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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 10001
    Beppino -

    Ciao, Marina,

    Oggi sono stanco. Ho letto molto stamattina perché cerco di imparare l’inglese. Stamattina, mio padre mi ha detto: “Ieri saresti dovuto venire.” Parlava della chiesa. Ieri sera c’era una riunione di preghiera, e durava due ore. Non ci sono andato. Sono rimasto a casa, tranquillo. Che cosa vuole, alla fine, mio padre?? Ch’io mi senta in colpa perché non vado in chiesa??!! No! ho deciso di non sentirmi in colpa, ho deciso, due giorni fa, di vivere LIBERO, libero da questa pressione parentale opprimente. Poi mio padre ha aggiunto: “rispetta il tuo impegno.” Beh sì…nel 1999 mi sono impegnato, sono diventato cristiano…è vero, però oggi sono stanco della chiesa, stanco di Dio, stanco di tutto. Me ne frego, del mio impegno. E mio padre ha aggiunto anche: “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.” Marina, immagina che tu non voglia più andare in chiesa…e ti venga detto una frase simile…Che significherebbe, per te? Come reagiresti?
    Per me, questa frase paterna significa: Non sei degno di Dio, se rinneghi la tua conversione, se non vieni più in chiesa.
    Quant’è rigido mio padre!!!!!!!! Ma io me ne frego di non andare più in chiesa!!!! Voglio solo vivere tranquillo, e tranquillo per me vuol dire “stare a casa”. Tutto qui! Mi lascino in pace, i genitori…!!! Voglio RESPIRARE…

    @ Alessandro.
    Questa frase:
    “Se, oltre al fatto di prendere lo Zyprexa, devo aver paura degli effetti collaterali…non avrò mai finito di curarmi…” non voleva dire ch’io mi frego degli effetti delle medicine che prendo. Evocava piuttosto un po’ di scoraggiamento. Cerco di guarire dalle mie paure, e se a quelle paure si aggiunge quella degli effetti collaterali…sarò sempre impaurito. Ma ti ripeto, dopo averla scritta, questa frase, sono andato ad informarmi su internet…
    Non interpretare male quello che ho voluto dire. Riconosco però che la mia frase era ambigua.

  • 10002
    Beppino -

    A Marina,

    Quando dico di essere stanco…parlo di stanchezza morale. Mi sento morto. Eppure ho tutto quello che mi serve per essere allegro: un cane che amo, dei libri da leggere, il sole…ma sono solo a casa, oggi, dalle undici alle sette. La casa è silenziosa. I miei sono andati via…
    Penso di uscire, o guardare un film. Forse andare al cinema. Quando rimango a casa, PENSO e PENSO e Penso…non la smetto mai di pensare. Vorrei fare una cosa eccezionale, che non faccio mai di solito…bermi un caffè fuori…Vorrei aver l’impressione di Vivere, per una volta. Vivere a modo mio.
    Vivo con un dolore morale quotidiano. Non riesco a dimenticarlo, a dimenticare me. Ho un passato pieno di momenti bui, di medicine ingerite in dose massiccia, di tagli sulla pelle, di tentativi di suicidio…e quando cerco di emergere, i miei mi fanno sprofondare di nuovo.
    Per riassumere, sono giù di corda.
    Coraggio e coraggio a tutti.

    Un abbraccio a te.

    Ciao…

  • 10003
    tancamala -

    MARINA, tancamala è solo un nick, io mi chiamo Silvio, chiamami così, ti prego. Sono terrrorizzato da un fatto. Mediamente sto’ o malino o benino, ma accade che ci sono delle orribili punte di dolore , o di senso di niente profondo. Mi sono chiesto perchè, e penso cio’ sia collegato alla difficoltà a piangere. Vorrei piangere, ma non ci riesco. Per arrivare a piangere, prima devo spaccarmi la trachea con urla e singulti. Dopo essermi un po’ distrutto, finalmente ecco due lacrime. Ci sarà un motivo per cui sembro pietra…..Ma credetemi, le lacrime, dentro ,sono abbondantissime. Mi è stato detto:”Sei un uomo, fai l’uomo, fai a botte, solleva cinquanta chili, riditene degli affronti che la vita ti fà, resisti sempre e comunque, perchè non sei una femminuccia. E così, tutta questa forza produce questo bel guaio: RESISTENZA. E resisto, intanto dentro sono pieno di macerie. ESEMPIO: Mia pinguina dice E’ FINITA, NIET, BASTA, NON ILLUDERTI, SEI ILLUSO, TI ILLUDI DA SO LO etc. etc.etc. Intanto io continuo a carezzare la sua mano, a baciare i suoi capelli, e curarla come la più preziosa stella dell’universo, ma dentro????? E’ dal 2007 che siamo in crisi e che , in realtà non accetto come lei è diventato. E penso che in realtà e’ stato un preciso movimento della mia mente a generare questo disastro. Forse morire ha un senso. Preferirei trovare una compagna mia pari, qualcuno con cui invecchiare. Per ora sono un pinguino, solo soletto sulla banchisa polare. Ciao, Marina, 56 sono buoni.Un abbraccio

  • 10004
    marina -

    Beppino ,io sono cristiana ,religgiosa ,ma se non mi và di andare in chiesa (il che quasi mai) non vado ,non credo che il Signore mi ripudi per questo,se Lui è in celo in terra in ogni luogo…. io prego dove mi pare e quando mi pare. Credo che tu debba spiegare questo a tuo padre,magari dirgli che più lui insiste e più tu ti allontani dalla preghiera,forze capirà!!! Siamo nati liberi!!!I tuoi sbalzi di umore fanno parte del tuo essere ,non rammaricarti fai quello che più ti gratifica,vuoi leggere ,vuoi uscire per andare al cinema vuoi andare a berti un caffè al bar??fallo ,devi accontentare Beppino nessun altro ,sei tu che devi nutrirti delle cose che più ti piacciono ,che sia il sole ,un fiore,il cane gli uccelli ecc. Sentirsi morto ….. bè questa sensazione l’ho passata anche io (ancora oggi ogni tanto mi sento inutile ,sola, nonostante abbia persone intorno a me che mi vogliono bene) e non si può descrivere in parole ,perchè è dentro di te !!! Ma credimi Beppino vivere dopo aver tentato di suicidarsi come hai fatto tu (e del resto come ben sai anche io) non è la cosa migliore .La morte nei nostri casi è un pensiero fisso che diventa parte di te e non ti lascia finchè tu sei debole ,ma se riesci a prendere forza e fiducia in te stesso….. un abbraccio di cuore !!!!

  • 10005
    DAGO44 -

    Ciao Silvio,un forte abbraccio da parte mia,abbiamo ancora in ballo una bottiglia di cannonau se ben ricodi,da sbevazzarci insieme.Un abbraccio a tutti DAGO44

  • 10006
    Beppino -

    Marina, grazie tante per la tua risposta.
    E’ vero, vivere dopo un tentativo di suicidio è difficile…e dopo tre o quattro, è difficilissimo. Ma coraggio, ho libri, posso leggere, e scappare da questa malinconia interiore più pesante del marmo…Scappare, sì…brevemente…
    Vorrei sentirmi vivo dentro…Perché vivere è una lotta così difficile??!! Perché?? Non potrebbe essere paradisiaca invece di essere infernale??

  • 10007
    stefano90sz -

    Ho 21 anni e sono un vigile del fuoco e sai che ti dico???
    Tu c’hai mai provato a dormire dopo che sei intervenuto in un incidente stradale?
    Provaci tu ad aprire le macchine come le scatolette ad una ad una…vuoi sapere pure quello che ci trovo dentro?

    Gente ridotta in poltiglia o tagliata in 2…certi sono ancora vivi e ti parlano….e tu gli dici…stai tranquillo adesso arriva l’ambulanza e poi ti crepano tra le braccia!!
    E i bambini? Tu non sai quanti co...... continuano a camminare ancora con i bambini in braccio senza cintura..e’ la cosa piu’ tremenda.
    Bambini che potrebbero essere figli tuoi…ridotti non ti dico come.

    Fatti un giro negli ospedali, nei ricoveri, negli ospizi, negli orfanotrofi.
    Fatti un giro nel sud della nigeria…un giro nell’ospedale san luigi a Torino…dove ci sono i bambini che stanno morendo…fatti un giro negli ospedali psichiatrici…fatti un giro nelle favelas brasiliane…fatti un giro in mato grosso…dove ci sono i lebbrosari…fatti un giro in Sud America…dove ci sono le bambine che si prostituiscono per portare a casa i soldi per curare il proprio padre…fatti un giro li…e poi ringrazierai Dio di essere quello che sei!!!!
    Ci sono tante persone che avrebbero mille motivi piu’ validi dei tuoi per voler morire…ma sono proprio quelle persone che ti insegnano a vivere…

  • 10008
    alessandro -

    Gli ospedali psichiatrici, cioè i manicomi, grazie a dio o per fortuna, in Italia non esistono più. Sono stati aboliti con la legge 180 del 1978 detta legge Basaglia. In compenso però, esistono ancora gli Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari, e lì dentro ci sono stato, come studente di medicina e come specializzando in psichiatria, e lì dentro ci ho fatto l’internato e ne conosco l’inferno vero e la dannazione. Conosco la disperazione abissale di gente che dovrebbe essere aiutata e curata e invece viene legata, drogata, violentata e stuprata, nel corpo e nell’anima.
    So di cosa parli, perchè oltre a questo ho fatto parte dell’Associazione dei medici di strada, sono stato a contatto con barboni, tossici, prostitute, sbandati di tutti i tipi e disperati di ogni genere. Ho visto gente buttata ai piedi di un binario, ho visto giovani, ragazzi che avrebbero tutto per poter vivere, sfiniti dalla droga su una panchina di un giardino di periferia, ho visto prostitute con la regione pubica sanguinante, abbandonate dentro un casolare di campagna.
    Le conosco, e molto bene, queste realtà…e di questo ho tante volte parlato e allegati video, proprio qui, su questa lettera, non per sminuire il dolore e la sofferenza di chi esprime un grido che va accolto e compreso, ma per cercar di far capire che, spesso, se mi è concessa una metafora, il nostro mal di denti non può reggere il confronto con il tumore di chi ci sta accanto.
    In genere si parla troppo, davvero troppo e con una disarmante facilità di depressione, e quasi ce ne si fa vanto, come se fosse un ‘premio’ concesso ai più sensibili, ai più buoni, ai più nobili d’animo. Quante cavolate assurde! Dico una cosa: se ci fossero ancora i manicomi, sparirebbero molti, ma davvero molti ‘depressi’, perchè quando capirebbero il rischio di finire in un lager vorrei vedere se si definirebbero tali per un motivo o per un altro o perchè, magari, la tipa che gli piaceva li ha lasciati, e si vede e si ascolta anche questo.
    Sia chiaro, sto facendo un discorso in generale, ma voglio solo dire questo: si soffre nella vita, e ci tocca a tutti, si soffre da cani e in un modo schifoso, ma quando si ha la forza anche solo di gridare la propria sofferenza in internet o in un qualsiasi altro modo, ciò significa che, grazie a dio o per fortuna, già un pochino meglio si sta, che già si è superato quel blocco, quell’impossibilità a parlare e a chiedere se non aiuto, almeno ascolto, comprensione, sostegno. Chi ha conosciuto la depressione vera, e qui ci sono, sa di cosa parlo. Ieri non avrebbe mai avuto la forza, che può sembrare poca cosa ma non lo è, che ha oggi di parlare, confrontarsi, cercare ascolto e sostegno.
    E’ già un enorme passo avanti, e lascia la speranza che se si è usciti dal buio totale, ci si può liberare anche delle ombre, a piccoli passi che porteranno a vivere una vita consapevole e più serena.
    Io, nella mia umile esperienza di medico e di uomo, seppure molto giovane, questo ho visto, ed è già molto.

    Auguri !

  • 10009
    alessandro -

    Ora è facile che venga scmbiato, e a ragione, per matto perchè il mio ultimo intervento era in risposta a quello di un certo Stefano…è stato rimosso, anche se non me ne spiego la ragione…

  • 10010
    Beppino -

    Ciao,

    Stavolta è stata mia madre a parlarmi di Dio. Ha detto: “Non abbandonare tutto.”
    Beh…e se non avessi più voglia di leggere la Bibbia, pregare, andare in chiesa…? Non avrei il diritto di lasciare tutto questo???? e perché?? Sono stanco del modo in cui i miei provano a mantenermi sotto il giogo della vita cristiana. Non ho VOGLIA di avvicinarmi a Dio, per adesso, e vorrei che i miei mi lascino vivere in pace!!!

  • 10011
    lady scar -

    ciao a tutti, vi leggo da un pò. sono stanca della vita! stanca!! appena pare arrivare qualcosa di buono nella mia vità è in realtà effimero. Ho quasi 24 anni..all’univ. ho combinato poco e nulla, non ho un lavoro, niente amici, un fidanzato “clandestino” che al di là delle belle parole mi dimostra poco e nulla, 2 genitori impossibili. Cerco di non darlo a vedere, ma sto male! una vita difficile..troppe delusioni, troppo male, troppa solitudine! Vedo gli altri che si divertono, che si realizzano, che VIVONO ed io niente. Mi sento come se avessi 80 anni. In questa storia sentimentale conferivo molto, ma ormai me la trascino.

  • 10012
    marina -

    Ciao Silvio,è vero quello che dici ,un uomo deve essere forte non deve mai piangere non può piangere,perchè così gli hanno insegnato!!la donna invece si è più debole lei può ,vedere una donna piangere è normale …ma chi l’ha detto??? dove stà scritto?? Io parlo per me i miei occhi per ben 21 anni di inferno non hanno mai fatto scendere una lacrima ,chiusa dentro come un riccio ,dura come una pietra ,era la vita che conducevo che mi aveva insegnato questo.Quindi ti posso capire quando dici che soffochi il dolore dentro senza riuscire a piangere,ma prova sforzati ti sentirai libero, non è brutto farlo e non è neanche brutto vedere un uomo piangere anzi… vuol dire che ha un anima e un cuore,e scaldiamo questo pinguino!!!!!!sulla panchina polare ci sarà pure un pò di sole….. un abbraccio

  • 10013
    marina -

    Beppino ,non puoi continuare così ,quanto dipendi dai tuoi genitori??? spiegami puoi farlo? La vita è tutta una guerra ,proviamo a vincire almeno una battaglia ,l’altre verranno in seguito ti abbraccio

  • 10014
    tancamala -

    Ciao,Stefano, ti ricordi sempre di me, quindi dovrei esserti amico. Ma credo che l’emergenza dentro di me impedisce di legare veramente con qualcuno. Morire può essere una vera esigenza. Del resto, non saprei come esattamente fare. Stefano, ho seguito la vicenda di Mattia Swheppes, o come si scrive, comunque quella vicenda li’, e mi sono sentito profondamente turbato. Ormai raramente mi sento turbato. Comunque la vita che ho in questi giorni è penosa ed inutile. Penso che potrei farlo come fece il padre dei fratelli della banda della uno bianca, dato anche che mi passano tra le mani grandi quantità di farmaci dei vecchiettin che guardo. Non voglio fare una cosa a meta’. Veramente non voglio fare niente. Se accadra sarà in un momento di picco del dolore. martedì 17 vedo la psi al c.i.m. e le parlerò di queste idee. Però, Dago, forse la mia vita divenne eccessiva. Gli esseri intelligenti concepiscono dolori molto elevati, ed il mio lo è. inoltre lo zyprexa non riesce a fermarmi nella mia ricerca disperata del dolore. Non so’, ma quanto ne dovrei prendere per placare questa sete? QUALCUNO SA’ quanto ne serve per stare bene? La mia vita è nelle mani dell’angelo che Jahveh ha messo affianco a me, quindi non esattamente nelle mie mani. Ho già chiesto di essere dispensato dal continuare questa missione, ma LORO dicono che và tutto bene, e che questa situazione è interessante. Sto’ male. Mi rigiro in tutti i modi più originali che conosco, per sfuggire alla banalità di ciò che sta accadendo, ma questo cane arrabiato continua a mordermi i calcagni. Cioè, ma si deve vivere a tutti i costi? Accettare qualsiasi cosa? Ho iniziato a morire quattro anni fà, due mesi fà mi sono dato la zappa sui piedi da solo, e ora la strada è più breve. Che farò? che farò!

  • 10015
    Beppino -

    Cara Marina,

    Vivo a casa, e ho una sorella sposata ( non vive più qui ), un fratello sposato ( neanche lui vive a casa ) e un fratello minore che è formato per diventare pastore. Non vive a casa. Mia sorella si è convertita, è cristiana, come il mio fratello minore. Invece, il mio fratello maggiore non è cristiano. Quando era ancora a casa, mio padre litigava sempre con lui perché mio fratello non seguiva l’esempio paterno e resisteva, i miei ne erano tristi. Io sono l’ultimo dei figli a rimanere a casa. Per molto tempo ho creduto che i miei avessero sempre ragione quando dicevano qualcosa. Poi, ho cambiato parere. Mi pesa resistergli, è una vera lotta, perché la mia resistenza crea tensioni, e quando si tratta della chiesa, i miei trovano sempre degli argomenti perché io gli accompagni…Sono dipendente da loro nel senso che mi nutriscono, permettono ch’io viva a casa, con il mio cane, e dipendo da loro per tutto, dato che non ho ancora trovato lavoro.
    Questo pomeriggio non sono andato in chiesa. Ho resistito. E’ stato semplice, ma soprattutto mi irrita il modo in cui mio padre vive la propria vita cristiana, imponendo lo stesso modello di vita ai propri figli. Non voglio vivere una vita cristiana perché i miei me lo impongono. Voglio avere la libertà di scegliere se andare in chiesa o no.

  • 10016
    Torto marcio -

    Scusa Beppino, ma il tuo dramma è avere due genitori ultrabigotti e fracassamaroni? Ma mandali a quel paese e togliti da lì a costo di lavare dei piatti per mantenerti. La religione quando batte in testa fa più danni di psicofarmaci e lsd mescolati insieme in dosi massicce. Mah!

  • 10017
    Jemy -

    @Ventolibero: dove sei finito?…Non ho ricevuto tue mail, spero vada tutto bene…

    Un caro abbraccio a tutti tutti tutti…

  • 10018
    Beppino -

    Cari amici,

    Mentre stavo leggendo un libro molto interessante sugli animali, mio padre è arrivato in camera e mi ha posto accanto la mia Bibbia, dicendomi: “Devi leggere questa il mattino”.
    Boh…l’ho lasciata accanto a me, e ho continuato a leggere il mio libro.
    Poi, alla fine della colazione, mio padre mi ha detto: “Giuseppe, sono un po’ preoccupato per te” e gli ho risposto: “Sta’ zitto”. Poi ha aggiunto: “Non vuoi che ne parliamo?” e ho detto di no. Ho lasciato la cucina e sono tornato in camera.
    Sento che nei prossimi giorno avrò da affrontare una pressione enorme. I miei non mi lasceranno in pace.

    O mi suicidavo o vivevo a modo mio. Ho deciso di VIVERE ma allontanando da me ogni causa di disturbo, se fosse possibile. Non voglio essere un religioso, e cioé, andare in chiesa per obbligo. Se ci andrò sarà perché l’ho deciso IO. Ma per adesso non voglio ritornarci.
    Vi terrò informato del seguito…

    Ciao a tutti! Un abbraccio a tutti gli amici e amiche!!!!

  • 10019
    tancamala -

    Cristiani, quelli veri, sono quelli che obbediscono all’undicesimo comandamento. AMA gli altri COME te stesso. Non di più, non di meno, come te stesso. E poi anche rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo etc. etc. , sperando che non ci induca in tentazione, ovvero che non ci mettano trappole davanti, poichè, essendo fallaci, di sicuro ci cadiamo dentro. A molti farebbe bene leggere Quoelet, o detto anche ecclesiaste. A me fa’ sempre bene, anche se la vita ora mi fa’ schifo. Anche se credo, credo anche che il dolore mi ha sommerso, e che vorrei farla finita. Due personaggi a me cari, ( Petronio arbitro e Giordano Bruno) , hanno operato la loro distruzione personale, eppure sono due padri del pensiero giusto corretto e moderno. In fin dei conti, anche Cristo opero per la propria distruzione, mentre poteva facilmente evitarla, ma non la evito.Segno che obbediva ad un pensiero , ad una auto-volontà. Come la vedete questa? Marina, grazie di avermi risposto. Non stare male, tutto passerà e avrai la serenità. Io forse, ma quando? Non avrei detto che sarei tornato a scrivere quà. Ciao ,Dago, un abraccio sconsolato.

  • 10020
    marina -

    Silvio io dopo tanto soffrire ora sono serena,mi manca la terra sotto i piedi non sò il perchè!!Ho rinunciato al suicidio e all’autodistruzione di me stessa da ormai 2 anni.. 🙂 e non voglio ricadere !! vivo giorno per giorno con tanti altri problemi ,ma ho imparato a gestirli,non rinuncerò mai al mio psicologo e la mia psichiatra e tantomeno ai miei psicofarmaci che mi hanno fatto trovare un equilibro!!!! 11 comandamento ?? per me è ama te stesso più di ogni altro ,se io non avessi imparato ad amarmi oggi non ci sarei più.Invece eccomi quì a rompere sempre ,a me piace scrivere quì ,questo sito è stato per me (oltre ad incontrare virtualmente persone alla quale voglio bene) una specie di diario,uno sfogo giornaliero . ciao Silvio spero di diventare anche amica tua

  • 10021
    DAGO44 -

    SILVIO Grazie per avermi chiamato per nome.Mi piace quando mi scrivi chiamandomi per nome,sembra quasi che cosi’ le distanze si annullano.Puo’ essere,che dici?Era veramente un enormita’ di tempo, che non ci si sentiva,e d e’ un enorme piacere risponderti,aggionrami se,e quando vuoi sull’esito della tua discussione con la strizzacervelli..Per quanto riguarda CRISTO hai ragione,BEN LUNGI DAL VOLER RINFOCOLARE POLEMICHE IO mi riconosco in Un CRISTO mio,quello per intenderci pezzente,povero,ma intelligente,quello che si spostava sulla sella di un somaro,e nulla a che vedere,e ripeto n ulla a che vedere con la perfidia,la ricchezza e l’opulenza della CHIESA intesa come istiutzione,da cui mi tengo alla larga.Ho finito.Ricambio il tuoi abbraccio sconsolato vecchio amico mio con un abbraccio forte,sincero,Un abbraccio a tutti coloro che mi conoscono.DAGO44

  • 10022
    Beppino -

    Sono immaturo. Ne soffro, ma non riesco ad essere diverso da quello che sono. Stasera, mia madre mi ha rimproverato la mia immaturità. Una cosa da non fare, perché sono permaloso, e perché sono conscio di essere uno sbaglio della natura. Ho detto a mia madre che sapevo come diventare maturo. E’ vero, penso di saperlo. Non ci si può forzare a diventare adulti…è la vita a trasformarci, a farci maturare. Io rifiuto di forzarmi a recitare la parte dell’adulto, rifiuto di non essere me stesso. Forse non capite nulla a quanto scrivo, e forse interprerete male quello che ho voluto dire, ma stasera mi sembra che i miei abbiano acceso dentro me un fuoco che mi divora e mi fa male. Sì, lo so, sono immaturo. Ho ventotto anni ma non li dimostro. Non ci riesco. Sono un fallimento, e non ho voglia di cambiare per far piacere ai miei. Non ho voglia di cambiare per obbligo, sotto la pressione parentale. Non voglio far finta di essere un adulto, anche perché quando la situazione lo richiede, non ci penso, SONO adulto…ma a volte, non so perché, sono immaturo e non riesco a intuire il momento in cui sbaglio. C’è qualcosa di rotto, dentro me. Una cosa che funziona male. Non sono normale. Mia madre ha evocato due situazioni in cui ho fatto prova di immaturità, e…non sono riuscito a controllarmi, sono stato me stesso e ho fallito…La parte adulta di me è svanita per alcuni minuti, sono uno STUPIDO, un cretino, un imbecille !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 10023
    Piergiorgio -

    @Beppino,
    ciao, anch’io sono un depresso e vivo una situazione simile alla tua. Abbiamo contro il mondo dei normali, dei forti adulti che ci disprezzano. Però gli psichiatri non ci disprezzano perchè sanno quanto sia invalidante questa malattia. E nemmeno Dio ci disprezza, perchè con Gesù ha sempre dimostrato compassione per i malati.
    Anch’io quando ho una giornata nera non vado a messa. La mia fede è forte e sono sicuro che Dio non mi farà pesare il fatto che vado a messa quando mi sento e solo quando mi sento.
    Secondo me vai bene così, ami gli animali e i tuoi hobby. Bisogna essere forti per pensare anche agli altri oltre che a se stessi. Secondo me noi depressi dobbiamo cercare l’indipendenza e se non ci riusciamo limitare al minimo indispensabile la dipendenza dalle persone che desiderano e possono aiutarci. Questa è la mia opinione. Rispondimi se credi. Ciao

  • 10024
    Beppino -

    @Piergiorgio

    Grazie per la tua risposta.
    Penso che i genitori non siano i confidenti migliori. Non accettano che gli sia detto certe cose. A volte non accettano la realtà: ad esempio, mio padre non vuole accettare ch’io sia un depresso. Non vuole vederlo. Mia madre, quando le dico di essere stanco, mi dice: “Ti sei riposato tutto il pomeriggio!” Sì, mamma, però non ho preso l’ansiolitico, e il mio cervello rassomiglia a un mulino, non si ferma mai, penso penso e penso…Questo, non lo possono capire. La penso come te, essere dipendenti dagli altri è pericoloso. L’indipendenza…che bello!!! Finché vivo a casa, devo piegarmi alle regole di casa…Il mio cane non deve andare sul mio letto ( invece, io glielo permetto…), è vietato dai miei. E ci sono tante cose come questa…Per quanto riguarda la fede, io non credo più, oppure non lo so, non riesco ad accettare di piegarmi alle regole della vita cristiana. Dovrei pregare, leggere la Bibbia…ma non ne ho la minima voglia. Per adesso. In realtà non voglio piegarmi a nessuna regola, e da indipendente penso che dovrò controllarmi perché rischio di vivere completamente all’opposto di oggi: senza regole.
    Come confidente, ho scelto un’amica però so che è pericoloso: nel caso in cui io stessi troppo male, quest’amica rischierebbe di avvisare i miei…e questo, non lo voglio. E scrivo, disegno, i miei quaderni fanno da confidenti…

    Ciao!

  • 10025
    tancamala -

    LA Psy mi ha esaminato, c’era anche mia moglie, così, ci ha esaminato. Le ho confermato che ho una idea suicidaria in testa. Non si è scomposta. Non deve essere una rarità nel suo lavoro. Ma le cose essenziali che sono emerse sono che ho bisogno di ausilio farmacologico, anche qualche cosa in più dello zyprexa, ( Ancora goccine), e che fino a quando io e mia moglie abiteremo sotto lo stesso tetto, non c’è alcuna speranza di rimettermi a posto, perchè il mio cuore da pinguino languida per lei. Ma poi dovrei fare che? Rimettermi in pista? Non so’ che pensarne. Stefano, grazie delle buone parole. Ti scriverei anche, la mia e-mail non è cambiata, ma, come sai, un DIALER si è aggregato alla mia posta, penso proveniente da Apetta, a sua insaputa, e mi ha messo in difficoltà con tutti i miei corrispondenti. Però, potrei provare. Marina, ti saluto. Ho avuto la mia giornata dura, e sono stanco. E’ bello, pero’, pensare che ho trovato una amica. Provero’ ad esserlo un po’ anche io per te.
    Beppino, quale sarebbe la regola Cristiana? Mi sembrava che fossimo stati liberati dalle varie cose liturgiche e da tutte le regole con la carne di Cristo appesa al legno. Per quanto mi riguarda, mi sembra che sbagliare sia 10.000 volte più facile che fare o dire ciò che è giust.
    Jahveh è geloso, ma ama gli hippies e i fai da te. Non so’, mi pare che , se volesse, potrebbe facilmente aggiustarci, storti come siamo.
    Grazie di leggermi e di pensare anche un po’ anche a me.

  • 10026
    Buck -

    @DAGO44 : domenica …giornata magica : ricordi qiando descrissi la nevicata e da te c’era il sole?. Bene: domenica , l’altro ieri , giornata di gelo: l’umidità si era condensata sotto forma di trini ghiacciate , tutto era incrostato di ghiaccio ; la luce strana , pallida e grigia , anche a mezzogiorno. Il camino , naturalmente , era incandescente : mi sono quasi addormentato , steso , involtolato , a debita distanza. Che bello , occorre sapersela godere , DAGO , la solitudine ( va bene che io me la sono cercata). Mi sono ascoltato , ho dialogato con me stesso , mi sono rimproverato un po’ , ed un po’ mi sono coccolato. Cerco di volgere in positivo una situazione oggettivamente negativa. Niente farmaci , solo una ottima grappa ( poca , perchè ci sono di mezzo gli antidolorifici). E una fumante , abbondante tisana. Verso le 4 con l’oscurità incombente , mi sono goduto lo spettacolo di un capriolo che ha finalmente fiutato il fieno ed il sale deposti ieri nella radura che creai apposta quasi 20 anni fa(Quanto tempo è passato).
    Ero in pace con me stesso : e il capriolo , felice ed ignaro( del pasto preparato , di essere spiato…) è l’ultima immagine che mi è rimasta prima di addormentarmi ( solo qualche ora , poi i dolori riprendono e mi ricordano chi sono). Ma insomma , una bella fiaba.
    Mi ci voleva.
    Un ciao a tutti.
    E…Beppino: ti scongiuro , corri via dalla tua famiglia , piuttosto fatti adottare dagli Adams ,ma scappatene via. E intanto che ci sei , lascia stare la Bibbia , i Vangeli , il Corano , se non vuoi leggerli.
    Spezza le tue catene , sei un uomo libero. Forse più di me. Un caro saluto a te in particolare.
    Ultima cosa :… ma VentoLibero ed Alessandro non erano la stessa persona ? Oppure …accidenti , ho esagerato con la grappa!

  • 10027
    alessandro -

    No stai tranquillo, non hai esagerato con la grappa, dici bene: ventolibero ed alessandro, almeno questo alessandro, sono la stessa persona, solo non mi va più di intervenire con un pseudonimo, troppo spersonalizzante, preferisco il mio nome vero.

    Jemy, scusami se non ti ho mai scritto da allora, è stato un periodo un pò particolare, come ben puoi immaginare: pratiche per il lavoro (che non ho più…scaduto il contratto, ammalato di cancro come sono, non mi assumono più…amen!), chemioterapia, disastri familiari, casini vari e tutto il resto e insomma…
    Ti prometto che cercherò di scriverti al più presto!
    Buona notte a tutti !

  • 10028
    marina -

    Silvio grazie che proverai ad essermi amico ,è più facile essere amici virtuali che di persona. 🙂 .La seduta con i psi… sono sempre snervanti ,ma almeno tu hai tua moglie vicino che in qualche modo ti capisce ,prova a pensare invece quando tu hai idee suicide e le metti in atto e ti trovi da sola ad affrontarle!!…Io sono separata 🙂 ,ho tre figli( ormai uomini) ,ma non hanno mai capito nulla di me ed agni tentato suicidio si arrabiavano e mi domandavano .. perchè???ma….ciao!!! ti abbraccio!! @ beppino mi associo a Piergiorgio e a buck scappa da questa famiglia è per il tuo bene,non si può obbligare una persona a leggere la bibbia ,ad andare in chiesa ,così facendo ,come giustamente fai tu ,ti allontani… devi essere libero di credere in quello che ti pareeee !!!! Cerca di trovarti un lavoro ,sai molte lingue non ti dovrebbe essere difficile !! Se tu non ti allontani da quella casa non crescerai mai ,renditi indipendente e maturerai !! ciao caro 🙂

  • 10029
    DAGO44 -

    BUCK grazie per avermoi menzionato,eh mi ricordo si,come stai?se frequenti facebook possiamo scriverci anche li,altrimenti puoi scrivermi in privato.come tutti del resto Un abbraccio DAGO44

  • 10030
    Beppino -

    Ciao amici,

    La prossima volta, mia madre verrà con me dallo psicologo. Sarà la prima volta, e spero che servirà a qualcosa. Spero che mia madre capirà certe cose riguardo a me.

    Un abbraccio a tutti voi e coraggio!

  • 10031
    sandro -

    caro beppino
    io ti capisco ho avuto una famiglia che ha deciso tutto per me, opprimente com’era non ero libero di fare niente quindi me ne sono andato e facendo il lavoro di lavapiatti mi mantengo in uno stanzino ma se vuoinsaperlo sono libero come l’aria,quindi se vuoi un consiglio scappa dalla tua famiglia che non ti capisce e non ti lascia libero di decidere,credimi io ero depresso cronico e molta della tua depresssione deriva dalla tua famiglia.quindi scappa vattene di casa vedrai che la tua vita sarà
    finalmente tua.ciao

  • 10032
    anton -

    io sono anton ho passato un periodo difficile e a mr dwight e a ele e a tancamala vorrei dire che la solitudine l’ ho superata frequentando un corso di teatro e nella fede, ma anche tramite chat si tramite internet ho trovato nuovi amici se volete un consiglio il teatro aiuta a superare la timidezza e la solitudine,e anche dolori più grandi come quello che mi è successo quattro anni fa io l’ho fatto in seguito alla morte del mio fratellino di 12 anni per suicidio, mia madre non si è mai ripresa e io sono passato da un psicologo a un’altro tentando il suicidio, poi un’anno fa ho incontrato il teatro e sono riuscito a farmi amici e a trovare un pò di fiducia nella vita e nella fede,per questo dico che il teatro è un’ottima terapaia ti fa dimenticare chi sei e ti fa entrare nei panni di un’altra persona e a poco apoco scopri te stesso e capisci che tu vali tramite il sorriso dei tuoi amici e delle persone che ti stanno accanto , per questo la vita è preziosa e tu debvi farti valere e anche trovi il coraggio di dire a tua madre che non è colpa tua e che tu vali qualcosa,il dolore non mi abbadona ma a poco a poco sto meglio per questo dico di non smettere mai di lottare, mio fratello l’ha fatto e a me mi resterà un dolore immenso perchè un bambino aveva solo 12 anni ha fatto una cosa orribile e non auguro mai a nessuno di trovare il cadavere del tuo fratellino ma grazie al teatro perlomeno vivo una vita normale e riesco a sentirmi meglio, scusate per lo sfogo ma spero che la mia testimonianza possa aiutarvi a trovare pace e a provare a cercare di migliorare la vostra vita come rischiando e provando nuove esperienze e facendoci nuovi amici come ho fatto io tramite il teatro.a ele vorrei dire che sei una persona speciale e a dire di provare a uscire dal tuo guscio e di provare col teatro io lo so cos’è il dolore e col teatro e gli amici e tanto affetto sto riuscendo a guarire,credimi puoi avere una vita migliore con l’aiuto di tanti amici che ho conosciuto in quel teatro e tramite il nostro gruppo.ciao e auguri

  • 10033
    tancamala -

    Cara Marina mia moglie non è come la immagini tu dalla mia parte. Ha tanti problemi e io sono un problema per lei. Il nostro rapporto stà finendo, e questo mi distrugge. Ho anche io tre figli, uno del 1974 avuto da un precedente matrimonio, e poi due figli con la mia attuale consorte, con cui stiamo assieme da 25 anni. IL DOLORE CHE PROVO per la sua decisione di smetterla con me , è orribile.

  • 10034
    marina -

    Silvio scusa non sapevo ,effettivamente non sò la tua storia perchè quando sono entrata in questo forum e tu stavi usciendo io stavo talmente male …….Anche io ho un figlio del 1974 ,ma è il più piccolo :-).Mi dispiace amare una persona e sapere che sei un problema per lei bè è orribile ,ma ti posso capire!!Io ho amato una persona per 11 anni ……poi se ne andato con un altra 🙁 ( non era il mio x marito) Il mio primo matrimonio durato 21 anni ,la separazione non mi ha turbato l’ho voluta io!!Scusami ma non posso entrare bene nella tua vita ,ho paura di offenderti nei tuoi sentimenti magari dicendoti cose sbagliate ,Comunque devi andar avanti ,vivere giorno per giorno ,che ne sò magari ,dico magari parlare con tua moglie esprimere i tuoi sentimenti ,non sarà di ghiaccio !!! forse capirà ,non sò stò dicendo cose a vanvera però ti sono vicina . un abbraccio sperando che riscaldi il pinguino che è in te !

  • 10035
    ted -

    Penso spesso al suicidio come soluzione definitiva di ogni mio problema ma il passaggio all’atto lo sento ancora lontano e mi chiedo se ciò sia un bene. Ho letto i post di Delusa: se avessi preso la stessa decisione alla sua età non sarei più qui dal 1987. Mi chiedo sempre più se nel mio caso ciò sarebbe stata un’uscita di scena più dignitosa. Forse mi manca solo il coraggio.

  • 10036
    ted -

    Una mia cara amica è morta pochi giorni fa per un tumore che l’ha consumata in pochi mesi. Qualche anno ancora e se non sarà un cancro ci penserà un infarto a concludere tutto, e allora perchè continuare? Che senso ha vivere nel dolore per restare attaccato a una vita che di soddisfazioni me ne ha date ben poche? Stanotte sembra tutto così assurdo.

  • 10037
    alessandro -

    Se posso dirti Ted, se mi è permesso esprimere un pensiero senza vedermi sempre attaccato ogni volta e dai soliti soggetti, vorrei dire che, a perer mio, è sbagliato aspettarsi ricompense da questa vita, ricompense per i dolori e le sofferenze, talvolta atroci, ma atroci davvero, che si sono dovute patire, per i torti subiti, per gli inganni vigliacchi di cui siamo stati fatti oggetto, per la vita in sè, che spesso ti prende alle spalle e ti tradisce.
    Che senso c’è a tutto questo? Che senso c’è, per esempio, nel cancro che sto affrontando io, che senso c’è in una devastante chemioterapia che mi debilita e che so non mi allungherà la vita di più di 5 anni, e ne ho 30? Che senso c’è in quella sera del novembre 2001 quando per una cura presa male, un ragazzo di 19 anni, un amico, sempre uniti, sempre insieme, sempre compagni, spezza la sua vita e lascia angoscia e tormento perenne in chi continua a sopravvivergli? sopravvivergli, come la sua mamma, che non vive più, ma che ogni giorno si trascina al cimitero e sta lì ore e questa è tutta la sua vita, se di vita si può parlare? Che senso c’è in chi ha passato oltre 50 anni della sua esistenza in un manicomio e il resto fino alla morte tra l’indifferenza e i pregiudizi della gente? Che senso c’è nella storia di un ragazzo di 24 anni che entra in Spdc per aver tentato seriamente di farla finita e si vede legato al letto e narcotizzato dagli psicofarmaci e ridotto al limite della possibilità di esistere? E che senso c’è nelle parole di quello psichiatra che ti viene a dire che tutto questo è fatto per il tuo bene, che tu devi prendere quei farmaci ‘non perchè stai male ma per non stare male’? E che senso c’è in tutto l’impegno e la passione che uno ci può mettere per aiutare e provare a sostenere una fragile vita quando poi ti diagnosticato un cancro gastroesofageo che ti agghiaccia e terrifica ogni volta che ci pensi, come ora, adesso, in questo istante preciso che scrivo?
    Allora, in conclusione, la conclusione mia personale, quella a cui io sono giunto e che non pretendo sia valida per tutti, è valida per me e questo mi basta, poi ad ognuno le sue strade, è che proprio per questa sua insensatezza e per il non senso di ogni suo avvenimento, felice e doloroso, della vita, e che non c’è da aspettarsi nessuna ricompensa, vale comunque, proprio per questo, la pena d’essere vissuta…e se si è consapevoli che poi, altro non che ‘un’oasi d’orrore in un deserto di noia’, come direbbe Baudelaire, penso sia ancora più ‘facile’, si fa per dire, accettarne la sua insensatezza…e viverla!
    Buona fortuna!

  • 10038
    ele -

    forse il (mio) problema è anche che non riesco proprio a comprendere le persone che mi parlano contrapponendo alla mia disperazione una razionalità lucida e fredda. certo non mi aspetto che si mettano a piangere insieme a me, ma quando io sto male (come adesso), non riesco davvero a capire niente di quello che mi si dice e alla fine oltre alla disperazione mia per il dolore che sto provando, aggiungo anche la sensazione di non essere capita e soprattutto di non riuscire a capire cose che sembrano così facili, lampanti, lineari. allora oltre che disperata mi sento anche scema. è davvero tanto aspettarsi che mentre mi dispero, mi si prenda per mano?
    @anton: grazie davvero per il consiglio, ma non mi sento tanto a mio agio in mezzo alla gente, quindi un corso di teatro non saprei come gestirlo.
    un abbraccio forte a tutti.

  • 10039
    Isabella -

    Quando si trascorrere del tempo fai un giro in ospedale e vedere così tante persone a vivere lutanto. Um saluto de una amica brasiliana.

  • 10040
    Beppino -

    Se la vita è insensata…penso che tocchi a noi darle un senso. Credo che la vita sia come un torrente che ci porta laddove vuole. Siamo impotenti di fronte a questo “torrente”, ma possiamo decidere di vivere al meglio la nostra “deriva” personale. Ad esempio, io ho studiato l’italiano per anni, all’università, e forse non mi servirà mai, perché non lavorerò con le lingue. E’ stato un errore: ho scelto di studiare l’italiano mentre avrei dovuto studiare qualcos’altro. Ma oggi cerco lavoro, e costruisco il mio futuro. Stavolta non voglio commettere un errore, voglio scegliere la via giusta. Sono un autolesionista, perché c’è dentro me un dolore che nessuno mai potrà togliere. Questo dolore ha diversi nomi: “Disprezzo di se-stesso”, “collera contro il mondo”, “bisogno di esprimere delle cose inesprimibili”, …e bisogno, forse, di sentirmi esistere, perché mentre il tempo vola, ho l’impressione di non andare avanti, di girare senza fine nel mio micromondo.
    La vita non risparmia nessuno. Dico “la vita”, perché lei è l’unica colpevole, affligge gli uomini senza che lo possano prevedere: la vita colpisce gli uomini a caso, certi saranno depressi, altri saranno malati di cancro, e altri si suicideranno. Finché possiamo goderci qualche momento di allegria, godiamocelo. Proviamo a realizzare i nostri sogni…
    A volte il dolore di vivere è così forte da far svanire ogni nostro sogno…e poi sognare non basta: basta vivere i propri sogni. Io mi sono promesso di andare al Marineland di Antibes, nel sud della Francia. Forse ci andrò tra qualche anno, se sono ancora vivo. Perché chissà…
    Mi sono anche promesso di vedere dei lupi. Sono degli obiettivi che mi impediscono di volermi suicidare…A volte, tutto si oscura, non sono più in grado di sognare, perdo la speranza e sprofondo nelle idee suicidarie, ma stasera oso sperare…nel futuro.

    Forse, con tutte le medicine che ho ingerite in passato, avrò problemi di fegato, più tardi…non lo so. Spero di no. Ho paura di tantissime cose. Il futuro rassomiglia ad un punto interrogativo, non si sa mai che cosa ci possa piombare addosso…e immagino subito le cose peggiori: cancro, infarto, incidente stradale…MAMMA MIA, che angoscia………..

  • 10041
    alessandro -

    Se puoi correre nel vento corri nel vento, se puoi piangere e gridare piangi e grida e urla e incazzati e sorridi e poi fallo di nuovo e fallo ancora e fallo sempre e fottitene…se puoi parlare e sfogarti fallo e non trattenerti e non limitarti, e non rimpiangere il passato e non rincorrere il futuro, nè l’uno nè l’altro ti appartengono più e possiedi ancora…ma spesso si guarda indietro e a ritroso si ripercorrono tappe e ci si dispera e tormenta, alcune cose sono andate in un modo e ti incazzi perchè ora ti sembra fin troppo facile come sarebbero potute andare diversamente, forse in maniera più giusta e migliore, ma io l’unica cosa che ho imparato dai tanti disastri di questa vita, da quelli miei e da quelli di chi mi nè stato possibile conoscere come uomo e come medico, è di cercare di non avere rimpianti, non perchè tutto è stato giusto, ogni scelta azzeccata, ogni mossa perfetta, ma perchè il dramma non è mai il passato bensì il futuro sempre, un futuro da immaginarsi e costruirsi, e allora si cerca di costruire un futuro possibile per un nuovo giorno da affrontare…Cerchi i desideri più forti e li metti in ordine, con qualche dubbio, legato alla paura, che è compagna sempre fedele e sempre costante…
    Corri in questa vita, e la meta ti sfugge sempre più mentre tu vai sempre più lontano e più forte, corri su questa terra in una percezione finita del tempo, nella sua infinità forse rimarremmo immobili, in un rimando automatico che non troverebbe mai la forza per farsi azione e talvolta reazione, perchè è giusto ribellarsi, insorgere e protestare, ma è bene sapere sempre che a nulla serve, almeno questo io credo e questo mi aiuta…
    Ritengo che nulla abbia senso e significato, ma ciò che scegli e partecipi esprime sempre e comunque un qualcosa di te che vuoi lasciare, trasmettere, donare agli altri, rivela una sensibilità talora estrema che ti dispone a capire il dolore e l’altrui sofferenza, a condividerla e a fare qualcosa per alleviarla, e questo già è una ricerca di senso del nostro essere nel mondo, è una ragione di vita, è il senso possibile all’esistenza di tutti e di ognuno…
    Alle volte ci si sente stanchi e spesso stremati, si è tentati di cedere e facili alla resa, come uno scalatore che teme per le proprie mani, per le dita raggelate e irrigidite che non possono, o forse non vogliono, aderire alla roccia, e la sua friabilità diventa il suo alibi…ma chi ci tirerà via da quel dirupo e chi ci sosterrà nella restante fatica fino alla vetta? Quali mani afferreranno le nostre, stanche e deboli, in quegli ultimi metri che paiono infiniti come l’ascesa in un paradiso sempre promesso e mai raggiunto?
    Non lo so, ed è giusto così, io ho le mie risposte, e valgono solo per me, ognuno ha le sue e deve giustificarle solo a sè…

    Auguri !

  • 10042
    ted -

    Il giro in ospedale l’ho appena finito, Isabella, molti mesi, molte persone che lottavano e che morivano. Non ha migliorato la situazione, la sofferenza degli altri non sana la propria.

    Occorre vedere come si vive, Alessandro, non credo alla sacralità della vita, in nessun senso. E’ fortunato chi vive fino alla vecchiaia rispetto a chi muore in gioventù? E’ fortunato chi riesce a vivere con passione, intensità, la quantità vale meno della qualità. Il senso non c’è più ora, da parecchi anni, in altre stagioni della mia vita c’era, non parlo di qualcosa che dia valore metafisico alla propria esistenza, il mio era un discorso molto più banale. Senza gioia, speranze, intensità, con la chiara percezione di troppi errori e fallimenti irrimediabili che senso ha per me trascinarmi per anni stancamente in attesa dell’esito al quale tutti presto o tardi giungiamo? Non credo sia questione di aspettarsi ricompense ma dell’insostenibilità di alcune condizioni esistenziali, o meglio sostenibili al prezzo di condurre vite svuotate di vita come chi passa 50 anni in un manicomio. Francamente avrei preferito un cancro a 30 anni.

  • 10043
    alessandro -

    …’vite svuotate di vita come chi passa 50 anni in un manicomio’…

    Come uomo e come medico psichiatra mi sento di respingere e rifiutare, e con forza, simili affermazioni, perchè come uomo e come medico psichiatra, come persona impegnata sul difficilissimo fronte della sofferenza psichica ho creduto e crederò sempre, finché avrò respiro, che quella persona, internata per 50 anni, ha il sacro e santo diritto a vivere la sua vita per quel che gli resta…c’è gente che si è sposata non appena è uscita, che per la prima volta ha scoperto il mare, che va a fare la spesa, che va a messa, che scambia un bacio con qualcuno, che vive ciò che a noi è concesso ogni giorno e pensiamo non valga un c.... e che a loro è stato negato per una vita intera e rappresenta tutto il senso e il valore della loro esistenza di sopravvissuti…con quale diritto sentenziamo definendole vite ‘svuotate di vita’? Forse a loro manca il senso in sè come manca e te, a me e a tutti, ma c’è in loro quella vita che è fatta di quella libertà minima che, appunto, a noi oggi è concessa e a loro ieri è stata negata e per un’eternità!
    Facciamo attenzione nell’emettere certe sentenze…molta attenzione!
    Se oggi ci fossero ancora i manicomi, ti garantisco che tutti coloro che amano definirsi ‘depressi’ ecc lì dentro ci finirebbero, al di là se lo siano realmente o meno, al di là se si tratti di fisiologici malesseri esistenziali o di patologici disturbi con valenza clinica, ci finirebbero perchè così imporrebbe il potere degli interessi e del perbenismo, allora forse molti la smetterebbero di considerarsi depressi e molti altri si vedrebbero internati, stuprati nelle membra e nell’anima, legati e narcotizzati e non certo curati e compresi e sostenuti nei loro percorsi e nelle loro incertezze e precarietà esistenziali…per loro, per questi esseri ‘svuotati di vita’, questo è stato il destino, assoluto e inappellabile’ forse ‘cinico e baro’ come direbbe qualcuno, poi se n’è aperto un altro e io non mi permetterei mai di definirlo ‘svuotato di vita’ perchè se così fosse sarebbe senza vita anche il mio e quello di chiunque fa il mio mestiere e crede in quello che fa.

    Quanto al cancro a 30, questione di punti di vista!

  • 10044
    ted -

    Alessandro, quando parlo del valore o meno della vita mi riferisco sempre e solo alla mia vita, non a quella degli altri. Mai pensato di avere il diritto di scegliere per gli altri, quello che so è che per me vivere in quelle condizioni per decenni sarebbe peggio della morte e non tanto o solo per le condizioni oggettive di degrado e abbandono ma per quello stato interno che la tua professione definisce col termine di sintomi negativi, qualsiasi cosa li determini, il disturbo in sè o l’istitulizzazione. Poi, guarda, sull’utilità della psichiatria soprattutto, ma non solo, nella cura dei disturbi psichiatrici più gravi ho parecchi dubbi, più che contenere e attenuare i sintomi di solito non fa. Per non parlare delle qualità umane di molti tuoi colleghi, ricorderai certo chi a questo proposito parlava di crimini di pace.
    Ho avuto la depressione, la melanconia, conosco la differenza tra la tristezza vitale e il sentimento comune del sentirsi tristi e la conosco non per averla percepita negli altri o averne letto la descrizione, anche ottime descrizioni come quella di Borgna, ma per averla provata in prima persona. E puoi tranquillizarti riguardo alla sorte dei “comuni” depressi nel caso di ritorno dei manicomi, non si potrebbero internare milioni di persone, se non altro per ragioni di bilancio, come la storia della deistitutalizzazione ci insegna. La strada intrapresa da tempo è il farmaco, forse con l’aggiunta in futuro di un inasprimento dei tso, una soluzione in linea con le esigenze di cassa dell’economia contemporanea.
    Riguardo al cancro, prima o poi arriva per tutti- se non proprio un tumore un infarto o un’altra condizione letale. Come ho già scritto, per me conta di più la qualità della mia vita, non la quantità.

  • 10045
    alessandro -

    Affermazioni azzardate ma al contempo scontate le tue, forse troppo. Provo a replicarti partendo dal principio…l’utilità della psichiatria, così come è esercitata ed applicata almeno, sfugge anche a me, e molto. Il supremo principio della medicina impone: PRIMO NON NUOCERE! La prassi clinica della psichiatria trasgredisce, sistematicamente, questo principio, basti vedersi sottoposti ad un Tso e si capirebbe il tutto. La logica è quella di contenere e soffocare, siamo d’accordo, non dici nulla di nuovo ed è quello che io ho sempre detto e sostenuto, in ogni occasione, in incontri reali e pubblici dibattiti, non certo solo su siti internet. Resta il fatto che la chiusura effettiva dei manicomi è avvenuta nel giugno 2000, con l’uscita degli ultimi degenti dal Santa Maria della Pietà, il grande manicomio di Roma. Resta il fatto che il primo psicofarmaco risale al 1952, un antipsicotico prodotto in laboratorio, la cloropromazina. Ma da allora i manicomi sono esistiti fino al 2000 appunto, anche se dal febbraio del 1980 non potevano più accogliere pazienti oltre a quelli che già contenevano. E con il ‘miracolo’ della chimica non sono aumentate le dimissioni dal ’52 all’80 ma è cresciuto il numero di coloro che ci entravano, e non lo dico io ma le statistiche del settore. Corri troppo amico, corri troppo!
    E così, se ancora fossero attivi, sarebbe oggi, perchè forse tu conosci la depressione in prima persona e magari, ma magari davvero, io solo quella dei manuali, tu credi, ma io conosco dal di dentro il sistema perverso della psichiatria, e ti dico ancora, e lo sottolineo, che se ci fossero gli ospedali psichiatrici, molti ci finirebbero dentro. Vatti a leggere Basaglia, l’Istituzione negata e Conferenze brasiliane, poi ne riparliamo.
    C’è da dire poi, che allora come ora, nei manicomi dell’epoca come negli Spdc odierni, la farmacologia era ed è sempre una violenza: i sedativi (ed ogni psicofarmaco è solo e soltanto sedativo) agiscono da camicie di forza chimiche, causano una amputazione mentale, una costrizione del pensiero, delle idee, degli affetti. Seguivano e seguono la stessa identica logica e direzione delle docce fredde, dei bagni gelati, del contenimento ai letti, del confinamento in una stanza di 2 metri x 3 imbottita di cuscini così che il ‘pazzo’ lì rinchiuso potesse dimenarsi senza fracassarsi le ossa, cioè il bisogno di tenere sotto controllo certi aspetti comportamentali che avrebbero potuto trasgredire la norma per diventare poi pericolosi.
    Il lavoro dello psichiatra non ha nulla a che fare, come si vede, con la libertà, ma si confronta a viso aperto con la violenza e il sopruso. Con la sopraffazione e le angherie che lui stesso in nome della sua ‘scienza’ esercita e reitera. Impunitamente! Quindi, come vedi, un pò in sintonia siamo, a parte certe tue pretese, come quella da cui sono partito.

  • 10046
    alessandro -

    Basaglia, oltre a parlare di ‘crimini di pace’, ha scritto: ‘nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, noi non possiamo vincere, perchè è il potere che vince sempre. Il potere degli interessi, il potere del denaro, il potere delle posizioni conquistate ed occupate. Noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di cambiamento, di metamorfosi, difficile da recuperare’.
    E’ questa unione che ha portato alla legge 180, detta, appunto, Legge Basaglia. La chiusura dei manicomi non è avvenuta per esigenze di cassa, perchè oggi la spesa destinata all’assistenza psichiatrica è infinitamente superiore a quella che necessitava per il sistema manicomiale. Il tuo è un discorso errato in quanto sovverte i termini di riferimento. Ed è per questo che si è parlato e si tornerà a parlare della riapertura di queste strutture, perchè in quanto contenimento, il contenimento costa poco e produce molto, perchè basta sentenziare la ‘cronicità’ della schizofrenia e delle psicosi gravi (per queste patologie si parla di sintomi positivi e negativi, non per la depressione, a meno che non ci si riferisca a depressioni psicotiche) per trovare ‘giustificazione’ morale (perbenisti ipocriti come siamo…) e facile, rapida e pratica attuazione concreta per quel bestiale contenimento.
    Le cose bisogna conoscerle, e conoscerle a fondo prima di parlare con troppa facilità come capita di veder fare amico.
    Su cancro, infarto e altre situazioni letali e accidentali che possono portare alla morte, scusami ma non capisco…prima o poi si muore o no? O siamo eterni (che poi a dire il vero nemmeno vorrei esserlo!)? Cioè mi sfugge la logia del tuo discorso…Su Borgna, diverso tempo fa suggerì un suo libro, Malinconia appunto, molto ben scritto. Tuttavia psichiatri come lui ce ne sono pochi in giro, purtroppo!

  • 10047
    Beppino -

    Alle volte credo di essere invisibile.

    Per obbligo, domani mattino andrò in chiesa e suonerò il pianoforte. Non ho voglia di farlo. Ma nessuno tiene conto di quanto io pensi o voglia. Domani mostrerò il solito sorriso, la solita beatitudine mentre invece dentro sarò destabilizzato e angosciato.

    Vorrei sparire.

    Ciao.

  • 10048
    Beppino -

    Non so che cosa fare con la mia vita. Ho l’impressione di aver fallito in tutti i campi che sono i miei. Non potrei essere scrittore…perché scrivo male. Non potrei essere pianista…perché non ho abbastanza tempo per diventare un professionista. Ho l’intuizione di qualcosa, una cosa che si nasconde in fondo a me e non riesce a venire fuori. Ho voglia di correre in ampi spazi erbosi, di volare, e soffoco qui nel mio piccolo mondo. Vorrei comporre musica, ma le uniche cose che ho composte sono…da buttare via. Vorrei scrivere poesia, ma le mie 300 poesie sono anche da buttare via. In realtà non riesco a capire che cosa potrei fare per “ritrovare me stesso”. Non riesco a realizzarmi, è come se in fondo a me ci fosse un embrione…un qualcosa che ribolle, senza poter nascere. Vengono fuori delle cose da buttare via, niente di molto importante, delle nullità. Forse m’illudo…forse non nascerà mai nulla da questo cervello stanco…Non immagino una vita senza creazione. Non immagino una vita sterile…ma fallisco in tutto quello che provo!!!!!

  • 10049
    ted -

    Parto dall’ultimo punto: la logica è che non sempre avere un cancro è la cosa peggiore, anche nel caso di un esito letale perchè, come avevo scritto, la quantità di vita non vale quanto la qualità, ciò vale almeno per me.
    Sintomi negativi nella schizofrenia, qualcosa al riguardo ho letto: il riferimento era volutamente a quel disturbo considerato, a torto, dai più inguaribile, progressivamente degenerativo e quindi con prognosi infausta, in linea con la posizione di Kraepelin sulla dementia praecox che, da quel che leggo, pare sia tornata di moda negli ultimi decenni tra gli psichiatri. Certo un disturbo che conosco poco, solo da letture non essendone affetto, così come poco conosco il disturbo bipolare, la vecchia psicosi maniaco depressiva e molte altre patologie descritte nel DSM: ciò che conosco bene, avendola provata di persona, è la depressione maggiore e magari anche la distimia.
    I costi delle cure vanno rapportati al numero dei pazienti, non considerati in assoluto: dal momento che si assiste ad un aumento di molti disturbi- depressioni, doc, anoressia, ecc.- non sorprende un aumento delle spese, convogliate sul farmaco per ovvie ragioni di business. Un incremento di patologie legate strettamente agli sviluppi socio-economici, probabilmente.
    L’inizio del ridimensionamento del sistema manicomiale precede l’introduzione dei farmaci, anche se di pochi anni- vedi i dati dei Paesi scandinavi già nel secondo dopoguerra- e da questi è stato poi favorito non poco: certo saprai chi fu il primo governatore di uno stato degli USA a tagliare per motivi di bilancio le risorse dei manicomi pubblici. Ciò precede l’opera di Basaglia e francamente certi fenomeni, a mio parere, andrebbero inquadrati in un’ottica non provinciale e, ancor più, non idealistica individuando le determinanti socio-economiche dei mutamenti culturali.
    Ma ora il quesito che sorge spontaneo: che cosa c’entra tutto questo con la discussione sul suicidio? Perchè io a questa intendevo partecipare, non ad un dibattito sulla psichiatria che credo non importi un fico secco a chi scrive e legge qui. Tu perchè sei qui? Da alcuni tuoi precedenti post mi pare di capire-correggimi se sbaglio- che non pensi minimamente al suicidio, che sei entusiasta della vita-buon per te, io non posso dire altrettanto-, che non perdi occasione per lunghi monologhi sulla cattiveria della psichiatria-condivido-, e che sembri manifestare quella calda capacità empatica di fronte al dolore di chi qui scrive che ho imparato a riconoscere come segno distintivo di tanti-certo non tutti- psichiatri: proprio quest’ultimo elemento magari condiziona non poco la mediocrità dei risultati ottenuti finora nella cura dei disturbi mentali, non credi? Visto poi che comunicazione e riabilitazione sono i soli metodi efficaci, al di là del contenimento dei sintomi, non finirò mai di stupirmi di quanti intraprendono una difficile professione carenti di requisiti caratteriali fondamentali…..

  • 10050
    ted -

    Allora, se poco ti coinvolge il tema che qui si discute-correggimi se fraintendo il tuo pensiero- debbo pensare che la tua presenza qui sia motivata da uno slancio di generosità altruistica nei confronti di noi povere anime in pena? Se queste sono le tue intenzioni, ti ringrazio ma mi sento in obbligo di farti notare che tale ammirevole generosità non ti è stata richiesta in alcun modo. Direi anzi che alcuni la interpretano quasi come una carenza di sensibilità e tatto da parte tua. Chissa perchè!
    Con questo cocludo amichevolmente ogni ulteriore dialogo tra noi.

    P.S.: se c’è qualcuno qui interessato all’argomento suicidio da parte mia sono ben lieto di partecipare ed ascoltare.

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