Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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no david non sono buddista
a dire il vero non mi ritengo neanche cristiana, ma di fede protestante. però sono convinta ( è una mia convinzione personale ) che quando moriamo rinasciamo in un’ altra forma di vita, e ci troveremo a ricominciare tutto da capo. per questo nel suicidio ( inteso come rimedio alle sofferenze di questa vita ) non vedo una REALE SOLUZIONE.
grazie Ele,non lo so,pochi credo sanno come finirà la vita,stasera i miei stavano meglio e questo mi rende già un pò più felice,grazie del tuo incoraggiamento,auguri anche a te…Ma MG vorrei sapere cosa ci fa su questo blog,è davvero antipatica,esosa,impicciona,uggiosa(come si dice a Firenze)…Senza mettere in dubbio la sua buona fede e bontà d’animo.MG vai a fare qualche bella passeggiata anche se ancora non è tanto fresco.NON RISPONDERMI PIù
david se non vuoi che ti risponda non lo farò più. ma non capisco proprio in base a cosa dici che sono antipatica, esosa e insopportabile … mah ! ….
Maria grazia……il “in base a cosa” e’ estremamente soggettivo. Pero’ ci riesci benissimo nel 90% dei casi in cui entri in contatto con altri utenti. Il tuo mistero e’ chiuso in te….
Emma
noto spessissimo in questo forum ( e non solo in questo thread ) risposte denigratorie e offensive verso chiunque abbia un’ opinione diversa. ora, è chiaro che c’è un palese problema di comunicazione tra le persone. certamente non sta a me stabilire se una persona non possa e non debba suicidarsi. ognuno deve decidere per se stesso secondo la propria coscienza e il proprio sentire. è chiaro però che scrivendo in un forum pubblico possano capitare opinioni divergenti, su questo come su altri argomenti. e ogni volta giù insulti e “botte” virtuali al malcapitato di turno. francamente mi sembra un modo puerile per affrontare i temi trattati, e che non serve a nessuno. a volte si può concordare con le opinioni altrui, altre volte dissentire. ma ritengo che sia SEMPRE UTILE valutarle con serenità. ciao
Maria grazia, “quando moriamo rinasciamo in un’ altra forma di vita, e ci troveremo a ricominciare tutto da capo”.
Dopo “il Nichilista” ecco l’altra perla.
Vedi, maria grazia, chi è VERAMENTE nella merda, ha i nervi un pò tesi e le battute che al bar, quando si sta bene, fanno ridere, bè….possono fare incazzare o scazzare o provocare fastidio.
Questo ti è chiaro, vero?
Emma
prima di tutto andrebbe capito se chi è nella merda lo è perchè ha dei reali e gravi problemi non risolvibili ( casi più unici che rari, da quello che ho potuto constatare nel corso della mia esistenza ) oppure perchè ormai vi si è “adagiato” e gli risulta scomodo cambiare. detto questo, la mia era una semplice considerazione teorica, e non vedo perchè debba urtare tanto chi sta meditando il suicidio come via di fuga ai suoi problemi.
Di gente che ha “gravi problemi non risolvibili” ce n’è parecchia; si vede che Maria Grazia è stata fortunata. Però basterebbe guardare il telegiornale.
“si vede che Maria Grazia è stata fortunata.”
seee….sti c.... !!! ….
“via di fuga ai suoi problemi”una frase più porcata di quella di Carderoli…un cinismo,insensibilita ed ipocrisia da podio.
david
scusa ma il suicidio cos’ altro sarebbe, se non una “fuga” ? che poi sia lecita o meno, dipende dai casi ovviamente.
“prima di tutto andrebbe capito se….bla bla bla”.
Se dopo tutto ciò che è stato scritto qui,sopratutto nelle ultime settimane, in risposta alle tue saccenti boiate (leggi “considerazioni teoriche”), da me e dagli altri utenti che dipingi come lugubri figuri, sei ancora al punto di porti questa domanda, marò….. comincio a provare umano senso di pietà
O non leggi i nostri posts o non capisci.
Vedi tu….
Dai, ce la puoi fare.
Siediti, non distrarti e segui la riga con il dito altrimenti rischi di perdere il segno e confondere tutto.
Q-U-E-L-L-I C-H-E T-I S-T-A-N-N-O R-I-S-P-O-N-D-E-N-D-O I-N-F-A-S-T-D-I-T-I S-I S-T-A-N-N-O F-A-C-N-D-O U-N C-U-L-O A C-A-P-A-N-N-A P-E-R S-A-L-V-A-R-S-I L-E P-I-U-M-E!
Quanto alla “via di fuga”.
Bell’uscita del c.....
Tipica dei fanfaroni. E dei fortunati…..
Bye.
“dagli altri utenti che dipingi come lugubri figuri”
??????……
il culo a capanna per salvarsi le piume ce lo stiamo facendo tutti, Emma. me compresa. non sono nè fortunata, nè tantomeno fanfarona. Ho solo scelto vie di fuga diverse dal suicidio, e senza dubbio meno noiose, meno dannose e più proficue. poi certo.. questione di punti di vista. per me suicidarsi sarebbe come vedere un film a metà, e io sono curiosa di vedere come procede la storia fino alla fine.. ma non me la sento di condannare in toto chi opta per il suicidio. si vede che per lui/lei va bene così. resta il fatto che, OGGETTIVAMENTE, non è QUASI MAI una soluzione.
Leggevo oggi su “La Stampa” che il 10 settembre sará la “Giornata mondiale del suicidio”, che non vuole dire che ci sará un suicidio di massa a livello planetario, ma che sará una giornata dedicata al dibattimento sul tema (meglio specificarlo per gli imbecilli). Ignoravo che ci fosse, ma non sono rimasto sorpreso, visto la quantitá impressionantee di “Giornate mondiali” che affollano il calendario, dedicate a questioni piú o meno serie. L’articolo citava qualche cifra che riporto. In Italia ci sono circa 4 mila suicidi ogni anno. E ogni anno, in tutto il mondo, 1 milione circa di persone muore togliendosi la vita. Nel 2012 (i dati riportati sono di quell’anno, e io credo che siano in aumento negli ultimi due), sempre a livello mondiale, il suicidio rappresentava la quinta causa di morte tra i 30-49 anni e la seconda tra i 15-29 anni. Nel complesso, si stima che ad ogni decesso per suicidio coincidono almeno 27 tentavi. Ció vuol dire che ogni anno, in tutto il globo, almeno 27 milioni di persone cercano di uccidersi. Se teniamo conto del fatto che sulla terra siamo piú di 7 miliardi, la cifra appare ridicola. Ma se la si analizza, fa pensare. Sono quanti gli abitanti di una nazione medio-grande. E sono convinto che anno dopo anno queste cifre tenderanno ad aumentare al posto di diminuire, visto le prospettive future non proprio rosee sulla qualitá della vita, opinione del tutto personale ovviamente. L’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanitá) si ritroverá dunque mercoledí 10 a proporre le indicazioni da seguire sul piano d’azione per la “salute mentale globale” con l’obbiettivo di ridurre i tassi di suicidio nel mondo (si concluedeva cosí l’articolo)….Chi segue da anni questo forum, non ha potuto non notare che con il passare del tempo i post scritti dagli aspiranti suicidi, sono passati dall’essere incentrati su determinate patologie psichiche (scaturite da delusioni, disagi e malattie) a un qualcosa di piú “concreto” (mi si passi il termine) legato a difficoltá oggettive, legate alla perdita/mancanza del lavoro in primis, che provocano tutte le conseguenze che conoscete bene. Dubito che l’Oms riesca a concludere un granche con il suo documento. I problemi della “salute mentale mondiale” sono determinati da problemi che vanno al di la di semplici sintomi psichici. Basterebbe prendere come campione i forumisti di questo blog. Non tutti ovviamente, ma una larghissima fetta che vive sulla propria pelle grosse difficoltá economiche.
Questo è il mio ultimo tentativo di spiegare a Maria Grazia un concetto chiarissimo:
Noi non guardiamo al suicidio come a una comoda scappatoia. Noi – salvo rare eccezioni – abbiamo orrore di una morte prematura. Noi siamo attaccatissimi alla vita. Ma se la situazione diventasse intollerabile il suicidio resterebbe la nostra unica possibilità. Non sempre si può scegliere. Può capitare che la vita ti ponga di fronte a delle situazioni-limite, che le prove siano talmente dure da comportare il collasso psichico e l’impossibilità di proseguire. La portata del ponte è quella che è e varia notevolmente da soggetto a soggetto. Non dubito che altre persone – diverse da me per temperamento e per carattere – potrebbero sopportare una vita da clochard. Ma io non ne sono in grado e questo non ha niente che vedere con la mia forza di volontà, con le mie aspirazioni profonde e con il mio attaccamento alla vita.
Vediamo se ci sono riuscito …
S
ma io non ho mai messo in dubbio che in situazioni limite ( come ad esempio la prospettiva di una vita da clochard o una grave deformazione ) il suicidio possa rappresentare una liberazione. non a caso ho usato l’ espressione QUASI MAI, riferito al suicidio come “soluzione” del dramma.
io non so ke fare,li vedo soprattutto mia madre,è come se si cercasse di sostenerla,tirarla per un braccio ma lei scivola nel fiume
Ele, ti ringrazio, ma non và per niente bene.
Mi sto disperando. Mi sento tanto sola. Non che a casa avessi persone da incontrare, o qualcosa che mi facesse stare bene, ma almeno avevo le mie abitudini. A loro mondo mi aiutavano a stare un po’ meglio.
Qui dove mi trovo adesso mi sento abbandonata al mio destino, prospettive di lavoro non ce ne sono, ho parlato con alcune persone che mi dicono essere un periodo difficile. O forse sono io incapace a presentarmi, non lo so.
Piango tanto. Poi mi do una riscrollata, mi sistemo, mi trucco, mi stampo un sorriso con la morte nel cuore e mi rimetto alla ricerca, per tornare nella “mia” stanza di nuovo abbattuta. I risparmi con i quali sono partita, per quanto cerchi di stare attenta, stanno scendendo. Ed io non so proprio più come fare. Che senso abbia un’esistenza così, un trascinarsi a domani, sentirsi spegnersi di giorno in giorno, poi aggrapparsi a briciole di speranza, entusiasmarsi per scoprire che erano solo fantasie e risprofondare nella cupezza, non lo riesco a capire.
Maria Grazia, ciò che tu e le anime belle con poco cervello non riescono a captare, è la non-sovrapposizione tra vita in senso lato e vita degna di essere vissuta. Il punto, per un suicida, non è andare contro la vita, ma contro una vita che pare indegna. E questo per motivi che possono derivare da difficoltà soggettive oppure da una rivolta esistenziale contro il Male e le ingiustizie. Spesso, i più sensibili e perciò in qualche modo i più deboli (ché la vita è nient’altro che una lotta in cui bisogna essere armati) coniugano i due aspetti e passano il tempo non a trovare le ragioni per morire, ma a trovarne una sola per vivere. E spesso questa ragione è il puro e semplice istinto di sopravvivenza, magari associato al fatto che sulle nostre spalle pesano responsabilità verso altri esseri quali figli o genitori. Personalmente, se fossi solo non avrei alcun dubbio a chiudere con questa orrenda vita che pone solo domande e tremende prove gratuite. Uccidersi è davvero una scappatoia, forse l’unico vero e autentico atto di libertà e di ribellione che un uomo possa compiere. Il suicidio fu l’ultima virtù degli antichi. Nel pieno disfacimento d’ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. Oggi bisogna sostituire il termine “eroicamente” con il termine “degnamente”. E non c’entra che uno possa avere tutto ciò che desidera (anche se ovviamente aiuta molto): basta solo rendersi conto di tutto. Se qualcuno mi chiedesse perché mi voglio ammazzare non risponderei di farlo per il lavoro che non ho, o per gli affetti non avuti o per le mie lacune o perché si son presi gioco di me, anche se questo fa parte del mio essere più di qualsiasi altra cosa. No, gli risponderei che mi ammazzo perché non posso accettare che un agnellino dall’altra parte del mondo sia stato sgozzato, un cane abbandonato, un gatto seviziato o un bambino ucciso.
Il mio dolore mi appare un’ingiustizia perché non riesco a comprendere il senso di nascere, avere una coscienza e soffrire. E non riguarda solo me, ma tutti quanti.
Il suicidio, ovvero la morte, spezza questa orrenda catena che nessuno ci ha domandato se volevamo vivere. E non fa altro che anticipare il momento in cui, presumibilmente, torneremo alla vera pace: il non-essere. Non c’è scampo: vivere significa soffrire. Se naturalmente si ha un briciolo di cervello e sensibilità. Dunque non bisogna permettersi di giudicare chi decide di usare la propria libertà per liberarsi dalla sofferenza. Come diceva Camus, il suicidio è “L’unico problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia”.
“Maria Grazia, ciò che tu e le anime belle con poco cervello”
grazie del “complimento” Randy !
“Il punto, per un suicida, non è andare contro la vita, ma contro una vita che pare indegna.”
questo lo hanno compreso tutti, anche noi “privi di cervello” !
“Uccidersi è davvero una scappatoia, forse l’unico vero e autentico atto di libertà e di ribellione che un uomo possa compiere.”
io sono di altro avviso, e cioè che il suicidio è una resa, un “darla vinta” a chi ci mette i bastoni tra le ruote. ma ovviamente questo è solo un MIO PUNTO DI VISTA, che non pretende di essere verità assoluta.
“Il suicidio fu l’ultima virtù degli antichi. Nel pieno disfacimento d’ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi.”
se è così, preferisco lasciare ad altri gli “atti eroici” e le “virtù”, e sono fiera della mia NON-VIRTU’ e delle mie IMPERFEZIONI, che tanto mi fanno amare la vita ( anche quella che mi trovo a vivere, che non è tragica ma non è nemmeno idilliaca ). ma per quanto io riconosca il disfacimento morale e le bruttezze di questo nostro mondo, so anche vederne gli aspetti più puri e incontaminati, i sentimenti più belli e più autentici. penso che questi antichi di cui parli soffrissero di “cecità” in questo senso, e che avessero scarso spirito di adattamento. capita !…
“No, gli risponderei che mi ammazzo perché non posso accettare che un agnellino dall’altra parte del mondo sia stato sgozzato, un cane abbandonato, un gatto seviziato o un bambino ucciso.”
certo, su questo ti capisco e ti condivido. e, come ho già detto, io NON CONDANNO E NON GIUDICO chi è pro-suicidio, anche se la mia opinione in merito è diversa !
Dalia, non ti abbattere.. pensa al coraggio che hai avuto lasciando le tue certezze per tentare di migliorare la tua vita. Quanti di noi non hanno la forza nemmeno di pensarlo.. non è facile senza dubbio, il periodo è quello che è. Ma pensa che stai portando avanti una prova di coraggio e se poi non dovesse andar bene, comunque l’hai tentata. Non sei rimasta immobile senza provarci. Asciugati le lacrime, sistemati il trucco e ritenta. Se non dovessi trovar nulla, torna a casa. Non è un fallimento, è un ritornare a recuperare forze e nuove idee per la prossima prova.. con qualche esperienza maturata, e magari anche con un pò di rabbia (sana) in più. Pensa a qualcosa che ti possa consolare quando rientri in stanza magari stanca e demoralizzata, un buon libro, una piantina da curare, una lettera ad un’amica.. e non ti scoraggiare. Spero di non apparirti troppo banale nei miei consigli, ti suggerisco quello che facevo io i primi tempi, quando rientravo la sera nell’appartamento che dividevo con due ragazzi con i quali non andavo nemmeno d’accordo ma non potevo permettermi un monolocale.. mi chiudevo in stanza, a leggere o a fare puzzle. Un abbraccio.
“Il suicidio, ovvero la morte, spezza questa orrenda catena che nessuno ci ha domandato se volevamo vivere.”
mi dispiace deluderti ma tu non spezzi nulla, perchè dopo la tua morte questo ciclo infinito e senza senso continuerà comunque.
“E non fa altro che anticipare il momento in cui, presumibilmente, torneremo alla vera pace: il non-essere. Non c’è scampo: vivere significa soffrire.”
il non-essere può essere la scelta ideale PER TE ! ma non è detto che lo sia PER CHIUNQUE. io ad esempio preferisco una vita fatta ANCHE di sofferenze, oltre che di gioie. perchè solo la rinuncia e la sofferenza ti permettono davvero di prendere consapevolezza delle cose, di capire chi sei e cosa vuoi, e di imparare a percepire la vera bellezza ed essenza delle cose. questo, ovviamente, SE NATURALMENTE SI HA UN BRICIOLO DI CERVELLO E SENSIBILITA’.
“Dunque non bisogna permettersi di giudicare chi decide di usare la propria libertà per liberarsi dalla sofferenza.”
esatto. come NON BISOGNA GIUDICARE chi è di diverso avviso.
e comunque ritengo che, prima di suicidarsi perchè si ritiene di non vivere degnamente, occorra fare tutto il possibile per rendere degna la propria vita, per renderla una vita che vale la pena di vivere. O ALMENO SAREBBE GIUSTO PROVARCI.
io personalmente non mi sono suicidata per due motivi principali:
1) la curiosità: volevo vedere come sarebbe proseguita la mia esistenza prima di arrendermi al non-essere
2) il rispetto verso le persone – mio padre e mia madre in questo caso – che hanno fortemente voluto la mia esistenza, e che hanno fatto grandi sacrifici per renderla felice, o perlomeno serena.
un saluto
Tutti i giudizi sulla vita in genere sono totalmente privi di significato. Come scrissi in un’altra occasione, quei giudizi hanno un grande valore come testimonianza psicologica (ci svelano lo stato d’animo di chi li pronuncia). Ma presi in sé non significano nulla. Ecco una persona felice che sta vivendo una fase di grande arricchimento interiore. “La vita è meravigliosa !” Essa dice. E dal suo punto di vista ha perfettamente ragione. Solo che dovrebbe dire: “La MIA vita è meravigliosa”. Ora ci viene incontro una persona depressa che sta attraversando un periodo di amara disillusione. “La vita fa schifo !” esclama quest’infelice. E anche lui avrebbe ragione se solo si ricordasse di dire: “La la MIA vita fa schifo” … In tanta gente vi è un’insopprimibile tendenza a generalizzare le proprie esperienze interiori. Molte filosofie sono nate così.
Maria Grazia, sembri la squallida fotocopia di una squallida redattrice di un giornaletto parrocchiale. Una che fa finta di essere una polemista senza averne le basi cognitive. Già è ridicolo il tuo modus scrivendi, che prevede il copia/incolla delle proposizioni altrui… Ma naturalmente il posto d’onore l’occupano le banalità che vai perpetuando. Ma cosa vuoi saperne tu della vita? 🙂 D’altronde, a quanto dici, ti occupi anche della morte visto che pretendi di sapere cosa c’è dopo eh eh. Sei una sensitiva? O basi i tuoi ragionamenti metempsicotici su una confusa fede? O che altro? E poi: chi mai ti ha detto che tu devi suicidarti? A me non frega niente di quello che fai tu e non mi importa niente di te. Che tu esista oppure no mi è del tutto indifferente: una nullità nel mare del Nulla. Mi rendo conto però anche in mezzo al Nulla ci sono nullità di valore. Tu non sei tra queste. Dunque goditi la tua vita e pensa alla prossima quando, probabilmente in ottemperanza alla legge dell’evoluzione karmika, finalmente ti incarnerai in qualcosa di pensante: magari in una scimpanzé. Riguardo i punti posti in calce posso dare le mie libere interpretazioni: 1) La tua vita intellettuale è squallida e lo si deduce dall’insussistenza dei tuoi ragionamenti. 2) Non posso che pensare a quella canzone di Pino Daniele e del riferimento allo scarrafone che piace alla sua mamma. Questo mi ricorda che l’amore di un genitore e l’obiettività sono davvero su due binari distinti.
S: devo dirti che è interessante ciò che dici, ma che non sono d’accordo con la tua distinzione. Che noi si tenda a generalizzare le proprie esperienze è normale e umano. E neanche troppo sbagliato dal momento che la vita ci capita. Ma la vita è anche ciò che capita agli altri e molta gente decide di viverla o di non viverla anche su questa base. Ed esistono milioni di casi di suicidi esistenziali, di gente che aveva tutto, ma che non sopportava l’esistenza del Male o della Morte (che per me è la cosa più importante della vita). Noi siamo un filtro di emozioni e sensazioni e dunque tutto passa per il nostro giudizio emotivo o intellettuale; ma proprio per questo tutto ci riguarda e ogni cosa è collegata. Personalmente ritengo che questa vita non potrebbe mai essere meravigliosa perché non ne ha i presupposti, essendo stata “creata” per far divergere le nostre azioni dalla nostra sensibilità. E dunque come potrei godermi, e magari li avessi!, i frutti di una vita piena, in senso materiale, quando so che esistono milioni di essere sofferenti o quando so che la mia stessa felicità avrà fine con la morte? Il male del Male è che può inquinare il Bene. Il Bene non potrà mai cancellare il Male. Per questo la vita non può essere meravigliosa, ma è un gigantesco inferno dove i più fortunati fan finta che non gli riguardi. In questo ci aiutano molto le condizioni personali o una maggiore o minore sensibilità.
Randy, non mi disturbo a risponderti cercando di approfondire i concetti che ho esposto, e che per te saranno sempre INARRIVABILI. Cosa ne posso sapere io della vita ? MOLTISSIMO ! visto che ho già 40 anni, e che ho vissuto sempre INTENSAMENTE, AFFRONTANDO LE COSE, e non nascondendomi come stai facendo tu. per il resto, posso capire perchè sei tanto indispettito: sentirsi dire le cose in maniera obiettiva non è mai piacevole, lo so…. saluti.
Randy non so chi tu sia ma pare che tu sia un povero demente ed è imbarazzante con quale sfacciataggine ti arroghi il diritto di auto celebrati intelligente quando è evidente che tu sei solo un emerito idiota, e lo si deduce dal tuo modo di pensare e scrivere in modo manicheo, unica espressione del tuo equilibrio psico-sociale che va a morì ammazzato. Non sei altro che un porta sfiga dal quale è doveroso mantenere le distanze, un fottuto menagramo di quelli che quando passi gli altri si toccano i co......, e S con ragione scrive che chiunque parli della vita in questi termini non può che essere uno stolto, perchè mentre lo fai il malinteso ti fotte proprio quando sei convinto di avere la verità in pugno, quando questa è solo una gran puttana. Spero che tu non abbia più di sedici anni, perchè non saprei come giustificare tanta arroganza totalmente prima di fondamento. I bimbiminkia 40enni come te possono solo auto celebrarsi intelligenti senza la minima considerazione di nessuno, ma credimi quando ti dico che sei un povero imbecille con una nocciolina rinsecchita al posto del cervello. S, David, e pochi altri sono le uniche persone degne di ricevere risposta nel merito, tu sei solo un cretino con lo sguardo da bovino che crede di essere sensibile come Dino Campana. Vai e fottiti pezzo d’asino
mattine e sere in giro per una ricetta e qualche pasticca che pena.sono stato in un bel lago a nuotare ad un certo punto sono fiondato fuori,poco prima mi avevano detto che un ragazzo era annegato lì.perchè paura di uscire dal lago,ci tornerò.ciao Matteo grazie
Certo che qui sembra di stare un un’arena … passano pochi giorni e ricominciamo a scannarci.
Randy, comunque la si metta il problema rimane soggettivo. Tutti, salvo alcuni imbecilli, vediamo la sofferenza e le ingiustizie da cui siamo circondati. Ma il dolore e le ingiustizie rappresentano davvero un’obiezione contro la vita ? Sono un argomento sufficiente per rifiutare la vita nel suo complesso ? Ognuno risponderà a modo suo e ognuno dal suo punto di vista avrà ragione.
@Dalia, mi dispiace leggere che le cose non vanno bene per te. Posso comprendere la tua disperazione e il tuo sentirti sola, ma il fatto che tu dopo ogni delusione ti risistemi e riparti vuol dire che hai carattere e non vuoi (e non puoi) mollare. Insisti Dalia, disperati e piangi quanto ritieni necessario ma non arrenderti ancora, prova fino all’ultimo a cambiare le cose in tuo favore per riuscire a darne un senso….
Un forte abbraccio.
L’evangelista @matteo l’abbiamo potuto valutare giá dai suoi precedenti interventi. Al posto di dare dell’asino a chicchessia farebbe meglio a tacere. Sono convinto che riuscirebbe a dire anche qualcosa di intelligente, se solo stesse zitto. Gli ultimi post di @randy non sono disprezzabili, anche se possono essere opinabili in alcuni punti. A differenza di quelli di @mg che continua a scrivere tanto senza dire nulla (l’ultima perla regalataci é legata alla reincarnazione), quelli di randy hanno dei contenuti. Personalmente penso che la vita in se non sia nulla di cosí eccezzionale. É un qualcosa scandito da una lunga serie di eventi e situazioni, dove quando riesci a godertela é piú per caso o per fortuna che per reali capacitá o impegno profuso nel viverla. La vita, in se stessa, non é ne meravigliosa ne una merda. La vita é quello che é, ognuno a secondo delle sue personali esperienze ne da un giudizio soggettivo. Parlando per me, chi me la fatta schifare é stata la gente che ho conosciuto nel corso degli anni, sia in prima (vedi la gente falsa e ipocrita, gli stupidi, i furbi etc. etc.) che in terza persona (vedi politici, manager, gente dello spettacolo etc. etc.). Il mio piú grande desiderio rimane quello di riuscire un giorno (se decideró di proseguirla questa vita) a trasferirmi in qualche sperduta localitá montana, lontano dalla stupiditá umana e non avendo piú pensieri nel dannarmi per sopravvivere quotidianamente. Solo allora potró dire di apprezzarla veramente.
A volte, semplicemente, non siamo fatti per questa vita.
Non ne posso più, sapete? Di tutto. E di tutti. Ma principalmente, l’unica persona che odio più di qualsiasi altra cosa al mondo… sono io.
Non riesco ad uscirne fuori. Sono intrappolata in una vita che non è la mia, che non riesco a cambiare.
Ho perso l’uomo della mia vita, per colpa mia. Ora sono ossessionata da un uomo che non mi vuole, che mi usa, che è innamorato di un’altra e che, nel frattempo, va a letto anche con altre.
Non ho lavoro, non lo trovo, nessuno mi chiama. Nessuno.
Ho tanti amici, è vero. Ma non capiscono. Tutti a dirmi che ” c’è chi sta peggio…” ed è vero, c’è chi sta peggio: c’è chi ha problemi più grossi dei miei, chi sta male, chi sta per morire quando invece vorrebbe vivere. Beh, sapete cosa? Se potessi, darei volentieri la mia vita ad una di queste persone… io sono un fallimento, io sono un peso, per i miei genitori, per i miei amici… non ho combinato niente nella vita.
Non ne posso davvero più.
Ho perso anche l’unica persona che si preoccupava per me. Ora sono sola.
Pensare al suicidio a volte mi rassicura. E’ l’unica via d’uscita che ho.
L’unica possibile, per una come me.
luca76
qualsiasi cosa io possa dire, TU NON SARAI MAI D’ ACCORDO CON ME e non giudicherai mai i miei post in maniera obiettiva, dato che ormai io per te sono solo quella che va unicamente lapidata. i post di Randy contenevano solo una montagna di torie assolutiste e campate per aria ( oltre che di commenti pesanti e offensivi sulla sottoscritta, dei quali sicuramente ti sarai compiaciuto ), e qualcuno ( come Matteo e come S ) gliel’ ha fatto opportunamente e pacatamente notare. ormai Luca76 abbiamo appurato che tu daresti ragione anche al diavolo pur di darmi contro, perciò evita di parlare di intelligenza, obiettività e consistenza dei discorsi altrui !
Matteo: Evidentemente la censura funziona, visto che il mio commento a te rivolto non è stato pubblicato. Pazienza, tanto credo che tu non abbia dubbi sul mestiere che faceva la tua mamma. Invece ne hai molti circa il tuo valore. E qui posso aiutarti: sei una nullità che si appaia perfettamente a Maria Grazia, tua perfettà metà. Torna nelle fogne, povero verme.
Il post n°13376 di Randy è bellissimo.
Purtroppo però oltre alle persone che pensano solo a se stesse, che fanno finta di nulla ci sono anche quelli che farebbero bene a stare zitti: ovvero tutti quelli che dicono che il suicidio è da codardi e da deboli.
Questa categoria di persone è la più patetica e schifosa che ci sia. Se ne stessero zitti a vergognarsi della loro ignoranza!
Chi non vuole dare una mano ad altri ( e
siete liberi di farlo) CHIUDA LA BOCCACCIA!
Fate sicuramente una figura più bella così altrimenti sembrate solo o dei crudeli mostri che hanno avuto una vita facilissima piena di vizi e lusso o dei deboli che cercano di sentirsi più forte schiacciando i più deboli, cosa riprovevole visto che probabilmente conoscete cosa si prova ad essere calpestati.
Ma calpestare gli altri è il modus vivendi degli italiani e di tutto il mondo, a quanto vedo.
Come è successo a Luca (vedi post 13382) anche io nella vita ho incontrato delle persone orrende in prima persona e in terza (anche su internet è pieno).
Io non so se esistono delle persone capaci di aiutare concretamente gli altri… nel caso esistessero sarebbero le uniche che stimerei.
S: Sì, la mia risposta alla tua domanda è, purtroppo, affermativa. Basta vedere la catena alimentare, che prevede l’uccisione di creature per la salvaguardia di altre. Per me è esattamente così: la vita è spregevole fin dalle sue premesse. Dire che ognuno dal suo punto di vista avrà ragione è un punto di vista. Uno può anche dire che la vita è bellissima, e sarebbe liberissimo di farlo. Però non potrei non considerare questa idea totalmente fallace. La tiritera dell’ “ognuno la vede come vuole” è del tutto inutile, un po’ perché ovvia e un po’ perché paradossale nelle premesse e nelle conclusioni.
Un primate sarebbe riuscito ad articolare un ragionamento più complesso. Non c’è da meravigliarsi di nulla.
@ Randy:
La mia non è un tiritera e per quel che mi riguarda non è nemmeno così paradossale. Si chiama prospettivismo. Non voglio inoltrarmi in discorsi troppo complessi che ci porterebbero chissà dove, ma ti prego di considerare ciò che dico almeno come una ipotesi.
Ognuno di noi ha interesse a difendere una certa visione del mondo. Magari non ce ne rendiamo neppure conto, ma quando sosteniamo una certa posizione lo facciamo perché ci conviene. L’ottimismo e il pessimismo (intesi in senso filosofico) sono solo una razionalizzazione del nostro stato d’animo e della nostra buona o cattiva disposizione nei confronti della vita. Sono entrambi unilaterali e tendenzialmente intolleranti.
Il pessimismo cosmico generalmente viene propugnato da persone sofferenti. Tu mi dirai che questo è uno psicologismo di bassa lega; secondo me, invece si tratta di un’ipotesi che spiega molte cose, a cominciare dal formidabile successo della religione cristiana (non ti dico chi è stato il più grande demagogo nella storia dell’umanità; te lo lascio solo indovinare …).
Ci sono sempre degli ottimi motivi sia per esaltare che per denigrare la vita, solo che in genere non si tratta di motivi ma di pretesti. Ognuno vede ciò che gli fa comodo e finge di non vedere ciò che gli è sgradito. Tu, ad esempio, citi la catena alimentare e l’orribile meccanismo che costringe gli esseri viventi a divorarsi l’un l’altro. Niente da dire: la natura sotto certi aspetti è incredibilmente crudele. Ma se ti ponessi dinanzi tutte le cose meravigliose che la natura stessa produce, tu probabilmente scuoteresti le spalle e troveresti il modo per deprezzare uno spettacolo che è di una bellezza indescrivibile. Forse sarebbe meglio ammettere che la vita può essere contemporaneamente meravigliosa e terribile, che ognuno di noi rappresenta un caso a parte e che non esistono verità assolute.
(scritto da uno che sta facendo la fame e che si trova in bilico fra la vita e la morte)
Grande S, davvero.
Matteo: l’Uomo è un primate. Povero ignorante!
S.: Conosco il prospettivismo, almeno a grandi linee, e devo dire che non mi ha mai convinto. Ma il punto non è sapere che la vita può darti gioie e farti stare bene, ma avere la sicurezza che anche in questo caso ti condurrà alla morte e, soprattutto, che mentre tu stai bene miliardi di altri esseri ed enti stanno soffrendo, magari anche per alimentare il nostro benessere. La catena alimentare, ad esempio, è un fatto. E anche se poi produce cose bellissime, se la Natura ci dà paesaggi meravigliosi e animali stupendi, il costo per quella bellezza è sproporzionato. Non è vero che bene e male si equivalgono. La Natura, e dunque anche l’Uomo, si fondano su postulati crudeli e per inquinare un ruscello bastano pochi litri di petrolio. Io non discuto certo che qualcuno, come te del resto, possa vedere una sorte di equilibrio tra il buono e il cattivo; io nego che questo equilibrio, in senso ontologico, ci sia. La vita per com’è è intollerabile già nelle sue premesse. Se tu dici che non esistono verità assoluta, stai enunciando una verità assoluta, anche perché la verità o è assoluta o non è. Io dico che se anche avessi avuto tutto nella vita e avessi anche solo sentito che un bambino è morto percosso dai genitori cocainomani in Australia, sarei stato un infelice lo stesso. Perché la serenità d’animo e quella intellettuale sono sempre figlie dell’egoismo. E, bada bene, l’egoismo non è da intendersi in senso spregiativo, ma come meccanismo di difesa per essere sereni. Se la vita necessita di egoismo e nascondimento per farsi amare, allora non è una bella vita.
Finché gli umani non impareranno a trattare gli altri Esseri Umani non saranno mai degni del nome di cui si autogratificano. È ovvio che mi riferissi alla proscimmia pezzo d’asino.
@ Randy:
Sul fatto che la verità sia assoluta mi permetto di avere qualche dubbio, ma qui parliamo proprio due linguaggi diversi. Il mio punto di vista qualche pregio ce l’ha: favorisce la tolleranza reciproca e soprattutto rende giustizia alla complessità del reale.
Comunque c’è stato un equivoco: io non ho mai scritto che il bene e il male si equivalgano. Io ho detto che è impossibile formulare un giudizio di valore sulla vita in genere. Chi lo fa proietta sul mondo circostante il proprio stato d’animo e la propria personalissima condizione interiore. E spesso (ne sia o meno consapevole) lo fa proprio per interesse personale.
Ma tu credi che esista davvero qualcosa come “la Vita” ? Guardati un po’ intorno. Esistono tante vite quanti sono gli esseri viventi e ciascuna è differente dalle altre sotto innumerevoli aspetti. Certe vite sono degne di essere vissute ed altre no; ma solo il diretto interessato può formulare un giudizio sulla propria esistenza.
Sull’egoismo avrei da dire un’infinità di cose, ma questa non mi sembra la sede adatta (al limite si potrebbe aprire un altro thread). Ti dico solo questo: per quel che mi riguarda non esiste un vocabolo che sia stato più frainteso, infamato e calunniato della parola egoismo. D’altra parte, se rifiuti l’egoismo e sei sincero e convinto di quello che dici, allora devi necessariamente aspirare alla non-esistenza e da questo punto di vista il tuo ragionamento è coerente.
Matteo sei tu il primo che non sa trattare gli altri.
Perché sfoghi tutta questa rabbia su Randy?
Matteo, se tu sei un essere umano allora è giusto disprezzarti in quanto essere umano. Se tu sei un verme allora è giusto disprezzarti in quanto verme. In ogni caso, è corretto disprezzarti.
S: la verità è assoluta in quanto verità, altrimenti sarebbe una interpretazione della verità, che è esattamente ciò che tu postuli. Un conto è vedere le cose per come sono, un altro dar loro un significato che si adatta alle nostre esperienze o ai nostri ragionamenti. Con il rispetto dovuto a un ragionamento pacato devo dirti che non penso che il tuo ragionamento renda giustizia alla complessità del reale (Reale…questa sì una parola su cui bisognerebbe soffermarsi!); anzi, direi piuttosto che rende irreale la complessità riducendola alla nostra sola soggettività, anzi alla nostra sola esperienza. Viceversa la vita, ovvero l’esperienza di coscienza del nostro io, non può prescindere da ciò che capita alle altre coscienze. Ed è l’insieme degli enti e degli esseri a dover essere preso in considerazioni per dare un senso al tutto, non solamente se noi siamo in salute, abbiamo i soldi e ci divertiamo. Io non rifiuto l’egoismo, così come non rifiuto la Natura e dunque gli istinti e le pulsioni, anzi: mi limito ad annotarmi la loro esistenza e a trarre conclusioni. La vita è come un gigantesco inferno dantesco, in cui si può anche star bene, ma dove non è possibile cancellare le torture che vi si svolgono. Possiamo essere fortunati e nascere sani, ricchi e senza troppo preoccuparci delle cose che non ci riguardino da vicino; ma non possiamo dire che la vita sia bella, perchè contiene in sè tali e tante ingiustizie che rendono tutto inquinato e atroce. E l’atto suicidario può anche trovare una sua spiegazione nella ribellione a tutto questo. Come se non volessimo più essere pedine di un gioco terribile e incomprensibile. Ognuno la vedrà come vuole, ma le ingiustizie continuano, la morte continua, le sofferenze idem. Il tutto senza un perchè e senza alcuna garanzia che esista una ricompensa al nostro vivere con un’altra vita meno assurda e crudele.
Buongiorno io ho appena scoperto questo thread e devo dire che è molto inquietante e interessante. Devo dire che Randy è riuscito a mio parere a inquadrare veramente il punto. Perchè dice che noi abbiamo un punto di rottura e dipende sempre da cosa ci capita e nessuno deve giudicare gli altri se odiano la vita e tantomeno se decidono di non viverla. Ho conosciuto da vicino un ragazzo giovane che ha deciso di gettarsi da un ponte e tutti sono stati lì a giudicarlo, ma pochi hanno cercato di capire il suo gesto. La vita può essere davvero brutta e spesso lo è per i migliori perchè sono i più sensibili e sono quelli che non accettano che esista il dolore e il male. S credo che Randy volesse dire che se uno pensa realmente a quello che succede intorno a noi allora avrebbe un motivo in più per vedere le cose in modo negativo. E poi è naturale che quello che capita a noi ci condiziona. Ma le cose brutte esistono sia che ci capitino o no. E’ proprio questo il contrario di egoismo, sentire quello che provano gli altri. E’ questo che è angosciante. E da quando è morto quella persona di cui parlavo ho cambiato modo di vedere la vita.
Ele, Luca,
vi ringrazio. Apprezzo molto il vostro cercare di sollevarmi, si percepisce che quello che scrivete è sentito.
Ma io proprio non ne posso più. Oggi ero in centro città, ad un certo punto mi sono seduta su una panchina e sono scoppiata a piangere. Cosa che mi capita sempre più spesso ultimamente, piangere per strada, cercando di nascondere le lacrime dietro agli occhiali da sole, sperando che non si intraveda la scia delle gocce sulle guance.
Mi sento veramente sola. Sento ogni tanto mia madre al telefono, cerco di stare poco perché la sua voce mi fa venire nostalgia di casa. Mi manca non avere neanche un/a amico/a. E poi non sento nessuno, non parlo quasi con nessuno. Gli anni passano, le mie piccole esperienze si accumulano, ma non mi cambiano, la mia timidezza, la mia imbranaggine negli approcci e nelle relazioni resta simile a quella di quando ero piccola. Vedo tutti crescere e cambiare, adeguarsi a un po’ tutto, vivere con normalità il loro mondo, a me non funziona. Non che non ci provi, ma i risultati sono sempre negativi. Non me ne và dritta una. Non so se sia la mia incompatibilità alla vita, l’incapacità di viverla o questione di sfortuna.
Scusate, sono noiosa e ripetitiva, ma l’amarezza è tanta, incontenibile. Scusate ancora.
Likila
tu sei tutta scema !
Ahahahah Randy che scrive sotto mentite spoglie cercando di cambiare il suo modo di scrivere. Siamo al delirio… ma sotterrati che fai pena!