Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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Beh, Io sono laico e ateo perciò non c’è contradittorio, tuttavia ammetto una valenza sociale delle religioni in genere sia quelle che partono dall’interno dell’individuo per raggiungere l’equilibrio con l’universo, sia quelle che ascendono al di fuori dell’individuo per presentargli delle regole che se adottate dovranno renderlo perfettamente sintonico con l’universo; però la nostra religione è troppo invadente, rende il super Io troppo intransigente e l’Io troppo debole.
Io posso tentare di comprendere ogni cosa, ma fatico a capire l’ingiustificato. A mio modo di vedere, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (terzo principio della dinamica), ed essendo questa una legge fisica della natura, non può essere disattesa, se quindi esiste un qualche cosa, deve esserci una causa che l’ha generata, se esiste la religione, da qualche parte deve esserci un motivo scatenante. La ragione della sua esistenza (mi riferisco alle monoteistiche abramitiche), per me è evidente: ci troviamo in zone desertiche di circa tremila anni fa, gente grezza ed ignorante che viaggia per interminabili giorni nel nulla, in grado quindi di comprendere soltanto la loro centralità nell’universo che li circonda e che conoscono. È facile intuire la loro arroganza nel credere che tutto gli è concesso e tutto può essere preso. Per ogn’uno di essi, il cammello, la capra, la stessa moglie ed i figli che gli sono accanto, sono tutte di sua proprietà, ma ciò porta all’autodistruzione, perché se incontra un altro viandante non può che percepire diffidenza nei suoi confronti. Anche l’altro è come lui, anch’esso ha proprietà da difendere. Uccidere, rubare le cose altrui, è soltanto una questione di capacità, non c’è nulla che possa impedirgli di compiere queste azioni se non la sua coscienza che sta nascendo (vedi “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” di Julian Jaynes). Se si studia la nostra religione s’intuisce chiaramente che ogni suo passaggio nasce per dare risposte a questo tipo di mondo, la religione quindi è la reazione naturale a questa realtà. Gli uomini più intelligenti di quel tempo intuivano tutto ciò ma come potevano porgli rimedio se non attraverso mirabolanti divinità che tutto vedono e tutti possono raggiungere, che possono elargire premi e punizioni senza essere contrastati, e quale premio se non una vita migliore dopo la morte. In buona sostanza la religione, se la osserviamo con quest’ottica, diviene così puerilmente comprensibile, ogni passaggio diventa chiaro, non vi è più nessun miracolo, non vi sono più ascetiche visioni, vi è semplicemente una pratica reazione alle distorsioni sociali di quel tempo.
Oggi però le cose sono molto cambiate, il mondo in cui vivo non è più il centro dell’universo, la donna che mi vive accanto non è più una mia proprietà. Propormi ancora quello schema diviene per me un atto d’arroganza insostenibile, dirmi oggi di non uccidere è offensivo, anche se comprendo che non tutti sono ancora così evoluti da capire autonomamente tutto ciò e quindi sopporto l’ardire di chi lo segnala. Oggi esistono tantissime leggi da rispettare, ma la gran parte di noi non le conosce (esclusi forse i legislatori, i giudici, gli avvocati e pochi altri) , eppure la gran parte di noi le rispetta e lo fa anche meglio di quanto sia in grado di fargli fare la giustizia, difatti essa non è quasi mai realmente in grado di raggiungere una vera equità.
Continua
A mio modo di vedere, giudicare lo scambismo “osceno” e “insano” guardandolo solo attraverso le lenti del moralismo imposto da una cultura dominante, senza studiare le ragioni di questo fenomeno è puerilmente immaturo, e se proprio devo dirla tutta, mi sembrano immaturi tutti gli atteggiamenti posti in essere da chi crede per fede e non si pone l’obiettivo di comprendere le ragioni delle cose. Per me è saccente soltanto colui che ostenta una sapienza (conoscenza consapevole ed oggettiva) che non ha, è arrogante chi mostra un costante disdegno verso colui che non condivide il suo stesso credo.
Io non considero uomo colui che si rifiuta di affrontare un problema solo per paura o preconcetti, un vero uomo valuta e poi decide. Conoscere, è a mio modo di vedere, il primo passo da compiere prima di poter esprimere una valutazione, e questa è il preludio ad una scelta ponderata e libera. Un uomo è tale solo nel momento che effettua scelte libere e non costrittive. Se si è assoggettati a restrizioni, non si è quindi liberi e non si può essere uomini, come non sono leoni quelli chiusi in una gabbia dello zoo che soffrono ed hanno atteggiamenti non più propri della specie. Se al leone gli viene dato il cibo ad un orario stabilito, esso perde il suo istinto a cacciare ma soprattutto perde la sua essenza di leone. Cos’è un leone incapace di sopravvivere nella savana se non un simulacro del leone stesso. Un uomo può soggiacere a leggi che consapevolmente riconosce giuste per un fine oggettivamente sano e che perciò accetta scientemente, ma quando soggiace a costrizioni fondate sulla sua paura e che quindi fanno leva sulla sua consapevolezza di essere fallibile e limitato, esso perde la sua essenza di uomo trasformandosi nella sua misera simulazione. La religione fa questo, trasforma ogni cosa in una recita di se stessa, essa impone simulacri di divinità, rappresentazioni di leggi altrimenti sociali e, cosa più grave, trasforma l’uomo in una recita di sé stesso. A me resta impossibile accettare una religione se questa tende a rendermi innaturale. Reputo accettabili quelle filosofie religiose, che volgono la loro attenzione ad un miglioramento personale, come ad esempio il Buddhismo, il Taoismo, lo Zen, che non aspirano ad alcuna divinità impositiva, ma solo ad un miglioramento individuale, ma soprattutto alla scienza in genere che s’impone esclusivamente la conoscenza oggettiva della realtà.
L’interpretazione restrittiva della sessualità da parte della religione, tende a sopprimere la bestialità istintuale che spinge a comportamenti insani degli individui in una società primordiale in cui la religione era l’unica modalità costituzionale, ma ciò genera in realtà una deformazione dell’essenza umana, fattore secondario ai tempi a cui si riferisce. Il ricorso ad un valore procreativo della sessualità è reso necessario proprio dalla necessità a ridurre in maniera significativa l’istanza sessuale.
X dott50
Vorrei riprovare a rientrare nei canoni un po’ più stringenti della nostra ricerca, anche se la chiesa trova sempre il modo d’inserire il suo zampino nelle cose terrene (in quanto quelle celesti non gli procurano grandi benefici in terra), ed io, in qualità di ingenuo qual sono, mi lascio immancabilmente tentare.
Trovo molto interessante lo studio di Herbert Marcuse riportato nel suo: “Eros e civiltà” di cui ne riporto qui un breve passo:
“… La soddisfazione degli istinti parziali e della genitalità non procreativa viene repressa come perversione, o a seconda del loro grado di indipendenza, sublimata, o anche trasformata in elementi sussidiari della sessualità procreativa. Inoltre, nella maggior parte delle civiltà, quest’ultima viene incanalata in istituzioni monogamiche. Questa organizzazione porta ad una restrizione quantitativa e qualitativa della sessualità: l’unificazione degli istinti parziali e il loro soggiogamento da parte della funzione procreativa, alterano la natura stessa della sessualità: da un «principio» autonomo che governa l’intero organismo, essa si trasforma in una funzione temporanea specializzata, in un mezzo per raggiungere un fine. Nei termini del principio del piacere che regola gli istinti sessuali «non organizzati», la riproduzione è soltanto un «prodotto secondario»; il contenuto primario della sessualità è la «funzione di ottenere piacere da zone del corpo»; questa funzione passa soltanto «successivamente al servizio di quella riproduttiva»…”.
Come stavo tentando di esprimere, il sesso non è un valore squisitamente procreativo; esso lo diventa come termine aggiuntivo. Del resto basta percorrere l’intero arco evolutivo umano per rendersi conto di quanto esso sia percepito principalmente come un fattore di piacere. Ecco la radice della condanna del piacere da parte di una religione arcaica a cui necessitava stabilire un limite al ricorso verso una sessualità libera e potenzialmente pericolosa per il bene collettivo. Un fattore squisitamente sociale che però necessitava di una qualità inesistente al tempo, un sentimento di appartenenza ad una collettività, paritetica alla forza istintuale esclusivamente individuale.
Il fattore di sessualità soggiogata dal fattore procreativo e monogamico è quindi un bisogno sociale di cui la religione si fa paladina trasformandolo in valore etico, nella realtà sarebbe meglio definire morale vista la sua validità meno qualificante del suo aspetto. La morale cristiana tenta d’imporre ancora oggi questa prospettiva nonostante il suo aspetto abbia perso nel tempo quello smalto che lo giustificava.
Che significato ha quindi lo scambismo attualmente? Direi “trasgressione” per quanti lo valutino sotto la prospettiva di una ribellione alle regole morali, mentre invece, come semplice attività ludica legata al piacere (gioco), per quanti hanno raggiunto una consapevolezza del proprio essere, libera da costrizioni impositive da parte di una cultura retrograda rispetto ai tempi.
Che la sollecitazione sessuale sia primitivamente rivolta al solo soddisfo di un istinto non procreativo è quasi banale; infatti il sesso praticato al fine procreativo presuppone una coscienza (Io faccio sesso perchè attraverso quest’atto avrò un figlio e mi perpeetuerò) e questa visione procreativa-cosciente del sesso matura successivamente negli anni, nell’uomo; ma sappiamo benissimo che si nasce già con un “energia psichica (libido) sessuale indifferenziata” che è tesa solo al soddisfo di questa sollecitazione, senza altro scopo. Credo che questo è un istinto sessuale non procreativo individuale (genitalità non procreativa) che forse è finalizzata ad una genitalità procreativa di specie. In quest’ottica potremmo vedere lo scambismo come la volontà dell’uomo di ridurre fino annullare l’Io individuale per entrare a far parte di un progetto di più ampia portata, ossia la perpetuazione dell’Io-specie; ossia un istinto di vita colletivo. Mi sorge un dubbio: questo sacrificio dell’individualità a favore della specie non comporta una perdita di identità individuale? Cara Coppia, credo che dovremmo vedere lo scambismo osservandolo come fenomeno della società attuale e non come un fenomeno psicoanalitico individuale, almeno per ora; intanto dobbiamo convenire che esiste e non lo possiamo ignorare. Vediamo ognuno di Noi, compresi i baciapile, di dare una nostra opinione sul perchè esiste questo fenomeno; ossia procediamo con metodo Galileiano, senza lanciarci in deliri ideativi, ma procedendo passo per passo ad analizzare il fenomeno. Quindi prossimo post per ognuno di noi sarà: Perchè nella nostra società occidentale si stà verificando il fenomeno dello scambismo che recluta sempre più coppie? Mi raccomando le opinioni devono essere non cervellotiche e filosofiche, ma quello che vi viene in mente come se steste parlando con un amico, in maniera serena
caro dott..
Domanda chiarissima!
La risposta la troviamo nella vita di tutti i giorni, lo scambismo esiste da decenni, ma solo in questi ultimi anni ha reclutato molte coppie..secondo me il motivo é legato semplicemente alla mancanza di quei valori che tanto vengono criticati. Negli ultimi anni si é abbassata notevolmente l’età del primo rapporto sessuale, “bambini” che a 15 anni sanno già tutto dell’amore (o del sesso), la promiscuità diventa sempre più “normale”…sarò bigotto a soli 27 anni, ma le ragazzine che fanno i pom..ni a 12 quando ero ragazzo io non ce n’erano!
Tutto ciò a mio parere legato ai messaggi subliminali che ci arrivano dai mass media, dove una pornostar può diventare sindaco, un trans può entrare in parlamento, un settantenne si circonda di mignotte, e chi più ne ha…quindi secondo me questa “liberalizzazione” del sesso (estremo, trasgresssivo, omosessuale,etc..) sta diventando una moda, e come tale é passeggera…
Sarò all’antica, ma preferisco fare l’amore 1 volta a settimana per un giorno intero, piuttosto che una sco.... di 15 minuti al giorno tanto per “gioco”…
Attenzione, anche per me a volte il sesso é puramente divertente, ma lo pratico solo ed esclusivamente con la mia donna…!
Ok dott50, seguire il metodo Galileiano, ritengo sia una buona idea, ma non dimentichiamo mai che quello che percepiamo della realtà è trasformato dall’Io, sotto l’egida del Super-Io, che continua imperituro la sua opera falsificatrice. Cerchiamo quindi di focalizzare la nostra attenzione sulla domanda che poni: “Perché nella nostra società occidentale si sta verificando il fenomeno dello scambismo che recluta sempre più coppie?”
Prima di tutto dovremmo chiarire se si tratta di un fenomeno legato realmente alla società occidentale, in che misura, e poi è un fenomeno moderno? In realtà basta guardarsi intorno per scoprire che non è così, questa è una falsificazione dovuta al nostro infaticabile amico. Credo che ormai sia da tutti risaputo che in India esiste un antico testo sul comportamento sessuale umano di nome Kama Sutra. Sugli antichi templi induisti si trovano scolpiti innumerevoli bassorilievi che rappresentano in modo inequivocabile ogni tipo di rapporto. Lungo tutte le strade del Nepal, ho potuto ammirare personalmente innumerevoli sculture, oggetti di culto (completamente strofinati da mani fedeli che li ricoprono di polvere colorata), con forme chiaramente falliche, di ogni dimensione e materia, chiamati lingam, conficcati in altrettanto chiare rappresentazioni dei genitali femminili detti Yoni. Negli scavi di Pompei ed in alcuni musei nostrani, si possono ammirare vasi, disegni e rappresentazioni di ogni tipo di rapporto. E poi in Perù, nelle Americhe, in Giappone, insomma in tutto il mondo ci sono antichi simulacri di rapporti non proprio “normali” [secondo il “nostro” (meglio sarebbe dire Super-Io) sentire “comune” (sarebbe a dire catechizzato)], né tantomeno monogami. Ciò dovrebbe farci comprendere che non si tratta proprio di una perdita di moralità dei nostri giorni e del nostro mondo occidentale, anzi spesso sono proprio rappresentazioni religiose e motivi di culto, che ci rammentano che oggi non si può più vendere o dare in sposa la nostra figlioletta 12enne per un tozzo di pane. Proporrei quindi, prima di commettere errori di valutazione, di spogliarci dei nostri pregiudizi, delle nostre convinzioni preconfezionate e provare a guardare il mondo per quello che realmente è (se mai la cosa fosse possibile). Non ci resta altro da fare che tentare di smontare costantemente ogni perversione che il nostro Super-Io c’impone.
Proviamo ad immaginare il mondo se noi continuassimo a vederlo attraverso le lenti aberranti dei nostri avi, non ci sarebbe possibile vedere la donna che ci è accanto come un essere indipendente ed autonomo che non può essere di nostra proprietà, e di cui non possiamo disporre come più ci aggrada, per contro sarebbe ancora possibile concepire le famose “case chiuse” dove svezzare i nostri ragazzini al sesso, ed il “delitto d’onore” si presenterebbe ancora come naturale, e cosi via. È proprio vero quindi che il mondo di allora era più etico di questo?
Continua
Mi sovviene che quelle mentalità così distorte hanno fatto da freno per millenni al nostro progresso, e se oggi possiamo avere computer, tablet e tutto il resto è proprio perché abbiamo iniziato a comprendere che trasgredire quella morale non era un fatto ineluttabile e distorto, ma un semplice avvicinarci alla realtà vera. Qui trasgredire significa rendere la realtà percepita più simile a quella naturale. In questa visione nuova, la sessualità non è una perversione ma, come indica Freud, «l’unica funzione dell’organismo vivente che si estenda al di là dell’individuo, e che garantisca la sua connessione con la propria specie», ed essa è organizzata e regolata dal principio della realtà.
Ricordiamo come nonostante gli enormi sforzi e la grande perizia nelle misurazioni che i cartografi di un tempo applicavano; le loro opere presentavano un abnorme distorsione nelle proporzioni tra il continente africano, quello asiatico e quello europeo. Ciò era frutto di una aberrazione che contemplava l’Europa come il mondo in cui essi vivevano e quindi dotato di qualità superiori; come avveniva nell’altra grande falsificazione che riguardava la concezione della terra come il centro dell’universo. Avete mai ammirato un quadro di Giotto, uno dei più grandi pittori nella storia dell’arte, avete mai notato quanto distorte fossero le proporzioni nelle sue opere? Oggi possiamo cominciare a comprendere quale groviglio di interazioni esiste nella realtà del mondo, proprio perché abbiamo smesso di considerare l’uomo come il fine del creato, dandogli una posizione meno egocentrica della sua essenza e quindi più realisticamente naturale.
È in questo contesto che dobbiamo considerare lo scambismo, non quindi come un’aberrazione dei nostri comportamenti umani, ma come una realtà universale inglobata in un mondo vero e non egoisticamente esclusivo dell’uomo.
Ritengo perverso ed aberrante ripetere ininterrottamente sempre uno stesso ritornello, tra l’altro senza che se ne possa minimamente verificare l’attendibilità, facendo si che esso ci penetri così profondamente finché non s’inglobi nella nostra stessa pelle, mostrandoci un mondo che non è. Del resto basta assistere a qualunque dibattito di un fedele, per rendersi conto di quanto distorta sia la sua percezione della realtà. Negando l’evidenza, esso si erge a giudice dell’operato altrui, arrivando persino a disconoscere la stessa opera omnia del suo credo. Ciò che si deve sempre tenere a mente è che ciò che ci si presenta innanzi nella vita, è sempre e solo un simulacro di ciò che è vero. La realtà esiste indipendentemente dal nostro essere.
Cosa ne pensi, sono stato troppo cervellotico? Se si, me ne duolo, ma non vedo altro modo per aprire le porte ad una comprensione più realistica del fenomeno, ritengo che sia ingenuo ed errato valutare le cose non per la loro essenza, ma per i valori che noi gli diamo; sbagliamo già così, figuriamoci cosa avverrebbe se disconoscessimo questo modo d’agire.
X Ste
Tu affermi: “secondo me il motivo é legato semplicemente alla mancanza di quei valori che tanto vengono criticati”; pertanto ritengo Tu voglia dire che oggigiorno c’è una tendenza alla caduta dei valori morali che ci fa diventare “debosciati”. Analizziamo cosa sono i valori morali; essi sono i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. L’insieme dei valori morali è definita “ETICA” che ha ad oggetto i valori morali che determinano i livelli RAZIONALI più elevati del comportamento umano. Poichè i valori morali derivano dal raziocinio, essi indicano l’assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano in una determinata regione ed in un determinato periodo storico. Non ha senso parlare di “Amor di Patria” al Polo Nord o nella Savana come non ha senso l’onore della propria parola se le transazioni economiche avvengono esclusivamente mediante danaro per cassa e così via. Però prendiamo l’onor di Patria” che possiamo definirlo come il richiamo morale più elevato nell’uomo organizzato e strutturato in un popolo; basti pensare ai milioni di uomini che hanno dato la propria vita per la patria; orbene Tu, in qualità di cittadini italiano non hai dubbi su questo valore morale alla luce della quotidiana evidenza che noi cittadini siamo tartassati ed affamati e chi invece detiene il potere: politici, banchieri (non hai la minima idea dei soldi che prende un “semplice” consigliere di amministrazione di una banca qualsiasi), L’amministratore delegato di Equitalia percepisce oltre 500000 euro l’anno. Insomma rifletti e rispondimi; andresti a dare la tua vita in guerra per Bersani o Monti o Ligresti? Io no, dimmi pure che non ho amor di patria; se invece sei d’accordo con me al prossimo post esamieremo un altro valore morale.
X Coppia
Vi leggo volentieri, però mi sembrate un pò troppo tesi a dimostrare a tutti i costi la vs teoria che in linea di massima mi trova d’accordo. Troppo svolazzare nel tempo e nello spazio non giova al ns obiettivo, non potete negativizzare il Super Io in maniera così perentoria. La religione cristiana ha una base filosofica che non si può liquidare con faciloneria; le rinunce, le penitenze, l’opposizione al soddisfo del piacere istintuale (NON SOLO SESSUALE) ha una sua valenza che Io credo non sia sfuggita a persone colte ed intelligenti come Voi
dott..
Ho capito il tuo ragionamento..però é un po’ troppo tirato..la situazione guerra é assai estrema per prenderla come esempio, anche se ti assicuro che ai tempi forse ce n’era fin troppo di onor di patria, oggi é sparito…!
Credo che il cittadino medio italiano si possa definire “pecorone”..banalizzo: tutti si lamentano? Mi lamento anch’io!…ci sono un sacco di evasori! Allora evado anch’io..!
Questo vuol dire mancanza di valori e di identità, ed é proprio questa mancanza che ti porta ad estremizzare la vita: droga, sesso estremo e prematuro, soldi sporchi e avidità..ammettiamolo, negli ultimi 10/15 anni questi problemi si sono amplificati e non solo in Italia..vedi USA…!
Allora di chi é la colpa? Sicuramente dei possessori dell’informazione che usano i filtri che vogliono loro e manipolano i pensieri della gente…e sicuramente nostra che dovremmo capire e interpretare i messaggi subliminali, e che non ci rendiamo conto che stiamo rovinando questo mondo che (religiosi oppure no) ci é stato lasciato in eredità da qualcun altro…(e lasceremo ai nostri figli)…
Quindi semplicemente reputo lo scambismo una deviazione infelice della vita sessuale..tutto ciò che é esibizionismo é una deviazione nella morale di un uomo, il voler apparire, il voler sembrare sempre il migliore, il più saccente…ci vorrebbe una bella doccia di Umiltà, con bagnoschiuma alla Sobrietà ed asciugamono al gusto Etica e metà dei problemi di questo mondo si risolverebbero…e qui poco centrano cristiani, buddisti o musulmani…
X coppia:
il dono della sintesi…(questo sconosciuto)… 😉
fatico molto a leggervi, tutti i post sembrano uguali..poi guarda ti invito a fare una chiaccherata con un professore di teologia o con uno studioso di testi sacri, ponendo tutti i tuoi quesiti interessanti e troverai molte più spiegazioni di quanto credi, quel mondo che credi così irrazionale in realtà, va interpretato ed é proprio questo il limiti tra un credente e un non credente, per leggere la bibbia e i vangeli c’é bisogno di una guida..non tutto salta all’occhio con una semplice lettura!
Caro dott50, se il Voi è riferito al fatto che mi presento come coppia, devo dire che la mia compagna raramente si sofferma sul dibattito, se esso è invece un valore nei miei riguardi… Ritengo comunque che sia più opportuno usare il tu che mi fa apparire più affabile e fraterno il nostro scambio di opinioni.
Comprendo la tua prospettiva, che in parte condivido, ma in realtà io non disprezzo affatto il valore del Super-Io, anzi ne stimo positivamente l’importanza. Il mio scopo qui, è di mettere in luce un aspetto che facilmente ci sfugge; cioè che nessun umano ha la possibilità di osservare la realtà delle cose se non attraverso un simulacro della stessa, e che si deve costantemente essere consapevoli di ciò.
Le mie apparentemente radicali prese di posizioni, hanno l’unico scopo di esasperane gli aspetti stridenti per evidenziarne maggiormente i contorni che spesso sembrano sfumare. Personalmente non ho alcuna velleità a dimostrare alcun ché, ciò che mi preme è di stimolare quante più riflessioni oggettive possibili per avvicinare una realtà soggettiva ella verità, anche se non posso negare di provare un qual turbamento nel ricevere giudizi su basi preconcette, in quanto non solo lo ritengo ingiusto, ma principalmente destrutturante.
Per concludere vorrei aggiungere due brevi osservazioni: la prima riguarda una distinzione che, semplicisticamente così farei tra la filosofia, che ha fondamento su argomentazioni logiche e razionali rispondenti a criteri d’indagine della conoscenza, e la religione che invece è un credo dogmatico espresso in simboli, miti, rituali e liturgie atte a mantenere viva una nozione sacra; la seconda osservazione riguarda invece l’inappropriata assonanza tra valori morali e religione.
Nella mia ricostruzione mentale, non vedo un campo di battaglia tra due fazioni in armi, ma piuttosto un laboratorio di ricerca dove tutti sono impegnati a chiarire gli aspetti dissonanti relativi lo studio in atto.
Una proposta, dai una sbircitina a questo link:
http://rolandociofi.wordpress.com/2011/06/27/swingingstile-di-vita-alternativo-nel-rapporto-di-coppia-una-ricerca-preliminare-con-le-coppie-scambiste/
X ste:
Speravo tanto di ritrovare un percorso comune, io non biasimo i religiosi in genere, anzi li ammiro per la loro incorruttibile lealtà. Chiarito ciò, non riesco però a tollerare la saccente ed arrogante presunzione della religione che vuole ad ogni costo porsi su un gradino superiore alla laicità. In realtà anche rispetto ad altre religioni se non ad essa stessa, e questo ritengo sia il male, che io rifiuto.
Se tu ritieni che leggere i libri sacri, quelli scritti dai tuoi confratelli credenti, disconoscendo tutti gli altri, sia illuminante, io non posso seguirti. Dico ciò perché non concepisco come si possa pretendere di considerare sacri dei libri che in realtà sono frutto di riscritture atte a ridefinire gli ambiti criticati del proprio dire. Se la natura dovesse modificarsi o adattarsi, ogni qual volta che qualche sua parte mettesse in dubbio il suo operare, io non potrei più ritenerla degna di fede.
Vorrei aggiungere qualche piccola riflessione al tuo dire: forse la perdita di valori che tu individui nell’attualità rispetto al passato, potrebbe avere almeno tre ragioni: prima, è aumentata la qualità e la quantità d’informazione; seconda è, che il senso dei valori percepiti si sia modificato adattandosi alla realtà; terza è che la tua percezione non sia libera ma assoggettata a costrizioni intellettuali.
Sarei disponibilissimo a confrontarmi con la teologia se questa non si basasse su teoretiche dogmatiche che io proprio rigetto, ma essendo questo il suo valore, io proprio sono impossibilitato a considerarla. Secondo il mio sentire, l’unica e vera qualità considerabile è la realtà che ci comprende, orfana però delle falsificazioni umane.
Quale mondo migliore avremmo se l’umano agire venisse spogliato delle meschinità utilitaristiche dei singoli individui o di gruppi di essi. L’unica qualità che riconosco alla religione è il tentativo di universalizzare la moralità in genere, se non fosse che il suo agire, poi smentisca tale atteggiamento. A me non resta quindi che fidarmi unicamente della natura che disconosce nel suo essere, ogni partigianeria, e non si propone d’insegnare, ma agisce insegnando.
Personalmente non ritengo che la causa del fenomeno dello scambismo sia imputabile ad una caduta morale, ma piuttosto ad una crescita di consapevolezza, in particolar modo di quella femminile, sulla personale qualità di genere. La donna non è più propensa ad accettare di occupare la condizione “impostale”, di subalternità all’uomo, essa esige la sua legittima condizione di essere, del suo diritto di godere del piacere del suo corpo e delle sue sensazioni, e questo a me non pare eccepibile né tantomeno immorale. Quanto diceva S. Clemente: “Ogni donna dovrebbe essere piena di vergogna per il solo fatto di essere donna”; questo sì che è immorale. Rinunciare alla propria essenza è immorale. Non vedo quale moralità viene mutilata se il sesso io lo faccia nel salotto invece che in camera da letto, o se lo faccio alla luce o al buio; se non ledo l’individualità altrui, non vedo perché non dovrei condividere il mio piacere con altri se è da tutti voluto. Andare al cinema da soli, se il film è bello, è piacevole, ma lo è ancor di più andarci con amici. Dov’è l’immoralità in questa modalità d’agire? Suppongo che l’immoralità nel fare sesso in comune, risieda esclusivamente nel ritenerlo nella propria essenza, una cosa sporca.
La perversione risiede nel voler condannare il prossimo qualora si discosti da un nostro sentire; se prediligo un determinato piatto, non posso pretendere che altri faccino altrettanto, pena l’affermazione di una personale deviazione. Cosa c’è di scandaloso o moralmente scorretto nell’amare il porno se non nel mercato che lo alimenta. Quale condanna oggettiva posso addurre all’eleggibilità a carica istituzionale di un essere (fisicamente menomato o trans od altro), se non in rapporto ad una sua personale incapacità intellettiva o ad un atteggiamento scorretto in esclusivo riferimento a quella carica? Per me è degenerante il ritenere che un essere debba rinunciare al proprio piacere, in base ad una interpretazione di parole dette da altri, ma ritenute ineludibili, in particolare se queste in verità non accennano assolutamente ad una tale condanna.
Perché mi si chiede, non mi avvicini a questo modo d’intendere le cose? La risposta è presto data: perché non lo sento appartenermi in quanto dissonante con la natura. La modalità di affidarmi ad altri che devono mediare ed in mia vece interpretare ciò che mi viene chiesto, mi suggerisce l’idea di un condannabile ed umano conflitto d’interessi. Se un mio genitore pretendesse da me un atteggiamento che lui stesso non persegue, ai miei occhi perderebbe ogni credibilità e rispetto.
X ste
Tu dici che io mi ripeto come un disco rotto: “tutti i post sembrano uguali..”, ma hai provato a rileggerti? A me pare che tu abbia una visione distorta della realtà: consideri tutti fratelli ma, nel contempo condanni gli omosessuali solo perché hanno avuto la sventura di nascere con un fisico ed una mente non collimanti tra loro secondo un tuo sentire, condanni le pornostar perché a differenza degli altri che si vendono (eticamente secondo il tuo sentite) per un tozzo di pane, lo fanno in un modo che non consideri “morale” e così via. Insomma tu valuti il mondo attraverso presunzioni; se consideriamo ad esempio la tua frase: ‘Sarò all’antica, ma preferisco fare l’amore 1 volta a settimana per un giorno intero, piuttosto che una sco..ta di 15 minuti al giorno tanto per “gioco”…’. Tu presumi che uno scambista sia attratto da una botta e via, forse ciò lo fanno quegli uomini che vanno a prostitute per soddisfare il loro istinto, negli annunci che gli scambisti fanno, si trova spesso specificato che cercano rapporti d’amicizia duraturi e non quindi i 15 minuti che tu indichi. Credo che come me siano molti, se non tutti, coloro che Amino al punto tale da voler esprimere il loro amore al mondo intero e condividerlo per tutto il tempo che gli è possibile. Se consideriamo la prima parte della frase, in cui adoperi il verbo “amare”, devo desumere che il tuo rapporto sessuale comprenda oltre al sesso, anche tutto il coinvolgimento sentimentale ed emotivo e tutto l’impianto erotico che ad esso è affine, cosa che giustificherebbe anche :“per un giorno intero”, e tu presumi che questo sia disconosciuto ad uno scambista? Ritieni che le “trasgressioni” siano una “moda passeggera”, anche se probabilmente esiste ancor prima che l’uomo prendesse in considerazione la monogamia. Cosa significa per te :“Sarò all’antica”? E all’antica quanto, ed è proprio come credi che all’antica significhi avere un rapporto di “un giorno intero”, perché allora non mi spiego il significato della frase ricamata sulle vestaglie delle nonne: “non lo fo’ per piacer mio ma per dare un figlio a Dio”, che tra l’altro è proprio indicativo di “una botta e via”: ed ancora, sei proprio sicuro che oggi si disconosca il piacere di fare l’amore per un giorno intero?
A me, leggendoti, viene in mente un troppo presumere ed una poca aderenza alla realtà, cosa che ritengo tipica di un credente che delega ad altro il suo sperimentare la vita. Uno che sia cresciuto con una “mamma” che gli ha evitato ogni sua caduta per schivargli il male, negandogli così l’esperire del crescere.
Allora, ora credo tu stia esagerando…
Io non condanno nessuno…io condanno l’esibizionismo…tipico dei nostri giorni…se non appari non sei nessuno oggi!!!
Questo è il discorso, puoi essere esibizionista al gay pride o al bar con gli amici, in forme diverse ma sempre esibizionismo è…!
Poi se vuoi farti portavoce del mondo degli scambisti, o scrivere il manuale del perfetto scambista, accomodati…questa ci mancava…!
Poi ovviamente prendi la mia frase buttata giù così e la amplifichi al mondo senza invece sviscerare concetti ben più complicati che ho citato…chiaro, parliamo di quello che mi fa comodo…!
E poi l’ultima frase proprio denota la tua saccenteria spicciola…
Secondo te dovremmo provare tutte le droghe del mondo per sperimentare di persona i danni che fanno?
A me basta vedere al parco un tossicodipendente che si buca per capire che è una cosa sbagliata…e mi basta sentir parlare un ben informato scambista per sapere che utilizza la donna come semplice giocattolo o figurina da scambiarsi con amici e conoscenti…ce l’ho ce l’ho mi maaaaanca…ah no vero si cerca anche un minimo di amicizia…ci mancherebbe…!!!
Se il tuo intento era convincermi su qualcosa sappi che stai ottenendo l’effetto contrario, e ammetto candidamente che a me non interessa convincere proprio nessuno…!!!
si fa sempre più interessante…. però si filosofeggia troppo.
Lo scambio di coppia non è per tutti, come per tutti non è il free climbing, il paracadutismo, il bungee jumping o altro ancora e le motivazioni che portano a fare questo sono le più varie e tutte, volendo, condannabili”( ma da chi?).
Anzichè entrare in empatia con queste persone per comprenderne le motivazioni scivolano subito nel giudizio o nella condanna.
Il nostro grande Luigi Pirandello ci ha lasciato scritto:
“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”
Albert Einstein, nel suo parlare epistemologico ci mostra come tutto ciò che ci circonda è relativo, mentre il nostro già citato Sigmund, con il suo “Io” & company, ci ha permesso di capire come si forma la nostra personale “realtà fasulla”.
Tutto ciò dovrebbe convincerci che nell’universo che viviamo non v’è certezza né potrà mai esserci perfezione alcuna. Eppure v’è in gran parte degli uomini sia l’una che l’altra cosa; per costoro chi non condivide questo vedere è un impostore, e come tale va condannato.
Secondo il mio sentire, il primo comandamento potrebbe essere: 1) Non commettere atti impuri. Ma ciò comporterebbe scrivere milioni di specifiche che l’uomo, comunque interpreterebbe a suo comodo.
Reputo cosa buona e giusta il diffidare in primis di sé stessi, di ciò che si ha dentro, e considerare amici coloro che ci aiutano in tale dubbio, ritengo non vi sia altra strada per la salvezza. Trasgredire tutto ciò, per me significa commettere atti impuri.
Come ci suggerisce Beppe Grillo, la luce che vediamo in fondo al tunnel, potrebbe essere un rapido che ci viene addosso. Siamo dotati di sensi che ci aiutano ad interagire con il mondo circostante, ma ci è necessario anche interpretarli nella giusta maniera se non vogliamo ritrovarci spiaccicati chi sa dove. Questo però non si può insegnare, si possono solo dare indicazioni, è il “fiuto” ed il “fato” a determinare la nostra salvezza. Una buona “mamma” è colei che sa intermediare tra rischio e protezione. Come dice ste, non è necessario provare a drogarsi per sapere quanto male ciò possa farci, ma non è neppure sano condannare aprioristicamente le cose; nella storia dell’uomo, le droghe hanno permesso grandi cose che solo oggi iniziamo a comprendere. Immolarsi per qualche cosa è un gesto insano, ma tanti di questi hanno dato buoni frutti. Dov’è la linea di confine tra giusto ed ingiusto? L’uomo se lo chiede da sempre, ma dove si trova non lo si scoprirà mai perché tale confine si sposta continuamente ed ogni qualvolta lo si raggiunge, ecco che esso non è più lì.
Concludo dicendo che l’interazione tra gli individui porta a cose grandiose, a meno ché essa non sia volta ad una guerra, soltanto a noi è dato il dono di decidere cosa fare. Disconoscere tutto questo dire, a mio modo di vedere, equivale ad ignorare quel primo comandamento indicato poc’anzi, che non sta certo a significare di non fare sesso così o colà.
Vorrei aggiungere un affettuoso Benvenuto a Claudio, che pare voglia dare un contributo e nuova vitalità a questo dibattito che appare purtroppo, sempre più di nicchia.
X ste
Abbiamo tutti compreso, oltre ogni ragionevole dubbio, che tu reputi, secondo un tuo sentire squisitamente religioso, lo scambismo una cosa sporca ed immorale. In verità però, qui non interessa il tuo giudizio, ma piuttosto il senso di questo fenomeno.
Analizzare e giudicare sono due cose completamente diverse, secondo il mio sentire, il primo termine significa esaminare con attenzione. Ciò implica un modo razionale di valutazione il più oggettivamente possibile, dove i fatti sono osservati, verificati e confrontati con la natura che è il metro di misura universale. Il secondo termine invece è legato ad esprimere un parere personale interpretato secondo un credo, che non ha valenza universale.
Il tuo modo di concepire il mondo è di carattere riduzionistico-meccanicistico, in pratica ogni argomento valutato è limitato ad un’unica modalità d’indagine. Attualmente questo modo di vedere risulta superato dalla realtà. Occorre spostare la prospettiva su un piano più multidimensionale, dove l’analisi viene effettuata con una modalità olistica.
Oggi assistiamo ad una crisi globale che abbraccia ogni aspetto della realtà e non soltanto nella maniera da te valutata, cioè attraverso ciò che indichi come “una caduta della morale”. Non è possibile giudicare tutti gli scambisti “uomini che usano le donne come figurine”, come non si può valutare tutti i preti come pedofili perché se ne è scoperto uno tra loro, così come tutti i carabinieri, o i meridionali, o gli africani, o tutti gli uomini, o l’intera razza umana; generalizzare è un modo pericoloso di valutare le cose, a meno che non sia consapevolmente utilizzato a fini statistici. Se effettuo un’analisi avendo in mente soltanto il mio concetto di moralità, non posso che ottenere una valutazione distorta della verità. Galileo ci ha insegnato che nell’indagine, bisogna prendere in considerazione tutti i possibili indizi e confrontarli con quanto espresso dalla natura, affinché si possa giungere alla conoscenza; si chiama metodo scientifico. Per questo è stato condannato dalla chiesa che tale atteggiamento non può ammettere. Non dico che ci siano uomini capaci di farlo ed altri no, ma piuttosto che tutti si devono sforzare ad agire in questo modo se vogliono conoscere la verità. Chi non agisce in tal maniera è perché: o non ha interesse ad impegnarsi; o proprio si rifiuta di sapere.
Se dico che “io non condanno nessuno”, significa che non lo faccio neppure verso gli esibizionisti, ma se poi condanno questo atteggiamento, vuol dire che lo applico anche verso chi lo pratica, smentendomi così da solo. Chi ha detto che lo scambismo sia sinonimo di esibizionismo?
Lo spazio è sempre tiranno e non rispondere ad ogni quesito postomi, non è dovuto a: “parliamo di quello che mi fa comodo…!”. Se vuoi, puoi indicarmi uno dei: “concetti ben più complicati che ho citato…” a cui io possa dar seguito con un’adeguata risposta.
X Coppia
Io non condivido la “perfezione della natura”. Perchè non siamo immortali? Perchè ci sono esseri che nascono storpi e menomati rispetto agli altri? Perchè sulla Terra c’è vita e su Giove no? Capisco che Tu voglia vivere secondo natura, però l’etica dove la metti? Io non concordo con Ste, credo che non esista la “caduta dei valori morali”, bensì la ” sostituzione di valori morali” poichè anche l’etica ed i valori morali non sono entità fisse, ma dinamiche che vanno di pari passo con le esigenze sociali del periodo storico. Lo scambismo, lo ritengo come un metodo che FACILITA ed AMPLIFICA l’offerta sessuale e non vedo nulla di male in tutto ciò, se entrambi i patners sono concordi; ma nulla di più. Dal punto di vista morale, tale pratica, fino a qualche tempo addietro, avversata dalle religioni di tutto il mondo (Coppia non venirtene fuori con i bassorilievi birmani) e mal tollerata dagli stati di tutto il pianeta, attualmente vive in sordina, poco affrontata dai sociologi, ma cmq esiste ed il fenomeno si va espandendo rispondendo al bisogno della coppia moderna di reintensificare la sessualità, insomma è un “amplificatore sessuale”; ciò non toglie che se Stè ama accoppiarsi solo con la sua donna e non ha altri pruriti, è condannabile. Non è universale nè lo scambismo, nè la monogamia.
X Stè
Mia moglie è davvero una bella donna, viso compreso, saresti disposto a corteggiarla con il mio consenso ed eventualmente ad andarci a letto?
Caro dott50, io dico che se avessi fatto il mondo, sarebbe stato sicuramente migliore, ad esempio io sarei stato irresistibile a tutti, e non avrei avuto alcun problema di sorta, ma naturalmente solo ed esclusivamente secondo i miei parametri, che forse tu ed altri sette miliardi di uomini non avreste condiviso. Uno storpio, è tale solo per noi, per la natura è esclusivamente un modo per addivenire al miglioramento della specie, A determinare so lo storpio o il sano siamo più rispondenti all’entropia globale lo stabilirà soltanto il tempo, quindi la natura stessa. Se gli umani fossero stati per la maggior parte storpi, quella sarebbe stata la normalità ed un uomo come noi sarebbe stato indicato come storpio. Questo è ciò che io intendo per “perfezione della natura”. Essa è quella che è, punto! Non esiste altra regola al di fuori di essa, e le sue leggi non possono essere modificate, adattate o altro. Esse sono là comunque, indipendentemente da tutto, noi possiamo soltanto provare a non rispettarle, ma sempre a nostro discapito. Vedi la crisi globale che l’uomo ha creato perché si è creduto al di sopra di esse.
Ma veniamo a noi.
Lo scambismo esiste solo nel nostro modo di concepire la realtà. In natura esiste solo il sesso in quanto mezzo di procreazione. Siamo soltanto noi a stabilire che gli esseri preposti a svolgere questa funzione siano sposati, monogami, o quant’altro, e stabiliamo anche la modalità con cui rispettare queste regole nostrane: attraverso leggi giuridiche; morali; o altro. Insomma, essere scambisti non è né giusto, né sbagliato, per la natura è solo necessario che noi facciamo sesso. Noi possiamo solo stabilire se è meglio farlo a letto o su un albero; sempre con la stessa donna o con donne sempre diverse; se cogliere il piacere che ne deriva o fustigarci per l’immoralità che ne consegue. La natura, attraverso il tempo che ne è parte, continuerà a farci procreare e svilupparci finché non si sarà esaurita la capacità a mantenere il disequilibrio energetico della nostra specie.
Se la chiesa, ritiene che usare il preservativo sia un male e far morire di Aids milioni di persone sia un bene, io posso solo ritenere ciò un fatto immorale. Per la natura invece è semplicemente un passaggio del suo inarrestabile percorso come lo sono state le pestilenze ed anche la bomba di Hiroshima, come è stata la vita dei dinosauri per milioni di anni, e come la loro scomparsa. Essa non si ferma a giudicare l’operato di alcuno, figuriamoci dell’uomo.
Mi permetto di dissentire sulla tua ricostruzione storica, ma essendo questa un’altra faccenda, la rinviamo ad altro momento.
Lo scambismo è uno dei mille modi con cui fare sesso, la monogamia invece è un’aberrazione concettuale (sancita per la società). Ovviamente questo è il mio modo di vedere, la mia interpretazione di ciò che la natura stabilisce, ma sono gli scienziati quelli più dotati a leggerla ed è per questo che li seguo con piacere.
ma che dici, uno storpio è un errore della natura e basta, gli umani contano uan minoranza di storpi e se Tu fai coincidere la normalità con la prevalenza statistica “Se gli umani fossero stati per la maggior parte storpi, quella sarebbe stata la normalità ed un uomo come noi sarebbe stato indicato come storpio” rafforzi il mio pensiero; però non esiste solo il concetto statistico della normalità, ma anche quello biologico/funzionale (se ad un uomo manca una mano avrà un attività prensile dimezzata rispetto a chi ha due mani): Se il concetto di normalità fosse solo statistico ci troveremmo a dire che Galileo Galilei o Einstein sono anormali. Ritornando allo Scambismo, premesso che siamo entrambi favorevoli allo scambismo, vorrei porti una domanda: che ne pensi dell’incesto? La ritieni una pratica normale? Hai preconcetti verso di essa? La pratichi l’hai praticata? Ma scusa non è più semplice ammettere che il sesso procura un piacere e lo scambio di coppia moltiplica questo piacere. Io mi annoio a far sesso sempre con mia moglie e sono disposto a mortificare l’esclusività e perfino il sentimento di gelosia pur di aumentare il ventaglio delle soddisfazioni sessuali.
Chiedo scusa al dott50, ma probabilmente non mi sono espresso con adeguata chiarezza. Io ritengo che una cosa sia la valutazione umana di un determinato evento, e tutt’altro è il valore metafisico del fenomeno stesso. Se si interpreta il contenuto di “anormale” come valore negativo, dire che Galilei o Einstein sono “anormali”, farebbe saltare dalla sedia. Il significato del termine però è: essere al di fuori della norma, cioè dell’ordinario, dell’usuale, ed essendo questi dei “geni”, cioè dotati di un Q.I. abnorme rispetto alla norma, consente oggettivamente di definirli anormali.
Se si considera ora la natura; possiamo convenire che essa non ha antagonisti, cioè essa è il tutto. Come tale è il metro campione di ogni cosa e quindi non può che essere impeccabile. Imperfetto può essere solo la mia interpretazione in quanto parzializzante. L’uomo può giudicare un animale veloce o lento, esclusivamente in rapporto ad un metro campione di riferimento. Solo quel metro conterrà in sé il valore di perfezione.
Avendo in mente i termini indicati, possiamo analizzare correttamente lo scambismo. Questo fenomeno è essenzialmente una modalità organizzativa di accoppiamenti sessuali tra maschi e femmine, quindi non contiene in sé qualità alcuna.
Il giudizio umano su questo fenomeno invece, può determinarne dei valori in relazione all’ambito valutativo rispetto al metro comparativo del giudicante. Lo scambismo può essere considerato in base al valore: morale; emotivo; fisiologico; amoroso; sociale. Rispetto ad ogn’uno di questi ambiti, si può poi assumere un metro valutativo guidandoci al giudizio, ad esempio: molto buono; buono; meno buono; indifferente; poco cattivo; cattivo; molto cattivo.
Se valuto lo scambismo da un’angolazione emotiva, ad esempio, cioè su quali emozioni esso produce, e considero il piacere fisico come un valore altamente qualificante, posso addivenire che esso sia “molto buono”. Per contro, se considero invece il piacere fisico come un termine dequalificante, evidentemente il giudizio non può che essere “molto cattivo”.
Ecco quindi che rientra il nostro Pirandello :” E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?”.
Un’ultima considerazione che ritengo utile se non indispensabile fare riguarda il rapporto d’amore che s’istaura tra due partner. Valutare questo fenomeno significa considerare due elementi che entrano in gioco: il senso dell’amore; ed i termini stipulativi istaurati tra le due individualità che vi partecipano.
Proviamo a stabilire i termini del primo elemento, il senso dell’amore.
È evidente a tutti che esso è un fattore emotivo che si presenta sotto diverse sfaccettature, ma quelle che io ritengo attinenti al nostro dibattere, sono principalmente due: quello definito amore romantico e l’amore sessuale.
— Continua —
In psicologia si sostiene principalmente che esistono tre fasi evolutive: infatuazione (o innamoramento); attrazione (o di affetto); e attaccamento. Tutte composte da vari elementi e stadi.
Tutto inizia con l’infatuazione; una forte passione, ma debole negli altri elementi costitutivi, il primo sprone di questa fase è l’istinto o la pulsione sessuale, cioè quello che abbiamo definito amore sessuale. In questa condizione, una grande qualità è assunta ovviamente dall’aspetto fisico.
Col tempo questo elemento si riduce dando spazio all’affetto, in pratica intervengono altri componenti valutativi più squisitamente interiori, come la cultura, la stima, gli interessi comuni, ed altre qualità possedute dal partner. Questa è la così detta fase di attrazione o altrimenti detta affettiva.
Ad essa succede quella detta dell’attaccamento in cui si passa ad amare l’essere nel suo complesso in modo pieno e totale, non più quindi solo per i suoi aspetti materiali e spirituali.
Sebbene gli esseri umani non siano in genere sessualmente monogami, si ritiene che lo siano emozionalmente, in pratica essi non possono amare (romanticamente) che una sola persona alla volta.
Secondo recenti osservazioni scientifiche si è appurato che, in relazione alla cultura che determina notevoli oscillazioni; dopo i 10, 15 anni di permanenza in questo stato, si passa dall’amore romantico ad un semplice piacere nello stare insieme.
Per ciò che attiene invece il secondo elemento, cioè i termini “contrattuali”, il rispetto di questi taciti accordi verso il partner è un valore fondante. Con esso si stabilisce un consenso di fatto alla facoltà di accesso al proprio essere. I mondi individuali si fondono stabilendo limiti comuni del sentire.
Se io ad esempio esperisco un moto di eccitazione nei confronti di un atteggiamento comportamentale dell’amica della mia donna, nasconderlo significa tradire le aspettative fiduciarie che essa ha posto nei miei confronti. L’unica possibilità che mi è data, non è quindi la negazione, ma di non sentire tali sensazioni; ciò però non è possibile in quanto si tratta di valori estranei ad un controllo emozionale, quindi superabili esclusivamente tramite deformazioni psicologiche della realtà. Ad entrambi i membri della coppia, non resta quindi che conoscere e condividere ciò che viene emotivamente provato singolarmente, pena l’annullamento di quanto stipulato e quindi la perdita del rapporto.
La consapevolezza di questi fattori ci consente di vivere adeguatamente nella realtà, e lo scambismo è un giusto mezzo per evitare improprie e pericolose menomazioni psicologiche.
Comprendo che l’estrema semplificazione effettuata per esprimere questi complessi meccanismi, può concedere ampi spazi ad una falsificazione dei termini stessi e me ne duolo, ma ritengo che in questi spazi non sia possibile ottenere di più. Forse sarebbe più opportuno utilizzarli per esprimere esperienze personali, riportando il proprio sentire, ma soprattutto omettendo giudizi.
“E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?”. No amico, in una società omogenea,le personalità sono individuali, ma i valori ed i comportamenti sono per lo più comuni, perciò “c’intendiamo perchè il senso ed il valore che sono dentro di me sono simili a quelle del mio interlocutore se entrambi abbiamo avuto lo stesso mondo”. Si, mi sembra parziale e semplicistico giustificare l’abbandono alla propria emitività (dare seguito all’attrazione che provo per l’amica di mia moglie) con la lealtà verso mia moglie nel tacerle quell’attrazione istintiva verso la sua amica). La religione in proposito ti dice: resisti all’istinto e ne riceverai un beneficio quando avrai la consapevolezza che la ragione ha prevalso sull’istinto, non solo, ma anche tua moglie apprezzerà la tua fermezza di proposito e ti amerà maggiormente. Insomma, mi stai facendo fare il difensore dei monogami, quando non lo sono. Non mi hai risposto: cosa pensi dell’incesto? Lo hai mai praticato? Lo pratichi? Ci tengo a che Tu mi risponda!
A me sembra che si stia filofeggiando troppo, per dare una giustificazione altisonante a quello che in fondo è una sco...., non diamoci motivazioni elegiache, scambio di coppi, sesso a tre, tradimenti ed anche astinenza, sono tutti metodi che ognuno pratica per alleviare un suo disagio interiore o de coppia, escamotage dettati dal tanto tempo che si sta insieme, o dalla noia o dalla insoddisfazione o dalla voglia di avere esperienze diverse con o senza il compagno, cambiano forse i modi o le spiegazioni che uno si dà ma di fondo resta che si vuole fare sesso con qualcuno di diverso del compagno abituale. Le altre sono tutte coperture per difendersi dai moralismi dando però a propria volta giudizi sul modo di vivere degli altri, perchè ovviamente è diverso dalle scelte che si sono fatte e mi sembra che questa discussione stia diventando un trattato-monologo di teologia.