Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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……Fanny, in un film, che si chiama pianeta proibito ( Forbidden Planet), degli esseri altamente civilizzati , al culmine della loro civilta, all’apice di ogni loro sviluppo scientifico, scoprono che si erano dimenticati della BESTIA, l’ID , che alberga in ciascuno di noi, l’animale primigenio da cui discendiamo. Come dalla evoluta Germania, nascondeva nell suo intimo la bestia che portò al male della seconda guerra mondiale. La bestia è in noi, nei gruppi, nella società, ovunque, anche in vaticano. La perdita della razionalità mi ha fatto un danno, grave, che non passa facilmente. Lo Ziprexa è molto efficiente, ma non provo niente, neanche quei begli attacchi di poesia che provavo e scrivevo alcuni mesi fà, ma, tantè, piuttosto che andare a quel paese, tanto vale andare a quell’altro. Siccome ho degli strani deja-vu, voglio sottolineare che la prima difesa del mio essere, è la ferrea decisione di essere autonomo e solo. Ma non è semplice. Devo fare da bravo, ma tornare a coltivare le mie autonomie, senza fare neanche un discapito alla mia famiglia, ma tuttavia essere pronto alla solitudine. E ciò mi fà male, non era quello per cui ho lottato ogni giorno della mia vita, e fà molto male.
Mo’ sono più autocefalo che mai, ma solo nella mia interiorità, e senza alcuna menzogna con chicchessia, perchè mi sputtano senza riguardo , poichè le bugie mi creerebbero un disastro. E’ questa una situazione semplice? Non lo è, e lo zyp. aiuta assai, ma mi spiace per la poesia. Stò per riprendere a disegnare. Sorella, ti abraccio.
.. buon giorno.. scusate ragazzi, questa sono io, o meglio cosi sono diventata… forse è vero, qs non è piu il mio posto, scusatemi..e penso di lasciarvi con qs testo… dedicato ESCLUSIVAMENTE a chi voglia apprezzarlo…: ASCOLTATE MERAVIGLIOSO!! FATELO!! ORNELLA
x ornella
Visto che tutti ti hanno detto il loro pensiero voglio farlo anch’io. Vedi ornella qui non ci sono solo persone che sono a terra per un evento che il tempo può affievolire e che reagendo si può superare. Ad esempio, per quanto mi riguarda, da sempre lotto con la vita che ha saputo regalarmi SOLO bastonate, a volte più pesanti e a volte meno ma sempre e SOLO bastonate, eventi traumatici che si sono susseguiti senza lasciarmi il tempo di riprendere fiato. Come me ci sono molte persone che si sono stancate di lottare e che dopo tanto tempo non vedono davanti a loro che sofferenza, non per pessimismo cosmico ma solo perchè fino ad ora è stato così. Non puoi chiedere a una persona con le gambe spezzate di alzarsi e correre perchè bisogna reagire.
Sfido chiunque a subire una tortura che dura da una vita e non arrivare e desiderare che tutto finisca ed è proprio l’esasperazione che ti porta a desiderare la morte, poichè sai che è la sola cosa che può portarti pace.
Quello che tu dici e il modo in cui lo dici può andare bene se diretto a una ragazzina che è stata lasciata dal suo ragazzo o che è stata tradita da una amica, non detto a persone che da un’intera esistenza hanno avuto il dolore come compagno inseparabile.
Se dopo centinaia di volte che cerchi di rialzare la testa la sola cosa che ottieni è un altro colpo devastante, arrivi a non volerla alzare più.
Quindi mi perdonerai se desidero la morte perchè se mi guardo indietro vedo solo dolore e se guardo avanti non vedo vie d’uscita perchè non ne ho. Per piacere non dirmi cose tipo “c’è sempre una via d’uscita” perchè non è vero, non per tutti!
Non pensi che chi non ha conosciuto che dolore se ne sbatte altamente dell’epiteto di vigliacco se desidera di morire?
Un saluto a tutti
Oggi sono invaso da una crisi lucida. Invece di dare in escandescenze, faccio una operazione aritmetica, ed i risultati che danno più, li scarto. resta solo un risultato , con il segno meno, quello sono io. La vita và avanti, ma io resto indietro. In questo buco del mondo, non ho amici e sono solo, di fronte a questi eventi che non sò gestire. La miastenia mi toglie le forze, e non posso reagire come farei, come ho fatto tante volte in vita mia. Penso, il passare degli anni parlerà anche a chi mi circonda, ora, e non mi capisce. E poi penso che il passare degli anni passa anche per me, non appianando affatto la distanza che ho con loro. Penso alla ridicola pensione che ho, e che mi costringe a salti mortali ogni santo mese, e ne sono stanco. Penso a tutte le competenze burocratiche a cui pure mi devo assoggettare, e non c’ho voglia. Penso che mi alzo dal letto sempre più stanco e affaticato, penso al mio diaframnma che và sù e giù, e quanto mi pesa, penso al cibo solido e liquido che sbaglia strada, e alla tosse inutile che comporta, penso alla fastidiosa saliva che inaspettatamente mi cola, ed infine penso che la mia presunta reazione, il mio presunto aggiornamento, è solo un pio desiderio. L’ho detto altre volte, io stò morendo. Fisicamente potrei continuare altri vent’anni, con la santa pazienza di questa donna-moglie, che mi tratta come un familiare, non certo come il compagno della vita, ma mentalmente, non mi riconosco in questo rottame schifoso, che incontra tutti i giorni i paletti di confine di un boxer per bambini. Se impazzissi veramente, sarei di nuovo libero, ma non stò impazzendo. E’ un incubo lucido, tutto và avanti, non io. Che rimane, Orazio? Nelle orecchie mi par di cominciare a sentire ……il silenzio.
FLEXO, forse no, non è una cosa negativa quello che ti sta succedendo. Spero però che tu riesca a dormire di più. È vero, qui sei molto apprezzato ed a ragione. Riesci a tenere vivo il dialogo ed a portarlo sempre nei giusti toni e nei giusti binari.
TANCAMALA, l’idea di tornare a disegnare mi sembra geniale. Io non credo che lo zyp arrivi fin lì. Magari zittisce le parole della poesia, ma non la poesia che è in te. E se la tua poesia non trova più parole, prendi in mano la matita e vedrai che la poesia traccerà i segni. Abiti in un corpo ostile e non-cooperativo, la miastenia si sta mangiando il tuo involucro. No, tu non hai niente a che fare col tuo involucro decadente. Però pensa che cercando di tenere insieme il tuo corpo-prigione dai un esempio eroico alla tua donna-moglie, ai tuoi figli, a tutti noi. Non è vero che sei solo e non hai amici, i tuoi amici, le tue cagnotte e Gertrude hanno solo oltrepassato il confine e si sono svestiti del loro involucro decadente. Poi ci si ritrova, Tancamala, e se si è stati amici si continua ad esserlo per l’eternità.
ORNELLA, hai preso un bel po’ di botte. Come stai? Anche se forse hai esagerato con l’ottimismo, ne hai prese tante che ora mi dispiace per te. Poi mi viene anche il dubbio che forse, almeno in parte, quella esplosione di ottimismo sia dovuta ad una dose troppo forte di antidepressivi. Come stai? Ti va di raccontare la tua storia?
GILDA, non scrivi più? Il tuo ultimo post x Ornella, quello in cui dici quanto è difficile tirarsi su dopo aver perso una persona cara lo condivido in pieno. Tu però sei giovanissima, tu hai diritto a cercare un po’ di felicità. Come stai? Ti voglio bene.
A tutti una buona notte e un saluto.
Andrea, che bello sentirti! Non scrivi mai, ma quello che scrivi non è niente male. E’ vero, stò un poco meglio. Buonanotte a tutti voi, andiamo ad accendere le stelle dei sogni…….
Grazie GIO per avermi risposto… e anche a te NEVE 87… e anche a te CHIARA.
Immagino deve essere molto difficile dare aiuto quando se ne ha bisogno… spero che un giorno qualcuno ve ne renda merito.
FANNY… è molto nobile il gesto che vuoi fare sai?… dovresti provarci… il mondo a bisogno di persone come te.
Avvolte dalla finestra di queste mura mi metto ad osservare fuori il mondo e mi immagino la vita che hanno le persone che passano.
Una bella casa… una famiglia con dei bambini… una bella macchina… il tipico quadro della “felicità”.
Poi mi dico: “andiamo!… quella è tutta una scena!…. anche loro avranno dei problemi…”
Ebbene Si… mi scopro a odiarli… l’odio è l’unica cosa che mi rimane dopo tutto.
Non ho mai capito il perchè si dovrebbe preferire un amore ostinato verso il prossimo invece che l’odio. Quello che viene fatto rimane scritto per sempre… e magari oltre tutto lo scrittore si dimentica anche della propria opera.
Io pero non dimentico… non dimenticherò mai.
Non avrei mai voluto che andasse a finire cosi… ma non c’è altra scelta.
SEMPLICEMENTE STEFANO, a proposito del dare e ricevere aiuto, penso che in fondo sia uno scambio pari. Dando aiuto se ne riceve anche, aiutare non è un’elemosina, è un investimento. A scuola, tanti tanti anni fa, ero abbastanza brava in latino ed avevo 8 in pagella. Una mia compagna che se ne stava sul 4 nonostante gli sforzi, mi chiese aiuto perchè rischiava di essere bocciata. L’aiutai volentieri, ed in tre mesi lei riuscì a raggiungere il 6. Con mia sorpresa però, anche il mio voto migliorò passando da 8 a 9. Capii così che l’aiuto non è una strada a senso unico, ma un movimento circolare che avvolge tutti i coinvolti e migliora tutti. Così, mentre io sto qui a scrivere per consolare te, consolo in un certo senso anche me ed anche tu porti gioia a me scrivendo. Quando si è soli fa piacere trovare posta qui sul forum, qualcuno che ti ha considerato, che ti manda un saluto, che ti dà un consiglio, che ti racconta qualcosa di sè, che chiede come stai. A me fa piacere, credo ne faccia anche agli altri. L’aiuto più grande credo sia questo, il dedicarci tempo ed attenzione l’un l’altro.
Non so come se la passino gli altri, quelli fuori dalla finestra. Penso che purtroppo la maggior parte di loro abbia dei problemi. Si esce a prendere il gelato o si va al cinema tra un problema e l’altro, tra un lutto e l’altro. Alcune vite sono particolarmente difficili e tragiche, altre lo sono meno. In compenso la vecchiaia e l’avvicinarsi della morte sono più dolorose per chi ha avuto una vita bella e felice. Chi invece ha sofferto di più non guarda alla morte con paura.
Quanto all’amore o all’odio per il prossimo, direi in base alla mia personale esperienza che si dovrebbe preferire l’amore all’odio non solo per motivi altruistici, ma anche per motivi egoistici. Quando si odia, infatti, alle persone oggetto del nostro odio in genere non ne deriva alcuna conseguenza negativa, a meno che non si passi all’azione e alla loro eliminazione fisica (cosa che poi comunque si ritorce anche contro di noi). Ma l’odio sordo e impotente, covato nel fondo del nostro cuore, non fa a chi è odiato nessun male. Ne fa invece tantissimo a noi, corrode come un tarlo il nostro cuore e i nostri pensieri, ci toglie la nostra parte migliore. Riuscire a farsi odiare è forse il danno più grande che qualcuno possa farci. L’amore e il perdono ci danno invece serenità ed una forza interiore immensa, ci fanno sentire stranamente invincibili perchè sono la prova che non siamo manipolabili, che chi ha cercato di danneggiarci non è riuscito a raggiungere il nostro cuore e a guastarlo.(segue)
(segue) Capisco che hai ricevuto molto male e che qualcuno è riuscito ad arrivare al tuo cuore e contaminarlo. Però non è vero che l’odio è l’unica cosa che ti rimane e che non hai altra scelta. Nel cassetto accanto, dentro di te c’è anche amore. Per reazione a chi ti ha fatto del male hai aperto il cassetto dell’odio e lo hai lasciato uscire ed ora ti sta invadendo e danneggiando, ma tu sei il solo padrone della tua anima e, se vuoi, puoi richiudere quel cassetto e provare a far uscire l’amore. I cassetti sono entrambi dentro di te, tu puoi aprirli e chiuderli a tuo piacimento. Se vorrai provare, sarà un esperimento unico su te stesso, una vera avventura per il tuo spirito, e chissà che ne potrebbe venire fuori. Non te lo dico per considerazioni moralistiche, le persone che odi se lo saranno probabilmente ben meritato, ma lo dico per te e solo per te. Provaci!
A tutti una buona notte e un saluto.
buona sera gente. il fuoco continua a bruciare la mia parte invisibile ed io continuo a sopportare, sempre in silenzio, finchè non avrò esaurito tutta la mia benzina e purtroppo sono già entrato in riserva.. ma poco fa, quasi involontariamente, mi sono imbattuto in una specie di poesia(anche se in realtà è una preghiera) che mi ha fatto riflettere ma soprattutto commuovere, cosa che non accadeva da un sacco di tempo. ovviamente non mi ha cambiato la vita però mi ha dato da pensare e, senza voler fare il personaggio di turno, vorrei condividerla con chi lo desidera e con la massima umiltà. forse molti già la conoscono, forse a qualcuno verrà solo da ridere, forse però a qualcun’altro potrà servire a sentirsi meglio anche solo per un attimo. io la trovo semplicemente stupenda e questo è paradossale perche non sono nemmeno credente e ho sempre odiato le preghiere. comunque, per chi non la conoscesse e per chi ne fosse interessato, io la riporto qui. la “preghiera” in questione è la seguente:
“Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!”
(KIRK KILGOUR)
Mi ha stupito molto scoprire che Giordano Bruno scrisse, tra le mura delle prigioni Waffen SS Vaticane, uno scritto di ampia liberazione, identificando il suo spirito in un gabbiano, che volava verso il mare ed il cielo, libero……………Notte!
Gio e davvero bella. Ricordavo di averla letta tempo fa. Come chi a scritto quesi versi nemmeno io chesi chi sa che cosa. Avrei solo voluto: l’amore e l’affetto di una famiglia, ma o avuto solo disprezzo. Volevo che mi fossero vicini quando stavo male, invece ridevano. Pugnalavano alle spalle e gioiscono del mio star male. Volevo amici siceri. Ho trovato solo ipocriti e falsi che si sono sempre approfittati di me. Volevo una ragazza vera e sincera che mi amasse. Ho trovato una persona che mi ha usato e poi gettato come se fossi spazzatura. Gelosia da parte di tutti che io fossi fidanzato. Che schifo di gente (famiglia compresa). Non cercavo chi sa che cosa da questo mondo marcio. Solo dolore e amarezza. Andrea e esattamento coem ai detto tu. ogni volta che si cade uno cerca di rialzarsi, ma ogni volta il colpo ricevuto e sempre maggiore. Manco a me Dio mi ha dato cio che volevo. Per ultimo gli chiesi di darmi a me la cosa piu cara che mi dara la pace:L’ETERNO RIPOSO.
ciao Fanny, mi complimento con le tue parole, hai detto delle cose molto sagge. é vero che molte vite sono tragiche. io per esempio quando esco per strada scruto spesso lo sguardo delle persone e leggo in molte la sofferenza. c’è chi ha avuto una vita facile e chi una vita tragica. mi ha colpito quando hai detto ” si va al cinema o a prendere un gelato tra un lutto e l’altro, tra un problema e l’altro” e anche che chi ha avuto una vita felice teme la morte di più di chi ha sofferto. è proprio così, le nostre vite sono segnate da avvenimenti tragici come i lutti o altre cose eppure la vita va avanti, ci muoviamo come burattini perchè dentro abbiamo una sofferenza atroce mentre fuori svolgiamo le normali azioni di ogni giorno. nel mio caso i maltrattamenti di mio padre mi hanno reciso la mia vita sul nascere. cioè quando ero solo una bambina sorridente e felice con una gioia dentro che bastava per altre mille persone, mio padre mi ha tagliato la mia felicità come un’accetta taglia l’erba o un fiore. il mio paragone è poco poetico ma è questo che mi viene in mente adesso. quindi nella mia mente c’è tanta confusione perchè non ci capisco più niente. ormai, dopo tanta sofferenza, ho trovato la forza dentro di me di andare avanti dopo aver pensato seriamente e intensamente al suicidio per alcuni anni(senza avere avuto il coraggio di farlo). questo non significa che io stia bene, non capisco più se la vita possa essere una gioia o una sofferenza, se valga la pena viverla ma, come ha detto qualcuno qui, mi sento una cosa statica senza significato e sento che la mia esistenza non abbia valore se non quello di essere un membro della famiglia e quello di “essere utile alla società” producendo reddito e quindi pagando le tasse. nel mio caso ha vinto l’istinto di sopravvivenza anche se vivrò ogni giorno della mia esistenza con dentro di me i maltrattamenti di mio padre che mi accompagnano il mio pensiero in ogni istante.
mi domanderò per semrpre se la mia vita avrebbe potuto essere diversa in assenza di maltrattamenti o se forse avrei fatto lo stesso una brutta fine. non dico queste cose per essere compatita assolutamente ma questa è la mia storia di vita e quindi la mia esperienza si basa su questo.
sono daccordo sul fatto che l’amore e il perdono sono invincibili perchè se viviamo di amore questo ci dà una forza incredibile. non credo però nel perdono(perchè certe cose non si possono perdonare) ma solo nel fatto di lasciar perdere quando ci fanno nel male e di non covare odio per vivere più sereni e lasciare che siano gli altri a vivere nell’odio e rancore che comunque non ci appartengono. è proprio così, se coviamo odio agli altri non fa alcun male ma ne fa solo a noi stessi e ci rosicchiamo dentro togliendoci la nostra parte migliore.
Buongiorno ragazzi come state ??? io sono preoccupata per mio padre che non sta bene io credo che tornerò a casa mia per stare vicino a lui non so reggero la cosa ma per lo meno ci proverò mi manka mio padre ………….mi manka luigi mi manka una persona che scriveva qui ora non c’è più non mi parla più……
ci sono momenti che vorrei sparire per sentire il dolore che ritorna i ricordi che ritornano facendomi male …….. ultimamente piango abbastanza cioè tutti i giorni l’unica cosa che mi riesce meglio forze devo andare a qualcosa di più di uno psicologo credevo di aver superato tutto si certo sto bene ma c’è qualcosa che non va come se mi manka qualcosa dentro non riesco a capire cosa …….
GIO’
davvero bella quella preghiera, come vedi forse sono dei piccoli segnali, se ti sei commosso, vuol dire che dentro non sei in riserva, ma ancora hai il pieno di benzina.
SEMPLICEMENTE STEFANO
leggi la preghiera di Giò, dice tutto.
GILDA
anche tu mi manchi.
Un saluto a tutti, Dago Mai ritornate a scrivere, mancate a tante persone, compreso il sottoscritto
Giuseppe
GIO, grazie per la bellissima preghiera, non la conoscevo ma d’ora in poi non la dimenticherò. Si applica benissimo anche alla mia vita. Ho cominciato molte volte molte cose e credevo di averle portate al successo, ma poi ogni volta un evento imprevisto e catastrofico mi ha riportata sulla linea di partenza, ogni volta con più stanchezza e fragilità. Ripercorrendo a ritroso il cammino, mi sembra di vedere una Mano Superiore in questi eventi, e in tutti i piccoli elementi che li hanno preparati e che mi hanno fatto essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. Così mi pare che la vita non sia un foglio bianco su cui siamo noi a scrivere, bensì un libro che noi veniamo a sfogliare. La nostra libertà non è nel creare il nostro destino, ma nel benedire o maledire il destino che ci è dato. Nel momento dell’accettazione è come se si spalancasse una porta e si entrasse già in un regno diverso. Penso che sia successo più o meno così anche a Kirk Kilgour che ha scritto questa stupenda preghiera.
PEPPE83, è vero, Dio non ci dà quasi mai ciò che vogliamo, oppure dopo avercelo dato ce lo toglie. Perchè? Non lo so, ma non credo che sia un fatto personale nei tuoi confronti. Quando guardiamo Gesù sulla croce ci colpisce l’immagine del Suo dolore fisico e della morte del Suo corpo. Eppure non sono sicura che quello sia stato il peggio. Penso invece a tutta la sofferenza che non si vede, a quella causata dal tradimento da parte di uno dei Suoi, dall’abbandono degli amici, che nel momento del pericolo lo hanno rinnegato e se la sono data a gambe, dal rivoltarsi contro di lui della folla opportunista e voltagabbana che lo aveva osannato fino a poco prima ed era stata colmata di bene e di miracoli da parte Sua e che ora invece chiede la liberazione di Barabba e si gode lo spettacolo della Sua passione e morte. Penso che le Sue ultime parole sono state “Mio Dio, perchè mi hai abbandonato?”, proprio come diciamo noi.
Peppe, non so a cosa serva il nostro soffrire qui, accettarlo è solo un fatto di fede. Io non riesco a trovare alla vita nessun altro significato se non quello di prova terribile alla quale evidentemente dobbiamo essere sottoposti.
Qualche giorno fa mi è capitata sottomano la storia di uno psichiatra olandese di nome Boudewijn Chabot, che nel 1991 ha aiutato a suicidarsi una donna di 50 anni, fisicamente sanissima eppure tanto sofferente nell’anima da desiderare soltanto la morte. (segue)
(segue) Questa poveretta aveva perso tutti e due i suoi figli, il primo suicida a soli 20 anni, il secondo morto quattro anni dopo di cancro ad appena 21 anni. Il matrimonio di questa donna era stato pessimo, con un uomo violento e dedito all’alcol, e dopo il suicidio del primo figlio i due avevano divorziato. Ebbene questa donna desiderava solo morire ed essere sepolta tra i suoi due figli. Questo medico l’ha aiutata. Tornando a noi, ci si potrebbe chiedere che cosa aveva mai fatto questa donna per meritare da Dio un trattamento simile. Niente, penso, niente che potrebbe mai spiegare il perchè di un destino così. Neppure credo che il dolore serva per scontare i propri peccati personali, che dire poi del dolore dei bambini? Penso che siamo soldati del Bene in lotta contro il Male e che il nostro soffrire e riuscire a sopportare il dolore aiuta la causa del Bene. Penso anche che per il nostro eroismo ci sarà un premio, e che già in questo mondo il nostro accettare il dolore ce lo faccia sembrare più sopportabile.
CHIARA, penso che i maltrattamenti subiti, come tutti gli altri eventi della tua vita, abbiano contribuito a fare di te la persona che sei e non un’altra. Non hai fatto nessuna brutta fine, stai percorrendo la tua strada con coraggio e dignità. Stai facendo del tuo meglio, sei una buona compagna di viaggio per chi ti è vicino. Se la vita valeva o meno la pena di viverla lo sapremo solo all’ultimo istante, o meglio, poco dopo. Io crdo di sì e credo che ognuno di noi abbia il suo misterioso significato. Ti abbraccio forte.
GILDA, è normale che tu abbia delle ricadute e che basti poco per far riaffiorare tutto il tuo doloroso passato. Una volta hai detto che chiedi solo di incontrare un uomo che ti voglia bene con cui costruire una famiglia. Vedrai che arriverà, arriverà quando meno te l’aspetti. Hai passato un periodo terribile, da quando frequenti il forum hai avuto tantissimi lutti, disgrazie varie, il terremoto, l’amore con Luigi finito male, insomma un bombardamento di eventi negativi. E ti meravigli se piangi e ti senti giù? A me pare proprio normale, quello che ti è capitato è molto pesante. Però hai dalla tua parte la gioventù, e con esse anche la speranza di avere momenti più belli davanti a te. Forza, Gilda, ne hai passate tante e sei riuscita sempre a superarle, non ti arrendere. Ti voglio bene.
GIUSEPPE, bello risentirti, bello sapere che anche se stai meglio non dimentichi i vecchi amici.
TANCAMALA, gabbiano simbolo di libertà…
A tutti una buona notte e un saluto.
Non ho molto da dire, però visto che passavo da queste parti lascio un saluto a tutti… Buonanotte.
ciao Fanny, sulla vita io non ci capisco niente, se vale la pena o meno, io so soltanto che non ho il coraggio di farla finita.
per quel che riguarda i maltrattamenti tutti dicono così, che mi hanno fatto maturare e capire meglio certe cose e cose di questo tipo ma credimi sicuramente questo non è stato un fatto positivo. ho sofferto, e soffrirò sempre per essere stata maltrattata e comunque ho fatto sì una brutta fine. comunque grazie per le parole carine, siamo qui per confortarci a vicenda. non si può dire che il maltrattamento mi abbia dato qualcosa di positivo anzi il contrario. possiamo dire che nella vita un pò di sacrificio e di frustrazione nella giusta misura ci vogliono perchè fanno un pò maturare piuttosto che avere tutto pronto sul piatto d’argento ma non certo i maltrattamenti psicologici ogni frazione di secondo della tua esistenza…
per quel che riguarda il senso della vita se uno ha dei motivi validi è giusto farla finita, perchè vivere una vita di sofferenza non vale la pena.
con questo discorso non voglio certo indurre qualcuno a togliersi la vita ma dico solo quello che penso.
è vero Fanny che la vita ha un significato misterioso che noi comuni mortali non capiamo pienamente ma per molti di noi la vita è solo sofferenza. io sono stata manipolata dagli altri fin da quando ero bambina. mio padre tiene in pugno la mia vita e l’ha manovrata in tutto e per tutto, ora io apparentemente sembra che stia facendo le mie scelte e sto percorrendo con coraggio il mio fittizio percorso ma in realtà è come se stessi facendo ancora quello che lui vuole compresi i miei comportamenti autolesivi (è per lui alla fine che mi faccio del male) perchè lui dentro è riuscito a condizionarmi e a possedermi nel profondo del mio essere. io sono fragile e debole è non sono altro che un fantoccio manovrato dagli altri… manovrata anche da mia sorella primogenita che,coalizzata con mio padre mi sfotteva tutto il giorno. loro due insieme mi hanno condizionata,degradata, umiliata, maltrattata, sfottuta…dalla mattina alla sera per tutta la mia infanzia inducendomi a farmi del male perchè io, senza rendermene conto ho imparato a disprezzare me stessa. è come se io stessi portando avanti il lavoro iniziato da loro cioè la demolizione e distruzione della mia persona. è un meccanismo che si è innescato nel mio cervello quando ero bambina e disinnescarlo è impossibile. la ciliegia sulla torta è il fatto che mia madre stava a guardare e, quando venivo degradata e umiliata, si metteva a ridere di gusto e a squarciagola. poi mi fanno ridere i dottori quando, davanti alla mia bulimia, mi dicono di andare dagli psicologi perchè loro non capiscono neanche minimamente quello che io provo dentro, non capiscono che io sono stata demolita in mille pezzettini e che ricomporli ora è impossibile.
certo è che vado avanti ogni giorno e mi fa rabbia sapere che, mentre svolgo le mie normali azioni di ogni giorno, dentro di me c’è l’inferno, che mio padre rimarrà impunito (perchè io non credo nelle punizioni divine), e che nessuno se ne accorge. io per gli altri sono una persona normalissima ma non è così e la vita mi è stata rovinata così, gratuitamente, per sfizio, perchè quell’animale non aveva altro da fare se non schernire me ogni frazione di secondo, di farmi continuamente “saltare” con le sue urla improvvise che mi arrivavano continuamente nelle orecchie per cose che si inventava lui come per esempio il semplice fatto che avevo una scarpa slacciata. mentre lavoravo con lui era tutto un maltrattamento, faceva finta che quello che facevo io non andasse mai bene e io mi sentivo un’incapace… le sue urla, le sue offese ingiuste, le sue degradazioni ce le ho sempre nel cervello ogni frazione di secondo…
beh vi saluto e vi auguro buona giornato.
egregio Alessandro Leone quando sento quello che dici sul suicidio mi vergogno di essere una creatura del mondo , come fai a dire che il suicidio è un modo di essere liberi e che nessuno deve confutare la scelta di un essere umano , probabilmente quelli che dicono queste cose non hanno mai combattuto per la vita e per la liberta , sicuramente sono persone che hanno avuto troppo dalla vita e credono in un ideale letto sui libri o su qualche rivista di occulta politica o di vergognosa agiatezza e quando qualc’uno pensa che il mondo e teriste perche non abbiamo la colazione a letto o perchè la colf non ha fatto le pulizie nella nostra camera. Carissimo Alessandro io che ho visto un collega morirmi tra le braccia e l’ultima parola e stato il nome della sua bambina di 4 anni cosa dovrei pensare di quello che dici tu ?? Rispetta quello che hai di più caro e importante non fare il pragmatico e filosofo sul suicidio non volere la rosa rossa e solo rossa pensa a quel poveraccio che si accontenta di una misera margherita sulla sua tomba visto che quello che lo stato gli dà non può permettersii di più. ciao Antonix
MESSAGGIO A TUTTE LE PERSONE CHE PENSANO DIRISOLVERE IL PROBLEMA CON UNA SCELTA AZZARDATA.
Carissimi compagni di sventura non ponetevi questa scelta pensate che se siete al mondo e stata una scelta o anche solo un atto di amore non tramutatela in una tragedia non siamo inutili se siamo al mondo e non crediate che nessuno ci ama probabilmente siamo leggermente distanti ma basta cercarsi e vedrete che incredibilmente ce un sacco di persone che ci amano e che noi amiamo. Il mondo e la vita sono le cose più belle dell’universo, quando volete sincerarvi della cosa guardate il sorriso di un bambino e di sicuro vedrete la voglia che hanno di vivere, questo a me capita quando incontro per strada bambini che mi fissano e sorridono, la giornata si trasforma e sono felice basta poco per ricolorare la vita, quindi via i cattivi pensieri e odoriamo la il profumo del domani in modo positivo. Saluti Antonix
Salve a tutti .. ho provato qualche tempo fa a scrivere..
e il sistema non ha accettato la mia lettera..(manco a dirlo)
Penso, che tutti quelli che scrivono in questo sito siano purtroppo colpiti da profonde ingiustizie!! Poi, che siano gravi o meno, non
sta’ a nessuno giudicare! Non sono mai stato troppo fortunato nella
vita, ma negli ultimi tempi le cose sono del tutto degenerate, ho 32 anni e mi sono ritrovato disoccupato.. dopo tanto lavoro in proprio..sono stato fregato dalla gente, che avrebbe dovuto rilevare la mia attivita’… inoltre, ho pesanti debiti con le banche e un processo in corso, contro questi ultimi…con pochissime possibilita’che finisca bene. Nonostante io cerchi di risolvere i problemi .. uno lo risolvo e dieci ne saltano fuori..penso ormai di essere in piena depressione e se non fosse stato x la mia ragazza e un amico ..oltre ai miei genitori avrei gia’ commesso l’estremo gesto!
In passato pensavo una cosa differente riguardo il destino e la vita..
ad oggi, anche se è triste ammetterlo, la penso esattamente come fanny!! UN’Abbraccio a tutti!
CHIARA, non credo che i maltrattamenti ti abbiano fatta maturare, penso che ti abbiano fatta solo soffrire incredibilmente. Il dolore che ci fa maturare credo sia quello che ci viene dal destino, dalla vita in genere, ma non quello che ci viene dalle persone care. Quel dolore lì ci devasta e semmai arresta il nostro sviluppo ed innesca una serie di reazioni a catena che sono di tipo distruttivo. Le figure genitoriali sono importantissime per il nostro sano sviluppo psicologico e se il rapporto coi tuoi è stato così disastroso vuol dire che sei di costituzione molto forte visto che hai conservato bene o male la tua integrità. Se però quei maltrattamenti non ci fossero stati tu saresti oggi diversa da come sei, forse migliore o forse peggiore, non sappiamo, comunque diversa. Quindi, allo stato attuale, puoi solo prendere atto delle cose come stanno. Io continuo a vedere in te molto potenziale. La tua voglia di star bene è enorme. Si sente, è vero, la paura di non farcela, il timore che tu sia stata danneggiata irreparabilmente, ma io non lo credo, perchè la tua voglia di ricomporti mi sembra a tratti ancora più grande della tua paura.
Non capisco quali meccanismi perversi abbiano portato i tuoi genitori e tua sorella a comportarsi così, le teorie che stanno alla base della terapia della famiglia dicono che spesso quando I membri di una famiglia hanno problemi tra loro o con loro stessi, si coalizzano tacitamente su un membro che diventa il capro espiatorio, o meglio, “la vittima designata”. Forse dallo psicologo dovrebbe andare tutta la tua famiglia, Chiara. Il tuo problema, la tua bulimia o l’autolesionismo sono solo la punta dell’iceberg, ma a casa tua forse ciascuno ha un problema.
Non ti scoraggiare. Nei post precedenti hai parlato con incredibile energia ed hai dato molti saggi consigli. Sei ancora molto giovane e le risorse della natura nel guarire le ferite sono a volte impensate. Se non ti va di andare da uno psicologo, hai mai pensato di leggere libri di psicologia della famiglia? Forse ti aiuterebbero a capire quello che è successo a casa vostra e ti aiuterebbero ad andare avanti meglio.
TRISTE76, metti su un piatto della bilancia tutti i tuoi guai e sull’altro i tuoi genitori, la tua ragazza, il tuo amico. Prendi le distanze e guarda la bilancia da lontano, come se non fossi tu, ma uno spettatore della tua vita. Che vedresti? Che il piatto con l’amore e il sostegno di chi ti sta vicino è molto più pesante, e questo basta per non poter morire. Se poi fossi benedetto come quel Kirk Kilgour che ha scritto la preghiera che trovi poco più su al post 4111, ti rallegreresti delle tue disgrazie, perchè grazie a quelle hai potuto mettere alla prova l’amore e l’amicizia e…hai vinto! La tua ragazza non ti ha lasciato per cercare qualcuno con più soldi e meno problemi, il tuo amico non ti ha girato le spalle, i tuoi genitori ti sostengono e non ti dicono che magari sei stato stupido ed è tutta colpa tua. E ti pare poco? Ti raccomando, comportati bene con loro, ringraziali per essere vicino a te. Quando ci sono problemi i rapporti umani sono sottoposti a grande pressione e rischiano di deteriorarsi. Specie il rapporto con la tua ragazza potrebbe risentirne, quindi stai attento a non perderla, visto che lei ti vuole bene davvero. Del suo amore non dubito, altrimenti ti avrebbe già lasciato. Se dovesse mai allontanarsi da te non lo farebbe perchè sei povero o incasinato, ma perchè sei triste, pessimista, arrabbiato col mondo, vecchio dentro e senza speranza. Se manterrai la serenità, la calma, la fiduci in questo momento così difficile, la incanterai ed avrete un amore bellissimo alla faccia delle banche e dei debiti. Meglio mangiare alla Caritas insieme che in un piatto d’oro da solo, non credi?
ANTONIX, ciao, come mai sei arrivato su questo forum?
GILDA, come stai?
FLEXO, anche se non scrivi mi fa piacere trovare le tue tracce e sapere che ci sei.
Un saluto a tutti quelli che passano di qui.
carissimo antonix, tutti noi siamo qui per sfogarci e confrontarci. nessuno ha fatto il filosofo e nessuno si lamenta per non avere la colf o la colazione a letto. a me non interessa che ti è morto qualcuno tra le braccia. ogni storia è diversa da un’altra. non hai il diritto di offendere la gente. se non sei un aspirante suicida esci da questo forum.
Mi rivolgo in via eccezionale al signore/a antonix. Devo ammettere che la tua lettera mi a molto colpito. sopratutto quando riporti notizie del tuo collega. Tu credi che chi soffre per quanto possa dispiacer di un simile evento, provi vergogna e torni a star bene, magari dicendo che era frutto della sua mente? Cosa credi che riportare notizie simili aiuti chi sta male dentro? Un al altra cosa se sei uno che non a vissuto l’esperienza di molti qui dentro, allora capiro che non sai ….i cosa vuol dir soffrire. Se invece ci sei passato sei doppiamente ipocrita, perche’ non solo preferisci dimenticare ma pergiunta fai la morale. Inoltre se cosi fosse non mi stupirebbe nemmeno a me che un eccessivo uso di farmaci porti a questo effetto. Antonix ti dico una cosa la mia vita ha iniziato a spegenersi a 17. E l’ anno scorso la ragazza che amavo e che non riesco a dimenticarla, mi ha lasciato per sempre. A te puo sembrare una cosa banale uno che viene lasciato ma non e cosi. E tutte le tiritere he riporti piacevano anche a me, ma non solo a tutti quelli che stanno qui. Saluto a triste76 e a tutti gli altri.
sono esattamente 5 anni che vado da uno psichiatra che mi riempie di pasticche e che non ha capito nulla della mia disperazione! Kikka non è il mio nome vero, quello vero mi porta sempre verso la follia e questo da quando 5 anni fà ho ricordato l’irricordabile il perchè della mia vita inutile ed assolutamente inconprensibilmente diversa dalle ragazzine adolescenti per esempio (oggi ho 38 anni compiuti) il ricordo sono una serie interminabili di abusi sessuali perpetuati a scuola dal bidello a cui chiedevo solo quell’affetto che a casa non trovavo. Lui mi ha portato a fare un gioco si chiamava dare per avere io dovevo dare una cosa a lui (prestazioni sessuali) nella stanza delle scope dove alcuni rumori dati dal cassone dell’acqua rotto e dal lavandino che faceva rumore non facevano sentire altri tipi di rumori. Un giorno ha cominciato a farmi conoscere persone che si permettevano alcune cose che preferisco non scrivere vi dico solo che dato che non potevano sverginarmi avevano con me rapporti con ogetti inseriti…e rapporti orali questo in 1à media poi in 2a media esattamente il 16 marzo 1984 mi sono trovata fuori scuola con un diluvio di quelli grandi ho bussato al portone e lui mi ha aperto la porta dicendomi però che dovevo stare nella mia classe e questo io mi stavo accingendomi a fare quando mi sono sentita bloccata all’angolo della mia classe io stavo all’ultimo banco da lì è cominciato l’incubo peggiore della mia vita lui la persona a cui avevo voluto bene a cui avevo permesso tutte quelle cose anche perchè se facevo la brava mi abbracciava mi baciava se non avevano gradito le mie prestazioni i suoi amici mi faceva del male stringendomi i seni portavo già all’epoca la 4a di misura comunque comincia con il mettere le sue mani sotto il mio golfino fucsia e comincia a toccarmi, mi lecca sotto dopo essersi passato una mano nelle mie mutandine disgustoso sapeva di dopo barba scadente e varacchina un miscuglio terribile. Non si fermò però lì infatti cominciò ad insultarmi dicendomi che io ero una puttana e alle puttane il mondo non crede e non crede nemmeno alle bambine sporche ed io ero sporca una bambina sporca ed il mondo non le vuole tento di scapparte mi prende per i capelli che avevo a quel tempo lunghi mi mette a pancia in giù e mi sodomizza. poi mi prende per il collo stringendo fino quasi a farmi perdere i sendi o peggio e nel mentre faceva questo mi disse di tacere perché altrimenti mi avrebbe fatto tanto tanto male
a quel punto mi ha lasciato scappare sono prima andata in bagno a cercare la carta igenica perchè mi usciva sangue ovunque anche da un orecchio poi scesi dei gradini che portavano in un sottoscala dove erano ammassati vecchi banchi e lì rimasi mi rimisi in ordine ed in stato di trance passai la mattinata la cosa che mi ha ferito di più in tutto questo è stato il comportamento della gente che mi vedeva e si scansava io vomitavo ad ogni albero che trovavo arrivata a casa o cercato di nascondere il più possibile lavandomi..
Ciao Antonix, ti sarebbe bastato leggere il messaggio precedente al tuo, quello di Chiara, per capire che stavi per scrivere una serie di fesserie. A me ha fatto male leggere il suo post, non riesco neanche a immaginare quanto debba essere doloroso per una bimba patire tutto quello che ha patito lei. Tu invece non hai trovato niente di meglio che usare termini sciocchi e banali quali “vergognosa agiatezza” e “colazione al letto”. Io piuttosto faccio tutto da solo per rovinarmi la vita, senza “aiuti” esterni e non ne vado di certo fiero, ma questo è un altro discorso. Forse la prossima volta ti converrebbe leggere qualche messaggio in più prima di scrivere. Un saluto.
Ciao Fanny. Buonanotte a tutti.
x Antonix. Siamo esseri complessi, e tagliar corto, purtroppo, serve a niente. Capisco il tuo punto di vista, ti prego di credermi, e non ti biasimo affatto, perchè sento, nelle tue parole, tuttaltro che povertà mentale, ma bensi un grande amore per la vita, quindi, onore a te. Se potessimo essere diversi da come siamo…..
Ma è la nostra storia. Lascia che ti racconti un fatto. Una notte presi i piedi ed andai da Cagliari , al mare, a Torre delle stelle. Dopo 15 km a piedi, mi si fermò accanto una 500, (Avevo 22anni), e mi diede un assai gradito passaggio. La 500, l’aveva rubata poco prima, perchè doveva andare al mare. (!!!!) Arrivati al mare, e abbandonata la macchina davanti alla stazioncina dei carabinieri, (!!!!!), scesi al mare e riposai. Incontrai i miei amici e poi , verso l’una, salii a trovare un albero di fichi , che sapevo, per prendere del cibo. C’era un tipo, un bel ragazzo, completamente calvo, e mi sembrava qualcuno che conoscevo. Era piuttosto assente, e cercai di capire che avesse. Lo portai con me dagli amici, (Io, di solito, dormivo sotto una barca rovesciata, anche se i miei amici avevano poderose villealmar), e, dopo mangiato, capimmo la sua storia. Era un attore di foto-romanzi. Ma vaveva una malattia del cuoiocapelluto e aveva perso tutti i capelli. Era del tutto fuori dal mondo, e gli serviva parecchio aiuto. Lo lasciai tra le mani di brave donne, e mi godetti la mia brava notte sotto la barca. L’indomani era una giornata degna di Dio, circondati dal mare, dai profumi, dagli amici e dal senso di benessere per tutto il giorno, per tutto il santissimo giorno. Ma, per me, era anche giunto il tempo di provare a fare autostop e tornare a casetta. La serata era una meraviglia di oro colato, come le giornate che sà fare in agosto, quaggiù.———. lungo la strada, oleandri e eucalipti ombrosi pieni di profumo. I bambini sciamavano verso il market a rifornirsi di gelatini, e correndo, tornavano schiamazzando urlettini, verso il mare, come rondinotti.
Ma uno resta lì, piccolissimo, il più piccolo di tutti, e non correva abbastanza come gli altri, e nell’attraversare era rimasto per ultimo . E restò lì, perdendo piccolosangue dal nasino e dalle orecchie, mentre la manina stringe ancora il suo gelatino……
Cosa hanno visto, questi occhi…….Che splendore, la vita.
ciao Antonix, io rispetto la tua opinione, siamo qui per confrontarci e comunque dobbiamo rispettare le opinioni altrui. ma non puoi offendere dicendo che evidentemente noi non abbiamo combattuto per la vita e ancora più offensivo il fatto della colazione a letto e della colf. qui nessuno ha parlato di queste cose, quelli sono lussi che pochi si possono permettere e io non ho mai sofferto per il fatto che non me li posso permettere, non ci ho mai nemmeno pensato. sono contenta di vivere con il poco che ho. hai tirato fuori delle argomentazioni che non c’entrano proprio niente. a me dispiace che ti è morto il collega tra le braccia, è stato sicuramente un brutto momento per te ma non puoi fare questi confronti. la gente soffre per tanti motivi molto seri di vario genere e la gente che scrive qui ne è la prova. non puoi assolutamente fare paragoni. tu dici che per tirarsi su di morale basta guardare un bambino che sorride ma non è così. io ci ho provato a guardare con gioia alla vita osservando gli uccellini che cinguettano, un bambino che sorride e sono cose bellissime ma questo non cambia il mio stato d’animo e non mi fa stare meglio.
per kikka: mi dispiace tantissimo per quello che ti è successo. è terribile, non ci sono parole… anche se questo non ti farà stare meglio dovresti secondo me denunciare quelle persone e fargliela pagare perchè a te la vita l’hanno rovinata per sempre.
per Fanny: grazie per le tue parole carine… come tu hai detto l’autolesionismo e la bulimia sono solo le punte di un iceberg. lo so che quando ci sono problemi in famiglia si cerca un capro espiatorio e nel mio caso sono stata io la prescelta. lo so che mio padre ha sicuramente dei problemi mentali a sua volta ma secondo me in questi comportamenti c’è anche tanta ignoranza e infantilismo. mia madre per esempio rideva per infantilismo e, mi dispiace dirlo, anche per ignoranza. per quel che riguarda mia sorella secondo me a lei semplicemente faceva comodo mettersi dalla parte del più forte quindi si faceva trascinare da mio padre. lei era privilegiata e trattata meglio ed era bambina anche lei quindi non aveva gli strumenti per rendersi conto di quello che mi faceva, cioè che mi stava arrecando un danno così grave. ora che siamo adulte tante volte abbiamo parlato del fatto che dovremmo andare tutti dallo psicologo tutti insieme e parlare e chiarire tante cose ma non lo faremo mai perchè mio padre non ammetterebbe mai e poi mai di avere fatto le cattiverie pesanti che ha fatto. ho letto molti libri di psicologia e ho capito tante cose. ormai ho la piena consapevolezza di tanti meccanismi mentali, li ho capiti bene e ho capito anche il perchè di tanti comportamenti dei miei familiari. se non vado dallo psicologo è perchè ormai sono convinta che non mi serva più. mi serviva quando ero una ragazzina e venivo maltrattata affinchè mi facessero capire (allora) che non ero la merda che mi facevano credere di essere (segue)
andare dallo psicologo adesso significherebbe solo girare e rigirare continuamente i soliti discorsi che per me sono triti e ritriti. ne ho parlato tanto con mia madre che comunque non ha tanta colpa perchè, anche se rideva, in fondo lei non mi ha fatto cattiveria gratuita. ne ho parlato tanto con le sorelle, con una mia amica ma anche dopo averne parlato non sto meglio. per anni ho pensato di andare dallo psicologo e anche ho pensato di fare l’ipnosi sperando di ricordare delle cose che ho rimosso e sperando che mi possano estirpare con questa tecnica i complessi che ho nella testa che sono ormai seminati dall’infanzia e ne sono cresciute le piante. ma non l’ho mai fatto e poi in realtà non credo in queste tecniche e non credo che i colloqui con gli psicologi aiutino a stare meglio (con questo non voglio offendere la categoria). come dici tu Fanny noi cambiamo e ci arricchiamo con le esperienze di vita di ogni giorno e soprattutto con il dare agli altri che è la cosa che ci dà più gioia. ricomporre i mille pezzettini in cui mi hanno ridotta è impossibile quindi posso solo andare avanti cercando di stare meglio che è possibile.
chi ha i problemi gravi è mio padre perchè nell’infanzia venivo maltrattata da lui e mia sorella ma la sorella, crescendo, è maturata e ha smesso anzi poi ha cercato sempre di aiutarmi in tante situazioni mentre mio padre ha continuato con i maltrattamenti e continua ancora. io ho capito perfettamente la sua personalità e i suoi disturbi mentali, ho ricostruito il suo percorso di vita e ho capito perfettamente tutti i suoi meccanismi nel cervello che lo portano a questi comportamenti anche se c’è ancora qualcosa che mi sfugge. questo qualcosa lo capirò forse tra altri dieci o vent’anni.
cioè ci vorrà tutta la mia vita per tentare di ricompormi e non ci riuscirò mai completamente. l’integrità del mio sè è stata lesionata per sempre.
scusate la lunghezza. auguro una buona giornata a tutti
un saluto a peppe, giuseppe, gilda, fanny e tutti gli altri.
Antonix non offende nessuno, ci ricorda che esiste un mondo quasi normale, e i nostri dolori, si nutrono, a nostro discapito, di molte delle nostre buone qualità, e possibilità vitali. Quando si è grandetti, stare male, anche molto, è lecito, ma credere che la nostra realtà sia la realtà, è destabilizzante. Non mi è del tutto chiaro il confine tra il mio diritto a star male e gli altri, e Antonix, è il benvenuto. E, tutto sommato, anche Ornella.
Peppe83: l'”eterno riposo” arriverà per tutti prima o poi ma se lo chiedi a Dio, stai certo che non ti accontenterà. credo che abbia ragione Fanny riguardo al fatto che stiamo affrontando una specie di “prova” io la chiamerei “prova di sopravvivenza”, e spetta a noi superarla o meno. indipendentemente dall’esistenza del Divino. poi però c’è da dire che non tutti quelli che superano la prova lo fanno con onore. perciò se devo continuare a vivere in modo indegno, preferisco ritirarmi con un briciolo di dignità. ma lascio da parte i santi poichè non mi sentono. non mi sente nessuno.
Giuseppe: vorrei che tu avessi ragione riguardo al “pieno di benzina”… lo vorrei tanto…
Kikka: l’essere umano è davvero una brutta specie. non ho parole… vorrei esprimere altri giudizi a riguardo ma non lo farò, altrimenti mi censurano dal sito.. comunque qui troverai conforto perchè qui sei al sicuro.
Fanny: se non mi sbaglio tu sei credente, giusto? perchè vorrei aprire una piccola parentesi con te, se ne hai voglia, e porti una mia banale considerazione sul suicidio legato alla Chiesa e/o alla comunità Cristiana. allora ti spiego, io ho letto la Bibbia, e secondo quest’ultima, per fartela breve, il suicidio è DANNATO per sempre, nonchè secondo i preti e secondo molti religiosi. a loro detta, il suicidio è dannato perchè non si ha quasi mai il tempo di redimersi. a meno che non ti butti da un ponte così in quei 3-4 secondi fai in tempo a pentirti, questo lo raccontò persino Padre Pio mentre rassicurava una vedova la quale il marito si era suicidato gettandosi da un ponte.. insomma, secondo la Chiesa, chi uccide un’altra persona potrà pentirsi e quindi essere salvato, mentre chi uccide se stesso andrebbe dritto all’inferno e per giunta dopo una vita di m****…???!! bene, ovviamente io non credo a tutto questo, o meglio, non voglio crederci.. ho gia perso due amici in questo modo ed erano delle persone fantastiche mentre io sono sull’orlo dell’astrico e provo disprezzo per quello che la Chiesa a volte fà e dice in nome di Dio. chiusa parentesi.
CHIARA, da quello che mi dici direi che forse hai ragione, lo psicologo non può far molto per te, visto che da sola hai già fatto tanto. E questo lo trovo grandioso. Sei riuscita a prendere le giuste distanze emotive, sei riuscita a “riconciliarti psicologicamente” con tua madre e tua sorella ed hai perdonato ad entrambe. Con tuo padre invece hai un conto psicologico ancora aperto, per quanto tu abbia ben capito che ha dei problemi mentali e dell’ignoranza, a lui non riesci ancora a perdonare. Se andassi da uno psicologo probabilmente ti direbbe che hai un complesso di Edipo irrisolto, e ti terrebbe in cura per anni. Sospetterebbe ambivalenza nell’avversione verso tuo padre, un odio derivante da amore deluso, e gelosia ed invidia per tua madre e tua sorella che erano nel suo cuore, mentre tu non sei mai riuscita a farti amare da lui come loro. Da qui, se questo fosse avvenuto a livello inconscio, potrebbe scaturire il tuo senso di non valere niente, perchè nel tuo inconscio resta il senso di non essere riuscita a battere tua madre e tua sorella nella lotta per l’amore di tuo padre e di non essere riuscita a conquistare il suo rispetto e la sua stima come essere umano e come donna. Questo direbbe la psicanalisi. Prova con calma a pensarci su. Io penso che un po’ di vero nella storia del complesso di Edipo ci sia. Non ha, credo, a che fare così direttamente con la sessualità come pensava Freud, nè penso che il fattore rivalità con il genitore ed eventualmente i fratelli del proprio sesso sia sempre presente. Penso piuttosto che i genitori rappresentino per i figli i primi modelli umani con cui interagire, per cui avviene una sorta di imprinting: se si è amati dai genitori e si è amati nel modo giusto, si internalizza la sensazione di essere buoni, bravi, belli, degni di amore, forti, capaci di conquistare gli altri e il loro affetto; viceversa, se per qualche ragione non si è amati dai genitori o non nel modo giusto, resta la sensazione di aver fallito, di non aver saputo meritare o conquistare l’amore, di valere quindi poco. Questi sentimenti, sia positivi che negativi, agiscono generalmente a livello inconscio e si generalizzano poi piano piano a tutte le altre relazioni umane.
Quanto all’ipnosi, non so cosa potrebbe darti. Non è detto che ciò che emerge durante l’ipnosi corrisponda al ricordo effettivo di qualcosa che è capitato realmente proprio a te. Nell’insieme l’ipnosi è un fenomeno assai complesso e misterioso (se vuoi prova a leggerti il poderoso trattato di Granone che, tra i testi scientifici italiani, secondo me resta il migliore). È anche un campo in cui opera molta ciarlataneria. Senza contare che non sempre e non tutti sono ipnotizzabili e che possono esserci anche rischi e controindicazioni.
KIKKA, che storia terribile! Dici che sono solo 5 anni che sei in cura da uno psichiatra, ma come hai fatto ad andare avanti prima? Che cos’è stato che poi improvvisamente ha scatenato la tua disperazione? Dalla tua storia emerge comunque, secondo me, una cosa terribile: il vero danno tu lo hai subito ancora prima di incontrare questo pervertito ed i suoi sudici amici sul tuo sfortunato cammino. Il vero danno è che non c’erano figure adulte ideali nella tua psicologia di ragazzina con cui comparare il pervertito ed accorgerti subito della sua devianza e pericolosità. Nè c’era una sola persona adulta di cui ti fidavi abbastanza da confidare il dramma in cui eri venuta a trovarti. Maria Goretti cento anni fa, quando non c’erano giornali e televisione, pure ha capito quello che le stava per succedere ed aveva anche lei solo 11 anni. Non te la porto per esempio per dirti che piuttosto avresti dovuto farti ammazzare, non mi fraintendere, ma solo per dirti che anche una bambina inesperta di 11-12 anni, se cresciuta in una famiglia normale, è in grado di capire subito di che si tratta. Quindi se tu hai permesso a questi mostri di abusare di te senza capire, credendo anzi di ricevere amore, senza pensare che invece chi fa questo l’amore non sa neppure cosa sia, vuol dire che tu stessa ad 11-12 anni non avevi ancora dentro di te conoscenza dell’amore, nè quel normale e istintivo discernimento del bene e del male, quello che anche agli animali fa riconoscere il pericolo. E questo mi sembra terribile e penso quanto tu devi aver sofferto già nei primissimi anni della tua vita e quanto affetto ed esempio ti siano mancati. Non so come riuscirai a riparare questi danni. Gli psicofarmaci possono ridurre la tua ansia, evitare che tu abbia incubi, far sì che tu riesca a dormire la notte, ma non possono aiutarti a metabolizzare tutto questo ed a ricostruire la tua persona. Molto dipende anche dalla vita che tu hai ora, da chi ti è vicino, dalla tua situazione lavorativa, dai rapporti che hai o non hai con la tua famiglia d’origine e da tanti altri fattori. Spero che scriverai ancora, forse questo forum ti potrà aiutare un po’.
TANCAMALA, tu sì che hai vissuto. Non sei andato in giro in cerca di cose da prendere e accumulare, ma sei andato in giro con gli occhi aperti per filmare la vita. Ora non sei vecchio, sei senza età.
Un saluto a PEPPE83, GIUSEPPE, NOBODY, FLEXO, GILDA e tutti gli altri.
per tutti
Ditemi esiste per voi un fattore “zero” eliminato il quale , o risolto il quale la vostra vita avrebbe un senso o tornerebe ad averlo?
Io credo di si ma non ne ho la certezza.
Salut
Ciao a tutti. Vorrei riuscire ad essere più costante nello scrivere ma l’incostanza fa parte di me.
Leggo storie dell’orrore e sento tanto dolore per quello che di brutto accade. Mi fanno male questi racconti e non so davvero che parole di sostegno io possa rivolgere a chi ha subito queste gravissime deprivazioni e abusi. Ci vuole molta forza e molto coraggio a parlare di sè raccontando episodi così pesanti e così profondamente traumatici. Ti ammiro CHIARA e anche te KIKKA per essere riuscite a tirare fuori il vostro dolore anche se questo, come dici tu, Chiara, non attenua la sofferenza. Mi accorgo di soppesare con attenzione le parole mentre scrivo, per paura di potervi ferire. Probabilmente la mia “ammirazione” potrà farvi arrabbiare perchè non è un sentimento consono alle terribili situazioni che avete subito. Ma lo dico in senso buono, perchè io non riesco a raccontare nulla di mio, mi tengo gelosamente custoditi i miei pensieri e i miei sentimenti.
Cara FANNY, sempre così genuinamente interessata agli altri, sempre così pronta a fornire un aiuto a chi sta male, grazie dei saluti che ricambio. Mi sento bene quando leggo il mio nome. Vorrei scriverti di più e raccontare dei terribili pensieri che albergano nella mia mente oggi e contro cui ho combattuto con fatica in questo fine settimana, ma sono molto confusa e non riesco ad organizzare un discorso coerente. Mi dispiace. Certe volte penso che queste medicine mi abbiano rubato la mia essenza, io che scrivevo tantissimo e raccoglievo i miei pensieri su qualunque pezzo di carta avessi a disposizione.
Grazie GIO per la bellissima preghiera che hai riportato, mi ha fatto molto riflettere.
Ciao FLEXO, ciao TANCAMALA, ciao NEVE e ciao a tutti voi che state qui o anche solo leggete.
ciao Fanny, hai detto a me e agli altri delle cose molto sagge come sempre. mi sembri una psicologa o comunque una persona molto istruita e sensibile. anch’io da molto tempo penso che il mio problema sia il complesso di Edipo non risolto. la penso come te, secondo me nel complesso di Edipo non ci deve essere necessariamente un conflitto con fratelli e sorelle e non ci deve essere necessariamente un collegamento col fatto sessuale ma qualcosa di vero c’è. molti studiosi della psicologia dicono che molte nevrosi partono da un complesso dell’Edipo non risolto e io sono daccordo con questa teoria. dicono anche che molte persone che hanno problemi psicologici non hanno superato la crisi dell’adolescenza e quindi che non in tutti avviene il pieno sviluppo della personalità. insomma molte anormalità nella personalità si svilupperebbero proprio a causa di queste “crisi” non risolte. certo,nel mio cuore ho perdonato mia madre e mia sorella perchè capisco che erano trascinate da quell’animale e mia madre era succube e infantile e plagiata da lui. ma non posso certo perdonare mio padre anche se capisco che lui secondo me è un eterno adolescente, io penso che non ha superato la sua crisi adolescenziale e che non è mai diventato adulto anche perchè è cresciuto in un paese sperduto con pochi contatti con la realtà e in una generazione in cui non c’era la televisione e neanche tanti stimoli. poi anche lui nella sua famiglia da ragazzo era considerato quello che valeva di meno rispetto a suo fratello primogenito e veniva trattato come il servetto e la pezza da piedi della famiglia. infatti io ho capito che lui ha fatto a me ciò che la sua famiglia ha fatto a lui ma non so se lui sia stato maltrattato psicologicamente. comunque il discorso è molto ampio e non si può fare così in poche parole. anche se capisco i suoi disturbi mentali non lo posso perdonare pechè le cattiverie che mi ha fatto sono troppo pesanti, mi ha umiliata, mi ha messo i bastoni tra le ruote in tanti modi apposta per farmi soffrire, per farmi stare male e anche queste cose non si possono raccontare in maniera riassuntiva. è come se lui mi avesse messo la nuvola sulla testa per farmi piovere sempre sopra mentre per gli altri il sole splendeva cioè ha fatto di tutto per farmi sentire a disagio e fuori posto. non posso assolutamente perdonarlo e quindi si è creato il classico rapporto di odio/amore come succede in tutte le famiglie. ho passato anni a pensare ogni giorno al suicidio e ad avere dei conflitti con me stessa perchè mi ha provocato delle nevrosi terribili quando invece avrei potuto vivere una vita un pò più serena. ciò che lui ha fatto è il farmi sentire sempre a disagio come se la mia presenza e il mio esistere dessero fastidio a qualcuno. ora mi sento un pò meglio, mi sto un pò riprendendo ma non sto comunque bene, il mio autolesionismo è sempre lì, non smetterò mai di farmi del male perchè dentro di me ci sono delle contraddizioni (segue)
dei conflitti di personalità che lui mi ha scatenato. io sto bene solo quando mi faccio del male perchè sento sempre il bisogno di autopunirmi per ogni cosa perchè mi sento in colpa per ogni cosa.
per kikka: vorrei consolarti ma non ho parole adeguate perchè in questi casi qualsiasi parola può essere fuori posto e risultare addirittura offensiva. vorrei dirti che non devi sentirti in colpa per quello che è successo perchè a quell’età non avevi gli strumenti per difenderti, per capire pienamente quello che ti succedeva. forse cercavi amore, forse tu sei stata il bersaglio di quell’animale perchè eri ingenua proprio come lo ero io, o forse perchè fisicamente eri più attraente di altre. quello che tu racconti è terribile, non ci sono parole per definire ciò che ha fatto. ma vorrei farti una domanda: hai fatto qualcosa per fargliela pagare? secondo me dovresti sputtanarlo in giro e rendere pubblica la cosa così almeno la pagherà anche se non trovi il coraggio di denunciarlo.
grazie a tutti per le parole gentili. auguro a tutti una buona notte.
beh comunque ti sono vicina, un saluto a tutti e buona notte.
Eccomi qui di nuovo fra voi. Non avevo molto da dire in questo periodo così ho preferito lasciare spazio ai nuovi arrivati che mi sembrano persone intelligenti e con molto buonsenso (esclusi quelli ovviamente che dicono che ci lamentiamo perchè non abbiamo la colazione a letto o scemenze del genere). Saluto in particolare Neve87 che mi aveva cercato poi ovviamente saluto Flexo Fanny il Tanca e tutta la vecchia guardia. E a Serena dico sì forse esiste un determinato fattore zero risolto il quale la vita avrebbe di nuovo un senso, il problema è individuarlo… adesso mi rivolgo a semplicemente Stefano perchè trovo il suo ultimo post a dir poco meraviglioso, e lo sottoscrivo parola per parola. Il guardare la felicità degli altri da una finestra è una delle mie attività principali da anni e anni quindi capisco benissimo quello che provi, come capisco il tuo senso di disadattamento. Anch’io mi scopro ad odiare le persone felici e realizzate con belle famiglie e belle macchine pechè in fondo è l’unica cosa che mi fa sentire ancora vivo, oltre ad odiare me stesso e la mia incapacità totale di vivere una vita serena. D’altronde nel cuore degli esseri umani quando non ci può essere amore arriva l’odio c’è poco da fare… per quanto riguarda la mia situazione personale le cose sono peggiorate in maniera repentina la settimana scorsa, ormai il passo che mi separa dalla morte o dalla vita di strada è assai breve; dire che sto malissimo è come usare un eufemismo, la verità è che non ci sono parole per descrivere il mio stato d’animo. Vuoto vuoto vuoto e ancora vuoto solo quello mi è rimasto ormai, altro che colazione a letto. Continuo a domandarmi perchè io devo sempre perdere le persone a cui voglio bene ma nessun Dio mi dà una risposta. E sono sempre più solo al mondo. Come vorrei poter tornare indietro negli anni quando mi bastava guardare i cartoni animati in tv per essere felice ma purtroppo il treno della vita va solo avanti non c’è ritorno… bene scusatemi se sono stato un poco lungo stasera ma avevo bisogno di scrivere sto veramente troppo da schifo ormai. Rinnovo il mio saluto a tutti ma proprio tutti vecchi e nuovi, e il mio grazie infinite per… esserci anche solo virtualmente. Vi lascio con una frase che mi ronza nella testa dalla mattina alla sera: stop the party… and kill yourself…
Ciao, non riesco a leggere tutte i vostri post. Ho bisogno di conforto, quindi scrvetemi per favore. Ciao a tutti.
GIO, è vero, sono credente. Non so neppure io perchè. I miei genitori non lo erano. Mi hanno mandata a scuola dalle suore perchè funzionava meglio e non c’era droga, e devo dire che le suore in genere, con poche eccezioni, non mi hanno conquistata alla fede, anzi semmai hanno messo la mia fede alla prova. Il mondo del convento rispecchia il mondo fuori del convento, è abbastanza marcio, anche se si incontrano delle bellissime eccezioni. Penso comunque che la mia fede risalga ai primissimi anni della mia vita. L’immagine del Crocifisso, di quest’uomo che soffre tanto e non scende mai di là e nessuno lo tira giù e fa niente per aiutarlo, mi colpiva moltissimo da bambina. Quando ho chiesto, mi hanno detto che stava lì per noi, per far sì che potessimo un giorno andare in paradiso. E così ho cominciato a dirgli che mi dispiaceva molto, che ogni tanto avrei voluto prendere per un po’ il suo posto e andarci io sulla croce in modo che potesse riprender fiato, chè mi pareva che stare lì dovesse fare proprio tanto male. Andavo spesso nella cappellina della scuola durante la ricreazione per fare compagnia a Gesù.
Verso l’età di 5-6-7 anni avrei anche voluto morire per andare in Paradiso da Lui. Invece si vede che non ero pronta per il Paradiso, e sono rimasta quaggiù ad imparare.
Per quanto riguarda il suicidio, non mi pare di ricordare che nella Bibbia sia condannato, comunqque andrò a rileggere alcuni punti su cui eventualmente ho dubbi. Se mi sai dire dove tu hai trovato questa condanna te ne sono grata. A quanto ne so io la condanna cristiana del suicidio risale a S. Agostino, quindi il V secolo. Ma anche nel mondo greco e precristiano il suicidio non sempre era benvisto, tranne che per poche eccezioni (per es. Socrate, che comunque era condannato a morte, quindi non si è esattamente suicidato, bensì ha eseguito da solo la propria condanna).
Nel XV secolo, per chi si uccideva la legge inglese combinava le pene ecclesiastiche con quelle secolari poiché il suicidio era considerato un crimine, contro Dio e contro il re. Alla famiglia, coperta di vergogna, venivano confiscati i beni del defunto. Hillmann (1999) ci dice che le conseguenze del suicidio erano terribili, sia per il defunto che per I sui parenti, pare che il cadavere venisse sepolto presso un bivio, con un paletto conficcato nel cuore, o che essere fosse gettato nella fogna o nella discarica della città. Le proprietà, il titolo e i beni del defunto venivano tutti confiscati dal re e la legge decretava che non doveva rimanere alcun ricordo di lui. La moglie e i figli dovevano lasciare la città. Eppure l’Inghilterra non era un Paese particolarmente cattolico. (segue)
(segue) Oggi anche la Chiesa pensa che il suicidio nella maggior parte dei casi sia il gesto di chi non è più capace di intendere e volere a causa di depressione o altra malattia mentale e non nega ai suicidi il funerale religioso. Non so che esperienze tu abbia fatto con i tuoi amici morti per suicidio, io sono stata personalmente al funerale religioso di parecchi suicidi e non ho sentito parole di condanna, solo di rammarico.
Quanto al dove noi andremo, penso che ci saranno delle belle sorprese. Se leggi la parabola dei talenti (Matteo 25:14), che viene proprio prima del capitolo dedicato al giudizio finale, vedrai che ognuno verrà giudicato in base al quantum ricevuto alla nascita, e questo Dio solo lo conosce. In un certo senso è difficile anche giudicare noi stessi. Solo Lui sa alla fine se davvero abbiamo fatto del nostro meglio oppure no. Solo Lui sa quali erano I nostri handicap iniziali, le nostre debolezze, i nostri punti di forza. Solo Lui sa se nelle circostanze che la vita ci ha riservato avremmo potuto fare meglio oppure no. Così persone che ai nostri occhi sono indegne del Paradiso, magari passeranno davanti ad altre che a noi sembrano sante. Tutto il mistero è nelle Sue mani, Gio, a noi penso che in questo poco tempo terreno è solo dato il compito di fare del nostro meglio.
SERENA, in questo momento potrei dirti di sì, che quel fattore per me esiste. Se si potesse annullare la morte e riportare l’orologio ad un momento prima, allora il mio problema sarebbe risolto e la vita tornerebbe a splendere per me. Tuttavia, essendo la vita in continuo divenire, probabilmente cambierebbero altre cose riportandomi nello squilibrio. Penso che finchè stiamo dentro l’acqua, il mare agitandosi agita anche noi. Solo imparando a camminare sopra il pelo dell’acqua possiamo evitare i flutti della tempesta.
Non ho più tempo… Buonanotte a tutti!
Ciao a tutti.. in particolare a Fanny ..che riesce con la sua presenza continua.. ad avere delle parole di conforto per tutti!!
Sono comunque d’accordo con quello che mi hai scritto sopra! Grazie!
Peppe83 .. nessuno penso, possa dirti, che essere lasciato dalla persona che si ama , sia una cosa da poco anzi.. molta gente fatica non poco ad uscire da queste situazioni..forse servira’ un’anno, due , tre.. ma alla fine ci riuscirai..sei giovane coraggo!
Mi dispiace molto per Kikka.. esistono,soggetti che non meriterebbero proprio di vivere.. e magari proprio a questi va’ meglio che
alla gente che sempre fatto del bene e si è impegnata nella vita!
Per me il fattore zero principale .. attualmente Serena per ricominciare a vedere una luce in fondo al tunnel sarebbe trovare una
strada a livello lavorativo .. visto che fino adesso è andata male!
Purtroppo la cosa non è semplice soprattutto di questi tempi. La storia, che chi si suicidia dovrebbe finire direttamente all’inferno è nota anche a me..ma solo x sentito dire..non ho mai approfondito il discorso!! Adesso vado a letto.. sperando che la notte duri il + possibile .. un saluto e un’abbraccio caloroso a tutti!
Inanzitutto complimenti a Fanny per le importanti parole che distribuisce a tutta questa gente che scrive che certamente lo fà perchè ha voglia di vivere e cerca qualcuno che li aiuti a riuscire.
Ho conosciuto questa valvola di sfogo in un momento di crisi profonda ,quando ero convinto che il suicidio era l’unica soluzione, inizialmente ho fatto solo lettura pensando che servisse solo ad allungare la mia agonia poi grazie ad un fatto che ho già raccontato mi sono ravveduto e cerco nel mio piccolo di dare un piccolissimo aiuto spero non sia cotroproducente che invece di aiutare peggiori la situazione di tante persone che hanno bisogno di aiuto anche solo morale mi sento vicino perche ci sono passato ,qualcuno potrà dire che i miei problemi siano stati insignificanti ma quello che vorrei inserire nelle loro teste e che c’è sempre una via di uscita se lo si vuole, e vero il mondo non è tutto rosa ma nemmeno tutto nero e quando un uomo come Leone (esempio) scrive quelle cose mi sento colpevole di quello che noi società evoluta abbiamo fatto ma sono dell’idea che un essere intelligente e forte come mi sembra possa fare cose importanti e non pensare al suicidio , quindi Grande Fanny dobbiamo esserci quando questi appartenenti del mondo hanno bisogno loro sono parte integrante del nostro futuro e spero che tutti facciano come me lottino con tutte le loro forze per un mondo migliore noi siamo più forti delle avversita . Ciao Antonix
Cara lilù queste poche parole che tiscrivo spero che siano di conforto per i tuoi grandissimi problemi ma ricorda che tu noi tutti abbiamo problemi tutti i giorni e dobbiamoin qualche modo risolverli la difficolta non è nella grandezza del problema ma bensi nelle circostanze che noi ci troviamo , la forza deve venirci da dentro dobbiamo pensare che qualcuno ha bisogno di noi e quindi dobbiamo dare una svolta alla nostra vita, la vita dobbiamo immaginarla come un diamante quindi con tante sfacettature quindi non focaliziamo un solo punto di vista ma cerchiamo di vederlo da più punti ,abbiamo paura che le avversita ci spezzano e non riusciamo ad alzarci dalle mazzate ricevute invece dobbiamo forse a fatica rialzarci ed appoggiarsi anche con le mani al fondo del pozzo che ci staà risucchiando dobbiamo comportarci come quei neonati che incredibilmente riescono a muovere simultaneamente gambe braccia e testa , se dovessimo farlo noi dopo pochi secondi saremo distrutti dalla fatica . Quindi bisogna avere la forza e il coraggio della tigre essere disposti a perdere per vincere. Perdere non vuol dire morire , ma morire vuol dire perdere, e tu cara LILU’ sei la cosa più importante per questo mondo vista dalla sfacettatura del tuo diamante Quindi non mollare mai il mondo sei tu e domani sara un giorno migliore. Cao Antonix
CHIARA, se capisco bene tu vivi oggi per conto tuo e non più con i tuoi genitori, eppure non riesci a staccare il cordone ombelicale psicologico che ti lega a loro, nè a interrompere il rapporto psicologico sado-masochistico con tuo padre. Con l’autoleionismo continui infondo l’opera di tuo padre su te stessa. Anche se hai capito come questi meccanismi psichici possono funzionare, non sei in grado ancora di invertire la rotta, di trovare un rimedio. Che fare? Se anche non vuoi andare dallo psicologo, continua almeno da sola il lavoro che hai cominciato su di te. Per quel che posso capire da lontano attraverso il nostro scambio di post, direi che sulle teorie psicologiche sei ferratissima, quindi potresti passare agli esercizi pratici, se davvero vuoi modificare alcuni aspetti di te o alcuni comportamenti (per es. l’autolesionismo). Poniti dei piccoli obbiettivi, tappe parziali. Pensa alcune possibili strategie per modificarli e mettile in pratica una per una finchè non trovi quella giusta che funziona. Una volta raggiunta una tappa parziale cerca di consolidarla, poi passi alla successiva. Ti faccio un esempio di quello che intendo per tappe parziali. In uno dei post precedenti hai detto di aver avuto spesso problemi al lavoro per il tuo aspetto triste, il tuo volto poco sorridente. Bene, potresti per es. proporti di entrare ogni giorno al lavoro con un sorriso ed atteggiare il volto al sorriso ogni volta che guardi qualcuno. Cambia solo questo aspetto di te per un periodo di qualche settimana, vedi se ci riesci e quali conseguenze ha, sia su di te in senso di sforzo, sia sugli altri, poi fai una verifica e passi ad un altro comportamento che vorresti modificare. Attenzione però a non farlo nel senso di mettere una maschera. In quel caso alla fine ti procurerebbe danno. Io penso ad un gesto fatto con convinzione, un vero e proprio esperimento su te stessa. Che ne pensi? Ho detto una cavolata o si potrebbe tentare?
NOBODY, nei tuoi post si sente un dolore così profondo, le cui radici sembrano irragiungibili anche per te stessa. Forse il fatto che tu non riesca a metter giù per iscritto i tuoi pensieri così terribili non dipende solo dallo Zyprexa, ma dal fatto che questi pensieri non circolano solo nella tua mente cosciente, ma abitano in zone profondissime e poco accessibili. Penso che ti sia difficile formulare questi pensieri con le giuste parole perfino dentro te stessa, forse sono più sensazioni che pensieri, una cosa pesante, avvolgente e invadente che viene dal fondo di te e ti riempe la mente e cerca di occuparla tutta e ti toglie lo spazio per i pensieri e i sentimenti normali e la forza per reagire. (segue)
(segue) Amica cara, non so dirti da dove venga tutto questo. Tu stai facendo del tuo meglio per difenderti. A proposito, sei stata dalla psichiatra a farle controllare dosi e tipo di medicine? Ecco, lo so, adesso sono troppo concreta ed invasiva, scusami. Però lo sai che un po’ ho ragione…. Spero che anche con la psicoterapia tu stia riuscendo ad andare avanti per quanto riguarda l’aprirti di più con il tuo compagno. Se ho ben capito, finchè le cose con la tua amica del cuore andavano bene, tu riuscivi con lei a parlare di te. Quindi dell’aprirti in sè ne sei capace e in linea di massima dovrebbe essere possibile anche col tuo compagno. Ti abbraccio forte, fammi sapere come va.
TRISTE76, sono contenta di risentirti. È brutto quando qualcuno arriva qui e poi non si fa più sentire e non ci lascia più sapere come sta. Ti vorrei dare parole di speranza per quanto riguarda tutti i tuoi problemi concreti, ma sapendo come funzionano la giustizia e i tribunali mi è difficile essere ottimista. Io stessa sono stata vittima di gravissime ingiustizie giudiziarie che mi hanno causato una perdita patrimoniale irreparabile, in pratica ho perso la mia casa, compratami da mio padre dopo una vita di duro lavoro. Ora se la gode una persona estranea ed io faccio i salti mortali per pagare l’affitto di un appartamentino e per mandare a scuola mio figlio. Quindi sii forte e non aspettarti molto dalla giustizia umana, rivolgiti solo alle risorse lavorative che hai in te e all’affetto dei tuoi cari. Ma questo sai anche tu che non è poco, vedrai che in qualche modo ne uscirai, pulito e a testa alta, forse più povero di soldi, ma più ricco di esperienza e di forza interiore.