Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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grazie.Sono francese e a volte mi è difficile esprimere in italiano quello che mi viene in mente.Voi avete una lingua meravigliosa , davvero.Si , ti auguro anche un buon proseguimento , e soprattutto , che tu sia felice, felice di vivere.Coraggio.Io passo per un periodo difficile, in questi mesi.Un po’ più su , sul sito , ho scritto d’altronde , perché la mia fede è vacillante a causa delle cose che ho vissute qualche mese fa.Però sono contento di aver parlato con te. Anche se non sto bene , sono cosi sensibile da non poter sopportare la sofferenza degli altri…
ciao!!grazie anche a te di avermi ascoltato con pazienza!:-)
io sono mezza francese!mia mamma è di Challans,vicino a Nantes en Vandée!
Ma come,mi sembravi tornato ben saldo e positivo spiritualmente!
Forza!
Ma tu vivi in francia?
si!! vivo in Francia.Vicino a Rouen , in Normandia.Sai,nonostante le difficoltà , ebbene continuo a sperare in Dio.So che ci sono solo due vie per me: la morte ( ecco perché nei miei momenti di angosce , ho scritto sul sito ) oppure la guarigione.Per me , finché Dio esiste,la speranza c’è e perciò posso avere ancora delle parole di conforto o almeno provare a rincuorare gli altri quando io stesso sono afflitto.
a dodici anni , ho cominciato a studiare l’italiano da solo, e non ho mai smesso di farlo fino ad oggi!
per altro , in agosto , vado in toscana per un mese.Non vedo l’ora di andarci!!!
su , coraggio!Dio ti ama.Sappilo.
Ciao!!
la guarigione da cosa,se non sono troppo indiscreta?
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, conservala.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.
Madre Teresa di Calcutta
aiutatemi
benvenuto doc,
racconta se vuoi,ti ascoltiamo,
un saluto
parla però…altrimenti nn ha senso la tua invocazione
Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto credi all’uomo Ama le nuvole, le macchine, i libri ma prima di tutto ama l’uomo. Senti la tristezza del ramo che secca dell’astro che si spegne dell’animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell’uomo. Ti diano gioia tutti i beni della terra: l’ombra e la luce ti diano gioia ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l’uomo.
(N.Hilmet)
Per quanto le mie condizioni di adesso mi fanno detestare la vita non riuscirò mai a compiere il gesto di farla finita! Penso spesso alla morte come via di fuga ma sono solo pensieri ricorrenti.
E’ da due mesi che ho ripreso a stare male. Penso di poter parlare di depersonalizzazione perchè qualsiasi cosa provi a dire o a fare c’è qualcosa che mi blocca e mi impedisce di agire liberamente. Come se fossi affacciata a una finestra a guardare i bambini che giocano ma io non posso intervenire. E’ una sensazione terribile anche se non riesco a provare ansia o angoscia. Solo un senso di vuoto interiore e di estraneamento dalla realtà. E’ mai capitato a qualcuno di voi? La mia preoccupazione maggiore è che questo stato non passerà mai per quanto io lo voglia. Non riesco a reagire ed è per questo che ho deciso di iniziare psicoterapia. Secondo voi faccio bene? Sono apatica, abulica, vuota e indifferente a tutto….forse questo distaccamento dalla realtà, può essere un meccanismo di difesa involontario per non soffrire più? E’ come se la mia mente avesse deciso che la mia vita è finita e ora mi sono talmente fissata cje questo periodo non passerà mai che è diventato realtà. AIUTO MI SENTO IN UNA GABBIA!!!!!
per tentare di darti qlc consiglio dovrei almeno sapere cosa t fa tanto soffrire e di conseguenza assumere qst atteggiamneto di reazione csi “apatico e indifferente”!
non riesci propr ad interessarti a nulla?
nulla attorno a te stimola il tuo interesse o stuzzica la tua curiosita?
fede,qnti anni hai?csa m puoi dire a grandi linee della tua vita?
per risolvere un probl bisogna sempre risalire alle cause,alla sorgente…mai fermarsi ai sintomi k s manifestano,ke sono solo una conseguenza…
prova a ricordare l’ultimo periodo in cui eri felice,in cui stavi bene..prova a ricordare cm eri,cosa facevi,cosa provavi e cm t comportavi con te e con gli altri…prova a capire cosa t ha cambiato e recupera,anke materialmente e concretamente,gli elementi ke t possano riportare a qlo stato di benessere…ritrova te stessa..
Ma come faccio a ritrovare me stessa? Me lo spieghi tu come si fa? Io mi alzo tutte le mattine e torno nel mio incubo quotidiano fatto di nulla. Non mi interessa neanche uscire con le poche amiche che ho perchè non saprei cosa dire. Ho perso la parola, mi sento il cervello paralizzato. Il mio medico dice ch ho impiegato 20 anni della mia esistenza per rompere questo elastico. E che quando mi sembrava di stare bene in clinica era solo un bene apparente procurato anche dalle medicine. Io sono stufa. Non riesco nè a leggere un libro, nè a guardarmi un film in pace. Ho sempre la testa altrove. Cioè che è tutto finito…ho solo 22 anni e mezzo e non so come porre rimedio. Nom ho più emozioni. non sento più niente!
se soffri significa ke nn sei un vegetale!!le emozioni le hai eccome…nn mi hai detto qnd è iniz qst incubo..nè come…il nulla nn esiste secondo me è sempre colmato da qlcs…cm il silenzio…
niente t piace?nè t è mai piaciuto?
le cause fede..devi indagare le cause del tuo male…devi uscire dal probl,cercare di analizzarlo da fuori…una cosa nn la vedi se ci sei dentro,nn ne puoi avere una consapevolezza oggettiva e corretta,perke contaminata dalla tua parte irrazionale…
nn voglio materializzare tutto,xke cmq s parla di sentimenti di emozioni di stati d’animo…ma il metodo per risolvere la qstinone deve esserlo..
io t cerco d dare spunti geberali,t sembrerannpo astratti,t capisco…regole inconcrete ke lasciano il tempo ke trovano…belle parole d teorie campate in aria…ma sei tu ke devi dar loro la concretezza,i caratteri delle tua personale situazione….
Cara Fede,
per quel poco di esperienza che ho acquisito in questo campo vorrei dirti che le cure mediche sono importanti,soprattutto l’approccio psicoterapeutico,però possono arrivare fino ad un certo punto,l’unica risorsa che si possiede è la volontà,anche se si sta male,di cercare di uscirne.
Purtroppo quando per qualsiasi causa si creano degli squilibri,il bersaglio più esposto è il ns. cervello che è anche il ns. regolatore corporeo e può causare cambiamenti biologici importanti,anche nn reversibili.
Dovresti descrivere brevemente il tuo iter personale e quello terapeutico,non è detto che le cure farmacologiche siano anch’esse causa di squilibri ulteriori.
Ci sono anche le cure alternative che sono meno invasive e vi sono centri molto preparati.
Vorrei che anche beppe descrivesse la sua esperienza,potrebbe essere di aiuto.
Un saluto.
ciao a tutti!!
è la mia esperienza che volete??perché Beppe non sono io , io sono BEPPINO!
però , il mio medico mi ha prescritto delle medicine “antistress” nonché del magnesio in compresse.Prendo anche dei farmaci per essere meno teso…
devo ammettere che da qualche mese sono quasi costantemente stanco,è il mio sistema nervoso ad esserlo , piuttosto. Io non mi riposo mai , ho sempre voglia di muovermi come se fossi un “iperattivo”.Di sera , non trovo il sonno. Inoltre , a causa delle esperienze passate sento un forte senso di colpa e dentro me si è formato un sistema che è difficile da “rompere”: mi faccio del male fisicamente , e lo faccio perché me lo merito. Se non lo facessi , mancherebbe qualcosa. Poco fa , mi sono sgraffiato il polso perché volevo soffrire.Adesso il polso non lo devo mostrare a nessuno…
lo so , non è comprensibile tutto questo fare , ma corrisponde semplicemente a un dolore interno , forse psicologico.Non sono mica matto! no.Sono conscio di quello che faccio. Ho una storia …proprio pazza.Meglio non pensarci.
Per altro , la mia vita è stata per molto tempo in relazione con Dio.I momenti in cui mi facevo del male , erano i momenti in cui…di Dio non mi occupavo.Adesso , la cosa che mi preme di più è riavvicinarmi a Dio pienamente.Ho bisogno di Lui e mi ha promesso una guarigione , quindi una speranza che non trovo altrove.
ciaoo!!
ciao a tutti!
ho letto questo thread con apprensione e sofferenza. conosco per esperienza diretta molto di quanto avete scritto.
concordo con alexia: avete parlato chi più chi meno di sintomi, quasi mai, salvo rare eccezioni, di cause. eppure tutto ha una radice, ed è da qui che si deve partire per tentare di trovare soluzioni. comunicatela o scrivete per voi, entrambe le azioni possono essere d’aiuto per cominciare a capire.
1) alla base di tutto conta molto, a mio avviso, l’energia fisica che si possiede, quasi sempre aiuta ad avere voglia di vivere, quella che ti fa superare tutto, anche i campi di concentramento…
2) è importante il temperamento: quelli inclini al pessimismo e alla malinconia fanno più fatica di altri ad affrontare le difficoltà della vita.
3) sono di un certo rilievo le condizioni generali al contorno, come presenza o meno di genitori o di amici, di persone con cui è possibile trovare una sintonia: alla lunga non si può, salvo rarissime eccezioni, far a meno di una persona che sia per noi specchio e accoglienza. siamo creature sociali, non isole.
4) si dovrebbe, anche, analizzare le proprie aspettative in rapporto alle proprie concrete possibilità: guai a porsi obiettivi troppo elevati o a seguire quelli attualmente imposti dai media. si va incontro a cocenti delusioni e a successive pesanti depressioni.
5) è utile conoscere quanto più si può di se stessi, dare un orientamento anche minimo alla propria vita, vedere quanto si ha e non quello che manca. un tempo, ad esempio, non c’era modo di curarsi neppure un mal di denti o si veniva venduti come schiavi, solo per aver perso una guerra. oggi non si soffre quasi più nella carne (salvo gravi malattie) ma si soffre molto di più nello spirito, prezzo da pagare per il relativo benessere di cui si gode, rispetto ad altri popoli meno fortunati o al passato. se si dovesse faticare a mettere insieme il pranzo con la cena o a trovare un bicchier d’acqua, si avrebbe meno tempo di stare a pensare a quanto è triste e vuota la nostra vita.
6) in ultimo, e il pippone è finito, si dovrebbe interessarsi a piccole cose, come un puzzle, cui aggiungere ogni giorno qualche tassello, alla scrittura di un diario, come già suggerito prima, a una collezione qualsiasi, anche solo di bustine di zucchero, per costruire una piattaforma esistenziale facile e rassicurante, che permetta di affrontare tutto il resto.
se volete commentare punto per punto quanto ho scritto, non potrà che farmi piacere. potrebbe essere l’inizio di un vero dialogo, utile a farci conoscere meglio e a riconoscere nel prossimo qualcosa di noi. dono e scambio, un sorriso telematico, un minimo di ascolto e di sforzo per capire e farci capire.
la fede può essere una grande risorsa ma da sola non credo possa bastare. dobbiamo essere noi per primi a posare qualche mattoncino su cui costruire…
dimenticavo una domanda, la più importante: chi di voi è stato molto amato da bambino?
spesso è proprio dal troppo amore o dalla mancanza d’amore che nascono i peggiori disagi. e vorrei tanto aver detto una cavolata, vorrei davvero che l’amore non c’entrasse per niente…
L’amore,quello troppo forte avvolte ti lacera l’anima,
non ti lascia vivere,io lo sò perchè mia madre è così…
Ogni sera è una lotta con lei,perchè per colpa delle sue abitudini (beve)io mi ritrovo con il passare una giornata all’insegna del divertimento me subito cancellata con i suo atteggiamenti;adesso non tento più il suicidio ma sono diventata autolesionista,mi taglio per non sentire il dolore psicologico
Ciao!
io di diario ne ho cominciato uno…però non basta.Ho l’impressione che la società ci pone effettivamente degli obiettivi troppo alti.Inoltre nella società , il ritmo di vita è accelerato . Più le cose si fanno in fretta , meglio è…quindi lo stress diventa più importante…
Da bambino ,sono stato molto amato , ma non è una protezione contro la depressione.Per niente. A volte , gli adulti non ci capiscono.
Come Ania , anch’io sono stato autolesionista dopo aver tentato il suicidio.
Ciao!!
beh, ania, io non sono arrivata mai a farmi del male ma ne ho provato il forte desiderio. non l’ho fatto, forse, perché non ero giunta ancora a tanto dolore psichico ma mi illudo, anche, di non averlo fatto perchè avevo un bimbo piccolo da crescere.
non so quanti anni hai e questo mi impedisce di avere un’idea della situazione che vivi, che è comunque di certo lacerante. non è però che, facendoti del male, tu possa in qualche modo cambiarla o mitigarla.
a che servirebbe dirti che ti devi fare più forte per accettare e sopportare la situazione o che devi avere la forza di indurre tua madre a seguire un percorso di disintossicazione? il bere non è il male, ne è soltanto la conseguenza…
hai provato a cercare un sostegno indiretto in un gruppo di alcolisti anonimi? non è la soluzione, lo so, ma potrebbero darti qualche utile consiglio. tutto può essere utile in questi casi, se hai la fortuna di incappare nel filone giusto…
non posso e non so fare di più per te ma ti sono vicina, con affetto e tenerezza.
rossana
Beppino,
se sei stato molto amato, guarda a quell’amore per accrescere la tua autostima. è importante, sai: io che amata non sono stata più di tanto ne ho riportato una ferita pressochè inguaribile, e un piedistallo di supporto in meno…
anche nel tuo caso, l’età, che non conosco, può cambiare il quadro d’insieme che ti riguarda. in ogni caso, chi ti pone obiettivi troppo elevati? se è un adulto, purtroppo non credo che tu possa accantonarli, per un po’ ancora li dovrai subire, ma poi sarai libero di decidere tu “cosa e come”.
personalmento penso che uno spazzino sereno sia preferibile a un architetto preoccupato giorno e notte che i suoi stabili crollino al minimo temporale o ai venti di sghimbescio. quanto allo stress e alla fretta, so che è quasi inevitabile caderci dentro. cerca di ridurli, quando puoi. non serve correre, serve soltanto avere il necessario, che può essere anche molto poco (vedi S. Francesco).
crescere è un’enorme fatica. e anche invecchiare, o allevare i propri figli in modo giusto. niente è facile, neppure allevare conigli, ma tutto a poco a poco s’impara. ci vuole coraggio, lo so, e qualche buon compagno di strada. ne hai almeno uno?
io una ce l’ho, ed è la mia salvezza, soprattutto emotiva. scrivi, scrivi, scrivi, quando vuoi e cosa vuoi: questo sei libero di farlo sin d’ora, per te o per gli altri, non importa che ci sia qualcuno ad ascoltare (anche se, se c’è, è meglio…). tutto quello che riesci a buttar fuori non può che darti sollievo.
un abbraccio,
rossana
Ciao Rossana,
ho 18anni lo sò sono molto giovane ma…Ora ti spiego io ho tentato il suicidio,
perchè la mia situazione passata e presente non è per niente carina anzi mi lacera giorno dopo giorno e io tagliandomi per un’attimo non penso al dolore psicologico che è troppo forte per me,infatti vi sono giorni in cui io mi rinchiudo dentro casa al buio per non vedere nulla non mangio non mi lavo e non parlo con nessuno.
Vorrei uscirne ma,appena metto la testa fuori arriva qualche mazzata e io non ho sempre la forza per tirarmi su!Non sò cosa pensare,vorrei ricominciare a vivere ma non ci riesco mi porto dentro un dolore troppo grande,che nessuno riesce a comprendere,perchè tutti sono impegnati nelle loro cose a chiedermi consigli e a considerarmi una persona forte,ma se per un momento mi guardassero negli occhi capirebbero che io non sono quella che vedono che non me ne frega un bel niente dei loro problemi di fidanzati…Io vorrei essere ascoltata capita,abbracciata forte forte da qualcuno che non vuol niente da me!!
ciao ania,
sei giovanissima, devi essere un fiore: è quasi un delitto che tu debba vivere una situazione così dura alla tua età (mi riferisco alle difficoltà che ti crea la mamma, cui vuoi bene, da quanto ho potuto capire).
per par condicio non ti dirò quanti anni ho ma soltanto che potrei essere nonna, e in questo “potrei”, credimi, c’è un gran dolore… hai ragione, come possono interessarti le storie amorose delle tue amiche mentre tu vivi una tragedia? come possono volere qualcosa da te, che fatichi, giorno dopo giorno, a mantenere un minimo di equilibrio?
ma non devi giudicarle troppo male: nessuno può capire, se non prova. anche da me non ti devi aspettare molto: tutti abbiamo i nostri problemi e più spesso di quanto non si creda abbiamo bisogno d’aiuto, anche se magari, per pudore, non lo diciamo chiaramente. ho poche forze e poche energie anch’io per affrontare la mia quotidiana realtà, per certi versi parecchio simile alla tua.
succede anche a me di non aver voglia di alzarmi, di lavarmi, di uscire. ho vissuto l’intero inverno con due tute da alternare in casa e una sola mise per uscire, che lavo di tanto in tanto lavo per ovvi criteri d’igiene mentre l’armadio trabocca di abiti che mi lasciano indifferente… credo capiti quando si è parte di una situazione in cui non possono essere apportati mutamenti.
sì, è difficile, quasi impossibile indurre qualcuno intrappolato in problemi di dipendenza a cambiare. ora ti dirò come la penso io, senza per questo volerti influenzare:
1) ognuno ha diritto di vivere di di morire come gli pare;
2) nessuno ha però il diritto di trascinarci nel baratro con lui. cerca di prendere un minimo di distanze emotive, se puoi e quando puoi, da quello che ti fa soffrire e che non puoi cambiare. hai diritto alla tua vita, a te stessa, a un futuro.
questo non significa non amare o non stare vicino a chi amiamo e soffre. bisogna, però, non farsi totalmente assorbire nella vita altrui, anche perché, così facendo non possiamo essergli di nessun aiuto. studi? lavori? se sei impegnata in qualcosa, credimi, il tuo buon esempio, nel tempo, può valere più di fiumi di parole…
io da te non cerco nulla di particolare, ti sono vicina e ti abbraccio forte forte. vorrei, forse, un po’ della tua gioventù, e questa già me la stai dando, con briciole del tuo modo di essere, che mi sembra abbastanza simile al mio.
vivere è spesso più difficile che morire ma sono sicura che ce la puoi fare, che un giorno ci sarà qualcosa di bello anche per te (c’è per tutti, prima o poi). pensa a quanto fatica in più può costare quando gli anni sono tanti e le forze sempre meno…
scrivi quando vuoi. se posso e non sono troppo a pezzi, ti risponderò e cercherò di farti sentire a distanza la mia presenza.
se non dovessi risponderti più, potrai immaginare il perché e non farmene una colpa.
rossana
rossana
qnti messaggi!
Rossana,trovare nelle tue parole certe considerazioni ke io stessa ho espresso a me stessa,al mio diario e agli altri è stato davvero emozionante!
ecco alcune mie osseravazioni formulate dalla letture delle vostre personalissime e rispettabilissime opinioni:
-la società impone solamente “apparentemente” un modello,o modelli,di vita da imitare.E seguirli spesso è la cosa più facile(ma anke più difficile per la nostra singolare e originale personalità,la qle deve “piegarsi” a qsti schemi)da fare,piuttosto di sforzarsi d conoscere davv noi stessi,le ns aspirazioni,i ns obiettivi futuri.Nessuno puo obbligarci a vivere cm desideriamo.
ES:un mio ex compagno di classe ha lasciato la scuola xke contrario al sistema scolastico,al suo”nozionismo,falsità,schematismo,bigottismo”.ora è in inghilterra per un percorso culturale.HA FATTO UNA SCELTA CONTROCORRENTE.io nn ero d’accordo cn le sue idee,nn lo sono tuttora,ma è una delle persone ke piu stimo al mondo,xke è STATO SE STESSO FINO IN FONDO.perfino nel suo modo di vestire!!!!!:)
-gli eventi dell’infanzia incidono profondam sullo svilup psicolog di una parsona.è provato scientific ma soprattutto nella nostra quotidianità.
ES:bambine nate e vissute in madagascar fino a 6-7 anni,tra le malattie,la fame e la morte,vengono adottate in francia da una coppia apparentemente normale,ke poi s trasforma in genitori rigidi,qsi dispotici,al cui controllo le ragazze s sottraggono una volta raggiunta la maggiore età.
Qst ragazze,sole,senza piu una guida ke dicesse loro cm fare,nonostante l’educazione,benche severa,ottenuta,prendono strade sbagliate:una s consegna nelle mani del primo capitato,rimane incinta,perde la bimba prima ke nasca,tenta il suicidio,rimane nuovam incinta d un altro e ha la figlia,nn collabora cn le isituz sociali ke le assicurerebbero una casa,soldi e primi aiuti.l’altra,s fa coinvolgere in traffici illeciti e nn lavora oltre a interrompere gli studi.senza testa.
qst ragazze nonostante la loro intelligenza,s sono trascinate dentro i traumi dell’infanzia e della giovinezza…i genitori adottivi nn han loro permesso di consolidare un’autostima,una esperienza del mondo esterno,valori capitali tali da permetter loro di cavarsela “fuori”.sono mie cugine.
-l’energia fisica indubbiam aiuta qnd è lo spirito a esser in crisi.ma ki sta male anke fisicam deve fare uno sforzo doppio.purtroppo anke le condizioni del fisico influenzano la personalita,basti pensare a cm cambiamo atteggiamnto qnd nn dormiamo abbastanza,siamo stressati,siamo malati!
-pessimismo e ottimismo.una persona puo considerarsi ottimista solo se riesce ad esserlo anke qnd la situaz è “nera”.è trop facile dire di esserlo qnd tutto va bene!!!!!sicuram aver una fiduciosa speranza nel “futuro migliore” aiuta ad andare avanti,un po cm la religione.qsti diversi atteggiamneti nei confronti della vita secondo me dipendono anke da qnte e qli batoste s sono ricevute fino a ql punto.io,personalm,ho una tendenza piu verso il pessimismo,csi,almeno,gioisco anke delle piccole cose belle snz pretendere i fuoki d’artificio!è un po cm illudersi e nn illudersi.
-io scrivo un diario.aiuta davvero.scrivendo esternizziamo il probl.vederlo scritto aiuta a ad analizzarlo oggettivam,e ancor meglio rileggendolo qlc gg dopo,qnd l’animo è pulito dalle emozioni violente di ql momento di crisi.
ES:in un periodo in cui i miei me lo leggevano e mi controllavano e nn riuscivo a sfogare pacificam cio ke avevo dentro in modo libero e diretto su carta,ho dato luogo a scenate a malesseri fisici.ho imparato molto da ql esperienza.ora nn avrei qsta maturita nè
qst coscienza di me.
-nn ho mai pensato a procurarmi dolore fisico in opposiz a qlo psicologico…nn posso qndi immaginare ql “sollievo” possa dare…penso cmq ke qlsiasi cosa danneggi il nostro corpo,inevitabilm danneggi noi stessi.rimane una opinione sul piano logico-deduttivo cmq.
ok dai smetto qi!ma aggiungero altro!
nn avevo letto gli ultimi due messaggi..
purtrop è vero ke trovar qlcn ke sia di vero aiuto è difficile…ma spesso nn è per cattiveria altrui,ma x l’incomprensione data dal fatto ke ki c è davanti nn s trova o nn si è mai trovato dentro al NOSTRO problema..d conseg nn puo capirci a fondo,anke volendo!
x qst qnd s dan consigli d qst genere s finisce sempre col proferire indicazioni generali,astratte!ognuno poi deve adattarle alla propria situaz!
io sono diabetica..una delle mie prospettive d vita era diventare diabetologa,e propr x qst motivo.il diabete,sopratt qlo infantile o insulino-dipendente,è una malattia estremam soggettiva,e legata molto a cm il”malcapitato”la prende!se poi è un giovane o giovanissimo la qstione è doppiam delicata!se davanti a lui c fosse un diabetologo diabetico…sarebb molto molto diverso…il medico lo aiuterebbe cn una sensibilita e una comprensione piu adeguata,gli darebbe le risposte ke gli servono,qle piu importanti…