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Una situazione dolorosa

di stukas
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
Lettera pubblicata il 27 Dicembre 2020. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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La lettera ha ricevuto finora 254 commenti

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  1. 81
    Acqua -

    Golem, bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. È probabile che chi si immedesima troppo nell'”eroina” di turno della sua “favola”, rischi di subire effetti allucinogeni simili a quelli prodotti dall’altra “eroina”. A questo punto si resta intrappolati interiormente nella trama e non si riesce ad abbandonarla, come se questa fosse predefinita e già scritta, anche se i fattori esterni indicano che è ora di svoltare pagina. Questa realtà parallela può costituire un rifugio temporaneo da situazioni opprimenti o semplicemente un modo per evadere dalla “noia quotidiana”. Tuttavia sono d’accordo che per alcune persone,soprattutto se legata a relazioni passate concluse o mai sbocciate, può diventare una prigione e impedire di vivere “al presente” le relazioni.

  2. 82
    Suzanne -

    Tutto vero, ma entrare nella vita emotiva e psicologica dell’altro è sempre un’intrusione, per questo bisognerebbe farlo in punta di piedi. Forzare la serratura perché pensiamo di dover condividere tutto, rischia di far sbarrare definitivamente l’accesso. Le idealizzazioni sono sempre immaginifiche per definizione, ma le emozioni che le generano sono più che reali, e di queste bisognerebbe avere rispetto.
    Rossana, in sei mesi di relazione secondo me non si è nemmeno ancora arrivati a conoscere una minima parte dell’altro, difficile immaginare come potrebbe evolvere una relazione. Se si è molto coinvolti, si va tendenzialmente avanti a prescindere dalle circostanze, se si abbandona vuol dire che il fuoco di paglia si è spento.

  3. 83
    Golem -

    “Io guarda, io non è che so’ contrario al matrimonio eh, che non so’ venuto… Solo, non lo so, io credo che in particolare un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi.”
    Acqua, Suzy. Questo celebre pezzo del compianto Troisi fa sorridere, ma non è…comica. Non lo è perchè contiene una verità assoluta che cerchiamo di “aggirare” da quando maschi e femmine sono diventati “uomo e donna”, per comparire, con ben distinte identità, in quella forma di regole che caratterizza praticamente tutte le società umane.
    Il problema della “comunicazione” tra i sessi all’interno della struttura sociale” è un fenomeno relativamente recente, e sappiamo il perchè, visto che sino a 100 anni fa, nessun “uomo” si sognava di “dialogare” con la donna, moglie compresa. Quando i due mondi hanno cominciato a “parlarsi”, era inevitabile che scoprissero di non capirsi, tanto diversa è la visione della “realtà” da parte di entrambi>

  4. 84
    rossana -

    Suzanne,
    per me, sei mesi servono soltanto per comprendere quello che si presenta come seria frattura nell’evoluzione della relazione. non per conoscere tutto il positivo e il bene che ne può derivare.

    la difficoltà da affrontare è proprio l’accertamento di quanto non sarebbe possibile condividere, soprattutto se espresso a priori a chiare lettere.

    poi, è ovvio che si è umani e che si può lasciarsi trascinare in sentimenti che continueranno a includere, nella loro base, l’aspetto conflittuale iniziale, sia questo la presenza di figli d’altro letto ostili alla nuova unione di coppia o di diverse visioni di vita, di tempi o di valori.

  5. 85
    rossana -

    Acqua,
    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali.” – per me questo è il comune denominatore della “stampella” di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo.

    è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona: nell’unione a fine ricerca si deve scendere a compromessi, che possono rivelarsi abbastanza stabili e accettabili nel tempo, così come possono richiedere integrazioni, fin dall’inizio o nel prosieguo, per l’equilibrio psico-fisico di uno dei partner.

    ognuno rimedia come sa e può, a seconda dei casi. e qui iniziano le differenziazioni, legate a temperamenti e circostanze: eventi/legami nel passato, nel presente o proiettati nel futuro. non c’è grande differenza fra pensieri/azioni nascosti e totali/parziali trasparenze sui fatti.

    tutti aspetti che rientrano nell’irrazionale e pertanto, come affermato da Beetlejuice, non razionalizzabili, se non per libera e istintiva scelta degli interessati.

  6. 86
    Adam -

    Credo  anch’io chiave sia la comunicazione di coppia (post 80) e sull’importanza del farlo nel non forzare la serratura (post 82)

    @Stukas,  che sia tramite terapia di coppia o dialogo interno , ti auguro il meglio.  Che sia una comunicazione  fatta di confronto e tanti momenti di ascolto, di domande ancor prima di risposte. 

    Ecco,vi auguro di entrarci  entrambi spogli da certezze, da pre-risposte che  invece mi sembra di intravedere leggendo l’analisi  da te fatta sulla tua compagna. 

    Solo cosi credo possiate cercarvi e trovarvi nel mezzo del cammino.
    Con pre-risposte di uno dei due l’unico lieto fino arriverebbe solo se è l’altro a fare tutta la strada, abbracciando l’altrui verità.

    Come hai ben scritto anche tu:”Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo. ” 
    Auguri

  7. 87
    Golem -

    > Tutta la discussione che qui si è sviluppata sull’argomento, può solo constatare questa differenza di visioni e linguaggi, ma NON risolverla, in quanto neppure la volontà di “voler capire” può cambiare la “natura” di quelle differenti “letture” delle cose. Che si sono configurate nei soggettivi modi di genere in almeno tre milioni di anni di evoluzione, in quanto funzionali ai precipui “utilizzi” dei due sessi principalmente nell’ambito “dell’economia di sopravvivenza”, che non per altro, come oggi. Quindi non ci si deve meravigliare che dopo solo poco più di mezzo secolo di “presenza” femminile nella realtà sociale, si scopra un linguaggio sconosciuto al maschio, quando prima c’era solo un monologo di quest’ultimo.
    Io stesso ho dovuto sforzarmi di comprenderlo dopo aver scoperto -dopo ben più di sei mesi e con sconcerto- tutte le realtà (per me irreali) di cui, è con cui, può convivere una donna, a volte per sempre. Però, che piaccia o meno a noi maschi, è come col cinese negli affari: se non si vuole essere out, primo poi andrá imparato.

  8. 88
    Golem -

    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. Per me questo è il comune denominatore della stampella di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo…è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona:”
    Questa affermazione contiene una contraddizione in termini, poiché il “triangolo” esclude il rapporto di coppia. Due non è tre, inutile girarci intorno. Una coppia che si “serve” di una “protesi” per restare in piedi è chiaramente mancante di quell’esclusività che appunto la “fa” coppia. Sarà forse una società, ma non una coppia, ammesso che lo sia mai stata. Questo perchè se è vero che l’amore si “fa” e non si riceve in regalo dal fato, essere arrivati a quel punto sottintende degli errori di valutazione che non sono stati chiariti, nè personalmente nè con l’altro. Quello del “terzo lato’ è un compromesso troppo grosso per essere accettato come plausibile in un rapporto sentimentale>

  9. 89
    Golem -

    > che presto o tardi presenterà il conto.
    Io parlo per me, come uomo che ha potuto avere molte esperienze, più o meno profonde ma comunque utili a capire cosa voglio o non voglio da una compagna di vita, ma so che invece è stato possibile trovare chi soddisfa tutte le mie esigenze, ammesso che certi bisogni si possa definirli in quei termini, che appaiono egoistici in un rapporto d’amore che dovrebbe escludere questo aspetto. Certo è che desiderare che la mia compagna, che so di amare, NON divida il suo “cuore” con una terza figura maschile, non la posso considerare come una manifestazione di egoismo, ma una condizione necessaria per “fare” quella coppia. Se ho delle colpe per quell’esito devo riconoscerle e se possibile colmarle, ma giustificare la presenza di una terza figura, come quella di quel Paolo, o di un amante classico è impossibile se non lasciando che il triangolo torni coppia, sia pure con protagonisti diversi. Poi c’è sempre chi è indulgente verso sè stesso/a anche da “stampella”. Ma qui mi fermo.

  10. 90
    beetlejuice -

    Leggo nei commenti discorsi sensati, non si possono imporre cambiamenti, bisogna dialogare, confrontarsi..tutto giusto, ma alla fine una direzione bisogna prenderla. È inutile dimostrarsi determinati nella vita, fare sacrifici immensi quando poi i passi nei confronti del partner, anche piccoli, vengono visti come prove insormontabili, che lasciano senza forze.
    Spesso infatti, il tutto si riduce ad una imposizione, da una parte o dall’altra, senza voler sentire ragioni. Insomma, non lamentiamoci poi se il risultato è una coppia che fa “schifo”.
    Ricordiamoci che, teoricamente, bisognerebbe adoperarsi tutelando il partner, non esponendolo alle più grandi sofferenze.
    Anche la famosa Verità, può dimostrarsi una comoda via per scaricare sull’altro la propria coscienza, per poter vivere indisturbati i propri “motivi”. Bisognerebbe chiedersi, verità a parte, se stiamo facendo del male alla persona che “amiamo” e quale sarà il prezzo da pagarne come coppia.

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