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Mollata dopo trent’anni di matrimonio

di babette

Riferimento alla lettera: Forse per alcuni sarà una storia banale ma a me è crollato il mondo addosso. Pensavo che fossimo una famiglia felice, due figli meravigliosi una bella casa lavoro insomma tutto perfetto, invece mio marito alla soglia dei sessant’anni si invaghisce di una ventottenne e se ne va di casa per...
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Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2009.

L'autore, babette, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia

278 commenti

Pagine: 1 2 3 4 6

  • 51
    roberta -

    Mi piacciono le considerazioni di toro seduto. Sei molto equilibrato e non credo che dipenda dall’età.Mio marito anzi ex marito ha 60 anni ma è un eterno puer,immaturo,narcisista,sempre a rincorrere soddisfazioni momentanee comprese le ragazze di 27 anni poi 35 ecc..con le quali non è nemmeno capace di costruire un rapporto vero.Un impegno.Certe persone non lo vogliono.Ha ragione toro seduto.Ma quale amore? Queste persone non hanno mai conosciuto l amore vero che è ben lontano dall infatuazione e dall illusione di un eterna giovinezza .E uno schema che si ripete.Direi che è quasi banale. Concordo perfettamente sul fatto che non ci sono uomini bastardi.Ci sono persone di valore oppure no.Tuo marito non merita nulla come il mio. Anche a me vengono tanti sensi di colpa ma sono quelli che mi ha instillato lui in tutti questi anni mentre partiva per l est “per lavoro” e noi tre a casa ad aspettarlo e ad accoglierlo come fosse un principe. Ottimi consigli quelli di cominciare a stare bene con se stessi.Traguardo difficile ma quando ci arrivi non c’è niente di più bello senza fare calcoli di chi incontrerai e se lo incontrerai.Trovo incomprensibile che certe donne che soffrono cosi tanto si pongano al tempo stesso il problema se troveranno o no un altro uomo. Il dolore dell abbandono è devastante. il rifiuto e il tradimento a metà della vita è terribile. Evoca un terrore quasi infantile. Ma questo momento dev’essere un occasione per ripartire verso una rinascita. Io mi ritengo più fortunata di certe donne che vivono tristemente un matrimonio asfittico senza possibilità di uscita. A chi dice che la colpa è delle ragazze giovani che ci portano via i mariti non sono d accordo. Sono i mariti co...... (scusate il termine) che ci cascano. Quelle ci provano.Meglio un uomo non piu giovane,magari nemmeno in gran forma fisica che niente.L importante e che sia italiano e con qualche soldo.
    Grazie Toro seduto. Stasera hai aiutato anche me.Ne ho ancora bisogno.
    Un abbraccio a tutti

  • 52
    elena -

    A T.S.Grazie per le tue parole, non sai il bene che mi hanno fatto,davvero.Non voglio essere invadente, ma mi piacerebbe corrispondere un pò con te, è importante il punto di vista di un uomo, soprattutto di uno come te che riscatta il genere maschile,se posso permettermi, perchè hai scelto questo pseudonimo?forse come Toro Seduto sei coraggioso e saggio?sono curiosa di saperlo se vorrai dirlo.Oggi mi sento più forte,anche se vivo giorno dopo giorno, è la prima volta che scrivo ad un forum e mi sono meravigliata di quante persone sono nella mia stessa condizione e di come si possano instaurare dei contatti veri(ero prima molto scettica al riguardo).
    Ribadisco che nonostante tutto il dolore, non voglio chiudere le porte a niente, succederà se deve succedere, sono fatalista al riguardo, ma a 55 anni mi dovrebbe ancora battere il cuore, anche se in maniera diversa, io mio marito, l’ho conosciuto a 17 anni ed è stato l’unico amore della mia vita, e visto che non mi sono mai innamorata di nessun altro, la probabilità che avvenga di nuovo la trovo molto difficile, però….non si sa mai nella vita. Un abbraccio a tutti.

  • 53
    toroseduto -

    Mi fa piacere di essere d’aiuto a persone vicine alla mia età, e sono ancora più contento quando il mio messaggio arriva a chi, nonostante le batoste, trova utile confrontarsi, confortarsi, ne ho tanto bisogno anche io! Per quando riguarda il nick toroseduto, mi è venuto spontaneo, da bambino ero affascinato dagli indiani, ero nei boy scout e a volte facevamo un po’ la vita dei pellerossa, nottate in tenda sulle pendici del Vesuvio, imparare a fare i nodi, costruire una barella…da adulto ho letto “Storia degli Stati Uniti d’America”.

    Gli europei hanno massacrato e tolto la terra agli indiani, non era come nei films, insomma mi sono sempre sentito dalla parte degli indiani, e ho ammirato il coraggio di quelli che hanno preferito morire combattendo piuttosto che rinunciare alla libertà.

    Mi fa piacere avere una corrispondenza con persone vicino al mio modo di pensare, senza avere l’obbligo di aspettare che venga pubblicato agli orari stabiliti, quindi: frattinima@gmail.com

    Questa e la mia mail. Con Babette, l’autrice della lettera, mi sono sentito e scambiato opinioni per più di un anno, adesso ci sentiamo per telefono, è rimasta una solida amicizia, le dedicai anche una mia composizione, mettendola sulla mia pagina di myspace. Si, sono un musicista, anche se ho fatto altri lavori, a 36 anni entrai nelle FS, mia moglie era stanca delle mie assenze, anche a me dispiaceva di stare anche un solo giorno lontano dalla mia famiglia. Fui fortunato e superai il concorso.

    Metto anche il link per ascoltare gratuitamente le mie musiche, niente di commerciale, sono musiche nate dal cuore, una in particolare dal titolo “IN VOLO CON TE” è dedicata al mio grande amore
    la pubblicai perché molti amici e amiche volevano sentirla.

    http://www.myspace.com/mariusmusica

    Basta cliccare sul link e sarete sulla mia pagina, su my space non c’è l’anonimato, nella foto principale sono vestito da Toro Seduto, feci un fotomontaggio, nelle altre foto, sono al naturale, anche se ho tagliato la barba e ho qualche anno in più.

    Elena, anche io sono un po’ diffidente sul fatto di scoprirsi troppo sulla rete, ho avuto molte gatte da pelare, messaggi da sconosciuti, e infiniti messaggi pubblicitari. Mi sono sbilanciato a pubblicare la mail e tutto il resto, perché a te e a Roberta è arrivata la mia essenza, la mia sincerità e la voglia di aiutarsi a vicenda.
    Per tutto il resto, ci sentiamo in privato.
    P.S.
    Mi farebbe piacere un commento sulle mie musiche. Ciao TS

  • 54
    La Fenice -

    Anch’io sono una donna di 58 anni che si sta separando dal marito dopo 23 anni. Una vita! Non ho figli ne amici e mi ritrovo qui su internet, come voi, per cercare un po di consolazione. Triste vero? La paura della solitudine, la paura di non farcela, il senso di abbandono. Ho letto quello che avete scritto e ritrovo che la maggior parte delle emozioni sono le stesse, perchè forse sono più o meno le stesse le modalità della fine di un’amore (escludo Toro seduto che almeno puo avere un buon ricordo). Qualcuno e nel mio caso lui,smette di amarmi prima, poi trova un’altra e a quel punto mi sostituisce come un calzino bucato. Ognuno di noi crede, o almeno io lo credevo, di vivere una storia d’amore unica, con tutte le sue complicazioni belle e brutte, confitti e riappacificazioni, ma credevo che noi, che la nostra storia fosse diversa, unica. Che illusione! Ora lui si sta per rifare una nuova vita con una nuova donna con tutto l’entusiasmo e la passione che aveva con me 23 anni fa. E allora cose c’è stato di diverso, di tanto speciale nella nostra storia cosa mi rimane dei 23 anni, nulla neanche la compassione. Certo la vita continua, deve continuare! Ma non so dove andare ed è per questo che sto scrivendo a non so chi in cerca di aiuto. Io voglio credere che ci possa essere una rinascita (ecco perchè mi sono chiamata La Fenice) ma ho paura, paura di aver forse perso l’uomo più importante della mia vita (quando finisce un’amore la colpa è sempre di tutte e due) paura di rimanere sola, non sentirsi più amata ne poter più amare un uomo, il piacere di andare a dormire e risvegliarsi insieme, viaggiare insieme, ridere e piangere insieme. E allora che fai … tenti solo di riempire il vuoto. Si può vivere senza un uomo o senza una donna se hai la certezza che l’amore è durato fino alla fine e che non ti ha abbandonato per volontà propria. Essere abbandonati mette in dubbio tutto, il tuo valore, la bontà del rapporto, hai la sensazione di aver buttato via la tua vita e quest’età temi di essere in ritardo, e ti arrabbi con lui che ti ha mollato, con te con hai non capito prima che era meglio non lottare perchè la storia funzionasse, ma sarebbe stato meglio finirla tanto tempo fa, quando forse avevi ancora il tempo, la forza e l’entusiamo per rifarti una tua vita. Io non sono più giovane ma mi piacerebbe ancora vivere un amore giovane. Non voglio un compagno per la mia vecchiaia, vorrei un uomo d’amare che sia anche il mio compagno in vecchiaia. Possibilità … molto remote

  • 55
    elisa -

    Carissima La Fenice come ti capisco!! Ci sono passata anch’io 10 anni fa dopo 30 anni di matrimonio. Anch’io come te non ho figli (/per scelta…). non credo che riusciro’ piu’ a rifarmi unma vita. Oggi ormai ho 65 anni e l’uomo della mia età preferisce la donna giovane.Inoltre mi sono guardata attorno e credimi il mercato offre ben poco. I migliori sono già stati “catturati” ed è difficile trovare un uomo libero,decente e con serie intenzioni. Io sono ancora una bella donna ma nonostsnte questo mi sono ormai rassegnata ed ho smesso di cercare. Spero tu sia piu’ fortunata di me e te lo auguro di cuore.Una vita senza un affett,soprattutto nel ns caso che non abbiamo figli, è come vivere in un deserto senza oasi.Comunque La mia oasi l’ho creata da sola dentro casa e posso anche “sopravvivere” senza un uomo. Tanto prima o poi restano sole anche quelle donne che hanno un uomo,marito o compagno che sia perchè uno dei due morirà…Guarda quante vedove (in maggioranza) e vedovi vivono in solitudine. Coraggio,passerà anche questa.Noi donne in fondo siamo le piu’ forti. Un abbraccio. ciao
    elisa

  • 56
    Elena -

    A La Fenice.Coraggio,coraggio,fatti forza,ti capisco benissimo,anch’io i primi 4 mesi stavo malissimo, sono dimagrita 10 kg,mi sembrava di vivere in un tunnel di cui non vedevo mai la fine..,non avevo amici e venivo anche da un anno di altri grossi dolori(ho perso una sorella di 40 anni), poi un giorno ho visto correre una signora che sapevo aver avuto una storia analoga alla mia.Vederla così piena di energia mi ha risvegliato qualcosa,ho preso coraggio e l’ho fermata, le ho parlato di me,lei ha capito subito come mi sentivo,abbiamo cominciato a chiacchierare e ci siamo lasciate con il proposito di sentirci presto.Ora siamo amiche, tramite lei ho conosciute altre ragazze tutte separate, mi hanno aiutato molto,perchè la condivisione con persone che hanno sofferto è molto importante e ci aiutiamo a vicenda.Ti dico questo perchè non avrei mai creduto mesi fa che tutto questo potesse accadere, a volte sono quasi serena,altre volte sono a terra, ma sò che posso facerla, quindi riprendi in mano la tua vita,ricomincia da te anche se è molto dura, perchè il domani non sappiamo cosa ci potrà riservare e vale la pena di tentare.Avrei voluto anch’io che il mio matrimonio funzionasse,provo anche rabbia per come è finito, anche se non sono d’accordo quando dici che la colpa è del 50%,può essere benissimo del 10 e per l’altro del 90, non colpevolizziamoci troppo,abbiamo avuto la sfortuna di avere come mariti persone immature che seguono delle illusioni e che non hanno più il senso dei veri valori.
    Questo mi sento di dirti,cerca di reagire anche se è dura,e vedrai piano piano,vedrai che comincerai a rinascere.
    Io sono qui se hai bisogno, un abbraccio

  • 57
    La Fenice -

    e allora che senso ha vivere, se non puoi amare, se non sei amata! riempire il vuoto con tante cose/attività: teatro, cinema, musica letture, hobbies,certo ti distrae dal pensiero del tuo fallimento, perchè comunque è stato un fallimento! ma si puo riempire l’assenza affettiva con cose? sono ancora legata a lui (23 anni non sono pochi e anche tra alti e bassi l’ho sempre rispettato. nei momenti bui ho sempre lottato, a modo mio, perchè questo rapporto durasse. avevo deciso di voler invecchiare con lui e ho messo la mia vita nelle sue mani. non è stato facile per me fidarmi, non per lui, ma per me, perchè il modello di famiglia – mio padre e mia madre – non era certo un esempio che avrei voluto seguire. però l’ho fatto incondizionatamente) ma so che non ci potrà più essere nulla tra noi, quello che ha fatto, come l’ha fatto e sta facendo, ha minato qualsiasi possibiltà di avere fiducia in lui. Era il mio mondo, tutto il mo mondo e ora non c’è più. Credevo che fosse diverso, che il giorno che fosse finito l’amore sarebbe comunque rimasto l’affetto per me, per la nostra storia che credevo diversa dalle altre, e invece no, tutto finito, si volta pagina e tutto quello che c’era non c’è più. gli ho confidato le mie paure i mie segreti le mie debolezze, le cose belle e brutte gli ho messo a nudo l’anima ed io che credevo che questo fosse un dono, un dono da conservare non da cancellare! Questo mi fa male. era il mio uomo ed ora è diventato il mio nemico, questo è ciò che mi dice la ragione, ma il cuore ancora non ci riesce, alti e bassi, per il momento più bassi che alti! Passerà anche questa! si dice che il tempo è la miglior cura di tutti i mali! Ma come ne uscirò? ho paura di uscirne arida, rancorosa e triste e invecchiata nell’anima. e non voglio. ma non voglio neanche diventare una di quelle che fa mille cose per riempire di rumori la vita e non sentire nulla. mi sono già persa e non so come ritrovarmi! una delle cose che mi è sempre piaciuto di più nelle persone, sprattutto nelle persone anziane è lo sguardo, quando incontri quelle persone che hanno, nonostante l’età, lo sguardo vivo, allegro e sereno, allora mi dico “questi si che hanno scoperto il segreto della vita” e ne sono un pò invidiosa. Ho sempre amato la vita e sono portata al sorriso. Ora però mi costa fatica sorridere, alzarmi dal letto e dirmi Buogiorno!
    Vorrei ritrovare il senso della vita
    Ma la maggior parte delle volte mi assale la paura. la paura è come un abisso che ti si apre davanti, più lo guardi e ne hai paura e più ti attrae. Bisgna distogliere lo sguardo ma puntarlo dove?

  • 58
    toroseduto -

    Trovo una certa dissonanza fra il nick La Fenice e quello che esprimi. sembra che per te esista solo il vuoto, come farai a risorgere dalle tue ceneri?

    Prova a puntare lo sguardo su te stessa. Anche se al momento ti sembra inutile. Se hai sbagliato qualcosa di cui ora ti penti, comincia a partire dal tuo amor proprio che ti fa constatare di aver commesso qualche errore.

    Devi sentire con tutte le tue forze che nonostante tutto, la vita continua, e credere che possa esserci ancora qualcosa di meraviglioso in serbo per te.

    E’ stata la mia medicina, anche se come dici tu, io dovrei avere il conforto dei bei ricordi. Sbagli! Se il tradimento procura un’acuto malessere, il vivere sui bei ricordi uccide!

    Non voglio assolutamente sminuire la tua sofferenza, ma invitarti ad elaborare la tua aspettativa di trovare un senso alla vita.

    Non mi piacciono molto le considerazioni di tipo utilitaristico, sono vecchio, sono fuori gioco, in giro non ci sono molte opportunità.

    Quando decisi di ricominciare a vivere, l’ho fatto con l’intenzione di non svendermi cercando avventurette dettate dalla solitudine. Ho ripreso con più vigore le mie passioni, leggere, ascoltare e comporre musica, e scrivere su questo Forum le mie conclusioni sui tanti malesseri che a volte ci sommergono.
    Lasciarsi andare è il primo scoglio da superare. Curare il proprio aspetto, trovare uno scopo in una associazione (non basta scrivere su questo sito, la vita vera è fuori di qui e anni luce distante da internet con tutti i suoi balzelli)trovare nelle tue peculiarità le cose che possono allargare gli orizzonti.
    Non basta desiderare e cercare l’amore per una certa persona, l’amore può manifestarsi concretamente anche verso chi ne ha bisogno più di noi. Le ferite passano, la vita resta, ed io sono convinto che vale la pena di sforzarsi per individuare le virtù di cui ognuno di noi si sente fornito.

    In qualsiasi modo finisca un matrimonio c’è un grande dolore, almeno da parte di chi ha subito l’abbandono. Lo smarrimento che segue, deve avere un valore temporale, nessuno di noi dovrà mai dire riguardo al futuro ho paura. Il futuro è ipotetico, l’unica certezza è il presente, quindi il campo di lavoro si restringe.

    Sembrano frasi fatte, non è così. Sono il risultato di alcuni anni spesi a cercare un’altra dimensione, e lo scoprire che scavando nel proprio bagaglio personale ci sia la voglia di amare ancora, nelle sue diverse sfaccettature, è un buon punto di partenza. Niente e nessuno ci potrà negare la nostra voglia, appunto, di rinascere.

    Diventa difficile quando diventiamo il peggior nemico di noi stessi. Bisogna lottare, se gli altri ci buttano giù, non meritano nessun premio da parte nostra,

    Riprendersi la propria vita diventa un’obbligo, mai darla vinta a chi ha tradito. Ignorarlo e valorizzare le risorse infinite che nel momento della sofferenza non vediamo, bisogna cercarle, tirarle fuori. Credere con tutto il cuore che una nuova primavera ci possa consolare. CORAGGIO

    TS

  • 59
    roberta -

    Bellissimo il commento di Toro Seduto.
    Dovremmo tutti riflettere su queste parole.
    Farne la nostra filosofia di vita.
    Grazie

  • 60
    La Fenice -

    Vi ringrazio per il conforto che mi date. Condividere quello che provo con persone che lo hanno già provato o lo stanno provando mi aiuta perchè sono certa che capite realmente quello che provo e i messaggi di speranza non sono solo parole che si dicono per consolare. Forse è possibile uscirne fuori. a TS, mi rendo conto che è dissonante il mio nickname da quello che provo. Quello che pensa la mia testa è che non bisogna arrendersi mai, bisogna andare avanti, la vita va vissuta fino all’ultimo respiro (fondametalmente sono una combattente) ma quello che provo oggi è esattamente quello che scrivo (una combattente ferita a morte). Questa dissonanza finirà solo quando quello che mi dice la ragione lo dirà anche il mio cuore. Questa alternanza di sentimenti mi disorienta e la cosa che mi fa più paura è la paura. La devo affrontare ma ancora non so come. Quello che mi è/sta succedendo mi ha ferito profondamente, è dura e sono sgomenta. Io voglio risorgere ed è per questo che non ho vergogna a chiedere aiuto, ben venga da chiunque esso sia, ben venga. Vorrei che il tempo del dolore fosse già passato, ma so che non lo è, stasera quando tornerò a casa avrò di nuovo l’angoscia. Quando finirà questa notte?

  • 61
    elena -

    A La Fenice.E’ vero la condivisione è importante ed io l’ho provato sulla mia pelle,non ti posso dire che quello che provi passerà in fretta, perchè ti direi una bugia,io sto ancora lottando, capisco perfettamente tutta la delusione ed il dolore che senti..ma,forse con tutto il coraggio che dobbiamo trovare in noi stesse prima di tutto,ce la faremo.Anch’io avrei voluto come te che il mio matrimonio funzionasse,ho dedidacato a mio marito gli anni migliori della mia vita per trovarmi ora rimpiazzata senza nessun riguardo per una zoccoletta di 25 anni,che pena!Comprendo anche il senso di smarrimento che provi,non sai quasi più chi sei, cosa fare della tua vita,dopo tanti anni che l’hai condivisa con un’altra persona,e pensi che tutto questo sia ingiusto,però anche una parola (quelle di TS.sono state per me preziose), un sorriso di un amico,fanno miracoli,quando meno te l’aspetti senti che qualcosa dentro di te comincia a riaccendersi, allora avanti a piccoli passi,e vedrai che piano piano starai meglio.Non sono frasi fatte, credimi,ma scoprirai che è così, ci saranno ancora momenti bui, ma un pò alla volta saranno sempre meno e tu rinascerai proprio come il tuo nickname!
    Un abbaccio

  • 62
    elisa -

    Oggi per me è una giornata grigia… Sono stanca di lottare,sono stanca di essere forte (e poi…per chi…per che cosa?). A volte mi sento sola,tremendamente sola. E’ terribile la situazione in cui mi trovo. Alla mia età tutte le porte sono chiuse: quelle dell’amore,del lavoro e persino quella della comunicazione con il mondo che sta fuori,Tutto ha un limite e sono anch’io un essere umano con le sue fragilità. Cerco di confortare gli altri ma sono io che dovrei essere confortata per prima. Gli amici,le serate passate in sala da ballo(ambienti che detesto e che ho iniziato a frequentare solo dopo il mio divorzio per sentirmi meno sola),gli hobbies che ci creiamo sono solo palliativi,passatempi che non riempiono sicuramente il vuoto che sta dentro di noi.
    A volte quando penso al mio ex al quale ho dato 30 anni della mia vita e che si è rifatto una nuova esistenza mi verrebbe la tentazione di raggiungerlo e distruggere la sua felicità . Non si costruisce la felicità sull’infelicità degli altri…
    Il mio mondo ruotava intorno a lui e lo avevo collocato al centro del mio universo. Pensavo di invecchiare con lui ed invece eccomi qui a lottare contro le insidie del mondo, a risolvere da sola le questioni pratiche della vita quotidiana, senza un affetto,senza nessuno a cui appoggiarmi.E’ durissima …Si diventa forti perchè si è costretti a diventarlo.. Non so per quanto tempo ancora riusciro’ a vivere in queste condizioni…Scusatemi lo sfogo,oggi è una giornata buia ed avevo bisogno di parlare con qualcuno…
    Domani è un altro giorno…(almeno…lo spero).
    un caro saluto a tutte.
    elisa

  • 63
    toroseduto -

    @ La Fenice

    Mi perdonerai la “strizzata”, in fondo è la cosa di cui hai più bisogno in questo frangente. Quando comincerai a pensare che chi ha provocato in te lo smarrimento e la costernazione non merita che tu soffra per lui, sarai sulla strada buona.

    Subire un torto fa male. Se poi è la persona a cui abbiamo donato la nostra vita, è un colpo mortale!
    Quindi diventa un’obbligo rinascere e cancellare tutti gli “errata” della vita precedente.

    Ci sono molti punti a tuo favore, sei una combattente e lo si capisce dal tuo modo di esprimere il disappunto. Devi solo dar corpo a tutto quello che hai intuito e considerarti pronta a ricominciare.

    Dedicando più tempo a te stessa, potresti scoprire qualcosa di bello a cui non hai mai pensato. Un’interesse nuovo, cogliere delle opportunità che prima neppure prendevi in considerazione… il campo è vasto, dovrai solo scegliere e ritrovare la gioia attraverso i nuovi interessi.

    Ti auguro che tutto questo avvenga al più presto, vedrai che le paure scompariranno, ritrovare te stessa è il primo obiettivo. Il resto verrà da se.

    TS

  • 64
    La Fenice -

    Bongiorno, ieri in ufficio ho avuto una giornata piena e non potevo farmi sentire, mi ero ripromessa di farlo la sera, ma ieri sera non è stata tra le migliori. Avevo passato una giornata abbastanza tranquilla, mi ero ripromessa di dire a Elisa che non è distruggendo la felicità del suo ex marito che riuscirà a trovare la sua di felicità! E quello che conta è trovare la propria felicità, le vendette, la rabbia sono soddisfazzioni del momento, ma non riempiono la vita. Bisogna svuotore il cuore e la mente dal ricordo (perchè è solo un ricordo anche idealizzato) di un amore che non c’è più per poter creare spazio al nuovo. Ho amato mio marito per 23 anni e non ho guardato mai un altro uomo perchè ero piena di lui. Ma lui ha deciso di non continuare il viaggio con me, questo è un fatto che non posso cambiare, ho due scelte andare avanti, avanti senza rimpiangere quello che ho lasciato dietro e continuare il mio viaggio o morire. è come salire una montagna non devi guardarti alle spalle altrimenti rischi le vertigini. qualcuno ha detto “se non puoi cambiare il problema cambia la prospettiva”. Vedi ti sto scrivendo questo perchè ci credo, ma nello stesso tempo mentre scrivo piango e sai perchè? Perchè ancora mi volto indietro e allora il senso dell’abbandono, del rifiuto e la mia autostima si va a far friggere. quando ero piccola, ancora non andavo a scuola, mi ricordo che ogni tanto mentre giocavo mi assaliva la paura che mia madre non ci fosse più, allora lasciavo tutto, correvo da lei e piangendo disperata con lacrimoni enormi le dicevo “non mi lasciare mamma, non mi lasciare”. Ero disperata, così come lo sono adesso senza difese come una bambina, ma non sono più una bambina devo crescere e imparare ad accettare che le cose non sempre vanno come voglio,che non posso sempre cercare di aggiustare tutto come ho tentato di fare ostinatamente per tanto tempo, (come vedi alla fine è finita, perchè forse doveva finire anche prima),devo impare ad accettare la sconfitta per ritornare a sorridere. (mi si sta sciogliendo tutto il trucco). Non c’è altra strada, lascia il rancore, l’amarezza, la felicità non ama le persone tristi, se ne va da un’altra parte. Per TS, ti ringrazio per le “strizzate” come dici tu, ne ho bisogno, ho bisogno che quando smarrisco la strada, e la sto perdendo spesso, qualcuno mi da uno scossone e mi rifaccia vedere le cose come devono essere viste. Però è molto dura, sono ancora nell’occhio del ciclone. Io sono sub e una delle immersioni più “difficili” è l’immersione nel Blu, sai perchè? perchè non hai nessun punto di riferimento. La bussola è la tua salvezza, è importante nella vita incontrare persone che siano in qualche modo capaci di essere la tua bussola, così come lo è stata per Elena quella signora che correva. un abbraccio

  • 65
    La Fenice -

    Quello che segue lo ha scritto Jorge Luis Borges, scrittore argentino, ed è per noi.
    “se io potessi vivere nuovamente la mia vita nella prossima cercherei di commettere più errori. non tenterei di essere tanto perfetto, mi rilasserei di più, sarei più stolto di quello che sono stato. in verità prenderei poche cose sul serio. correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne,contemplerei più tramonti e attraverserei più fiumi, andrei in posti dove mai sono stato, avrei più problemi reali e meno immaginari. Io sono stato una di quelle persone che vivono sensatamente, producendo ogni minuto della vita. È chiaro che ho avuto momenti di allegria, ma se tornassi a vivere cercherei soltanto di avere momenti buoni. Perché di questo è fatta la vita, solo di momenti da non perdere. Io ero una di quelle persone che mai andavano da qualche parte senza un termometro, un ombrello un paracadute: se tornasi a vivere viaggerei più leggero. Se io potessi tornare a vivere, comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera e continuerei così fino alla fine dell’autunno. Girerei più volte nella mia strada, contemplerei più aurore e giocherei di più con i bambini. Se avessi un’altra volta la vita davanti …
    Ma, vedete, ho ottantacinque anni e non ho un’altra possibilità.”

    Noi non abbiamo ottantacinque anni, abbiamo ancora una vita davanti, 20, 30 anni chi può dirlo! abbiamo ancora un’altra possibilità, non perdiamola. Dobbiamo solo crederci e non farci fregare dalla paura. Ieri mi ha telefonato un mio amico per dirmi che un mio compagnio di scuola, mio coetaneo quindi, è morto. La morte può arrivare in qualsiasi momento! perchè sprecare la vita per qualcuno che non ci ama? Siamo come quei cani che pur avendo padroni miserabili, che li trattano male, li prendono a calci, rimangono lì fedeli in atesa di una carezza che non arriva mai! Ma noi siamo uomini e dovremmo avere la coscienza di noi stessi del nostro valore. noi possiamo vivere senza un padrone! o non ci stimiamo/amiamo abbastanza per credere in noi stessi? e se noi siamo i primi a credere in noi perchè dovrebbero farlo gli altri? è forse per questo che rimaniamo attaccate ad un uomo anche quando le cose non vanno? perchè non ci stimiamo, non ci riteniamo all’altezza di meritare di più, di avere il diritto ad una vita migliore. stiamo male con lui, stiamo peggio senza. no, non può essere così, non si deve aver paura di vivere senza padrone. bisogna imparare prima di tutto a vivere per se stessi, imparare a viaggiare da soli,e non è egoismo è diventare adulti, poi forse puoi trovare un compagno di viaggio, ma non sarà indispensabile. è questo che ti rende libera di fare le scelta giusta. perchè non sarà più la paura della solitudine, il bisogno di amore, di quell’amore che tu non riesci a dare a te stessa, il bisogno di riempire il vuoto che hai dentro, che ti guiderà nelle scelte, ma sarà solo il reale piacere di condividere qualcosa di te con qualcuno che tu ritieni alla tua altezza.

  • 66
    toroseduto -

    Condivido la maggior parte delle cose che dici nella seconda parte. J.L. Borge lo apprezzo in altre cose, a 85 anni credo che tutti arriveremo al rimpianto di non aver capito a tempo dovuto il senso della vita.
    Una cosa non mi piace, è il concetto del compagno-padrone.

    Forse perché non ho mai avvertito questa condizione. E’ giusto dare il meglio di sé con la persona amata,ma non per questo rinunciare alle diversità. Come dice Gibran.

    Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio: Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.

    Riempia ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola. Scambiatevi il pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta. Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo.

    Così come le corde del liuto son sole benché vibrino della stessa musica.
    Datevi il cuore, ma l’uno non sia in custodia dell’altro. Poiché soltanto la mano della Vita può contenere entrambi i cuori.

    E restate uniti, benché non troppo vicini insieme: Poiché le colonne del tempio restano tra loro distanti, e la quercia e il cipresso non
    crescono l’una all’ombra dell’altro.

    Ho voluto riportare questo brano, perché senza volerlo è stato il faro che ha illuminato la mia vita di coppia.
    Per la mia attività di musicista, a volte mi isolavo per alcuni giorni dal vivere normale. Quando arrivava l’idea giusta non potevo staccarmene finché non ritenevo concluso l’insieme del brano.

    Nessun problema, anche se saltavo la cena e altre cose che richiedevano la mia presenza. Solo chi ha un’attività creativa poteva capirmi. Anche staccare per pochi minuti poteva compromettere la nascita di un’idea in fase di sviluppo.

    Sono sempre stato un nottambulo, al contrario di mia moglie che alle 9 di sera si metteva a letto a leggere o correggere i compiti dei bambini.

    La musica richiede passione, concentrazione e isolamento. Non abbiamo mai avuto discussioni su questa mia esigenza. Capiva dalla mia foga che in determinati momenti ero completamente assente, quando a lavoro ultimato proponevo l’ascolto, mi guardava come si guarda un bambino, aveva un sorriso di comprensione e complicità. In effetti lei non amava la musica, ma il vedermi raggiante o critico nell’ascolto la divertiva. Mi prendeva in giro.Questo comportamento nasceva spontaneo, io conoscevo i suoi limiti e lei conosceva il mio modo di considerare la musica una ragione di vita.
    Questo fatto di avere tanto amore per la musica mi ha aiutato molto dopo la sua scomparsa. Ho scritto molte musiche dedicate a Lei. Ero restio a farle ascoltare, una specie di pudore. Quando mi sono sbloccato le ho pubblicate su my space e you tube. Fosse solo per il piacere di sentirle in qualsiasi parte dello stivale mi trovassi.
    Ho divagato molto. Chiedo scusa. TS

  • 67
    La Fenice -

    Ciao TS sono d’accordo con te sul fatto che in un rapporto bisogna accettare le diversità dell’altro e che non deve essere un laccio o un esercizio di potere e sono felice per te che tu abbua potuto vivere la tua storia in questo modo, sicuramente non per fortuna ma grazie ad una mauturità di tua moglie e tua. Purtroppo non è così per tutte le storie, anzi la maggior parte delle volte, le due persone portano nella storia i loro problemi, i loro irrisolti. Difficilmente il rapporto evolve in maniera equilibrata perchè e fondato sulle debolezze dei due.Il rapporto compagno padrone è sicuramente un rapporto distorto ma è “normale” se non si è superato il proprio problema di autostima, ad esempio. quello che volevo dire è che in questi lunghi rapporti dove tornando indietro con la memoria ti rendi conto che c’erano parecchi segnali che ti avvertivano che le cose non andavano e non hai voluto affronatrli significa che hai un problema irrisolto che hai paura di affrontare. a volte è più facile raccontarsi una bugia che affronatare una verità che non ti piace. Peccato metterci tutto questo tempo per rendersene conto!

  • 68
    elisa -

    Fa bene piangere cara La Fenice…Io ho versato fiumi di lacrime. Io singhiozzavo in camera mia nel cuore della notte e mi chiedevo ripetutamente “perchè,perchè,perchè….”battendo i pugni sul cuscino.
    E’ vero che con il passare del tempo si piange sempre meno,è vero che i ricordi sbiadiscono,è vero che le ferite si rimarginano ma è anche vero che le cicatrici restano e lasciano dentro di noi un’amarezza infinita. A 20 anni credevo nell’amore e a quell’età si deve credere,deve essere cosi’, come da bambini si crede nelle favole.Ho creduto anche fermamente sull’indissolubilità del matrimonio ,a lifetime marriage, e pertanto per me era impensabile,inaccettabile la sua fine. Io,oggi, mi sento come pietrificata e per quanto mi riguarda non credo che mi innamorero’ piu’.
    Due giorni fa, mentre riordinavo dei cassetti, ho trovato la foto grande incorniciata del ns matrimonio. Ho avuto il coraggio di togliere quella foto e di bruciarla..Mi sono persino liberata della cornice che ho infilato nel bidone dei rifiuti.Un primo passo verso la guarigione definitiva? ma…chissà…Comunque da un po’ di tempo non piango piu’e questo mi fa capire che “lui” sta diventando un estraneo…
    Accadrà anche a te un giorno cara La Fenice non so quanto tempo ti occorrerà per metabolizzarte questo “dramma” della tua/mia esistenza…Si’, perchè la fine di un rapporto durato cosi’a lungo è da considerarsi tale e non lo si dimentica in pochi giorni…Un pezzo della ns vita volato via e con esso anche la ns giovinezza….
    E qui mi fermo per oggi.
    A risentirci cara La Fenice. ciao

  • 69
    La Fenice -

    Cara Elisa ti auguro con tutto il cuore di arrivare presto alla guarigione definitiva. ogni donna che ha passato questa terribile esperienza e che riesce a venirne fuori è una speranza a cui aggrapparsi per chi, come me, è ancora nell’occhio del ciclone. ieri ho avuto un meeting di lavoro che è durato tutto il giorno e nenche quello è riuscito a distrarmi dal mio dramma. il pensero andava sempre là. ho fatto una fatica enorme per sembrare normale. mi sento sdoppiata. a volte, per motivi più disparati/futili, prendo coscienza che è finita è mi viene il panico come i primi giorni. è come se ne mio intimo, non volessi acettare quello che mi è accaduto. come se negarlo volesse dire che il fatto non è accaduto, come se fosse un brutto sogno da cui domani mi risveglierò. ma la realtà non è questa. lo so che la devo accettare questa realtà, ma è come se mi portassero via la vita. le giornate passano una dopo l’altra, apparentemente facendo una vita normale, ma nella realtà ho sempre questo pensiero fisso e ogni tanto piccoli attachi di panico. per consolarmi mi dico, è passato un altro giorno, forse domani sarà meglio! il momento più difficile? forse la mattina quando mi sveglio (sempre che sia riuscita a dormire) e mi chiedo perchè mi devo alzare? per fare cosa?
    poi mi alzo, mi faccio una doccia e col cuore stretto affronto un’altra giornata. ho letto da qualche parte che per trovare la pace ineteriore devo praticare il non attaccamento: essere consapevole che niente e nessuno mi può appartenere veramente. Già ma per me lui era diventato la mia seconda pelle, e anche se si è comportato male anzi malissimo nei mie confronti, staccarlo da me è dolorosissimo. neanche io so se mai mi innamerò di qualcun altro, chi può dirlo! però quello che voglio e trovare la pace interiore, stare bene con me, ritrovare la voglia di vivere. se non che senso ha! Elisa cara almeno questo ce lo dobbiamo
    ciao e a presto

  • 70
    elena -

    Care Elisa e La Fenice (già questo nike name è positivo),non voglio assolutamente ergemi come portatrice di verità,ma capisco tutto il vostro immenso dolore ed il travaglio interiore che provate,io solo 7 mesi fa ho scoperto che mi tradiva,erano 33 che eravamo sposati,siamo nonni ed insieme da 36,la mazzata è stata tremenda,in più scopro che mi tradisce con una ragazza di 25 anni,capite bene come mi sono sentita,sull’orlo del precipizio,ma non sono caduta,quello che fa stare ancora peggio è scoprire che l’uomo che avevamo al nostro fianco ed al quale abbiamo donato gli anni migliori della nostra vita ci ha ripagato in modo indegno,lo so non è giusto,però occorre accettare l’amara verità.Non pensate nemmeno per un attimo che siccome siamo state rifiutate non meritiamo amore,ma che loro non hanno nulla da offrirci.Vorrei che leggeste il libro:la principessa che credeva nelle favole,di Grad Powers Marcia,all’inizio non spaventatevi,ma andate avanti nella lettura,a me è stato di enorme aiuto,certe frasi le rileggo nei momenti no per darmi la carica ed andare avanti,ve ne cito alcune”noi siamo figli dell’universo,interi,splendidi e perfetti in ogni dettaglio,perchè,siamo così come l’infinito vuole che siamo.E’quindi nostro diritto di nascita essere degni di rispetto e amore,e abbiamo l’obbligo di non accontentarci di nulla di meno.”L’amore fa star bene..in caso contrario si tratta di un sentimento diverso..se soffri più spesso di quando sei felice,vuol dire che non è amore,ma qualcosa che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione,e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà,spalancata davanti a te.”La sofferenza rende il cuore più grande,consentendogli di fare spazio all’amore e alla gioia.”Il mare e la vita hanno molto in comune,rilassati,lasciati andare,abbi fiducia nel fatto che resterai a galla e ci starai,se invece opponi resistenza pensando che finirai sul fondo,ci andrai davvero,la scelta spetta solo a te.”Perdona te stessa per non essere stata capace di fare più di quanto era per te il meglio che sei riuscita a fare nelle varie situazioni.”Alcune persone entrano nella nostra esistenza e ci lasciano la loro impronta sul cuore,trasformandoci completamente.Ma a volte essere diversi da prima può rappresentare un miglioramento”.
    Allora avanti e coraggio,noi donne abbiamo un grosso difetto,ci dimentichiamo quanto valiamo!
    Un abbraccio a tutte

  • 71
    La Fenice -

    mi sembra di andare indietro, i giorni passano e invece di sentire un pò di sollievo mi sembra di sprofondare sempre di più. non riesco a trovare una soluzione, una via d’uscita. l’angoscia non mi abbandona, e non ho voglia di fare nulla.

  • 72
    elisa -

    vorrei che i ns ex (e non solo) leggessero queste lettere di noi donne e ,forse, capirebbero la sofferenza infinita che ci hanno procurato. Anch’io ,come te, cara Fenice , non ho voglia di fare niente.Sono morta “dentro” ,apatica , perchè mi mancano gli stimoli per fare qualcosa. Mi sento demotivata…Mi sto crogiolando in questo stato d’animo …Vorrei trovare qualcuno che mi prendesse per mano e mi trascinasse fuori da questo “torpore”,abulia.
    un abbraccio. ciao

    p.s. ad eccez. di TS ,avete notato che le lettere sono scritte solo da donne? Ma, mi chiedo, gli uomini non vengono mai lasciati? non soffrono? hanno una pietra al posto del cuore? il mio sicuram SI.. ma gli altri?….

  • 73
    La Fenice -

    credo che ai ns ex non importi un fico secco della sofferenza che ci hanno inflitto. Hanno voltato pagina e si sono/stanno facendo una nuova vita. Hanno preso tutto quello che potevano prendere. ci siamo fatte zerbini, rinunciando alla nostra dignità, per farsi che il rapporto funzionasse e ironia della sorte lui alla fine ha perso interesse, ci ha dato per scontate, ha bisogno di nuovi stimoli! ci siamo fatteme vittime lo abbiamo messo su un piedistallo come se fosse il nostro RE, ma non era una re, volevamo vederlo così. dobbiamo voltare pagina perchè abbiamo già perso troppo tempo per un uomo che non era un re ma era solo un mediocre. C’è chi riece a decidere un distacco affettivo fecilmente, velocemente e senza rimorsi. normalmente sono le persone insensibili ed egocentriche. Allora perchè soffrire per queste persone non sono dei re ma delle persone meschine. dobbiamo voltare pagina, dimenticare il passato e vivere il presente. più facile a dirsi che a farsi. quanto tempo ci vuole per superare un amore? da qualche parte ho letto che il tempo cronologico, Cronos, è necessario; studosi american sono del parere che sono necessari almento 6 mesi per superare la fine di una relazione o un abbandono. poi però c’è il tempo individuale , Kairos, che è il tempo necessario per dire “BASTA”, vale a dire il tempo del cambiamento interno. è quel momento in cui ci si rende conto che è il momento di voltare pagina e di lasciarsi alle spalle la relazione finita. Spero che il mio Kairos non sia troppo lungo e che presto possa ritrovare la mia serenità interiore e lo auguro anche a tutte Voi, che ancora state cercando la vostra serenità. un abbraccio

    un saluto anche a TS

    PS ho ordinato il libro “la principessa che credeva nelle favole”, nel frattempo sto leggendo “a tu per tu con la paura”

  • 74
    roberta -

    Ciao a tutte . Consiglio la lettura del libro “Donne che amano troppo”
    di Robin Norwood.Auguri

  • 75
    LUNA -

    ciao a tutte e a toro seduto. Scusate se mi intrometto, ma volevo dirvi che dai vostri post traspaiono il dolore e il disorientamento, è vero, ma anche una grande voglia di vivere. Ringrazio chi ha postato quell’estratto di borges, e tutti per aver portato le loro emozioni ‘in chiaro’ sul forum. Io ho 38 anni, la storia che è finita è durata 17 anni. Non è finita per un trimento. E’ vero che ho degli anni in meno, ma mi sono riconosciuta in tante vostre sensazioni. Dunque è perché son sensazioni violente e destabilizzanti proprie di una certa situazione anche di cambiamento, delusione nella vita. Capisco molto bene anche il discorso sul fatto ‘amore unico e speciale… E invece?’. Capisco anche chi dice che non

  • 76
    LUNA -

    gettarsi nell’iper attività solo per non sentire il rumore, del dolore o del silenzio. E’ corretto e sano, secondo me. Però avere e ritrovare o scoprire e riscoprire via via interessi, passioni che non servono a tappare, ma che davvero semmai fanno rifluire in noi emozioni positive, contatto con noi stessi, energie e stimoli è un’altra cosa. E’ vita, anche quella è vita nostra. Concludo dicendo che se ho portato la mia testimonianza è perché nel periodo in cui ero più chiusa mi ha fatto sicuramente bene anche entrare in contatto con persone che pur avendo avuto di queste esperienze volevano vivere e o stavano vivendo. E tra queste persone chi è più grande di me. Uomini lasciati dopo 30anni di matrimonio, che credevano, con amore, per sempre. Non solo donne. Ciascuno con il suo carattere, la sua storia, la sua situazione. Ma comunque persone di 50, 60anni che vivono, e non per non ascoltarsi o per imbrogliarsi.

  • 77
    elisa -

    ma…care amiche sconosciute…mi stavo chiedendo perchè la ns felicità deve dipendere dalla presenza o meno di un uomo???Dobbiamo imparare ad amare noi stesse e metterci nelle condizioni di non aver bisogno di loro! Non vale la pena ,credetemi, soffrire per un uomo! Sono fondamentalmente dei grandi egoisti, crudeli ed in molti casi “cinici”. Noi continuiamo a pensare ai ns ex mentre loro se la “spassano” con la nuova “conquista” molto piu’ giovane di noi. Credete forse che si rammaricano per averci abbandonate? non illudetevi…l’uomo dimentica in fretta non solo la sua ex ma in molti casi anche i figli!!I figli di una mia amica non sentono il padre da molti anni neppure a Natale o ai compleanni.
    Se mai incontrerò ancora un uomo nella mia vita lo tratterò come si merita. Lo schiaccerò come un verme.Sarà la mia vendetta..
    Ho letto il libro “Le donne che amano troppo”…La lettura di certi libri possono aiutarci a “capire” ma poi, dopo, dipende solo da noi ,dalla ns forza di volontà, cercare di dare una svolta alla ns vita.
    Care amiche sconosciute mi fermo qui . Ritorno a letto e cerco di dormire dopo una notte insonne.(ho bevuto caffè ieri sera…)
    Alla prossima e buona domenica

  • 78
    LUNA -

    Elisa, anche a me succede di non dormire se assumo caffeina la sera. – dov’è, in ‘donne che amano troppo’, il capitolo ‘schiaccialo come un verme’? :p scusa, sdrammatizzo. In realtà capisco che tu abbia bisogno anche di dire e pensare questo ora. L’indipendenza di cui parla la noordwood (ho scritto giusto?) non è questa però… – anche il papà di una mia amica, fa’ conto uno zio per me, è ‘sparito’ dopo 40anni. Potrei togliere le virgolette perché, anche per vigliaccheria, ha tagliato i ponti anche coi figli e la nipotina. – quando parliamo di uomini è chiaro che non abbiamo bisogno di uno così o un altro così.

  • 79
    toroseduto -

    Ciao LUNA. Forse dovrei smettere di scrivere su questa lettera, c’è quasi un’estremismo di ritorsione. Sono sempre alla ricerca di equilibrio, nello scambio di punti di vista o esperienze che ci segnano in modo particolare. Continuo a credere che ci sono uomini che… e donne che… Non è una questione di sesso. Per mia fortuna non ho mai covato sentimenti di vendetta. Lo considero un sentimento basso e meschino. Al pari dell’invidia, meglio chiudere definitivamente la porta a qualsiasi persona suscita in noi questi sentimenti. Si abbandona il principio del bello, della convinzione che ci possa essere qualcosa di cui andare fiero.
    Nutrirsi di astio è dannoso, anche se non è fatto spontaneamente, può rivelarsi distruttivo e inconcludente.
    E’ una specie di suicidio dell’anima, nel senso che non ho mai sentito dire che l’odio sia un sentimento costruttivo.

    Quando c’è da ricostruirsi perché il mondo(?) ci ha beffati, se ci riteniamo capaci di provare ancora emozioni, mi sembra scontato privilegiare i buoni sentimenti, rischiamo di diventare cattivi come chi ci ha fatto del male. Meglio, mille volte meglio dedicare qualcosa di noi a chi nella vita ha avuto calci in faccia fin dalla nascita. L’adozione a distanza, o qualche organizzazione sul tipo di MILLESOLI, gestita dallo scrittore Dominique Lapierre, mi aiutano a sopportare meglio questo marcio mondo, ma, attenzione non bisogna mai generalizzare, dare qualcosa di noi ci rimette in pari con i pochi personaggi che hanno dedicato la loro vita agli ultimi… almeno servo a qualcosa… Ciao TS

  • 80
    LUNA -

    TOROSEDUTO, credo che se tu abbandonassi questa lettera dispiacerebbe a molte persone 😉

    Neppure io credo che sia questione di sesso, anche se, nel momento in cui un uomo viene deluso, tradito dalla donna che aveva scelto e pensava avesse tutte le migliori qualità tra le donne, e una donna viene delusa, tradita dall’uomo che aveva scelto ecc, credo che sia qualcosa tipo: “se mi ha deluso la persona che pensavo più affidabile, migliore, cosa potrebbero farmi coloro che conosco anche meno di lui/lei”?
    e la generalizzazione sull’altro sesso è perché è con quel sesso che ci si rapporta, e perché è nella propria relazione con l’altro genere (e la cosa va a toccare anche la propria identità) che c’è stato il trauma.
    Detto ciò anch’io non ragiono per “genere”. Tuttavia comprendo perché spesso ad una donna che è stata tradita e abbandonata da un uomo che per lei rappresentava L’UOMO sia più utile fare pace con un’idea traumatizzata generica di UOMO coltivando delle amicizie, il dialogo con l’altro sesso, delle conoscenze che non implicano per forza la nascita di una relazione o una vicinanza sessuale, piuttosto che lanciarsi troppo presto in una storia. Questa ovviamente è solo la mia opinione.

    Anch’io credo che il rancore sia una prigione, innanzitutto per chi lo prova e anche inconsapevolmente lo coltiva o chi lo coltiva credendo che sia una via di “giustizia”. Il rancore è in realtà una forte forma di dipendenza, che lede chi lo prova. Oggi, un mio amico che ha da poco perso il padre, mi raccontava di aver ricevuto da una sua ex, con cui si è lasciato molti anni fa, e che ha una nuova vita, un nuovo compagno già da tanti anni, un messaggio che diceva che gli dispiace per quanto gli è successo, ma che comunque non ha dimenticato quello che lui le ha fatto, e che lo tenga ben presente”.
    Il mio amico mi ha detto: “Quando l’ho letto ho pensato che forse lei non è felice, e se è così mi dispiace molto”.
    Per inciso anche lui è stato lasciato, e in maniera ancora più violenta, alcuni anni fa dalla sua successiva compagna. Eppure, anche se sostiene di averci messo molto tempo per dimenticarla davvero, non nutre desideri di rivalsa e rancore, non ha questa forma di dipendenza. Non mantiene un legame con chi non c’è più attraverso la frustrazione e la rabbia.
    Lui non ha giudicato la sua ex ex, e non si tratta di dire che lui è migliore di lei. Il concetto è che lui sta meglio di lei.
    Io sono d’accordo con te che investire le nostre energie in qualcosa di buono e nella nostra ricostruzione vale sicuramente di più che usarle per la distruzione nostra o di una persona che ci ha fatto un torto, che ciò sia attraverso i pensieri o le opere. Tuttavia spesso il primo “volontariato” che dovremmo fare, quando siamo molto feriti, è quello verso noi stessi. Se per farlo abbiamo bisogno di fare del bene, se ciò anche può indicarci la strada, tanto meglio.
    Allo stesso modo però credo che noi siamo fatti anche dei nostri sentimenti come la paura, la rabbia,

  • 81
    LUNA -

    il senso di frustazione, il dolore.
    Sono corde che ognuno di noi ha.
    E nel momento in cui una persona ci ha appena tirato un pugno in faccia, nel cuore, nella vita, non è così immediato dire: “non fa male”
    o dire
    “fa niente, ti perdono e ti lascio andare, da dentro me”.
    E’ chiaro che se la rabbia diventa compulsione, rancore cristallizzato, diventa ossessione è un’altra storia. E’ una pericolosa e dolorosa e implosiva storia.
    Ma c’è un momento in cui quei sentimenti di rabbia, delusione, frustrazioni sono naturali, anche se ciascuno può sentirli in maggiore o minore misura.
    Servono anche talvolta a liberarsi, servono a togliere la persona che ci ha deluso e ferito da un piedistallo dell’idealizzazione.
    Servono a sentire la ferita e far riemergere l’istinto di autoconservazione. Possono servire a passare dall’autocolpevolizzazione e la bassa autostima eccessive, passando attraverso la fase del dare ogni responsabilità all’altro e sentirsi vittime, ad accettare la realtà, o sentire il fatto che, noi per primi, non vogliamo più avere accanto una persona verso la quale abbiamo perso la stima.
    Credo esista, nella maggior parte dei casi, una fase di rabbia fisiologica unita al dolore e allo spaesamento. Una rabbia fisiologica che di per sè non è distruttiva, nè sintomo di un’improvvisa conversione a sentimenti negativi che entreranno a far parte di un carattere che, prima, non li conosceva. Una rabbia che non chiede di essere manifestata, quanto piuttosto di essere accolta e ascoltata da chi la prova. Di essere accettata senza farne un braccio armato contro qualcuno, che sia la persona stessa o la persona che ha ferito, tradito, o chi è stato la concausa. Una rabbia che è comunque una forma di energia. Che può dare una sensazione spiacevolissima, mentre scorre nelle vene, pulsa nelle tempie e nel cuore. Ma che non si può negare. Si può semmai convogliare in qualche modo innocuo, che sia prendendo a pugni un cuscino, andando a correre espellendola come una tossina, scrivendo tutto ciò che passa per la testa anche di poco edificante e buttando poi il foglio giù per il gabinetto, o cantando a squarciagola, o usandola per spostare i mobili della propria nuova casa in cui ci si è dovuti trasferire. Dico per dire.
    Io sono d’accordo con te sul fatto che più investiamo in positivo le nostre energie e meglio è.
    Perché siamo più utili a noi stessi, al nostro recupero, non solo perché la rabbia non è bella da sentire o da vedere.
    Penso però che il lutto, anche quello sentimentale, ha le sue fasi. E ci sono momenti in cui possiamo avere rabbia da gridare al cielo.
    Tanto le stelle non cadono.
    E se c’è bisogno di urlare con i finestrini chiusi in autostrada forse in quel momento bisogna prenderne atto e va fatto, visto che non lede nessuno. così come fa bene riuscire a farsi e a fare del bene e percorrere una strada verso la propria ritrovata serenità ed equilibrio. Ciao a tutti 🙂

  • 82
    toroseduto -

    Voglio precisare, prima che qualcuno possa pensare che io mi trovo sopra una nuvoletta a predicare comprensione, perdono, un “vogliamoci bene a tutti i costi”, che anche io ho provato rabbia, delusione e sconforto. Appena saputo che il “male” nel giro di 6 mesi me l’avrebbe portata via, ho aperto un deposito nel seminterrato del policlinico e ho rotto tutto quello che mi capitava a tiro, urlando come un pazzo. Mi hanno dato dei sedativi. Incrociare il suo sguardo, il giorno dopo, era come sentire una lama affilata che rovistava fra le mie viscere. Lei non sapeva niente. Allo stesso tempo è esplosa una nuova forza che non pensavo di possedere, Dovevo proteggere il nostro amore contro tutto e tutti, sembra paradossale, abbiamo raggiunto vette inimmaginabili di un amore che non aveva niente di terreno, se ne andata con il sorriso sulle labbra.

    Detto questo, non voglio dilungarmi in inutili paragoni, la mia storia non ha niente a che vedere con l’argomento della lettera.
    La rabbia meschina che è arrivata subito dopo, mi stava distruggendo. Non avevo nessuno da odiare, nemmeno me stesso. Ho attraversato una fase di apatia micidiale, fino al momento in cui una consapevolezza non cercata è venuta in mio soccorso. Come ho amato lei, potevo amare gli altri! Tutti gli altri che avrebbero accettato il mio amore.

    Questa, forse, è la cosa più difficile da spiegare. Il grande dono di amare una persona, non esclude che si possano amare altre persone. Prodigarmi in tante iniziative, mi ha fatto capire che se ero ancora in vita, dovevo impegnarmi a trasmettere le mie positività in tutti i modi. Anche scrivere su un blog il mio pensiero.
    Mi verrebbe da fare una domanda rivolta a tutti quelli che stanno leggendo. L’amore per una persona, non è la meta massima raggiungibile, a volte fra le pieghe di un rapporto, si nasconde una forma di egoismo, di possesso. Sappiamo tutti quante donne hanno pagato con la vita l’abbandono di un uomo violento e narcisista.

    Non è AMORE. E’ la mia risposta.

    Quando per le difficoltà che questo mondo bacato ci propina, spostiamo la nostra capacità d’amare ad un livello molto basso, anche senza accorgercene, non siamo più noi stessi, Dimentichiamo quello che di buono c’è in noi: siamo offuscati nelle nostre scelte, e come cantava De André, diventiamo diamanti che non producono niente, mentre dal letame nascono i fiori. Siamo feriti, ci ripugna pensare al letame, diventa la dimora del nostro essere, in realtà è la dimora dei bassi sentimenti. Ci facciamo del male. Facendoci calpestare da chi non merita i nostri sentimenti.
    Non sono un predicatore, sono uno che ha saputo mettere a tacere la rabbia aprendosi verso gli altri. Sono stato amato da troppe persone per sentirmi avvilito. Ho amato senza riserve e non ho mai tradito. Voglio amare ancora, in modo più intenso, e faccio enormi sacrifici per questo. Viene il momento di fare delle scelte difficili. Se ascoltiamo la nostra parte sana, troveremo tutte le risposte. TS

  • 83
    LUNA -

    Toroseduto: ci credo, a quello che hai scritto nelle ultime righe del tuo post, e ti ringrazio di averlo ricordato.

    Le mie riflessioni non erano in antitesi con un “tuo” pensiero, che non ti ho attribuito, cioè un pensiero “nuvoletta” o “buonismo”. Forse lo avevi capito, ma lo rimarco nel caso fossi stata fraintesa (essendomi magari espressa male).
    Mentre parlavo della rabbia, ammetto di aver pensato alla rabbia che dà l’impotenza di vedere ammalarsi qualcuno che amiamo (una cosa che purtroppo conosco), o quando qualcuno che amiamo ci lascia contro la sua volontà. Una rabbia non rivolta alla persona che ci ha lasciato, ma una rabbia, sì, mista al dolore. E sapendo, per averti letto anche in passato, che hai conosciuto un grande dolore ammetto di aver pensato che tu quella rabbia certamente l’hai conosciuta.

  • 84
    elisa -

    care amiche,
    permettetemi di aggiungere un mio pensiero che da tempo si è ormai “radicato” nella mia mente. Noi ce la prendiamo,giustamente, con i ns ex compagni…Ma…che dire invece di quelle donne giovani,opportuniste, che, senza troppi scrupoli, frequentano uomini sposati e non si preoccupano minimamente di distruggere una famiglia?
    “Stranamente” queste giovani donne vanno a scegliere uomini di una certa età “posizionati” , benestanti e mai un uomo “squattrinato”. La nuova moglie (si, perchè l’ha pure sposata…)del mio ex si è trovata tutto su un piatto d’argento e si sta godendo i frutti dei miei sacrifici.Si,perchè quando ho conosciuto quello che divento’mio marito eravamo entrambi molto giovani e lui non era certamente ricco. Ho seguito passo per passo tutta la sua brillante carriera (grazie anche al mio aiuto…)e la sua scalata sociale.Ho vissuto il periodo piu’ difficile nella vita di un uomo .Ho condiviso le sue ansie,le sue frustrazioni,le sue tensioni. Ho incoraggiato le sue ambizioni di carriera ed abbiamo fatto insieme scelte importanti per il suo lavoro. Poi, raggiunto i suoi obiettivi ed un certo benessere i rapporti tra di noi cambiarono. Lui non era piu’ l’uomo che avevo conosciuto…Non ci si sopportava piu’, i litigi erano sempre piu’ frequenti e cosi’arrivammo alla decisione di separarci. Poi, a pochi anni dalla separazione (un’esperienza psicologicam devastante nonostante fosse consensuale…)arrivo’ “LEI” e trovo’ tutto “pronto.”
    Ora lui è in pensione e vive da nababbo con la sua pensione d’oro di ex dirigente…”Lei” si sta godendo la vita ,non lavora, e gira il mondo con lui…Questa purtroppo è la fine che fanno la maggior parte delle donne quando raggiungono una certa età e vengono “sostituite” da quelle molto piu’ giovani .
    Che tristezza!!
    Pero’ devo dire che Questa esperienza dolorosa della mia vita è stata un “eye opener” e mi ha fatto capire gli uomini. Non sono piu’ora la donna di un tempo un po’ naive,sognatrice,romantica, credulona. E tutto questo Grazie a te …caro Roberto.. l’uomo che avevo amato e nel quale avevo riposto tutta la mia fiducia…Almeno a qualcosa sei servito….

  • 85
    La Fenice -

    Eccomi di nuovo qui.
    Domani c’e la presidenziale. Dovrei essere contenta ed invece sto male. E’ crollato tutto il mio mondo, avevo puntato tutto su questo … Ed ho perso. C’ e’ chi mi fa notare che in fondo avevo ben poco, un rapporto dove devi camminare sulle uova per evitare scontri vale ben poco, mi ero costruita un film? Forse, era tutto quello che avevo. Ora non ho più niente neanche quell’illusione e mi sento sprofondare sempre di più. Non ho voglia di fare nulla, qualsiasi cosa mi pesa, so che devo reagire ma ogni giorno diventa più duro. Ora sono libera, ho tutto il mio tempo a disposizione, ma non so cosa farci. Mi dicono che devo trovare me stessa, imparare a vivere per me, che la felicita’ non può dipendere dagli altri, tutto vero, ma non so come fare! Quello che sento e’ che ho perso tutto, o quanto meno ho speso male la mia vita, comunque la giri ho fallito, valgo poco.e se valgo poco che vita mi aspetta? Mi si dice “non ti devi colpevolizzare” ma sta si fatto che lui mi ha abbandonata, non mi vuole più, non mi ama più, anzi il suo comportamento denuncia rabbia, addirittura quasi odio nei miei confronti. Pensavo di avergli dato amore, tutto quello che potevo ed invece lui va via con astio, senza un minimo di affetto nei miei confronti, vuol dire che non sono stata capace di dare nulla? Che non sono capace di amare , che con il mio modo di essere tiro fuori il peggio dagli altri? Che tristezza ! Ero convinta che il nostro fosse un rapporto difficile ma speciale, perché eravamo speciali lui ed io, non c’era posto per nessun altro ed invece questo valeva solo per me, lui ha smesso di amarmi probabilmente tanto tempo fa ed io ho continuato ha vivere la mia favola fino a quando lui ha deciso di troncare, di voltare pagina.
    E sapete qual’e la cosa più patetica? Vorrei poter ancora continuare a vivere quella favola, anche se era difficile , anche se non era la realtà , per non sentire più questo vuoto
    Dove la ritrova la forza di ricominciare a vivere e perché ?
    Per chi, dovrebbe essere per me stessa, ma intorno a me c’e solo vuoto e silenzio. Cerchi di riempire il vuoto, facendo cose, e generi solo rumore, e passi le giornate settimane cercando di trovarti degli impegni che diventano le ancore di salvezza per passare il tempo. Ma questa non e’ Vita! Mi chiedono cosa fai per le vacanze? E che ne so, amavo viaggiare ma ora non riesco ad entusiasmarmi per niente, l’ unica cosa che so e’ che devo fare qualcosa non posso stare a casa o impazzisco. Ecco la mia vita e’ sottolineata da cose che la Ragione dice”devo” fare ma non ho voglia di niente. Vorrei solo dormire, dormire (cosa che non mi riesce bene) e svegliarmi quando tutto il dolore e’ passato, invece mi sveglio ed inizia l’ angoscia.
    E voi come state?

  • 86
    elisa -

    Cara La F

  • 87
    roberta -

    Carissima,
    quello che hai descritto mi ha riportato indietro di tre anni. E’ tutto vero quello che dici.Tutto conosciuto a chi ha provato sulla sua pelle l’abbandono e il tradimento. Ma ,come dicono i sacri testi, tutto si può superare facendo un PROFONDO lavoro su se stessi .Allora capirai perchè la tua felicità deve per forza dipendere dal legame che avevi con lui e il tuo valore deve essere il riflesso del valore che lui ti attribuiva.

    Non sto a fare un trattato di psicologia perchè non serve. Ma è inutile dire che dobbiamo stare in piedi con le nostre gambe e non permettere a nessuno di essere l’ago della bilancia della nostra esistenza- Ti assicuro che giungere al distacco da queste dipendenze velenose per la nostra autostima ci regala una sensazione di infinita libertà e anche soddisfazione per avere vinto una difficile battaglia.

    La battaglia che ci tiene prigionieri innanzitutto delle nostre proiezioni mentali e del “film” che ci eravamo costruiti ( e del quale molto probabilm. i nostri ex non erano nemmeno a conoscenza! )

    Ci vuole tempo e le ricadute,seppure momentanee, sono dietro l’angolo ma bisogna andare avanti. Guardati intorno e confronta la tua situaz con le tragedie che ci stanno intorno .Non ti sembra già una piccola cosa? Risorgi dunque e dimostra a te stessa e agli altri il tuo valore .
    E poi…questa è la Vita !!! Non è mica il Mulino Bianco. Credimi. Quanti matrimoni di facciata,quanti stanno in piedi perchè c’è un /una amante che fa da stampella. Lo vorresti così? Io no. Io l’ho mandato fuori e preferisco la solitudine alle bugie e a una vita del tipo “camminare sulle uova”. Carissima,so che sono belle parole ma la realtà è dura eppure ,ritrovare davvero se stessi,quella parte che abbiamo seppellito tanti anni fa sacrificandola sull’altare del marito, è davvero l’unica via d’uscita.

    Per me sono passati quasi 3 anni e non ho ancora del tutto tagliato il legame ( dentro di me ) ma va meglio. Ti confesso che in certi momenti sono felice.

    Un abbraccio – Roberta

  • 88
    Elena -

    Cara La Fenice, è un pò che non scrivo su questo blog,ma la tua richiesta d’aiuto mi ha colpito nel profondo.Anch’io mi sono separata da poco dopo 33 anni di matrimonio,lui mi ha tradita con una ragazza di ben 32 anni pìù giovane, sò come ti senti,ma non devi assolutamento pensare che per questo tu valga poco,cerca di guardare il tutto sotto un’altra prospettiva,forse non siamo noi,ma loro che non meritano la ns.sofferenza,probilmente sono persone immature,egoiste,che sia io che te abbiamo idealizzato e in ogni caso mai,avrebbero dovuto mancarci di rispetto in modo così ignobile.Dopo quasi un anno,durante il quale sono stata molto male,oggi un pò alla volta ho ripreso fiducia in me stessa,sono più serena,a volte rotorno giù, ma mi sforzo e vado avanti,perchè le cose anche se continuiamo a stare male non cambiano,anzi,peggiorano e penso “ma un uomo così lo voglio veramente al mio fianco?”,in tutta onestà credo che nemmeno tu lo voglia,pensaci..forse è più quello che loro rappresentano a mancarci e non loro stessi.La solitudine può essere dolce quando è cercata,terribile se ci viene imposta,ma reagisci,esci,sorridi,anche se non hai voglia e a poco a poco ti accorgerai con stupore che ti verrà ancora spontaneo farlo,ti garantisco che succederà.Non arrenderti,coraggio
    Un abbraccio-Elena

  • 89
    La fenice -

    Sono le 5 del mattino, mi sono svegliata un’ora fa con il mal di stomaco. C’e stata la presidenziale, che pero e’ stata rimandata a settembre per problemi formali, non so se e’ un bene o un male. Comunque lui entro il 15 luglio deve lasciare definitivamente la casa anche se di fatto e’ gia andato via. Grazie per il tempo che mi dedicate. Credo che chi ha passato la stessa esperienza può capire meglio il dolore che sto passando. Grazie per il conforto e la speranza che mi date, vi voglio credere, voglio credere che un giorno uscirò da questo tunnel anche se a volte penso proprio di non farcela. Sta andando tutto a rotoli, anche sul lavoro e non ho la forza di combattere. L’unica cosa che so e” che mi sento male
    Scusatemi ma in questo momento non riesco a pensare ad altro.

  • 90
    elisa -

    Mi rivolgo ad Elena per dirle semplicemente che tutti quei mariti che abbandonano le mogli dopo tanti anni di matrimonio e per una donna piu’ giovane sono dei DELINQUENTI. Questa parola l’ha pronunciata un ex magistrato in pensione dopo aver ascoltato la mia storia che è quasi simile alla tua (con la sola differenza che la donna per la quale mi aveva lasciata era stata sua MADRE!!!).Non ha saputo scegliere tra me e sua madre ed alla fine ha vinto Lei.Si è comunque risposato ma dopo alcuni anni che eravamo separati .
    Alla Fenice dico che passerà anche questa ma ci vuole tempo.Vivila come un lutto… E non credere che sarà facile rifarsi una vita. Non sarà mai piu’ come prima,credimi. Queste esperienze uccidono l’anima e la ns capacità di amare. Personalm non sono piu’ riuscita ad innamorarmi ed ho smesso di illudermi.Sento quasi un sentimento di repulsione verso gli uomini Le mie amiche che si trovano nella mia condizione sono tutte disperatamente SOLE! L’unica nota positiva è la serenità interiore che mi mancava da tempo. Per quanto riguarda la mia vita affettiva sono “morta” dentro ormai. Sai cosa ci manca cara amica sconosciuta? Affetti alternativi che ci potrebbero dare dei figli o dei nipotini e che riempirebbero il vuoto che abbiamo dentro. Non so se tu ne hai ma io non ho proprio piu’ nessuno neppure i miei genitori morti entrambi. Attorno a me c’è il deserto…
    Coraggio amica, piangi se devi piangere…ti farà bene. un abbraccio

  • 91
    La fenice -

    Sabato e’ definitivamente andato via da casa, mi ha riconsegnato le chiavi. Questa agonia e’ iniziata a settembre dell’anno scorso. E da allora tra di noi soltanto cattiverie. Sono esausta, profondamente triste e non capisco perché pur essendo io quella abbandonata, quella che ha subito questa separazione , ho dovuto sopportare anche tutta la sua rabbia. Non si conoscono mai veramente le persone. Credevo che lui fosse diverso da quello che si e’ dimostrato, credevo in lui. Credevo che anche lasciandomi avrebbe cercato di farmi meno male possibile, credevo che tra di noi ci fosse stato dell’amore …. E invece forse non e’ mai stato un buon amore.
    Elisa io sto soffrendo come un cane, la mattina mi sveglio con l’angoscia e non ho voglia di alzarmi, durante la giornata piu di qualche volta mi chiedo che senso ha la mia vita, sono sola non ho figli, non ho nipoti … Ma io devo credere che c’e un senso in questa vita anche per me … Altrimenti … Sono stata abbandonata, rifiutata, gettata via come un calzino vecchio e bucato che non serve più, senza nessun affetto, senza nessuna dolcezza. Io non ho fatto del male, l’ho subito. Non voglio vendetta, voglio ritrovare la mia serenita e la voglia di vivere, non e’ un nostro diritto? E non dirmi che non e’ possibile

  • 92
    elisa -

    cara La Fenice tu stai provando esattamente gli stessi sentimenti d’angoscia che avevo provato anch’io. Non ho bisogno di immedesimarmi nella tua situazione perchè l’ho già vissuta. Non so quanto tempo ti ci vorrà per metabolizzare il tutto e, sebbene ora ti sembri impossibile, passerà anche questa.Credimi. Io ho impiegato anni per “guarire”…Ero sola, tremendamente sola e senza alcun sostegno morale,psicologico da parte di nessuno, neppure da mio padre, l’unico “sopravvissuto” della famiglia. Avrei desiderato tanto avere un fratello o una sorella con cui sfogare tutta la mia rabbia,delusione . Avevo bisogno di una spalla sulla quale piangere e gridare tutto il mio dolore.
    Cara amica, anche il mio ex mi trattava male quando ci siamo separati e non riuscivo a capire il perchè. Non pensi che forse il tuo ex >(come il mio..)possa provare un misto di rabbia-odio-amore-delusione per un rapporto finito? Non credere sia facile anche per un uomo dover ricominciare .Una separazione poi non è mai “indolore” per nessuno dei due.L’uomo ,di solito, per uno stupido orgoglio, reagisce diversamente da noi donne e preferisce tenersi tutto “dentro”. Non credo lui non provi piu’ niente per te, qualcosa deve essere rimasto. Come si puo’ dimenticare in breve tempo anni di vita trascorsi insieme? Se cosi’ non fosse ostenterebbe “indifferenza” nei tuoi confronti invece di trattarti male. Non credi?Probabilm è in conflitto con se stesso e forse, nel suo subconscio,non avrebbe voluto finisse cosi’ e ti ritiene responsabile di tutto questo.
    Negli anni successivi alla separazione il mio ex mi telefonava ogni tanto e mi rendevo conto che anche lui,come me, si sentiva solo. Nonostante cio’ non aveva mai fatto niente per cercare di “ricucire” il ns rapporto . Al telefono era sempre freddo,distaccato, mai una parola dolce(di cui avevo tanto bisogno) e questo non faceva altro che aumentare la mia sofferenza. Finchè un giorno gli chiesi di non chiamarmi piu’…Non avevo bisogno di aggiungere altra sofferenza alla mia vita.. . Cara La Fenice, anche per me il mio ex era l’unico affetto ed avevo costruito il mio mondo attorno a lui.
    Ti dico anche che avevo sperato in un suo ritorno ma poi avevo capito (tardi)che era finita per sempre. Chissà…forse per te potrebbe essere diverso…i miracoli esistono…
    Restiamo in contatto cara amica e,se ti puo’ essere d’aiuto,apri il tuo cuore e la tua mente
    Sfoga tutta la tua rabbia e dolore. Un abbraccio. ciao

  • 93
    vivi -

    Ciao a tutte,
    ho letto le vs. storie i vs. sentimenti ed emozioni sono ugualia alle mie e le reazioni di mio marito sono identiche abbiamo vissuto o stiamo vivendo situazioni da manuale , ma quanto dolere e quanta sofferanza, mio marito dopo 29 anni di matrimonio “sereno” ha rincontrato il suo primo amore e da quel monento è sembrato una scheggia impazzita, i ricordi del ns. matriamonio sono totalementi diversi abbiamo vissuto due matrimoni io ho ricordi di serenità (certo nonè stata una favola ma una vita con gioie e dolori) lui un incubo , ma cime è possibile ……… ma perchè ha retto 30 anni se veramente era un incubuo ….me lo continuo a chiedere.

    Speriamo che veramente il tempo riesca a colmare quel vuot che sento dentro di me.
    ciao

  • 94
    la fenice -

    Cara Vivi, benvenuta nel club! forse non sono la persona più adatta per darti un sostegno, sono ancora nel pieno di questo uragano che ha sconvolto e sta sconvolgendo la mia vita. è presto per dire quanti sono i danni che ha provocato e quanto devo ricostruire: vedremo!
    tutte noi abbandonate ci chiediamo “perchè è stato con me tutto questo tempo se la vita insieme era un incubo! e come fa a dimenticare così facilmente tutto quello che abbiamo vissuto insieme?”
    purtroppo credo che la risposta è veramente semplice: hanno smesso di amarci già da molto tempo, hanno smesso di credere in questo rapporto e di lottare per mantenerlo in vita. Quando “una cosa” non funziona ci sono solo due possibili soluzioni: ripararla o buttarla via per una cosa nuova, e loro hanno deciso di cercare qualcosa di nuovo.
    Loro hanno il vantaggio rispetto a noi di aver avuto tutto il tempo per elaborare il loro lutto affettivo, ed ora sono liberi! Non c’è rimasto più niente dell’amore avuto per noi.
    Di una cosa dobbiamo prendere atto un rapporto si ripara solo se c’è la volontà di entrambi, e questo non è il nostro caso.
    Loro hanno deciso di andarsene tanto, tanto tempo fa: la separazione fisica è solo l’ultimo atto di un lungo processo di abbandono affettivo.
    Abbiamo solo una possibilità di salvarci dal dolore, dalla rabbia, dal rancore, dala depressione, dalla tristezza, dalla malinconia:
    accettare la morte di questo amore. Siamo “vedove” dell’amore. La morte è ineluttabile e inspiegabile. Non ci sono nè ragioni nè risposte. Solo accettandola incondizionatamente possiamo andare avanti e vivere.
    Cara Elisa ti confesso che nei momenti più bui desidero che lui ritorni perchè mi illudo che tutto questo vuoto e questo malessere che sento possa come per incanto finire e tutto tornare come prima.
    Ma non devo dimenticare che nulla può tornare come prima, che l’uomo che ho conosciuto ora, in questa circostanza, non mi piace e non è affatto il principe azzurro che avevo idealizzato. Il ricordo inganna: per consolarti cancella quello che non ci piace, quello che ci faceva soffrire ed esalta le cose belle! Ma non è la realtà.
    Devo accettare la morte di questo amore che è avvenuto già da molto tempo.
    E se miracolo ci deve essere per me, augurami di potermi liberare da questo legame malsano, di trovare la mia serenità, il mio equilibrio, la mia libertà interiore per poter continuare a vivere, da viva, il tempo che mi è concesso.
    Vi voglio bene

  • 95
    roberta -

    Carissime, avevo deciso di non leggere più i commenti su questo blog perchè riaprono ferite e il mio desiderio ,oggi, è di guardare oltre .
    Tuttavia il vostro dolore non può non toccarmi perchè è stato anche il mio per un tempo lunghissimo. Un tempo passato a leggere , a riflettere,a parlare ,a ricordare e analizzare. Insomma ho “lavorato”…
    Alti e bassi.Periodi di rabbia,di rancore alternati a momenti di serenità. Credo che l’analisi di La Fenice sia esattissima sul fatto che loro avevano smesso da tempo di amare.Ammesso che siano capaci di amare davvero.Esatta anche sul fatto che il distacco era già avvenuto da tempo.
    Ma non deve più avere importanza.
    Oggi mi accorgo che abbiano un grande alleato che lavora a nostra insaputa:il tempo.
    Arriverà un giorno in cui vedremo il nostro in tutta la sua debolezza e quando cominceremo a provare pena allora sarà tutto finito e potremo ricominciare. Ricomincerà la riscoperta di quello che eravamo un tempo e sentiremo un sottile piacere a stare con noi stesse. Andare a fare una passeggiata da sole,tuffarci in una libreria e non accorgerci che stanno chiudendo…è ora di pranzo. Ma cosa c’è di meglio che prendersi un buon gelato e oziare ?

    Ritrovare il tempo,la lentezza di cui non ci ricordavamo più.
    Vi auguro con tutto il cuore che arrivi anche per voi questo tempo in cui non vi importerà più se lui è felice,dov’è,cosa sta facendo e con chi.
    In fondo adesso vivete una situazione che ,seppure dolorosa, è la realtà. Quella di prima era solo fatica, finzione, estraneità.
    Un abbraccio a tutte. Spero di ricevere presto messaggi di serenità da tutte.
    roberta

  • 96
    Silvy -

    Care amiche, aggiungo anche la mia esperienza. Mollata dopo 30 annni di matrimonio per una badante ucraina (io laureata, bella presenza e libera professionista). Ragione principale? la volontà di dominare la donna e controllarle i soldi che porta a casa. E’ chiaro che si tratta di un’illusione, queste donne sono furbe… fanno le sottomesse per poi diventare peggio di Stalin, soprattutto in tema di soldi. Io però, non so perché…. forse per la ragione che in fondo era finita da un pezzo anche per me, anche se cercavo di tenere unita la famiglia, ho eretto un muro. Gli ho detto: se esci da quella porta, da quella porta non rientrerai più; e ho mantenuto la promessa. Il tempo di organizzarmi,poi l’ho convocato dai miei avvocati e poi in tribunale per la separazione consensuale. Ora, dopo circa un paio d’anni di relazione, con la badante gli sta andando male, com’era prevedibile…si è dato al zappa sui piedi come si suol dire, e io ho ritrovato la mia libertà, le mie amicizie e un ottimo rapporto con mio figlio.

  • 97
    LUNA -

    LA FENICE: bellissimo e molto vero il tuo commento 94, sulla rielaborazione del lutto. Credo che il “revisionismo” e l’atteggiamento aggressivo a volte siano dettati anche dal fatto di non accettare fino in fondo il fatto di aver scelto in un certo modo e di aver fatto soffrire qualcuno che aveva amore e fiducia. Non volendo gestire o non sapendo gestire un senso di colpa, o fino in fondo la responsabilità di una scelta, chi se ne va assume un atteggiamento aggressivo, come se fosse “difensivo” o giustificatorio. Al contempo può esserci di mezzo anche il fatto di provare comunque un legame, anche di possessività, con la persona che si sta lasciando. Si vuole la proprio libertà, ma non si accetta sino in fondo di “morire” veramente per l’altra persona.
    Il punto è che non ci si può purtroppo affidare alla coerenza, civiltà, lucidità di chi se ne va. In rari casi avviene, ma nella maggior parte purtroppo bisogna armarsi invece di un buon scudo protettivo, anche per le ansie, tilt ecc che la persona scarica addosso.

    ROBERTA: @Arriverà un giorno in cui vedremo il nostro in tutta la sua debolezza e quando cominceremo a provare pena allora sarà tutto finito e potremo ricominciare. Ricomincerà la riscoperta di quello che eravamo un tempo e sentiremo un sottile piacere a stare con noi stesse. Andare a fare una passeggiata da sole,tuffarci in una libreria e non accorgerci che stanno chiudendo…è ora di pranzo. Ma cosa c’è di meglio che prendersi un buon gelato e oziare ?

    che bella l’immagine della libreria 😀

    SILVY: “lasciateli perdere, lasciateli voi” cita il titolo di un’altra lettera in questo forum. L’hai lasciato tu, per quanto la prima, brutta mossa, fosse stata la sua. 🙂

  • 98
    melissa2 -

    care amiche,
    io so solo che da quando ho divorziato non sono piu’ riuscita a rifarmi una vita sentimentale. Nonostate sia ancora una bella donna dall’aspetto molto giovanile. un’over 60 come me non la vuole piu’ nessuno mentre l’uomo della mia età trova facilmente una donna giovane. Mi sento tremendamente sola!

  • 99
    rossana -

    hai ragione, Melissa2. a mio avviso, gli inconvenienti del sesso femminile nella visione di un rapporto di coppia sono essenzialmente due:

    1) quando una donna ha figli al seguito, a qualsiasi età è molto più difficile che per un uomo il “rifarsi una vita”, e purtroppo per molte donne la parola “vita” significa ancora sentirsi amate e poter riamare, avere coscienza e amore di sè quasi soltanto attraverso lo sguardo di un uomo…

    2) cresciuti i figli, se in gioventù non era facile trovare la persona giusta con cui costruire un rapporto profondo, dopo i cinquanta-sessant’anni per una donna è quasi impossibile essere amata da un uomo. in linea generale le donne, che badano di più al sentimento, accettano l’uomo più o meno coetaneo com’è diventato negli anni, anche con le sue marcate defaillances fisiche. l’uomo, invece, per eccitarsi e ritrovare il meglio di sè (la cosa più importante per lui in una relazione con una donna) ha bisogno di carne fresca, di capelli lunghi e folti, di un’attrattiva sessuale che la donna matura non può offrire più. si paga così il prezzo di aver avuto di più negli anni giovani, quando era la donna a scegliere e a concedere o meno, a suo insindacabile arbitrio, i propri favori. peccato che all’epoca ben poche se ne rendessero pienamente conto…

    tutto questo senza contare che l’uomo mediamente con il tempo diventa più “concreto” e meno disposto al sentimento mentre per la donna spesso avviene l’inversione contraria, nel rendersi conto di quanto sia importante per lei.

    oggi nessuno vuole più invecchiare ma gli anni pesano, prima o poi, per tutti!

  • 100
    melissa2 -

    Carne fresca? Mi chiedo se la donna “giovane” puo’ dire altrettanto di un uomo “vecchio”. Si, perchè anche l’uomo invecchia e peggio di noi (salvo rarissime eccezioni). Personalmente mi ripugnerebbe arrivare all’intimità con un uomo che non mi attrae fisicamente anche se fosse un paperon dei paperoni!!Ed è sempre stato cosi anche quando avevo 20 anni.Ma oggi le giovani sono piu’ “furbe”…Ma non dimentichiamo che le 20-30enni di oggi sono poi le 40enni e 50enni di domani…sono solo nate dopo….Un uomo poi che va con una donna per cercare “carne fresca” è un uomo “vuoto” dentro, superficiale…Fortunatam sono una minoranza le coppie dove “lui” è molto piu’ vecchio. noi,purtroppo, apparteniamo a quella categoria di donne “sfortunate” il cui marito ci ha lasciate per rincorrere una giovinezza che non c’è piu. ciao a tutte

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