Le pene d’amore sono un male reversibile!
di
marziav
Riferimento alla lettera:
Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 24 Agosto 2009.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore marziav.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore e relazioni di coppia

Infatti Carla, dalle mie parti si dice “se lo conosci lo eviti, se non lo conosci ti uccide”, adesso che lo sai di che ti preoccupi?
Basta non andare a cercarsele, tanto semplice.
Certo Laura, gli squali possono arrivare anche in superficie, ma non possono mica entrare in una nave da crociera. 🙂
Maria Grazia, hai superato te stessa. 🏅
Ma chi ci crede più al matrimonio ormai in questi tempi di merda che stiamo vivendo?
Basta guardare la pubblicità della pesca di Esselunga per chierersi se ne vale davvero la pena.
Caro Giovanni, mi sono preoccupato in ogni modo di articolare nella maniera più dettagliata possibile il significato di quei “sogni”, ma vedo che l’interpretazione è letta sempre nello stesso e, lasciamelo dire, banale modo. Ma forse sono io che non so spiegarmi a sufficienza.
Eppure ho parlato anche degli esiti di quel chiarimento riguardo i “sogni”, e una persona che non avesse pregiudizi capirebbe almeno il peso concreto che questi potevano avere relativamente ai sentimenti profondi che la legavano a me. Macchè.
Vedi, a me vengono in mente esempi di altra natura per spiegare certe reazioni, peraltro talmente automatiche che le posso considerare in buona fede, ma non per questo meno approssimative.
Hai presente quelli che vedendo un quadro di Picasso se ne escono con un “ma questo ero capace di farlo anch’io”? Ecco, per chi non capisce quale significato ha avuto per l’arte quel cambio stilistico, l’unico giudizio non può che essere quello. E non li sfiora neppure l’ombra del dubbio che ci siano possibilità che la “storia” sia diversa.
Credo serva un ciavo
Laura, con tutto il rispetto per le tue cognizioni, manco Freud, che i “sogni” li interpretava, ha mai fatto una dichiarazione come la tua sulla psiche umana.
Quello di trarre “utili” conclusioni su vicende viste dall’esterno, è una soluzione che usa proprio i bias di cui hai parlato.
Io temo che tu, come molti altri, altre e soprattutto “altresse”, nascondiate dietro le statistiche sul funzionamento delle relazioni i vostri insuccessi, in modo che le ragioni di questi vengano, come dire, diluiti dalla probabilistica.
In ogni caso sono lieto di dire a te e agli scettici, che il mio è uno di quei rari rapporti d’amore di lunga data, e ogni giorno migliora. Ogni giorno non vedo l’ora che lei torni dal lavoro, ogni giorno siamo felici di rivederci, ogni giorno ci divertiamo insieme, e ogni giorno facciamo progetti, e nostra figlia lo vede. Siamo felici, insomma.
Se questo risultato è dovuto al “sogno” e al ruolo del defunto nel “sonno” di lei, sia benedetto colui che fu e non è più, e che Cupido lo accolga tra i suoi consulenti migliori.
Un ciavo anche a te.
Olindo,
anche a me la donna di cui affermi di essere ancora innamorato ha dato l’impressione (per quanto hai raccontato) di essere una persona emotivamente fragile e impulsiva. Soprattutto non pronta o non particolarmente motivata a lasciare la zona di comfort a cui sembrava rassegnata. Tanto che ha respinto il tuo primo invito a prendere un caffè.
Di questi due aspetti non sarebbe corretto non tenere conto.
Non ricordo quanto è durata la vostra relazione e non ho voglia di andare a cercare questo dettaglio fra i post. Ti va di dirmelo?
Fermo restando che ti sei assunto il ruolo dello sfasciafamiglie. Immagino che per te valesse la pena tentare ma già sei partito in salita. Di conseguenza non mi sembra così sorprendente la ritirata frettolosa e scorretta della topolina che ha voluto evitare di farsi catturare. Temo non provasse per te un amore più grande di quello che la lega al figlio.
Ultima curiosità: cosa intendi per figlie della nostra epoca?
Golem, è interessante osservare come proietti il tuo modus operandi su di noi.
Dall’inizio dei messaggi, senza conoscere le esperienze altrui hai asserito che l’unico vero amore è quello che resiste alla variabile tempo.
Come se ti fosse possibile sapere ciò che dall’origine della nostra specie, l’uomo cerca di comprendere.
Per questo parlo di variabili.
Perché l’amore non è un binario fisso per tutti ma un’esperienza che porta all’evoluzione in primis come persona e poi, come coppia. E, per questo, non è detto che sia la variabile tempo, quella determinante. Proprio perché la maggior parte delle persone, non sta insieme per il sentimento ma per altre, già elencate circostanze.
Naturalmente, non è riferito alla tua situazione che se avete saputo gestirla va benissimo, ma converrai con noi che se vuoi per forza rimanere nel binario rigido da te sostenuto inizialmente, nemmeno il tuo caso rientra nella perfezione/veridicità dell’amore. (Continua)
Giovanni,
anche a me fa piacere che Golem abbia risolto il suo spinoso problema di coppia.
Resto però della mia idea sul passato amoroso della moglie, ed è questo che ha fatto sì che in ogni caso qui esposto e quasi in ogni post continui a esautorare o a ridicolizzare le mie idee, la mia esperienza e i miei approfondimenti in ambito amoroso (come puoi constatare anche dagli ultimi commenti per quanto velatamente a me rivolto).
Se non ho valutato correttamente, come lui, il suo caso, ovvio che non ho capacità di analisi e di comprensione in nessun altro. Pur restando sempre opinioni soggettive.
Ci ho fatto il callo e la sua malevolenza a malapena mi sfiora. Anzi, a volte gli sono persino grata, per avermi indotta a sostenere ad oltranza un punto di vista in cui credo e che in tutta evidenza continua a essergli indigesto.
… il mio punto di vista sin dall’inizio abbraccia proprio questa teoria delle infinite variabili che non è subentrata in età avanzata, bensì dai tempi del liceo. Dalle prime letture di filosofia/psicologia.
E mi spiace ma devo dissentire con te sul discorso dei libri e dello studio in generale e, dato che possiamo riconoscere esclusivamente ciò che conosciamo già, conoscere diventa vitale.
In più la conoscenza apre la mente e permette all’idea di un binario unidirezionale di divenire un orizzonte d’infinite possibilità.
Per la tua storia, sei stato bravo.Io, non avrei accettato una cosa del genere. E, infatti, ho divorziato per molto meno. Ma questo, dipende dal nostro diverso modo di funzionare e non c’è una modalità più giusta dell’altra. Basta esser felici.
Tatanka, la vita in crociera è bellissima ma “finta” e restando in superficie non si arriveranno mai a conoscere le meraviglie della profondità degli altri, ma soprattutto di noi stessi.
dafne
intanto mi dispiace per la notizia che hai appreso.
io ti consigliai di fare qualcosa,di non stare con le mani in mano e rivendico ciò che ti ho detto perchè al netto della brutta notizia questo deve diventare il primo passo verso quella serenità tanto anelata.
prenditi tutto il tempo necessario per riflettere ma sii sincera con te stessa altrimenti tutto questo non sarà servito a nulla.se non si è voluto impegnare con te il motivo principale è la resistenza che hai sempre opposto e che solo qualche giono fa hai ammesso.chiunque,uomo o donna che sia,se messo alle strette va sulla difensiva e quando attacca lo fa senza chiedere il permesso.inoltre hai anche imparato che il ferro si batte da caldo e che 3 anni non è un tempo ragionevole per ammettere che in fondo qualche errore è stato fatto.
quando ti sentirai meglio facci sapere…
ti auguro il meglio.buona fortuna
Golem, ti sei spiegato benissimo, però ti ripeto fino alla noia, che io, come pare anche altri su questo sito, faccio fatica a credere che il “sogno” di tua moglie sia condizionato da elementi culturali e di educazione.
Tant’è che penso che se invece del tizio in questione, si fosse trattato di un altro che non avesse fatto breccia nel suo cuore, gli elementi culturali e di educazione potevano benissimo farsi andare a benedire e magari il “sogno” non sarebbe mai esistito.
Quindi lascia stare il paragone con il quadro di Picasso che non c’entra nulla soprattutto perchè nessuno, in questo caso io, non è che non venga sfiorato dalla possibilità che esista un’altra spiegazione. Semplicemente credo che, in questo caso, ne esista un’altra.
Poi scusa Golem, ma non devi convincere nessuno. L’importante è che tu abbia raggiunto lo scopo e che con tua moglie viviate felici e contenti. E’ questo ciò che conta.
Golem caro, qui, l’unico che cerca di autoconvincersi che il suo sia l’unico tipo d’amore possibile e che svetti sopra gli altri, sei tu.E già questo tuo bisogno,la dice molto lunga.
Da Freud, sono stati fatti enormi studi e adesso c’è chiarezza sulle dinamiche mentali. Come già detto, sono il nostro stile d’attaccamento e le nostre ferite a determinare prevalentemente i nostri rapporti. E gli schemi sono quelli, che ti piaccia o no.
Ma dimmi, onestamente, se raccontassi una storia come quella da te descritta a dei ragazzini, pensi che ne sognerebbero o vorrebbero una uguale?
Io ne dubito fortemente,perché tutti vogliono i pensieri dell’amato, esclusivamente per sé.
Poi, che da questa esperienza nella vostra coppia ci sia stato un rafforzamento, ci sta. Ma non “venderci” questa storia come la favola, perché non lo è.
Per le storie, credo in generale che il loro valore sia personale e che abbia molto a che fare con quanto ci aiutino ad evolverci.
E qui entra la consapevolezza.
@Rossana.
La storia è durata circa tre anni. Il rifiuto a prendere un caffè è avvenuto quando ci conoscevamo solo telefonicamente. Che sia fragile ed emotiva mi sembra un dato di fatto, l’impulsività non so.
Si certo, mi sembrava ne valesse la pena, anche in forza di una estrema attrazione che inizialmente ha fatto da padrona.
Non credo di conoscere una donna per la quale l’amore per un compagno valga più di quello per un figlio.
Però, nel corso della relazione, ha manifestato più volte l’idea di essere una donna estremamente innamorata. Si è esposta molto anche rischiando parecchio.
Figlie della nostra epoca, cioè figlie di un’epoca dove tutto va di corsa, dove non esistono certezze e dove è la norma il mordi e fuggi, dove si vogliono fare troppe cose insieme e non ne riesce bene nemmeno una. E dove non si pensa agli altri.
Io alla fine ho pensato alla mia ex compagna e a lei cercando di non ferire nessuno. Lei ha ferito tutti, marito, me e, probabilmente, anche il figlio.
No Laura, non sono stato bravo, ma razionale, perché io, al contrario di voi, conoscevo mia moglie avevo mille motivi per non dubitare dei suoi sentimenti, ma sino a un certo momento non ho voluto approfondire certo aspetti caratteriali e il peso illusorio che contenevano per le ragioni che mi sono stancato di ripetere.
Tu parli di aperture mentali, di infinite possibilità, ma quella situazione la vedi solo in una maniera, tu come altri e altresse.
Come ripeto, e sottolineo, non vi bastano gli esiti per capire che sbagliate e sbagliavate. Se solo avessi sospettato e accertato che il futuro de cuius era il fiore mai colto della bionda e procace albionica, l’avrei accompagnata ai suoi piedi e ivi l’avrei lasciata. Perché se ami una persona devi accettare che possa essere felice anche con un altro. Tutte balle. Avrei accettato di essermi sbagliato e avrei cambiato strada. E invece felici lo siamo insieme.
Guarda oggi ho fatto un sugo con la ‘nduija che si è scofanata con gioia assieme a me. Piccole cose, ma sono quelle che fanno le “storie”》
》Poi Laura, non so come tu trovi curioso che io applichi dei criteri “collaudati” con successo alla vostra vicende, quando fate altrettanto verso quelli che racconto io, senza che vi venga il dubbio che siano sbagliati. Perché io sarei unidirezionale verso le vostre “visioni” e tu e gli altri no verso le mie? Cosa vi fa così sicuri?
Io credo banalmente che l’amore sia una cosa semplice da interpretare se si hanno le idee chiare su cosa si voglia e se si hanno i mezzi per raggiungerla. Le mille prospettive di cui parli hanno solo UNA ed una sola interpretazione per raggiungere la felicità: amarsi VERAMENTE. Ma dietro quella parola di nove lettere, si nascondono altre mille aberrazioni della realtà, non escluse illusioni, onirismo, scarsa cognizione di sè e di chi si sia, ambizioni esagerate, scariche ormonali, e quant’altro può alterare la lucidità dei giudizi. Sia in dare che in avere.
Per cui non puoi dirmi che ciò che ha avuto come esito la felicità in amore sia solo uno dei tanti modi per raggiungerla. Smentiscimi con argomenti validi e ne conoscerò altre.
Laura,
“è interessante osservare come proietti il tuo modus operandi su di noi.” – lo fa sempre, senza nemmeno rendersene conto.
“se vuoi per forza rimanere nel binario rigido da te sostenuto inizialmente, nemmeno il tuo caso rientra nella perfezione/veridicità dell’amore.” – ma… il tempo e 3 anni di amorevoli discussioni sul defunto (di cui la moglie aveva continuato per decenni a chiedere notizie) hanno reso questo Amore talmente perfetto da farne un caso più che speciale, da proporre e riproporre, con note altisonanti, come unico esempio di assoluto, confermato dagli anni che hanno fatto seguito ai primi 20, sui quali lasciar calare l’oblio. Come se fosse indispensabile convincere, per essere convinti.
Anche per me, a conferma dei miei vissuti amorosi, come nell’amicizia “l’amore non è un binario fisso per tutti ma un’esperienza che porta all’evoluzione in primis come persona e poi, come coppia.”
Continua…
… segue
Le mie convinzioni derivano da una formazione culturale molto meno consistente della tua e da meno di mezza dozzina di esperienze sul campo (due in sequenza, da 12 anni caduna, e le altre, molto meno incisive,
una prima e due dopo le più importanti).
Nel mio modo di sentire c’è un “per sempre”, nel senso che so molto bene quali sono stati i miei sentimenti nei diversi rapporti, in diverse età e circostanze, così come so che, essendo stati autentici, resteranno intatti, esattamente con l’intensità e la profondità con cui li ho vissuti, fino alla fine dei miei giorni.
Certo non posso paragonarmi agli avvenenti Don Giovanni dalle mille avventure galanti, che ruttavia non mi sembra possano arricchire di molto le esperienze dell’animo e l’insieme delle conoscenze sul tema. Ma nemmeno sarei orgogliosa di un tal vanesio e superficiale approccio al rapporto di coppia.
Laura, a volte mi sembra un semplice, banale problema di significati diversi attribuiti allo stesso termine. Immagino che ciascuno abbia la propria definizione di “amore”, destinata nella maggior parte dei casi a cambiare insieme a noi. A vent’anni ho vissuto una bellissima storia d’amore durata 13 anni, che ha rappresentato la perfetta realizzazione di ciò che per me era amore in quella fase di vita. Un sentimento puro, basato soprattutto sulla stessa visione del mondo e della sua rappresentazione. Finita per mia volontà perché ad un certo punto ci siamo trovati impantanati in una immobilità che iniziava a starmi sempre piú stretta. Rivivrei quegli anni splendidi mille volte e non ho alcun dubbio sul fatto di aver amato ed essere stata ricambiata appieno. Ma se quel sentimento profondo e intensissimo dovessi chiamarlo con un altro nome, non cambierebbe certo la sua essenza… Continua
Sono altresí contenta che sia finita, perché la decisione soffertissima allora di porre fine ad una storia nonostante il sentimento fosse ancora vivo, mi ha portato a legarmi allo splendido papà del mio piccolino. È stata dura cambiare paradigma, perché in parte ero ancora legata ad un’idea di amore estrapolato dal quotidiano diciamo. Ma si cresce, si cambia e questo ci permette di fare esperienze diverse all’interno della stessa vita. Che noia sarebbe passare un’esistenza sempre uguali a sé stessi?
Laura, mi dici quando avrei parlato di fiaba? Non l’ho mai detto, ma la citazione dimostra ingenuamente il tuo pregiudizio al riguardo, e non faccio fatica a capirne il perchè.
Ci sono milioni di donne “innamorate” di Brad Pitt, pure serenamente accasate, fino a quella del Muro di Berlino, ma se parlo di un’altra che ha vissuto una storia analoga come consistenza, macchè: era amore. E quelli citati cosa sono? Quindi se la mia lei fosse invaghita del Colosseo, dovrei preoccuparmi, dell’Anfiteatro Flavio, che ha duemila anni di età?
Hai ragione Laura quando citi l’esempio dei ragazzini e delle loro risposte, perchè da chi ha letto mille libri, e nonostante ciò ha divorziato, e da un’altra che ha avuto due più tre cinque storie, ma si sente esperta del ramo, o di Giovanni che è molto sicuro di sè ma non spiega da cosa le provenga questa sicurezza, mi aspettavo qualcosa di più.
Allora, visto che ve ne intendete più di me, e sembrate conoscere mia moglie meglio di come la conosca io, spiegatemi cos’è successo tra me e lei per arrivare ad oggi.》
》Non scherzo, sono curioso di leggere le vostre “visioni”.
Rossana contesta che dichiari il mio come il rapporto perfetto, quando ho parlato per anni del lavoro che c’è stato per arrivare al punto in cui si trova oggi. Ma oggi è felice, sereno, allegro; e non che prima fosse grigio, ansioso e deprimente, al di là delle rogne che una coppia che lavora e deve gestire una figlia senza aiuti esterni può avere.
Ad oggi con quell’equilibrio che abbiamo in casa, cosa dovrei aspettarmi di più perché sia migliore, che si assurga entrambi al soglio pontificio?
Mi contestate visioni unidirezionali e intanto usate le stesse visioni per giudicare degli aspetti che non sono rari nella psicologia umana, specie quella femminile, più portata a fantasticare di quella maschile, o sbaglio Laura?
Infine mi piace chi fa ironia sul “Don Giovanni”, immaginando, per comodità, che le esperienze arricchenti siano solo le sue. E si inventa che la sognante chiedesse notizie del “sogno” per decenni, quando solo sentendo amici comuni erano questi a dargliele. Come apostrofare una così?
nn ti diranno nulla,e sai xkè?non capiresti.
ma dato ke e la mia è una visita one shot te lo dico io con le parole ke gli altri non vogliono usare per rispetto.
vivere nelle favole significa credere ke tutto sia risolvibile in nome dell’amore quando in nome dell’amore ci possiamo pure tirare addosso piatti e bicchieri,possiamo tradire una persona in nome dell’amore xkè ricorda ke la distanza fra innamoramento e amore è di circa 20cm,20 fottuti cm ke 9 volte su 10 rendono invisibile tutto quello ke fai per una persona e se disgraziatamente non reggi il confonto la cosa migliore ke puo succedere e ke cambi nome in bancomat,possiamo mentire a noi stessi in nome dell’amore e autoconvincerci ke è tutto ok quando in realtà siamo nella merda fino al collo ma siamo così ipocriti ed egoisti ke invece di prendere provvedimenti preferiamo insabbiare tutto.quello che tu chiami amore è un riflesso della tua personalità e dato ke al mondo siamo 7miliardi esistono 7 miliardi di amori diversi.
Golem, perdonami, ma io semplicemente non credo alla questione cultura ed educazione per giustificare un ricordo amoroso. Sono molto piu propenso a pensare che un sogno ricorrente su un amore passato sia piu frutto dell’altra persona che lo ha rappresentato piuttosto che di una cultura e/o educazione.
Purtroppo la seconda ipotesi non mi convince. Ma non perché si tratti di tua moglie, che assolutamente non conosco. Sarebbe la stessa cosa per chiunque. E non ė questione di essere sicuri di se stessi. Siamo in tre qui dentro a pensare la stessa cosa.
una persona ke pensa al suo ex per così tanto tempo ha dei rimpianti e sivuramte non riguardano te.
puoi rigirala come ti pare,sta di fatto ke probabilmente sei una delle persone più fortunate del mondo xkè quella persona non c’è più e xkè tua moglie non ha avuto il coraggio di prendersi quello ke voleva(?).
parli tanto di amore e poi non riesci a vedere ke sei stato umiliato sentimentalmente all’interno del matrimonio e non x una questione di sesso ma di testa.ke ti piaccia o no sei stato il numero 2 successivamente promosso a numero 1.
cmq l’importante e essere felici e se questo è il tuo amore sono sicuro ke lo sei.
quello ke conta alla fine è il finale
Golem, inizio a chiedermi se leggi i commenti per intero o solo ciò che ti pare.
Di fiaba ne parli ogni volta che sottonei che solo il tuo è amore vero, solo perché duraturo. Ma è la qualità del tempo che conta,non la quantità
E, sinceramente, un altro uomo non lo paragonerei al Colosseo.
In più,spesso, ho scritto “l’esempio da te citato” proprio per generalizzare perché è in generale che la situazione non è piacevole. Chi al mondo vorrebbe un compagno/a che per anni ha sognato un altro? E l’esempio semplice dei bimbi è perfetto. Perché loro sono senza filtri e super partes e al 1000% non vorrebbero una situazione del genere nel loro futuro.
Non conosco voi, ma se addirittura è diventato un tema di discussione, vuol dire che era un fardello enorme per lei, altrimenti, non sarebbe stato nemmeno necessario parlarne e non sarebbe servito lavorarci.
E te lo stiamo facendo notare, solo perché c’hai stancato con st’assolutismo degrinatorio verso le esperienze altrui che risuona un po’ come la parabola della pagliuzza e della trave.
(Continua)
…
Le donne fantasticano quando non sono felici o innamorate. È un modo per sfuggire a una realtà non soddisfacente (me l’hai chiesto tu, quindi, adesso, non risentirti). Se amano e sono felici, restano centrate sul loro uomo.
Mi spieghi quale sarebbe il nesso tra ” ha letto 1000 libri e nonostante ciò ha divorziato”?
Secondo te, chi legge deve restare per forza sposato?
Sai,è con la conoscenza che arriva anche la consapevolezza e si può scegliere e guardare oltre. Io scelgo di essere felice e di evolvermi e se per farlo è necessario un cambiamento, non ho paura di farlo.
Il primo e più grande amore della mia vita, sono io e non mi accontento o temo la solitudine.
E se tutti facessero così, forse, ci sarebbero più divorzi, ma molte più persone felici.
Suzanne,se leggi i miei precedenti commenti, troverai riscontro con le tue parole.
Però Golem perdonami ma come giustamente saprai tu cosa hai vissuto con tua moglie e se state insieme per amore o altro, perché non dovrebbero avere la stessa capacità di analisi anche gli altri sul proprio vissuto? Sono sette anni che ti leggo qua e non riesco ancora a comprendere questa cosa. Non so, c’è un premio a chi dimostra di essere il detentore di Amore Vero? Non credo poi onestamente che per capire i propri sentimenti verso qualcuno si debbano prima avere tremila frequentazioni sessuali o prive di rilevanza ; quale sarebbe il nesso logico tra le due cose? Il fattore tempo in parte sicuramente è determinante per comprendere se un innamoramento maturi in un amore, ma non credo sia necessaria tutta la vita per capirlo, altrimenti anche tu dovresti aspettare di essere morto per constatarlo. Poco pratico, non ti pare?