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Suggerimenti per superare l’abbandono

Lettere scritte dall'autore  

Eccomi: cancellata dopo quasi 12 anni, con l’agonia e le illusioni inflitte dal suo repertorio di astuzie e segnali ingannevoli.
Ora che ho avuto le mie risposte, vorrei condividere con voi, Compagni di doloroso sgomento, gli apprendimenti maturati con lacrime e fatica.

Il primo è che esistono persone in grado di essere manipolatrici. Non interrogarti sul perché. Non tentare di trovar loro delle giustificazioni per sentirti sollevato dall’idea avvilente che possano esistere. Sì, gli individui capaci di dubbia moralità e sicuro egoismo ci sono, e prima accetterai questa realtà, prima smetterai di tormentarti sulle cause del loro agire e di desiderarli ancora al tuo fianco.

Il secondo insegnamento è che l’amore non è meritocratico, anzi, con ogni probabilità, più ti sforzi per far funzionare una storia, più quella storia collasserà. Oltre l’inganno, la beffa: non solo avrai sofferto tanti sacrifici ma, per di più, il beneficiario di tali buone azioni finirà per darti per scontato, o per pensare di potersi approfittare sempre di te. Smetterà di stimarti e di lottare per te, in quanto avrà la percezione che non vali abbastanza visto che ti regali a lui e ne sopporti qualsiasi sopruso.
Il carnefice non stima la sua vittima per la di lei capacità di tollerare il dolore, la rispetta solo qualora ella se ne sottragga, difendendosi, riaffermando il proprio valore. Nessuno ama una persona che ha rinunciato alla propria dignità. Non la reputa preziosa. Punto. Dunque, vietato svalutarsi, vietato svendersi. I martiri non li apprezza nessuno. E le medaglie al valore sono tutte esaurite. Dunque, tirare fuori la grinta e farsi coraggio! A testa decisamente alta! Non hai mica niente di cui vergognarti tu, no!?

Inoltre, ricordati che le persone preferiscono salvare che essere salvate. Questo rimanda loro un’immagine positiva di loro stessi e tutti vogliono potersi sentire quelli “bravi”. Se qualcuno ti associa a dei ricordi ansiogeni, c’è il rischio che tenda a liberarsi di quelle memorie liberandosi pure di te, anche qualora tu non abbia alcuna responsabilità di tali esperienze negative e sia stato, magari, addirittura d’aiuto in tali circostanze penose, soffrendone tu stesso. Quindi, non bisogna esporsi troppo se questo lede la nostra tranquillità: la prima regola per offrire un soccorso d’emergenza agli altri è prima creare le condizioni di sicurezza per noi stessi. Inutile salvare lui e morire tu e, magari, poi ti accorgi che quello neanche viene al tuo funerale! Crocerossine con moderazione, please!

Ironizzo, ma solo dopo averne pagate le conseguenze sulla mia pelle, pesantemente. Impariamo a prendere le cose meno sul serio, a drammatizzare meno, a ridere in faccia alle persone ridicole!

Ultima annotazione. Molti riescono a decidere un distacco affettivo con estrema facilità, repentinamente, senza rimorsi di coscienza a rallentarli. Questo non vuol dire affatto che il partner che subisce l’abbandono sia insignificante. È solo che c’è una grande variabilità nella popolazione per quanto riguarda l’intensità dell’attaccamento e la struttura del senso di colpa. Non tutti ce le hanno. A questo punto, non saprei valutare con lucidità se averle sia vantaggioso o invalidante, sono combattuta a riguardo. Mi hanno causato un’amplificazione smisurata della sofferenza e non me lo sono perdonato.
Però la freddezza di certi individui non c’entra niente con te, tu hai avuto solo la sfortuna di imbattertici e l’ingenuità di scegliere di permettere loro di umiliarti, dando loro potere sulla tua emotività e sulla tua autostima. Non fare l’errore di rifletterti nei loro occhi e di dedurre dalla loro indifferenza il tuo scarso valore! No! Se qualcuno che hai amato ti rifiuta o ti abbandona malamente non vuol dire che tu non meriti amore! Guadagna un nuovo punto di vista sulla vicenda: se il tuo ex è tanto insensibile a te, magari è lui che non vale le tue attenzioni, perché non ha proprio più niente da poterti offrire! Puoi continuare a volergli bene, puoi non portargli rancore, va bene, ma a che pro bramarlo ancora accanto a te?!

Un forte abbraccio e incoraggiamento a tutti noi. Ricordiamoci che si riemerge sempre: basta non opporre resistenza. Seguiamo il flusso degli eventi. Non voglio sembrare fatalista, ma davvero mi sono accorta che spesso ci si affanna tanto per niente. Le cose vanno come devono andare. Noi possiamo solo rimandare il momento e prolungare l’affanno. Io che la mia storia non andava dentro di me lo sapevo da sempre. Ma avevo una paura folle di ammetterlo.
Non intestardiamoci su un qualcosa che non desideriamo davvero. Perché non desideriamo essere torturati, no? Valiamo ben di più, e il presente (sì! già da adesso!) ci riserva novità meravigliose se vorremo accettarle. Quali? Per esempio la serenità interiore, le carezze che arriveranno senza bisogno di elemosinarle ma, soprattutto, l’amore e il rispetto per noi stessi che nessun partner, innamorato o manipolatore che sia, potrà mai offrirci.

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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51 commenti

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  1. 1
    daiana -

    posso dirti che adesso per me non è un buon momomento e queste tue parole mi rincuorono.giuro avevo bisogno di queste parole.

  2. 2
    andy -

    bellissimo, avrai vissuto più o meno la mia esperienza.
    io però rimango convinto che è l’inizio di una storia a decretarne la fine.
    secondo me non esistono persone manipolatrici o cattive a tutto spiano.

    esistono persone che non hanno le palle e si fidanzano senza volerlo davvero per un motivo qualsiasi con altre che invece sono decise e le scelgono con vero sentimento.

    poi il tempo fa il suo corso e fa “impazzire” e risalire l’inconscio di questi “accontentati” che tirano malamanente avanti la carretta, con sempre meno entusiasmo, ma il partner non se ne accorge, perchè non fanno silenzio e comunque gli si vive accanto dando per scontate cose inesistenti, mentre costoro magari hanno comportamente osceni, ma soprattutto dicono cose assurde a cui il compagno non da peso e invece sono importantissime.

    queste storie oggi giorno non possono che finire in malo modo, quando la persona che si è accontentata, prova sentimento vero per un’altra e soprattutto viene corrisposto!

    appena avverte la corrispondenza fa in modo di rompere che siano 20 o 50 anni di “trascinio” non importa proprio…

    il bello è che chi soffre non ha nemmeno la soddisfazione di essere ricercato dall’altro in qualche modo, perchè la sua storia, lunga o meno è stata, è ed eventualmente sarà sempre un ripiego.

    perchè queste persone non sono maligne e furbe, anzi il contrario.
    non hanno le palle e cercano rifugio in chi li ama, pur non amando.

    buona vita.

  3. 3
    Jangalian -

    Grazie! Non saprai mai quanto terrò in conto queste tue parole!

  4. 4
    marziav -

    Ragazzi,
    grazie per le vostre risposte.

    Daiana,
    sono lieta che le mie parole ti abbiano incoraggiata: forza!

    Andy,
    condivido il tuo pensiero su come alla base di un abbandono repentino spesso ci siano scarsa convinzione e coinvolgimento che erano lì, celati o evidenti, fin dall’origine.
    Quando parlo di persone imsensibili e di manipolazione, mi riferisco alla superficialità e, talvolta, malizia con cui viene gestita la rottura della relazione. Certe persone provano un piacere sottile nel tenerti in agonia, nel torturarti, nel negarti le risposte che ti sarebbero dovute, nell’illuderti per poi abbandonarti di nuovo, nell’umiliarti e ferirti.
    Non è necessaria tutta questa serie di spregi per interrompere una relazione che ti ha stancato. Si può avere cura dei sentimenti di qualcuno anche se non lo si ama.
    Certo, queste persone sono anche estremamente vigliacche, hai ragione. Quello che dico è che dopo l’omicidio, potrebbero risparmiarsi il vilipendio di cadavere: lui mi ha uccisa due volte.

    Ciao,
    Marzia

  5. 5
    marziav -

    Jangalian, grazie a te per avermi ascoltata! In bocca al lupo!
    Marzia

  6. 6
    xavier -

    Spesso mi ritrovo a leggere questo sito, sito che ha visto sfogare tutta la mia rabbia e il dolore di cui avevo in corpo circa un anno fa.
    Attualmente se vado a rileggere quello che ho scritto non mi ritrovo nemmeno, semplicemente perche’ guardo il tutto in modo distaccato.Delle volte pensavo che non ce l’avrei fatta. Invece sono ancora con sorriso e ironia.
    Questa lettera a distanza di tanto tempo mi ha fatto riflettere. Devo dire che e’ scritta con piglio sagace, tanto da ritrovarmi molto (purtroppo nella parte di chi ha subito e si….ahhh o non dovrei ridere )Noto con molto piacere, e di questo sono sempre piu’ convinto, che gli schemi del finito amore sono una categoria standard, di cui le parti sono l’elemento fondamentale.
    Tuttavia se e’ cosi’ semplice la soluzione, perche’ci si casca in modo cosi’ banale? E qui non ho mai trovato risposta piu’ adeguata: poi il tempo fa il suo corso e fa “impazzire” e risalire l’inconscio di questi “accontentati” che tirano malamanente avanti la carretta, con sempre meno entusiasmo, ma il partner non se ne accorge, perchè non fanno silenzio e comunque gli si vive accanto dando per scontate cose inesistenti, mentre costoro magari hanno comportamente osceni, ma soprattutto dicono cose assurde a cui il compagno non da peso e invece sono importantissime.Invece sono importantissime esatto…..ammetto all’epoca di non aver voluto guardare…di aver chiuso gli occhi..eppure la soluzione era li sotto il naso….la mia domanda e’ perche quella soluzione non la si vuole vedere andando incontro a sofferenze che non hanno nula di lieto?

  7. 7
    marziav -

    Spesso è solo roba nostra quella che proiettiamo in una relazione: il nostro sentire, i nostri bisogni, i nostri sogni. Si crede che anche l’altro sia sintonizzato, ma in realtà non lo è affatto. Imponiamo noi stessi a una coppia che neanche esiste. Quando poi restiamo fisicamente soli, allora restiamo attoniti, vediamo che era tutto un abbaglio perché soli lo eravamo sempre stati.
    Quel che è certo è che non permetterò più che nessuno si accontenti di me in attesa di un’occasione migliore. Non sarò il ripiego né il giocattolo di persone egoiste e codarde.

  8. 8
    Andrea -

    Cara Marziav hai scritto una cosa verissima e allo stesso tempo tremendamente dura per chi la subisce:

    “Il carnefice non stima la sua vittima per la di lei capacità di tollerare il dolore, la rispetta solo qualora ella se ne sottragga, difendendosi, riaffermando il proprio valore. Nessuno ama una persona che ha rinunciato alla propria dignità. Non la reputa preziosa.”

    Aimè quanto mi ritrovo in questa frase.

    Grazie per la bella lettera che ho letto con molto piacere

  9. 9
    marziav -

    Andrea,
    lo so, anch’io mi sono umiliata, credendo che la relazione meritasse questo e altri sacrifici. In realtà, sarebbe stato più ragionevole dubitare dei sentimenti e della stima di un compagno che mi permetteva di annientarmi tanto. Non dico che si debba essere orgogliosi in amore, ma dignitosi, quello sì. E anche accorti: siamo preziosi, affidiamoci solo a chi sappia “maneggiarci” con cura. Usiamo cautela nello scegliere chi amare. Anche dovesse volerci il triplo del tempo. Sottoponiamolo periodicamente a revisione, anche dovessimo decidere che è (dolorosamente) meglio distaccarcene. Tuteliamoci come tuteleremmo l’incolumità di un bambino innocente e indifeso. Difendiamo prima noi stessi, e solo dopo la relazione: perché la relazione è su due individualità che si appoggia.
    Grazie per aver condiviso con me questi pensieri.
    Ciao,
    Marzia

  10. 10
    Alba -

    Marzia che dire? Grazie per questo tuo scritto.Hai analizzato la situazione con razionalità, ironia e con grande costruttività.Confermo e approvo tutto parola per parola. Il mio grande rammarico è di riconoscermi l’incapacità di agire e pensare così razionalmente nel momento in cui sono veramente innamorata. Cosa che faccio invece quando porto avanti (per breve periodo) relazioni tiepide.
    Il fatto è che perdere la persona amata ci spaventa talmente che ci annulliamo a volte solo per scongiurare che questo accada. E poi a carte giocate ci accorgiamo che non è servito a nulla. Perchè come dici tu, la meritocrazia non paga.

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