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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Views: 7 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Valinda,
ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione.

Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la pittura: Diego da Pigmalione nei confronti di Frida (come quasi certamente nei confronti di tante altre); Frida, probabilmente grazie ANCHE a Diego, trova la sua vena espressiva personale, arrivando a eguagliarlo nel successo. Non c’è invidia tra loro e, cosa tutt’altro che secondaria, hanno visioni politiche e ideali di vita in comune. Oltre ai temperamenti, che mi sono parsi in sintonia, mi sembra che raramente si possano trovare tanti punti di condivisione interiore in una coppia.

E’ indubbio che, al di là del sesso e del sentimento, i due fossero uniti da aspetti molto profondi, vivificanti per entrambi. Frida, come Simone de Beauvoir, nella storia con Sartre, a cui era unita innanzitutto dalla passione intellettuale, ha di certo sofferto di più perché ha amato, almeno inizialmente, da donna, e cioè proiettata sulla monogamia. Non è inconsueto che gli uomini che rivendicano per sé verità e libertà, pur amando una donna, possano averne altre, attratti da aspetti diversi da quelli della loro compagna d’elezione. Forse un giorno sarà così anche per il femminile, come si comincia a intravedere qua e là, di tanto in tanto. Bisognerà solo appurare se l’orientamento monogamo della donna è dovuto all’indole di genere oppure all’educazione attuata su di lei dalla millenaria cultura maschile.

Ovvio che si tratta d’interpretazioni dall’esterno, che magari poco o niente hanno a che vedere con quanto realmente vissuto e sentito dai protagonisti, in un’epoca e in una cultura abbastanza defilate rispetto alla nostra attuale. Per me in tutti i tempi e in tutte le circostanze vale in linea di massima il seguente aforisma: “Coloro che reprimono il desiderio lo fanno perché il desiderio è abbastanza debole da essere represso.” (W. Blake, 1757-1827)

Mi ritengo più pragmatica che romantica, e non capisco come si possa continuare a considerarmi tale.

Data di pubblicazione: 17 Giugno 2015

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Categorie: - Amore

841 commenti

  • 1
    Rossella -

    La monogamia fa parte della legge di natura. Tant’è che alla mia età l’uomo smette di essere interessante perché ha un vissuto che è oggettivamente incompatibile con le mie esigenze di donna. Certo: potrei accantonarle e affermare razionalmente: -non ho bisogno che un uomo mi soddisfi!- Ma così facendo rinuncerei alla mia femminilità e mi metterei sullo stesso piano dell’uomo. Alla mia età potrei giusto trovare un compagno – magari più di uno- ma non mi presenterei davanti ad un altare perché sono molto credente e non me la sentirei di dare un valore religioso ad un’unione che nasce sul presupposto dell’indipendenza di entrambi. Mi sposerei civilmente perché non ho timore di riconoscermi peccatrice ma non arriverei mai a piegare il disegno di Dio alle mie esigenze.

  • 2
    rossana -

    Rossella,
    grazie per il tuo commento, anche se stavolta dissento dall’affermazione che la monogamia sia genetica.

    “I biologi, antropologi biologici, ed etologi comportamentali spesso usano la monogamia come termine sessuale, se non genetico. Essi postulano i seguenti quattro aspetti della monogamia:
    – Monogamia coniugale si riferisce a unioni di solo due individui.
    – Monogamia sociale si riferisce a due individui che vivono insieme, praticano sesso con l’altro, e collaborando ad acquisire risorse di base, come un riparo e cibo.
    – Monogamia sessuale si riferisce a due individui restanti sessualmente esclusivi l’un l’altro senza avere partner sessuali ulteriori.
    – Monogamia genetica si riferisce alle relazioni sessualmente monogama con prove genetiche di paternità.”

    “La monogamia è massima fra gli uccelli, si stima il 90% delle specie, la cui prole necessita di entrambi i genitori per sopravvivere, mentre è rara fra i mammiferi con diversificazione tra i gruppi.

    ( Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Monogamia )

    da cui derivano due opposte visioni, così sintetizzate:

    “L’uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi. Eppure la civiltà ha scelto la monogamia proprio per difendere quella famiglia del tutto artificiale che si oppone, per ragioni morali, e quindi non naturali, allo sperpero e al caos.” (Dacia Maraini)

    “La monogamia tra animali è questione di biologia. Anche tra gli esseri umani. Ma nel caso degli umani, la monogamia è qualcosa di più. È anche una questione di psicologia, sociologia, antropologia, economia, diritto, etica, teologia, letteratura, storia, filosofia, e gran parte delle rimanenti scienze umane e sociali.” (David P. Barash e Judith Eve Lipton)

    è quindi possibile che l’uomo sia ora un ibrido fra natura e cultura…

  • 3
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    “Sul maschio più preso non sono d’accordo, ma per quanto riguarda i rispettivi ruoli, mi limito a dire che non seguo regole come un mantra e tutto diventa più leggero e spontaneo.” – grazie al confronto con te, pacato e non prevaricante, mi sono resa conto che la mia convinzione è datata, come già sospettavo.

    si basava sull’assunto che è la donna a scegliere il partner a cui affidarsi e che, fino a ieri, era a lei demandato il compito, più o meno facile, di mantenere salda l’unione, anche a costo di personali sacrifici. maggiormente possibili, fisicamente parlando, al femminile, e favoriti in particolare da una forte attrazione sessuale del maschio nei suoi confronti, visto che in passato era di solito lui a stancarsi per primo e a orientarsi altrove.

    adesso mi sembra che avvenga l’opposto, e cioé che sia principalmente la donna a sfaldare l’unione, se non più disposta a reggerne il peso, peso che si sta spostando quasi totalmente sul maschio.

    tanto ti dovevo, per correttezza.

  • 4
    Valinda -

    Ciao Rossana,
    sostanzialmente condivido la tua opinione su Frida e Diego.. ma indubbiamente Frida ha sempre sofferto moltissimo per i continui tradimenti di lui, che la tradì persino con sua sorella. Episodio questo che ovviamente la segnò moltissimo. Per questo la loro loro storia è stata sempre turbolenta e segnata da allontanamenti e riappacificazioni e se non erro, si sono persino sposati due volte.

    Diego Rivera fisicamente era tutt’altro che attraente, eppure durante tutta la vita si è sempre accompagnato con donne belle e molto più giovani di lui. Era senza dubbio un grande e affascinante artista, un passionale in tutto e quella era la sua natura…che nonostante il sentimento che lo legava a Frida non poteva mutare. Difficile, se non quasi impossibile, che un leone diventi un micino tutto casa e bottega…

    Interessante il tuo discorso sull’amare “da donna” inteso come desiderio di monogamia…mi piacerebbe approfondirlo con te. Pensi veramente che una donna possa amare profondamente un uomo e accettare di dividerlo con altre senza soffrire, senza desiderare di più? E un uomo può farlo con maggiore facilità secondo te?

    La monogamia è una costruzione sociale e solitamente l’uomo ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo…godendo socialmente di maggiore potere e libertà di movimento anche fuori casa. Basti pensare al passato e di quanto fossero patriarcali certi culture nelle quali era una pratica diffusa avere concubine e quant’altro..con figli illegittimi annessi da queste relazioni.

    Tuttavia ciò non significa che anche le donne non potessero intrecciare relazioni extraconiugali o viversi le loro storie.. in ogni caso adesso le cose sono cambiate. Ma cambiate al punto da arrivare al poliamore? Non so Rossana se conosci questo termine che ultimamente va abbastanza di moda…
    Si può amare una persona e dividerla con un’altra/e e tutto questo in assoluta serenità?

  • 5
    rossana -

    Valinda,
    “quella era la sua natura…che nonostante il sentimento che lo legava a Frida non poteva mutare.” – valutare la “natura” di un eventuale partner è forse la cosa più difficile da farsi ma resta indispensabile, se minimamente corretta, per avere anche solo la potenzialità di venire a capo delle reali prospettive di una relazione amorosa.

    “Pensi veramente che una donna possa amare profondamente un uomo e accettare di dividerlo con altre senza soffrire, senza desiderare di più?” – no, a quanto ho potuto appurare finora, nessuna donna accetta facilmente la realtà dei fatti che un uomo è di solito più capace di lei di scindere il sesso dal sentimento. non potrà mai essere sicura che nel trasporto del partner non ci siano anche componenti emotive, come spesso capita che sia, magari di minore entità ma comunque quasi sempre presenti. secondo me, il sesso meccanico è appannaggio di chi è senz’anima.

    esistono, comunque, anche in questo contesto rarissime eccezioni: donne tanto forti e sicure di sé da non temere nessun tipo di confronto. mediamente gratificate da affetti duraturi di partner storici di grande carisma, lieti di essere stati compresi e accettati anche negli aspetti più controversi.

    ogni caso resta comunque a sé e si regge su un proprio equilibrio, nè più né meno come fa ognuno di noi per quanto lo riguarda personalmente. le amanti spesso accettano, per amore o per interesse, di condividere un uomo con la sua famiglia, che è un po’ la stessa cosa. alcune trangugiano la situazione di traverso; altre la vivono più che serenamente…

    “E un uomo può farlo con maggiore facilità secondo te?” – credo di sì: non sono pochi gli uomini noti che l’hanno fatto. forse un uomo ha bisogno nel tempo di “orizzonti” più ampi, sia sessuali che di semplice curiosità nei confronti di altri “mondi emotivi”, di quelli di una donna, a cui di solito basta essere amata. d’altronde, che valore può avere un’assoluta fedeltà coercita dalla volontà?

    “cambiate al punto da arrivare al poliamore?” – non so molto su questo tema. ritengo però che la libertà dei costumi, unita all’indipendenza economica per entrambi i sessi, possa portare a vivere più relazioni in una vita, a volte, forse, in una prospettiva futura, in modo meno totalizzante. potrebbe venir meno il concetto di possesso “al maschile” per dare maggior slancio in entrambi i sessi al pensiero che non è possibile trovare in una sola persona tutti gli stimoli necessari alla propria crescita ottimale.

  • 6
    Andrea_The_Original -

    Rossana. “adesso mi sembra che avvenga l’opposto, e cioé che sia principalmente la donna a sfaldare l’unione, se non più disposta a reggerne il peso, peso che si sta spostando quasi totalmente sul maschio.” Esatto, ma avviene non perché sia cattiva, un po’ dipende dalla sua natura, un po’ dalla possibilità di scelta. Se mi metto nei panni di una donna media – carina, penso alle possibilità più o meno giornaliere di cambiare partner. Certo, ogni cambiamento rappresenta sempre un salto nel vuoto, ma senza fare nulla e senza dover dimostrare nulla, è possibile, e lo è molto più per una donna che non per un uomo. Questo bombardamento costante, può far breccia nei periodi in cui il rapporto con il partner sta andando male o quando semplicemente è terminata la fase dell’innamoramento. Quindi chiude una porta e ne apre un’altra e molti si stupiscono per la capacità quasi meccanica di dimenticare il precedente partner.
    L’uomo funziona diversamente. Vivrebbe avventure sessuali per puro aspetto ludico, anche affezionandosi all’amante in un chiava amichevole, senza innamorarsene, per questo pur essendo “ingiusta”, la società patriarcale funzionava e la famiglia reggeva. Questo ora non accade più, la ricerca delle emozioni coincide con la ricerca della felicità e quando calano si va in crisi, soprattutto le donne. Ecco perché le senti lamentarsi (dopo che se ne erano invaghite) di tutto e il suo contrario (è troppo pigro/attivo, geloso/incurante, appiccicoso/distaccato..). Personalmente non so quale sia la strada giusta, probabilmente ognuno ne ha una propria, ma sono convinto che i ripetuti (dis)innamoramenti anestetizzino la nostra capacità di provare sentimenti autentici, trasformando di fatto le persone in oggetti utili all’appagamento di un bisogno.

  • 7
    Andrea_The_Original -

    Ne è la prova (e forse è la cosa che mi colpisce di più) constatare questa perenne adolescenza anche in uomini e donne adulte.
    La donna moderna, non ha più né la capacità, né la voglia di reggere una famiglia come accadeva in passato, per cui sono convinto che entrambi i soggetti debbano imparare ad amare l’altro e a mettersi in discussione. Per quanto riguarda le donne, soprattutto smarcarsi da questa attitudine al vittimismo, che è veramente stucchevole.
    La forza delle donna induceva probabilmente anche un maggiore rispetto nei suoi confronti.

  • 8
    maria grazia -

    “La forza delle donna induceva probabilmente anche un maggiore rispetto nei suoi confronti.”

    assolutamente falso. in epoca patriarcale la donna non era affatto rispettata e tenuta in considerazione. era vista perloppiù come un puro organo riproduttore e funzionale alla gestione delle faccende domestiche, tutto qui. Poi certo c’erano anche i matrimoni d’ Amore, ma non credo fossero la MAGGIORANZA. quel tipo di società era ideale solo per l’ uomo. ma un “accordo” che preveda vantaggi per una sola delle due controparti, è destino che prima o poi salti. è una LEGGE UNIVERSALE, non vale solo nel business!
    Tra l’ altro, quella di cui parla AndreaT.O. non era “forza e capacità” di mandare avanti la famiglia, ma pura e semplice costrizione a un modello precostituito, perchè alle donne di allora NON ERA PERMESSO fare altrimenti.
    Voglio infine ricordare che oggi come oggi sono sopratutto gli uomini a rifiutare le unioni consolidate e la costruzione di un progetto familiare, perchè non accettano la ritrovata libertà ( anche sessuale ) di noi donne, e quindi pensano di “vendicarsi” in questo modo: lasciandoci sole. il comportamento attuale di molti uomini è quindi una sorta di “ripicca”, di protesta ( conscia o anche inconscia ) contro l’ emancipazione femminile. Non centra nulla la presunta mancanza di qualità nelle donne di oggi.

    “avviene non perché sia cattiva, un po’ dipende dalla sua natura, un po’ dalla possibilità di scelta. Se mi metto nei panni di una donna media – carina, penso alle possibilità più o meno giornaliere di cambiare partner.”

    chiunque abbia molta possibilità di scelta ( uomo o donna che sia ) agisce di conseguenza. E’ normale e naturale che chi è stato particolarmente dotato dalla sorte cerchi di sfruttare i vantaggi concreti che ha a sua disposizione. Di contro, c’è anche chi è nell’ impossibilità di farlo, perchè quei vantaggi non li ha. ma non è certo per questo che oggi i rapporti tra gli esseri umani – e non solo in campo amoroso – sono in crisi. Le persone “svantaggiate” da questo punto di vista c’ erano anche prima, quando la donna doveva starsene nel suo cantuccio buona e zitta. Quello che oggi rovina le relazioni tra gli esseri umani è sopratutto il grande individualismo e materialismo che caratterizza la nostra epoca. Prima c’era più umiltà, più semplicità, più coesione tra gli individui. e questo si rifletteva anche nel rapporto tra uomo e donna ( quando non era inquinato da violenze e costrizioni ).

  • 9
    Andrea_The_Original -

    MG. Non sono d’accordo. Credo che ogni situazione che porti a dar valore ad un individuo, lo renda anche più stimato e rispettabile. Un tempo, anche per imposizione certo, ma anche per cultura, le donne ricoprivano davvero un ruolo fondamentale in famiglia, sorreggendola e tenendola unita e di questo l’uomo ne teneva certamente conto. Avvicinando la libertà femminile a quella maschile è ovvio che si sia stata creata una realtà completamente diversa, con situazioni molto variegate.. dalle veterane del sesso, alle eterne adolescenti, a quelle che in preda alla farfalline sfasciano famiglie, o ancora a quelle perennemente insoddisfatte. Tutto lecito, ma sicuramente questo ha comportato una minore stima nella figura della donna. E infatti basta vedere quante si fanno trattare come oggetti (vedi Maria77 in altra lettera). Fa tutto parte del gioco, nel bene o nel male.
    E fai attenzione che le peggiori considerazioni sul femminile moderno le ho sentite proprio dalle donne di una certa età, ma anche frasi del tipo “poveri voi uomini oggi per come vi trattano!”, che dette da donne fanno ancora più specie.

    “Voglio infine ricordare che oggi come oggi sono sopratutto gli uomini a rifiutare le unioni consolidate..”
    L’uomo per indole tende a rifuggire le situazioni solenni che lo incastrano, ma oggi a differenza del passato, si sente pienamente giustificato, perché di fronte si trova spesso una sua copia ed è quindi più facile scaricare la colpa sulla partner. Condivido l’ultima parte del tuo intervento, puntualizzando che è vero che ci sono persone più o meno avvantaggiate, ma che come ho detto più volte, a parità di status fisico ed economico, la donna è in posizione di vantaggio sull’uomo.

  • 10
    maria grazia -

    Andrea_The_Original
    Per me è la pura e semplice incapacità di molti uomini ad accettare la ritrovata libertà delle donne, che li spingono ad essere così critici, e null’ altro. opinione personale, ovviamente.
    delle donne di una certa età che ci criticano mi importa poco: è ovvio che sono mosse solo da un senso di frustrazione per non aver potuto fare quello che noi donne moderne facciamo: disporre della piena libertà. e questo vuol dire avere anche il diritto di “sbagliare”, come è sempre stato per gli uomini senza che questo dovesse avere sulla loro esistenza conseguenze irreversibili. quindi, lo ripeto per l’ ennesima volta, è solo questione di arretratezza culturale che c’è nel nostro paese ( in altri, l’ emancipazione femminile è ormai da tempo pienamente elaborata ).
    A me di un uomo che mi dovesse stimare unicamente perchè sono sempre stata chiusa in casa o solamente perchè ho avuto poche o zero esperienze sessuali, francamente non mi importa nulla!

  • 11
    rossana -

    non sono per niente attratta dalle barzellette, che raramente mi inducono al riso, così come la vita ormai raramente m’induce al pianto.

    stimolata da alcune considerazioni sulla mia personalità, a inclinazione malinconica di fondo, sto cercando di ampliare le mie vedute su questo tema.

    “Al ristorante:
    – Cameriere, c’è il pollo?
    – No, mi dispiace!
    – Ma ieri c’era…
    – Sì, ma oggi è il suo giorno libero!”

    a me è piaciuta. spero che possa far almeno sorridere qualcun altro…

  • 12
    rossana -

    “è ovvio che sono mosse solo da un senso di frustrazione per non aver potuto fare quello che noi donne moderne facciamo: disporre della piena libertà.” – supposizione, magari calzante in alcuni casi, ma non assoluta verità. per quanto mi riguarda sono sempre stata più libera dell’aria. i soli limiti che ho rispettato sono stati quelli che mi sono posta da sola.

    l’opinione che sia preferibile, sia per i maschi che per le femmine, attenersi alla moderazione sessuale è comunque sostenuta anche da donne 30-40enni. ognuno segue i suoi criteri e raccoglie quanto può da quello che ha seminato.

    sul resto, sorvolo… per spirito di cortesia…

  • 13
    Golem -

    “A me di un uomo che mi dovesse stimare unicamente perchè sono sempre stata chiusa in casa o solamente perchè ho avuto poche o zero esperienze sessuali, francamente non mi importa nulla!”
    A me sì MG, ma per motivi scientifici.

  • 14
    maria grazia -

    rossana
    risparmiati le tue solite punzecchiature sul mio PRESUNTO stile di vita!.. quando parlavo di donne mature frustrate dalle loro scelte passate, non facevo alcun riferimento A TE ma parlavo in generale! peraltro, io le raccomandazioni sul vivermi pienamente la mia libertà senza farmi opprimere da nessuno, le ho ricevute proprio da molte donne “attempate” e che nella loro vita sono state mogli e madri tradizionali!

    “sul resto, sorvolo… per spirito di cortesia…”

    ohh..grazie per cotanta gentilezza. sono onorata dalla sua clemenza..

    golem,
    casi “da studio” ? può essere.. 😀

  • 15
    rossana -

    Al di là di scontri e polemiche a fini personali, è per me triste accettare il concetto che troppe donne, più o meno mature, non siano ancora in grado di assumersi la piena equilibrata responsabilità delle loro libere scelte amorose ma, se questa è la realtà dei fatti, non si può che prenderne atto.

    Mi è quasi altrettanto penoso constatare che un rapporto di coppia sia da declassare nei momenti di iniziale passionalità mentre in ogni storia d’innamorati o di amanti sembra che il sentimento sia diventato di un’importanza quasi trascurabile, divorato, sia per gli uomini che per le donne, dalla onnipresente regia ormonale dei sensi.

    Non era nella prospettiva di questi risultati che ho partecipato alle lotte d’emancipazione femminile degli anni ’60 e ’70! Nonostante che ben poco si salvi dei miei ideali di allora, continuo a nutrire la speranza che sempre più uomini e donne siano consapevoli delle loro reciproche aspettative, e determinati a realizzarle, con serietà e coerenza, nei limiti delle loro capacità e possibilità.

    Un particolare ringraziamento a LaD, che mi ha dato modo di approfondire questi temi, unitamente a molti altri di mio interesse.

  • 16
    rossana -

    “La cosa migliore che due amanti possano diventare nel corso del tempo è questa: surrogati dei loro sogni o simboli del loro desiderio”. (Arthur Schnitzler, scrittore, drammaturgo e medico austriaco, 1862-1931)

    sesso e desiderio sembrano non essere affatto la stessa cosa. lo stimolo fisico non è per niente paragonabile a quello che include ben altro. forse sta proprio qui la differenza fra sessualità passionale e sereno amore coniugale, pur avendo entrambi le loro diverse valenze ed essere entrambi più o meno da apprezzare, a seconda delle proprie naturali inclinazioni.

    che bello! sto forse imparando a sintetizzare…

  • 17
    rossana -

    Dai post di uno dei “personaggi femminili” con cui ho trovato maggior sintonia:

    “Quando non si vuole, o non si può, vedere il peso del proprio ruolo nell’ambito di un fenomeno che ci coinvolge, si cerca appunto un comodo capro espiatorio, per soddisfare il bisogno di trovare “un responsabile” di quell’azione. E’ un fenomeno umano riconoscibile quanto antico.”

    regola generale, forse applicabile a un certo tipo di situazioni altrui ma da evitarsi per alcune che ci riguardano da vicino…

    come, per certi versi, anche in un caso che mi tocca nel profondo, per amor proprio, per difesa delle capacità femminili di assumersi le proprie responsabilità e per rispetto di qualcuno che ho amato, forse più di quanto ne sia stata prima d’ora consapevole, visto che non riesco a smettere di difendere ad oltranza l’intera categoria di cui faceva parte. non sempre si condivide l’animo nell’amplesso, così come non sempre l’amplesso consente la profonda condivisione dei corpi!

    segue…

  • 18
    rossana -

    chi non può comprendere la malinconia, il rimpianto o la dolcezza di un ricordo, che può portare al diabete, eviti di continuare a leggere.

    Presenze

    “Da poco adulta a tutti gli effetti, autonoma, impegnata… sentimentalmente sola. In ritardo, come quasi sempre, per centrare in tempo utile con il badge la fessura d’ingresso al mondo di “anime morte” da cui trarre linfa per vivere, e per dare da vivere. Piede moderatamente premuto sull’acceleratore nel percorrere la stradina nota in tutti i minimi risvolti, che si immetteva, dopo l’ultimo incrocio nel controviale, su un corso ampio e trafficato.

    Poco prima una consolante riflessione: “Meno male che la riparazione all’auto sta reggendo bene. Non potrei comprarne un’altra, nemmeno usata.”…, ed ecco all’improvviso lo schianto. Il mezzo d’urto, non indentificato, proveniva da sinistra ma, poiché l’abitacolo in cui si trovava girava vorticosamente su se stesso, l’impressione che gliene derivò fu che venisse malauguratamente da destra. La portiera della vecchia auto si aprì di colpo e il corpo della donna venne scaraventato in orizzontale sull’asfalto, a parecchi metri di distanza.

    Quanto potè durare quell’improvviso volo verso il basso? Non più di una manciata di secondi, nei quali emerse, assolutamente dominante, un solo pensiero e un solo nome: “Uccio!”, poi il buio e il nulla, per chissà quanto tempo.

    La voce dolce e calma che la stava rincuorando e rassicurando l’indusse a riaprire pian piano gli occhi. Nella mente sempre e soltanto lo stesso nome. Un uomo, chino su di lei, le sta aggiustando una coperta fin sotto il mento, indugiando, poi, in una lieve carezza su una guancia, forse la sola del tutto disinteressata in un’intera vita. Smarrita ora in un pianto quieto e silenzioso, privo di forze, riprende quasi subito a sperare, nel percepire la sirena di un’ambulanza che si sta avvicinando, mentre l’angelo dal volto umano si allontana. […]

  • 19
    rossana -

    […] L’incidente è stato ricostruito in ogni singolo dettaglio: orario, dinamica, targhe, responsabilità civile, danni fisici e materiali, giorni di ricovero in ospedale e di convalescenza, entità d’invalidità permanente, risarcimento… proprio tutto… meno il nome dell’uomo dalla voce incoraggiante, delicato nel ripararla dal freddo e dolcissimo in quell’ineffabile carezza.

    Riassorbito nel groviglio di case della città, senza che sia stato mai possibile esprimergli nemmeno in parte la gratitudine per il soccorso e per le sensazioni suscitate con la sua attenzione. Chissà se abitava o lavorava nei pressi dell’incrocio… Peccato che la memoria non avesse captato neppure l’ombra della sua fisionomia, relegandolo nel ricordo di un essere di sesso maschile proveniente da mondi in cui si è capaci di dare molto di sé senza attendersi ritorni.”

  • 20
    Andrea_The_Original -

    Rispondo qui relativamente alla lettera sul narcisista. Non ha proprio senso finire sempre nei soliti scontri..la regina della chat, il trollone, il misogino e via così, soprattutto quando non si può dimostrare nulla. Sicuramente ognuno ha i propri difetti che traspaiono nel modo di porsi, ma bisogna cercare di andare anche oltre..
    E ve lo dice uno che era peggio di voi..
    Piuttosto trovo nei commenti di tutti più di una ragione, che messe insieme fanno delle verità. MG e Kid tendono a descrivere realtà contrapposte che seppur vere, auto assolvono i protagonisti. Non credo che le donne incontrate da Kid siano tutte squinternate così come gli uomini di MG. Semplicemente ognuno incontra chi vuole incontrare. Valinda fa giustamente notare l’incongruenza di MG nel credere che il 40enne single abbia problemi irrisolti mentre la 40enne single abbia solo la sfortuna di incontrare 40enni con problemi irrisolti.
    Sia agli uomini che alle donne manca un concreto passaggio alla vita adulta, che consiste nel prendersi le responsabilità delle proprie azioni, accettarne le conseguenze e perché no, immedesimarsi nelle esigenze dell’altro.
    Probabilmente nelle storie si parte dalla fine e si bruciano le tappe. In parte è una scusante trincerarsi dietro l’incompatibilità di carattere per poter fare infondo ciò che si vuole.
    “Perché hanno tutti il tempo di poter aspettare e conoscere ,di tenere un uomo sulle spine , di non concedersi.” La soluzione più ovvia e efficace per ogni donna sarebbe davvero valutare un uomo prima di andarci a letto e di farsi coinvolgere, mentre la tendenza è proprio quella di buttarsi in frequentazioni senza aver voluto conoscere meglio chi si ha di fronte ed ecco poi le recriminazioni. Diverso sarebbe se una donna ammettesse candidamente le reali ragioni per cui ci è finita a letto (era un figo, mi faceva sesso, volevo sco......)ragioni che però né gli uomini, né tanto meno loro stesse vogliono sentire.

  • 21
    Andrea_The_Original -

    Spesso è palese questo tono della serie “Lei non sa a chi potrei darla io!” che diventa ridicolo. Magari con molti uomini hanno flirtato senza arrivare al dunque apparendo contraddittorie e volubili ma quando quell’unico uomo che le ha colpite non contraccambia, le colpe sono tutte sue che non le sa apprezzare.

    Golem. “Qui non si risolvono le insicurezze personali come succede nel club “del pene piccolo” E invece è proprio quello che accade a molti, a te in special modo. Ripetere a tutte le donne la tua verità, convincendone anche più di una serve proprio a questo.
    Il fatto di tratteggiare questi uomini semplicisticamente come “co......” palesa il fatto che il nemico per partito preso deve essere brutto e cattivo, come in molti banali film di guerra americani, nei quali i “loro” sono valorosi, profondi, patriottici, e gli “altri” cattivi. Punto. La realtà è molto più semplice. Le donne, come gli uomini, seguono impulsi istintivi ed emozionali che le portano a compiere scelte che si rivelano spesso deleterie. I tuoi ragionamenti articolati cadono proprio di fronte a frasi come questa: “O ci sono un mare di sceme, o ci sono un mare di uomini che le rendono tali se alla fine le prime restano con le pive nel sacco.” Sbagliato. Ci sono un mare di donne che seguendo la loro parte istintiva prendono cantonate, così come accade agli uomini.
    Il mio consiglio è quello di rileggere attentamente i tuoi commenti, ci trovi tutte le soluzioni che cerchi.

  • 22
    Golem -

    Caro Andrea, facciamo un pó di chiarezza. Èabbastanza ovvio che durante le discussioni ognuno porta avanti una propria linea di pensiero, che gli oroviene, altrettanto ovviamente, da esperienze e considerazioni personali, qualunque sia lo scopo per il quale le difende su questo forum. Se nonnvoglio entrare nel merito delle ragioni altrui, seppure a mia volta, come fai tu con me, ti sia fatto una ragione, resta il fatto che le opinioni personali restano tali se non messe a confronto con dei DATI. Giusto?
    Per esempio, tu sei certo che io giri nella ruota del criceto senza soluzione di continuità per esircizzare infantasmi che abitano la mia mente. Ma non è cosi. Il fantasma forse esiste perchè il soggetto che mi disturbava ha tirato le cuoia da tempo e oerche io non credo nei fantasmi. Mortto anche perchè era un co......, sennó sarebbe vivo. Io la penso così per questi tipi, e lo pensavo anche prima di sapere che il de cuis esistese. Quindi non esorcizzo niente, e non considero nemici questi personaggi perche il nemico normalmente e allo stesso livello dell’avversario, e quivsiamo nell’ambito delle nullità.
    Fatta questa premessa, se hai letto una mia dichiarazione fatta a Kid nell’ambito di un discorso, ho detto e ribadisco, che in oltre due anni di frequentazione del sito sull’argomento “amore e amori non ricambiati” credo ( le conteró con precisione) quasi 100 testimonianze di donne di tutte le età che hanno lamentato lo stesso risultato nella frequentazione di “”certi” uomini. Azzardo nel dire che la parte femminile prevale su quella maschile nelle stesse confizioni di fallimento a sorpresa tra l’85 e il 90%.
    A tuo avviso è una coincidenza? Iadchi di confidano meno? È un periodo particolare a causa della crisi? No: è sempre stato cosi. A partire da mia madre per finire con mia moglie. E questo è, diciamo, il seme del mio interesse, rimasto latente per una trentina d’anni, e fiorito con la faccenda di mis moglie, facendo nascere il me la curiosità di capire PERCHÈ.
    Credo che ricorderai le ragioni istintuali che io ritengo siano alla base della “scelta” (che scelta non è, perchè NON esiste una spigazione razionale) che le portano a prendere quelle cantonate, e per me ormai sono assodate.
    Ma parliamo dei “campioni” invece e perchè sono così accanito verso di loro. Tu pensi che sia per una mia gelosia malcelata, ma non è vero, è proprio il contrario. Io trovo in questi soggetti la causa del fallimento economico, culturale e civile di tutto il mondo >>>

  • 23
    Golem -

    >>> di cultura latina, che qui, su LaD si manifesta come sappiamo, mentre nella vita di tutti i giorni con coloro che ci governano, e che ci “seducono” come sappiamo.
    Il fatto che certi personaggi con capacità affabulatorie, dalle grandi capacità comunicative dalle grandi promesse, ma che alla resa dei cinti si rivelino degli incapaci, non bastano mai. Se ne perdiamo uno che iggi si è beccato tre anni di gabbio, subito ce n’è un altro dello stesso tenore che lo sostituisce, perche NOI, italiani, italiane e latini in genere siamo ATTRATTI da questi soggetti. Le ragioni sono lunghissime da spiegare ma se ci sarà occasione mi piacerà parlarne.
    Ti dico questo, immagina, senza conoscerne il ruolo Cameron e Renzi, (o Berlusconi se vuoi) uno a fianco all’altro. Ritieni che esprimano la stessa autorevolezza? Anche solo “esoressiva” Io dico di no, e non perché sia filo ingkese oerche manco morto ci vivrei in Inghilterra. Eppure GOVERNANO due nazioni simili oer superfice e abitanti. Ma il giudizio che la cultura anglosassone dà di un uomo di valore è duametralmente opposto a quello che succede da noi (specialmente) e nelle culture latine in generale. Non è un caso che l’Argentina è, da questo punto di vista un Italia sudamericana. Sotto TUTTI i punti di vista. Cosa significa questo senza fare troppa sociologia. Che MEDIAMENTE, per antichi motivi che se mi sarà possibile spieghero, noi, al maschile e al femminile, siamo ATTRATTI da certe manifestazioni comunicative che a un nordico farebbero ridere. Invece noi abbiamo selezionato classi dirigenti politiche ed economiche, petvhe no, si questi parametri di APPARENTE VALORE. cioè sulla truffa, l’imbroglio LA MENZOGNA. Se nonnlo sapessi la menzigna nel mindo anglosassone è il massimo peccato che sinossa commettere in campo relazionale. Ti ricordi la figuraccia di Clinton per i pompini extraconiugali? Da noi sarebbe stato il contrario, non credi? Che significa? Riflettici.
    Questo atteggiamento noi latini l’abbiamo…

  • 24
    Golem -

    …Questo atteggiamento noi latini l’abbiamo di “default”, e ti spieghi quante fiduciose “tonte” italiane ( ma non solo. Ci ricordiamo dei latin lovers ma non degli english lovers no?) ci cascano regolarmente. E non una volta nella vita, PERCHÈ E NELLA LORO NATURA ESSERE ATTRATTE DA UN MASCHIO AUTOREVOLE, anche solo se questo SEMBRA tale. Sia che faccia il pagliaccio o che appaia severo e misteriosamente assorto e scostante. È sufficiente che “incuriosisca”, poi il programma di defult isintivo fa il primo step, quello “culturale” il successivo. Ecco da dove nascono le famose cantonate di cui parlavi, sia che si tratti del politico populista che ci fotte, o del bellimbusto che si fotte l’incuriosita, che peró nel frattempo, per essere a posto con la coscienza, si preoccupa di “innamorarsi”. E con questo gesto che nasce dall’ignoto ma “che le comanda il cor”, quando ancora non conosce realmente l’incuriosente, comincia a infilarsi il cappio al collo che la impiccherà. Non diversamente da come noi facciamo col politico che poi, a buffoneria dimostrata, scapperà in Tunisia col “Bettino”, dopo essersi fottuto l’Italia che diceva di amare. E Lei ovviamente ci aveva creduto, perché SEMBRAVA uno statista.
    Ecco, la genesi del “fottimento annunciato” è la stessa. E noi latini a “fottere” siamo imbattibili. Metaforicamente e non.

    E qui mi volevi vero? E allora l’inglese? Perché ci è cascata? Bravo, grazie per la domanda. Per la prima fase perchè è comunque una femmina, per il resto per ignoranza di conoscenza del “default” latino, e per questo non avrebbe MAI pensato che quell’imbecille potesse millantare le doti che ostentava, essendo tra l’altro giovanissima.
    Per un latino fregare un inglese o un americano è un gioco da ragazzi, perchè il loro “default” medio NON prevede l’inganno levantino che fa parte della nostra cultura latino – mediterranea, che spazia dal Portogallo alla Grecia, ma quando Yankee, Inglesi, Svedesi e compagnia bella ti beccano in castagna, fai la figura di Corona in fuga. Un buffone. Perchè da quelle parti esiste il “noi”, come popolo, qui solo “io”. Noi latino mediterranei tendiamo mediamente a essere dei “coroncini”, come poi si è dimostrato il lusitano a cui tu pensi che io penso che egli pensa che voi… (Curiosa coincidenza peró che il nostro buffone nazionale si fosse rifugiato a Cascais dove viveva il fu buffone)
    Ho finito le battute Andrè, ma per ora ti ho dato solo un anticipo. Vedi che differenza c’è coi peni piccoli?
    Salut

  • 25
    rossana -

    Andrea_The_Original,
    post (20 e 21) equilibrati, da tenere in considerazione.

    Per quanto banale, dovrebbe essere accettabile che in ogni contesto non esista una sola verità, ma tante diverse realtà, più o meno illusorie.

    Contrariamente all’opinione preponderante negli anni ’70, pare che oggi gli studiosi siano propensi a ritenere che si venga al mondo con un cervello unico, inimitabile, che è una combinazione del patrimonio genetico dei genitori e della programmazione che avviene nell’utero, più che non il risultato derivante dall’influenza dell’ambiente. Cervello in cui, secondo Dick Swaab (neuroscienziato olandese, autore di “Noi siamo il nostro cervello”, edito nel 2010), sono già fissati in modo rilevante i tratti caratteriali, i talenti e i limiti di ogni essere umano, inclinazioni sessuali incluse.

    Pare che il nostro cervello prenda continuamente decisioni sulla base di un processo inconscio, per cui non ci sia posto per un “libero arbitrio completo e consapevole”. Secondo Giacomo Colzani, nella sua tesi di laurea “Illusioni e relazioni causali”, basata sul libro “The illusion of the conscius will” (“L’illusione della volontà conscia”) dello psicologo americano Daniel Wegner, edito nel 2002, quest’ultimo “propone un modello della realtà articolato su più livelli (fisico, inconscio e cosciente), all’interno del quale la volontà, almeno nel suo aspetto conscio, viene descritta come una sensazione (feeling) priva di quei poteri causali che comunemente le vengono attribuiti.”

    Non mi sembra che tutto questo abbia a che fare con particolari culture, diverse da Paese a Paese, ma piuttosto con una forma di evoluzione umana che, sia al maschile che al femminile, resta in egual misura tuttora ancorata alla comune origine animale, più di quando sarebbe auspicabile da parte della ragione. E non saranno i commenti su un forum a cambiare in quattro e quattr’otto il modo di sentire e di agire di uomini e donne in nessun ambito, tanto meno in quello amoroso, che racchiude in sé, sul versante della vita, lo stesso mistero della morte.

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