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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Riferimento alla lettera: Valinda,ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la...
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Categorie: - Relazioni

841 commenti

Pagine: 1 4 5 6 7 8 17

  • 251
    Golem -

    Parole sante. Da Giubileo Straordinario.

  • 252
    Yog -

    Scribacchiare squallido e storto
    presso un fetente forum morto,
    trovare tra i post e le lett(i)ere (*)
    canne di maria, tracce di pere.

    Nelle righe del sito o tra la feccia
    spiar le file di laidi commenti
    ch’ora pungolano ed ora s’intrecciano
    a provocar gravi tormenti.

    Osservare tra chiose il palpitare
    lontano di storie amare
    mentre si lancia a pieni secchi
    la digestion di pranzi vecchi.

    E andando a legger il post che intriga
    trovarsi una bella +++a
    e capir che la vita e il suo piacere
    sta là ove non si può vedere
    che ha addosso slip stretti di ciniglia.

    (*) [N.d.R.]: il poeta si è concesso una licenza aggiungendo la “i”

    “Scribacchiare pallido e storto” fa parte della raccolta Braccia di polpo. In questa raccolta, e soprattutto in questa poesia, Yog si distanzia dal modello Laddiano con cui è costretto a confrontarsi: utilizza gli scenari di Montale, ma con una diversa sensibilità e partecipazione all’esistenza che ricorda quella di Ilias Petropoulos. “Scribacchiare” coglie il dramma della “vita piacevolmente fortunata” di Yog: l’uomo vive fregandosene del senso vero della sua esistenza, ed è felicemente bloccato in qualsiasi ricerca, come il poeta camminando con una bella gnocca è impossibilitato a fare avanches a causa di un paio di “slip stretti di ciniglia”. Aspetto che colpisce dell’intera poesia è la mancata partecipazione del soggetto alla scena che sta descrivendo, sintomatico è l’uso dell’infinito sostantivato, come se il soggetto fosse rattristato e assente.

  • 253
    Golem -

    Yog, non hai trovato le scure bacche di biancospino, vero? “Braccia di Polpo”. Montale dopo le seppie sarebbe inevitabilmente arrivato all’octopode, in attesa del momento del totano. Bravo.

    È vero. C’è, nella composizione, come una forma di pessimismo crepuscolare, che fa pensare alla rassegnazione di chi non intravede una speranza in un esistenza che abbia un senso, almeno quanto quello di veder indossati degli slip di ciniglia. Toccante. Mi toccherò.

  • 254
    rossana -

    Direi che il silenzio è il grappolo maturo oltre il ramo,
    è il frutto che attende in sua mano fra appigli e lacrime,
    senza che esso possa darsi a soddisfare l’amarezza.
    Eppoi mi chiederei, come, perché, mai, quando continuare
    a sorridere affinché lieve e docile un viso mostri resa?

    (Emmanuele Marchese)

  • 255
    Golem -

    A CHI TROPPO E A CHI GNENTE.

    Da quanno che dà segni de pazzia,
    povero Meo! fa pena! È diventato
    pallido, secco secco, allampanato,
    robba che se lo vedi scappi via!

    Er dottore m’ha detto: — È ‘na mania
    che nun se pô guarì: lui s’è affissato
    d’esse un poeta, d’esse un letterato,
    ch’è la cosa più peggio che ce sia! —

    Dice ch’er gran talento è stato quello
    che j’ha scombussolato un po’ la mente
    pe’ via de lo sviluppo der cervello…

    Povero Meo! Se invece d’esse matto
    fosse rimasto scemo solamente,
    chi sa che nome se sarebbe fatto!

    Trilussa

  • 256
    Yog -

    1. Spesso duro mi fu quest’acre forum,
    2. e questi post che da tanta parte
    3. d’ultima lettera il moderator esclude.
    4. Ma scrivendo e leggendo, interminati
    5. post di là da quella, e incresciosi
    6. diverbi, e profondissimo spasso
    7. io nel “Suicidio” mi ficco, ove per poco
    8. il Beppin si sguatta. E come la +++++
    9. odo ++++++++ar tra questi post io quello
    10. infinito zucchero e questo dolce
    11. vo’ suggendo: e mi sovvien l’diabete,
    12. e le morte cellule e la colica
    13. per colpa del suon di lei. Così tra questa
    14. banalità s’ammorba il pensier mio:
    15. e lo sganasciar m’è dolce in questo mare.

    Il “Suicidio” è uno dei più noti idilli Yoghiani, composto nel 2015 ed è una testimonianza di quel dissidio tra dolce ed amaro, tra realtà e ideale, che caratterizza l’uomo moderno.
    La poesia descrive il poeta solo nel forum di LaD. Un “moderator” impedisce a Yog la scrittura di buona parte dei post e questo ostacolo suscita in lui una riflessione su ciò che trascende e fa spaziare nella lettera “Il Suicidio”. Il “moderator” rappresenta dunque una barriera tra il mondo di LaD e i pensieri del poeta. Esso è il simbolo di tutto ciò che è limitante e limitato e quindi stimola l’ironia e l’istintivo bisogno, proprio di ogni uomo, di sganasciarsi. Suggendo lo zucchero altrui, egli immagina malattie croniche, necrosi che superano ogni possibilità di comprensione da parte dell’uomo e una banalità assoluta dove il pensiero prova quasi smarrimento (“s’ammorba il pensier mio”).
    Nulla sembra riportarlo alla realtà, ma come lo zucchero dispensato da altri lo precipitano nel diabete, egli si abbandona dolcemente in questa nuova dimensione sganasciandosi come prefisso.

  • 257
    Yog -

    Bella quella di Trilussa.

  • 258
    Golem -

    Poesia emetica

    Mattina

    Santa Scarlet la lingua
    11 dicembre 2015

    “M’illadido d’immenso”

    (Beppino Golemetti)

  • 259
    rossana -

    L’odio

    Guardate com’è sempre efficiente
    come si mantiene in forma
    nel nostro secolo l’odio,
    con quanta facilità supera gli ostacoli
    come gli è facile avventarsi, agguantare.
    Non è come gli altri sentimenti,
    insieme più vecchio e più giovane di loro,
    da solo genera le cause
    che lo fanno nascere.

    (Wislawa Szymborzka)

    Thread terribilmente trascurato: SOLO 2 commentatori, NON la graditissima Trinità, come di prammatica! Padre e Figlio… in temporanea assenza dello Spirito vivificante! 🙁

  • 260
    Golem -

    Ma come? Siamo in tre. Padre, Figlio e Spirito Empatizzanto.
    (Errore di prammatica)

  • 261
    Golem -

    “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”

    Luigi Pirandello. (Uno nessuno centomila)

  • 262
    rossana -

    “Quando si resta soli al mondo,
    un po’ di più, che c’è di meglio a fare
    ch’esser mite e buono?
    Essere quello che,
    via, via che passa gente
    ne spera il piccoletto dono?
    Quello che gente picchia alla sua porta
    ed ei s’affaccia col pio capo bianco?”

    (Da “Pierino” di V. Hugo, piccolo capolavoro di poesia tradotto da G. Pascoli)

    Senso materno al maschile, che nasce tardivamente, al di là della fisicità di una gravidanza, ma che spesso è capace di accogliere meglio e più di una donna…

    Sono molti gli uomini buoni, anche se la loro affettività non risulta da atteggiamenti eclatanti, come quelli di una madre.

  • 263
    Valinda -

    La cosa più sgradevole cara Ross è come “lui” continui a denigrare e prendere in giro gente che magari soffre veramente..solo per il gusto di farlo e per divertimento personale. Evidentemente ha tanto tempo da perdere e Lad è l’unico svago che ha per le sue frustrazioni…

  • 264
    rossana -

    Valinda,
    ognuno vive, sente, pensa, ama e si diverte come meglio sa e può (almeno fino a quando non si subisce che la dittatura del proprio Io o del proprio eventuale Super-Io), qualificandosi nei tempi lunghi per quello che è…

    le maschere non sono privilegio di qualcuno soltanto, e al di sotto di esse si è perfettamente liberi di scorgerci quello che si desidera vedere, come in ogni altro contesto.

    un caro saluto, con l’augurio di buon fine settimana!

  • 265
    Golem -

    Esatto rediviva Valinda, per compensare l’ipocrisia dei finti buoni che qui indossano la maschera del Samaritano ma sono solo in cerca di visibilità, “usando” la pelle degli altri per vincere le loro di frustrazioni.
    Scusa la crudezza della sincerità, come ama dire la tua socia.

  • 266
    Golem -

    “Qualificandosi nei tempi lunghi per quello che è…”

    Non si sfugge, neppure quando la maschera diventa l’unico volto a disposizione.

  • 267
    rossana -

    Noi villan…

    E sempre allegri bisogna stare
    che il nostro piangere fa male al re
    fa male al ricco e al cardinale
    diventan tristi se noi piangiam!

    Valinda,
    non rispondere: lascia che ognuno pensi e valuti da sè! in linea di massima scrivo molto meno di altri utenti, su temi alquanto circoscritti. per me, poi, non ha alcuna importanza cosa immagini Tizio o cosa intenda Caio… non dedico tempo a occuparmi di personaggi virtuali o di commenti altrui…

  • 268
    Golem -

    L’aforisma della notte.

    “La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.”

    Ennio Flaiano

  • 269
    Golem -

    Aforisma del mattino

    “Sentirsi in pena” è un hobby davvero poco costoso e dà il vantaggio di sentirsi buoni, ma i benefici di tale pratica finiscono qua.
    Yog

  • 270
    Golem -

    “Ci sono uomini tanto abili da trasformare in vantaggio altrui quello che torna a loro favore; e così sembra che concedano ad altri una grazia quando invece sono loro che la ricevono”.

    (Baltasar Gracian)

  • 271
    rossana -

    “Natale, Capodanno, Befana, quando verso il quindici di dicembre comincio a sentir parlare di feste, tremo, come a sentir parlare di debiti da pagare e per i quali non ci sono soldi. Natale, Capodanno, Befana, chissà perché le hanno messe tutte in fila, così vicine, queste feste. Così in fila, non sono feste, ma, per un poveraccio come me, sono un macello. E qui non si dice che uno non vorrebbe festeggiare il Santo Natale, il primo dell’anno, l’Epifania, qui si vuol dire che i commercianti di roba da mangiare si appostano in quelle giornate come tanti briganti all’angolo della strada, così che, alle feste, uno ci arriva vestito e ne esce nudo.” (Da “Il picche nicche” ovvero Pic-nic, di A. Moravia)

    Così percepiva lo scrittore la manciata di Feste che sta avanzando, sottolineandone l’aspetto mangereccio, che si è in seguito esteso su tutti i beni materiali, quasi che durante gli altri giorni non si consumasse abbastanza, di tutto e di più! Regali che per pochi hanno conservato un intimo valore.

    Solo da qualche anno sono riuscita ad allontanare quasi del tutto la fobia della ricorrenza dedicata al calore della famiglia e di quella in cui sembravano inevitabili i bilanci. Per poterlo fare è stato indispensabile per il primo abbassare di molto le aspettative affastellate da bambina mentre per il secondo, più facile, è bastato convincersi mentalmente che non si trattava che di un giorno per niente diverso dagli altri, caricato di simboli a tutti gli effetti di nessun concreto valore. L’Epifania è sempre stata, invece, quasi un sollievo, ponendo fine al tormentone di dover essere lieti per obbligo, che rappresenta il peggio dell’umano sentire.

    Adesso accetto di buon grado addobbi e luminarie, con l’indulgenza con cui si guardano i giochi dei bimbi. Sono persino contenta dell’atmosfera gioiosa che pervade buona parte della gente e delle strade. In fondo è bello che qualcuno sia contento di accogliere le Feste…

    Mi assoggetto con calma e diligenza al consueto impegno dei doni e dei pensieri augurali. I vicini hanno rinnovato le luci sull’intera facciata della loro casa, piccole e verdi. Non sembrano neppure natalizie… Un rametto di pungitopo con le sue bacche rosse rallegra la mia stanza, così come, a primavera, le violette…

  • 272
    Golem -

    “Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili. Le rarità ai rari.”

    F. Nietzsche

  • 273
    maria grazia -

    Quelli che vogliono andare d’ accordo con tutti mi ricordano tanto i politici corrotti. non riesco a vedere proprio niente di poetico e di “educato” nel lecchinaggio. ma forse è un mio limite..

  • 274
    rossana -

    E’ Natale ogni volta
    che sorridi a un fratello
    e gli tendi la mano.

  • 275
    Golem -

    Nessun fratello, ho solo una sorella, e la vedo di rado pure. Ma ci vogliamo bene almeno, anche se per me i purtroppo il Natale è solo a Natale.
    Per lei no, per lei lo è stato tutte le volte che mi ha sorriso e mi ha teso una mano, anche solo per fregarmi le patatine magari.
    ( Mi son sempre chiesto il perché avesse tutti quei regali durante l’anno. Ora lo so)

  • 276
    rossana -

    E’ Natale ogni volta
    che rimani in silenzio
    per ascoltare l’altro.

  • 277
    Yog -

    La cabeza de Yog y la man de Dios. Ben tesa, altrimenti non è Natale.

  • 278
    Golem -

    E per i non udenti senza fratelli?

  • 279
    rossana -

    E’ Natale ogni volta
    che non accetti quei principi
    che relegano gli oppressi
    ai margini della società.

  • 280
    Golem -

    Su questo concordo. Sono contro la monarchia e l’aristocrazia nobiliare in genere. L’unico “principe” che riconosco è Samuel Bellamy, pirata alle Antille del XVII secolo. Un vero anarchico. Il suo motto? ” Io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di dichiarare guerra al mondo intero, anche a colui che ha cento navi per mare”.

  • 281
    Yog -

    Mai mettere gli oppressi ai margini. Potrebbero scappare (Machiavelli N. – Il Principe).

  • 282
    rossana -

    E’ Natale ogni volta
    che speri con quelli che disperano
    nella povertà fisica e spirituale.

  • 283
    Golem -

    Come si può non ironizzare su certe frasi che trasudano tanta retorica. È Natale solo il 25 dicembre, e non é neanche vero del tutto, perché era l’antica festività pagana del “Sole Invictus” che Costantino dopo l’editto trasformò nella nascita di Cristo. Dovrebbe essere Natale sempre se è per questo. E non con le dichiarazioni ad effetto a partire dall’Immacolata. Essere, non voler apparire. Questo sarebbe un bel Natale. La retorica lacrimevole e la “carità verbale” è fastidiosa tanto quanto disturbi più espliciti.

  • 284
    rossana -

    E’ Natale ogni volta
    che riconosci con umiltà
    i tuoi limiti e la tua debolezza.

  • 285
    rossana -

    È Natale ogni volta
    che permetti al Signore
    di rinascere per donarlo agli altri.

    Il testo che ho riportato negli ultimi giorni, pur non avendo il dono della fede, è di Madre Teresa di Calcutta.

    A mio avviso, retorica o meno, merita rispetto, ed è stato il mio modo per ridurre la festa alla sua essenza e augurare serenità nella ricorrenza dedicata ai bambini e alla famiglia.

  • 286
    Yog -

    Cui prodest?

  • 287
    Golem -

    “Si nasce tutti pazzi. Il problema è che alcuni lo restano.”
    Samuel Beckett.

  • 288
    Golem -

    Il cinico Golem augura a tutti un Natale sereno.

  • 289
    Yog -

    È Natale ogni volta
    che Yog l’autorevole
    fa gli auguri a molti.

  • 290
    rossana -

    “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
    Gli disse che l’amore era un sentimento contro natura, che dannava due sconosciuti a una dipendenza meschina e insalubre, tanto più effimera – quanto più intensa.
    Nessun pazzo è pazzo se ci si adatta alle sue ragioni.
    Non si muore quando si deve, ma quando si può.
    (G. Garcia Marquez)

  • 291
    Golem -

    “Il mio primo bacio è quello che devo ancora darti, come lo era l’ultimo, quando ti dicevo queste cose mentre mi avvicinavo alle tue labbra”.
    Anonimo.

    L’amore è una costruzione in divenire, è vita e come tale vive di futuro non di ricordi. Il passato è un morto, e i “morti” spesso sono sempre bravi e buoni nella memoria, anche quando non lo erano, “ammori” compresi.

  • 292
    rossana -

    Il rapporto amoroso di coppia è costruzione ma l’Amore in ognuno dei due NON si costruisce: c’è o non c’è! come l’attrazione fisica, a volte persiste e altre si dissolve, più o meno lentamente, nonostante tutti i più razionali e impegnativi tentativi per rinnovare o mantenere vitali sia l’uno che l’altra. non si realizza nulla se manca la materia prima…

    nelle scelte che fanno la differenza siamo molto più istintivi e animali di quanto ci piace immaginare di essere. sono soltanto i profondi affetti a mantenersi saldi nei decenni, se adeguatamente costruiti fin dall’inizio e costantemente curati. ad ognuno dei due aspetti del sentimento la sua valenza!

    tutta la vita è viva e morta nello stesso tempo: ieri già non è più e non si sa nemmeno se ci sarà un domani, né di che colore e sapore saranno i suoi più significativi momenti… niente dura per sempre, e non vedo perché si dovrebbe dimenticare quanto di bello c’è stato nelle persone che abbiamo amato e che hanno fatto parte dei nostri più importanti vissuti.

  • 293
    rossana -

    “Stanca saresti, buona signora, se le tue disgrazie fossero, in numero, uguali alle tue fortune; e tuttavia, a quel che vedo, c’è chi è malato dalla sazietà, perchè ha troppo, e chi langue d’inedia, perchè non ha nulla; e non è felicità da poco il trovarsi nel giusto mezzo: la supefluità conduce più presto ai capelli bianchi, mentre la misura ha vita più lunga.”
    (W. Shakespeare)

  • 294
    rossana -

    https://www.youtube.com/watch?v=JO7G1v-6Gg4

  • 295
    Yog -

    DUBBIO YOGGHIANO I
    Antonella Laddara stando in letto,
    nel tempo che lo spirito si parte,
    venne un suo innamorato giovinetto
    tanto amabile che parea Ares Marte;
    ond’ella una collana, ch’avea al petto
    lasciogli per legato scritto in carte.
    Utrum essendo il legato per trastullo
    puotesi dir il testamento nullo?

  • 296
    Yog -

    DUBBIO YOGGHIANO II
    Gisella di Runa un giorno avea
    per la notte ad un giovine promesso;
    poi sta con altro e a quel che non potea
    disse che ritornasse con della frutta.
    Quel venne e come l’altro far solea
    le parlò ben di Teresa di Calcutta,
    poi le lasciò di rame una catena.
    Tenetur illi ne de falsi poena?

  • 297
    rossana -

    ovvio che qualche benevola e GRADITA visita non avrebbe potuto mancare! era attesa e… dove avrebbe potuto andare a colpire se non sull’età? 🙂

    ringrazio, commossa, da tanta attenzione chi non ho mai preso in considerazione più di tanto, e continuo, esattamente come prima, sulla mia strada:

    “Amo tutto ciò che è stato,
    tutto quello che non è più,
    il dolore che ormai non mi duole,
    l’antica e erronea fede,
    l’ieri che ha lasciato dolore,
    quello che ha lasciato allegria
    solo perché è stato, è volato
    e oggi è già un altro giorno.”
    (Fernando Pessoa)

  • 298
    rossana -

    altro giro, altro regalo, alla faccia del ri-spetto!

    che bello: due benevoli commenti in sequenza (295 e 296) al prezzo di uno, anche senza un chiodo da ribattere… attacco gratuito al minimo anelito di spiritualità, dannosa, perniciosa e INSOPPORTABILE pure quella!

    ogni mio post, anche se ridotto a una canzone, viene osservato non DUE ma DIECI volte in cerca del punto migliore in cui colpire! che meraviglia essere tanto “attraente” da non poter mai passare inosservata!

    proseguo con qualcosa di molto sentito, che spero piacevole da condividere:

    https://www.youtube.com/watch?v=12a8BlfGKXU

  • 299
    maria grazia -

    rossana, complimenti. bellissimo il video che hai postato.
    in qualità di ospite sgradita, non posso non rispondere con qualcosa che sicuramente ti farà invece inorridire:

    https://www.youtube.com/watch?v=Jm7s5rSLRfY

    ma che rappresenta degnamente il “tipo di donna” che tu osteggi tanto.
    devo inoltre informarti che effettivamente qualcosa che ha a che fare con il sesso nella mia attività c’è: mi dedico, tra le altre cose, anche alla stesura e alla pubblicazione di racconti erotici MOLTO ESPLICITI e di manuali sulle tecniche di seduzione. quella mirata al puro e semplice accoppiamento, però. nulla che abbia quindi il nobile fine dell’ amore 😉

    Non ti crucciare per le velate allusioni sulla tua età. per alcuni anch’ io ormai sono già troppo vecchia. ma OGNI ETA’ ha i suoi lati buoni. e una VERA DONNA non smette MAI di gioire dei piaceri dell’ AMORE o dell’ ammmmoree, finchè campa. 🙂

  • 300
    Yog -

    Dannosa e perniciosa? Nonnò. E neanche insopportabile, ce la faccio a reggere, anche se effettivamente arrivo al mio limite, le forze ormai mi difettano, sarà appunto l’età, vai a sapere.

    @Golem
    Ma tu ti ricordi una tale Lola? Il nome di Pessoa me l’ha fatta tornare alla memoria. È scomparsa?

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