Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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“Ho venerato convinto la vita come sostanza, e sono arrivato a riconoscerla e a poterla amare solo come funzione.” (H. Hesse)
ho trovato questa citazione per caso su un altro forum e mi è parso che avesse senso riportarla qui…
Guarire
| 1ª ed.
David Servan-Schreiber
Prezzo di copertina: Euro 17,00
Sperling & Kupfer | 2003 |
Contenuto – Altri dati
Contenuto:
Stress, ansia e depressione sono spesso additati come i responsabili di malesseri e malattie di ogni tipo e gravità. Ma qual è l’approccio migliore per affrontarli e sconfiggerli? Secondo questo testo rivoluzionario, basato su rigorosi studi scientifici e scritto da un illustre psichiatra, non servono farmaci né psicanalisi, ma è sufficiente risvegliare le energie sopite del proprio organismo. Rifacendosi alla sua esperienza di medico e ricercatore nel campo delle scienze cognitive, aperto nel considerare gli indiscussi risultati ottenuti in questo ambito da medicine alternative come quella cinese o tibetana, David Servan-Schreiber propone una nuova ‘medicina delle emozioni’, naturale e dolce, che consente a chiunque di ritrovare – in tempi ragionevoli e senza inutile dispendio di denaro – equilibrio psicofisico e serenità. E ci spiega come agiscono sulla nostra intelligenza emotiva i sette metodi terapeutici da lui considerati più efficaci: dalla famosissima agopuntura alla molto meno conosciuta coerenza del ritmo cardiaco – raggiungibile mediante semplicissimi esercizi di respirazione -, all’assunzione degli acidi grassi Omega-3, l'”olio che fa funzionare il cervello”. Avreste mai detto, per esempio, che un piccolo apparecchio collegato alla lampada del comodino e capace di simulare un’alba artificiale può influire sul vostro umore per tutta la giornata? Servan-Schreiber illustra dunque sette vie percorribili per sanare insieme il corpo e l’anima: grazie a lui e al suo libro possiamo, finalmente, guarire. Visitando il sito http://www.guerir.fr si trovano altre notizie interessanti sui singoli metodi di guarigione, oltre a un’accurata bibliografia e a un test che misura il proprio grado di disagio emotivo. E’ possibile inoltre comunicare direttamente con l’autore.
Alcolismo e depressione: correlazioni ed interazioni
Tipologia prodotto LIBRO
Autore
Casacchia Massimo
Editore
Japadre
Data pub.
1990
Genere
psicologia
Collana
Monografie psicologiche
Pagine
246
Prezzo
€ 12,91
http://www.al-anon.it/homeit.php
I Gruppi familiari Al-Anon sono un’associazione di familiari ed amici di alcolisti, che si riuniscono per condividere esperienza, forza e speranza allo scopo di risolvere il problema comune. Noi crediamo che l’alcolismo sia una malattia che coinvolge tutta la famiglia e che un cambiamento di atteggiamenti possa favorire il processo di recupero.
Al-Anon non è affiliata ad alcuna setta, fede, partito politico, organizzazione o istituzione, non si impegna in alcuna controversia, né appoggia o si oppone ad alcuna causa. Non vi sono quote da pagare per essere membri di Al-Anon. Il nostro mantenimento è autonomo e avviene attraverso i nostri contributi volontari.
Al-Anon ha un solo scopo: aiutare le famiglie degli alcolisti. Questo fine lo realizziamo mettendo in pratica i Dodici Passi, offrendo accoglienza e conforto alle famiglie degli alcolisti, e dando comprensione e incoraggiamento all’alcolista.
Prenditi un momento per rivolgere a te stesso le seguenti domande: Sei preoccupato per il bere di un’altra persona? oppure Sei cresciuto con una persona per cui l’alcol è un problema?. Se ti identifichi con alcune di queste domande è importante che tu sappia che con una telefonata si può trovare aiuto e speranza per amici e familiari di alcolisti.
Da quando Al-Anon è nata nel 1951, i centri di salute mentale e Al-Anon hanno lavorato insieme. Da un recente sondaggio in seno ad Al-Anon, risulta che quasi la metà dei membri hanno dichiarato di aver ricevuto un aiuto professionale sia prima che dopo la loro adesione ad Al-Anon, e numerosi membri sono arrivati in Al-Anon dopo aver consultato uno psicologo.
In quanto operatore nel campo della salute mentale, lei può aiutare in modo particolare le persone sconvolte dal consumo di alcool di qualcun altro.
Di solito quando le persone sconvolte dall’alcolismo di un loro familiare e ricorrono alla psicoterapia, non si rendono conto che l’alcolismo è la principale causa dei loro problemi. Un bambino, figlio di un alcolista, può aver bisogno di cure perché ha difficoltà nel concentrarsi sul suo lavoro scolastico, perché ha la fobia della scuola o perché ha dei sintomi psicosomatici.
Un adolescente può presentare turbe nel comportamento, quali il perfezionismo o l’abuso di alcool o di droga. Il figlio adulto o il coniuge di un alcolista può, all’inizio, cercare di curarsi per la depressione o l’ansietà. Oltre a fornire un sostegno emotivo, lei può essere d’aiuto identificando l’alcolismo come malattia della famiglia e suggerendo al suo paziente di cercare aiuto attraverso il programma di Al-Anon/Alateen.
Patricia O’Gorman, dottore in filosofia e psicologa specializzata nel trattamento delle famiglie di alcolisti, descrive così il modo in cui Al-Anon funziona: “I tre principali ostacoli che i membri della famiglia devono superare per poter progredire sono affrontati in Al-Anon:
* Isolamento.
Al-Anon rompe l’isolamento mettendo i membri della famiglia in contatto con altre persone che, come loro, si sforzano di ristabilirsi dagli effetti dell’Alcool.
* La paura del cambiamento.
Man mano che i nuovi membri prendono coscienza dell’impatto distruttivo dell’alcolismo, si rendono conto che devono imparare ad affrontare la malattia in modo più costruttivo. Con l’appoggio di altri membri e vedendo che questi riescono a cambiare la loro vita, i nuovi arrivati superano gradualmente la paura del cambiamento che li ha imprigionati in abitudini autodistruttive.
* Mancanza di informazione sull’alcolismo.
Al-Anon fornisce ai suoi membri informazioni sulla malattia dell’alcolismo per mezzo della letteratura e delle conoscenze acquisite dai membri più anziani.
grazie, Anonimo!
sono andata sul sito francese,è proprio interessante!qsi qsi mi interesso per procurami “guerir”..
GUARIRE LAVORANDO
La manifestazione è un’azione, nell’universo tutto è in movimento. Non guariamo riposando ma scoprendo l’atteggiamento corretto nell’azione
(Amadio Bianchi)
Il tempo e l’energia che quotidianamente impieghiamo nel lavoro ha, nella vita moderna, raggiunto un’ampia misura al punto che verso questa direzione spendiamo quasi tutto il tempo che il Creatore ci ha messo a disposizione. La situazione mi sembra angosciosa… In qualche caso è bene rivedere il proprio rapporto con questo aspetto della vita.
Mi viene da sorridere quando sento parlare di conquiste sociali. Abbiamo ottenuto una bella schiavitù se dobbiamo impiegare mediamente, fra spostamenti e lavoro vero e proprio, circa dodici ore della nostra giornata. Calcolando poi, che altre tre ore vengono suddivise tra il mangiare, vestirsi, lavarsi e altre faccende e che un’ora e mezza di media viene impiegata per vedere la televisione, infine sette o otto ore per dormire, ciò che rimane da dedicare allo scopo più importante della vita, cioè capire cosa siamo venuti al mondo a fare o scoprire che abbiamo anche una vita interiore è di circa una mezz’oretta. Se questa mezz’ora poi la utilizziamo diversamente è certo che da vecchi saremo solo “vecchi” anzichè essere saggi. Non dico altro.
Dal momento che mi occupo di benessere psicofisico e non potendo da solo, per il momento, cambiare le cose, ritengo oggi più che mai importante cercare, nell’atteggiamento interiore verso il lavoro, la soluzione di tanti problemi esistenziali. Un comportamento sbagliato nell’attività, fa affiorare differenti disturbi (il più comune è lo stress).
Vediamo di capire cosa succede. Dentro di noi si alterna una opposta dualità di intenti: ad esempio una parte di noi vuol fare l’azione, l’altra si oppone. Due forze contrapposte convivono e devono essere comprese, educate e ben finalizzate.
In generale ci stressiamo perché siamo nell’azione con resistenza. Significa che fare malvolentieri una cosa è nocivo per la salute e a lungo andare fa insorgere la malattia. Bisogna pertanto capire, come prima cosa, se siamo al posto giusto nel momento giusto e poi “lavorare” sulle resistenze perché dentro di noi non ci sia la guerra… e la guerra come si sa ha un prezzo. Se faccio l’impiegato delle poste ma svolgo malvolentieri il mio lavoro, finirò per ammalarmi, perché l’energia che già consumo nella lotta interiore mi uccide prima ancora che la mia azione sia in atto.
Anche l’armonia dell’ambiente stesso dove si lavora è molto importante. Vi conviene spendere un po’ di tempo per costruire buone relazioni con chi vi lavora accanto. Credetemi ne vale la pena.
Per alcuni anni ho insegnato yoga in alcune vallate in Italia e in Svizzera. Posti stupendi, in essi anche solo per il clima e la bellezza naturale la gente dovrebbe vivere in uno stato di estasi. Invece non è così. Molti dei miei allievi lamentavano disturbi causati da stress comportamentale. Una volta per dare loro una lezione, che non sono sicuro abbiano compreso neanche adesso, li ho invitati ad una giornata sugli sci. In queste vallate sciare è paragonabile al Luna Park per i ragazzi.
Facciamo yoga e neve
dissi, ed alcuni aderirono prontamente all’iniziativa. In particolare un soggetto che si presentava alle lezioni di yoga accusando costantemente sproporzionata stanchezza causata dal lavoro.
Iniziammo a sciare al mattino presto, appena gli impianti di risalita aprirono i battenti. Sono anch’io nativo di quelle parti per cui non mi manca l’abilità sugli sci.
Avendo intenzione di dare loro una lezione di vita, in particolare al soggetto che sempre soffriva di stanchezza cronica, “tirai” forte tutta la mattina. Su e giù, non so quanti chilometri facemmo e quanta energia spendemmo anche solo di mattina. Permisi loro di consumare un pasto frugale e ripresi, ancora avanti per tutto il pomeriggio. Alle 16 ci sedemmo al bar del “Fungo” per prendere tutti insieme una cioccolata. Eravamo stanchissimi ma irradiavamo soddisfazione e felicità come non mai. Il soggetto stressato stava seduto davanti a me:
non hai mai speso così tanta energia in una giornata di lavoro?
gli chiesi e la risposta era ovvia.
chiediti perché oggi sei stanco ma felice
soggiunsi
il tuo atteggiamento psicologico nei confronti dello sci è diverso rispetto a quando vai a lavorare. Riesci a capire perché oggi sei stanco ma felice? Non realizzi che essere o non essere felice anche sul lavoro dipende solo da te e dal tuo atteggiamento interiore?
Prima di tutto, nella vita, ci si domanda se si è nel posto giusto e se si decide che lo si è, perché veramente si è al posto giusto, oppure al momento si devono devono accettare le cose come sono perché non si dispone di altre alternative, bisogna lasciarsi andare.
Si impara a lavorare sulle resistenze interriori come fanno i grandi campioni, i quali, quando hanno completato il potenziamento dei muscoli che servono all’azione, iniziano a lavorare sugli antagonisti o muscoli che si oppongono all’azione educandoli nel modo adeguato. È così che viene completata una preparazione ad alto livello sia sul piano fisico sia psicologico. Si sa, la manifestazione nella sua espressione è duale. Anche fisicamente nella gamba ci sono i muscoli che agiscono e quelli che si oppongono. È tra questi due opposti che la natura ricerca l’equilibrio e l’armonia per la vittoria del giusto. Nell’uomo, ciò vale sia sul piano fisico ma ancor più su quello quello psicologico.
Se gli opposti che vivono in noi già ci consumano tutta l’energia nella lotta interiore prima che giungiamo all’azione siamo stanchi ancor prima di iniziare…
È questo che devi comprendere
continuai
se vuoi guarire del tuo stresss cronico
Quella fu una importante lezione, ma come vi dicevo all’inizio di questo scritto, intuire che il tempo impiegato da ognuno nel lavoro è davvero tanto, che non ci si può astenere dall’agire in quanto la manifestazione stessa è un azione, e per conseguenza si deve predisporre bene lo spazio dove si opera, curando la relazione con se stessi e poi con gli altri, è determinante e può cambiare la qualità della vostra vita.
Bisogna infine essere vigili anche verso i danni causati dal mettersi al servizio esclusivo del proprio ego. Ciò può originare emozioni negative e distruttive. Meglio sicuramente sarebbe vivere con consapevolezza e dedizione, offrendo la propria vita ed il proprio lavoro ad una giusta causa. Essa può anche solo consistere nella sopravvivenza, nella famiglia, negli ideali. Più fortunati sono coloro che avendo fatta l’esperienza di Dio possono abbandonare le loro azioni nelle sue braccia, consapevoli di essere parte e strumento dello stesso. Per queste persone il lavoro è una forma di meditazione, dove si impara a modellarsi per mezzo dello stesso. In India questo tipo di lavoro condotto in stato, oserei dire, di beatitudine, viene chiamato Karma Yoga.
ciao, Alexia!!
non preoccuparti per il mio messaggio!in realtà avevo scritto “quando leggo tutto ciò, mi fa male”…E non volevo che tu pensassi che mi faceva male leggere i tuoi messaggi!!mi sono espresso male…accidenti!!
spero che tu abbia capito…!quindi , niente preoccupazione!
Adesso , Rossana ti rispondo:
non ho mai ucciso nessuno!meno male!!però il senso di colpa lo provo perché nella mia vita con Dio , non riesco ad andare avanti…è speciale , lo so , ma c’è qualcosa che mi fa sempre tornare indietro…una cosa di cui non posso parlare…e quindi nel contesto in cui vivo ( in una famiglia cristiana , che va in chiesa ogni venerdì , domenica…) c’è una pressione.Io soffro , perché non riesco a seguire Dio come vorrei , e…gli anni scorsi sono stati…catastrofici per la mia vita con Dio.Sono angosciato , e non riesco a “ritrovarmi”.
C’è stato uno “schock” ( non so come si scriva! ) quattro anni fa in fondo a me.Ho creduto che Dio non avrebbe potuto salvarmi , mai più.Per tutto l’anno , non ho detto niente alla mia famiglia.A nessuno. Poi…ho potuto parlare , dopo il primo tentativo di suicidio, ma non ero guarito , dentro di me.
La mia visione di Dio è cambiata durante quell’anno…ed è difficile ritrovare una visione “sana” di Lui , adesso…non ce la faccio più.
Allora vedi , quando suoni il pianoforte in una chiesa , e che tutto ti è confuso dentro , puoi provare un forte senso di colpa…vorresti cambiare , essere diverso , ma non puoi e non mostri niente a nessuno.Gli altri non capiscono che la tua anima è “incrinata”…
Lo so che c’è una cosa che non ho svelato , nel mio messaggio , però ora non ho voglia di parlarne.Mi fa troppo male.
ciao!
ah , devo aggiungere…:
sono francese quindi non preoccupatevi degli sbagli d’italiano…e della mia espressione un pò…francese!!
ciao!!
anonimo,
concordo con te su quasi tutto quello che hai scritto e ammiro la tua conoscenza e la tua esperienza.
alcuni di questi nostri giovani amici di forum, però, potrebbero avere il problema contrario, e cioè non il troppo impegno (che ho provato sulla mia pelle, o un attività alienante, che ti fa sentire un’anima morta e crea continui conflitti). non credi che potrebbero patire per un senso di vuoto e di disinteresse nel presente, per via del fatto che faticano a proiettarsi nel futuro?
mi interessa molto il tuo parere in merito.
ciao!
Beppino,
non svelare nulla se non ti va di farlo, o se ti fa male.
ovviamente da quanto hai scritto si possono intuire problemi diversi, con diversi gradi di gravità…
mi ha colpita l’immagine di te che suoni il pianoforte e ti senti in colpa. anche il credere in Dio e l’abbandonarsi fra le sue braccia ha i suoi percorsi e i suoi tempi. non è che pretendi di fare tutto subito e ora, come se si trattasse d’infornare una pizza, vero? io, ad esempio, lo desidero molto, da tanto tempo, ma purtroppo ancora non mi riesce…
anch’io sono cresciuta in una famiglia cattolica praticante. i miei problemi con la chiesa sono iniziati fin dalla pubertà, per via della sessualità, che in me era un fiume in piena. i preti di allora mi hanno creato delle vere e proprie fobie, unite al modo di NON vivere la sessualità che aleggiava in casa. ma erano gli anni ’50!
temo che anche ora per la chiesa non sia cambiato un granchè sul tema. se avessi 20 anni oggi chiederei a un prete di evidenziarmi tutti i passi del vecchio testamento, non smentiti dal nuovo, e tutti i passi del nuovo testamento in merito alla sessalità e poi ragionerei e deciderei da sola quello che è bene e quello che è male. cercherei di capire da me cosa vuole Dio in questo contesto.
oggi, personalmente, distinguo soltanto quello che danneggia gli altri da quello che, eventualmente, può danneggiare solo me stessa.
non so dirti altro, per ora.
hai letto il suggerimento di anonimo sull’EMDR? non credi che varrebbe la pena di provare? quel metodo potrebbe evitarti lo sforzo e il dolore delle parole…
il tuo italiano è perfetto. ti leggo sempre volentieri.
un abbraccio,
rossana
buon pomeriggio a tutti i frequentatori di questo thread!
mi è venuto in mente che, per sdrammatizzare un po’ e scambiarci anche emozioni positive, sarebbe bello se potessimo fare, quando ci va, una specie di gioco a ruota libera.
consiste nell’esprimere i nostri piccoli piaceri quotidiani, che spesso passano inosservati e che invece dovremmo tutti valorizzare.
comincio io:
1) “una scodella di brodo di carne fumante, con i suoi allettanti occhiolini di grasso, e un profumo che diffonde aromi…”
è stato il mio piacere di ieri sera, al rientro da una giornata in città e dopo parecchie ore trascorse, per mia scelta, al freddo…
c’è qualcuno che ha voglia di passare al 2?
ciao,proseguo io :
2) arrivare a casa,aprire il pc,connettersi ad internet,leggere l’e-mail e gli interventi sui forum…
bravissimo Ferruccio!
quello sì che è un bel piacere, tranquillo, alla portata quasi di tutti e nell’insieme stupendo! si può interagire con il mondo intero e, volendo, non sentirsi mai soli…
grazie di aver accettato il gioco, che spero continui a lungo… liberamente, in tutta sincerità e spontaneità…
Ferruccio,
sono andata a rileggere la tua prima lettera: bella, costruttiva e… dolcissima!
alexia,
anch’io sono andata sul sito francese. ho pure fatto il test: risultati alquanto scoraggianti, che però in linea di massima già conoscevo…
ecco il mio piacere più grande di questi giorni: suonare Chopin al pianoforte! lo so , lo so , non è una musica che piace a tutti, ma…A ME PIACE INFINITAMENTE!!!
Rossana , sai , in fondo a me non ho più nessuna convinzione , a proposito di Dio e del futuro.Lo ammetto.Non riesco più a decidermi , oggi gli altri mi possono influenzare quando vogliono.E’ come se dentro di me non esistesse più forza.Io mi guardo dentro e non mi capisco più.A volte faccio certe cose , e poi mi dico…” sei pazzo” , mentre quando ho fatto questa cosa , ero pienamente conscio del mio atto.
Ma tutti questi sintomi sono cominciati quattro anni fa…dopo lo “schock”.
Tuttavia , io non ho frequentato la chiesa cattolica, ma quella evangelica.E’ diverso! ma…tutta la mia forza interna si è dileguata.In fondo a me , è turbido. Non mi posso appoggiare su niente. E’ un sentimento complicato da spiegare…ma proprio reale.
Non capisco. Oggi , riguardo alla chiesa , ho delle decisioni da prendere e non sono sicuro di niente. Direi quasi che la mia fede è crollata, e non riesco a ritrovarla.La convinzione non ce l’ho più…quindi sono un ipocrita perché suono il pianoforte in chiesa ,non dico niente a nessuno…o se lo dico non capiscono!…non capisco me stesso.Come gli altri mi potrebbero capire!!!?è logico…
la cosa che davvero mi fa paura , è che non provo più sicurezza dentro di me.Non provo più fede , se non una fede intellettuale ma che non conduce a una convinzione…
smetto di scrivere , almeno per oggi.
ciaooo!!! e non dimenticare la cosa positiva del mio messaggio: Chopin!!!!!!!!!!!
ciao!!!
anche io ho fatto il test sul sito francese….sono normalissima!!! questo sì che è un vero piacere….mi stavo pensando Matta!! :-))
http://www.sopsi.it/rivista/riv_ind.htm
eh no che non lo dimentico, Beppino, ma lo metto in lista, da parte tua:
3) “suonare Chopin al pianoforte!”
PS: sai che io non sopporto la musica e che uno dei pochissimi compositori che mi piace è proprio Chopin! lo trovo semplice, dolce e vitale…
sasha,
come sono contenta per te!
questo risultato ti sarà d’aiuto anche per decidere quale orientamento dare alla tua vita sentimentale…
anonimo ci ha fatto davvero un bel dono!
Beppino,
a me sembri solo esaurito, mentalmente ed emotivamente. non posso, ovviamente, nemmeno immaginare se tu lo sia anche fisicamente…
dormi bene, la notte? secondo me hai bisogno soltanto di molto riposo, cibo nutriente, belle passeggiate e di qualcuno che ti sostenga per un po’, con parole d’incoraggiamento o forse anche con qualche farmaco. una terapia d’appoggio, per qualche mese, potrebbe di certo giovarti, se trovi la persona adatta.
“Direi quasi che la mia fede è crollata, e non riesco a ritrovarla.La convinzione non ce l’ho più…quindi sono un ipocrita perché suono il pianoforte in chiesa ,non dico niente a nessuno…o se lo dico non capiscono!…non capisco me stesso.Come gli altri mi potrebbero capire!!!?è logico…
la cosa che davvero mi fa paura , è che non provo più sicurezza dentro di me.Non provo più fede , se non una fede intellettuale ma che non conduce a una convinzione…”
a quanto so la fede è grazia. perché mai dovresti possederla in modo certo e immutabile? credo faccia parte dei processi di crescita mettere in dubbio quanto ci è stato insegnato e farsi una propria opinione sulle cose, soprattutto su quelle che contano.
anche a me (mi pare di averlo già scritto) piacerebbe avere fede… ma la tua potrebbe essere una crisi di transizione. non tormentarti per questo, prenditi una pausa dal problema, lascialo maturare dentro di te, la soluzione emergerà più facilmente, con il tempo, però… questa NON è una questione facile facile, potrebbe essere per molto tempo anche una specie di pozzo nero, non credi? una prova da superare…
quanto all’ipocrisia di suonare senza essere più convinto come prima, credimi, non è affatto ipocrisia, semmai, nel tuo caso, è sofferenza. comunque tu sai suonare e dai qualcosa di te a tutti quelli che partecipano alla funzione. e ti pare poco? chi altri in quel contesto dà altrettanto? offri ai tuoi simili quanto hai di meglio. se c’è un Dio, secondo me, non potrà che gradirlo.
lo shock ormai m’incuriosisce, e parecchio, ma non credo che su questo sito siano possibili le comunicazioni private, né ti voglio spingere in questo senso. guai a non rispettare i propri tempi interiori!
mi piacerebbe, invece, se è quando ne avrai voglia, che mi parlassi delle principali differenze fra la chiesa cattolica e quella evangelica. sto cercando anch’io un motivo di convinzione… che non trovo…
ciao!
qualcosa mi ha spinta a cercare il mio libretto su Gibran (nato 1883 – morto 1931), e a leggere:
“E una donna domandò: parlaci del Dolore.
Ed egli disse:
Il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la vostra intelligenza.
Come il nocciolo del frutto deve rompersi per esporsi al sole, così dovrete conoscere il dolore.”
l’anno dello “schock” è cominciato con un pensiero che mi veniva in mente , e che era una bestemmia contro lo Spirito Santo.Nella bibbia , è scritto che questo peccato di bestemmia non può essere perdonato da Dio.Il che significa che mai più Dio ti può salvare e che vivi solo nell’attesa dell’inferno.
Quando quel pensiero è venuto dentro me , sono stato proprio…spaventato.Dio è diventato per me un “castigamatti” , qualcuno che mi rigettava.Lo vedevo sempre severo , in collera.
Andavo in chiesa ogni domenica , e avevo l’impressione di essere condannato da Dio.Quando sentivo dei canti sullo Spirito Santo , soffrivo molto dentro di me.Ma non lo sapeva NESSUNO.Per un anno , non ho letto la mia bibbia perché avevo paura di Dio.Di notte , ero angosciato.Dovevo lasciare un pò di luce in camera perché nel buio era tormentata la mia mente.
Quell’anno , volevo morire.Pregavo Dio , e persino il diavolo perché uno dei due riprenda la mia vita.
All’inizio dell’anno successivo , mi sono deciso a guardare su internet quello che significava “bestemmiare contro lo Spirito Santo”…avevo paura.Ho trovato un articolo che trattava di ciò , e sono stato davvero sollevato.Mi sono accorto che NON avevo bestemmiato contro lo Spirito Santo.No.
La bestemmia contro lo Spirito è questo: se ti opponi all’opera dello Spirito di Dio in fondo a te , e se chiudi tutte le porte della tua anima alla Sua azione , non sarai mai salvato.Dio non ti potrà mai perdonare i peccati , dato che lo rifiuti. In realtà è semplicissimo!
dopo quel momento di sollievo , ho deciso di ricostruire la mia vita con Dio.Il problema è che la mia fede non c’era più…varie volte ho tentato di rialzarmi, di cercare Dio mediante la bibbia e la preghiera.Ma mi sono stancato.
Poi gli anni successivi sono stati catastrofici , moralmente.
Di notte non dormo bene.Mi addormento sempre sul tardi.Ho perso quattro chili, a volte non ho voglia di mangiare.E poi non riesco più a lavorare, a concentrarmi.
se volete “mon adresse MSN”…per discutere più personalmente , eccola qua: josephdavid@hotmail.fr
beh , ciao!!
beppino!tempo fa mi scrivevi nelle spoglie del primo vero,sincero e determinato discepolo di dio…cos’è successo?dov’è sparita la tua quiete e serenità religiosa??
quanto all’insicurezza ke provi,io ne provai e ne provo tuttora,nn sempre x fortuna,una d tipo esclusivam intellettuale-morale.
m spiego.talvolta m sembra d nn avere punti di riferimento fissi,cardini logici o morali solidi,o di non esser capace di giustificarli,convalidarli argomentarli abbastanza convincentemente.ho il timore ke kiunqe possa oppormi una sua tesi e sostenerla meglio di me,facendo crollare inesorabilm le mie”certezze”.
x qst voglio conoscere il mondo..x farmi finalm una mia idea su qnt accade,ed esserne pienamente convinta,nn riskiare d venire”smontata”al primo confronto!!!
vorrei spendere qlc parola sull’AMORE.
l’amore colora di una tinta differente qlo k c succede attorno,oppure,se la vogliamo porre da un altro p di vista,c fa mettere un paio di “lenti”diverse per guardare la realtà,nonostante sia sempre la stessa!!!
l’amore è capace d farti sentire in paradiso.xke è csi ke mi sento qnd sono innamorata.se penso a qla persona m sento avvampare,un solletikino insostenibile m attanaglia lo stomaco,le mie fantasie s accavallano in un turbine di immagini,sensazioni,profumi,sguardi,silenzi densi di significato..il pensiero s ribella ad ogni altra occupazione e s rifugia continuamente a lui/lei…qndo ascolto duemila volte la stessa canzone romantica e malinconica ke ormai lo rappresenta..
ma l’amore un attimo dopo puo portarti anke all’inferno piu tormentoso!
qnd vorrei averlo vicino,qnd nn vorrei separarmene e m invento una qlsiasi scusa x stargli accanto un altro secondo…quando nn so se tiene a me come faccio io…
io penso d essermi innamorata…da tanto nn m sentivo cosi..eppure è bellissimo ogni sospiro ke l’amore dà,sia esso bello o struggente…
ciao Beppino,
grazie di aver soddisfatto la mia curiosità, che non è nè morbosa nè cattiva ma interesse per te.
hai trascorso un intero anno nella paura, per non dire nel terrore. è allucinante pensare di vivere tanto a lungo in quella condizione: credo che avrebbe sfibrato chiunque… ecco perché sei così stanco e debilitato.
“Il problema è che la mia fede non c’era più…varie volte ho tentato di rialzarmi, di cercare Dio mediante la bibbia e la preghiera.Ma mi sono stancato.
Poi gli anni successivi sono stati catastrofici , moralmente.
Di notte non dormo bene.Mi addormento sempre sul tardi.Ho perso quattro chili, a volte non ho voglia di mangiare.E poi non riesco più a lavorare, a concentrarmi.”
capisco che per un vero credente possa essere una tragedia perdere la fede.
in ogni caso, devi trovare un modo per prenderti cura di te, se ci riesci. non dormire bene già è un piccolo guaio, perché non ci si può ricaricare. hai provato con qualche tranquillante, anche a base di erbe, se non vuoi usare medicinali. ce ne sono di ottimi, li puoi sperimentare uno alla volta, facendoti consigliare dall’erborista e aumentando a poco a poco la potenza o la dose, fino ad ottenere un sonno decente per almeno 5/6 ore.
perdere peso, poi, è un’altra cosa che non va. che dice il tuo medico in proposito? direi che le difficoltà di concentrazione sono quasi normali in questo tuo quadro d’insieme…
vorrei poterti aiutare di più ma onestamente non saprei, al momento, cosa altro consigliarti e come altrimenti esserti di supporto. ho anche pochissima esperienza in materia religiosa…
finché verrò qui ti leggerò sempre volentieri. e magari qualcuno dei frequentatori del thread potrà rassicurarti e orientarti meglio di me.
ti abbraccio,
rossana
beh, alexia, se ci spostiamo sul tema dell’amore, temo che si arriverebbe almeno fino a Natale, dicendo di tutto e di più ma non riuscendo mai a farne un ritratto completo ed esaustivo. che io sappia nessuno c’è mai riuscito…
è bellissimo che ti sembri di essere “innamorata”: goditi a fondo tutte queste sensazioni stupende e non lamentartene troppo se devi anche un po’… pagarle…
ma non credo che tutto questo potrebbe tirar su il morale a chi è depresso. mi sa che depressione e innamoramento non possono sussistere in coppia: l’uno fa inevitabilmente scomparire l’altro.
innamoramento è sinonimo di novità, di cambiamento, di gioioso stupore. si prova depressione quando ci si sente intrappolati in un vicolo cieco e non si vedono possibilità di mutamenti.
sono molto contenta per te e spero duri a lungo.
Ciao , Alexia!
ah la tua domanda mi tocca,e ci risponderò il meglio possibile:
Io ho vissuto delle ore proprio belle con Dio, e se la fede è diventata solo incertezze in fondo a me , su certi punti ho ancora le mie convinzioni;per esempio , sono certo che Dio esiste.Ciò non lo posso smentire né spiegare perché.Ma lo so.Poi sono certo anche che esistono il paradiso e l’inferno, il diavolo e Dio.Sono cose su cui non mi interrogo.Per me è ovvio.Ma…riguardo alla mia vita personale con Dio , alla sicurezz
accidenti!! ho sbagliato tasto!!
beh , prosseguo.
“alla sicurezza della salvezza ( che avevo prima , e che adesso non ritrovo più ) , non sono più sicuro di niente.
Sono stati traumatizzanti quegli anni scorsi.La cosa di base a cui cerco di attacarmi al massimo è che Dio mi ama.E’ la sola speranza che trovo per reggermi in piedi.Dio ti ama come sei.Poi Dio parla.Ci dà lo Spirito Santo perché possiamo essere diretti nella via giusta.Non sono parole uscite da una religione qualsiasi , ma è una realtà che ho vissuta e di cui sono convinto.Lo Spirito Santo esiste!!eccome!!
ma…io attraverso una fase di “ricostruzione” . Ci sono montagne davanti a me , le montagne della sofferenza , dello scoraggiamento , del passato con tutti i traumi ,ecco perché a volte mi perdo d’animo.Però ci sono volte in cui ce la faccio a sperare…anche se è difficile.
Per me , vivere con Dio , non è seguire una tradizione, né dei concetti umani, ma è semplicemente leggere la bibbia ,crederci.Sai che da te non potrai mai fare quello che Dio ti chiede di fare?Non sarai mai degna di essere salvata?ma Gesù pagò il prezzo in croce ,per renderti degna , degna di avvicinarti a Dio.
Io so di non poter vivere felice senza Dio.Adesso , anche se il tempo è disperatamente lungo , voglio guarire.Ritrovare me stesso.
A volte , il diavolo mi tira verso l’abisso.L’abisso della disperazione.Chiedo la morte a Dio, mentre Lui mi dice di sperare.Sono umano…e non migliore degli altri…
coraggio.Un giorno starò meglio,almeno oggi sono capace di dirlo.Chissà se domani mi sentirò abbastanza forte per sperare!
ciao!!
sai , ALessia , quando è Dio a metterti una convinzione in cuore…non c’è bisogno di conoscere il mondo per essere certi di quello che si pensa.No.In quanto all’AMORE, riconosco che può essere una grande forza , ma anche una cosa che distrugge…
Rossana grazie per i tuoi messaggi che sono incoraggianti.So che la mia situazione non è facile facile , e sono già contento di essere ascoltato con tanta pazienza.Però voglio anche ascoltare voi.
Che cosa avete vissuto per ritrovarvi in questo forum?
comincio con il piccolo piacere del giorno, poi rispondo a Beppino.
4) svegliarsi sapendo che non è urgente saltar su subito dal letto e restare, almeno una decina di minuti, a crogiolarsi un po’ fra le lenzuola, stiracchiandosi e lasciando liberi i pensieri.
Beppino,
a fine 2000 ho cominciato a scrivere sulla prima versione di “Lettere al Direttore”, a seguito della segnalazione di un uomo con cui ero in contatto e-mail con prospettive sentimentali.
da quel momento ho smesso di cercar compagnia al maschile e ho riversato sul forum quasi tutta me stessa. avevo bisogno di esprimermi, di confrontarmi, di essere capita e possibilmente accettata, di non sentirmi sola, di essere sostenuta e incoraggiata, di ampliare i miei orizzonti… ho trovato molto di quanto cercavo e vi sono rimasta per circa 4 anni, fino alla sua chiusura.
quando ha riaperto in questa nuova veste ho provato a riprendere a frequentarlo ma non mi ci ritrovavo, tanto era diverso da prima. ci sono tornata ora cercando lo scritto di un vecchio amico di forum e mi è piaciuto. spero di restarci a lungo.
tornando a te, perché non apri un thread in cui esponi le tue attuali incertezze in campo religioso. ci potrebbe essere qualcuno, competente, che ti aiuta a dipanarle più rapidamente. per lo meno potresti discuterle e analizzarle in modo oggettivo. già hai l’invidiabile certezza che Dio esiste… il resto, forse, ha soltanto bisogno di una rivisitazione e di una “rimessa a punto”.
stamani sono andata a cercare su un libro qualche notizia sulla chiesa evangelica ma non ho trovato granché: solo un numero di fedeli e la denominazione “riformata” per quella derivante da Calvino e situata in Francia. E’ questa la tua? in questo momento mi interessano parecchio i problemi legati alla fede…
non dimenticare, però, il tuo prossimo. porta un fiore a tua madre, di tanto in tanto, dì qualcosa di carino, sinceramente, a un amico… dona amore e attenzione. sii presente e disponibile, quando ti riesce. quello che offri spesso ritorna duplicato e ti aiuta a star meglio con te stesso. e poi scrivi, scrivi, qui o altrove, ma scrivi…
buon fine settimana a te e a tutti i frequentatori del thread,
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Ciao, Rossana!
grazie per il tuo messaggio.Anch’io ho frequentato un altro forum prima di quello.Era un forum evangelico , e francese.Ma…ho tagliato i ponti con il forum.Ad ogni costo mi volevano dirigere verso uno psicologo , ed io non volevo.Poi ho parlato con una psicologa evangelica , o almeno cristiana , e…la nostra relazione si è finita male , ancora una volta.Mi sono ribellato…poi ho cercato un altro forum perché la rottura con quello di prima, era stata difficile.Questo forum l’ho trovato , è francese e ci ho scritto poesie…ho anche trovato amici.L’unico problema è che la mia fede è in crisi e che quindi non posso portare niente di bello ai miei amici, per ora.Dunque…non ci vado più.Scrivo qui perché corrisponde al mio bisogno di esprimermi…
ciao!!
ciao Beppino,
interessante la tua storia… se la psicologa era cristiana, potrebbe essere questa una delle ragioni per cui vi siete litigati. i cristiani, quelli tosti, a volte sono intolleranti…
ti sei ribellato a cosa? cosa diavolo voleva farti mandar giù quella signora? bah, anche mio figlio non vuol saperne di vedere uno certo tipo di specialisti… però, se già l’hai fatto una volta ci potresti riprovare con un’altra persona, cercata e individuata da te… non è facile trovare quella che fa per noi in questo genere di necessità: è anche più difficile che individuare un buon medico…
mi dispiace per le poesie, che sono in francese, vero? non lasciare, però del tutto i tuoi amici, anche se capisco il desiderio di isolarsi quando si è in crisi e non si può essere allegri e positivi… si riflette meglio ma a lungo andar ci si sente soli.
provo per te tenerezza, e spero tanto che tu riesca a superare presto questo brutto momento. hai un pianoforte in casa?
buona domenica!
ciao Rossana!
quella signora psicologa-cristiana mi ha semplicemente detto che Dio metteva a disposizione mia una soluzione perché me la cavi:una cura da un psicologo.
Ma io non sono mica una persona che fa fiducia a persone sconosciute.In città quando passeggio , evito gli altri.Detesto affrontare lo sguardo degli altri.Sono chiuso , muto.
Quando sono in crisi , sono selvatico.Non voglio vedere nessuno.In camera , lascio le tapparelle chiuse per non vedere la gente passare.
Nel tram,non mi piace quando qualcuno mi tocca la mano,senza farlo apposta.Non mi piace la folla…
Sì ,lo so, sono speciale…proprio speciale…e molto testardo.
Il pianoforte ce l’ho in casa , sì.E’ proprio un’attività che mi distrae , che mi fa dimenticare i miei problemi…o esprimerli, dipende.
Ma…non è sufficiente.Sono “iperattivo” , non sopporto l’inattività.E’ una maniera di dimenticare le mie difficoltà.
scrivo poesia , scrivo musica…scrivo per imparare le lingue…e per il mio diario.Scrivo dappertutto!
In quanto ai miei amici francesi , non li dimentico.Anzi , sono molto preziosi , per me.Non mi hanno giudicato , non mi hanno rigettato…ma siccome non ho niente di interessante a scrivere loro…preferisco astenermi…
ciao ciao!!!
ciao Beppino,
di sabato e di domenica siamo soli qui?
se ti può consolare, nelle ultime due o tre settimane, finite incombenze pressanti e improrogabili durate anni (che mi hanno parecchio stressata), mi sento un po’ depressa. cerco, però, di crearmi dei supporti per non esserlo… finendo, inevitabilmente, nell’iperattività.
anch’io vorrei “sfangarmela” da sola, almeno fintanto che l’entità dello star male non è troppo elevata. sai che è una prerogativa di chi soffre di questi malesseri l’isolarsi e il non volersi curare? credo derivi essenzialmente dallo stramaledetto senso di colpa, e nel mio caso anche da un doppio dolore, che a mio avviso sarebbe sciocco anestetizzare con farmaci. vorrei che facesse il suo corso e si esaurisse, o diventasse accettabile, in modo naturale…
l’unica mia vera amica, carissima, che deve sostenere una situazione familiare molto difficile, invece, si cura da anni e afferma che senza la pastiglietta non riuscirebbe a gestire decentemente la sua vita e quella della sua famiglia. è una questione di scelte, con tutti i loro vantaggi e svantaggi.
capisco che tu voglia farcela da te e ti auguro di riuscirci. dovresti, però, controllare almeno che la cosa non abbia una base organica, perché in quel caso è difficile che tu possa migliorare la situazione senza aiuti. una buona terapia non può che far del bene a tutti, anche se in certi casi costa un grande sforzo, che val la pena di fare se la sofferenza diventa troppo grande.
leggi, almeno, quello che scrivono i tuoi amici? guarda che potrebbero essere loro a dimenticarti…. partecipa a qualche discussione, magari anche banale, non chiuderti del tutto…
mi piace il modo spigliato e deciso con cui ti descrivi.
ciao, buon pomeriggio!
no no nn siete soli!!!
ho letto puntualmente tutti i post,ma nn avevo nulla di veramente significativo da rispondere…qndi meglio tacere!
rileggo i vostri ultimi botta e risposta,rossana e beppino…a tratti sembra qsi ke v crogioliate nel vostro malessere,ke c sia qsi una punta d orgoglio nel descrivere i vostri stati d’animo e atteggiamenti..non so cm spiegarlo,nn vorrei risultare arrogante,insensibile o addirittura offensiva..esprimo solo una mia impressione…
beppino,rinnegare la folla,irritarsi x un nonnulla,isolarsi dal mondo…rappresentano la messa in pratica di una mentale fuga dalla realtà..realtà ke s deve affrontare…
i problemi nn stanno fuori,ma dentro di noi..noi,soggettivamente,consideriamo un fatto o una situazione problematici e critici…per un’altra persona potrebbero benissimo nn esserlo affatto…
per cambiare il “fuori”,bisogna cambiarsi “dentro”…nn rinnegando se stessi,la propr personalità vero!nn in ql senso!ma cambiare l’orientamento,la canalizzazione delle emozioni,le reazioni,qli sì!
se siamo riusciti a crearci un probl,dovremmo poter riuscire altrettanto a debellarlo!
nn ho ben capito la tua storia beppino…lo shock della bestemmia allo spirito,l’anno di crisi,le paure…non ho propr capito se ti sia effettivam successo qlcs o se tu abbia vissuto una crisi di fede e una certa auto-subordinazione negativa a dio…
forse è perke nn credo..qndi scusa la mia incomprensione…x me stare male per un dio ke secondo me nn esiste è scavarsi la fossa da soli!crearsi problemi x niente!ma ripeto,in qstione di fede nn ho voce in capitolo.
ciao alexia,
riporto questa tua frase: “rileggo i vostri ultimi botta e risposta,rossana e beppino…a tratti sembra qsi ke v crogioliate nel vostro malessere,ke c sia qsi una punta d orgoglio nel descrivere i vostri stati d’animo e atteggiamenti..non so cm spiegarlo,nn vorrei risultare arrogante,insensibile o addirittura offensiva..esprimo solo una mia impressione…” per confermarti che quasi certamente la tua osservazione è più che giusta. per quanto mi riguarda, non so far a meno di lamentarmi ma non voglio farlo in modo pietistico…
anche questa affermazione ha tutto il mio consenso: “se siamo riusciti a crearci un probl,dovremmo poter riuscire altrettanto a debellarlo!”. mi dispiace di non esserne capace e mi asterrò d’ora in poi, nei limiti delle mie capacità, di farlo pesare.
buon pomeriggio!
Grazie per i vostri messaggi , Rossana e Alexia!
è difficile da ammettere ma quando si soffre , si ha bisogno di esprimerlo.Quando si è traumatizzati da qualcosa , non lo si può dimenticare , resta lì nella nostra mente.Io da anni parlo della stessa cosa, parlo di quello che mi fa male.Non riesco a dimenticare.
Di amici ne ho!! meno male!ma non gli parlo più di quello che vivo.Sono già al corrente.Non possono capire.Possono solo aiutarmi con la preghiera.
Poi…sì , è vero , mi scuso di scrivere sul sito in questo modo ,non è molto positivo.Però non ce la faccio più ad essere positivo , appunto.Quindi meglio tacere…
ciao ciao!!
beppino,
descrivi ciò che ti ha così traumatizzato,forse questo ti potrà liberare;
da noi possiamo farlo anche nella confessione con il sacertote e questo ci può liberare anche dalla più terribili delle mancanze,se l’abbiamo commessa, e comunque ci può liberare da qualsiasi conflitto o dubbio spirituale e non.
Possa questo forum liberarti da tutti i tuoi sensi di colpa e ridarti la fiducia
che non hai.
salve a tutti gli amici del forum io sono Joey
volevo parlarvi della mia situazione.Ho attraversato un periodo di intenza solitudine e di demotivazione verso la vita, in cui, niente mi interessava e mi dava voglia di vivere e devo ammettere che il pensiero del suicidio mi ha sfiorato molte volte.Adesso ho la possibilità di non essere più solo e motivi di interessarmi a qualcosa ma c’è una parte di me che li rifiuta e che vorrebbe rimanere nel mio stato attuale e nn credo sia paura è solo un rifiuto a ciò che mi piace fare, una sorta di masochismo.Persone che non mi volevano e che inseguivo adesso mi cercano ma sono io a non volerle pur continuando a soffrirci.
per voce sola:
» E’ inutile davvero «
Non dirmi cosa c’è
tanto è proprio inutile
ho già capito che
tu non puoi restare con me
vorrei poterti dir
che non voglio perderti
ma so
che ti farei
soffrir di più
se credi che però
ti sia un po’ più facile
riparlarne con me
prima di baciarmi se vuoi
sorriderò con te
come se fosse semplice
e quando te ne andrai
io piangerò
è inutile davvero
soffrire così…
Rossana ha trovato le parole giuste.Neanch’io voglio fare pesare i miei problemi su questo forum.Scusatemi per averlo fatto…
i miei traumi non li posso dire.Sono bloccati dentro me.Non posso.
Non capite?beh…è normale.Normalissimo.Solo Dio può capire perché non riesco a parlare.
Ciao ciao , amici miei!!
a presto!
buona settimana a tutti i frequentatori di questo “terribile” thread!
oggi sto molto meglio… sì, lo so che non ve ne importa un granchè… com’è logico che sia… ma a me va di scriverlo lo stesso.
ho seguito il consiglio di Ferruccio: mi sono presa una bella pausa! forse il primo vero stacco degli ultimi tre mesi… e mi sono un po’ ricaricata.
ma, soprattutto, il mio bimbo ha telefonato e, benché mi abbia comunicato notizie a dir poco orripilanti, sono contenta lo stesso, anche soltanto di averlo sentito… il mio umore ha reagito in positivo, come una bestiolina cui si comunicano notizie infauste, condite da una carezza…
per cui proseguo imperterrita con la serie dei piccoli piaceri:
5) primo sole, debole e incerto, che si riflette sui vetri dell’auto e acquista vigore, inondando l’abitacolo di luce e di tepore.
se però nessun altro continua, smetto anch’io… non vorrei essere considerata una specie di clown…
e voi, come state? chissà se Giovanna ancora ci legge… temo di no…
Joey hai voglia di parlarmi del tuo “masochismo”? l’hai sempre avuto, di fondo, o l’hai provato solo di recente? com’è che riesci a rendertene conto da solo?
Beppino, ho notato solo ora che il medico ti ha prescritto medicine “antistress”, magnesio in compresse e “farmaci per essere meno teso”. scusa, prima mi era sfuggito… con il tempo potresti averne un beneficio… e sono contenta che tu sia seguito da un medico…
ciao Rossana, sono contento che oggi stai molto meglio.
Riguardo a quello che ho scritto prima, non so descrivere bene questa mia senzazione ma posso solo dire che quando mi sento solo al mondo soffro e mi lamento parlandone anche con gli altri, ma quando una persona mi si avvicina e vedo che prova interesse per me provo quasi nostalgia dei momenti in cui ero solo, lo so che è una pazzia, forse voglio essere “inseguito” o magari mi piace fare la vittima, però, le persone giustamente credendo che sia io a non volere loro si allontanano e poi me ne pento.
eh sì, Joey, che mi pare una “pazzia”!
un tempo era di moda essere malinconici, faceva romantico, interessante… poteva anche essere un modo d’attrarre… oggi direi proprio che è “out”: per essere “in” le persone devono essere SOLARI, scherzose e soprattutto positive.
mi piacerebbe che si sviscerasse di più il vittimismo e il masochismo ma… non vorrei essere io a farlo…
grazie di avermi risposto, anche se non hai detto se questa forma di “compiacimento nella sventura” è iniziata prima o dopo la tua crisi di solitudine e di demotivazione… malignamente, potrei insinuare che potresti aver preso gusto a essere oggetto di attenzione e di incoraggiamento…
a volte basta farsi notare, e se non è possibile farlo in positivo, va bene anche distinguersi per la mala sorte… non è un concetto mio, eh, è vecchio come il cucco…
sul vittimismo ho trovato qualcosa d’interessante qui: http://www.traterraecielo.it/giornale/leggi.php?id=583
se vi va di leggere l’articolo e di commentarlo…
per il masochismo, invece, se vi va, leggete qui:
http://www.isuri.net/incontriGhezzani2.html
questo, secondo me, è più specifico ed interessante dell’articolo precedente, un po’ all’acqua di rose…
Grazie Rossana per l’interessamento.Ho trovato molto interessante l’articolo che mi hai proposto e sono d’accordo sul fatto che questo tipo di atteggiamento porta ad un senso di sfiducia verso se stessi.
Questa forma di “compiacimento nella sventura” credo di averla sempre avuta tanto che fin da quando ero più piccolo, come il protagonista di “La spiaggia” di Pavese, amo mettermi in disparte,isolarmi quando sono(ad esempio)ad una festa con degli amici e vedere gli altri che si divertono mentre io sono da solo nel silenzio.
ciao