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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 151
    beetlejuice -

    Golem, il discorso “esperienze”, che ripeti incessantemente, lascia il tempo che trova. Uno con quattro divorzi alle spalle e 5 figli allora cosa sarebbe? Un illuminato?
    Per quanto riguarda me, parlo con cognizione di causa, dato che ho vissuto qualcosa di simile alla storia di stukas ed è stata devastante, ma ci sono anche ex che riescono a mantenere buoni rapporti. Quelli che condividono i figli ad esempio cosa dovrebbero fare? Il mio discorso è un altro, quando le situazioni sono chiuse lo si vede, è quando c’è bisogno di tutelare l’ex, di vederlo da solo, di non parlargli del compagno, che qualcosa non va. Se tuteli l’ex come un compagno, allora non è un ex.
    Ed è lì che non mi trovo con gli altri. Non si può, secondo me, vivere un ex come lo si viveva quando si stava insieme. Si attribuisce interamente all’atto sessuale la pietra dello scandalo, ma posso non fare sesso con la mia ex, tuttavia passare un pomeriggio abbracciato con lei, è accettabile? Non credo.

  • 152
    beetlejuice -

    Così come posso mantenere un’intimità emotiva fuori luogo. Queste cose si sanno, contesto il girarci intorno e l’argomentare come se fosse normale.
    È come se le persone, spinte da un ego che è davvero uno dei mali del nostro tempo, non volessero rinunciare a nulla e convincerti che è giusto così. Mi domando quando abbiamo iniziato ad essere così individualisti, così poco fedeli alla “coppia”. Le coppie che scoppiano spesso si allontanano in modo fisiologico, soprattutto quando compaiono nuovi partner. Non c’è nulla di male, nè di sacrilego.

  • 153
    Golem -

    Beetle, uno che ha 4 o 5 divorzi alle spalle e 5 figli (che non è un milionario) è solo un “perla”, e in questi non rari soggetti l’esperienza non attecchisce. Io mi riferivo a chi qui propone soluzioni per situazioni come quelle della gestione del rapporto con un ex, e senza figli, solo immaginandole. L’esperienza fatta da una persona equilibrata è proprio quella che crea il discrimine tra l’idealizzazione (romantica o nevrotica, la differenza è minima) e il possibile. L’esempio che ho proposto nell’ultimo mio post, citando la possibilità che la mia futura lei finisse a letto col suo ex, è tutt’altro che campata per aria, e non perchè lei sia mai stata una “facile”, anzi, ma perchè in una, allora, “fantasofila” come lei l’effetto evocativo di uno con cui hai perso la verginità, verso il quale hai speso molte speranze, che non vedi da un anno, e in un contesto quasi filmografico come quello dell’arrivo in porto, crea “emozioni” che sono spesso incontrollabili, e dagli esiti imprevedibili. E lo dico per esperienza. Più di “una” Beetle, scusami.》

  • 154
    Golem -

    》Il fatto è che per un po’ ci sono sempre aspetti erotico affettivi latenti tra due…ex, ma questi spesso hanno valenze molto diverse nei due soggetti. Per conoscenza ultratrentennale di mia moglie, potrei dire che se lui in quel momento gliel’avesse “chiesta” lei gliel’avrebbe data per… farlo contento, non per il sesso come lo intendo io. Come aveva sempre fatto quando, pur non navigando nell’oro, gli comprava scarpe e pantaloni, mentre lui sperperava quello che aveva in coca o eroina. E qui mi fermo perchè non sono ancora riuscito a capire del tutto cosa muova questo misterioso, assurdo mondo femminile. Proprio lei una volta ebbe modo di dirmi che per una donna (come lei) è molto più intima e erotica una cena al lume di candela che qualunque sco..... Più chiaro di così. Per quanto detto e spiegato, per me è impensabile qualunque mantenimento di un’intimità retroattiva se hai un rapporto intimo in corso. Se vuoi tenerti il Paolo della situazione tientelo. Io non vivo con te nel…
    “toc toc”; “sì? kibbutz?”

  • 155
    Suzanne -

    Io non pretendo che la mia posizione sia giusta, ma è la mia e fa parte del mio modo di essere e di vivere. Non mi sono mai nascosta dietro identità non mie, quindi quando qualcuno mi conosce ha tutte le carte davanti per poter valutare. Se mi considera anormale, non è obbligato a rimanere, visto che di donne è pieno il mondo. Non si può pretendere di cambiare una persona inculcandogli il nostro modo di pensare, questo è egoismo. Ognuno è libero di vivere la propria vita come meglio crede senza doversi adattare necessariamente agli altri.
    Caro Beetle, è smisurato anche l’ego di chi pensa di essere nel giusto solo perché ragiona come la maggioranza. Nel momento in cui ci si mostra per quello che si è, liberi tutti di restare o andarsene. A questo punto è più onesto Golem che non accetta fin dall’inizio e stop.

  • 156
    Golem -

    Suzy, ma certo, come ho scritto qualche giorno fa, tu sei ovviamente libera di vivere come ti pare, ma ho aggiunto anche che in quel modo le tue relazioni sentimentali saranno inevitabilmente “faticose” se non impossibili. Questo perché un compagno “ufficiale” non basta che si innamori di te, ma dovrebbe farlo anche del tuo ex perchè tutto fili liscio e la relazione prenda una piega almeno serena. Io sono convinto che per quanto si voglia essere aperti, progressisti e “rispettosi dell’altrui sentire” (una frase che gronda retorica da ogni lettera) un ex per un partner ufficiale é solo una gran rottura di scatole, e nella migliore delle ipotesi lo si tollera e non lo si accetta. E se lo si fa è proprio per quel quieto vivere che tu hai assimilato ad altri comportamenti ritenuti coercitivi. Ma nei fatti, anche quello che ti riguarda crea una coercizione “nell’altrui sentire”, come la crea in Stukas quel “chiedimi tutto ma non di dimenticare Paolo”.
    Insomma si può essere egoisti anche per “generosità”.

  • 157
    Acqua -

    È naturale e umano desiderare l'”esclusiva”, il sentirci unici ed indispensabili per il nostro partner attuale. Tuttavia è necessario prendere atto che esistono ricordi di emozioni e di sentimenti legati a persone ci hanno fortemente coinvolto in passato. Io trovo che sia piu egoistico ed individualistico pretendere che l’altro concentri tutti i suoi pensieri solo su di noi, cancellando quelli relativi ad altre persone che hanno contribuito a delineare dei tratti della nostra personalità o alla nostra crescita interiore. Non si tratta di incapacità di rinuncia, ma di capacità di accettare l’altro nella sua complessità emotiva e “storica”. È ovvio che se i legami col passato sono troppo invadenti o degenerano in ossessioni, come nel caso Paolo, diventa impossibile conciliarli con una normale vita di coppia.

  • 158
    beetlejuice -

    Il discorso su far parte di una maggioranza non c’entra nulla, non si tratta di conformisti vs anticonformisti. Un terrapiattista fa parte di una minoranza, non per questo sposi la sua causa.
    Quando ci sono di mezzo i sentimenti, non è così facile prendere determinate scelte. Nel mio caso ho provato ad empatizzare e comprendere, con fatica, anche se certe cose non erano chiare come si sono dimostrate in seguito. L’ex faceva l’ex, ma come detto da golem, non avrebbe disdegnato anche altro.
    Per cui un compagno dovrebbe accettare di buon grado questo e altro? Lei che va a cena con lui, lui che ci prova, lei che si tira indietro, va a casa e racconta al compagno che l’ex ci ha provato, lui che la ascolta come un amico-compagno e la consiglia da amico?E poi?
    Non è questione di onestà. Si prova, anche se fa male, anche se vedi che la presenza extra sta rovinando tutto, perché credi ne valga la pena.

  • 159
    rossana -

    Suzanne,
    concordo: nemmeno io “sono disposta a modificarmi per nessuno senza essere io ad aver preso la decisione in totale libertà. Del resto, mi domando quale persona possa essere felice e soddisfatta di aver forzato la volontà altrui.”

    Quanto agli egoismi/individualismi, questo è (ci piaccia o meno) il tipo di mondo in cui siamo immersi, anche solo per orari/giorni in cui si è o meno disponibili agli interscambi nel reale (sempre più oneroso l’impegno di radunare una famiglia di 1a e 2a generazione per un compleanno!).

    a mio avviso, l’approfondimento andrebbe posto sul tipo d’affetto che lega all’ex (cosa che a volte può non essere chiara e netta nemmeno ai diretti interessati e che, in tal caso, viene percepita come oscura e pericolosa dagli attuali partner, per le ragioni ben espresse in altri post).

    concordo con: “nessuno è obbligato a rimanere” e con “Non si può pretendere di cambiare una persona inculcandogli il nostro modo di pensare”. liberi tutti, sempre, in scelte e ideali a cui tendere!

  • 160
    Golem -

    Acqua, i ricordi li abbiamo tutti, per forza, ma non si può vivere di questi, al limite “con” questi chiusi in un cassetto, perchè non si può credere che venti o trent’anni dopo abbiano lo stesso valore dell’epoca. Non può averlo perchè due o tre decenni prima eravamo “altro”. La pretesa di mantenersi in grembo un ex col quale è finita (se non addirittura mai iniziata) una storia, è, lasciamelo dire, puerile come tenere Teddy Bear nel letto a 40 anni. Fa tenerezza ma è solo un retaggio infantile che, come ho detto a Suzy, con “orsacchiotti” in carne e ossa creerà solo problemi da “Kibbutz”. Quel non “voler cambiare”, in quei casi, non mi pare una dimostrazione di carattere, ma di cercare di mantenere ingenuamente un piede in una realtà che non esiste più. La solita illusione insomma. L’illusione che la storia, in fondo, non sia…finita.
    A proposito di quell’altro: “concordo: nemmeno io sono disposta a modificarmi per nessuno…” Ahahaha. Sì, certo.

  • 161
    rossana -

    Acqua,
    concordo sulla “capacità di accettare l’altro nella sua complessità emotiva e “storica”.

    atteggiamento che viene a ledere l’intima identità, perché l’altro vorrebbe si fosse diversi da come ci si sente o si vorrebbe essere. più simili a lui (problematica secondo me più sentita al maschile, per il maggior timore nel genere di possibili residui coinvolgimenti sensuali).

    la misura e la modalità di mantenere rapporti (soprattutto se nel reale e in totale trasparenza) dovrebbe consentire di trovare nel tempo il giusto equilibrio, come per i padri che mantengono rapporti con le ex per la crescita dei figli.

    entrano in gioco molte sfumature: si era a conoscenza del forte legame affettivo all’inizio della relazione o si è scoperto in seguito? chi è stato a lasciare: l’ex oppure il soggetto che continua l’intensa frequentazione? il terzo incomodo è vivo, morto o solo immaginario? com’è l’attuale rapporto e quali sono le aspettative in esso riposte? si è disposti a mediare o si vuole convincere l’altro di dover cambiare, nell’intimo o nel reale?

  • 162
    Suzanne -

    Sottoscrivo appieno il commento di Acqua, che come sempre sa esprimersi in modo più pacato di me. Aggiungo che difficilmente le emozioni sono leggibili in modo cosí univoco, più spesso rappresentano un groviglio di aspetti diversi e anche contrastanti di ogni personalità. Sicuramente possono essercene alcuni derivanti da problematiche non del tutto risolte, come sensi di colpa o delusioni non sufficientemente metabolizzate, che il diretto interessato dovrebbe cercare di sviscerare e scandagliare. Detto ciò, può esserci anche un semplice e naturale affetto per una persona con cui si sono condivisi momenti importanti.
    Golem, ovviamente gli ex rappresentano dei rompimenti di scatole, cosí come lo sono tanti ingombri psicologici che ciascuno di noi si porta appresso. Comprendo perfettamente che si possa essere infastiditi e in un certo senso feriti dalla presenza emotivamente ingombrante di un precedente partner e trovo lecita ugualmente la decisione di non accettare questa presenza.

  • 163
    Suzanne -

    Quello che penso, però, è che si potranno condizionare i comportamenti manifesti, convincendo magari la compagna dell’inadeguatezza degli stessi, o comunque facendo leva sulla sofferenza provocata alla coppia, ma non si potrà mai incidere sull’intimità altrui. I pensieri e i sentimenti rimarranno tali, con o senza approvazione esterna. Essendo il mio un discorso più di principio che di pratica, mi domando quanto si possa essere soddisfatti di sentirsi al centro della realtà altrui ma non dei suoi pensieri e/o sentimenti. Per questo ritengo che si debba lavorare più per rafforzare il legame, affinché esso divenga sufficentemente indispensabile da non temere nessun’altra presenza, né in carne ed ossa, né tantomeno ipotetica.

  • 164
    Golem -

    “…concordo sulla “capacità di accettare l’altro nella sua complessità emotiva e “storica”. Occhei,
    Quindi in parole povere, e per la proprietà transitiva, accettereste che il vostro partner frequentasse, in vostra assenza, una partner che come voi tiene tanto a lui, immaginando un rapporto che non escluda affettuosità che potrebbero sfociare anche in un rapporto sessuale…di puro affetto. Ma anche no, anche solo “fermandosi” a manifestazioni del genere descritte da Beetle. Bè, io non ci credo neanche un po’ che la vostra teoria all’atto pratico possa diventare biunivoca. Il fatto è che, come ho detto in precedenza, un’esigenza come quella di cui si parla dice solo che la storia non è finita, e se non è finita quella in corso non è mai cominciata. Poi c’è chi è capace di farsi le ragioni (retoriche) più incredibili, e proprio qui ne abbiano un esempio magistrale di tutto e il contrario di tutto splendidamente giustificate. Ma vorrei che qualcunA mi rispondesse onestamente sull’ipotesi che ho proposto. A voi andrebbe bene?

  • 165
    Golem -

    Suzy, quello che è capitato nella mia coppia, a Acqua, leggo da te e dai commenti a te favorevoli, dimostra quanto sia diffusa al femminile questa “tendenza” di cui parliamo. Che sia palese o celata come nel caso di Sally, una cosa è certa: se fa “bene” alla protagonista NON fa bene alla coppia. Al di là delle teorizzazioni intellettualoidi da “manuale delle vecchie marmotte” che leggo anche in questa uscita, all’atto pratico non ci sarà mai una coppia che viva bene quella situazione, mai. Per questo parlavo di esperienza, che io ho vissuto, Beetle pure, tu stai vivendo e altri immaginano, mentre discettano di arie fritte mai vissute. Detto questo, Sally ha cambiato idea spontaneamente nel momento in cui ha capito che quello a cui pensava era l’immagine idealizzata di un soggetto e NON la sua vera natura. Il tutto perchè quella scelta DOVEVA corrispondere a tutti i costi all’idea che si era fatta del “primo ammore”. Capito questo tutto è è stato ridimensionato. Ecco come si è rafforzato il rapporto. E noi “funzioniamo” bene finalmente. Questa è la VITA VISSUTA.

  • 166
    Suzanne -

    Io non faccio teorizzazioni intellettualoidi, ma mi baso su me stessa e sul mio vissuto, che è completamente diverso da quello di tua moglie, ad esempio. Poi, le donne non sono lobotomizzate e non vivono tutte su una nuvoletta rosa, se finiscono a letto con qualcuno è perché l’hanno scelto. Per rispondere alla tua domanda dovrei avere delineato un quadro un tantino più dettagliato, altrimenti si ragiona per slogan e posizioni approssimative. In linea generale, sono certa che mi preoccuperebbe di più una new entry piuttosto di una ex che, in quanto tale, dovrebbe aver cambiato ruolo.
    Se stai tredici anni con una persona non credo tu possa idealizzarla cosí tanto; avrai scandagliato tutti i suoi difetti, le sue debolezze e nevrosi. Poi per mia disposizione non ho mai idealizzato nemmeno Gesú Cristo, quindi figuriamoci. Le storie che ho vissuto invece le ho sicuramente in parte idealizzate, ma sono state cosí belle entrambe che mi piace ricordarle nella loro purezza e spero sarà cosí…

  • 167
    beetlejuice -

    “io non ci credo neanche un po’ che la vostra teoria all’atto pratico possa diventare biunivoca” Nemmeno io, forse a livello teorico, ma non nei fatti, non sulla lunga distanza. Davvero vi andrebbe bene che il vostro partner frequentasse in modo esclusivo, per anni, una che è più di un’amica e meno di una ex, facesse cene a lume di candela, teneri abbracci ecc?
    Concordo su un altro aspetto fondamentale, la coercizione è reciproca. Anche imporre un ex diventa un atto coercitivo. Si parla di “rafforzare il legame”, ma come lo rafforzi se la tua compagna ti dice: posso capire il tuo disagio ma è così o si chiude?
    Inoltre che significato ha restare fedeli a se stessi? Se inizi una storia a 20 anni e a 30 lasci il partner anche se tutto è rimasto uguale, sei tu per prima ad essere diversa da quella 20 enne. Quel tipo di fedeltà, non significa essere dei monoliti, ma avere rispetto per ciò che si è vissuto, accettando che noi, gli altri, sono cambiati, così come la situazione.

  • 168
    beetlejuice -

    Gli stessi processi valgono per ogni cosa, a 15 anni vai a scuola, in discoteca, a 40 vuoi altro e lavori come fa la maggioranza. Davvero andreste dal datore di lavoro dicendo: “oggi non vengo perché a 20anni mi ero ripromessa che non avrei mai lavorato il mercoledì”?
    Mi domando infine quale sia allora il limite. Se un compagno avesse un legame esclusivamente sessuale con un’altra andrebbe bene? Credo di no. E perché un legame esclusivamente intimo ed emotivo con un ex dovrebbe essere addirittura ben accetto?
    La soluzione è trovare persone affini, ma non è neanche detto quello, perché accettiamo molto più volentieri le nostre libertà piuttosto che le altrui. Molte persone lottano per la libertà, la loro però.

  • 169
    minimalista -

    Se nella coppia uno dei due è ancora in qualche modo legato a un ex, anche solo amichevolmente, è perchè nel rapporto attuale qualcosa non funziona. Questa è la semplice e cruda realtà. Poi si possono fare tutte le teorie che volete ma i fatti non cambiano.

  • 170
    Golem -

    Suzy, non eri tu “l’intellettualoide”. Lo sai che non sopporto chi fa le ipotesi sull’Equatore avendo sempre abitato al Polo.
    Certo che il tuo vissuto è diverso da quello di mia moglie, ma è la gestione tecnica di quei vissuti che é la stessa. É la tendenza a vivere dei fantasmi e delle illusioni di qualcosa che non esiste più (o addirittura non è mai esistita) che stiamo parlando.
    Suzy, ti ho già detto che 13 anni vissuti immagino tra la fine dell’adolescenza e la prima maturità, sono una vita, ma quei vissuti sono stati appunto “vissuti”, e poi, come tutte le cose che hanno vissuto, sono scomparse. Il massimo che si può fare, è ricordarle se sono state “buone” o cancellarle per ragioni opposte. Quello che si crede di mantenere fisicamente è solo un “cadavere”, un simulacro di quella storia. Per questo ho fatto l’esempio del cucciolo morto.
    Quanto alla donna lobotomizzata, mai avrei scelto di vivere con una persona in quello stato. È esattamente il contrario: avete troppa “creatività” emotiva. Quello è il guaio.

  • 171
    Acqua -

    “Se un compagno avesse un legame esclusivamente sessuale con un’altra andrebbe bene? Credo di no. E perché un legame esclusivamente intimo ed emotivo con un ex dovrebbe essere addirittura ben accetto?”. In generale sia che si tratti di ex “effettivi” che di ex “idealizzati” dipende da quanto questo legame incide effettivamente nell’equilibrio mentale dell’interessata e, di riflesso, della coppia. A mio parere spesso succede che quando si mette al corrente il partner attuale di tali legami, con il buon proposito di essere trasparenti e ottenere fiducia, si ottenga, in realtà, l’effetto opposto di creare dubbi e disagi. A questo punto se l’interessata, in buona fede, ritiene che “le faccia bene”, per suoi specifici motivi, mantenere determinate relazioni, sempre che queste non pregiudichino effettivamente l’equilibrio della coppia, forse sarebbe meglio per lei coltivarle in modo discreto e mantenere una certa riservatezza.

  • 172
    Acqua -

    Chidere a una donna se accetterebbe di buon grado la situazione opposta non ha senso perché credo che gli uomini, per loro natura, se coinvolti in nuove relazioni affettive, siano meno propensi a mantenere rapporti intimi- emotivi e non sessuali con le loro ex. Comunque, a livello del tutto teorico, io credo che accetterei l’esistenza di tale situazione sempre che non abbia impatti sull’equilibrio della coppia (ad esempio sottrazione di tempo), ma, in generale, per i motivi di cui sopra (potenziale fonte di sentimenti irrazionali di gelosia o fastidio) preferirei non essere messa al corrente.

  • 173
    rossana -

    Minimalista,
    a grandi linee concordo con il post 169: se è necessaria una “stampella”, “qualcosa non funziona” o “qualcosa manca” alla pienezza di coppia.

    nella maggior parte dei casi l’errore è a monte, in quanto nessuno dei nuovi partner dovrebbe lasciarsi troppo coinvolgere in una relazione che presentasse, fin dall’inizio, per uno dei due, l’ipotesi o l’incertezza di non totale chiusura di rapporti amorosi precedenti.

    ogni caso è a sé, da considerarsi con molti dettagli, ma si può facilmente supporre che fratture di pensiero di un certo peso non siano sempre superabili, senza il cedimento doloroso (totale o parziale, reale o fittizio) del più innamorato, del più psicologicamente fragile o bisognoso dei due.

    di fatto, si conserva, nei propri cassetti intimi o in piena trasparenza, tutto quello che è utile al proprio benessere psichico. per me, l’ “esclusiva” è dono istintivo, non una modalità di relazione che si possa esigere o imporre.

    ogni coppia, poi, si barcamena sugli equilibri che riesce a stabilizzare, mai del tutto immutabili o perfetti.

  • 174
    Golem -

    Ma che senso ha stare in coppia per poi ricorrere al passato, o comunque a “terzi”, per alimentare il proprio “benessere”. Che benessere é quello che richiede delle integrazioni di quella natura? Mi sembra ovvio che qualcosa dentro di sè non ha fatto il percorso di maturazione e di oggettivazione che doveva fare, perchè alimentare quelle richieste assomiglia più alla ricerca di un benessere tossico e non omeostatico.
    L’aver scoperto in coppia che si ha bisogno di un trio o di un quartetto per “star bene”, deve far riflettere non solo sulla coppia come causa ma soprattutto su di sè.
    Ma poi, ditemi, si sta bene realmente dentro “quell’assemblea” o anche quella è l’ennesima illusione?

    P.S. continuò a sorridere quando leggo che “ogni caso è a sé, da considerarsi con molti dettagli…”. Poi se li guardi bene, quei dettagli sono sempre gli stessi, e facilmente intercambiabili nei vari “casi a sè”.

  • 175
    minimalista -

    Scusa Rossana, ma se io sono innamorato e la mia partner pure, che bisogno c’è di “cedimenti dolorosi”? Dovrebbe venire naturale non pensare più ai propri ex se la persona attuale ci coinvolge veramente, quindi in quel caso non si tratterebbe di un sacrificio ma di una tendenza spontanea. Sono invece più propenso a credere che mantenere rapporti ( anche solo platonici ) con un ex, significa che la nuova situazione non ci sta dando quello che cerchiamo o non è basata su adeguati presupposti. Personalmente non impongo nulla, se la mia donna è convinta e contenta di volermi dare l’ esclusività, come io a lei, ne sono felice. Altrimenti le auguro buona fortuna. Un rapporto amoroso se è stato veramente tale non può trasformarsi in amicizia una volta finito, altrimenti le cose sono due: o quello non è mai stato un rapporto amoroso, o non è un’amicizia ma è altro.

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