Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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Il tradimento, il triolismo, lo scambio di coppia esprimono il desiderio concreto di praticare un sesso alternativo e trasgressivo, soprattutto nella società attuale italiana (tanto per rimanere in casa nostra), ma perchè esiste questa insoddisfazione dilagante? E la pratica del sesso trasgressivo/alternativo risolve l’insoddisfazione psicofisica delle persone nella società attuale. Sono questi gli interrogativi che ci poniamo ed a cui forse maldestramente cerchiamo di rispondere, senza alcun filosofeggiamento utilitaristico!!
X dott50
Caro amico, non voglio certo sottrarmi alle tue domande, ma prima permettimi una breve riflessione.
Non voglio certo affermare che Pirandello fosse dotato di capacità trascendenti, ma osservando con attenzione ciò che avviene intorno a noi, non mi sento di avvalorare la tua tesi sull’intendersi. Basta rileggere le ultime battute del nostro dibattito per capire che il modo che abbiamo di vedere le cose, sia alquanto dissimile tra noi, ma poi se proprio vogliamo dirla tutta, a me non pare proprio che in questa società i valori ed i comportamenti siano tanto comuni, si sa che ci sono oltre nove milioni di cause pendenti, senza contare tutto ciò che avviene ad esempio quando si è vittime di un tamponamento.
Per ultimo vorrei comprendere da te, quali sono le ragioni di tanto disagio psicologico, se ritieni così facile avere un controllo sulla propria istintività. Io so che la natura non regala mai nulla e che tutto ha un prezzo, se faccio prevalere la ragione sull’istinto, so che ci sarà un prezzo da pagare e se non sono pronto a pagarlo, la punizione sarà un disagio psicologico che non potrò evitare. Ciò che dico non significa che non posso far prevalere la ragione sull’istinto, ma soltanto che la prima dovrà essere in grado di sostenerne il peso e ciò non lo si ottiene con la forza, ma soltanto con un costante e profondo allenamento della ragione stessa. Per avere maggiori dettagli sull’argomento, senza rivolgersi necessariamente alla letteratura psicoanalitica, basta rileggersi quanto ho avuto già modo di scrivere su Es, Io e Super-Io.
So che non avendo un sentire comune, dovremo ritornare su questi argomenti, e non volendo esimermi dal rispondere alle domande a cui tanto tieni, cerchiamo di dare seguito a questa tua richiesta.
Dunque, vediamo un po’, vuoi sapere dell’incesto, premetto che è un argomento che non ho mai avuto modo di affrontare, pertanto mi riservo qualche motivo d’incertezza.
Partiamo quindi dal suo significato, esso raffigura un rapporto sessuale tra persone tra le quali esistono rapporti parentali o di consanguineità. Dalle mie disquisizioni precedenti, si può desumere che il sesso non si pone molti problemi su chi è il motivo del nostro interesse, quindi mi sentirei di dire che da un punto di vista strettamente istintivo potrei essere attratto dal fare sesso con chiunque. Del resto, credo sia molto frequente avere fantasie sessuali rivolte verso cugini o zii, in particolare se si è alquanto coetanei, forse un po’ meno verso fratelli o genitori, ma ciò è presumibilmente dovuto all’enorme familiarità che s’instaura nella vita quotidiana.
Dalla storia si apprende che il ricorso a tale fenomeno era alquanto comune. Spesso si tendeva ad aumentare la coesione sociale proprio incrementando i vincoli di parentela.
Oltre a questi fattori fisiologici, potrei dire che anche da un punto di vista sentimentale, la conoscenza o familiarità, tendendo a favorire i rapporti interpersonali, aiuta al ricorso di pratiche di tipo sessuale.
Ciò che quindi ostacola pesantemente questo tipo di rapporto, è la questione sociale, almeno da due punti di vista: uno di ordine sanitario, in quanto si sa che con l’aumentare della consanguineità, aumenta la probabilità della comparsa di malattie ereditarie; e l’altro di ordine morale, su cui s’innesta anche l’elemento giuridico che persegue penalmente tali tipi di rapporti.
Non conoscendo il tuo interesse verso questo argomento, e considerandolo poco attinente con lo scambismo, ritengo che questa breve divagazione possa essere sufficiente, fermo restando che sarà sempre possibile ritornarci eventualmente sopra.
X Anna
Non posso che compiacermi della presenza di una donna, perché avere un punto di vista dissimile da quelli fino a qui tenuti, può rendere molto più proficuo questo dibattito. Purtroppo però devo costatare che vi è un forte preconcetto di fondo che presumo non possa portare a grandi sviluppi. Se tu ritieni che tenere un atteggiamento così populista possa rendere merito a quanto asserisci, voglio subito smentire il tuo credo.
Parlo ovviamente di me e della mia compagna che non siamo assolutamente annoiati o insoddisfatti e non ci sfiora minimamente l’idea di cercare alcunché al di fuori del nostro rapporto. Concludendo, né io, né la mia compagna soffriamo di disagi interiori, anzi a ben vedere, questo tipo di rapporto così sano e complice, ci aiuta proprio a superare quegli ostacoli che quasi sempre si traducono in veri disturbi psichici. Per quando attiene poi i giudizi, forse non hai letto con attenzione i miei vari post dove non ho fatto altro che esprimere la volontà di comprendere il fenomeno nel suo insieme, ma nel contempo ho dato ferma condanna ai giudizi e pregiudizi che reputo senza alcun contenuto se non quello di essere destrutturanti. Il mio consiglio è quindi quello di portare all’attenzione le personali convinzioni allo scopo di un sano e proficuo sviluppo dibattimentale. Ciò che auspico è che si lascino gli sterili ed inutili pregiudizi, lontani da noi.
Comunque qui non mi pare si faccia filosofia, anche se non la ritengo assolutamente una materia da denigrare, anzi è proprio grazie ad essa che ci distinguiamo dalle bestie.
X Coppia
Ti ho chiesto del rapporto mentale che avevi con l’incesto perchè come giustamente pensavo,non rientrava nei tuoi desideri, così come non rientra nei miei; era però lo spunto per porti all’attenzione il limite che ognuno di Noi può avere nei confronti di una determinata pratica sessuale alternativa e per evidenziare che L’IO autonomamente ed il Super Io in quanto espressione dei divieti sociali, religiosi, etc. hanno motivi validi per frenare l’ES, altrimenti qualsiasi pratica sessuale dovrebbe essere sebbene non esaustiva, soddisfatta. Io non sono mai riuscito a convincere mia moglie che lo scambismo c’entra poco con la fedeltà e con l’amore coniugale, però Lei mi fa spesso notare che non è importante la giustezza universale delle regole sociali, al limite potrebbero anche essere illogiche, ma il fatto che vengano da tutti adottate e rispettate le definisce come un vincolo sociale e solidale che permette loro un comportamento omogeneo. Insomma Lei dice che è più importante che tutti parlino una stessa lingua anche se questa ha un lessico complicato e potrebbe essere sostituita da una di più semplice comprensione. Io dico che l’osservazione è giusta, ma che il linguaggio deve essere dinamico e perciò suscettibile di cambiamenti utilitaristici e funzionali per la società che li adotta
Dott50, ti ringrazio per il tuo tentativo, ma sfondi una porta aperta perché ovviamente concordo sulla validità dell’esistenza dell’Io e del Super-IO. Non sono qui certo a dire che bisogna liberarsene, anche perché non credo che ciò sia possibile. Ritengo solo che sia utile esserne consapevoli, e tenere sotto controllo il loro operato, altrimenti degli estranei penseranno di farlo in nostra vece, come spesso purtroppo succede, lasciandoci vittime di controlli a noi alieni.
Nel Tao si afferma che nel “mezzo” si trova la giusta via, anche se in realtà loro non intendono il “mezzo” come noi occidentali siamo abituati a concepirlo, cioè quello che vi è tra due estremi, bensì come il mozzo di una ruota, sulla cui circonferenza avvengono le cose della vita. In pratica il “mezzo” che loro intendono si trova sempre equidistante da tutto, e non esistono mai estremi nelle cose. Ritornando a bomba, credo che sia evidente che io non condanno nulla e quindi neppure quell’estremo da te indicato come incesto, anche se poi posso non sentirne attrattiva o forse ne è solo mancata l’occasione. Penso infatti che bisognerebbe esserci nei fatti per verificare se si è eroi oppure codardi, così come sancisce lo Zen.
Voglio sottolineare che tutto ciò che esprimo è solo frutto di mie interpretazioni e quindi non intende avere assolutamente una valenza dogmatica. Chiarito ciò, cercherò di dare qualche spunto di riflessione sull’argomento che hai accennato.
In natura, perché si concretizzi la vita, necessita che vengano trasmesse una grande quantità d’informazioni, ma il sistema adottato a questo scopo, presenta un grave “problema”, almeno così lo interpretiamo noi. Le regole attraverso cui le informazioni vengono trasferite possono essere “trasgredite”, cioè diventa possibile che ci siano alterazioni che generalmente chiamiamo “mutazioni genetiche”.
Grandi civiltà del passato si sono dissolte perché il disconoscere le regole che ne erano il fondamento, è divenuta prassi, in pratica ogni trasgressione porta ad un cambiamento e quando questo si dimostra vantaggioso, si trasforma esso stesso in nuova norma.
Pertanto tua moglie ha ragione come anche tu, quindi la verità sta nel mezzo.
Mi permetto d’intervenire anche riguardo all’accenno sulla fedeltà e l’amore coniugale. Mi è spesso capitato di vedere grandi dibattiti su questo argomento, in modo particolare quando di mezzo c’è lo scambismo. Ritengo che ciò nasca da una cattiva cognizione dell’amore. Una cultura becera fatta di fotoromanzi, film strappalacrime, romanzetti rosa, modi di pensare populistici e cognizioni religiose, portano a creare un amore fantomatico totalmente dissimile dal vero. Questo è un amore che espande all’infinito la fase dell’infatuazione, dove non esiste altro, oltre l’amore stesso, dove i due innamorati sono attratti l’un l’altro, quasi esclusivamente dall’aspetto fisico, tanto che tradire diviene sinonimo di andare a letto con parti terze.
— Continua —
In questo tipo d’amore, anche i sentimenti diventano fisici, è sintomatico il comandamento: non desiderare la donna d’altri. La realtà è molto diversa, la fedeltà è un venir meno alla fiducia data. Sono infedele quando alla mia donna prometto una cosa e poi non mantengo la parola data. Sono infedele quando tengo un contegno tale da suggerire alla mia donna di essere in un modo ed in realtà sono tutt’altro. In verità la fedeltà non è un’esclusività del rapporto con la propria donna, ma molto più generale; sono fedele: alla nazione; ai genitori; ai figli; agli amici; verso chiunque abbia ricevuto una parola ed essa viene mantenuta.
Come accennavo nel post 2498, nella terza fase dell’amore romantico, che chiamerei amore maturo, si ama per ciò che si è. Si amano i pregi ed anche i difetti, si ama la persona senza ma e senza però. Sarò infedele solo se avrò mentito sul mio essere, costringendo il partner ad amare un mio falso. Sarò infedele nel momento che farò una cosa che il mio partner non si aspetta che faccia.
Se io e la mia donna siamo complici in qualche cosa, qualunque cosa, non possiamo essere infedeli, forse potremmo esserlo nei confronti di altri, ma non certo tra noi, proprio perché non si sta tradendo nessun patto. La religione sancisce che un uomo ed una donna che si amino, devono vivere insieme e sottoscrivere un vincolo, qualora non lo rispetti, si diventa traditori. Quell’accordo però mi è stato estorto perché è con il mio partner che io devo suggellare l’intesa, è soltanto tra noi, in comune accordo, che dobbiamo stipularlo, e possiamo anche cambiarlo se entrambi così decidiamo. E nulla e nessuno può costringerci ad accordarci diversamente da ciò che liberamente e in comunione vogliamo, a meno ché, così facendo, non violiamo i diritti altrui.
Se la mia donna ha terrore di volare e per me invece è la vita, io non posso obbligarla a volare, come lei non può impedirmi di farlo, a meno ché uno di noi non decida diversamente. Se però io l’assicuro che rinuncio al volo e poi vado di nascosto a farlo, allora l’avrò tradita. Se un giorno abbiamo deciso insieme di abbandonarci ad ogni sorta di fantasia sessuale, e lo facciamo, non vedo proprio dov’è il tradimento, se non nell’atto sottoscritto in chiesa, ma di fatto disconosciuto.
Un tempo che ormai definirei storico, appartenevo ad un classico gruppo di amici in piena tempesta ormonale ed a volte, capitava d’incontrarci furtivamente per goderci qualche filmino porno raccattato chi sa dove e chi sa come. Un giorno ci capitò di vederne uno in cui, una ragazza bellissima, subiva continue e violente aggressioni da un gruppo di energumeni. La nostra eccitazione era massima e vedere quelle scene ci sembrava una cosa stupefacente, ed anche se quella violenza non rientrava nel mio modo di concepire il sesso, non posso negare che condivisi quell’eccitazione generale che quasi si palpava nell’aria. Come spesso accadeva quando non avevamo materiale da visionare, ci ritrovavamo a parlare di ciò che avevamo visto e capitò così che, anche di quel film se ne fece un gran ciarlare. Non so chi, e non ne conosco le ragioni, ma qualcuno quasi giurò che si trattava di scene reali, e la mia ingenuità del tempo mi portò a credergli. Molto tempo dopo ci si ritrovò e rivedere quelle stesse scene e la mia risposta fu totalmente diversa, non più eccitazione, ma un forte moto di rigetto s’impossessò di me, non sopportavo vedere quella ragazza così umiliata, e fui assalito dalla tentazione di fuggire e da quel giorno l’assiduità a frequentare quel gruppo d’amici decrebbe.
Ho voluto raccontare quest’episodio perché si comprendesse come un semplice accadimento culturale può influire sull’intero costrutto emotivo. Sottolineare come sia possibile che una prospettiva può completamente stravolgersi soltanto per un apparentemente innocuo accadimento, come quello di avere una persona che si ritiene degna di fiducia, che ci assicura sulla veridicità di una questione. Del resto tutti siamo consapevoli del fenomeno del “branco”. Ritengo che l’unico modo per evitarci di cadere in questa forma di distorsione, sia quello di prestare massima attenzione a ciò che si giudichi “verità”, e solo un’analisi oggettiva può consentire di non cadere vittime di questa che, non esiterei a chiamare “atrocità”.
Per non cadere vittime delle partigianerie dello scambismo, non resta altro da fare che conoscere cosa esso è realmente, al di là delle nostre pulsioni personali, cosa naturalmente difficile ma necessaria, del resto nella natura, si sa, nulla è dato gratis.
Fedeltà e Lealtà non sono proprio sinonimi e forse avresti dovuto usare quest’ultima parola: ad es. dire alla propria moglie che si è attratti sessualmente da sua sorella e che alla prima occasione utile cercherai di portartela a letto può essere un segno di lealtà (o di arroganza) verso la propria moglie, ma non di fedeltà. Sono d’accordo pienamente sulla distorsione della realtà vissuta in contesti diversi.
Tempo addietro, ho raccolto una testimonianza che vorrei qui proporre per comprendere come è vario il mondo dello scambismo.
Un uomo benestante, solo al mondo, e vicino alla soglia dei settanta; per mantenere in ordine la sua casa, assunse una quarantenne straniera (casualmente anche carina) che, anch’essa sola, si sistemò in quella casa tenendola sempre linda e pinta, quasi fosse sua. Con il tempo, il suo impegno si è trasformato in un rapporto che andava ben oltre quello di badante, tanto che lui sentì il bisogno di lasciargli in eredità, dopo la morte, tutti i suoi averi. Ben presto però, si rese conto di non essere in grado di soddisfare completamente quella donna, e per paura che essa potesse sentire il bisogno di qualche cosa in più, decise di arricchire il loro menage con l’introduzione di qualche alternativa che permettesse a lei di trovare piena soddisfazione ed a lui di mantenere un certo controllo sul rapporto. Non sto a dire nel dettaglio come si siano svolti i fatti, ma presumo che tra i lettori si possano subito generare due schieramenti: tra chi consideri quell’uomo un depravato; e chi invece lo giudichi un benefattore.
In realtà lo scambismo, il triolismo o la gang bang, non sono solo puro divertimento, ma contengono anche specifiche ragion d’essere che mantengono il rapporto in una stabile posizione di equilibrio.
Naturalmente ho riportato ciò, non per giudicare questa condizione anomala, ma solo per sottolineare quanto possano essere varie le ragioni che spingono a ricorrere a questo fenomeno. Noi perciò dobbiamo chiarire che quando si parla di scambismo, intendiamo quello non dettato da anomalie sociali o psicologiche di chi vi ricorre, ma poniamo la nostra attenzione a quello che possiamo provare a definire “ scambismo puro”, cioè dettato da una consapevole e condivisa scelta d’azione. Questo tipo di rapporto è frutto essenzialmente, di una comunione dei partner nella ricerca di un piacere fisico ed emotivo comune.
Se la mia compagna ed io amiamo un reciproco “stuzzicamento” erotico, e siamo liberi da costrizioni esterne imposte tramite morale o altro, non vedo quale divieto possa essere addotto a ché ciò non avvenga. Ritengo che rinnegare un simile fenomeno derivi esclusivamente da preconcetti culturali. Come nel settecento era impossibile concepire la minigonna in quanto avulsa da ogni realtà, così avviene oggi per lo scambismo, nelle menti di quanti, vittime di pregiudiziali cognizioni sociali, si dissociano da esso, portando ovviamente, a giustificazione della loro avversione, soltanto motivi dogmatici. Nei miei vari post a partire da marzo 2012, ho cercato di portare alla luce diverse motivazioni oggettive sulla qualità di questa pratica, e mi piacerebbe molto riuscire a cogliere altrettanto da chi sostiene l’avversione ad essa.
Il caso da te riportato evidenzia un accordo leggittimo per una utilità reciproca. se due coniugi praticano scambismo è un loro comportamento sessuale comprensibile anche se non da tutti condiviso. L’unica cosa che non condivido è la tua convinzione che chi non pratica scambismo lo fa solo per un retaggio culturale e religioso; non ti accorgi che così asserendo diventi dogmatico/assolutistico anche Tu? Magari il rapporto sessualle con la moglie è appagante ed esaustivo; non credi?
Caro dott50, non posso che concordare sul fatto che esista una differenza tra lealtà e fedeltà, anche se ritengo che trattando di tradimento, sia più appropriato parlare d’infedeltà. Nell’esempio che tu citi, è giusto dire che si tratta di lealtà, almeno fino a quando si esprime sinceramente come stanno le cose, ma quando invece si tradiscono le aspettative, cioè si attua ciò che si vuole senza alcuna condivisione, indipendentemente dalla lealtà o meno a palesarlo, come io indicavo, allora ritengo che si tratti più propriamente d’infedeltà.
Per meglio chiarire ciò che ho espresso, prendiamo il tuo esempio: “dire alla propria moglie che si è attratti sessualmente da sua sorella e che alla prima occasione utile cercherai di portartela a letto può essere un segno di lealtà (o di arroganza) verso la propria moglie, ma non di fedeltà.”. A determinare la differenza tra lealtà e fedeltà è l’asserzione: “cercherai di portartela a letto”. Difatti si è leali nel dire ciò che si prova, ma portarla a letto, suona come “indifferente” a ciò che la moglie pensa di quanto andremo a fare. Se lei quindi non condivide che tu lo faccia, ma lo farai comunque, allora si tradirà la sua aspettativa, cioè saremo leali, ma infedeli.
Non metto in dubbio che il rapporto con la moglie possa essere appagante e quindi esaustivo anche nella monogamia, ma io rivolgevo l’attenzione all’avversione allo scambismo che è cosa diversa. Una coppia che trova nella monogamia un suo appagamento, non necessariamente avversa lo scambismo; non ritengo siano condizioni consequenziali. Trovo che l’avversione nasca da altre fonti che a me sembra individuare in cognizioni preconcette derivanti da fattori legati alla cultura, quindi di carattere morale, sia di ordine sociale che religioso, a meno ché non siano dettate da fattori psicologici, derivanti da discordanze tra il proprio essere ed interferenze esterne, cioè tra Io e Super-Io.
Se nel rapporto creato tra la mia compagna e me, c’è lealtà, cioè correttezza e sincerità, non necessariamente si deve essere o monogami o scambisti. In entrambi i rapporti posso trovare lealtà verso il partner, allo stesso modo può esserci fedeltà o infedeltà, dipende dal tradire o meno il patto lealmente stabilito tra i partners.
Il fatto poi di provare avversione per il rapporto opposto, non può essere che derivante da una cognizione preconcetta di partigianeria o tifoseria. Se vivo la mia condizione di coppia, di qualunque genere essa sia, in maniera libera da costrizioni pregiudiziali e/o distorsioni psicologiche personali, non posso che trovare indifferente gli altri tipi di rapporti. In questo caso, si considera chi pratica le altre scelte, semplicemente come spinti da condizioni derivanti da diversi modi di concepire le cose, senza misurarne la qualità.
Nel momento che si è disposti a dibattere, argomentando le ragioni delle proprie scelte, si è in un ambito costruttivo e leale, e ciò vale indipendentemente da quali scelte si sono poste in essere.
Archiviamo “l’infedeltà annunciata” che non sembra meritare ulteriori commenti. L’incomprensione, ancor più che l’avversione da parte dei monogamici rispetto allo scambismo, può più semplicemente derivare dalla mancanza nei monogami, di sollecitazioni mentali in senso scambistico od ancor più estesamente verso pensieri sessuali trasgressivi; perciò è anche comprensibile un loro preconcetto verso bisogni che non avvertono: Dalle mie parti si dice: “Il sazio non può capire chi è affamato”. Credo Tu sia un pensionato laziale; dimmi se sbaglio
Dott50, amico mio, trovo interessante l’ipotesi sulle sollecitazioni erotiche dei monogami, anche se a me pare un po’ azzardata una valenza genetica. Mi riservo d’indagare, anche se temo che essendo troppo generalizzato e così strettamente legato allo spazio ed al tempo, mi fa supporre che ci debba essere un fattore più circoscritto alla società che li accomuna. Il fatto poi che gli scambisti siano indicati con il termine “trasgressivi” rafforza quest’ipotesi.
Io ho vissuto per la maggior parte a Bologna, anche se sono Napoletano, ma avendo la famiglia un po’ a Roma ed un po’ a Napoli, da poco mi sono trasferito a circa metà strada in maniera da raggiungerli più facilmente.
Se ti va d’intraprendere un dibattito più ampio e variegato, potremmo trovarci in PV, io sono su alice, così si potrà anche evitare che questo forum si limiti solo a noi due.
Voglio solo dire che le sollecitazioni erotiche dei monogami naturali sono proiettate solo vs il/la prorio/a patner, se poi questa spinta sessuale sia anche genetica non te lo so dire, sicuramente è per lo più acquisita; a tal proposito vorrei ci capissimo su di una cosa, quando parliamo di istintualità innata di vita o di morte che sia, si intende la “libido”, ossia LIBIDO=ISTINTO SESSUALE DI VITA/ISTINTO AGGRESSIVO DI MORTE. Se ad es. prendiamo l’istinto sessuale (di vita) alla nascita consiste nella LIBIDO cioè “nell’eccitazione sessuale potenziale” che rispetto al comportamento sessuale futuro attraverso le fasi di maturazione(fase orale, anale, fallica) necessita di esperienze vissute, perciò anche l’ES di ogni persona dipende in gran parte dalle esperienze inconscie fatte dall’individuo dopo la nascita. Quando ero universitario, per un lungo periodo abbandonai quasi del tutto gli studi, per il gioco d’azzardo e frequentavo assiduamente le bische clandestine; l’eccitazione che provavo la sera, quando si avvicinava l’ora di andare in bisca la possiamo definire LIBIDO. Non so che cosa sia PV; se vuoi ti do il mio indirizzo mail al quale puoi scrivermi, però noto che di tanto in tanto qualcuno si intromette nel forum…cmq
Noooo fate pure…oramai siete così amici, potreste anche scambiarvi le mo…oops magari già lo fate…ahahahah…(battuta goliardiica)…!!!
Cmq Dott, cercavo una frase che facesse capire un po’ il senso del mio pensiero…quando hai scritto “Il sazio non può capire chi è affamato”, mi sono riconosciuto nel sazio, piccola modifica: “Il sazio non può capire chi è affamato, figuriamoci gli ingordi…”…!
Buona continuazione…
X STE
premesso che non ho nessuna moglie da scambiare, noto che cmq segui la discussione nonostante ne avversi l’opinione mia e di coppia B. Non ti sembra di coltivare una curiosità fin troppo morbosa per l’argomento?
dott seguo la discussione semplicemente perchè mi arrivano le notifiche sulla mail e non so come disattivarle…
Inoltre non ho ne voglia e tempo di continuare una discussione dove le posizioni di ognuno sono nette e contrastanti tra loro, sinceramente non reputo di avere nulla da imparare e nulla da insegnare…!
Comunque se ti da fastidio non rispondo più…
Ah…vedo solo ora il tasto “Modifica le tue sottoscrizioni”…
Arrivederci…
Dott50, scusa il mio atteggiamento, ma forse c’è ancora qualche motivo d’incomprensione nelle nostre espressioni che ci ostacola ed io ambirei dissolverli. In ciò che volgarmente indichiamo come cervello, ci sono diverse parti o strutture che ci permettono il nostro governo; alcune sono fisicamente identificabili, altre lo sono funzionalmente, come la mente. La suddivisione in Es, Io e Super-Io è di quest’ultimo tipo. L’istinto di vita e quello di morte, nascono nell’interazione di queste parti della nostra mente, perciò non risulta perfettamente corretto quello che affermi. Non è l’Es in quanto tale ad avere esperienze inconsce, ma piuttosto la triade nel suo complesso. Durante lo sviluppo di questo meccanismo si attraversano diverse fasi evolutive come hai indicato; quasi sempre avviene che queste non siano perfettamente oltrepassate o almeno non con pieno successo, diciamo che l’esame quasi mai è superato con il massimo dei voti e ciò crea qualche disfunzione più o meno grave.
Se consideriamo il rapporto sessuale, è possibile individuare tre ordini di grandezza su cui agisce: individuale; sociale; e naturale. Diciamo che quelli sociali vogliono essere una sorta di prevenzione alla conservazione della collettività, ma la sua insita arroganza dovuta alla sua natura prettamente umana, la porta a superare i suoi limiti, trasbordando spesso sia nell’ambito individuale che in quello naturale. In realtà sia quelli individuali che quelli naturali sono ampiamente sufficienti al loro scopo, quelli sociali perciò si trovano ad essere un aberrante duplicato di questi. Un’interferenza disarmonizzante che spesso crea confusione, in modo particolare a livello psicologico e sociologico.
Tempo addietro ebbi l’occasione di leggere che la sessualità nell’uomo, proprio per le attività mentali di quest’ultimo, svolge un notevole compito nello sviluppo della personalità ed in particolare per l’evoluzione in senso sociale, comprendendo: l’affettività, l’emozionalità e la relazionalità. In pratica essa, a differenza di ogni altro tipo di piacere che dipende da recettori periferici particolari, è subordinata direttamente al sistema nervoso centrale, soprattutto a livello corticale. Questo spiega l’aspetto essenzialmente psichico della variabilità individuale della stessa. Il riconoscimento della sessualità come fattore determinante ad uno sviluppo non solo personale, ma anche e soprattutto sociale, deve far comprendere come, alla repressione della sessualità, corrisponde una repressione allo sviluppo sociale. Un bambino allevato in un ambiente circoscritto e limitato, non potrà mai raggiungere una sua personalità completamente matura, come una sua limitazione alimentare non gli consentirà di avere una struttura fisica adeguata. La principale necessità sociale dovrebbe quindi essere quella di espandere le libertà legate alle fantasie individuali, quindi sessuali, artistiche ecc…, al fine di ottenere un miglioramento individuale e quindi anche globale.
— Continua —
Del resto è universalmente riconosciuto che le civiltà si sono sviluppate in relazione agli scambi, non solo commerciali che ne erano la ragione scatenante, ma soprattutto per quelli umani che permettevano uno sviluppo complessivo più avanzato ed armonico. Avere una società chiusa, limitata nelle sue negoziazioni, ne riduce enormemente lo sviluppo, sia a livello individuale che collettivo, un po’ come avviene in quei paesini rimasti fuori dal mondo, abitati per lo più da “buzzurri”.
Personalmente credo che sarebbe molto costruttivo imparare a distinguere le nostre convinzioni basate su fatti oggettivamente concreti da quelle invece dogmaticamente trasmesseci senza adeguate verifiche. Queste ultime spesso ci creano problemi a livello psicologico proprio perché nella nostra vita reale abbiamo modo di sperimentare la loro disarmonia con la realtà. La pratica di meditazione sui koan Zen potrebbe darci interessanti spunti di riflessione in questo senso.
Nel post 2515 di ste, si può notare un tipico esempio di: né concetto, né non-concetto, come espresso nelle pratiche Zen. Notare che non si tratta di opposti tra essere e non essere, ma propriamente nell’opposizione tra “non essere” e non “non essere”. Il detto riportato, che in napoletano è: ‘O sazih nun crer’ ‘o riun’; che sta ad indicare che chi possiede, ha difficoltà a comprendere chi non ha, viene trasformato in una qualità che non possiede; difatti è indicando un senso non contenuto, espresso con:“ingordi”. Risulta chiaro che l’intero costrutto modifica totalmente l’escatologia del significato inserendo valori del tutto alieni, ma presenti nella mente di chi li esprime. Il termine “ingordo” inserisce un senso non espresso di “non ingordo”, associandolo al “sazio” che così ne diventa l’espressione. In questo modo il monogamo viene innalzato a livello qualitativo a chi non ha bisogno, contrapponendo così la condizione di bisognoso allo scambista. Questa digressione permette di comprendere perché spesso si esprime il concetto di critica che è subliminare in molte espressioni, creando disappunto che spesso viene indicato poi come incomprensibile, invertendo la posizione della vittima con quella del carnefice.
Ad esempio, considero il valore di chi pratica il naturismo, come valore in sé, mentre chi tende a condannare un simile atteggiamento lo interpreta come pratica trasgressiva, tramutandola in “nudismo”, valore socialmente spregiativo.
Nell’olismo, si tende ad evidenziare i rapporti che intercorrono tra le cose :”se stappo un fiore, da qualche parte c’è una stella che piange”, purtroppo però è ancora troppo radicato il concetto meccanicistico, in cui si vede lo specialista come una superiorità qualitativa. Il risultato è che quando vado dal medico generico, dicendogli: “dottore ho un malessere di cui non comprendo le origini”. Questo mi manda a fare una serie di esami, curandomi per far rientrare nella norma i valori trovati alterati, trascurando così la causa del malessere che percepisco.
Caro dott50, per rispondere alla tua domanda sul PV: era se ti andava di dibattere per mail; io sono “cp.pali”. Per dare seguito a quando dicevo in precedenza, cerchiamo di ritornare sui nostri passi.
Io “sono” perché il mio cuore batte, il mio cervello funziona e tutte le altre parti del mio corpo fanno ciò che fanno, ma non c’è nessuna delle mie parti che può dire di essere “me”. Io sono tutte loro insieme, ma c’è di più, esiste una qualità che nasce dall’interazione funzionale di tutte loro, un di più che ha origine nella sinergia di tutte le parti insieme.
Una coppia è l’unione di due esseri uniti da molteplici cose, non solo dall’amore o soltanto dal sesso, ma da tutto quello che hanno i loro esseri più la sinergia che ne deriva, considerare tutto come un’unione monogama, lo considero una cecità, per me significa disconoscere parte del valore che scaturisce dalla loro unione. In una coppia non ci può essere una sola visione delle cose, né un solo piatto per nutrirsi, né nessun’altra cosa univoca. Ciò che prova la mia donna, io posso condividerla, ma non posso avere il suo stesso sentire, e così è per lei. Provare a limitare quello che nasce da questa sinergia è una mostruosità.
Per non apparire dogmatico, provo a dare una ragione a questo mio sentire.
Nei precedenti post ho fatto cenno ai koan Zen, a cosa servono: essi provano a stabilizzare la mente costringendola a ridurre la sua prevalenza sul sentire. Proviamo a riportarne uno: “battendo le mani si ottiene un suono, qual è il suono di una mano sola ?”. Sembra una domanda a cui dare una risposta che però è impossibile dare. Un altro meccanismo particolare lo si può riscontrare nelle frasi autoreferenziali, ad esempio: “In cuesta frase ci sono tre erori”. Come si può notare, si possono rilevare soltanto due errori: “questa”, che è scritto con la “c”; ed “errori”, a cui manca una erre, pertanto la frase è sbagliata in quanto afferma di avere in se tre errori, quindi il terzo errore risiede nel significato stesso della frase. Se però ci sono tre errori, come abbiamo potuto costatare dal suo esame, allora essa è esatta, ma se è esatta non ha tre errori, allora è sbagliata, ma se è sbagliata, allora è esatta… cioè si crea una sorta di cortocircuito mentale.
Imparare a riconoscere questi meccanismi, ci può aiutare a comprendere dove è nascosta la verità che non sempre si può cogliere di primo acchito. La natura spesso sembra volersi prendere gioco di noi, in realtà però, siamo noi stessi la causa di questi errori, anche se poi, noi siamo parte integrante della natura. Altro cortocircuito?
Proviamo però a proseguire su questo cammino cercando di aggiungere altri tasselli ad un sentire che altrimenti ci sfugge.
Il nostro buon Dante Alighieri, nel suo IV canto ci ha lasciato scritto: “In tra due cibi distanti, e moventi d’un modo, prima si morria di fame, che liber’uomo l’un recasse a’ denti.”. Cioè noi moriremmo se fossimo totalmente liberi, non si può essere liberi dalla natura.
— Continua —
La natura non può essere disattesa, ma essa si presenta a noi in duplice veste: quella oggettivamente non trasgredibile; e quella interiore, cioè interpretabile dalla nostra mente, una natura quindi che noi possiamo superare nei suoi limiti. Sta a noi essere capaci di fare questa distinzione, imparare a riconoscere ciò che è frutto della mente come quel cortocircuito generato dalla frase autoreferenziale vista sopra, o il rumore della sola mano, o le regole morali che immaginiamo necessarie per la sopravvivenza della nostra collettività umana che tendiamo ad universalizzare.
Le mie qualità sono molto spesso innaturali, come la moralità, la fedeltà, la sacralità, la cultura. Tutti fattori importanti ma che presentano un valore oggettivamente confutabile in quanto riconducibile ad elementi contingenti. Avere rapporti sessuali è un fattore naturale, come averne con partner diversi, non lo è invece avere rapporti sempre e solo con un unico partner perché ha una valenza morale e quindi contingente. La monogamia ha significato qui ed ora, ma non può essere condotto a termine universale. Se osserviamo il comportamento del lupo, ritenuto l’animale monogamo per eccellenza, non è difficile rilevare che anch’esso ricorre alla trasgressione di questa sua stessa regola sociale, dando prevalenza alla qualità naturale che non può essere disconosciuta. In pratica la monogamia ha un senso prettamente qualificante ma non universale come invece avviene nello scambismo. Lo scambista può anche contenere in sé un momento monogamico, ma non viceversa.
Chiedo venia se ho ristretto i termini della ricerca, sorvolando su molti punti, ed anche sul fatto che alcuni di essi siano stati insufficientemente espressi, o con contenuti a volte di sapore dogmatico, ma ho ritenuto indispensabile non rendere questo forum oltremodo pesante e poco seguito, dato l’alto numero di frequentatori non avvezzi a disquisizioni troppo profonde, anche se constato che nonostante tutto siamo rimasti in pochi lo stesso a seguirne gli sviluppi.
Resto però disponibile, per quanti lo volessero, ad esprimere con più dettaglio i passaggi che così superficialmente ho espresso, suggerendo però una trattazione più individualistica ricorrendo ad E-Mail personali.
Serve un terzo bi, partecipativo e discreto? tete@live.com
Penso semplicemente che poche mogli e pochi mariti abbiano il coraggio di dirsi in faccia i desideri verso altre donne o altri uomini…
Molte delle coppie che si difiniscono “normali” sono quelle che finiscono per tradire o tradirsi cercando altrove quello che non hanno il coraggio di chiedere all’interno della propria coppia.
Nelle coppie scambiste manca totalmente l’ipocrisia, ritengo cmq che sia un gioco pericoloso e da dosare nella giusta maniera: non fanno del male a nessuno e ritengo non siano criticabili e finisco con il dire “la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri”!!! il sesso piace a tutti c’è chi tradisce e c’è chi lo pratica in compagnia del proprio compagno come si suol dire alla luce del sole…quindi abbasso l’ipocrisia!!! buona giornata
Cara delusa2012, concordo pienamente con quanto asserisci. Spesso gli appartenenti alle coppie “normali”, come tu le hai definite, prendendo a prestito il loro stesso autodefinirsi, provano avversione, presupponendo un’anormalità, verso chi non persegue la loro stessa modalità di coppia. Tendono cioè ad auto-qualificarsi “migliori” nei confronti dei non appartenenti alla loro stessa “casta”, ma come tu giustamente hai sottolineato, si tratta di un’ipocrisia e di una incapacità non soltanto ad esprimere, in maniera più o meno consapevole il loro vero sentire, ma anche a considerare le regole morali nella loro giusta luce.
Ovviamente essere consapevoli di ciò non significa necessariamente abbracciare la filosofia scambistica, cioè non tutti i monogami sono esenti di questa qualità, come non tutti gli scambisti ne sono coscienti. Ritengo invero che i monogami che non giudicano con rigetto gli scambisti ma che ritengono utile dibatterne, hanno in sé maturato una giusta dimensione dei termini della questione, mentre chi vi si oppone, lo fa per lo più per un’inadeguata crescita emotiva. Anche gli scambisti però non sono sempre esenti da ipocrisie, spesso infatti si possono rilevare equivalenti valori di falsità, anche se diversamente espressi.
Vorrei ringraziarti in quanto temevo di aver inaridito e desertificato questo dibattito, vista la totale assenza d’interventi dal mio ultimo post, se non quello sfacciato tentativo di terzo che, infingardemente si auto-definisce “discreto”. Grazie!!!
soltanto aprendo la mente si può essere in grado di fare discussioni costruttive……io sono aperta a tutto e ripeto purchè la mia libertà non vada ad oltraggiare quella degli altri….e poi chi siamo noi individui per poter giudicare gli altri?? la vita è fatta di scelte….io ho scelto una strada avendo provato anche l’altra!!! Grazie a tutti coloro che hanno il coraggio di affrontare certi argomenti senza IPOCRISIAAAAAAAAAAAA….BUONA SERATA