Reprimere il desiderio di un altro
Riferimento alla lettera:
Ciao, sono una ragazza di 24 anni, vi racconto brevemente la mia storia: fidanzata da qualche anno con un ragazzo bello, premuroso, dolce, un po’ noioso ma senza difetti troppo marcati; insomma, è diventata una relazione un po’ piatta ma si va avanti. Conosco da più di un anno questo...
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Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2013
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Categorie: - Amore
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Samuel,
– “Quanto e perchè queste donne siano attratte da queste relazioni, è da scoprire. Ma è un fatto.” – un fatto che interessa molto anche me, oltre le spiegazioni date dal libro che hai citato, parziali e datate…
mi piacerebbe che mi mettessi al corrente dei risultati della tua ricerca in merito.
ciao, e buona domenica!
SAMUEL, beh, invece direi che ti offendi e alquanto. Reagendo ben peggio di quando si da’ direttamente a me l’attribuzione di concezioni moralistiche e basate sulla “volonta” (ho detto tutt’altro), di fare solo osservazioni soggettive (quando parlare dell’individuo come formato da tue parti che interagiscono costantemente non c’entra un tubocon “esempi soggettivi”) e mi si attribuiscono approcci alla questione che non ho mai avuto. O quando si dice: parlano le statistiche! – le statistiche cosa dicono? dicono che una percentuale di gente si lascia. Dicono che la tua teoria e’ “giusta”? Del mio post, in cui dico che certe interazioni non sono banali (devo portare una statistica per dimostrare che le interazioni tra le cose che ho citato esistono? Cioe’ devo portarti una statistica a dimostrazione del concetto sul respiro che ho espresso? Devo portare una statistica per dimostrare che il rapporto tra individui e storia, cultura, societa’ e mass media e’ di reciproca influenza? Posso spiegare in un post come funzionano i mass media da dentro? In un post devo giustificare io il fatto che la chimica/fisiologia nell’individuo non funziona solo nella chiave che proponevi tu? Devo giustificare io il fatto che la sociologia e’ una faccenda piu’ complessa e cosi l’etologia e che se per esempio se esiste la psicologia cognitivo comportamentale una ragione c’e’? Cioe’, io non porterei prove quando dico “non e’ proprio cosi” perche’ nei post non posso riassumere tutto questo?). La mia frase che hai riportato riferita a te stesso
si collega al concetto precedente che ora non posso copiaincollare ma che era: continuamente (gli addetti ai lavori, gli esperti, i professionisti di una materia, su un argomento ecc, ndr) scrivono saggi, tengono incontri, scrivono articoli su riviste specializzate ecc o su un argomento si scrivono articoli giornalistici. E’ ovvio che si centra un aspetto o si sviscera un argomento e lo si fa stare in uno spazio o lo si semplifica in modo divulgativo. Ma anche se si parla di un aspetto dietro c’e’ tutto il resto. O almeno cosi dovrebbe essere. Quindi: si spera. Nel senso che l’altro giorno (esempio) un mio amico biologo e’ andato a sentire uno che in teoria era un giovane biologo ma non sapeva di che stava parlando. Lui che e’ un biologo se n’e’ ovviamente accorto (io non me ne sarei accorta perche’ sulle meduse non so una fava). – In un forum e’ ovvio che un non biologo non ha alcun dovere di sapere tutto cio’ che sta dietro ed esprime un’opinione. Non e’ uno scemo, sta esprimendo un’opinione. se tu mi parlassi di astronomia e mi dicessi: “le stelle funziano cosi” potrei dire “wow!’ o dire “no! secondo me no perche’ non mi piace” ma di astronomia non so una fava. Ma se si parla di altre cose mi accorgo se si sta prendendo un concetto (che sia l’istinto come spiegazione base di tutto o il fatto che le donne finiscono in certe storie in base all’istinto ecc) e lo si vuole far diventare una chiave di lettura non tanto “universale” quanto “univoca”. Il problema non sta nel negare che l’istinto esiste o che la chimica esiste. Sto dicendo un’altra cosa. Questa cosa non ti piace al punto da dire che nego io la realta’, devo differenziarmi io o ho velleita’ da Maria Goretti? Non so che farci. A me non e’che non piace pensare che l’istinto regola tutto in un certo modo ed e’ il passpartout (letto in una sola certa chiave) per tutte le situazioni… e’ che non e’ cosi. E non e’ cosi perche’ persino piu’ fattori istintuali entrano in gioco in una situazione e non solo loro. L’individuo non solo un buco d’istinto con la mente intorno, anche lo fosse stato quando iniziava la sua evoluzione non lo e’ oggi. E’ senza dubbio possibile fare un’analisi sociologica anche sui divorzi e anche dire che vi sono dei condizionamenti sociali e istinti ecc, ma mettere a destra gli istinti e a sinistra i condizionamenti sociali significa gia’ negare un aspetto e cioe” che se l’istinto fosse davvero la sola chiave non esisterebbe neanche per esempio un “condizionamento” sociale. perche’ per essere condizionato da qualcosa devi avere delle parti condizionabili e
e all’istinto di per se’ del condizionamento non dovrebbe importare una beata fava. La natura e’ sempre quella fai merenda con nota merendina e non mi lascio condizionare da nulla e vado diretto per la mia strada. Cosi pero’ non e’. E non solo in chiave di «condizionamenti esterni», tanto piu’ perche’ di ogni cosa l’essere umano (e di se stesso rispetto a quella cosa e l’ambiente ecc) da’ una sua rilettura, piu’ o meno “nevrotica”. Da’ un senso che non e’ solo sociale ma personale..E personale anche quando e’ sociale. Prova emozioni in continuazione e rilegge, rielaborando in un modo o un altro, il proprio passato, presente, persino il futuro. Ha difficolta’ a stare nel presente. Non quando gode, e’ vero, e gli e’ in genere piu’ facile quando in generale se la sta godendo (anche guardando un tramonto) o e’ concentrato su un compito di algebra). Il suo istinto (anche se schiva una motocicletta) lavora nel presente, il suo piano intuitivo pero’, pure se lavora sulle sensazioni presenti, e’ in grado di elaborare un’infinita’ di informazioni su piani diversi (vedi certe decisioni di pancia o anche la creativita’, in cui l’individuo mette in gioco molteplici piani simultaneamente, anche quello cognitivo). L`umano e` in grado di ammalarsi per cio` che per lui e` un dispiacere, portare rancore per anni e non una risposta di rabbia solo contingente. E’ dotato di meccanismi di difesa nati (non due giorni fa) per proteggere il suo equilibrio ma che possono diventare disfunzionali. Soffre di ansie e fobie che non sono malattie virali. l sentimenti esistono anche senza l’invenzione del sentimentalismo. – «Noi tutti abbiamo una serie di parti diverse ciascuna con aspettative di autorealizzazione. Spesso trovano difficile andare d’accordo e possono avere influenze inibitorie wreciproche» scrive Virginia Satir. Per la PNL (programmazione neuro linguistica) il conflitto e’ trale subpersonalita’ dell`individii «parti polari che svolgono entrambe funzioni valide dando entrambe duggerimenti validi ma nin dempre appropriati ad una circistanza e quando le due parti cercano di svolgere contemporaneamente il loro ruolo imtralciandosi a vicenda nessuna delle due funziona bene e ti impalli (…) le due polarota’ possono divemtare complementari con beneficio reciproco». Da notare che la frase che ho riportato non si riferisce ad un congflitto tra istinto/ragione. Ho citato la PNL solo per il discorso non sulla «soggettivita» ma sulla complessita^ dell`individuo come unita’ di misura della societa’ e il suo rapporto interno tra le parti. Mi auguro di aver chiarito il piano per cui nella mia visione “morale”, “volonta’” o la soggettivita’ di mia zia Carmelina non c’entrano con il mio approccio. Forse no, pazienza. le assenti erano le emozioni. Ma credo di aver chiarito qui sopra in che senso. ciao!
“E’ un fenomeno interessante, che andrebbe dibattuto anche per le conseguenze più nefaste cui può portare, specie quando lo stronzo non è il solito classico buffone o simpatica canaglia, tanto attraente per molte donne, ma un caso umano con problemi di identità…”
Ti possso dire che io ne ho incontrato uno ed è quello di cui ti parlavo,che voleva più una mammina che una ragazza,avendola lui persa a 16 anni ed essendo stato straviziato dalle sorelel più grandi che ora però hanno la loro vita.Non è facile sottrarsi a certi esseri,quando io me ne sono andata lui ha continuato a importunarmi per mesi,è venuto dove lavoro,non ha rispettato i miei spazi nonostante glielo avessi detto apertamente,non avevo chiuso la porta completamente,gli avevo dato solo una possibilità di lasciarci quella storia alle spalle in maniera più civile ma senza ritorni o altro,era diventato un incubo,gli avevo detto di darmi del tempo perchè ero arrabbiata e stavo affrontando un trasloco,non lo ha fatto,messaggi in continuazione come se stessimo insieme,io non rispondevo,usava gli altri per invitarmi fuori cercando di “costringermi”,ho cambiato numero di telefono e dopo un pò lui ha smesso per fortuna,intanto aveva già una nuova da pigliare in giro.Ci vuole molta forza di volontà e stima di se stessi per uscire da certe situazioni,io avevo paura di non uscirne più e di morire in quella casa,perchè preferivo morire che continuare a vivere così.Vedevo tutto nero.Mi sono ripetuta che meritavo di più e piano piano cancellavo ogni cosa di lui,messaggi,foto,quei pochi regali che mi aveva fatto li ho dati via compreso l’ultimo che era l’unico bello,fattomi per convincermi a restare,l’ho regalato a una mia collega.Parlandone con la mia psicologa mi disse che era una cosa positiva perchè qualcosa che ricordava brutte cose le trasformavo in qualcosa di utile per gli altri,ero sulla via della guarigione.
Il libro che citi è nella lista dei libri da leggere 🙂
io ho letto le cinquanta sfumature e ti posso assicurare che è un libro molto soft,lei vede anche poco della sottomissione che lui vorrebbe e infatti all’inizio si lasciano,lui,molto facilmente e velocemente,trova un compromesso con lei e diventa meno padrone,molto meno,inoltre sono dei libri abbastanza noiosi,le situazioni di sesso sono ripetitive e la trama è scontatissima e arida,se lo vuoi leggere,trovalo free online o fattelo passare.
Sarah: non l’ho letto, sfumature ecc. O meglio, ho letto solo un pezzo che aveva riportato un mio amico e pensavo che fosse uno scherzo. Nel senso che era pure scritto male, nel senso di dialoghi scontatissimi e cliche’. – L’uomo che diventa uno stalker, non “si arrende” e ti tormenta o giunge a spararti se lo lasci il problema lo ha lui. e non serve che tu ci stia mesi o anni perche’ ti piace il “pericolo” o per masochismo. Anche perche’ chi ama per esempio il masochismo o il bondage puo’ stare anche in una coppia almeno in teoria molto piu’ “funzionale”. Perche’ un uomo faccia lo stalker (o una donna) non serve neanche che il masochismo dell’altro ci sia. Inoltre dei tipi di problematiche possono emergere con evidenza e violenza solo dopo passaggi cruciali come convivenza,matrimonio, figli. A quel punto un legame c’e’ gia’, pregresso, e quindi l’effetto di disorientamento e’ ancora maggiore. Tralasciando i casi in cui vi siano segnali fortemente riconoscibili e l’insorgenza di qualche disturbo e disagio psicologico o psichistrico ecc, e’ vero che il (o la) manipolatore o narcisista perverso ha caratteristiche riconoscibili, ma molto spesso non cosi evidenti per chi non ragiona su quei termini (dunque non solo non se le va a cercare ma non e’ abbastanza “malato” da riconoscere delle logiche fuori dalla logica piu’ lineare) e piu’ difficili da riconoscere standoci dentro proprio perche’ la manipolazione e” anestetizzante ecc
Il tema e’ articolato e complesso. Porto una riflessione: di per se’ la “sindrome della crocerossina” (anche al maschile) o la ricerca di una relazione dipendente/interdipendente puo” portare a legarsi a vari livelli con individui in difficolta` o con determinate caratteristiche ma non per forza violenti o irragiungibili ecc. Al contempo se un soggetto e^ masochista (semplificando) prova piacere in teoria mentre soffre. Chi vive relazioni di un certo tipo non prova nella maggioranza dei casi piacere qdo soffre, semmai soffre e “rimuove” la sofferenza o scarica di peso emotivo i momenti peggiori (e qd sono molto pesanti anche per meccanismo di difesa post traumatico) e semmai chiuso ormai in un circolo vizioso di disistima e dipendenza (anche figlio della violenza e dell’instabilita’ e manipolazione, non solo causa di cio”)’ sta cosi male che supplica (direttamente o indirettamente) il calo di tensione, la conferma dopo la disconferma, cio’ che dovrebbe permettere di dire “va tutto bene, non e’ successo niente”..piu’ che masochista spesso chi casca dentro ste cose e non ci esce ha una grossa difficolta’ a reggere il rifiuto l”abbandono il disconoscimento la disconferma di una figura affettiva di riferimento o vissuta come tale. E questi sono dejavu’..fermo restando che in molti casi se c’e’ reale violenza psicologica chi si sente in colpa e’ la “vittima”. perche’ e’ portata emotivamente e psicologicamente a sentirsi in colpa.al punto che alcune vittime da fuori sono, secondo questa dinamica,.i reali “carnefici”, cioe’ per quanto la dinamica puo’ giungere ad essere subdola. Samuel, spero di essere stata in qualche modo d’aiuto alla tua ricerca.
Samuel riferendoti a Luna hai scritto: “Mi chiedo se questo aspetto che manca nella visione che io, Rossana e Andrea proponiamo, ha un nome..” Io lo chiamerei: confusione mentale. Poi scrivi:
“Senza ironia, penso sia colpa mia, anche perchè faccio un pò fatica a seguirti in certi momenti..”
Secondo me la colpa non è né tua né mia, semplicemente non si possono seguire discorsi posti in maniera confusa e astratta e per quanto mi riguarda ho perso da tempo la pazienza, pazienza che stoicamenti invece tu continui a portare nei confronti di tutti. E ti fa onore.
Luna alle domande che poni nel tuo post 152 dico che si, sarebbe proprio ora che lo facessi.
Sarebbe ora che suffragassi le tue teorie con concetti pratici e definiti, spiegassi queste teorie che reputi tanto complesse per poter essere comprese da noi comune plebaglia.
Nell’altra lettera mi pareva di capire che materie come etologia e sociologia ti fossero ostili, ora invece sembri porti come una luminare di grande fama, bene avanti, non farti spaventare dalla nostra mancanza di cultura in materia, ma picchia duro e apri le nostre menti. Gente come me e Samuel non chiede altro, per la verità io è da tuoi post immemori che tento di capirci qualcosa del tuo pensiero. Di cogliere le peculiarità che lo differenziano in modo sostanziale dal nostro.
Si perché, scusa la franchezza, in molti tuoi post arzigogolati, sembri esprimerti come un politico, che con mille parole descrive concetti confusi e intangibili.
“In realta’ non dovrei partecipare a questi dibattiti non perche’ le idee sono diverse ma perche’ e’ inevitabile che colga delle arbitrarieta’ (sicuramente in buona fede) che non possono che saltarmi agli occhi, specialmente in certi casi..” Invece tu non sei arbitraria nei tuoi concetti? Sei così super partes da essere equidistante da ogni punto di vista? E chi te lo dice?
“quando si dice: parlano le statistiche! – le statistiche cosa dicono? dicono che una percentuale di gente si lascia. Dicono che la tua teoria e’ “giusta?”
Bhè se tu sei così padrona delle indagini di mercato e statistiche, come sembri far intendere, la tua domanda pare un po’ strana. Proprio tu che dovresti conoscere a fondo quel mondo, dovresti fare mille ipotesi, piuttosto che non trovare nulla che ti salta agli occhi.
Con la statistica che ho riportato, innanzitutto volevo far notare che in caso di separazione, in quasi il 70% dei casi è la donna a prendere tale iniziativa. Il punto due è che dal 1995, separazioni e divorzi sono cresciuti in maniera esponenziale. Mi sembra un po’ poco dire: “dicono che una percentuale di gente si lascia”. Dietro ci sono cause secondo me interessanti, che andrebbero analizzate e dibattute. E nessuno dice che la causa di tutto sia solo l’istinto.
No, secondo me non ti entrano proprio i nostri concetti. Anche se non abbiamo mai detto che non consideriamo l’istinto come il capro espiatorio di tutto, continui saltuariamente a ritirare fuori tale ipotesi come nostra.
Diciamo che l’istinto, gli istinti di sopravvivenza, sessuale, materno..sono le fondamenta dell’essere umano, è un pò diverso.
E’ come dire che una macchina è composta dal telaio e poi via via da tutte la componentistica, ma che senza telaio non c’è nessuna macchina.
“Ma mettere a destra gli istinti e a sinistra i condizionamenti sociali significa gia’ negare un aspetto e cioe” che se l’istinto fosse davvero la sola chiave non esisterebbe neanche per esempio un “condizionamento” sociale”.
Invece no, non è per nulla così. Perché se noi diciamo che ci sono mille fattori concomitanti, non diciamo che l’istinto è la sola chiave.
Tra l’altro mi ero perso: “O si prende come esempio un reality che e’ piu’ fiction di una fiction”. Vedi che anche in questo caso non hai capito? Un reality è fiction, siamo d’accordo. E’ sull’idea di quel reality che dovevi porre l’attenzione, non sul reality in sè. L’idea di dover vivere stile uomo delle caverne, con tutto ciò che ne consegue e la regressione ad una vita selvaggia, “animalesca”.
Non hai capito che se prendi un uomo in giacca e cravatta,immerso in tutte le relazioni sociali complesse che vuoi e lo catapulti da solo su un’isola deserta, dovrà dare sfoggio di tutta la sua istintualità ed intelligenza per sopravvivere.
Quindi davvero lascia stare la zia peppina, lasciala guardare l’isola dei famosi o il grande fratello e spiegaci il tuo pensiero così elaborato, perché fidati che se il tuo intento è quello di semplificarlo, stai ottenendo l’effetto opposto.
Andrea: @dietro ci sarebbero cause che andrebbero analizzate e dibattute@ a dire il vero ogni qual volta qualcuno ha provato a farlo hai detto che erano soggettivita’ che non c’entravano con il discorso (il tuo) e le evidenze (le tue), che si complicavano le cose che invece sono ovvie e semplici (come le metti tu), che si tirava in mezzo la morale (in chi non l’ha mai fatto) e hai pure tirato in ballo che si dicevano balle o davano opinioni per non ammettere che… Come sempre sono gli altri (chi non la pensa esattamente come te) a non capire cio’ che scrivi (e’ gia’ successo altrove) anche se saresti quello che scrive semplice. Guarda caso pero’ affermi certe cose sull’istinto, si capisce cio’ che affermi ma poi non l’hai detto… Non attribuirmi cio’ che non ho mai detto o scritto, non sono io quella che parla di “ritardati” e “plebaglia”. Semmai e’ stato detto a me che tutto cio’ che scrivevo era soggettivo (anche rispondendo ad Hopeful e non al tema generale), e’ stato detto che io non davo prove delle mie affermazioni (come se mi fossi inventata io cio’ a cui facevo riferimento…), non ti andava bene manco una cosa ovvia come quella del respiro riguardo altre affermazioni su istinto/chimica/ormoni (che sono state fatte). Che ci sia un certo tipo di correlazione come quella da me descritta con l’esempio del respiro probabilmente sta scritto anche in un sussidiario. Se lo dico io devo portare una prova e non voglio ammettere che siamo schiavi del respiro. Io non ho mai detto “plebaglia”, se vuoi metterla cosi fa’ come ti pare. Che l’istinto abbia una certa valenza invece tu lo hai scritto settecento volte. Se non ti rendi conto di come poni la questione non so che dirti. Dicevamo la stessa cosa? Allora non si spiega come mai ho preso della moralista o di chi non da’ prove di cio’ che afferma quando dice “un sistema in cui piu’ parti interagiscono” e che cio’ accade anche in un caso come quello di Hopeful (accade che piu’ parti interagiscono). Riguardo il tuo esempio del reality l’ho capito invece e infatti ti ho scritto, a parte che il reality e’ una finzione (anche se usa come “pretesto” il fatto di mettere gente a tirare fuori gli istinti… ma si verificano si dinamiche di gruppo e si escono anche istinti ma rimane una finzione pilotata ecc) ti ho detto che non e’ solo una questione di istinti se uno si trova “senza giacca e cravatta” ma anche di stress per esempio. E che lo stress produce una serie di alterazioni ormonali e anche comportamentali. – Non e’ questione di essere superpartes (a parte che nel caso di Hopeful non ho ne’ detto che lei dimostrava qualcosa ne’ come sarebbe andata a finire per forza ne’ se dovrebbe stare con lui o mollarlo, ne’ che dovrebbe fare come me… quindi trovo, pur avendo detto “ascoltati” di essere stata abbastanza super partes… anche perche’ a me non va e non viene
ma, come ho detto, se si parla di astronomia o nouvelle cuisine o della fabbricazione del vetro o di idraulica o di milioni di altre cose non so una fava. Cio’ che ho detto sull’approccio a questi argomenti l’ho detto alla novemilionesima volta in cui quando mi riferivo a dinamiche che non ho inventato/scoperto io prendevo della: soggettiva, non attenta ai fenomeni della societa’, moralista, superficiale e illusa oltre a tutte le altre emerite caxxate che mi son sentita cantare prima su argomenti analoghi riguardo al fatto che avrei parlato per difendere la mia falsita’ di parte (donna) e il mio sfegatato romanticismo. Ora, una si puo’ pure scocciare e dire cio’ che ho detto. Quello che avevo da dire l’ho detto, leggilo come vuoi. A me non cambia se la lensi come ti pare,ma se quando scrivo tutt’altro si scrive una frase come la tua sul moralismo (che c’entra quanto zero con cio’ di cui sto parlando, semmai vicecersa) perche’ tu non riconosci l’approccio con cui scrivo npn e’ colpa tua, manco mia pero’. Comunque mi sono stufata non dell’argomento in se’ (che a`e le sue dinamiche)un argomenti,la societa’ e le sue dinamiche, che mi interessa, ma di sti ricami su fazioni, itenti moralistici and company. Per quanto riguarda l’altro argomento tirato fuori da Samuel non ho problemi a parlarne. Visto poi che
a parlarne si fa solo bene. Non io, dell’argomento, su cui piu’ informazione c’e’ e meglio e’. Se lo si fa serenamente. Come peraltro in questo forum avviene da anni, anche con contributi di esperienze. – Per quanto riguarda Hopeful se riappare e vorra’ dialogare e avra’ senso qualche contributo “restero’ sul pezzo”. Se il mio modo di scrivere ti e’ incompatibile puoi semplicemente non leggermi ne’ qui ne’ altrove,non vrdo che problema c’e’. Buona domenica
Andrea,
per mia fortuna da qualche tempo riesco a non leggere più i post di Luna e di Sarah in questo contesto. sarà perchè non ne percepisco il nocciolo portante, sarà perchè sono in linea di massima ripetitivi, sarà perchè fin dal confronto precedente ho capito che Luna e Sarah proprio non vogliono capire, nè tantomeno concordare nemmeno sul concetto base della discussione.
sia tu che Samuel avete portato esempi più chiari del sole, come il seguente: “E’ come dire che una macchina è composta dal telaio e poi via via da tutte la componentistica, ma che senza telaio non c’è nessuna macchina.”
a mio avviso, in queste signore prevale la tendenza ad averla vinta, ad arrampicarsi non solo sugli specchi ma persino sul K2, se necessario, con un mare di parole contorte, pur di sovrastarci e di ridurci al silenzio, come è successo con Realtà dei Fatti e, in parte, anche con me (Nadir non ha dato il benchè minimo riscontro sui miei post in risposta alle sue affermazioni).
e pensare che sarebbe così facile ammettere che la nostra visione della realtà è valida e rispettabile quanto la loro! oppure, anche, chiudere il dialogo, come hanno fatto Samuel e Nadir, riconoscendo che non ci possono essere punti sufficentemente condivisibili.
mi sorprende soltanto che non si rendano conto del loro intento di prevalere (Sarah non ha mai scritto post così lunghi – lo fa per “sostenere” Luna, che sembra non avere più l’appoggio di Roberto), oppure se ne rendono conto benissimo ma, angelicamente, non saranno mai disposte ad ammetterlo.
per quanto mi riguarda, lascio loro volentieri l’ultima parola, come nel thread precedente (sarebbe mai possibile fare altrimenti?). forse è vero che “L’uomo che fa molto rumore ha sempre ragione” (W. Couper).
riteniamoci soddisfatti di non essere stati nè stroncati, nè ritenuti “disincantati” per via delle nostre personali esperienze negative… già mi sembra un gran successo!!!
@rossana
“a mio avviso, in queste signore prevale la tendenza ad averla vinta, ad arrampicarsi non solo sugli specchi ma persino sul K2, se necessario, con un mare di parole contorte, pur di sovrastarci e di ridurci al silenzio”
Ma chi sta parlando con te!Io sto parlando con Samuel.
“Sarah non ha mai scritto post così lunghi – lo fa per “sostenere” Luna, che sembra non avere più l’appoggio di Roberto”
Ennesima invenzione sul mio conto,dato che non leggi i nostri post come puoi affermarlo?Non parlare di me quando in realtà parli di TE!
Evita di mettermi in mezzo dato che ho smesso di calcolarti data la tua velenosità,il tuo ,ovviamente e palesemente, è il solito attacco trito e ritrito,se permetti ho risposto a Samuel perchè mi ha chiesto delle cose e stavamo parlando,ero pure fuori dalle vostre discussioni quindi non mettermi in mezzo solo per esaltarti,dal canto mio i tuoi commenti li ho saltati e non mi interessa se vuoi continuare i tuoi dibattiti o le tue teorie.Le tue offese,il tuo stalking e la tua prepotenza mi sono bastate,quella che non la fa finita sei tu,ignorami come sto facendo io e buona discussione,grazie!
Buongiorno Rossana.
La tua sete di polemica e’ tale che cerchi di tirare in ballo anche chi in questo momento non sta commentando? Non ti pare di esagerare? Guarda che io non ho nessuna voglia.
Luna che sembra non avere piu’ l’appoggio di Roberto scrivi.
Come se tutti quanti passassero il loro tempo a leggere il forum pensando ora appoggio uno o una per fare un torto a qualcuno. Non ti viene in mente che la gente non vive la cosa come ti sei fissata tu, che non gliene frega niente?
Luna e Sara ti stanno sulle scatole perché tempo fa non ti hanno dato ragione. Succede e non è la fine del mondo. Ma da allora ogni occasione è buona per te per portare questa tua acredine personale in ogni dove? Una pesantezza pazzesca e una rottura di scatole per chi si deve trovare in mezzo a questa roba tua se fa un commento e anche se non lo fa persino?
E se per caso due persone stanno parlando tra loro e trovi mezzo spiraglio per metterci in mezzo la tua polemica personale o la tua antipatia o la tua questione personale – a cui poi dai una gravità esasperata… Infatti quando Samuel parlava tranquillamente con Luna tu gli hai tirato fuori una questione passata tua che qui non centrava niente. Sarebbero gli altri a avere la malattia degli appoggi?
Rossana è difficile dialogare con una persona – tu – che parte da un presupposto così autoreferenziato e di fazioni per cui ogni volta che si dovrebbe avere la libertà di dire una propria opinione o mettere in circolo delle idee e anche trovare interessanti degli interventi o delle loro parti questa persona vuole sempre trasformare tutto in una questione di squadre e coalizioni eccetera, squalifica interventi degli altri dicendo che vogliono squalificare i suoi – o di chi con cui lei vuole fare squadra perché è incavolata di suo – mentre stanno solo dicendo cosa ne pensano di una cosa e cosa ne sanno e anche se una persona si rivolge a un’altra per te stanno parlando contro di lei o con lei o starebbero pensando a lei.
E’ pesantissimo. Questa cosa delle fazioni è molto importante per te ma agli altri non gliene frega niente. Anche se forse tu hai un poca di mania di persecuzione – ti auguro di no – per dire che Sara scrive per dare appoggio a Luna contro di te o le tue idee o che se io scrivo appoggio ma se non sto scrivendo tolgo appoggi! Nella tua testa!
Ho letto i vari interventi in italiano corrente e ho trovato cose piu’ o meno interessanti. Non vedo nessuno arrampicarsi sugli specchi e che che nessuno scrive incomprensibile o astruso,anzi.
Posso anche leggere senza intervenire e non la vedo come un gioco a squadre e penso di poter intervenire quanto e come mi pare e anche non farlo.
Siccome non ho voglia di polemiche non ho commentato e ho solo letto e sei riuscita a tirarmi in ballo lo stesso. Il problema è degli altri sicura?
Per quanto mi riguarda non vedo dove l’idea dell’istinto sia stata attaccata ma piuttosto approfondita con punti di vista di psicologia e sociologia e anche personali.
Per esempio:
“La personalità può essere vista secondo due prospettive, una dinamico-motivazionale, l’altra caratterologico-strutturale: la prima di derivazione psicoanalitica e sociologica, la seconda di origine psichiatrica.
Possiamo intendere la prima come “un sistema DINAMICO in cui interagiscono fattori istintivi, filogenetici, ontogenetici, ereditari, motivazionali, situazionali, culturali, di natura intrapsichica ed interpersonale. Per cui il sentire, il capire, il porsi e l’agire nascono entro un sistema totale di sistemi interdipendenti, ciascuno dei quali, come l’individuo, la famiglia, la struttura sociale, e i rispettivi decorsi storici, possono diventare oggetto di osservazione e fonte di interpretazione”1.
Questi fattori determinanti sono quasi sempre inconsci, interagenti tra di loro e gerarchicamente strutturati. Questa condizione provoca fenomeni sinergici o conflittuali che vengono vissuti dalla persona a livello intrapsichico o interpersonale.
La seconda prospettiva considera la personalità – l’insieme di tutte le caratteristiche psichiche ed anche morfofisiologiche dell’individuo – l’insieme delle varie funzioni psichiche, che collaborano o interagiscono tra loro, ma anche delle variazioni legate all’età, la plasmabilità, gli strumenti per valutare l’equilibrio e la dotazione, – comprensiva di individualità (personalità soggettiva), cioè l’immagine complessa che ognuno ha di se stesso, cioè la coscienza dell’unità psichica individuale.
La maggioranza degli autori per praticità didattica concorda nella suddivisione arbitraria della personalità in tre strati, così definiti: 1) istinti, 2) temperamento, 3) carattere.
L’istinto è la parte a livello biologico più radicata dello psichismo. Ogni essere umano è DIVERSO dagli altri, sia fisicamente che psichicamente. A livello psichico la differenziazione, pur più evidente sul piano comportamentale, già esiste sul piano della dotazione costituzionale.
Il temperamento detto anche timopsiche; il termine deriva dal latino temperare, cioè “mescolare in giuste proporzioni”, è formato da un complesso di elementi psicobiologici, in parte acquisiti ed in parte costituzionali, mescolati in ogni individuo in maniera diversa. Comprende i sentimenti e le tendenze cioè i vettori motivazionali rappresentati dall’affettività e dalle spinte impulsive al benessere.
La caratteristica della vita temperamentale è quella di essere “patica” e cioè di essere subita come qualcosa che ci spinge irrazionalmente verso un fine attraverso azioni non completamente volontarie.
Il carattere, detto anche noopsiche, o “funzioni psichiche superiori”; è la parte più nobile ed elevata della personalità umana, anche la più variabile individualmente, la più labile, quella che dà un “carattere” all’individuo.
Il termine significa impronta o segno inciso su un oggetto per riconoscerlo. Comprende il pensiero e l’intelligenza, la volontà, le capacità di adattamento”.
Cit Amalia Tinto
Vediamo se mi aiuta Amalia con questo suo riassunto…
Variazione/dinamica non sono sinonimi di eccezione e soggettività, bensì di individualità e l’individuo, pur avendo strati di personalità ecc, si confronto comunque con se stesso a livello intrapsichico e interpersonale in modo dinamico.
Secondo le affermazioni riportate sopra:
@L’istinto è la parte a livello biologico più radicata dello psichismo.
ma
@Ogni essere umano è DIVERSO dagli altri, sia fisicamente che psichicamente. A livello psichico la differenziazione, pur più evidente sul piano comportamentale, già esiste sul piano della dotazione costituzionale.
Inoltre quando va in giro in se stesso e nella vita comunque le varie parti che lo compongono se le porta sempre appresso e interagiscono tra loro, in accordo o in conflitto secondo un equilibrio individuale con tutte le precisazioni fatte sopra.
In tal senso, secondo me, anche dal punto di vista sociologico, guardando i fenomeni i fenomeni sono quelli che interessano esseri umani che portano in modo interno ed interpersonale tutto il loro corredo, psichico e anche dinamico-motivazionale.
E anche se nel loro corredo c’è l’istinto affermazioni come: “tutti fanno così perché l’istinto è questo” (e così è stato ripetutamente detto) è un’affermazione arbitraria e semplicistica (non è una parolaccia) perché si attribuisce all’istinto delle precise caratteristiche (solo alcune e tra l’altro non solo istintuali, ma mescolando aspetti connessi invece ai vari aspetti della personalità e interpersonalità ma giundicandoli “istintuali”) e non altre, e si dà inoltre per scontato che quel “corredo” istintuale non abbia “una differenziazione, pur più evidente sul piano comportamentale, che già esiste sul piano della dotazione costituzionale”.
Dire che l’istinto esiste come componente psichica ed ha una sua valenza all’interno della complessità dell’individuo, unità della società, è un conto. Infatti nessuno lo ha negato.
Dire che la natura (istinto) vince sul resto e segue un preciso copione non è, da questo punto di vista, corretto, uno perché anche altri parti della personalità sono, semplificando, parte della “natura” dell’uomo e inoltre perché un’analisi sociologica non può no partire dal presupposto di separare l’individuo nelle sue parti tanto più se entrano in gioco questioni emotive o comunque interpersonali. Sennò non è un’analisi sociologica o storica o quant’altro. Dei criteri “scientifici” e di metodo valgono anche quando si fa una qualsiasi analisi anche su un aspetto monografico macroscopico o microscopico.
Dire “L’istinto di Hopeful dice questo e la sua ragione talaltro, perché è sempre così” diviene arbitrario anche perché nella complessità del suo essere individuo il conflitto potrebbe essere anche tra istinti (con il resto) e non tra un istinto specificato da altri e il mero logos.
Tutto qui. Mi si è chiesto e pure in malo modo di motivare cio’ che molto più colloquialmente e semplicemente avevo già detto…
Buonasera Roberto,
rispetto il tuo modo di percepire e di pensare. mi piacerebbe che potessi fare altrettanto nei miei confronti.
come te e come tutti gli altri scrivo quello che mi pare, se e quando mi pare, citando o non citando chi mi pare. mi fa piacere che tu ancora segua il confronto, così potrai notare, se lo vorrai, chi sarà a concluderlo, naturalmente a modo suo.
se per te sono pesante, non hai che da saltare a piè pari i miei post, come io d’ora innanzi farò con i tuoi.
Rossana sei riuscita a non saltare a pie’ pari anche dei commenti che non avevo fatto e a ricamarci sopra… Se commento a me piace dialogare con gli altri e non essere tirato in mezzo nelle tue questioni e incavolature personali infinite. Se rispettarti sarebbe stato lasciartelo fare hai uno strano concetto del rispetto. Inizia tu a rispettare gli altri.
Non so se soffri di amnesia ma sei stata tu a citare me in un commento decidendo cosa farei o non farei e non io a chiamare in causa te gratuitamente e la stessa cosa hai fatto anche con altre persone che non si stanno rivolgendo a te ma stanno solo parlando di un argomento. Vedi fantasmi e ammorbi tutti quanti.
Parli di questo topic come se fosse una battaglia e sempre queste storie su ultime parole e via dicendo ma nessuna delle persone che hai nominato in particolare nel tuo post in cui includevi anche me la mette giù così e semmai anche Nadir si è ritrovato a prendere del moralista quando non centrava e posso capire che allora abbia detto che non è così.
Quando ti si dice che non frega niente di vederla come una battaglia tu dici allora non vi leggo ma se leggessi sul serio o no ma non per cercare pretesti avresti già finito di polemizzare da mesi. Persino il fatto di dire che non si ha nessun interesse per le tue polemiche lo fai diventare polemica e lo credo che è impossibile uscirne! E poi ti pare strano che la gente che legge si stanca? Si stanca eccome te lo assicuro e io almeno sì. Ma se tanti non commentano più non sarò il solo.
Si stanca sicuro più a leggere le righe tue e che trovano la polemica in tutte le cose e dicono sempre quello che a leggere chi scrive per dare delle informazioni o per dare un consiglio o racconta le sue esperienze.
Non leggo il topic come fai tu come una specie di partita e non ho fatto scommesse su vincitori. Se voglio vedere una partita vado allo stadio. Mi interessa se ci sono concetti interessanti come in qualsiasi altro topic e sempre quando ci sei in mezzo tu e non gli altri che nomini sembra che si debba scrivere o leggere come se ci fosse di mezzo una vittoria perché sei tu che gareggi sempre e non te ne frega niente se stai gareggiando da sola.
Cosa leggo negli ultimi post? Chi fa polemica e tira fuori sempre le stesse storie anche se il topic è differente e chi sta nel topic e comunque ha raccolto la proposta di una riflessione su un tema e spiega anche dei concetti che magari si possono anche non conoscere e che può essere interessante conoscere. A me interessa se a te no anche se dici che l’argomento ti interessa tanto fai come ti pare. Ma le tue zizzanie stufano e non centrano con l’argomento.
Appoggio ME STESSO, forumista: ora mi interessa leggere più che scrivere e anche come lettore ti dico che sono stanco delle tue “scene”. Te l’hanno scritto in tanti e da tanto tempo ma non te ne importa niente. Ti senti una martire? Più rispetto per gli altri sarebbe aprirti un topic tuo per sfogarti delle tue pene e a chi interessa ci va!
A questo punto dico la mia, e non certo perché sento la necessità di difendere la mia compagna (che si sa difendere benissimo da sola), anche perché le accuse che le vengono mosse, soprattutto quella di essere la balia di Luna ed amenità simili, mi fanno sovranamente sorridere.
Rossana.. mi sono astenuto dall’intervenire per diverse settimane proprio perché, come ha giustamente rilevato Roberto, si stava passando il limite e si stava buttando tutto sul personale, ho lasciato perdere, ho evitato di buttare benzina sul fuoco, ho letto tanti post tacendo e limitandomi ad alzare le sopracciglia perplesso, ma adesso mi sono scocciato di stare a guardare e di leggere le stesse boaggini, scritte con toni sempre più deliranti.
Sai.. ho capito una cosa… tu proclami la tua intenzione di saltare i commenti di Roberto perché sei come certi politici da quattro soldi, che quando hanno la peggio dialetticamente (a causa della povertà di idee e di una malcelata incapacità oratoria) gridano al boicottaggio e denunciano i tentativi di riduzione al silenzio. Roberto non ha tentato di metterti il bavaglio, ha giustamente segnalato la piega ridicola che stava prendendo il topic e tu, invece di cogliere questo spunto di riflessione, hai protestato in modo infantile, hai fatto i capricci come una bambina viziata, recriminando il tuo diritto a parlare e scrivere, diritto che peraltro né Roberto né nessun altro ha mai tentato di sottrarti. Ci mancherebbe altro. Non credo che nessuno voglia ridurre te o nessun altro al silenzio, ma dal momento che l’atteggiamento che palesi sembra correre dritto dritto verso una sorta di faida dialettica che snatura il forum al punto tale da far passare in secondo piano il merito dei topic… giustamente qualcuno ti ha fatto notare che questo complotto, questo scontro tra fazioni NON ESISTE, lo vedi solo tu e francamente ad alcuni utenti suona ridicolo e puerile.
Cioè ma… dai! Andare a contare le righe dei commenti di Sarah e dirle “non hai mai scritto post così lunghi”. Ma è un forum o un negozio di formaggio in cui tutto viene rigorosamente pesato al grammo? E’ ridicolo!
A questo punto ritengo che sia necessario parlare del forum in generale… non ci sono regole scritte, né dettate da Andrea74, né da Roberto, Sarah, Luna o chicchessia, ma credo ci sia una regola non scritta: il buonsenso. Quindi certo che puoi citare chi vuoi e quando vuoi, anche contro le più banali regole di buonsenso, ma non puoi pretendere che chi viene citato a sproposito accetti passivamente le tue sparate e non se ne lagni.
Francamente fossi stato in te avrei colto il suggerimento di Roberto, che evidentemente ha un forte senso del ridicolo e ti invitava, senza prosopopea e prepotenza, a riflettere su una lampante evidenza: non c’è nessun piano internazionale ordito da forze occulte per sabotare il forum… Se ne sei tuttora persuasa.. bhè fidati.. possiamo tranquillamente iniziare a parlare di disturbi di paranoia. Poi fai tu, se a te piace così..
Luna intanto ti ringrazio per l’approfondimento, mi è stato molto utile e l’ho trovato chiaro. Ti ho chiesto in malo modo di motivare perchè questa situazione di non riuscire a comprendere ciò che scrivi mi stava irritando..che poi alcuni riescano a seguirti e altri no, può essere un merito loro o un demerito nostro, non so che dirti.
Comunque tornando al tema centrale, la persona che hai citato, non dice nè più nè meno quello di cui parlo anche io.
L’istinto, identificabile nel genotipo e fenotipo è la colonna portante dell’essere umano, inteso prima come animale, poi come specie, poi come singolo individuo.
Tanto più la struttura sociale è complessa, tanto più diventano complesse queste famose interconnessioni.
Ma la struttura di base resta quella. E’ per questo che un film, un libro, che narra vicende amorose, girato o scritto in Giappone per dire, è comprensibile nel resto del mondo, perchè varieranno certo gli usi, i costumi, le metodologie, il livello di emancipazione ecc..ma lo strato base delle dinamiche relazionali che porta a provare attrazione resta comune.
Per cui, anche se in modo diverso, per quanto mi riguarda ho sempre affermato che:
”
L’istinto è la parte a livello biologico più radicata dello psichismo”.
Sono anche d’accordo su:
La maggioranza degli autori per praticità didattica concorda nella suddivisione arbitraria della personalità in tre strati, così definiti: 1) istinti, 2) temperamento, 3) carattere
Mentre secondo me è questo punto che genera i maggiori fraintendimenti:
“Ogni essere umano è DIVERSO dagli altri, sia fisicamente che psichicamente. A livello psichico la differenziazione, pur più evidente sul piano comportamentale, già esiste sul piano della dotazione costituzionale”.
La psiche è costituita da diverse componenti e l’istinto ne è la componente più radicata. Per cui ovvio che ogni individuo per tutti questi fattori incidenti è un individuo a sè, ma la base biologica/chimica accomuna tutti gli esseri umani.
Un animale ha istintivamente paura del fuoco. L’essere umano moderno, avendo imparato a dominarlo, ne ha una paura più dovuta all’apprendimento che non istintiva, perchè “ha perso per strada” tale istintività. I nostri progenitori di migliaia e migliaia di anni fa ne avevano con tutta probabilità una paura istintiva.
Il discorso su Hopeful, non è volto a dire: “tutte le ragazze sono attratte dallo stesso tipo uomo X”. Ovvio che esistono variabili e preferenze personali.
Quello che cerco di dire per l’ennesima volta è che tuttavia, la maggior parte degli uomini e delle donne sono attratti da determinati fattori nell’altro sesso, su una base comportamentale istintiva.
Base che interagisce con tutti gli altri meccanismi di cui hai parlato.
Ed è facilmente verificabile..
Andrea,
“la base biologica/chimica accomuna tutti gli esseri umani.”
come si può non concordare? con tutto quello che ne consegue? qualsiasi sovrastruttura, di carattere o di temperamento, sorge da lì, modificandosi poi, cammin facendo, a seconda di mille altri fattori che possono entrare in gioco ma è l’impulso/istinto (ovvero la base vitale animale) a far girare tutto il resto.
nelle dinamiche di gruppo, osservabili anche su un forum, quando non ci si limita a dare un parere o un suggerimento a Tizio o a Caio, quasi sempre in base alle proprie esperienze personali, può emergere in modo più palese l’istinto a predominare, pur non volendolo riconoscere, quasi che, se si ammettesse che anche altri hanno una parte di ragione, si perdesse il ruolo di onniscente/i di riferimento.
poi, ci sono quelli che, subdolamente, s’insinuano nel dialogo con falsi intenti pacificatori oppure con l’ambigua messa in scena di volerti aiutare a comprendere te stesso, rivelando soltanto in ultimo che il loro intervento è di parte, tendente ad esautorare i tuoi concetti in base all’età o ai tuoi precedenti vissuti. e sono i peggiori! indimenticabili!
mi sembra anche assurdo “dialogare” per centinaia di post senza ammettere che non soltanto una ma entrambe le parti vorrebbero essere comprese, cosa a volte impossibile, oppure avere l’opportunità di dire l’ultima parola. ovviamente non tutti la vivono e la vedono in quest’ottica ma alcuni di certo sì, e non io soltanto.
è come di fronte al buffet citato da Samuel: tutti fanno finta di niente ma tutti tendono ad abbuffarsi meglio di altri, raggiungendo i bocconi migliori. l’unica differenza è che qualcuno ha il coraggio di ammetterlo, altri di negarlo, facendosi scudo della correttezza educativa che dovrebbe permeare tutti ma che non sempre lo fa e, comunque, a mio avviso, mai in modo totale.
ci sono tante realtà dei fatti. ognuno dovrebbe poter riconoscere al prossimo la dignità di una diversa opinione, senza per questo sovrastarla o etichettarla in negativo.
rispetto allo scontro violento iniziale, provocato da Realtà dei Fatti, si sono fatti parecchi passi in avanti, in positivo, ma con una fatica immane, a cui, forse, non valeva la pena dedicare tanto tempo.
interessante, comunque, tutto l’insieme!
Ciao a tutti. Durante il fine settimana mi astengo dall’accendere il computer, per evitare dipendenze perniciose, ma oggi non mi aspettavo di trovarvi una guerra come quella che si è scatenata. La povera Hopeful non poteva immaginare di innescare la polemica che ne è nata citando il suo caso. Aveva solo bisogno di un pò di aiuto per capire meglio il perchè di certe emozioni contrastanti che si presentavano dentro di lei, che sono quasi un’allegoria di quello che sta accadendo in questo dibattito: lo scontro tra l’istinto e la ragione. Così come ognuno di noi sta perorando la sua causa, allo stesso modo l’IO di Hopeful combatte tra le due entità che la fanno essere quello che è, e che oggi sono in lotta tra loro.
Credo che non si debba scordare che si sta scrivendo per questa giovane donna, che forse per la prima volta si trova di fronte al fatto di doversi spiegare perchè le accadono cose che non aveva previsto. Scornarsi per far emergere la propria, a volte complessa, opinione, non serve a lei e neppure al fine del dibattito. Non ci sarà mai un’Ente Supremo che sancirà la prevalenza dell’una o dell’altra opinione, per il semplice motivo che le due “way of life” di cui stiamo parlando operano su piani differenti del nostro Io, e con diverse modalità. Entrano in conflitto solo quando le prepotenti istanze del primo non trovano un’adeguata applicazione da parte della seconda: la morale.
Cosa succede? Che il primo è rigidamente collaudato da circa 2 milioni di anni: l’altra si sta formando da circa 200.000 e in particolare, da noi, negli ultimi 2000.
Guardiamo però come quest’ultima è cambiata negli ultimi 50/60 anni. Come una donna oggi sia mediamente molto più libera di esprimersi “sessualmente” di quanto la nonna di Hopeful non abbia potuto fare. Questo ci conferma come quella parte X che Andrea correttamente definiva ” variabile, sia realmente…variabile, soggetta cioè alle modifiche più o meno restrittive della cultura e della morale, che ci stanno accompagnando, come umanità, da quando si è deciso di vivere “insieme” in senso civico.
L’altro ottimo esempio di Andrea riguardo all’amore in Giappone, chiarisce come determinate cose sono osservabili da un occidentale e riconoscibili come attinenti ai rapporti sessuali, ma sono, aggiungerei, poco comprensibili riguardo al metodo. Sappiamo della passione dei giapponesi per il feticismo e una certa tendenza alla pedofilia soft. Sono famosi i “love hotel” arredati come fossero a Disney World.
Credo si stia esagerando quando ci si scontra come talebani riguardo alle proprie posizioni; e, Luna, non mi sento offeso nei termini che hai esposto tu, ho solo chiesto un pò più di chiarezza; ma ho anche aggiunto che forse è colpa mia se non arrivo a comprendere il nocciolo delle questioni che esponi
Io cerco di essere “elementare” per farmi capire da tutti, ma non significa semplicistico, spero. E’ più difficile fare bene la sintesi del romanzo che il romanzo. Ci si riesce quando la trama è chiara.
Bye
Ciao Sarah. La tua storia di “dipendenza” ha avuto almeno una fine, seppure tribolata. Ma a proposito di sfumature (e non è un caso che quella trilogia abbia questo titolo) queste sono infinite nei rapporti di cui stiamo parlando, da quelle più soft sino a quelle cruente, ma alla base c’è sempre un lui possessivo egocentrico ed infantile e una lei che lo asseconda, lo perdona e tollera oltre il dovuto.
Non vorrei riaprire la questione dell’istintualità di genere, ma non posso farne a meno per spiegare la fenomenologia che riguarda l’argomento che stiamo trattando in questo caso.
Ho già detto che Hopeful è sulla buona strada per mitizzare il suo sogno erotico. Questo potrebbe significare che se lui concedesse alla ragazza una possibilità lei si sentirebbe gratificata come un servo della gleba nei confronti del principe, e come tale si atteggerebbe nei confronti di questo. Questo atteggiamento crea subito una disparità nel rapporto, dove i valori sono sbilanciati a favore del principino, che già sembra comportarsi come tale, e come tale viene percepito da un certo tipo di donne. Hai presente l’immagine delle ragazzine isteriche (la parola isteria deriva da utero) che si strappano i capelli ad un concerto rock? E’ impossibile trovare maschi che fanno lo stesso.
Si tratta di una predisposizione istintuale, poichè un certo tipo di atteggiamento maschile (ancorchè ostentato e non per forza posseduto) stimola nella femmina un certo desiderio, perchè vi legge potere, sicurezza, leadership; in una parola: virilità, e ne è attratta, perchè l’istinto sessuale le indica che quel maschio le potrebbe fornire genii buoni per produrre un prole che abbia il massimo delle possibilità di affermarsi e sopravvivere. Il collega di Hopeful,con modalità diverse le “lancia” questi messaggi.
Poi c’è l’altro aspetto, quello materno, istinto che in una donna è superiore a quello sessuale, che è anzi funzionale al primo. Questo istinto non si manifesta solo nei confronti del bambino, ma anche verso un adulto che “lancia messaggi infantili”, che scatenano il bisogno di accudimento presente nella maggioranza delle donne.
Sono certo che tu col tuo ex sia incorsa in questo tipo di effetto: avrai tollerato certi suoi comportamenti puerili, perdonato altrettante bugie e subìto quantità di slealtà.
Ma paradossalmente la colpa è stata tua, sino a che non le hai dato il ben servito. E quando questo è successo, lui si è sentito abbandonato dalla “mamma”, ecco perchè ti reclamava in quel modo, ti stava dicendo: “non si abbandona così il tuo bambino perchè tu sei la mia mamma, come puoi farlo?” Ecco perchè molte donne abbozzano e perdonano, per restare sempre deluse da quel lui che non cambia mai. E perchè dovrebbe cambiare? Sta così bene?
Questo aspetto materno è più forte di quello solo sessuale, e sfocia in atteggiamenti che assomigliano al masochismo, e in alcune donne irragionevolmente vengono persino rimpianti quando vengono a mancare. Perchè manca loro quel ruolo istintivo
Ciao Samuel,dato che sei interessato alla mia esperienza vorrei darti qualche dettaglio per farti capire meglio la situazione che si era creata,magari può aiutarti nella tua ricerca o nell’approfondire un argomento che ti interessa così tanto.Quando incontrai il mio ex venivo da un periodo terribile che,perdonami, ma non sto qui a spiegare nei dettagli ma era davvero drammatico per me e non a causa di un uomo ma per problemi familiari,economici,lavoro zero,desiderio di indipendenza,avevo subito una grossissima delusione da chi credevo sincero e leale con me e questo dopo quasi 20 anni,più altre cose che riguardano malattie,morte e dolori.Metti tutto in un pentolone e gira!Quando incontrai lui,credo che inconsciamente cercassi un appoggio,seppur temporaneo,ma comunque un appoggio,il mio desiderio di indipendenza non si spense mai ma mi sentivo come un cucciolo ferito che aveva bisogno di fermarsi e riposare.Lui era più grande di 13 anni e io,ingenuamente,(avevo 24 anni), pensai che fosse una persona matura e non il solito ragazzino mai cresciuto che spesso incontravo in giro.Avevo trovato un lavoro come call-center e pensavo di raccimolare un pò di soldi per andare a vivere da sola,perchè paradossalmente pur provando qualcosa per lui non ci volevo vivere assieme.Il lavoro non va,non pagano,il posto chiude e rimango a casa,nella sua casa,non avevo altro posto,ero in una nuova città da sola e anche qui,perdonami,ma non posso nè voglio adesso spiegare i motivi che mi hanno portato a non tornare a casa,è un altra storia.Ad ogni modo,cado in una depressione profonda e lui ci ha marciato sopra.Devo dire che non ho mai perdonato le sue bugie,ci ho provato,ma non ci sono mai riuscita,non perdono le pugnalate alle spalle,cercavo di avere un rapporto civile finchè non avessi trovato un altra sistemazione,il tempo passava,trovo lavoro,conosco altre persone,esco anche con altri ragazzi eppure lui sembra che non lo veda,paradossalmente,più io esploravo il mondo più lui si convinceva che in realtà io dipendessi da lui.Diceva che eravamo una coppia perfetta e quando rispondevo che noi non stavamo insieme e che lui aveva rovinato tutto,il suo sguardo si perdeva chissà dove,guardava il soffitto come se fosse in trance chissà in quale dimensione.A poco a poco smisi di fare molte cose,quasi come si leva a un bambino un giocattolo,lavavo,stiravo,stendevo solo per me dicendogli che finchè le cose in casa non fossero diventate reciproche io avrei fatto solo gli affari miei.A poco a poco mi allontanavo,cancellavo ogni messaggio,ogni piccola traccia di lui,non guardavo più film con lui ma stavo in un altra stanza ad ascoltare musica o a disegnare.Costruivo vari progetti nella mia mente che non lo comprendevano,lui lo sapeva eppure di tutta risposta disse che voleva comprare un altra casa e continuare a vivere con me,neanche di fronte ai miei no secchi reagì.Gli ultimi mesi mostrò anche una certa gelosia e invadenza ed ecco i suoi ritorni,cercava di baciarmi come se nulla
fosse,arriva poi la sua più grnade sparata,un giorno mentre camminavamo “perchè non ci sposiamo?”.Non eravamo tornati insieme dato il suo sbavare per l’ex,vivevamo insieme per motivi di soldi e ancora per poco,la mia risposta?”Non ti sposerò mai.”Credi che lo abbia capito?macchè!Il signorino faceva pure credere agli amici che fossi la sua fidanzata e quando feci presente la verità si sparò una bella figura di merda.L’epilogo arrivò quando pretese sesso,così dal nulla.Scappai via,letteralmente,non avevo ancora una casa,attendevo risposte dall’agenzia immobiliare ma scappai,rischiando di non trovare un tetto.Stranamente fu una fortuna perchè feci una strada diversa e passai davanti all’agenzia che mi trovò la cosa dove sto ora,pensa a volte il caso…Ripensandoci,ho sempre voluto vedere del buono in lui.Sentivo dentro di me come se ci fossero due persone,una pacata,tranquilla ma apatica e distrutta e l’altra una bestia feroce,io avevo paura della rabbia che covavo e non volevo far uscire quella bestia che sentivo,avevo più paura di me stessa che di lui,quel giorno,quella belva usci,si pose davanti alla me stessa ferita e mi portò via,ma è anche vero che il percorso per placare quell’aggressività è stato lungo e doloroso,la rabbia mi ha aiutata a uscirne ma mi stava logorando anche dopo che riuscìì a levarmelo di torno.Ora sembra un ricordo lontano e sbiadito,ho sofferto ma ci ho guadagnato qualcosa che non ha prezzo 🙂
Hai ragione quando dici che ci sono donne che ricadono nello stesso tipo di relazione ma per spezzare il circolo vizioso bisognerebbe essere consapevoli di esserci dentro,non so quante ne siano veramente consapevoli.Forse è più facile accettare una condizione che seppur dolorosa si conosce, invece, che buttarsi nel vuoto più totale.Ma se ti butti sai cosa perdi,devi solo dare il giusto valore a ciò che perdi.Quello che perdevo non valeva il prezzo della mai serenità,ho pagato il mio prezzo per andare avanti nella vita e ho fatto il salto e sorprendentemente saltando puoi trovare qualcuno in fondo al burrone che ti prende…
Ci sono anche casi simili al maschile ma forse meno frequenti,però mi fai pensare al ragazzo della mia amica di cui parlavo sopra,lei lo ha mollato per un altro eppure lui pur di non soffrire è disposto a sposarla,sperando (a mio parere inutilmente),di legarla a sè,ci si aggrappa ai ricordi,ai sentimenti,non si accetta che l’altra persona in fondo non ci vuole,il rifiuto è un dolore troppo grande,credo sia ancora nella fase in cui ero io,cercare qualcosa di buono in qualcosa che è morto è sepolto.