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Matrimonio e sessualità: ma il matrimonio è davvero la tomba del desiderio?

  

Ha destato molto interesse, in particolare negli USA e in Gran Bretagna, l’indagine della sessuologa dr.ssa Esther Perel, secondo cui nel matrimonio si verificherebbe, dopo i primi 3-4 anni, un progressivo calo del desiderio sessuale, sostituito da sentimenti di affettuosità, protezione, intimità familiare, ecc.

Secondo la Perel su questo argomento è fuorviante guardare i sondaggi e le interviste dirette, poichè le persone intervistate tendono a mentire per imbarazzo e solidarietà verso il partner. Occorrerebbe invece valutare i dati empirici: in una relazione stabile come il matrimonio o la convivenza c’è bisogno di sicurezza, vicinanza, sincerità, intimità, ecc., ma questi sentimenti e atteggiamenti psicologici sono in conflitto col desiderio sessuale, che ha invece bisogno di sorpresa, novità, insicurezza, distanza, ecc., per essere tenuto vivo.

Quel che è certo è che le conferenze della Perel richiamano un vasto pubblico e molti hanno ammesso che l’argomento va affrontato, anche solo per non dare per scontato che il matrimonio o un legame stabile rappresenti automaticamente la soluzione dei problemi sessuali. E infatti molti hanno iniziato ad ammettere che il calo del desiderio nel matrimonio è un loro problema di cui poco si parla.

D’altra parte non si sa se abbia ragione o meno la dr.ssa Perel (le risposte alle interviste dirette sono insincere), perchè a sentire le donne con una relazione stabile intervistate in Italia, ben il 53.8% sostiene di avere un’ottima vita sessuale.

Per contro le donne singles se la passerebbero piuttosto male – a dispetto degli stereotipi che le vorrebbero disinibite e molto attive sessualmente – poichè ben il 67% di loro non avrebbe alcuna vita sessuale, e tale percentuale salirebbe fino al 92% delle singles “anziane” (non viene specificata l’età).

I lettori e forumisti sono invitati a dire la loro con sincerità sull’argomento, anche ovviamente sulla base della loro esperienza.

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5 commenti a

Matrimonio e sessualità: ma il matrimonio è davvero la tomba del desiderio?

  1. 1
    leo -

    secondo me, IN CERTE CONDIZIONI, dopo un po’ di tempo, che è difficile quantificare perché è inevitabilmente una variabile soggettiva individuale, lo stesso menù sessuale PUO’ non essere più tanto interessante; dico menù di proposito perché il sesso di per sé è come mangiare.
    in generale, perfino in quelle CERTE CONDIZIONI, le femmine tendono a stancarsi meno facilmente perché sono più interessate all’aspetto stabilità e sicurezza che una relazione duratura offre; in effetti, se a loro non viene mai meno questa percezione possono non cercare mai alternative sessuali.
    in quelle CERTE CONDIZIONI, in generale i maschi, per i quali la sicurezza sta nella disponibilità di molti armenti, castella, aurum, armamenti et foeminas, tendono più facilmente a cercare alternative.
    quali sono quelle CERTE CONDIZIONI?!
    quando gli antichi sottolineavano la forza e l’inscindibilità delle “unioni decise in cielo” mica si riferivano al dogma clericale, che è una interpretazione sbagliata e strumentale del fenomeno; quelli intendevano dire che se una unione è a livello di spirito essa è duratura anche ad onta della carne, se invece è un fatto meramente carnale, come accade per la maggioranza, essa è caduca perché la carne, specialmente quella maschile, vuole variazione per una questione di menù e di sicurezza psicofisica.
    se tra maschio e femmina non c’è solo l’attrazione fisica ma anche quella caratteriale e di spirito non può esserci noia, oppure, se c’è, è minima e soccombe di fronte alla valenze superiori e quindi il problema della ricerca di alternative non si pone.
    solo in questo caso si può legittimamente parlare di “matrimonio”.
    negli altri casi si deve parlare di “accoppiamento”.
    è dunque sbagliato affermare che “il matrimonio è la tomba della sessualità”.
    si deve invece dire che “gli accoppiamenti deboli sono la tomba della sessualità”, il che è tanto ovvio da non richiedere statistiche e studi particolari.
    si può dire che un matrimonio equivale ad un “accoppiamento globale”, riferendosi sia all’intensità sia ai 3 livelli sui quali avviene.
    non si sarebbe dovuto mai parlare con troppa leggerezza di “matrimonio”, tantomeno lasciare che fosse ridotto a esercizio consumistico di massa e a buon bisogno gabbia dall’esercizio del potere clericale.
    in altre parole, non ci si dovrebbe sposare in senso classico con la leggerezza con cui lo si fa, solo per legittimare lo sfogo delle gonadi con cerimoniali per lo più immotivati e speculativi e trasformandolo in “accoppiamento socialmente legittimato”.
    più lo si fa e più s’incorre nelle crisi di noia del primo, secondo,… settimo, quindicesimo … anno, nel qual caso sarebbe bene ripensare a ciò che si è fatto e, anziché inseguire gonadi e sicurezza da un letto a un altro, capire se non sia il caso di disfare con una certa rapidità e facilità ciò che evidentemente era solo un accoppiamento più o meno debole.

  2. 2
    prugola -

    hai ragione, se non vi AMATE non vi sposate! bisogna pensarci bene, se no si fanno tanti casini e si sta male, proprio male! Basta, ho parlato.

  3. 3
    Daniele -

    Per quello che mi riguarda è proprio la tomba del sesso, anche se in 12 anni di mnatrimonio ancora devo scoprire cos’è veramente il sesso, detto questo ho detto tutto, è più caldo un pezzo di ghiaccio che questa specie di femmina con cui mi sono sposato (forzatamente) purtroppo.
    A buon intenditor poche parole

  4. 4
    andrea -

    a volte si crede di amare solo perchè si sta insieme da molto, ma è solo abitudine, voglia di sicurezza, assoluta paura di ricominciare una nuova vita non sapendo cosa ci si aspetta rinunciando alla nostra quotidianità, soprattutto dopo una certa età. il mio tram tram quotidiano è la mia “felicità/facilità” di vita. Ho conosciuto una persona poco tempo fa e l’ho lasciata allontanare per tutte queste cose che mi sono chiare solo adesso. potesse tornare indietro sarei più deciso e sincero. mi dispiace averla fatta soffrire così. mi sono sempre guistificato ma sono un vigliacco è giusto ora che pensi che volevo solo portarla a leto. cero di dimenticare tutto questo ma il solo incontrarla mi riporta alla realtà. è giusto che le parli ma non ne ho il coraggio, sono davvero un vigliacco, merita spiegazioni, daltronde lei è sempre stata sincera. il mio rapporto continua come se nulla fosse mai acaduto, sono così abituato alla vita che faccio che anche il mio stato d’animo è sempre lo stesso, è vero è così, felicità/monotonia/routine di circostanza. so gia quello che farò e che sentirò ogni giorno. forse ho preso quella sbandata proprio per questo motivo, lei mi faceva sentire cose che avevo perduto con il passare del tempo. era giusto seguirle fino in fondo ma ora di me non ne vuole più sapere. Ho perduto un grande amore in cambio della mia monotonia/routine/felicità/facilità/sicurezza/paura. altro che decisione matura. ho bisogno di sostegno e sicurezza come un bambino.

  5. 5
    Leila -

    Andrea che hai commentato nel 2010… io temo di essere nella tua stessa situazione e volevo sapere, se per caso seguissi ancora la pagina e volessi rispondermi, se dopo il sacrificio della tua passione a favore della “felicità/facilità” sei poi riuscito a metterci una pietra sopra e a continuare il tuo matrimonio senza avvelenarlo col rimpianto.

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