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Consigli per superare la delusione d’amore

di cam

Riferimento alla lettera: Ciao ragazzi, non voglio più torturarvi con il mio mal d'amore, piuttosto vi volevo chiedere più praticamente come avete fatto superare delle delusioni d'amore. Sui siti internet vedo che parlano del no contact, quello che molti di voi consigliano per dimenticare il proprio ex/la propria ex. Io l'ho messo in...
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Data di pubblicazione: 29 Ottobre 2013

L'autore ha condiviso 6 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore cam.

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Categorie: - Amore

190 commenti

  • 26
    iris10 -

    mentre voi eravate fermi ad aspettarli, loro si sono fatti le loro esperienze, le loro storie ed hanno sperimentato la vita senza di voi.
    Nessuno merita di farci soffrire, nessuno è così importante da farci rimanere sospesi nella loro attesa.
    Bisogna amare chi ci ama nella stessa misura!

  • 27
    cam -

    Fabrizio

    Ho letto con interesse quanto scrivi. Io non sono quel tipo di donna. Io quando amo farei mille sacrifici, ho perso praticamente la dignità per questo ex. E non cancellerei mai niente di quanto ho provato. Perché per me è ancora così fresco che lo strapperei dai miei sogni e dai miei ricordi. Lo amo e l’ho amato e non so se proverò mai qualcosa di così forte per un’altra persona. Credimi, vorrei tanto cancellare questi due anni di relazione per stare meglio, anche solo un po’. Ma non lo vedo possibile.
    Credimi, vorrei tanto tornasse pentito come dici. Ma non lo vedo possibile dopo cotanta cattiveria. Io poi non lo vorrei nemmeno anche se soffrirei come un cane nel rifiutarlo. So che i ritorni capitano solo nei film. Forse quando un uomo vede che sei disposta a tutto perde interesse come se la sua indole di cacciatore venisse mutilata. Pensa che questo soggetto mi ha detto la stessa cosa con parole diverse. Una persona così cattiva non si merita le mie lacrime, ma io lo amo ancora purtroppo. Per me l’amore non c’entra con il tradimento, con le cattiverie, con l’orgoglio. Per me amore è rimanere e lottare insieme. Forse sarò giovane e illusa, forse sarò schiava della visione occidentale dell’amore romantico. Ma per me amare è questo. E chissà se mi ricapiterà con un altro.

    Lukyliuke

    Capisco perfettamente quello che scrivi e lo dici molto bene. Il dolore con il tempo si dimentica e niente e nessuno ti potrà sollevare in questo momento, lo so!! Perché tutti ci provano a confortarmi e io non credo a nessuno di loro.

  • 28
    Lukyliuke -

    Fabrizio , quello che scrivi e’ vero “Ma quel che é più grave nella caratteristica femminile é cancellare completamente anni e anni d’amore”, e’ questo che ti stordisce,come se avessi preso un pugno nell’anima,e’ questa capacita’ di una persona di annullarti,anche se ti sei sempre comportato bene, mostrando la tua leata’, perché la persona che ti abbandona non dimostra la stessa lealta’?
    e’ per questo dopo essere stato mollato ho iniziato ad avere pensieri su presenze di altre persone,di un terzo incomodo, questi pensieri ma hanno destabilizzato ancora di piu’ perché non ne avevo la certezza, pensi che la persona che ti era accanto non ti avrebbe mai fatto una cosa del genere, ma credetemi, ci si puo’ aspettare di tutto…da parte mia non ho voluto indagare o averne conferma, forse e’ meglio cosi’ per non aprire ulteriormente la ferita,per lenire il dolore ne ho parlato con tutti quelli intorno a me (ho stressato tutti :))ma lo facevo per liberarmi dal dolore,ho degli amici che sono stati bravi ad ascoltarmi e li ho ringraziati per la loro pazienza, a chi racconto la mia esperienza vedo che nel loro viso compare un’espressione di incredulita’, di come ho ricevuto questo abbandono,ma questa “coda di paglia” che avverto mi fa inca**are,
    Iris, io nonj avrei paura del confronto, tanto nella mia mente ho preparato tutti gli scenari possibili anche quelli piu’ indecenti
    sono due mesi che non la contatto,sono paziente,l’ho cercata per un paio di giorni dopo essere stato mollato senza nessuna risposta, ma poi ho detto, ma chi me lo fa fare? mi sono andatyo a riprendere le mie cose in appartamento dove vivevamo e anche li’ ho avuto da parte sua la totale indifferenza…incredibile,questa indifferenza…poi ho vissuto un paio di giorni una sensazione temporanea di sollievo misto a liberazione…ma credetemi torna indietro tutto come un’onda che ti travolge, ancora attualmente trovo ragazze che mi parlano e mi chiedono di come va e se lei mi ha contattato e la loro espressione quando nego dice tutto…sorrido, perché qualcuna mi dice :” non mi era poi cosi’ tanto simpatica sai?” e anche li a volte penso che quando sei dentro ad una storia, tendi ad assimilare i suoi difetti ad accettarli, non vedendo come stanno realmente le cose..e forse per quello che a volte non vediamo i segnali di qualcosa che non va…cmq questa sua vigliaccheria mi ha ferito in modo profondo, e’ difficile da accettare…

  • 29
    panda -

    Ciao a tutti,

    chi ha letto la mia precedente lettera e i commenti che circa un mese fa ho lasciato sul sito conosce già la mia storia. Nel frattempo continuo a leggervi giornalmente, e, anche se non conosco le vostre facce, mi sento quasi in terapia di gruppo e devo ringraziarvi di cuore, perché rendersi conto che l’abbandono è esperienza comunissima e superabile è davvero terapeutico e mi aiuta tanto.

    Intervengo perché leggendo i commenti di Lukyliuke ritrovo le stesse domande che mi sono posto io per primo. Perché chi lascia tortura l’altro in maniera così crudele, fino ad arrivare a cancellarlo? Le spiegazioni che ho trovato in un libro scritto da una psicologa (molto interessante) sono:

    1) per mandare un messaggio chiaro;
    2) per troncare a propria volta la spinta verso il partner;
    3) per vedere con segno diverso (con il meno) tutto quello che si vedeva con un più nell’altra persona. Il soggetto deve morire come soggetto d’amore, e perché diventi oggetto deve essere umiliato;
    4) per interrompere l’identificazione con l’altro, il processo di attaccamento che c’è stato e per recuperare la propria estraneità;
    5) per troncare con il passato e per proiettarsi nel futuro;
    6) per i sensi di colpa che si provano nei confronti dell’altra persona, per il dolore che le si procura;
    7) per la rabbia di non essere stati capaci di portare a termine la relazione;
    8) perché è semplicemente più facile amare chi prima si era amato;
    9) per un’abitudine a continuare nell’intensità;
    10) per non lasciare spazio a tentennamenti;
    11) per dichiarare a sé e al mondo che l’emotività continua, anche se di segno opposto;
    12) perché manca il tempo, lasciarsi diventa urgente;
    13) per l’amore che si prova per un nuovo amore, che ci obbliga a negare quello precedente e a dichiarare fedeltà al nuovo;
    14) Talvolta anche per aiutare il partner a staccarsi.

    Sulla base di queste possibili spiegazioni, faccio alcune considerazioni.

    La prima: lasciare, nella maggior parte dei casi, non è facile. Anche se a chi viene lasciato fa comodo, per dimenticare, credere che la scelta sia stata presa a cuor leggero, non sempre è così. Andatevi a leggere i commenti a questa lettera http://www.letterealdirettore.it/non-so-come-far-finire-la-mia-storia/ per capire cosa intendo. Io sono stato lasciato e cancellato dopo 4 anni, quindi, lungi da me voler “giustificare” chi abbandona, ma cercare di capire i meccanismi mentali sottesi può aiutare a farsene una ragione.

  • 30
    panda -

    La seconda considerazione: come abbiamo visto, la rabbia e l’indifferenza che i nostri ex partner provano verso di noi è sicuramente ingiusta. Rappresenta un inconsapevole “meccanismo di difesa” dal senso di colpa e un modo per riacquistare la propria individualità, in quanto tale profondamente egoista ed immaturo. Però, c’è da dire che lo stesso meccanismo lo adotta anche chi viene lasciato, lo abbiamo adottato o lo adotteremo, prima o poi, anche noi per dimenticare: la fase della rabbia e dello scaricare tutte le colpe della fine sull’altro è indispensabile – dopo il primo periodo di dolore, incredulità e idealizzazione dell’altro, in cui ci addossiamo tutte le colpe – per poter “andare avanti”. E’, allo stesso modo e specularmente, un meccanismo di difesa per riacquistare la nostra individualità ed è ugualmente ingiusto ed immaturo, in quanto le colpe di una rottura non stanno (quasi) mai da una parte sola.
    Semplicemente, forse, chi lascia arriva prima alla fase della rabbia, perché il processo di disinnamoramento è in corso già da tempo.

    Terza ed ultima considerazione: la rabbia, l’odio e l’indifferenza da parte di chi, fino al giorno prima, ci amava fanno malissimo. Fanno malissimo all’inizio. Ma, indubitabilmente, fanno bene a lungo termine! Favoriscono il no-contact, aiutano a non farsi illusioni su possibili ritorni, aiutano a ricostruirti una vita. Per cui, anche se io mi sarei aspettato dalla mia ex, che reputavo persona molto sensibile, un comportamento più “dolce” nei miei confronti anche nella rottura, razionalmente mi rendo conto che mi sta facendo, INVOLONTARIAMENTE (ovvero pensando ai fatti suoi, questo lo so), un piacere enorme. Alla fine dei conti, è meglio così per tutti e due.

    Per cui, tornando, anche all’oggetto della lettera di Cam, come stare meglio in una situazione simile? Come stare meglio quando avresti ancora mille cose da dire e non puoi farlo perché sei stato “cancellato”? Scrivete delle lettere, parlando al vostro ex partner come se ci fosse ancora, giorno per giorno. Deciderete poi se inviarle o meno. Vi aiuterà a sfogarvi e, nella migliore delle ipotesi (ovvero se il vostro partner dovesse tornare), potrete “regalargli” i giorni perduti in cui non siete stati insieme, un po’ come il personaggio di Bartleboom in “Oceano Mare” di Baricco (per chi non lo conosce http://bit.ly/1ghuBCZ).

    Questo è il consiglio più concreto che posso darti, a me personalmente aiuta tantissimo 🙂

  • 31
    cam -

    @Panda

    Ho letto con molto interesse il tuo intervento. Sai, anche io sto facendo un percorso di conoscenza. Scrivo molto di lui e a lui. Sono passati due mesi da quando mi ha lasciata e ti posso dire che, a parte dei momenti nerissimi in cui mi sembra di essere tornata ai primi giorni, in cui sono arrabbiata con il mondo e con lui, sono giunta a delle conclusioni razionali anch’io. Quando mi ha lasciato lo ha fatto per reagire a dei problemi suoi (ne ha tanti) e odiando me odia anche un po’ se stesso. Poi probabilmente non mi amava più o c’è un’altra ma non voglio sapere. Questo non mi fa bene, mentre gli altri ragionamenti sì. Come dici tu no contact assoluto e soprattutto bisogna accettare dentro di sé la fine. Io me lo ripeto tutti i giorni come un mantra e finalmente dopo due mesi comincio a crederci, non parlo più al presente di lui e le mie serate cominciano a volare senza che il pensiero di lui faccia capolino dietro a un gesto, a un sorriso o a una battuta. Bisogna convincersi che se anche tornasse pentito il nostro ex partner noi gli diremmo di no. E’ dura, lo so, ma credo che questo sia il segreto. Grazie per il tuo intervento, mi ha fatto davvero riflettere 🙂

  • 32
    Lukyliuke -

    Panda, il tuo elenco di ragioni perché si comportano nel modo di cancellarti, lo avevo “intravisto” anch’io navigando sul web, molte volte la ragione nominata era quella dell’autodifesa, per proteggersi, nel senso…faccio soffrire te per non soffrire io, dopo ovviamente ci sono il resto dei motivi che hai elencato…compreso quello,piu’vile della presenza di una terza persona.
    la nostra mente pero’ nella fase dell’abbandono ci crea brutti scherzi,sono giorni che creo discorsi immaginari, incontri immaginari dove apro scenari da film e ingannandomi sul fatto che la sua presenza sia ancora vicina, questo mi rallenta nel processo di distacco perché mentalmente le parlo anche se nella realta’lei si sta’ facendo gli affari suoi e sta’ andando avanti con la sua vita…anche di questo ne sono venuto a conoscenza e non fa piacere saperlo perché alimenta la rabbia e la delusione…io invece sono appena partito per la mia strada ma e’ come se la mia mente “comunicasse” continuamente con lei..
    mi chiedo sempre se lei mi pensa(e per questo che non riesco a immaginare che una persona riesca a cancellarti, la nostra mente e’ diabolica) e se ha sofferto o soffre anche lei , ma poi sento che magari lei e’ piu’ serena come se avesse vissuto una liberazione e allora mi convinco che alcune persone per arrivare ai loro obbiettivi arrivano a calpestarti…alcuni amici (io l’ho cancellata) mi hanno detto che su social network mette link che alimentano la sua convinzione della scelta fatta e che ne alimentano il proprio ego,e’ troppo facile pero’ farlo cosi’ senza avermi dato spiegazioni fuggendo dopo una lite, non rispondendomi al telefono e mandandomi un sms perché un’amico glielo ha detto, con scritto che non era serena e tranquilla per potermi parlare…troppo facile…ma da allora il buio, solamente questo mio collegamento mentale con lei…giusto…questo SOLO mio collegamento mentale…

  • 33
    rossana -

    Lukyliuke,
    secondo me la prima cosa che devi cercare di fare è convincerti che, vuoi per i 10 anni in meno, vuoi per esperienze di vita ancora carenti, la tua ex è tuttora molto immatura. chi fugge senza avere il coraggio di affrontare le proprie difficoltà e/o responsabilità dimostra una debolezza che può tanto far rabbia quanto far pena.

    forse un giorno si renderà conto del male che ti ha fatto. ora probabilmente nemmeno lo vede… quindi, potrebbe essere difficile persino l’imputarglielo… o il farglielo comprendere…

    è una caratteristica di chi ha poco carattere (oppure un temperamento ancora in costruzione) accettare e farsi andar bene quello che bene per molti versi non va, senza mettere in discussione nulla, per poi voltare le spalle all’improvviso, quando la sua capacità di sopportazione ha raggiunto il limite o quando un nuovo interesse compare all’orizzonte.

    non mi sembra che questo tipo di persone sia da rimpiangere. semmai ci si dovrebbe rammaricare di non averle conosciute e comprese meglio a tempo debito.

    l’amore, come il dolore, non sono misurabili nè a metro nè a peso. ognuno li vive e li supera in modi e con tempi diversi. tutti quanti vorremmo la perfezione, almeno in amore, ma in questo contesto, come in tutti gli altri, niente è mai totalmente compiuto e niente può durare per sempre.

    la modalità di fine di una storia, comunque, dice molto sia sul suo contenuto che sulla qualità delle persone che ne hanno fatto parte.

  • 34
    iris10 -

    Lukyliuke
    conosco il collegamento mentale di cui parli, purtroppo ne sono vittima anche io. Però dobbiamo cercare di essere delle persone razionali e impedire al nostro cervello di incappare in questi meccanismi; altrimenti restiamo dentro a un ciclo loop da cui è difficile uscirne illesi.
    Credo che questo nostro comportamento derivi da una maggiore sensibilità rispetto agli altri.
    Per quanto riguarda un confronto non so quanto possa essere positivo, perché ogni contatto, anche se indiretto (del tipo notizie arrivate da amici in comune) cancella ogni traguardo raggiunto nella nostra riaffermazione personale, è come se dovessimo ripartire da zero, dal momento in cui siamo stati lasciati. L’ideale sarebbe ignorare ogni stimolo che provenga dall’ex e fregarsene altamente di cosa faccia nelle sue giornate; certo so quanto sia difficile, ma bisogna provarci.

  • 35
    cam -

    Secondo me Lukyliuke è inutile che ti arrovelli con queste domande. Prima di tutto non puoi saperlo e poi se ti ha lasciato vuol dire che vuole andare avanti ed è serena così. Altrimenti starebbe ancora con te e non ti avrebbe lasciato. Prima prendi atto di questo prima cominci a vedere la luce. Io sono ben lontana dal vederla, piango ancora periodicamente e di domande ne ho tante. Ma devi provare a metterti nell’ottica che non lo saprai mai.
    Se mette sui social network simili post per convincersi che la sua scelta è giusta è insicura. Ma non te ne deve fregare sul serio. Ci sono momenti in cui mi sento forte e mi dico che potrei tranquillamente guardare la bacheca del mio ex per vedere come se la passa, se sta con qualcuna, chi frequenta. Ma poi non lo faccio e sai perché? Perché non sono abbastanza forte. E se sento il bisogno di controllarlo vuol dire che non mi è ancora passata altrimenti me ne fregherei.
    No contact in assoluto.

  • 36
    panda -

    @ Lukyliuke: Partiamo dal presupposto che se c’era davvero amore, come nel mio caso, secondo me è impossibile che l’altra persona non soffra nel lasciare. Semplicemente, si passa dalla sofferenza dell’insofferenza (scusa il gioco di parole), dell’incertezza sul come comportarsi per porre fine alla relazione alla relazione, della consapevolezza di non amare più e quindi di “perdere tempo” e “far perdere tempo”, alla sofferenza, evidentemente più sopportabile, del fallimento e del senso di colpa. E, per non pensarci troppo, si cerca di odiare e, per usare le tue parole, alimentare la convinzione della bontà scelta fatta. Si fa di tutto per non pensare e per convincersi di aver fatto bene. Non che sia giusto, è comunque vigliacco e immaturo, ma probabilmente umano.
    Forse solo chi è dotato di una maturità enorme riesce lasciare “stando vicino”, sapendo scegliere i giusti modi e la giusta distanza per non alimentare illusioni pur non sparendo da un giorno all’altro. Fermo restando che la sparizione, secondo me, è assolutamente vitale per l’abbandonato.

    Se puoi dovresti cercare di sapere quanto di meno possibile sulla sua (nuova) vita. Per me è stato relativamente semplice perché ha cambiato città e conseguentemente amicizie (altra bella cosa). Ma mi sono comunque dovuto imporre di non “spiarla” con altri mezzi che avevo a disposizione (account vari, GPS del cellulare, ecc.), perché oltre a compiere un reato, non avrei fatto altro che diventare un “drogato” che stava a controllare continuamente da lontano cosa faceva, immaginandomi chissà che cosa e degradando ulteriormente la mia dignità. Veramente, chiedi ai tuoi amici di non dirti nulla di lei e cerca di non sapere, a tutti i costi.
    Poi il contatto mentale di cui parli rimane. Rimane anche per me, io le scrivo lettere senza inviarle ogni giorno. Ma sai a chi le indirizzo? Non alla persona che, mentre mi lasciava, aveva PENA mista a odio negli occhi (uno sguardo che non dimenticherò mai), ma alla persona che, fino a qualche mese prima, mi amava davvero. Quella che c’è adesso (e che c’è stata fino a qualche mese prima della fine, ma l’ho capito solo adesso) è un pallido, freddo, grigio fantasma con cui non voglio avere a che fare, perché ogni volta che appare mi fa ripiombare nella disperazione. Conserva i bei ricordi che hai, perché sono comunque preziosi. Ma convinciti che la persona che c’è adesso non è quella che ti ha amato… semplicemente perché non ti ama più.

  • 37
    Fabrizio -

    Ehi panda, guarda che il vero Amore non finisce mica. Molti, ma soprattutto molte, credono di amare ma, in realtà é solo un bisogno d’amore, che é diverso. Chi ama davvero non lascia. Non confondiamo innamoramenti, passioni, attrazione fisica, bisogno d’amore con….l’amore. Che é un’altra cosa e che pochi provano davvero durante la vita. Amare davvero é semplicemente…voler bene. E si puo’ smettere secondo te di voler bene se vuoi bene davvero ? Si puo’ smettere di amare (voler bene) una madre, un padre, una sorella, un fratello, un figlio ? Non credo proprio. Sono amori diversi per carità, ma sempre amori. Con la differenza che non comportano la passione e l’attrazione fisica, fondamentale in un rapporto di coppia. Il vero Amore puo trasformarsi, perdere di passione, di attrazione con il passare degli anni. Ma mai finire se é esistito davvero.

  • 38
    Dottor -

    @ fabrizio

    ciao,hai detto bene!! se esiste!!! forse bisognerebbe cambiarli nome all amore!! almeno nel settore coppia 🙂 non è per tutti l amore,ci vuol un bel cervello e un buon spirito di sacrifico!! naturalmente ci va anche fortuna nel trovar la partner o il partner che viaggi nella nostra stessa lunghezza d’onda!! pero’ a volte la frequenza cambia,le persone cambiano!! è un rischio anche quello 🙂 ma una cosa è certa chi ama non lascia mai tranne per motivi eclatanti che sono in microminoranza!! questo non me lo toglierà mai nessuno dalla mente!! chi ama non lascia!! aggiungerei caxxo !!!!! anche.. 🙂

  • 39
    panda -

    @ Fabrizio: Scusami ma non sono d’accordo, almeno con la scelta delle parole. Amore non significa voler bene. Anche chi ti lascia ti vuole ancora bene, come ho cercato di evidenziare nella risposta a LukyLiuke, ma il problema è che non ti ama più. Affetto materno o fraterno (spesso si ci sente dire prima dell’abbandono “ti voglio bene ma come un fratello”) non sono la stessa cosa che amare. Sono sentimenti qualitativamente profondamente differenti.

    Premesso questo, se l’amore vero fosse solo quello che non finisce, dovremmo cestinare il 99% delle esperienze che si hanno nella vita. Questa visione dell’Amore inculcataci dalla cultura ottocentesca del Romanticismo è solo un modo di vedere le cose, prima non era così. Cerchiamo di non passare da un eccesso all’altro. Io credo (poi ognuno ha la sua idea) che anche l’Amore più profondo e sincero, purtroppo, può finire. E può finire perché se pensi che la vita è tanto lunga, che le persone cambiano costantemente e che in una coppia a cambiare costantemente si è in due, è questione non dico di fortuna, ma di estrema compatibilità di base e maturità il restare insieme per sempre.
    Sono d’accordo quando dite “chi ama non lascia”, ma aggiungo “chi ha amato e non ama più, può lasciare”. Ma voi davvero riuscite a credere che quando vedevate l’amore negli occhi dei vostri ex, era tutta una recita e tutto finto? Io sono sicuro di essere stato amato. Non ho dubbi su questo. Quello che ho scoperto e che mi fa paura è che l’amore può finire in qualsiasi momento. Il problema è solo questo.

  • 40
    Fabrizio -

    No panda. Rispetto il tuo pensiero ma ti invito a rifletterci sopra. Amare davvero “é” voler bene. Il vero Amore é la trasformazione dell’innamoramento, della passione in qualcosa di importante e duraturo nel tempo. Quando conosci una donna che ti piace in genere ti attrae per qualcosa. Sia fisica che mentale. Spesso capita di vivere i primi momenti in balia di una “perdita di testa” per la quale ti sembra di essere sempre in momenti magici. Spesso ti capita anche di fare cose che non ti piacciono pur di trovarti insieme alla persona che ti ha attratto. Poi, se tutto non ha fine entro breve tempo ci si impara a conoscere. Il carattere, i modi di fare, di essere. E pian piano, se si é davvero onesti con se stessi, a capire se i gusti, gli interessi, e quant’altro dell’altra persona possa far parte della nostra vita, non perché “accettiamo passivamente” ma perche’ ne siamo convinti. Se l’intesa cresce iniziamo a condividere la vita, la quotidianità. Sapendo di viverla ognuna con il suo pensiero e interpretazione. L’altro/a inizia a far parte di noi stessi. Lo vediamo come un punto di riferimento. Come un elemento vitale che va al di la della pura attrazione fisica che é comunque quasi sempre la molla che fa scattare tutto. Si perche’ parliamoci chiaro: se non ci fosse l’attrazione fisica verso l’altro sesso perché andarci a cercare una donna ? Noi uomini staremmo meglio con gli uomini: meno conflitti e differenze sostanziali. Già caro panda. Perché l’attrazione tra i sessi gioca un ruolo determinante. Tu pensi che due persone che stanno insieme e hanno un’attrazione reciproca pazzesca potrebbero mai lasciarsi. Io penso che potrebbero lasciarsi solo in caso di incredibili e insostenibili divergenze caratteriali e modi di vedere la vita che renderebbero materialmente impossibile una convivenza. Altrimenti credo ci si verrebbe incontro a tutto. Detto cio, sull’importanza dell’attrazione fisica ti invito a riflettere su quello che hai definito “amore fraterno”. Quello secondo cui una persona ti lascia anche ‘volendoti bene”. Ma caro panda: con tua sorella ci vai a letto ? Non credo ! Ed é quella la sostanziale differenza tra i due amori: amore fraterno e di coppia: perché nel primo manca la passione, il sesso. Chi dice di lasciarti perché ti vuole bene come un fratello é perché non ha più passione nei tuoi confronti. Non prova più interesse. E ciò che gli piaceva prima non gli piace più. Chi si comporta cosi in finale non ti ha mai amato…

  • 41
    Fabrizio -

    ….Ha creduto di farlo. In quel momento i suoi bisogni affettivi e fisici erano colmati da te. Ma nel momento che subentrano altri bisogni che tu non sei in grado di soddisfare allora inizia l’insiddisfazione. Ciò che ti andava bene non ti va bene poi. E inizi a cercare altre cose. Anche fuori dalla coppia. Inconsciamente sei vulnerabile alle attenzioni degli altri/e. Ma questo non é Amore vero. Questo é solo continua ricerca di soddisfazione dei propri bisogni. Chi ama davvero sta bene con quella persona per ciò che é, non per ciò che vorrebbe che fosse. C’è un famoso detto: “ti amo perché ho bisogno di te. Ho bisogno di te perché ti amo”. Nel secondo caso é Amore, non nel primo. Hai scritto che la tua ex ti ha lasciato quando qualche mese prima eri certo che ti amasse. E quello é Amore secondo te ? Una donna che due mesi prima ti amava oggi non ti ama più ? Ma il vero Amore non é mica quello ! Io sono convinto che la tua ex avesse i suoi dubbi verso di te anche mesi prima. Ma non solo. Anche durante il vostro rapporto. Solo che in quel momento soddisfavi i suoi bisogni e…andava avanti. Chi ama davvero i dubbi non se li pone. Vuol bene (ama) la propria compagna anche se ci si inc…za. Anche se la rimprovera o quant’altro. C’è un senso di appartenenza in chi ama davvero che chi non ama davvero neanche sa cosa sia. Vedi caro panda le nostre storie sembrano assomigliarsi molto. Anche io sono stato lasciato con le tue stesse modalità. E da una moglie che diceva di amarmi qualche mese prima. Sono passati più di cinque anni sai ? Lei mi ha cancellato subito dalla sua vita. Io, alla soglia dei sei anni di distanza non riesco ad innamorarmi di nessuna. E ne ho di occasioni sai ? Ma l’Amore é uno se hai amato davvero. E non finisce se é vero. Io non tornerei più con mia moglie perché mi ha fatto veramente del male. Ma come posso dire di non provare più sentimento verso di lei ? Ecco ciò che voglio farti capire. Se ami davvero il sentimento non finisce. Perché vuoi bene, perché hai scelto quella persona, perche eri convinto della scelta, perché ti sei chiesto perché l’amavi, perché esistevano milioni di donne ma per te c’era solo lei, perché sei sempre stato se stesso e sapevi cosa volevi. Chi cambia, chi non sa cosa vuole, chi modifica continuamente i propri bisogni, colui o colei che si comporta cosi ha soltanto creduto di amare. Ma non ha mai amato davvero.

  • 42
    Lukyliuke -

    ragazzi…purtroppo non e’ cosi’ semplice…la societa’ attuale ci impone ritmi diversi e modi di pensare diversi…lo spirito di sacrificio ormai non esiste piu’, e’ vero chi ama non lascia…ma poi non e’ cosi’ perché appena ci sono anche piccoli problemi da affrontare insieme , ci si volta le spalle e si preferisce mollare tutto e cercare apparenti situazioni migliori, oramai e’ diventato piu’ facile cambiare il patner che affrontare i problemi insieme…una delle analisi che ho fatto nella mia situazione e’ quella del fatto che la mia ragazza finche’ le cose andavano bene e aveva il sentore che mi “voleva bene” tutti i problemini risolvibili a mio avviso che c’erano nel nostro rapporto passavano inosservati…poi nel tempo e’ cambiata tenedosi tutto dentro fino ad arrivare a una sorta di esplosione finale…ecco allora che mi chiedo perché una persona che ti vuole bene non si confronta con te’ esternandoti le cose che la mettono a disagio e che non le vanno bene?
    e invece subentra l’amica, ci si confida con lei, l’amica magari la consiglia (bene o male) ed ecco che diventa piu’ facile uscire incontrare nuova gente e apparenti situazioni migliori…
    non smettero’ mai di pensarlo, che sono stato lasciato senza una possibilita’ di confronto, senza una possibilita’ nel rapporto di discutere delle cose che non andavano,all’apparenza andava tutto bene poi la mia compagna tenendosi tutto dentro ha ingannato me e se stessa.

  • 43
    Never -

    La solita discussione, peraltro interessante, su cosa sia l’amore. Io devo dire mi trovo piuttosto in accordo con Fabrizio. E cmq tutto dipende da cosa è appunto per noi l’amore. Io per esempio mi trovo abbastanza in accordo con la visione dell’amore che descrive l’apostolo Paolo in una sua famosa Lettera.

    “L’amore è paziente,
    è benigno l’amore;
    non è invidioso l’amore,
    non si vanta,
    non si gonfia,
    non manca di rispetto,
    non cerca il suo interesse,
    non si adira,
    non tiene conto del male ricevuto,
    non gode dell’ingiustizia,
    ma si compiace della verità.
    Tutto copre,
    tutto crede,
    tutto spera,
    tutto sopporta.
    L’amore non avrà mai fine”.

    Direi che se non rispetta tutte le caratteristiche di ogni riga di cui sopra, non è vero amore.

  • 44
    rossana -

    Fabrizio,
    da quanto scrivi mi sembra di capire che trovi valido e vero soltanto quello che è perfetto e immutabile ma… hai considerato che niente al mondo è esattamente così?

    siamo tutti così imperfetti, chi più chi meno, e costantemente mutevoli!

    la mia visione dell’amore si avvicina a quella di Panda: accettare la realtà e le persone, così come sono; cercare di comprenderle in tutti i loro risvolti e farsene una ragione il più possibile obbiettiva.

    vero che occorre grande maturità per lasciare una persona che si è amata senza umiliarla ma anzi restandole vicino nei termini di un rapporto d’affetto ormai privo di passione. non basta voler amare per continuare ad amare, a meno di essere ipocriti e di fingere.

    la scelta fra le due modalità di relazione definisce le persone, il loro modo di essere e di concepire la vita. poi, c’è chi è più fermo nel carattere e più maturo, e chi lo è meno oppure più incline al cambiamento: ognuno è un mondo ed è raro che mondi diversi si possano incontrare. a mio avviso, già è grasso che cola se questo può avvenire per periodi limitati…

  • 45
    panda -

    @ Fabrizio: Innanzitutto, alla base di qualsiasi amore c’è la soddisfazione di un bisogno: vuoti emotivi derivanti dall’infanzia, solitudine, pulsione sessuale, voglia di costruire qualcosa di socialmente apprezzato, voglia di possedere ed essere posseduti. Non ci si innamora per virtù dello Spirito Santo, ma per soddisfazione di bisogni più o meno inconsci. Altrimenti staremmo bene da soli. Ricordiamoci che siamo prima di tutto esseri fatti di carne. Certo, poi c’è anche la componente “spirituale” dell’amore, ma è UNA delle componenti.

    Detto questo, ci sono persone più mature, che hanno una disciplina pulsionale più elevata, che sono convinte profondamente delle proprie scelte anche quando i bisogni di cui sopra cambiano e/o quando a cambiare sono le circostanze, se stesse e/o il partner. Queste persone forse amano per sempre. Tu sei fra queste, come penso di esserci anche io. Ci sono persone che sono leggermente più… superficiali?

    Precisato questo, forse ci perdiamo in una questione che alla fine dei conti è meramente definitoria. Quello che tu chiami “Amore vero io” lo chiamo “amore che riesce a resistere nel tempo”; quello che tu consideri “bisogno d’amore” io riesco comunque a chiamarlo “amore”, considerandolo in ogni caso un’esperienza positiva (perché fino a quando la persona “credeva di amarti”, come dici tu, ti ha dato tanto), pur sottendendo il fatto che, se è finita, evidentemente qualche vizio intrinseco l’aveva.
    Il problema alla fine per entrambi resta lo stesso: come trovare l’Amore vero (come dici tu) o l’amore che resiste nel tempo (come dico io)? Miriamo entrambi alla stessa cosa. Anche io sono sicurissimo che il sentimento che provo per la mia ex non si spegnerà mai (non riesco nemmeno ad odiarla per quello che ha fatto, figurati), ma spero di riuscire a chiuderlo in una parte del mio cuore per andare avanti. Io non ero sposato e non posso immaginare il dolore che hai provato, sicuramente immensamente più grande del mio. Certo, leggere storie come la tua fa venire molti dubbi non solo sull’esistenza dell’amore vero/eterno, ma sul senso di istituti come quello del matrimonio, soprattutto per un uomo. Ma questa è un’altra questione.

  • 46
    panda -

    Sottoscrivo queste due affermazioni di Rossana:

    1. “accettare la realtà e le persone, così come sono; cercare di comprenderle in tutti i loro risvolti e farsene una ragione il più possibile obbiettiva”

    Solo così si può davvero razionalizzare ed apprendere qualcosa che sia utile per il futuro. Anche perché non sappiamo cosa quest’ultimo ci riserva… e se, ad esempio, un giorno, ci trovassimo noi dall’altra parte? A voler lasciare, a non amare più, senza nemmeno conoscerne il motivo? Io non credo che potrebbe succedermi, ma non avrei creduto nemmeno che sarebbe potuto accadere alla mia ormai ex. Quindi, non ci metto la mano sul fuoco! Capire le ragioni di tutti però può aiutarmi a non cadere nei suoi stessi errori!

    2. “non basta voler amare per continuare ad amare, a meno di essere ipocriti e di fingere”

    Chi lascia nella maggior parte dei casi non vorrebbe farlo, per non buttare a mare tutto quanto costruito dalla coppia o anche solo per quieto vivere. Almeno nel mio caso è stato così: col senno di poi devo ammettere che c’è stato un tentativo da parte della mia ex di negare anche a se stessa la dura verità. Ma non è bastato. Nel commento precedente parlavo di “superficialità”: è più giusto parlare di superficialità nella scelta del partner da amare che di superficialità nel scegliere di lasciare, perché, a meno che tu non sia una tr…ia o uno str…nzo, non lo scegli. Senti che devi farlo.

    Mi sento anche strano a “perorare la causa” di chi molla, essendo stato lasciato e scaraventato nella più profonda disperazione dalla sera alla mattina. Ma per onestà intellettuale e per razionalizzare si deve cercare di capire le ipotetiche ragioni astratte di una e dell’altra parte. Fermo restando che nel singolo caso concreto, le cose possono essere diverse.

  • 47
    Fabrizio -

    Rossana, panda, never, lukiliuke. Allora mettiamola cosi. L’aggetivo giusto l’ha tirato fuori panda: esistono persone superficiali. Si é vero esistono persone superficiali. E nella nostra società ne esistono davvero molte…troppe. E queste troppe persone superficìali fanno una grande confusione su ciò che é l’Amore. Confondendolo con qualcos’altro che forse si avvicina ma non lo é. Loro credono di fare di provare di sentire ma non sanno neanche loro cosa vogliono in realtà. Ritengono di essere persone mature ma sono più bambini di quelli che mettono al mondo. Vi é capitato mai di sentire, ad esempio, le donne di oggi quando desiderano un figlio, sono incinte o diventano mamme ? Sembra che stiano compiendo qualcosa di trascendentale. Sembra il punto di arrivo di una vita. Poi ti accorgi che la maggior parte di esse non sono proprio in grado di gestirlo un figlio. Vanno in tilt sono sotto stress e non riescono a tirar su un bambino prese come sono dal lavoro e impegni vari. E pensare che le nostre nonne ne tiravano su quattro cinque o addirittura otto. Da sole !!!
    É’ un esempio ma ne potrei tirar fuori tantissimi che dimostrano un estrema immaturità.
    Rossana ma chi lo dice che siamo mutevoli ? Forse a 15 o 20 anni. Poi almeno sui 30 una persona si stabilizza mica sta sempre a cambiare. O forse é ancora la nostra epoca che ci spinge a farlo forte di cervelli facilmente manipolabili ? Io conosco tantissime persone e amici, me compreso che sono, siamo sempre rimasti gli stessi. Abbiamo esigenze nuove a volte ma non é che ci modifichiamo carattetialmente. E in genere non cambiamo bandiera, sentimenti e idee cosi facilmente. Abbiamo una parola, una lealtà un modo di fare e di essete che é anche sinonimo di garanzie. Mà non e’ che al giorno d’oggi vogliamo giustificate tutta questa labilita’ insicurezza immaturità slealtà instabilità di sentimenti e quant’altro sostenendo che siamo mutevoli ?
    Pensiamoci un attimo.

  • 48
    camy -

    infatti è una giustificazione il più delle volte, dici bene Fabrizio.

  • 49
    panda -

    @ Fabrizio: col discorso della superficialità maggiormente dilagante al giorno d’oggi sono d’accordo. Mi autocito, riportando quello che ho scritto a Never un mesetto fa in un altro commento:

    “Che ci sia una generale perdita di valori nella nostra società penso sia un fatto evidente, soprattutto se si guarda alle generazioni degli anni 90 e successive. L’idea utopica che si debba sempre puntare alla felicità personale assoluta e perfetta nella vita e nella coppia, propugnata anche da sedicenti psicologi alla Paolo Crepet (leggi un suo libro e capirai perché parlo di utopia), anche se astrattamente condivisibile, porta ad un inevitabile individualismo e ad un egoismo sfrenato. Il pensiero che si afferma di conseguenza, di cui ho letto mille espressioni su questo forum: “In questo periodo non sto più bene con il mio fidanzato (o peggio con mio marito) e ho tutto il diritto di mandarlo a cogliere pomodori, dopo tutto quello che c’è stato (magari anche se ci sono figli di mezzo) o peggio di tradirlo. Io, come essere umano, ho il diritto di essere felice, mi spiace se qualcuno ci passa di mezzo, gli passerà””.

    Piuttosto, quello che cercavo di far capire a LukyLiuke è che, al di là dei motivi per cui si lascia, al di là del fatto che siano superficiali o meno, chi lascia normalmente non lo fa a cuor leggero, non è felice di farlo e proprio per questo adotta meccanismi di difesa ignobili… ma umani. Tutto qua. In più, ed è quello che cercavo di spiegare anche a te, salvare una storia finita considerandola comunque un amore vero, anche se terminato, NON significa “giustificare” CHI HA MOLLATO. Significa semplicemente riconoscere che comunque qualcosa di bello ci ha lasciato ed è una cosa che fa bene innanzitutto a NOI STESSI. Dare un senso a quello che accade, cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno.
    Poi comprendo che, nel tuo caso, è difficile vederla così… hai tutto il diritto di essere imbestialito, perché chi prende un impegno come quello del matrimonio, che è un contratto fra persone oltre che davanti a Dio, dovrebbe cercare onorarlo in ogni modo. O, quantomeno, pensarci non una ma milioni di volte prima di stringerlo. Ma, ritornando al discorso della superficialità, così molto spesso non è.

  • 50
    Lukyliuke -

    ma non so, chi lascia in modo ignobile e dopo non da piu’ segni di vita nei tuoi confronti non saprei come definirlo…ma sicuramente e’ dettato da qualcosa di inumano…comw fai a resettare la tua mente? la mente e’ diabolica, riaffiora nel momento che non te lo aspetti…come oggi,dopo un periodo in cui mi stavo incamminando verso la serenita’ ecco che la mia mente mi fa tornare indietro! sono ancora amareggiato e deluso…come puio’ la persona che ti ha lasciato farsi una vita senza che i suoi pensieri parlino di te…che le impediscano di essere cosi’ “libera” di come crede…io ancora non mi sento libero! e’ questa la sensazione che mi incatena…sono in mezzo alla gente ma mi sembra di vedere il volto di lei su altre persone…sono 8 anni di storia e non sono uno scherzo…perché anche io ho avuto dubbi nel rapporto tempo fa , ma ho sempre risolto con lei parlandole, perché questa persona non ha fatto lo stesso con me e ha preferito far crollare tutto.
    scusaatemi ma oggi sono tornato al punto di partenza e sono tornato alla fase delle domande, @Panda, come faccio io a sapere se mi ha lasciato a cuor leggero, che il giorno dopo non si e’ fatta piu’ trovare?che crudelta’ e’ questa verso una persona che ha condiviso la sua vita ed e’ cresciuta con tre per 8 anni, non so ma la trovo inconcepibile, ma forse ci sono comportamenti ancor piu’ crudeli, io credo che per rispetto una persona ti deve dare delle spiegazioni ti, deve metterti davanti le cose come stanno, ti deve dare una possibilita’…mah scusate ma oggi gira cosi’…

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