Una situazione dolorosa
Riferimento alla lettera:
Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020
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Categorie: - Amore
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Minimalista, la verità su certe idealizzazioni ha ragioni molto più semplici e banali che non tutte le cortine fumogene che vengono proposte al femminile. Sono fughe dalla realtà che si vive, e non un’apertura a mondi possibili passati o futuri, in un misto di infantilismo e paura di crescere e affrontare la realtà che si è scelta, per trarre conclusioni concrete, come si fa da adulti. Tra l’altro, al contrario di tante teorizzazioni indimostrabili, io ho potuto osservare quel passaggio dal sogno alla veglia in mia moglie, e i risultati che hanno portato. Qui si parla spesso del fatto che siamo tutti diversi, delle sfumature e di altre scuse puerili, invece ci sono tre uomini che hanno vissuto problemi analoghi, con donne che avevano tutte le stesse tendenze; dove sarebbero uniche certe storie se non solo nel nome di battesimo dei protagonisti? Io non ho costretto mia moglie a modificarsi, l’ho solo aiutata a vedere le cose “oggettivamente”, e oggi mi ringrazia di questo, perchè è libera dalle illusioni di chi non ha altro in mano con cui fare il consuntivo di una vita.
-mi sembrerebbe più logico assumersi le proprie responsabilità anziché chiedere ad altri di cambiare modo di essere o di pensare, al fine di dare sicurezza al rapporto.
nei sentimenti le costruzioni sono attuabili se esiste una spontanea materia prima. altrimenti, diventano dovere o eccessivo adattamento. –
Riprendo questo tuo passaggio Rossana. In una coppia si presume che le cose si facciano in due, se c’è l’interesse reciproco di costruire e portare avanti il rapporto. Diversamente parliamo di due individualità che si incontrano ma si limitano a questo. Non parliamo più di coppia, ma di un’ esperienza, che merita comunque rispetto e riconoscimento ci mancherebbe. Ma si tratta pur sempre di altro.
Minimalista, è fin troppo ovvio quello che sostieni riguardo i sottintesi obiettivi di una coppia, che altrimenti, con tutte quelle “sfumature” di comodo di cui si legge da un po’, sarebbe solo una s.n.c.
Si sta in coppia perchè si hanno visioni sentimentali comuni, ma se amo la mia donna e ne intravedo quello che scopro in corso d’opera essere un “vizio” che ostacola la crescita del rapporto, o addirittura lo mette in crisi, faccio di tutto per farglielo capire, senza per questo costringerla a cambiare solo perchè “lo dico io”. Anzi, se si percepisce un disagio, credo sia doveroso intervenire per capire cosa e perché non va nella relazione. Chi discutendo, un momento tira fuori le leggi e i “regolamenti” di principio nelle storie sentimentali, e in altri parla di unicità di queste, temo che le storie le abbia solo immaginate. È come se uno volesse insegnarti a pilotare un aereo avendo solo due ore di volo all’attivo, che però è convinto di saper fare perchè, da appassionato, ha letto centinaia di ore di manuali aeronautici. Ma non si “vola” in teoria.
Golem penso che non sia possibile modificare qualcuno a meno che l’altro non lo voglia. Quindi presumo che se tua moglie ti ha seguito in quel percorso è perchè anche lei teneva al vostro rapporto e non certo per farti contento. Non vi conosco e non posso esserne certo ma anche in base alla mia esperienza le cose funzionano così. Diversamente uno rimane assorto in ricordi o mondi immaginati perchè appunto c’è forse una realtà che non si vuole affrontare. Anche in quest’ultimo caso parlo ovviamente solo per ipotesi.
Golem, ovvio che quando si generalizza per estremi si finisce per ragionare “per slogan”, ed è esattamente quello che ti si contesta in svariate occasioni. Poi tu sei in primo ad avere questa ossessione autistica per etichettare tutti, incasellare ogni esperienza nelle tue due macrocategorie, riducendo a forza esperienze completamente differenti nnello stesso calderone per ritornare sempre sullo stesso punto.
Sí, la filosofia mi avrà pure condizionato, ma quantomeno mi permette di riconoscere un ragionamento illogico : oggettivare il pensiero altrui è un non senso. Sarebbe come umanizzare un oggetto: tutto ciò che attribuisci al di fuori di te è sempre e solo la tua visione SOGGETTIVA.
Minimalista, mi hai fatto ridere quando hai definito la mia visione hippie; è chiaro che non hai capito proprio il senso di ciò che intendevo dire.
Suzy, forse una certa Filosofia alla quale ti rifai cerca una strada che non esiste, attingendo all”humus” che le è arrivato dal Cristianesimo, dove la speranza nel futuro richiede una fede irrazionale e non una valutazione oggettiva delle cose. Io sono più vicino a quella classica dei Greci e alle loro tragedie, che accettavano e rappresentavano la realtà umana senza l’imprinting di illusoria “unicità” soggettiva che piace immaginare a qualche soggetto di questo forum. Anche solo qui, questa “unicità” viene regolarmente contraddetta dalla semplice lettura numerica degli argomenti, che, sia pure con accenti differenti, dipinge realtà simili, se non identiche, di persone…diverse. Come quella da cui è tratto questo dibattito, dove i lineamenti del problema sono riconoscibili nelle storie di ognuno dei partecipanti al tema. Anzi mi ha sorpreso come sia Beetle che Minim facciano le stesse mie riflessioni di otto anni fa. Quello che osservo è invece chi vede unicità ma poi finisce inconsapevolmente dentro dei luoghi comuni, che sono appunto comuni a tutte le…unicità.
Minimal, come forse ho già detto mi servirebbe una settimana di LaD per poter spiegare il percorso di comprensione della SUA situazione da parte di mia moglie, ma è certo che se l’ha fatto l’ha fatto da sè, e non sotto “coercizione”, come qualcuno ama pensare, non avendo altri esempi di dialogo intersentimentale. Il fatto è che lei si è “rivista” lucidamente, figurandosi nel dettaglio l’illusione che si trascinava mentre ignorava oggettività che la negava. È a quel punto che ha fatto il passo nella realtà, con il risultato che oggi -e da anni- la “coppia” è decollata, senza usare la “Pindar Air Lines” di cui lei si serviva sino a quel momento.
Il fatto è che i due generi soffrono spesso di ossessioni opposte, che non sempre riescono a gestire razionalmente. Così, se le nostre donne spesso sono ossessionate dal voler “dare”, noi lo siamo, a volte, dal voler “avere”. Il risultato estremo può mostrare, da un lato, una che AMA il pluriomicida, e dall’altro, questo che la UCCIDE per gelosia. Ogni genere ha le sue folli aberrazioni del senso di certe emozioni.
Suzanne,
concordo con “È inutile, si parte da posizioni inconciliabili”: e, naturalmente, quella femminile dev’essere etichettata come puerile, nevrotica, illusoria, bisognosa dell’intervento illuminante o di amorevole cura del partner (più o meno innamorato), per essere messa sulla giusta carreggiata di una pretenziosa realtà razional-emotiva di coppia.
meno male che stavolta questo confronto fra i generi non sta finendo in rissa, come il precedente. rispettabili o meno, condivisibili o meno, nel VIRTUALE, come nel REALE, non basta vantare esperienze di ogni genere per accreditare le proprie SOGGETTIVE opinioni e le proprie scelte di vita a due come superiori e di valenza assoluta.
nel caso in questione, le conclusioni possono essere le più disparate: lascia lei o si allontana lui; cambia lei o finisce con l’accettare lui…
l’aspetto per me più interessante di tutte le relazioni amorose è che queste finiscono con l’esteriorizzare parte dell’interiorità di chi le vive e le racconta.
“È inutile, si parte da posizioni inconciliabili”: e, naturalmente, quella femminile dev’essere etichettata come puerile, nevrotica, illusoria, bisognosa dell’intervento illuminante o di amorevole cura del partner (più o meno innamorato), per essere messa sulla giusta carreggiata di una pretenziosa realtà razional-emotiva di coppia.”
Perchè ovviamente è “normale”, e in fondo accettabile, vivere in coppia con la “presenza” di un terzo che la sta rovinando, per il riferimento illusorio che inevitabilmente condiziona la relazione.
Premesso che la coercizione la vede chi scrive certe ingenuità, per evidente limitazione esperienziale nella comunicazione tra partner, io mi chiedo dove sta il “male” se il risultato è la rinascita della coppia e la maturazione sia dell’una, che si toglie un’ossessione che le limitava la visione dei sentimenti realmente “fertili” da quelli “sterili”, che dell’altro, che sa di avere aiutato la partner che ama a diventare “maggiorenne”.
Invece ancora una volta assistiamo al trionfo del luogo comune. Di provincia.
Rossana scusami, mi pare che non ci sia nessuno scontro di genere e nessuna presunta volontà maschile di prevaricare sul sentire femminile ( ammesso che tutte le donne la pensino come te, Acqua e Suzanne ). Ci si sta semplicemente confrontando su due modi diversi di concepire il rapporto di coppia, che a parer mio – e mi sembra anche secondo Golem e Beetlejuice – dev’ essere incentrato sul comunicare con l’ altro, e non sul tenersi tutto dentro nascondendo importanti parti di se. Mi dispiace che tu e altre vediate tutto questo come una “violenza” perchè non è così. E’ solo il normale presupposto su cui dovrebbe basarsi una relazione sana. Se la mia donna mostra segni di allontanamento da me, di distanza affettiva ed emotiva, il mio istinto naturale è quello di cercare di capire cosa succede, non la vedo come un’ indebita intromissione. Si continua a non cogliere il focus della discussione secondo me, e si vira su altro, che poco e niente centra con il tema in essere.
Peccato perché questo fraintendimento impedisce quello che potrebbe essere uno spunto interessante di riflessione e invece tutto deve sempre finire nella solita discussione sul maschio tiranno brutto e cattivo che non comprende la sensibilità femminile. Una domanda: come mai secondo voi la coppia aperta e il libero amore sono modelli che hanno fallito miseramente?
Golem in realtà anche la donna nel rapporto mira “all’ avere” ( avere amore, affetto, rivalsa, riconoscimento ) però di solito tende a mascherare tutto questo dietro l’ icona del crocerossinismo. Non è così per tutte ma per una stragrande maggioranza si. Se quelle loro aspettative non si concretizzano, spesso si inventano amori che “non si sono potuti vivere ma sarebbero stati meravigliosi se solo avessero potuto”. E’ un meccanismo per giustificare a se stesse un fallimento sentimentale e rassicurare l’ autostima. E’ la stessa ragione per cui ci sono donne che rimangano accanto a uomini abusanti e violenti.
Minimalista, evidentemente non hai letto con attenzione ciò che è stato scritto. Mi pare che nessuno abbia parlato di “libero amore” e se tu hai inteso questo sei l’ennesima dimostrazione della deriva sessuale che continua a venire posta nel discorso. Ricordo che Stukas ha scritto una lettera in cui l’attrazione sessuale verso l’ex da parte della sua compagna era del tutto esclusa. Vogliamo restare in tema? Io ho riportato la mia personale esperienza, che contemplava semplicemente un sentimento di affetto, stima e condivisione intellettiva con una persona con cui sono cresciuta. Certi ambiti, per me, rimangono esclusivi della coppia, e non mi riferisco solo alla sessualità, ma anche ad una complicità di gesti, sguardi, battute, ironia, affettuosità che rendono il senso dello stare insieme.
Se tu avessi letto con attenzione, ti saresti forse soffermato sul fatto che io non ho mai negato la necessità di parlare con proprio compagno delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.
Io stessa l’ho sempre fatto, fino alla nausea, già durante i primi tempi di frequentazione. Nulla di nascosto, omesso o distorto. Non credo assolutamente che gli uomini siano insensibili, io quantomeno ho avuto la fortuna (e la capacità) di scegliere persone con una sensibilità molto spiccata, anche se magari non sempre declinata nella stessa maniera.
Golem, sappiamo che hai risolto tutto nel migliore dei modi, buon per te, accetti che possano esistere altre soluzioni o credi che la vita si risolva sempre e solo nello stesso modo? Sí, avrai più esperienza di me avendo anche il doppio dei miei anni, ma sinceramente non credo che l’esperienza derivi da una “quantità” e comunque sono più che certa che anche dopo quattromila relazioni rimarrei comunque della mia idea.
Min, quella considerazione sul dare/avere era una specie di “minimo comune denominatore” riscontrabile nei due sessi, con esempi estremi come quelli che ho fatto. La pretesa di tenere il cuore pieno di “affettati” retrodatati può essere letta anche al contrario del “dare” in realtà, seppure la ragione di base appaia “generosa”, altruista e…buona. Perchè gli “affetti” sembrano parlare di bontà, di “dare”, mentre il tuo, mio e di altri desiderio di avere una donna che sia a “fuoco” sulla coppia sembra parlare di egoismo, di “avere”.
Da qualche giorno parlo di luoghi comuni e pregiudizi nelle discussioni che si fanno qui, ma anche fuori da qui, e quello appena descritto lo è, perchè non si vuole andare a fondo di quei comportamenti. Molta gente vive di comodi luoghi comuni e pregiudizi, e non ti devi sorprendere di leggere quello che ti ha fatto giustamente rispondere a chi ne ha utilizzato uno dei più banali, facendo credere di avere una mentalità aperta e paritaria.
In quello, come in altri casi, sono solo apparenze di circostanza. Che qui vedo da anni.
Minimalista, scrivi: “Una domanda: come mai secondo voi la coppia aperta e il libero amore sono modelli che hanno fallito miseramente?”
Immagino debba essere il passaggio conseguente dopo aver definito la visione di Suzanne hippy… eppure ti ha risposto e spiegato che è lontanissimo da quello che intendeva…
Vedi, Minimalista, non solo il fraintendimento impedisce spunti interessanti, anche la mancanza di ascolto,anzi forse è ancora piu’ dannosa
Il post 196 di Suzanne (come ti ha ribadito ma inascoltata) è lontanissimo da una visione hippi, e nemmeno è cechiobottismo amoroso. è semplicemente una visione diversa, e seppure espressa in maniera elegante ( per me profuma meravigliosamente di Bauman) è allo stesso tempo pratica e concreta.
Essere in coppia non vuol dire finire di essere individui, il presente non ha bisogno di vedere cancellato il passato, fermo restando
invece l’importanza della chiarezza, trasparenza e dialogo. Tutto qui.
Tornando a questa lettera, ed a Stukas se si smettesse di travisare e polarizzare l’opinione altrui, si noterebbe che nessuno ha elogiato (anzi) la situazione attuale, ma c’è chi ha sconsigliato di passare per un aut/aut e chi ha messo la luce anche su altri elementi, alcuni interni alla coppia.
Ma tant’è l’aviatore Stuka (in tedesco Sturzkampfflugzeug, letteralmente aereo da combattimento in picchiata) si è eclissato lasciando i cieli liberi per discussioni che ho già letto troppe volte, ai miei occhi sempre le stesse.
Ma tant’è, buona continuazione.
“Anzi mi ha sorpreso come sia Beetle che Minim facciano le stesse mie riflessioni di otto anni fa.” A mio avviso situazioni simili vissute dalla stessa prospettiva, portano a risultati che non si discostano troppo. La differenza è una visione più “moderata” o più netta.
In ogni caso tutto parte dal bisogno e da questo punto di partenza ognuno tenta di costruire una realtà compatibile con tale bisogno, ma toccando con mano quella particolare situazione è chiaro che certe soluzioni stanno in piedi solo sulla carta.
Certo Beetle, e si assomigliano per la semplice ragione che le vite di noi tutti si assomigliano, perchè abbiamo le stesse esigenze basiche e il bisogno delle stesse sicurezze. Solo le illusioni ci distinguono.
Poi però ecco Adam, che mentre paventa fake aeronautici facendo 2+2, addita la popolana mediocrità che mostriamo nel gradire che una compagna si preoccupi della realtà, e non delle infantili fantasie con le quali gingilla le sue illusioni. Non pago, ti butta lì un Bauman, che già nel nome intimidisce, e tu, che cerchi solo di non avere un Paolo tra le palle perchè la vita è già difficile in due, ti senti un perla che non scoprirà mai certi “menages” così sofisticati. Il tutto sempre in salsa teorica, nello stile di un certo intellettualismo del tipo “venghino signori venghino”. Ma vuoi mettere il “cool” di una visione di coppia baumaniana invece di quella di casa Vianello? Qui serve un ciavio.
P.S. Adam, temo che di Bauman hai capito l’opposto di quello che dice. Relazioni liquide per “colpa” di questa società, non come soluzione. Qualità e NON quantità.
Suzy, non capisco perchè se espongo le mie idee e cerco di argomentarle con esperienze di VITA VISSUTA, e non ipotesi, ci sia sempre qualcuno che ritiene che voglia fargli cambiare idea. Perchè? Con tutta la simpatia che ho per te, cosa ci guadagnerei nel momento in cui tu cambiassi idea? Neanche con Sally cercavo questo (malgrado a qualcuno faccia comodo pensarlo) giacché io volevo solo SAPERE quale era e fosse stato il mio ruolo nel triangolo, per decidere il MIO futuro, non il suo. Solo i ragionamenti fatti in due hanno portato alla luce in lei, spontaneamente, la reale visione di quel rapporto. Appena la conobbi parlai dell’amore con Carmen, subito (a proposito di non avere segreti) e, con lei, ho visitato i suoi cari fino al Natale prima del Covid. Capisci che la differenza per me sta dunque tra coltivare rapporti veri e illusioni o ossessioni? Quella di Paola per me è un’ossessione, quella di Sally era illusione. I tuoi 4mila prossimi amori…vedrai tu. Ma penso all’impegno che ti aspetta. Tutta colpa di Bauman.
Suzanne allora devo aver capito male io evidentemente perchè in alcuni scritti precedenti ( quelli di Acqua mi pare ) avevo letto anche di “aspetti emozionali” che riguardano il ricordo di un ex. Non ho mai creduto nel dover rinnegare un proprio passato, qualunque esso sia stato, perchè è quello che ci ha fatto crescere e nel bene e nel male ci ha reso quello che siamo oggi. Ho parlato di rielaborazione, che è differente. Forse anche Adam dovrebbe imparare ad ascoltare un pò meglio, così non si sarebbe sbagliato su questo punto. Il fatto Suzanne è questo, che io come partner della mia compagna non posso sapere in che misura la presenza di un suo ex nella sua vita potrebbe o meno sfociare in atti sessuali, e questo ovviamente può mettere in crisi il rapporto, inutile negarlo e come giustamente ha detto beetlejuice certi “equilibrismi” funzionano solo sulla carta perché non siamo creature angelicate e asessuate.
Anche una donna esattamente come un uomo può tradire per motivi prettamente fisici ( l’attrazione sessuale è un motivo fisico anche se le donne la scambiano spesso per amore ), ma non è l’ipotesi di diventare cervo a primavera quello che a me spaventerebbe di più, come forse vale per Stukas. A me interessa la mente di una donna, prima ancora del suo corpo ( una donna è veramente tua quando ti concede la sua mente non quando ti offre solo le sue grazie, idem vale per l’uomo ). Se a livello mentale è ancora legata a certe persone/dinamiche/situazioni NEL PRESENTE, a quel punto non vedo quale sia esattamente il mio ruolo nella sua vita. E tu puoi dire quello che vuoi Suzanne ma ripeto: l’ex TE LO DIMENTICHI se il rapporto attuale per te è davvero importante, perché tutte le altre cose ( filosofie, pensieri, riflessioni, insegnamenti, sensazioni arricchenti ) li puoi trovare anche altrove, suvvia!
Adam, ti utilizzerò come traduttore simultaneo 🙂
Un dialogo tra sordi…che senso può avere? Qui come nella vita, quando non c’è la volontà di comprendere il pensiero altrui ma solo di annullarlo, ecco che sembra veramente il varietà dei fraintendimenti. Vero, discorsi triti e ritriti su una lettera che non è nemmeno nostra.
“Certi ambiti, per me, rimangono esclusivi della coppia, e non mi riferisco solo alla sessualità, ma anche ad una complicità di gesti, sguardi, battute, ironia, affettuosità che rendono il senso dello stare insieme.” È esattamente ciò che dicevo, infatti la parte emotiva ha la stessa importanza di quella sessuale. E se quella parte emotiva e non sessuale la coltivassimo anche con un’altra persona, esempio un ex, il partner non potrebbe legittimamente provare un senso di tradimento?
La complicità, soprattutto per le donne, è l’anticamera per una relazione anche sessuale. Ecco perché di solito due ex non riescono ad essere amici. Può accadere se nel tempo sono diventati come fratelli e se sono riusciti a superare il lutto della separazione.
Ma se frequento una ex per cui provo attrazione sessuale e mi devo trattenere, tanto ex non è.
Si è parlato poi di vietare a forza le emozioni, ma credo che nessuno abbia intenzione di farlo. Il fatto che siano presenti è il problema.
Suzy, continui a parlare di fraintendimenti, comprensione del pensiero altrui e dialogo tra sordi, e mentre Adam accompagna con la cetra questo tuo canto, continuò ad aspettare di sapere se le tue, vostre “baumaniane” aspirazioni sono mai state sperimentate con successo o sono soltanto una raffinata e snobistica aspirazione di staccarsi, almeno nelle intenzioni, dalla quotidiana banalità dei comuni mortali.
Qui, in otto anni di frequentazione, a sentire alcuni dei più assidui utilizzatori del sito, si sarebbe dovuto trovare la realizzazione potenziale di quel meraviglioso mondo di Amelie di cui spesso vedo dipinte le pagine di questo forum.
Tu obietti sul valore dell’esperienza di fronte a certe aspirazioni di un animo “sensibile e sognatore, e lo capisco, ma è l’esperienza che fa la differenza tra il sogno e la realtà, che è quella IN cui viviamo, e ho la sensazione che quel volersi tenere il “cadavere imbalsamato” di un passato che non c’è più sia solo paura di crescere. Comprensibile, ripeto, ma solo utilizzando i protocolli pediatrico baumaniani.
Adam,
“l’aviatore Stuka (in tedesco Sturzkampfflugzeug, letteralmente aereo da combattimento in picchiata) si è eclissato lasciando i cieli liberi per discussioni che ho già letto troppe volte, ai miei occhi sempre le stesse.” – osservazione molto pertinente. La presenza pratica di Stukas sembra essere stata sostituita da quella più teorica di Minimalista.
stesso tema, appunto, qui dibattuto da 8 anni, con gli stessi risultati, più o meno sfumati e più o meno condivisibili…