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Mollata dopo trent’anni di matrimonio

di babette

Riferimento alla lettera: Forse per alcuni sarà una storia banale ma a me è crollato il mondo addosso. Pensavo che fossimo una famiglia felice, due figli meravigliosi una bella casa lavoro insomma tutto perfetto, invece mio marito alla soglia dei sessant’anni si invaghisce di una ventottenne e se ne va di casa per...
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Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2009

L'autore, babette, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Famiglia

278 commenti

  • 76
    LUNA -

    gettarsi nell’iper attività solo per non sentire il rumore, del dolore o del silenzio. E’ corretto e sano, secondo me. Però avere e ritrovare o scoprire e riscoprire via via interessi, passioni che non servono a tappare, ma che davvero semmai fanno rifluire in noi emozioni positive, contatto con noi stessi, energie e stimoli è un’altra cosa. E’ vita, anche quella è vita nostra. Concludo dicendo che se ho portato la mia testimonianza è perché nel periodo in cui ero più chiusa mi ha fatto sicuramente bene anche entrare in contatto con persone che pur avendo avuto di queste esperienze volevano vivere e o stavano vivendo. E tra queste persone chi è più grande di me. Uomini lasciati dopo 30anni di matrimonio, che credevano, con amore, per sempre. Non solo donne. Ciascuno con il suo carattere, la sua storia, la sua situazione. Ma comunque persone di 50, 60anni che vivono, e non per non ascoltarsi o per imbrogliarsi.

  • 77
    elisa -

    ma…care amiche sconosciute…mi stavo chiedendo perchè la ns felicità deve dipendere dalla presenza o meno di un uomo???Dobbiamo imparare ad amare noi stesse e metterci nelle condizioni di non aver bisogno di loro! Non vale la pena ,credetemi, soffrire per un uomo! Sono fondamentalmente dei grandi egoisti, crudeli ed in molti casi “cinici”. Noi continuiamo a pensare ai ns ex mentre loro se la “spassano” con la nuova “conquista” molto piu’ giovane di noi. Credete forse che si rammaricano per averci abbandonate? non illudetevi…l’uomo dimentica in fretta non solo la sua ex ma in molti casi anche i figli!!I figli di una mia amica non sentono il padre da molti anni neppure a Natale o ai compleanni.
    Se mai incontrerò ancora un uomo nella mia vita lo tratterò come si merita. Lo schiaccerò come un verme.Sarà la mia vendetta..
    Ho letto il libro “Le donne che amano troppo”…La lettura di certi libri possono aiutarci a “capire” ma poi, dopo, dipende solo da noi ,dalla ns forza di volontà, cercare di dare una svolta alla ns vita.
    Care amiche sconosciute mi fermo qui . Ritorno a letto e cerco di dormire dopo una notte insonne.(ho bevuto caffè ieri sera…)
    Alla prossima e buona domenica

  • 78
    LUNA -

    Elisa, anche a me succede di non dormire se assumo caffeina la sera. – dov’è, in ‘donne che amano troppo’, il capitolo ‘schiaccialo come un verme’? :p scusa, sdrammatizzo. In realtà capisco che tu abbia bisogno anche di dire e pensare questo ora. L’indipendenza di cui parla la noordwood (ho scritto giusto?) non è questa però… – anche il papà di una mia amica, fa’ conto uno zio per me, è ‘sparito’ dopo 40anni. Potrei togliere le virgolette perché, anche per vigliaccheria, ha tagliato i ponti anche coi figli e la nipotina. – quando parliamo di uomini è chiaro che non abbiamo bisogno di uno così o un altro così.

  • 79
    toroseduto -

    Ciao LUNA. Forse dovrei smettere di scrivere su questa lettera, c’è quasi un’estremismo di ritorsione. Sono sempre alla ricerca di equilibrio, nello scambio di punti di vista o esperienze che ci segnano in modo particolare. Continuo a credere che ci sono uomini che… e donne che… Non è una questione di sesso. Per mia fortuna non ho mai covato sentimenti di vendetta. Lo considero un sentimento basso e meschino. Al pari dell’invidia, meglio chiudere definitivamente la porta a qualsiasi persona suscita in noi questi sentimenti. Si abbandona il principio del bello, della convinzione che ci possa essere qualcosa di cui andare fiero.
    Nutrirsi di astio è dannoso, anche se non è fatto spontaneamente, può rivelarsi distruttivo e inconcludente.
    E’ una specie di suicidio dell’anima, nel senso che non ho mai sentito dire che l’odio sia un sentimento costruttivo.

    Quando c’è da ricostruirsi perché il mondo(?) ci ha beffati, se ci riteniamo capaci di provare ancora emozioni, mi sembra scontato privilegiare i buoni sentimenti, rischiamo di diventare cattivi come chi ci ha fatto del male. Meglio, mille volte meglio dedicare qualcosa di noi a chi nella vita ha avuto calci in faccia fin dalla nascita. L’adozione a distanza, o qualche organizzazione sul tipo di MILLESOLI, gestita dallo scrittore Dominique Lapierre, mi aiutano a sopportare meglio questo marcio mondo, ma, attenzione non bisogna mai generalizzare, dare qualcosa di noi ci rimette in pari con i pochi personaggi che hanno dedicato la loro vita agli ultimi… almeno servo a qualcosa… Ciao TS

  • 80
    LUNA -

    TOROSEDUTO, credo che se tu abbandonassi questa lettera dispiacerebbe a molte persone 😉

    Neppure io credo che sia questione di sesso, anche se, nel momento in cui un uomo viene deluso, tradito dalla donna che aveva scelto e pensava avesse tutte le migliori qualità tra le donne, e una donna viene delusa, tradita dall’uomo che aveva scelto ecc, credo che sia qualcosa tipo: “se mi ha deluso la persona che pensavo più affidabile, migliore, cosa potrebbero farmi coloro che conosco anche meno di lui/lei”?
    e la generalizzazione sull’altro sesso è perché è con quel sesso che ci si rapporta, e perché è nella propria relazione con l’altro genere (e la cosa va a toccare anche la propria identità) che c’è stato il trauma.
    Detto ciò anch’io non ragiono per “genere”. Tuttavia comprendo perché spesso ad una donna che è stata tradita e abbandonata da un uomo che per lei rappresentava L’UOMO sia più utile fare pace con un’idea traumatizzata generica di UOMO coltivando delle amicizie, il dialogo con l’altro sesso, delle conoscenze che non implicano per forza la nascita di una relazione o una vicinanza sessuale, piuttosto che lanciarsi troppo presto in una storia. Questa ovviamente è solo la mia opinione.

    Anch’io credo che il rancore sia una prigione, innanzitutto per chi lo prova e anche inconsapevolmente lo coltiva o chi lo coltiva credendo che sia una via di “giustizia”. Il rancore è in realtà una forte forma di dipendenza, che lede chi lo prova. Oggi, un mio amico che ha da poco perso il padre, mi raccontava di aver ricevuto da una sua ex, con cui si è lasciato molti anni fa, e che ha una nuova vita, un nuovo compagno già da tanti anni, un messaggio che diceva che gli dispiace per quanto gli è successo, ma che comunque non ha dimenticato quello che lui le ha fatto, e che lo tenga ben presente”.
    Il mio amico mi ha detto: “Quando l’ho letto ho pensato che forse lei non è felice, e se è così mi dispiace molto”.
    Per inciso anche lui è stato lasciato, e in maniera ancora più violenta, alcuni anni fa dalla sua successiva compagna. Eppure, anche se sostiene di averci messo molto tempo per dimenticarla davvero, non nutre desideri di rivalsa e rancore, non ha questa forma di dipendenza. Non mantiene un legame con chi non c’è più attraverso la frustrazione e la rabbia.
    Lui non ha giudicato la sua ex ex, e non si tratta di dire che lui è migliore di lei. Il concetto è che lui sta meglio di lei.
    Io sono d’accordo con te che investire le nostre energie in qualcosa di buono e nella nostra ricostruzione vale sicuramente di più che usarle per la distruzione nostra o di una persona che ci ha fatto un torto, che ciò sia attraverso i pensieri o le opere. Tuttavia spesso il primo “volontariato” che dovremmo fare, quando siamo molto feriti, è quello verso noi stessi. Se per farlo abbiamo bisogno di fare del bene, se ciò anche può indicarci la strada, tanto meglio.
    Allo stesso modo però credo che noi siamo fatti anche dei nostri sentimenti come la paura, la rabbia,

  • 81
    LUNA -

    il senso di frustazione, il dolore.
    Sono corde che ognuno di noi ha.
    E nel momento in cui una persona ci ha appena tirato un pugno in faccia, nel cuore, nella vita, non è così immediato dire: “non fa male”
    o dire
    “fa niente, ti perdono e ti lascio andare, da dentro me”.
    E’ chiaro che se la rabbia diventa compulsione, rancore cristallizzato, diventa ossessione è un’altra storia. E’ una pericolosa e dolorosa e implosiva storia.
    Ma c’è un momento in cui quei sentimenti di rabbia, delusione, frustrazioni sono naturali, anche se ciascuno può sentirli in maggiore o minore misura.
    Servono anche talvolta a liberarsi, servono a togliere la persona che ci ha deluso e ferito da un piedistallo dell’idealizzazione.
    Servono a sentire la ferita e far riemergere l’istinto di autoconservazione. Possono servire a passare dall’autocolpevolizzazione e la bassa autostima eccessive, passando attraverso la fase del dare ogni responsabilità all’altro e sentirsi vittime, ad accettare la realtà, o sentire il fatto che, noi per primi, non vogliamo più avere accanto una persona verso la quale abbiamo perso la stima.
    Credo esista, nella maggior parte dei casi, una fase di rabbia fisiologica unita al dolore e allo spaesamento. Una rabbia fisiologica che di per sè non è distruttiva, nè sintomo di un’improvvisa conversione a sentimenti negativi che entreranno a far parte di un carattere che, prima, non li conosceva. Una rabbia che non chiede di essere manifestata, quanto piuttosto di essere accolta e ascoltata da chi la prova. Di essere accettata senza farne un braccio armato contro qualcuno, che sia la persona stessa o la persona che ha ferito, tradito, o chi è stato la concausa. Una rabbia che è comunque una forma di energia. Che può dare una sensazione spiacevolissima, mentre scorre nelle vene, pulsa nelle tempie e nel cuore. Ma che non si può negare. Si può semmai convogliare in qualche modo innocuo, che sia prendendo a pugni un cuscino, andando a correre espellendola come una tossina, scrivendo tutto ciò che passa per la testa anche di poco edificante e buttando poi il foglio giù per il gabinetto, o cantando a squarciagola, o usandola per spostare i mobili della propria nuova casa in cui ci si è dovuti trasferire. Dico per dire.
    Io sono d’accordo con te sul fatto che più investiamo in positivo le nostre energie e meglio è.
    Perché siamo più utili a noi stessi, al nostro recupero, non solo perché la rabbia non è bella da sentire o da vedere.
    Penso però che il lutto, anche quello sentimentale, ha le sue fasi. E ci sono momenti in cui possiamo avere rabbia da gridare al cielo.
    Tanto le stelle non cadono.
    E se c’è bisogno di urlare con i finestrini chiusi in autostrada forse in quel momento bisogna prenderne atto e va fatto, visto che non lede nessuno. così come fa bene riuscire a farsi e a fare del bene e percorrere una strada verso la propria ritrovata serenità ed equilibrio. Ciao a tutti 🙂

  • 82
    toroseduto -

    Voglio precisare, prima che qualcuno possa pensare che io mi trovo sopra una nuvoletta a predicare comprensione, perdono, un “vogliamoci bene a tutti i costi”, che anche io ho provato rabbia, delusione e sconforto. Appena saputo che il “male” nel giro di 6 mesi me l’avrebbe portata via, ho aperto un deposito nel seminterrato del policlinico e ho rotto tutto quello che mi capitava a tiro, urlando come un pazzo. Mi hanno dato dei sedativi. Incrociare il suo sguardo, il giorno dopo, era come sentire una lama affilata che rovistava fra le mie viscere. Lei non sapeva niente. Allo stesso tempo è esplosa una nuova forza che non pensavo di possedere, Dovevo proteggere il nostro amore contro tutto e tutti, sembra paradossale, abbiamo raggiunto vette inimmaginabili di un amore che non aveva niente di terreno, se ne andata con il sorriso sulle labbra.

    Detto questo, non voglio dilungarmi in inutili paragoni, la mia storia non ha niente a che vedere con l’argomento della lettera.
    La rabbia meschina che è arrivata subito dopo, mi stava distruggendo. Non avevo nessuno da odiare, nemmeno me stesso. Ho attraversato una fase di apatia micidiale, fino al momento in cui una consapevolezza non cercata è venuta in mio soccorso. Come ho amato lei, potevo amare gli altri! Tutti gli altri che avrebbero accettato il mio amore.

    Questa, forse, è la cosa più difficile da spiegare. Il grande dono di amare una persona, non esclude che si possano amare altre persone. Prodigarmi in tante iniziative, mi ha fatto capire che se ero ancora in vita, dovevo impegnarmi a trasmettere le mie positività in tutti i modi. Anche scrivere su un blog il mio pensiero.
    Mi verrebbe da fare una domanda rivolta a tutti quelli che stanno leggendo. L’amore per una persona, non è la meta massima raggiungibile, a volte fra le pieghe di un rapporto, si nasconde una forma di egoismo, di possesso. Sappiamo tutti quante donne hanno pagato con la vita l’abbandono di un uomo violento e narcisista.

    Non è AMORE. E’ la mia risposta.

    Quando per le difficoltà che questo mondo bacato ci propina, spostiamo la nostra capacità d’amare ad un livello molto basso, anche senza accorgercene, non siamo più noi stessi, Dimentichiamo quello che di buono c’è in noi: siamo offuscati nelle nostre scelte, e come cantava De André, diventiamo diamanti che non producono niente, mentre dal letame nascono i fiori. Siamo feriti, ci ripugna pensare al letame, diventa la dimora del nostro essere, in realtà è la dimora dei bassi sentimenti. Ci facciamo del male. Facendoci calpestare da chi non merita i nostri sentimenti.
    Non sono un predicatore, sono uno che ha saputo mettere a tacere la rabbia aprendosi verso gli altri. Sono stato amato da troppe persone per sentirmi avvilito. Ho amato senza riserve e non ho mai tradito. Voglio amare ancora, in modo più intenso, e faccio enormi sacrifici per questo. Viene il momento di fare delle scelte difficili. Se ascoltiamo la nostra parte sana, troveremo tutte le risposte. TS

  • 83
    LUNA -

    Toroseduto: ci credo, a quello che hai scritto nelle ultime righe del tuo post, e ti ringrazio di averlo ricordato.

    Le mie riflessioni non erano in antitesi con un “tuo” pensiero, che non ti ho attribuito, cioè un pensiero “nuvoletta” o “buonismo”. Forse lo avevi capito, ma lo rimarco nel caso fossi stata fraintesa (essendomi magari espressa male).
    Mentre parlavo della rabbia, ammetto di aver pensato alla rabbia che dà l’impotenza di vedere ammalarsi qualcuno che amiamo (una cosa che purtroppo conosco), o quando qualcuno che amiamo ci lascia contro la sua volontà. Una rabbia non rivolta alla persona che ci ha lasciato, ma una rabbia, sì, mista al dolore. E sapendo, per averti letto anche in passato, che hai conosciuto un grande dolore ammetto di aver pensato che tu quella rabbia certamente l’hai conosciuta.

  • 84
    elisa -

    care amiche,
    permettetemi di aggiungere un mio pensiero che da tempo si è ormai “radicato” nella mia mente. Noi ce la prendiamo,giustamente, con i ns ex compagni…Ma…che dire invece di quelle donne giovani,opportuniste, che, senza troppi scrupoli, frequentano uomini sposati e non si preoccupano minimamente di distruggere una famiglia?
    “Stranamente” queste giovani donne vanno a scegliere uomini di una certa età “posizionati” , benestanti e mai un uomo “squattrinato”. La nuova moglie (si, perchè l’ha pure sposata…)del mio ex si è trovata tutto su un piatto d’argento e si sta godendo i frutti dei miei sacrifici.Si,perchè quando ho conosciuto quello che divento’mio marito eravamo entrambi molto giovani e lui non era certamente ricco. Ho seguito passo per passo tutta la sua brillante carriera (grazie anche al mio aiuto…)e la sua scalata sociale.Ho vissuto il periodo piu’ difficile nella vita di un uomo .Ho condiviso le sue ansie,le sue frustrazioni,le sue tensioni. Ho incoraggiato le sue ambizioni di carriera ed abbiamo fatto insieme scelte importanti per il suo lavoro. Poi, raggiunto i suoi obiettivi ed un certo benessere i rapporti tra di noi cambiarono. Lui non era piu’ l’uomo che avevo conosciuto…Non ci si sopportava piu’, i litigi erano sempre piu’ frequenti e cosi’arrivammo alla decisione di separarci. Poi, a pochi anni dalla separazione (un’esperienza psicologicam devastante nonostante fosse consensuale…)arrivo’ “LEI” e trovo’ tutto “pronto.”
    Ora lui è in pensione e vive da nababbo con la sua pensione d’oro di ex dirigente…”Lei” si sta godendo la vita ,non lavora, e gira il mondo con lui…Questa purtroppo è la fine che fanno la maggior parte delle donne quando raggiungono una certa età e vengono “sostituite” da quelle molto piu’ giovani .
    Che tristezza!!
    Pero’ devo dire che Questa esperienza dolorosa della mia vita è stata un “eye opener” e mi ha fatto capire gli uomini. Non sono piu’ora la donna di un tempo un po’ naive,sognatrice,romantica, credulona. E tutto questo Grazie a te …caro Roberto.. l’uomo che avevo amato e nel quale avevo riposto tutta la mia fiducia…Almeno a qualcosa sei servito….

  • 85
    La Fenice -

    Eccomi di nuovo qui.
    Domani c’e la presidenziale. Dovrei essere contenta ed invece sto male. E’ crollato tutto il mio mondo, avevo puntato tutto su questo … Ed ho perso. C’ e’ chi mi fa notare che in fondo avevo ben poco, un rapporto dove devi camminare sulle uova per evitare scontri vale ben poco, mi ero costruita un film? Forse, era tutto quello che avevo. Ora non ho più niente neanche quell’illusione e mi sento sprofondare sempre di più. Non ho voglia di fare nulla, qualsiasi cosa mi pesa, so che devo reagire ma ogni giorno diventa più duro. Ora sono libera, ho tutto il mio tempo a disposizione, ma non so cosa farci. Mi dicono che devo trovare me stessa, imparare a vivere per me, che la felicita’ non può dipendere dagli altri, tutto vero, ma non so come fare! Quello che sento e’ che ho perso tutto, o quanto meno ho speso male la mia vita, comunque la giri ho fallito, valgo poco.e se valgo poco che vita mi aspetta? Mi si dice “non ti devi colpevolizzare” ma sta si fatto che lui mi ha abbandonata, non mi vuole più, non mi ama più, anzi il suo comportamento denuncia rabbia, addirittura quasi odio nei miei confronti. Pensavo di avergli dato amore, tutto quello che potevo ed invece lui va via con astio, senza un minimo di affetto nei miei confronti, vuol dire che non sono stata capace di dare nulla? Che non sono capace di amare , che con il mio modo di essere tiro fuori il peggio dagli altri? Che tristezza ! Ero convinta che il nostro fosse un rapporto difficile ma speciale, perché eravamo speciali lui ed io, non c’era posto per nessun altro ed invece questo valeva solo per me, lui ha smesso di amarmi probabilmente tanto tempo fa ed io ho continuato ha vivere la mia favola fino a quando lui ha deciso di troncare, di voltare pagina.
    E sapete qual’e la cosa più patetica? Vorrei poter ancora continuare a vivere quella favola, anche se era difficile , anche se non era la realtà , per non sentire più questo vuoto
    Dove la ritrova la forza di ricominciare a vivere e perché ?
    Per chi, dovrebbe essere per me stessa, ma intorno a me c’e solo vuoto e silenzio. Cerchi di riempire il vuoto, facendo cose, e generi solo rumore, e passi le giornate settimane cercando di trovarti degli impegni che diventano le ancore di salvezza per passare il tempo. Ma questa non e’ Vita! Mi chiedono cosa fai per le vacanze? E che ne so, amavo viaggiare ma ora non riesco ad entusiasmarmi per niente, l’ unica cosa che so e’ che devo fare qualcosa non posso stare a casa o impazzisco. Ecco la mia vita e’ sottolineata da cose che la Ragione dice”devo” fare ma non ho voglia di niente. Vorrei solo dormire, dormire (cosa che non mi riesce bene) e svegliarmi quando tutto il dolore e’ passato, invece mi sveglio ed inizia l’ angoscia.
    E voi come state?

  • 86
    elisa -

    Cara La F

  • 87
    roberta -

    Carissima,
    quello che hai descritto mi ha riportato indietro di tre anni. E’ tutto vero quello che dici.Tutto conosciuto a chi ha provato sulla sua pelle l’abbandono e il tradimento. Ma ,come dicono i sacri testi, tutto si può superare facendo un PROFONDO lavoro su se stessi .Allora capirai perchè la tua felicità deve per forza dipendere dal legame che avevi con lui e il tuo valore deve essere il riflesso del valore che lui ti attribuiva.

    Non sto a fare un trattato di psicologia perchè non serve. Ma è inutile dire che dobbiamo stare in piedi con le nostre gambe e non permettere a nessuno di essere l’ago della bilancia della nostra esistenza- Ti assicuro che giungere al distacco da queste dipendenze velenose per la nostra autostima ci regala una sensazione di infinita libertà e anche soddisfazione per avere vinto una difficile battaglia.

    La battaglia che ci tiene prigionieri innanzitutto delle nostre proiezioni mentali e del “film” che ci eravamo costruiti ( e del quale molto probabilm. i nostri ex non erano nemmeno a conoscenza! )

    Ci vuole tempo e le ricadute,seppure momentanee, sono dietro l’angolo ma bisogna andare avanti. Guardati intorno e confronta la tua situaz con le tragedie che ci stanno intorno .Non ti sembra già una piccola cosa? Risorgi dunque e dimostra a te stessa e agli altri il tuo valore .
    E poi…questa è la Vita !!! Non è mica il Mulino Bianco. Credimi. Quanti matrimoni di facciata,quanti stanno in piedi perchè c’è un /una amante che fa da stampella. Lo vorresti così? Io no. Io l’ho mandato fuori e preferisco la solitudine alle bugie e a una vita del tipo “camminare sulle uova”. Carissima,so che sono belle parole ma la realtà è dura eppure ,ritrovare davvero se stessi,quella parte che abbiamo seppellito tanti anni fa sacrificandola sull’altare del marito, è davvero l’unica via d’uscita.

    Per me sono passati quasi 3 anni e non ho ancora del tutto tagliato il legame ( dentro di me ) ma va meglio. Ti confesso che in certi momenti sono felice.

    Un abbraccio – Roberta

  • 88
    Elena -

    Cara La Fenice, è un pò che non scrivo su questo blog,ma la tua richiesta d’aiuto mi ha colpito nel profondo.Anch’io mi sono separata da poco dopo 33 anni di matrimonio,lui mi ha tradita con una ragazza di ben 32 anni pìù giovane, sò come ti senti,ma non devi assolutamento pensare che per questo tu valga poco,cerca di guardare il tutto sotto un’altra prospettiva,forse non siamo noi,ma loro che non meritano la ns.sofferenza,probilmente sono persone immature,egoiste,che sia io che te abbiamo idealizzato e in ogni caso mai,avrebbero dovuto mancarci di rispetto in modo così ignobile.Dopo quasi un anno,durante il quale sono stata molto male,oggi un pò alla volta ho ripreso fiducia in me stessa,sono più serena,a volte rotorno giù, ma mi sforzo e vado avanti,perchè le cose anche se continuiamo a stare male non cambiano,anzi,peggiorano e penso “ma un uomo così lo voglio veramente al mio fianco?”,in tutta onestà credo che nemmeno tu lo voglia,pensaci..forse è più quello che loro rappresentano a mancarci e non loro stessi.La solitudine può essere dolce quando è cercata,terribile se ci viene imposta,ma reagisci,esci,sorridi,anche se non hai voglia e a poco a poco ti accorgerai con stupore che ti verrà ancora spontaneo farlo,ti garantisco che succederà.Non arrenderti,coraggio
    Un abbraccio-Elena

  • 89
    La fenice -

    Sono le 5 del mattino, mi sono svegliata un’ora fa con il mal di stomaco. C’e stata la presidenziale, che pero e’ stata rimandata a settembre per problemi formali, non so se e’ un bene o un male. Comunque lui entro il 15 luglio deve lasciare definitivamente la casa anche se di fatto e’ gia andato via. Grazie per il tempo che mi dedicate. Credo che chi ha passato la stessa esperienza può capire meglio il dolore che sto passando. Grazie per il conforto e la speranza che mi date, vi voglio credere, voglio credere che un giorno uscirò da questo tunnel anche se a volte penso proprio di non farcela. Sta andando tutto a rotoli, anche sul lavoro e non ho la forza di combattere. L’unica cosa che so e” che mi sento male
    Scusatemi ma in questo momento non riesco a pensare ad altro.

  • 90
    elisa -

    Mi rivolgo ad Elena per dirle semplicemente che tutti quei mariti che abbandonano le mogli dopo tanti anni di matrimonio e per una donna piu’ giovane sono dei DELINQUENTI. Questa parola l’ha pronunciata un ex magistrato in pensione dopo aver ascoltato la mia storia che è quasi simile alla tua (con la sola differenza che la donna per la quale mi aveva lasciata era stata sua MADRE!!!).Non ha saputo scegliere tra me e sua madre ed alla fine ha vinto Lei.Si è comunque risposato ma dopo alcuni anni che eravamo separati .
    Alla Fenice dico che passerà anche questa ma ci vuole tempo.Vivila come un lutto… E non credere che sarà facile rifarsi una vita. Non sarà mai piu’ come prima,credimi. Queste esperienze uccidono l’anima e la ns capacità di amare. Personalm non sono piu’ riuscita ad innamorarmi ed ho smesso di illudermi.Sento quasi un sentimento di repulsione verso gli uomini Le mie amiche che si trovano nella mia condizione sono tutte disperatamente SOLE! L’unica nota positiva è la serenità interiore che mi mancava da tempo. Per quanto riguarda la mia vita affettiva sono “morta” dentro ormai. Sai cosa ci manca cara amica sconosciuta? Affetti alternativi che ci potrebbero dare dei figli o dei nipotini e che riempirebbero il vuoto che abbiamo dentro. Non so se tu ne hai ma io non ho proprio piu’ nessuno neppure i miei genitori morti entrambi. Attorno a me c’è il deserto…
    Coraggio amica, piangi se devi piangere…ti farà bene. un abbraccio

  • 91
    La fenice -

    Sabato e’ definitivamente andato via da casa, mi ha riconsegnato le chiavi. Questa agonia e’ iniziata a settembre dell’anno scorso. E da allora tra di noi soltanto cattiverie. Sono esausta, profondamente triste e non capisco perché pur essendo io quella abbandonata, quella che ha subito questa separazione , ho dovuto sopportare anche tutta la sua rabbia. Non si conoscono mai veramente le persone. Credevo che lui fosse diverso da quello che si e’ dimostrato, credevo in lui. Credevo che anche lasciandomi avrebbe cercato di farmi meno male possibile, credevo che tra di noi ci fosse stato dell’amore …. E invece forse non e’ mai stato un buon amore.
    Elisa io sto soffrendo come un cane, la mattina mi sveglio con l’angoscia e non ho voglia di alzarmi, durante la giornata piu di qualche volta mi chiedo che senso ha la mia vita, sono sola non ho figli, non ho nipoti … Ma io devo credere che c’e un senso in questa vita anche per me … Altrimenti … Sono stata abbandonata, rifiutata, gettata via come un calzino vecchio e bucato che non serve più, senza nessun affetto, senza nessuna dolcezza. Io non ho fatto del male, l’ho subito. Non voglio vendetta, voglio ritrovare la mia serenita e la voglia di vivere, non e’ un nostro diritto? E non dirmi che non e’ possibile

  • 92
    elisa -

    cara La Fenice tu stai provando esattamente gli stessi sentimenti d’angoscia che avevo provato anch’io. Non ho bisogno di immedesimarmi nella tua situazione perchè l’ho già vissuta. Non so quanto tempo ti ci vorrà per metabolizzare il tutto e, sebbene ora ti sembri impossibile, passerà anche questa.Credimi. Io ho impiegato anni per “guarire”…Ero sola, tremendamente sola e senza alcun sostegno morale,psicologico da parte di nessuno, neppure da mio padre, l’unico “sopravvissuto” della famiglia. Avrei desiderato tanto avere un fratello o una sorella con cui sfogare tutta la mia rabbia,delusione . Avevo bisogno di una spalla sulla quale piangere e gridare tutto il mio dolore.
    Cara amica, anche il mio ex mi trattava male quando ci siamo separati e non riuscivo a capire il perchè. Non pensi che forse il tuo ex >(come il mio..)possa provare un misto di rabbia-odio-amore-delusione per un rapporto finito? Non credere sia facile anche per un uomo dover ricominciare .Una separazione poi non è mai “indolore” per nessuno dei due.L’uomo ,di solito, per uno stupido orgoglio, reagisce diversamente da noi donne e preferisce tenersi tutto “dentro”. Non credo lui non provi piu’ niente per te, qualcosa deve essere rimasto. Come si puo’ dimenticare in breve tempo anni di vita trascorsi insieme? Se cosi’ non fosse ostenterebbe “indifferenza” nei tuoi confronti invece di trattarti male. Non credi?Probabilm è in conflitto con se stesso e forse, nel suo subconscio,non avrebbe voluto finisse cosi’ e ti ritiene responsabile di tutto questo.
    Negli anni successivi alla separazione il mio ex mi telefonava ogni tanto e mi rendevo conto che anche lui,come me, si sentiva solo. Nonostante cio’ non aveva mai fatto niente per cercare di “ricucire” il ns rapporto . Al telefono era sempre freddo,distaccato, mai una parola dolce(di cui avevo tanto bisogno) e questo non faceva altro che aumentare la mia sofferenza. Finchè un giorno gli chiesi di non chiamarmi piu’…Non avevo bisogno di aggiungere altra sofferenza alla mia vita.. . Cara La Fenice, anche per me il mio ex era l’unico affetto ed avevo costruito il mio mondo attorno a lui.
    Ti dico anche che avevo sperato in un suo ritorno ma poi avevo capito (tardi)che era finita per sempre. Chissà…forse per te potrebbe essere diverso…i miracoli esistono…
    Restiamo in contatto cara amica e,se ti puo’ essere d’aiuto,apri il tuo cuore e la tua mente
    Sfoga tutta la tua rabbia e dolore. Un abbraccio. ciao

  • 93
    vivi -

    Ciao a tutte,
    ho letto le vs. storie i vs. sentimenti ed emozioni sono ugualia alle mie e le reazioni di mio marito sono identiche abbiamo vissuto o stiamo vivendo situazioni da manuale , ma quanto dolere e quanta sofferanza, mio marito dopo 29 anni di matrimonio “sereno” ha rincontrato il suo primo amore e da quel monento è sembrato una scheggia impazzita, i ricordi del ns. matriamonio sono totalementi diversi abbiamo vissuto due matrimoni io ho ricordi di serenità (certo nonè stata una favola ma una vita con gioie e dolori) lui un incubo , ma cime è possibile ……… ma perchè ha retto 30 anni se veramente era un incubuo ….me lo continuo a chiedere.

    Speriamo che veramente il tempo riesca a colmare quel vuot che sento dentro di me.
    ciao

  • 94
    la fenice -

    Cara Vivi, benvenuta nel club! forse non sono la persona più adatta per darti un sostegno, sono ancora nel pieno di questo uragano che ha sconvolto e sta sconvolgendo la mia vita. è presto per dire quanti sono i danni che ha provocato e quanto devo ricostruire: vedremo!
    tutte noi abbandonate ci chiediamo “perchè è stato con me tutto questo tempo se la vita insieme era un incubo! e come fa a dimenticare così facilmente tutto quello che abbiamo vissuto insieme?”
    purtroppo credo che la risposta è veramente semplice: hanno smesso di amarci già da molto tempo, hanno smesso di credere in questo rapporto e di lottare per mantenerlo in vita. Quando “una cosa” non funziona ci sono solo due possibili soluzioni: ripararla o buttarla via per una cosa nuova, e loro hanno deciso di cercare qualcosa di nuovo.
    Loro hanno il vantaggio rispetto a noi di aver avuto tutto il tempo per elaborare il loro lutto affettivo, ed ora sono liberi! Non c’è rimasto più niente dell’amore avuto per noi.
    Di una cosa dobbiamo prendere atto un rapporto si ripara solo se c’è la volontà di entrambi, e questo non è il nostro caso.
    Loro hanno deciso di andarsene tanto, tanto tempo fa: la separazione fisica è solo l’ultimo atto di un lungo processo di abbandono affettivo.
    Abbiamo solo una possibilità di salvarci dal dolore, dalla rabbia, dal rancore, dala depressione, dalla tristezza, dalla malinconia:
    accettare la morte di questo amore. Siamo “vedove” dell’amore. La morte è ineluttabile e inspiegabile. Non ci sono nè ragioni nè risposte. Solo accettandola incondizionatamente possiamo andare avanti e vivere.
    Cara Elisa ti confesso che nei momenti più bui desidero che lui ritorni perchè mi illudo che tutto questo vuoto e questo malessere che sento possa come per incanto finire e tutto tornare come prima.
    Ma non devo dimenticare che nulla può tornare come prima, che l’uomo che ho conosciuto ora, in questa circostanza, non mi piace e non è affatto il principe azzurro che avevo idealizzato. Il ricordo inganna: per consolarti cancella quello che non ci piace, quello che ci faceva soffrire ed esalta le cose belle! Ma non è la realtà.
    Devo accettare la morte di questo amore che è avvenuto già da molto tempo.
    E se miracolo ci deve essere per me, augurami di potermi liberare da questo legame malsano, di trovare la mia serenità, il mio equilibrio, la mia libertà interiore per poter continuare a vivere, da viva, il tempo che mi è concesso.
    Vi voglio bene

  • 95
    roberta -

    Carissime, avevo deciso di non leggere più i commenti su questo blog perchè riaprono ferite e il mio desiderio ,oggi, è di guardare oltre .
    Tuttavia il vostro dolore non può non toccarmi perchè è stato anche il mio per un tempo lunghissimo. Un tempo passato a leggere , a riflettere,a parlare ,a ricordare e analizzare. Insomma ho “lavorato”…
    Alti e bassi.Periodi di rabbia,di rancore alternati a momenti di serenità. Credo che l’analisi di La Fenice sia esattissima sul fatto che loro avevano smesso da tempo di amare.Ammesso che siano capaci di amare davvero.Esatta anche sul fatto che il distacco era già avvenuto da tempo.
    Ma non deve più avere importanza.
    Oggi mi accorgo che abbiano un grande alleato che lavora a nostra insaputa:il tempo.
    Arriverà un giorno in cui vedremo il nostro in tutta la sua debolezza e quando cominceremo a provare pena allora sarà tutto finito e potremo ricominciare. Ricomincerà la riscoperta di quello che eravamo un tempo e sentiremo un sottile piacere a stare con noi stesse. Andare a fare una passeggiata da sole,tuffarci in una libreria e non accorgerci che stanno chiudendo…è ora di pranzo. Ma cosa c’è di meglio che prendersi un buon gelato e oziare ?

    Ritrovare il tempo,la lentezza di cui non ci ricordavamo più.
    Vi auguro con tutto il cuore che arrivi anche per voi questo tempo in cui non vi importerà più se lui è felice,dov’è,cosa sta facendo e con chi.
    In fondo adesso vivete una situazione che ,seppure dolorosa, è la realtà. Quella di prima era solo fatica, finzione, estraneità.
    Un abbraccio a tutte. Spero di ricevere presto messaggi di serenità da tutte.
    roberta

  • 96
    Silvy -

    Care amiche, aggiungo anche la mia esperienza. Mollata dopo 30 annni di matrimonio per una badante ucraina (io laureata, bella presenza e libera professionista). Ragione principale? la volontà di dominare la donna e controllarle i soldi che porta a casa. E’ chiaro che si tratta di un’illusione, queste donne sono furbe… fanno le sottomesse per poi diventare peggio di Stalin, soprattutto in tema di soldi. Io però, non so perché…. forse per la ragione che in fondo era finita da un pezzo anche per me, anche se cercavo di tenere unita la famiglia, ho eretto un muro. Gli ho detto: se esci da quella porta, da quella porta non rientrerai più; e ho mantenuto la promessa. Il tempo di organizzarmi,poi l’ho convocato dai miei avvocati e poi in tribunale per la separazione consensuale. Ora, dopo circa un paio d’anni di relazione, con la badante gli sta andando male, com’era prevedibile…si è dato al zappa sui piedi come si suol dire, e io ho ritrovato la mia libertà, le mie amicizie e un ottimo rapporto con mio figlio.

  • 97
    LUNA -

    LA FENICE: bellissimo e molto vero il tuo commento 94, sulla rielaborazione del lutto. Credo che il “revisionismo” e l’atteggiamento aggressivo a volte siano dettati anche dal fatto di non accettare fino in fondo il fatto di aver scelto in un certo modo e di aver fatto soffrire qualcuno che aveva amore e fiducia. Non volendo gestire o non sapendo gestire un senso di colpa, o fino in fondo la responsabilità di una scelta, chi se ne va assume un atteggiamento aggressivo, come se fosse “difensivo” o giustificatorio. Al contempo può esserci di mezzo anche il fatto di provare comunque un legame, anche di possessività, con la persona che si sta lasciando. Si vuole la proprio libertà, ma non si accetta sino in fondo di “morire” veramente per l’altra persona.
    Il punto è che non ci si può purtroppo affidare alla coerenza, civiltà, lucidità di chi se ne va. In rari casi avviene, ma nella maggior parte purtroppo bisogna armarsi invece di un buon scudo protettivo, anche per le ansie, tilt ecc che la persona scarica addosso.

    ROBERTA: @Arriverà un giorno in cui vedremo il nostro in tutta la sua debolezza e quando cominceremo a provare pena allora sarà tutto finito e potremo ricominciare. Ricomincerà la riscoperta di quello che eravamo un tempo e sentiremo un sottile piacere a stare con noi stesse. Andare a fare una passeggiata da sole,tuffarci in una libreria e non accorgerci che stanno chiudendo…è ora di pranzo. Ma cosa c’è di meglio che prendersi un buon gelato e oziare ?

    che bella l’immagine della libreria 😀

    SILVY: “lasciateli perdere, lasciateli voi” cita il titolo di un’altra lettera in questo forum. L’hai lasciato tu, per quanto la prima, brutta mossa, fosse stata la sua. 🙂

  • 98
    melissa2 -

    care amiche,
    io so solo che da quando ho divorziato non sono piu’ riuscita a rifarmi una vita sentimentale. Nonostate sia ancora una bella donna dall’aspetto molto giovanile. un’over 60 come me non la vuole piu’ nessuno mentre l’uomo della mia età trova facilmente una donna giovane. Mi sento tremendamente sola!

  • 99
    rossana -

    hai ragione, Melissa2. a mio avviso, gli inconvenienti del sesso femminile nella visione di un rapporto di coppia sono essenzialmente due:

    1) quando una donna ha figli al seguito, a qualsiasi età è molto più difficile che per un uomo il “rifarsi una vita”, e purtroppo per molte donne la parola “vita” significa ancora sentirsi amate e poter riamare, avere coscienza e amore di sè quasi soltanto attraverso lo sguardo di un uomo…

    2) cresciuti i figli, se in gioventù non era facile trovare la persona giusta con cui costruire un rapporto profondo, dopo i cinquanta-sessant’anni per una donna è quasi impossibile essere amata da un uomo. in linea generale le donne, che badano di più al sentimento, accettano l’uomo più o meno coetaneo com’è diventato negli anni, anche con le sue marcate defaillances fisiche. l’uomo, invece, per eccitarsi e ritrovare il meglio di sè (la cosa più importante per lui in una relazione con una donna) ha bisogno di carne fresca, di capelli lunghi e folti, di un’attrattiva sessuale che la donna matura non può offrire più. si paga così il prezzo di aver avuto di più negli anni giovani, quando era la donna a scegliere e a concedere o meno, a suo insindacabile arbitrio, i propri favori. peccato che all’epoca ben poche se ne rendessero pienamente conto…

    tutto questo senza contare che l’uomo mediamente con il tempo diventa più “concreto” e meno disposto al sentimento mentre per la donna spesso avviene l’inversione contraria, nel rendersi conto di quanto sia importante per lei.

    oggi nessuno vuole più invecchiare ma gli anni pesano, prima o poi, per tutti!

  • 100
    melissa2 -

    Carne fresca? Mi chiedo se la donna “giovane” puo’ dire altrettanto di un uomo “vecchio”. Si, perchè anche l’uomo invecchia e peggio di noi (salvo rarissime eccezioni). Personalmente mi ripugnerebbe arrivare all’intimità con un uomo che non mi attrae fisicamente anche se fosse un paperon dei paperoni!!Ed è sempre stato cosi anche quando avevo 20 anni.Ma oggi le giovani sono piu’ “furbe”…Ma non dimentichiamo che le 20-30enni di oggi sono poi le 40enni e 50enni di domani…sono solo nate dopo….Un uomo poi che va con una donna per cercare “carne fresca” è un uomo “vuoto” dentro, superficiale…Fortunatam sono una minoranza le coppie dove “lui” è molto piu’ vecchio. noi,purtroppo, apparteniamo a quella categoria di donne “sfortunate” il cui marito ci ha lasciate per rincorrere una giovinezza che non c’è piu. ciao a tutte

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