Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
L'autore, Seb, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
4.815 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire commenti offensivi, futili, promozionali o di propaganda (politica, religiosa o di altra natura), né contenuti eccessivamente ripetitivi. Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi di canzoni, poesie o altre opere protette da diritto d'autore. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire commenti offensivi, futili, promozionali o di propaganda (politica, religiosa o di altra natura), né contenuti eccessivamente ripetitivi. Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi di canzoni, poesie o altre opere protette da diritto d'autore. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Dott50, ho letto con attenzione ed interesse quanto da te scritto e credo che sia giusto fare alcune riflessioni: prima di tutto l’utilizzo del “tu” nel nostro dibattito in quanto, anche se a te così è potuto sembrare, non sono un esperto, e la mia cultura è lacunosa, incompleta ed assolutamente inadeguata, e proprio per questo le nostre espressioni non devono assumere un aspetto qualitativamente disciplinare; inoltre, i termini “istinto” e “pulsione” stanno generando un po’ di confusione e forse qualche incomprensione, pertanto reputo sensato continuare nel perseguire un percorso analitico esaustivo sulla strada intrapresa, anche se così facendo, essa risulterà più lunga e difficoltosa. Comprendo che il nostro interesse è quello di interpretare nella maniera più corretta possibile lo SCAMBISMO nella sua accezione più ampia e reale, ma non vorrei che ci trovassimo in disaccordo e, dopo un’infinità di invettive, scoprire che dicevamo la stessa cosa, condizione non rara dal verificarsi nella realtà.
Ritornando quindi a noi, il termine ISTINTO si riferisce ad un comportamento automatico e quindi non è frutto né di apprendimento, né di scelte personali ma è fisiologico nel nostro stesso organismo (le nostre cellule contengono in sé meccanismi di riproduzione e sopravvivenza come la già citata strateggia K), mentre la PULSIONE si riferisce a quei meccanismi messi in essere dalla nostra specie per riprodursi e sopravvivere ad un livello più individualistico e mentale (si tratta quindi di fattori psicologici). Facciamo un esempio specifico per il nostro caso, anche se in maniera alquanto semplicistica e fantastica, ma giusto per avere un’idea univoca su ciò che intendiamo: la premessa è che l’Es desidera soddisfare il proprio principio del piacere attraverso il sesso, ad esso non interessa assolutamente nulla con chi lo facciamo, quando e come, a lui importa solo dare soddisfazione a questo bisogno di piacere. L’Io che è in collegamento con il mondo esterno attraverso i sensi, analizza ciò che lo circonda alla ricerca di una condizione che possa soddisfare questo bisogno. Esso vuole soddisfare la richiesta in atto, ma non si fida molto e teme che la realtà circostante non sia adeguata, pertanto, utilizzando i programmi ricevuti geneticamente e perciò diremo istintivi, cerca di mediare la realtà vera, trasformandola in una realtà posticcia che presenta all’Es affinché si calmi un po’, almeno fino a quando non si è trovata una condizione favorevole che corrisponda a quanto impartito dai suoi programmi genetici che servono a preservare la sicurezza individuale. Senza questa mediazione, l’Es salterebbe addosso a chiunque, anche sulla ragazza di quell’energumeno che la stringe a se passandoci accanto, con conseguenze prevedibilmente disastrose. L’Io invece fa si che l’immagine di quella donna stupenda, ci appaia brutta come la fame, così l’Es si calma ed aspetta impaziente che l’Io gli trovi una donna almeno decente.
Continua
Nel suo lavoro di ricerca e valutazione, l’Io, avendo ora un momento in cui c’è un po’ più di calma, si avvale anche della consulenza di un super tecnico, il Super-Io il quale ha studiato ad Oxford e gli consiglia sul da farsi da vero esperto. Ciò che scaturisce da questa collaborazione è la PULSIONE.
La pulsione quindi, si avvale di schemi appresi durante gli insegnamenti ricevuti dai propri tutori, quindi da genitori, parenti, insegnanti, preti e quant’altro, e perdura nel tempo lungo l’intero arco di sopravvivenza della nostra specie, cioè dalla cultura sociale in cui ci siamo formati.
Come si evince da questa fantasiosa ricostruzione, il tuo chiarimento, anche se fondamentalmente corretto, lasciava alcune insidiose lacune che possono portare a cattive interpretazioni.
Per concludere quindi, diciamo che l’istinto è quella voglia animalesca di fare sesso, che guarda solo se c’è una donna disponibile per l’accoppiamento, senza porsi tanti problemi. La pulsione invece ha bisogno di soddisfare anche il nostro buon Roberto che ci richiama al dovere morale appreso durante le lezioni di catechismo e che il nostro Super-Io diligentemente ci rammenta.
Alla luce di quanto fin qui detto rivediamo l’ultima parte del tuo intervento. Non è che la pulsione sia afinalistica e l’istinto no, entrambe vogliono arrivare allo scopo, cioè al fine di sco...., ma la pulsione si pone il problema della conservazione della specie perché influenzata dalle condizioni socio-culturali dell’ambiente che ci contiene ed in cui si è nati, mentre l’istinto non se ne po’ fregà de meno.
Ma la tua affermazione: “La PULSIONE SESSUALE non c’entra un bel nulla con la scelta sessuale mono o poligamica che dipende solo da regole”; pone un’altra questione che per la nostra indagine è più stringente: la scelta in un rapporto monogamo o meno è strettamente culturale oppure, alla luce di quanto detto nei post precedenti può assumere un valore genetico?
Alcune indagini scientifiche, come ad esempio quelle precedentemente postate, sembrano confermare la possibilità dell’esistenza anche di questa seconda ipotesi, quasi come se le informazioni culturali perduranti nel tempo potessero inglobarsi in qualche misura in quelle genetiche e perciò divenire addirittura fisiologiche, perdendo così il loro valore squisitamente culturale. Se dovessimo riuscire a confermare quest’ipotesi, potremmo trovarci nella condizione che, essere monogami o meno, può derivare tanto dal dettato dell’istinto che da quello della pulsione, sia in modo inclusivo che esclusivo. Questo naturalmente cambierebbe alquanto le cose, non credi?
Spero con questo di aver fugato sufficientemente ogni possibilità d’incomprensione, se ritieni che invece qualche passaggio sia in qualche modo ancora insoddisfacente, ti prego d’indicarmelo prima che si possa proseguire oltre, in quanto ritengo significativo stabilire se lo scambismo sia solo una trasgressioni alle regole sociali oppure se in esso vi sia anche una valenza fisiologica
CoppiaBiricchina, ti è mai venuto in mente di analizzare a quanto diavoli possono diventare i dottori quando divengono compulsivi con le donne importanti? Dai un occhiata ai film dove si comportano come dei merlini o pagliacci e non riescono nemmeno a toccare una donna che si dedica a dare sesso ai suoi amici. Tutto ciò che possono fare è sbirciare sotto le gonne. Questi tipi buffi, se lo vuoi sapere, sono i peggiori componenti di culti massonici che spiano sempre sulle attività dei fratelli di Gesù per attaccarli con la legge. Fatto strano è che non sono per niente buoni nè meglio dei cattolici perchè generano certi cavolo di diavoli di governo che uccidono chiunque oppone il loro governo e loro fanno finta di nulla ed evitano di arrestare i loro diavoli. Per cui non credere che dall’altra parte ci sia vero amore ma puoi facilmente essere amico con dei falsari che dicono di essere angeli di luce e parlano di amore.
La colpa non è di Roberto, ma di chi gli da retta seguendolo nei suoi ragionamenti farneticanti su Gesù e company…
E’ un po’ che non scrivo e sicuramente mi sarò perso qualcosa.
Sono cattolico praticante anche io, con questo vorrei intervenire con due concetti molto importanti che stiamo tralasciando.
Il primo riguarda il caro Roberto, cattolico come me, il quale però dovrebbe un attimo cercare di moderare i toni, noi uomini di fede (parolone) non siamo stati generati per condannare gli altri, ci dobbiamo limitare a diffondere i valori Cristiani, ma c’è da aver rispetto per tutti coloro che non la pensano come noi, dall’altro lato sono poche le persone, che si professano atee o agnostiche, che però hanno interesse a conoscere/capire perché tanti milioni di umani come loro credono in un Dio.
Il fatto di credere/non credere dovrebbe essere motivo di incontro e non di scontro…
Il secondo concetto, sul quale vorrei essere più esaustivo possibile, riguarda quanto scritto nella bibbia.
In chiesa prima di leggere il Vangelo si fanno tre piccole croci, una in fronte (la parola va compresa), una sulla bocca (la parola va divulgata), una sul cuore (la parola va vissuta)…
Tutto ciò che è scritto va quindi capito, divulgato e vissuto. La religione non è nient’altro che una guida.
Ho visto scritte le parole pulsioni e istinto, bhe prendendolo MOLTO alla larga si potrebbe arrivare a dire che la religione punta a controllare pulsioni e istinti, altrimenti saremmo ancora ai tempi della pietra…GENERALIZZO: se abbiamo un rivale in amore, ad esempio, l’istinto e la pulsione mi porterebbe a scontrarmi col nemico, fino ad ucciderlo, per non avere più concorrenza, il cristianesimo da due semplici regole…NON UCCIDERE, e NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI…basta rispettare le due regole e non si creano conflitti e l’umanità va avanti serena e tranquilla…
E’ tutto qui, un “fare” e “non fare…”
Il cattolicesimo dice no alla poligamia semplicemente per evitare conflitti e questioni morali, e tutto ciò ha radici molto lontane, ma non si può dire che la monogamia sia una condanna per l’uomo, come ho letto tra le righe di qualche post, questo è un’esasperazione tanto quanto pensare che l’uomo di natura è “scambista”, perché allora se l’uomo deve seguire sempre l’istinto lo deve seguire in tutti gli ambiti della vita, non solo nel mondo sessuale (dove ovviamente ci fa comodo), istinto è rubare al più ricco, istinto è accoppiarsi come e quando e con chi si vuole, istinto è uccidere il rivale, istinto è cercare di prevalere sul più debole…allora: siamo uomini con coscienza e intelletto? O siamo animali da cortile istintivi e pieni di pulsioni incontrollabili?
Siamo sicuri che senza le religioni ci sarebbe un mondo migliore? Non potrebbe essere anche peggiore?
Aldo, non voglio essere tacciato di colpe che non sento d’avere, io desidererei che ogni essere umano venisse ascoltato e ad ogn’uno di essi venisse data risposta, qualunque condizione occupi, anche quando, e purtroppo succede, facciano male ad altri, in particolar modo se sono a loro volta vittime inconsapevoli [per Roberto: questo è Amore, in quanto rispetta l’individualità altrui, mentre quello di un essere trascendente (o meglio, dei suoi ministri) che bandisce coloro che non seguono il suo verbo, mostrando la poca stima che ha verso la loro personalità, non lo è].
Cerchiamo però di fare il punto del nostro dibattito, e vediamo quali conclusioni è possibile trarre da quanto detto fino a qui. Il fulcro della discussione si è incentrato su un semplice assunto: lo scambismo è un fenomeno deprecabile; la monogamia è detentrice di un valore in sé. La partigianeria dei due schieramenti in lizza, tenta di addurre le sue ragioni desumendole da proprie convinzioni culturali ed è perciò che io ho tentato di evidenziare gli aspetti del fenomeno, distinguendo i fattori che si possono far risalire a qualità funzionali e perciò non pertinenti alla condizione di biasimo, distinguendoli da quelli potenzialmente riprovevoli. Concentrandoci su questi ultimi è stato possibile evidenziarne gli aspetti legati più intimamente a questioni di scelte faziose, distinguendoli da quelli più oggettivamente connessi al puro bisogno vitale. In questo percorso si è reso necessario determinare anche la qualità della questione morale, individuandone i valori legati all’oggettività della disputa, evidenziando l’aleatorietà della cultura in cui essa si espleta.
Nel nostro percorso abbiamo constatato che il ricorso a rapporti di promiscuità non è sempre conseguenza di dettami sovversivi e quindi potenzialmente condannabili, ma spesso è legato a fattori biologici e perciò non qualitativamente riprovevoli. Nella realtà questa deprecabilità ha una valenza sospetta proprio per il fatto che la cultura che impone tale disapprovazione è un fattore umano e quindi manchevole di universalità.
A supporto di questa mia tesi sono state addotte diverse risultanze scientifiche che evidenziano la qualità oggettiva di molti fenomeni. Ad esempio si è potuto evincere che un rapporto promiscuo ha spesso origine in motivazioni fisiologiche di sopravvivenza. In definitiva a me pare che la promiscuità, in qualunque forma la si attui, escluso naturalmente quelle irrispettose della individualità altrui, è perfettamente ed oggettivamente legittima, se non addirittura necessaria.
X Roberto
Possibile che non ti sovviene che la distinzione che fai tra i diavoli che cospirano il verbo di Gesù e gli angeli falsari è pura partigianeria e non è sorretta da alcuna oggettività? Io ritengo che la tifoseria, di qualunque specie essa sia, può solo essere distruttiva e quindi da aborrire ad ogni costo. L’amore costruttivo è il solo auspicabile in quanto sintonico con la vita che si evolve.
X Coppia Biricchina
concedetemi qualche giorno di tempo per rinverdire le mie oramai sbiadite rimebranze sulla Psicoanalisi.
X Ste
sono ben accette le persone moderate e Tu mi sembri tale, peraltro ho già in casa chi la pensa come Te e che mantiene alto il livello di discussione sul tema.
X Aldo
Vale la pena?
Ste, io diffido da tutto ciò che viene dato per dogma. L’aspirazione più grande di un imbroglione è essere creduto in tutto ciò che dice, in quanto significherebbe per lui avere gioco facile sugli altri. Quello che intendo dire è che le cose che sono in sintonia con la natura, quindi basate su leggi non variabili e modificabili e perciò rilevabili e dimostrabili è senza dubbio sano, tutto il resto è frutto di umana fallibilità, anche se motivato da buone intenzioni. Se al mio cospetto si pone una persona umana pari a me, e pretende di dire cose per assunti per nulla verificabili, al solo scopo di porsi ad un gradino più alto del mio, io potrei soltanto compatirlo ma assolutamente non seguirlo nelle sue esternazioni.
Quando tu scrivi: “Il secondo concetto, sul quale vorrei essere più esaustivo possibile, riguarda quanto scritto nella bibbia.”, beh! Per me è già motivo sufficiente per non seguirti (non esiste libro umano fondato su dogmi, che non possa essere confutato), ma io rispetto il prossimo mio e quindi mi predispongo a seguire il prosieguo del tuo dibattito, ma ti avverto che in me si è già generato un moto di diffida.
Se adoperi termini come “divulgare” (usato ad indicare la diffusione di un verbo, aggiungerei “imporre”) e “controllare”, che sono sintonici con argomenti usati in tempi bui da uomini legati indissolubilmente ad un potere, di qualsivoglia natura, i quali imponevano appunto, a forza la loro legge; mi si raggela il sangue.
Il semplice accostamento dei termini “dogma”, “credenza” e “fede” sta ad intendere che non vi sono basi naturali e scientifiche, e ciò ha più volte causato danni e sofferenze e principalmente ha frenato un’altra legge naturale che è l’entropia, in particolare quella legata all’evoluzione nel conoscere, a tal proposito è emblematica l’esperienza di Galilei.
Una legge divina, riportata da umani, che si oppone ad una legge naturale, pertanto scritta dalla stessa mano divina e non interpretabile ma solo verificabile, è una contraddizione in termini assolutissimamente da aborrire. Se io avessi continuato a credere che la terra era il centro di tutto e l’uomo, il centro del centro, nonostante Galileo Galilei (costretto tra l’altro ad abiurare alla sua stessa scienza), e nonostante la riproducibilità dei calcoli che ci hanno permesso di andare sulla luna e vedere il mondo nella sua vera essenza, sarei un pazzo. Così potrei giudicare te se continuassi a credere che l’uomo è qualche cosa di diverso e superiore dagli animali da cortile da cui discende, nonostante le evidenze scientifiche che questo affermano.
Se il nostro dibattito deve proseguire su queste basi, non credo ci possa essere un gran futuro sul suo prosieguo. Prova piuttosto tu a rispondere a questi interrogativi: Dove si trova scritto che l’uomo deve sottrarsi e controllarsi da istinti e pulsioni? Perché l’uomo dovrebbe rifuggire al piacere che per natura gli è concesso?
Continua
Se fossi un credente, invece di “divulgare” un verbo che non sappiamo se è vero, anzi che è sempre più difficile sostenere grazie alle continue confutazioni comprovabili, mi porrei il problema di rispondere alle mille domande che la chiesa, nella sua essenza pone, come ad esempio: come mai la chiesa cristiana ed in particolare quella romana detiene il verbo e le altre sono per essa abbassate a semplici credenze, oserei aggiungere, con una nota di sdegno. Naturalmente la cosa è reciproca per altre religioni, ed è per questo che si fanno la gran parte delle guerre. Perché un sant’uomo che ha avuto la “disgrazia” di nascere lontano da Roma e perciò impossibilitato a conoscere il suo verbo, mettiamo in Cina, dovrebbe essere condannato alla non salvezza. Qual è la ragione che chi possiede il “dono” di credere è destinato ad essere superiore agli altri. E così via andare.
Un’entità divina trascendente, soprannaturale, immortale, immanente, onnipotente, onnisciente, onnipresente e addirittura descritto in qualità limitative come ad esempio “perfetta bontà” che naturalmente esclude nella sua essenza il naturale continuum del suo opposto, non può che essere indifferente all’umanità nella sua interezza, pena la decadenza delle sue stesse qualità. In definitiva non è concesso credere a ciò che non può esistere se non nella mente umana come incauto pensiero. Anche se volessi considerare il suo verbo come necessità morale umana, non mi sarebbe consentito arrogarmi il diritto di diffondere questo insegnamento se non come autorità rappresentativa, comunemente eletta. Forse però sono troppo influenzato da valori democratici in cui fermamente credo, ma una dittatura mi è troppo odiosa perché possa scientemente considerarla e mi è quindi impossibile prendere in debita considerazione i suoi ministri che altro non fanno che proteggere i loro propri privilegi.
Come ho già avuto modo d’esprimere, la logica è materia scientifica che esula da valori teologici e ad essa poco affini.
Se il nostro dibattito verte sul senso dello scambismo, mi chiedo perché tutte queste ingerenze religiose che nulla hanno a che fare con esso? Per concludere l’intervento, mi sembra utile riprendere l’ultima domanda posta: “Siamo sicuri che senza le religioni ci sarebbe un mondo migliore? Non potrebbe essere anche peggiore?”; La risposta è indubbiamente Sì, il mondo senza religione sarebbe sicuramente migliore, ed è possibile verificarlo in ogni dove essa non esista, dai vari agglomerati animali che vivono con solo la loro entità, raccogliendo solo quello che gli è dato raccogliere, alle comunità atee, perfino nei monasteri buddhisti, denominati impropriamente religiosi dato che non adorano alcuna divinità ma sono solo ad esperire le qualità umane.
Tutti luoghi dove è possibile raccogliere una qualità individuale sicuramente superiore alla nostra.
x Paolo,
Tu scrivi:
X Roberto
Possibile che non ti sovviene che la distinzione che fai tra i diavoli che cospirano il verbo di Gesù e gli angeli falsari è pura partigianeria e non è sorretta da alcuna oggettività? Io ritengo che la tifoseria, di qualunque specie essa sia, può solo essere distruttiva e quindi da aborrire ad ogni costo. L’amore costruttivo è il solo auspicabile in quanto sintonico con la vita che si evolve.
Io ti rispondo con la logica e non con le opere di parte. Allora se come tu dici tutti sono buoni dimmi perchè tanti di loro si danno un gran da fare per far arrestare i fratelli di Gesù. Perchè sono sempre con le persone di legge attorno a loro e perchè si fanno informatori? Perchè si vendono ai servizi segreti anche per spiare dentro la Chiesa? Perchè fanno massonerie che hanno come intenzione il controllo dei mass-media e dunque le accuse contro i fratelli mentre ignorano droga e corruzione della loro parte? Chi ha amore non si preoccupa di tali cose ma fa qualcosa di tangibile per chi ha bisogno. Chi ha amore non difende dei diavoli con sistemi legali.
Tu mi parli della Cina. Bene! Tu non potrai mai sapere chi è un diavolo e chi non lo è in Cina. Il motivo per cui non puoi saperlo e che non sai esattamente chi sbaglia e chi fa giusto anche perchè non dici tutta la verità ma continui a coprire le spalle di chi, attraverso la legge e la scienza, fa ministre di strega. Quello non è vero amore.
Al mio precedente intervento aggiungerei: se non fossero esistite le religioni, ma anche tutte le altre formule di potentati, quanti milioni e milioni di morti in meno ci sarebbero stati nell’umanità, forse neppure una, delle guerre avute sarebbe scoppiata. Sì, senza religione si vivrebbe meglio, e lo dico con sempre crescente convinzione, anche se probabilmente ci sarebbero state altre formule di sofferenza, del resto l’uomo è sadico, ricordiamo la pulsione di morte (Thanatos) del nostro buon Freud ed ancor prima di Empedocle con la sua forza del Male (Odio o Discordia).
Il dualismo tra Eros, l’attività psicologica di creare organizzazioni della realtà sempre più complesse o armonizzate (Eros è cioè la vita), e Thanatos che tende a far tornare il vivente a una forma d’esistenza inorganica (quindi è la morte), questo dualismo dicevo, è l’essenza psichica dell’essere umano (ma solo di esso?). Il ricorso ad Eros, al principio del piacere è quindi alla base della vita, che per la biologia è la condizione propria della materia vivente, la proprietà emergente dell’organismo, una “forza vitale” assolutamente non astratta.
In pratica, negare il principio del piacere, come tenta costantemente di fare la chiesa, significa negare la vita,del resto in essa si pratica il celibato e la castità, fattori assolutamente ricusatori della vita.
In un interessante libricino intitolato “Il mito della monogamia. Animali e uomini (in)fedeli” di Judith Lipton e David Barash, i quali, con giocosa ironia, ma in base a serie ricerche scientifiche in zoologia comparata, etologia, biologia evoluzionistica, e grazie a nuove tecniche di indagine molecolare, e sull’uomo, scompongono l’ideale monogamico, mostrando come, in particolar modo proprio in quelle specie ritenute monogamiche, la regola è lo scambio dei partner.
Se io volessi convincere allo scambismo solo attraverso dogmi, avrei vita facile con tutte le evidenze scientifiche di cui oggi disponiamo, probabilmente più di quella messa in essere dai sacerdoti che hanno dovuto inculcare l’indimostrabile, anche se si rivolgevano ad incolti creduloni d’un tempo, semmai con il racconto di qualche mirabolante miracolo, realizzatosi si dice, qua e là, e basandosi soprattutto sulle debolezze specifiche di quel tempo.
x coppia birichina
io non voglio e non posso decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato a questo mondo, reputi le leggi della natura le uniche “regole” da seguire? Bene accomodati…
Io ritengo che tutto ciò che ci è concesso a questo mondo è frutto del lavoro di uomini vissuti centinaia e migliaia di anni fa, non della natura che si è evoluta, altrimenti la carne te la andresti a cacciare nei boschi e non la compreresti al bancone dei surgelati all’esselunga…in modo assolutistico il più grande dogma che tutti abbiamo è il denaro…e pochi si ribellano al dio denaro…
Ripeto: se sei così fortemente legato alla vita senza dogmi, imposizioni, regole, etc, accetti di vivere TUTTI gli ambiti della tua vita in questo modo (non solo il sesso animalesco), a questo punto avrei diritto di credere che non credi nella sovranità dello stato, il quale IMPONE delle regole (anche contro-natura), come ad esempio la monogamia, non puoi sposare più di una donna in Italia, e poco centra la religione, sono regole di vita sociale (PUNTO)…peccato che in qualche club privato (mascherato da discoteca o centro benessere) venga concessa la possibilità di scambiarsi le mogli per “gioco”..
Ripeto per l’ennesima volta, che pulsioni e istinti è corretto e normale che ci siano, ma l’intelletto e la coscienza ci sono state date per interpretare e frenare tutto ciò che ci lega ancora al mondo animale, se siamo andati sulla luna dobbiamo ringraziare proprio quel controllo di istinti e pulsioni che si trasformano in ragionamenti e metodi scientifici, altrimenti lo stolto si affiderebbe soltanto alla potenza delle proprie gambe cercando di saltare il più in alto possibile per raggiungere con un balzo la luna, o al massimo andrebbe in cima a un monte illudendosi di avere più possibilità..il dono della ragione è ciò che ci contraddistingue dalle scimmie, e noi invece che distinguerci nel regno animale, regrediamo allo stato brado, dove il capo branco ha il diritto di ciularsi tutte le femmine in calore, senza un minimo di controllo.
Poi sinceramente, stai facendo un po’ troppa confusione tra dei greci, buddismo, guerre sante..buttiamoci dentro un po’ tutto allora..
Ti posso dire che la chiesa si è scusata in molte occasioni per tutti gli errori commessi nei 2000 e rotti anni di storia, l’inquisizione, le crociate, Galileo..questo è sintomo di rinnovamento, che ovviamente non tutti sono in grado di percepire e cogliere, si pensa subito all’ipocrisia…
Visto che mi hai indicato una lettura, te ne voglio consigliare una anche io: “Conversazioni notturne a Gerusalemme” di Carlo Maria Martini, l‘ex arcivescovo di Milano risponde alle domande di un gesuita e affronta i temi della fede e della Chiesa, con qualche risposta scomoda sulle difficoltà del Cattolicesimo e la morale sessuale, non voglio farti cambiare idea, ma semplicemente darti la possibilità di avere un altro punto di vista…
Vedrai ti sarà utile…tanto quanto spero sarà utile il tuo libricino…!
Paolo, mettendo da parte la Chiesa a cui sembri allergico, perchè ti impedisce la tua libertà di pensiero o perchè pensi che non ci debba essere religione, ti vorrei dire che i tuoi accenni a dei e deità non escludono la religione. I dei e deità, al contrario di come tu pensi, sono meccanismi di potere permessi da Dio, quindi è religione. Il problema è che quando i dei e deità divengono arroganti si elevano sopra Dio. Nerone è un esempio di un uomo al potere che dava troppo potere a dei e deità e i dei e le deità furono puniti. Come? Osserva i dipinti e gli affreschi e ti accorgerai che le deità sono nude mentre le persone che servono Dio non sono totalmente nude. I dei e le deità è possibile, molto possibile che siano state fatte schiave del politico che serve Dio.
Ste, finalmente un po’ di sano dibattito, non che i precedenti siano insani, anzi, ben vengano tutti coloro che hanno da dire cose sensate. Qui naturalmente si sta dibattendo sullo scambismo e non sulla religione, ma visto che esso implica questioni morali e la chiesa si è fatta paladino di questa qualità, non intendo sottrarmi a questo.
Dio è senza limiti o ne ha? Perché se non ha limiti esso non può essere infinitamente buono se non essere nel contempo infinitamente cattivo. Se al contrario ha limiti, anche se infinitamente distati dai miei, non può essere perfettissimo. Soltanto la natura sembra esente da questa inconcepibile modalità, essa, come anche tu dici, è in costante evoluzione, quindi non infinita nella sua essenza, ma non perfettibile in quanto ogni suo passo risponde alle leggi che essa stessa scrive. Essa ha un’età che gli consente d’insegnarci grandi cose ed è qui a dircele, senza nascondersi e senza maltrattarci. Se fossi credente direi che la natura è il solo libro che Dio ha scritto ed a me non resta altro che leggerlo, mentre Dio è per sua natura a me inconoscibile, pertanto è inutile tentare di scoprirlo. La conclusione naturale è quindi di comprendere ciò che in natura c’è, evitando di perdere tempo inutilmente, nel tentativo di comprendere ciò che non mi è dato di conoscere.
Io posso soltanto comprendere quello che la chiesa dice in quanto fatta dagli uomini a me pari, anche se essi si elevano a ministri di Dio. Essendo però a me pari, sono come me fallibili e ciò che essi dicono può essere contestato in quanto interpretano condizioni esclusivamente umane, mediazioni di uomini che si arrogano il diritto di sapere, una qualità che li porta inevitabilmente a fallire.
Concludo perciò dicendo che io non “reputo” le leggi della natura le uniche da seguire, ma esse sono l’assoluto, indipendentemente da me in quanto mi costituiscono, esse non sono soggette a nulla che possa variarle, adattarle, modificarle, esse sono lì e basta, io posso solo tentare di comprenderle ed eventualmente sfruttarle a mio egoistico vantaggio.
Il fatto che io non viva in una caverna ma in una comoda ed accogliente casa piena di comodità è frutto di questo sfruttamento delle leggi che la natura ha indelebilmente scritto ed a cui nulla può sottrarsi (imputabile a scienziati e non a religiosi).
Comprendo che l’uomo abbia necessità a scrivere sue leggi personali perché possa sopravvivere, e sono disponibilissimo a rispettarle, ma non mi si può chiedere di crederle in quanto assolute, queste infatti si adattano alle esigenze del momento, ciò che ieri era giusto, non è detto che lo sia oggi.
Io vorrei spendere denaro oltre ogni limite, ma devo adattarmi a quanto ho in cassa, il fatto che questa regola che mi sono dato debba essere rispettata, non m’impedisce di tentare di trovare un modo per rimpinguare la mia cassa. Ciò che dice il governo dell’uomo e quello che dice la chiesa pari sono, ed anche tu devi convenirne, come ogni uomo sensato deve fare.
Continua
Io posso rispettare una legge umana anche se per un certo tempo si contrappone a quella naturale, ma questa non potrà mai sostituirsi a quest’ultima indefinitamente, come anche tu convieni quando scrivi: “la chiesa si è scusata in molte occasioni per tutti gli errori commessi nei 2000 e rotti anni di storia, l’inquisizione, le crociate, Galileo..questo è sintomo di rinnovamento”. In realtà il cristianesimo ha 1985 anni ed in questo tempo di veramente pochi misfatti si è scusato, mostrando quindi di non molta capacità rinnovativa, ciò serve a comprendere la qualità morale dei suoi insegnamenti, che proprio in virtù di quanto poc’anzi scritto, non sono poi di così cotanto valore, ed evito di considerare tutte le ipocrisie in cui essa si muove. Per onore di giustizia devo dire che ogni religione umana risponde però a queste stesse qualità.
Per riprendere però il filo del discorso, consideriamo il senso morale della monogamia, essa ha un valore squisitamente sociale, come tu stesso convieni. La società ha necessità che l’uomo sia monogamo per un suo specifico bisogno interno, ha quindi dato a questa sua necessità un valore morale. Un po’ come è avvenuto per la religione che ha creato una divinità ad immagine e somiglianza dell’uomo stesso ma al contempo ad esso dissimile (contraddizione in termini), che lo protegge senza nulla fare, che lo salva dalla dogmatica dannazione eterna e via così andare.
Io credo in ciò che esiste anche quando non lo condivido perché so che questa è una mia mancanza, dettata solo dalla mia incapacità a comprendere, è una mia limitazione legata al preconcetto, perciò credo nello scambismo, nella monogamia, nel poliamore, nella poligenia ed in tutto il resto, fermo restando che poi possa scegliere ciò che più risponde alle mie esigenze. Non si tratta di un atto di egoismo, ma di una necessità ad essere sintonico con la natura.
Cosa si oppone allo scambismo; solo una fantomatica morale umana, una variabile assolutamente innaturale e perciò condivisibile solo nei termini del mio e dell’altrui bene. Essere scambista quale bene e quale male porta oggettivamente nell’unica e vera realtà della natura?
Se fossi credente dovrei così ragionare (ed in questo caso lo sono perché collima con la natura): l’istinto e la pulsione sono ciò che Dio mi suggerisce, non ascoltare queste parole significa contravvenire al suo volere, resistergli è frutto solo della mia presunzione. La qualità umana non è questa, come non lo è l’intelligenza ed in realtà alcun’altra, l’uomo è un animale né più né meno che tutti gli altri.
Lo scambismo può essere un valore aggiunto sia nel mio egoistico principio del piacere, perché aggiunge qualità ad esso; ma lo è anche per la natura, perché la specie se ne avvantaggerebbe se usato per la procreazione. In oltre lo scambismo mi permette anche di essere socialmente monogamo, rispettando così anche le necessità di questa.
Rimando a voi rientrare al percorso intrapreso e concludo al grido: Evviva lo scambismo!
X C.B.
“Io vorrei spendere denaro oltre ogni limite, ma devo adattarmi a quanto ho in cassa, il fatto che questa regola che mi sono dato debba essere rispettata, non m’impedisce di tentare di trovare un modo per rimpinguare la mia cassa”. Si, ma con mezzi leciti e senza “rubare” al prossimo per non arrecargli un danno ingiusto. E’ questo il monito religioso, che mi sembra leggittimo. Non è importante se le tavole dei 10 comandamenti sono state dettate a Mosè da Dio o se le ha scritte Mosè, riportando il pensiero dei saggi dell’epoca e per farle digerire al popolo le ha rese trascendentali; l’importante che fossero regole valide per la convivenza armoniosa tra gli uomini. Ovviamente, ci sono altri moniti religiosi che non sono altrettanto universali. Cmq ciò che è valido sia per il religioso che il laico può essere un punto d’incontro.
N.B.: monelli che non siete altro, mi avete costretto a “ristudiarmi” la struttura psichica dell’uomo secondo i modelli di Freud e Jung (che sugli istinti e pulsioni la pensava diversamente da Freud e perciò anche sull’ES), per non parlare di Fromm che struttura la psiche diversamente da Freud e Jung. Mia moglie vi citerà in giudizio per richiesta danni da “mancata copula” settimanale ahahah.
Io, in quanto essere umano, (religioso o no) necessito di una guida.
Giustamente la legge della natura è un validissimo percorso da seguire, ma non è il solo e unico..
Molti (e credo anche tu) vedono le “regole” imposte da una religione come un peso, o una limitazione del proprio essere e della propria natura, non è così..!
Non voglio fare il bigotto, perchè spero abbiate capito che non lo sono, però:
1)Io sono il Signore, tuo Dio… Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine… Non ti prostrerai davanti a quelle cose…
2)Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio…
3)Osserva il giorno di sabato per santificarlo…
4)Onora tuo padre e tua madre…
5)Non uccidere.
6)Non commettere adulterio (poi trasformato in “non commettere atti impuri”).
7)Non rubare.
8)Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
9)Non desiderare la moglie del tuo prossimo.
10)Non desiderare la casa del tuo prossimo… né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
A parte i primi tre comandamenti che sono impliciti nell’essere Cristiano intravedi delle limitazioni negli altri comandamenti?
Io sinceramente credo che ogni costituzione di qualsiasi stato del mondo possa restare in piedi con i soli 7 ultimi comandamenti, lascio la libertà ad ogni stato di crearsi un Dio da onorare, rispettare, festeggiare e non bestemmiare..
Questo è il credo cattolico, guarda caso i problemi nascono quando qualcuno pensa di non rispettare una di queste semplici regole, chi uccide, chi ruba, chi non rispetta la propria madre, e (guarda un po’) chi commette atti impuri, SI, sono tutti peccati..
Per quanto mi riguarda reputo lo scambismo una pratica oscena e insana, a causa di questo acceso dibattito mi sono pure informato su internet cascando anche in qualche sito un po “così”, cercando di capire se sono veramente tutte rose e fiori, sinceramente ho letto anche di storie malatissime e con triste epilogo senza impressionarmi più di tanto..quindi non sembra tutto oro quello che luccica, e MOLTI si sono rifugiati in questa pratica per sopperire a mancanze (sessuali e non) nel rapporto di coppia a loro giudizio incolmabili e ,in molti casi, peggiorando la situazione…
Bho nonostante la tua evidente saccenteria in materia tra filosofi, teorie etc..etc.. sinceramente continui a non convincermi…è chiaro che sei preparato e che nel botta e risposta sicuramente sarai più convincente di me, però….
È utile, se non necessario, chiedersi se la chiesa è un’istituzione che si pone come obiettivo il bene dell’uomo. La risposta la si può trovare ovunque intorno a noi e non dovrei essere io a suggerirla o indicarla, è sufficiente ad esempio leggere Roberto ma anche lo stesso ste, per vedere quanto oscurantismo da essa viene espresso. Per un cristiano non è difficile scorgerlo in un’altra religione, così come non è difficile per i fedeli delle altre religioni. Ogn’uno di essi è però cieco verso se stesso e verso ciò che la propria religione gli catechizza. Io per fortuna sono esente da questa cecità in quanto mi manca il dogma che ne è la causa. In un intervento precedente ste mi contestava: “Poi sinceramente, stai facendo un po’ troppa confusione tra dei greci, buddismo, guerre sante..buttiamoci dentro un po’ tutto allora..”, io non voglio buttarci dentro un po’ tutto, ma sicuramente per me è naturale considerare tutte le religioni alla stessa stregua non essendo partigiano di nessuna di esse. In realtà non comprendo in base a cosa ogni religioso possa ritenere superiore la sua fede rispetto alle altre e nientemeno considerarla unica; questa distinzione nasce persino all’interno delle stesse fedi che originano così correnti differenti, che tra l’altro si fanno acerrime battaglie (vedi ad esempio cristiani e mussulmani). Si tratta evidentemente di un’aberrazione squisitamente umana e sicuramente non d’ispirazione divina, spiegabile solo con qualità terrene di potere dei propri ministri.
Il centro del dibattito può essere ascritto alla capacità umana di sviluppare un pensiero complesso in cui ha origine l’istituzione religiosa in genere. Una interessante teoria sull’evoluzione culturale umana, ed in particolare del presentarsi, oserei dire fisicamente, della coscienza, partendo dalle origini della civiltà, e che spiegherebbe tra l’altro la comparsa delle religioni, in particolare di quelle monoteistiche e della loro datazione storica, la si può trovare nel libro intitolato: “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” di Julian Jaynes. Si tratta di uno studio sicuramente non esaustivo ma serio, puntuale e multidisciplinare, che ricava indizi dall’archeologia, dallo studio di libri antichi (Iliade, Odissea, Bibbia), dallo studio antropomorfico, in particolare dei profeti e la possessione, la poesia, le musica, l’ipnosi, la schizofrenia ecc… Un utile scrigno di sapere che apre le porte a qualche interessante riflessione pertinente alla nostra discussione.
Per me è inconcepibile considerare in maniera benevola una “filosofia” orfana di fondamenti scientifici che si professa amorevole e buona e poi condanna la ricerca del piacere e nega nella sua stessa struttura interna la vita attraverso imposizioni assolutamente innaturali. Per me si tratta semplicemente di un’aberrazione, di uno scherzo della natura da non prendere assolutissimamente in considerazione.
Continua
Io misero mortale, per comprendere il cristianesimo, prendiamo ad esempio la corrente cattolica romana o quella ortodossa o protestante , ho necessità di avvalermi di mediatori, che interpretino e diffondano la loro spiegazione che è quasi sempre in antitesi con quella dei mediatori delle altre correnti. In natura tutto ciò non esiste, se mi procuro gli strumenti adatti, posso verificare direttamente io ciò che essa ha da dirmi e sicuramente mi darà sempre la stessa risposta, di qualunque razza, credo culturale, estrazione sociale e da qualunque parte dell’universo io provenga.
La natura non è soggetta a fraintendimenti, in essa non esistono eccezioni, non ci sono scorciatoie, non necessita di mediatori, e soprattutto non ci sono privilegi.
Tutto quanto abbiamo detto ci serve a comprendere che in natura, quindi l’unica e sola realtà esistente, il significato dello scambismo è univoco per ogni specie, anche per un abitante del pianeta JKZXY, che non ha una morale cattolica e che probabilmente è anche più evoluto di noi umani. A me interessa solo comprendere qual è questo significato e non me ne po’ fregà de meno di ciò che ne pensa il Sig. Paolo Rossi o della morale espressa dal ministro alla salute del cuculo del nostro piccolo paesino.
X dott50
Comprendo che oggi non tutto può essere dato per scontato e chiedo ammenda per non aver aggiunto “con mezzi leciti” al mio semplice esempio di “cassa”. Credevo però di essere stato adeguatamente chiaro che le leggi che la chiesa propone non le ritenga tutte da buttare al ce…o, anzi, la gran parte le considero estremamente valide e la morale poi, penso proprio che oggi ce ne sia veramente troppo poca. Spesso però mi armo di calcolatrice per conteggiare le parole spese per rientrare negli spazi disponibili, sempre troppo esigui per esprimere tutto quello che vorrei senza correre il rischio di fraintendimenti. Mi prostro anche per averti costretto alla ripassatina in psicologia invece di quella più piacevole con la mogliettina. Spero proprio che non tutti i mali vengano per nuocere. Certo è che anche i detti popolari contengono altrettanti valori da considerare, chi sa, raccogliendoli tutti, forse se ne potrebbe fare una nuova religione, probabilmente anche migliore di altre.
Se Carl Gustav Jung, o Erich Fromm avessero detto le stesse cose di Sigismund Schlomo Freud, detto Sigmund, non li avremmo mai conosciuti, ma non conosceremmo neppure i tanti loro successori, se non avessero aggiunto del nuovo alle conoscenze sul cervello umano. Ma dovremmo richiamare alla mente anche altri studiosi che si sono distinti su discipline affini, come il su citato psicologo Julian Jaynes o il grande Gregory Bateson (sociologo, antropologo, psicologo, semiologo, linguista, cibernetico e chi più ne ha più ne metta), ecc… Ma mi fermo per non spaventare tutti con la mia INFINITA conoscenza (scherzo ovviamente, è meglio specificarlo).
Scusami ste, ma io fatico a seguirti, consentimi per chiarezza, di ricostruire un po’ semplicisticamente il percorso della storia. Circa 190, 200 mila anni fa, per una delle tante mutazioni genetiche avvenute nel tempo, si ha la comparsa di un essere che noi tutti chiamiamo Uomo (Homo sapiens sapiens per distinguerlo dagli altri vari ominidi) e da cui discendiamo e che quindi consideriamo ovviamente il migliore di ogni animale esistito ed esistente. Questo cresce e si sviluppa formando gruppi di individui che per una caratteristica peculiare di questa specie, sono ben organizzati e comunicano in maniera molto articolata. Essi formano diverse comunità che nel tempo conoscono vari alti e bassi ma che tutto sommato hanno un grande successo, tanto che circa nel XII secolo a.C. un gruppo di questi, fonda un’associazione con uno statuto e delle regole a cui ispirarsi. Dicono che le regole le ha scritte il creatore di tutto in persona, Yahweh e quindi sono indiscutibili. Il primo fondatore (1° patriarca) fu un certo Avraham il quale adottò un testo sacro chiamato Torah (non l’unico in realtà). Il canone ebraico delle sacre scritture venne definito nel I secolo d.C. In questo periodo (27 d.C), un gruppo di discepoli, agguerriti e con nuove conoscenze acquisite, fonda una nuova associazione, reinterpretando, adattando ed arricchendo le regole e lo statuto iniziale e chiamandosi cristiani, perseguirono in tutti i modi possibili i loro confratelli ebrei. Essi si diedero una nuova figura da adorare che, non potendola sostituire a Dio, chiamarono il profeta Gesù, figlio di Dio. Questi erano molto determinati nello scalzare vecchie credenze ed acquisire sempre più adepti. Ma nel 610 d.C., sulla falsa riga tracciata dai cristiani, un nuovo gruppo, adattando e modificando a loro volta e reinterpretando nuovamente l’esistente, fonda l’Islam in cui un nuovo profeta, Maometto, interpretando erroneamente la trinità cristiana e criticandola, riafferma l’unicità di Dio.
Ora tu, sulla base delle leggi divine ebraiche, scritte non si sa bene da chi (si dice da Dio, Boh?), adattate dal cristianesimo, ma disconoscendo le modifiche successive adottate nell’Islam, pretendi di condannare il mio operato in quanto non confacente alla tua interpretazione di quanto scritto, e disconoscendo nel contempo addirittura la natura, unica e vera realtà inconfutabile, incorruttibile ed immutabile? Ma mi faccia il piacere!
Scusa ma quando la tua arroganza si placherà e riuscirai ad essere più obbiettivo se ne potrà ridiscutere. Si dice che non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire.
Chi ha letto almeno alcuni dei più importanti passaggi delle Sacre Scritture si ricorderà di queste parole che, purtroppo, non vengono ricordate spesso a messa:
Per esempio, in Apocalsse 22:11 si dice ” Chi è ingiusto continui ad essere ingiusto, chi è immondo continui ad essere immondo, chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo continui a santificarsi.”
Notare come Dio non punisce chi è immondo o peccatore ma questo richiede un logico rispetto di chi continua a santificarsi.
In Apocalipse 22:15 si dice: “Fuori i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.”
Questo insegna chiaramente che chi non si salva pratica la mensogna, ma non le piccole mensogne che ci diciamo l’uno l’altro per via del nostro ego, qui si parla di mensogna nel rinnegare Angeli e Santi e per cui è il negare la sorgente del vero amore.
Sta scritto anche che vi saranno persone che si innalzeranno nella loro arroganza anche sopra il volere degli Angeli e questi portano ogni tipo di diavoleria umana ed inganno (non ricordo dove è scritto ma l’ho letto).
Ora Io vi darei un consiglio già sottinteso: chi pecca nello scambismo che continui a peccare ma che non si opponga a coloro che si santificano veramente.
io arrogante?
Probabilmente hai sbagliato a capire..io sono cattolico e ne vado fiero, mi sono imposte delle regole che sono felice di dover rispettare..mi ritieni un ottuso per questo motivo? Ok, libero di pensarlo…
Non accetto però che mi venga fatta la morale da uno che si fa sco.... la moglie da sconosciuti, non me ne frega una mazza che questo comportamento é accettato in natura, per me é da depravati, io la penso così, tu la pensi cosà..basta con la sfilza di paroloni, non ho più tempo e voglia di seguirti…!
Coppia, non essere “intollerante” verso il prossimo; il riassunto della religione monoteistia e dei suoi due erami eretici che hai fatto, nulla aggiunge e nulla sottrae alla constatazione e consapevolezza che si tratta di un mirabile tentativo umano di redigere delle regole utili al proseguimento del difficile cammino dell’uomo ed in definitiva le religioni rispondono alle esigenze dell’uomo in quanto società. Perchè affermi che la natura cosmica è infallibile? Semplicemente “E'” ossia esiste. Lo “scambismo” è un fenomeno complesso, davvero non immaginavo fosse così complesso, quasi quasi mi arrendo e divento monogamico ahahah
No Ste non rispondevo al tuo post. Stavo scrivendo qualcosa in senso generale. Chi ha peccato è libero di riconoscerlo.
Caro dott50, temo che qui siamo rimasti proprio in pochi. Io purtroppo ho il brutto vizio di dire ciò che penso e questo, in un mondo abituato a vivere nella falsificazione, non è considerato un pregio, mettiamoci poi che le parole che uso non sono sempre comprese o meglio, che non sempre si vogliono intendere per quelle che sono, risulta evidente che la frittata è fatta.
A me piace capire, ed essendo un fervente credente di ciò, fatico ad afferrare quello che esula dai canoni del mio credo. Mi compiaccio del tuo stringato sunto di quanto io con tante parole ho tentato di esprimere, ma il valore del genio risiede proprio nel riuscire a rendere semplici le cose complesse. È ovvio che la natura semplicemente è! Io sono però inglobato in maniera inscindibile in essa, pertanto non mi è concesso avere altro campione al di fuori di lei stessa ed è perciò che non può che presentarsi infallibile.
Proviamo a fare un piccolo esercizio d’immaginazione: se io ho una bacchetta che uso per fare una misurazione di una grandezza che mettiamo, è precisissimamente quanto la mia bacchetta, sarà impossibile trovare un qualsiasi altro strumento più preciso della mia bacchetta, al limite posso trovare un’altra bacchetta perfettamente uguale, ma proprio uguale uguale, qualunque altro strumento sarà evidentemente o più grande o più piccolo fallendo così nel suo compito di misurare.Solo la mia bacchetta si rivelerà infallibile.
Riguardo poi alla complessità dello scambismo, in realtà non è così. Lo diventa nel momento in cui lo si vuole far passare per una trasgressione, aprendo un dibattito in cui però si tiene sempre a mente questa sua qualità considerata riprovevole; ma a quale regola trasgredisce? A me pare che trasgredisca soltanto ad una regola attribuita ad una divinità che tra l’altro i suoi stessi fedeli disconoscono, visto che si arrogano il diritto di cambiarla al fine di assecondarla ad una loro esclusiva interpretazione.
In riferimento poi al significato delle regole stabilite nella religione, per me è evidente che esse hanno valenza nel tempo e nel luogo in cui sono state promulgate. Un gruppo di incolti beduini nomadi, abituati a vivere nel deserto, senza un governo sovrano, assoggettati quindi solo a loro stessi ed ai loro impulsi animaleschi ed abituati a farsi giustizia da soli. È evidente che imporre una legge suprema capace di perseguirli anche dove son irrangiungibili, diventava una necessità assoluta. Per me, ora, qui, è sufficiente una normale legge promulgata da un legislatore riconosciuto nella società, ed un giudice dotato di strumenti idonei a perseguirmi se io defeziono.