Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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Matta, non voglio evitare le tue domande, anche se ritengo sbagliata la tua metodologia d’intervento, in quanto le valenze che chiedi sono di carattere individuale e quindi non sempre riconducibili ad una universalità. La mia donna ed io stiamo insieme ormai da una vita, ma da oltre dieci anni viviamo la nostra trasgressione, alla quale ci siamo avvicinati in modo alquanto soft. In verità siamo stati sempre molto interessati ad una vita libera da tabù e molto spesso ci siamo ritrovati a frequentare spiagge naturiste, dove trovavamo enormemente piacevole svolgere le nostre attività balneari completamente nudi, senza vivere l’oppressione del comportamento controllato che normalmente la presenza di altri c’impone. Fare amicizie in quelle condizioni, ci ha permesso di trovare una realtà dove quella sensazione poteva essere espansa anche nei periodi in cui la frequentazione della spiaggia diventava impossibile. In breve ci siamo ritrovati ad essere amici con persone capaci di vivere anche il sesso in maniera così libera da poterlo fare perfino in presenza di altri, senza ipocrisie e falsità. È capitato così che anche noi, spinti da una situazione particolarmente erotica, >>>
>>> abbiamo sentito la voglia di fare sesso incuranti di chi ci stava intorno. Passare a qualche battuta, carezza e finanche al sesso, è stato naturale, e da quel momento è stata un’escalation di coinvolgimenti e condivisioni.
Per noi la scoperta dei privé ha significato soltanto un modo diverso per espandere le nostre amicizie, ed avvicinarci ad altre potenzialmente confacenti alle nostre aspettative.
La nostra vita di coppia non si differenzia da quella che ogni coppia ben assortita vive nella quotidianità, ed il sesso è un qualche cosa che viviamo come una qualsiasi coppia che si ama. Qualche volta ci capita, senza una programmazione specifica, che ci prende la voglia di trascorrere un momento di piacevole condivisione con i nostri amici, e quando capita che questi momenti si trasformano poi in giochi erotici, non ce ne doliamo.
Adam qualunque cosa l’uomo pensi, faccia o dica, sarà sempre un argomento da dibattere, forse anche solo con sé stessi, al fine di scegliere l’atteggiamento da tenere riguardo quella cosa. Si tratta cioè di un significato da dare affinché si possa prendere una posizione, ciò che veramente importa, è il modo con cui ci si pone a questo impegno.
Golem anche tu, come qualunque altro essere umano, reputa le sue idee oggettive, frutto di una raccolta d’informazioni obiettive e verificabili; eppure c’è sempre, per uno che ha torto, un altro che ha ragione. Se guardo “Voyager” di Roberto Giacobbo o “Meraviglie” di Alberto Angela, è quasi impossibile non notare una differenza sostanziale tra i reportage che pur trattano lo stesso argomento. Non voglio dire che l’esperienza di Matta, come quella di tanti altri individui, non corrisponda alla tua visione, dico solo che non ha una valenza scientifica per dimostrare ciò che persi. Forse non te ne rendi conto, ma tu cerchi solo di avvalorare la tua tesi, apportando esclusivamente elementi emotivamente confacenti la tua visione, senza alcun apporto concreto.
Come riportato dalla stessa Matta, la sua scelta allo scambismo, era dettata dalla voglia di accondiscendere al suo uomo per mantenerlo legato a sé, ma questo inficia il senso dello scambismo. Il suo fallimento era insito nella sua stessa scelta e non certo nell’essenza di questa pratica.
MG, qui di fatti a dimostrazione della validità della tua posizione, ancora non ne ho visti, di elucubrazioni invece, molte.
Se cerchi prove, oltre a quelle innumerevoli che ti ho già dato, prova a leggerti:
“Amori”, di Jacques Attali e Stéphanie Bonvicini; o “Gendercrazia” di Chiara Atzori; o “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo; o “Il maschio è inutile” di Telmo Pievani e Federico Taddia; o “Maschile e Femminile” di Françoise Héritier; o “Gli usi postmoderni del sesso” di Zygmunt Bauman; o “L’identità umana” di Livia Profeti.
Forse dopo, se non li hai letti con i tuoi soliti occhiali “partigiani”, potresti anche avere qualche argomento su cui discutere.
Vedi CB, io anni fa intrapesi una lunga ricerca che riguardava certi comportamenti “sentimentali” della mia donna, che ignoravo esistessero nel comportamento umano.
La ragione fu una crisi coniugale che mi ha portato a condurre un’indagine storico-antropologico-psicologico-etologico-religioso per comprenderne le ragioni, che senza presunzione poteva produrre una tesi di laurea. La tesi è stata dimostrata valida sul campo, perchè la crisi è stata positivamente superata con un netto miglioramento del rapporto di coppia, per dirla da “scienziato”. Come te ho consultato decine di testi cercando di ritrovarne il filo dei contenuti sia in altre pubblicazioni che nella lettura empirica dei fatti che mi riguardavano, e come ho detto ne ho trovato conferma nell’esito della crisi.
>>>
>>> Quindi io “mi sono dimostrato” il perchè di un comportamento oggettivo, studiandone il retroterra culturale nel quale si è “formato” attraverso letture di testi adeguati. Ma io ho letto il passato di un comportamento per comprenderne le logiche presenti, e non il presunto presente per prevederne il futuro, come fai tu, ipotizzando l’avvento di un nuovo modo di “amare” che la lettura empirica dei fatti peraltro non conferma.
Per farla breve. Tu porti una biblioteca di testi cercando di dimostrare una tesi ipotetica -cosa che è già una contraddizione
in termini – che riguarderebbe un nuovo modo di amare, ma che in quanto ipotetica non potrai mai dimostrare, perchè ancora non c’è, se non nella tua fervida immaginazione.
La realtà per il momento è invece quella di Matta, Crazy e di tutte le donne che hanno testimoniato le loro esperienze scambiste, che a me hanno lasciato solo la sensazione di triste squallore. E a te?
CB, tu sei un simpatico visionario, e questo può affascinare certune “soggettesse”, ma sei anche un illuso. E io sono esperto di illusioni. Believe me.
Ciacciacciavo
Crazy non c’è dubbio che il privé, specie se affrontato come hai fatto tu, non può condurre a nulla di buono. Come ho già detto tante volte, la coppia deve essere VERA per affrontare una pratica come lo scambismo; non ci devono essere ombre, ma soltanto una sincera condivisione tra i due partner; un dialogo senza segreti. Chi vuole andare in un privé al solo scopo di sco...., dà ragione a Golem, ma non è questo lo scambismo. Questa pratica dev’essere un complemento alla coppia e non deve sanare alcuna mancanza del rapporto. Si deve essere soltanto desiderosi di liberarsi dagli innumerevoli tabù che ci costringono ad una vita falsa, ipocrita, imposta al difuori di noi stessi e che il nostro sé non condivide. Per essere scambisti è necessario liberarsi da quell’idea del sesso utile a qualcosa, esso è e deve restare soltanto puro divertimento, una condivisione di piacere che serve solo a farci stare bene. Come Matta anche tu hai usato impropriamente una cosa che neppure conosci; questo modo d’agire è sbagliato, è come se volessi usare un rasoio elettrico per pelare le patate o un coltello da cucina per avvitare una vite.
Per affrontare una cosa come lo scambismo, bisogna conoscere noi stessi e l’altro profondamente, >>>
>>> sapere cosa si vuole dalla vita ed essere sicuri che chi ci è accanto voglia la stessa cosa. La mia donna ed io, non viviamo nell’angoscia di perdere qualcosa, ma nella gioia di poterne conquistare altre.
Tutti noi sappiamo più o meno bene come funziona l’eccitazione e l’orgasmo umano, o meglio conosciamo quello maschile, ma quello femminile si svolge con la stessa modalità(?). No! Soltanto una donna su dieci segue uno stesso percorso per raggiungere il piacere, le altre nove, per lo più ritengono di non essere del tutto normali, perché spesso trovano il sesso non sempre appagante come vorrebbero, ricorrendo a trucchi, ipocrisie e falsità. Non essendoci poi una comunicazione soddisfacente tra i partner, la tragedia è dietro l’angolo. È necessario rivedere le nostre convinzioni e questo è possibile soltanto se si è ricettivi e comunicativi, cioè capaci entrambi di condividere sé stessi, essere tutt’uno con l’altro ed egoisti in questa unità.
Nella chiusa del tuo intervento hai poi accennato al rischio di malattie, mi sembra evidente che bisogna salvaguardarsi, ma ricordo che andare in auto è molto più rischioso, eppure nessuno sembra voglia rinunciarci.
CB, iera sera la mia posizione è stata a 90, con somma soddisfazione del mio bello. Abbiamo un perverso rapporto monogamico, nel senso che siamo molto gelosi l’ uno dell’ altra ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo. “Sei pazza!”, “non ho mai trovato una come te” – mi dice sempre – che tradotto significa: “Sei diventata la mia dolce ossessione”. Insomma cibbì, chettedevodì.. tutti gli scambismi del mondo non basterebbero a compensare ciò che sto provando in questo momento. E questa, per me, rimane l’ unica vera “prova”. Ciavo!
CB,
tralasciando altri punti, ancora in tuo favore, mi limito a soffermarmi sul concetto, pienamente condiviso, che né il sesso né l’amore dovrebbero essere finalizzati a qualcosa, se non a loro stessi.
per me il partner è il solo aspetto d’INTERESSE, nel senso di massima condivisione, in tutti i sensi, legata, però, quasi esclusivamente alla persona, a quello che è o pare essere, indipendentemente da quello che ha o che può apportare a una vita in comune.
in amore, come nel sesso, non esiste il giusto o lo sbagliato: ognuno trova la soddisfazione più consona alla sua personalità e alla sua evoluzione emotiva e mentale.
Beata te mgrazia…un uomo che si eccita a farlo solo con te,gli basti tu…lo fai impazzire..fosse anche solo per un anno, per 10 anni…gli basti talmente che lo sfinisci e non cerca altro.Ti fa sentire unica,speciale,insostituibile…egoisticamente aumenta la tua autostima,ti rende una donna con la D maiuscola mentre nei prive ti senti merce avariata
Non chiederei niente di piu sono realista…sono sensazioni uniche potenti…non vorrei mai piu un compagno cuckold,felice delle corna,anche solo per una sera…vorrei un uomo vero anche solo per poco tempo perche anche se finisse direi che ci abbimao provato, non che gli faceva piacere barattarmi per noia o insicurezze sue
Uomini siete dei porci,risolvetevi le vostre paranoie e lasciate in pace le vostre donne,anzi fatele sentire uniche speciali…vivete le vostre vite da giovani fate esperienza e poi abbiate le palle di soddisfare la mente di una donna facendola sentire unica, arricchendola, non impoverendola scambiandola nei prive puzzolenti e bui
Golem ho letto con piacere che hai studiato tanto per giungere al risultato soddisfacente del tuo rapporto. A me però mi pare una stronzata, scusa che te lo dica, quello che affermi di aver fatto è il lavoro di un psicanalista, scavare il passato per trovare il bandolo della matassa e cercare di scioglierlo. Qui invece non stiamo tentando di psicanalizzare nessuno, stiamo semplicemente cercando di capire un fenomeno che sta avvenendo e dilagando nella nostra cultura occidentale. Non stiamo parlando di futuro o di fantasmi, ma di reazioni reali che avvengono in una società come la nostra, cioè di sociologia, dove sarebbe bene conoscere anche un po’ di antropologia comportamentale, di etologia e di sessuologia, tutti studi che vedo non hai frequentato.
Mi piacerebbe che riflettessi sul fatto di come ci hanno convinti che il piacere è qualche cosa di futile ed inutile, qualche cosa da fare così, di tanto in tanto, nel tempo libero ed a cui si può rinunciare. Il piacere invece è il vero motore della vita, senza di esso non c’è vita. Il lavoro che facciamo, serve perché ci viene pagato, mentre il piacere bisogna pagarlo, agognarlo, ricercarlo. Che assurdità è mai questa(?). Noi viviamo per il piacere, >>>
>>> e dobbiamo trovarlo qui ed ora, raccogliendolo ogni volta che ci è possibile! Personalmente ho letto e continuo a farlo, e trovo che il sapere si evolve, così non smetto mai d’imparare. Non bisogna fermarsi a leggere i classici, ma necessita anche affrontare la realtà presente. Se ti fermi, hai l’impressione che ciò che viene dopo sia un futuro astratto, ma i dati oggettivi su cui si basa questo “futuro”, dovrebbe farti comprendere che sei rimasto fermo. Se, e ripeto SE hai avuto la fortuna di risolvere un caso, non significa che hai compreso il mondo.
MG sono contento per te. Ricordo che quando ero piccolo, soffrivo di gelosia per la mia sorellina, ed ho trovato una certa difficoltà a superarla; ho capito l’assurdità della cosa. L’ho rivissuta poi con la mia ex e con mia figlia, pensando ogni volta che la situazione era diversa; oggi però so che non si trattava di condizioni contingenti esterne che cambiavano, ma di una mia insicurezza personale dettata dalla paura della perdita, a cui non ero in grado di far fronte. Oggi ho imparato a vivere nella gioia di conquistare e che amare il mondo impedisce qualunque perdita.
Anch’io e la mia donna viviamo quel tuo stesso piacere e forse qualcosa in più.
MG, ma per definire la tua posizione usi Google Map con il GPS o vai a occhio? No, perchè se i gradi fossero 106,5 invece di 90 non ne farei un dramma.
Al limite controlla con un goniometro da falegnami, al Lipl ne ho preso uno che va benone.
Tu sei fatto così CB, prendi un concetto e lo intepreti secondo la necessità del momento e per come ti piacerebbe che fosse. Compreso per le “scienze” che non avrei frequentato. Capisco il perchè della fan vista quella tua caratteristica.
Io non ho fatto la pscicanalisi a nessuno, ho cercato di capire i meccanismi di risposta a certi “stimoli” che avvengono di default nell’uomo come nell’animale, ma che nel primo vengono filtrati dalla cultura e dall’educazione. A quali mi riferisco sarebbe lungo da spiegare ora, e poi non ne ho più voglia.
Ovviamente per farlo ho dovuto documentarmi su argomenti che non conoscevo, ma che una volta afferrati mi hanno dato il quadro chiaro della realtà, non delle supposizioni. Quelle le lasciamo a te e ai supporter. E ripeto a te e a chi lo ha già sentito, che io non ho voluto capire il mondo, ma la “mia” situazione, Poi durante la ricerca ho visto quanto il mondo assomigli a quella mia situazione.
Leggere poi sesso e amore come indipendenti, quando il secondo per essere tale deve necessariamente contenerlo, come sa bene chi l’amore lo ha “fatto”, fa capire cosa sia vivere in “teoria” certi termini.
Insomma lasciamo ai “poster” la famosa sentenza per quante amenità ci capita di leggere.
rossana penso che hai toccato un tasto abbastanza importante ma che secondo me viene travisato troppo spesso nella sua essenza: il partner. Dal mio punto di vista tutto il discorso si può ridurre semplicisticamente al fatto che il nostro egoismo ci fa giudicare le cose sempre e comunque dal nostro punto di vista. Leggendo i vari interventi, non può sfuggirci che il partner è sempre visto come una persona altra, che deve rispondere alle nostre personali aspettative. Spero di chiarire il mio pensiero nel prosieguo.
Crazy tu scrivi: “un uomo che … ti fa sentire unica, speciale, insostituibile”; non credi che anche lui possa desiderare altrettanto da te; senza perdere di vista però che non siete uguali. Ciò che a te fa apparire lui come l’uomo che desideri, e che probabilmente neppure tu sai veramente come debba essere; possa anch’egli desiderare di trovarla in te? Forse la strada è il fondersi in un unicum, dove i suoi desideri siano anche i tuoi e viceversa. Desiderare per sé stessi ciò che non si è disposti a dare, mi sembra enormemente strampalato. Ciò che vedo normalmente è immaturità, ipocrisia, falsità, convincimenti mitologici. Perché non iniziare a capire che l’altro è un’individualità a sé stante, >>>
>>> con i suoi pregi e difetti come lo siamo noi, e pertanto necessita fare un percorso di condivisione e comprensione che ci conduca ad una fusione, iniziando a godere del suo piacere trasmettendogli nel contempo il nostro.
Ciò che propongo, non è una fantastica illusione ma una semplice presa di coscienza; considerare che non siamo il centro dell’universo, ma un corpuscolo in quel mare magnum che è tutto intorno a noi, un granello che se non si connette è destinato ad essere ingerito nel nulla. Se questo dovesse mai avvenire, ci potremmo poi accorgere che anche quell’unicum che abbiamo creato, continua ad essere una nullità che deve connettersi a sua volta affinché si realizzi.
Sono convinto che la mia donna, ma io certamente, sperimento una sensazione di appartenenza al tutto, un’intimità, una sensazione di espansione, di libertà che è impossibile provare nella miseranda posizione di intimità esclusiva che qui tanto si decanta.
CB dai, l’ ho voluta buttare in battuta, perchè non so più come farti capire che quel “qualcosa in più” che arricchisce il rapporto non dovrebbe essere cercato al di fuori, tramite presenze terze. Altrimenti, come giustamente puntualizza anche la nostra Crazy, verrebbe a mancare il fattore preponderante di un legame che abbia radici profonde: cioè il carattere di esclusività. A me continua a sfuggire il motivo per cui il piacere come lo intendi tu deve per forza di cose essere disgiunto dal concetto di fedeltà. Per trovare un perfetto connubio tra eccitazione e fedeltà bisogna cercare e guardare nella giusta direzione. Forse chi è rimasto deluso dal suo menage monogamico di coppia, o chi ha vissuto lo scambismo come un’ esperienza deludente da non ripetere, in quel momento guardava e cercava nel posto sbagliato. Nulla di grave, a questo c’è rimedio. Magari imparando ad orientarsi con uno di quei goniometri di cui ci parla il buon vecchio Yog. Se anche ci fosse uno sfasamento di pochi gradi, a quel punto poco importa.
Ciao Crazy. in realtà di solito il percorso avviene in maniera inversa: prima si acquisisce autostima, o meglio – SI IMPARA ad acquisirla – e questo permette poi di trovare la persona GIUSTA PER NOI. E’ cosa difficile e anche faticosa, ma ne vale indubbiamente la pena. Non soffermarti su ciò che è stato e non avere pregiudizi di sorta verso gli uomini, ma guarda avanti. Impara a distinguere quelli che fanno al caso tuo da tutti gli altri. Prendi la tua esperienza scambista semplicemente come una circostanza che ti è servita per evolverti, ma che non vuoi ripetere. Tutto qui. Una cosa è certa: un rapporto d’ amore, per definirsi tale, deve apportare qualcosa di costruttivo e di positivo nella nostra vita, e tra i due partners dev’ esserci una comunione di intenti e un impegno reciproco, come appunto la fedeltà. Altrimenti non è amore ma è qualcos’ altro. Magari anche piacevole e “utile” sul momento, ma è ALTRO. Un saluto.
Golem quando ho visto montare dei sistemi elettronici con telecamera ai semafori che rilevano i trasgressori, ho pensato che avessero fatto una buona cosa. Quando però sono stato in Thailandia, mi sono meravigliato che sui semafori c’erano montati dei semplici pannelli luminosi che indicavano i secondi restanti prima che scattasse il colore successivo, costatando quanto più semplice, economico ed efficiente fosse quel sistema, ho dovuto perciò ricredermi. Se tu scrivi: “durante la ricerca ho visto quanto il mondo assomigli a quella mia situazione”; mi chiedo a quale mondo ti riferisci, a quello che ti somiglia? Perché in quel caso non ho dubbi, ma credo che questo non sia un sistema che si possa giudicare scientificamente valido.
Dopo una ricerca approfondita che abbraccia diversi campi della conoscenza, dici di aver riscontrato un comportamento umano universalmente comune, e poi ti rifiuti di divulgarlo perché troppo lungo da spiegare; io se fossi in te ci scriverei su un bel libro che sicuramente avrebbe un grosso eco nel mondo scientifico. Almeno in me troveresti un curioso e fervido lettore, anzi, mi propongo ad esserne il curatore.
Vedi Golem, tu non puoi sapere cosa io provo con la mia donna, >>>
>>> come non posso saperlo io di tè; però non mi ergo a giudice, mi limito a riportare osservazioni fatte dagli studiosi di tutte le discipline attigue a quel fenomeno, e i relativi riferimenti per verificarli, perché credo che questa sia la strada giusta, piuttosto che riferirmi ad un senso comune che non ha alcuna valenza oggettiva. Oltretutto io ho esperito entrambe le situazioni, e non sono un superficiale, incapace di coglierne le differenze e le valenze di entrambe.
Cosa vuoi che ti dica, io sono fatto così, e ne sono veramente molto contento.
Riguardo il tuo ultimo intervento volevo aggiungere solo che un partner che ti ama davvero VUOLE essere fedele. Tu continui a voler vedere il rapporto monogamo come una forma di egoismo reciproco. Non è così, almeno non sempre, ma questo dimostra solo che tu, e quelli che la pensano come te, non hanno mai provato quello che ho inteso dire. In quei pur rari casi, il sesso non può, non riesce a svincolarsi dal “resto”. Ma questo succede solo se si è diventati adulti emotivamente, e non solo anagraficamente.
Insomma, sei scusato dai, perchè se non hai mai provato “quella” sensazione è come parlare a un cieco di colori.
Ciacciaccià.
Continuo a costatare che in questo dibattito compaiono elementi trasfigurati da un mitico sentire e che perciò ritengo necessario chiarire. Primo tra tutti il sentimento amoroso che contempla valori come: il rispetto dell’altro fino al sacrificio della propria individualità; il senso di fusione del sé con l’altro; la fedeltà emotiva nei confronti dell’altro. Cose che sono perfettamente compatibili con qualunque tipo di rapporto esclusivo e non, come: monogamia tradizionale; monogamia scambista; coppia aperta; poliamore; sadomasochismo…. Altro elemento costantemente distorto è il concetto di fedeltà che significa: costante rispondenza alla fiducia accordata da altri o impegno liberamente assunto; quindi si tratta di un atteggiamento verso l’altro che tiene conto del concordato stipulato, implicitamente o esplicitamente. Quindi, per chiarire, se in una coppia tradizionale, uno o entrambi i partner, effettuano attività sessuali con terzi, si concretizza l’infedeltà; mentre non si concretizza alcuna infedeltà nel caso di una coppia scambista o aperta, dove l’attività sessuale con terzi è preventivamente concordata. Diverso il caso del poliamore in quanto dipende dal tipo di accordo stabilito.
MG concordo con l’atteggiamento preso nei confronti di Crazy, ma ritengo che sia giusto chiarire ciò che ritengo inesattezze. L’autostima è un processo costante che dura per l’intera vita individuale e che porta all’autovalutazione del proprio valore personale attraverso l’autopercezione, pertanto va valutato in un’accezione generale e non legata essenzialmente alla ricerca di un partner idoneo. Concordo inoltre con la necessità di usare tutte le esperienze acquisite al fine di migliorare i propri atteggiamenti verso l’esterno, sarei però propenso a considerare un’esperienza non in maniera generalizzata e definitiva. Rispetto però alla chiusa del tuo intervento, ti rimando a quanto ho detto sopra.
Golem ritengo che abbia molto sopravvalutato la tua autostima, difatti continui ad insistere di essere in grado di percepire cose che gli altri non sono in grado di fare, e poi dimostri di non riuscire neppure a comprendere il significato di un termine che qualunque dizionario serio può chiarirti; cosa tra l’altro già avvenuta su queste pagine e non da parte mia; rimando pertanto anche te su quanto detto sopra. Comunque aggiungo che, visti i presupposti, non sei nelle condizioni di biasimarmi.