Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Ho passato quella che sarà la mia ultima pasqua da solo.Il telefono non ha mai squillato ( temevo l’improvvidenza di mio fratello , ma ha capito).Credevo peggio. La solitudine si sta rivelando una cosa buona , e non troppo difficile da maneggiare.
Buk, non parlare così ,mi dispiace che neanche tuo fratello ti abbia telefonato,ma questo è dipeso da te ,Tu hai voluto la solitudine ,tu hai voluto che gli altri si allontanassero a come mi è sembrato nei tuoi post.Sai si può essre da soli anche in mezzo a tanta gente.La solitudine non è mai una cosa bella (infatti ti è dispiaciuto che tuo fratello ecc..)Le mie sono parole semplice ma vissute in tutto e per tutto cerca di amarti ,il nostro peggiore nemico siamo noi stessi ,impare a convire con te e poi con gli altri .Tutti abbiamo bisogno di qualcuno a cui aggrapparci ,ciao Buk
xkè è tutto cosi difficile?! non riesco.. 🙁
Anche io ho festeggiato per conto mio almeno non ho dovuto fare quei pranzi infiniti di tutto il giorno… e poi ho giocato al computer tranquilla.Comunque almeno 3 amici li ho per ora.e per me sono molto importanti. forse è vero che tutti abbiamo bisogno degli amici..
La vita è una cosa bellissima. Il solo fatto di essere vivo. Il solo fatto di sentire il sangue scorrere nelle vene. E anche il dolore che mi schiaccia a volte a terra fino a farmi soffocare mi ricorda che c’è sempre tanto da scoprire e da vedere sia nel bene che nel male. E che se anche siamo liberi di farlo, è un peccato buttarci via ancora prima di essersi messi nuovamente in gioco.
(Solo un pensiero :D)
Neanch’io ce la faccio.
A casa i miei sono continuamente stanchi e tesi: non lo sopporto più. Mi danno ordini come se fossi un bambino di tre anni. Sto lì lì per scoppiare. Ho bisogno di PACE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Altrimenti non so cosa sarei capace di fare…per procurarmela questa pace. Vorrei a tutti i costi provare altro che tensione, collera, ribollimento interiore, rabbia!
Aiuto! Portatemi via da questa casa soffocante………………..Purtroppo io incasso tutto, non dico niente…e assorbo tutte le tensione familiari…ma proprio ora non ne posso più. Ho voglia di andare in ospedale, di scappare, di andare a vivere altrove con il mio cane. Qui per un depresso è l’inferno.
Marina , io non ho scritto : neanche mio fratello ( ci sentivamo due volte all’ anno , riuscendo a litigare 3 volte). La interpretazione giusta è … per fortuna mio fratello ha capito la situazione e non ha telefonato. Mi complimento con me stesso per come sto gestendo la solitudine. comunque , invece di occuparvi di un vecchio (io)in via di dismissione dalla vita , state vicini ad Elena
Stregatto: la vita non è bellissima per tutti ; è un peccato buttarla via vale per molti , ma non per tutti ; il peccato è solo per i Credenti
BEPPINO: non c’è proprio nulla di concreto che puoi fare o incominciare a fare per allontanarti da quella situazione?
Alle volte le soluzioni ci sono e non riusciamo a vederle.
Te lo dico non per dire facili luoghi comuni, ma perché a me è successo. Di vedere una soluzione, momentanea che fosse, che non credevo fosse possibile.
Mi dispiace che stai male e per le sensazioni che provi.
BUCK: ciao 🙂 no, Buck, non è che Marina ha letto le cose sbagliate, ha letto tra le righe, forse perché le è capitato di sentirsi nella tua posizione. A me sì. Forse ci ha letto anche l’impotenza di chi vorrebbe raggiungerti ma rispetta, a malincuore, il fatto che una persona adulta dica: non raggiungetemi.
Ed è molto difficile capire se una persona chiede in realtà di essere raggiunta tantopiù se non ne è consapevole in prima persona.
E’ molto difficile interfacciarsi con il libero arbitrio delle persone che stanno male. Lo dico da persona che stava male e da persona che ha avuto a che fare con chi è stato male.
Ovviamente non voglio permettermi di dire che tu non ti complimenti con te stesso davvero per come gestisci la solitudine. Nel tuo progetto di abbandono questo probabilmente ha un grande significato di stoicità. Ma forse anche di bisogno di controllo sulle emozioni e il circostante. Dire: io non ho bisogno di nessuno e se non c’è nessuno è perché io l’ho scelto, che non ci sia nessuno, significa anche non lasciarsi andare al fatto che le persone, a loro volta dotate di libero arbitrio e di capacità di errore oltre che di empatia, possono esserci o non esserci nel momento sbagliato, possono gratificarci o ferirci, anche involontariamente. Possono, avvicinandosi e poi andando via, provocarci uno sconquasso, cosa che tu non senti forse di poter affrontare, perché sei già sofferente. Naturalmente non sono nella tua testa e nel tuo cuore e quindi le mie sono solo ipotesi, rifacendomi a quando io sceglievo la solitudine, e facevo discorsi come i tuoi.
Non sei un vecchio, e se permetti come tu hai il libero arbitrio di dirti che sei vecchio e che sei contento di come stai scomparendo io ho il libero arbitrio, dentro di me, di preoccuparmi per chi mi pare e di non pensare che se Elena sparisce mi dispiace e se sparisci tu pazienza, tanto…
Non posso controllare cosa farete della vostra vita o non vita, e ho il massimo rispetto per la sofferenza interiore, come ho già detto ho avuto degli amici suicidi e anche un suicidio in famiglia (ecco, forse questo non l’avevo mai detto) anche se diversi anni prima che io nascessi e l’ho saputo dopo molti anni e non giudico chi ha compiuto un gesto estremo, come non lo ha giudicato chi, in famiglia, mi ha riportato quel gesto di un congiunto. Anche se ho capito in seguito perché mia madre faceva certi discorsi, che non erano giudicanti, ma che servivano a proteggere lei dal fatto di aver conosciuto da vicino un suicidio quando era piccola e di aver visto il dolore e lo sgomento di chi stava intorno.
Non giudico, BUCK, e penso che della tua vita o non vita puoi fare quello che vuoi, ma non avrai da me discorsi tipo: ti capisco e quindi mi sembra un’ottima idea che ti ammazzi.
Penso che sia terrificante stare così male da pensare di andarsene per non soffrire.
E penso che non avendoti davanti non so quanto tu veramente non abbia possibilità di stare meglio e quanto invece tu stia usando il tuo carattere forte e caparbio contro te stesso.
Anche se ti avessi davanti non cambierebbe nulla, nel senso che sapresti tu per te.
Ma il fatto che non vuoi che nessuno ti veda e ti stia vicino, oltre che per un fatto di dignità, perché tu detesti come stai e ti vedi, mi fa temere che sia anche perché temi che gli altri possano vedere ciò che tu non vedi più.
Non ha nessuna importanza quanti anni ha una persona quando ha dei pensieri come i tuoi, una persona che ha dei pensieri come i tuoi comunque si sente limitato e in un labirinto, qualsiasi siano le ragioni per cui pensa al suicidio. Ed è ovvio che non è da fuori che si possa giudicare cosa è grave o no per chi vive le sue esperienze, i suoi dolori fisici o emotivi o morali, perché per chi le prova sono gravi, destabilizzanti, e portano all’implosione.
Però continuo a pensare che non stai curando la tua depressione, chiamandola razionalità. E non ti dai nemmeno la possibilità di vedere quale sia il confine tra depressione e razionalità.
Questa è solo la mia opinione.
Non esiste solo il peccato in senso cattolico. o meglio non credo che stragatto esprimesse un concetto cattolico, di colpa.
Come ho già detto non giudico il fatto che persone che conosco si siano uccise, ma penso che sia un peccato, sì, che non abbiamo potuto rimettersi in gioco. E lo dico anche per coloro che conosco che invece sono riusciti a superare una fase a rischio di suicidio concreto e sono riuscite a rimettersi in gioco.
BUCK, io penso che possano esistere cose nella vita che gli esseri umani si sentono realmente in grado di non sopportare. Per cui sentire il sangue nelle vene appare come un supplizio. E quando vedo persone che ci sono riuscite, a continuare a vivere, ad esserci lo stesso, e veramente, a uscire dal tunnel, mi domando come abbiano fatto. Non nel senso che penso che non sia possibile, ma nel senso che non credo che sia scontato che ce l’abbiano fatta. Per niente. Penso che hanno combatutto una dura battaglia, che solo loro possono sapere quanto sia stata grande e lacerante mentre stavano combattendo. In quei campi di battaglia c’è chi torna a casa e chi perisce, ho conosciuto chi è tornato e chi non è tornato, ma, BUCK, permettimi di dirti che io sarei contenta se tu riuscissi a tornare a casa. Un abbraccio.
LUNA,
Ti spiego la situazione: per tre anni sono rimasto a Parigi per via degli studi. Tornavo a casa solo al fine settimana. Poi ho insegnato l’italiano alle scuole medie ( l’anno scorso ) e mentre facevo il professore vivevo a casa con i miei. Alla fine dell’anno scorso, ho tentato il suicidio. Ero esausto. Sono finito all’ospedale e mi è stata diagnosticata una depressione. Quest’anno sono quindi DISOCCUPATO, e incapace per ora di lavorare a causa della depressione. Non guadagno soldi dunque non posso lasciare la casa.
Stamattina non ho fatto colazione insieme al babbo perché era troppo teso. Ho aspettato che venga mia madre e ho fatto colazione con lei…
Ma il fatto ch’io viva con i miei…è un problema: mi danno ordini come se fossi un bambino di tre anni. ” fa’ prima quello che c’è da fare e poi ti puoi distendere! ” . L’ho sentito due volte in due giorni, ieri ed oggi. Ma questo lo si dice ad un adolescente…e non a un giovanotto di ventisette anni!!!! Però perché mia madre parli in questo modo…ci deve essere un motivo: agisco come un adolescente perché vivo con i miei e mi “coccolano” fin troppo, quindi non posso trovare la maturità giusta, quella che corrisponde alla mia età.
Mi fa soffrire. In fondo, ragiono come un uomo…Per tre anni sono vissuto da independente, andavo a fare la spesa da solo, ecc…Senti, quando vado a comprare vestiti, mia madre mi accompagna ancora! A ventisette anni!!! Che vergogna!
Ma siccome non lavoro…non posso essere autonomo, e quindi…mi rinchiudo in camera, cercando aiuto perché non è possibile vivere in un’atmosfera così tesa. I miei sono SEMPRE stanchi…mia madre ha mal di schiena da tre anni…e mio padre lavora fin troppo. Immagina quello che devo sopportare oltre alla depressione…
Vorrei tornare in ospedale.
io pasquetta sn stato a fare grigliata con amici in montagna ( cosi ho portato il bau a correre ) a parte il tempo incerto e il risveglio alle 4 stamane e stata una bella giornata
@ elena zau bella cosa e difficile ?
dai un salutto buona serata / ninna
smack alle fanciulle ^^
a stanchissima 2
Stasera sono angosciato. Non sono andato in chiesa con i miei. Mio padre ha insistito un pò perché io ci andassi, ma…la mia relazione con Dio è troppo complessa. Non mi sento in grado di pregare, né di presentarmi davanti a Dio nello stato in cui sono da qualche giorno.
Sono molto instabile. Tutti lo possono vedere. Non so quale sia il cammino fatto per me, né come essere per soddisfare i miei. Non so neanche come risolvere i miei problemi riguardo a Dio.
Sono completamente smarrito e NESSUNO può capire, nessuno può darmi la risposta giusta. Vivo in un mondo tutto mio, misto di sogni, di Dio, di depressione…e di perfezionismo distruttore. Essere perfezionisti = essere orgogliosi. L’ho letto su qualche rivista…Io mi fisso degli obiettivi troppo alti…e non li raggiungo mai. Cerco di valere qualcosa agli occhi dei miei…ma non ci riesco. Agli occhi della gente, sono troppo particolare, troppo timido, al limite, inesistente. Mi chiedo se su questa Terra, ci sia qualcuno che mi capisca.
Non ho vie d’uscita. Affronto sempre gli stessi problemi, e sono l’unico che possa provarne il peso. I miei lo ignorano. Lo ignorano tutti.
Se la morte fosse realmente un riposo…è da molto che mi sarei suicidato. Però mi è stato insegnato che quando si muore, l’anima se ne va verso Dio…e poi c’è il giudizio e l’inferno perché suicidarsi è un peccato. Quindi…sono obbligato a vivere in questo mondo…non posso morire…Ho veramente PAURA di suicidarmi, anche se in momenti proprio disperati non ho esitato ad impiccarmi, ad inghiottire delle medicine…L’ho fatto senza “pensare”, cercando di dimenticare il giudizio, e l’inferno. Forse mi prenderete in giro riguardo a questa mia credenza…ma non c’è da ridere. Sono stato insegnato così sin dalla mia infanzia ed è profondamente ancorato dentro me. Ci credo. Ho paura, e nello stesso tempo, vorrei morire. Vorrei non pensare più, lasciare il mondo e la sofferenza.
Ogni volta che ho cercato di esprimere queste cose…mi sono fatto male, perché la gente, senza conoscermi bene, giudicava, criticava, e mi lanciava “delle frecce”verbali tali da traumatizzarmi per anni.
Oggi…ho preso rischi, scrivendo. Sono ipersensibile.
Ciao…
Beppino, non hai legami, non hai figli, sei libero. Solo prigioniero di te stesso. Va’ via da quella casa: impegna il tempo a cercare un modo. Ma le tue non siano solo fughe mentali. Lavora per andar via. Esiste un modo. Cercalo. Va’ via da questo paese. Cerca la dimensione in cui poterti esprimere. La depressione è eccesso di sensibilità. Non esistono cure mediche: bisogna lavorare per eliminare le cause esterne che la provocano e la alimentano. Imbottirsi di antidepressivi che annientano le sensazioni non serve. Prova a vedere se puoi tornare libero. Ti manca la tua libertà, la dignità di essere un libero uomo di 27 anni.Comincia da qualcosa di piccolo e poi vedrai che riuscirai. Non stare chiuso in casa. L’amore dei genitori può uccidere.
@Luna : forse sei troppo intelligente per me, debbo sinceramente complimentarmi( non è una mia abitudine , come non lo sono le scuse). Ti racconterò una storiella , vera , che non conosce praticamente nessuno , tra quelli che frequentavo. 35 anni fa circa : depressione , farmaci schifosi . Mi avevano trasformato in uno zombie. Proposta di psicoterapia: mio padre mi liquido’ dicendo che le fighette andavano dagli psicoterapeuti , gli uomini no. Qualche anno dopo , al bordo del campo di lancio ( ero militare) vedevo continuamente questo strano individuo, sulla sessantina ,ex biondo , parlottava solo con i miei ufficiali.Io ero ufficiale medico.Un giorno cominco a parlare con questo strano tipo , attratto dalla estrema deferenza che gli riservavano i capi. Era un ex paracadutista tedesco , un Fallschirmjeger: Cassino , Roma , Firenze , Linea Gotica ,resa in Veneto l’8 maggio 1945. Non aveva nulla del “duro”, mai sentito millantare un episodio , ingigantirlo , ma unicamente parlare con estremo rispetto degli avversari.Discutemmo a lungo della paura , che gli era sempre stata compagna , e del panico , terribile consigliere , che aveva sempre contrastato.
Fu lui a convincermi ad andare in psicoterapia. Mi disse che gli uomini coraggiosi si giudicano da come sanno comprendere ed affrontare le loro debolezze ; deboli diventavano se non le affrontavano.E le fighette non c’entravano nulla : Kurt aveva il massimo rispetto del genere femminile , che giudicava , per molti versi , superiore a quello maschile. Ci siamo sentiti ogni tanto , e mi ha trattato come un figlio. L’ altra settimana è arrivato un pacco da Amburgo: il suo elmetto , i suoi documenti militari , le decorazioni ( tre croci di ferro): al termine della mia vita ,cosi’ mi ha scritto , che ho vissuto in un periodo buio dell’umanità , passo il testimone a te.Crede nel Male , anzi sostiene di averlo incontrato ( è stato decorato da A.H in persona : ho visto il Demone , mi diceva). Ha sposato ..un’ebrea , una donna che adora e che lo ricambia.
La lettera della settimana scorsa terminava : se ti abbatti , sei un vigliacco , a Cassino saresti morto subito.
Ecco qui : storiella che forse non c’entra nulla ,ma che per me è importante , cara , dolce e preziosa Luna.
@Beppino , hai 27 anni , per 3 anni sei stato in Francia , autonomo.Vuoi un consiglio ? scappatene via , dalla famiglia , dagli amici , da questa Italia. Saprai pur bene fare qualcosa: al limite fai il lavapiatti …qualunque cosa. Vattene , ma fai presto : tra qualche anno sarai fatto ,sarai prigioniero , sarai kaputt.
A 27 anni puoi spaccare il mondo , perchè il mondo è tuo. Segui un sano , sacro egoismo , o chi ti sta intorno ti porterà a fondo.
@Elena; tutto sembra difficile , ma in realtà lo è molto meno di quello che sembra. Fatti un programma di minima , un programma di sopravvivenza , cerca un aiuto , farmacologico ed umano , in modo da superare questa fase. Perchè la supererai , ne sono certo.
effettivamente sei molto sensibile..pure io non mi sento a mio agio qui in questo corpo però penso che se sono qui un motivo deve esserci e allora vado avanti.. ho 28 anni e non sono ancora indipendente è vero… eppure a volte io me ne frego dei giudizi della gente anche di quelli dei miei parenti e fregandomene mi accorgo che mi vogliono bene lo stesso anche se vado contro a qualcosa di cui tutti son d’accordo. anche cose stupide. ma se io non sono d’accordo penso di avere il diritto di dirlo. all’inizio non paiono molto contenti ma poi se ne dimenticano di solito. non so se hai capito quello che volevo dirti.
Grazie ANNA, TRACY, e BUCK.
Ho letto i vostri messaggi con molto interesse.
A TRACY: io non cerco un motivo riguardo al fatto ch’io viva ancora dai miei. Il motivo lo conosco: sono depresso. Non posso studiare, né lavorare, per adesso. Non posso neanche lasciare la casa perché mi ritroverei solo e sarebbe troppo pesante moralmente.
PERÒ…in realtà non so come reagirei se fossi autonomo e indipendente. Forse FINALMENTE mi sentirei a mio agio, e forse potrei svilupparmi da “signore” di ventisette anni. Non lo so…
E’ già la terza volta ( in tre giorni ) che mia madre mi dice: “che cosa stai facendo adesso? fa’ quello che c’è da fare, e poi…ti distendi!!” ) TRE VOLTE IN TRE GIORNI…ma la mattina sono stanco, ho bisogno di tranquillità…me ne frego di quello che “c’è da fare”, lo faccio un po’ più tardi quando mi sento meno stanco.
Certo che i miei mi vogliono bene…ma stando a casa, non posso svilupparmi correttamente. Devo affrancarmi da questo giogo parentale…altrimenti…ho l’impressione di non poter crescere normalmente, ricevo ordini destabilizzanti, e mi arrabbio.
A TRACY: hai ragione. Anch’io dovrei fregarmene dei giudizi altrui. Ho sempre paura di contraddire i miei, perché sono l’unico esempio ch’io possa avere. Li considero come dei “guru” che quando parlano dicono sempre delle cose giuste. E invece…più passano gli anni, più mi accorgo che a volte loro dicono delle cose erronee perché non siamo della stessa generazione…Non abbiamo vissuto le stesse cose…Il loro percorso è ben diverso dal mio. Vorrei essere me-stesso, a casa, oppure lasciare la casa e vivere in modo autonomo.
Mio padre mi ridicolizza, a volte. Quello che a me piace, lui lo considera come…niente. Ho l’impressione che lui stia sempre a sottostimarmi. Mia madre mi “coccola” fin troppo e poi è capace di rimproverarmi il fatto di essere troppo “puerile”.
Come volete ch’io me la cavi, in un’atmosfera così?
Ho bisogno di libertà. E’ certo. Al limite se non vivessi a casa…non impedirebbe ch’io andassi a trovare i miei ognitanto.
Però devo trovare un lavoro. Anche part-time, perché non ho molte forze nervose per adesso.
Vorrei vivere libero, davvero.
I miei la smettano di considerarmi come un bambino!!!!!!!!!!!!
ciao Beppino, secondo me dovresti sforzarti di cercarti un lavoro nonostante la tua depressione. io qualche anno fa ho avuto un malessere simile alla depressione anche se non credo che lo fosse, stavo molto molto male, ho pianto tutti i giorni per quattro anni, mi alzavo la mattina con l’idea di farla finita e mi addormentavo sperando di non svegliarmi il giorno dopo. però dovevo lavorare lo stesso, io capisco perfettamente che la depressione fa stare molto male e quindi non si riesce a lavorare ma bisogna sforzarsi perchè i genitori sono più vecchi di te ed è giusto che tu ti guadagni da vivere e che non ti debbano mantenere loro. puoi chiedere aiuto ad un assistente sociale. mi sembra di capire che sei una persona debole e fragile e, nonostante l’età adulta, hai bisogno di essere sempre rassicurato, di una figura adulta stabile che ti dà sostegno ogni giorno, da questa tua debolezza nasce in parte la tua depressione che probabilmente combacia con la tua “incapacità di affrontare la vita”, credo si tratti di questo, oltre la depressione hai paura di affrontare la vita ma questo non significa che tu debba nasconderti dietro la tua depressione per non affrontare la realtà, dovresti invece sforzarti di lavorare per procurarti almeno il tuo sostentamento.
saluti a tutti
A MARISA: hai ragione, ho paura di affrontare la vita perché il mondo degli adulti mi pare spietato, crudele, e troppo difficile da sopportare. Mio padre, quando torna dal lavoro, sta sempre a lamentarsi sulla mentalità dei suoi colleghi. Ho l’impressione che lavori fra mostri. Inoltre, quando ho lavorato alle scuole medie…gli adulti erano falsi. Ipocriti. Parlavano con tono mellifluo, e mi sentivo sotto pressione. Mi schiacciavano con il loro atteggiamento orgoglioso. Era avvilente. Ho odiato quegli adulti…perché non erano retti. Non erano franchi. Non mi guardavano negli occhi…
Odio lo stato d’animo che regna in questa nostra società: individualismo, orgoglio, desiderio di sempre più denaro…Odio la pubblicità, il consumo sfrenato, il materialismo…
Invece, amo la natura, la foresta, gli animali…il cielo, la luna, le stelle…la musica…e la campagna. Non voglio vivere “moderno”. Per me quello che conta è possedere un pianoforte, un cane, e piantare dei pomodori nel mio giardinetto…nutrire galline, accarezzare cavalli…e la società…me ne frego, della società!
Se dovrò lavorare, sceglierò un mestiere modesto. La mia vita non sarà nel lavorare, ma nel fatto di poter vivere tranquillo nel mio angolino. Il lavoro e la società…sono quello che sono, ed io sono quello che sono. Ho le mie idee, le mie teorie, tutto qua.
Sin da piccolo, ho avuto bisogno di protezione. Ho un fratello di venticinque anni e mezzo…ma è più robusto di me, fisicamente, e anche se è il mio fratello minore, si è sempre atteggiato a protettore nei miei riguardi. Mi rassicurava. Ero il cervello, e lui l’uomo d’azione. Abbiamo fatto tante sciocchezze, da bambini…e ancora oggi ne ridiamo…:-) ma mio fratello ha spesso agito da protettore ed io non dicevo nulla.
A Parigi…ero depresso, quindi facevo cose da pazzi. Non andavo all’università…bevevo birra, mi tagliavo la pelle, ecc…ma vivevo indipendente: libero di andare dovunque…Parigi mi è piaciuta, uscivo di notte, andavo ai Campi Elisi…Ma oggi, credo di aver bisogno di sostegno.
Il 6 maggio prossimo, vado dallo psicologo per la prima volta. Ogni mese vado dallo psichiatra. Inoltre, l’assistente sociale, ce l’ho già da qualche settimana.
Una cosa a cui rimango molto molto attaccato…: Il mio cane.
Per anni ho voluto un cane. I miei non volevano…e l’anno scorso, a giugno, è arrivato Filù…mio cane. Credo che è VITALE per me, la sua presenza affettuosa. Vitale…
Grazie tante per le vostre risposte. Sono tutte preziose.
Ciao!
Ciao beppino, sono una mamma di 50 anni e non so se hai letto la mia storia. Volevo darti una mano, se possibile, e ti posso dire per esperienza sulla mia pelle che dalla depressione non se ne viene fuori da soli, perciò se ancora non vai in terapia, ti consiglio di cominciare perchè sei giovane e puoi goderti il resto degli anni che verranno, quello che mi sono persa io. La mia vita è stata distrutta all’età di 6 anni quando ho subìto abusi da un cugino e io mi sono tenuta tutto dentro, ma questo mi ha distrutto la vita e, quando, per puro caso, ho conosciuto la mia psicologa, all’età di 42 anni, mi sono resa conto che se fossi andata subito in terapia avrei guadagnato tanti anni persi. Questo mi ha condizionato anche il rapporto con mio marito, ma specialmente con mio figlio, assillandolo con discorsi sulla fiducia delle persone che lui non capiva, perchè non sa. Mi rendo conto, adesso che ho un figlio, che fare il genitore è molto difficile, ma ti posso dire che qualunque cosa faccia o dica un genitore, lo fa solo pensando di fare bene, l’importante è parlare, parlare, parlare, perchè tenersi tutto dentro fa solo del male, ma parlare anche con la persona giusta perchè non basta sfogarsi con gli amici che, ti possono anche capire, ma non sono in grado di aiutarti. Ti faccio tanti auguri.
Beppino
“Una cosa a cui rimango molto molto attaccato…: Il mio cane.”
anche io se non ci fosse forse non ci sarei nemmeno io …
Beppino complimenti per la discussione se sei stato tu a scriverla ha riscosso e sta riscuotendo molti interessi ^^
buona serata a tutti e a tutte
smack alle fanciulle ^^
a stanchissima 2
ps: elena come va ? e qualche gg che non ti leggiamo piu …
A SILVANA E BIRILLO,
Non preoccuparti, Birillo, Beppino, quello che scrive, è la persona che ha scritto il primo messaggio del forum, qualche anno fa.
Silvana, il sei maggio vado dallo psicologo per la prima volta. Da quasi un anno vado dallo psichiatra però mi sono trovato di fronte a tre psichiatri diversi sin dal mese di giugno 2010. Il primo…non mi piaceva, poi era una donna strana, che usava termini astrusi ( io non ci capivo un’acca a quello che mi diceva…) e adesso lo psichiatra che vado a trovare…mi vede dieci minuti, poi rinnova il mio trattamento e credo che se ne freghi di quello che gli dico. Parlo moltissimo…ci vorrebbero ore perché io esprimessi tutto quello che mi pesa addosso, e soprattutto ci vorrebbe molta delicatezza e sensibilità da parte della persona con cui mi confiderei, perché…a volte la gente ti ascolta e poi dice delle cose così taglienti da traumatizzarti…oppure ti giudica e ti schiaccia come una mosca.
Sono molto sensibile, e non voglio vivere di nuovo dei traumi dovuti a delle persone cattive e prive di buon senso.
E’ vero che il mio cane…( che ora sta dormendo SUL MIO LETTO!! E’ vietato! :-)) è il mio amico, a casa. Mi viene da ridere, a volte, perché ad esempio, oggi stavo telefonando ad una signora…La conversazione era molto seria, e avevo appena detto “Pronto?” quando Filù ( Così si chiama ) mi è saltato addosso…mi voleva leccare il viso e dovevo impedirglielo. Mi sono trattenuto dal ridere, ma era divertentissimo.
Se lui non ci fosse…mamma mia, mi sarebbe mancato una cosa enorme: l’affetto.
Quando dò un bacio a mia madre, di mattina, Filù è geloso. Viene a saltarmi addosso come per dire: “eh! Anch’io esisto! Non dare un bacio a lei, dallo a me! ) 🙂 Che bello…
Quando la gente mi chiede di mio cane, sorrido. E’ l’unica cosa che mi faccia sorridere. Le altre cose sono…pesanti, difficili da affrontare e da esprimere. Invece, del cane potrei parlarne per ore.
Mio padre mi ha detto stasera: “HAI BISOGNO DI…dormir meno”, ecc…ma l’ho interrotto rispondendo: “Eh! un attimo! Non tocca a te dirmi di che cosa ho bisogno. L’unica persona che lo sappia, in casa, sono io.”
😀 mio padre è assente dalle dieci e mezza alle otto e mezza di sera, e mi vuol dire quello di cui ho bisogno…!! Ma che ne sa, lui…!
In giornata, sono molto attivo, cerebralmente. Le medicine mi danno più energia, però siccome ieri non avevo fatto la siesta…oggi l’ho fatta ma è durata due ore e mezza. Non ci posso niente, ho preso l’ansiolitico e ho dormito! Sono stanco e l’unica cosa che mi calma, è l’ansiolitico…altrimenti penso, penso e penso…leggo, scrivo, suono il pianoforte, e il mio cervello non si ferma mai. Ho bisogno di sonno e di riposo.
Anche quando porto a spasso il cane…si stanca il mio cervello. Sono troppo nervoso. Sono sempre stato nervoso, ma adesso faccio fatica a vivere così. Non sopporto le persone stressate o tese. Voglio la calma.
A presto e grazie tante per i vostri messaggi…!
Ciao Beppino, mi sono allontanato anch’io dal forum, ma sono passato a leggere due cose al volo e ho trovato te. Visto il tuo stato d’animo mi sembra giusto chiarirci, anche se mi sembrava ci fossimo già chiariti allora, al tempo dell’episodio dei “falsi” nik in cui ero stato coinvolto anch’io. Avevo capito benissimo che avevi capito il tuo errore e che non l’avevi fatto per cattiveria, ma perchè qualche bastardo si era infastidito per l’aiuto che ti stavamo dando (forse, in particolare per il mio) e aveva voluto metterti contro di noi. Forse dovevi prendertela con quei bastardi, più che con noi. Chi aiuta gli altri senza chiedere nulla in cambio da spesso fastidio ad alcuni, in genere ai peggiori. Se ricordi, a quei tempi io e te ci scrivevamo molto, parlavamo di lupi e della tua buona abitudine di salire sugli alberi. Io ti dissi che, secondo me, lo facevi per vedere le cose da diverse angolazioni, cosa che in pochi sanno fare. Ricordi? Ma sul più bello del discorso era arrivato “anonimato”. Io posso anche chiederti scusa per “averti” attaccato allora, ma il fatto è che non ti ho mai attaccato. Io mi ero difeso e non da te, ma da un certo “anonimato” e in seguito da un certo “ramarromarrone”. Tutto tranne che da Beppino. Eppure, dietro c’era proprio Beppino che, in risposta al mio aiuto, mi piantava un coltello nella schiena. Quando me lo dicesti, la cosa non mi fece piacere, ma capii che eri stato spinto da altri e che eri confuso- Per questo, ti perdonai subito. Male l’avevi fatto anche tu a me e non poco. Accusavi qualcuno di avere un falso nik mentre tu stesso ne usavi tre diversi e già questo è abbastanza contraddittorio. Ma non importava più, perchè avevi capito l’errore. Se invece di nascoderti avessi detto subito come Beppino quello che pensavi – cioè che siccome noi dicevamo cose simili (positive, perchè se fossero state negative andava tutto bene…) allora eravamo la stessa persona – avrei reagito in tutt’altro modo, perchè conoscevo la tua confusione, la tua fragilità e la tua bontà di fondo. Ne avremmo parlato con calma e basta e ci saremmo chiariti in fretta, senza attriti inutili. Quindi, la mia era stata una difesa, ma quando si ferisce si produce comunque male e quindi, se può esserti utile, ti chiedo scusa per averti ferito. Dopo i battibecchi, io speravo solo di riprendere il nostro dialogo da dove si era interrotto, ma tu hai deciso di andartene, di tua spontanea volontà. Peccato, perchè quel dialogo stava andando bene.
Poi, Beppino, vorrei risponderti ad alcune cose che hai scritto.
“In questo forum, non avrei dovuto rispondere ai messaggi devastanti che ho ricevuto. E’ stato un errore da parte mia.”
Non sono d’accordo, il dialogo è la base di tutto, la comunicazione è alla base dei rapporti umani. Hai fatto bene a rispondere, e poi ti dirò perchè penso questo.
“Prima di lasciarvi ho deciso di riportare qui alcuni passi biblici, però, anzittutto vorrei chiedere scusa a tutti quelli che ho fatto arrabbiare sul forum.”
E subito dopo: ” E’ mio desiderio, attualmente: essere perdonato, perdonare, e ritrovare delle relazioni amichevoli con tutti, anche con quelli del forum.”
Avevi appena detto che te ne andavi e poi che vuoi relazioni amichevoli. Qualcosa non mi torna. Se hai bisogno di parlare fallo e basta, senza vittimismo o orgoglio, perchè è solo inutile, ti fai solo altro male. Abbiamo capito che l’episodio è stato spiacevole, basta, capito l’errore si rimedia e ci si perdona. Era così già allora. Piuttosto, tu ti sei perdonato?
“Anzittutto, lo considero un po’ come un’antica piazza greca su cui la gente s’incontrava e discorreva per ore senza che portasse frutto.”
“In passato mi sono interessato ai messaggi e ho letto accuse, difese, battibecchi, tentativi di riequilibrio delle cose, polemiche senza fine, e mi è dispiaciuto.”
A me non sembra che non abbia portato frutto. Alcuni quì hanno dato segno di cambiamento e tu stesso hai capito alcune cose di te che altrimenti non avresti capito. Per questo ti ho detto che, secondo me, hai fatto bene a risponderci, anche se a malo modo, anche sbagliando. Infondo l’ho fatto anch’io con te, anche se per autodifesa, maltrattandoti, forse troppo, vista la tua fragilità. Ma in questo modo hai anche imparato, spero, ad assumerti la responsabilità delle tue azioni. E questo è un bene. Io invece ho imparato ancora un pò a non sentirmi in colpa, se so di aver fatto tutto il possibile per risanare una situazione.
“Poi, avendo lanciato il forum, mi ha veramente rattristato il constatare che era pieno di “blablabla” inefficace, di persone false, ipocrite, e di certi altri che si montavano la testa pensando di essere i guru del forum, i pastori delle pecore disperate”
Leggendo l’ultima frase, potrei sentirmi chiamato in causa. Se non è così perdonami. Se invece è cosi, bastava che tu mi dicessi di lasciarti in pace nei tuoi casini e io ti avrei lasciato in pace nei tuoi casini. Punto. Non ho nessuna missione da compiere, nessuna pecorella da salvare, solo voglia di aiutare gli altri. Ben inteso, solo chi vuole aiuto. Alcune pecorelle vogliono solo andare a fondo in santa pace e di certo non glie lo impedirò io, perchè è loro diritto. Neanche ci riuscirei, perchè non mi ascolterebbero neanche.
…continua
…continua
“Ora sono curato per depressione, ma devo dire una cosa: su questo forum, mi sono fatto male e questo prova che l’obiettivo primo del gruppo di discussione è stato dimenticato.”
L’obiettivo va e viene, a volte si allontana e altre si riavvicina, dipende. Anche quì, non serve ricordarti che avevi iniziato tutto tu, ascoltando persone che ti hanno depistato e che erano fuori dal forum, non dentro. Per fortuna, hai capito che questo ha avuto delle conseguenze.
“Cuori duri, spietati, infiammati rispetto agli indeboliti dalla vita…ecco quello che ho trovato qui.”
A questo punto, visto che la discussione era tra di noi, credo che tu parli anche di me. Se, secondo te, io ho un cuore duro e infiammato, non so… vedi tu… Solo una cosa, quando vai dalla psichiatra, fallo con l’intento di guarire e non di fare la vittima. Altrimenti risparmia i soldi, vai a farti una cena piuttosto. E’ un consiglio da amico.
“So già quale tipo di risposta verrà esposto qui e non mi interessa per niente.”
Allora che scrivi a fare se non ti interessa la risposta e sai già quale sarà?
“Questo forum mi ha deluso.”
Ci sono persone che sono talmente a fondo che non riescono a risalire, neppure con tutti gli aiuti del mondo. Quando cerchi di aiutarle vieni risucchiato giù anche tu e devi allontanarti, per il tuo bene.
Quando uno scava una “buca” deve ricordarsi di mettere una scala per risalire, altrimenti una volta finita la buca si troverà sul fondo e si dirà “oh…!oh…! e adesso!?!”. Invece, se nella buca ce l’ha messo qualcun altro non può farlo, ma può comunque accettare la scala che altri gli porgono. Per alcuni questo forum significa proprio “il suicidio” e non “come allontanarsi dall’idea del suicidio”. Forse per questo, a volte, delude.
“Mi sono chiesto se fosse possibile che alcuni si scagliassero verbalmente contro di me, mentre ero depresso. Il buon senso è mancato a molti forumisti, e pure la mancanza di umanità, di riflessione.”
Forse è per questo che ti avevamo perdonato subito? Boh..? vedi tu…
“Non ho letto gli ultimi messaggi del forum, perché non mi interessano. So già quello che contengono.”
Per me Beppino, tu sai un pò troppe cose prima di viverle. Potresti provare a lasciarti andare un pò di più?
“Persone sincere, che soffrono realmente e necessitano aiuto…s’imbattono in persone aspre, amare, che sanno solo giudicare, criticare, creare disordine sul forum.”
Siccome la discussione era anche tra me e te, parli dell’aiuto che ti stavo dando e che tu hai usato, convinto da altri, contro di me? o del disordine che hai creato facendolo?
Non avevi detto di aver capito l’errore? boh?
Altrimenti scusami.
…continua
“Non ho letto tutte le vostre risposte, perché mi sarebbe venuto da piangere. E’ la mera verità. Non scherzo. Mi aspettavo delle risposte di questo tipo.”
Forse, Beppino, te le aspettavi perchè sapevi anche tu che le cose erano andate proprio così…
“Però sappiate una cosa: sono autentico, amo la sincerità e nonostante tutto quello che potete pensare rispetto a me, nella storia dei falsi nick, ho agito solo con ingenuità ( quindi sincerità! ), senza voler il male del forum.”
Questo, alla fine, l’avevamo capito già allora, bastava che tu ci ascoltassi.
“Ora…tocca a voi esaminare le cose con imparzialità, e se c’è su questo forum una persona intelligente, comprensiva, benevola, ritorni a leggere i messaggi di Ramarromarrone e cerchi di capire senza pregiudizi quello che ho provato a fare. Se poi mi vuole rispondere, lo faccia ma non con fretta, riflettendo prima di scrivere. ”
Intelligente o meno, eccomi. E tu? li hai riletti? forse faresti bene a farlo anche tu Beppino. Non prenderlo come un attacco, ma come un consiglio su come affrontare gli ostacoli che non hai ancora superato.
“Esaminate i miei messaggi e verrete che sono veri. Io denuncio delle cose vere.”
Cioè? Spero che questo sia un equivoco dovuto alla tua difficoltà con l’italiano, anche se scrivi molto bene. Cioè, è vero quello che avevi detto? dici ancora che sembravamo la stessa persona? perchè eravamo arrivati alle stesse conclusioni? allora io potrei dire che, siccome tanti quì pensano che la vita è un cesso, allora sono tutti la stessa persona. Ti pare? Ma ovviamente non è così. Ripeto, lo so che eri in buona fede.
“La mancanza di memoria, può succedere a tutti. Il fatto di non voler tornare sui messaggi passati, è normale. Inoltre parlo con il mio cuore e dico il vero…Sono tentato di aggiungere questo: se dico la verità, nessuno può trovare un argomento valido per disorientarmi.”
Se non ci torni Beppino, come fai a capirli? La tua non è mancanza di memoria, ma di volontà nel fare chiarezza. Prova a rileggerli con lo scopo di fare chiarezza e vedrai che la sofferenza nel leggerli sparisce
“Quindi…in realtà, non aspetto che discutiate quello che scrivo perché non sapete tutto. I messaggi non bastano, per giudicare, perché sono solo il frutto di cose che si sono fatte “nelle quinte”, e non le conoscete per niente. ”
Ma se c’è un’altra verità da sapere, perchè non la dici e basta??
“Stasera, onestamente, mi sento pacato. Me ne frego degli attacchi da parte vostra. Non ci sono armi contro la verità. :-)”
No, certo che non ci sono armi contro la verità, infatti non ci sono neanche attachi da parte nostra, ma la tua difesa eccessiva si.
Perchè ti difendi tanto se dici la verità?
E io ti credo, come ti dissi già allora, e così anche altri. Allora dov’è il problema?
Ciao Beppino.
Caro ANDREA,
E’ un piacere poterti leggere.
Senti, ho fatto tanti errori. Sinceramente, sono stato più un ostacolo al buon funzionamento del forum che un aiuto, in certi momenti. E per questo, non mi vittimizzo per niente, ma chiedo solo scusa a tutti. Riconosco che l’idea di scrivere sotto falsi nick è stata stupida, viste le circostanze. Almeno…chiunque può vedere che come tutti ho i miei difetti, mi ribello facilmente, non sono stabile, dico una cosa e poi il contrario perché dentro me ci sono tante emozioni contraddittorie.
Quando parlavo di “guru” è stato ancora una sciocchezza. Ero innervosito, scrivendo, e non so perché, avevo l’anima bellicosa…ma qualche ora dopo mi ero pacificato con me stesso e mi dispiaceva quello che avevo scritto prima. Sapevo di essere stato odioso.
I guru…sul forum…sono rassicuranti, e almeno servono da punti di riferimento perché spesso sono saldi. Non sono dei guru…Questo forum è stato creato per esprimersi sul suicidio, e per essere ascoltati e accettati come siamo.
C’è stato un periodo di destabilizzazione, ed ora…io mi esprimo come prima, senza pensare ai falsi nick. Quando ho la luna di traverso, scrivo sciocchezze. Non riesco ad essere coerente con me stesso perché le mie emozioni cambiano con troppa fretta, e scrivo sempre secondo come mi sento. In certi giorni posso essere odioso, ma ore dopo…quando la calma è tornata, va tutto meglio.
Scusami per averti fatto male.
Quando ho evocato i “guru”, non pensavo a te. Però dato che ero confuso nei miei sentimenti, non tenere conto di quello che ho scritto prima.
Io sono un “emotivo”. Le emozioni sono il centro della mia personalità, e la ragione…non sempre. Sono anche un appassionato, quando mi piace qualcosa, mi dedico interamente alla cosa: l’AMO. E’ così. Compongo musica, ho scritto molto ( testi umoristici in francese, poesie francesi, diario…ecc. )
Riguardo alla depressione…è semplice. Per 6 anni sono stato depresso, ma senza saperlo perché avevo paura di consultare uno psichiatra o di andare in ospedale. Diciamo che sapevo di essere malato, perché ho tentato il suicidio varie volte, e man mano che passava il tempo, il mio stato peggiorava. Mi tagliavo la pelle, era atroce, però non dicevo nulla ai miei. Una sera ( studiavo a Parigi ) sono andato fino ad un lago. Era inverno, e faceva freddo. Portavo solo una maglietta, addosso.
Vicino al lago, c’era una foresta circondata da una strada. Di notte, gli omosessuali e le prostitute frequentavano il marciapiede in attesa di clienti.
Io li ho evitati. Ho attraversato la foresta nel buio, e sono arrivato vicino all’acqua. Era piovuto in giornata. La terra era bagnata e tirava vento.
Sono arrivato su una piccola piattaforma che si aggettava sopra l’acqua del lago.
Lì, mi sono tolto i calzini. Mamma mia, mi ricorderò sempre: il suolo era così freddo da farmi male ai piedi.
Poi sono andato nell’acqua. Vestito. Con la maglietta e i pantaloni.
Era gelida, e quando sono uscito dal lago, ero completamente intirizzito. Mi son tolto la maglietta, l’ho strizzata per togliere l’acqua…e poi mi sono rimesso le scarpe, senza gli scarpini.
Ho camminato contro vento, lungo il lago. Tremavo, tutti i miei muscoli erano tanto contratti da farmi male. Sono tornato fino alla mia camera studentesca così, con i vestiti bagnati. E’ stata una tortura.
L’anno scorso, mi sono impiccato, e ci è mancato poco perché io partissi. Davvero. Credo che Dio è intervenuto perché io sia ancora vivo oggi. Avevo legato la corda intorno al ramo di un albero mezzo crollato. Con il cappio attorno al collo, sono salito su una cassetta pieghevole, di plastica. Volevo morire. Non pensavo più a nulla. E ad un tratto, mentre ero già mezzo strangolato dalla corda pur essendo in piedi sulla cassetta, ho voluto VIVERE!!! Ma Andrea, non potevo disfare il nodo, alla corda. Mi stringeva già il collo…
E allora…la cassetta su cui ero…si è piegata. Un lato si è abbassato. Sono delle cassette che si possono appiattire totalmente, se vengono piegate in modo corretto. Se quella cassetta si fosse appiattita, sarei morto oggi. È sicuro.
Ho messo i piedi sulla parte della cassetta che non si era abbassata…pregando perché non si piegasse anch’essa…e poi ho cercato di risalire sull’albero…ma non ci sono riuscito. Cominciavo a perdere le forze, con il panico. Ma l’istinto di sopravvivenza fa meraviglie…Ho provato a disfare il cappio, attorno al mio collo.
Ce l’ho fatta, e appena liberato mi sono sdraiato sul suolo per dieci minuti. Ero scioccato.
I miei hanno saputo la cosa…e mi hanno portato all’ospedale psichiatrico. Ci ho passato quattro giorni, e siccome non mangiavo più niente, laggiù, sono tornato a casa. FINALMENTE, dopo sei anni di depressione…mi è stata diagnosticata una DEPRESSIONE!! Straordinario…!
Allora adesso vivo a casa. Mi riposo, e non è il paradiso…questo no.
Oggi c’è il sole ho avuto una giornata pacata ,non mi sono innervosita quindi sono serena e non me la prendo con nessuno!!la vita è bella :-)))) Uffa oggi piove ,mi rode ,sono nervosa ,scrivo insultandovi tutti ,il mondo è una merda fate schifo tutti non fate altro che lamentarrvi e basta!!! ma vi siete dimenticati per cosa è nato questo forum?? spero di no!!sono depressa si sono depressa uffa!!:-(( Perdonatemi ma oggi sono di buon umore mi dispiace che ho detto tutte quelle sciemenze ma sono fatta così scusatemi. Quanta IPOCRISIA ,quanti bla bla bla e i guru poi basta,Beppino vergognati 5 minuti e poi ricomincia.
Ciao Andrea,
Scusatemi se scrivo tanto sul forum. Ho tante cose da dire.
Quando ho scritto:
“Esaminate i miei messaggi e verrete che sono veri. Io denuncio delle cose vere.”, evocavo il fatto che nei miei messaggi c’è solo ingenuità. Io pensavo che quello che avevo scritto anonimamente fosse VERO. Poi so bene di aver sbagliato! lo sanno tutti.
Nelle “quinte”, una persona mi ha detto che un certo…= un certo…= un certo…e l’ho creduta. Anche lei pensava che fosse vero però non ha reagito nello stesso modo di me.
Parlando della verità dei miei messaggi, non volevo dire che la mia denuncia era stata giusta ( non lo era, eccome! ) ma solo che l’unica cosa ch’io potessi rimproverarmi era l’ingenuità. Ho giudicato, accusato, fatto male perché sono stato ingenuo. La causa è questa. A partire dal momento in cui l’ho riconosciuta…beh…mi sentivo più forte. Se non avessi riconosciuto i miei torti, ok, sarei stato idiota e mi sarei meritato la “condanna” di tutti. Adesso…voglio la calma, e la pace.
A presto…!
birillo sono sempre qui, continuo a leggere tutto. ma nn sò cosa scrivere. un bacio a tutti.
Ciao Andrea,
Oggi sono malato. Molto stanco. Sai, mi sono difeso, e quando parlavo di parole taglienti…quello che temevo è accaduto. La gente che viene a scrivere qua è troppo fragile perché io la possa sopportare. Anch’io sono fragile. Allora adesso, mi ritiro, perché sono stufo di leggere delle cose di questo tipo ” Beppino vergognati 5 minuti e poi ricomincia “. Non ne posso più. Non voglio rispondere, non voglio più scrivere, voglio lasciare questo forum. Stavolta spero che avrai capito perché.
Non sono in grado di incassare i colpi che mi prendo qui.
Ti lascio la mia e-mail, casomai tu mi volessi scrivere.
” white_winged.hummingbird@hotmail.com ”
Ciao…
ANDREA
zau bello come va ? era un po che non ti leggevo
marina
non so di preciso che ha fatto beppino e non ho molta voja di andare a leggere i vecchi messaggi
ma questo e un posto libero non ci si deve nemmeno registrare per scrivere i messaggi quindi penso che si e liberi di scrivere quello che si vuole spaam a parte quindi non ci si dovrebbe comportare come moderatori .. anche a me mi e stato detto
“La tua è una specie di Pubblicità Progresso alla rovescia”
ma sono ancora qui a scrivere cio che penso 😀
Elena
zau bella nn ti avevo piu letta per quello avevo chiesto di te ^_^
dai vado a fare cena buona serata a tutti/e e buon primo maggio
Ps: beppino io non parlo spesso del mio cane anzi purtoppo tra il lavoro e il pc penso che lo trascuro … comunque sono legatissimo da me non e vietato che dorma sul letto anzi di solito o e la o sul divano o in makkina quando esco fosse per me la porterei anche a lavoro ^__^
Non preoccuparti Beppino, lo so che la tua non è ipocrisia, un ipocrita non ammette i propri sbagli, mentre tu l’hai fatto. Capisco bene cosa porta ad essere contraddittori, è una questione di conflitti interiori, come una matassa da sbrogliare e tanta paura che centrifuga il tutto. Se ricordi quella volta ti avevo difeso da “ramarromarrone”, cioè da te stesso che volevi denunciare te stesso. L’avevo fatto perchè sentivo che non potevi essere stato tu, perchè in te sentivo bontà: In un certo senso ci avevo preso e quando mi evevi detto di essere stato tu, dopo lo shock, avevo capito perchè ti avevo difeso. Eri stato tu, ma manipolato da altri. Quando si è fragili si fanno tante cazzate e si è sospettosi di tutti, specie di chi si dimostra buono con noi. Questo lo capisco molto bene, perchè l’ho provato anch’io a volte. Si ha paura che dietro l’atteggiamento buono si nasconda un mostro che vuole farci del male e qualche volta può essere vero, ma non sempre. Bisogna imparare a riconoscere le persone, e con l’esperienza si impara. Ma anche la più piccola cosa positiva è preziosa, sempre, anche se è stata seguita da un disastro. Se impari a mettere via ogni cosa positiva che ti capita, che ti viene data o che dai, piano piano ti ritrovi con una scorta di positività abbastanza grande da saper superare le difficoltà. E’ un trucco molto più grande di quanto sembri, anche perchè dove tu metti via positività, il negativo, il malvagio, non mettono via che odio. Fai presto a capire chi dei due starà meglio e chi peggio.
Certo, il malvagio ti attaccherà, ti isolerà, si sentirà molto figo, ma tu saprai che è solo un co....... E infondo lo sa anche lui.
Mi mettono sempre i brividi i tuoi racconti delle torture che ti sei fatto, ma almeno ti sei mosso in una direzione costruttiva e questo è fondamentale. In pochi lo fanno.
Sono contento che siamo di nuovo amici:-)
Ciao Marina, ciao Birillo, ciao Buck, ciao Eme, Marquito, Dago, Luna e a tutti:-)
Marina, ricordo che inizialmente avevi dato ragione ad “Anonimato” quando aveva detto dei nik. Del resto mi detestavi, non mi conoscevi e stavi male. Poi c’è stato anche lo scontro con te, partito da te, e da li mi hai conosciuto per quello che sono e io ti ho conosciuta per quella che sei. Ma eravamo entrambi ok e per questo ora è tutto ok. 🙂 Tutti possono sbagliare, anche Beppino.
Abbracci a tutti.
OK !! Beppino tu hai scritto la prima lettera ed è un tuo diritto non lasciare questo forum. Questa volta lascio io ,lo scusarsi quando uno ammette di aver sbagliato è giusto (l’ho fatto anche io molte volte )ma continuare nell’ipocrisia no ,non è per me . Continuate voi ,non riconosco più questo forum dopo 3 anni! ciao a tutti nessuno escluso
Non sono un ipocrita.
Per me chi sbaglia ed ammette il proprio errore, riconoscendo di avere uno specifico tipo di problema, deve avere una seconda possibilità, altrimenti non può cambiare. Ci sono stati alcuni quì che erano e sono chiaramente bipolari, ma non lo ammettono (o forse non se ne rendono conto, per la natura stessa e la complessità del problema) oppure lo ammettono, ma per loro quelli “sbagliati” sono gli altri, sono gli altri che non li capiscono, mentre loro sono quelli “giusti”. Oppure dicono che a loro non interessa e la risolvono così. Per me Beppino ha tutto il diritto di avere una seconda possibilità, a patto che la usi bene, ma questo dipende lui. Sono quì di passaggio, ogni tanto darò una sbirciata, ma in generale sento di non avere più niente da dare qui, e comunque ciò che ho ancora da dare penso sia più utile a chi vuole vivere, almeno un pò, non a chi vuole morire.
Beppino, cerca di giocartela bene, non solo quì, ma nella vita, ogni giorno, sia che la causa dei problemi siano gli altri che quando sei tu stesso.
Sono me stesso, e sono naturale.
Scrivo sempre quello che provo dentro me, anche se a volte me ne pento perché ho scritto essendo stanco e bellicoso. Quindi niente ipocrisia…ma una vita emotiva destabilizzata, un sistema nervoso esaurito e poco stabile per adesso, e un’indole testardissima.
Ciao.
Io ho bisogno di staccarmi un po’ da tutto quello che riguarda il suicidio. Quindi non verrò molto spesso sul forum, oramai.
( Mio cane vuol ch’io giochi con lui subito…:-D)
Devo dire che in fondo, voglio VIVERE. In certi momenti, crollo, mi dispero, calo le braccia, e scendo in fondo agli abissi, certo, ma quando sto bene, cerco di vivere al cento per cento. Sono un appassionato, quando amo una cosa, l’amo in modo completo. Mi ci dedico a fondo. E la vita fa parte, quando sto bene lo ripeto, delle mie grandi passioni.
Mi rimprovero solo una cosa: essendo d’indole artistica, sto sempre creando delle cose che fungono da mezzo di espressione…Mi esprimo attraverso la musica, i testi che scrivo, ecc…ma tutto questo porta la gente che mi circonda a rivolgere lo sguardo sui talenti che ho. E mi dà fastidio. Mi dà fastidio perché è contrario alla vita Cristiana che vorrebbe che ogni uomo non si concentrasse su di sé, ma sugli altri…
Come produrre un’ opera “artistica” senza che il centro ne sia colui che l’ha creata??! Difficile, eh…
Beppino, il centro dell’attenzione è comunque l’opera artistica, perchè se la tua opera non piacesse a nessuno, allora nessuno si concentrerebbe su te che l’hai creata. Poi, se nessuno può avere un minimo di soddisfazione o deve sentirsi in colpa per quel poco che ne trova, non mi stupisce che alla fine uno arrivi a pensare di morire.
Certo.
Amo l’arte perché ti differenzia dal resto dell’umanità. Se hai paura di non essere amato, considerato, allora dai libero corso alla tua vena artistica e crei qualcosa che viene da te, solo da te. Così vieni considerato. Ma nello tempo, non ti soddisfai mai di quello che hai creato, perché vuoi raggiungere la perfezione ed è impossibile. Sei sempre deluso, anche se gli altri ti dicono: “è bello!” . No, non è bello. Lo dici per pietà, sapendo che sono sensibile e perché non vuoi ferirmi.
Poi una teoria tutta mia è che se crei una cosa, ha valore intrinseco perché l’hai creata tu. Il suo valore non è qualitativo…ma viene dal fatto che hai fatto il tuo meglio per creare un’opera a partire dalla sostanza artistica che c’è dentro te.
La gente mi dice : “sei atipico”…Non ci credo. Ognuno è atipico perché siamo tutti diversi. Perciò ho scritto un giorno:
” Sono unico, come tutti.” E’ vero.
E’ complessa questa riflessione sull’arte e la personalità.
Riguardo alla morte…per qualche anno ho dovuto sopportare di andare in chiesa controvoglia, senza fiatar parole. Trattenendo tanti sentimenti di frustrazione dentro me, sono stato attirato dalla rivolta, la ribellione, e stranamente, dalla rovina mentale, fisica, psicologica di me stesso. Avevo voglia di essere finalmente circondato e capito. Avevo l’impressione che chi vivesse un periodo difficile, chi avesse perso tutti i propri punti di riferimento…fosse un messaggio vivo del proprio dolore interiore.
Automutilarsi, ingerire troppe medicine, bere inchiostro di penna, ecc…era un messaggio, un segnale di allarme. Avevo davvero bisogno di essere capito. Volevo sprofondare in abissi mentali…fino al punto in cui sarei stato mandato all’ospedale e FINALMENTE considerato come “malato”. Dato che non potevo dirlo ai miei…dovevo farglielo capire. Allora l’ho fatto.
Inoltre, volevo vivere sensazioni nuove. Volevo ammalarmi, delirare, morire di freddo, girovagare per la città di notte, perché in fondo non provavo più nulla. Ero sensitivamente morto. Nessun’emozione. Una vita che non era vita ma inesistenza. Questa è la depressione. Si diventa pazzi.
Ancora oggi, sono strano. Parlo da solo, vivo come se mi fossi creato un mondo a parte, misto di italiano, di canzoni, e di riflessione strana e sfasata riguardo alla realtà. Cerco di alleggerirla, questa realtà cosi’ dura da affrontare.
Ma questa voglia di essere “differente” dagli altri…si spiega. Ho letto un’analisi psicologica riguardo a me e ho capito perché cercavo l’anticonformismo. I motivi non me li ricordo bene. Bisogna ch’io mi rilegga l’analisi.
E’ infinitamente complesso, tutto questo.
Ciao..!
Ho letto nell’analisi:
” Sembra che la Sua personalità si sia sviluppata durante l’età infantile con quest’impressione di essere diverso, speciale.
Ha creduto che questa differenza vi avrebbe impedito di essere veramente accettato, eppure, nello stesso tempo, siccome desiderava di essere autenticamente amato per la persona che è, ha evidenziato questa differenza, non accettando di conformarsi agli altri. Questa situazione paradossale l’ha dotata di una sensibilità e di emozioni intense a cui lei si è identificato. ”
Questa è l’introduzione dell’analisi.
Mi chiedo perché scrivo questo sul forum. Non è il luogo adatto.
Ciao.
è la prima volta che vedo questo forum, l’ho trovato per caso. Volevo solo dirvi che oggi, dopo diversi anni dal mio tentativo fallito, ne ho di nuovo voglia. Sento un dolore dentro così forte che non so come riuscire a conviverci. Il suicidio mi pare l’unica soluzione.
Io penso una cosa molto semplice Beppino. Chiunque abbia spunti di diversità non ha una vita facile. E non ce l’ha, non solo perchè il diverso da fastidio ed è scomodo per molti, ma anche perchè la diversità e la profondità possono spaventare persino chi le ha. Infatti, non solo lui si sente diverso dagli altri, ma gli altri sono diversi da lui e anche il diverso può essere infastidito dalla diversità. Questo lo mette ancora più in crisi, perchè a quel punto è infastidito prima di tutto da sè stesso. Ma come dici anche tu, in realtà siamo tutti diversi, anche se viene fatto di tutto per appiattirci e ridurci tutti allo stesso automa teleguidato. Anche tra due persone “fotocopia” ci sono delle differenze. Persino tra due gemelli monozigoti ci sono delle differenze, persino fisiche. Io ammiro chi ha il coraggio di dire “io sono me stesso! e non mi frega niente se mi trovate strano. Sapeste quanto io trovo strani voi! ma il bello è proprio l’essere tutti diversi! anche perchè se no, sai che due palle?”. Ma per arrivare lì bisogna superare il conflitto con la diversità e accettarla in tutte le sue forme. Poi, per quanto riguarda l’auto-procurarsi del dolore, per me è un’esperienza anche quella. E’ un’esperienza distruttiva, ma una volta superata diventa costruttiva, come tutte le esperienze forti superate.
Per me sul forum puoi scrivere quello che ti pare, mi sembra il luogo adatto per tante cose, anche per tutte quelle che spaventano, innervosiscono, infastidiscono i tanti che non vogliono uscire dal loro brodo, perchè infondo ci stanno bene.
Per quanto riguarda la musica, perchè non provi per una volta ad accettare il fatto che puoi aver scritto qualcosa di bello? la perfezione assoluta non esiste proprio perchè altrimenti non ci sarebbe più niente da creare, una volta raggiunta. Però esistono delle belle opere e se a qualcuno piacciono davvero, se si emoziona ascoltandole, lo si capisce facilmente osservandolo.
Cara Ele non fare gesti estremi. Tieni il dolore dentro di te e sopportando vai avanti ancora un altro giorno. Prega Dio che ti aiuti a resistere e continua con pazienza a vivere caricandoti il meno possibile di pesi superflui, “… ad ogni giorno basta la sua pena.”. Tieni presente che i consigli che ti ho dato sono il metodo che uso io per andare avanti e convivere con una depressione cronica.
Spero di risentirti presto nel forum. Ciao
A Andrea,
Sai cosa?
Ho conservato, a ventisette anni, alcuni atteggiamenti della mia adolescenza più che strani.
Per esempio, quando mi secca qualcosa, ringhio. È un suono quasi inaudibile per chi non ci presti attenzione o non sappia cosa significa, ma…fatto sta che quest’atteggiamento l’ho conservato.
Non è un ringhio, è piuttosto un soffio che viene dal fondo della gola. Poi se sono sorpreso e nello stesso tempo furioso, il soffio si trasforma in ringhio…ma questo lo faccio solo quando non c’è nessuno attorno a me…altrimenti mi prenderebbero per un pazzo.
Il grado massimo del mio “verso”…è un altro soffio, più dimostrativo, quello. Per esempio, una sera ero sdraiato fra cespugli, in un parco…Era una scelta mia, non volevo rimanere nella mia camera studentesca. Avevo bisogno di respirare. Quindi ero lì, sotto le foglie…ed ecco che un cane si mette ad abbaiare…guardo tra i rami, e lo intravedo…Mi fissava con lo sguardo…beh in quel momento ho soffiato perché ero furioso. L’avrei massacrato se fosse venuto ad aggredirmi.
Eh sì! Le cose strane, non le conto più…!
Mio fratello sa il significato del soffio numero 1…e mi sgrida quando lo faccio perché capisce che sono sui nervi.
Inoltre…guarda che stranezze…In foresta, scanso la gente. Non passeggio sui sentieri già tracciati…ma girovago fra le felci, i rovi…in cerca di volpi, caprioli…E’ già accaduto che io mi arrampicassi su un albero per scansare una persona.
E per finire, a Parigi, un giorno ho incrociato lo sguardo di un lupo bianco…e mi sono innamorato di questi animali. In camera mia, ho affisso alla parete tante foto di lupi…perché sono animali misteriosi, nobili, selvatici…come sono stato “selvatico”, nei confronti della gente, a volte…
Mia nonna ha detto a mia madre: “Devi dire a Beppino che essere differenti non significa essere inferiori agli altri.”
Pensava ch’io non avessi udito…perché ero in un’altra stanza con le cuffie sugli orecchi…ma ho sentito.
Poi mia madre mi ha detto che avevo un profilo atipico…percio fatico a trovare una professione che faccia per me.
E quando la gente ti dice che sei “straordinario” quando suoni il pianoforte…questa parola la vuoi dimenticare perché non è vera. Nessun essere umano è straordinario. Proprio nessuno.
A questa persona ho risposto: “No”.
Forse l’arte ti mette in disparte riguardo alla società. Diventi un osservatore, una persona che si esprime attraverso un’opera, e gli artisti sono sempre un po’ speciali…
Certo, è una sofferenza, ma se come me, consideri la maggioranza degli esseri umani come spietati perché ti hanno fatto tanto male…, se consideri la vita come una nemica, un mostro contro il quale dovrai sempre lottare per sopravvivere…allora l’essere artista ti serve da rifugio. Ti rifugio nella musica, nel tuo mondo, nella natura, ecc…
Beppino, per me ognuno esprime le proprie sensazioni a suo modo ed è bello che sia così. La cantante del mio gruppo per esempio sembra un gatto e si esprime con il fare di un gatto. Se qualcosa non le va soffia! ed è il suo lato affascinante, il suo essere unica! Non devi stupirti se la gente comunemente non esce dai sentieri e tu si, perchè alla fine è quello che fanno nella vita. Tu cerchi il nuovo, loro no. Tutti in fila come tante pecore a lamentarsi se le cose non cambiano, senza capire che il potere di cambiarle sono loro stessi ad averlo, senza però usarlo.
Però, se posso permettermi un consiglio, l’essere straordinario non vuol dire per forza essere perfetto. Se uno ti dice che sei straordinario a fare una cosa non significa che non puoi migliorare ancora. Quinti se accetti il complimento non vuol dire che te la tiri. Accetta il complimento con piacere, facendo pure presente che puoi migliorare ancora. E’ comunque una cosa che contribuisce alla tua serenità e che quindi migliora la tua vita e, di conseguenza, la vita di chi sta vicino a te.
Grazie ANDREA,
Hai ragione…Adesso mi dico che nella vita, quello che vale la pena, è potersi estasiare davanti alle piccole cose. Nessun fiore mi lascia indifferente, perché dall’ultimo mio tentativo di suicidio vedo la vita in modo diverso. I colori, la neve, gli alberi, gli uccelli…sono diventati dei tesori, per me. Cerco di trasmettere tutto questo nelle mie composizioni, benché queste possiedano sempre un pizzico di nostalgia, di romanticismo.
Il valore della vita sta nel poter respirare, anzittutto. Respiro, sono vivo! Che gioia! Posso fotografare i fiori che mi piacciono, correre, arrampicarmi sugli alberi, ed godermi ogni attimo di questa maledetta vita perché so quello che “morire” significa. Conosco il contrasto tra morire e vivere…
Certi si meraviglieranno ch’io cerchi di vivere ogni emozione con la massima intensità…Certi saranno sorpresi, perché io vado al di là della realtà, cercando di trarre da ogni cosa che ammiro una sostanza mentale, poetica…Certo, è un po’ pazzesco, ma quando mi leggo un bel libro, ho voglia di vivere quello che gli eroi del libro hanno vissuto…perché conoscerò emozioni nuove, e voglio provare tutto-tutto-tutto, assaggiare ogni cosa, studiare tutto quello che c’è di interessante su questa Terra. Ho già conosciuto l’alcol, la sigaretta…e tante cose…ma ora son passato dall’altra parte: la riva positiva della vita, e cerco di vivere più intensamente, in piena libertà.
La società vorrebbe ch’io mi piegassi a delle regole ( e lo faccio! ), vorrebbe ch’io rassomigliassi a tutti, e abbia la stessa mentalità di tutti…ma no no e no! Voglio vivere libero, e seguire il mio cammino speciale perché la mia vita fino ad oggi è stata speciale.
Me ne frego del parere altrui…
Siccome vivo pienamente le mie emozioni…e quelle cambiano spesso posso passare dal positivo al negativo molto velocemente. Non c’è da stupirsi: non sono costante.
L’analisi della personalità che ho fatta diceva: “Lei è probabilmente attrato da un universo di emozioni esacerbate”. E’ veroooooooo!!!!
Tutti questi tratti della mia personalità vengono dalla mia infanzia, da certe paure, ecc…Percio’ mi sento bene in compagnia di Chopin, e quando suono il pianoforte cerco di raggiungere il BRIVIDO…Se suono e mi viene da rabbrividire…significa ch’io sono entrato nel brano che suono e nella dimensione magica della musica. Ci vuole molta tenerezza, quando si suona. Molta concentrazione per ottenere il suono desiderato. Niente di più bello che una melodia nata dal silenzio e suonata con emozione.
Vivo in un mondo il cui centro sono le emozioni, è così. Non posso farne a meno. Cerco l’estasi, la soddisfazione emotiva…e questo lo chiamo VIVERE.
Poi un mio credo è: “voglio essere anormale piuttosto che anonimo”.
E’ la famosa problematica di “Veronika décide de mourir”, un libro di Paulo Coelho: essere pazzi, che cosa significa?
Io non sono pazzo, sono me stesso e ragiono. Meglio essere “pazzi” che conformarsi a quello che la società dei consumi vorrebbe imporci!
Il fatto di creare qualcosa…è una specie di lotta contro il conformismo. E’ anche un modo di fare della propria vita un micro-mondo che contrasti con una realtà pesante e angosciosa.
Basta ascoltare i mass media per rendersi conto dello stato del mondo…Questo al limite ti porta a volerti suicidare, allora scappi, cerchi un’altra realtà, quella che tu crei…e così sopravvivi.
La realtà, l’affronto, eccome! Ma aspiro a cose più profonde, più intime, tutte mie.
Tutto quello che l’uomo tocca, lo sporca. La musica e la natura sono due cose la cui dimensione non è totalmente umana. Perciò mi ci sono affezionato. La musica è misteriosa. Sembra un mondo invisibile, molto profondo. In quanto agli animali, è uguale. Sono un mistero.
ooooh! Smetto di scrivere altrimenti scriverei un romanzo…!
Ciaoo!
grazie Pergiorgio per le tue parole. La dottoressa che mi ha seguito negli anni passati oggi mi ha proposto di riprendere gli psicofarmaci ma io non ne ho voglia. E neanche di tornare da lei per riprendere la terapia. Non ho voglia di niente, mi sono rassegnata al dolore ma poi mi ritrovo stanca di combattere contro qualcosa che comunque vince sempre. Posso davvero continuare a credere che sia sufficiente mettere un giorno dietro l’altro senza avere un progetto e soprattutto senza avere la voglia di avercelo?
Ele
purtoppo per molti e cosi …
ma magari e solo un periodo riguardo agli psicofarmaci io ho un idea tutta mia ed e mejo che non la dico..
devi vedere tu visto che li hai gia presi sai se aiutano o no
dai un saluto a tutti smack alle fanciulle a stanchissima 2 🙂