Salta i links e vai al contenuto

Reprimere il desiderio di un altro

di Hopeful

Riferimento alla lettera: Ciao, sono una ragazza di 24 anni, vi racconto brevemente la mia storia: fidanzata da qualche anno con un ragazzo bello, premuroso, dolce, un po’ noioso ma senza difetti troppo marcati; insomma, è diventata una relazione un po’ piatta ma si va avanti. Conosco da più di un anno questo...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2013

L'autore, Hopeful, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore

363 commenti

  • 101
    luna -

    Che fine ha fatto la versione “mobile” del forum? :/ e’ uno strazio la versione pc al cell. Comunque il concetto e’: ognuno la veda come vuole ovviamente e si riferisca agli autori che crede e alle citazioni che crede. Solo per chiarire pero’ che anche la letteratura e la saggistica su questi argomenti e’piu’ ampia ed e’ pure andata avanti. E’ curioso che si affermi di voler approfondire un argomento ruguardanre storis, antropologia, etologia e societa’ e dinamiche ma che se qualcuno ne parla in una maniera non meno semplice ma meno semplicistica si parta dal presupposto che non ha letto tre autori o li sta negando. Se ne avesse letti 46? Nndaon e’ questione di quanti autori e quali, chi ha letto cosa,ma mi incuriosidce proprio l’approccio nel dare per scontato il fatto che le osservazioni altrui siano motivate da chiusura,parzialira,approssimazione,moralismo,negazione e ignoranza.In tutta franchezza la prendo come una chiacchierata quando si va sul generale (gia’ diversi e’, ma nek senso di non usare la cosa per chiacchierarci su tipo dal parrucchiere se una persona comunque scrive di se’ . Dovrei sul serio quando ho letto anche dei riassunti dal punto di vista storico o riguardanti la cultura di massa tirare fuori bibliografie anche di diciassette volumi su un solo tema che viene riassunto ?mischiando cavoli e banane?Mi rifiuto (meno male, certo!) ma prendevp da ignorante quando dicevo “le cose non stanno proprio cosi …”. Paziemza, ma notavo inevitabilmente l’approccio e lo noto, anche se comunque nel forum vengo a chiacchierare e ad esprimere dei pensieri no a giocare a Trivial Porsuit. Chiubque sappia (e non e’ obbligatorio saperlo) cosa sia un corso monografico ma anche solo una parte generale non avra’ difficolta’ a capire perche’ nessuno sta tenendo un corsi ma si sta chiacchierando ma quando si cita un autore come il portatore di una assoluta verita’ (mai rivelata poi, parrebbe) e no semmai come uno spunto si riflessione… Comunque pace e bene, ma sta storia dello schema mentale chiuso che si rifiuta di considerare cosa e’ stato scritto sull’argomento…

  • 102
    Samuel Bellamy -

    Buongiorno a tutti. Noto una quantità incredibili di commenti assieme ad una vena polemica che mi sembra eccessiva, per il rispetto che ritengo si debba avere delle personali posizioni ideologiche di ognuno dei partecipanti.
    Voglio scusarmi con Luna riguardo al termine “elucubrazioni” che ho usato in uno dei miei post, assicurandole che non aveva nessun intento ironico. Per sicurezza sono andato a vedermi il vocabolario e ho trovato questa definizione:”meditare e concentrarsi per elaborare qualcosa di ingegnoso”. Quindi mi riferivo allo sforzo non al contenuto delle sue parole, che, ripeto, rispetto al di là della differenza di vedute.
    Detto ciò, sottolineo che in realtà Andrea ha ripreso molto della mia ipotesi etologica relativamente all’approccio maschile e femminile in ambito umano, relativamente agli “investimenti” in campo sessuale quando cita il patrimonio genetico, sconfinato per il maschio e molto più limitato per la femmina, con le conseguenze comportamentali che ho descritto.
    Quando parlo di desiderare di essere smentito, mi riferisco alla speranza di scoprire che non è solo l’istinto che pilota la coscienza attraverso il comportamento “politicamente corretto” indotto dalla stratificazione culturale di cui siamo impregnati, ma che almeno vi sia un equilibrio tra le parti. Attualmente le mie personali conclusioni non mi fanno propendere per questa ipotesi. Ma ripeto, sono solo mie valutazioni che ho cercato di spiegare meglio che potevo, riportando solo qualche dato oggettivo e qualche lettura che “mi” ha spiegato l’intuizione che ho avuto. Solo come infomazione, queste curiosità mi sono nate nel momento in cui ho tentato di spiegarmi un comporamento della mia compagna analogo a quello di Hopeful, altrimenti mai mi sarei chiesto nella vita quali siano i fattori reali che fanno scattare l’attrazione, scoprendo che tra i due generi nasce per gli stessi motivi ma si “mostra” in modo diverso; ma anche che i fattori fisiologici che Rossana cita con cognizione di causa, sono silenti alla coscienza ma attivissimi a livello pratico, spiazzando a volte lo stesso protagonista, come nel caso di Hopeful!

    Sì, Hopeful è spiazzata. Non sa se “se lo vuol fare”, ma lo desidera. Che significa, secondo me? Che se invece di essere Hopeful fosse un maschio, non avrebbe dubbi al riguardo su quello che prova: un forte desiderio sessuale, che la giovane età reclama perchè è il periodo ideale per la riproduzione, la “primavera” degli ormoni. Poi ognuno, secondo la propria sensibiltà, ci potrà aggiungere il romanticismo, il sentimentalismo, oppure fermarsi al solo “bruto” ma naturalissimo desiderio di accoppiamento. Normalmente nella nostra cultura cattolico occidentale, imbevuta di centinaia di anni di sensi di colpa, l’emergere di certi desideri veniva e viene negato tramite voli pindarici utili ad aggirare quel naturale bisogno, soprattutto in ambito femminile, ma non basta a fermarlo, è impossibile, serve solo a creare situazioni di veniale ipocrisia >>

  • 103
    Samuel Bellamy -

    >> verso la propria coscienza, che deve soddisfare due conduttori, appunto, e lo ripeto: l’istinto e la morale.
    Quello che sta accadendo a mio parere a Hopeful, è questo dibattito interiore. Come dice Andrea, col suo fidanzato ha superato la fase di innamoramento (non ci si può innamorare di due contemporanemente, si possono amare due, ma è un’altra cosa) perchè è in quella più quieta dell’affettività amorosa. Si è invece innamorata dell’altro, attraverso “segnali” che (e qui entriamo nel campo della soggettività cui mi pare accenni Luna) le hanno fatto scattare l’interruttore che ha rilasciato quel cocktail chimico che cita giustamente Rossana.

    Hopeful ha “perso la testa” come si usa dire, e in effetti si diventa folli sotto l’effetto di queste droghe naturali, e tanto più si è giovani (ma non necessariamente) tanto più forte è la sbandata.
    E’ talmente piacevole quella sensazione di “sbarellamento” di “farfalle nello stomaco”, di tachicardia, ansia dell’attesa, sogni intorno alle presunte qualità dell’adorato, che la chiamiamo amore, ma non è amore è “solo” INNAMORAMENTO.

    Certo è che ora come ora Hopeful pensa solo a questo nuovo lui, quindi è pronta al cambiamento, e questo glielo conferma il suo corpo e la sua mente. E’ sicuramente la classica brava ragazza come la immaginiamo e la vorrebbe ogni genitore. Si fa scrupolo di queste incontrollate sensazioni che prova e vorrebbe capirci di più, ma di una cosa è certa, desidera solo “un” uomo con tutta se stessa, e non pare stia pensando ad un futuro con lui, se i caratteri saranno compatibili, se è affidabile (anzi, come dice Andrea, spesso molte donne sono attratte da “inaffidabili”), no, desidera quest’uomo e stop; e non credo che in questo desiderio prevalga un sogno platonico. Desidererà della tenerezza, della dolcezza nel caso avvenisse il fatale incontro, ma sarà una “guarnizione” non sgradita allo scopo profondo che è quello di farci l’amore.
    Quindi, Luna, non sappiamo quali siano le motivazioni che attraggono Hopeful verso quest’uomo, (e neppure lei lo sa) magari, anzi, certamente, non saranno le stesse che attrarrebbero te, Rossana o un’altra donna, altrimenti ci sarebbero qualche decina di maschi per miliardi di anelanti femmine. Per questo motivo confermo la tua visione della soggettività corroborata dall’esperienza, quando c’è, ma quando un essere umano è nelle condizioni di Hopeful, quella soggettività è subordinata necessariamente ad un bisogno assoluto: il sesso.
    Come tutte le strade portano a Roma, così tutte le migliaia di espressioni comportamentali in campo sessuale tendono all’unico scopo: fare l’amore per riprodursi. Poi ci aggiungiamo tutte le sfumature intellettuali e culturali di cui siamo dotati, per farci piacere e apprezzare il partner, e può subentrare l’amore, che comunque la si pensi è, questa sì, una scelta e un percorso.
    In definitiva necessitiamo sia del’innamoramento che dell’amore. Ma riusciamo ad averli entrambi e contemporanemente? Non credo. Hopeful docet

  • 104
    rossana -

    mi sa che questo non è il sito giusto in cui esaminare alcuni argomenti.
    peccato!

  • 105
    sarah -

    @hopeful
    rispondo solo a te perchè penso che ti sia più utile avere degli esempi più concreti che dibattere su istinti,statistiche,saggi o documentari.Ti porto due esempi che spero ti aiutino,uno mio personale di un bel pò di tempo fa e un altro di una mia amica.
    Anni fa ero fidanzata con un ragazzo,che io consideravo un gran bravo ragazzo,purtroppo vuoi l’età,vuoi la poca esperienza non ho visto per molti mesi i suoi difetti per poter decidere se accettarli o meno e lui si è adagiato molto.Mi lasciava sempre più sola,altro che noioso,non riuscivamo a stare insieme per lontananza e impegni universitavi e quando riuscivo a ritagliare del tempo per noi mi tirava il bidone, per nulla passionale,la dolcezza iniziale era svanita,facevo tutto io nella coppia,nel senso che ero io a cercarlo,a organizzare per vederci,a farlo sentire importante.Mettici pure l’intromissione della famiglia da lui condivisa,il voler governare la mia vita con continui dibattiti sul fatto che io non dovevo lavorare una volta finiti gli studi perchè se una donna lavora i figli crescono male,una donna doveva stare a casa a fare la casalinga,mi sentivo perennemente giudicata per la mia indipendenza anche da amici di famiglia che si permettevano di mettere bocca su di me e sulla mia vita senza neanche conoscermi e lui niente,se ne sbatteva.Ero solo la bambolina da esibire con amici e parenti tanto per far vedere che lui era fidanzato.Poi vabbè non ti racconto tutto,ci vorrebbe un enciclopedia,cosa accadde?Prima di conoscere quel mio fidanzato mi piaceva(in maniera molto superficiale)un tipo con cui non ci provai mai,lui era ancora più lontano e ci beccavamo molto poco.Nel periodo nero col mio fidanzato frequentammo più lezioni insieme e lui si dichiarò.anche se mi attraeva la mai risposta fu:”Mi dispiace ma sono fidanzata.”Lui accettò la cosa e lasciò perdere.Ne parlai apertamente col mio fidanzato e all’inizio la prese a ridere poi all’improvviso divenne pseudo geloso anche dopo che lo rassicurai di non volerlo lasciare ma di voler risolvere certe questioni tra noi,gli proposi un periodo da passare insieme,io e lui,avrei ritardato il mio ritorno a casa per stare con lui,alla fine si negò al telefono,si nascose dietro sua madre,mi lasciò senza una spiegazione dicendomi che dovevamo restare amici perchè sennò la gente avrebeb pensato che fosse lui lo stronzo e disse in giro che me ne ero andata con un altro.Prima che mi lasciasse anche io stavo male ma se stai con una persona è sbandi per un altra io credo che il problema tu lo abbia nella tua relazione o in te stessa,io capiì che mi sentivo sola col mio ragazzo e che con l’altro anche solo con una battutta ero più serena.Questa esperienza mi servi per capire che il mio ragazzo non ci teneva a me perchè mi aveva buttata via nonostante avessi scelto lui e non lo avessi tradito,non mi pento di non aver ceduto perchè l’altro rappresentava solo quello che mi mancava col mio ragazzo.Bisogna ravvivare i rapporti…l’amore è come un

  • 106
    sarah -

    fiore,devi averci sempre cura e non lasciarlo morire a sè stesso.Quel ragazzo poi divenne uno dei miei migliori amici,io persi uno stronzo che non perse tempo a fare lo scemo a destra e a manca,quasi non vedesse l’ora di lasciarmi,magari aspettava l’occasione per non apparire stronzo ma la cosa non gli è riuscita.Comunque guadagnai una delle amicizie più belle della mia vita.Io che mi facevo tanti scrupoli,che mettevo al primo posto lui nonostante tutto,se avessi ceduto avrei anche potuto averli entrmbi,per poi perderli ma non sarei stata io,sarei diventata una persona che non avrei riconosciuto e per cosa?Per una debolezza temporanea,poi vabbè la mia durò poche settimane…ma neanche,non so da quanto tempo tu sia in questa situazione ma dovresti fare chiarezza e capire cosa provi davvero.Ora ti porto un altro esempio,molto recente.Una mia amica che conviveva col fidanzato,si trasferisce in un altro appartamento con lui,ci fanno dei lavori e parlavano di matrimonio.Pochi mesi dopo lei incontra un ragazzo,prende anche lei una sbandata ma non lo dice a nessuno e si tiene tutto dentro finchè esplode,lo dice al suo ragazzo ma decide di lasciarlo.Io e un altra nostra amica le consigliammo di allontanarsi da entrambi,lei agisce d’impulso e si mette con questo che poteva farla stare bene inizialmente ma era comunque uno sconosciuto.Sai come è finita?Il suo ragazzo le disse che tanto sarebbe tornata indietro,quel ragazzo si è rivelato un tipo ossessivo e geloso con manie di controllo e ora lei non riesce a lasciarlo perchè le fa pena ma intanto ora pende verso l’altro.Anche stavolta le ho consigliato di evitarli entrambi,uno non fa per lei e lo sa e l’altro,beh sarà dura riprendere la storia se non impossibile.La comunicazione è importante nella coppia,ti consiglio di vedere cosa manca nella tua e se ci sono reali motivi per troncare,ravviva il tuo rapporto,lotta e ritrova i tuoi sentimenti,poi se proprio sono morti pazienza,si ama col cuore,con la testa,con l’anima e col corpo,il collega te lo faresti ma svanirebbe lasciando dolori e sensi di colpa,il giorco regge la candela?non credo.Buona fortuna in ogni caso.

  • 107
    LUNA -

    @Per questo motivo confermo la tua visione della soggettività corroborata dall’esperienza, quando c’è, ma quando un essere umano è nelle condizioni di Hopeful, quella soggettività è subordinata necessariamente ad un bisogno assoluto: il sesso.
    Come tutte le strade portano a Roma, così tutte le migliaia di espressioni comportamentali in campo sessuale tendono all’unico scopo: fare l’amore per riprodursi. Poi ci aggiungiamo tutte le sfumature intellettuali e culturali di cui siamo dotati, per farci piacere e apprezzare il partner, e può subentrare l’amore, che comunque la si pensi è, questa sì, una scelta e un percorso.

    Samuel ovviamente io non posso sapere se tutto nel caso di Hopeful sia subordinato ad un bisogno assoluto e quali siano le sue più varie ragioni ora, e non dividendo la questione tra sesso e ragione. E’ infatti per questo che la invito ad ascoltarsi.
    Io non sono così convinta quanto te che una donna non sappia riconoscere o non sappia ammettere con se stessa se una persona le ispira solo sesso o ci sono in mezzo altri fattori.
    E le persone possono vivere un’esperienza emotiva ecc come quella di Hopeful quando il fattore riproduzione viene a cadere per delle ragioni legate alla natura, e non è che il tuo istinto non lo sa che non ti puoi riprodurre, ma cio’ non toglie che tu possa essere attratto da una persona sessualmente e non solo sessualmente.
    Sesso/riproduzione… a dire il vero l’essere umano è capacissimo di dividere le due cose e godersela un mondo…
    Non credo neppure che il sentimento (cosa diversa dal “sentimentalismo”), che ha molte facce o se vuoi intensità, sia una mera costruzione.
    Se proviamo sentimenti sul lungo termine e sensazioni positive, anche immediate, per una serie di persone con le quali il sesso non entra assolutamente in gioco, neanche in modo sublimato, non vedo perché nel caso di un uomo e di una donna ciò non possa avvenire, al di là del fatto che una persona possa anche attrarti molto sessualmente.
    Per quanto sia vero che già il fatto che ti piaccia qualcuno provoca sensazioni piacevoli ed euforizzanti, gia’ una cotta, che ci sia l’innamoramento e l’amore non è che per tutte le persone che pure possono attrarci fin da subito proviamo le stesse sensazioni.
    Inoltre non è per mere ragioni culturali che puoi dire un no e possono entrare in gioco più istinti contemporaneamente:
    esempio banale, una donna che non ha nessun problema a portarsi a casa uno che le piace e che non ha quindi alcun condizionamento culturale che glielo impedisce può comunque istintivamente non proseguire un rapporto di vicinanza, anche appena iniziato, o sentire e scegliere di non avere quel rapporto sessuale perché istintivamente coglie altri aspetti dell’altro.
    E’ vero che dal punto di vista cognitivo noi assumiamo una serie di informazioni e le cataloghiamo, ma non sono solo informazioni “pregiudiziali”, è ad un livello molto più profondo che possiamo catalogarle. L’abito non fa il monaco, quindi non sto parlando di: se

  • 108
    LUNA -

    se lui è vestito così o colà o fa questo lavoro o l’altro o ha il portafoglio pieno o vuoto non lo voglio perché potrei non trovarmi bene con lui che non mi porta in vacanza o non mi sposerà domani mattina…
    Fermo restando che, se una persona ragionasse in questo modo, non starebbe soltanto usando uno schema culturale o un condizionamento, o anche se fosse comunque starebbe in linea con sè, al di là del giudizio esterno. L’essere umano ha dei suoi equilibri.
    Un po’ come fare una domanda per un lavoro sperando che non ti chiamino perché non è quello che vuoi… qualcosa in te puo’ dire: non voglio imbarcarmi in questa cosa, e non è detto che sia solo razionalità, entra in gioco anche l’emotività quando una scelta ti fa sentire i crampi allo stomaco, indipendentemente a quali tuoi equilibri tu stia facendo riferimento, e in quale percentuale entri in gioco la foresta e l’intero sistema essere umano.
    Tornando alla nostra donna “libera” ma che sente di dire no, e non perché teme di essere considerata una poco di buono o perché i vicini cosa potrebbero pensare, ma ci sono solo lei e l’uomo che comunque da certi punti di vista l’attrae, noi siamo dotati di molti più istinti, e quindi è per altri segnali che può dire no, colti istintivamente. Colti istintivamente e in relazione con sè. Quindi neanche solo in base ad un concetto: di un segnale bisogna dare una sola interpretazione. Se quello che stai cercando è un certo tipo di cosa il segnale può essere colto come positivo, sennò come neutro o negativo.
    Volendo anche parlare Foresta e richiamo della Foresta, che l’essere umano si trovi in una foresta o ad una riunione in un grattacielo di 15 piani nella più affollata metropoli è comunque dotato di più istinti e lavora lui stesso su più piani. La sua intelligenza emotiva e la sua intelligenza “razionale”, insieme a diversi fattori, lavorano insieme mentre si trova nell’ambiente e nel suo muoversi nell’ambiente e in relazione con sè e gli altri.
    Vedi Samuel,mentre tu pensi che io forse rifiuti il concetto istintuale in realtà non solo non è così, ma è un concetto che ho semmai approfondito, solo non soltanto nel senso che dite voi e non vedendolo in maniera “separata” o preponderante, ma molto più “integrata” nel sistema persona e in modo non soggettivo quanto piuttosto individuale. E come risorsa, “integrata”.
    Tornando al sesso, cosa che io non vedo come qualcosa di zozzolone a cui va aggiunto per forza il sentimentalismo o un motivo, resta il fatto però che la parola “sesso”, da sola, non dice “nulla”, perché se è vero che riguarda i nostri genitali non se ne vanno a spasso senza di noi, neanche quando “perdiamo il controllo” nell’orgasmo.
    L’esperienza sessuale è comunque vissuta dall’individuo che è sempre lo stesso ma al contempo prova sensazioni diverse, molteplici, già a seconda di con chi è e del rapporto con sè e con chi è, che sia anche solo contingente. Di come sente la cosa, e sentirla non è solo istinto nè solo testa o cultura.

  • 109
    LUNA -

    SARAH, intendevo dire questo, il fatto che l’istinto è una faccenda non così banale… Saranno pure anche motivi razionali che ti hanno portata a dire di no, d’altra parte però non era il mero “il richiamo della foresta” a farti provare un’attrazione per l’altro, gli ormoni o il bisogno assoluto di sesso/riproduzione. Il segnale, anche istintuale, era più complesso, o semplice se vuoi. E se oggi rileggi la cosa dicendo “è stato meglio così” forse di mezzo non c’è solo il fatto che non ti volevi concepire traditrice, cosa che comunque per te ha un’importanza e fa parte della tua personalità. Anche se magari, se tu l’avessi vista in un altro modo, avresti potuto “cedere” e dopo aver ceduto darti delle risposte che hai avuto comunque. Ma se sei più contenta così chi può stabilire che la tua scelta sia stata condizionata e non istintiva rispetto al tuo modo di essere? A parte che avresti potuto anche “cedere” ma andando dal tuo ragazzo e dirgli “voglio vivere questa cosa, ciao”. Pare che sia fantascienza, e che esistano solo scelte drastiche tipo tornare a casa riempiendosi di bromuro o vivere storie parallele, ma non lo è.
    Notavo che hai scritto: “Mi dispiace, sono fidanzata” e non “Mi dispiace, ma non ti filo di pezza”. Non so cosa hai risposto effettivamente allora, ma in fondo in quel momento, pur mettendo un muro e dicendo un no, forse hai anche ammesso che una sintonia si era creata. Che lui ti piaceva. SAMUEL diceva (parafraso) che per una donna può essere difficile ammettere che ha un’attrazione e quindi deve ricamarci dei sentimentalismi… Non mi pare tu l’abbia fatto, sapevi che quel ragazzo ti attraeva, e sotto piu’ aspetti, non è che ti sei detta di no, mi pare. Hai accettato comunque le tue sensazioni e hai valutato, anche istivamente, cosa farne.
    Percepivi anche sino a che punto, che bisogni tuoi compensava in quel momento, perché era stato positivo, comunque, che quella frequentazione ci fosse stata, e cosa volevi farci di quella attrazione.
    In sintesi a me pare che tu ti sia ascoltata.
    Per inciso, io mi sono ascoltata al contrario, un mio esempio che potrei fare riguarda quando appunto non ebbi il semplice richiamo assoluto ormonale della giovane età in un dibattito tra foresta e razionalità, dissi sì al mio istinto, ma il mio istinto non riguardava solo il concetto: mi piaci per sesso, anche se in realtà voglio stare al calduccio della mia stabilità, ma poiché non posso dirmi che è solo sesso devo costruirci un romanzo intorno.
    Quindi non vedo la cosa in chiave di: dire no medaglia, dire no penalità.
    Ascoltarsi è importante. Ascoltarsi viene prima della scelta che possiamo fare o non fare, in base a quello stesso autoscolto, che non è su un piano squisitamente razionale.
    Poi cosa significa quella cosa in quel momento per noi e seguire la nostra verità, anche in relazione alle interazioni con gli altri, dipende anche dall’individuo.

  • 110
    Nadir -

    Wow quanit post!

    Purtroppo continuo a non aver molto tempo, e mi scuso in anticipo per non essere riuscito a leggere tutto il proseguio della discussione.

    Pero un breve commento vorrei farlo.
    @Samuel mi ha molto colpito questa frase:

    “Se non pensiamo che in questo momento, a 24 anni, in lei sta prevalendo il “richiamo della foresta” che la spinge, senza tregua, e “irragionevolmente” verso il maschio che lei sente essere più attraente, è inutile continuare il dibattito”
    che mi pare non coincida con quello che scrivi poi: “ per il rispetto che ritengo si debba avere delle personali posizioni ideologiche di ognuno dei partecipanti.”…..

    boh io trovo questa contraddizione davvero marcata…. rispetto per tutte le idee ma se non si concorda con la premessa allora meglio non discutere?!

    Passando oltre, riprendo la tua metafora con la musica e aggiungo se gli istinti sono le note , non vi e’ solo il «do » (istinto di riproduzione).
    E tantomeno non vi e’ solo istinto / morale.

    L’uomo e’ un animale sociale, naturalmente e instintivamente, ne consegue che determinati comportamenti di aiuto reciproco e cooperazione sono fortemente radicati , non c’e’ bisogno di chiamare in causa la morale.

    E visto che si parla cosi spesso di genetica, si potrebbe dire che anche l’empatia lo e’: basti persare al sistema dei neuroni a specchio che vengono attivati non solo nell’esecutore di un’ l’azione, ma anche nell’osservatore della medesima azione.
    Insomma, non posso che cadere nel ripetermi: vi e’ piu’ di un instinto e non sempre remano nella stessa direzione. E sopratutto non si puo’ separarli chirurgicamente ne tantomeno decidere a tavolino come interagiscono,

    Paradossalemente applicare determinate teorie che spiegano l’evoluzione al singolo induviduo e alla singola scelta, a me suona quasi piu’ Lamarkiano che Darwiniano….

  • 111
    sarah -

    @luna
    ma lo sai che in realtà io non avevo attrazione sessuale?Nel senso che non pensavo di farmelo,semplicemente mi faceva sentire serene,mi piaceva la compagnia e mi ha fatto capire quanto nel mio rapporto col mio ex ci credessi solo io,per lui ero una bambolina messa in un angolino da esibire in certe occasioni,mi sentivo piena di polvere,accantonata e dimenticata.Non ho pensato al sesso,si è un ragazzo carino ma già in quel periodo i miei gusti stavano lentamente cambiando.Era una situazione un pò più soft ma comunque simile a quella dell’autrice della lettera.Come hai detto tu bisogna ascoltarsi e se lei capisce che è solo una cosa momentanea dovuta a ciò che manca nella sua relazione allora credo che debba decidere se lottare per la sua storia o lasciar perdere,che non vuol dire per forza buttarsi sull’altro,perchè comunque non lo conosce bene e non sa chi è lui e cosa prova,magari tempo un mese e le passa.Tempo fa mi capitò di avere una cotta per la’mico di un mio amico,ero single ma avevo una voglia di farmelo però durò un mese esatto,sapevo che non faceva per me,non mi piaceva il carattere,era un uomo troppo chiuso,magari un bravo ragazzo ma comunque troppo chiuso in sè stesso e troppo freddo e ci rinuncia,anche in quell’occasione non me ne pentiì,non mi ero complicata la vita e la faccenda si risolse in breve tempo.La vita è complicata da sola non complichiamocela di più! 🙂

  • 112
    Andrea -

    Luna: “ma perche’ il collega dev’esswre per forza attraente perche’ figo e filibustiere? Forse lei lo vede figo e un’altra no.” Semplicemente me lo sono immaginato così, dato che lei ne ha parlato come di un don giovanni dallo sguardo magnetico, ho pensato che fosse un tipo quantomeno gradevole e di quelli che ci sanno fare..poi per carità, per quanto ne so potrebbe somigliare anche a Fantozzi. Anzi, magari se Hopeful leggerà questi commenti ce lo dirà lei..
    Detto questo, secondo me è inutile andare ad analizzare caso per caso.
    Anche la testimonianza di Sarah suffraga il mio pensiero e quello di altri. Quando era fidanzata ha avuto la possibilità di tradire il compagno con il quale le cose non andavano bene, ma non l’ha fatto.
    Non l’ha fatto però frenata dalla propria morale e coscienza, non dall’istinto. Se avesse seguito unicamente l’istinto avrebbe fatto il passo. Cosa vuol dire questo? Che spesso, le persone, anche se fidanzate/sposate, possono provare attrazione sessuale verso altri per i quali sono istintivamente attratti. Per cui è raro che in una coppia, si senta costantemente attrazione unicamente verso il proprio partner.
    In questo dibattito, se si vanno a prendere i singoli casi soggettivi, non se ne esce più, ma ci sono dati che oggettivamente sono inconfutabili.
    Ad esempio generamente l’uomo ha maggiore forza fisica della donna, ha una libido più frequente e meno selettiva, i neri hanno una maggiore capacità fisica dei bianchi..ecc ecc. Poi ovvio che ci possono essere donne molto forti o molto libidinose, ma i punti cardine sono questi.
    Tornando alla coppia è interessante notare, che secondo le statistiche, sono maggiormente le donne a chiudere le storie e a chiedere il divorzio. Avrà qualche significato no?
    A mio avviso risiede tutto nella maggior forza sessuale femminile. Se è vero che tutto gira intorno al sesso è la donna che tiene le redini di questo processo, detta i tempi e decide come, quando, dove e perché.
    Il patriarcato aveva proprio lo scopo di contrastare questo “potere” creando una sorta di equilibrio forzato.
    Perché la totale libertà senza controllo non porta sempre vantaggi, neanche ai possessori della libertà stessa.
    Una donna di 35 anni di “una volta” era probabilmente già mamma, ed era vissuta in un contesto che l’aveva resa colonna portante della famiglia, gravandosi di problematiche e subendo anche ingiustizie.
    Una 35enne di oggi la puoi trovare benissimo nubile, senza figli, con svariate storie alle spalle. Incattivita e inacidita, alla ricerca di un amore che lei stessa sa donare a fatica. Oppure casi estremi, tante storie, più matrimoni, figli di qua e di la. Questo è il frutto di un libero arbitrio senza responsabilità. Infatti il messaggio è stato: “vai e goditela!” Senza fare i conti con l’età che avanza (e che avanza sempre secondo natura) non capendo che non si può vivere in eterna adolescenza.

  • 113
    Andrea -

    Infatti spessissimo, quel divario mentale che faceva si che una donna sembrasse essere più matura di un coetaneo non c’è più. Ora trovi molte 30 enni, confuse, disilluse, che non sanno cosa vogliono, al pari dei loro coetanei. Un pò come dire a un bambino, gioca e divertiti quanto vuoi, hai sempre tempo per fare i compiti..
    Questo sarebbe un altro bel filone interessante da esaminare, la mutazione del rapporto uomo/donna, con il risultato attuale, di donne sempre più mascolinizzate.
    Per il resto la mia visione è la stessa di Samuel e Rossana. Senza andare a scomodare tanti filosofi, secondo me basterebbe soffermarsi un attimo ad osservare il mondo che ci circonda per trarre alcune conclusioni.

    D’accordo con la frase di Rossana”il mondo cambia, e gli esseri umani con lui. solo la natura resta perennemente uguale e fedele a se stessa”

  • 114
    Samuel Bellamy -

    Ciao a tutti. Solo un paio di piccoli incisi perchè mi sembra che il dibattito abbia raggiunto il limite delle proprie personali posizioni, utili comunque, e per chi lo desidera, a migliorare le proprie idee riguardo la diatriba che abbiamo trattato.
    Noto che alcuni dei partecipanti portano proprie personali esperienze come esempi a cui riferirsi. Comprensibile ma inevitabilmente parziale come contributo, e non c’è bisogno di sottolineare il perchè. Ho riconosciuto più volte che l’espressione personale esiste nel percorso di soddisfazione di determinati bisogni o desideri, ma pur sempre su un canovaccio di base di quelli che sono gli istinti, ancorchè modulati dalle acquisizioni culturali di ognuno di noi, dando luogo a comportamenti non omologabili sotto l’aspetto del fenomeno, ma che conducono tutti allo stesso scopo. Ho fatto l’esempio delle strade che conducono a Roma, per ricordare quanto sto dicendo.
    A Nadir rispondo che rispettare le altrui posizioni non vuol dire avallarle, quindi non vedo dove stia l’incoerenza. Se trovi sbagliato che l’istinto sia la forza naturale più potente che abbiamo, è inutile dibattere, non perchè sono io a dirlo, ma la scienza, che, comunque la si pensi, una dimostrazione la dà, al contrario della filosofia, della religione o del semplice e gradito romanticismo.
    Quindi la mia teoria si basa su dati di fatto e riferimenti scientifici, che possono essere anche contestati, ma per farlo, per criticare costruttivamente, bisogna portare argomenti altrettanto tangibili. Senza voler fare paragoni iperbolici, quando Galileo veniva contestato dalla Chiesa, non aveva interlocutori che gli invalidassero le teorie ma solo contestatori che gridavano all’eresia, senza prove. Poi si è visto come è andata a finire.
    In effetti la discussione si è spostata su due piani diversi ma altrettanto rispettabili (a proposito dell’accettazione del punto di vista altrui) ma non integrabili oltre.
    Io non riesco a far mie le migliaia di possibilità di atteggiamenti del comportamento sessuale che Luna mi propone, come dimostrazione che la volontà prevalga sull’istinto, ma non perchè voglio prevalere su un interlocutore, è solo che vedo quegli atteggiamenti mossi da un fattore comune, un bisogno comune con uno scopo finale che è uguale per tutti, anche se si è manifestato in mille modi diversi. Solo questo
    Ieri sera, per caso, mi è capitato di vedere un documentario nel quale una certa neurologa americana, certa Lucy Brown, ha fatto una scansione al cervello di una coppia innamorarata, verificando che gli ambiti cerebrali che si “illuminavano” alla vista dell’immagine della persona amata erano quelli del cervello più antico.
    L’analisi del sangue evidenziava, tra il prima e il dopo, il rilascio di testosterone per quanto riguarda la libido e il desiderio sessuale, l’ossitocina per il piacere che ne deriva, e la dopamina e la vasopressina collegate all’affettività, insomma all’amore verso quella persona. Pe me è chimica? Per voi?
    Saluti

  • 115
    sarah -

    @Andrea
    dovresti leggere il mio ultimo post,ovviamente non nego che persone impegnate possano essere attratte da altre ma spesso è solo un momento di debolezza e poi magari quella stessa attrazzione come viene se ne va in un baleno,a volte sono solo fuocherelli di paglia che sono autoalimentati per fissazioni che non stanno nè in cielo nè in terra,dal canto mio ho preferito tenere i piedi per terra ma se leggi il mio ultimo commento ho detto altri particolari…non era il sesso che mi attraeva,cosa strana perchè quello con cui stavo non si curava più da tempo,era ingrassato(era già pienotto di suo),mettici la sua totale strafottenza nei miei confronti e ti dico non mi sentivo fidanzata,mi sentivo sola.Ho visto qualcosa in questa persona e non è quello che ci sa fare,lo stronzo o il buffone di turno con cui non ci staresti mai seriamente e infatti è un mio caro amico tutt’oggi.So perfettamente che molte al mio posto avrebbero fatto altro ma il MIO istinto mi ha frenata,non volevo portarmelo a letto,mi dava delle sensazioni piacevoli e in un momento in cui stavo male(che poi era un periodo del cavolo non solo per il mio ex)può capitare di vacillare,l’importante credo sia staccare un attimo e cercare di capire cosa stia succedendo.Bisogna ascoltarsi e parlare con sè stessi non è così facile e molte persone non lo fanno,ci credo che poi vanno in confusione!
    “Tornando alla coppia è interessante notare, che secondo le statistiche, sono maggiormente le donne a chiudere le storie e a chiedere il divorzio. Avrà qualche significato no?”
    Certo figurati se un uomo vuole perdere la comodità della casa!Su questo stesso sito si leggono storie di amanti dove la donna molla il marito e l’uomo scappa e dice che vuole restare con la moglie,si chiama vigliaccheria tutto qui!
    “Una 35enne di oggi la puoi trovare benissimo nubile, senza figli, con svariate storie alle spalle.”
    O al contrario trovi tante ragazzine incinta che a 35 anni hanno figli che iniziano l’università…una via di mezzo forse sarebbe meglio 😀

  • 116
    luna -

    Samuel, forse ho capito male: quando avrei detto che la volonta’ prevale? Nadir ed io tra l’altro non abbiamo negato l’esistenza dell’istinto o della chimica, abbiamo detto altro. E non solo riguardo esempi personali. Vedi Samuel un conto e’ un’opinione del tipo: io non so come funziona la chimica del cervello, tu me ne parli e io non vogloo crederci. Tu mi parli di istinto o di sociologia, io non
    so di cosa mi parli, non conosco l’argomento e cosi via… Ma bon e’ cio’ che sta succefendo. Per ragioni su cui non mi dilungo delle cose che parli ho una visione approfondita, non piu’ superficiale. Quando dico “non e’ proprio cosi ..” non lo dico perche’ io Luna non voglio riconoscere con esempi personali (a parte che non sobo solo esempi personali) un modello che e’ chiaramente di un certo tipo e che mi rifiuti di considerare. Se tu mi parlassi di geometria io non saprei di cosa mi parli e non acrei degli strumenti per dirti “le cose non stanno proprio cosi, idem se mi parlassi di astronomia. Ma se parliamo di questi argomenti li ho
    . Al di la’ del personale. Li ho, anche “tecnici”. E anche per rendermi conto di quando un aspetto viene impastato in una certa maniera. Se pensi che il piano sia che non mi piace vederla in un certo modo e penso che l’istinto e la chimica non fanno parte di un «sistema» ma parlo di mera volonta` che vince sull^istinto (per te di un tipo partocolare che e’ come l’asso che regola la base di tutto) fai pure. No l’hi detto. Ho detto altro. E l’ho detto non perche’ non ho letto Lorenz e non ho visto un docunentaroo o non osservo la realta’ da un punto di vista anche “sociologico”. Ma non importa

  • 117
    Nadir -

    Ciao Samuel

    Perche scrivere : vi e’ piu’ di un instinto e non sempre remano nella stessa direzione. Viene letto come la volontà prevalga sull’istinto???

    Cosa centra volonta e ragione quando scrivo dei neuroni a specchio?

    Il punto e’ sempre lo stesso, gli istinti sono molteplici ma la loro “gerarchia” e come interagisco lo decidi tu?

    Nell’altra lettera (sugli zerbini) per giustificare che la donna vuole lo stronzo / tormentato / malaticcio parlavi di istinto materno che vince anche sull’istinto di sopravvivenza…. qui invece e’ tutto esclusivamente legato a quello di riproduzione

    Scusami la vena sarcastica ma davverro proprio non capisco…. e poi arriva Galieo, ed ecco che se si esprime un opinione differente, Si diventa l’inquisizione che grida all’eresia, senza prove.

    Povero Galileo, tirato per la giacchetta per i piu svariati motivi…. Sorrido pensando ad una discussione con altri utenti e su un altro tema dove “Galileo” era il fatto che avremmo dovuto essere tutti scambisti..

    Ormai per me Galileo e’ diventato un segnale in codice, segnale che e’ arrivato il momento di fermarmi. ringraziare per la chiaccherata e congedarsi…

    Grazie e Ciao

  • 118
    rossana -

    Samuel,
    – “Noto che alcuni dei partecipanti portano proprie personali esperienze come esempi a cui riferirsi. Comprensibile ma inevitabilmente parziale come contributo”
    – “la mia teoria si basa su dati di fatto e riferimenti scientifici, che possono essere anche contestati, ma per farlo, per criticare costruttivamente, bisogna portare argomenti altrettanto tangibili.”

    concordo con quanto sopra. le parole dovrebbero avere un qualche contenuto oggettivo non continuare a ribadire opinioni personali, suffragate da esempi soggettivi, a cui potrebbero essere opposti altrettanti esempi di stampo contrario. questo non è discutere!

    – “In effetti la discussione si è spostata su due piani diversi ma altrettanto rispettabili (a proposito dell’accettazione del punto di vista altrui) ma non integrabili oltre.” – così sembra anche a me.

  • 119
    Samuel Bellamy -

    Ciao Luna, mi spiace che ti sia risentita, e forse la frase relativa alla volontà che prevale l’ho letta in quei termini cercando di interpretare la visione dei fenomeni nel modo col quale li hai esposti, che non mi pare coincidere con la mia. Però francamente quello che ho tratto dalla lettura dei tuoi post e quelli di Nadir è che per il desiderio sessuale “…è tutto molto più complesso di come lo si vuol dipingere”. Non so se sbaglio o se ancora una volta sto semplificando troppo.
    In ogni caso, se è tutto molto più compleso, (e lo è certamente, a valle però dell’impulso istintuale) siamo perfettamente d’accordo, e l’ho ribadito nel mio ultimo post. Temo che stiamo parlando di due momenti diversi del fenomeno, e mentre io sto cercando di capire l’azione delle forze primordiali che ci comandano, tu ne analizzi gli sviluppi che attengono al raggiungimento della soddisfazione del bisogno.
    Colgo uno spunto dal post 115 di Sarah, nel quale comunica che era interessata al ragazzo X perchè si sentiva sola, era un momentaccio e così via. Sostiene che non volesse “portarselo a letto” e forse anche lui non voleva portarsi a letto Sarah, chissà. Ma poi scrive:”So perfettamente che molte al mio posto avrebbero fatto altro ma il MIO istinto mi ha frenata”. L’ha frenata riguardo cosa?. Non credo ci sia bisognio di dirlo.
    Ecco, io di fronte a questa involontaria dichiarazione di attrazione sessuale, indotta dalla solitudine e dalla mancanza di “presenza” del rubicondo fidanzato ufficiale, Sarah, a chi ha dato retta? Non ad una amica, che poteva compensarle benissimo la solitudine e l’incomprensione col suo ragazzo, ma ad un amico, maschio, il quale, e ci metterei la mano sul fuoco, sarebbe andato volentieri a letto con Sarah, come tutti i maschi di questo mondo farebbero con qualumque donna gli piacesse, ma sono intervenuti i fattori educativi e culturali a frenare i due, facendo sfociare il tutto in un’amicizia che tutt’ora permane.
    Vorrei fare una domanda a Sarah. Perchè non chiede a questo “amico” se sarebbe disposto a fare l’amore con lei e sentiamo cosa risponde? Sarah non lo farebbe, lo ha già detto, forse per lealtà verso il fidanzato o forse perchè non le piace abbastanza il tipo. Di lui ha preso quello che l’altro non le forniva. Cioè ha cercato di soddisfare un bisogno di natura sessuale. Non c’è sempre necessità dell’accoppiamento (specie in una donna) per riconoscere un desiderio sessuale.
    Luna, sono certo che tu sia documentatissima sull’argomento che stiamo trattando,anche se parte da un punto di vista diverso dal mio, ma ripeto, forse per colpa mia non sono riuscito a comprendere bene in cosa si differenzi la tua visione dalla mia, visto che non ignori il peso dell’istinto nella dinamica sessuale.
    Ho cercato di spiegare la mia visione attraverso degli esempi, dove parlo della forza bruta (o grezza se preferisci) dell’istinto e dell’azione più raffinata della cultura e della morale che da questa deriva, a prescindere dalle soggettive…
    Segue

  • 120
    Samuel Bellamy -

    .. manifestazioni di natura sessuale. E’ sufficiente fare un piccolo excursus mentale , magare utilizzando l’esempio degli Inuit e dei musulmani, tanto per limitarci, per capire come l’interpretazione delle diverse culture si esprima in migliaia di modi sessualmente, ma senza omettere l’origine della cosa.

    Leggo ora l’intervento di Nadir e rispondo.
    Certo che esistono gerarchie negli istinti, e mi spiace che non sia riuscito a spiegarmi bene al riguardo. L’istinto materno, che come dice la parola stessa è solo delle donne, supera quello sessuale che è necessario per avere i figli, ovviamente. La scelta più articolata che una donna fa nella scelta del compagno, rispetto ad un uomo, ha proprio lo scopo di avere il miglior “fattore” dal punto di vista genetico, ma anche un uomo che sia “affidabile” sotto l’aspetto della dedizione al “nido” e ad alleviare il peso della gestazone e dell’allevamento della prole, CHE E’ LO SCOPO PRINCIPALE PER CUI LA NATURA CI VUOLE SU QUESTA TERRA. Ti tornano i conti?
    Poi nei millenni sono arrivate tutte le “dotazioni” culturali che conosciamo, e che hanno modulato il nostro comportamento, SECONDO ME e secondo una quantità di studiosi. La modulazione di cui parlavo ha fatto sì che io, Rossana, Andrea, Luna e tu, ci rivolgiamo a questo o a quel partner in maniera assolutamente soggettiva. Chi più romantico chi meno, chi “ama” quello tranquillo, chi la scapestrata e via discorrendo. Ma la “longa manus” che ci pilota erano, sono e saranno quei benedetti istinti. Io la penso così, ma non ti devi offendere se non mi hanno convinto altri punti di vista, così come non me la prendo se la gente non la pensa come me. Sto solo esprimendo alcune considerazioni, non voglio pontificare.

    La faccenda dell’attrazione di molte donne verso alcuni tipi maschili, che ai loro occhi appaiono, “fragili” (o malaticci) o comunque bisognosi di cure, scatena in loro l’istinto di accudimento, che è NATURALE nelle donne e che profonderanno, in maniera soggettiva, sia chiaro, non appena avranno i figli. Nel frattempo quelle più portate si esercitano nei confronti di questa tipologia. Succede anche tra specie animali, che giovani femmine che non hanno ancora figliato cerchino cuccioli da accudire. Non ti risulta?

    Circa Galileo, ho specificato con chiarezza che l’esempio era iperbolico, ma la figura del personaggio serviva, nell’ambito del discorso, per dire che lo scienziato portava delle prove dimostabili, mentre la Chiesa gridava all’eresia. Ma non di meno, nonostante i suoi detrattori giurassero che era il Sole a girare intorno alla Terra, questa da 4 miliardi di anni era lei a girare intorno al Sole, e così sarà, fino alla fine.
    E’ bello essere antropocentrici, ma per la Natura, noi o un moscerino è lo stesso.

    Io sono convinto di quello che ho sostenuto fin’ora, su questo e sull’altro forum, ho cercato di essere più chiaro possibile e non ho voluto attaccare nessuno, perchè mi pare di essere stato educato e rispettoso delle idee altrui Spero

  • 121
    sarah -

    @samuel
    “Ecco, io di fronte a questa involontaria dichiarazione di attrazione sessuale, indotta dalla solitudine e dalla mancanza di “presenza” del rubicondo fidanzato ufficiale, Sarah, a chi ha dato retta? Non ad una amica, che poteva compensarle benissimo la solitudine e l’incomprensione col suo ragazzo, ma ad un amico, maschio, il quale, e ci metterei la mano sul fuoco, sarebbe andato volentieri a letto con Sarah”
    Vedi Samuel in quel periodo non avevo amiche vicine avendo amicizie femminili a distanza,le mie amiche più care dell’epoca frequentavano altri corsi e ci vedevamo poco,quindi sarebbe stato difficile cercare conforto con un amica.Tra l’altro devo dire che questo mio amico in realtà è una persona dai rapporti platonici,almeno a quei tempi,quindi io non ci metto la mano sul fuoco che volesse il sesso,poi vabbè su di lui dovrei aprire una grossa parentesi e mi rendo conto che è un sogetto “atipico”,pensa che dopo quella storia avrebbe potuto andare fino in fondo ma alla fine abbiamo preferito restare amici e non ce ne siamo pentiti.Devo anche aggiungere che la mia storia era oramai finita,ero solo io a portarla avanti illudendomi che lui ci tenesse,semplicemente questo mio amico mi ha aiutato ad aprire gli occhi facendomi capire che il mio disagio era reale e dovevo fare qualcosa e ti dirò sono contenta di quello che è successo,io mi sono evitata altre frustrazioni da uno che di sicuro male non è rimasto dato che poco dopo faceva lo scemo con altre,quindi meglio così.
    “Perchè non chiede a questo “amico” se sarebbe disposto a fare l’amore con lei e sentiamo cosa risponde? Sarah non lo farebbe, lo ha già detto, forse per lealtà verso il fidanzato o forse perchè non le piace abbastanza il tipo.”
    non so se hai capito che è una storia vecchia di anni ma ad ogni modo credo di aver già risposto.Questo ragazzo comunque era ancora molto ragazzino ma ragazzino ai livelli che al sesso ci pensava poco e pensava più ad altre cose e credimi mi sono stupita ma poi conoscendolo ho capito che aveva vari problemi di insicurezza che lo portavano ad andare dietro sempre a ragazze fidanzate o comunque che riteneva irragiungibili,in questo modo si sentiva sicuro,non doveva provarci e non gli assalivano le paure.Come ho detto questo è un caso particolare,un altro al suo posto avrebbe reagito in altro modo ma va bene così.
    “Cioè ha cercato di soddisfare un bisogno di natura sessuale.”
    Veramente non pensavo al sesso, era una piacevole compagnia e mi ha fatto sorridere in un periodo in cui vedevo tutto nero,mi ha aiutato a farmi una domanda importante:Perchè con uno sconosciuto mi sentivo bene e con il mio ragazzo mi sentivo triste?Perchè lui non era più il mio ragazzo,era diventato uno sconosciuto che mi aveva abbandonata.In quei giorni mi sentiì male e questo mio amico mi portò in ospedale,mentre ero sulla barella lo vidi alla porta,col mio telefono in mano che parlava con mio padre,pensai che un ragazzo conosciuto da poco mi aveva soccorsa mentre

  • 122
    sarah -

    il mio ragazzo già pensava a diffamarmi e a guardarsi intorno.Ma tornando alla lettera magari i casi sono molto diversi,lei dice che lui è noioso ma in che senso?Anche il mio ex era noioso,mammone e super pigrone ma perchè comunque mi dava per scontata oramai mi aveva esibita e potevo stare in soffitta.Bisogna vedere come è la loro relazione e quali sono effettivamente i sentimenti che li legano,se ci sono ancora.
    “La faccenda dell’attrazione di molte donne verso alcuni tipi maschili, che ai loro occhi appaiono, “fragili” (o malaticci) o comunque bisognosi di cure, scatena in loro l’istinto di accudimento, che è NATURALE nelle donne ” vero ma non in tutte ultimamente e mi permetto di aggiungere che dopo che una donna fa la crocerossina e la piglai inq uel posto non la fa facilmente una seconda volta e fa bene! 🙂

  • 123
    Samuel Bellamy -

    Ciao Sarah. Leggo il tuo post avendo poco tempo a disposizione per rispondere, ma apprezzando la pacatezza con cui hai replicato al mio testo.
    Avrai capito che sugli aspetti soggettivi delle varie storie sentimentali non sono ferrato, nè posso esserlo in ragione di quanto ho dichiarato nei miei forse troppi interventi. E’ ciòè troppo variegata la possibilità di espressione sentimentale per poter indagare singolarmente. Ci vorrebbe uno psicologo di volta in volta per sviscerare le dinamiche personali di quella coppia o di quel singolo soggetto. Io mi interesso degli aspetti di “default” che abbiamo inseriti all’interno del nostro IO più profondo, e di come questi aspetti muovono le nostre azioni, ancorchè espresse in maniera soggettiva. Ecco io mi fermo prima della soggettività. Perchè anche se il “compito” che ci dà Madre Natura è uguale per tutti, lo svolgimento si differenzia da soggetto a soggetto.
    Mi piacerebbe darti una mia versione della tua storia, per quello che ho potuto leggere, riferita agli aspetti che mi interessano. E pur riconoscendo la tua buona fede circa quello che hai scritto relativamente alla tua vicenda, al di la della giovane età del soggetto in questione, questa non esclude l’aspetto sessuale della cosa.
    Con questo, e una volta per tutte, vorrei che fosse chiaro che l’accettazione o il riconoscimento (eventuale) che determinate nostre azioni siano originariamente mosse da certi bisogni sessuali, non deve essere visto come un indice di depravazione da chi non ci si ritrova in essi, nei termini che ho tentato di esprimere, solo perchè escludo un certo romanticismo come base “dell’amore”.
    Per quanto riguarda le “crocerossine”, ti invito a guardare sul web quante ce ne sono che chiedono spiegazioni o aiuto. E quante sono recidive. Non basta prenderlo in quel posto per capire, è una cosa più profonda, e lì sì che siamo nel campo delle dolci nevrosi da masochismo.
    Ma questo è un altro argomento.
    Grazie per il tuo post. Ti saluto cordialmente.
    A presto

  • 124
    luna -

    SAMUEL, ti ringrazio per i tuoi chiarimenti. L’esempio di Galileo, oltre ad essere come da te stesso affermato iperbolico non mi sembra attinente anche perche’ la chiesa non lo accuso’ di eresia solo per ragioni «scientifiche», bisognerebbe aprire una parentesona che non apriro’ di carattere anche storico 😉 – in questo caso non e’ che tu porti esempi scientifici e ti si accusa di eresia e per di piu’ senza avere argomentazioni. A te forse pare che siano risposte meramente d’opinione o ideologiche perche’ non mi metto a citarti una bibliografia… Il punto e’ pero’ che gia’ il fatto che si citino statistiche (e non la fonte) e io abbia una certa dimestichezza anche con il concetto “statistiche” in ambito di ricerca e divulgazione, utilizzo nella comunicazione divulgativa o piu’ tecnica, perche’ (quando sono piu’ serie anche nel tipo di campione) hanno un senso nell’ambito di

  • 125
    luna -

    Di una specifica ricerca, ma non sono assolute, rispetto al fatto che hanno un significato diverso per “gli addetti ai lavori” che sanno interpretarle in un preciso contesto mentre hanno spesso un altro impatto per il lettore ecc ecc… Insomma, gia’ questo mi pone con un certo spirito critico (in senso di strumenti e non di opposizione critica) rispetto alla citazione di una percentuale senza un contesto. In tal senso, e in altri in questi discorsi, il maggiore punto di vista “scientifico” se proprio vuoi e’ il mio. Che oltre a leggere i prodotti finiti (di vario genere) riguardanti vari argomenti ho anche forse, forse dico, piu’ di te idea del passaggio precedente. Detto cio’ tornando all’istinto, non si da’ per scontato neppure l”istinto materno, non nel modo in cui veniva letto un tempo. E non nel senso che le madri sono snaturate, ma che finalmente si ha una visione molto piu’ realistica della questione anche nelle sue contraddizioni e non generalizzazioni. Ma anche questo sarebbe un lungo discorso. E non di semplice “opinione”. Non dissento sull’esistenza degli istinti, ma come dicevo sono “integrati” e l’essere umano non e’ fatto solo di istinto di un tipo preponderante tenuto a freno da costruzioni culturali, non e’ diviso in due tra cio’ che sarebbe se non fosse che… E le ragioni non sono ne’ solo culturali ne’ solo evoluzionistiche… Il sistema “uomo” rimane piu’ complesso, che piaccia o no. E lo sono i suoi equilibri, dinamici. D”altra parte lo e’ anche osservare una comunita’ di animali. Io non sto negando delle componenti e l”etologia e’ tra l”altro tra i miei interessi (anche li pero’ non esiste un “generalizzato” comportamento “animale”) cosi come il concetto “istinto” e la sociologia. Io non solo non nego l’istinto ma gli do una valenza forse pure maggiore, se pure integrata, di quella che tu gli dai. La differenza e’ che tu sembri battere su un aspetto “passivo” dell’istinto e porre un ordine gerarchico tra gli istinti. L’istinto per me (non l’ho inventato io) e” molto di piu’ e non e’ uno solo o una regola a piu” b uguale tc.e anche la chimica delle emozioni, delle reazioni e risposte fisiologiche ecc. Mi rendo conto che anche su questo punto rischiamo di non capirci: il fatto che in noi ci siano costanti e continue reazioni chimiche e che produciamo vari ormoni (e non solo inerenti ad aspetti legati al sesso) non fa di noi comunque solo esseri subordinati alle nostre reazioni chimiche, non e’ che facciamo solo cio’ che un ormone ci comanda ma prpduciamo anche a seconda del noatrso umore, di uno stress emotivo, dell’ambiente e della nostra lettura dell’ambiente. Sarebbe cone dire che siamo schiavi del noatro respiro, ma il nostro respiro siamo noi e si muove con noi. Se e’ corto ci fa sentire in un certo modi, ma se ci sentiamo in un certo modo si fa corto. – Ciao Nadir. Dove si parlava di viaggi?

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.

▸ Mostra regolamento

I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.

I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.

Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.

Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.

Leggi l'informativa sulla privacy.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili

© 2000 - 2026 Letterealdirettore
Gestito da VALEXA s.r.l.s. | P.IVA IT09022550967