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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 226
    Suzanne -

    Bene Beetle, e nel momento in cui sono presenti cosa consigli? Annullamento? Negazione? Nascondimento?
    Golem, sei un bel tipo eh…Quando sei tu a tirare fuori studiosi e citazioni varie allora tu sei figo e gli altri analfabeti, quando invece un altro si permette di fare un minimo riferimento ecco che diventa un teorico che non sa cosa sia la tua VITA VISSUTA in maiuscolo. Ma ti rendi conto delle tue incongruenze? Proprio tu che l’hai menata per anni con i tuoi studi sulle illusioni amorose con tanto di nomi che nemmeno ricordo? Questo non è doppiopesismo? E come lo definiresti per curiosità?

  • 227
    Adam -

    Golem non scandarti tanto, anche perchè non hai propio capito, fidati. (Non so se sia il caso, ma correre su Wikipedia a volte non aiuta)
    Il riferimento su Bauman non era in merito alle relazioni liquide come soluzione(??)
    Bensi ad altro: alla sua immagine del pendolo tra sicurezza e libertà. A me richiamato dal bel post di Suzanne.
    Tutto qui.

  • 228
    Adam -

    Visto che ci siamo, una considerazione finale, poi ti lascio continuare i tuoi voli…

    La tua esperienza vissuta è un bell’esempio di quando è importante aver ritrovato con tua moglie dialogo ed una visione comune. Sono contento per te, bello.Ma finisce qui, nessun insegnamento universale.

    Avreste potuto trovarvi per esempio a metà cammino: lei svuotando delle idealizzazioni la sua storia passata e tu vincendo quell mostro che è la tua gelosia retroattiva.

    Sbagliero, ma da fuori, mi sembra invece sia stata a lei ad aver fatto tutto il cammino, non è bastato ridimensionare la sua storia, ha dovuto darle fuoco, forse persino irriderla…

    ed oggi ha un quotidiano in cui il compagno dalle 22 alle 23 tutti I giorni li passa qui, a spiattellare il suo privato su pubblica piazza.

    Tutti i giorni, senza eccezzione alcuna, parlando di elementi esterni alla coppia…

    Ma è il Vostro equilibrio, quindi non ho dubbi che una volta trovato, la coppia sia ora fiorita.
    Pero’ poi se ne parli come valore universale non stupirti se esistono visioni diverse.

  • 229
    beetlejuice -

    Suzanne, quando sono presenti, intanto bisogna riconoscerli come problema, almeno per la coppia. Così come viene fatto verso le “scappatelle”, capire cosa le abbia causate e decidere se andare avanti o meno.
    Come vedi non c’entra nulla l’intolleranza verso gli ex, la gelosia sessuale del Masculo, la “polizia del pensiero”..ma almeno un punto di partenza condiviso dal quale partire, perché a volte mi sembra che si perda proprio il focus del discorso.
    Poi sul piano filosofico si potrebbe discettare per giorni e sicuramente non avrei i tuoi stessi mezzi, ma converrai che i discorsi teorici valgono per ogni cosa. Si può discutere di consumismo, del declino della società occidentale, degli schiavi moderni ecc.. ma a lavorare vai ugualmente no? Fai parte della maggioranza.
    Sulla coppia, chissà perché, valgono invece regole astratte e fumose, adattabili a seconda delle circostanze.

  • 230
    Acqua -

    “si è eclissato lasciando i cieli liberi per discussioni che ho già letto troppe volte, ai miei occhi sempre le stesse”

    Probabilmente dovremmo spostarci nella chat se questa discussione non si ritiene piu’ pertinente alla lettera inziale. Trovo, tuttavia, naturale che ciascun partecipante al dibattito attinga alle proprie esperienze/visioni personali (vere o teoriche) per dare un contributo al dibattito che, in mancanza di interventi da parte del diretto interessato, si sposta inevitabilmente su un ambito piu’ generale. Se alcuni di voi lo ritengono “noioso” e “trito e ritrito” o “inconcludente” sarebbe sufficiente non commentare, ma evidentemente il tema continua a suscitare un certo interesse nella nostra piccola “platea”.
    Io credo che tutti gli interventi siano utili a prescindere dai diversi punti di vista perche’ stimolano una riflessione.

  • 231
    Acqua -

    Concordo, inoltre, sulla seguente osservazione di “oggettivizzazione” di Suzy:

    “Bene Beetle, e nel momento in cui sono presenti cosa consigli? Annullamento? Negazione? Nascondimento?”

    E’ evidente che NON tutte le relazioni di coppia odierne possono essere perfezionate e risolte come quella vissuta da Golem e Sally. Non per tutti c’e’ il lieto fine, anzi direi che si tratta di una minoranza molto ristretta. Questione di fortuna? Di impegno? Ognuno fara’ il possibile per stare bene con se stesso e con chi ha scelto come proprio partner di vita. Ma e’ oggettivo che, per diverse motivazioni, non sempre gli sforzi orientati alla piena condivisione e ricerca di appagamento reciproco vengono ripagati. E cosa si dovrebbe fare? Io credo che si possa vivere anche in un equilibrio imperfetto, anche se e’ molto piu’ faticoso, senza abbandonare la speranza di migliorarlo.

  • 232
    rossana -

    Acqua,
    “Io credo che si possa vivere anche in un equilibrio imperfetto, anche se e’ molto piu’ faticoso, senza abbandonare la speranza di migliorarlo.” – ovvio che sì, quasi tutte le lunghe convivenze si reggono su equilibri imperfetti. le difficoltà da affrontare (superare o stabilizzare) dipendono dal tipo di problema che perturba l’unione di coppia.

    se non espresso, diventa abbastanza facile tenersi la propria stampella, sperando in potenzialità di futuro miglioramento d’interesse o di dialogo. situazione che, secondo me, in alcuni casi finisce con l’essere un bisogno d’amare, come nell’innamoramento non corrisposto.

    ingombro molto più pesante quando l’intensità di frequentazione dell’ex è equiparabile a quella intima del miglior amico, con l’aggravante della residua possibilità di permanenza, magari inconscia, di larvato coinvolgimento sensuale, da parte di uno o di entrambi i soggetti coinvolti.

    più difficile del solito generalizzare, poiché si ricade quasi sempre in ECCEZIONI, di vario genere.

  • 233
    beetlejuice -

    Acqua, che le relazioni siano imperfette credo sia piuttosto normale, tutto sta al grado di imperfezione che si deve accettare. È ad esempio generalmente tollerato un certo livello di “flirtaggio” che agisce sull’autostima di ogni individuo, ma sappiamo quali sono i limiti.
    Bisognerebbe avere un punto di partenza condiviso, su cosa sia normale o anormale per quella specifica coppia.
    È anche possibile che si voglia fare passare come normale una situazione che a parti invertite non lo sarebbe.
    Le parole sono potenti, creano immagini ed emozioni, lo sanno bene politici e venditori, ma sappiamo che non basta.
    Anche io credo che alcune cose sarebbe meglio tenerle per noi, soprattutto se generano dolore e sembrano apparentemente irrisolvibili. Problema che quando un ex diventa troppo ingombrante e quotidiano, non è possibile metterlo sotto al tappeto.

  • 234
    Golem -

    Beetle, “Le parole sono potenti, creano immagini ed emozioni, lo sanno bene politici e venditori…”, l’ho detto talmente tante volte su queste pagine, che temo che, come per Stukas, qualcuno penserà che tu sia me. Ma tornando al punto, possiamo affermare semplicemente, e senza giudizi morali, che la necessità di una “stampella” indica senza ombra di dubbio la menomazione della “deambulazione” a causa di una disfunzionalità di almeno uno dei due arti della coppia ?
    Possiamo dire che la necessità di trasportarsi nel futuro un passato “imbalsamato” indica un problema di accettazione degli eventi e della loro fine?
    Possiamo dire che certe intellettualizzazioni del problema, corroborate da presunti supporti filosofici creano più alibi che non soluzioni?
    Vi sono condizioni umane che fintanto saremo umani non cambieranno, e quella della coppia è ancora troppo legata alla parte istintuale per essere reinventata. In un trio c’è solo una coppia, è da decidere quale sia quella vera.

  • 235
    Gisele -

    Sono d’accordo con beetljuice, non serve a niente secondo me rivelare un certo passato che:
    A: non potremo mai cambiare
    B: arreca solo dolore e disequilibrio se riesumato e va ad inficiare il rapporto.
    Diverso è il caso di esperienze che hanno ancora influenze sul presente.

  • 236
    Acqua -

    Rossana,
    concordo sul fatto che nei casi in cui la “stampella” non generi influenze significative per l’equilibrio pischico della persona e non arrechi un danno alla coppia, sia piu’ facile/preferibile tenersela per se’ preservandone l’ equilibrio, seppur imperfetto. Come suggerito anche da Beetle e Gisele, e’ inutile rilevare al partner “reflussi del passato” che a priori si ritengono inevitabili e che possono potenzialmente avere conseguenze dannose per il rapporto o creare sofferenza (es. in termini di autostima, fiducia reciproca, ecc.). Meglio imparare a conviverci e a gestirli. Nel caso di Stukas la situazione e’ particolare sia perche’ si tratta di una coppia adulta “anomala” (non convivente e quindi con tempi e spazi individuali molto piu’ ampi che in coppie conviventi) nella quale si “trascina” un’ effettiva presenza scomoda che incide fortemente nel rapporto creando dissidi e insicurezze.

  • 237
    Acqua -

    In questo caso o Paola ammette che questo rapporto con Paolo e’ distorto/eccessivo e manifesta la volonta’ di gestirlo diversamente, con o senza aiuto di psicoterapia(basterebbe ad esempio ridurre le telefonate e limitare le visite a quelle che fanno tra “normali amici”)o Stukas accetta che Paola mantenga questo rapporto apparentemente morboso, in quanto momentaneamente funzionale alla stabilita’ psichica di lei. A mio parere gia’ la scelta di andare a vivere insieme modificherebbe radicalmente la situazione costringendo Paola a rivedere alcune sue abitudini, ma evidentemente nessuno dei due, ne’ Stukas ne’ Paola, per diversi motivi, hanno un reale desiderio di rinunciare ai propri spazi e tempi individuali, comprese le frequentazioni esterne.

  • 238
    Golem -

    “o Stukas accetta che Paola mantenga questo rapporto apparentemente morboso, in quanto momentaneamente funzionale alla stabilita’ psichica di lei…”
    Acqua, siamo sicuri che si tratti di stabilità psichica e non di una sindrome? Perchè se è stabilità psichica allora lei non ha MAI lasciato Paolo, ed è un problema per Stukas, se è una sindrome, come io credo che sia, è un altro tipo di problema che però hanno in due, sia Paola che Stukas. Io resto del parere che qualunque retroattività sentimentale portata in una coppia, non permette di completarla, perchè comunque si toglie spazio a questa, anche fisico, come nel caso in argomento, ma anche fosse solo psichico rende la coppia “bloccata”. Attenzione, non sto parlando di “stampelle” da usura della relazione che intervengono “durante”, ma solo di passato che entra in un presente relazionale dall’inizio. Paola ne ha parlato, okay, ma non sono convinto che è meglio tenerlo per sè come dicono Gisele e Beetle, perché prima o poi viene a galla, e a quel punto le reazioni saranno imprevedibili. Ma non credo belle.

  • 239
    Suzanne -

    Quando scelgo la trasparenza, è perché vorrei che con me fosse fatta la stessa cosa. Non necessariamente è un bene per tutti, ma non possiamo che partire dal nostro metro di giudizio.
    Io non credo che ci sia una parte “altruista” e un’altra “sbagliata”; come già ribadito mille volte, ciascuno ricerca in primis il proprio benessere, fosse anche il ruolo di crocerossina o di “vittima”. In un secondo momento, subentra l’altro. La difficoltà risiede appunto nel far coincidere i diversi “benessere” delle persone coinvolte; nella maggior parte si cammina come equilibristi sopra un filo, cadendo a fasi alterne sui lati opposti. Col tempo si affina la tecnica e le cadute sono meno dolorose, tutto qui.

  • 240
    beetlejuice -

    “Possiamo dire che certe intellettualizzazioni del problema, corroborate da presunti supporti filosofici creano più alibi che non soluzioni?” Ne ho il sospetto anche io e condivido il 238.
    Quando si crea una coppia, ovviamente non per opportunismo ma sulla base di sentimenti reali, come si può accettare di buon grado che un’altra persona sia destinataria di buona parte di quei sentimenti/attenzioni/sguardi che dovrebbero essere per noi?
    L’ho sperimentato sulla mia pelle. La coppia non cresce, è come sospesa in un’attesa logorante.
    L’entusiasmo si spegne. Non è nemmeno facile dialogare, perché chi ha il “problema” evita il più possibile il confronto, gli animi si esasperano e non si va avanti, ma quando si riesce a discuterne, si finisce in una cortina fumogena, in cui, dato che non ci sono altri rapporti sessuali che certifichino la presenza extra, non è facile riuscire a capirsi.

  • 241
    rossana -

    Acqua,
    ecco perché per me ogni caso è a sé.

    “Nel caso di Stukas la situazione e’ particolare sia perche’ si tratta di una coppia adulta “anomala” (non convivente e quindi con tempi e spazi individuali molto piu’ ampi che in coppie conviventi) nella quale si “trascina” un’ effettiva presenza scomoda che incide fortemente nel rapporto creando dissidi e insicurezze.Nel caso di Stukas la situazione e’ particolare sia perche’ si tratta di una coppia adulta “anomala” (non convivente e quindi con tempi e spazi individuali molto piu’ ampi che in coppie conviventi) nella quale si “trascina” un’ effettiva presenza scomoda che incide fortemente nel rapporto creando dissidi e insicurezze.”

    qui ci sarebbe da chiedersi perché prima la presenza di Paolo non infastidiva più di tanto Stukas, mentre ora sì. Conosceva tutto fin dall’inizio, e quindi, ora, non avrebbe alcun diritto di voler cambiare attitudini, sentimenti o equlibri interiori dell’altra affinché aderisca maggiormente alla sua visione di rapporto/vita.

    continua…

  • 242
    rossana -

    … segue

    alla fine delle “illusioni” (che rientrano nei soggetti più inclini alle emozioni, e comunque non durano per sempre del tutto immutate), le differenze restano attraenti ma la continuazione di una serena armonia di coppia si si basa sulla condivisione di alcuni comuni aspetti di particolare importanza (come ad esempio il volere o non volere figli).

    se qualcuno di questi scricchiola pesantemente, e non se ne era a conoscenza prima o si sperava di potervi porre rimedio, non resta che suddividere fra i partner frustrazioni e incomprensioni, superabili soltanto con l’amore irrinunciabile di uno dei due, che ne pagherà il prezzo maggiore, sia che l’altro accetti di aderire alla sua visione che questo gli sia impossibile.

    l’indole più profonda delle persone non cambia, né per altruismo né per amore. si sposta il problema sulle sindromi solo perché in tale veste diventa più accettabile.

  • 243
    minimalista -

    Ciao a tutti.
    beetlejuice, mi sembra di capire che si parta da due posizioni differenti. Io te e Golem intendiamo la coppia come una costruzione basata su aspetti di condivisione ( i sentimenti reciproci ) mentre Suzanne, se non ho capito male, parla di ricerca del PROPRIO benessere. Ora, è chiaro che da queste due prospettive non si può avere lo stesso concetto di cosa si debba investire nel rapporto, e da qui sorge tutto l’equivoco che emerge dalla discussione. A questo punto mi sembra abbastanza superfluo proseguire il confronto, almeno per me, perchè si parlano due lingue diverse. Forse le donne tendenzialmente nella coppia vedono uno strumento di appagamento, mentre gli uomini la concepiscono come un progetto in divenire per cui occorre necessariamente livellare parti di se. Poi correggetemi se sbaglio. Penso anch’io che non sia possibile omettere per sempre il proprio passato, anche se capisco che in alcuni casi è una necessità per evitare sofferenza.

  • 244
    Golem -

    Suzy, certo, ognuno vorrebbe conciliare le aspirazioni baumaniane di cui parla l’aedo, a chi non farebbe comodo avere sicurezza è libertà, “scegliersi tutti i giorni” e altre elucubrazioni di quel genere, ma riconosci che sono più vicine ai sogni che alla realtà? Perché non necessariamente si è “rozzi”, approssimativi e retrogadi se si cerca di avere un partner centrato sul presente, visto che questo è fatto di realtà meno romantiche e più pratiche e contingenti, come tutti viviamo in fondo. Sei sicura che invece della libertà, la tua -come quella di chi vive con me e delle mille altre (soprattutto) donne che vivono di ricordi- non sia una FUGA dalla libertà? In fondo un rifugiarsi in un mondo “vissuto” i cui confini sono le mura di una tua dimora “conosciuta” e quindi rassicurante.
    Come ha appena ribadito Beetle, spesso avere troppi ed elanorati “strumenti” può portare a complicare i rilievi di quei “muri”, quando basterebbe un semplice metro pieghevole per farli. Sai penso al benzinaio di Cerignola e al “teleggiornale”

  • 245
    Golem -

    Acqua, se si parte dal presupposto -un po’ narcisistico in fondo- che ogni caso è a sè, si perde di vista la genesi del problema, da cui bisogna partire per per inquadrarlo bene. Se io parto perchè sento il bisogno di fare in Cammino di Santiago, incontrerò mille camminatori tutti diversi l’uno dall’altro ma che sono spinti dalle stesse ragioni. Chi vi cerca delle unicità ama solo complicare ulteriormente situazioni già complicate. La situazione di Paola e quella che fu di Sally, è lo stesso “Cammino” verso Santiaghi diversi che rappresentano un Santiago solo in quelle teste.
    ÷
    Mimimal, il passato non si può dimenticare, neppure il cinico “io me” lo fa, ma non può essere un riferimento condizionante il presente. Come dicevo ieri, l’equilibrio di un’ossessione, come quella di una Paola, non è reiterare l’ossessione per non soffrire. Stiamo attenti a non giustificare ogni esigenza perché è la “nostra e non si discute”. Un ex è un ex, e in latino ex significa “che è fuori”, e non dentro una coppia. Quindi, da “ex cludere”, va chiuso “fuori”.

  • 246
    minimalista -

    E’ quello che intendevo Golem. In alcuni casi non ha molto senso rivangare un vissuto che non ha più nessuna influenza sul presente, in questo mi trovo in parte d’accordo con Gisele. Poi c’è chi da più importanza al passato, chi ne da meno, tutto dipende dal proprio imprinting. Ma certo che se quell’ esperienza del nostro partner incide anche sul presente è oggettivamente un problema che va affrontato.

  • 247
    beetlejuice -

    Minimalista, non credo che le lingue parlate siano poi così diverse, semplicemente è più facile far finta di non capirsi. Il discorso si è poi orientato sul dualismo sicurezza e libertà, non è casuale.
    Sono state poste anche domande che hanno trovato parziali risposte, d’altra parte se i rapporti di coppia fossero semplici, non ci sarebbero così tante coppie scoppiate, separazioni, divorzi, incomprensioni e scontentezze varie.

  • 248
    Golem -

    Non ti amo da morire,
    non sono tua e non sei mio.
    Sono completa anche senza di te,
    sei perfetto anche senza di me.
    Non morirò se andrai via,
    non smetterai di essere felice se andrò via.
    Non ti carico della responsabilità
    della mia personale soddisfazione,
    ti accolgo come specchio e messaggero,
    ti offro i miei occhi per indagare nei tuoi.
    Non ti lego né mi lascio legare
    dal bisogno di essere amata,
    dalla paura dell’abbandono.
    Io non sono sola senza di te,
    tu non sei perso senza di me.
    Siamo due meravigliosi e preziosi universi, completi, perfetti,
    che si incontrano per creare nuovi mondi.
    Non chiuderò porte e finestre per tenerti accanto a me,
    non ti permetterò di limitare il mio volo.
    Onoro la tua libertà scegliendo ogni giorno la mia.

    (Emanuela Pacifici).

    “Onoro la tua libertà scegliendo la mia”. Eh, non è meraviglioso? Ma è solo una poesia, un sogno, non la vita. Il problema nasce quando qualcuna finisce per crederci veramente, e trova alimento per le sue illusioni.

  • 249
    Suzanne -

    Bisogna solamente trovare persone che condividono la nostra visione del mondo. Purtroppo, credo che gli opposti finiscano per respingersi nella maggior parte dei casi, soprattutto se ci si conosce già in un’età in cui si è psicologicamente ed emotivamente “solidi”. È un investimento di energie immenso e nella maggior parte dei casi si rimane ciascuno fermo nella propria posizione.
    Minimalista, è la terza volta che interpreti a tuo uso e consumo il mio pensiero, francamente mi sono stancata.

  • 250
    minimalista -

    Suzanne, in effetti ammetto che non sono un asso con le interpretazioni.. in genere mi limito a leggere quello che c’è scritto o a prendere atto di quello che mi viene detto, presupponendo che l’altra persona voglia proprio comunicare quello che esprime.
    Beetlejuice penso anch’io che più che altro si faccia finta di non capire, forse perchè così per alcuni risulta più facile.

    Golem quella poesia è perfetta per chi ha deciso di vivere da single.

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