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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 176
    Acqua -

    Golem, infatti non tutti sono fatti per stare in una coppia “esclusiva”. Oppure non tutti sono così fortunati o determinati a raggiungere la sintonia assoluta di coppia e il completo soddisfacimento di TUTTI i bisogni affettivi e sociali attraverso un’unica persona. Che lo si voglia o no esistono situazioni di “assemblee interiori” più o meno numerose che possono tranquillamente essere “celate” (o anche rivelate) per anni e a proprio uso e consumo senza necessariamente creare problemi alla coppia. Inoltre, Mimimalista, non puoi essere “assolutista”. Suzy ha appena detto che lei ha mantenuto un buon rapporto di amicizia col suo ex, il quale non sta pesando sulla sua attuale relazione. Cosa importa quel che è stato? Bisogna concentrarsi sul presente, senza pretendere che l’altro cancelli i ricordi e le emozioni ad essi legate e che fanno parte del suo patrimonio emotivo ed evolutivo. Ovvio che bisogna trovare un equilibrio. In generale ritengo che la gelosia sia un sentimento irrazionale egoistico e dannoso per se’ e che il più delle volte sia del tutto immotivata.

  • 177
    Golem -

    Minimalista: “Un rapporto amoroso se è stato veramente tale non può trasformarsi in amicizia una volta finito, altrimenti le cose sono due: o quello non è mai stato un rapporto amoroso, o non è un’amicizia ma è altro.”
    Lo dico da sempre. Ma chi vuole giustificare l’ingiustificabile lo fa, e si autoconvince, come succede a una campionessa mondiale di quello sport. Un rapporto d’amore aggiunge l’amicizia “dentro” il rapporto e non dopo. L’amicizia tra due che si amano e un rafforzativo del rapporto, e non un “ripiego” di “seconda categoria” quando questo è finito. L’amicizia (vera) è la migliore e più “umana” forma di amore che ci sia, perchè non dipende da moti istintuali o da illusioni romantiche che spesso condizionano le nostre decisioni amorose, ma matura lentamente sia nel cuore che nella mente allo stesso modo, e quando succede tra due che si amano conferma che quell’amore è vero. Perchè, come sostengo da anni, un amore “vero” non può finire, può solo diventare più grande. E “quello” è il modo, migliore per farlo.

  • 178
    Acqua -

    Aggiungo:se Paolo fosse stato una donna oppure un cane sarebbe cambiato qualcosa dal vostro punto di vista? Penso proprio di sì. Perche’la vostra reale paura è che dietro l’affetto sincero o il bisogno di accudimento sia nascosto un residuo di attrazione fisica (soprattutto) o di profondo attaccamento emotivo (meno) che mette in crisi il vostro desiderio/ vanto di sentirvi “unici e completi”. È una provocazione, ma solo per invitarvi a pensare in modo più “distaccato” e generoso.

  • 179
    Golem -

    Acqua, quello che dici lo capisco, ormai un po’ ti conosco, così come per le note vicende ho conosciuto più profondamente mia moglie, e so quali e quante sfumature femminili “buone” esistono in quella “possibilità”. Ma dall’altra parte c’è un maschio, che non “sente” la cosa come te, e che tu le cerchi o meno le sfumature sessuali prima o poi si presentano, anzi, sono sottintese, perchè il precedente legame le vedeva ben presenti. Premesso che la questione “coppia in progress” ha dei principi “taciti” che la sovrintendono, la prima cosa da fare sarebbe quello di parlarne e chiarire la cosa, con tutte le conseguenze possibili, compresa, perchè no, che venga accettata. Ma accettata però, non tollerata, perchè la tolleranza ha un limite, che, per esempio, in Stukas è stato superato. È gelosia? Anche, ma è da considerarsi strana in una situazione così anomala dal punto di vista di una relazione sentimentale?
    Onestamente se per ipotesi, l’amico Scott si trasferisse chessò, a Monza, e Sally uscisse una paio di volte al mese con lui, soli, mi chiederei perchè》

  • 180
    Golem -

    》Ma lo farebbe anche la moglie del bell’americano. Insomma, temo che chi (accoppiata) si trovasse nella necessità di avere certe “integrazioni”, avrà più problemi di quelli che vuol risolvere. Perchè il mondo è così, ed è così per motivi storici, culturali e umani lontanissimi che richiederebbero una tesi per spiegarli, per questo l’esempio di un’amica donna per una donna o un cane non calza per quei motivi di cui sopra.
    Come sai ho amicizie femminili, anzi, come ho spesso detto comunico meglio con loro che con tanti uomini, ma conosco bene i confini di quelle relazioni, che durano proprio per altre tacite regole che riguardano quei rapporti.
    Insomma, a mio parere certe esigenze vanno indagate, perchè se una donna si “tiene” un ex nel “cuore” al punto di non potervi rinunciare, come dice qualcuno qui, non è un ex. Una storia finita può stare nei ricordi, non nella vita. Può darsi che un giorno l’utopia hippy della coppia aperta diventi realtà, ma i primi tentativi come sai sono falliti. Nell’Era dell’…Acquario, pensa.😅
    Ciao

  • 181
    beetlejuice -

    Acqua, sei una persona equilibrata, si vede e il discorso risulta intricato perché oscilla anche tra relazioni di tipo monogamico e poliamorose. Restando sul monogamico, parli di accettazione teorica, mentre io riporto il tutto sul piano pratico perché è lì che si va a finire. Se hai bisogno concreto ed emotivo del tuo compagno e lui è focalizzato anche sull’altra tizia come fai?
    Inoltre, a differenza di golem, non credo che questi “altri” siano cadaveri, ma vivi e anche belli arzilli. Allora non sarà forse, che in alcuni casi, si voglia prendere la parte emotiva (o altre parti) da uno e la parte pratica dall’altro ambendo ad avere tutto?
    Per cui, come dicevo, perché un uomo (ma anche una donna), non può prendere la parte sessuale esternamente la coppia, se questa, per mille motivi è carente? Ecco le famose stampelle di cui si parlava.

  • 182
    Suzanne -

    Acqua, emmmmmhhhh diciamo più o meno. Attualmente non ho più rapporti col mio ex, ma rimango convinta di quanto detto in precedenza. La discussione sta prendendo pieghe demenziali, tra terrapiattisti e necessità di essere diversi a venti o trent’anni. Onestamente trovo molto fastidiosa questa supposta (appunto!) conoscenza di tutte le menti del mondo. Il fatto che il mio atteggiamento verso gli ex sia sempre stato il medesimo, e cioè di mantenerli nella mia vita, denota il fatto che non siano mai stati stampelle, altrimenti la mia vita non sarebbe andata avanti. Visto che persone che meritano se ne incontrano poche, penso valga la pena preservarle, siano amici o ex o vattelapesca.
    La situazione della cena a lume di candela abbracciati è grottesca, e come al solito allude ad una deriva a carattere sessuale perché, come dice Acqua, forse il vero problema è che vi sentite sminuiti nella vostra virilità. Io comunque consiglio ai maschietti di stare più attenti alle nuove conoscenze…

  • 183
    Suzanne -

    Anziché preoccuparvi di storie morte e sepolte, soprattutto se l’ex è stato lasciato senza ripensamenti.
    Trovo un po’ misero ragionare sempre per ruoli però e molto presuntuoso credere di poter bastare alla vita psicologica/affettiva/sessuale/intellettiva della compagna. Se cosí fosse ogni coppia vivrebbe isolata dal resto della società in una condizione di autosussistenza. Il mondo con tutte le sue dinamiche e relazioni è indispensabile al benessere di una coppia, perché nessuno di noi può essere cosí completo da soddisfare appieno tutti i bisogni altrui.
    So che è un duro colpo per l’autostima, ma è cosí.

  • 184
    beetlejuice -

    “Paolo fosse stato una donna oppure un cane sarebbe cambiato qualcosa dal vostro punto di vista?” Se la mia compagna fosse stata “innamorata” di una donna o di un cane non sarebbe cambiato niente.
    Per me, la differenza la fa se una storia è chiusa, se il sentimento amoroso/attrattivo lo è.
    Ma se la partner vuole essere libera di parlarmi dell’ex, ma con l’ex non è libera di parlargli di noi, se l’ex ci prova, se si “mancano come l’aria” ecc, a me qualche dubbio viene.
    Comunque è lecito restare del proprio parere, ciò che metterà tutti d’accordo sarà il tempo. Tra un certo numero di anni, ciascuno di noi saprà se sarà valsa la pena aver rinunciato magari ad andare avanti, ad avere dei figli ecc.. per vivere in un limbo immaginifico.

  • 185
    Golem -

    Suzy, lo ripeto, tu puoi fare quello che ti pare della tua vita sentimentale, ma pensare che mantenere potenzialmente in “vita” storie “finite” dentro un’altra storia non sia quello demenziale, ipotizzando che gli scemi siano chi non lo capisce, e ritenendo questi degli insicuri, ti fa cadere negli stessi errori di giudizio sulle menti altrui che stai rimproverando. Io sono notoriamente individualista, “presuntuoso” ed esigente, ma lo so, e lo dico. Tu hai pretese che la maggior parte della gente riterrebbe assurde, eppure ti trovi le ragioni che più ti piacciono per giustificare qualcosa al momento di “atipico”, ritenendo che un partner maschile che si secca vedendo la sua donna “filosofeggiare” con un ex, sia un insicuro. Guarda è esattamente il contrario. Io sono sicuro di quello che posso darti, tu lo vuoi? Bene, te lo darò, ma mi aspetto la stessa cosa. Ripeto, parli a senso unico e in modo puerile, e vorrei vedere le tue reazioni a ruoli invertiti. Troveresti scuse “opposte”, ne sono sicuro.

    Beetle. Il “fantasma” è la storia, non “lui”.

  • 186
    rossana -

    pur non avendo mai sperimentato la situazione descritta da Stukas, mi piace seguire con attenzione questo confronto, come altri di mio particolare interesse.

    PER ME, il virtuale è sforzarmi a comprendere e a immedesimarmi in identità e circostanze che NON rientrano nel mio modo di essere e nella mia realtà, che NON hanno quindi niente a che fare con i miei valori, le mie scelte e i miei vissuti. il VIRTUALE resta tale, aperto a ogni visione, senza sposarne in senso assoluto o rifiutarne del tutto nessuna.

    nell’ottica suddetta, concordo
    con i post 176 e 178 di Acqua e
    con i post 182 e 183 di Suzanne.

    comprendo i punti di vista in contrasto di Minimalista e di Beetlejuice. in alcuni casi il concetto di snodo sta sia nelle differenze di temperamento in ambito di sentimenti amorosi che nelle difficoltà, per i soggetti stessi che li provano, di farne un’analisi che li spezzetti in più o meno pregnanti sfumature: amore passionale o mentale, condivisione pratica e affetto genitoriale o amicizia (inclusa spesso in quasi tutti gli altri).

  • 187
    minimalista -

    Ammetto che sono un soggetto molto semplice e non riesco a concepire la logica del “cornuto” e contento. Forse sono un po’ all’ antica e mi piace pensare che la donna che ora sta con me, STA CON ME appunto, e non sono rimasti strascichi di nessun tipo nella sua testa. Non mi sento un geloso patologico, affatto. Ritengo sano che nella coppia ognuno mantenga i suoi propri spazi ( lavoro, hobby, amicizie ). Ma qui si sta parlando di una cosa diversa, di una storia sentimentale passata che, proprio perché non più in essere, dovrebbe essere ormai pienamente rielaborata e messa da parte anche per quel che attiene ai suoi aspetti emozionali e mentali. Non si tratta di disumanità, è semplicemente un processo naturale se chiudiamo un rapporto per passare ad altro. La fine di una storia rappresenta sempre un lutto simbolico, o almeno per me è così, e continuare in qualche modo a riesumare quella figura nella mia vita mi sembrerebbe un po’ come affiancarmi a uno zombie.

  • 188
    minimalista -

    Penso anch’io come Golem che la complicità dovremmo trovarla con il nostro attuale compagno/a più che pensare a quello che è stato e che ormai, nei fatti, si è naturalmente esaurito ( e un motivo ci sarà ). Non ho capito cosa centrano i terrapiattisti.

  • 189
    Golem -

    Minimalista, non è questione di “antichità”; tenere a una persona non significa automaticamente possessività o gelosia. Milioni di donne darebbero un braccio per avere uno cui tiene loro come pensiamo io e te. Se si forma una coppia, qual’è la ragione che la produce? La voglia di stare insieme, la voglia di condividere le esperienze e le emozioni che mi dà quella persona. Mi pare logico che se quella persona sente il bisogno di avere “emozioni” extra, o sono io carente o è lei che non è così presa da me, o tutt’e due le cose. Sarà perchè ancora oggi io e la mia lei stiamo così bene nella coppia, e ci divertiamo sempre, che proprio non immaginiamo complicate emozioni…ex-tra. Non mi sembra così difficile capire se una coppia è tale o è frutto della solita illusione, che si somma a un’altra “scoppiata” in una completa confusione di vero-falso.
    P.S. bello quel post dove in pratica si è d’accordo con tutti (non si sa mai). Con Suzy, Acqua, si comprende Beetle e via andare. Un po’ come quando alle elezioni leggendo i risultati sembra che abbiano vinto tutti.

  • 190
    Acqua -

    Beetle, ho parlato di accettazione teorica perche’, a mio parere, e’ molto piu’ difficile che si verifichi la situazione opposta: ovvero che un uomo rimanga focalizzato “emotivamente” su una ex. Potrebbe piuttosto, come hai ipotizzato tu, attingere all’esterno in caso di appagamento sessuale carente. Credo, invece, che sia piu’ tipico della psicologia femminile conservare un attaccamento emotivo verso un ex o una persona che ha avuto un impatto “emotivo” importante nel passato. Personalmente non ho mai avuto un ex e credo anche che se mi fosse capitato di dover interrompere la mia relazione (ad es. per scelta del mio allora fidanzato poi marito) avrei avuto serie difficolta’ a distaccarmi mentalmente da una persona con la quale ho condiviso molto tempo ed esperienze della mia vita. Dipende molto da come finiscono queste relazioni e se finiscono per volonta’ di uno o di entrambi o per fattori esterni.

  • 191
    Acqua -

    In generale credo che alcune persone, ed in particolare donne, fatichino molto a cancellare il ricordo di relazioni passate nelle quali avevano fortememte creduto, magari investendo i propri sogni e progetti, successivamente dovendo disilludersi. Le esperienze passate, comprese le persone , infatti, contribuiscono in un modo o nell’altro alla crescita della nostra identita’. Quello che permane e’ un sentimento attrattivo verso quello che avrebbe potuto essere e le emozioni provate, piuttosto che verso la persona in se’ che non fa piu’ parte della nostra vita. Non credo che questo porti necessariamente a vivere in un limbo immaginifico, ma puo’, in alcuni casi estremi, deviare l’attenzione e disturbare le relazioni attuali soprattutto se queste non sono del tutto appaganti. La soluzione per appannare il passato e permettere la piena rielaborazione del “lutto” e’ quindi quella di concentrarsi sul presente evitando la competizione col passato.

  • 192
    rossana -

    Minimalista,
    la conferma che finora si può trarre da te e da altri utenti è che, se non vi sono manifestazioni esteriori che superino il continuare a interessarsi saltuariamente della vita dell’ex, è preferibile che ognuno tenga per sé i suoi residui affetti, definibili anche come strascichi…

    se il rapporto in atto non presenta particolari lacune (come ad esempio scarsa disponibilità sessuale), dovrebbe essere tutto ok, o sbaglio?

    PER ME, alcune scelte sono orientate all’incontro con l’altro, e basta. altre sono maggiormente orientate alla vita in comune con l’altro. inutile girarci intorno: emotivamente non si può pretendere di avere quello che non c’è.

    in coppia i compromessi sono inevitabili. dipende solo dalla differenza che si percepisce nell’accettarli o nel subirli (la seconda, più pesante per una scorrevole armonia di coppia).

    perché allora si resta ugualmente ancorati alla richiesta all’altro di modificare il suo modo d’amare? forse perchè i benefici superano la parte di contrasto?

  • 193
    Golem -

    “perché allora si resta ugualmente ancorati alla richiesta all’altro di modificare il suo modo d’amare? forse perchè i benefici superano la parte di contrasto?”
    Costi benefici? Non so se ho capito bene, ma continuare a pensare a un ex rappresenterebbe un modo di amare? Invece il partner che “ama” solo te, e che si aspetta di essere amato come fa lui con te, fa della coercizione? Io penso che restare legati a un ricordo amoroso sia un modo infantile di vivere un nuovo rapporto sentimentale, perché in definitiva non si accetta una realtà che si è scelta. Che, certo, se all’epoca si è scelta con lo stesso criterio che oggi alimenta un certo ricordo, e lo magnifica oltre il dovuto, è inevitabile che quando la realtà quotidiana spegnerà il “sogno” sivenga spinti verso altre “immaginazioni”. Se non si capisce che l’amore si vive “concretamente”, non si farà altro che inseguire fantasmi passati o illusioni future, con il risultato di non concludere niente di realmente “valido” sentimentalmente, sentendosi perennemente insoddisfatti e non sapere il perchè.

  • 194
    minimalista -

    Molte cose che ho letto qui non mi stupiscono. E’ appannaggio comune tra il genere femminile parlare di “sfumature”, conservare il ricordo – per quanto malinconico – di storie passate che non si sono potute vivere; ma se una storia non si è vissuta veramente, mi domando: era davvero un sentimento o piuttosto una nostra proiezione? Amavamo quella persona o l’illusione di quella persona? Si accusa addirittura di “coercizione” chi cerca solo onestà e trasparenza nell’altro, niente di più e niente di meno. Io di sicuro non voglio cambiare il modo di amare di nessuno per carità. Voglio accanto a me una persona che sia centrata sul presente, qualunque altra cosa per me rappresenta un compromesso inaccettabile. Ripeto, sicuramente io sarò limitato e banale, ma non vedo perchè dovrei a tutti i costi farmi andar bene una situazione che reputo ambigua e che mi farebbe star male. Tra l’altro non ho mai conosciuto nessuna donna a cui facesse piacere che le parlassi delle mie ex..

  • 195
    beetlejuice -

    Acqua, non credere. Per gli uomini non è così semplice cancellare una ex, anche le numerose lettere sul sito lo dimostrano, mentre ho visto più volte donne passare al prossimo come se l’ex non fosse neanche mai esistito. La grossa differenza la fa l’idealizzazione. Quando una donna crea il suo “santino” e quando idealizza il vissuto e ci ha davvero creduto, come hai scritto anche tu, allora diventa una fissazione.
    C’è da dire che i legami “ambigui”, possono crearsi anche con colleghi e conoscenti, non riguardano solo gli ex, il famoso “è solo un amico”. Ognuno di noi ha il proprio metro di giudizio, che si basa anche sul vissuto, sulle proprie origini ecc.. ma resto convinto che le situazioni borderline siano riconoscibili da tutti, mentre mi sembra che qui si abbia l’ attitudine a voler seguire il “cuore”, argomentando le sue ragioni, per renderle accettabili. Ragioni che viceversa non sarebbero ritenute credibili.

  • 196
    Suzanne -

    È inutile, si parte da posizioni inconciliabili:
    da una parte l’amore come esclusività, totalità, un ente sovra-umano in cui le individualità diventano un tutt’uno in un’ottica di totale appagamento in un “dentro” in perenne negazione del “fuori”;
    dall’altra amore come arricchimento e non rinuncia, un valore aggiunto agli individui che mantengono le loro identità ben distinte, amando perció quello che risiede fuori da loro. Il mondo rimane luogo fondamentale da cui attingere per poter apportare nuova linfa ad un rapporto in costante cambiamento, con tutti i rischi connessi a ciò che non può per sua natura essere statico.
    Da una parte, tanta sicurezza dell’essere una “cosa sola”, dall’altra la libertà di scegliersi ogni giorno.
    Per come sono fatta io, senso di claustrofobia nel primo, necessità di assumersi le proprie responsabilità nel secondo.
    Su un aspetto sono d’accordo: la chiarezza e la trasparenza di visioni e intenti rimane imprescindibile in entrambi i casi.

  • 197
    rossana -

    Acqua,
    “Quello che permane e’ un sentimento attrattivo verso quello che avrebbe potuto essere e le emozioni provate, piuttosto che verso la persona in se’ che non fa piu’ parte della nostra vita. Non credo che questo porti necessariamente a vivere in un limbo immaginifico, ma puo’, in alcuni casi estremi, deviare l’attenzione e disturbare le relazioni attuali soprattutto se queste non sono del tutto appaganti.”

    PER ME, l’idealizzazione della persona ha termine in una manciata d’anni d’intensa frequentazione e di approfondimento di conoscenza. Forse, in alcuni casi, resta sull’ex una specie di transfert legato alla parte maggiormente attraente riscontrata nella sua essenza più profonda e non riscontrabile nella persona che subentra, sulla quale vengono spostate aspettative di quotidianità e, magari, parte dei precedenti ideali di coppia.

    ogni fine necessita tempi di lutto, più o meno lunghi, a seconda della persona. c’è chi si volge a nuovi amori dopo pochi mesi e chi non lo fa per decenni…

  • 198
    rossana -

    Minimalista,
    “non vedo perchè dovrei a tutti i costi farmi andar bene una situazione che reputo ambigua e che mi farebbe star male.” – non si dovrebbe farsi andar bene proprio niente, se non per ricavarne maggiori benefici.

    carenza di crescita emotiva o meno, nevrosi o piena consapevolezza, temperamento o visione di sentimenti/coppia: nessuno è obbligato ad accettare una persona che non risponde al suo modo di essere o alle sue aspettative amorose.

    l’opzione diventa: manipolo o impongo una scelta alla persona “carente” oppure ribalto su di me la scelta, dopo aver valutato costi e benefici ad essa legati (anche solo in termini di attrazione e gratificazione sessuale derivanti dal rapporto).

    mi sembrerebbe più logico assumersi le proprie responsabilità anziché chiedere ad altri di cambiare modo di essere o di pensare, al fine di dare sicurezza al rapporto.

    nei sentimenti le costruzioni sono attuabili se esiste una spontanea materia prima. altrimenti, diventano dovere o eccessivo adattamento.

  • 199
    minimalista -

    Esatto beetlejuice. Si deve fare un distinguo tra vissuto/esperienza e idealizzazione/santificazione di una persona o di una storia. Credo che sia questo che non viene compreso. E’ naturale che ogni esperienza serve nella vita e che le persone che incontriamo, in un modo o nell’ altro sono sempre un arricchimento. Ma trascinarsele dietro a livello anche solo di pensiero, senza mai elaborare pienamente quel tassello, vuol dire appesantirsi di zavorre inutili che impediscono la giusta prosecuzione del viaggio e impediscono di lavorare pienamente sul rapporto attuale, che è quello che più conta. Io vedo questo in tutte quelle persone ( non solo donne ) che non riescono a far pace con il proprio passato e a guardare avanti, specie nelle relazioni. Poi, ripeto, non impongo il mio punto di vista a nessuno, ognuno è libero di fare come crede. La visione un po’ hippy che Suzanne ha dell’ amore secondo me non è dettata tanto dal cuore, quanto da costruzioni teoriche.

  • 200
    Golem -

    Suzy, mi chiedo se questo tuo “cerchiobottismo amoroso” che proponi lo ha già sperimentato o solo lo immagini, come comportamento caratteristico di una intellettualismo femmino-progressista di sinistra. Quando per scherzo ti “nomai” Abelarda, lo feci perchè, pur più colta e in buona fede, già si intuiva che quanto a immaginazione in ambiti relazionali non eri lontana da altri esempi che “producono” continue ipotesi immaginarie, e per questo del tutto indimostrabili. Per esempio, non noti che parli per slogan? Totalizzazioni amorose sovrumane, un “dentro” ottuso che si oppone a un “fuori” pregno di arricchimenti, chiudendo col mai domo “scegliersi giorno per giorno” (magari moltiplicato per 3,14. Così troviamo pure “l’area” di quell’amore world wide). Suzy, la Filosofia ti ha condizionato la vita, si vede, ma ti dico solo che se finalmente ti innamorassi, “facendo” con quel lui un amore come io penso e dico da tempo, tutti quei voli pindarici resterebbero “a terra”. Spero ti accada, non ti ci vedo a filosofeggiare sull’ammore sino all’ultimo giorno di vita.

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