Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Eme vivi la tua vita,vuoi nuotare fra i delfini lo farai…Vuoi camminare nelle foreste norvegesi,anche questo…vuoi incontrare il grande amore?Accadrà…cz!!Io non so cosa tu soffra cose terribili,mi immagino,ma perchè non sperare…perchè non dobbiamo sperare noi tutti,sennò i vermi ci stanno già mangiando,che siamo morti,già morti,come un chiodo nella bara.Crediamoci,vola,nuota,corri,lanciati rompi le palle a tutto il mondo e ridiamo come quei pazzi che mi sputavano da dieci metri…siamo ancora vivi meraviglia!!!!!!!!!!!!!!!!!
@1qualunque:… cosa significa: non so che dirti? Ho frainteso io il tuo primo post ( per interderci 10438); o invece , di fronte a dichiarazioni , o storie , come la mia , non ritieni doverti confrontare con chi queste idee ha il coraggio di esporle ; oppure , mi consideri un caso pietoso,oppure credi realmente che il mio apporto sia solo negativo e scoraggiante … insomma che vuol dire grazie il tuo commento ( ma io non ho commentato nulla , al massimo ho raccontato) ci ha proprio incoraggiati…(…).Se non riesco ad incoraggiare ( ma ripeto: non sono in grado di dar consigli a nessuno ,del resto come Eme) vorrei almeno capire.Ci terrei ad una risposta.
@David , beh , pensa a me , che non mi sono mai innamorato. Si sopravvive comunque , e a qualcune riesce anche di vivere ( e bene , anche!).
visto che siamo in argomento Buck,io ho sempre avuto idee di sinistra,ma adesso non m’importa più nulla di politica,secondo me c’è un piano marxista/islamista per la nuova Italia.A me importa poco tanto presto sarò sottoterra,il Banshee (sicuramente sai chi è,mi è già venuto a cercare una notte,sai il banshee lo spettro che annuncia la morte agli irlandesi)io sono contento di morire perchè credo che di là c’è un mondo meraviglioso,a me non importa più di stare qua e poi ho un problema al cuore che spero mi farà secco presto.Ciao grande orso Buck.
Ho letto che anche te sei stanco,e lo capisco,perchè nei hai viste e passate di cotte e di crude,soprattutto da persona onesta e perbene che vede questo mondo e questo paese ridotto così.io avrei voluto diventare un marzialista che va a vivere nelle foreste con orsi,lupi e con una bella guardia forestale di nome Helen.Hai letto Martin Eden è un pò così,la croce l’ho portata,il mio giorno è vicino…e come diciamo noi dalle nostre parti TIOCFAIDH AR LA.In quanto ad 1Qualunque penso che la sua fosse solo una battuta innocente,un pò ironica,mi pare il tipo sia un pò questo,si maschera da persona felice che sia qua quasi per caso,ma non credo sia così,questo blog è un luogo strano,quì aleggiano fantasmi del passato,rimorsi,rimpianti,speranze tradite…
@Buck: volevo dire che quel tuo commento mi e’ sembrato un po inquietante. Tutto qui.
Perche’ sono su questo forum? Per vedere, cosa dice la gente sul senso della vita. Il senso della mia vita e’ sempre stato ” vivere per vivere”, e mi piace tutto cio che e’ semplice (che idiota vero?)
@Jena: chi te l’ha detto che di la c’e un mondo meraviglioso? hai visto mai tornare qualcuno?
C’è un mondo meraviglioso
1Qualunque di cosa soffri,cartella medica su,cerchi il contatto con la morte,sei fuso?Sei cotto,facciamo un match di pugilato a mani nude in un parcheggio dell’esselunga?Come i vagabondi irish,cerchi emozioni forti…se no non aggirarti dove si soffre a un passo dalla morte,qui quasi tutti abbiamo tentato il suicidio seriamente non per attirare attenzione,ti arrampichi sui precipizi?Che cerchi passeggi tra la sofferenza estrema?A quale gioco giochi amigo?????
Sono felice per te che non ci sei finito te là dov’eravamo noi,perchè da come parli fra tutti sei uno qualunque fra tanti qualunque,come tutti noi del resto,l’unica differenza che posso sentire in te è l’assoluta mancanza di empatia,di solidarietà e pure di compassione,di questo magico sollievo che vivi,l’assoluta mancanza di empatia,per questo ci fai notare quanto certe cose che fanno soffrire ti facciano sorridere oppure sghignazzare,se non proprio divertire…Perchè non resti fra gli scambisti,scambiati forse ci guadagni qualcosa.Fai le tue giratine fra gli scambisti ed abbi un pò di rispetto.Fai questo per gli altri amici del blog ma non per me che sono una testa di c…o,ma almeno per gli altri che sono degne persone,rispettale
Ciao… io posso capirti… anche io in passato ci ho provato più volte e invana… l’ultima volta è stata ieri sera sperando che la tachipirina potesse farlo… ma poi ho scoperto che solo 4 pillole non sono sufficenti… e sai mi sento davvero stupida… perchè io ho paura… davvero tanta…e nessuno se ne accorge o prova ad aiutarmi… ma io sto così male… non vorrei mai uccidermi, ma sto malissimo, mi sento inutile, una perdente, un essere insignificante una cosa così stupida da non meritare neanche la vita. E’probabile che il mio ragazzo mi abbia lasciato perchè lo turba troppo il fatto che io ci abbia anche solo pensato; ma io credevo che mi avrebbe aiutata. L’ultimo tentativo è nato dal fatto che le mie passioni si sono completamente sgretolate. Io frequento un’università consigliatami da una psichiatra che mi ha detto che era inutile che tentassi l’accesso a psicologia perchè non sarei stata ammessa e così ho scelto altro. In questi mesi ho capito che ciò che voglio fare è suonare, una passione che ho da una vita ma che non ho mai potuto fare perchè non abbiamo mai avuto abbastanza soldi. Mi sono esercitata da sola nel canto e sono diventata brava, ma adesso vorrei un diploma che mi dica che davvero sono brava. Volevo entrare in una scuola di musica che adesso è una vera e propria università, ma il mio ragazzo, con il cuole suono, la persona che davero credesse nella musica, mi ha detto che devo fare qualcosa che mi rilasci un vero e proprio attestato eliminando il mio sogno. Lui è rimasto in Italia per me e mi ha incolpata del fatto che ho perso un anno e che adesso dovrò iniziare tutto da capo. Mi è stato detto che devo ancora dimostrare tutto, quando invece è una vita che come una stupida seguo gli ordini e idesideri degli altri; io davvero credevo di aver dato prova della persona che sono eche se mi impegno posso fare tutto. Ma a quanto pare nnon è così. Sono stanca. So che molti di voi penseranno che sono motivi stupidi, ma non lo sono per me. Chiunque ha avuto momenti pessimi e non tutti reagiscono allo stesso modo. Per un certo periodo avevo iniziato pure a tagliarmi e bruciarmi per togliermi il pensiero di farmi di peggio, ma non ha granchè funzionato. Avete ragione, c’è un mondo meravoglioso, ma in questo momento non lo vedo, o non voglio vederlo. Ci sto provando perchè so che il suicidio è solo una via di fuga dalla realtà, un evitare i problemi e scappare ed è per questo che sono ancora qui. Se davvero avessi voluto e non avessi tutta questa paura del dolore lo avrei gia fatto. Io chiedo solo aiuto, ma rifiuto ogni sorta di psicoterapia perchè mi ha solo peggiorato l’esistenza. Se qualcuno si riconoscesse in me, o mi volesse aiutare a superare questo brutto periodo, vi prego di lasciarmi un commento. Lo stesso vale per l’autore dell’articolo. Se hai bisogno io ci sono.
1Qualunque: inquietante quale commento? il Medio evo Prossimo Venturo ? : beh , è una ipotesi nata da economisti politologi ,,, non certo partorita da me , o dai gruppi survavalist nordamericani o canadesi ( David certo sa di chi parlo) , e comunque è inquietante anche per me. In ogni caso non era un commento e certo , ti do ragione , il fatto non incoraggia.
Oppure è inquietante la mia Storia? , che , bada , non rinnego in nulla : se mi chiedi se auspico uno Stato Etico , ti rispondo si’ certo , magari ! Ma di Etica , in Italia , soprattutto , non sono rimaste neppure le molecole. Vedi , io sono dichiaratamente di Destra , David di sinistra , eppur ci parliamo.
Comunque ti ringrazio per la spiegazione.
David parlami un po’ di questi match dietro alla esselunga. Dici sul serio o cosa? Non è una cosa un po’ televisiva , tipo serie Fox?
Anonima,quel mondo meraviglioso di cui parlo lascialo a me,forse ho fatto male a dirlo…in pratica per me è una terza dimensione,non è la morte,se l’ho detto è stato un grosso sbaglio,ho tentato il suicidio,è terribile,noi conosciamo solo questa vita ed io cerco di viverla fra dolore,solitudine,lacrime.La mia “terza dimensione”è una meraviglia che ti capita dopo una vita tragica,quindi non dopo la vita,ma dopo la vita “tragica”,un sogno che si realizza prima,ancora in questa vita.Poi io credo al Paradiso,ma è un altro discorso…c’è anche un libro di un pugile,grande pugile e grande persona “Prima c’era il buio”,mi pare si intitola.Caro Buck noi secondo me crediamo prima nell’umanità,gli stronzi che mi hanno fatto perdere il posto erano cobas,un paio,il loro mobbing alla fine ha vinto.Quindi,ho amici comunisti,fascisti,anarchici,apolitici… x me non cambia.Io ho come simbolo Argo Secondari fante volontario,Ardito della Grande Guerra,quasi tutta la guerra in prima linea.Pluridecorato,di idee di sinistra.Morto tragicamente nella guerra civile 1919-1922.Una pagina troppo dolorosa per tutti gl’italiani.Ho parenti (morti da tempo ormai)eroi della grande guerra,in parte mi ha colpito molto il film “uomini contro”con G.M.Volontè,la guerra un allucinazione sconvolgente,chi ci è passato non so come fa…Per quanto riguarda le tue visioni Buck secondo me sono lungimiranti,non credo che arriveranno gli ufo,la faccenda dei maya ecc…Credo che alla fine succederà qualcosa con l’IRAN,che forse quello scatenera Russia e Cina,questa mi sembra l’ipotesi più probabile,sì penso ad una guerra con l’IRAN,per il resto il Medioevo prossimo Venturo,è stato una serie di film con Charlton Heston nei primi ’70 (occhi bianchi sul pianeta terra,in seguito ad una guerra batteriologica fra URSS e CINA ecc)non lo so credo ci sarà,ma non me lo so immaginare,ci sono mille punti di vista…zombies,licantropi contro vampiri,28 giorni dopo ecc…Ma c’è una cosa che mi ricordo bene di aver letto sul giornale nel 2004,prevedeva una guerra israeliana nel Libano dopo due anni,puntuale nel 2006.Temo l’islam,l’unico islam che mi sembra un pò più umano è quello sciita,ovvero quello iraniano,che ha subito da Irak,CIA e Mossad una guerra costata un milione di morti,un umiliazione per quello che reputo un grande paese ed una grande civiltà.Ciao BUCK….Quel mondo meraviglioso dopo intendevo dopo il grande dolore,il grande sogno,ma non morire,se l’ho scritto mi dispiace ho sbagliato.La boxe nei parcheggi è riferita agli zingari celtici (vedi the Snatch)che fanno una boxe,lotta a mani nude,dove gli capita…Secondo me se in un campo due tipi decidono di darsele di santa ragione per me è una buona cosa,in Irlanda lo è e dovrebbe esserlo ovunque…Buck vai a vedere “Knuckle film” non ti lascerà indifferente,noi irish abbiamo la testa dura.ciao
Praticamente in Irlanda ed in Inghilterra ci sono zingari celtici (non i rom che ci sono qua)che si battono dove capita in una boxe fatta di pugni,gomitate,testate,pugni a martello o a mano aperto,insomma boxe sporca,sono gente che non vuole rotture di scatole.Sono malvisti pure dagli irlandesi stessi,questi”zingari irlandesi”.Guarda su internet, vai alla voce “Knuckle”,Joe Joyce è il più grullo e becero di tutti
«Come si fa a non credere in Dio di fronte a uno spettacolo simile?» esclamai. «È mai possibile che a costruire tutta questa roba sia stato solo il Caso e nient’altro che il Caso?»
«Il problema non si pone» rispose «Il Caso o il Destino, il Big Bang o Nostro Signore, non fa alcuna differenza. Un giorno lo verremo a sapere. Quando io combatto la Fede, non lo faccio perché non credo all’esistenza di Dio, ma perché desidero “non riposarmi” sul dogma.
Preferisco vivere dubitando piuttosto che archiviare Dio come un dato acquisito. Vivo più io in compagnia dell’idea di Dio che non un cattolico osservante».
Tieni duro Anonima, il peggio passerà.
La Speranza è come un sentiero di campagna, molto spesso si apre dinnanzi a te perchè sei tu la prima a percorrerlo, da sola.
Auguri.
Anonima le idee che dico non sono condivisibili.La mia storia la rivivo e rivedo ogni giorno,è una cosa che scrivo per sfogarmi,certe cose come questa non sono condivisibile e forse è meglio non scrivere altro,parlare di certe cose è tragico e forse non serve,mi parli con naturalezza di aver tentato il suicidio,per favore non pensarci nemmeno.Hai dolore,un dolore forte ma passerà presto,credimi,io ho un PTSD,leggi su internet,ti sentirai così bene da camminare sollevata da terra.Stai tranquilla magari parla con qualcuno,anche se a me non serve molto,ma ti ho detto siamo lontanissimi.Cerca di ricominciare e ce la farai.ciao
Buck mi raccomando guarda “Knuckle”,la bellezza di trovarsi in un campeggio e dire “Bossiamo fino a non poterne più,ci si ferma quando uno lo chiede xchè non ne può più,la libertà che viene tolta all’uomo,di questi tempi è tragica.”.Quando Tizio e Caio se le vogliono dare e la cosa riguarda solo loro due è giusto che sia,torniamo all’impero romano.In Irlanda la gente si batte in qualsiasi sport violento voglia,c’è libertà,c’è l’essenza della purezza umana,guarda “Knuckle”.Jack London è uno degli ultimi lottatori per un mondo libero e sano.tutte queste cose ormai scarseggiano.
Non saranno i filosofi a trovare Dio ma chi affronta la vita e la morte senza paura
Ciao Anonima,credo tu sia abbastanza giovane ed è un bene questo perchè forse certi pensieri in te non si sono ancora cronicizzati.
Quello che volevo dirti,per il valore che può avere,è questo:
secondo me ciò che si può sgretolare è un sogno o i sogni,le aspettative si possono sgretolare ma una passione o le passioni(se sono davvero PASSIONI e non passatempo intercambiabili ) sono una cosa talmente intima e viscerale… fanno parte del nostro dna, una passione VERA la senti come fosse molecolare, fa parte di te e non è giudicabile da altri diversi da te. Non credo di essere stata molto chiara,comunque… sò come ci si sente quando i sogni si sgretolano e sò come ci si sente quando chi ti è vicino non ti è di sostegno, anzi. Sò cosa si sente quando ci si fà del male fisico per sopportare un dolore mentale e/o fisico più grande, che altrimenti non si riuscirebbe a sopportare. Si entra in un girone assurdo dove ti ritrovi sola con i tuoi demoni d’affrontare, ti ritrovi sola e ti ritrovi a ricercare il male, ti ritrovi a procurarti del dolore fisico fino a svenire forse per dimostrare a te stessa che ce la puoi ancora fare.Ti ritrovi con cicatrici e con una soglia del dolore che non è più quella normale. Poi un giorno ti ritrovi a pensare, a pensare come mai avevi fatto prima e…
Posso dirti che può capitare di doversi distruggere per ritrovarsi(almeno in parte), ma mi auguro che ciò non ti accada.
Una Passione Vera forse non ti salva la vita ma ti salva la mente, ed una mente che dentro al vortice di un tornado sà cosa la rende Viva è una mente che non muore facilmente, è una mente che a caro prezzo venderà i suoi neuroni.
Non credo di esserti stata di aiuto, è difficile ma cerca di sopravvivere, senza dimenticare ciò che ti fa Sentire Davvero Viva. Ci sono sensazioni ed emozioni che la nostra mente registra in una maniera assurdamente incredibile,a volte assolutamente inimmaginabile. La mente riesce a contenere ma anche a custodire sensazioni che mai avresti pensato, solo che a volte le sensazioni peggiori sono più forti e son quelle ad uscire con prepotenza attirando tutta la nostra attenzione, succhiando tutta la nostra energia. Fà che le sensazioni belle abbiano la corsia preferenziale (in questo periodo potranno essere poche. Amplificale!)
Un grosso in bocca al lupo.
Silvia
Sono vicino al suicidio,i miei messaggi non solo non sono utili,ma deleteri,dannosi a chi cerca la luce per incontrare di nuovo la vita.Vi saluto soprattutto un abbraccio al grande Buck ed alla fortissima Eme.Spero di incontrarvi un giorno chissà dove in un luogo dove tutto sarà bello e sarà giusto.Usque ad mortem et ultra.
vi odio tutti dal profondo del cuore… voi che della vita non avete sofferto un c.... e che state a dare buoni consigli alle persone…peggiorate, la maggior parte di voi tutti è mentalmente limitata a tal punto di essere superficiale e ignorante..il suicidio è un atto di liberazione chi vuole togliersi la vita è libero di farlo, e sai perchè lo vuole fare? perchè esiste gente come voi che invece di comprendere, sputa la propria felicità, la propria vita miserevole, persi nella religione e nella codardia, ma guardatevi allo specchio, tanto morirete tutti, diventerete vecchi decrepiti e soffrirete finalmente!!!!quindi perchè non farlo prima???
Meglio sdrammatizzare:
Art. 18.
Il suicidio è il modo che l’uomo ha per dire a Dio: “Non puoi licenziarmi, me ne vado io!”. (Bill Maher)
Caro/a Ariah,avevo detto che uscivo dal blog e così sarà.Il tuo sfogo è vero e disperato,nelle emozioni e nelle sensazioni è lì che si trova la più profonda delle verità.L’ingiustizia più grande è che cè chi soffre il mondo e chi si delizia del paradiso anche sulla terra,nè colpe,nè meriti.18 mesi d’inferno fra i 14 ed i sedici anni,senza alcuna colpa,ogni tipo di violenza psicologica e fisica e tragicamente molto più orribile,perdere l’innocenza per dei maiali sadici schifosi…e poi internamenti uno dopo l’altro,mesi e mesi farmaci sballati che ti fanno scoppiare,come un topo in gabbia,e fuori solitudine,disprezzo,allontanamento dalla società “civile”.Poi lavorato tanti anni,ma sempre mobbing perchè appena sanno che stai male,anche se fai bene il tuo lavoro ti saltano addosso come squali.Nel ’96 tentativi di suicidio.alcool fiumi di alcool,la perdita del lavoro.La diagnosi di PTSD,un allucinante sindrome di disturbo da stress post-traumatico.Quello di chi torna dalla guerra.Ciao Ariah,il tuo furore è vero.Lascio il Blog.grazie della tua testimonianza
@David , calma , se lasci il blog , beh , mi dispiace , ma se credi che ti serva , fallo ; in quanto alla Vita , pensaci.Pensaci bene.
@Ariah … gli scriventi nella vita non hanno sofferto un accidente? chi si è perso nella religione e nella codardia? io non di certo.
E tu odi? e lo dici a me ( che ho passato la vita odiando ed ora sono , anagraficamente , verso la fine). Ma tu l’Odio non sai neanche cosa sia!!
Bada a come parti ed a cosa scrivi!
Una caratteristica del forum è l’improvvisa entrata in scena di personaggi in cerca di autore , che sventagliamo come mitragliette impazzite quattro stupidaggini e poi non riappaiono piu’.
Dai Ariah , che non è proprio aria …
Da tanta sofferenza non può venir fuori nulla di buono,, a questo son arrivato. 8 anni a pensare che farla finita è meglio e ancora troppa paura del dolore fisico, che delusione… Sono sempre in attesa della goccia che fa traboccare il vaso. Non è vita questa! Sarà rigidità mentale ma la questione è solo una: ti poni (o ti vien posta) la domanda se intendi accettare le regole sociali e le pene d’amore. Rispondere no è legittimo quanto rispondere si, la fregatura è che non ti han mai fatto leggere il contratto prima, ne tu sapevi cosa avresti deciso in base alle tue sofferenze… se uno è convinto lo si dovrebbe aiutare ad uscire di scena… o almeno si dovrebbe aver rispetto per il suo dolore…
Conosco molte persone che non la pensano come me, ma raramente le invidio. Io sono io, sono le mie esperienze e mi piace pensare che la gente mi prenda sul serio quando dico la mia…
Ciao Ariah, non ti dirò ti capisco perchè tanto non mi crederesti, non ti dirò della mia vita perchè non avrebbe un senso farlo, forse non diresti esattamente “voi che della vita non avete sofferto un c…” o forse no… ma va bene cosi. Il tuo odio per tutti ha una ragione e la tua rabbia per questa vita anche. Certo che moriremo tutti ed il bello è che lo sappiamo, o meglio, lo impariamo presto. Se ripensiamo alla nostra infanzia andando il più indietro possibile fin dove la memoria riesce a condurci e poi ancora più indietro fin dove le sensazioni riescono a portarci, capiremo dove abbiamo scoperto che si muore e se ci proviamo ricorderemo anche cosa abbiamo provato quando l’abbiamo scoperto. Un senso di dolore ? un senso di sofferenza? un senso di liberazione? un senso di perdita? un senso di vuoto? una sensazione di non-senso? ecc.. Perchè non farlo allora? perchè non procurarsi la morte subito, da piccini, sai quanti dolori e sofferenze risparmiate! Chi non muore allora, cresce, diventa adolescente, adulto e poi vecchio, fa parte dell’ordine delle cose che piaccia oppure no. Ma questa è solo una cronologia di età della vita, che non ha tanto senso. Il senso? Il senso forse stà nel percorso, stà in ciò che ci separa dalla morte. In tutto quel tragitto (breve o lungo che sia) che ognuno fa dal momento in cui nasce a quello in cui muore. Cosa si salva? cosa vale davvero? qual’è l’ultima cosa che muore in noi ? Sono domande che mi sono posta e che mi pongo ancora. Da quando mia nonna ha l’alzheimer ho capito una cosa che prima non mi era chiara: credo l’ultima cosa che muore in noi sono le sensazioni e forse le emozioni. La memoria se ne può andare(ed a volte è pure un bene),la razionalità se ne và,ma quella parte istintiva ed irrazionale che ci fa percepire sensazioni è la più forte,la più dura a morire.
Vogliamo morire quando non vogliamo più provare nulla,ma moriamo davvero quando non riusciamo più a provare nulla.
Per quanto sembra paradossale, anche la rabbia è una energia vitale, assolutamente. Sai,dietro un monitor e con una tastiera davanti è molto facile,ma ricorda che dietro alle parole ci sono delle persone che forse son qui per ragioni(di base) molto simili alle tue. Io non penso che tutti coloro che son al di là di questo monitor siano meritevoli di odio, ma questo è solo un mio pensiero personale da persona molto ignorante. Tu odia tutti se vuoi,indistintamente odia anche le persone che non conosci se ti serve a sfogare la tua rabbia ed il tuo dolore. Mi sbaglierò, ma sono convinta che tanti capiranno, anche senza dirti nulla.
Io scrissi di peggio,non qui…scrissi di peggio.
p.s. Mi è venuto in mente un film: il curioso caso di Benjamin Button. La vita è capovolta, giovinezza e vecchiaia sono capovolte ma il senso alla fine non cambia. La vita è una lotta comunque. Se ti và,guardalo.
Non è necessario violentare il corpo in un attimo. Basta condurre la vita con una tristezza infinita dentro mentre fuori si mostra il possibile per andare avanti ma diventa sempre più difficile. Sono 25 anni e più che soffro per il suicidio di mio fratello. Sono 25 anni che vado avanti con ansiolitici. Sono 25 anni che mi prendo in giro da solo. Sono 25 anni he lavoro, lavoro, son divorziato ormai da diversi anni con un figlio che comunque vedo. E’ come se il pieno di benzina durasse sempre meno. Mi sento sempre più stanco, svuotato, i giorni, e settimane passano senza lasciare traccia. Mi chiedo se forse non è il caso di guardar mi allo specchio e smetterla di prendermi in giro facendo finta di vivere quando muoio giorn per giorno come una candela che è accesa da troppo tempo. Forse è più dignitoso farla finita prima che tutta l’energia
vada via, prima che diventi tutto inutile, prima che il mio corpo si svuoti, prima di essere un morto che cammina.
Cara Silvia è un luogo di dolore,di delirio,di esperienze tragiche e terribili,di persone che non riescono a perdonare nè a perdonarsi.Poi non ci vediamo,non sappiamo niente di noi,io credo che l’unico modo di affrontare certe cose sarebbe intanto conoscerci meglio,guardarci in faccia e vedere,rendersi conto delle emozioni,della sofferenza che si ha di fronte.Poi per esempio chi soffre di PTSD (per fare un esempio)dovrebbe incontrare altri che soffrono di quella particolare patologia,i gruppi nati in America dopo la guerra del Vietnam,riuniscono persone che in genere hanno vissuto lo stesso dramma.Quì si può dire…”Resisti,migliorerà,la vita è bella,tutto cambierà in meglio ecc…”Non si può affrontare un argomento così delicato così.ciao
Un blog, una lettera che ha come titolo “il suicidio”,certo che è un luogo di dolore. Internet ormai è un vero e proprio impero, si trova di tutto e di più, chi si sofferma in certi luoghi, chiamiamoli pure se vogliamo luoghi di dolore, lo fa perchè spinto da qualcosa, a volte è qualcosa di molto forte, qualcosa che non l’abbandona mai. Si Jena, “Non si può affrontare un argomento così delicato così.” Credo tu abbia ragione, ma questo è il limite del mezzo virtuale e lo sappiamo un pò tutti. I gruppi che riuniscono persone che hanno vissuto lo stesso dramma o dramma simili,incontrare altri che soffrono della stessa patologia secondo me può aiutare (anche molto se il gruppo è quello giusto) ma ha altri tipi di limite. Basta esserne consapevoli. La mia personale esperienza nei gruppi “d’aiuto” la definirei un’odissea, ma probabilmente dipende dal tipo di patologia o forse più verosimilmente dipende dal mio tipo di carattere e personalità. E magari son stata anche un pò sfortunata ad incontrare persone che, si ,avevano il mio stesso inquadramento come patologia, ma nessuno ti fa un inquadramento sulla sensibilità e…dopo un pò le differenze in fatto di sensibilità son venute fuori in maniera prepotente. E non dico maggiore o minore sensibilità, solo ho avvertito davvero troppa distanza ed ho chiuso perchè mi sono accorta che mi facevo ancora più male. Ma questo è un fatto mio, e come già detto penso dipenda moltissimo da me e dal mio carattere. Purtroppo certe esperienze della vita difficilmente sono capibili da chi non le ha vissute in prima persona, e purtroppo l’empatia vera non è qualcosa che si può imparare. Ci son fatti che ti cambiano in una maniera impressionante, a volte stenti a riconoscerti. Alcune cose induriscono molto una persona e ti ritrovi con una specie di corazza del sopravvissuto, quella che probabilmente ti permette di essere ancora tra i vivi.
Ciao Silvia, anche io pensio che sia una questione di carattere oltre che di fortuna. Se dovessi entrare in un gruppo di aiuto probabilmente incrementerei i miei problemi. Non tanto o non solo per un fattore di timidezza o di arroganza. Quanto perchè ognuno sa per sè, hai i suoi problemi, il suo vissuto e il fatto di parlarne con altri “disgraziati” del proprio stampo non so quanto possa aiutare.
Anche perchè, poi, ognuno, quantomeno nella fase iniziale, parla di sè e non è disponibile all’ascolto. Vuole svuotare un sacco e lo fa con chi, a sua volta, vuole svuotare il proprio sacco.
Tanto vale parlarsi allo specchio. Almeno non ci si interrompe.
Senza contare il rischio di sentirsi bacchettati perchè c’è sempre quello che è o la pretesa di essere più “disgraziato” di ten e parte con quelò “pensa a me che….”.
Almeno….questa è la mia esperienza. Salvo rarissimi casi in cui ho trovato ascolto mi sono sempre trovata nella condizione di ascoltare quando ho avuto a che fare con gli altri.
E dopo un plò ci si rompe. Già ci si rompe. Ci si isola. E
Io ho fatto parte di un gruppo di aiuto,mi ha aiutato,poi però vado via e il mio senso di colpa per essere stato un debole,un codardo e tutto questo mi ha sconvolto la vita.Sul mio comodino non c’è la foto della mia ex compagna,ma soltanto le mie foto fino a 14 anni,il trauma è così profondo che fa parte di me,questo sarà fino alla mia morte credo,per cui niente e nessuno può convincermi di essere stato fortunato ad essere sopravvissuto alla tragedia,il cosiddetto dramma del sopravvissuto,vale per un reduce di guerra quanto per tanti altri sfortunati,parlarne qua o in una stanza con altre persone…insomma c’è un punto di non ritorno,le persone ti possono dare nuove idee,aiutare per un lavoro per nuove attività…poco più…I famosi tornati “mai tornati” dal Vietnam.Purtroppo è così soffro del PTSD,un disturbo di cui si parla molto,il PTSD non ha una precisa collocazione,si può stare meglio,si migliora anche molto.Da quanto ho letto l’8×100 delle vittime di una tragedia soffre di ptsd.Se leggi su Wikipedia capirai meglio.ciao.grazie
Ma come si fa Silvia ad uscire dal PTSD?Mi suiciderò?Io penso di sì,quando non ci saranno più i miei.come si fa a vivere
Ciao Eme, si, in parte mi trovo d’accordo con te, già, dopo un pò ci si rompe e ci si isola.Anche a me è capitato di pensare come te “tanto vale parlarsi allo specchio”.E così ho fatto, almeno ho provato anche questa strada, ed allora mi son detta se autoanalisi deve essere autoanalisi sia davvero, da lucida, senza psicofarmaci, senza anestetici chimici e se mi dovrò fare ancora del male lo farò, fino alla fine, finchè non avrò più nulla da dirmi, finchè non ce la farò davvero più ad ascoltarmi, finchè non avrò più nulla da darmi, finchè non resisterò davvero più a me stessa. Allora ho iniziato a scrivere, all’inizio condividevo ciò che scrivevo ma poi mi son accorta che era davvero un delirio e non era giusto, non era giusto nei confronti di chi aveva già i suoi drammi. E cosi ho continuato a scrivere solo per me stessa, di tutto, tutto ciò che non mi ero mai detta, tutto ciò che non ho mai potuto dire a nessuno. Fiumi e fiumi di parole, di dolore, di speranze tradite, di vicende cosi assurde che mentre le rivivevo mi sembravano ancora peggio. Poi, a distanza, mi rileggevo ed ogni tanto trovavo delle incongruenze per la verità più nei fatti che nelle sensazioni. E lì ho capito che una sensazione difficilmente mi poteva mentire. E tra tutto, questa scoperta, era la prima cosa buona. Tra tante schifezze, capire quanto una sensazione può essere importante, quanto valore può avere ascoltarsi immediatamente e quanto valore può avere una sola sensazione un pò bella in mezzo allo schifo attorno. E qui mi fermo, perchè alla fine son fatti miei. Penso che i gruppi possono essere d’aiuto, specie nella fase in cui si ha molto bisogno di sfogarsi, ma anche di ascoltare le esperienze degli altri per sentirsi meno soli e forse anche un pò capiti (anche se “capiti” in certi ambiti è una parola troppo grossa da dire). Io mi sono stancata dei gruppi quando ho capito che ricominciavo sempre da capo e mi fermavo sempre allo stesso punto. Si parte che ci si sfoga e si ascoltano gli sfoghi degli altri, ci si racconta, si creano piccoli esili legami, si cerca di sostenersi a vicenda.Tutte belle cose, ma poi… difficilmente si riesce ad andare oltre.Oltre ai drammi che hanno fatto incontrare, oltre a quel senso di strana ed un pò costruita vicinanza dettata da un ritmo di sfogo-ascolto e ascolto-sfogo, ci si accorge che le persone alla fine sono quello che sono. Ci si accorge che un dramma non riesce a modificare la vera Essenza di una persona. Un tempo, con molta ignoranza, pensavo che chi ha vissuto grandi tragedie avesse più probabilità di diventare una persona migliore, perchè essendo passata dentro al dolore potesse capire, potesse “sentire” in una maniera diversa, imparasse a captare meglio certe cose, diciamo così. Oggi non lo credo più. Oggi credo che una persona abbia già in sè certe caratteristiche che la rendono quella persona, le tragedie nella vita possono modificare tanto, a volte anche tutto, forse possono rendere cattivo un buono ma non viceversa.
Jena, sul mio comodino non c’è nessuna foto, nemmeno quella del mio cane (ma forse un giorno la metterò). Parlo per ciò che posso provare io, per ciò che io sento perchè di te non sò esattamente. Penso che certi traumi, quelli profondi, non sono cancellabili. Più ci si sforza di cancellarli e più loro sono lì a ricordarci che sono una parte di noi. Anche perchè certe cicatrici te le porti addosso, ed è difficile cancellare. E poi anche riuscendo a cancellare ciò che l’occhio può vedere, le cicatrici peggiori sono nell’anima e lì cancellare non si può. Nessuno può convincere nessuno, tantopiù che ci son persone che non sono proprio fatte per seguire suggerimenti di nessun tipo, figurarsi che solo la parola “convincere” a volte fa aumentare l’adrenalina. Difesa? Fuga? Attacco? chissà!! sicuramente è una reazione. La cosa più assurda da pensare è che ci son persone con un carattere definito “più fragile” che alla fine riescono a superare anche grossissimi traumi, mentre altre persone con un carattere diciamo “più tosto” continuano a rivivere il trauma, continuano ad aver sete di vendetta, continuano a stare all’inferno per tanto tanto e tanto tempo… a volte purtroppo fino alla fine. “Ma come si fa Silvia ad uscire dal PTSD? Mi suiciderò?” Jena, ti rispondo perchè me l’hai chiesto, ma considera che la mia non può essere una risposta e penso tu sia abbastanza intelligente da capire perchè. Non sò come si faccia ad uscire dal disturbo post traumatico da stress, ogni persona reagisce in modi anche molto diversi a traumi in apparenza simili. E’ il peso psicologico che una persona attribuisce alla sofferenza a giocare un ruolo chiave, per me. Poi se è primario… di certo è un lungo viaggio. Mettiamola cosi, anche il pensiero, il riflettere, la ricerca di un sentire più vicino a ciò che noi siamo, sono un lungo viaggio: ci stanchiamo ?. Molti si stancano,anche giustamente,questo è certo. “Mi suiciderò?” Una domanda sul futuro, dovrei avere una sfera di cristallo per rispondere! Ma è una domanda che posso fare anche a me stessa,e per quanto riguarda me è si, potrei anche finire la mia esistenza così, un giorno.
Ti ringrazio Silvia,Buona Pasqua per me spero sia l’ultima.ciao un abbraccio
Jena, sono d’accordo con Silvia: certi traumi sono incancellabili. Ed in certi periodi, quando la vita sembra il peggior nemico, questi traumi tornano alla ribalta come se fossero accaduti il giorno prima. Ed in effetti è così, perchè il trauma passato genera un trauma nuovo che genera un trauma nuovo che genera un trauma nuovo.
Con il risultato che non si soffre da un disturbo post traumatico da stress ma di un disturbo da stress in corso.
Ok, messa così fa venir voglia di aprire una finestra a e buttarsi di sotto urlando: “se le cose stanno così bè…tanto vale farsi fuori. Adios”.
Ma è inutile rimbambirsi di “vatuttobenevatuttobenevatuttobene” quando dentro di noi è un disastro e nulla va per niente bene.
Ed è altrettanto inutile vivere trascinandosi dietro una bara alla Fantozzi, avere la certezza che nulla andrà mai bene ma cercare qualcuno che ti dica il contrario 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno per avere un momento di gloria e di esaltazione che, un secondo dopo, ti si rovescerà sul gobbo come una grandinata a ciel sereno.
Nessuno sa nulla del proprio futuro. Figuriamoci di quello altrui.
Jena-David, ho già detto in mille occasioni che “volere è potere”, per me, è una str….. ma tentare di stare meglio ed arrivare, quantomeno, ai limiti della decenza non è negato a nessuno (credo).
Ci sono mattine in cui ci vorrebbe un muletto per tirarmi fuori dal letto, mattine in cui non ho sonno o sono svogliata ma ho paura. Provo un gigantesco terrore ad uscire da sotto le coperte. Come se nel mondo fuori dal letto imperversasse la guerra ed io fossi totalmente disarmata e tinta di vernice fosforescente in grado di farmi beccare ovunque.
Poi mi domando cos’è capitato di concreto, di oggettivo durante la notte per ridurmi in quello stato e mi rispondo che non è capitato nulla se non un qualcosa di vecchio, stravecchio che continua, inesorabilmente, a sfasciarmi i maroni che non ho.
Capisco che in quella guerra sono io contro me stessa e l’esercito contro cui non ho armi per combattere non è composto altro che da vecchi fantasmi che mi possono fare male nei limiti in cui gli permetto di farmi male.
Mi domando se ho proprio così voglia di combattere con me, mi rispondo di no e, finalmente, esco dal letto ed entro in quel “giorno dopo” che cinque minuti prima mi terrorizzava al punto (specie in passato) di augurarmi che fosse l’ultimo.
Il primo ad aiutare te stesso devi essere tu. Perchè gli altri intorno a te probabilmente hanno già i loro problemi, oppure sono egoisti oppure non possono capirti e, in ogni caso, non si può avere la pretesa che abbiano la bacchetta magica o siano martiri disposti ad “accantonarsi” per aiutare chi sta male ed il giorno dopo starà di nuovo male ed il giorno dopo continuerà a stare male indipendentemente dall’aiuto altrui.
Questo atteggiamento “mortifero” ad un certo punto può sfiancare anche la persona più motivata a tirarti fuori dal buco in cui ti sei cacciato o in cui ti hanno cacciato.
Il rischio è di passare da vittime e di arrotolarsi nel vittimismo per davvero.
Insomma il messaggio nudo, crudo e, probabilmente, anche un pò str….è questo: tu, Jena-David, sei in grado di capire (non per mancanza di intelligenza ma per confusione) se vuoi veramente stare meglio o se, in ogni caso, cadrai con il sedere a terra tutti i sacrosanti giorni?
Te lo chiedo perchè sei molto ma molto “altalenante”. E non ti offendere, non è una critica.
Passi con una rapidità incredibile dal dichiarare che ti senti meglio al dare per certo che ti suiciderai all’augurarti che questa sia l’ultima Pasqua……
E tutto questo trasmette la sensazione che qualsiasi cosa positiva ti possa acccadere tu non la apprezzerai, se non per pochi istanti, per quella che è ma lascerai che venga sciolta nell’acido di vecchi fantasmi. Perdendola inesorabilmente.
Dici che ti manca una relazione. Ma in queste condizioni credi che potresti portarla avanti in modo sereno?
Dici di aver trovato un paio di lavoretti ma lasci che il mobbing subito in passato arrivi a soffocare il sospiro di sollievo che stai tirando.
Ripeto, non ti sto criticando. Sto solo affrontando insieme a te una serie di comportamenti che avvelenano anche la mia esistenza. In tempi recenti ho rischiato (e spero di poter utilizzare il tempo passato) di buttare all’aria l’unica “cosa” bella che ho avuto per il mio insistere nel voler mantenere vivi fantasmi del passato che non ho mai definitivamente ucciso.
Spesso parli di combattimenti, di vere e proprie rappresaglie nei parcheggi sei supermercati, di scontri fisici, nasi rotti e sangue sparso.
E se iniziassi (iniziassimo) a prendere a pugni quei fantasmacci che rovinano o rischiano di rovinare tutto fino a farli secchi?
Se incominciassimo da noi come saremmo stati se i traumi della vita non fossero accaduti?
Se ci ponessimo come obbiettivo di diventare ciò che saremmo stati e se invece di combattere ci limitassimo a difenderci e a non abbassare mai la guardia? (Mai abbassare la guardia! Chi è stato ferito è più debole. Sarà brutto ammetterlo ma è inutile e dannoso sostenere il contrario).
Buona Pasqua a te. Spero che sia l’ultima che passi con questo stato d’animo.
Un saluto a tutti.
Jena, sei gentile, ma non sò di cosa mi ringrazi. E’ strano ma ho come la sensazione che ci siamo già “conosciuti”, altrove. Forse è il tuo modo di esprimerti… Una sensazione,tra tante. Nel film che ha come protagonista il tuo avatar, Plissken viene accompagnato nello studio del comissario Hauk ,e viene presentato così : “He,s dangerous,sir.” E Bob Hauk risponde: ” I know.I’ll be ok.” Da lì in poi Plissken vorrà essere chiamato Jena, ritornerà Plissken solo alla fine.
No Eme,intanto ciao e grazie…i pugni nei parcheggi dei supermercati è solo un fatto di zingari irlandesi,ovvero celtici,non rom italiani che si fermano dove capita(Irlanda o Gran Bretagna) per organizzare incontri di boxe improvvisati,mi sembra che la società potrebbe essere più libera , durano anche un’ora di fila,e dove capita un campo,un parcheggio ecc…no per carità però sono suggestivi.Sì è vero altalenante,prima un pò ci credevo era il mito di mio padre comunista,che l’uomo può fare tutto secondo il mito sovietico,perchè appunto dicono che Dio non c’è,non ci credo più.No io spero che le cose vadano meglio e faccio il possibile,no so cercherò in ogni caso di resistere almeno finchè ci sono i miei.Non lo so se mi ucciderò,io lotterò per non farlo.Ieri stavo malissimo,avevo incubi la notte e fissavo il muro con tutto quello che ho vissuto di giorno,era un caos,non avevo alcun potere di controllare nulla.No,ho poco potere sulla vita e ma credo sempre ai sogni,però credo la buona fede,la bontà d’animo,la sincerità…insomma ad un certo punto che devo fare?Cercherò di essere una brava persona.Questo finchè ci sono cercherò di farlo.Ciao Eme e Silvia grazie.Però Eme non so se hai un sogno,prova a lottare per questo,in una vita di tragedie è difficile a credere in Dio nel suo amore,ma sono certo che la sua giustizia sarà con te,sono certo che la sua giustizia arriverà a te,ma pensa individualmente,perchè pure se ci mettiamo a pensare al mondo marcio e corrotto.Prova a credere nella giustizia.Un mio amico agnostico è convinto in un Dio nè buono nè cattivo,ma giusto…però devi sentirlo,perchè i fatti del mondo purtroppo dicono il contrario.Ciao
Eme perchè non vai un mese a Cipro quest’estate un pò di tempo di pace per te?
Forse sì,in Norvegia lo chiamano Vardoger,un deja vu,qualcosa del genere.Forse ci incontreremo nell’altra vita,ma tu guardi un mare d’inverno,grigio sola sulla spiaggia?Non so se è in tempesta,ma penso di sì,mi viene quest’immagine.Io penso questo a quest’immagine,però forse non è la tua.Che senso ha trovarsi a proprio agio in una spiaggia in inverno in solitudine?E’il primo momento in cui si è accettato un grande dolore,si aspetta una risposta,secondo me una scena come questa non è depressiva,ha un grande valore,ma è una sensazione molto profonda per me.è una scena che precede un grande viaggio,,è sentirsi nella ragione,di aver combattuto una giusta battaglia,non aver superato il dolore,ma viverlo in pace,è possibile vivere il dolore in pace,ne sono certo.Mishima mi ispira più di tutti,in lui c’è sempre qualcosa di questo.
3 ore di volontariato alla Pubblica assistenza a guidare.Ho perso il ritmo del lavoro,un anno e mezzo che non lavoro.non so che fare.bò?
penso ad una parola e la vedo scritta,oppure la sento alla tv o da qualcuno che sta parlando.Che sarà?
Si, Jena, ho un sogno. Ed è per poterlo realizzare che non posso fare viaggi e neppure andare in ferie. Anche se ne avrei bisogno…..
Quando arriva la sera la solitudine la sento maggiormente.
Io la solitudine la sento sempre,fra la gente e non,potrei camminare nel deserto o al polo nord.cambia poco.
ciao Piergiorgio, come va?
la solitudine è ormai una compagna di viaggio anche per me, soprattutto quando sono in mezzo alla gente.. ma quella che sento come più dolorosa è la solitudine di non sentirsi capiti. avere invece pochi amici non mi ha mai preoccupato. io per ora combatto con continui attacchi d’ansia e non mi riesce di capire perchè vengono in certi momenti e non in altri.. insomma non ne capisco l’origine, il senso, e questo mi fa incavolare e preoccupare. adesso sto provando a scrivere su un quadernetto tutte le volte che ho un attacco, cercando di capire cosa stavo pensando, cosa stavo facendo, con chi ero, per vedere se c’è un filo conduttore. per ora ahimè non l’ho ancora trovato. spero che non diventino così intensi da condizionare la mia vita lavorativa. per ora quando arrivano, mi immobilizzo, respiro più a fondo, aspetto che passi il leggero tremore alle mani e poi vanno via in pochi istanti. se perdurano cosa farò? vabbè.. ci penso dopo! un abbraccio a tutti.
Dio ha colpa di tutto questo,dio ha colpa della tragedia della mia vita.E’ stato tre giorni inchiodato?Io li vorrei adesso i chiodi e finire questa tragedia grottesca
Piergiorgio , ricordati : meglio soli che male accompagnati. Ammetto comunque che la separazione puo’ essere sopportata se ricercata , non certo se subita. Al momento ho acquisito un discreto “handling” con lo stare da solo: cioè, ho maneggevolezza. Mi do un programma settimanale ( post lavoro) : lunedi’ lavo , martedi’ faccio spesa , mercoledi’ riordino casa … e via un giorno dietro l’altro.
Cerca di essere il miglior compagno di te stesso : non mentirti , non illuderti , non disistimarti.
Ele : credimi che dagli attacchi d’ansia si guarisce ( li ho avuti , frequentissimi e devastanti per un 3-4 anni quando ero giovane) e poi …ho girato il Mondo: i traguardi che mi ero proposto li ho raggiunti: ho visto la più alta montagna( l’alba sulla collinetta -KalaPatari- prospicente l’Everest è indimenticabile , essere calati dall’elicottero sul Tepuy( dove Conan Doyle ambiento’ un Mondo Perduto) da cui precipita il Salto Angel ( 1000 mt di cascata- la piu’ alta del mondo)e ritrovarsi in un piccolo canyon letteralmente tempestato di cristalli di quarzo lunghi sino ad un braccio ( uno è proprio davanti a me , ora) , non è da meno : e non scordo la traversata del Tenere’ , l’ Alaska e la banchisa polare , il viaggio sule traccce di Butch Cassidy in Sudamerica ( il nulla di San Vicente, luogo della presunta morte) il pernottamento nella sua estancia in Patagonia , e poi via , alla ricerca della sua capanna nello Utah…Beh , 3 anni prima avevo il panico al supermercato.
Ce la farai sicuramente.
David: … ricominciare è difficile , certo 18 mesi di mancato lavoro pesano , non solo finanziariamente , ma soprattuttutto mentalmente alla ripresa. Ma intanto lavori ,,, e tienti sempre ,strategicamente , un piano B.
Tuttavia , non essendo credente , non credo che un qualunque Dio ce l’abbia con te. Perche’ se dici questo e contemporaneamente affermi di essere credente beh…se ne deduce che Dio è , o puo’ essere cattivo.
Eme: spero che realizzi il tuo sogno .Viaggiare è bello ( era il mio sogno !), ma non necessario.
E Buona Pasqua a tutti ( anche per me potrebbe essere l’ultima)
Alcune persone si sentono sole anche tra mille persone. Oltre all’apparenza,necessaria per stare in mezzo alla gente,alcuni sentono un’enorme solitudine. Forse è un fatto di anima, è difficile poter entrare nell’anima.
La solitudine di non sentirsi capiti? Tra esseri umani, individui, persone? Una su cento capirà il senso delle nostre parole, una su mille capirà il significato di un gesto, una su un milione si avvicinerà abbastanza da entrarci nell’anima. Le cose belle sono molto molto molto rare. Questo penso io.
Cara Eme,Buck e Silvia non so quanto ci starò ancora qua,il sogno è di restarci,ma c’è un sogno più grande,quello di vivere ed esistere nella luce,in questo momento in cui mi sento più lucido,piango per le persone che amo,per tutte quelle che soffrono,e,per i poveretti che si tolgono la vita ogni giorno per le ragioni più tragiche.In ogni angolo di questa vita c’è veleno,non ci si può difendere,almeno io la penso così,c’è buio,ma c’è anche falsa luce,una luce nera,quella citata da Hauk in 1997 escape from NY).Lottare ogni giorno è un dovere secondo me,ma dico veramente secondo me…questo mondo mi fa paura e non riesco a capire la paura più grande da cui mi sento oppresso da questo mondo,marcio,crudele,falso,spietato.Non è un luogo fatto per gli esseri umani e forse neppure per gli animali.Tutto accade per caso e spesso è il dolore che regna.Anche l’amore che dovrebbe essere il rifugio più bello e sicuro,spesso è un luogo incomprensibilmente doloroso.E’tutto un controsenso.Arrivare in fondo a questo viaggio è un’impresa,essere felici in questo viaggio ancor più difficile.Farò il possibile e se potrò anche l’impossibile,per me per tutti.Scriverò ogni tanto,il mio dolore è immenso,tanto da sembrare pure a me impossibile di poterlo vivere,spero che la prossima Pasqua,oppure anche questa,di poterla vivere in quel luogo stupendo che ho sempre sognato,ma che le porte di quaggiù mi hanno sempre sbarrato ingiustamente.Spero di essere sul ponte con quel rompic…..del presidente,vicino alla fine della missione.ciao abbracci
Ciao Ele, sono contento che stai cercando di capirti più a fondo, è la strada giusta per migliorare. Per quanto riguarda me, quando viene la sera, mi si abbatte addosso un macigno di solitudine. E si che non mi manca niente. Ho la mia famiglia, ho qualche amico. Ma allora cosa mi manca? Comunque come sempre non mollo. Questo forum è uno dei miei punti di riferimento, e lo guardo ogni giorno.
Cara amica di rete chissà se fra una decina di anni saremo ancora qui a scrivere di noi. Intanto ti saluto e aspetto di rileggerti in questo forum. Ti auguro ogni bene, ciao.
Un saluto a tutti, Marina, Buck, Eme, ecc.