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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 76
    marco.dt -

    ciao a tutti,
    ho 18 anni e sono ormai diversi mesi che penso al suicidio.Non c’è stato un evento scatenante che mi ha indotto a prendere come ipotesi il suicidio,ma riflessioni sul senzo che ha la vita e cosa il futuro ha da propormi.Penso che non occorre essere depressi o malati di mente per farlo,ma soprattutto penso che chi vuole togliersi la vita la ama più degli altri,solo vuole viverla bene e felicemente e nn accetta una vita nn vissuta.

  • 77
    alexia -

    marco..qi m citi schopenauer..
    io ho 18 anni cm te…ho una visione della realta probabilm lt simile alla tua…nn è il futuro ad offrirti la vita,sei tu ke te la costruisci,mettendo in conto la sfiga,gli imprevisti e le sorprese..
    e se ami la vita davvero,e amare la vita secondo me,citand un altro autore cn cui concordo appieno,significa amare una esistenza felice,nn la vita in sè(se c pensi bene),allora saprai tirare fuori i”cosiddetti”x plasmarla a tua discrezione per esitere secondo i tuoi valori,le tue priorita…
    su qst io,propr in qst periodo,m sto interrogand sulla possibil d andar all’univers o meno.
    fare carriera m rendo conto ke nn è una mia priorita,ki m dice ke esser un avvocato sempre in giro,sempre pieno d lavoro e responsabilita m dara piu soddisfaz ke fare la parrucchiera,ke s fa la sua settimana e qnd torna a casa è tra i suoi cari e i suoi amici e nn pensa piu al mestiere se nn qnd c torna il lunedi?
    “voglio i soldi”…ma i soldi t renderan felice?
    forse x ki ha priorita diverse dalle mie si.

  • 78
    marco.dt -

    Il mio problema è ke solamente quando bevo o mi faccio sto bene con gli altri,mi diverto e socializzo, altrimenti preferisco stare da solo perchè solo così mi sento a mio agio.Non sono ne capito ne rispettato pienamente dai miei coetanei e la loro vicinanza mi rende insicuro,depresso e mi toglie la stima di me stesso.

  • 79
    rossana -

    belli e maturi i tuoi scritti, alexia.
    ovviamente, concordo con te in particolare su questo passaggio:

    “-io scrivo un diario.aiuta davvero.scrivendo esternizziamo il probl.vederlo scritto aiuta a ad analizzarlo oggettivam,e ancor meglio rileggendolo qlc gg dopo,qnd l’animo è pulito dalle emozioni violente di ql momento di crisi.”

    se si riesce a scrivere liberamente e onestamente è quasi come parlare con un vero amico, è un guardarsi allo specchio dall’esterno, un buttar fuori quello che più ci fa male per capirlo e capirci meglio. non sempre è possibile farlo, a volte fà troppo male anche questo… ma vale la pena provarci, e insistere…

    la tua sensibilità e la tua saggezza sono accresciute, credo, dal fatto che sei diabetica. è vero che i medici che curano saprebbero dare di più in termini umani se avessero provato la malattia. invece finisce spesso che se uno è umano è un cane di dottore, mentre invece se è un bravo medico ha la sensibilità di un pezzo di marmo…

    comunque un aiuto lo possono dare, soprattutto se la depressione è di origine organica. in questo caso, però, per curarsi e ottenere buoni risultati bisogna veramente essere seguiti da un buon dottore, stare alle prescrizioni senza scartare, e avere anche la fortuna che azzecchi la molecola giusta per noi, cosa non facilissima. anche questo aiuto va cercato, con attenzione e senza scoraggiarsi al primo insuccesso.

    mentre leggevo il tuo scritto mi è venuto in mente che l’idea di procurarsi del male fisico nasce spesso dal senso di colpa. il che è quasi un assurdo perchè nella maggior parte dei casi non abbiamo alcuna colpa. è il nostro inconscio e la nostra insicurezza a farci questi brutti scherzi.

    spero di leggerti ancora… ciao!

  • 80
    alexia -

    marco..tu rifiuti d essere te stesso,nn ti vuoi bene…qnd t fai o bevi nn sei piu te stesso.se gli altri t apprezzano qnd sei in quegli stati,forse qsti “altri”nn t meritano,nn t vogliono bene,nn t capiscono e nn sono interessati a te.sono superficiali.
    cerca persone vere,profonde…ed è difficile trovarle tra i “fighetti”…
    il tuo volerti bene nn deve dipendere da qnt gli atri t apprezzino cavolo!tu devi esser fiero di te sempre e cmq!
    ovviam con i tuoi pregi e difetti!

  • 81
    rossana -

    marco.dt,
    mi sono soffermata su queste tue parole: “riflessioni sul senzo che ha la vita e cosa il futuro ha da propormi”.
    non è che ti aspetti troppo dalla vita e dal futuro?
    hai provato a pensarla in termini di dare invece che di avere?

    non sono sicura che chi vuole togliersi la vita la ami più degli altri. Pavese, che di fatto se la tolse, dopo un’inutile richiesta indiretta di aiuto, la viveva con grande difficoltà… e non mi pare che ne fosse così attratto…

    sapete che
    – si dice che chi parla di suicidio non lo fa mentre si dovrebbe temere molto di più che lo faccia chi non ne parla?
    – che più si va avanti con gli anni e meno ci si suicida?
    – che i paesi dove più alto è il numero dei suicidi sono quelli in cui si gode collettivamente di un certo benessere?

    a volte la gioventù, non avendo mai visto in faccia la morte, vive la possibilità di questo evento più o meno come un gioco, senza rendersi conto veramente che davvero gli occhi non si apriranno più, la bocca non avrà più parole, le braccia resteranno inerti…

    senza contare quando se ne parla, o lo si fa, solo per attirare l’attenzione… infatti, sono pochi quelli che lo fanno tanto bene da riuscirci: nella stragrande maggioranza dei casi tutto si risolve in un po’ di agitazione…

    resta un atto contro natura, come il figlio che muore prima del padre, non sono cose da tutti i giorni…

    ciao!

  • 82
    rossana -

    marco.dt,
    adesso capisco meglio il tuo disagio. non è il futuro o la vita in sè che ti spaventano, è la difficoltà di rapportarti agli altri. questo sì che è un grosso problema…

    dovresti cercare di capire da dove nasce, cosa tutt’altro che facile… vorrei poterti dire di più ma è un qualcosa che conosco poco, anche se una persona a me carissima patisce per queste difficoltà come te. non è che ti vedi più interessante e più importante di quanto gli altri ti riconoscano? non è che anche qui ci possa essere un eccesso di aspettative da parte tua?

    forse siete soltanto diversi dalla massa e fate fatica a inglobarvi. e vivete la situazione con sofferenza… la fase di adeguamento potrebbe essere lunga ma potrebbe essere anche meno difficile di quello che sembra trovare un equilibrio…

    ciao!

  • 83
    ania -

    Io non odio la vita,
    ma non sopporto le persone che non capiscono,che fingono d’ascoltarti ma poi non lo fanno mai!Quelle persone che ti chiedono come stai e poi se gli dici male attaccano con un’altro discorso…Non sopporto la mia personalità sempre così insicura con la paura d’essere guardata,toccata anche solo per stringere la mano,
    non mi reggo come ragazza,mi affeziono alla gente soffro con le persone sono così insicura che arrivo persino a non camminare più se per strada vedo la folla,sono così sbagliata

  • 84
    marco.dt -

    Sono d’accordo, Rossana, quando dici che è possibile un adeguamento rispetto alla massa ma se questo comporta la repressione della mia personalità preferisco starmene solo.

  • 85
    rossana -

    ania,
    non sei e non puoi essere sbagliata. sei soltanto una giovane donna, priva di riferimenti, che deve portare un grande peso.

    quasi nessuno ti chiede come stai perché si interessa effettivamente e te. tutti vogliono una risposta all’inglese: bene, grazie! purtroppo nasciamo e moriamo soli. perché dunque aspettarci che durante il cammino qualcuno ci faccia compagnia? capita, sì, ma per qualche tratto di strada soltanto ed è sempre un dono! non è una visione pessimistica: è la nuda realtà! sono tutti con te in una festa ma guai ad aver bisogno di un prestito! vogliono avere da te, dare è altra cosa, privilegio dei santi…

    e cchhe cavolo, non vorrai mica, per caso guastar loro la giornata, vero?

    e come potresti essere sicura, immersa come sei in una situazione difficile e dolorosa?

    purtroppo, a mio avviso, hai due possibilità soltanto:
    – subirla e patirla come in un calvario, oppure
    – accettarla volontariamente e sforzarti di “portarla” dentro di te, con dignità.

    c’è una enorme differenza fra i due atteggiamenti, che portano, credimi, a due vissuti completamente diversi.

    PS: anch’io sto tentando la seconda strada, e non è che sia facile, eh!

    ciao!

  • 86
    marco.dt -

    Con tutti i ragazzi/e che ho frequentato mi sono sempre sentito considerato poco seriamente e mai le mie parole hanno avuto un gran peso e la mia presenza ha spesso lasciato indifferenti gli altri.Da un po di tempo ho la tendenza ad isolarmi e questo mi fa soffrire ma mi permette di stare più a mio agio con me stesso.
    ciao!!!

  • 87
    rossana -

    beh, marco.dt, se è per questo io sono praticamente sola da sempre, anche se ho avuto ben due compagni di strada, complessivamente per una durata di 24 anni…

    può capitare che sia preferibile star soli che con una massa con cui non ci si ritrova. personalmente mi consolo con qualche bicchierino di marsala e parecchia Nutella, al bisogno. non mi sembra il caso, però, nè di ubriacarmi nè di annullarmi in altre droghe.

    dai che ce la si fa, magari stringendo un po’ i denti ma ce la si può fare. qualche volta può pure essere bello avere la libertà di essere allegri o tristi, a piacere, e di alzarsi o andare a letto quando ci pare e piace… e poi c’è la radio, la televisione, il cinema, il pc…

    comincia a volerti bene da te. ciao!

  • 88
    anonimo -

    Guarire dall’ansia, dalle malattie, dal mal di vivere: e’ possibile e senza ricorrere ne’ a Freud ne’ agli psicofarmaci, una strada che soprattutto i francesi ritenevano inevitabile. La nuova bibbia in Francia e’ ‘Guarire’, il libro nel quale David Servan-Schreiber rivela i sette pilastri per riconquistare la salute dell’anima e del corpo.

    Figlio del giornalista fondatore de ‘L’Express’, il professor Servan-Schreiber s’e’ fatto una notorieta’ negli Stati Uniti, dove con i suoi metodi originali e naturali, che definisce ”medicina integrale”, ha stupito pazienti e cattedratici all’ospedale di Pittsburgh, dove dirigeva il reparto psichiatrico. Agli americani depressi o ansiosi, consigliava di mettersi in casa un bel cagnolino, o un gatto, magari anche un uccello. Per uscire da se’, scaricare l’affetto e far resuscitare l’atrofizzato mondo delle emozioni, cosi’ sottovalutato dalla scienza cartesiana.
    Basta un animale domestico per guarire? Non e’ cosi’ semplice. Il nuovo credo e’ tutto in ‘Guerir’, volume che Servan-Schreiber ha scritto al suo ritorno in patria – ad appena 40 anni – e ha gia’ venduto in 4 mesi ben 140.000 copie. In Francia, il paese europeo con piu’ suicidi di giovani e quello in cui si vendono piu’ psicofarmaci, il ritorno del figliol prodigo portatore della buona novella e’ particolarmente benvenuto.
    Stretto fra Cartesio e Freud, il francese non lascia troppo spazio alla fantasia nella cura dei propri acciacchi fisici e interiori. I sette pilastri di Servan-Schreiber vanno dall’imparare a svegliarsi al mattino al profondo respiro che regola i battiti del cuore, da precise scelte dietetiche all”’integrazione neuro-emotiva attraverso i movimenti oculari”. Tutto con ampia documentazione delle esperienze fatte in prima persona dal medico francese in terra americana curando corpi e anime.
    Il principio base e’ che il corpo, lasciato in secondo piano da Freud, ha le sue ragioni e reclama diritti e un posto d’eccezione. A molte discipline un po’ naif, esuberanti, creative e New Age made in California, Servan-Schreiber ha posto il suo marchio scientifico: sono provate e dimostrate, ne’ piu’ ne’ meno come i farmaci di cui ci fidiamo ciecamente. La dieta? Se vuoi vincere la depressione devi affidarti agli omega-3, gli acidi grassi presenti nel pesce e nelle verdure. Le emozioni? Impara a viverle tutte, non sopprimerle ma coltivale e inseguile, cerca l’emotivita’ ”sociale”, la capacita’ di prendere decisioni, la simpatia. Ma se arrivano non disdegnare neppure imbarazzo o senso di colpa.
    Ipnosi, yoga e altre discipline ormai ben note vengono rivisitate con coerenza scientifica implacabile. Una, in particolare, sembra poter regalare sollievo a stuoli di persone che vivono il loro dramma in solitudine: le vittime di stupri o violenze, di attentati, di catastrofi naturali, quelli che non ce la fanno nemmeno a raccontare perche’ vivono un dolore troppo forte. Tutti loro possono essere aiutati dall’EMDR, una tecnica di rieducazione dei movimenti oculari involontari. Perche’, e’ ormai certo, il trauma si annida come una cisti nelle pieghe del cervello riportando la vittima all’atrocita’ del momento trascorso. Rieducando il movimento della pupilla, si stimola il paziente ancorandolo alle sensazioni presenti e sciogliendolo per sempre, in poche sedute, dall’incantesimo del dramma vissuto.

    Testo di Tullio Giannotti

  • 89
    anonimo -

    Una tecnica rivoluzionaria per il trattamento dei traumi

    Vorrei iniziare a parlare di una tecnica terapeutica decisamente innovativa, che solo da pochi anni è giunta in Italia dagli Stati Uniti.
    Dobbiamo l’intuizione, che sta alla base di questa promettente procedura risalente agli anni 80, a Francine Shapiro.
    Questa tecnica combina aspetti fisiologici e psicologici, riuscendo a curare sia gli effetti psichici che quelli somatici scatenati da traumi.
    E’ un metodo rapido, potente, estremamente efficace in molte patologie ove altre terapie sia farmacologiche che psicologiche devono arrendersi o contentarsi di modesti effetti palliativi.
    Il concetto di trauma non sempre rimanda ad un significato obiettivo, riconducibile alla gravità di ciò che è stato subito (traumi gravi) ma, come è ovvio per chi si interessi del disagio e della sofferenza psichica nell’uomo, qualunque evento negativo può svolgere una azione disturbante più o meno intensamente traumatica in relazione alle variabili soggettive di colui che lo subisce..
    L’E.M.D.R (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) sfrutta ed amplifica alcune procedure al contempo fisiologiche e psicologiche attraverso le quali tutti noi filtriamo, elaboriamo e neutralizziamo, a poco a poco, ciò che ci colpisce emotivamente nella nostra vita.
    In certi malaugurati casi questi meccanismi naturali subiscono uno scacco, ma oggi possiamo andare in loro soccorso senza aggiungere niente dal di fuori, ma semplicemente riattivando al meglio questi preziosi automatismi naturali.
    Dice la Shapiro: “ Gran parte di ciò che consideriamo disturbo mentale è il risultato del modo in cui le informazioni vengono immagazzinate nel cervello. La guarigione inizia quando sblocchiamo queste informazioni e permettiamo loro di emergere. Io considero tale processo di guarigione come un’attivazione delle capacità di autoguarigione psicologica che è innata nella persona, così come un corpo possiede la capacità di guarirsi quando è ferito.”

  • 90
    rossana -

    anonimo, grazie molte per i tuoi post. il libro è già stato tradotto e pubblicato in Italia?

    la frase: “ Gran parte di ciò che consideriamo disturbo mentale è il risultato del modo in cui le informazioni vengono immagazzinate nel cervello.” è profondamente vera. a mio avviso, riprende Freud con una sfumatura diversa ma la soluzione, qui, è data da una tecnica fisica, che attiva la mente attraverso il corpo e non avviene a mezzo di parole. processo più lungo perché prima di poter sciogliere in parole il grumo che ci danneggia bisogna riuscire a scovarlo.

    secondo me, il punto cruciale è che il primo passo per accostarsi a qualsiasi forma di aiuto per guarire (trovarsi un cucciolo da accudire e amare, per esempio, per essere riamati in modo semplice e istintivo) bisogna VOLER guarire.

    spesso guarire significa anche modificare di molto la propria attitudine alla vita e le proprie reazioni. inevitabilmente si cambia e credo che questo spaventi molto.

    in secondo luogo, come nelle medicine, bisogna credere e aver fiducia in quello che si fa, altrimenti è difficile che funzioni. ma bisogna anche impegnarsi, molto e a fondo. per far questo non si deve essere troppo giù, fisicamente o emotivamente, altrimenti non si hanno le risorse necessarie. il tutto, nell’insieme, è un processo lungo, che richiede tanta volontà e tanto coraggio.

    personalmente, non so bene perché, tendo a trascurare abbastanza le esigenze del corpo e non amo i processi essenzialmente tecnici, come ad esempio il reiki… preferisco star male ma essere me stessa che star meglio attraverso un qualcosa che mi può modificare in modo meccanico, portandomi a risultati imprevisti.

    in molti casi, poi, non si tratta di guarire da qualcosa che è stato ma di imparare, semplicemente, ad adattarci, più o meno bene, a situazioni dolorose che fanno parte della nostra vita, nel senso che non riusciamo praticamente o non possiamo emotivamente staccarcene, e sono fonte continua di dolore.

    è vero che ci si abitua a tutto, anche ai campi di concentramento, ma occorre molto tempo per abituarsi a soffrire, e ancora più tempo per abituarsi a soffrire senza sentire l’impulso di chiedere aiuto. aiuto che poi viene sempre negato. sono ben poche le persone che accettano di condividere a lungo una sofferenza. ad ognuno bastano le proprie…

    spero che i tuoi post inducano i nostri giovani amici a cercare il loro sentiero per star meglio, magari cominciando con una visitina ai servizi ASL… che poi ne discutano fra loro, per esempio qui, formando un piccolo gruppo di autosostegno, che si comunichi sensazioni, miglioramenti, ricadute, tecniche sperimentate… potrebbe essere bello e utile a tutti.

    a me sei stato di aiuto. grazie!

  • 91
    rossana -

    x marco.dt
    un modo per avere un certo peso ed essere presi in considerazione è specializzarsi in qualcosa, qualsiasi cosa ti piaccia: calcio, informatica, libri, giochi di carte, biliardo, escursioni in montagna, ecc…

    quando hai individuato quello che fa per te (io, ad esempio colleziono cartoline) inizia a lavorarci su e a farti una certa esperienza. poi cerca contatti con chi ha i tuoi stessi interessi e trovati con questi nuovi amici. vedrai che ti prenderanno in considerazione, che qualcuno imparerà da te e tu avrai modo di imparare da altri…

    un nipote ventenne, a me caro, fa parte di un gruppo che organizza rievocazioni storiche in costume e si sta costruendo una tuta in maglia di ferro, anello per anello. mi ha riferito che ogni giorno ha almeno una ventina di mail a cui rispondere, che provengono da tutta l’Italia… anch’io faccio molta fatica a evadere la mia corrispondenza di scambio.

    se hai una passione non ti sarà affatto difficile trovare persone, più o meno simpatiche, più o meno interessanti, con cui condividerla. provare per credere!

  • 92
    Beppino -

    ciao!!
    Quando leggo tutto ciò,mi fa male.Mi fa male perché appena si parla di psicologhi , di “tecniche terapeutiche” , ci rinvia al fatto di dover esprimersi.E quando tutto è bloccato in fondo a sé e che non si può parlare , come si fa?!!non c’è soluzione , eccetto quella di scrivere in un diario.Però uno psicologo a volte non è possibile.Io lo dico per me,perché qualche mese fa ho scritto su un forum e mi hanno diretto verso uno psi.Non ho mai voluto andarci.E la gente non capisce che quando si prova un forte senso di colpa non è possibile parlare.Mai.
    Ho 22 anni,e…riconosco che in questi tempi non è facile per me.La chiesa che frequento da anni è divisa…sono stanco…sono autolesionista anch’io e mia madre l’ha visto…chiedo a Dio che mi riprenda , ma non Lo fa…allora scrivo , scrivo dappertutto , per sforgarmi…fa male sentire che nessuno ti può capire eppure è proprio vero.
    Ciao.

  • 93
    rossana -

    Beppino,
    rispondere al tuo post è difficilissimo. un punto incoraggiante, però, c’è: hai 22 anni, che significano sofferenza acuta ma tanto tempo a disposizione per alleviarla.

    a 29 anni, dopo un episodio molto serio e dolorosissimo, ho avuto la grande benedizione di entrare in contatto con una persona meravigliosa, una terapeuta senza regolare licenza, tanto che quando la legge ha imposto che dovesse averla per esercitare è quasi morta di fame. con lei mi sono sottoposta a circa 6 anni di analisi (per il primi due, due o tre volte alla settimana, poi due volte, poi una…). non ho voluto finire questa analisi, per paura di perdere la persona con cui stavo a quel punto della mia vita, ma dopo 5 anni di malessere e di inattività, ho ripreso a lavorare e a convivere, più o meno armoniosamente, con me stessa e con il mio prossimo.

    la molla che mi ha spinto a farlo? il mio bambino, che aveva cinque anni e aveva bisogno di una mamma. forse è così, ma forse è stata anche la pulsione di vita stessa, che esigeva che riuscissi a vivere con meno dolore.

    spesso, in seduta, piangevo soltanto, per tutta l’ora a mia disposizione. e dire che non avevo sofferto di traumi violenti. in me c’era essenzialmente la ferita dei “non amati”…

    Beppino, hai forse ammazzato qualcuno? accidenti, chi l’ha fatto spesso riesce a convivere abbastanza bene con il suo passato e magari anche a parlarne. perché mai non dovresti riuscirci anche tu, da solo o con l’aiuto di qualcuno.

    si tratta, come sempre, di affrontare il dolore a muso duro. si dice che per poter riemergere si deve toccare il fondo. guarda che a questo fondo prima o poi ci arrivi e se non trovi la spinta per risalire finirai di stare solo peggio, seza possibilità di riprenderti.

    se posso esserti di aiuto in qualche modo, scrivi pure. dimmi, ad esempio e se vuoi, da dove nasce il tuo senso di colpa…

  • 94
    Beppino -

    Alexia ,
    il messaggio precedente non ti riguarda!mi dispiace…

    Ciao!!

  • 95
    sasha970 -

    Sono nata 35 anni fa da genitori allora non ancora sposati anzi mia madre era vedova con 4 figli e mio padre era “separato” con 3 figli, (non esisteva ancora il divorzio allora)…un amore grande il loro, passionale e coraggioso ma forse troppo!! Sono cresciuta nei “casini”, nei litigi furibondi con i carabinieri chiamati dai vicini la notte…erano gelosissimi, mia madre era un iena quando litigavano se ne dicevano di tutti i colori, a volte alle mani si arrivava..ma poi facevano la pace sempre e il giorno dopo era come se nulla fosse…

    Quando avevo 13 anni mio padre è morto di cancro….e solo pochi mesi prima aveva sposato mia madre per sistemare le cose legalmente..

    Quando avevo 14 anni mia madre si è risposata e mi ha “abbandonata”: Lei non ci sa stare senza un uomo, diceva. Veniva sempre e solo quest’ultimo…io sono stata messa in collegio e loro andavano in Sardegna, in giro a farsi i viaggi ….lui era ricco…e lei dice che è stato solo grazie a lui che ho potuto studiare e diventare quella che sono…

    A 15 anni mi sono innamorata, davvero, totalmente…un amore sincero, bello, pulito…ma sempre ostacolato dalla di Lei madre..fino a che mi ha costretta a lasciarlo 2 anni dopo

    dai 17 ai 26 anni ho avuto un sacco di ragazzi, qualcuno con storia semi-seria 3 per la precisione e gli altri così, per divertimento, flirt, stupidaggini…ero molto bella in quel periodo e le lusinghe non dovevano mai mancarmi…A 21 ho messo su casa da sola e me ne sono andata da mia madre esasperata…Viaggiavo molto con le amiche e non avevo paura di nulla, avevo un “bel” lavoro in banca, anzi ho e dove ho fatto “carriera”

    A 26 anni incontro il mio 2 grande amore…è fatta!, penso, ci amiamo alla follia e cerchiamo un figlio ….ma poi scopro le sue “corna” e così decido di crescere da sola questo bimbo….continuo a essere molto corteggiata anche in quel periodo..ma iniziano “GLI ATTACCHI DI PANICO”…Paralisi totale, voglia di morire e terrore allo stato puro mi martellano tutto il giorno, tutti i giorni….finisco in psico.terapia e ci sto per 2 anni….

    Ora ho 35 anni, un figlio di 8 anni e vivo da sola, penso sempre (anzi vedo ancora)il mio primo amore e provo ancora un sacco di nostalgia per il padre di mio figlio….il resto “vedi” SONO UNA DONNA CHE AMA TROPPO….

    Cinque anni fa mi hanno trovato un problema al cuore, fastidioso, noioso ma che purtroppo devo curare a Vita con la pastiglia…ho avuto tanta paura di morire, ne ho ancora un pò ma dicono di non pensarci che se mi curo camperò 100 anni. Il mio cuore ha un problema elettrico e non escludono che fra qualche hanno dovrò mettere un pace-maker, pena altrimenti non batterà piu’….

    Nonostante tutto però amo ancora la vita, nonostante i maltrattamenti di mia madre, del mio patrigno, dei ragazzi sbagliati che ho incontrato e non, del mio cuore malato…
    ..ho 2 sole amiche vere, il “mio cucciolo”…2 gatti e un ragazzo innamorato che vorrebbe una cosa seria con me…lavoro con successo e grazie a questo oggi riesco a tirare un po’ il fiato anche economicamente…
    Ho ripreso ad andare in chiesa, faccio teatro a livello quasi professionistico, creo decorazioni natalizie e mi sforzo di pattinare sul ghiaccio col mio bimbo…ho smesso di viaggiare così tanto però, perchè ho ancora alcune paure legate agli attacchi di panico e al mio cuore….ma sto cercando di lavorarci ancora sopra…

    Non so cosa avete capito di me in questo post…spero solo di aver lasciato un pò di speranza nonostante tutti i BUIO della vita che ogniuno di noi ha, tutti, nessuno ne è immune…

  • 96
    rossana -

    sasha970.
    molte grazie di aver regalato, così generosamente, tanto di te e della tua vita. mi è piaciuto tutto, perché sapeva di vissuto e di realtà, simile ma soltanto SIMILE a quella che si vede al cinema o in tv.

    gli attacchi di panico e la malattia al cuore sono comprensibilissimi bella tua situazione d’insieme, non certo favorevole, che però hai saputo affrontare e “domare”.

    le tue personali “risorse” che più mi sono piaciute sono il teatro (niente di meglio per domare la vita e renderla quello che in fondo è: una rappresentazione!) e le decorazioni natalizie, che mi hanno sinceramente commossa.

    un abbraccio,
    rossana

  • 97
    alexia -

    sasha,6 una grande…6 umana…e 6 una grande…

    beppino,nn ho capito “il mess precedente nn t riguarda!m dispiace”…spiegami x favore cosa intenevi!

    le vostre testimonianze sn forti e diverse…

    concordo cn le statistiche ke asseriscono k nei paesi d maggior benessere e progresso v sia anke un maggior sentimento di crisi sociale,esistenziale…cause?…consumismo?globalizzazione?mass media?..ki + ne ha,+ ne metta,tutti qsti aspetti han una certa responsabilita…fatto stà ke oggi l’uomo “moderno” è piu debole…

    x risollevarsi serve innanzitutto la propria volonta e determinazione..verissimo..

    anke la storia c insegna ke i controcorrente spesso rimasero soli..
    ma secondo me nn è necessario..cn i mezzi d cui disponiamo oggi possiamo cercare e trovare piu facilmente persone ke condividano interessi,pensieri comuni a noi…

    è un po cm le compagnie x ogni adolescente..c s puo trovare talmente a propr agio cn determinati tipi e talmente a disagio cn altri,per i discorsi ke s fanno,le abitudini ke s hanno,etc…

    a volta la felicita o almeno un po d serenita s trova in piccolezze ke nn t aspetteresti mai..qnd lavoravo in un centro diurno per diversamente abili,un sorriso,un gesto,una parola accennata da ki di solito nn parlava mai,nn reagiva mai.. m riempiva il cuore in un modo tale…e a volte nn riesco a credere a ki dice ke l’uomo è fondamentalm egoista,anke qnd crede di amare qlcn,e ke in realta l’altruismo puro nn esiste ma ke è solo un attaccam personale cn puntuale tornaconto personale,seppur d tipo emotivo..

    molti depressi d oggi purtrop nn s sono mai trovati a contatto cn realtà particolari cm guerra,fame,poverta,malattie..e han una soglia del dolore fisico e psicologico facilm valicabile..
    siamo trop viziati,trop coccolati…al primo ostacolo c s abbatte…nn m sto assolut riferendo a tutte le vs esperienze,nn potrei mai permettermi di giudicare…

    è altrettanto vero ke nn è il fatto in sè ad essere devastante,debilitante…ma il modo di reagire ad esso…
    davanti alla notizia di un cancro, 50 persone reagirebbero in 50 modi diversi..sta tutto li.

    io il diabete l’ho preso bene,davvero,raram ho avuto pensieri angosciosi al riguardo..anzi,talvolta qsi sono orgogliosa e contenta di averlo per le lezioni di responsabilita e maturita ke m ha impartito..
    e allora nn sorprende piu sentire persone ke ringraziano dio x essere cieche,per nn avere le braccia…
    conosco persone ke invece,anke a distanza d’anni e di tutte le eta,nn l’han ancora accettato…e nn s curano…s fanno solo del male…

    il principio di pollyanna..lo conoscete?prende il positivo da tutte le situazioni..sembra una stronzata,eppure ce…
    ma è piu facile abbandonarsi al dolore..pensare ke nn c sia piu altro da fare…

    vorrei ke c incontrassimo tutti…passare una serata,una cena insieme..

    volevamo qlcn ke c ascoltasse…in qst forum c siamo messi in gioco,per aiutare con la nostra esperienza e per ricevere qlc consiglio…nn penso sia opportunismo…nn facciamo volgari ideologismi…

    qlcn è del veneto?

  • 98
    sasha970 -

    rosanna…grazie..si nel ri-leggermi, forse è normale che io abbia sofferto di attacchi di panico e che il mio cuore si sia ammalto a forza di dai e dai….ma non demordo….un bacio Sasha

  • 99
    rossana -

    sì, alexia, hai ragione: “l’uomo “moderno” è piu debole”.
    la generazione nata dopo il boom economico ha praticamente avuto tutto il necessario e il superfluo su un piatto d’argento. persino i metodi di educazione da allora sono radicalmente cambiati: niente più scapaccioni, attenzione a lasciarsi andare a uno schiaffo…
    e poi i genitori hanno troppo investito su questi ragazzi, trasferendo su di loro tutte le loro personali aspettative. oppure li hanno lasciati soli, dedicandosi entrambi al lavoro e alla carriera, che è pure peggio. i tempi sono cambiati, il nostro sistema economico è in crisi e parecchie generazioni sono state letteralmente annichilite da tutto questo. e altre, purtroppo, ancora lo saranno…

    incontrarci per una serata? sarebbe bello ma mi sembra prematuro… apprezzo comunque molto il tuo pensiero.

  • 100
    sasha970 -

    grazie anche a te Alexia….io sono Lombarda prov. di Bs…voto per la cena…chissà!!!

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