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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 6 300

  • 151
    rossana -

    lo sospettavo, Joey. grazie per avermelo confermato.
    ciao!

  • 152
    beppino -

    ciao!!
    ho letto l’articolo sul masochismo, e ho stampato quello sul vittimismo.Ho sempre voluto mettere un nome su quello che vivevo , e penso che sia mediante la psicologia che potrò farlo.

    arrivederci!!

  • 153
    rossana -

    anche questo mi è piaciuto:
    http://www.ieau.it/pensierofilosofico4.htm

  • 154
    beppino -

    Ciao , amici miei!

    mi è piaciuto molto l’articolo sul vittimismo.Quando ci colpisce questo “male” , la gente che ci circonda finisce per stufarsi sentendo i nostri lamenti.Poi ci si chiude su sé stessi , perché non si sa parlare altrimenti, in modo positivo e si ha paura che gli altri ci respingano o si stanchino di noi…
    Però , c’è una cosa più terribile.Si chiama il “triangolo drammatico”. E’ un sistema che si crea in te . In realtà chiedi aiuto a persone in grado di soccorrerti , e poi si invertono le cose.Ti fai passare per una vittima , e quelli che vogliono aiutarti diventano dei boia.
    Una volta , discutevo su un forum, e…una psicologa cristiana mi ha parlato del “triangolo drammatico”.Sono stato ferito perché se questo “triangolo” faceva parte di me…non vedevo come annientarlo.Non potevo più scrivere niente , perché appena scrivevo avevo l’impressione di farmi passare per una vittima.Ero completamente bloccato.
    E quindi ho lasciato il forum.
    La cosa più difficile quando si è in crisi , è tentare di auto-analizzarsi, tentare di capirsi.Si ha l’impressione di trovarsi di fronte a dei muri insuperabili e dunque ci si sottostima ancora di più.
    E’ per questo che non voglio consultare uno psicologo .Perché ho paura che mi riveli i meccanismi che sono dentro me , senza darmi le soluzioni per superarli.Su internet , l’ho già vissuto e adesso ho una pessima opinione sugli psi.

    Ho letto un giorno una frase ” deprimo e mi piace”.Capisco questa frase…non so come spiegarla ma quando si deprime , si è circondati, gli altri ci incoraggiano , e si ha quasi paura di guarire…perché non si vuole perdere il sostegno , la consolazione degli altri, né la loro presenza rassicurante.

    arrivederci…!

  • 155
    rossana -

    sì, Beppino, i meccanismi sbagliati dentro di noi esistono ma si possono anche superare, almeno in parte. molto dipende dalla nostra volontà e dalla bravura di chi si occupa di noi professionalmente. una cosa è scambiare due chiacchere su un forum e un’altra è seguire una cura, di parole, di farmaci o di metodi naturali, come quelli suggeriti da Anonimo.

    personalmente so di non aver terminato l’analisi, ma grazie ad essa ho ripreso ad avere una vita quasi normale, dopo cinque anni di sofferenza e di malattia, in cui non sono stata in grado nemmeno di lavorare.

    non è che sono diventata allegra e spensierata (peraltro non lo ero più di tanto nemmeno prima della crisi, benché fossi giovanissima): la ferita emersa è rimasta ma ho imparato a conviverci meglio, come alexia, con il suo diabete…

    molto dipende anche, come diceva Pavese “dalla portata del ponte”. qualcuno è in grado di reggere contrasti, difficoltà e conflitti fino ad un certo peso, altri, e non è colpa loro, crollano per molto meno. in fondo è come essere deboli di cuore, con la differenza che la medicina conosce ormai questo organo benissimo, e lo sa curare in modo più che efficiente, mentre i meccanismi del cervello e della psiche sono ancora per molti versi ignoti ed è quasi una fortuna se un buon medico azzecca la cura, la molecola e il dosaggio giusto per te.

    poi, se ti rompi una gamba, tutti si possono rendere conto di quanto ti affligge. mentre, se parli di disagi interiori, nella maggior parte dei casi il tuo prossimo pensa semplicemente che hai delle storie. quel tipo di sofferenza non si vede.

    inoltre, resta il fatto che le malattie a carattere psichico o nervoso hanno spesso durate molto superiori al tempo necessario per rimetterti in piedi dopo esserti rotto la gamba e chiunque, dopo qualche mese, si stufa di sentirti ripetere le stesse cose… ecco perché, a mio avviso, con queste problematiche, che possono essere anche molto gravi, ci si ritrova spesso soli.

    sei molto giovane, cerca di aiutarti con ogni mezzo a tua disposizione. non ti scoraggiare mai. prova e riprova, alla fine ce la farai.

    un abbraccio
    rossana

  • 156
    giacomo -

    salve a tutti, mi chiamo giacomo
    ogni giorno che passa mi convinco sempre di più del fatto che la mia vita sia inutile, schifosa, piena di sofferenza. Vorrei poter trovare la forza di farla finita al più presto perchè sono veramente arrivato a un punto di saturazione mentale e fisica. So che quanto vi sto per dire potrebbe sembrarvi sconsiderato,ma spero nella vostra comprensione e nel vostro sostegno per uno che ormai ha toccato il fondo: potreste suggerirmi dei modi per suicidarsi senza provare sofferenza? Perchè vi faccio questa richiesta? perchè sono DECISO a suicidarmi ma non vorrei soffrire poichè ritengo di aver sofferto abbastanza in tutta la mia vita e anzi, vi posso dire che tutta la mia vita è stata un fallimento totale.
    spero di trovare risposte a questo mio appello
    AIUTATEMI, VOGLIO MORIRE.

  • 157
    rossana -

    ciao Giacomo,

    benvenuto su questo “infame” thread, che attira come una carta moschicida… scusa, eh, sto cercando di scherzare per sdrammatizzare il tuo post…

    ma allora tutto quello che abbiamo scritto finora non è servito proprio a niente? ma l’hai letto, almeno?

    non che tu sia obbligato a farlo, eh… solo così, per sapere…

    quanti anni hai per poter affermare, con cognizione di causa, che “tutta la tua vita è stata un fallimento totale”? cioè, voglio dire, hai vissuto almeno quel tanto che basta per sapere cosa può dare la vita in generale?

  • 158
    Joey -

    caro Giacomo,quello che hai scritto è ciò che mi frulla per la testa da tempo ormai, anche prima di aver avuto la crisi non ho mai avuto la serenità nel vivere, perciò capisco quello che vuoi dire. Posso dirti di provare ha cambiare radicalmente la tua vita, se tanto non hai niente da perdere prova ad abbandonare tutto e a cambiare aria, a ripartire da zero in modo diverso da come hai fatto fino ad ora.Un tentativo lo puoi fare, il suicidio è una porta sempre aperta,non scappa, potresti accorgerti che nella vita ci sono tante possibilità e che una di queste fa per te.Lo so che sono frasi fatte ma non per questo sono prive di senzo.Se il tuo non è solo un mal di vivere ma è la conseguenza di un accaduto specifico vuol dire che è un problema che puoi per lo meno provare a risolvere.
    ciao!

  • 159
    rossana -

    ciao Joey,
    ho letto in rete che il fenomeno che provi a volte, alle feste, si chiama estraniazione, e non è poi così grave… almeno, a giudizio di Ghezzani (che non conoscevo prima di leggere alcuni suoi articoli in questi giorni).

    (http://www.neuroingegneria.it/art/Derealizzazione%20e%20Depersonalizzazione:%20di%20che%20si%20tratta%20/366.php)

    hai dato un’ottima risposta a Giacomo. speriamo che resti almeno un po’ con noi e che cerchi di capire meglio il suo disagio.

    buona giornata a tutti i frequentatori del thread, e a Giacomo, in particolare.

  • 160
    anonimo -

    lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
    rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
    bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
    sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
    all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
    lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
    sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
    non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
    chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
    giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
    fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
    chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
    felicità.
    (P. Neruda)

    l’intelligenza priva di Amore, ti rende perverso
    La giustizia senza Amore, ti rende spietato
    Il successo senza Amore, ti rende arrogante
    La bellezza senza Amore, ti rende ridicolo
    La semplicità senza Amore, ti toglie valore
    La preghiera senza Amore, ti rende introverso
    La croce senza Amore diventa tortura
    LA VITA SENZA AMORE NON HA SENSO

  • 161
    beppino -

    ciao a tutti!!
    per parte mia , ho cominciato a scrivere poesie , ad andare a passeggiare , a leggere e anche a scrivere musica.Ma sono prigioniero della concezione parentale per quanto riguarda la vita.Per cambiare vita , vorrei andare a vivere in Inghilterra più tardi, ma per ora studio l’italiano , quindi…da piccolo ho esitato tra studiare l’italiano e studiare il pianoforte.Non ho scelto il pianoforte perché provocava troppo stress quando dovevo suonare davanti agli altri.Ma quasi suono ogni giorno.

    Adesso Giacomo , sì , forse come me sei ancora giovane.Chissà se più tardi non vivrai felice? Chissà se non ci saranno dei progetti che si realizzeranno in vita tua e ti renderanno una visione più positiva ?!!
    Siamo noi gli attori della nostra vita…tocca a noi renderla bella nonostante tutte le porte chiuse , e nonostante le esigenze della società.
    Ti dico ciò perché anch’io sto cercando di cavarmela,in mezzo alle idee di suicidio.Vorrei dire una cosa forse difficile da realizzare , ma…: i tuoi sogni , fa’ di tutto perché si realizzino.

    Ciao!!

  • 162
    rossana -

    Bravo Beppino! il progetto dell’Inghilterra mi sembra stupendo. devi solo programmarlo bene e attendere che giunga il momento giusto.
    secondo me, vale la pena di provare cambiamenti radicali quando ci si sente di farli.

    ad Anonimo mando un bacio virtuale per ringraziarlo del suo post, che mi è stato utile. anzi, adesso me lo vado a rileggere, anche se mi ci sono ritrovata in negativo solo sul fatto di lamentarmi troppo spesso…

    prima o poi, però, dovremmo anche parlare, come già ha fatto Beppino, dei motivi soggettivi per cui ci lamentiamo e di quelli oggettivi, come quello di ania. non vi sembra che potrebbe essere interessante?

    e bisogna aver imparato, o imparare ora, ad amare… e anche a farlo nel modo giusto, purtroppo… cosa che sembra facilissima ma che spesso è invece l’origine indiretta di molti guai…

  • 163
    rossana -

    scusate se eccedo un po’ ma questa la voglio proprio scrivere:
    “Una comunità esiste quando uno ha cura dell’altro” (Socrate)

    vogliamo essere una piccola comunità, nell’ambito di “Lettere al Direttore”…, che a sua volta è un piccolo nucleo di socializzazione e interscambio… nel mare magnum di Internet?

  • 164
    Joey -

    Chi non “cerca” se stesso e non fa quello che gli dice la sua “vera volontà” e non vive per come è veramente esprimendolo all’esterno non potrà mai sentirsi vivo, come chi vive seguendo schemi pre-impostati dalla società a cui appartiene o porta delle maschere creandosi un personaggio che non gli assomiglia neanche un pò. Sceglie la via più facile che da protezione e sicurezza e gli impedisce di restare solo ma non sarà mai fiero di se stesso e finirà per stare con persone che sono lontane da lui.
    ciao

  • 165
    alexia -

    rieccomi! scusate l’assenza ma sto nel bel mezzo di una bronchite…ho tnte tnte cose da dire,in risposta ai vostri post!
    -sn contenta d aver dato lo spunto per parlare di vittimismo e masochismo,ho letto gli articoli consigliati da Rossana e li ho trovati significativi!
    cmq ribadisco ke è giusto esprimere il proprio dolore,altroché se è giusto!guai tenersi le cose dentro!ma occorre rivolgersi alle pesone giuste,ke vogliano sinceramente ascoltarti e aiutarti!
    Nn volevo dire ke siete noiosi o pesanti,Rossana e Beppino,c mankerebbe!ma sl ke talvolta sembra c s compiaccia del proprio dolore,e qst compiacimento s coglie qnd c si racconta,e spesso è davvero legato alla comprensione e all’interessamento di ki t ascolta…
    l’ho vissuto sulla mia pelle 3 anni fa!il cortisone m aveva gonfiato,le mie mani tremavano..nn ero l’alexia di oggi…ero spenta…e qnd gli altri m kiedevan cos’avessi,partivo in quarta a raccontare loro la mia situazione e tutte le conseguenze…
    ma qnd scoprii ke alle spalle dicevano”la Ale è pesante,c fa venire un magone cn le sue storie di salute…meglio ke nn esca in compagnia”…persone ke nn avendo mai avuto problemi del genere o nn essendo mai entrate in un ospedale,nn m avrebbero mai capito…per loro i problemi erano qli vestiti comprare,dove andare a ballare,con quale ragazza/o provarci…
    qndi talvolta fare le vittime o cmq amplificare le proprie magagne può essere un mezzo x farsi notare oltre ke per cercare un aiuto..ma spesso può diventare una lama a doppio taglio,cm lo fu x me..
    per il primo periodo s puo fare csi,ma il dolore nn è salutare,è dentro di noi ma nn deve divenire parte della nostra persona,va tirato fuori e ELIMINATO!!!

    -Beppino,gli psi purtrop,un po cm tutti i medici,han il compito di dirti cos’hai,prima di dirti cm guarire…
    nn devi aver paura di scoprire qli sono le cause del tuo malessere!
    anzi,bisogna riconoscerle prima ke s radichino troppo in profondità!
    purtrop cm esempio parallelo da proporre ho solo qlo del tumore…

    -in qsti 2 giorni ho riletto i miei diari di 2-3 anni fa…parlavo di morte,di odio,di rancore,di sofferenza…avevo problemi di salute,qli di cui parlavo prima..e i miei genitori cercavano cn i mezzi piu spregevoli e disonesti di distruggere la mia storia d’amore cn un ragazzo..
    ke periodo ragazzi…scrivevo di essere sicura ke nulla sarebbe mai migliorato,ke la mia vita sarebbe stata sempre e unicamente dolore…
    ora mi rendo conto ke nn avendo seri problemi di salute da un tot,ho cambiato visione della realtà…chissa se ritornerei nel buco nero della depressione se quei probemi ricominciassero..è propr la salute il mio timore piu grande..senza la salute nn puoi davvero fare nulla pensavo…c’è ki la pensa diversamente,e io invidio enormemente qle persone…

    -insomma,noi in qst forum stiamo cercando delle soluzioni!!!nonostante s intitoli “suicidio”! Giacomo,acciderboli,c’è sempre un momento migliore x farla finita!Raccontaci piuttosto i tuoi problemi!Nn siamo mica dispensatori di metodi per suicidarsi!

    -Grande anonimo!
    infatti,dopo aver capito ke la mia famiglia nn esiste,ke mio padre l’ha rovinata e pian piano sta logorando e consumando mia madre,ke è arrivata a manifestazioni psico-somatike della sua insoddisfazione,frustrazione,risentimento e sfiducia nella vita(potrei dire ke lei sta aspettando la morte senza aver mai provato a reagire)e ha pure influenzato my fratello,facendolo crescere cn complessi esistenziale sul rapporto coniugale e famigliare(s è visto qnd ha troncato il suo matrimonio dp soli 6 mesi e qsi inspiegabilm)…
    io a tt qst m sono ribellata.
    my padre nn s permette d intromettersi nella mia vita, x me è diventato un estraneo in casa,se nn un ospite sgradito…
    ho cercat d tendere una mano a mia mamma,ma lei nn la coglie…
    io ho deciso ke regairo all avversita o ai miei errori,nn aspettero ke mi skiaccino…
    e ho deciso di vivere,d vivere ogni singolo momento,di cogliere ogni occasione,sia essa la piu strana e particolare o apparentemente inutile…vivere nn significa semplicemente esistere,,un’esistenza puo essere vuota…Leopardi è un genio,il suo pensiero m ha colpito molto e qst concetto lo esprime nell’operetta morale “dialogo tra un fisico e metafisico”…parla anke del suicidio in “dialogo tra porfirio e plotino”,sempre della stessa raccolta…

    -Sì Beppino,fai d tutto per relaizzare i tuoi sogni=realizzare te stesso!
    compiacerci del nostro dolore è rimanere inattivi,è nn progredire,è entrare in un circolo vizioso,un labirinto in cui s riskia d perdersi!

  • 166
    alexia -

    no Ross,è bello il gioco delle piccole perle di serenità!!
    *]è fare colazione assaporando il miele ke s scioglie nel latte caldo fumante mentre un raggio di sole filtra dalle fessure della tapparella della cucina facendoti pensare al preludio di una primavera ke s avvicina…

    *]è rileggere ciò ke scrissi anni fa e oggi dire “sono felice”.

  • 167
    rossana -

    Joey, hai espresso un concetto stupendo: diventa quello che realmente sei! tu l’hai detto in un post ma c’è chi ne ha fatto un libro… che ho letto e mi è molto piaciuto, anche se spesso è difficile ritrovare la tua “ghianda”, che può farti diventare una grande quercia, o l’altro qualsiasi semino che è alla base della tua essenza e che ti trasformerà in qualcosa magari più piccolo ma non per questo meno bello, a causa di tutte le sovrastrutture che ci rendono difficile l’identificare con chiarezza il progetto che esiste come proiezione ideale in ognuno di noi.

    Alexia, grazie per il tuo “piccolo piacere”, che mi ha comunicato speranza. ora che ci hai raccontato della tua famiglia, e che hai aggiunto dettagli sulla malattia, capisco meglio la tua maturità e la tua possibilità di capire. anche se ogni dolore è diverso, dipende, come ben sai, dal nostro personale modo di viverlo e anche dalla nostra capacità di sopportarlo. auguri per la tua bronchite, e riguardati al meglio. guarisci presto! un bacio per avermi chiamata Ross, che mi ricorda un tempo di amicizie e di crescita.

  • 168
    rossana -

    ah, dimenticavo: bella anche l’idea di mettere un * davanti ai nostri piccoli piaceri, così ci libera dalla schiavitù del contarli e magari fa sì che diventino in fretta ancora di più…

  • 169
    rossana -

    ehmmm, lo so che sono troppo presenzialista ma ho bisogno di esprimermi: il post di Alexia e le letture in rete di questi giorni mi hanno definitivamente convinta (ed era ora!) che il mondo del dolore non può convivere con quello della normalità. sono proprio due opposti emisferi!

  • 170
    rossana -

    … e penso a Beppino, e alla sua incertezza fra lo studio dell’italiano e il pianoforte… e all’ovvia conclusione che il pianoforte era comunque parte di lui, visto che ora lo suona!
    mi fa tenerezza pensare che l’avesse accantonato per via della sua sensibilità all’esibirsi in pubblico…
    visto Beppino che l’amore per la musica si è fatto strada lo stesso, nonostante le tue iniziali resistenze?

  • 171
    Joey -

    Ciao Rossana ti ricordi come si chiama quel libro di cui mi hai parlato?

  • 172
    beppino -

    ah sì!!! cioè…studio ancora l’italiano ( e mi serve per scrivere sul forum ) ma…più tardi , come professione , vorrei fare qualcosa che mi permetta di partire in Inghilterra.Voglio cambiare cultura , cambiare lingua , come molte persone hanno già fatto( Hélène Grimaud , pianista francese è andata a vivere negli Stati Uniti, Misha Defonseca , che ha vissuto tra i lupi durante la seconda guerra mondiale è anche lei andata negli Stati Uniti…! ) in quanto al pianoforte , se potessi , ne farei quattro ore al giorno , e diventerei un professionista.Il problema è che studio l’italiano , e non il pianoforte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    poi suono a casa , non in concerti!! meno male!! tremerei tanto da sbagliare tutto!!!
    Eppure suono in una chiesa di 300 membri…ma sono nascosto dietro al leggio…non mi si vede…!!!!però quando ho dovuto suonare davanti a mia zia , tremavo tanto che…ho sbagliato,e mi sono ridicolizzato da solo.
    Beh…di carattere , sono piuttosto autonomo quindi…non vedo l’ora di andare in Inghilterra.Non sarà domani…ma VOGLIO andarci.E ci andrò.

    Vi lascio , ma coraggio coraggio coraggio!!!!!!!!!!!!!!!

  • 173
    fragolaboy -

    ciao giacomo,
    il mio indirizzo di posta elettronica è fragolaboy@libero.it so cosa provi,ti assicuro che se mi contatti non resterai deluso

  • 174
    alexia -

    chi sei fragolaboy?magari se t presenti puoi essere di aiuto con la tua esperienza anke a noi!

    -Ross, ke bello sentirti entusiasta!:)mi sorride il cuore:)

    -Beppino,l'”ansia da pacoscenico” viene a tutti,anke ai protagonisti(basti pensare agli atleti ke han partecipato alle olimpiadi in qste settimane…pattinatori campioni internazionali ke cadono durante l’esibizione…nonostante le migliaia di volte ke l’han provata senza mai sbagliare!!!)..ma viene anke a chi deve giocare una partita importante…a chi deve cantare in pubblico,a chi deve superare l’esame pratico x la patente,a chio deve cucinare x un’occasione speciale..!!!!eppure s stanno facendo cose ke nn s sono mai sbagliate!
    ed è propr qst ke bisogna pensare”cavolo,lo so fare,lo so…ke c siano mille persone oppure uno specchio davanti a me nn deve fare differenza!”

  • 175
    rossana -

    buongiorno a tutti!

    Joey, posseggo quel libro. appena ho un attimo tranquillo lo cerco e ti do le indicazioni che ti interessano.

    Beppino, non oggi ma appena ho del tempo a disposizione cerco qualche articolo sull’ipersensibilità e sulla timidezza che credo affligga parecchie persone. tanto così, per approfondire un po’…

    fragolaboy, sono contenta che ti sia proposto come interlocutore privato di Giacomo. sei coraggioso a voler affrontare le sue difficoltà da solo. ci dici, poi, se siete riusciti a trovare una sintonia positiva per entrambi?

    alexia, siete voi a darmi gioia! la vostra gioventù e il vostro coraggio nel provare a reagire mi sono di stimolo.

    a me succede di vivere parecchio sulle “montagne russe”, nel senso che provo abissi di sofferenza, quando mi ci abbandono, e picchi di gioia, per piccole cose o eventi tutto sommato non particolarmente eclatanti. la cosiddetta normalità, ovviamente, sta nel mezzo e, al momento, è un mix delle due sensazioni, o meglio soddisfazione e intraprendenza, condite da un persistente sottofondo di grande tristezza, che percepiscono soltanto le persone sensibili e amiche.

    * il ricordo di un treno che nelle notti estive attraversa sferragliando la pianura, che mi riporta all’infanzia e al mio immaginare ricchi signori e grandi città…

  • 176
    Carmine -

    una cosa è certa che ci crediate o meno, il diavolo preme per il suicidio mentre Dio o chi per Lui (l’angelo custode, un proprio defunto a cui si era affezionato ecc.) preme per il contrario.
    Io sono cattolico (se è giusto considerarsi tale per uno che vorrebbe avere il coraggio di suicidarsi) ma ogni sera prego Iddio di non farmi risvegliare! Molti di voi esortano a leggere la Bibbia, io vi consiglio invece di leggere quando vi capita la vita di qualche santo.
    Non sono di quei fanatici lettori di libri snob che si vantano di essere migliori perchè leggono Umberto Eco o altro. Vi chiedo solo di provare a sfogliare le pagine di qualche biografia o diario di qualche santo. Io in questo momento sto leggendo quello di S. faustina Kowalska. Per es. lessi tempo fa che S. Pio da Pietrelcina per anni faceva preghiere alla Madonna di Pompei per chiedere di morire. Poi se non sbaglio fu Cristo stesso che gli disse di non pregare più per questo motivo. Anche altri santi si sono trovati in questa situazione. Quello che voglio dire è che i Santi erano uomini come noi con i loro problemi e con le loro tentazioni. E da loro possiamo trovare un aiuto. Il mio umore va a “Picchi” ci sono momenti che sto bene (quando prego per es.) e momenti (parecchi) è che chiedo di morire. Anzi quando prego per le persone care (genitori, malati, anime del purgatorio) chiedo Iddio di farmi offrire vittima al posto loro. in questo modo potrei far vivere quelli che lo vogliono e non io che non merito di vivere perchè non lo voglio!
    Tra le cose che mi aiutano a vivere è la possibilità di poter aiutare il prossimo. Il fatto è che la forte depressione Ti chiude in una pigrizia spirituale forte che non ti dà la possibilità di fare qualcosa o cambiare la propria vita! Tra le cose che faccio per es. dono il sangue (lo faccio ogni 3 mesi circa) perchè so che solo a Napoli ci sono una settantina di malati (tra cui bambini)di leucemia.
    Spero di poter morire in modo tale da non danneggiare i miei organi per poterli donare a chi ne ha bisongo.

  • 177
    rossana -

    Carmine,
    il tuo scritto mi ha comunicato gioia e sofferenza nello stesso tempo. bella la tua testimonianza sulla vita dei santi, che potrebbe essere di aiuto a tutti, credenti o meno. non sapevo che anche loro potessero patire la vita così! stupefacente l’episodio su Padre Pio… bello, anche, che tu voglia fare qualcosa per il prossimo, sia donando il sangue che pensando di lasciare organi utili per i trapianti…

    hai ragione nell’affermare che la forte depressione ti chiude come in una morsa. la stai curando?

    e perché non vuoi vivere? se la domanda è lecita… altrimenti fai come se non fosse stata formulata…

    un abbraccio

  • 178
    beppino -

    anch’io chiedo a Dio di farmi morire.Ma…comincio a spazientire.Penso proprio che non lo farà.Se lo fa , sono pronto.
    In ogni caso , ho letto i due libri di Hélène Grimaud , e da piccola , lei provava anche dei turbi al livello psicologico.Quando si graffiava un ginocchio cadendo ,doveva ad ogni costo graffiarsi l’altro.Poi ha cominciato a studiare il pianoforte perché aveva dentro di lei troppa energia…era un mezzo di sfogo.
    E’ andata a vivere negli Stati Uniti…( che sogno!!! ) e ha creato un parco per la difesa dei lupi ( il mio animale prediletto…) .

    quando ripetevo per gli esami , al pianoforte , andava tutto bene.Poi all’esame…mi tremavano le gambe , e peggio , le mani…non potevo giocare.Ero terrorizzato.Ancora oggi sarebbe lo stesso…la tensione , il silenzio, lo stress…mamma mia!!!!!!!

    su , vi lascio perché appunto devo andare a studiare qualche passo di Chopin…

  • 179
    rossana -

    Beppino, ti vedrei bene a fare la guardia forestale. non hai mai pensato a questo mestiere per la tua autonomia?

    mi sembra grande il tuo bisogno di evadere dal contesto in cui vivi. forse illusoriamente… Hélène G., che non conosco, è probabilmente guarita perché fa quello che le piace… grande suggerimento, quello di Anonimo, calza pure qui!

    il mio animale preferito è il gatto, dolce ed aggressivo nello stesso tempo, tenero e crudele… e voi, cosa preferite?

  • 180
    alexia -

    anche il mio è il gatto..indipendente,dolce e aggressivo,agile,nobile,intrigante,simbolo in ogni epoca di significati mistico-magici..contiene in sè tutta una serie di binomi di opposti ke allo stesso modo caratterizzano il mio carattere…
    qli neri sono stupendi…in cui risaltano gli occhi,spesso verdi…

    in qst ultimo anno di liceo sto cambiando un po il mio modo di vedere le cose…
    la scuola,stare qui,la classica vita da liceale italiana del XXI secolo mi sta stretta..
    prima esploravo il sito dell’ inter-rail…
    qst estate dopo gli esami voglio fare un viaggio on the road…
    perchè io sono cosi,e nn c posso fare nulla!io voglio viaggiare,fare esperienza diretta del mondo,gustare l’adrenalina dell’avventura,sentirmi viva…
    insomma,colmare la mia esistenza…
    ho altrimenti l’idea di noleggiare un camper…
    devo solo trovare 3 o max 4 persone con cui condividere qst sogno…
    ragazzi,qnd s inizia a viaggiare,qnd s inizia ad assaporare cn mano qloke ce fuori…non vedi l’ora d ripartire una volta tornato a casa!!!ve lo assicuro!!!
    e di posti ce ne sonotanti,troppi!!!!
    ogni angolo,anke il piu remoto e sconosciuto della Terra,ha qlcs da regalarci,da lasciarci dentro!!!

  • 181
    rossana -

    Alexia, anche l’idea di viaggiare per conoscere se stessi e il mondo è bellissima. io l’ho fatto da giovane e ne ho tratto un gran bene. adoro ancora farlo anche ora, ogniqualvolta mi è possibile, proprio come dici tu (non con il camper, eh – ammetto che mi starebbe un po’ stretto!) ma andando all’avventura con la mia macchinina (una mini rossa con il tettuccio bianco, datata 1990).

    ragazzi, viaggiare è vivere più intensamente, e potete farlo tutti: basta salire su un treno e scendere in un posto sconosciuto, da esplorare, anche solo per un giorno… intrigante, anche, avventurarsi con le corriere… ne conservo un ricordo meraviglioso!

    buon viaggio fin d’ora alla nostra Alex! chissà se quando torna ci racconta…

  • 182
    rossana -

    Joey, il libro a cui avevo accennato è: “Il codice dell’anima” di James Hillman. la mia copia è edita da Adelphi (serie “Biblioteca Adelphi 342). a luglio 2000 si era arrivati all’11a edizione… ma è probabile che tu lo possa trovare in una buona biblioteca (o magari fattelo acquistare dalla bibliteca stessa, se non ce l’ha) oppure che tu lo possa trovare in una edizione più economica. non è un testo difficilissimo ma non è neanche semplice semplice… meglio che lo sfogli, prima di acquistarlo… se però in qualche modo te lo procuri e lo leggi, poi mi dici qualcosa in merito, vero?

    cercando il libro per Joey, ho trovato qualcosa che potrebbe interessare a Beppino, e che ho letto parecchi anni fa: “Che cos’è la psicanalisi” di Pierre Daco. la mia copia è edita dalla BUR -Bibliteca Universale Rizzoli (serie Manuali) e nel ’90 costava 9.000 lire. non so se ti stuzzica… l’autore dovrebbe essere belga, ha uno stile facile e scorrevole. se non lo trovi e lo vuoi, te ne cerco una copia io e te la spedisco…

  • 183
    rossana -

    Carmine, per favore, ti ricordi quanti anni aveva Padre Pio quando pregava la Madonna di Pompei di farlo morire? aveva già le stimmate? la sua predicazione gli aveva già creato problemi con le gerarchie ecclesiastiche? insomma, che anno era? oppure su che libro l’hai letto, se riesci a risalire…

  • 184
    rossana -

    dedico questo post sull’ipersensibilità emotiva a Beppino e a tutti i frequentatori del thread che si possono “riconoscere” in qualche aspetto del testo.

    Confesso che questi pochi paragrafi (tratti dall’introduzione di Margherita Guidacci a una raccolta di poesie di Emily Dickinson) sono stati, da quando l’ho letti, un riferimento molto “consolatorio” per me…

    “… E da quel tempo (salvo la breve parentesi di un soggiorno a Boston nel 1864-65 presso le cugine Norcross, per curarsi una malattia agli occhi) Emily cominciò a fare vita da reclusa e a schivare i contatti con gli altri. Ciò non dipendeva da scontrosità di carattere né da una volontà snobistica: era la manifestazione di una sensibilità eccessiva e penosa per i tanti motivi di tensione psichica che si erano addensati su di lei in quegli anni. Gli incontri con gli estranei le causavano un senso di disorientamento e di paura; mentre gli incontri con amici erano per lei, per una causa diversa, altrettanto sconvolgenti. La gioia sembrava infatti esaurire tutte le sue riserve di energia. Così non solo dei conoscenti superficiali furono gli attoniti testimoni delle “fughe” di Emily, ma gli stessi amici, e tra i più cari, si presentarono a volte a casa Dickinson senza ottener di vedere Emily – mentre, dal piano superiore essa ascoltava le loro voci, vibrando di affetto per loro e scrivendo patetici biglietti per giustificarsi. …”

    All’epoca in cui avveniva quanto sopra descritto, la poetessa aveva soltanto 30 anni!

  • 185
    beppino -

    ma perché i papi chiedono a Dio di morire??non piace loro la vita????
    se anche loro chiedono di morire , allora tutti lo chiedono!!!!!!

  • 186
    Joey -

    Ciao a tutti,
    sono pienamente d’accordo sul fatto che viaggiare on the road senza tappe forzate e imposizioni di tempo e di spazio, senza niente di programmato in modo da poter lasciare all’improvvisazione, sia rigenerante perchè ti permette di conoscere il mondo da vicino e non nella parte turistica(apparente)e avendo il tempo di riflettere, si riesce a capire meglio se stessi.Poi questo senzo di libertà e di lontananza dalla propria realtà e dai propri impegni non può che giovare. Questa esperienza la vorrei provare un giorno al costo di andarci da solo, che forse è meglio.Grazie Rossana per avermi detto il nome del libro probabilmente lo leggerò.

  • 187
    rossana -

    Beppino, guarda che Padre Pio NON era un papa ma bensì un frate, che ha dato parecchio filo da torcere alla chiesa di Roma, che poi l’ha proclamato santo! o beato? non so bene…

  • 188
    rossana -

    Ciao Joey! meno male che quanche volta… batti un colpo!
    certo che la devi fare l’esperienza del viaggio! da soli è una cosa, in compagnia un’altra (banale, eh, molto poco brillante… lo so).
    secondo me, devi provare tutte le due le versioni, così, come capitano capitano, basta che ci provi!

  • 189
    anonimo -

    E un oratore disse: Parlaci della Libertà. E lui rispose: Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà, Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide. Sì, al bosco sacro e all’ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione. E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento. In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze. Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli. Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all’alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l’ora del meriggio? Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole. E cos’è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi? L’ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte. Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare. Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto. Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ? E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l’avete scelto. E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v’incute. In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio. Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi. e quando un’ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un’altra luce. E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.

  • 190
    alexia -

    Un mio amico francese ieri mi ha detto ke tra un mese parte x la Cina,da solo!!!E non sa ancora quando tornerà!!!Alla faccia del viaggio di meditazione!!!
    Però caspita…a me piacerebbe moltissimo visitare i monasteri buddhisti…tibetani…ora non so bene,non me ne intendo granché ed è una mancanza ke mi rode profondamente!Però tutti coloro ke hanno provato la sensazione di entrare in quei luoghi di pace ,di silenzio, di natura sono tornati profondamente colpiti,cambiati nel loro modo di affrontare la vita e di vedere la realtà ke li circonda…
    L’oriente ha mantenuto e vissuto nei secoli,anzi,nei millenni, una spiritualità e un rapporto di rispetto e integrazione con la natura ke l’occidente manco se lo sogna!!!
    Anch’io Ross prenderei il primo autobus ke capita e mi farei trasportare da un capo all’altro del suo percorso,cambiando linea qnd mi gira!!!C ho pensato tante volte,ma mai nessuno ha voluto seguirmi nell’avventura!!!
    Anzi anzi…dopo devo uscire con una mia amica per andare in un centro commerciale…altroché,la sequestro e contro la sua volontà la porto alla scoperta di nuovi mondi e di nuove stradeeeeee!

    *sentire pronunciare da un’altra persona i medesimi pensieri ke io stessa ho formulato nella mia mente e nel mio cuore in determinati momenti della mia vita e in determinate mie riflessioni esistenziali…

    *una mia amica ke ,sussurrando,timidamente mi ringrazia per averle suggerito durante l’interrogazione

  • 191
    Joey -

    *fare un sorriso ad una ragazza che ti piace ed essere contraccambiato

  • 192
    beppino -

    ciao! vorrei farvi una domanda che mi preme…:
    a che cosa si può riconoscere che si è sinceri?
    dentro di me , sono arrivato ad una tale confusione che non so più dire se sono sincero o no,rispetto a certe cose.Potete aiutarmi??

    grazie tante!! arrivederci!!!

  • 193
    rossana -

    ragazzi, siete stupendi! mi avete commossa e… indotta a scrivere anche se oggi volevo astenermi!

    Anonimo, so che è così, che la libertà dovrebbe essere un punto di partenza, interiore, e non un obiettivo da raggiungere, ma ancora non sono arrivata da nessuna parte in questo senso.

    la malattia di mio figlio, dovuta anche a miei errori e alla mia incapacità di stargli più vicino, nel modo giusto, è come una dolorosissima ferita: un qualcosa di irreversibile, che mi tortura e, a volte, metaforicamente, quasi mi impedisce di respirare. io e lui siamo la stessa carne, le sue sconfitte sono le mie, il suo futuro è quel che resta del mio, la sua tristezza è la nebbia che rende anche a me opaca ogni cosa…

    sta male da parecchi anni, e vado perdendo le speranze di vederlo guarire. devo riuscire ad entrare in uno spirito di accettazione, e a poco a poco ce la farò, mentre forte in me è il desiderio di vivere a modo mio, di essere felice, ora che sono finalmente libera da impegni di lavoro. ci vuole molto tempo per queste cose… così come ci vogliono anni e anni per staccarsi da sentimenti che ci hanno dato tante speranze e che si sono inariditi.

    scusate se vi ho rattristati. alexia, ho cercato di esprimermi nel modo più stringato possibile… e di limare le sbavature.

    ora conosciamo l’origine del disagio di alcuni di noi. speriamo che altri vogliano confidarci come nascono le loro difficoltà esistenziali, per poterci far animo a vicenda.

    * avere una compagnia dolce e silenziosa, un ombra, che mi segue da mattino a sera in tutta la casa: la mia gattina, che non è un pelushe ma una creatura che respira, che percepisce e comprende i miei stati d’animo meglio di molti esseri umani.

  • 194
    rossana -

    mah! la domanda è difficile… forse ci sono anche molti modi, personali, di reagire…

    io mi accorgo di essere sincera con me stessa quando mi do pazientemente tutte le risposte possibili, una dopo l’altra, ad alta voce e, una di queste dà luogo a una specie di sorriso emotivo, che si fa strada fra le parole e a volte arriva anche alle labbra. come se sorridessi nella consapevolezza di aver colto un bambino in fallo… mi accorgo allora che quella risposta mi accquieta, essendo la più onesta.

    ci sono però casi in cui sono troppo confusa e non so dare alcuna risposta. quando è così, non resta che attendere che le informazioni o le emozioni si sedimentino e permettano di capire.

    spero ti possa essere d’aiuto, Beppino.
    Ciao!

  • 195
    beppino -

    ciao ciao!!
    c’è una domanda che vorrei fare:
    a che cosa posso sapere di essere sincero? per esempio, quando prego,devo essere onesto davanti a Dio , e sincero.Ma come faccio a sapere se in fondo al mio cuore queste caratteristiche ci sono?

    Povero me…dentro di me c’è una confusione tale da non saper più cosa sia la sincerità…

    vi ringrazio in anticipo per le vostre risposte…
    arrivederci!!

  • 196
    rossana -

    Beppino, per me le questioni con Dio sono troppo complesse… posso dirti soltanto che, secondo me, nemmeno Dio può chiedere più di quanto si possa umanamente dare…

  • 197
    beppino -

    accidenti!!!!
    scusatemi! ho scritto due volte lo stesso messaggio…

    Rossana , grazie per la tua risposta!!
    ciao!!

  • 198
    alexia -

    nel rapporto cn se stessi,a volte,s crede di essere sinceri,di dare ai propri atteggiamenti motivazioni “apparenti”,scovare cause “presunte”…
    talvolta s è talmente convinti ke s pensa effettivamente di essere sinceri!e magari non c s rende conto ke la mente o il modo di ragionare di quel momento è offuscato da una visione distorta della realtà,da un’interpretazione errata dei fatti,da una cononoscenza sbagliata delle situazioni in atto…
    penso ke molti abbian sperimentato almeno una volta di parlare con qualcuno ke ha posto una domanda alla quale si risponde,e che qst persona poi replichi”sii onesto!se menti a me puo anche essre irrilevante, ma almeno non mentire a te stesso!”…e purtroppo sono proprio le domande esistenziali,qle ke c chiedono di esprimere cosa vogliamo,cm c sentiamo,cosa proviamo a minare la nostra onestà verso noi stessi in primis!
    Allora forse l’unica soluzione x arrivare alla verità è riporsi qle domande più volte..in momenti diversi..cercando di vedere le cose e noi stessi da più angolazioni…
    nn saprei proprio cos’altro dire in proposito beppino!

    Ross,t prego,kiunque desideri raccontare la propria storia,le proprie angosce in libertà lo faccia,non voglio ke nessuno,tantomeno tu,s senta frenato da una frase ke posso aver scritto e ke è stata recepita con un significato a cui nn avevo minimamente fatto riferimento!perchè sottolineandolo sembra tu voglia comunicarmi qst!
    Chiedo ancora scusa per i termini probabilmente poco appropriati ke usai in ql post!

  • 199
    rossana -

    beh, Beppino: meglio così! cominciavo a preoccuparmi…

    * il colore delle arance e dei mandarini, e il loro profumo, quando si sbucciano, che danno luce e sapore all’inverno…

  • 200
    beppino -

    scusatemi, sì per il doppio messaggio…
    beh , riconosco che la domanda sulla “sincerità” è una questione in qualche modo esistenziale…fa parte dei dubbi che mi tormentano da alcuni anni.
    Penso che sul forum io non abbia più niente da aggiungere, sapete. Sono troppo perturbato.Non riesco a mandare le cose avanti.E’ troppo complicato.

    forse tornerò ogni tanto a leggere i messaggi scritti, e soprattutto a vedere che cosa diventate…

    Vi ringrazio per aver tentato di aiutarmi, e…vi auguro una buona continuazione.
    Per quanto mi riguarda ,avanzo a tastoni come ho fatto finora perché non trovo soluzioni.

    ciao!!

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