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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Riferimento alla lettera: Valinda, ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per...
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Data di pubblicazione: 17 Giugno 2015

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Categorie: - Amore

841 commenti

  • 176
    maria grazia -

    andrea
    no.. a dire il vero non ero consapevole, ma grazie per avermi illuminato!
    e io che pensavo che potessero ancora esistere uomini intelligenti, che sono in grado di trovarmi apprezzabile! pensa che idiota che sono…
    che dirti..se per meritare rispetto devo arrendermi all’ idea di stare sola beh, pazienza! farò a meno del rispetto.
    per ora sono consapevole di una sola cosa: molte delle persone che mi GIUDICANO sono molto più sole di quanto non lo sia mai stata io. e comunque, che tu ci creda o no, preferisco di gran lunga stare sola, se l’ alternativa è stare accanto a certi “uomini”. io cerco un compagno. non un padrone a cui obbedire, o un figlio da accudire, o un secondo padre a cui affidarmi. capisci ?
    sono consapevole che non potrei stare con chiunque. ma è normale che sia così, SE VALI QUALCOSA E SE HAI DAVVERO QUALCOSA DA DARE. per questo non mi sono mai sentita “di meno delle altre” perchè non ero fidanzata, anzi! e mai mi ci sentirò.
    deluso ?..

    Golem, senz’ altro non ti è sfuggito che – aldilà dei vissuti familiari e personali di ognuno di noi – c’è anche proprio una cultura imperante di massa che spesso ci conduce verso amori sbagliati. quante volte abbiamo sentito dire da qualcuno: ” il vero amore è solo quello che ti fa soffrire”. questa frase è stata la rovina per milioni di persone ( sopratutto donne ), ed è stata la causa dei maggiori tormenti di intere generazioni. così come il concetto di “illusione”. è talmente radicata in noi la tendenza a voler vedere solo quello che ci fa comodo vedere, non solo in amore ( e anche questo forum, con le sue mille storie e i suoi mille commenti, ne è un esempio lampante ), per cui per molte persone prediligere i rapporti sofferti rispetto agli amori sereni ( che invece a molti appaiono noiosi e banali ) è una conseguenza del tutto scontata.
    Frida Kahlo è stata un esempio illustre di donna che decise di gettare deliberatamente le sue perle amorose ai “maiali”. ma quante altre Fride Kahlo sconosciute ci sono sparse in ogni angolo del mondo! del resto, basta anche solo aprire LAD per capirlo..
    il problema di tante, TROPPE donne, è che sono ancora convinte che basti essere semplicemente una “brava tosa” per ottenere l’ amore incondizionato di chi ci sta a cuore. niente di più fuorviante!

  • 177
    Alessandro -

    A me pare che Maria Grazia sappia cosa vuole,giusto o sbagliato che sia e credo sappia a cosa va incontro che non per forza deve essere non fare figli o morire da sola.
    da vedere poi se sia peggio morire da soli piuttosto che vivere con accanto una persona che non ti fa sentire bene.

  • 178
    Golem -

    Sai MG, nessuno nasce “imparato” in fatto d’amore, ed è normale che come di fronte a due paia di scarpe uguali, si penseranno di maggior qualità quelle più…care. Così, per la stessa ragione irragionevole, il tipo difficile, più o meno artistoide, problematico e sfuggente apparirà come quel paio di scarpe più caro, anche se non lo si è ancora “provato”, e magari, una volta fatto, anche se va “stretto” ce lo facciamo andar bene. Perché è costato “caro”
    Io l’ho scritto prima e lo ripeteró finchè potrò, che le nostre decisioni in amore nascono da ragioni “irragionevoli” che, come nel caso dello scarpone stretto, cerchiamo di adattare al piede, con piaghe, calli e occhi di pernice che cerchiamo di curare come possiamo, perché non ammettemmo mai di aver preso un granchio, soprattutto quando i famosi ormoni sono in circolazione, e si fa finta di niente, come è successo alle famose 78 “vittime” di se stesse di cui ho parlato a Sensibility.
    Frida, poverina, è morta infelice, con la speranza di non tornare più in una vita, ma era talmente grande quell’anima che nessuno la ha capita realmente. Ha cercato l’amore che ne “dissetasse” l’inestinguibile sete di affetto, ma è più quello che ha dato di quello che ha ricevuto. Ha molto amato, e con passione, ma come un cane bisognoso di un padrone. E come ho giá detto, la sua arte parla di questo. Anche troppo bene.
    Sai secondo me a chi somiglia come angoscia di vivere. Ad Amy Winehouse.
    Un genio straziato da un bisogno d’amore che nessuno era in grado di soddisfare. Infatti se n’è andata a 27 anni.

  • 179
    maria grazia -

    “Ha molto amato, e con passione, ma come un cane bisognoso di un padrone.”

    Golem, riparto proprio da questa tua frase. perchè è esattamente così che ci si sente quando si ama un uomo che invece ci rifiuta e ci disprezza, o non ci ricambia adeguatamente: ci sente delle cagnette, delle “bestioline” che necessitano a tutti i costi di un “padrone”, di una guida, di un “rifugio”. di tutto ciò che in qualche modo ci è stato precedentemente negato, o così riteniamo. ci si sente delle nullità proprio perchè viviamo quella “dimensione canina” di bisogno di attenzioni. le donne che si trovano in questa situazione, per poter smettere di star male e per poter approdare a situazioni relazionali felici, devono secondo me uscire da questa condizione psicologica così da ritrovare la TIGRE che è in loro, dimenticando la CAGNETTA. La tigre, a differenza della cagnetta, è un animale indomito, indipendente, in grado di affrontare DA SOLO le intemperie della foresta. E la “foresta”, per noi donne, è LA VITA STESSA. e se non riusciamo ad affrontarla da sole e a dare a noi stesse il giusto valore come individui, saremo sempre frustrate e infelici. La “donna-tigre”, a differenza della “donna-cagnetta”, ha imparato che la sua felicità e realizzazione personale non devono dipendere da nessuno, se non da SE STESSA. Ha imparato a LOTTARE e a farsi strada, reagendo ai drammi e alle difficoltà. ecco perchè nessuno può mettere in discussione il suo valore come persona, aldilà delle scelte che ha fatto nella vita, aldilà della sua cultura, del suo status o della sua condizione. a differenza della donna cagnetta, la donna tigre è consapevole di ciò che merita e di ciò che vuole veramente, ecco perchè non potrebbe mai accettare di dedicarsi a chi la disprezza. voglio dire solo questo alle donne che soffrono per un amore non contraccambiato: NON ABBIATE PAURA di esplorare il mondo là fuori, di smettere di pensare a lui, e di fare nuove esperienze. riscoprite la “tigre” che è in voi!

  • 180
    maria grazia -

    io Golem non penso che dare valore a una persona che non ci considera o ad un amore impossibile, sia solo una questione di inesperienza, di istinti sessuali o di giovane età. ci sono senza dubbio meccanismi molto più complessi che muovono le tendenze delle donne che vivono situazioni di questo tipo, specie se le ripetono negli anni. e queste attitudini hanno origini lontane. dalla famiglia di origine in primis, e da fattori culturali in secondis. fattori per i quali le donne sono state abituate a pensare che preoccuparsi sopratutto di se stesse è male ed è peccato, non è da “brave bambine”, e che tale comportamento dev’ essere ritenuto deprecabile. Le donne devono liberarsi di questi retaggi dannosi, e imparare a ritrovare – come dicevo prima – il piacere di realizzare se stesse secondo il principio dell’ autodeterminazione e dell’ indipendenza, sia economica che emotiva, anche trasgredendo a certe regole e convenzioni. La ribellione agli schemi però non basta, se non è accompagnata da un adeguato percorso di presa di coscienza e di consapevolezza di se stesse. credo che mancasse questo ad Amy Winehouse.
    La ribellione all’ idea della donna “crocerossina” e come figura subalterna al maschio, insieme allo sviluppo della propria autostima, è l’ unica strada, secondo me, per prendere definitivamente le distanze dagli amori malati.

  • 181
    Andrea -

    @mg
    No..non sono deluso. Anzi, non pensavo minimamente che rispondessi alla mia provocazione, perché non era null’altro. Quello che volevo scatenare era una reazione emotiva e ci sono riuscito. Ti sei sentita colpita nel personale e ti sei messa sulla difensiva. Abbiamo tutti delle maschere e non aspettiamo altro che qualcuno ce le tolga, tutti i tuoi scritti urlano disperatamente solo una cosa..amatemi!!
    @golem
    Hanno censurato un mio commento a te rivolto, effettivamente era molto cattivo…meglio così.

  • 182
    maria grazia -

    che vuoi farci andrea… non sono così brava a leggere “tra le righe” ( è proprio il caso di dirlo ), e manco mi interessa più di tanto. mi limito solo a controbattere ai commenti che mi vengono rivolti. le veggenze nella sfera di cristallo e la decifrazione dei post le lascio ad altri.

    anche i tuoi interventi sembrano tutti urlare una cosa sola: “CAGATEMI!”

  • 183
    Golem -

    Peccato Andrea. L’avrei apprezzato.

  • 184
    Golem -

    Non sono le donne che devono cambiare MG, ma gli uomini. Le reazioni nate dal femminismo hanno prodotto, da una parte l’arroccamento da parte dei più conservatori e dall’altra la “resa” di quelli più fragili. Pochi uomini hanno raccolto l’opportunitá di avere finalmente una “compagna” al fianco. Compagna: “cum panis”. Con chi si divide il pane. Cioé la vita.
    L’emergere della figura femminile, che si solleva per dignitá, ruolo e autonomia all’altezza dell’uomo in relativamente poco tempo, non ha consentito la corretta “digestione” da parte della cultura e della morale di acquisire un modus vivendi coerente con un fenomeno sociale “inevitabile”. Chi basava le proprie sicurezze maschili su una tradizione respirata nelle famiglie italiane per centinaia di anni, si è trovato improvvisamente senza “casa”. Come il profugo che non ha mai visto e il mare e, trovandocisi in mezzo ma non sa nuotare, ha paura di annegare.
    Se osserviamo i casi di abbandoni al maschile e al femminile letti su LaD, potremo notare che quasi si equivalgono. Possiamo azzardare che una LaD del 1980 non avrebbe dato certi numeri? Io penso di sì.
    Eppure ci sono ancora i Love Lies che rimpiangono i bei tempi del focolare e della donna che spignatta, e un Alexandre che ha descritto sè stesso in quella storia come se fosse una Alexandra del 1950. Con un’amorevolezza che io stesso ammiro, ma che davamo appannaggio del genere femminile sino all’altro ieri.
    Eppure entrambi sono vittime di delusioni con l’altro sesso.
    Dall’altra parte ci sono donne ormai mature, compiute, anche professionalmente e autonome, come l ‘ultima, Sensibility, e altre decine come lei, che “regolarmente”, e nonostante le cosiddette conquiste femministe, cadono nella trappola del loro stesso “sentimentalismo accuditivo” che sempre regolarmente le “suicida”.
    Iniziavo dicendo che devono cambiare gli uomini e chiudo sottolineandolo. Ma possono cambiare solo se le donne capiranno che devono smetterla di “amare” i loro uomini come eterni adolescenti, che poi le lasceranno…regolarmente.
    Non c’è bisogno di essere delle virago, è sufficiente che restino quelle donne che hanno voluto i loro diritti 50anni fa e li hanno avuti. Li chiedano anche in amore, senza conflitti, con la pazienza che di solito è più presente nel loro sesso, ma li pretendano. Con amore. Si accorgeranno che quei maschi che “amano”, se le amano, diventeranno uomini, e saranno orgogliosi che la loro donna difenda la propria dignità. Gli altri? Adolescenti.

  • 185
    Alessandro -

    Se mi è concesso azzardo un ipotesi, può essere che l’uomo si trovi un po spiazzato perché le donne si aspettano dagli uomini un comportamento a cui non sono abituati perché arrivano dall’essere viziati,coccolati e protetti dalle mamme?
    non sarebbe importante far capire già da piccoli che le donne vanno considerate in un certo modo?

  • 186
    maria grazia -

    “è sufficiente che restino quelle donne che hanno voluto i loro diritti 50anni fa e li hanno avuti. Li chiedano anche in amore, senza conflitti, con la pazienza che di solito è più presente nel loro sesso, ma li pretendano.”

    Da quello che continuo a notare in giro Golem , credo che molte donne non ne siano ancora capaci, anche se sembra assurdo nel 2015. Nel momento in cui le donne entrano in un rapporto, è come se pensassero che devono necessariamente rinunciare a loro stesse per tenersi l’ uomo al loro fianco. E’ una cosa che vedo di continuo, e del resto non è un caso se io vengo sistematicamente lasciata o rifiutata per donne dall’ indole molto più passiva e rinunciataria della mia. Qui non si parla di INCOMPATIBILITA’ tra me e l’ altro, di mancanza di affinità e di interessi comuni, di esclusione della possibilità di un comune sentire. si parla proprio di incapacità dell’ altro di recepire serenamente l’ idea di un rapporto paritario! nel quale i rispettivi punti di vista di ognuno vengano investiti dello stesso identico valore, senza svalutazioni per nessuno. ecco perchè come dicevo anche ad andrea, l’ idea di rimanere single non mi preoccupa, finchè intorno a me non vedrò mutare certe dinamiche. Non mi interessa mantenere un rapporto con un uomo su questi presupposti, e cioè: io affermo quello che ritengo giusto, e tu devi necessariamente CONCORDARE CON ME, altrimenti significa che sei sbagliata e sei nel torto. per carità… un uomo così lo lascio volentieri a qualcun’ altra!
    qui non si tratta di fare le virago, o di far accettare a un uomo cose che non potrebbe mai accettare, e non si tratta nemmeno di un’ incapacità mia di considerare l’ altrui punto di vista. Si tratta semplicemente del fatto che se io alla fine di ogni discussione devo sempre per forza darti ragione per dimostrarti la mia maturità e la mia capacità relazionale, allora significa che c’è qualcosa che non va, perchè quello non è un più un rapporto tra un compagno e una compagna, ma è un ASSOGGETTAMENTO a qualcosa o a qualcuno. e a me questo non interessa. perchè in un VERO rapporto non c’è uno che comanda e uno che obbedisce ma semmai ci si confronta e SI CRESCE INSIEME.

  • 187
    maria grazia -

    “Si accorgeranno che quei maschi che “amano”, se le amano, diventeranno uomini, e saranno orgogliosi che la loro donna difenda la propria dignità.”

    proprio così Golem! è una questione di DIGNITA’.

    certo, io a volte posso risultare un pò “spinosa” nel rispondere a qualcuno, com’è successo con Love Lies. ma lo faccio quando ritengo che dall’ altra parte ci sia un intento volutamente provocatorio. e a quel punto “scendo in battaglia” pure io. ma posso assicurare che, per il resto, non sono nè una donna incapace di essere comprensiva e assertiva, nè una donna che vuole imporsi ad ogni costo!
    e chi dopo avermi conosciuta da vicino nega questo, vuol dire che è assolutamente in malafede.
    se poi, perdippiù, mi si chiede di rinunciare a difendere la mia dignità accettando di buon grado critiche e giudizi del tutto gratuiti sulla mia persona che sfiorano l’ insulto, beh .. penso proprio che siamo all’ assurdo! e quand’è così è inutile che poi l’ altro mi dia dell’ isterica femminista o della bipolare e si stupisca se rivendico con forza le mie ragioni!!..posso passare sopra a tutto ma non posso rinunciare a me stessa, sopratutto se quello è l’ unico modo per averti accanto.

  • 188
    andrea -

    c’è da perdersi dietro a tutti questi commenti sulla donna e sull’uomo e come dovrebbe essere il rapporto interpersonale “corretto ed equilibrato”. I valori che hanno sempre guidato l’uomo in senso lato, e che valgono anche oggi nel 2015 sono pochi ma fondamentali, il rispetto, la sincerità, la dignità. E quando una persona ama li deve osservare tutti, quando ne viene a mancare uno solo, bisogna chiudere e andare oltre. Poi ci si può perdere in miliardi di parole e teorie, ma ogni storia d’amore è a se stante, non esiste una coppia uguale all’altra per il semplice motivo che le persone stesse sono tutte diverse ed è questo il fascino di incontrarsi..per conoscersi, e una coppia può durare 50 anni per motivi che nemmeno loro riusciranno mai a capire, ma va bene così. Dopo aver scritto queste baggianate scontate ma in cui credo, volevo dire che le donne e gli uomini ( per questo parlavo di maschere mg), fondamentalmente cercano nell’altro le stesse cose di 500 anni fa, e solo quando finalmente le avranno, solo allora si potranno lasciare andare e scrollarsi di dosso tutti i ruoli che la società ciclicamente appiccica addosso sia all’ uomo che alla donna. Nessuno deve cambiare, siamo perfetti così e se il nostro compagno/a ci chiede di farlo allora non funzionerà mai ma ripeto, se la coppia continua a percepire di sentirsi reciprocamente rispettati, non ingannati e sinceri non serve cambiare. Se lo chiedono è solo perché manca uno di questi valori..anche la mia è una teoria ovviamente, ma mi piace vederla così la vita. E infatti sono solo, in tutte le mie storie alla fine uno dei valori è stato disatteso e quando succedeva mi sono sempre allontanato ma molte coppie pur di non rimanere soli preferiscono non vedere, si tappano il naso e combinano tutti i casini che leggiamo quotidianamente su LAD.
    Mi permetto di raccontare la mia ultima personale vicenda: mi innamoro di una donna, ma ci sono arrivato dopo mesi di conoscenza, andiamo a vivere insieme, io lavoro lei no, si sente appagata così, la “costringo” a finire gli studi, gli mancava solo un esame e la tesi, l’aiuto a trovare un attività professionale che la soddisfa, avevo capito che era una donna combattiva e capace. Appena diventa economicamente indipendente si trasforma, diventa avida, prepotente e pone le sue regole. Per me non era cambiato nulla ovviamente, ho solo creduto in lei e non volevo che si accontentasse. Mi sono rattristato e chiuso in me stesso, e lei ne ha trovato un altro….continua

  • 189
    andrea -

    ma era venuto meno il rispetto, non era tollerabile. Non volevo riconoscenza o chissà cosa, ma non mi aspettavo certo che cambiasse in quel modo, e non ho ancora capito perché è successo…ma non ha più importanza…però una frase che ha detto mi è rimasta impressa e l’ha detta in modo rabbioso e cioè : ” se vuoi che le cose cambino allora smetto di lavorare e tu mi mantieni!”. La riflessione immediata è stata quella di pensare che in fondo una donna ricalca sempre gli stessi schemi atavici, gli serve un uomo che la protegga e che pensi a lei e al suo sostentamento in tutto e per tutto, ma allora perché tutti questi casini sull’ emancipazione?… tranquilla mg è stata solo una riflessione automatica, in realtà trovo assolutamente giusto che la donna si realizzi nel mondo lavorativo quanto l’uomo e le mie vicende lo dimostrano. Comunque quello che voglio dire è che quando si vive molto tempo con una persona, è fisiologico che la vita porti dei cambiamenti ma se i valori iniziali permangono si troverà sempre un equilibrio…non lo so..ho scritto di getto e nemmeno mi rileggo. Golem parla sempre di “illusione”…ma se la persona con cui stai si fa sempre dei film nel cervello e cerca di rendere reale quella illusione allora quella persona è stupida.. ma molti uomini ancora più stupidi si sforzano come dei pazzi per renderla reale, su questo sì l’uomo deve cambiare, deve piantarla di prendere lucciole x lanterne, mancano di rispetto e di dignità per se stessi e le donne li faranno sempre a pezzi.

  • 190
    maria grazia -

    Alessandro, hai colto un punto importante. in effetti l’ educazione a un sano equilibrio di coppia e al rispetto della donna dovrebbero già essere trasmessi dalla famiglia di origine, ma come ben sappiamo non è così. purtroppo i figli maschi ancora oggi crescono con la concezione che saranno dei futuri padroni, e che la compagna ideale è quella che SI PIEGA a tutti i loro desideri.
    L’uomo, in questo contesto, punisce la donna recalcitrante e che non accetta queste convenzioni, rifiutandola o abbandonandola. facendole al contempo intendere che è sua, della donna “ribelle”, la responsabilità di tutto ciò. come a dire: “vedi, se eri più obbediente, più brava, più buona e più dolce io avrei potuto amarti. ma non vuoi fare quello che dico io e mi tocca trattarti male e abbandonarti! è tutta colpa tua!!”.
    Oggi molti uomini, non impegnandosi con donne emancipate, stanno lanciando – consapevolmente o meno – un messaggio chiaro di protesta: stanno dicendo che esigono a gran voce il ritorno al patriarcato e alla donna sottomessa.
    quindi, un uomo misogino decide di non unirsi a una donna emancipata, per una questione di PUNIZIONE E DI VENDETTA che si decide di infliggere alla donna così da sanzionare il tuo temperamento indipendente. L’ incompatibilità caratteriale o il presunto fatto di star male in compagnia di quella donna, in questi casi centrano ben poco.

  • 191
    maria grazia -

    andrea, condivido pienamente la premessa che esprimi nel commento 188, ma ancora di più mi ha molto colpito il racconto della tua vicenda personale. mi permetto di farti qualche domanda in merito, sperando che tu possa o voglia rispondermi:

    1) per quale motivo ritieni che la tua donna, una volta raggiunto il successo lavorativo, fosse diventata avida ? e in che cosa voleva dettare le regole, esattamente ?

    2) dopo che la tua compagna trovò un lavoro, vi occupavate entrambi delle faccende domestiche, o ricadevano solo su uno di voi due ? e se si, su chi dei due ?

    3) quando parli del fatto che a un certo punto fosse venuto meno il rispetto, a cosa ti riferisci esattamente ? in cosa, per la precisione, la tua compagna ti mancava di rispetto ?

    La mia ultima domanda invece non riguarda il rapporto che hai vissuto personalmente, ma va più sul generale, ed è questa:

    4) dati i tre valori da te citati inizialmente ( rispetto, sincerità, dignità ) come presupposto fondamentale di qualsiasi rapporto, esiste PER TE una specifica categoria di donne o di persone che non potrebbero mai essere considerate seriamente come potenziali partner, quand’ anche rispettassero questi tre valori ? e se si, qual’è ?

    ovviamente non sei obbligato a rispondermi, ma sarei contenta se tu accettassi di farlo.

    “ma se la persona con cui stai si fa sempre dei film nel cervello e cerca di rendere reale quella illusione allora quella persona è stupida..”

    andrea, dipende.. a volte una persona può farsi dei “film” su di noi, perchè noi quei film glieli alimentiamo. un uomo che non è innamorato di una determinata donna, o che comunque ha deciso di non stare con lei per altri motivi ( ad es. incompatibilità caratteriali e di vedute, o un passato troppo libertino che ingenera sfiducia ), deve semplicemente chiudere di netto con quella donna se quella donna gli dimostra di essere sentimentalmente coinvolta, e non mantenere – come fanno in tanti – situazioni ambigue nelle quali non si capisce bene che tipo di rapporto c’è. ma C’E’. il messaggio che in questi casi recepisce l’ altra persona non è quello che dovrebbe effettivamente recepire, e cioè: ” ti frequento perchè con te mi trovo a mio agio, mi diverto. ma non ti considero seriamente come una probabile compagna di vita”. ma è invece:” se continuiamo a vederci è perchè qualcosa prova per me”. da qui nascono tanti disastri esistenziali.

  • 192
    maria grazia -

    è di questo che si dibatte qui, ed è su questi equivoci che si vuole porre l’ attenzione. poi là fuori, nella propria vita, ognuno è libero di vivere come meglio crede, ognuno è libero di tenere in piedi le situazioni che più gli aggradano, qui nessuno giudica nessuno. ma l’ importante è rendersi conto di QUELLO CHE SONO VERAMENTE questi “rapporti”, su cosa realmente sono basati, e molte persone ne sono incapaci. tanti interventi in questo forum ne sono la testimonianza. ecco perchè io mi sono sempre categoricamente rifiutata di dare spago a ragazzi o uomini che non ero grado di corrispondere con lo stesso interesse che loro avevano per me. La mia non era spavalderia o cattiveria, ma semplice BUONSENSO! voi uomini invece lo fate di continuo, sono ben pochi quelli che si tirano indietro davanti a una frequentazione basata solo sul sesso e su una ludica amicizia, e se lo fanno, si tirano indietro semplicemente perchè hanno già avuto esperienze molto negative in questo senso, con donne non ricambiate che poi gli si sono rivoltate contro. se decidete di frequentare una donna “senza impegno”, e in quel caso non vi assicurate che dall’ altra parte c’è realmente una donna NON coinvolta emotivamente, le conseguenze possono essere devastanti per entrambi.
    Allo stesso modo, qui si sta cercando di capire le ragioni profonde che spingono tante persone, sopratutto donne, ad affezionarsi unicamente a soggetti che non ricambiano i loro sentimenti, che le umiliano, che le sviliscono.

  • 193
    andrea -

    @mg
    cerco di risponderti ma non è semplice è solo una storia come tante e unica allo stesso tempo.
    La mia ex, inizialmente era amore puro e io ne ero felice perché era contraccambiata, non c’erano ruoli definiti, mi ero aperto completamente, finalmente stavo bene. Io lavoravo ma sentivo che il fatto che lei non potesse contribuire le pesava, ma per me non era un problema, comunque non volevo che un giorno si pentisse di non aver provato a trovare una sua strada e così ho iniziato a farle “violenza”, la spronavo e non ho mai ceduto fino a che non ha cominciato a lavorare. Non era abituata, ha stravolto i suoi ritmi, le sue abitudini, ma io c’ero, se faceva tardi preparavo io da mangiare, la coccolavo, insomma l’amavo e basta. Poi non lo so cosa sia successo, credo che il fatto di guadagnare, l’abbia in qualche modo “galvanizzata”, non dipendeva più da me! Ma qui sono entrati in gioco molti fattori, il suo trascorso, le difficoltà economiche della sua famiglia, ecc. ecc.Ha cominciato a dirmi che non guadagnavo abbastanza, che dovevo essere più ambizioso, interferiva con il mio lavoro e con il mio modo di gestirlo, all’inizio lo accettavo, mi sembrava normale che in una coppia ci si possa dire tutto apertamente e ci si ascolti. Effettivamente a me dei soldi mi ha sempre fregato poco, mi piace lavorare ma quando copro le mie necessità sono a posto, ma lei si è scoperta più motivata di me e pretendeva che lo fossi anch’io. Dopo qualche tempo provavo un senso di prevaricazione, di fastidio, cominciava a non rispettare il mio modo di essere, percepivo dei tentativi di cambiarmi. Ho provato in tutti i modi di farle capire che non erano cose importanti, l’importante era ritrovarsi a casa e fare le cose insieme, condividerle, aiutarsi ma non c’è stato nulla da fare, la sicurezza che ha acquisito, l’indipendenza economica l’ha profondamente cambiata e ha cominciato a guardarmi con occhi diversi..è stata la fine, mi sono allontanato. Cosa altro dire?

  • 194
    rossana -

    “La realtà è una sequenza di eventi oggettivi vissuti soggettivamente, in tal senso non è possibile definire un concetto di realtà assoluta e quindi anche l’idea di una verità assoluta è improponibile. Tutto ciò che avviene e viene percepito è costantemente filtrato dal nostro ego e vissuto in modo soggettivo.”

    Da: “Sui sentieri del sogno” di Rodolfo Brun, ipnologo e psicoterapeuta che sa esprimere sintesi meglio di me.

  • 195
    rossana -

    Andrea,
    “I valori che hanno sempre guidato l’uomo in senso lato, e che valgono anche oggi nel 2015 sono pochi ma fondamentali, il rispetto, la sincerità, la dignità. E quando una persona ama li deve osservare tutti, quando ne viene a mancare uno solo, bisogna chiudere e andare oltre.” – ottima sintesi, a cui aggiungerei la stima e la fiducia come pacchetto di base, se originato, come forse si dà per scontato, dall’attrazione fisica, elemento per me fondamentale.

    “ogni storia d’amore è a se stante, non esiste una coppia uguale all’altra per il semplice motivo che le persone stesse sono tutte diverse ed è questo il fascino di incontrarsi..per conoscersi” – più che d’accordo!

    azzardo un parere sulla compagna così cambiata a seguito di un miglioramento derivante dalla sua acquisita autonomia economica. finché dipendeva da te per il suo mantenimento, doveva comportarsi in modo relativamente sottomesso, come di fatto fanno quasi tutte le compagne che preferiscono dedicarsi alla casa e ai figli (non c’è scelta di coppia a lunga durata che non sia basata su uno o più compromessi). nel momento in cui si è sentita in grado di poter stare in piedi da sola ha rivendicato un’attitudine che prima non si poteva permettere. tutto più che scontato, se applicato a una persona ingrata e caratterialmente arrogante.

    da parte della sonna non c’era vera sintonia e profondo sentimento ma solo un accomodamento opportunistico. senza contare checambiamenti di ruolo abbastanza significativi creano spesso scompiglio anche nelle coppie più collaudate. qualcuno asserisce che ogni fine di storia amorosa ha i suoi germi nell’inizio, cioé nell’incapacità di scegliere sia le persone che le prospettive più adatte a favorire uno stabile futuro a due. si prendono abbagli sul lavoro, sui parenti che si conoscono fin dall’infanzia, come potrebbe essere possibile non prendere “lucciole per lanterne” quando si patisce la solitudine in gioventù e si è spinti da tempo alla ricerca di un partner da stimoli sia fisici che emotivi? forse in tutti i contesti s’impara a essere più cauti, a decidere con maggior consapevolezza, con il tempo e con l’esperienza.

    di recente vado rivedendo i miei concetti sul caso, che forse davvero non esiste, sovrastato dalla necessità, che spesso finisce con il prevalere sul buon senso e sul raziocinio.

  • 196
    Golem -

    Realta oggettiva, realtà soggettiva. Tutto bello. Ma se mia moglie scopa con un altro, o se mi molla o non mi ha mai ricambiato come avrei voluto, queste sono realtà ontologiche. Non ci sono santi a volerle soggettivizzare. Esse “sono”.

  • 197
    maria grazia -

    andrea, per come la vedo io la tua compagna non era cambiata perchè aveva raggiunto l’ indipendenza economica. lei era stata sempre la stessa, solo che vivendoci insieme e condividendo con lei la quotidianità, era venuto fuori il suo VERO modo di essere. ma a mio avviso sarebbe venuto fuori comunque, anche se lei avesse continuato a fare la casalinga e non si fosse laureata. eravate semplicemente due persone diverse, con una diversa scala di valori, e magari l’ attrazione che ti aveva inizialmente spinto a stare con lei ti aveva impedito di capirlo. e l’ attrazione passionale iniziale, come ben sappiamo è una pessima consigliera. io continuo ad essere convinta che non si dovrebbe iniziare una convivenza se uno dei due non è indipendente economicamente ( uomo o donna che sia ), perchè poi si creano meccanismi insani all’ interno della coppia, e lo dico anche per esperienza diretta: ho convissuto per un anno con un ragazzo disoccupato e in difficoltà economiche, e invece che ottenere la sua gratitudine per il fatto che provvedevo alle sue necessità, avevo scatenato il suo risentimento e il suo senso di frustrazione!
    quello che noi pensiamo andrea, non sempre è quello che pensa e prova anche l’ altro. in una coppia dove ci sia REALE volontà di costruire, si parla chiaro e si scoprono le carte senza problemi. dove invece ci si impunta e ci si chiude per questioni di orgoglio, significa che, di fatto, quel rapporto NON E’ MAI ESISTITO.

  • 198
    andrea -

    @rossana
    sono d’accordo sul fatto che quando ci siamo messi insieme lei risentisse della sua posizione di “inferiorità” economica, ma anche questa era una caratteristica che mi piaceva, la associavo ad un animo modesto e sensibile ed è per questo che volevo vederla autonoma economicamente, credendo ingenuamente che una volta arrivata all’ indipendenza e raggiunta una “parità” potevamo goderci più serenamente il nostro amore. Ci sono rimasto parecchio male. Adesso lei è contenta, ha i soldi, ha un uomo che probabilmente è più affine a lei, non rimpiango nulla. Sono stato e sono sempre la stessa persona, non voglio cambiare, non sarò chissà chi ma non ho permesso e non permetto a nessuno di modificarmi ed è questo il rispetto che bisogna avere se vuoi bene a qualcuno.

  • 199
    rossana -

    Andrea,
    “non permetto a nessuno di modificarmi ed è questo il rispetto che bisogna avere se vuoi bene a qualcuno.” – certo che sì: le persone dovrebbero essere amate per quello che sono, non per quello che vorremmo che fossero.

    mi dispiace per la disavventura, da cui si spera tu possa ricavare in futuro qualche orientamento in più per le tue scelte di coppia. secondo me è utile sapere chi sei e cosa vuoi nel tuo futuro ancor prima d’iniziare a relazionarsi con l’altro sesso, sempre comunque responsabili e consapevoli di tutte le possibili conseguenze.

    un abbraccio.

  • 200
    Andrea -

    @mg
    Forse fraintendo…ma non mi sono chiuso per orgoglio. in un rapporto é giusto mettersi in discussione, confrontarsi, dialogare, infatti all’inizio ascoltavo le sue critiche o consigli , come li si vuole chiamare. Ma se ad un certo punto vedi che i “consigli” diventano una specie di aut-aut allora c’é qualcosa che non funziona. Mi aveva conosciuto e amato per come mi sono presentato non ho mai ingannato nessuno….comunque avete ragione sia tu che Rossana, Ma cosa deve fare un uomo quando ama una donna??? Dovrebbe continuamente trasformarsi a seconda delle loro paturnie?? Mi sono rotto le balle…non se ne viene fuori. Tutti i rapporti sono a termine c’é poco da fare…bye

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