua strada, i suoi compartamenti sono lo specchio delle sue paure, ma penso sia arrivato il tempo in nome di tutto quello che avete vissuto insieme, di rispettare i tuoi sentimenti, e affrontare la realtà.
Una cosa sola, ma non è un po’ presto per frequentare un’altra persona?
Jedna: scusa se mi intrometto.
E poi mi chiedono perché “feisbuc” mi sta sulle scatole… a parte tutti gli altri motivi per cui mi sta sulle scatole c’è anche questo, che episodi come il tuo mi sembrano incredibili.
Qualcuno esce dalla porta, ma con “feisbuc” rientra dalla finestra.
Se posso permettermi più che: perché lo fa, io direi che conta la tua sensazione, così ben descritta (quasi da brivido) nella chiusura del tuo post.
Da parte mia direi che non importa perché lo fa, ma certamente non è una cosa che fa bene a te, e quindi qualsiasi siano le sue ragioni, chissenefrega, che ti lasci in pace!
Controllo… a me viene in mente solo questa parola… controllo.
E non mi piace mai questa parola…
Una persona non può comunque permettersi di entrare o cercare di rientrare nella vita di un’altra facendole violenza. E appostarsi davanti al lavoro, o criticare le persone che frequenta, è comunque una forma di aggressività.
Umano che gli dia fastidio che frequenti qualcuno?
Sarà pure umano, ma è stato lui a mollare, a dettare condizioni inaccettabili con le quali esserci pur non essendoci.
Perché lo fa mi sembra milioni di volte meno importante del fatto che spero che tu possa veramente conservare/ritrovare la tua tranquillità.
Lui ti ha lasciata, ha detto che non ti ama più, ecc ecc, e quindi che tu veda una persona quando sei in grado di dare o non dare saranno affari tuoi e al limite di quella persona, non certo suoi.
“vederlo ogni tanto, uscire o distrarmi mi fa stare bene”.
“perché mi fa questo? vuole vedermi morta?”.
In queste due frasi c’è già tutto. Ciò che ti fa stare bene ora, ciò che ti fa stare male ora.
Ciò che ti rasserena, ciò che ti scompensa.
Metti i tuoi paletti.
x monicamir:
monica il mio non vuole assolutamente essere un giudizio sulla tua situazione ma solo una riflessione generale.
Di te e della storia che hai vissuto non so nulla,e quindi non giudico,non ho i particolari che fanno la differenza e quindi “uso” le tue parole come spunto per farmi domande.
Tu mi dici “dopo (e solo dopo)” vedi la verità.
ed è questo a mio avviso il fulcro.L’amante ha tutte le possibilità per vedere prima ciò che realmente è la persona di cui si è infatuata.E qui faccio una digressione.Infatuata si,a mio avviso non può essere amore,per lo meno per come lo concepisco io.E’ una storia di sesso, tenerezze, attenzioni, tutte sbocconcellate e rubate alla storia ufficiale;abbiamo grandi passioni,belle parole,probabilmente dolci e struggenti lacrime, condite in maniera decisamente abbondante da un succoso mix di insicurezza,solitudine e ipocrisia.
Si accarezza questo sogno (che poi non è diverso da una storia “onesta” che si trascina solo perchè nessuno dei due ammette che non si è fatti uno per l’altra,e qui alzo la mano come attivo e triste rappresentante della situazione)
dicevo,si accarezza questo sogno di cui anche tu parli, ci si illude che sia l’Amore,ma la nostra “altra metà del cielo” sta giocando due partite a poker:in una (quella con la metà ufficiale) tira fuori gli assi dalle maniche,si infila fish dell’altra/o in tasca,dà le carte prendendole dal fondo del mazzo, in quella con l’amante gioca (almeno all’inizio) normalmente..ma noi vediamo che nell’altra sta barando in maniera meschina…cosa ci trattiene dal pensare che dopo qualche mano non inizerà a barare anche con noi????
cosa ci fa pensare che un essere che inganna la persona a cui ha giurato amore eterno e FEDELTA’ possa essere diverso con noi?L’amore???penso sia l’ultima parola da poter utilizzare.
Ed è vero,io ho vissuto la cosa come parte lesa,ma ora,da lucido,dopo mesi non colpevolizzo la mia ex metà,forse se la sua stessa situazione fosse capitata a me mi sarei comportato nella stessa maniera.La mia era una storia logora e poco sensata,ma quello di cui sono certo è che mai l’avrei presa in giro,se avessi trovato un’altra persona mai e poi mai le avrei mentito.E’ questo che mi fa capire che non eravamo fatti l’uno per l’altra.scala dei valori differenti.
E,grazie a dio,ora sono libero e so cosa non voglio.
X Jedna
“E ora ditemi voi, perchè mi fa questo? Il tutto mentre si vede con una. Vuole vedermi morta?”
egoismo.non ti vede più triste per lui,non vede più le tue lacrime per lui,non fai più della tua dignità un mucchietto di polvere per lui.
tu ti sei decondizionata,come il cane di Pawlow,e (come letto su qualche lettera del forum che riportava una risposta della psicologa del corriere)a lui dà fastidio non vederti più sbavare ogni volta che lui suona la campanellina…
Il concetto “innamorato/a dell’amore” mi “spaventa” sempre un po’.
Mi sa di: avere un sogno e metterci qualcuno dentro, che è diverso da sognare insieme a qualcuno. anzi, vivere davvero un amore con qualcuno.
Se hai un sogno (un bisogno ardente di certe cose, che siano affetto, complicità, spesso di dare queste cose persino più che di riceverle…), se hai una falla affettiva/progettuale da riempire il rischio è di cercare di farci entrare qualcuno a tutti i costi, anche pensando che un tondo possa… entrare nello spazio per un quadrato (come nei giochi dei bambini), pure se è sempre stato un tondo e sempre lo sarà.
Non è un giudizio, però alle volte siamo più affezionati a ciò che abbiamo sperato una persona potesse rappresentare che a quello che ha rappresentato per davvero, nella vita di tutti i giorni.
Ciao a tutti, dopo giorni che leggo i forum… per cercare gente che è nella mia stessa situazione… eccomi qui!
La mia storia è simile alla maggior parte delle vostre… non voglio raccontare tutto, perchè non vorrei farmi condizionare…. vi dico che siamo stati insieme 8 anni e mezzo ci siamo lasciati il 7 gennaio… io mi sono umiliato abbastanza per almeno 3 settimane ora ho deciso di pensare a me stesso anche perchè per dirvene 1 nemmeno mi saluta… non merito tutto questo e lei lo sa… tutti mi dicono che sono troppo buono compreso lei… ma non ci posso fare niente sono fatto così in amicizia figuriamoci in amore… amo con tutto me stesso, la felicità della persona che io amo conta + della mia… anzi per essere felice devo aver fatto felice lei… nessuno mi potrà cambiare io sono questo. Dopo le svariate umiliazioni ho deciso di non cercarla anche perchè la sua indifferenza mi spaventa e mi distrugge… dopo 1 giorno che ci siamo lasciati e che lei mi aveva detto che su lei potevo sempre contare è sparita!!! non risponde a tel…. ai messaggi… addirittura ha detto ai miei amici (amici in comune che ha conosciuto tramite me) che la stavo opprimendo… che aveva paura!!! ma come si fa non ho mai fatto male ad una mosca… che schifo!!!
Vi posso dire che alterno dei momenti in cui penso che è giunta l’ora di pensare a me stesso e di fare tutto ciò che ho rinunciato in questi 8 anni e mezzo per avere un futuro insieme a lei (ho comprato la casa e pago il mutuo) a dei momenti in cui spero con tutto il cuore con la mente e con tutto me stesso che lei torni da me… si faccia risentire… per capire insieme cosa sia successo e per stare insieme nel nome dell’amore!!!
La vita è bella perchè è complicata nelle cose più semplici… non si sa mai ciò che capita… 8 anni e mezzo fa credevo di aver trovato 1 angelo.. per 8 anni e mezzo ho creduto di aver trovato l’amore e la felicità… ora sto vivendo l’inferno… per quanto mi sforzi di lavorare, uscire, pensare a qualcosa che mi possa far stare bene, alla fine succede sempre la stessa cosa… cerco conforto nella gente che vive la mia stessa situazione o che l’ha vissuta in passato… vorrei cancellarla come lei sta facendo con me… (spero almeno si stia sforzando) ma l’unica cosa che mi permette di andare a letto calmo e sereno la sera è passare vicino casa sua con la macchina e sentirla vicino almeno per un istante…. mi manca da morire!!! Nessuno mai potrà sostituirla… l’ho scelta io… il primo giorno che l’ho vista mi sono detto “E’ lei la donna della mia vita…” e sono sicuro che non troverò in nessun altra ciò di cui ho bisogno…. solo lei può darmelo!!! Sono certo che non ha un altro… (l’unica fesseria che ho fatto è quella di averla accusata di questo quando ci siamo lasciati, ma non è vero, credo di averlo fatto perchè io l’ho vista fredda nei miei confronti)… E inutile dirvi che sentimentalmente sono a pezzi…. potrò mai rialzarmi????
Per ex-king:
Come diceva la canzone? “Il cuore è uno zingaro e va…”. Io ribadisco il mio concetto!!!! Se si è innamorati dell’Amore il volto che gli dai è transitorio e sostituibile. Il problema è che finchè al vecchio volto non ne sovrapponi un altro rialzarsi sembra impossibile.
Per Alonso:
Se mi guardassi con gli occhi di uno sconosciuito mi vedrei con una scritta enorme sulla fronte: “DISONESTA!!!!”. A cui aggiungerei…….sola? Forse no! Disperata? Solo un pò! Il problema, forse, è che le persone come me vorrebbero trovare un proprio alter ego in grado di soddisfarle al 100%. E se non lo trovano (perchè è impossibile, ognuno di noi è diverso) anzichè aspettare o “concludere una trattativa” di reciproca tolleranza/cooperazione con il partner si buttano sul primo che le fa emozionare di più (nel bene o nel male). E se alla disonestà aggiungi una buona dose di vigliaccheria ecco che spunta un nome: Monicamir!
Io ti giuro che non sai quanto vorrei essere stata la parte lesa per soffrire, si, ma (almeno) con ragione.
E visto che la ragione non è dalla mia parte allora il mio cervello se ne crea a tutti i costi una. Un pò come a scuola quando di fronte alla domanda di cui non conoscevi la risposta ti arracampicavi sugli specchi pur di trascinare il prof.. da tutt’altra parte convincendolo con la tua dialettica di essere preparatissimo.
Ps.Questa chat è importantitissima. A queste conclusioni ci sto arrivando tramite voi.
Terapia di gruppo??
Grazie a tutti.
Luna wrote:”Non è un giudizio, però alle volte siamo più affezionati a ciò che abbiamo sperato una persona potesse rappresentare che a quello che ha rappresentato per davvero, nella vita di tutti i giorni.”
vero Luna…verissimo,ho perso una marea di tempo dietro all’idealizzazione della persona che avevo a fianco,per la paura di rimanere solo,perchè lei “doveva” essere quella giusta,perchè non er in grado di essere felice da solo.
ho imparato più dalle coltellate che ho preso in pochi mesi che da anni in cui mi ostinavo a convincermi di essere felice.alle volte mi vien voglia di prendere il telefono e chiamarla per ringraziarla…ma poi passa…
Ciao Ex King,
rispondo solo al tuo ultimo quesito posto nel tuo racconto:
Si! Eccome se ti rialzerai!!!
Ma in un modo che se neppure cascasse il mondo ti scalfirebbe.
Ne sò qualche cosa io nell’anno appena trascorso, con fenomeni(terzo incomodo) presente da febbraio dello scorso anno e a maggio del 2008 lei ha troncato il matrimonio…benissimo non sai quanto bene, ma quanto bene mi ha fatto, questo lo stò dicendo dal mese di agosto dello scorso anno, perchè anche tu, a tempo debito, dirai:
Ora sò quel che voglio….me stesso e basta!
A mè non importa se lei stà adesso veramente male e mi perseguita con tel. con id. anonimo…io non ci sono più!
E ti aggiungo che non ho nessuna e non ne voglio nemmeno, anche se amici mi dicono che a 43 anni potrei farmi una famiglia, avere dei figli, visto che non ne ho avuto, ancora bene, io rispondo che è vero che hanno ragione, infatti la mia famiglia ora c’è eccome se c’è io e le mie chitarre, tastiere, sequencer musicali e non in ultimo, dopo 22 anni di totale assenza dalle scene locali, le mie serate musicali nel vicino principato, pensa a che cosa ho rinunciato, ma questo senza dolore alcuno e ci tengo a sottolinearlo, perchè ho sempre riversato tutto me stesso nelle relazioni sentimentali, fino a quest’ultima che aveva pure visto un matrimonio, tutto per “l’idealizzazione” che ho sempre fatto delle persone che stavano accanto a me tradendo sì, io a mia volta, quell’unico e solo unico soggetto, che nella mia vita è sempre stato e sempre sarà unicamente fedele al sottoscritto, ovvero la musica….quindi che ogni tipo di relazione, al di fuori di quelle sicure e certe come la mia professione e a seguito la musica, che vadano pure a fan…c….
Maxim.
ex_king,
da quello che hai scritto e dall’esperienza vissuta in passato giocherei la casa che c’è di mezzo un altro. Spero di sbagliare ma molti particolari mi “puzzano”. Certo che ci sia o no un’altra persona non cambia certo la realta’, ma almeno saprei la verita’ rigurdo a cio’ che è accaduto. Vai a fondo della cosa… Ciao
Gatto, non credo ci sia un’altro in mezzo…. perchè invece di contattare me contatta il mio migliore amico e la sua futura sposa…. dicendo che non sa con chi uscire se non loro e con un’altra coppia (lei la sua migliore amica) con cui uscivamo sempre… domenica si è fatta sentire dicendo se potevano uscire (scrive so che c’è lui ma quando non c’è… mi piacerebbe uscire con voi), in più dice che vuole comprare una casa… non la riconosco +… è un’altra persona!!! Il mio migliore amico non le risponde proprio mentre la sua futura moglie gli h afatto capire che è difficile che possano uscire qualche volta insieme… il mio migliore amico mi dice che da come si è comportata per lui è difficile considerarla un’amica…. dice che per lui sono come un fratello e anche di + che non si tratta così la gente ma soprattutto una persona splendida come me…tutti dicono che sono una bella persona, tutti mi riempiono di complimenti per il carattere che ho… non mi altero mai non grido mai ascolto gli altri e li aiuto…. ma ora ho bisogno io di aiuto e credo che solo io me lo possa dare, l’unica persona che mi fa sentire in famiglia e mi da un pò di serenità è questo mio amico ma che si deve sposare ed è impegnato non voglio stressarlo con i miei problemi… la settimana scorsa stavo meglio adesso mi sento nuovamente male!!!
Anche se non credo ci sia un altro, alla fine non cambia niente per me… cmq è sparita!!!
Per Monicamir… l’unica canzone che ascolto tre o quattro volte al giorno è: Dimentica di Raf… ma ho 32 anni di cui 8 e mezzo vissuti con lei… considerando i primi 16 di crescita… 8 di divertimento con gli amici ma sempre con la testa sulle spalle… non mi sono mai interessate le storie facili… come caspita faccio a dimenticare… 1/4 di vita vissuti con lei, dopo nemmeno 1 mese non mi saluta più!
Ho avuto un altro problema e quindi anche questa volta mi era sembrata una buona scusa per mandargli un sms, lui mi ha risposto, e io allora dato che mi sembrava predisposto gli ho scritto un secondo msg dicendogli che avevo bisogno di parlare con lui, a sua volta mi risponde ke per msg va bene ma lui con me e con le donne ha chiuso, allora gli riscrivo (per chi non lo sapesse mi ha lasciato con un msg, e poi me l’ha mandato a dire con un suo amico che era finita e di lasciarlo in pace)e mi risponde che non ha più niente da dirmi e se per cortesia cancello il suo numero. Qualche mese fa mi scrive che su di lui potrò sempre contare, poi per msg va bene infine di cancellare il suo numero, viva la coerenza che ha avuto sempre nei miei confronti.
Cmq io devo parlare con lui, non voglio ricominciare e so che non sarebbe più possibile ma perchè non riesce a capire che per me è un bisogno, una necessità sapere dalla sua bocca tutte le cattiverie che mi ha mandato a dire, perchè per lui è no e basta, che faccio vado a cercarlo finchè non lo trovo o lascio che il destino decida per me?
vi sembrera strano che devo per forza parlare con lui ma non penso ad altro, e non posso fare come lui che preferisce evitarmi piuttosto che affrontarmi una volta per tutte, non mi aspetto niente anzi so già che se succederà sarà deleterio per entrambi ma è l’unico modo di smettere per quanto mi riguarda di farmi tante seghe mentali ogni istante della giornata
Maya,
scusa se te lo dico con brutalita’, ma è davvero ora di finirla con questa storia, quanto tempo è che vai avanti a logararti l’esistenza, il problema non è piu’ lui, tu sei vittima di te stessa, basta con queste stupidate, affronta la realta’, se ti sembra troppo difficile fatti aiutare da qualcuno, lo dico con il cuore e per il tuo bene, Ciao
Maya: sono d’accordo con Gatto. Dalla prima all’ultima riga. E non è brutalità, è che davvero questa fissazione ti sta facendo solo male.
@che faccio vado a cercarlo finchè non lo trovo o lascio che il destino decida per me?
Smettila di cercarlo, perché lui non vuole vederti, darti quelle risposte che cerchi (e delle quali hai meno bisogno di quello che credi, perché davvero anche se ti ripetesse le stesse cose non staresti meglio) e a parte che può decidere per se stesso, sbagliato o giusto che sia o ti sembri il modo che ha scelto (ma, come vedi, la tua insistenza non sta portando a nulla), tu non capisci che non è che continuando su questa strada, insistendo, controlli il destino, mentre non facendolo sei in sua balìa.
E’ proprio questa tua insistenza a farti sentire in balìa del destino e non te ne rendi conto.
Smettila.
Puoi decidere anche tu di non cercarlo più, e di camminare su una nuova strada, e quando lo capirai smetterai di stare così.
comunque sia Gatto ti ha già detto tutto.
Bastano le sue righe.
Un abbraccio.
Ciao Maya,
devi smetterla di accoltellarti!
Adesso è ora di finirla perchè la “lama del coltello” ha perso il filo e non esistono neanche più gli arrotini pronti a riaffilartelo per l’ennesima volta.
Maxim.
Monicamirwrote:” Il problema è che finchè al vecchio volto non ne sovrapponi un altro rialzarsi sembra impossibile.”
il problema è per l’appunto questo…ed è questo che io e te abbiamo in comune anche se abiamo vissuto esperienze simili da parti decisamente opposte.
Il problema è che bisogna rialzarsi senza aspettare che ci sia un altro volto.Senza sovrapporre nulla.Senza scendere a compromessi per riempire vuoti che solo noi dobbiamo riempire.
Vivere questi momenti come momenti di crescita è fondamentale per non ripetere gli stessi errori. Io so benissimo che ora non sono pronto per avere una storia;se fossi avvicinato da una ragazza le cadrei probabilmente tra le braccia anche se questa fosse il peggior essere del mondo.
QUesto perchè ingannerei me stesso credendo che la sua presenza potrebbe suturare le mie ferite,elimianr ele mie ansie e ridarmi la vita.Ma la vita mi è stata appena ridata.
Mi è stata ridata dalla persona con cui stavo,dalla persona che mi ha accoltellato alle spalle senza il minimo rimorso.
Dalla persona che si è voltata,è uscita dalla mia vita e nel giro di pochi mesi avrà già detto “ti amerò per sempre” e tre o quattro persone… io sono un miracolato!!!!
ho la possibilità di ricominciare.ho la possibilità di ricostruirmi.In poco tempo sono stato strappato da una vita che dentro di me non volevo,ma da cui non avevo la forza di uscire.Tu scrivi che vedi in lui un meschino.Lo era anche prima.Ma non lo vedevi.Per paura,illusione,egoismo…mettici quello che vuoi (non l’amore però).La tua visione distorta della storia è uguale alla mia.
La ragione in questa storia non è dalla tua parte,ma io non penso di avere più ragione di te nonostante sia parte lesa.
Siamo vittime di noi stessi alla stessa maniera e per motivi analoghi la tua idea di terapia di gruppo non è male…in fondo è quello che stiamo facendo qui…primo passo?
invece di innamorarci dell’amore innamoriamoci di noi stessi!;)
Maya wrote:”vi sembrera strano che devo per forza parlare con lui ma non penso ad altro”
no,non mi sembra strano.a distanza di mesi mi trovo ancora a simulare nella mia testa dialoghi con lei,nei quali chiedo spiegazioni,mi arrabbio,grido….insomma una marea di inutile e dannose seghe mentali.
ALla fine ci sarà sempre qualcosa di non detto,di qualcosa non chiarito,di qualcosa che ci ossessionerà.
Non ha senso tornare indietro,non ha senso star male per uno che ti ha lasciato via sms.Hai un’unica vi adi uscita:rimuovero dalla tua vita.So che ti sembrerà impossibile ma è così.Il tempo ti darà ragione.
Ciao ragazzi. La verità è venuta a galla. Lui mi ha piantato per un’altra. Per una nostra amica. Tutte le stronzate che ha raccontato a me e a tutti gli amici. Che schifo!!!!!!
Ciao,
sono passati ormai 4 mesi da quando sono stato “scaricato”, ho fatto molti progressi rispetto ai primi tempi, e l’attenzione si è completamente sposata da lei a me stesso, sto cercando di capire il perchè, di capire se sono io quello “sbagliato” che non ha voluto vedere chi realmente fosse, se sono io ad avere bisogno a tutti i costi di una persona al mio fianco per star bene a questo mondo, se sono io a non avere preso realmente in mano la mia vita e la mia persona ed aver cercato in lei la soluzione dei miei problemi. Tutte domande lecite alle quali mi è difficile dare una risposta, mi metto in discussione ed in effetti mi rendo conto che molte cose della mia vita vorrei fossero diverse, e allora ho deciso di incamminarmi per trovare la felicità dentro di me, ma non è facile, per ora è lontana e non so nemmeno se la strada è quella giusta. Alla soglia dei 34 anni mi rendo conto che devo completamente ricostruirmi una vita, lavoro, amicizie, interessi, affetti, tutto. Ormai gli amici chi sposato, chi fidanzato, chi trasferito hanno preso la loro strada e conducono giustamente la loro vita, il lavoro non mi da la possibilita’ di conoscere altre persone e comunque anche nel tempo libero non è facile conoscere persone nuove ed interessanti. Insomma è tutto molto difficile e se devo esser sincero non mi sarei mai aspettato in vita mia di ritrovarmi in questa situazione. Nonostante la mia vita non sia stata semplicissima per una serie di avvenimenti, sono sempre stata una persona positiva, generosa, allegra, felice di vivere, ma quando sono incappato in quest’ultimo “incidente” mi è crollato tutto addosso. Ci sto mettendo tutto me stesso per uscirne, o quasi, si perchè a volte quando gli “spettri” tornano vivi e forti mi sembra di tornare indietro, all’inizio, indifeso, triste, sconfitto dal dolore e sfiduciato nel futuro, torno a pensare a come avevo dato tutto me stesso a lei, torno a processarmi, a volermi colpevolizzare nonostante i fatti evidenti, torna a voler rivivere quel fantastico sogno che pensavo di vivere, torno sui miei passi. Forse sono proprio io quello sbagliato, quello che vive le cose troppo in profondita’, penso che a volte essere superficiali sia un gran pregio, ti permette di guardare avanti senza molti fronzoli, con quella spensieratezza, quella leggerezza che ti permette di andare ovunque senza voltarti, come ha fatto lei, il giorno prima tra le mie braccia, il giorno dopo tra le braccia di un altro, senza dubbi, rimorsi, senza rispetto, senza un passato… A volte mi chiedo se sono io la persona irrisolta o lei, non so, so solo che in questo momento mentre sono qua a farmi mille domande, mille quesiti, a mettermi in discussione lei è completamente immersa nel suo nuovo “sogno”, nella sua nuova realtà. Quello che mi ha lasciato è una gran ferita aperta e profonda che fatica molto a cicatrizzarsi. Scusate ma a volte i fantasmi si fanno vivi, e quando arrivano fanno sempre un po’ paura…
Ex king/Alonso.!
Nel mio caso quasi tre anni di volontario zerbinaggio!
Non c’era giorno che passasse senza liti madornali seguite da riappacificazioni dello stesso livello, grandi uscite di scena, grandissimi rientri. Quante lacrime……ma quanti sorrisi…..
Naturalmente cedevo praticamente sempre io su tutti i fronti.
Ma non era un sacrifico: ero talmente cotta, stracotta, persa che avrei accettato qualsiasi cosa pur di non perderlo.
Qualche volta (devo ammetterlo) ha ceduto lui.
Ma è stato peggio (alla luce del poi) visto che quei piccoli, minimi, ridotti “cedimenti” mi hanno fatto maturare la convinzione (dura da sradicarsi…..c’è ancora oggi…..che cretina ) che il miracolo si sarebbe ripetuto e lui sarebbe tornato da me.
Dicevo: grande passione, coinvolgimento bestiale, emozioni indescrivibili, attrazione fatalissima (di quelle del tipo: orgasmo a distanza al solo pensiero), migliaia di e-mail, telefonate a raffica e poi……..di colpo…………….Stop.
Ha avuto un infarto (ha 15 anni più di me quindi supera la cinquantina) ha deciso che ero un eccesso in conflitto con la sua salute e le sue esigenze e mi ha buttato fuori dalla sua vita.
Per carità…..ci sta tutto.
Ha pensato in primis alla sua salute…..Pensiero legittimo!!!
Peccato che si sia dimenticato di dirmelo.
L’ho visto, solite scene e poi……E’sparito di colpo (tra l’altro che ansia in quei momenti, che paura per lui, che terrore che gli fosse capitato di nuovo qualcosa)
E’ sparito e quando l’ho “ritrovato” mi ha intimato di non rompere più.
Non ci sono stata (naturalmente) e senza un briciolo di orgoglio ho letteralmente strisciato ai suoi piedi in quegli squallidi tentativi del tipo…….”a qualsiasi condizione pur di esserci”.
Gli ho offerto la mia amicizia. Non l’ha voluta.
Gli ho chiesto se qualche volta avrei potuto telefonargli (rigorosamente sul fisso dell’ufficio per non invadere la sua privacy e non disturbarlo anche perché a garanzia della sua serenità è tornato con la sua serenissima ex che, ora ne sono certa, non è mai stata tale…..) e mi ha risposto sbuffando “potrei impedirtelo? Lo sai che il mio telefono non ha il display per vedere le telefonate in entrata……”.
Un timbro di voce talmente gelido che c’è mancato poco che non lo riconoscessi.
Poi la scena madre (mia) nel tentativo di smuoverlo……l’ho messo al corrente sulla mia salute (all’epoca avevo un problema che poi ho superato….)!
Sai cosa mi ha detto con una voce gelida, fredda, metallica come quella di un risponditore automatico: “Cosa dovrei dirti…….mi spiace… ma….ma…..ma….sai che sono vero e sincero no? Ebbene….. non me ne frega niente!!!!!!!!!!! ”.
Nulla! Non mi è bastato e ho proseguito a telefonare con la cadenza di una volta al mese, 1 volta ogni 45 giorni finchè un mese fa, nell’ambito di un colloquio di 17 secondi (17 SECONDI) mi ha mangiato la faccia con una violenza, uno scazzo, davanti ai quali tutta la mia stupidità si è sfracellata…… (….continua)
segue Lilly:
E ora mi vedo con gli occhi della persona che sono diventata e mi faccio pena, mi faccio schifo, mi picchierei, poi mi perdono o tento di farlo. E vorrei tornare indietro per comportarmi con quel minimo di orgoglio, di amore per sé stessi che chiunque ritenga di appartenere al genere umano dovrebbe avere.
E mi immagino scene durante le quali io emergo,proclamo, giudico prima di cacciarlo non per le sue motivazioni ma per il suo comportamento.
A volte nelle mie fantasie grido la mia verità con tutta l’energia che ho in corpo, altre volte sono talmente superiore da chiudermi in un severissimo silenzio di superiorità. Non mi faccio mancare le volte in cui (cretinacretinacretina anche nei sogni) alla fine lo perdono e torniamo insieme…..(la riabilitazione dei deficienti è lunga…..non basta 1 anno…..).
Il fatto è che non ho avuto l’occasione di dirgli ciò che penso del suo comportamento, non ho avuto un addio, non ho avuto rispetto e, soprattutto, non mi sono rispettata.
Odio la sua ex sia perché lui sta con lei sia perché stava con lei anche quando stava con me mentendo spudoratamente anche forse a sé stesso oltre che a me.
La vedo come quella che ha vinto….ma vinto cosa?
Un bugiardo, un vigliacco, un meschino, un maleducato, un cafone? Un bastardo?
Ma se so che è così perché ci penso tutti i giorni?
Perché so ma non capisco???
Perchè? Perché? Perché?
E quelle scene andranno avanti all’infinito?????? Vorrei e non vorrei. E’ come se avessi paura di perdere qualcosa. Di perdere le emozioni che mi ha dato nel bene e soprattutto nel male.
O, forse, vorrei il mio riscatto? Non lo so! So soltanto che se è il riscatto che voglio…… non l’avrò mai.
Quando lo (li) incrocio per strada sono io che cambio direzione, sono io che guardo basso, sono io che ho vergogna. E mentre scappo mi emoziono, sudo, tremo come se avessi visto (ed in quei momenti lo vedo) in qualcuno di così importante da non poterne fare a meno
Vergogna per non aver capito subito che sono stata solo un palliativo, un qualcosa che si è intrufolato nel suo letto in attesa che la legittima “proprietaria” di tutto il suo essere tornasse.
Un palliativo che quando ha cessato la sua funzione è stato buttato via con la delicatezza con cui si congeda un pezzo di carta igienica usato.
Era lei con cui gridava, con cui rideva, con cui si confidava, da cui scappava e con cui si riappacificava.
Io tutto questo lo so, l’ho capito. Eppure…..
E proprio questo “eppure” unito alla consapevolezza del suo essere bastardo e meschino che non mi lascia vedere una via di uscita…..
Le nostre storie sono molto diverse caro ex king, caro Alonso etc etc etc ma mi sembra che la disperazione che c’è stata, e per alcuni di voi c’è ancora e ci sarà sia tanto simile alla mia!!!
Io spero di uscirne…….ma è passato un anno……
Ciao Jedna20,
come vedi le verità escono sempre fuori e proprio per questo il posto migliore ove riporre il tutto rimane sempre la “tazza del bagno” perchè qual miglior posto si meritano simili persone?
Maxim.
Ciao Lilly,
letta la tua storia mi viene in mente adesso un vecchio modo di dire che hanno i cacciatori ovvero:
“Se l’animale non merita la botta non và neppur sprecata”
In queste parole c’è tutto, ovvero non sprecare te stessa in seghe mentali, sentendoti anche vinta dalla vergogna….di che? e perchè?
Ma quando li vedi passa alta, fiera e con il giusto sguardo dell’indifferenza, perchè mica tu sei “carnefice” ma solo vittima.
Guarda nel mio caso personale a me non me ne frega un bel nulla se l’ex moglie adesso stà male in tutti i sensi(d’altronde ha scelto lei la bicicletta che se la tenga pure) inutile che tel. anonimamente(intanto io non rispondo).
Quando mi capita, ma molto raramente, di incontrarla manco me ne accorgo, d’altronde che c….me ne frega?
Allora si potrebbe dire che non era amore vero perchè se lo fosse stato si soffrirebbe ancora adesso….
Ma sono mica abbelinato e poi da buon ligure 2 mesi di sofferenza erano già molti, perchè mi venivano a costare troppo e visto poi come siamo noi liguri la parsimonia in primo luogo, comprendendo in essa pure il lasso di tempo di sofferenza a seguito della “botta” ricevuta a maggio dello scorso anno.
Fregatene e fregatene per bene, ne sei capace?
O forse chiamiamo anche in causa il buon Guerriero cosicchè facendo poi un bel “Master a tema” riusciamo a farvi tirare fuori, quindi non solamente a te ma a tutti quanti, quella che per le parti “ledenti” sarebbe il vostro lato peggiore?
Ma ricorda che è solo il migliore per te e per stare veramente bene!!!
Maxim.
ciao gatto…
ogni tua parola è come se l’avessi scritta io,mi rivedo in ogni aspetto,dal lavoro,agli amici ormai sistemati agli spettri che tornano (come ieri sera ad esempio) e mi riportano indietro a mesi fa.
Non ho idea di quando tutto questo passerà…so solo che non posso più attendere oltre.Allora mi sforzo di rivedere quella separazione traumatica come un regalo.Come una nuova possibilità,una rinascita.Lo sforzo immane che sto (stiamo) facendo verrà ricompensato perchè cambieremo non solo la nostra vita,ma noi stessi.E allor aguarderemo indietro a qeull’Alonso (e a quel gatto) del passato e rideremo delle loro debolezze e dei loro errori,senza più colpevolizzarci, senza perdere tempo a rimembrare una storia dolorosa e che non ci avrebbe portato probabilmente a ciò che noi volevamo veramente,ma solo a una felicità fittizia che ci saremmo fatti andare bene.
Come ho scritto mi ero fatto carico di ogni suo problema,ogni piccola cosa ero lì a cercare di risolverla, prima di dormire pensavo a cosa potevo fare per lei,per aiutarla,per renderla felice… e questo era un mix di amore/egoismo e non amore vero.Stavo solo scappando da me stesso e dai miei problemi.Ora per fortuna li ho tutti davanti a me.Enormi.Apparentemente insormontabili,che a guardarli viene ansia,tristezza e sconforto.Ma sono libero di affrontarli,costretto ad affrontarli.Esiste qualcosa di meglio???no,non sto scherzando.Ho di nuovo una possibilità.
QUella di fare ciò che voglio della mia vita.E’ nelle mie mani.Nel mio cervello.Posso pensare a uno solo,smetterla di pensare per due.Mettere finalmente quelle fondamenta da cui sono sempre scappato,la base è l’orgoglio che ho calpestato negli ultimi mesi con lei,l’ho calpestato è vero,ma c’è.
Sono stato leale e sincero,mi sono guardato dentro a cercare risposte,la prima che ho trovato??non voglio passare la mia vita con una come lei.RImpianti per essermene accorto tardi?
Qualcuno,ma li metto a tacere ogni volta che spuntano,non voglio perdere altro tempo.
Lilly wrote:”Ma se so che è così perché ci penso tutti i giorni?
Perché so ma non capisco???
Perchè? Perché? Perché?”
lilly vorrei sapere le risposte per poterle dire prima a me e poi condividerle.
Personalmente mi rendo conto che ripenso a lei perchè sento che manca qualcosa nella mia vita.Il suo ruolo nella mia esistenza era quello di farmi sentire importante, indispensabile e ,come detto nel post qui sopra, di coprire con i suoi problemi i miei.Ma tutto è soggettivo e ogni storia ha sfacettature diverse per quanto alla fine,come dici tu,siano tutte simili.
Penso spesso a lei.Mi creo nella mente scene in cui parlo a lei o a suoi amici dando la mia versione dei fatti,fornendo spiegazioni dettagliate,ragioni verosimili,in cui mi riscatto ai miei e ai suoi occhi dei comportamenti zerbineschi a cui anche tu fai cenno… ma alla fine sono solo altri modi,inutili, per riempire un vuoto,per continuare nella mia personalissima fuga da me stesso.
Come uscirne?non ne ho idea.Uno psicologo forse avrebbe la risposta,mi riempirebbe la testa di come ci si libera dalle dipendenze affettive (perchè altro non era) e di come possa riconquistare me stesso in 5 semplicissime mosse.
Ma la mia partita a scacchi per ora voglio giocarmela da solo.Ho deciso che da ora in poi guarderò dentro di me,ogni singolo istante per capire quali sono le motivazioni che mi spingono ad agire.solo dopo averle capite agirò.
Mi metterò alla prova ogni singolo giorno,riempirò i miei spazi liberi nell’attuazione di un progetto dove testare i miei passi in avanti.La mia vita non dipende più da lei,lei non dipende più da me.
La prima cosa che ho capito?
tutto il dolore che provo,la vergogna per come mi sono comportato,il ricordo che ti fa mancare il fiato e ti paralizza rendendoti un eremita che non ha voglia di comunicare con il pezzo di mondo limitrofo è per buona parte vigliaccheria.La mancanza di forze?una scusa.La mancanza di voglia?fifa per non affrontare i propri problemi.Le fitte di dolore? si somatizza la fatica che dovremo fare.
Ci vuole fegato ad andare là fuori e continuare…io ne ho appena ordinati due etti dal macellaio.Appena arriva vi farò sapere.
… se saprai mantenerti calmo quando intorno a te tutti perderanno la testa e te ne incolperanno:
… se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno, ma saprai comprendere il loro dubbio e subito dissiparlo;
… se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa;
… se calunniato non calunnierai, e odiato non odierai;
… se saprai sognare e non fare dei sogni i tuoi padroni;
… se saprai pensare e non fare del pensiero il tuo unico scopo;
… se saprai sopportare di sentire che quanto hai detto di giusto venga alterato per combatterti e nuocerti;
… se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita, e chino saprai ricominciare;
… se saprai costringere cuore, tendini e nervi a servire la tua volontà quando saranno sfiniti;
… se saprai parlare con la gente e restare semplice e passeggiare con i re e conservarti modesto;
… se nè avversari nè amici avranno il potere di offenderti;
… se ogni uomo per te avrà valore ma nessuno conterà troppo;
… se saprai fare tutto questo, tuo sarà il mondo e quanto esso contiene e quel che più importa, tu sarai finalmente un uomo, figlio mio…
Jedna: mi dispiace, ovviamente. E fa schifo, sì, ti capisco.
Però mi è venuto in mente anche questo: ora sei libera, veramente.
Lui, che ha fatto le sue scelte, ma scelte che non era pronto a portare avanti da uomo, cercava di anteporre le sue scorciatoie, le sue ragioni e le sue ansie a te, pure in questo momento. Adesso puoi dirgli – dentro di te – “Hai scelto? bene, ma va a ca…”. Non ti consolerà in questo momento, ma, per la tua salute, non è poco.
Lilly: ti dirò la mia opinione, che è, appunto, solo un’opinione.
La disperazione di cui parli è fatta di tante cose, e solo alcune riguardano lui.
Non è questione di farti pena, o di darti addosso da sola, né per il fatto di aver incontrato un uomo che, così ci racconti tu, oggi percepisci come un bastardo, né per il tuo essere stata pronta a tutto per tenertelo accanto, nè per le tue reazioni incontinenti dovute al fortissimo stress da abbandono…
Gelida definizione? lo stress da abbandono è una delle cose più terribili che esistano, e ciascuno le gestisce come sa, come può…
Tu – come Maya – hai tentato di sedare l’angoscia dovuta al suo abbandono, e alla sua modalità di abbandono (una sua scelta) continuando a cercare di esistere ad ogni costo nel mondo di qualcuno che, dentro di te, forse, ti stava dicendo: esistevi/ora non esisti.
Che sia terrificante che qualcuno ci chiuda un portone in faccia dopo una relazione è fuori da ogni dubbio.
Che una persona soffra così tanto da non riuscire a contenere la propria rabbia, disperazione, che dall’altra parte ci sia magari uno stronzo (stronza) patentato che con la sua insensibilità sta dando un dolore fortissimo è fuori dubbio e che la vittima non ci stia a dire “ah, ok, grazie, ciao” pure.
Il problema è, però, che quasi mai (mai?) il fatto di avere delle reazioni come le tue o quelle di Maya servono a qualcosa. Non servono a far cambiare il comportamento stronzo di qualcuno se costui (o “costella”) è stronzo, non servono a dare vita ad un ritorno, nè a placare il senso di frustrazione e di angoscia dovuta all’abbandono, non portano senso di giustizia, anzi… anzi, di solito fanno sentire (per il tipo di risposta che arriva) ancora più frustrati, disperati, angosciati, abbandonati, soli, incompresi e trattati ingiustamente. E’ peggio, è esponenziale. Tanto è vero che di solito chi è stato lasciato sta meglio nel momento in cui riesce a smettere di cercare un confronto attraverso queste modalità che gli procurano solo angoscia. In cui l’energia della disperazione e della rabbia
vengono spostate dall’ex – e da se stessi in modo a volte autolesionistico – in un’altra direzione. Non il chiodo schiaccia chiodo, zero.
Vengono investite nel riprendersi la propria vita.
Anche perché, di fronte a chiamate, sms, disperati/incazzati, chi si pone dall’altra parte in un certo modo, l’ex, crederà sempre valide le proprie ragioni per agire/reagire in un certo modo. Penserà anche (a torto o a ragione che pure sia) di preservarsi. Che sia preservarsi (parlo in generale) dal fatto di non voler più sentire parlare di una persona ma di ritrovarsela fuori dalla porta e dentro dalla finestra, che sia preservarsi dall’aggressività di quella persona, che sia preservarsi dai sensi di colpa che quella persona gli sta dando (anche giustamente), che sia preservare una nuova relazione da ciò che viene vissuta come un’intrusione.
Quindi semmai più sarà alta la pressione (ripeto, pure assolutamente giustificata che sia) di chi chiama, chiede, messaggia, va sotto casa, vuole esserci comunque, e più si alzerà la violenza o il gelo della risposta.
Ciò non toglie che chi è stronzo sia stronzo, e che chi si comporta male si comporta male.
Tutto quello che ho scritto l’ho scritto per dirti questo, Lilly: è passato un anno e tu stai ancora male, e ti dai addosso, e quello che scrivi pare sia avvenuto stamattina.
Quelle energie sono ancora in circolo, e ancora non le hai spostate convertite abbastanza.
Al di là dell’amore, del sentimento che ci lega ad una persona, ci sono anche delle energie che dobbiamo riprenderci, mettere nella nostra banca personale quando una relazione finisce.
Dici che lui è un bastardo, ti dai addosso, soffri, ma non ne esci, dici.
Non ne esci – ma è solo una mia opinione – non solo perché hai incontrato un uomo stronzo che sia, ma per questo, per il fatto delle energie, e per le risposte che cerchi di darti da sola, ma che non riesci a darti, e con domande con cui continui a tormentarti. Perché ti dai addosso per delle strategie tue – che percepisci come umilianti per te – che non hanno portato a nulla, ma che, ti rendi conto, non avresti potuto, per ragioni tue, non usare.
E allora, anche se magari sbaglio, io mi sento di dirti, se davvero non ne esci, che potrebbe esserti utile andare da qualcuno che possa aiutarti a capire queste cose (il perché delle strategie “sbagliate” – sbagliate perché vissute da te, in prima persona, come controproducenti, cioè non portatrici di benessere ma di malessere) e del perché tu non riesca a riprenderti le tue energie e rimetterle nella tua banca. Quella che serve al tuo presente e al tuo futuro.
Chiudo dicendoti, se questo mio post ti sembra freddo, o poco empatico, che se ti dico questo è perché in vita mia ho conosciuto quelle strategie “sbagliate”.
Ho conosciuto la disperazione dello stress dell’abbandono, e del fatto di trovare un muro davanti quando una comunicazione paritaria avrebbe fatto la differenza, ma chi avevo davanti era incapace di una comunicazione paritaria.
E ho capito perché quando insistevo stavo peggio e quando invece mi spostavo e rimettevo le energie in banca stavo meglio.
Lilly,
concordo in pieno con Luna, è arrivato il momento di spostare le tue energie, di reagire a cio’ che hai vissuto, sforzati nel portare te stessa vicino a cio’ che vuoi e cerchi realmente. Mi spaventa tantissimo cio’ che hai scritto:” ero talmente cotta, stracotta, persa che avrei accettato qualsiasi cosa pur di non perderlo.”
A mio parere sta proprio in questa frase il significato della “complicata” storia che hai vissuto e che ancora non riesci a superare. Basta pensare a lui, si probabilmente si è rivelato uno str…., ma sposta l’attenzione su te stessa, perchè hai accettato di stare insieme ad uno str….? E’ li la chiave a mio parere…
Alonso,
io sono stato molto bene con lei, ero innamorato pazzo, ma questo non vuol dire avessi delle fette di salame sugl’occhi o che fossi uno “zerbino”, certo c’erano alcune cose di lei che a volte mi facevano pensare e mi lasciavano perplesso ma dentro di me la mia voce diceva:” stupidate quando arriverà il momento le sistemerai in un attimo”. Beh, quell’attimo alla fine è arrivato, ed è stata lei a darmi il ben servito da un giorno all’altro senza motivazione e a ciel sereno. Un mostro, di superficialita’, di fredezza, di sentimenti, di egoismo. Li è venuto fuori cio’ che avevo appena intravisto, in alcuni suoi “piccoli” segnali e che ho voluto far finta di non vedere, ha pensato poi lei a manifestare cio’ che io non volevo vedere. Perchè non volevo vederli?
Probabilmente perchè avevo paura affrontare questi problemi, perchè forse dentro di me sapevo che non erano cosa da poco e che quindi ci sarebbe stata la possibilità forse di perdere quella “stupenda” cosa che stavo vivendo, perdere un sogno e ripartire da capo per cosa, per delle “stupidate”? No, meglio spegnere i campanelli d’allarme, far finta di niente e rimanere nel mio meraviglioso brodo che mi dava tanta gioia e serenità. Chi ha voglia di rimettersi in gioco nuovamente, ripartire nuovamente da zero, ricostruire tutto. Io no, stavo bene cosi’, avevo trovato il mio “angolo di pace”, ma ad oggi, per quanto difficile sia, cerco quell’angolo in me come persona singola, se pensiamo che la soluzione del nostro benessere sia nelle mani di chi ci sta vicino è finita, saremo sempre, chi piu’ chi meno dipendenti dal partner. Attenzione questo non vuol dire essere egoisti e pensare a stessi, ma prima di buttarci in relazioni ci chiediamo cosa stiamo cercando e perchè? L’amore è stupendo, ci permette di staccare la spina dalla realtà e di avvertire sensazioni “divine”, assolute, ma dobbiamo viverlo con coscienza e responsabilità, quella responsabilità che oggi, a mio parere, manca alla stragrande maggioranza dei rapporti…
ALONSO: @Uno psicologo forse avrebbe la risposta,mi riempirebbe la testa di come ci si libera dalle dipendenze affettive (perchè altro non era) e di come possa riconquistare me stesso in 5 semplicissime mosse.
Non funziona proprio così 😉 lo psicologo non riempie la testa – semmai la svuota, a volte, ma nel senso che aiuta a liberarsi un po’ della “cacca dei pensieri in circolo vizioso” che stanno sopra al nocciolo delle questioni – e non dà soluzioni preconfezionate. C’è un libro simpatico che lo spiega, si chiama “Psicobufale” di Silvia Bianconcini.
Scusa, non era per fare la punta, ma questo è un po’ un luogo comune che è un peccato. (anche se ho capito cosa intendevi dire). Nel tuo caso no, perché sei molto determinato e ho proprio l’impressione che te la stia cavando egregiamente da solo 😀 ascoltandoti molto bene e avendo trovato una tua direzione di contatto con te molto importante. Intendevo dire però che a volte ci sono persone a cui portare il proprio fardello dallo psicologo potrebbe giovare, alleggerire, ma tra i timori ci sono proprio il “farsi rivoltare come un calzino” o “farsi riempire la testa” o credere che lo psicologo trovi le soluzioni al posto di qualcun altro. In realtà semmai aiuta ad alleggerire lo stress, a far uscire le proprie risorse e i propri strumenti per trovare sempre da sè le proprie soluzioni :)Se si è un po’ come la macchinina che continua a girare a vuoto con le ruote contro il muro aiuta a vedere che non c’è solo il muro 🙂
Scusa ancora per l’intromissione. Ho precisato perché mi dispiace quando vedo persone in circolo vizioso tirare testate contro il muro, e non riuscire ad uscirne, con tutta la più grande buona ottima volontà, ma purtroppo, inconsapevolmente, nella direzione sbagliata. In quei casi io cito lo psicologo. Sempre come semplice opinione.
Rispetto la tua 🙂
Pensiero mio, che non c’entra nulla con te 🙂 ho solo colto la palla al balzo, in generale. Tu comunichi il fatto che stai facendo proprio un grande lavoro, e molto consapevole, da solo 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
Mi ha colpito molto la tua frase:
@Il suo ruolo nella mia esistenza era quello di farmi sentire importante, indispensabile e di coprire con i suoi problemi i miei.
In particolare l’ultima riga. Sì, chissà quante volte funziona così…
La stessa sensazione che mi dà il tuo percorso me lo dà anche quello di Gatto. Un modo costruttivo di guardarsi dentro 🙂
Baci 🙂
Luna,
grazie per le tue parole, mi fanno sempre molte piacere le tue considerazioni. Dirti se sto reagendo in modo costruttivo è un bel dilemma, mi sono fermato per cercare di capire chi sono e dove voglio andare, e se devo esser sincero le risposte che mi sono dato a me stesso mi spaventano, perchè sono molto “lontane” da quello che sono ora, mi rendo conto che la strada che sto percorrendo é davvero “difficile”, dirti se è quella giusta, non saprei. Forse non porterà da nessuna parte, forse è solo la risposta ad un profondo dolore che mi è stato causato, un dolore che mi ha messo a nudo con me stesso, e per come è andata fino ad ora la mia vita, da me stesso non ci voglio piu’ scappare (se mai l’ho fatto), voglio arrivare a comprendermi piu’ a fondo, non so.
Come ha detto Alonso, mi sforzo di vedere questa separazione come un regalo, una possibilità di rinascere in quello che è il vero Gatto, è un’oppurtunità in piu’ che mi è stata data, dolorosa ma pur sempre un’opportunità. Come ho sempre pensato, da se stessi non si scappi, tutti prima o poi che ne vogliamo o no dobbiamo fare i conti con se stessi, o quasi…
LUNA wrote: “Non funziona proprio così 😉 lo psicologo non riempie la testa – semmai la svuota, a volte, ma nel senso che aiuta a liberarsi un po’ della “cacca dei pensieri in circolo vizioso””
niente scuse luna…hai ragione tu!!mi sono espresso davvero male…
il mio non vuole essere assolutamente un invito a non rivolgersi a qualcuno,anzi,come dici tu,può essere utile (se non quasi necessario) alla macchinina che si ostina ad andare contro il muro e non si accorge che basta svoltare per avere tutta la strada che desidera.Un semplice cambio di prospettiva può aprire orizzonti illuminanti.
quello che volevo esprimere,e che non sono riuscito a dire,è che per ora voglio farlo da solo,perchè so di averne la forza e la possibilità,perchè questo sforzo è quello che mi serve per crescere anche se la mia macchinina ha la convergenza da rifare e ogni tanto punta con decisione il muro!Le nostre opinioni coincidono… il mio punto di vista era assolutamente rivolto solo a me stesso proprio in luogo della frase che ti ha colpito,voglio fare da solo perchè sono fuggito troppe volte e ripeto,anche farsi carico di tutti i suoi problemi (che non erano pochi ti assicuro) era probabilmente una sorta di fuga.
🙂
ora,come tu hai notato,sono deterrminato ad uscirne,in ogni modo,perchè davvero (lo so che qui mi ripeto) credo mi sia stata data una magnifica possibilità.
Posso riscrivere senza vincoli la mia storia.
E allora il mio invito è sempre questo,cambiate angolo di prospettiva e cercate di vedere di fronte a voi le infinite possibilità che potete avere.ambiate tutto ciò che non vi piace della vostra vita,cambiate città,lavoro,macchina,stereo,cambiate letture o musica…potete fare ciò che volete!siete liberi!
non perdete altro tempo a macerarvi in un’ossessione malefica che vi costringe immobili nella disperata tristezza di un sabato sere in solitaria perchè gli amici sono tutti sposati…il primo passo è agire.
Fate qualsiasi cosa,anche se vi sembra stupida o inutile,fate qualsiasi cosa per non pensare a lei/lui, dopo un po’ verrà naturale.
Io mi sto “costringendo” a riprendere interessi abbandonati e cercarne di nuovi,mi son messo allo studio di un nuovo progetto che avevo sempre considerato utopico,e che ora diventa invece traguardo tangibile e raggiungibile ma solo mettendomi duramente alla prova.Nuove sfide per dare un valore vero a noi stessi e alla nostra vita!
Ciao a tutti.
Volevo ringraziarvi per le parole che mi avete rivolto.
Il mio non è stato solo uno sfogo. Era un appello. Uno di quegli appelli disperati che lanci al mondo sperando che qualcuno ti dia una mano.
Me l’avete data. E l’avete fatto in uno di quei momenti in cui tutta la fragilità è sul piatto e……basta un attimo. Si! E’ questione di un attimo per cedere al “non ce la faccio più”.
Ho riflettuto su tutto ciò che mi avete detto.
Luna. Il C/C della mia banca energia è in attivissimo….Io vivo un’affollata solitudine.Lavoro dodici ore al giorno per mia scelta. Mi si vede sempre correre, sempre affannata. C’è chi invidia la mia energia e la mia vita….eppure c’è sempre un cavolo di surplus energetico che salta fuori nei momenti in cui sono sola con me stessa e che mi si scaglia contro. Di notte, mentre cammino a piedi verso casa, sul treno quando non faccio in tempo a comprare il giornale……sono quelli i momenti in cui cedo alle mie paure. Hai detto una verità fondamentale. La disperazione di cui parlo è fatta di tante cose e solo alcune riguardano lui. E la disperazione di una vita. Lui è stato solo l’ultimo. L’ultimo in senso cronologico sia in senso di persona a cui ho dato la possibilità di conoscermi, usarmi, ferirmi. Da un pò di tempo ho indossato una maschera. Di me dicono che sono fredda, razionale, algida. “Non sai come ti invidio…..sembra che le cose ti scivolino addosso….”.
Ma io non voglio vivere con una maschera. Voglio potermela togliere e dire al mondo “eccomi qua, sono io, e sono fatta così”. Ma per poterlo fare non posso fare solo autoanalisi. La teoria è sempre più semplice della pratica.
Ora devo rientrare in me, raccogliere i cocci e metterli in ordine.
Il che non significa rimetterli nell’ordine originale ma più semplicemente disporli in modo che mi facciano stare bene.
Poi chiederò aiuto a chi sa muoversi dentro alla testa altrui senza fare danni.
Gatto. Se mi sono messa con uno str….è perchè non lo avevo identificato come tale. Se guardi le persone attraverso il velo della disperazione ciò che vedi è sfalsato, è aderente a te stesso come sei in quel momento ma non a loro.
Guardi l’altro ma, in fondo, vedi te stesso, riversi su di lui/lei tutte le tue aspettative e cerchi di soddisfarle. Come se in questo modo soddisfacessi le tue.
Vorrei provare a dare retta alle parole di tutti voi. Provare a guardare dentro di me ma non per trovare la me stessa che già conosco. Solo per trovare quella parte di me che ho seppellito e che cerco inutilmente negli altri. E’ la parte “malata”, è la parte che ha bisogno di un aiuto che io per prima devo darle.
Forse ce la farò, certamente avrò mille ricadute. Sicuramente voglio uscire dal circolo vizioso.
Mi dispensate ancora qualche goccia di saggezza?
Ciao.
stamane stavo leggendo alcuni aforismi…
mi ci sono ritrovato,scrivo qui quelli in cui più mi ritrovo,per condividerli,a volte possono servire e aiutare determinati ragionamenti.
“Ciò che non si vuole sapere di se stessi finisce sempre per giungerci dall’esterno e assumere la forma di destino.” C.G.JUNG
“Il male che ci tormenta non è nel luogo in cui ci troviamo, ma è in noi stessi. Noi siamo senza forze per sopportare una qualsiasi contrarietà, incapaci di tollerare il dolore, impotenti a gioire delle cose piacevoli, sempre scontenti di noi stessi.” Seneca, La tranquillità dell’anima, Laterza
“… tutto è aspro, cupo, orrendo: la disperazione trasforma il giorno in notte d’inferno e costringe a nutrirci di lacrime e di dolore con un no so che di una voluttà tanto che a malincuore se ne distoglie.” Petrarca, Secretum
LillY: @ma io non voglio vivere con una maschera. Voglio potermela togliere e dire al mondo “eccomi qua, sono io, e sono fatta così”. Ma per poterlo fare non posso fare solo autoanalisi. La teoria è sempre più semplice della pratica.
Ora devo rientrare in me, raccogliere i cocci e metterli in ordine.
Il che non significa rimetterli nell’ordine originale ma più semplicemente disporli in modo che mi facciano stare bene.
Poi chiederò aiuto a chi sa muoversi dentro alla testa altrui senza fare danni.
Forse Lilly, mi permetto di dirti (ma è solo un’opinione), da chi sa muoversi dentro la testa altrui senza fare danni dovresti andare proprio per “disporli in modo che ti facciano stare bene”.
Non è che si va dal dentista quando ci si è curati già la carie.
Si va PERCHE’ si ha la carie.
Ho letto quello che hai scritto e mi sono immedesimata perché anch’io sono una che può rimanere imperturbabile davanti ad uno tsunami emotivo altrui, e averlo dentro e persino raccontare barzellette. E non è una questione di maschere. Sono anche così.
Ma non solo così.
Io sono una che regge, moltissimo, da sempre, cresciuta però con la convinzione che (che mi è stata tramessa, non è che me la sono inventata) che se però avessi fatto il botto io a me non mi avrebbe retta nessuno. Non retta in senso: che due palle, non ti reggo.
Non retta in senso proprio fisico, empatico.
Della serie: io se fai il botto tuo ti reggo, assolutamente. Piangi, urla, spacca tutto, di’ che ti ti tiri una revolverata, mettiti a fare un balletto, tagliati i capelli, di’ 349 parolacce, fa quel c.... che ti pare. Se stai male stai male.
Poi, quando ti sarai sfogato, magari ci faremo un caffè, no? 🙂
Se stavo male io, invece, pareva che gli altri si sarebbero spezzati come grissini.
Che avrei dovuto relativizzare (c’è chi sta peggio! Mai piangersi addosso! E questo ti pare un problema? ecc ecc) già prima di sentire.
Sono una persona sensibile (in entrata e in uscita… intendo dire non sensibile “oh, me tapina!” e intanto tu chiavati anche se ti butto addosso olio bollente in nome della mia sensibilità) e quindi che siano state grandi o piccole, relativizzando, le cose che ho attraversato nella vita, so io che valore/portata hanno avuto per me, e quanto, a mio avviso, io abbia avuto le palle.
Eppure, anche quando il mondo mi crollava sulla testa e io coordinavo il traffico cmq come un vigile urbano invece di strapparmi i capelli dalla radice, c’era CHI mi diceva: tu ti piangi addosso!
perché magari camminavo un po’ su è giù per casa o avevo un po’ di paura.
Mentre magari i miei amici più cari si preoccupavano proprio del fatto che invece ero troppo lucida e dicevo: vabbè, ma grave è altro…
Ti cito un esempio reale:
periodo già di merda e di stress.
un incidente, un animale che mi sbuca di colpo sotto le ruote, riesco a schivarlo per miracolo, senza farmi male. La colpa non è mia, ma di chi ha mollato il cane così.
Io sono sconvolta, ho preso paura, sono preoccupata per il cane che è ferito.
Il dog sitter va “in acido”, non per il cane, o per me, ma per se stesso. Dice che i padroni del cane gli faranno un culo così.
(che se lo meritava pure, tra parentesi, ndr). Mi scassa le scatole all’inverosimile, ed io devo contenterlo, mentre sto andando io a cercare il cane, che ferito, perdendo molto sangue, è sparito chissà dove. A questo si aggiungono varie ed eventuali che ti risparmio. Ma fatto sta che sul posto,per caso, ci sono anche i poliziotti, per fortuna. Comunque sia te lo racconto perché una signora, per il mio piglio, la mia sicurezza nel dirigere la situazione mi chiede: mi scusi, signorina, lei è delle forze dell’ordine? cos’è successo?
Ora, a ripensarci sta cosa mi fa ridere. Nel senso che scambiare quella che in teoria avrebbe dovuto essere in un angolo a tremare, invece, per una poliziotta in servizio, che “dirige il traffico”, la dice lunga sulla mia possibile reazione allo stress 😉
E non è essere così perché ci si vergogna di stare in angolo a piangere per la paura, è che si è anche così. Che magari si piangerà dopo.
Io ero sia la poliziotta che dirigeva il traffico di aiuti pro-cane ecc, sia una che aveva preso un grande spavento. E non era ripeto “portare una maschera”.Siamo fatti di tante parti e verità.
Se io dico che ho avuto le palle in certe circostanze non lo dico per la mia parte poliziotto ma per le volte in cui sono riuscita a stare male e a tirarmi su. Ad autorizzarmi a sentirmi debole e quindi a tirare fuori le risorse. A non pensare che bisogna essere forti a priori, “poliziotti” e basta.
Una delle cose più frustranti nella vita è il non sentirsi accolti o sentirsi giudicati quando si soffre o si fa botto. Ecco perché un abbraccio vale più di tremila parole, spesso.
Sentire che una figura di riferimento non ti regge, poi, per come funziona l’altra persona, è un disastro emotivo, da bambini.
Un bambino quando non viene retto non sente: ecco, la mamma non ce la fa perché funziona così. Non è nè colpa mia nè colpa sua, è così e basta.
sente: cosa sto sbagliando io?
sente: sono solo… sono solo perché lei non ce la fa.
sono solo perché lei non mi regge se piango, e se ne va. sono sbagliato io.
Ma (magari): mi fa così disperare che lei se ne vada che mi viene da piangere ancora più forte, più forte, e lei va ancora più via. ma io non riesco a farci niente, sono disperato… forse si accorgerà che sono davvero più disperato di lei, che non mi può abbandonare… ma non capisce… ma non vede come sto male? Non vede che mi sta facendo male? non vede che io sono perso senza di lei…?
Torno a scrivere in questo forum dopo aver tanto sofferto, e vedo molte persone nuove che non avevo mai letto. Se posso aiutarvi, apportandovi ciò che ho imparato, è che spesso siamo noi ad avere dei problemi prima di tutto irrisolti dentro che proiettiamo nellafine del rapporto con un ex, e non riusciamo a superare perchè a volte un abbandono è come una conferma dei nostri fallimenti. Per il resto odio, rabbia e rancore, lacrime e dolore, sono i compagni inevitabili per chi sta male, per chi è stato male. Dovete prendervi tempo e capire perchè, capire cosa vi è successo, trovare una strada per uscire fuori da tutto e in qualche modo risorgere, come la fenice, dalle vostre ceneri.
A volte chi se ne va, vi porta via tutto ciò che di buono e giusto avevate dentro di voi, è una sfida co voi stessi rialzare la testa ed andareavanti, cercare di capire, diventare forti e vincere, alla fine, contro la tristezza e la malinconia.
Io spero che possiate comprendere, presto o tardi, che è sempre sbagliato mettere qualcuno nella posizione di farci troppo male.
Ciao.
Cara Luna.
In effetti ciò che diventiamo da adulti non è che l’evoluzione di ciò che siamo stati da bambini.
Da piccola mi nascondevo nel giardino dei nonni per vedere se mia mamma, quando usciva, si ricordava di salutarmi….ed ora, quando ho un problema, sto meglio se incontro qualcuno che magari mi strattona, mi insulta (nei limiti……) ma poi, come dici, tu, mi abbraccia piuttosto che qualcuno che ti sbadiglia in faccia due frasi fatte e tira via con la velocità di un velocista alle Olimpiadi.
Anche io, come te, vengo spesso scambiata per la persona con i nervi di acciaio che ha in pugno la situazione. Ma sai quante volte incontri persone che credendo che io sia veramente così si mettono d’impegno per demolirmi, per (come mi è stato detto) “farmi scendere con i piedi per terra?”. E la domanda è: se uno è così stronzo da volerti demolire solo perchè lo urta vederti (apparentemente) deciso e va avanti nella sua opera distruttrice per il solo gusao di farlo (perchè dalla tua (apparente) sicurezza non avrà danni (altrimenti, poveraccio, non ci sarebbero gli estremi dell’attacco ma solo della difesa)…….dicevo….se uno è così pensa un pò cosa potrebbe fare se sapesse che sei tanto fumo e un pò di arrosto spaventato????
Una volta “lui” mi ha detto “tu vivi nel tuo mondo di frutta candita…..lo sai che ti dovrò fare parecchio male per svegliarti?”. Io all’epoca ho sorriso su questa frase. Pensavo che scherzasse. Ora mi rimbalza in mente spesso…..ogni volta in cui devo, “tirare fuori le palle” ed inevitabilmente mi figuro nella mente che le persone accanto a me siano potenziali cecchini pronti ad abbaterti anche senza uno scopo. O forse per farti pagare caro le palle che non hanno avuto ed il male che hanno subito.
Sarà che io non ho tutto questo istinto vendicatorio. Sarà che se sento uno che “piange” corro come una lepre verso di lui perchè, probabilmente, mi immedesimo e un pò egoisticamente corro anche verso me stessa. Sarà sarà sarà……ma la mia vera paura è duplice. Sia di non identificare gli stronzi sia falciare via dalla mia vita le persone belle dentro per paura di sbagliare nel valutarle come tali.
Prima devo riacquistare fiducia in me e poi darla agli altri.
Per l’aiuto esterno che ti dicevo…..hai ragione tu. Ho ragionato come quelli che (scusa l’accostamento ma è solo per rendere l’idea)chiamano un impresa di pulizie per avere una mano in casa ma passano la settimana precedente a pulire come dannati per non fare la figura degli zozzoni. Meglio se “l’aiuto” esterno trova le cose come sono e meglio se è lasciato libero di darti una direzione piuttosto che un’altra. Anche perchè (è vero) se fossimo in grado di arrangiarci da soli non avremmo bisogno di loro…
Lucact ciao, dici:” Io spero che possiate comprendere, presto o tardi, che è sempre sbagliato mettere qualcuno nella posizione di farci troppo male.”
E come fai? Quando ami lo fai con tutto te stesso, senza riserve, senza regole, senza troppi calcoli, quando affidi te stesso nelle mani di un altro è normale esser feriti, distrutti nell’intimo, massacrati, se questa persona decide di voltarti le spalle, e molte volte(la maggior parte) lo fa senza alcun rispetto di chi ha vicino, nel peggior dei modi, tradendolo e prendendolo in giro. Ovvio che amare, non vuol dire avere le fette di salame sugli occhi ed accettare l’altra persona qualsiasi e qualnque cosa faccia, ma dopo un’attenta valutazione delle persona, accese tutte le spie antistron.., e sempre con una buona dose di sale in zucca, penso che sia lecito e giusto lasciarsi andare al bello dell’amore, l’affidarsi, il donarsi all’altro/a. Per affidarsi intendo non cercare nell’altro la nostra “salvezza”, assolutamente, ma cogliere nell’altro il bello che ci “completa”, che ci “eleva”. Non ci si puo’ difendere in modo assoluto “dai mali” dall’amore, altrimenti si rischia di non amare in modo puro e semplice come dovrebbe essere, senza riserve. L’importante è ricordarsi che prima di amare qualcuno dobbiamo amare noi stessi, di non cercare nell’altro quello che noi non riusciamo a darci, l’altro non è la nostra soluzione ma semmai potrà diventare un nostro grosso problema. L’amore è magia, va vissuto, ma ricordiamoci sempre di portarci dietro con noi nella vita di tutti i giorni la testa(sana se possibile) e il buon senso, poi purtroppo gli incidenti ci sono, (molte volte sono anche per nostra responsabilità), le persone a volte sono molte brave a mascherarsi e nascondersi, ma non per questo dobbiamo crocefiggerci e soprattutto abbandonare il sentimento che piu’ ci permette di sollevarci e spiccare il volo con tutto noi stessi.
Ciao Gatto, ciao LucaCT. Sarebbe bello risorgere dalle proprie ceneri come l’araba fenice e portarsi dietro tutto il bello che c’ stato e la consapevolezza di poter spiccare ancora il volo…….ma certe esperienze segnano troppo per poter trasformare in pratica questa teoria. Io mi immagino di uscire dal brutto stato in cui mi trovo, di incontrare una persona di cui innamorarmi, di innamorarmi, di “volare”. Ma come posso guardarla negli occhi e non avere il sospetto, il dubbio di essere di fronte ad un mostro mascherato da bella persona? Avreste dovuto vedere gli occhi del mio ex, il suo sorriso, avreste dovuto sentire il timbro della sua voce quando mi parlava. Persino quando urlava lo faceva in un modo da cui traspariva amore. E poi un calcio in culo senza neanche un saluto. Scaricata dalla macchina della sua vita come una prostituta che non si vuole pagare dopo una prestazione, come un sacco della spazzatura dimenticato nel bagagliaio dalla sera prima.
Io ho mille colpe della mia sofferenza. E ho mille ragioni di essere inxcazzata, depressa, triste. E spaventata. Si spaventata dall’idea che qualcun’altro faccia un giretto nel mio cuore e se ne porti via un’altra fetta.
Gatto. L’altro giorno hai detto che dovre domandarmi perchè mi sono messa con uno stronzo. Ora mi domando perchè non dovrei rimettermi con un altro stronzo visto che non li so distinguere……
Lilly: a parte che non hai nulla di cui scusarti, il tuo esempio era perfetto :DDD rendeva benissimo il concetto 😉
@ dici:
ora, quando ho un problema, sto meglio se incontro qualcuno che magari mi strattona, mi insulta (nei limiti……) ma poi, come dici, tu, mi abbraccia piuttosto che qualcuno che ti sbadiglia in faccia due frasi fatte e tira via con la velocità di un velocista alle Olimpiadi.
mi viene in mente che forse quando le nostre paure sono estreme (che gli altri non ci caghino totalmente, che gli altri ci abbandonino senza ritorno, che gli altri possano essere cattivissimi con noi, che gli altri possano non capirci o non accettarci per niente, che una nostra debolezza ci renda totalmente nudi e vulnerabili di fronte agli altri, di poter essere totalmente trasparenti per gli altri ecc ecc… e queste, peraltro, sono paure estreme che molti hanno) quando ci sentiamo in stato di fragilità (avere un problema, di qualsiasi natura esso sia) forse anche nella nostra visione del circostante viaggiamo tra gli estremi. Come se non esistessero le vie di mezzo. Attenzione, non sto dicendo che si hanno le visioni, eh! 🙂 sto dicendo però che l’attenzione per il circostante, e i suoi messaggi, è così accesa – accesa anche però a trovare determinati messaggi specifici – che si può credere di viaggiare tra estremi. E si ha anche un proprio… codice di decodificazione dei messaggi esterni. Che in qualche modo abbiamo appreso.
Tipo: chi fa tanto rumore mi calcola, chi non fa rumore non mi calcola. Mentre, come noti anche tu, in realtà, magari non è quello il discriminante dell’attenzione che qualcuno ci dà. Nè dell’importanza che dà al nostro problema che gli stiamo raccontando e con il quale, magari, in quel momento ci identifichiamo.
Perché, una delle verità è invece, magari, che uno che apparentemente dice frasi banali è molto empatico in quel momento (al punto che sente così tanto il tuo problema da “rifiutarlo”, non te, il tuo problema… per esempio, se una persona mi parla di una sua malattia può essere che io mi senta così male pensando come può sentirsi lui che l’istinto sia di schivarmi e fuggire. Ma non è disinteresse. Anzi, il problema sta entrando troppo), mentre chi dice grandi frasi ad effetto, magari anche violente, non è interessato tanto al tuo problema quanto a fare sfoggio della sua eloquenza, o della sua capacità di dare scassoni agli altri per svegliarli “perché piangersi addosso non serve a niente!!!”. E’ magari più identificato con la sua funzione di “svegliatore di anime” che con il problema altrui. O scrolla te perché mentre gli racconti il suo problema gli ricordi lui quando raccontava un suo problema a sua zia Pina e sua zia Pina gli diceva che “i bambini maschi non piangono!”.
ora, sto facendo questi esempi per dire che le motivazioni degli altri, per reagire in un modo o in un altro difronte a un problema altrui, per accoglierlo o rifiutarlo, per alzare la voce o parlare basso basso o dire “mi aspettano, scusa…”
sono infinite. Come mille possono essere i modi in cui noi raccontiamo un problema agli altri.
Vomitandoglielo addosso?
Dicendo, noi per primi, che sì pare grave, ma per noi non è poi questo grande problema?
Piangendo disperatamente?
Trattenendo, invece, a stento le lacrime, ma battendo nervosamente un piede per terra?
Ridendo? (autoironia, sdrammatizzazione)
Facendo aggressive relativizzazioni per cui c’è gente che sta meglio e non se lo merita?
Aprendosi spontaneamente ad un abbraccio?
Chiudendosi,in un atteggiamento di rifiuto, ma sperando che l’altro venga a stanarci, dove ci siamo rintanati, e che ci abbracci vincendo le nostre resistenze?
Tutta sta filippica per dire che la comunicazione e le sue variabili sono infinite, quanto però, a volte, sembra finito, invece, l’insieme delle nostre possibilità di dire le cose in un modo o in un altro (“putroppo io sono fatto così e solo così mi viene da fare”) o di incontrare determinate risposte (“purtroppo gli altri sembrano fatti tutti o così o pomì”), quasi ci fosse un copione scritto. In realtà però molto spesso il vero problema (e tu lo hai individuato anche se non hai la soluzione al momento) è la percezione che una persona ha dei propri bisogni e della propria capacità di difendersi e di tutelare i propri confini nel momento in cui interagisce con gli altri. sente che non ha un senso della misura che la fa sentire al sicuro, o definita, nel momento in cui gli altri stanno troppo fuori o troppo dentro.
Persone come quelli che racconti tu, i “demolitori”, esistono eccome. E’ vero. E non sono neanche poche. Anche persone di base “innocue” possono avere un loro piccolo lato demolitore, anche inconsapevole (tipo la signora che al super dice ad un’altra che la vede ingrassata, per esempio…).
Il problema di quel genere di persone che citi è un loro problema. E’ vero, esistono persone che fanno così. Ma la violenza è insita dentro di loro. Non è la debolezza o la forza altrui a renderli violenti. Lo sono. La violenza è il loro linguaggio e risponde ad un loro bisogno.
Solo che con chi ha i mezzi per riconoscerli, per schivarli non la possono mettere in pratica.
Magari sono, alle volte, persone che a loro volta viaggiano tra gli estremi nella vita, per cui le relazioni, sentimentali o umane, in generale, sono partite in cui per forza qualcuno mette sotto qualcuno. Chi sta sotto, stavolta?
Il fatto è che questo è un loro problema.
Diventa, hai ragione tu, il problema di chi non sa riconoscerli. A volte anche se hanno una specie di cartello in fronte. Ma ci sono anche casi in cui effettivamente certe persone si rivelano così, in seguito, e allora il problema è capire che, a quel punto, comunque bisogna schivarle lo stesso, non c’è altra soluzione.
Ma la cosa buona è che imparare a riconoscerle, a schivarle e a sentirsi in generale più sicuri e consapevoli delle proprie (sane) difese e dei propri confini, e del regolare il traffico in entrata, si può 😀
LillY:
scusa, ancora una cosa.
@Persino quando urlava lo faceva in un modo da cui traspariva amore.
sai che questa frase mi ha fatto un po’ impressione?
Insieme a:
Una volta “lui” mi ha detto “tu vivi nel tuo mondo di frutta candita…..lo sai che ti dovrò fare parecchio male per svegliarti?”
perché se per quanto riguarda la seconda siamo tutti d’accordo che è uno stronzo (e che non si è neanche nascosto granché, se permetti, perché in ‘sta frase c’è più aggressività che in un’armeria) è la prima che forse racchiude il perché non riconosci gli stronzi…
Come fa l’amore a trasparire dalla violenza?
se uno ti urla addosso ti urla addosso, e dimostra aggressività, comunque. Poi, quando si calma, può anche entrare in un altro “canone”, ma se uno anche ti urla “ti amo” dandoti una randellata in testa, sempre una randellata in testa ti sta dando. La randellata morale, o lo scoppio aggressività, è una randellata, e viene comunque percepita come tale, anche a livello fisiologico, persino.
Ti sveglio – ma per il tuo bene, eh! – e guarda cosa mi tocca fare: randellarti per svegliarti.
(perché, ammesso che sia vero, non puoi svegliarmi attraverso la dolcezza e parlandomi con calma? Ammesso, poi, che tu sia più sveglio di me…).
la cosa, mi sembra, racchiude anche un altro concetto:
IO – più di te stessa – so come va il mondo e cosa è meglio per te. Mi occuperò di te, a modo mio. D’altra parte tu che ne sai? se vivi in un mondo di frutta candita…
e sei persino irritante con il tuo cavolo di mondo di frutta candita…
e da un lato ti comunico che senza di me non vai da nessuna parte (per forza, tu dormi!) ma dall’altro ti comunico che io mica posso farmi carico totalmente di te, e averti sempre addosso!
Queste storie, Lilly, sono sempre un mix di due persone che si scelgono per un motivo, e ciascuno ha il suo.
Trova il tuo.
Dove nessuno ti randella, in un luogo protetto dove potrai dire quello che ti passa per la testa ed essere quello che sei senza temere giudizio o prevaricazione.
Ti pare poco?
Lilly,
quello che dici è lecito e purtroppo puo’ capitare di incappare nella persona sbagliata, ma mi ripeto dicendoti che quella persona l’hai scelta tu. Ed è questo il punto, non tanto che lui fosse sbagliato, ma il perchè non te ne sei resa conto, o forse te ne sei resa conto ma hai fatto finta di nulla. Questo è quello che devi chiarire in te, il prima, non il dopo. Anch’io pensavo di avere difronte a me una persona che mi amasse (a modo suo purtroppo l’ha fatto), anch’io vedevo in quegli occhi un calore particolare, un sentimento profondo, beh sai cosa ti dico, che forse ero un po’ cieco, non volevo vedere. Certo alcune persone sono proprio brave a mascherarsi, ma sta a noi cercare di vederle per quelle che sono. Anch’io quand’ero nel mezzo della “bufera” ero scioccato e stordito da quello che mi era capitato, era tutto pazzesco, non capivo come certe persone potessero comportarsi cosi’, poi col tempo prendi coscienza di varie cose, ascolti gli altri, ascolti te stesso, ti riguardi indietro analizzando tutto la tua storia, e pian piano… Chiariamoci, non sono qui a fare i salti di gioia, pero’ ho ripreso in mano la mia vita, tutto da ricostruire ok, pero’ me ne sono rimpossessato e sta a me ricostruirmela come la voglio. Se ho paura dell’amore, di finire nuovamente nelle mani di un soggetto tanto crudele capace di distruggerti? Certo la paura rimane, il dubbio, il timore, ma ora(almeno spero) sono consapevole di cosa mi circonda e soprattutto che questa volta saro’ io Gatto a scegliere, enza farmi condizionare in parte dalle mie paure come ho fatto in passato, almeno credo. Non preoccuparti, affronta questo “brutto” periodo, fermati e guardati dentro, vedrai che le risposte con il tempo verrano, sono sicuro. Ringrazio ancora una volta Luna, e ti lascio con delle parole che mi scrisse e che mi fanno sempre pensare tantissimo, pensaci, Ciao
“Lei non e’ un angelo caduto in volo.
Lei non e’ una persona che si e’ dimostrata stupenda fino ad un certo punto e poi, come se l’avessero rapita gli alieni facendole il lavaggio del cervello, e’ diventata egoista.
Se quello che hai scritto e’ vero lei e’ stata quella che e’ anche prima.
Sei tu che adesso sai che c’e’ una vera differenza tra una persona che e’davvero un cucciolo smarrito, ma che ha le potenzialita’ per crescere, e vuole crescere, e ha una base di autonomia, e una persona irrisolta, invece, che va avanti comodamente nella vita facendo il parassita.
La prossima volta che incontrerai un/una parassita lo/la riconoscerai. E anche se sei buono, generoso, e conosci cosa sia la sofferenza, saprai essere empatico con chi, come te, sa cosa sia la sofferenza, ma non ricatta gli altri attraverso la propria sofferenza, la propria mancanza di autonomia, non si crogiola in quella che chiama la propria debolezza, ma che debolezza non e’. E’ comodita’. E’ fancazzismo. E’ sbattersene i cog… Degli altri. “