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Scambio di coppia, il gran ritorno

di Seb

Riferimento alla lettera: Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso

4.815 commenti

  • 4126
    rossana -

    CB,
    per evitare malintesi: le frustrazioni a cui alludevo non sono quelle che hai immaginato.

    non considero niente di quanto possa essermi successo in coppia di poco positivo un ERRORE o un FALLIMENTO. tutto era parte del mio iter di crescita, a responsabilità condivise.

    ho scelto senza essere sottoposta a costrizioni esterne, seguendo, quindi, i miei bisogni di vario genere, essenzialmente interiori. quelli che mi permettevano sul momento il miglior equilibrio di benessere d’insieme. nel tempo, con sempre maggior livello di consapevolezza. ho rimpianti minimi e nessun rimorso in merito alle mie relazioni amorose.

    concordo sul peso del MITO, e sul DIVENIRE di netta separazione fra sensi e sentimenti. poichè non si muore più in media fra i 45 e i 55 anni, ha ragione Alb, dopo 15/20 anni di vita di coppia, ci si SFORZA di ravvivare i rapporti intimi (spesso con scarsi risultati), ci si adatta oppure si comincia a guardarsi intorno. SE e COME farlo o NON farlo dipende dai temperamenti e dai valori in cui si crede, che non sono omologati, così come non lo sono e non lo saranno mai i sentimenti.

    è l’incidenza dell’esperienza del tempo a cui alludevo tempo fa, anche se pure questa non ha per tutti gli stessi effetti.

  • 4127
    Golem -

    Insomma, come dire che nella vita di sicuro c’è solo la muerte (e…Equitalia).

    Discutere quindi sulle cose dell’ammore, anche su quelle che tutti accomuna, come l’istinto sessuale e le sue manifestazioni sia pure ovviamente soggettive, è del tutto inutile.
    Tutti a berci un bianchino al bar allora.

  • 4128
    maria grazia -

    io invece penso che riconoscere con onestà e senso della realtà i propri limiti e i propri fallimenti, senza avere la pretesa di essere ( o di essere stati ) perfetti/e, equivale a un segno tangibile di maturità e di presa di coscienza, che portano poi il soggetto a un’ evoluzione autentica. Ma certo per far questo occorre un’ umiltà VERA CONCRETA E COSTRUTTIVA, e non quella di facciata che serve solo ad ammiccarsi gli altri. Penso che tutto ciò possa e debba essere applicato anche al tema dibatutto, proprio perchè si possa guardare alle proprie esperienze con occhio critico, quindi serenamente aperti ad un serio confronto.

  • 4129
    maria grazia -

    Secondo me la testimonianza di Allegramatta non è quella di una donna insoddisfatta “a prescindere” del proprio rapporto, ma quella di una donna che ha descritto in termini realistici e trasparenti l’ esperienza dello scambismo inteso come “coadiuvante” della coppia. Anche secondo me la dimensione della promiscuità trasgressiva può “funzionare” solo tra persone che, di comune accordo, stabiliscono a priori che il loro rapporto debba essere basato sul disimpegno ( come ad esempio tra due amanti clandestini che intendono rimanere tali ) ma è pressocchè deleteria o comunque inapplicabile nelle unioni ufficiali e consolidate, o se c’è un sentimento di coinvolgimento almeno da parte di uno dei due.
    Ho trovato molto interessanti anche gli interventi di alb.

  • 4130
    alb -

    Grazie del vs. interessamento.
    per ridere quando sento Equitalia mi prende l ansia. Aggiungo altri spunti,in questo ambito come in altri l’ipocrisia spesso la fa da.. padrona. In un costanzo show del passato,che aveva come tema l’infedelta’,a supporto c’era un ospite cantante,sul palco, lo stesso conduttore sentendo la platea che parlava in sottofondo,provoco’ e sfido’, il pubblico in sala,chi voleva poteva, intervenire dal vivo, segui’ un silenzio assoluto,da questa situazione imbarazzante, il commento conseguente.. ci si puo’ immaginare.
    E’ cosi’.
    Passo e chiudo……x ora

  • 4131
    rossana -

    Allegramatta,
    capisco perfettamente che, dopo alcuni decenni di relazione sensuale, si debba fare di tutto e di più per continuare un rapporto di coppia che traballa. a suo tempo l’ho fatto anch’io, anche se non in ambito sessuale.

    tuttavia, c’è un punto limite alla propria disponibilità ad accontentare l’altro, oltre il quale, a mio avviso, non si dovrebbe mai andare. se l’accettazione della forzatura delle proprie inclinazioni è talvolta prova d’amore, l’eccesso di richiesta del partner (che in pratica s’impone, bonariamente o subdolamente), non può che essere sintomo di carenza d’amore o di rispetto, di cui si dovrebbe fin da subito tener conto.

    l’iter e la conclusione che ne derivano non sono omologabili, come, secondo me, niente lo è in un contesto amoroso. hai aderito a un’esperienza che non era nelle tue corde, e questa è forse la principale ragione per cui oggi ti senti delusa, nel non aver raggiunto i risultati desiderati, che non dipendevano soltanto da te.

  • 4132
    rossana -

    CB,
    il MITO amoroso più noto è forse quello di Amore e Psiche, dove è bastato che Psiche cedesse alla tentazione di guardare il partner dormiente alla luce per rompere il mistero dell’amore. ce ne sono altri altrettanto espliciti sull’innamoramento in altre culture?

    Da “Vite parallele” di Plutarco si apprende che Filippo, padre di Alessandro, s’INNAMORO’ di Olimpiade e la SPOSO’. Anche Alessandro s’INNAMORO’ di Rossane e la SPOSO’, pur non disconoscendo che tale unione favoriva intenti di unificazione con i vinti.

    già nel 300 a.C. era quindi scontato sia l’innamoramento che il matrimonio, per un possesso della donna che assicurasse come propria la prole. nemmeno se appartenenti a elevati livelli sociali le donne avevano facoltà di rifiuto.

    a partire dal Cantico dei Cantici, tantissime canzoni, tante poesie, tante musiche sull’amore ma MOLTO meno sull’unione di coppia, a conclusione di ogni storia amorosa, non solo ai tempi dei trovatori medievali.

    la tensione è vitalità; il prendere una decisione a favore di un partner è, nella migliore delle ipotesi, tranquillità e serenità, spesso carente di qualche aspetto, di cui si può fare più o meno a meno, a seconda dei momenti e dell’evoluzione del rapporto nel suo insieme.

  • 4133
    CB -

    Abbiamo senza dubbio conoscenza del “complesso di Edipo” originariamente sviluppato da Freud e successivamente ispirato Jung; che spiega la maturazione del bambino attraverso il suo rapporto con il genitore. Smirgel (1986) e Melzer e Williams (1988) conducono ad una comprensione degli aspetti arcaici di questo complesso, suggerendo l’idealizzazione del corpo materno che induce i bambini a diverse risposte emotive, differenziate in valenza anche dal sesso degli stessi. Ciò induce ad un conflitto tra amore ed aggressività, espresso in diverse formule: voyeurismo, esibizionismo, sadismo, masochismo, preferenze estetiche, ma soprattutto tra il rapporto madre-figlio/a, madre-padre, padre-figlio/a. Questo rapporto a tre risulta l’elemento fondante dello sviluppo dell’amore, della sessualità e dell’aggressività. Si consideri ad esempio la valenza provocatoria che si vive nel desiderare il seno materno quando questo viene negato, e quanto ciò incide nella risposta emotiva adulta della provocazione. Ci sarebbe bisogno di pagine e pagine per descrivere le valenze delle risposte a migliaia di stimoli che si generano nella vita infantile in questo costante rapporto a tre che si è costretti a vivere. >>>

  • 4134
    CB -

    >>> In un quadro tanto complesso, mi sembra fin troppo semplicistico considerare il rapporto di coppia tradizionale come una risposta universalmente “sana” verso ogni altra ritenuta “trasgressiva”. Se si considera quanti fallimenti sono all’attivo di questa tipologia di rapporto, non si può evitare di pensare che esso non rappresenti una risposta adeguata ai bisogni d’amore e di sesso individuali. Che le altre risposte lo siano? No! Questo al momento non ci è dato saperlo; si tratta di semplici sperimentazioni che l’uomo attua allo scopo di trovare altre vie più rispondenti ai suoi bisogni. Personalmente ritengo che il legame con questa visione “sana” sia patologico, come lo è il protrarre l’amore simbiotico oltre la fase dell’innamoramento.
    L’amore è fatto principalmente di sofferenze, di privazioni; per questo il rapporto di coppia tradizionale, basato su questo stato sofferente, non può soddisfare i bisogni individuali. Ritengo perciò necessario mantenere un equilibrio emotivo adeguato tra sofferenza e amore, secondo le proprie esigenze. A mio parere le filosofie del poliamore e dello scambismo rispondono meglio a questo bisogno.

  • 4135
    alb -

    Ho letto dei commenti,profondi,che vanno a descrivere la complessita’ della nostra psiche che rimane tracciata,fin dalla nascita,nell’intimo,nell’ ambito erotico, ma anche affettivo,nella comprensione degli altri,e in particolare della compassione e della fedelta’.
    Questi vissuti,vanno compresi,si manifestano nella vita in coppia,che non e’ scontata,ne facile. Ecco perche’ c’e’ il ricorso alla terapia psicologica,e anche allo scambismo.
    Ad esempio,nell’affettivita’ mi sento, abbastanza carente, nell’istinto erotico meno, ma penso di essere nella media maschile,quella femminile penso sia l’opposto.
    Le coppie piu’ giovani si manifestano anche in pubblico,con baci, carezze,strette di mano,piu’ passa il tempo, le coppie mature, sono meno propense a queste manifestazioni.
    E’ un osservazione,di una mancanza di una manifestazione che dovrebbe essere tenuta in considerazione con il passare del tempo.

  • 4136
    CB -

    Per evitare di essere tacciato come travisatore e manipolatore, riporto fedelmente quanto scritto da Krenberg(1995) nel suo “Relazioni d’amore – Normalità e patologia (pag. 43-44): «una relazione sessuale matura, comprende alcuni incontri sessuali in cui il partner viene utilizzato come “puro oggetto sessuale”; l’eccitazione sessuale può essere massima quando esprime il bisogno di “usare” o di “essere usati” sessualmente dall’altro. L’empatia reciproca e l’implicita collusione con questo tipo di espressioni sessuali fanno da contraltare all’empatia e alla collusione connesse con la rabbia violenta, con l’attacco e con il rifiuto nella relazione. La fiducia che tutte queste condizioni potranno essere contenute all’interno di una relazione complessivamente amorevole, che conosce anche periodi di quiete, contemplazione reciproca e condivisione della vita interiore dei partecipanti, conferisce significato e profondità alle relazioni umane».
    alb credo che quanto sottolinei nella tua chiusa sia più da imputare ad una modificazione dello stereotipo di riferimento che ad una maturazione delle coppie in sé.

  • 4137
    maria grazia -

    CB, riflettendo ancora una volta sul tema trattato in questo thread, sono arrivata alla conclusione che lo scambismo che alcuni uomini propongono ( o impongono ) alle loro donne, sia una risposta inconscia che questi uomini mettono in atto rispetto a una loro crisi identitaria come maschi, una crisi quindi riferita al loro senso di virilità. Un tempo il rapporto uomo-donna era regolato da un precetto molto semplice: l’ uomo “predisponeva”, e la donna “assecondava”, nel senso che quest’ ultima era la parte “accogliente” rispetto a colui che assumeva nella sua vita un ruolo quasi “paterno”. Oggi, date le battaglie femministe per la parità e data la rivoluzione sesssuale e dei costumi che ha visto, come dicevi, nel ’68 in poi la sua massima espressione, quegli antichi “schemi” sono stati del tutto stravolti. Questo può aver generato nel maschio, abituato da sempre a dominare nella coppia, un senso di smarrimento e di mancanza totale di controllo sulla donna. Un disagio, questo, che forse alcuni cercano di colmare mettendo in atto uno stile di vita estremamente trasgressivo, come “reazione” alle attitudini delle donne moderne. Le quali donne da una parte desiderano il coronamento dei loro sogni d’ amore, ma..

  • 4138
    maria grazia -

    ..ma dall’altra non sono più disposte ad essere quelle creature docili, benevole e mansuete a cui gli uomini sono stati per secoli abituati. Con ciò non voglio dire che bisogna tornare a uno stato di cose nel quale la donna non godeva di alcun diritto civico ( come succedeva nell’ era pre-femminismo ) ma che forse gli uomini e le donne di oggi dovrebbero fare il punto della situazione, rivedere alcune loro scelte e comportamenti specie verso il partner. Ciò che di solito andrebbe mitigato nelle coppie in crisi, è il senso di orgoglio da parte di uno dei due o di entrambi i soggetti coinvolti in quel rapporto.

    Certo, gli uomini stolti ( cioè quelli eternamente infantili, viziati, irrascibili e arroganti ) è abbastanza normale che rimangano soli, per poi magari trovare una cosiddetta “compagna” straniera ( solitamente dell’ est ) intorno ai 40/50 anni. Compagna che, nella maggior parte dei casi, starà con loro per puro interesse pratico. Ma nel caso invece degli uomini di buona volontà e dalla spiccata intelligenza ( uomini come Golem, per esempio ) ritengo sia giusto che la donna torni a valutarli come valida guida nella loro vita e ad accettare mestamente la loro parola e il loro consiglio, rinunciando a sciocche rappresaglie.

  • 4139
    Golem -

    È una interessante riflessione MG. L’identità maschile è effettivamente “plastica”, adattandosi alle circostanze da sempre, e puó assumere ruoli diversi in ragione di quelli femminili contingenti. In questo caso è quello di credere di avere in mano le redini della situazione attraverso l’assecondare un comportamento “liberatorio” della sessualità femminile. Chissà.
    Non dimentichiamo che il ruolo maschile, dal punto di vista strettamente riproduttivo, è di “supporto” a quello femminile, che è il vero riproduttore della vita. Scopo questo che è l’unico oggettivamente riconoscibile nella nostra presenza su questa Terra.

  • 4140
    maria grazia -

    Beh Golem, più che di supporto, direi che il ruolo maschile nella riproduzione è di “concorso”. O di PARTNER-ship. Una sorta di s.n.c. volta alla procreazione, insomma 🙂
    Oggi c’è crisi anche in questo “settore”, purtroppo. Un’ altro segnale – uno dei tanti – dell’ attuale difficoltà di comunicazione tra i due sessi.

  • 4141
    CB -

    MG, riassumendo; prima del ’68 esisteva una situazione universalmente comune di un uomo dominante ed una donna assoggettata. Dopo è avvenuto che questa si è evoluta liberandosi dalla sottomissione, conquistando autonomia e diritti che prima gli erano negati. Questa nuova condizione ha portato l’uomo ad una sorta di rivincita sul predominio perduto, costringendo la donna, ad esempio allo scambismo. Mi domando: come può, questa donna emancipata, assoggettarsi a questa rivalsa dell’uomo?
    Mi pare che in questa riflessione qualcosa non torni. Quindi, quando dici: “forse gli uomini e le donne di oggi dovrebbero fare il punto della situazione, rivedere alcune loro scelte e comportamenti specie verso il partner.”; intendi che l’uomo non dovrebbe più costringere la donna a rispondere ai suoi personali bisogni come prima, ma invece attendere che: “la donna torni a valutarli come valida guida nella loro vita e ad accettare mestamente la loro parola e il loro consiglio, rinunciando a sciocche rappresaglie.”?
    Personalmente credo invece che le cose stiano in maniera diversa: la donna ha cominciato a rendersi conto della sua essenza individuale, delle sue potenzialità effettive, e del potere che realmente essa possiede; >>>

  • 4142
    CB -

    >>> mentre l’uomo consapevolizza la sua vera valenza, oltre al bisogno di condividere il suo potere con la donna, in ragione di una valenza paritetica. Questo conduce a vivere la loro vera ed unica esistenza, sesso compreso, nella maniera più aderente alla realtà, piuttosto che ad un mito assurdo.
    Trovo aberrante che non si possa mangiare come, cosa e quando ce n’è bisogno, se non per qualche attività contingente ed impellente; come illogico è fare sesso solo secondo dettami imposti arbitrariamente, senza ragioni serie e comprovate.
    Per secoli gli omosessuali sono stati tacciati di ogni; senza alcuna ragione concreta. La stessa violenza, anche se in maniera diversa e subdola, è stata perpetrata nei confronti della donna a cui è stato negato il diritto di godere del sesso, una sorta di infibulazione culturale che ancora molto spesso si adopera come vessillo di purezza femminile. La verità è che la donna desidera fare sesso come e quanto l’uomo, ed anche se ci sono differenze espressive, questo non giustifica alcun giudizio o sanzione.
    Una buona riflessione potrebbe partire dalla differenza di valenza che si prova rispetto ai termini analoghi di: zo...... e stallone.

  • 4143
    CB -

    MG, devi scusare se arreco disturbo al tuo idillio con Golem, ma vorrei proporre qualche riflessione, che capisco possa risultare un po’ sui generis, ma credo piuttosto importante per affrontare un argomento tanto vasto e soprattutto disgregante verso un mito fortemente radicato nella nostra cultura. Come avevo scritto nella chiusa del mio ultimo intervento, il fatto che il termine “zo......” sia visto con valenza negativa, una sorta di estrema offesa soltanto perché è riferito ad una donna, mentre il termine stallone acquisti una valenza positiva, diventando addirittura un vanto per l’uomo, non ti suggerisce quanto radicata sia quella convinzione da te espressa di quel mito maschilista che tanto strenuamente tenti di difendere.
    La riduzione delle nascite non è legata alla riduzione del dialogo tra i sessi, ma piuttosto sullo spostamento abnorme del valore dell’Avere sull’Essere. Oggi è il sistema economico che prevale sui valori etici, tant’è che i paesi più prolifici sono quelli economicamente sottosviluppati, e non è che lì ci sia più comunicabilità tra i sessi.
    L’idea che la donna subisca dall’uomo una sorta di pressione a fare sesso in maniera trasgressiva, cioè al di fuori dei canoni tradizionalmente intesi, è un mito.>>>

  • 4144
    CB -

    >>> La prova è che tutta la filosofia inerente la trasgressione è stata sviluppata essenzialmente da donne. La psicologa statunitense Deborah Anapol nel ’97 pubblicava: “the New Love Without Limits”; considerato il manifesto del poliamore, da cui si è sviluppato un movimento che promuove uno stile di vita sessualmente libero e responsabile. Nello stesso anno venne pubblicato: “A Guide to infinite Sexual Possibilities” della sessuologa Janet Hardy, specializzata in testi dedicati a ogni forma di sessualità consensuale non convenzionale all’interno in una relazione, indipendente da fattori come la durata, la profondità e la natura del coinvolgimento emotivo. La psicoterapeuta Dossie Easton, ha pubblicato come coautrice con Hardy, nello stesso anno e ripubblicato nel 2009: “The Etical Slut”, tradotto sempre nel 2009 in italiano con il titolo: “La zo...... etica”. Nel 2002 è stato pubblicato dalla psichiatra Judit E. Lipton e suo marito David Barash: “il mito della monogamia”. Nel 2005, Michaela Zadra, con il marito Elmar pubblicano: “Trasgredire con amore”, ristampato nel 2011. La psicologa Emily Nagosky ha pubblicato nel 2015: “Come as you are”; che nel 2017, compare in Italia con lo stesso titolo.

  • 4145
    Matta -

    Lo scambista praticante è anche un bisex.Sempre.
    Chi sceglie questo stile di vita cerca anche la visione di altri corpi maschili e la vicinanza di altri membri virili. Un uomo etero preferisce sempre la trasgressione con due o anche tre donne, e resterebbe schifato dalla vicinanza nello stesso letto di un corpo maschile sudato e eccitato. L’unica differenza fra uomo e donna è che la donna approccia le altre donne, le tocca, le bacia, il maschio finge indifferenza verso l’altro maschio e si accontenta di guardare per non dichiarare apertamente le sue tendenze che gli provocano timore e vergogna.

  • 4146
    maria grazia -

    CB, davvero interessante questa tua ultima osservazione:

    “Una buona riflessione potrebbe partire dalla differenza di valenza che si prova rispetto ai termini analoghi di: zo...... e stallone.”

    A tal proposito, potrei citarti decine e decine di forumisti che, anche su questo sito, hanno contestato a più riprese questo precetto, compresi alcuni che non ti aspetteresti mai..
    Per quanto mi riguarda, posso dire che a mia volta trovo abberrante che uomini e donne, agli occhi della società giudicante, non possano usufruire della stessa libertà e non possano essere valutati con lo stesso metro di misura. Non ritengo e non ho mai ritenuto che la donna debba essere “per forza” sessualmente meno esperta di un uomo in virtù di un qualche ipotetico principio morale, perchè penso che ogni persona ha una sua individualità, una sua storia e un suo percorso che vanno rispettati in quanto tali. Penso anche, d’ altro canto, che le esperienze che noi facciamo nella vita debbano poi portarci a un’ evoluzione, a una maturazione emotiva e umana interiore, a un accrescimento della consapevolezza, altrimenti rimangono esperienze fini a se stesse..

  • 4147
    maria grazia -

    .. In natura gli animali si cibano e seguono solamente i loro istinti in quanto non dotati di una razionalità, a differenza di noi esseri umani. Ma noi appunto non siamo “animali”, siamo chiamati ad agire anche secondo coscienza, e a volte, nel corso della nostra vita, reprimere e combattere contro quelli che sono i nostri istinti più primordiali, non può che fortificarci come individui e farci assumere quella lucidità e quella consapevolezza di cui parlavo prima. Quando compiamo questo passaggio, poi nulla ci sembrerà come prima, e se a quel punto abbandoneremo determinate abitudini ( come la promiscuità, lo scambismo, o quant’ altro ) non sarà per un comando “imposto” da contigenze esterne, ma unicamente per un nostro intimo sentire. Anche questa, a mio avviso, è LIBERTA’. Un saluto.

  • 4148
    Golem -

    Ciao Matta (Allegra), sono d’accordo sulla latente bisessualità maschile (se non proprio omodessuslità) dello scambista. Infatti avevo paventato questa possibilità a CB quando gli consigliavo di “cercarsi” meglio.
    Ma è fin troppo ovvio che lo scambismo usato come “soluzione” a certi problemi della coppia, in realtà è solo la conferma che quella coppia ha un problema. E non è il “solito” problema delle coppie.

  • 4149
    CB -

    Matta in verità, come ho già avuto modo di scrivere, i bambini non nascono con un sesso definito, se non fisicamente. Nella mente esso viene definito durante la fase di maturazione ed è soggetto molto alle influenze ambientali. La bisessualità resta comunque un elemento presente, mentre l’eterosessualità è l’elemento estraneo che viene generato dalla cultura sia diretta che indiretta, attraverso cioè i nostri tutori. In una cultura fortemente maschilista quindi l’elemento di machismo viene a incidere fortemente l’individuo, in senso positivo per il maschio, negativamente per la femmina ed è questa la valenza che sottolinei. Del resto oggi, con la caduta di molti tabù, possiamo assistere ad una crescente richiesta ed offerta di transessuali. In verità la bisessualità maschile è molto meno sbandierata proprio per quel machismo tanto idealizzato.
    MG bello il tuo intervento, ma ho idea che si discosti da quella realtà che tu difendi, oggi la donna sta conquistando proprio quel diritto, ma lo fa adesso, perché ha raggiunto una certa indipendenza che gli consente di sopravvivere anche senza un uomo che la mantenga. Riguardo poi all’istinto animalesco ed alla razionalità umana, >>>

  • 4150
    CB -

    >>> credo che tu stia valutando le due cose in modo egocentricamente umano. Darwin ha spesso commesso questo stesso errore, ma lui è vissuto in epoca vittoriana e quindi è giustificabile. Oggi si conducono molti studi di psicologia proprio utilizzando i comportamenti animali, comparandoli con quelli umani, quindi ci andrei piano a considerare una suddivisione così netta tra animali ed umani. Oggi gli uomini come quelli che tu giudichi buoni perché non consentono alle loro donne di fare sesso in modo trasgressivo, in realtà sono sempre più insicuri, come anche tu hai sottolineato, e spesso reagiscono malamente facendo varie azioni di pressione che vanno dalla semplice condanna verbale, arrivando allo stalking o violenze più o meno efferate: percosse, lancio di acido sul corpo se non addirittura femminicidio.
    Come vedi, l’insicurezza dell’uomo, non si tramuta in una rivalsa costringendo la donna a partecipare alla pratica scambista, ma propri all’opposto, opprimendola ancora di più.
    Stiamo attraversando un periodo in cui molte delle nostre convinzioni si stanno sgretolando sotto l’azione di studi sempre più approfonditi. Impariamo piuttosto a prenderne atto.

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