Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso
14.956 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

ciao a tutti, fenice, non ho ancora capito quale sia il tuo problema.
forse sarai in disaccordo con quanto si dice con molte persone che esprimono il loro stato d’animo; non saresti la prima e neanche l’ultima.
qui non ci sono persone migliori o peggiori di altre, si cerca tuttavia tramite, le parole di ricercare un minimo di serenità.
non è mia intenzione criticarti, anzi mi piacerebbe conoscere ancora meglio il tuo punto di vista.
ciao
Amici, ho la coscienza sporca, neanche un saluto negli ultimi giorni. E voi invece che continuate a scrivere cose così belle, così profonde. Sto facendo un lavoro con gente lontana, con un altro fuso orario, e la notte la passo a dialogare con loro e di giorno lavoro per quelli che pagano (poco) secondo questo fuso orario qui e sono ridotta mentalmente come uno zombie. Non so più qual’è la mia lingua, quel po’ che dormo sogno in altre lingue, oppure di non riuscire più a parlare affatto. Chi dovrebbe lucrare qui? Se ce ne fosse un pochino anche per me, mi posso associare? Arabafenice, mi dici come si fa a lucrare se lo hai scoperto?
TANCAMALA, se chiudo gli occhi vedo la tua Terra-mala… altro che faro, vecchio amico, non sono neppure un lumicino, una candelina di compleanno è un sole al mio confronto, sto implodendo.
FLEXO, è come se ti avessi già ascoltato e ti dò pienamente ragione, dovrei allentare il ritmo, ma non è facile quando ci si trova dentro.
NOBODY, ci sono. GILDA, sei sempre così bella. MARINA, ti ammiro per la tua capacità di lottare. KEVIN, non sono ancora riuscita a scriverti un rigo diretto, ti leggo, ti saluto caramente. DAGO44 ricambio il tuo saluto anche se con ritardo.
A tutti distintamente un (confuso) pensiero.
Ciao FLEXO. Com’è bello leggere i tuoi pensieri, le tue riflessioni sulla vita, sul dolore, sull’esistenza umana. Così precaria, a volte così tormentata, ma proprio per questo “umana”. Te l’ho già detto, ma voglio ripetermi: il tuo spessore, la profondità delle tue parole, rivelano che sei una persona estremamente ricca interiormente, con una grande capacità di analisi e una sensibilità fuori dal comune. Sono contenta che ci siamo incontrati in questo luogo e che abbiamo la possibilità di parlare fra noi, di scambiarci pensieri, stati d’animo, sensazioni. Sai, la frase di De Andrè che hai citato è impressa in modo indelebile dentro di me e ogni volta che piove ci penso. E ci penso ogni volta che vorrei piangere. E ci penso ogni volta che sento di non poterlo fare per uno stupido orgoglio o senso di imbarazzo. Ho sempre nascosto le mie lacrime, per non mostrarmi troppo fragile. Quando ero più piccola quando stavo male mi chiudevo nella mia camera e piangevo in silenzio, da sola, la notte. Nessuno mi poteva vedere, nessuno mi poteva sentire. Ancora oggi mi è rimasto questo senso di vergogna nel piangere e nel mostrare il mio dolore. E quando penso ai versi di De Andrè sento che mi si scioglie qualcosa nel cuore. E mi piace bagnarmi sotto la pioggia, lasciar cadere le gocce sui miei capelli, sulla mia pelle. Ti capisco bene, caro Flexo, quando dici che il dolore per te è un modo di sentirti vivo. Le emozioni che si provano attraverso il dolore sono estreme, fortissime e, per quanto facciano stare male, danno un illusorio senso di vitalità. Illusorio perchè dura un attimo. Perchè la disperazione ha sempre la meglio. E il passo fra la disperazione e la morte a volte è troppo breve. Anche io ho detto che spesso mi sembra di non riuscire a pensare alla mia vita senza il dolore. Ormai fa parte di me, è connaturato alla mia esistenza. Non cerco più di scacciarlo. Ma solo di non soccombere. Il dolore più forte per me è veder soffrire chi amo. Mi uccide. Mi spezza il cuore
e non esiste alcun’altra sofferenza in grado di farmi stare così male. Mi lascia senza fiato, in un limbo di impotenza e senso di perdita. Comprendo molto bene la situazione che stai vivendo e ti sono vicina. Un abbraccio.
Ciao KEVIN. Grazie per il tuo sostegno. Vale anche per te quello che ho detto a Flexo. Credo che tu abbia una sensibilità estrema, che ti permette di entrare in risonanza con i dolori degli altri. Mi sento molto capita da te. Però voglio dirti che spesso le persone che ci fanno soffrire non lo fanno apposta. Hanno anche loro dei limiti e talvolta non si rendono conto di quanto possono far del male con le loro parole o i loro comportamenti. Almeno questa è la spiegazione che mi do io, perchè pensarla diversamente sarebbe atroce. Significherebbe che dietro c’è un’intenzionalità, che la cattiveria sarebbe gratuita. E questo non lo voglio credere. Per nessuno. Sai, ho passato anche io bruttissimi momenti in cui ho distrutto oggetti e mobili. A casa mia ho spaccato tre porte chiuse: una l’ho rotta con un calcio; ad un’altra ho spaccato la serratura con una spallata; la terza l’ho crepata a furia di tirare pugni. E considera che non arrivo a pesare 50 chili. Era solo rabbia. Una rabbia folle. Ora da questo punto di vista va meglio. Ti apprezzo molto, caro Kevin. Ciao.
ANTY, mi dispiace che stai così male. E’ vero, gli errori si pagano cari e tornano continuamente a tormentarci e a renderci la vita un inferno. Ma credo anche che ci possano essere delle possibilità di recupero, in molti casi. Solo alla morte non c’è più rimedio. E allora vai, cerca di fare tutto quello che è in tuo potere per rimediare agli sbagli compiuti. Dici che hai avuto una bella vita. Prova a vedere perchè si è rovinata, ricercane le cause e, se è in tuo potere, prova a recuperare quelle parti che hai perso. Non ti sto dicendo che è semplice, ti sto solo dicendo che forse puoi ancora darti una possibilità. A presto.
NEVE, per te un abbraccio speciale.
Un saluto a tutti.
ciao Flexo, saluti a Tancamala ed a Kevin che hanno avuto parole di considerazione per le mie osservazioni.
Dunque: leggere, mi pare, qualche anno di corrispondenze tra di voi credo sia un’impresa che richiede “fede” e interesse; per questo, se non tutti, ho comunque cercato di leggere buona parte delle vostre corrispondenze per cercare, appunto come sarebbe dignitoso, di dire anch’io la mia in un luogo libero ed aperto come questo!
Ho notato che i post più critici e anche “dirompenti” e duri nei vostri confronti e verso chi più si commisera e si piange addosso sono sempre stati liquidati da molti di voi (e da alcuni che – come dicevo e penso – “lucrano” e si sentono quasi “dirigenti” e coordinatori di questo forum) in modo altrettanto duro e feroce.
Il metodo è all’incirca sempre quello: come si permettono quelli che alcuni di voi considerano “estranei” di dire la loro senza conoscere, senza “sapere” cos’è la sofferenza, l’istinto suicida, la depressione e il dolore??
Questo “leitmotiv” si ripete praticamente sempre, ogni qualvolta nuovi post arrivano da “sconosciuti” a dirvi che forse, senza voler sputare sentenze, il vostro tono, il vostro modo di porvi ed il vostro “piangervi addosso” potrebbe anche essere affrontato in modi diversi, che a volte alcuni di voi potrebbero non cogliere!
E dunque, alla fine, riuscite sempre a ricacciar fuori chiunque tenti di rompere quella specie di equilibrio perverso che siete riusciti a creare tra voi.
Tutto normale, tutto lecito, tutto ammissibile, a patto che si accetti e si ammetta tutti che luoghi come questo forum sono luoghi aperti, liberi, e soggetti solo ad una “moderazione” super partes alla quale voi nemmeno dovreste interessarvi.
Quindi, detto ciò, mi parrebbe inutile domandare a chi vi “rompe le uova nel paniere” come mai si permette di passare di qui ad offendervi o ad infastidirvi. Ognuno, come dice Kevin nel post qui sopra, e come dici tu, Flexo, ha i suoi motivi… (continua)
…perciò ogni tentativo di chiedersi perchè ognuno di voi, di noi, passa d qui e dice la sua dovrebbe essere evitato.
Detto ciò, mi pare che proprio tu, flexo, fai un’analisi perfetta dell’uso che ognuno fa di questo “luogo”. Si passa, si scrive, si cerca di cogliere un’idea, un consiglio,uno spunto per cercare di lenire o di risolvere i piccoli e grandi problemi esistenziali che a volte, tragicamente, portano a pensieri estremisti, come appunto quello del suicidio, che è l’argomento di partenza dal quale ognuno dice la propria.
In merito al tuo ultimo post,flexo, concordo ancora una volta con la maggior parte di quello che dici mentre invece non riesco a capire a cosa ti riferisci quando mi dici che tu non sei d’accordo con la maggior parte delle mie affermazioni. Non riesco a vedere quali affermazioni così decise io abbia fatto e tanto meno riesco a cogliere su cosa tu sia in disaccordo. Magari sare felice che ti spiegassi meglio.
Ringrazio della considerazione Tancamala che parla di egoismo positivo da considerare come una componente “giusta” e vitale della nostra personalità. Io volevo dire la stessa cosa a molti di voi: quelle che voi spesso chiamate ingiusitizie ed “insensiblità” degli altri che porterebbero molti di voi a sentirvi estranei, rifiutati e inadatti a stare “nel mondo” sono una patologica distorsione della VOSTRA realtà, che è reale in quanto vostra ma non è affatto reale… nella realtà! L’istinto di conservazione ed una dose di sano egoismo (che possono benissimo convivere nella stessa persona con aspetti di bontà, di sensibilità e di altruismo) sono i fattori determinanti alla sopravvivenza stessa del genere umano che, a differenza di quello animale, aggiunge all’istinto (sempre più atrofizzato) la componente “umana” appunto, che si chiama “pensiero”. Credersi inadatti o “troppo sensibili” per questo mondo sono distorsioni che hanno origini da sofferenze inaccettabili e spesso, guarda caso, da egoismi che non riescono… (continua)
FLEXO ho letto i tuoi ultimi post,molto profondi,pur con l’animo ferito molto reali mi piace molto come scrivi ti abbraccio amico mio.
TANCAMALA,il gabbiano di URAS grande come sempre,anche nell’assomigliarci ad animali nobili.Mi rende felice che tu mi abbia assomigliato ad un aquila è un animale che mi piace piu di altri.Un grande abbraccio ad ali spiegate anche a te amico mio.
MAI,ti ho lasciato un messaggio di posta su FACEBOOK,lo hai ricevuto?
FANNY lavoro a parte come stai?
UN SALUTO A TUTTI.DAGO44
..a vedere altro che “se stessi” come il centro del mondo, come se non sapessimo invece che per ognuno di noi alzarsi la mattina costituisce comunque fatica e sofferenza, a volte un vero e proprio dramma per la condizione in cui ci troviamo a vivere.
A Kevin vorrei dire… parlare di quale sia il mio problema in un posto come questo dove “I PROBLEMI” sono l’essenza di ogni vostro discorso lo trovo… insensato ed indecifrabile. Non ho problemi “particolari” kevin, ho i miei problemi (personali semmai,non particolari) e non capisco la tua domanda. Posso pensare che tu voglia essere vagamente polemico e sarcastico nei miei confronti come quando si dice ad uno che rompe le palle “ma che problemi hai?”. Oppure posso pensare che tu creda che io abbia scritto quello che ho scritto per sfogarmi e scaricarmi da miei problemi di natura psicologica. Beh, ovvio che ognuno di noi ha qualcosa che non gli piace, mi pare che voi siate maestri, qui, nell’ammettere che siete pieni di problemi. O no? Ma allora, kEVIN, colgo l’occasione per chiederti… e tu che problemi hai? Se dovessi fare un elenco, un decalogo in dieci punti, di quali sono i “problemi” che ti affliggono cosa scriveresti? Nemmeno io mi sogno di volerti criticare, semmai, come te, vorrei capire cosa porta molti di voi a crogiolarvi nella “dannazione” senza riuscire a farvi entrare in testa che non siete nè gli unici ne patologicamente malati soltanto perchè avete pensieri negativi o difficili.
Qual’è il meccanismo mentale che v’impedisce di pensare che dolore, sofferenza fisica e psichica, malattia, morte, non siano eventi NATURALI che in maniera diversa affliggono e pesano su tutti noi, nel corso della vita? Vi irrita così tanto se qualcuno, nel corso del tempo, vi continua a ripetere che l’unica vero problema, patologico e da non sottovalutare, che molti di voi hanno è quello di non farcela a farvi una ragione del fatto che siete umani tra gli umani, malati tra i malati, e vivi tra i vivi?
(continua)
… Se adesso il ti facessi l’elenco dei problemi (che io ritengo gravi e gravissimi) che mi tormentano, da anni e anni, forse mi accettereste meglio, anche se ho osato scrivere concetti diversi dalla penosa, ripetitiva e angosciante autocommiserazione che continuate a praticare tra di voi, in una sorta di tortura reciproca e masochista che vi tiene vivi?
La serenità, come la gioia, la felicità ed altri aspetti piacevoli della vita sono “momenti”, sono istanti, sono periodi della vita che possiamo apprezzare davvero SOLO e SOLTANTO perchè abbiamo conosciuto bene anche il dolore, la sofferenza e la morte (degli altri, per fortuna nostra). Allora, giusto per tornare un po’ a discutere accendendo il dibattito… non è che il vostro egoismo sfrenato ed il vostro egocentrismo vi portino sempre e solo a vedere voi stessi, i vostri dolori, senza più riuscire a considerare che non siete degni di ricevere nessuna “maggiore” attenzione di altri esseri umani che pur non autocommiserandosi qui dentro vivono delle vite tragiche, dolorose, difficili?
Concludo con un’osservazione che mi mette davvero tristezza: so bene che qualcuno dirà “questo è un forum dove il tema è la sofferenza e il suicidio, non la gioia e la risata” ma mi chiedo… possibile che in quattro anni di dibattito nessuno di voi abbia fatto vedere un po’ di ironia, un po’ di leggerezza? Qualcuno direbbe… ma non è che vi state prendendo troppo sul serio? Forza, nessuno vi uccide se sorridete un attimo, cercando di allentare la tensione. (ops, magari è quello che vorreste, che qualcuno facesse il lavoro sporco per voi…). Era una battuta, su, sorridete poco poco, almeno!
Ciao Tanca, grazie per la saggezza che mi ascrivi ma io mi sento tutt’altro che saggio. Forse troppa saggezza rischia di trasformarsi in stupidità e io a volte mi sento tanto stupido.
Ciao Marina, e di cosa ti devi scusare? Se non ci sfoghiamo qui dove allora? Fai bene a voler comandare sul male e sulle medicine, è fondamentale riuscire riprendere il controllo della propria vita. Un saluto.
Ciao Fanny, sì hai ragione, devi allentare il tuo ritmo. So bene cosa significhi finire nel gorgo del lavoro ad oltranza e non è una cosa che fa bene. Innanzitutto si deve dormire, è indispensabile 🙂 In secondo luogo bisognerebbe sempre avere un pochino di tempo da dedicare a sé stessi e alla propria anima. Spero che il tuo lavoro possa ritornare su un fuso più umano, così potremo di nuovo beneficiare dei tuoi interventi. Un abbraccio.
Nobody, ringrazio anche te per i complimenti ed anch’io sono contento di averti incontrata in questo luogo; non ci siamo mai visti e conosciuti e probabilmente mai lo faremo, eppure ti sento vicina come poche altre persone. Quel verso di De André mi è sempre stato molto caro. Mi ha sempre trasmesso l’immagine di un uomo talmente solo nella sua sofferenza, da dover aspettare la pioggia per avere qualcuno che versi delle lacrime insieme a lui. Molte volte mi è capito di immedesimarmi in quelle parole. E’ vero, il dolore è tanto, a volte non se ne può fare a meno ma questo dolore non è in grado di cancellare la splendida persona che sei. Cerca di volerti un po’ più di bene, ricorda che lo meriti. Un abbraccio anche a te. [continua]
Ciao Arabafenice, cerco di spiegarmi meglio. Il tuo post, vado a memoria, mi sembra contenesse essenzialmente tre concetti: il primo riguardava l’esistenza di un gruppo di persone unito e coeso che estromette chiunque abbia l’ardire di deviare dal totalizzante e deprimente mainstream del luogo; il secondo consisteva nel sostenere che ci sono persone che frequentano questo forum per “lucrare psicologicamente” sugli altri (se non ho capito male al fine di riuscire ad avere una volta tanto quel ruolo di comando che nella vita di tutti i giorni gli è negato); infine sostenevi che io, con i miei interventi, potrei costituire una sorta di guida per le persone che frequentano questo forum. In effetti io sono in disaccordo con ciascuno di questi tre punti. Da qui la mia affermazione un pochino astiosa nei confronti del tuo post. Ad essere del tutto sincero, e credo sia il caso di esserlo, il mio disappunto derivava anche da un altro motivo: nel tuo intervento c’erano troppi complimenti nei miei confronti, sarà che non sono abituato ma ho avuto la sensazione che tu fossi arrivato quasi al limite dell’adulazione ed io tendo a diffidare istintivamente di chi mi fa troppi complimenti. Forse mi sbaglio, le tue considerazioni erano sentite e sincere, ma la sensazione che ho avuto leggendole è stata quella. Oggi vorrei farti io una domanda: immagina che per strada ci sia un gruppo di persone che discute animatamente e ad alta voce di qualcosa (qualsiasi cosa, l’argomento non è importante). Ogni tanto arriva qualcuno che, con calma e rispetto del pensiero altrui, si unisce al capannello e si inserisce nella discussione. [continua]
Marina
grazie, ho letto il tuo post, mi piace, mi piace la tua reazione, mi piace come vuoi prendere il comando…..oggi ho fatto il compleanno, e ti dico che mi hai fatto un bel regalo…..grazie di nuovo e continua così.
Forse sono stato troppo duro nei tuoi confronti, e di questo me ne scuso, mi scuso che non ti ho capito, cmq…….ti saluto con tanto affetto.
un saluto a tutti, ma proprio tutti.
Giuseppe
ArabaFenice ma lo sai’ che sei davvero esilarante? Ma che parole da professoressa scrivi: equilibrio perverso. MA chi sei una 18enne alle sue prime esperienze per caso?
Dago non ho ricevuto nulla nè su facebook nè in email rimanda se puoi, un grande abbraccio a te caro amico.
Purtroppo anche se mi hanno dato la connessione ho pochissimo tempo e non tutti i giorni riesco ad accendere il pc o a collegarmi qui quindi vi seguo a tratti, leggo messaggi molto belli da alcuni (anche se non diretti a me) e vi ringrazio perchè in questo momento ho bisogno di tutte le forze e le energie per continuare il cammino che in questo momento si è rifatto un pò difficile, almeno il lavoro và bene ed in quelle ore non penso a tutto il resto
un abbraccio di luce e calore a tutti voi
Mai
Arabafenice ma chi sei tu la salvatrice del mondo,con tutti quei bei paroloni bei discorsi .Mi chiedo HAI MAI SOFFERTO TU? amici miei vi ringrazio per le belle parole che mi avete detto!!!!!!!!!!!!!!! Si voglio riuscire a combattere ,èuna lotta tra me e Marina ,riuscirò a sconfiggerla essa è dentro di me ma prima o poi dovra andarsene ,sono io che in questo momento della mia vita devo comandare e non essa.Come sono arrivata a questa conclusione non lo sò ,forse per un attimo si era addormentata .Ora sò come sciendere dalla montagna con il sacco sulle spalle così pesante………..lo svuoto e piano piano sciendo e quando sarò arrivata giù guarderò in sù e dirò è stato più facile che salire ,perchè avrò lasciato tutto sulla cima del monte .Devo soltanto tenere duro si tenere duro e forse finalmente sarò libera …………………………………………………….un saluto a tutti
ciao a tutti…
cara fenice, io ho fatto una semplice domanda, senza sarcasmo o altro che tu possa immaginare; mi sembra strano tuttavia che tu abbia potuto pensare al tono della mia domanda, mi sei sembrata una persona che non pensa sul motivo ossia che non si trincera dietro a ragionamenti di vario tipo.
sai il motivo per il quale abbia assunto farmaci e speso soldi in terapie elettroencefalogrammi….non lo riesco a capire anche perchè si tratta dell’umore…
capisco che tu sia scettica, ma ti assicuro che non vorrei MAI aver avuto bisogno d tutto ciò, ma ci sono cose che ahimè non si riescono a spiegare.
una cosa permettimi di dirti: il mio reale stato d’animo non lo sbandiero ai 4 venti e lo sanno solo poche persone, anzi pochissime, non mi faccio scudo di ciò quando vado in giro.
ciao
ARABA,se per caso uno dei tuoi post ti riferissi anche a me ti dico subito che ho sempre liquidato gli imbecilli,coloro arrivano qui non leggono nulla di quello che è stato scritto,scrivono cose demenziali,poi spariscono,e se veramente hai letto a ritroso vedrai e capirai anche che dopo interventi del genere di cui se ne faceva volentieri a meno il forum è puntualmente “caduto” nel caos.
Per quanto riguarda il tuo concetto che ripeti sempre del “lucrare” a cosa ti riferisci?Al lucrare economico?Bè hai pestato la prima merda,perchè a tutti coloro che ho detto di contattarmi mi sono sempre fatto trovare sia a chiamate che a messaggi senza mai chiedere una lira.Se invece ti riferisci al “lucrare”sul dolore altrui io non ne ho assolutamente bisogno,e qui hai pestato la seconda merda.Io ora sto bene,il mio periodo nero lho passato moltissimi anni fa da solo come un cane senza l’aiuto di nessuno,isolato come un lebbroso.L’unica cosa che metto qui per iscritto è la mia esperienza e se lo hai notato intervengo solamente se vengo chiamato in causa.Dirigente?di chi di cosa?Mi ricordi tanto qualcuno ma forse sono io in errore.Il mio discorso si chiude qui se era riferito a me,però vedi dovresti essere più diretto nell’esprimere concetti magari guardando negli ochhi chi non la pensa come te,e facendo nomi e cognomi,perche esprimere concetti come fai tu rimangono astrusi e privi di fondamento questo mio concetto può esserti utile anche nella vita.Nulla di personale.DISCORSO CHIUSO.DAGO44
Ad un certo punto arriva un’altra persona che, invece di unirsi alla discussione agganciandosi alle parole degli altri, comincia ad affermare che tutti quelli che stanno parlando in quel momento sono dei perfetti idioti, che nessuno di loro ha capito come funzioni la vita e che farebbero meglio ad uscire e ad andare a lavorare invece di continuare a discutere inutilmente per la strada (così imparereste anche cosa significa soffrire, guadagnarsi la pagnotta, ma voi non ci pensate mai ai bambini dell’Africa? Non riuscite a trarre un po’ di piacere dal fatto che al mondo ci sia chi sta molto peggio di voi? Che ingrati verso la natura e la società che siete!). Come pensi reagirebbero le persone che stavano discutendo? Credo che qualcuno lo ignorerebbe, qualcun altro lo inviterebbe educatamente a farsi da parte mentre altri lo apostroferebbero con male parole. Ognuno reagirebbe secondo il suo carattere ma nessuno lo prenderebbe in simpatia. Io penso che questo sia quello che accada quando talune persone intervengono con la pretesa di sparare sentenze taglienti sul conto di chi frequenta questo posto. Si tratta di una reazione umana e assolutamente comprensibile. Ora, in parte sono d’accordo con te: la visione del mondo e della società propria del depresso è “distorta” (oddio, qui bisognerebbe intendersi, distorta rispetto a cosa? Sicuramente rispetto al sentire generale che probabilmente costituisce l’approccio migliore donatoci da madre natura per garantire la sopravvivenza della nostra specie). L’errore maggiore del depresso consiste nella svalutazione della propria persona. Ci si considera (a torto) una nullità e ci si odia, profondamente. Dato che io non valgo niente e visto che mi odio, allora anche gli altri mi considerano una nullità e di conseguenza mi odiano. Da qui l’astio verso tutto, verso sé stessi e verso il mondo intero. Dico questo perché una tale catena di ragionamenti l’ho inconsciamente attraversata milioni di volte. [continua]
Questo è l’errore più grande che si compie ed il comprenderlo per me è stata una delle conquiste più grandi. Gli altri generalmente ci ignorano, anche perché noi tendiamo a starcene rintanati nel nostro guscio. Quando ci apriamo un pochino può capitarci di incontrare persone poco carine, che magari ci usano o ci mortificano. Altre volte si possono incontrare persone migliori, che nonostante tutti i loro problemi, sofferenze ed impegni ci vogliono bene (anche se ci chiamano solo una volta al mese). Molti qui affermano di portare una maschera quando vivono la loro vita di tutti i giorni, io stesso lo faccio. Questa è la dimostrazione che non necessariamente, fuori dal nostro mondo interiore, sono tutti cattivi, spesso le apparenze ingannano (nel bene e nel male). Il vero nemico è in noi stessi, ed è quella vocina che sta dentro la nostra testa e che continua a dirci che siamo inutili, che non valiamo niente, che abbiamo fallito su tutta linea. Il nostro nemico è quella vocina che ci vuole tirare giù, farci arrivare sul fondo e poi farci continuare a scavare, facendoci perdere preziose energie che potrebbero essere investite altrove. Questo è quello che ho imparato negli ultimi mesi ma paradossalmente anche io non riesco a fare tesoro delle mie belle parole. Le parole scritte sono macigni, per questo a volte in internet è più facile fraintendersi e spesso si finisce per prendersi troppo sul serio. Ciao Arabafenice, spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Un saluto.
Ciao Dago, come stai? Un caro saluto anche a te.
PS: Ho dovuto spezzare il post in due pubblicazioni perché ora il sito non consente di pubblicare più di due interventi per volta.
x Araba Fenice, ciao. Devo dire che in realtà ho gradito il tuo post, sia per i temi generali, sia sul taglio frettoloso del discorso. In realtà le cose che dici sono veritiere. All’inizio del mio percorso, ho avuto dei problemi con il telefono amico, e sono arrivato quà per disperazione, in preda al gorgo di una netta autodistruzione. Ma, come Flexo ricorderà bene, stavo per andare via, perchè cercavo non solo comprensione e pacche sulle spalle, ma anche censura, critica, violente parole che mi scuotessero dalla mono-visione in cui ero. Ma sai, per tutto c’è una misura, e quà abbiamo tutti misure diverse. Non
credo che tu debba cambiare, nè le parole, nè il senso nè la virulenza. C’è bisogno di te e di altri come te, c’è senza dubbio bisogno di una mano tesa da oltre il collo della bottiglia, che possa tirar fuori dai guai, altri come ….noi. Aprezzo questo. Fallo, continua a farlo. E’ un atto generoso, mettersi a disposizione di chi è nei guai, e in realtà potevi anche fare altro, ed invece ti sei fermato quà. Lo aprezzo, davvero. Chi vuole pietà, ne trova già a sufficenza, chi ti ritiene una specie di nemico, sappia che i nemici sono chiari e limpidi, gli amici, alle volte non ti dicono cose che sarebbe importante sapere. Non voglio, invero, offendere nessuno, e scusatemi, ma per stare bene, dobbiamo pure trovare , al buio, gli appigli, le fessure, che ci possano aiutare. Non dobbiamo pensare di essere i migliori, ma lavorare, e molto. Con lo scrivere, le medicine, il confronto con la vita reale di tutti i giorni. Per quanto riguarda le critiche, caro araba fenice, Beh, quelle le hai già avute, e forse ne avrai altre. Facci un grande favore, resta ancora con noi. Molti che hanno scritto, lo hanno fatto solo una o due volte, e poi sono spariti. Alla vita, per il suo bene, sono necessarie tante cose…..
Chiarissimo, Flexo! Sull’adulazione sei libero di “sentire” ciò che vuoi ma non vedo che scopo avrebbe la mia adulazione nei tuoi confronti. In verità nelle tue parole vedo soltanto maggiori capacità reattive rispetto a chi si contorce inesorabilmente su se stesso. Ma tranquillizzati, almeno da ciò che scrivi qui dentro, i tuoi disagi sono comunque molto più visibili delle tue qualità che, come dici tu stesso, non ami mostrare a chiunque.
Vedi, non è “capace” e “forte” soltanto chi non sbaglia mai o chi non ha problemi e disagi. I veri “resistenti” sono coloro che nonotante milioni di problemi, cadute e disagi riescono a mantenere un equilibrio sufficiente a capire, come dicevo, che la vita non è perfetta, riuscita, giusta se ti regala soltanto serenità, felicità e comprensione!
Marina… ho mai sofferto io? Noooooo, naturalmente no! Io sono una persona incredibilmente fortunata, ricca, bella, intelligente, e molto altro! Sei per caso un tantino invidiosa?
Kevin… perdona i miei limiti, non ho capito una parola di ciò che hai detto nell’ultimo post… colpa mia ovviamente!
Dago44…. capisco quanto sia difficile per te dover sempre cercare di stare al centro del mondo (leggendo qualche tuo post mi viene in mente un titolo che ti starebbe bene… il Cavaliere dei poveri…) ma il tuo egocentrismo pericoloso e patologico non fa male solo a te ma soprattutto a chi ti segue, e questo non è bello. E… la prima gallina che canta ha fatto l’uovo, mi vien da dire leggendo il tuo post leggermente paranoico. Ogni tanto fai un gran respiro e ti fai una risata? Capirai che – come tutti noi – sei solo un granello di polvere!
Ora torno a respirare aria pura, sento che qui dentro non viene aperta la finestra da troppo tempo!
Buona domenica… ah, è previsto sole, non è magnifico??
Molto interssante e gia che ci sei stacci sotto dalle 11 alle 14 che ti fa bene. Evidentemente non ai detto che qualche psicologa ti segue. Sono le classiche frasi di rito che dicono a tutti. Te lo detto che sei davvero esilarante. Anzi gia che ci sei perche non dici tu sei l’anello debole del gruppo. Sai araba fenice starei molto volentieri a parlare con te, ma sei troppo …..ana.
ciao, mi dispiace che tu non abbia capito, però c’è una cosa che non mi và…quando dici “colpa mia ovviamente!”.non lo capisco.
“…perdona i miei limiti?” ma che problemi ti fai? i tuoi limiti cosa centrano!
adesso sei te che hai frainteso le mie parole o le mie azioni…io non ce lo con te, quindi ti prego queste cose non scriverle; ammetto che possa aver scritto un post incomprensibile, ma da come ti sei espressa te trapela un pò di arroganza, chi ti credi di essere?
se hai qualcosa da dire, scendi da quel piedistallo e parla pensando che dialoghi con persone e non con degli inferiori.
ciao
MARINA,DAGO,VOI TUTTI,ciao carissimi.io stò bene,e come vedete non mi scordo di voi.MARINA….come va?ho letto i tuoi pos…..mi sei nel cuore.DAGO…te sei in forma come sempre…benissimo,bravo.ciao a tutti carissimi,io ogni tanto passo di quà anche per dimostrarvi che io amo la vita,ma rispetto tutto di voi.su’CORAGGIO.baci e strette di mano a tutti.
suicidio? lui parla di suicidio nessuno risponde. un’amica con me è stata molto brava l’ha fatto, non la sentivo da un bel pò di tempo.so quello che valeva perchè oggi so il mondo,la falsità che mi circonda, la mia ingenuità. sono un pò di giorni che sto costatando che sono diversa da tutti gli altri esseri viventi credevo di essere un pò come tutti invece buona e più ingenua di me non esiste persona al mondo, però vado avanti perchè so che non merito di crollare e non ho colpe chi mi ha amato per questo e chi di contro peso mi ha odiato e combattuto io sono qua oggi triste isolata domani allegra chi lo sa.faccio i bilanci di quanto imparo anno per anno…e rimango scandalizzata di quanta indifferenza c’è nelle risposte a questa persona che vuole suicidarsi.la vita è sacra è dono è di dio e le persone non meritano di non desiderarla più