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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 236 237 238 239 240 300

  • 11851
    E -

    Quanti motori può avere una nave?
    Uno solo, che regola tutto?
    Uno per ciascun settore?
    Forse uno per ciascun settore….
    Chi, in fondo in fondo, vorrebbe vivere aspetta che ciascun motore si rompa, si fonda, si inabissi prima di staccare la spina.
    Un motore si spacca e ci si attacca all’altro e poi all’altro e poi all’altro ancora finchè, un giorno, ci si rende conto che non c’è più nessun motore a cui aggrapparsi, che la nave è rimasta una gigantesca scatola vuota e leggera.
    Priva di tutto o di troppo.
    Lavoro, affetti, salute, soldi.
    Tutto sputtanato, tutto a fanculo.
    Tutto giù in fondo all’oceano a tenere compagnia ad altri relitti irrecuperabili.
    Ci si domanda che senso ha tenere in piedi una baracca del genere.
    Qualcuno dirà che basta pregare ed avere fiducia e un motore nuovo apparirà, come per magia.
    Altri diranno che esistono pezzi di ricambio formidabili se ci si affida ai meccanici giusti.
    Altri diranno di bombardare la nave e di spedirla in fondo all’oceano, insieme ai suoi motori.
    Ognuno accoglierà la risposta che sente propria in quell’attimo e solo in quell’attimo.
    E non è affatto detto che la risposta di ieri sia la risposta di oggi o di domani, se c’è un domani.
    Cosa tiene in piedi la nave?
    Orgoglio e, nel mio caso, un misto di codardia e di quell’idiozia che alcuni chiamano speranza e che tanti, me compresa, talvolta spacciano per forza. A seconda dell’umore.
    Questa è una di quelle mattine in cui la caffettiera, Luca, sembra la cima del K2 e in cui vorrei tanto poter dire di essere depressa se non fossi certa di essere, molto più semplicemente, consapevole.
    Guardo i miei gatti e vedo che si aspettano qualcosa da me.
    Cibo, acqua e lettiera e già so che, domani, mi alzerò dal letto perchè glieli devo procurare.
    E’ una scusa per mascherare la non voglia o la paura di salire su un ponte e buttarmi di sotto?
    Si, 99 su 100 è così.
    Perchè dovrei mentire?
    Perchè dovrei spacciarmi per qualcuno (qualcosa?) di diverso da quella che sono? Per fare bella figura in un forum in cui in pochissimi sanno dare un volto alle mie parole? No…..non c’è nessun motivo per indossare una maschera anche qui. Proprio nessuno.

  • 11852
    E -

    Un abbraccio a Luca, a David, Beppino, Marina, Ele e chiunque ne abbia bisogno.
    Un abbraccio malandato ma sincero.
    Io, i vostri, li prendo tutti.

  • 11853
    david -

    Ciao E,stato qualche giorno senza farmaci,quasi un collasso.Resto spesso senza.Forse una forma di rifiuto,di esasperazione,tutte le sofferenza come uno sciame di calabroni.Se fossi un pover’uomo che si deve sottoporre a dialisi fuggirei in un bosco ed aspetterei la fine.Ciao scrivi sono molto belli i tuoi commenti.ciao

  • 11854
    Beppino -

    Il mio Dio ( non quello dei miei o di mio fratello ) è quello che mi ha permesso negli anni in cui toccavo il fondo di avere un contatto con gli animali, o di poter ascoltare la musica che mi piace senza limiti. Ogni giorno. Questo Dio qua mi rispetta, rispetta il mio ritmo, si adatta ai miei bisogni particolari. Il mio Dio lo vedo negli incontri che faccio: Stamani ho guardato dentro un nido per vedere se ci fossero degli uccellini…e ho scorto tre becchi ampiamente aperti…Che bello!!!! Tre uccellini affamati, il becco spalancato teso verso il cielo…Era la prima volta ch’io vedevo questo. Per me, Dio è qui, in queste cose. Nella natura e nella musica. Non è un Dio-religione, comandamenti, precetti, ordini…Non è un Dio che ti incarcera in un modo di pensare particolare, riduttore…Non è un Dio che ti fa lunghi discorsi morali, noiosi, e schiaccianti. Dio rispetta la tua personalità e i bisogni vitali che hai dentro te.
    È questo Dio qua che voglio.
    Ho un’anima che rifiuta di essere bloccato in una cornice, o brigliata. Non mi piace la disciplina, la preghiera quotidiana, ecc…Però credo che Dio sappia come raggiungere le anime-farfalle, quelle che si ribellano, e non entrano in nessun quadro…
    I miei e mio fratello mi impongono una disciplina, e la rifiuto. Non sono mai riuscito a leggere la Bibbia ogni giorno ed a pregare ugualmente. Io no!!! Invece, Dio mi ha permesso di dare erba ad un elefante in libertà…mi ha permesso di accarezzare tanti cani, di vedere dei caprioli, una faina, degli ermellini, ecc…perché era vitale, per me.
    Ecco come percepisco Dio. Rifiuto un Dio che cerca di imporsi, che ti forza a fare quello che non vuoi fare. Lui si adatta alle tue difficoltà, non ti obbliga a pregare se non ci riesci più…provvede solo ai tuoi bisogni intimi attraverso i piccoli episodi belli che vivi in giornata…

  • 11855
    Piergiorgio -

    @Beppino, è commovente quello che hai scritto; sembra di sentir parlare San Francesco D’Assisi…

  • 11856
    E -

    Beppino, Il Dio che ti sei costruito a tua immagine e somiglianza ti fa stare bene?
    Allora tienilo stretto e fai presente ai tuoi parenti che nessuno di loro l’ha conosciuto personalmente, che fanno riferimento a testi scritti da UOMINI e che hai sufficiente cervello da farti una tua idea senza andare a rubacchiare quelle altrui di millenni fa, quando la fame e gli stenti facevano vedere di tutto e di più.
    E se ti criticano, bacchettano, redarguiscono non perdere tempo a discutere.
    E’ inutile,
    Mandali a fare in culo che un vaffanculo ben piazzato non ha mai ammazzato nessuno.
    Non dirglielo, mi sa, porterà alla tomba te.

    David, stai attento all’uso a capocchia dei farmaci.
    La voglia di rifiutarli, lo so,può assalire ma smettere, riprendere, smettere fa stare peggio.
    Io l’ho fatto e te lo sconsiglio di cuore.
    Qualche posts fa hai scritto una frase in cui mi ritrovo: “mi ricordo tanto tempo fa quando sarei voluto entrare in una crepa nel muro e sparire”.
    Quando ero ragazzina sognavo (a volte ad occhi aperti) di entrare in un’altro mondo passando da una fessura.
    Negli ultimi 7 anni il disastro è stato totale ma certi disagi hanno origini lontane e, probabilmente, spiegano in parte i fallimenti più recenti.
    E quelli più dolorosi indipendentemente da quando siano capitati.

  • 11857
    david -

    Beppino ciao ma riesci a trovare qualche lavoretto,è riuscito a me…Dato che hai trovato il Dio dei tuoi sogni,non pensi di darti una mossa?Perchè io credo tu stia rimuginando troppo.Forse Dio vuole rivelarsi a te in questo modo,che ti renda più sereno e felice,ma forse dovresti fare un passo anche tu,non puoi passare tutta la vita a parlare di cose religiose.Anch’io ho passato un periodo simile al tuo,almeno credo.ciao

  • 11858
    luca76 -

    …Lavoro…Lavoretti…Io sono 1 anno e passa che vado avanti a fare lavoretti saltuari per pagarmi vitto e alloggio…Stamattina mi sono girato un paio di cantieri in città e provincia alla disperata ricerca di qualcuno che mi assumesse anche solo per questo periodo estivo. Ancora e sempre risposte negative trovo…Forse il mio approccio è sbagliato, chi lo sa…Magari mi dovrei creare anche io un Dio tutto personale da pregare prima di uscire di casa e consumarmi la suola delle scarpe cercando lavoro. Un Dio che mi sollevi, che mi rinfranchi, che mi rincuori. Un Dio che mi faccia apprezzare la vita, i doni del Signore, il sole che sorge, i bambini che ridono, gli uccellini che cinguettano. Un Dio che non c’è e che mai ci sarà, ma a cui è bello credere perché, che come un novello San Francesco mi fa godere di una frugale e povera (ma gioiosa) esistenza. Un Dio che si prende cura della mia anima, non del mio stomaco che brontola per i morsi della fame. Eh già. D’altronde vogliamo mettere a confronto la goduria di essere avvolto dalla Gloria del Signore piuttosto da che riuscire a procurarsi un tozzo di pane da cacciarsi nello stomaco? Un Dio che mi accoglierà a braccia aperte dopo tutti gli stenti passati nella vita. Un Dio che mi metterà nel firmamento celeste, in mezzo agli angioletti e ai santi, e io sarò contento di questo, sarò felice per l’eternità, gli sarò grato di avermi fatto percorrere questa via di tribolazioni per innalzarmi alla sua soglia. Già lo ringrazierò. Prima però lo mando a fare in culo 33 volte. Perché a me non interessa proprio niente di un’eternità di gioia e felicità. Anzi, la prospettiva la trovo alquanto pallosa. Io sono un essere umano, in carne e ossa, non cerco la salvezza della mia anima. Mi accontento di una vita appena normale, nient’altro. Ed è quello che ho sempre cercato. Se ho mai creduto in qualche ideologia, questa è stata quella del Comunismo, quello delle origini, quello dei Lenin e dei Trotsky e (in minima parte) degli Stalin. Un ideologia spinta dal fermento sociale che sfociò nella rivoluzione di ottobre. Un ideologia fatta da gente affamata e vogliosa di libertà. Un ideologia fatta da uomini per gli uomini, non creata da caste sacerdotali per servire e riverire fantomatici esseri celesti. Mi ritengo una persona intelligente (e una delle poche qualità che mi ascrivo), rispetto, anche se non sembra, certe credenze legate ai culti religiosi. Ma per quanto mi sia sforzato in vita mia, non sono mai, mai, riuscito a capire come un essere umano possa arrivare ad accettare l’esistenza di una qualche entità superiore, onnisciente, che tutto vede e tutto sente…Per me questa è follia pura…
    Uhmmm…No, non credo riuscirei mai ad essere un adepto di qualsivoglia religione… Domani mattina, quando uscirò di nuovo a cercare lavoro, non credo che intonerò un “Laudato sii o mi Signore”, sostituendolo con un più umano “Avanti o popolo, alla riscossa….”
    Un abbraccio a David, Marina, Ele, a @E e ai suoi gatti.

  • 11859
    silvia -

    Dopo il primo maggio 2013 …
    … dopo il suicidio di mio fratello tutto è cambiato… Io non mi sento più io, non sono più io.
    Ho scritto qui tempo fa, vi leggevo e.. in un certo senso vi “sentivo vicini” nel pensiero.
    Con alcuni avvertivo l’esistenza di quella forma di rispetto del dolore che vieta alle coscienze il farsi del male.
    Ma ora, ora… io farei una domanda diversa …
    David, E , Ele, Luca, Marina, Piergiorgio, Beppino, e altri…
    avete mai pensato o solo immaginato d’ incontrarvi ?
    Incontrarvi come un gruppo di persone che s’incontrano e passano un pomeriggio insieme, senza aspettative.
    Magari in un parco si siederà sull’erba, si mangerà un panino o un gelato e si parlerà… oppure si starà semplicemente lì INSIEME a scrutarsi in silenzio.
    Perché in fondo siete un gruppo unito da nulla forse… ma unito da qualcosa che spinge a ritornare su questa pagina.

  • 11860
    david -

    Cara Silvia,sarebbe bello conoscervi…io però penso che non farebbe bene almeno a me.Credo che dopo pochissimo saremmo di nuovo tristezza e sgomento.Una volta ho provato,ma non mi ha aiutato,anzi penso di esserne uscito con la coda fra le gambe.Oltretutto credo che parleremomo più del nostre tragico passato e poche briciole di un futuro radioso.Io cerco di dimenticare,da mesi e mesi non parlo più di quel tempo con nessuno e non voglio più farlo in vita mia.Dormo con la luce accesa c’è troppo dolore in noi.Ho provato con un gruppo,ma non è servito a molto,ci vorrebbe un gruppo di sostegno di sofferenti di PTSD.Grazie Silvia,non voglio più pensare a niente,nè al passato e neppure al futuro,ti abbraccio grazie,mi dispiace per la scomparsa di tuo fratello,ciao cara amica.Ciao a tutti

  • 11861
    luca76 -

    @Silvia, spero che tornerai di nuovo a scrivere e leggere su questo blog come facevi tempo fa, ogni volta che ne sentirai il bisogno. Non potrà alleviarti dalla tua perdita, non potrà rispondere al perché sia successo. Ma forse, il sentirsi vicini, anche solo con il pensiero, a qualcuno con cui hai un qualcosa da condividere può essere un modo per risentirti te stessa, anche solo in parte. Non può che fare bene a te e a molti di noi. Sai, io frequento questo blog da poco più di 7 mesi…Mi è capitato, a volte, di pensare (l’ho anche scritto qualche mese fa) di come potrebbe essere utile incontrarsi tra di noi…Mi piacerebbe prendere un caffè con Marina, chiacchierando con lei del più e del meno. Mi piacerebbe bere un buon bicchiere di vino delle campagne toscane con David, parlando di cinema e sport. Mi piacerebbe stringere forte Ele, specie in quei momenti in cui si sente così tanto sbagliata. Mi piacerebbe tenere stretta la mano di E, concretamente, non solo in una maniera virtuale…
    Già, sarebbe tutto molto bello e piacevole…Ma realisticamente mi chiedo quanto potrebbe servirci tutto questo…In fondo, pur viaggiando su binari paralleli, siamo lontani tra di noi. La nostra forza, la nostra unione è data proprio dal fatto che non ci conosciamo personalmente. Probabilmente arriveremmo anche a detestarci reciprocamente se ci frequentassimo. Ci lega un profondo disagio per questa vita, scaturita da eventi simili, ma non uguali. Temo, ahimè, che incontrandoci verrebbero fuori le parti peggiori di noi, non le migliori, quelle che possediamo, e che ci fanno apprezzare l’uno con l’altro/a. Scherzando, scrissi in quel commento che il nostro incontrarsi si trasformerebbe in una comitiva di pellegrini diretti a Lourdes (si scriverà così? muah, il dubbio mi è rimasto) in attesa di una qualche grazia ricevuta. E in parte lo penso veramente. Anche se, credimi, mi piacerebbe essere smentito. Mi rispose bene @E scrivendo che i vari Luca76, David, Ele, Marina e altri, ce li ritroviamo fisicamente ogni giorno davanti, in una metro affollata, mentre siamo in coda dal panettiere, mentre pigliamo un caffè al bar. Forse dovremmo solo avvicinarci a loro e chiedergli un semplice “come stai?”…Ma sicuramente ci prenderebbero per pazzi.
    Un forte abbraccio Silvia.

  • 11862
    silvia -

    Ora più che mai, comprendo. Il “senza aspettative” non l’ho scritto a caso. Peccato, troppo spesso, si riesce a cogliere negli altri solo quel tanto che siamo anche noi stessi.

    Grazie delle risposte, non mi erano dovute.

  • 11863
    E -

    Silva, ognuno di noi ha un proprio motivo per evitare un incontro.
    Il mio si chiama semplicemente paura.
    Paura di perdere un posto che, per me, è importante e persone che, per me, sono importanti.
    Quando arrivano gli aerei, cominciano a bombardare e tu puoi solo correre strisciando contro un muro che non ha aperture, non ha crepe, non ha pertugi in cui nascondersi provi paura.
    Questo è il mio rifugio.
    E lo è da quasi 4 anni.
    C’è qualcosa di malato sia nello stare qui che nella paura che il virtuale si trasformi in reale.
    Ma è la vita stessa ad essere malata, tutto il resto è una mera conseguenza.
    Quando, con diversi sistemi e diversi toni, grido aiuto qualcuno, qui, per me, c’è sempre.
    Se quel qualcuno diventasse reale ci sarebbe comunque?
    Concordo con Luca “Temo, ahimè, che incontrandoci verrebbero fuori le parti peggiori di noi, non le migliori, quelle che possediamo, e che ci fanno apprezzare l’uno con l’altro/a”
    E anche a me piacerebbe sbagliarmi.

  • 11864
    Ele -

    Ciao a tutti, non sto passando un buon periodo, sono sulle mie, silenziosa e triste. Vi leggo sempre e mi tenete compagnia. E mi prendo i vostri abbracci virtuali. Anche io ho pensato a come sarebbe incontrarsi, ma ha ragione E, ne avrei paura. Paura di perdervi perchè magari non vi piaccio, o non ci capiamo al volo come invece succede sul forum. E se vi perdo come faccio? Sono sommersa dalla solitudine e dalla sensazione che non riuscirò davvero mai ad essere serena. Non rido di cuore da non so quanti anni ormai. Che strano, prima ridevo spessissimo, era quando tenevo nascosti agli altri ma soprattutto a me stessa tutti i miei problemi. Poi sono venuti fuori, spaccando letteralmente il mio essere, e adesso non c’è davvero più niente da ridere. Nè da sorridere. Ma neanche stare sul presente, non riesco neanche a fare questo, a concentrarmi sulle piccole azioni quotidiane, perchè il dolore che sento dentro mi sovrasta così spesso, che è già un successo se non passo tutta la giornata a singhiozzare.. Puah, che schifo che mi faccio.
    Vi mando un grosso abbraccio. Teniamoci forte.

  • 11865
    david -

    Silvia,in vita mia sono stato vicino alla morte più di 10 volte,il soffocamento più volte,una peritonite,farmaci troppi e sbagliati dai medici e una volta annegamento e per fermarsi qua,voglio essere sincero,un uomo che resta a questo mondo per paura del suicidio e relativo inferno non credo che abbia molto da raccontare,nè consigli vari.Ogni notte prego per non svegliarmi “domattina”.Noi (credo)che stiamo arrancando in un mare in tempesta,non potremmo aiutarti.Io soffro di un problema detto “sindrome”,sindrome del Vietnam,puoi trovare su internet,il fatto è che la mia vita si è fermata a 14 anni.Io sono morto da tanti anni.La mia anima è morta.Io sono pieno di cicatrici sul corpo,non bastano neppure i tatuaggi a coprirle.Un abbraccio.david

  • 11866
    Piergiorgio -

    E’ piacevole ritrovarsi in allegria tra amici quando si sono risolti tutti i propri problemi personali, altrimenti si va in depressione.
    Tra qualche anno quando avremo risolto tutti i nostri problemi, forse ci incontreremo. Ciao a tutti.

  • 11867
    Beppino -

    A volte quando si incontra una persona che vive un po’ la stessa cosa di sé…ci si capisce bene, a vicenda. Però sarebbe anche difficile per me ritrovarvi nel mondo “reale”. Per adesso sono troppo fragile e non abbiamo gli stessi problemi: Io sono schizofrenico distimico…Ho dei disturbi dell’umore e vivo in un mondo tutto mio, evitando la società, il mondo del lavoro, ecc…Oltre a questi aspetti di una patologia, sono spesso depresso e propenso alle idee suicide…Alcuni di voi sono in depressione, e altri non lo so…
    Ma forse un giorno sarò in grado di andare in Italia per incontrare tutti voi…:-) Chissà…

    Ciao a tutti.

  • 11868
    luca76 -

    Cara @Silvia, io spero che tu possa comprendere veramente il senso delle nostre risposte, che non erano cose dovute, perché qui, in questo blog nessuno deve niente a nessuno, e se abbiamo risposto al tuo quesito era perché avevamo il desiderio di farlo semplicemente. Per un qualunque gruppo di persone sarebbe facile avere un incontro tra loro “senza aspettative”. Incontrarsi, amici e conoscenti, e partire per un’escursione in montagna o per una visita a qualche località balneare, con l’animo leggero e il solo pensiero in testa di divertirsi passando una bella giornata insieme. Per noi è tutto molto più complicato. Perché, anche se provassimo a imporci il contrario, in cuor nostro ognuno di noi si porterebbe dietro delle aspettative. E di queste aspettative ci ritroveremmo a farne carico anche agli altri, e se non ne ritrovassimo riscontro ne rimarremmo delusi. Leggendo le risposte che ti hanno lasciato gli altri amici, avrai visto che il filo conduttore che le lega è la paura. Paura di non piacere, paura di sentirsi a disagio con gli altri, di passare per un disadattato tra gli stessi disadattati. E una paura del dopo…Già, perché a quell’incontro seguirà anche un dopo, che forse spaventa più dello stesso incontro. Paura di tornarsene a casa con la coda fra le gambe, paura di perdere quel rifugio che ci siamo creati. Chi, fra noi, rischierebbe così tanto? Calandomi nella parte dello spaccone di turno, non mi viene difficile dirti che io sarei pronto nel farlo, vada come vada. Ma, per quanto possa essere deciso nel compiere quel passo, al momento di recarmi a quell’appuntamento, sarai assalito da dubbi e incertezze. A volte, non riesco nemmeno a trovare la voglia e la forza di mettere il piede fuori di casa per andarmi a comprare qualcosa da mangiare figurati. Io spero che un giorno, quando avremmo risolto almeno in parte i nostri problemi, potremmo incontrarci veramente, e passare del tempo assieme. Fino ad allora, per me e per altri, vuol dire già molto aver potuto trovare qualcuno, pur solo attraverso lo schermo di un pc, che “riesca a cogliere negli altri quel tanto che siamo anche noi stessi”, perché, spesso, anche nella vita reale è più difficile di quello che sembra trovarlo.
    Un forte abbraccio.
    @Ele, che succede, come mai sei di nuovo giù?
    Coraggio, dai…

  • 11869
    fredrik -

    Ciao a tutti.

    Sono fredrik, un vecchio membro del forum, di questa sezione.
    Scrivo per sapere che fine ha fatto Nobody, una ragazza che è sempre stata nei miei pensieri.
    Non so se c’è ancora, ma se qualcuno ha sue notizie, prego di farle sapere che la cerco.

    Scrivevo quando c’erano dago44, tancamala, marina, gilda..etc..etc

    Non mi fermerò a questo messaggio fino a che non saprò che fine ha fatto.

    Grazie.

    Ciao.

  • 11870
    david -

    Fredrick cercherò nobody,stai tranquillo io sono un vecchio topo da blog.e poi io credo di avere i giorni davvero contati.Luca 76 stai tranquillo gli animi più nobili come te resistono e vincono sempre,da quando è mondo (anche se è un mondo che fa schifo)coraggio!!!!!!Io adesso devo cecrcare nobody.vado in apnea nel blog.Saluti cari

  • 11871
    david -

    Mi spiace Fredrick da 400 nobody non cè più io arrivai più o meno a 400.mi spiace,buona fortuna

  • 11872
    marina -

    Silvia concordo pienamente con gli altri ,la paura qui fà da padrone ,a me piacerebbe tantissimo incontrare tutti tutti ,ma …….Qui è come se ci fossimo gia incontrati ed è meglio così,la voglia è tanta ,ma la paura è di più, e del resto cosa ci potremmo dire,saremmo tutti imbarazzati. Ele coraggio ce la fai è soltanto un altro momento giù ,rialzati e prosegui la tua strada ,non pensare agli altri pensa soltanto a te stessa .@Fredrik …..ciao io sono stata sempre qui ,ma non ne ho saputo più nulla non ha più scritto qui!un abbraccio forte ,forte Ele ciao a tutti

  • 11873
    E -

    Ma sei Kevin?
    Nobody e Tancamala non scrivono più da anni,ormai.
    Ele, cara, che succede?
    Un abbraccio.

  • 11874
    fredrik -

    Ciao a tutti.

    Grazie per l’interessamento. Ci tengo molto a lei.
    Nobody…se ci sei fatti sentire.

    Ciao.

  • 11875
    Piergiorgio -

    @Ele, tu non fai schifo, sei molto importante invece. Se hai i genitori e dei fratelli sei importante per loro. Cerca di vivere per te stessa e per loro. Fai quello che riesci senza voler eagerare. Molte persone al mondo hanno più bisogno di altre; non fartene una colpa. Chiedi aiuto a chi ti ama, i tuoi genitori e i tuoi fratelli. Se puoi cerca di stare serena e quando senti il bisogno, sfogati pure su questo forum tutte le volte che ti serve. Ciao cara, se ti serve un’amica c’è Marina. Insieme ce la possiamo fare, ciao

  • 11876
    E -

    “Fino ad allora, per me e per altri, vuol dire già molto aver potuto trovare qualcuno, pur solo attraverso lo schermo di un pc, che “riesca a cogliere negli altri quel tanto che siamo anche noi stessi”, perché, spesso, anche nella vita reale è più difficile di quello che sembra trovarlo”.

    Talmente difficile che sembra, probabilmente è, impossibile trovarlo.
    La scorsa estate ero seduta su un intercity, non riuscivo a frenare le lacrime. La gente, intorno a me, mangiava, rideva, scherzava, leggeva, dormiva. Una ragazza tedesca, senza dire nulla, mi ha dato un fazzoletto di carta.
    Aveva gli occhi tristi ed ha alzato le mani in un gesto del tipo “dai, sù….è andata così……”.
    Mi è spiaciuto, mi sono sentita quasi persa quando è scesa, quasi subito dopo.
    Non avrebbe potuto esserci nessun dialogo, nessuna confidenza, nessuno sfogo e nessun conforto.
    Eravamo due sconosciute destinate a restare tali ma, in quel momento, c’era.
    Come ci siete voi, qui.
    Come ci sono io, qui, per chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno.

  • 11877
    PATRIZIA -

    inutile star dire il perchè o il per come a volte sto malissimo,sono stanca di sentirmi sempre sbagliata,ke qualsiasi cosa faccia ò dica sia sbagliata, sono stanca e fa male sentirmi sola abbandonata e non amata.
    sono stanca mi fa male fare sempre il primo passo e sentire era sbagliato. sono stanca e fa male sentire che io sono solo la persona malata. basta spero di trovare presto il posto.. spero così anche se non me lo merito di ritrovare la mia adorata mamma. l’unica che mi accettava per quello che ero l’unica che non mi avrebbe mai abbandonata ne criticata alle spalle. sono stanca stanca stanca

  • 11878
    david -

    Dobbiamo crederci ancora,non possiamo fare altro,almeno io penso

  • 11879
    Beppino -

    @David: Sì, in effetti, dobbiamo crederci…Hai ragione.

    Un abbraccio a tutti.

  • 11880
    E -

    Ieri stavo “difendendo”, a titolo gratuito, le sorti di un povero cristo depredato da un sedicente consulente quando sono incappata nella boria e tracottanza del padre del sedicente consulente.
    Un pezzo grosso della propria zona.
    Ad un certo punto il figlio, ladro, idiota, anzichè risponndere al padre mi inoltra un e-mail con scritto “Vai avanti così! SPEZZALA!”.
    Quelll’e-mail è finita dritta dritta dalla penalista.
    A me rimane uno schifo che non dovrei più provare, un vuoto che non dovrei più sentire e lo sgomento di aver capito (senza aver ancora compreso) di non essere attrezzata per stare in questo mondo.
    In un mondo popolato, per lo più, da chi “spezza” (a parole o con i fatti), da chi scavalca, da chi travolge, da chi non si accorge, da chi, se si accorge, fa finta di niente.
    Ogni volta è un “benvenuta nel mondo reale Emma”.
    Benvenuta tra chi si chiederà se una tua malattia ti consumerà prima di una scadenza e ti vedrà come qualcosa da buttare a lato e rottamare.
    Benvenuta tra chi ti vede come un lottatore disarmato nell’arena.
    Benvenuta tra chi ti costringerà a ricalcolare il percorso per l’ennesima volta.
    Come se la vita fosse un navigatore satellitare inascoltato.
    Scusatemi se non sono comprensibile.
    Non bisognerebbe bere a stomaco vuoto, lo so.
    Ma io non ho un posto in cui tornare o persone che mi aspettano.
    E posso concedermi il lusso di rintronarmi e biscicare in un posto in cui qualcuno potrà capire solo perchè vorrà capire.
    Solo perchè vorrà capire!!
    Prima o poi, se non coglierò quell’attimo che da il titolo alla lettera, finirò sotto ad un ponte.
    Ma ci finirò con una coscienza a posto di cui tutti si fotteranno.
    Avrei voluto e non ho potuto.
    NON HO POTUTO!
    Perchè gli altri sono troppo forti e troppo scafati per me.
    Quelli che stanno bene perchè se ne fottono di chi sta intorno, quelli che hanno un unico obiettivo: loro stessi!
    E chi se ne frega se per raggiungerlo dovranno affossare qualcuno.
    Ma prima di crepare li voglio vedere nel posto in cui dovrebbero essere: in galera o all’obitorio.
    All’ obitorio no ma in galera, fosse l’ultima cosa che faccio, vi ci spedisco bastardi.Voi e le vostre minacce. Voi e il vostro fregarvene.

  • 11881
    luca76 -

    @E, mi dispiace della tua disavventura, e capisco la tua rabbia. Purtroppo il “metterlo nel culo a tutti il più possibile” è una delle pratiche che contraddistinguono l’italiano medio, che, ammettiamolo ci sguazza allegramente, cresciuto nella mentalità di dover (quasi come un obbligo) fregare gli altri. Truffe e raggiri sono all’ordine del giorno qui da noi, e non si guarda in faccia nessuno. Chi non vive nella mentalità di doversene approfittare ad ogni costo degli altri ne paga spesso le conseguenze. Anche solo prendendo le difese di terzi. Nel tuo caso c’è l’aggravante di aver trovato un bamboccione figlio di papà, che non ha nemmeno un briciolo di palle nel metterci la faccia. Il senso di disgusto che provi è legittimo. Non sei tu quella sbagliata, lo è tutto il resto. E fai bene a essere incazzata. Guai se tu cominciassi ad accettare tutto questo. Sei una lottatrice, puoi piegarti, ma spezzarti mai. Fagliela vedere a queste teste di c..... Probabilmente non servirà a niente, perché questo non è un film, dove i giusti trionfano sempre. Questo è il Mondo reale, ci sei entrata anni fa e già lo conosci, non ti deve essere presentato. Certe battaglie sono già perse in partenza. Ma mai dargliela vinta facilmente. Tu, al contrario di loro, potrai sempre guardare negli occhi chiunque ti attraversi la strada. Gli “altri”, i “loro”, questo non potranno mai farlo. Non finirai sotto un ponte, non ti ci vedo in una situazione del genere. E non ci devi neanche pensare a un’evenienza di questo tipo…Pezzi grossi…A proposito di film, mi viene in mente la battuta di uno di Al Pacino…Carlito’s Way, uno dei miei preferiti…”Pensate di essere dei pezzi grossi? Allora, morirete da pezzi grossi!”…Non abbassare mai la testa Emma. Mai. Si fottano gli altri. Non farti condizionare la vita da loro…
    …Non è vero che non hai un posto dove tornare o persone che non ti aspettano…Il posto è questo, e le persone siamo noi…Non lo dimenticare…E lo sai, non c’è bisogno che ti venga detto…
    Un abbraccio.

  • 11882
    E -

    Luca, grazie per le tue parole. E’ che questa carognata si è aggiunta ad un’altra carognata capitata poche settimane fa facendo esplodere la bomba.
    Ho sufficiente lucidità per capire quando ho torto e quando ho ragione.
    E, quando ho torto, in che misura.
    In questi due casi no.
    Ho solo che ragioni.
    Mie e di terzi.
    E non sarà qualche minaccia o qualche sopruso o manifestazione di potere a far cambiare natura alla realtà.
    Da ragazza avevo una maglietta con la scritta: “non mi avrete mai come mi volete voi” e lo stesso vale anche adesso.
    Con l’unica differenza che, ora, questa frase non potrei più economicamente permettermela.
    Ma non m’importa.
    Non finirò ad ingrassare le fila dei cialtroni per non avere l’incubo dei pagamenti di inizio-metà-fine mese.
    Non camperò sulle spalle dei poveri cristi per foraggiare la mia serenità.
    Un economista danese, l’altra sera, scherzando ma non troppo, ha detto in TV che l’Italia è in cima alla lista dei Paesi in cui essere onesti significa essere co.......
    E’ anche uno dei Paesi in cui se dici “Cristo” o “Dio” (senza ulteriori sostantivi o aggettivi) mentre ti inchiappettano il tuo inchiappettatore ti dirà: ” NON BESTEMMIARE!!!”.
    La casta, il potere, i soldi. E’ vero, moriranno da pezzi grossi e finiranno a rimpolpare le fla di chi “non è più” esattamente come noi.
    Loro probabilmente lasceranno un ricordo.
    Per tanti di noi la condanna alla damnatio memoriae viene inflitta quando siamo ancora in vita.
    Dimenticati da tutti tranne da chi ha dei crediti o delle aspettative di sfruttamento.
    Dimenticati dallo Stato, dai parenti, dagli “amici”, dai colleghi, dai vicini di casa, da quelli che prendono le distanze alla chetichella, senza fare troppo baccano e, quando riapri gli occhi, ti accorgi che non ci sono più.
    Ombre che circolano alla ricerca di un contenuto che sembra scappare come se fosse acqua in un secchio bucato.
    Ma il secchio che è bucato. Non noi.
    Un abbraccio, buona domenica.

  • 11883
    david -

    Me lo ricordo come se fosse oggi,entrai nei cancelli di quel luogo,però mi dissi istintivamente “che cz ci faccio io qua?”e come io avevo visto loro,loro avevano visto me.tentai di fuggire sudato e terrorizzato,ma mi furono addosso e mi trascinarono dentro,io sentivo un cancro dentro me,un cancro dell’anima.Chiudevano la classe nella “ricreazione” nell’indifferenza degli insegnanti la classe ed un gruppo di loro,davano il peggio con schiaffi,ceffoni,pugni,calci,ricordo ancora il dolore degli spigoli dei banchi nella schiena,poi mi segnavano la faccia con pennarelli e gesso della cimosa della lavagna.Sono morto lentamente allora,credo di essere uscito morto dall’ITC Peano.Ho provato là dentro un senso di terrore,di vergogna,di dolore che non credevo esistessero.Emma sei troppo irraggiungibile,potresti scrivere,combatti una battaglia già perduta eppure lo fai.un abbraccio

  • 11884
    E -

    David, vorrei dirti tante cose ma non trovo le parole.
    Non le trovo o, forse, non le conosco.
    Perchè ci sono drammi che non hanno spiegazioni.
    Come la violenza assurda su un ragazzino.

    Un forte abbraccio.

  • 11885
    tracy -

    david che esperienze orribili con gente di merda…e se penso che tanti altri hanno vissuto una esperienza simile alla tua mi chiedo che persone orribili e malvagie esistono..

  • 11886
    david -

    grazie,vi ringrazio,quelle immagini arrivano anche nella notte come uno sciame di api,certi personaggi agiscono con il benestare delle autorità,per non dire il compiacimento.Ho saputo che molti sventurati abbiano perduto il cervello col nonnismo.Vuoto e ancora vuoto,buio e nulla dominano il mondo grazie a dei venduti.Guardate “Essi vivono”,mi raccomando guardate quel film.ciao baci e abbracci. Ciao E,ciao Tracy

  • 11887
    Beppino -

    David, anche a me è successo quel tipo di cose.
    Ho imparato molto presto ad odiare gli altri, ad evitarli.

    Un abbraccio a tutti.

    Beppino.

  • 11888
    luca76 -

    Oggi è uno di quei classici giorni di merda, uno di quelli in cui uno come me si mette a cristonare e imprecare per un nonnulla. Basta un semplice schizzo di sugo sulla maglietta bianca per farmi sclerare. Uno di quei giorni in cui non hai voglia di fare niente, pur avendo tanto da fare. Uno di quei giorni preceduti da una notte insonne, passata a rimuginare. Uno di quei giorni in cui fumi una sigaretta dietro l’altra, fissando il soffitto e/o lo schermo vuoto di un pc. Uno dei tanti giorni solitari, vuoti e senza prospettive ormai, dove ti dici “Che cosa aspetti? Fallo, dai”. Apprezzo sempre di più la morte, confrontandola con questa non-vita. Una non-vita a cui devi essere legato a tutti i costi perché così è, o dovrebbe essere. Guardavo su youtube le immagini dell’incidente ferroviario di Santiago de Compostela, avvenuto un paio di giorni fa. Leggevo i commenti lasciati dagli utenti. Errore umano, attentato terroristico, un atto di Dio…Che importanza ha…Avrei voluto essere su quel treno. Avrei voluto ritrovarmi in uno di quei sacchi blu portati via verso l’obitorio. Per me solo questo è importante. Ho lavorato più di 15 anni nei cantieri. Gli operai edili sono la categoria lavorativa più a rischio di incidenti mortali, più ancora di altre. I motivi sono tanti: scarsa sicurezza, inesperienza, stanchezza dovuta a orari massacranti, oltre a semplice casualità e stupidità, che non mancano mai. I morti non si contano. E ne ho visto qualcuno di loro. Un giorno, in un cantiere a Marene, in galleria saltò in aria un compressore, dilaniando due operai e lasciandone un terzo gravemente ustionato. Ho lavorato io stesso più volte in condizione disagiate e di pericolo. Ho rischiato la vita e la salute per quattro soldi. Mi sono fatto male, rotto ossa, procurato tagli ricuciti con punti, bruciature, ustioni, respirato gas di scarico lavorando in ambienti chiusi. Perché non mi è stato concesso di andarmene allora? Perché non ho seguito la stessa sorte di altri? Una morte abbastanza dignitosa, in un ambiente (quello lavorativo) che era il mio naturale. E al funerale, una bella bara con manici in ottone, tante lacrime, corone di fiori, l’omelia di qualche prete. E magari anche qualche denuncia e annessa condanna a chi ha permesso che qualcuno morisse di lavoro per arricchirsi…E invece ora…Che funerale mi aspetterebbe? Nessuna parola da parte di qualche prete, visto che la Chiesa condanna il suicidio. Nessuna inchiesta sul perché della mia morte. Resterebbero le lacrime di pochi. Si aggiungerebbero invece le chiacchiere di Paese, sul perché e sul percome, i soliti giudizi del c....…Sarei(sarò?) vittima e condannato. Come concludere tutto questo? Forse sarebbe meglio sparire, andarsene il più lontano possibile e farla finita altrove, dove non ti possono trovare…niente funerale, niente lacrime…Solo una domanda: “dove è finito Luca?”
    Forse, non dovrei scrivere tutto questo. Forse dovrei limitarmi a dire che oggi sto male, senza aggiungere altro…

  • 11889
    E -

    E perchè, Luca?
    Se scrivere, in qualche modo, ti ha permesso di buttare fuori un pò di rabbia hai fatto benissimo a lasciare questo post.
    Capisco e conosco fin troppo bene gli eccessi di rabbia, lo “sclero”.
    Ci sono giorni in cui una semplice stampante che tarda a fare il suo dovere o un pc che si auto-aggiorna per poi riavviarsi sono capaci di scatenare la terza guerra mondiale.
    Urla, scatti d’ira, bestemmie.
    Ma in quei giorni quella stampante, quel pc diventano un’intera vita.
    Incarnano tutte le persone e le circostanze che mi hanno fatto del male foraggiando la mia insicurezza, la mia rabbia, incarnano le fregature che mi sono auto-inferta, quelle che ho involontariamente dato per la mia stupida ingenuità, le parole di troppo, quelle mai ascoltate, quelle che non arriveranno mai a chiudere un cerchio insopportabile da sostenere.
    Quella stampante, quel pc diventano un grosso punto interrogativo di seguito ad una domanda che diventa l’unica domanda: “ma chi/cosa c.... me lo fa fare di continuare così”.
    E, in genere, finisco sfiancata dalla rabbia, a guardare il soffitto fumando una sigaretta dietro l’altra mentre una parte del cervello cerca di ricordarmi tutto ciò che avrei dovuto fare ma non sto facendo e l’altra parte risponde con un “per chi? per cosa?”.
    Poi la non-vita va avanti e riparto ad accattonare quello che mi spetterebbe di diritto con l’amaro in bocca di chi chiede l’elemosina mentre, se potesse seguire l’istinto, sbatterebbe un kg di monetine sul grugno degli affamatori e se ne andrebbe a vivere in mezzo ai boschi, da sola, mangiando bacche e radici per tutta la vita.
    Sparire. Sparire da tutto. Anche dai ricordi di chi mi ha conosciuta e di chi ha creduto di avermi conosciuta.
    Vivere in mezzo agli animali, prendere a sassate i cacciatori e poi, alla fine, crepare in fondo ad un fossato, senza documenti, senza un passato, senza un funerale, senza chiacchiere nè lacrime.
    Eppure basterebbe talmente poco.
    Un minimo di tranquillità, un posto in cui aver voglia di tornare, un lavoro che dia dignità umana anzichè sottrarla.
    Conosco il tuo lavoro, Luca.
    Non l’ho mai svolto ma per mille motivi ho a che fare con chi, in passato, è tornato a casa talmente coperto di fango e polvere da sembrare una statua di terracotta.
    E che ora, dopo infarti, panico, depressioni, tentativi di suicidio, terapie, fregature più disparate da parte dei soliti sciacalli sta tentando di tornare in mezzo a quel fango perchè la sua dignità umana è proprio lì.
    Forse ci riuscirà. Un anno fa non lo avrebbe neppure pensato.
    Non ti auguro di tornare in gallerie dove potresti lasciarci le penne.
    Ti auguro, per quel che può valere un augurio, ossia, concretamente, meno di zero, di trovare un lavoro che ti restituisca a te stesso.
    Un abbraccio.

  • 11890
    Piergiorgio -

    Marina, Ele, è dura andare avanti ma ce la dobbiamo fare. Ciao

  • 11891
    luca76 -

    “…le parole di troppo, quelle mai ascoltate, quelle che non arriveranno mai a chiudere un cerchio insopportabile da sostenere.”
    Io ne ho molte di parole non ascoltate. E non sono quelle dette da mia madre quando ero ragazzino, o quelle dette dalle mie ex o, ancora, dalle vecchie conoscenze di un tempo. No. Sono le mie, quelle che mi avrebbero permesso di chiudere un cerchio, forse l’unico che abbia lasciato sempre aperto, che non sono mai riuscito a chiudere. Non ho seguito io stesso le mie parole, quelle che avrebbero messo la parola fine a un qualcosa di illusorio, ma a cui ho sempre creduto. Forse riesci a capirmi @E. Gli sms e le email sono stati cancellati da tempo, le lettere stracciate e buttate. Ma le parole sono rimaste. E rimarranno sempre. Mi è capitato, entrando sul blog, di leggere qualche solitario commento di persone che avevano perduto l’amore, erano state tradite e volevano farla finita. Le capisco, una delusione amorosa, può spingere al suicidio. Certo, per chi sta male, per chi soffre di patologie e divide la vita tra visite psichiatriche e cure farmacologiche, può sembrare un esagerazione il volersi togliere la vita per qualcuno. Ma ognuno sa per se, non esiste una classifica su chi “meriti” di più suicidarsi e chi meno. A me pesa come un macigno la mancanza di quel qualcuno, specie in certi momenti. So fin troppo bene cosa significhi quel dolore che si prova quando ripensi a una relazione che ti ha lasciato un qualcosa dentro, quando certi ricordi riaffiorano. Ma non è questo il motivo per cui voglio farla finita. O, almeno, non solo per questo…
    Vorrei anche io permettermi il lusso di sbattere sul grugno di parecchie persone un kg di monetine, ancora e ancora, fino a spaccargliela la faccia. In passato l’ho fatto, metaforicamente e non. Ora non posso più concedermelo questo lusso. Persone che ti hanno deluso, usato, schiacciato, disprezzato, umiliato. Persone piene di boria che ti guardano dall’alto in basso, che ti giudicano, che parlano a min..... Tutta gente che ti fa venir voglia di scappare dalla civiltà per rifugiarti nel più profondo buco del culo che c’è a questo mondo per sfuggirgli, per vivere e morire lontano da tutta questa merda. Ma non è nemmeno questo il motivo per cui penso al suicidio….
    Mi manca molto il lavoro, il “mio” lavoro. Ero anche parecchio capace in esso. Per quelli come me, che si sono sempre sporcate le mani e rotti la schiena per guadagnarsi da vivere, è dura rimanere a casa in attesa che qualcuno ti chiami per elemosinarti qualche ora di lavoro. E per quanto io abbia cercato altro, di inserirmi in qualche buco, tanto da permettermi di cavarci il classico ragno, non ho trovato niente. Il mio mondo ruotava tutto attorno al lavoro, venuto a mancare quello è crollato ogni cosa. Ma forse non è nemmeno questo il motivo.
    In verità non so nemmeno io quale sia. Forse è tutto ciò che ho scritto. Forse è qualcosa di più intimo e personale, un mal di vivere che mi appartiene e che va al di -continua-

  • 11892
    luca76 -

    -segue- la di tutto questo. Questa mattina, quando mi sono svegliato, gli uccellini cinguettavano e albeggiava. Ho preso la bottiglia di whisky, me ne sono versato una generosa porzione nel bicchiere e l’ho mandato giù, accompagnandolo con la prima sigaretta della giornata. La colazione perfetta. Ho tirato un peto e ho detto “buongiorno Mondo”. La non-vita si riduce a tutto questo, non c’è nient’altro, anche volendo….
    Abito vicino a una parrocchia, dal mio balcone di casa riesco a vedere i pivellini che giocano nel campo di cemento adiacente. Alcune volte gli odio di cuore per il baccano che fanno. Stamattina li guardavo. Altri, al mio posto, chissà cosa vedrebbero. Io vedo solo della carne da macello. Molti di loro diventeranno vittime di questa vita. Qualcun altro diventerà carnefice. Ma la sostanza non cambierà…
    Si, forse è solo per il marcio che ho dentro, il motivo per cui voglio farla finita. Non per la vita che ho vissuto, per ciò che ho passato, per le persone conosciute o altro. Qualcuno nasce già morto dentro. Qualcuno nasce già con la voglia di non-vivere. Sarà una cosa genetica, chi lo sa…
    Certo, scrivere su un blog che ha come intestazione una lettera di un aspirante suicida, può servire. Serve come valvola di sfogo, che nella vita reale non puoi aver la possibilità di trovare per una serie di motivi. E le risposte che trovi le apprezzi. Specie se sono date da persone intelligenti, da chi si mantiene a galla in questo mare di merda. Ma non può sempre bastare. A volte c’è bisogno di qualcosa di più volgarmente materiale, di concreto, che si possa toccare. Ed in questo momento avrei bisogno di quello. E invece manca, non c’è. Sono stanco. Molto.
    Ricambio il tuo abbraccio Emma, e lo allargo a tutti gli altri.

  • 11893
    E -

    Ti capisco bene, Luca.
    Le parole che chiuderebbero il mio cerchio avrei dovuto dirle a me stessa nel marzo del 2008.
    Più di cinque anni fa. Sembra assurdo ma è così.
    Non l’ho mai fatto veramente. Non mi sono detta nulla.
    Mi sono raccontata di averlo fatto, mi sono imposta di lasciarmi tutto alle spalle, ho voluto fortemente ricordare e raccontare solo il marcio, le parole cattive, i gesti criminali nella convinzione che avrei dimenticato tutto più rapidamente.
    C’è stato un periodo in cui ho creduto di averlo fatto.
    Di essermi buttata tutto alle spalle.
    Di poter ricominciare.
    Non era così.
    Ed ora non ci sono più ne psicofarmaci, né terapie, né sogni, né speranze, né desideri ad annebbiare la realtà.
    Certe storie, certi sguardi, certi gesti, certe parole riaffiorano come cadaveri di affogati gonfi di acqua, quando si è soli.
    Cadaveri di storie troppo importanti per poter essere cestinate come un’e-mail. Cadaveri di cui si sente l’assenza fisica, concreta, persino squallida o volgare ma pur sempre presenza reale.
    E’ solitudine?
    Oppure cos’è?
    Amore che non finirà mai perchè l’altra parte, bene o male, se n’è andata senza chiudere il discorso? E’ illusione che non abbia mai voluto chiudere quel discorso?
    Forse è solo solitudine. Quella che ho dentro. Quella che non se ne va se stasera esco con un uomo che mi chiamerà amore perchè sente l’esigenza di farlo o pensa di essere carino a farlo.
    Ma anche per me non è solo questo.
    E’ tutto. E’ niente.
    E’ una vita che non è vita. E’ solo tempo che trascorre e mi lascia in piedi chissà poi perchè.
    Io non ho più voglie e desideri. Ho dei picchi di vitalità quando si calpesta un principio o si viola un diritto.
    Ma, per me, non desidero più nulla.
    So che non avrò mai nessuno accanto come vorrei che mi stesse accanto, so che non mi farò mai valere nel lavoro e che dovrò sempre piegare la testa finchè resterò in questa società, so che potrei svegliarmi un mattino, mandare tutti e tutto a fan culo, rimanere schiacciata dai debiti e che non ci sarebbe nessun fuggi fuggi solo perchè c’è già stato e nessuno è tornato indietro, so che quel cerchio resterà, per sempre, aperto, so che non avrò un buco in cui rifugiarmi.
    E’ vita questa?
    Mi prendo il 50, 60 70, 80, 90, 100% della colpa.
    ……..Resta la sostanza: è vita questa?

  • 11894
    david -

    Luca mi raccomando un buon Jameson,che nasce dalla torba irlandese.ciao a tutti

  • 11895
    luca76 -

    “…è vita questa?”
    No, non lo è. Rispondersi di si vorrebbe dire prendersi in giro.
    Caro @David, finchè le finanze me lo hanno permesso tracannavo Jack Daniel’s, ora mi devo accontentare di una pessima sottomarca di whiskey del discount.
    Cheers!….

  • 11896
    david -

    No,non è vita Luca,la sofferenza,la solitudine,lo sgomento difronte all’inganno,all’ingiustizia,la crudeltà di tanta gente.Non ho idee,ne avrei molte ma me le porterò nella bara o nelle ceneri sulla costa del Clare come vorrei tanto.Spero di avere presto un infarto,potrebbe accadere,credo di avere problemi al cuore,me ne guardo bene dal fare esami,mi auguro di non svegliarmi una mattina e sulle corone di fiori “Orso,ci mancherai”,vivendo intensamente la vita è più facile morire,vivendo la vita come una battaglia è più facile raggiungere il nuovo Mondo.Sono miei convinzioni non invito nessuno a seguire il “live fast…die young”,poichè la vita ha riservato a me tragedie,non potrei parlare diversamente,non è un vezzo,ma qualcosa che picchia violentemente nel mio vivere e morire

  • 11897
    marina -

    Quando sei stato deluso dall’amore in cui credevi,dall’amicizia su cui contavi,dalla vita che sognavi,quando c’è sempre qualcosa che ti viene a far male….trovi solo una strada per evitare di soffrire di più,ti chiudi a riccio e pungi chi si vuole avvicinare.Tieni tutti a distanza,buoni e cattivi perchè non hai la forza di sopportare nulla.Ecco questo è quello che ti porta poi alla solitudine ,ti allontani sempre di più dal mondo e vivi la tua vita ,ma poi ti accorgi che anche la solitudine ti logora allora che fare? boh non lo sò .Questo è quello che sto vivendo io . Piergiorgio è dura si molto dura ,ma voglio andare avanti ,voglio vedere fino a che punto posso resistere,non voglio pensare domani.Luca76 non è davanti ad un bottiglia che risolvi qualcosa anzi la si peggiora ,poi hai ancora un’altro problema il dopo stordimento dell’alccol che ti accorgi che le cose non sono cambiate ,anzi sono sempre le stesse.Non sò se hai capito cosa voglio dire … Sei giovane ,come lo e E e tanti altri quì ,dovete andare avanti costi quel che costi ,non lasciatevi abbattere da nessuno neanche da questa maledetta vita che ci fà da padrone .E mi conosce e sà tutto di me e alla mia età fà molto male pensare a voi con una vita davanti essere distrutti dalla vita di m….a ,o da un destino non scelto da noi .Luca76 ,ho un figlio sposato e con una bambina a carico fà il tuo stesso mestiere ,prima è stato sotto cassa integrazione poi lincenziato ,non lavora neanche la moglie ,e come te va elemosinando una giornata di lavoro,tutto questo è triste molto triste ,Scusami se mi sono permessa di parlarti di mio figlio ,ma ne sentivo il bisogno un abbraccio a tutti E vai avanti con la tua grinta ,prima o poi qualcosa si deve aprire anche a te.

  • 11898
    E -

    Cara Marina, hai avuto ed hai una vita difficile e non sai quanto mi dispiaccia sentirti abbattuta anche se sempre guerrigliera.
    Uno spiraglio di luce dovrebbe esserci per tutti.
    Io, i miei, forse me li sono parte sputtanata, lo ammetto.
    Ma erano, comunque, spiragli piccolissimi e non ho alcuna certezza che sarei riuscita ad allargare il varco.
    Visto l’andazzo……
    Hai presente i bambini che imparano a nuotare?
    La mamma gli tiene una mano sotto la pancia e loro imparano a muovere gambe e braccia senza aver pura di affogare.
    A me è mancata e manca quella mano sotto la pancia.
    Mi sono sempre arrangiata da sola.
    In tutto.
    Qualcuno dice che è una fortuna.
    Io penso che, a volte, una presenza umana, qualsiasi ruolo abbia, serve a dare quella forza che sentiamo di non avere.
    Nasciamo da soli, viviamo in mezzo agli altri, crepiamo da soli.
    L’intruso, per una questione meramente numerica, dovrebbe essere il “viviamo in mezzo agli altri”.
    Ma è difficile accettarlo, difficile comportarsi di conseguenza.
    Poi vengo qui. Siamo rimasti in pochi anche se, forse, sono in tanti a leggere in silenzio.
    5 o 6 poveri diavoli che si scervellano sul perché il mondo, un giorno, li ha presi di mira decidendo che gli si sta sul c.....
    Come saremmo stati se la vita avesse preso una piega semplicemente, noiosamente normale?
    Una di quelle vite talmente banali, scontate, noiose da funzionare come sonnifero?
    Un lavoro,un tetto sicuro sulla testa, una famiglia a due, tre, quattro, le lasagne la domenica e la gita fuori porta nel weekend, il mutuo, le bollette, le liti con il vicino di casa sordo che sente la tv a tutto spiano o la vicina stronza che spazza il terrazzo quando stendi le lenzuola, gli amici nel salotto buono a parlare di tutto e di niente.
    Luca avrebbe comunque bevuto?
    David si sarebbe comunque tagliato?
    Tu, Marina, saresti comunque caduta in depressione?
    Ele si arrotolerebbe comunque nella coperta di chiodi delle sue carenze
    Beppino si rifugerebbe comunque nella masturbazione?
    Ognuno di vi sa per sè.
    Ognuno di voi sa quanto marcio dentro avrebbe, comunque, impedito una vita normale.
    Forse, Marina, sono ancora giovane per certe cose (per altre no) ma il problema è un altro.
    Mi sono rotta di mendicare.
    Mendicare per poter arrivare a sperare di sognare una vita che a tanti altri provocherebbe il vomito per quanto sarebbe noiosa…..
    Campo il minuto che sto vivendo e decido, istante per istan

  • 11899
    E -

    qual’è la strategia “migliore” per non affondare.
    Sbagliando spesso, per colpa mia, per dolo altrui.
    Se avessi avuto una linea guida, se avessi avuto quella mano sotto la pancia, forse, avrei combinato meno disastri, avrei subito meno fregature.
    Ma non l’ho avuta ed ora tiro le somme non potendo far altro che tirare le somme.
    Amen, è andata così, a questo giro.
    Se qualcosa accadrà credo che mi lascerà indifferente.
    Certi sorrisi, quando si spengono, sempre ammesso che si siano mai accesi, si spengono per sempre.
    Resta il ghigno di circostanza.
    Ma questa è un’altra storia.
    Un abbraccio a te e a tutti.

  • 11900
    ele -

    Ciao a tutti.. E, quella mano sotto la pancia l’avrei voluta anche io. Invece ho cominciato a 5 anni a mostrare a tutti quanto fosse facile e normale per me cavarmela da sola, perdendo la capacità di chiedere aiuto. Anzi non l’ho proprio imparata.. tutti comunque sono stati subito pronti a tirare un sospiro di sollievo: “bene bene questa se la cava da sola, non le serve niente.. anzi guarda come èautonoma.. aspetta che mi appoggio a lei x qualsiasi cosa”. Ed io per far vedere quanto fossi brava ero sempre lì a non chiedere niente e a smazzarmi per 100. Da qualche anno ho dovuto tirare le somme perchè il dolore che provo dentro è troppo grande e non è gestibile da me. Sono un fuscello.. soffro tremendamente la solitudine e tutti pensano che sono troppo in gamba a saper stare da sola. Ho paura del male che possono farmi tutti gli altri con le parole, i gesti o anche i loro silenzi, ed ecco che pensano che non ho bisogno di nessuno e schivo gli altri per snobbismo. Sono pochissime le persone a cui ho permesso di conoscermi e non é stato facile aprirmi. Pochissimi sanno che tutto può farmi male, che soffro dannatamente, che desidero annullarmi per non sentire il mio dolore. Giovedì scorso sono stata di nuovo male. Desideravo qualsiasi cosa pur di non sentire quella disperazione che avanzava dentro di me facendo strage di qualsiasi proposito razionale. Mi sono stordita di xanax, ho pianto da farmi scoppiare le tempie, ho sbattuto la testa al muro e ho dormito per ore. L’indomani ho ricominciato a fare il soldatino. Io non ce la faccio più con questi alti e bassi. Anche perchè i bassi sono davvero troppo profondi e terribilmente pericolosi per me. Questa coperta di chiodi mi si è ormai cucita addosso.
    Un abbraccio a tutti voi ed un pensiero affettuoso a Marina e Piergiorgio. Ma soprattutto grazie ad E per sapermi comprendere così bene anche se magari non lo sai neanche quanto ti fai interprete di quello che ho dentro.

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