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Non riesco a dimenticare

di aria85

Riferimento alla lettera: Lo scorso anno, a quest'ora, eravamo insieme. Una serata difficile. Insieme per un impegno di lavoro che contava molto per entrambi. Tutto andò male. Piangemmo insieme. Lui venne da me, mi guardò negli occhi. Pieno di rabbia per la circostanza. Mi disse con rabbiosa fermezza 'Ti amo' C'era in lui...
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Data di pubblicazione: 5 Luglio 2011

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Categorie: - Amore

42 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Kid -

    @Leonardo

    Non c’era nessuna morale cattolica che imponeva niente.
    Altrimenti si cade nel solito luogo comune.
    La monogamia nasce insieme alla civiltà occidentale , anche come necessità per la pacifica convivenza sociale. Già,prima del Cristianesimo , nell’antica Roma pagana,le pene in caso di adulterio , potevano essere anche capitali.E nella maggior parte dei casi venivano eseguite , colpendo l’adultera ed il suo amante . La commixtio sanguinis , la mescolanza del sangue familiare , il rischio di allevare e dare il proprio nome al figlio di un altro facevano si che il tradimento fosse uno dei piu’ gravi crimini di carattere privato. Tuttavia , nel corso delle varie epoche , lo si riconsidero’ anche in maniera diversa . Fino ad arrivare alla parità dell’obbligo di fedeltà tra coniugi.Il Cristianesimo certamente ha avuto la sua influenza , incardinato com’era sulla tolleranza e mai sull’imposizione .
    Detto questo , la troppa libertà , odierna , di per se , non porterebbe a nulla , se si sapesse come gestirla .
    Gran parte dei comportamenti superficiali nascono da una diseducazione o educazione mai avvenuta sia al rapporto di coppia che agli obblighi morali , e non scritti , che ne derivano. Paradossalmente , persone libere e consapevoli , quindi , perfettamente in grado , di autoresponsabilizzarsi , e di essere reciprocamente responsabili , potrebbero vivere nel massimo grado di autodeterminazione .
    Immagina che fossimo tutti educati al senso del rispetto verso l’altro , al senso del rispetto verso i propri spontanei impegni ,all’assertività , al dialogo adulto (Non come tra bambini immaturi) al considerare giusto tentare reciprocamente di conservare la coppia ,invece di distruggerla . Probabilmente impareremmo anche a dare maggior valore a nostri sentimenti e a quelli dell’altro . E soprattutto al tempo . Certamente non esisterebbe la perfezione , ma una società sentimentalmente educata , funzionerebbe meglio in generale. Il problema principale è che la nostra , e quelle dietro la nostra , non sono , e forse difficilmete saranno ,generazioni di adulti .E con esso intendo la corrispondenza tra la maturità mentale e quella anagrafica . Diverso era , infatti 30/40 anni fà , in cui la differenza la faceva proprio questo e non la morale cristiana .
    Perchè sappiam bene , che essa poteva costituire un ulteriore deterrente , ma non il principale , visto che sarebbe erroneo dire che quella fosse una società di cristiani ferventi .
    Tuttavia pur con le sue eccezioni , era una società piu’ sana , perchè piu’ educata sentimentalmente e piu’ educata al rispetto reciproco e all’importanza del ruolo diverso e distinto dell’uomo e della donna . I falsi intendimenti sulla parità , dell’emancipazione che degradano per ignoranza nella lotta tra i sessi, le leggi anacronistiche , il bombordamento mediatico , la mancanza della trasmissione familiare di principi sani , han fatto il resto. Il problema è la diseducazione e non la libertà in se.

  • 27
    Kid -

    (Continua ) ….Per questo non amo , filosofeggiare sull’amore e le sue dinamiche , sul rapporto in evoluzione . Certamente non li nego ma vengono letti in senso sbagliato , senza le giuste premesse . Vengono letti in chiave prettamente psicologica e di interazione tra due individui che mai si incontreranno , perchè mancando reciprocamente le basi , di cui ho già parlato , mai si conosceranno davvero . Tutto è legato all’improvvisazione , al camminare sull orlo del precipizio , in cui l’amore o l’innamoramento , quello degli inizi del rapporto , è come l’asta dell’equilibrista(la coppia )che impedisce la caduta .
    Non si capirebbe , davvero, perchè storie apparentemente perfette , tra persone perfettamente compatibili sotto ogni aspetto , da considerarle quasi un miracolo di rarità o uno scherzo del destino , falliscano miseramente. Come la mia ultima .
    Evidentemente , l’equilibrista(la coppia)non è capace di camminare sulla corda , senza l’asta . Ed invece , presa confidenza ed accertato che i passi ,dopo anni (Il valore del tempo), sono ormai stabili , dovrebbe lasciare cadere l’asta nel vuoto per stare in equilibrio da solo. Lui stesso dovrebbe essere l’asta .
    Questo intendo per diseducazione o non educazione al rapporto e agli obblighi morali che ne derivano. L’incapacità ,a volte reciproca , piu’ spesso solo di uno ,di portarlo avanti nel tempo.
    Mancando questo ,non c’è limitazione , alla possibilità di fallimento,anche con le migliori premesse .
    E’ questo che scoraggia , perlmeno a me , e non la possibilità di incontrare anche una persona meritevole . Ma avrà la capacità di poterlo essere nel tempo? Oppure sarà assorbita nel mucchio?
    Il legame vero , quello duro da rinunciare ,avviene tra le anime ,piu’ che tra i corpi e gli intelletti.
    Ma quest’aspetto è del tutto sottovalutato , perchè ormai estraneo al nostro mondo e al nostro modo di essere , fatto anche di mete materiali da raggiungere , fatto dell’approvazione sociale ,della costruzione fittizia e non sostanziale , della logica della convenienza e dell’arrivismo , in cui il partner diviene un mezzo , una conquista per realizzare i propri ( e non quelli di entrambi) obiettivi. L’eventualità che così funzioni è puramente casuale e imperscrutabile. E dà essa ne discende la nostra insicurezza.
    Ma del resto si è talmente, superficiali, contraddittori , sbagliati e presuntuosi ,dal voler spiegare psicologicamente (brrrrrrrrr!!! e sempre nell’ottica della patologia ..! Pfff..gli psicologi!),qualcosa che appartiene ad una sfera totalmente diversa . L’anima . Ed è essa dovrebbe essere educata e quindi elevata grazie alla consapevolezza e fornita della base giusta per aprirsi all’amore , quello vero ed incondizionato che si riconosce solo nel valore della persona che abbiamo accanto , e in niente altro .

  • 28
    rossana -

    Leonardo,
    più ti leggo e più aumentano le mie sintonie con te, facendomi sentire meno “bestia rara”.

    concordo pienamente che la troppa libertà nuoce, come tutti gli eccessi. a mio avviso, nuoce anche il benessere che abbiamo nel nostro Paese che, per quanto carente per molti versi, è comunque un fattore disgregante nelle sue attuali medie proporzioni, perchè nessuno ha più bisogno del prossimo e questo tipo di autonomia porta all’isolamento e alla competizione, tendenze opposte all’unione.

    secondo me, hai ragione anche sul periodo storico di transizione, che spero di veder presto cambiare almeno un po’ in positivo, in tutti i settori e non soltanto in quello dei rapporti fra i sessi, che è uno dei più dissestati.

  • 29
    rossana -

    Kid,
    tutto il tuo discorso fila abbastanza liscio, eccezion fatta per la pressione che la chiesa ha esercitato in passato sulla donna, costringendola al ruolo di supporto chiave dell’unità familiare, ad immagine, sempre, di Madonna, anche Dolorosa, se del caso…

    sugli psicologi e sui ruoli dissentiamo come sempre, e sempre dissentiremo… 🙂

  • 30
    Leonardo88 -

    Kid.

    Non era mio intento quello di accusare il cristianesimo della monogamia imposta alla società. O meglio non solo il cristianesimo. Il discorso è molto ampio. Effettivamente quello che dici tu non contraddice la mia asserzione. Solo la estende. Ho detto che la monogamia ci è stata imposta dalla morale cristiana, ma la stessa morale cristiana ha una genealogia, come tutte le religioni. Tracce di esogamia (che non è monogamia ma concettualmente agisce come tale reprimendo impulsi sessuali con il divieto) si possono rintracciare in quella che forse rappresenta la prima forma di sistema religioso e sociale: il totemismo. Mi rendo conto che il discorso è ampio e complesso ma comunque sia compendiando il tutto in una frase si potrebbe dire che la civiltà stessa (a prescindere dal carattere sacrale di una religione) dipende da un legame emotivo tra individui che comprende una limitazione dei propri impulsi sessuali.

    Non voglio insistere sull’argomento perchè non è il mio scopo.
    Quando parli di anima e di educazione parli di concetti che solo ora possiamo avere ben chiari nella nostra coscienza.
    Io credo che tutto sommato il decorso della storia sia come dovrebbe essere stato: non si sarebbe arrivati a tali concetti senza uno sviluppo che passasse anche dalle religioni.

    La coercizione esterna è fondamentale per crescere un bambino. L’educazione quidni di una società può avvenire solo se si limita la sua libertà, o meglio, volontà, come avviene nel bambino.

    Come dici tu non riconoscere valori più alti attribuibili allo spirito e assecondare rozzamente voleri più “superficiali” (che poi in realtà sarebbero quelli pulsionali) ha come conseguenza un minor rispetto per le persone e di conseguenza minor stabilità emotiva: in poche parole si affievolisce quel concetto romantico di amore che presuppone la comunione spirituale prolungata nel tempo.

    La psicologia (e pure io ho una certa avversione contro gli psicologi anche per colpa della mia ex) è un punto di vista, non il punto di vista. Prendiamo ciò che ci può servire riconoscendo che siamo costituiti ma un substrato di pulsioni che condizionano la nostra vita. E in nessun altro campo come l’amore queste pulsioni si contrappongono allo spirito.

    Ora possiamo sperare che dopo aver raggiunto un cosi alto grado di intellettualità e spiritualità in futuro si possa trovare un modo per riuscire a coinciliare lo spirito e il corpo. Perchè ovviamente noi siamo qualcosa di diverso da mere pulsioni.

    Per ultima analisi, il fatto che 30\40 anni fa risultassero vivere con valori spirituali apparentemente più alti e non fossero ferventi religiosi cozza con il fatto che comunque, là dove il progresso della scienza ha iniziato a minare la credibilità della religione, le cose sono cambiate. Un’involuzione è alquanto improbabile…

  • 31
    Leonardo88 -

    rossana

    Sono contento di leggere che c’è gente che la pensa come me. Mi fa sentire meglio. Però secondo me fondamentalmente non è giusto dare la colpa a nessuno. In fin dei conti nessuno è immune da questo processo e tutti soffriamo questa crisi di valori sentimentali. Ciò che cambia è la reazione: certa gente si adatta per paura.Comunque hai centrato il nocciolo del problema.
    “nessuno ha più bisogno del prossimo”. Giustissimo, soprattutto se alla base poniamo il fatto che una civiltà nasce dalla Necessità di fronteggiare un mondo naturale a noi ostile. Il benessere raggiunto ci porta a dimenticarci della necessità originaria. Ora che SEMBRA non esserci più bisogno del prossimo la nostra natura egoistica viene fuori. Con l’automatizzazione ci si esonera dall’azione e le mura spesse dell’esperienza e della tecnologia ci difendono abilmente dalla natura feroce: risultato è che il prossimo ci risulta meno necessario.L’unica cosa che forse cresce è la conoscenza e con essa l’intelletto. Il vero problema è che abbiamo dimenticato che noi siamo qualcosa di unico e che la razionalità è solo una peculiarità che può farci cogliere la nostra spiritualità e quella degli altri. Questa spiritualità trascende ogni meccanicismo materiale che dobbiamo gia sempre tenere in considerazione. Noi siamo questo, una sintesi tra anima e corpo. L’uno dipende dall’altro, sono correlati. Possiamo non aver più bisogno del prossimo in termini materiali, ma niente come la comunione spirituale può allietarci. In questi termini il prossimo ci è indispensabile per anelare alla felicità. Come ho gia detto altrove l’uomo tende a dimenticare la sua storicità..

  • 32
    Kid -

    Rossana

    Ohhhhhh!!!!!
    Allora cambia tutto!!!!! Come si son permessi di darle un ruolo di supporto nella unità della famiglia!!!:P
    Eppoi con le pressioni !!!!…….Brrr……
    E come facevano ? Gli punzecchiavano il sedere per renderla la moglie Dolorosa ?

    Ti rispondo così , và………
    col testo di una canzone . E’ piu’ attinente e serio della tua riposta! E non scherzo!

    Stripped off the right to be a human in control
    Its warmer in hell so down we go
    They say
    This is the city
    The city of angels

    All I see is dead wings!
    All I see is deeeeaaaaaaaad wings!

    Capito il concetto?
    They say-This is the city of angels-All I see is dead wings!

    ..Mica cxxi!

  • 33
    rossana -

    Kid,
    Ohhhh… dimenticavo che quello serio sei tu soltanto!

    cerchi di confondermi con l’inglese adesso, non riuscendoci abbastanza in italiano, eh!

    non ce la fai nemmeno così: di sicuro lo parlo e lo scrivo quanto te… ma non mettiamoci a gareggiare anche su questo: molti altri qui finirebbero di annoiarsi più di quanto già non si annoino nel leggere le nostre schermaglie.

    ovvio che sono contraria anche sul ruolo affibiato alle donne dalla chiesa, e ricordo bene come facevano a calarglielo addosso, unitamente al velo da portare religiosamente sui capelli…

    troppa fatica spiegarlo a te, e pure tempo perso! 🙂 eppure non sono la sola ad accusare i padri della chiesa di misoginia, a partire da Paolo di Tarso…

  • 34
    Kid -

    @ Leonardo

    “cozza con il fatto che comunque, là dove il progresso della scienza ha iniziato a minare la credibilità della religione, le cose sono cambiate”

    Certo, perchè la superbia di questa nuovo e inconsapevole illuminismo di massa , e non elitario , è figlia dell’ignoranza piu’ gretta e del qualunquismo da 4 soldi.
    Alla luce dello scoprire gli inganni della Religone se ne rinnega anche il valore di guida morale (generale )e spirituale (Per chi ha fede )dell’individuo.
    Dio non esiste! E allora la Religione cade fragorosamente a terra !
    Finalmente , dopo che ci hanno condizionato per millenni!Ottimo !….una analisi tralaltro socialmente ed individualmente utilissima.Con conseguenze del tutto innocue …direi…

    Come uno psicologo , dovrebbe spiegarmi le dinamiche dell’amore e della coppia?
    Ed in che modo ..riducendole tutte alla dipendenza affettiva o giu’ di lì ,dopo che il danno ormai è fatto ! E alla difesa data dal maggior egoismo personale .
    Ancora piu’ egoismo , dunque, ed individualismo ? ..Ottimo !
    Ecco perchè l’idea della coppia scompare ! Il “noi” viene sostituito dal “tu” ed “io ” e la riuscita o meno è lasciata al caso o all’interesse personale . Buon fallimento a tutti !

    L’anima, o l’animo , degli individui dovrebbe essere educata , fin da bambini , all’altruismo , alla collaborazione , alla assertività , al distacco dal materialismo , al rispetto dei ruoli e dei rapporti personali da quello amichevole a quello genitoriale al quello coniugale (A proposito della necessità o del bisogno del prossimo ) .
    Perlomeno ,un individuo consapevole , sarebbe in grado di decidere , una volta adulto , nella sua massima autodeterminazione , cio’ che è giusto e cio’ che è sbagliato, si spera senza schiacciare il prossimo .
    E non come adesso , in cui dubito fortemente , che molti siano consapevoli della convenienza effettiva e costruttiva delle loro scelte , sempre e comunque guidate dall’egoismo personale , che non guarda assolutamente in faccia ,alla necessaria , o meglio dovuta ,distruzione di qualcun altro . Per questo ritengo che la libertà di per se non sia il problema , anzi è auspicabile che gli individui siano sempre liberi , ma è la non consapevolezza, data dalla diseducazione affettiva, il vero problema.
    Ma dal tuo intervento ,credo che ci siam capiti al 100% !

  • 35
    rossana -

    Leonardo,
    le distonie mi stimolano: se limitate a un confronto misurato, spesso permettono di comprendere meglio persone o situazioni. le sintonie, invece, sono come carezze dell’animo, che fanno sentire meno soli…

    lungi da me dare colpa a qualcuno di qualcosa. però, purtroppo, ho fatto in tempo a sentire il peso della chiesa, e tanto; quindi mi è difficile sorvolare sulla pressione che poteva esercitare…

    apprezzo gli psicologi perchè da una psicologa d’eccezione sono stata salvata (sei anni, dolorosissimi e durissimi, ma ce l’ho fatta). le devo una rinascita, difficile da dimenticare…

    come asserivi tu, le convinzioni derivano da esperienze soggettive ma, secondo me, forse anche da un’impostazione di fondo del carattere, che porta alcuni a “digerire” prima o poi i guai che capitano loro (e a volgerli in bene) e altri a “vomitarli” all’infinito (oppure a volgerli in male).

    quanto a questa tua frase: “Sono solo scorciatoie di pensiero. Ma quella via si raggiunge comunque, anche senza sentire opinioni gia levigate dall’esperienza.” quella via, a mio avviso, si raggiunge soltanto se si è predisposti a raggiungerla e se ci si impegna parecchio a farlo. infatti, di qualsiasi cosa si legga o si discuta, si recepisce quasi soltanto quello che si è pronti a recepire. e non sempre cercando, anche a lungo, si trova…

    hai scritto che forse la tua ex ti prendeva meno di quello che avresti voluto, che per questo puoi averla trattata male e che non sai perchè sei ancora risentito se non l’ami più. forse dici soltanto a te stesso di non amarla più. si fa spesso, per soffrire meno. naturalmente non ho idea di cosa si agiti in te (spesso non capisco nemmeno esattamente cosa c’è in me!) ma ti dico i motivi principali per cui ritengo si soffra dopo essere stati lasciati o quando si decide di lasciare, dopo aver amato.

    innanzitutto in questa parte del globo abbiamo quasi tutti un ego troppo ingombrante, che patisce i rifiuti e i commenti di parenti e amici. la persona che abbiamo amato si porta comunque via la parte di noi che le avevamo donato. si piange sui sogni svaniti. si rimpiange il tempo trascorso considerandolo perso, mentre invece è utile ad imporci di rifare il punto su noi stessi e su cosa vogliamo dalla vita e da un partner. si resta delusi dalla persona e dall’amore, e questa delusione si allunga sul futuro, demoralizzandoci. a volte ci si arrabbia con se stessi per essersi fatti abbindolare. si rimane destabilizzati per il cambio repentino di abitudini, buttando tutte le colpe sull’altro oppure macerandosi per gli sbagli che riteniamo di aver commesso. e ci si ritrova soli, proprio quando si pensava di essere arrivati alla meta. può anche subentrare un pesante senso di fallimento personale. e chissà quante altre cose ci rendono gravosa non solo la perdita della persona ma anche la perdita della relazione.

    bisogna rimettere tutto in ordine e… ripartire. quell'”andare avanti” di cui si parla dopo un pesante lutto! tutt’altro che facile!!!

  • 36
    Leonardo88 -

    Kid.
    Senza adottare nessun tipo di ottica positivista dimmi cosa vedi in giro? cosa vedi nella storia? Io vedo tanta aggressività immotivata in tutti gli ambiti.
    Noi siamo quello che siamo. L’idea di male e bene è frutto di una morale. La libertà del singolo non può coincidere purtroppo con una convivenza con altri. Ci saranno sempre dei compromessi.
    L’essere egoista è un male per gli altri ma è un bene per se stesso.
    Dipende dai punti di vista.
    Ora, un’educazione volta a crescere un individuo nel segno del rispetto delle altre persone da chi dovrebbe partire e con quali mezzi?
    Chi può persuadere con tanta efficacia una persona?
    Un autorità potente, Dio per l’appunto, o un suo surrogato.
    La stessa regolamentazione sociale ha radici “religiose” (o per lo meno una forma primitiva di religione).
    Le regole…
    Tu hai bisogno che qualcuno ti dica di mangiare?
    Perchè nei 10 comandamenti non ce n’è uno che dica “mangia se no crepi di fame”?
    Perchè non ce n’è bisogno, siamo gia regolati naturalmente.
    Le regole sono necessarie per una società. Ma le stesse regole vietano cose che altrimenti faresti.
    C’è un comandamento in particolare che dice “ama il prossimo tuo come te stesso”
    Perchè deve essere suggerito da un’autorità divina?
    Perchè non lo posso fare naturalmente con lo stesso modo con cui mi autoimpongo di mangiare?
    Perchè non fa parte della mia natura..

    Quindi, con la scomparsa della religione cosa rimane? La mancanza di un autorità morale.

    Beninteso che quando parlo di religione non mi riferisco alla fede in un qualcosa di trasciendente l’uomo che spieghi le causalità della vita. Mi riferisco piuttosto alla sua applicazione all’uomo.

    Tuttavia non siamo macchine governate dll’istinto.
    Quell’inebriante e unica sensazione che solo la comunione spirituale ti può dare è a mio avviso una cosa da difendere ardentemente. L’asetticità di una società dominata solo da uno sfogo pulsionale non difende tale sensazione. Noi come gia detto siamo in un periodo di transizione. Ma a mio avviso ne la religione ne il nichilismo di oggi sono la soluzione dei nostri problemi. Probabilmente una maggiore consapevolezza su chi siamo potrà trovare nuovi modi per indicare la giusta condotta alle nuove generazioni. Noi possiamo solo aggrapparci a quelle tradizioni che abbiamo assimilato senza tuttavia crederci come si poteva credere un tempo. E sperare di trovare tra i tanti la persona che più ci è affine.

  • 37
    Leonardo88 -

    rossana

    La cosa è complicata.
    La lei reale la disprezzo e non potrebbe mai essere la ragazza della mia vita.
    La lei idealizzata la amo ancora tanto, troppo.
    Pur sapendo che non esiste e non è mai esistita è difficile togliersi il velo di maya e guardare in faccia la realtà.
    E poi, se mi è concessa un po’ di superficialità, lei era esteticamente (nel suo significato etimologico) perfetta per me il che rappresenta sicuramente un ostacolo ulteriore.

    Tutto quello che dici sull’abbandono lo condivido e lo approvo. La passività è determinante. L’essere succubi della volontà altrui provoca una cristallizzazione dell’energia psichica…

    Diceva Aristotele: “vendicarsi è fondamentale per dimostrare un ruolo di attività all’interno della società.”

    Ma la vendetta migliore deve cincidere con la propria rinascita.

    Però fa male, tanto male. Ho paura che non sarà cosi facile trovare un’altra persona affine come lo era l’idea della mia ex (si lo so è contraddittorio).

    Non che la vorrei ora, voglio prima riedificare il mio mondo. Però temo non sarà facile trovarla..
    E mi manca amare e prendermi cura di lei (sempre dell’idea neh!) =)

    Per quanto riguarda invece l’esperienza è chiaro che aiuta solo chi vuol essere aiutato.

  • 38
    rossana -

    Leonardo,
    esprimi in modo più colto e più razionale quasi tutto quello che penso e provo. il che mi pacifica, in quanto a volte temo di essere non tanto fuori dal mondo quanto fuori dal tempo. felice chi potrà, anelando a una persona come te, starti vicino e crescere ulteriormente nello spirito. stupendo che esistano giovani che portano avanti un concetto di vita iniziato, con una brutale rottura di schemi, cinquant’anni fa, che molti hanno pagato duramente e che ora risultano spesso annacquati da superficialità consumistica.

    concordo con te anche sul bisogno universale d’amore: in tutti noi, anche in quelli più traviati e meno positivi, permane sempre la fame di attenzioni e di comprensione di un bambino… la capacità d’affetto di un essere umano è indefinita, come indefinite sono tutte le sue potenzialità. forse verrà un giorno in cui la cultura consentirà di considerare sia i figli che le persone che si amano in modo meno possessivo di ora, favorendo relazioni aperte, non esclusive, che permettano a tutti di dare e ricevere amore, indipendentemente dai legami precedenti, senza che nessuno abbia più a soffrirne così tanto.

    hai ragione: perchè doversi limitare ad amare una persona soltanto quando si potrebbe distribuire varie modalità d’amore, oneste e sincere, su più individui, con cui si trovano particolari sintonie? sarà un’era che non mi sarà dato vedere, e forse nemmeno a te. comunque resta bello pensare che in qualche modo, anche soltanto tenendo vivo e portando avanti il concetto, vi abbiamo contribuito.

    giustissimo il tuo pensiero sull’egoismo contrapposto all’altruismo. soggettivamente esiste una scelta di fondo fra i due estremi ma, quando il grado di sacrificio non è più sublimabile con un obiettivo e annulla la vitalità di una persona, per me è giusto che questa pensi innanzitutto a se stessa, se ne ha il coraggio. non regge nemmeno il discorso dei figli, perchè, se si è infelici, li si educa, sia pure involontariamente, all’infelicità.

    il peso dell’attuale cultura (ancora all’inizio degli anni ’80, quando mi sono separata da mio marito, gli abitanti del paesino in cui sono nata, che mi avevano conosciuta bambina, mi ghettizzarono, aggiungendo sofferenza alla sofferenza) e la difficoltà, tuttora persistente, di relazionarsi con il maschio con un rifiuto, possono spingere la donna a tradimenti, come una via breve, spesso inconscia, per metterlo di fronte all’evidenza dell’impossibilità di continuare la relazione.

    l’uomo invece è spesso renitente ad ammettere quella che considera una sconfitta: si defila in silenzio e volge le sue attenzioni altrove, avendo di solito ancora più occasioni di farlo della donna, soprattutto se la compagna non lavora fuori casa.

    come si fa a resistere alla prospettiva di un alto grado di affinità e di comunione spirituale, anche soltanto idealizzata come bisogno evolutivo imprescindibile di CRESCITA? solo il tempo e la verifica sul campo potrà permettere di discernere il vero dal sogno!

  • 39
    rossana -

    Leonardo,
    questa tua frase: “La lei idealizzata la amo ancora tanto, troppo.” mi ha indotta a riflettere e a comprendere meglio come mi sia ora possibile non provare più nemmeno risentimento nei confronti dei due uomini che ho amato.

    dev’essere perchè sono riuscita, a poco a poco, a sostituire il loro volto reale, stramaledettamente umano, come il mio d’altronde, al volto di sogno che avevo immaginato in loro in un primo tempo, volto che altro non era che la proiezione dei miei bisogni più profondi in quel preciso periodo della mia vita.

    e questo vale anche per il mio terzo uomo, quello di cui sono ora, purtroppo, ancora innamorata, confermando in pieno quanto sopra esplicitato, perchè questo uomo lo conosco pochissimo ma l’immagine di sogno che mi sono fatta di lui è straripante, forse anche a seguito di tanti anni di solitudine affettiva. questo concetto razionale, insieme ad altre considerazioni, mi sarà di aiuto per cancellarlo più in fretta dalla mente.

    grazie di tutto: è stato un ricchissimo interscambio!

  • 40
    Leonardo88 -

    Anche a me è servito parlarne e parlare della nostra situazione societaria. =)
    A volte aiuta analizzare le situazioni.. Certo ce n’è di strada da fare ma per lo meno se si fa luce su un po’ di cose forse si riesce a vivere un po’ meglio.
    Per lo meno (e parlo per me dato che sono ancora molto inesperto) cerco di rendere costruttivo questo dolore. Analizzare tutta questa cavolo di situazione mi aiuta a crescere. Lo facessero tutti….

    un abbraccio.

  • 41
    rossana -

    Leonardo,
    analizzare e sforzarsi di comprendere aiuta sempre. è come rileggere un libro a distanza di anni: ci trovi spesso qualcosa di nuovo che non avevi per niente notato le volte precedenti…

    auguri di bene e di serenità.

  • 42
    Kid -

    @ Leonardo

    No , solo il fallimento totale generazionale , potrà forse comportare una inversione di tendenza!
    Vorrei parlarti in privato di qualcosa .
    Lasciami un indirizzo skype o msn o email quà. Grazie.

    kidddd72@yahoo.it

Pagine: 1 2

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