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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 10501
    Anonimo -

    x jena
    Non so se esiste l’aldilà, ma vorrei che ci fosse per almeno dieci minuti, quel tanto che basta per vedere la faccia di un kamikaze che si è appena fatto saltare in aria in nome di Allah e si accorge poi che Allah non esiste.

  • 10502
    jena plissken -

    Le cose belle sono molto rare…e le cose rare nella vita di una persona possono non accadere mai….

  • 10503
    silvia -

    Si,vero,amletica considerazione, le cose rare nella vita di una persona possono anche non accadere mai… Ma la vita stessa è una continua incertezza e quindi chi può dirlo?
    Una cosa è certa, se ci si stanca di lottare si è certi. Ma qua si può dire tutto e il contrario di tutto.
    E se vogliamo proprio tirar fuori l’aldilà preferisco farlo pensando all’autonoleggio nella paradise island di Carlito’s way “E’ un sogno, Dave. Bisogna sognare,amico!”. Oppure pensando ad un bel panfilo come Jimmy il Santo “…un brindisi, un ideale, è già, al termine di una vita brutta e senza senso eccoti finalmente là a bordo di un grosso panfilo a brindare con gli amici!”.
    Ci son persone che per un motivo o per l’altro trascorrono la vita a stretto contatto con la morte, ci convivono, la sfidano fino all’ultimo ed infine arrivano a ricercarla accettandola come logica conclusione della propria partita con la vita. Ci son persone che stringono un’intimità tale con la morte da assumere modi e comportamenti che continuamente la ricordano, quasi fosse una compagna di vita. Ed io non sono molto distante da questo, forse. Però, ad oggi, se potessi scegliere, vorrei morire mentre stò pensando di realizzare un sogno, anche piccolo. Purtroppo spesso non si può scegliere. Pensare di morire per morire, non sò.

  • 10504
    jena plissken -

    Parole sagge Anonimo…Dio creò il mondo,ma gli apparve detestabile,se ne distaccò e fuggì più lontano possibile,allora lo dette in appalto (o subappalto)ad un entità chiamata natura,l’uomo fu chiamato ad essere il guardiano di questo luogo orrido,ovviamente in continui turni notte,dato che sulla terra è sempre buio,sempre notte.Quindi l’uomo lavora per quest’appalto chiamato natura tutte le notti,a volte fa il furbo e non va a lavoro,ma tanto nessuno se ne accorge dato il buio che c’è.Siccome il lavoro in appalto fa più schifo di tutto,il mondo è un grande immondezzaio.Il precariato rende il mondo ancora più schifoso ed io sono lo stronzo che si rende conto di questo soltanto adesso.Buona Pasqua a tutti.

  • 10505
    jena plissken -

    Ho scritto una stupidaggine cara Silvia,la Fede in mè c’è sempre,anche se in vita mia mi ha fatto riflettere tanto sul senso della bontà e della cattiveria,della giustizia e dell’ingiustizia.Sì è vero in arma letale di Martin Riggs viene detto “subisce il fascino della morte.”è un pò così,io non subisco nessun fascino però,infatti a volte mi sono spinto verso la morte senza provare niente,perchè aspettare il treno ed uscire per caso dai binari un momento prima o salire sui precipizi,”Ordalia”lo strizzacervelli ha fatto quest’ipotesi,prove disumane per chiedere a Dio…E’una sensazione di intorpidimento,sai “Comfortambly numb”,ti trovi in un mare mosso e ti fai portare giù e sei talmente indifferente che aspetti che il libeccio ti ributti a riva,perchè sai che è così,se fossi stato in un normale stato reattivo l’ansia mi avrebbe fatto affogare.Quando eravamo ragazzini lo facevamo sempre,le onde grandi ti portavano giù e ti strascicavano giù sul fondo,sulla ghiaia,ma noi sapevamo che dopo alcuni momenti ci avrebbe ributtato a riva,quindi bastava non respirare.Erano onde molto grandi,non come in California però grandi.Non c’era paura,perchè non c’era in noi il concetto,la paura della morte,non c’era consapevolezza che potevamo morire…era un divertimento,era una sensazione forte.Il concetto di morte credo che nasca con l’esperienza di un grande dolore,di una dolorosa separazione..ciao Silvia,grazie per le tue dosi di empatia,sei forte,ciao.

  • 10506
    marina -

    ciao Piergiorgio,la solitudine .. riesci a sentirla anche quando stai in mezzo alle persone ???perchè a me capita questo ,riesco a isolarmi pur parlando sorridendo … sembra che stia recitando una farsa .Comunque il giorno bene o male passa ,ma quando viene la sera ,ti ritrovi stretta in quelle 4 mura ,sistemi i tuoi gatti ti prepari la cena un pò al pc , letto presto il lavoro la mattina alle 5,00 mi attende ..bè devo dirti che il magone arriva ,ma poi passa pensando che comunque questa vita me la sono scelta io (o mi stò prendendo in giro ancora una volta?)Ciao Ele il panico non lo controlli in un batter d’occhio devi imparare tu a farlo ,io qualcuno l’ho eliminato ,su altro ci stò lavorando ,altri mi sono venuti ,che devo fà?tu sai che sono volontaria ANPAS ,e come tale entro in ambulanza ,non posso stare dietro… 🙁 ,non posso entrare con la barella in ascensore .. 🙁 faccio le scalle !!!!,non posso andare ai concerti ,al cinema (devo stare vicino all’uscita) ,alle feste popolari ….(lontano dall’ammasso di gente),però sono riuscita a prendere l’aereo (ho lavorato tanto su questo) Ti racconto un fatto accadutomi poco tempo fà,io mi arrampico da tutte le parti (non ho paura è la scesa che mi crea problema ,comunque sono sempre salita in soffitta con una scala a casa mia tranquillamente a riporre delle cose … sono stata quasi tutto il giorno in soffitta ,non riuscivo a scendere il panico più assoluto ,senza cell ,ho strillato chiamato sperando che qualcuno mi sentisse ,ma c’erano soltanto i miei gatti che miagolavano!!!!! un bacione tesoro

  • 10507
    Ele -

    Ciao Marina! Per ora la mia ansia è in una fase assolutamente tollerabile,nel senso che non mi comporta limitazioni.. È un risucchio nella pancia, un tremore delle mani, le lacrime agli occhi e il respiro che si affanna. Dura qualche minuto, a volte più intensa di altre. Io mi mmobilizzo, non faccio nulla, aspetto che passi però intanto mi spavento… Nel senso che temo che possa diventare uno stato d’animo continuo e allora lì si che non saprei cosa fare… In quest’ultimo periodo poi comincio ad avere paure mai avute.. Tipo con lo scooter mi sento vulnerabile (vado sulle 2 ruote da più di 20 anni e non ho mai avuto paura di niente..), oppure se vedo brutta gente per strada, penso che vogliano farmi del male, anche se poi il male a me l’hanno fatto tutte persone “per bene”!!! Insomma mi sta succedendo qualcosa?? Potrebbe essere un effetto collaterale dello zoloft? Voi che ne pensate? Vi è mai successo? Un abbraccio a tutti.

  • 10508
    silvia -

    Sulla nascita del concetto di morte, in parte si, la vedo un pò come te, ma non penso solo questo. In tanti anni ho avuto modo di riflettere, anche perchè sintetizzando al massimo tutto mi son ritrovata di fronte a due scelte soltanto, vivere o morire… e riflettere rientrava nella prima delle due. Immaginiamo un bambino di cinque sei anni con una madre che dice di voler morire che non ce la fa più ecc, ecc, ecc. A sei anni i bambini cominciano a scrivere, magari qualcuno impara un pò prima, ma comunque… il livello mentale di un bimbo a quell’età è abbastanza semplice e dovrebbe rimanere semplice. Certi ragionamenti e tutti i pensieri di matrice più esistenzialista dovrebbero iniziare a girare nel cervello più tardi,secondo me, non certamente a cinque anni. Comunque, fatta questa premessa , penso che nella creazione del concetto di morte (che ritengo personale per ciascuno) c’entri molto l’esperienza del dolore, il contatto diretto con il dolore fisico ma anche la separazione da importanti affetti è dolore( specie quel tipo di separazione che si avverte come definitiva). Penso che c’entri, ma non credo che nasca lì. L’esperienza del dolore e della separazione(definitiva) non penso siano i creatori del nostro concetto di morte, credo piuttosto fungano da fertile terriccio grazie al quale può crescere un seme che era già lì. In sostanza, oggi , penso che il concetto di morte (pur con sfacettature diverse) faccia parte delle peculiarità della nostra specie. Abbiamo prove lasciateci dai nostri avi a dimostrazione di questo. Ciò che è cambiato nei tempi e nei secoli è l’elaborazione di tale concetto. Il concetto di morte è stato usato dai potenti di ogni era e in ogni luogo, estrapolando ogni volta una dottrina diversa allo scopo di intimorire e calmare le masse (considerate stupide ma molto utili nella costruzione del benessere di pochi). Un lungo “viaggio” mi ha portato a capire che l’essere umano Usa il concetto di Dio: per accusare e per difendere, per auto-abilitarsi a fare certe cose,per riuscire a perdonare e perdonarsi, per fare domande e cercare risposte, per darsi quelle risposte che nessun essere umano potrebbe mai dare. Non parlerò di religioni, sette, confraternite, congregazioni, e adepti vari…nè parlerò di fede e simili…è un terreno che ho già percorso ed in base alle mie esperienze porta solo in una direzione, quella già definita da chi stà ai vertici dell’organizzazione religiosa (di turno). C’è chi l’accetta e chi no, tutto qui. Il discorso con Dio, se mai ce ne fosse uno, io lo rimando a quando sarà,… in forma intima e privata ho in credito almeno un paio di spiegazioni. Per chi non ha mai affrontato nessun percorso religioso o spirituale, personalmente mi sento di sconsigliare entrambi, con alcune riserve a favore del secondo… considerando che potrebbe rivelarsi interessante il viaggio interiore e davvero stupefacenti alcuni incontri umani.

  • 10509
    silvia -

    Jena,ti chiedo davvero Scusa, ma m’irrigidisco molto sulla parola empatia. Purtroppo sono un pò puntigliosa su certe cose. Meriterebbe un capitolo a parte, ma vorrei precisare che per come la vedo io, l’empatia è qualcosa di più. Se si vuole usare come semplice complimento, va bene, ci può stare… ma per me l’empatia è davvero qualcos’altro, di molto più intimo e viscerale. E’ davvero difficile, per non dire impossibile, entrar dentro alla sofferenza/sentimento altrui. L’idea di provare ad entrare dentro alla sofferenza altrui o l’idea che qualcuno prova di entrare nella mia, mi ricorda troppo strizzacervelli e psicoanalisti conosciuti e…
    Penso, qui siamo più sul confronto di pensieri e stati d’animo, scambio di pensieri misti a qualche sensazione.

  • 10510
    jena plissken -

    Sì è vero,scoppiare in un pianto all’improvviso,in una situazione che rivivi mentre la vive un altro.Lo so scusa.Empatia è un mondo, è una condizione per me troppo inarrivabile,è un qualcosa di cui non saprei dire due parole,ma soltanto scoppiare in un pianto dirotto,arriva e picchia fortissimo,mi fa venire in mente reduci di guerra o di altre situazioni terribili o atroci…ma non si ferma lì,altre tragiche cose,anche meno violente che rivivi attraverso qualcun’altro,non lo so non l’avevo mai vissuta fino a poco tempo fa,non credevo potesse esistere…empatia.Empatia è forse il Natale 1914,dove i soldati inglesi e francesi e tedeschi dall’altra parte si riunirono in pace.Dio mandaci tanta empatia!E pure G.M.Volontè “Bastaaaa,con questa guerra di morti di fame contro morti di fame”,o qualcosa del genere.Ciao Silvia

  • 10511
    jena plissken -

    Quando in America ho stretto la mano nel ’93 ad un reduce del Vietnam ad un banco che chiedeva offerte ho sentito qualcosa di inspiegabile,di inesprimibile,è una sensazione drammatica,fu come una scossa,fu un momento breve ma intenso.siamo reduci,di qualcosa siamo sempre reduci.

  • 10512
    silvia -

    La tua reazione è giusta,non mi stupisce,in un certo senso potevo immaginarla. Il mio poteva/può esser percepito anche come una sorta di attacco,anche se in realtà è solo una mia forma di difesa (uno tra i tanti regalini,eredità di traumi vissuti). E’ brutto,lo sò,ma mi capita di reagire così,m’irrigidisco molto quando una persona m’avvicina a certi tasti,anche involontariamente e senza cattiveria. E’ un limite mio,ne sono consapevole. Mi spiace se ti ho generato malumore o peggio, di certo non hai bisogno di supplementari sensazioni negative.

    Sull’empatia varie correnti di pensiero hanno detto la loro. Per Freud l’empatia è più o meno sinonimo di immedesimazione. La scoperta dei neuroni mirror o neuroni specchio prova a dare una spiegazione scientifica al fenomeno dell’empatia rivelandone una base biologica. Smith economista-filosofo del 700 notò il meccanismo d’identificazione, paragonandolo al “piacere di vedere la felicità negli altri”. Chi interessato può fare una propria ricerca approfondita o non,e troverà date,nomi,pensieri,esperienze,nozioni,sperimentazioni,ecc. Ma alla fine non è poi molto importante.
    Più comunemente,il suo significato nel quotidiano è del “mettersi nei panni altrui”. Mi pare,oggi,empatia sia diventata una sorta di parola rivestimento, per tutto ciò che ha a che fare con l’adesione ad una”congregazione-umana”, ma è anche una parola infilata un pò ovunque e te la vedi sbucare in ogni campo. Il linguaggio si è come saturato,e il suo sfaccettato mondo di significati si è come ridotto ad una sorta di “partecipazione con invito”.
    Ma l’empatia è forse la rappresentazione più palpabile dell’incontro umano che permette comprensione e condivisione emotiva. Questa esperienza,all’apparenza tanto semplice e naturale,è in realtà così impregnata di significati che è difficile definirla con un peso specifico misurabile. Forse è anche per questo che il termine empatia si è s/fortunatamente diffuso abbastanza velocemente in troppi contesti. Percepire qualcosa di cosi sfaccettato e complesso e non riuscire ad accettare che diventi una razione quotidiana di leggerezza, unitamente a fatti più intimi e personali, può portare alcune persone ad aver reazioni anche poco capibili che mostrano un’atteggiamento quasi di rifiuto verso l'(ab)uso del termine.
    In sintesi,penso l’empatia è una componente/strumento del nostro sentire… e non è solo dolorosa. A volte vi può essere l’interferenza di altre componenti del sentire, ad esempio i nostri bisogni di essere capiti. Le delusioni in questo senso possono generare anche molta rabbia, scoraggiamento, solitudine, isolamento.

    Un sincero saluto

  • 10513
    jena plissken -

    Sì,alcuni ne parlano come di una sorta di addestramento della Cia o del Kgb per leggere nei pensieri di sventurati vari.E’una sensazione che arriva come un lampo,ma spesso non è affatto un modo per socializzare,o per iniziare una grande amicizia,o per poter incoraggiare o dare aiuto.Mi capitò di piangere per la parte finale di un film “Birdy le ali della libertà”,non so se si possa parlare di empatia per un film.Ciao un caro saluto

  • 10514
    Piergiorgio -

    Ciao Marina, la solitudine la sento anche quando sono in mezzo alla gente. Spero che col tempo si faccia sentire meno. La botta più forte la sento però quando mi ritrovo la sera, da solo davanti al computer, un po’ prima di andare a letto. Ciao amica cara, ci sentiamo su queste pagine.

  • 10515
    jena plissken -

    Live is life.

  • 10516
    silvia -

    Quel film è lacerante e straordinario insieme… non sò come dire, ma riesce ad evocare in me tantissime cose. Difficile pensare che dopo anni sia ancora tra i mie film, tra quelli che amo di più e che a volte ho anche una (in)spiegabile paura di rivedere. C’è la tragedia del dolore, l’estraniamento, il silenzio,… ma c’è anche una fortissima amicizia, la speranza, un sogno. E’ davvero un viaggio di sensazioni e cose che affiorano. Io non sò se si possa parlare di empatia per un film, come non sò se si possa parlare di empatia per un quadro. Per quanto riguarda me, so per certo che alcuni mi evocano davvero cose forti… brutte e qualcuna bella. Ma per quanto io mi senta vicina all’arte ed anche ad un certo tipo di film, forse per ciò che riescono a darmi e a tirarmi fuori,… da spettatrice-solitaria li vivo un pò come mondi chiusi, dove l’unica e reale possibilità di empatia(comprensione emotiva) è con me stessa. E’ un pò come (ri)sentirsi dentro ad una setta… Però,sinceramente,se dovessi parlare di empatia(condivisione emotiva) con questi mondi, no, immedesimazione forse. Per me, la forma di empatia che vale la vita, è con esseri viventi e caldi : persone, a volte anche animali, comunque esseri che hanno la reale possibilità di reagire a degli stimoli o lo si può perlomeno sperare. Quando questi stimoli portano “esseri caldi” ad una speciale sintonia emotiva, non è l’empatia nella sua forma più rara, ma insomma… magari non è la strada chiusa.

  • 10517
    jena plissken -

    Ciao Silvia sono parole molto belle.Io sono certo che quella che sto vivendo sia probabilmente la realtà,ma non certo la verità,quindi soffrire,faticare,piangere hanno un significato ben diverso e riesco a portare la croce,forse fino ad un altra Pasqua,ma la verità è ben diversa da tutto questo,per questo vivo sempre al domani,non nell’ozio e nella noia,ma nell’ansia e nella gioia del domani.E’quello che vivo,la verità si erge…. un presente tragico,doloroso ed a volte tranquillo,simpatico ma ciò che vivo è ciò che sono e ciò che vivrò,un pò come i ratei ed i risconti di quando studiavo addormentato a scuola.Insomma Silvia,Buck,Eme sognate il futuro,sognate la vostra gioia e amore che appartengono molto al domani, al domani,per me è Fede,ma pure spiritualità,i nostri sogni si avvereranno.Ciao cari amici.E’ quello che mi sentivo di dirvi,imbevuto un pò di grappa lo ammetto.

  • 10518
    jena plissken -

    A volte mi fermo ad un bar per un uiscaccio o anche due,a volte due grappe,un bar vicino a casa mia ha una grappa fredda buonissima.mi sento molto solo,parlo davanti allo specchio come quello scemo di Travis Byckle e sono diventato un misantropo,adesso odio tutti gli aristocratici di sinistra,anche un pò i frikkettoni,specie quelli con i soldi,non sopporto gli islamici,sì forse non è giusto ma insomma.non trovo lavoro,ma insisto,voglio bene agli animali,specie ai cani,ma a tutti,voglio bene alle persone ma mi becco spesso stilettate,allora torno sulla mia misantropia.ammiro i proletari sia di sinistra che di destra.Ho paura della solitudine e dei fantasmi,e credo che se non conoscerò l’anima gemella presto non succederà più…la donna dei miei sogni è Cybil Bennet (Silent Hill) oppure Diane Lane,mi sta antipatica Federica Pellegrini.Ecco ora ho starò zitto almeno per un mese.bà,Moh???Io non ci capisco più niente,ma che succede?Buck che succede?Intervieni!!! ogni giorno che passa mi sento andar giù spiaccicato,speriamo che ci sia un miracolo non ce la fo più.ciao a tutti

  • 10519
    marina -

    jena ,non è bevendo che si risolvono i problemi ,incomincia ad eliminare l’alcool ,prega di trovare un lavoretto, poi sono sicura che piano piano troverai anche l’anima gemella!! I fantasmi e la solitudine bè per questo ci vuole molto lavoro da fare !!! Ele un abbraccio tesoro 🙂 Piergiorgio…… come ti capisco!!! ciao

  • 10520
    salina3 -

    Purtroppo già da un bel po’ di tempo la penso come Beppino.
    Da anni penso al suicidio fin da piccola per abusi che ho subito da un pedofilo, ma sono sempre riuscita a non arrivare alla fine.
    ORa ho quasi 30 anni e il problema principale è che non riesco a trovare lavoro e questo forse mi abbatte ancora di più, perchè mentre prima soffrivo e a volte soffro ancora a causa degli altri, ora invece è il lavoro che manca e mi fà sentire una fallita, perchè anche se oggettivamente parlando faccio bene i test e i colloqui, da un po’ di tempo mi passano avanti persone meno brave di me, ma forse più sicure di se stesse o semplicemnte più fortunate.
    Ecco forse la questione è solo questa, sono sfigata , un’infanzia da dimenticare e un futuro che non vedo e uno presente da schifo.

    Spero solo di morire presto, se la mia vita è destinata ad essere sempre così.

    Forse è duro scrivere tutto ciò,ma non posso dirlo ogni giorno ed ogni tanto ho bisogno di scaricare la mia rabbia.

    Odio tutto, anche se avrei un cuore grande per amare tutti, ma la vita è troppo brutta per restare sempre uguali.

  • 10521
    jena plissken -

    Grazie Marina,mah l’alcool quasi mai ma quando sono giù entro in un bar e partono 3-4 bicchierini,grappa,uischino ecc…anche smettere con le sigarette non è facile.mah vediamo.sto studiando inglese e computer,da giugno mi butto per un lavoro 24h su 24,prima ho impegni importanti.Grazie ciao

  • 10522
    jena plissken -

    Mi dispiace soltanto di non essere morto a Vukovar nel 1991.Da allora soltanto merda.

  • 10523
    jena plissken -

    Devo smettere con il fiasco.ce la farò.ciao a tutti

  • 10524
    marina -

    jena alias davide ,è vero è difficile smettere anche di fumare (io fumo e non ho nessuna intezione di smettere),ma l’alccol non è un buon amico ,e come dici tu la sera quando ti senti giù passi al bar!!!!Guarda io ho passato quasi tutta la mia vita a pregare di morire ,negli ultimi 7 anni poi ho tentato anche di eliminarmi (non ti stò a dire ne come ne quante volte ne come mi sono salvata ),ma ora nonostante la vita mi mette ancora a dura prova ….ringrazio Dio di vivere e si che la depressione bipolare maniaco suicida autodistruttiva (questa la diagnosi),non è cosa da poco ,ma ne sono uscita indenne !!!! Salvati finche sei in tempo ,sei giovane !!!! ciao

  • 10525
    jena plissken -

    Grazie Marina,ciao

  • 10526
    silvia -

    Ciao Marina,ciao Jena,non è facile affrontare certe cose qui,cosi.Alle volte si entra in una”spirale perversa”(per dirla con le parole dell’unico medico che ha avuto la mia stima)dalla quale è difficile uscire(io lo sò per altri versi),difficile ma non impossibile.Io ho abbastanza paura dell’alcool,ho visto cosa può fare sulle persone ed è difficile.Quando una persona che è abituata a bere inizia a bere,se cerchi di fermarla spesso diventa (un pò?)aggressiva,oppure capita che t’invita a condividere bicchiere dopo bicchiere.Quando ha bevuto molto,ma non abbastanza da caderti a terra,non sai che fare,stai lì e l’unica certezza è che non capisce una sola parola di quello che gli stai dicendo.E il giorno dopo magari nemmeno si ricorda o ha un ricordo annebbiato di ciò che è realmente successo.E lì capisci che l’alcool oltre a non cancellare il passato impedisce di vivere il presente.L’alcool in piccole quantità ha un effetto stimolante,procura una sensazione di euforia e una sorta di strano benessere ti pervade,ma in realtà l’alcool ha sempre un effetto depressivo anche in quantità non elevatissima(il comune bicchierino di troppo)e te ne accorgi perchè una sensazione di intorpidimento prende il posto dell’euforia iniziale.E’ un forte depressore del sistema nervoso centrale,va ad agire proprio sulle sinapsi(collegamenti tra neuroni).Quantità elevate di alcool producono effetti sedativi e anche narcotizzanti.Ma oltre ai danni su corpo e mente di una persona l’alcool fa di peggio,può rendere una persona davvero irriconoscibile,può trasformarla a tal punto che inizi ad averne paura,paura anche di una persona che eri sicura mai ti avrebbe fatto del male.L’alcool purtroppo trasforma e trasforma in peggio.E’in grado di”uccidere”anche molto lentamente e spesso lo fa in maniera subdola. Ma.. ho conosciuto una persona che ne è uscita.E’ stato in clinica due volte,ha dovuto,non poteva restare nella famiglia e nella situazione che lo “portava”a bere.Non è italiano,nel suo paese s’inizia a bere giovanissimi,è un modo per stare in compagnia,per socializzare,chi non beve è quasi un emarginato o è considerato “uno diverso”.Poi ci si isola comunque perchè bere non è socializzare,e si continua a bere anche da soli per non pensare,al passato al futuro e a tutte le cose che non vanno nella propria vita presente.In certi paesi l’alcolismo è una vera piaga sociale.Quando è venuto in italia ricordo che ho fatto una torta,avevo messo 2 cucchiai di liquore tipo anice(è molto profumato e si usa spesso in pasticceria per aromatizzare un dolce),se n’è accorto alla prima fetta che c’era dell’alcool! Io non conoscevo questa parte del suo passato,se avessi saputo non ne avrei messo nemmeno una goccia.Lui ha lavorato anni in un laboratorio di pasticceria al suo paese,io volevo solo fare qualcosa di particolare all’altezza di un pasticcere diciamo cosi,e invece l’unica cosa particolare è stata questa scoperta.Adesso sò (davvero)che dietro ad un astemio può esserci un ex alcolista.

  • 10527
    silvia -

    Come ho detto all’inizio è davvero molto difficile affrontare certe cose qui,cosi. Ma se le parole servono ancora a qualcosa in questo cavolo di mondo marcio: ho visto che dalla dipendenza da alcool si può uscire, ho visto che dalla dipendenza da psicofarmaci si può uscire e questo sulla mia pelle (farmaci pesanti che non riuscivo ad orientarmi nè a ricordare l’anno in corso, ero ridotta peggio di mia nonna con l’alzheimer!). “Uscire”da altri problemi di personalità e dell’anima la cosa è un pò più complessa, ma da una dipendenza/abuso di sostanze (che sia alcool, psicofarmaci, ecc) si può uscire. E questo è il primo passo,credo. Poi piano piano verso il resto…si spera.

  • 10528
    marina -

    Condivido in pieno quello che hai scritto Silvia!Anche io ho conosciuto uno persona, che come dici tu ……….(non stò a ripetere ),lui era molto buono il classico anima gemella (ne ero innamorata) poi ho scoperto che beveva e beveva sempre di più,e quando era ubriaco …..era una belva ,mi picchiava e poi si pentiva ,mi scongiurava di perdonarlo e che non l’avrebbe fatto mai più.Era sempre la stessa storia ,ma non riuscivo a lasciarlo perchè mi minacciava ,mi avrebbe ammazzato!!! Poi sfortunatamente una malattia in famiglia a fatto si che io piano piano mi allontanassi da lui ,in quel periodo si è consolato con una romena e se ne andato MENO MALE!!! Per una serie di circostanze portatemi dalla mia vita sono caduta in depressione ,anche io (astemia )ho incominciato a bere in piccole quantità alccol che però mischiato a tutti gli antidepressivi che prendevo e senza mangiare ,mi hanno portata a cadere talmente in basso a diventare una larva umana da non capire più nulla e ci stavo bene così.Era quello che mi meritavo e era anche un modo per levarmi di torno ,era anche un modo finalmente per morire e stare in pace ,quella pace che non avevo mai avuto!Ma non era quella la strada ….. ora lo sò!! :-)e sai dove ho trovato la strada giusta per iniziare un nuovo percorso??? Quì !! nel lontano 2008 quando ho incominciato a scrivere per la prima volta ,allora ero molto arrabiata che litigavo con tutti …e proprio quì ho conosciuto una persona che mi ha preso per il collo e mi a tirato sù.Strano vero???è stato il mio ultimo tentativo di suicidio ,la disperazione un susseguirsi di cose (anche preghiere)che ho incominciato a dare ascolto ai mio psicologo psichiatra ,psicofarmaci puntuali niente alcool .Questa persona mi è stata vicino sempre virtualmente ,ricordo che lo chiavo in qualsiasi momento di disperazione ,ma finalmente ora posso dire di avercela fatta !!!:-) La mia pace ,la mia serenità l’ho conquistata è stata dura molto dura !!! E ti dirò di più è un piacere adesse bere un bicchier di vino in santa pace durante un pranzo o una festa ecc .. non era di quello che dovevo avere paura ,ma di me stessa ,ma ho vinto io ! scusa se mi sono prolungata trppo con il mio io . ciao DAvide dove sei???

  • 10529
    jena plissken -

    Marina se hai quel disturbo che mi hai detto bevi zero,rischi sennò la fase dissociativa,perdi ogni equilibrio ma non solo,spariscono il timore,la paura e la pura indifferenza e l’intorpedimento arrivano,quindi nuoti in un fiume di coccodrilli senza alcuna emozione.non bere.

  • 10530
    jena plissken -

    Però anche se non credete nell’Amore di Dio ed a volte è difficile crederci secondo me esiste una giustizia infinita,che agisce,io ho avuto momenti bellissimi e sono certo che torneranno,”ormai è finita”mai dirlo,mai fare troppa autoironia e compiangersi,poi Marina visto che sei in parte credente prova a spingersi sempre più nella fede,io ho visto dei miglioramenti in persone che pensavano di essere già sottoterra,miglioramenti incredibili.Quindi non bere,pazienza gli psicofarmaci,una persona che conosco epilettica sta costruendosi una nuova vita eppure tempo fa era ridotto male,come pessimismo,non vedeva vie d’uscita era umiliato ed adesso invece…Io in passato ho chiesto a Dio,e lui mi ha ascoltato,parecchie cose,anche se non le più importanti (il grande amore)…non dire mai,ormai.Tutto può accadere,anche nel bello.Il mondo lo vedi è quello che è e tutti noi dobbiamo morire prima o poi,ma niente ci può togliere la speranza,per me la certezza…Io per esempio presto inizierò il Krav Maga nuoterò un chilometro o due in mare,mi tufferò da 25 metri,forse mi sposerò,guarda ho conosciuto persone miracolate,dobbiamo credere.ciao

  • 10531
    marina -

    Jena ,io ne sono fuori ormai da 3anni ,stò benissimo ,sono serena e se ho scritto quelle cose e per essere di aiuto a qualcono se serve !!!! La mia vita era e dico era un disastro ora la mia vita (nonostante sia di merda) è tutta un scoprire di cose che prima non vedevo!!! Tu mi hai frainteso io non bevo ,ti verrei a dire a te di non bere ???? l’alcool ti uccide !!!!!!!!!!!!!!!!!Ora io voglio vivereeee quella poca vita che mi è rimasta!!! ciao Davide

  • 10532
    jena plissken -

    Ah scusami Marina non avevo capito,il pericolo maggiore dell’alcool è fermarsi ad un bar o più di uno e trincare,come ho fatto spesso,.Non avevo capito scusa,ora ho smesso con le sigarette,e penso anche con l’alcool,sto facendo grandi sforzi per il lavoro e per cercare un pò di gioia.grazie,ciao.L’alcool è un vero disastro sta crescendo sempre più.

  • 10533
    jena plissken -

    Ho smesso da più di un anno e mezzo di fare la boxe.sì faccio altre tecniche marziali,ma la boxe mi manca troppo.La paura arrivava un istante quando mi mettevo il casco ed il paradenti,in quel momento c’era un botto dentro di mè e guardavo l’altro che entrava sul ring.Quando poi sei nell’angolo e sta per suonare la campanella anche se scarso mi sentivo un treno,se hai paura in quel momento devi uscire e andare via.ma non è mai successo,botte da orbi,Cristo che tempi sentivo la mia parte nordica uscire e urlare battaglia.Tornerei a bossare,ma ho 41,mah si vedrà forse presto torno.Così niente alcol ne sigarette.Ho un tatuaggio che solo gli irish possono portare,un omino verde con la bombetta che sta in guardia.Saluti e baci a tutti

  • 10534
    jena plissken -

    Il discorso della parte “nordica”-“celtica è legata ad una leggenda quella del Banshee,ovviamente orgoglioso della parte italica che è in me,entrambe cattoliche.Se non ammiriamo i miti della natura,della storia,della lotta,cosa resta l’amore?Io non credo nell’amore,per esperienza personale,sì nell’affetto sì,nell’amicizia fraterna sì,ma l’amore lei venne da me promettendomi e chiedendomi amore eterno e poi dopo un pò…”Sai io devo pensarci un pò” e di lì sono stato sempre peggio,meno male che ancora c’era la boxe ed il mare.

  • 10535
    jena plissken -

    Suicidi solo suicidi è troppo tragico,spero di andarmene presto come il giocatore del Livorno.E’troppo tragico schiantare in un momento non voglio altro.Come sto vivendo,no,no basta se Dio mi vede e mi vuol bene mi faccia crepare anche stasera.

  • 10536
    Piergiorgio -

    Perchè non scrive più nessuno?

  • 10537
    roberto -

    ciao
    ho scritto già su questo forum 2 anni fa poi ho smesso, ma la mia situazione non è cambiata di molto, continuo a soffrire di lunghi periodi depressivi, durante i quali l’idea del suicidio diventa come un ossessione, non riesco a smettere di pensarci, immagino il modo, le cose da fare prima e persino le possibili reazioni del dopo, alla fine è sempre la paura che mi blocca, poi il periodo depressivo passa e mi sento quasi come un sopravvissuto, ma quando ci ricado ho l’impressione che sia sempre peggio della volta precedente e la mia paura diventa quella di trovare il coraggio per il gesto estremo. non so cosa fare, non riesco a parlarne con altre persone, solo di recente sono riuscito ad accennare a qualcuno del mio problema di depressione, ma l’argomento suicidio resta tabù, è più forte di me. solo in questa fora anonima riesco a condividere quello che provo con altre persone che suppongo abbiano il mio stesso problema. quindi se avete qualcosa da dirmi o suggerirmi vi ringrazio

  • 10538
    Antonio -

    Coraggio Roberto;
    La tua Paura finora ti ha salvato!
    Non credo che esistano motivi così forti per farti rinunciare di far sentire al mondo la tua voce.
    Temi sempre la morte come ultima soluzione al tuo problema e diffida da coloro che la inneggiano. Sforzati a trovare altre soluzioni per uscire dalla stanza in cui ti sei chiuso solo tu puoi avere la chiave.
    Qualche proposta che ti esorterà a trovare una strada diversa e corretta forse la troverai proprio in queste pagine.
    In bocca al lupo

  • 10539
    jena plissken -

    Penso che non devi pensarci perchè credo che sia vero che le cose buone accadono come quelle meno buone.La depressione si può guarire,devi farti coraggio,il “dramma del sopravvissuto”,alias PTSD è ben diverso,io non penso tu soffra di questo. Coraggio,la paura di morire come quella di vivere sono in equilibrio,quando abbiamo paura di vivere puo capitare la depressione e quando capita la depressione abbiamo paura di morire.Supera questo momento,magari chiedi aiuto,non credo sia possibile farcela da soli.Ciao Silvia scusate ho sclerato ero tutte le sere al bar e poi sul blog.sorry

  • 10540
    Ele -

    Ciao Piergiorgio, come va, come stai? Anch’io mi domandavo perchè non scrivesse più nessuno.. Ogni tanto davo un’occhiata e mi sentivo un pò più sola… Sono contenta di aver trovato il tuo post.
    Ciao Roberto, sono su questo forum da circa un anno e “parlare” con gli altri mi ha aiutato tanto, a non sentirmi diversa, a trovare la forza di tornare in terapia, a darmi una smossa. A fine ottobre però ho avuto un episodio brutto brutto… Mi hanno salvata, imiei porti sicuri insieme ai vigili del fuoco e al 118.. Qualche giorno di ospedale, poi la dimissione con la diagnosi: depressione reattiva e la prescrizione di prendere gli psicofarmaci. In effetti da sola non ce l’avrei fatta a gestire i picchi di disperazione. Adesso sono sedata quanto meno sugli effetti devastanti a volte dei miei momenti bui, sto lavorando invece sulle cause con la terapia, non è facile ma per la prima volta dopo tanto tempo trovo possibile una svolta. Poi certo arrivano degli episodi scoraggianti e mi sembra di dover ricominciare da capo, ma forse riparto sempre qualche da centimetro più in avanti..
    E voi come state? Buck, Dago 44, Eme, Marina, David, Silvia, Marquito?
    Un abbraccio.

  • 10541
    Eme -

    Presente :)! Un abbraccio Ele.

  • 10542
    Piergiorgio -

    Cara Ele a me le cose vanno abbastanza bene, ho qualche picco di solitudine ma tutto sommato sto bene. Sono contento che con coraggio continui a lottare per migliorare la tua situazione. Nella vita bisogna essere così, dei guerrieri che non si arrendono. Se hai bisogno di una parola sappi che io sono qui. Ci sentiamo su queste pagine. Ciao, un bacio.

  • 10543
    jena plissken -

    Cara Ele,non ti abbattere,non aver paura di non guarire,la tua è voglia di vivere di amare di incontrare e di aver fiducia in tutti.Se non sei credente parla cmq al Cielo,a qualcuno che ti ama,perchè la giustizia esiste,e la tua lotta per vivere e amare non resterà inascoltata,credi in ogni momento.ciao

  • 10544
    Marquito -

    Ciao Ele 🙂
    E’ già da qualche mese che mi sono allontanato dal forum e mi sono un tantino commosso quando ho letto che qualcuno si ricordavava ancora di me. Purtroppo, di tanto in tanto, piombano qui dentro degli esaltati ammalati di protagonismo, che trasformano il dibattito sul suicidio in un dibattito su loro stessi, sulle loro ossessioni, sulle loro idiosincrasie e sulle loro malattie … Io a un certo punto ne ho avuto veramente abbastanza, anche perché l’aggressività di certa gente era divenuta assolutamente insopportabile.
    Adesso spero che tutto sia tornato alla normalità. Sarebbe bello che questo forum tornasse ad essere un punto di aggregazione e di sostegno fra le persone sofferenti e le persone che hanno tanto sofferto.
    Un abbraccio.

  • 10545
    jena plissken -

    In effetti ho dovuto inviare nel mio cervello truppe speciali a sedare una rivolta di esagitati che creavano casini.L’alcool ha regnato per mesi e mesi,adesso regna la calma.saluto tutti e Buck,Eme,Silvia,Ele e Marina.ciao a tutti

  • 10546
    Marquito -

    Ciao Jena; mi fa piacere che ti senti meglio … Quando ho parlato del mio esilio volontario non mi stavo affatto riferendo a te.
    Buck; che fine hai fatto ? Come stai, Marina ?

  • 10547
    roberto -

    ciao
    per cominciare voglio ringraziarvi per aver risposto al mio commento, leggendo su questo forum ho potuto notare una conoscenza pregressa tra coloro che lo frequentano, ma ho notato con piacere che avete accettato di buon grado la mia intrusione
    tornando al nostro argomento di discussione credo di dovermi spiegare meglio il mio concetto di paura legata al suicidio. il mio timore non è legato al salto nel buio che la morte rappresenta, bensi all’eredità che lascerebbe un gesto suicida. credo infatti che nella morte le sofferenze maggiori siano per quelli che sopravvivono alle persone che amano, e il terrore che blocca l’impulso di lanciarmi dalla finestra che avverto quasi come una forza d’attrazione durante i miei momenti più bui è dato dal pensiero che questo mio gesto possa far piombare anche una sola delle persone a me care in un dolore simile, o addirittura peggiore, di quello che affligge la mia vita
    quello che dunque cerco di capire è come spezzare questo circolo vizioso che mi porta a perpetuare un esistenza che è solo fonte di dolore e frustrazione. ho 26 anni e non ce la faccio ad andare avanti cosi, ho un disperato bisogno di aiuto ma il massimo che sono riuscito a fare e scrivere qualche messaggio su questo forum!!!
    scusatemi se mi sono dilungato troppo grazie ancora per l’attenzione

  • 10548
    jena plissken -

    Grazie Marquito per avermelo detto,ero ansioso di dare consigli ma ero il primo ad averne bisogno.Roberto il suicidio mai,tutto quello che hai detto è giusto.Se la tua è depressione stai tranquillo ne sono uscito,poi tanto tempo dopo è tornato ma tutta un’altra cosa,il PTSD appunto.Io ti consiglio Pisa,devi trovare un aiuto medico,ma non pensare a cose brutte,la tua vita non è ancora cominciata,purtroppo nella sofferenza sì,però se ti aiuti troverai un aiuto,purtroppo la depressione è anche questo,anche umiliazione lo so.Non si deve mai parlare d’inferno ultraterreno(è deleterio,fa stare molto più male chi soffre,come schiacciato da due macigni)ma per chi resta hai ragione per chi ti ama,non si merita di perderti…La vita ha una certa armonia credo,starai meglio,e quando starai meglio e poi bene ti dirai,magari accanto al tuo amore,alla tua dolce metà,ti dirai che scemo sarei stato.Fidati,ancora un pò,io sono contento di vivere.In questi momenti dolorosi cerca di sognare cose belle spesso poi arrivano.

  • 10549
    Silvia -

    Ciao Roberto,
    purtroppo l’argomento suicidio è ancora una specie di “tabù”, tra la gente comune ma non solo. Ci son persone che pur avendo avuto familiari che hanno scelto di terminare la propria esistenza suicidandosi non ne parlano, è come se avessero cancellato insieme alle parole morto-suicida e suicidio anche la persona che lo ha realizzato (mio zio). Altri invece continuano a mostrare il loro profondo star male,e ogni giorno successivo al gesto estremo del loro caro lo passano a chiedere/si perché, a cercare un colpevole, la causa, il motivo di quella scelta. Credo che per molti il suicidio sia ancora un qualcosa di non comprensibile che fa paura: come chi lo ha compiuto, cosi chi ha tentato, chi ci pensa, chi ci ha pensato fa paura. A volte senti persone che commentano un’articolo di giornale, la cronaca di un morto suicida sembra attirare l’attenzione di alcuni, ma poi, spesso, i commenti che le orecchie si trovano ad udire sono…bla bla bla bla. Allora capita di avvertire davvero tanta distanza da quelle parole che sembrano solo sputate lì tanto per ammazzare il tempo.
    Ciò che potrei dirti io è di non stupirti quando ti capita di sentirti mentalmente solo fra la gente. Tra molti individui qualcuno diverso dalla massa e dotato di una sensibilità superiore c’è sicuramente, se ti capita d’incontrare tale individuo forse val la pena approfondire la conoscenza. Spesso é difficile parlare con altre persone di quello che si prova, figuriamoci condividere, ma se di base percepisci una sensibilità simile é un po’ più facile. In forma anonima, sì, all’inizio è più semplice, a volte va bene per un po’, ma non lasciare che sia la SOLA forma. Condividere certi pensieri e stati d’animo con una persona che sai chi è, come questa sa chi sei tu, ha un altro sapore, lascia sensazioni diverse, permette d’intravedere spiragli diversi.
    Io non conosco gli esatti motivi del tuo star male nella vita, ma capisco che c’è dolore. Se hai già accennato a qualcuno del tuo problema di depressione e se percepisci di poter andare oltre a rivelargli certi tuoi pensieri forse è giunto il momento. Non è detto che possa capirti, non è detto che possa aiutarti ma credo tu possa provare a parlargli. E se questo qualcuno dovesse dimostrarti di voler prendere le distanze da te, vai oltre, devi andare oltre. Non tutte le persone sono indifferenti al dolore altrui, anche se il mondo porta le persone ad indurirsi molto per sopravvivere, alcuni conservano una sorta di primordiale forma d’umanità che li spinge verso i propri simili in una maniera diversa dall’uso-consumo dell’altro.

    Se ti preoccupi del dolore che potresti causare nelle persone a te care, attorno a te c’è affetto, lo percepisci. Non lo buttare.

    Grazie a te, dei tuoi pensieri (espressi con una gentilezza non comune:) ).

  • 10550
    silvia -

    Ciao Jena, Eme, Ele, Marina… Un saluto e un grazie 🙂

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