La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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ANNA: Effettivamente stando così le cose hai fatto qualcosa di cui non andare fiera dopo il tuo tanto meraviglioso pontificare.
Tutti noi però abbiamo fatto altrettante cose di cui non andare fieri.
Cerchiamo di non essere troppo severi con noi stessi.
Come consigliavi tu in altro post: perdonati, per favore. Lo dobbiamo fare tutti.
Che ci vuoi fare? Siamo umani e non macchine.
Passerà anche questa. Eccome! Un abbraccio
SUNY: tesoro ti abbraccerei, lo sai?
Perché capisco quello che provi, e mi dispiace un sacco, ma veramente un sacco, che tu ti senta questo assurdo senso di colpa.
se lui non fosse mai tornato indietro che te ne saresti fatta del custodire il sentimento? saresti morta per custodirlo.
Lui è tornato, inaspettatamente (e ha sbagliato i tempi, lui, non tu) e il tuo meccanismo di recupero ora ti sembra una colpa.
Io ti capisco, e non sai quanto, perché a me è successo.
Di prendermela con me perché quando, almeno in teoria, qualcuno mi proponeva un lieto fine (che a lungo avevo sperato… ma i lieto fine non esiste, nel senso che si è sempre in cammino, e quindi avanti ci sono sempre altre pagine da scrivere) ero io, accidenti, proprio io a non essere più chi ero.
La domanda che tu ti fai, perché non sono chi ero, ha una risposta molto semplice. Non puoi essere chi eri e sentire le stesse cose, perché ti è arrivata una tegola in testa, perché ti è passato sopra e dentro uno tsunami emotivo, perché (e per fortuna!!!) invece di travolgerti completamente quello tsunami ti ha fatto cambiare, evolvere, perché la vita è andata avanti, non è stata immobile come un fermo immagine, perché siamo fatti di cuore, emozioni e sensazioni, perché se qualcuno o la vita ti tira una sberla non puoi essere chi eri prima che quella sberla arrivasse, perché la sberla non è una carezza.
Però, attenzione, io non ti sto dicendo che non sei la Suny che eri nel senso che questa cosa ti ha cambiata o rovinata, eh, attenzione!!!
Io ti sto solo dicendo che sarebbe impossibile e paradossale che tu fossi rimasta dentro immobile, uguale, appunto in fermo immagine, rispetto a cose che, da fuori, hanno mutato la tua percezione, il tuo sentire.
Mica siamo esseri con l’interruttore.
Ogni cosa ci muta continuamente, anche se siamo comunque noi.
Ci muta il fatto che ci sia sole o la pioggia, che incontriamo un sorriso o il fatto che qualcuno ci urli per rubarci il parcheggio.
La migliore delle tue amiche, a cui vuoi un bene dell’anima, se domani ti prendesse a calci, ti tradirebbe, non muterebbe qualcosa non in te quanto tale, ma nel vostro rapporto?
Tu NON HAI NULLA, ma proprio NULLA, di cui sentirti in colpa.
Non sentirti causa del fatto che non hai la risposta perfetta… risposta perfetta per cosa poi?
vivi, senti, ascoltati.
Lui ha fatto ciò che sentiva in quel momento, se n’è andato.
Tu ora ti senti come ti senti.
Il senso di colpa non c’entra nulla.
Non c’è un copione che andrebbe rispettato e che non hai rispettato.
Capisco più di quanto credi, forse, questo pensiero che hai espresso oggi. E proprio perché lo capisco, mano sul cuore, ti dico:
non torturarti di false idee.
Queste, devi credermi, sono false idee.
Anna, scusami tanto, continuo a non capire… (nel senso che proprio non capisco, non che non capisco perché mi pare incomprensibile).
se sei tornata alle 13 del giorno dopo tanto una schifezza la serata non dev’essere stata…
qual è il problema?
Il problema – azzardo – è che è stata una nottata di sesso e che invece avresti voluto fosse d’amore?
che non ti fidi di lui e quindi anche se è stato amabile pensi che in futuro te la “cazzerà”?
che sei stata male perché tu volevi qualcosa che non c’era? e quindi il problema non è stato mentre ti trovavi lì, ma quando hai sentito cosa provavi – ho razionalizzato – uscendo da lì?
se è così mi dispiace tanto.
Ma continuo a non capire dove stia la figuraccia…
e mi colpisce che continui a parlare di figuraccia.
dove sta?
nel modo in cui si sono svolte le cose tra voi? (nel senso lui uomo che non deve chiedere mai e tu che pendi dalle sue labbra? ma è andata così o è una tua percezione e lui non se n’è neanche accorto? perché non può aver pensato che era a te che andava bene, anche a te, stare là fino alle 13 ma poi dirgli, eventualmente, ciao ciao?).
A me – che nulla so di quella serata, nè di chi sia l’uomo di settembre – dalle tue righe pare che tu abbia fatto quello che ti andava di fare in quel momento, molto istintivamente – e che il problema sia venuto dopo, quando ci hai pensato troppo su.
però, ripeto, non so nulla, e quindi probabilmente parlo a sproposito.
GATTO: bhe, io ti direi che comunque a lasciarle capire cosa vuole, senza assillarla, fai la cosa giusta (se una si cerca che si trovi, che trovi le sue risposte… un domani potrebbe capitare anche a te di avere bisogno dell’eremo).
Per quanto riguarda metterti in attesa: intanto ricomincia a vivere, per te. Male non ti fa, in ogni caso.
Le domande che ti fai sono naturali, ma d’altra parte anche se te le fai 25 ore al giorno le risposte su quello che passa a lei per la testa non le hai.
Prenditi cura di te, intanto. Male non fa.
Il fatto, cara Luna, e’ che questo qui ( di cui tu nn sei al corrente ) e’ da un anno che appare e scompare, mischiandomi con chissa’ quante altre e sostanzialmente ottenendo cio’ che vuole, cioe’ una Barbie con cui passare il tempo.
Gli dissi, a Settembre appunto, che per me poteva bastare cosi’ perche’, anche se nn so quel che voglio, di certo nn voglio quello e mi rinchiusi in un sofferto silenzio perche’, io, povero essere umano, nel frattempo, mi ero anche affezionata e mi ero persin convinta di vedere “cose” che, invece, nn ci sono.
Tutto questo a causa della mia schifosissima voglia di amore.
Lo sapevo, lo so e dovevo anche ricordarmelo sabato.
Invece, me ne sono fregata perche’ lui mi piace e sono pure stata bene, se proprio devo essere sincera.
Il problema e’ che ora staro’ male di nuovo a meno che nn riesca a trasformarlo in Ken esattamente come lui trasforma me in Barbie ogni volta che io gliene do’ l’ occasione.
Nn secondario il fatto che mi sono rimangiata in 30 sec la mia settembrina mail di spiegazioni lunga SOLO 60 righe.
Penso che le digeriro’ a Capodanno. :-DDD
Vabbe’, amen, ho sbagliato…
Diciamo che l’ ho fatto per il bene dell’ umanita’…ora avra’ un ricordo di me migliore rispetto a quello della “scassacavolo” che gli rompe le balle con letterine durante la prima giornata del campionato di calcio…
Grazie, ragazzi…
Day : hai ragione…passera’ anche questa ! Mi sono perdonata cose ben peggiori ( tipo nn accorgermi che il mio ex fidanzato mi tradiva da sei mesi )…mi perdonero’ anche questa defaillance 🙂
ciao ragazzi ancora qui ciao Alonso oggi sono io quella triste.. capita.. ma ora vado a letto e cerco di non pensarci.. ciao
secondo giorno che non faccio niente, devo resistere però se si dovese rifare vivo me lo riprendo, e il problema che lui se ne frega di me quindi faccio finta che anchè per me sia così, facendo finta forse alla fine mi convincerò che è finita, ma voi sapete che quando qualcuno mi domanda di lui non riesco a dirgli che ci anzi che mi ha lasciata? che non stiamo più insieme?lo so è da stupidi però che ci posso fare quando lo dico scoppio a piangere chiunque è il mio interlocutore, anche con persone che non vedo da una vita, e mi vergogno di me stessa dicendomi e ripromettendomi che non dovrà più succedere. tra tutte le mie sfighe è finito il mio contratto di lavoro e a quanto stanno le cose non ci verrà rinnovato. Una sfortuna dietro l’altra
ciao Paola!!
triste?spiegaci perchè…qui siamo in tanti pronti ad ascoltarti…o cmq cerca di sfogarti!:)
ciao Maia,fatti forza e resisti,pensa a te,mettiti al centro del tuo mondo,fai ciò che ti sembra renderti felice e piano piano renditi indipendente!;)
Voi donne fate e disfate a vostro piacimento e noi uomini siamo soltanto burattini nelle vostre mani.
Se cedete non è mai colpa vostra e cercate tutte le giustificazioni possibili per perdonarvi.
Se cede lui non merita nient’altro che un netto rifiuto.
Siamo in balia delle vostre mareggiate mentali.
ANNA, lui ti piace e sei stata bene.Quindi dove sta il problema?L’hai fatto per te e perchè ti è piaciuto farlo.Non cerchiamo scuse e giustificazioni inutili. Lui è senz’altro bello e affascinante e quindi è stato naturale trascorrere una sana notte di sesso piacevole.Vi piacciono belli e bastardi anche se continuate a dire, e a mentire a voi stesse, che cercate l’uomo romantico.L’abito fa il monaco.
LUNA anch’io vorrei tanto poterti abbracciare forte!
Ma come puoi capire esattamente quello che provo, quello che sto passando anche meglio di me?!?
Hai provato, hai vissuto qualcosa di simile certamente ma cmq leggi oltre le righe..
Da quando “ci conosciamo” quante emoziono diverse hai letto, eh?!
Mi sembra di vivere in un vortice di sensazioni che va così veloce che non riesco a decifrarle perchè il minuto successivo sono già cambiate..
e a me sembra di oscillare nel buoi, mi divincolo ma non trovo la luce..Ma sono così felice di accendere il pc e trovare le tue parole che riescono a spiegarmi cosa sento, cosa provo e perchè..
che riescono a capirmi e confortarmi..
Nelle tue parole riesco sempre a trovare conforto, sto meglio non appeno ti leggo..e per questo volevo ringraziarti!
ALONSO forse quello che non riesco a fare è proprio quello che mi hai scritto “ama te stessa con ttute le tue forze,guarda avanti senza farti troppi problemi e cerca tutte le maniere possibili per gioire e renderti forte.SOlo allora capirai..”..
Non riesco a concentrarmi su me stessa, non sono capace di pensare solo al mio bene, a quello che voglio senza farmi le colpe per gli altri..
E prorio come dice BRUNO la vita è una strada è va percorsa tutta, non posso fermarmi proprio adesso, adesso che il mio viaggio alla scoperta di me stessa è già cominciato..
Volevo raccontarmi ancora un po’..
In tutti questi mesi ho avuto la fortuna di conoscere nuova gente, di cambiare giro, ho conosciuto molti ragazzi ma MAI ho avuto l’interesse di approfondire la mia conoscenza con nessuno di loro..
Col passare del tempo, cene e serate tutti insieme, uno di loro ha attirato, da qualche tempo, la mia attenzione..
Mi ha chiesto di uscire a mangiare qualcosa insieme venerdì sera e io tentenno nel rispondergli..
Se dovessi fare quello che mi sento andrei..perchè è una persona molto piacevole e mi piacerebbe uscire con lui anche solo per la curiosità di passare una serata insieme, anche per relazionarmi con un altro uomo, per non avere il rimorso di non aver provato e perchè penso potrebbe essere una bella serata..
Poi però mi dico che non sarebbe giusto nei confronti del mio ex, perchè ne soffrirebbe..perchè il fatto che io sia stata chiara nel dirgli che per adesso non posso decidere se tornare con lui o non tornare, perchè sono confusa e non ci capisco più niente, non mi autorizzi a uscire con un’altra prsona..gli ho detto di farsi la sua vita perchè adesso io ho bisogno di continuare la mia ma poi penso “gli mancherei di rispetto uscendo con un altro”?
Paranoie paranoie paronoie..ma poi mi dico “ma non mancherei di rispetto a me stessa se rinunciassi a darmi l’opportunità di fare ciò che ho voglia di fare”?
Caro Faber…mai detto di cercare un uomo romantico per forza, ma solo uno che MI PIACCIA e che MI RISPETTI.
Quest’ ultimo ha il primo dei requisiti, ma nn il secondo.
Cedendo al primo perche’ mi e’ girata cosi’, ho fatto si’ che il secondo passasse automaticamente in secondo piano.
E solo di questo mi dispiaccio.
Cmq, l’ ho scritto qui, per raccontare il fatto a degli “amici” che tanto sanno e tanto possono capire e nn certo per cercare un’ assoluzione personale per una banale notte di similpassione con un uomo qualunque.
Se fosse cosi’ semplice l’ affaire nn l’ avrei nemmeno menzionato. Ma qui nn e’ cosi’ perche’ c’e’ un passato che dovevo saper chiudere e nn ho chiuso. Perlomeno nn come “dicevo io”.
Anna io non credo che sia uno sbaglio..
Ti sei comportata come hai sentito fosse giusto in quel momento..lontano dagli schemi mentali e dalle regole troppo severe che spesso ci diamo..
Solo quando dopo il cervelo ha cominciato a dire la sua hai cominciato a sgridarti per aver “ceduto” dopo le belle paroline che gli avevi scrito..
..e allora? Sei stata bene, no?
Ma quale figura Anna..siamo persone cerchiamo di non dimenticarlo mai!
Sonia
@ SUNY
tu hai detto al tuo ex che vuoi vivere la tua vita..e allora fallo…desideri andare a cena con questa persona??? Non c’è nulla di male,nulla di offensivo,nessuna mancanza di rispetto verso di lui,ma appunto,come ti chiedi alla fine del tuo intevento,c’è verso di te,perchè limiti la tua vita.
Perchè privarsi di una bella serata con una persona che ti interessa?? Forse ti aiuterebbe anche a capire meglio cosa vuole Suny,a renderti più indipendente,a mettere te al centro del tuo mondo a essere padrona della tua vita.
ANNA giusto per ripetere le stesse parole di SUNY:sei stata bene?Sì!Le pippe mentali non portano a nulla.La vita va goduta e vissuta appieno.Qualcuno ha detto “ogni lasciata è persa” è questo vale sia per le donne che per gli uomini.Goditi il tuo Ken finchè non riesci a trovare un Ken che ti rispetti.Altre pippe mentali si trovano nelle parole di SUNY.Poniti la stessa domanda che fai ad ANNA:ti piace il ragazzo?Si?Allora accetta l’invito e passa la serata con lui.Il tuo ex non esiste più!Il resto è noia.Maia ti meriti davvero “un codardo un vile un bugiardo un falso”.Complimenti per la sincerità.Non tutte hanno il coraggio di dire ciò che tu affermi e questo non fa altro che confermare tutte le teorie a proposito dell’ uomo bastardo.GATTO alla tua ex il brodo lo sta già scaldando un altro uomo.Rassegnati.
RISPOSTA CUMULATIVA:
ragazzi, ragazzi (e mi metto in torta), quante volte nella nostre missive qui ricorrono le parole “DOVERE”, “SENSO DI COLPA”, “NON MI PERDONO”? Quante volte (sempre troppo troppo poco) ricorrono invece le parole “VOGLIO”, e, attenzione, non “VORREI”, ma proprio “VOGLIO”. Non è solo una questione di tempi e modi verbali…
A Faber, che pure dice anche cose che condivido assolutamente, voglio dire anche che, però, guarda caso c’è una canzone di cui tutti ricordano le prime due strofe, e quasi nessuno la terza. Per molti, nella memoria collettiva, la canzone di Ferradini è una testimonianza del fatto che se tratti bene una donna (o un uomo) te la pigli in quel posto perché chi “meno ama è più forte si sa”… ma in realtà la canzone dice un’altra cosa, che è quella della terza strofa… chi ha il coraggio di vivere davvero come dice la terza strofa? e chi ha il coraggio di ammettere che le storie non vanno male soltanto perché il mondo va così e quindi se sei buono va male perché sei troppo buono?
ANNA, ok, credo di aver capito la questione, ma il punto non è perdonarti, o dover dimostrare qualcosa a te stessa. E’ scegliere, consapevolmente. Personalmente sono contenta di sentirti dire che hai passato una bella nottata. E tutto il resto, invece, è fumo… sai perché? perché c’è l’orgoglio che cozza anche con l’istinto. L’istinto ti ha fatto cogliere un’occasione che avevi voglia di cogliere, l’orgoglio ti dice: no, non avrei dovuto, perché ho deciso di non cascarci più.
Ma davvero, più ti leggo, e più i tuoi pensieri razionali mi sembrano più legati ad una questione di principio, a una condotta che hai deciso di mantenere, che a quello che senti davvero.
Attenzione: è chiaro che senti anche che non vuoi farti prendere in giro da Ken, o dai suoi simili kenniferi che girano, che vuoi un uomo che ti piaccia e ti rispetti (il che mi sembra ottimo e sacrosanto), però a me pare che quanto è successo non lo escluda. Perché tu quando hai scelto di andare hai scelto pensando: IO VOGLIO, talmente tanto chiaramente che pare che tu sia andata lì con il teletrasporto. Ma non era il teletrasporto dell’inettitudine.
Perché non provi davvero a dirti che questo teletrasporto non era incapacità di volontà, blackout della volontà di avere rispetto per te stessa, ma era bensì volontà bella e buona?
Volontà bella e buona di passare delle ore con uno che ti piace.
Non hai tradito proprio niente di te, a mio parere (e a parte che questa faccenda del perdono è assurda… non siamo a scuola, non ci sono esami in cui prendere un voto, questa è la vita), hai seguito te. E forse, sai, ti posso dire? Non la tua sete di amore che non sa quello che ha davanti e ci casca, ma la tua sete di passione, emozioni, consapevole, e basta.
Se continui a vederti come una canna al vento, che si fa rubare le caramelle dai ken del mondo rischi di non renderti conto quando le cose invece le fai per tua volontà, bella chiara, concisa, diretta. Diretta com’è la passione.
Certo che in te ci sono mille parti, come
in tutti noi. E’ chiaro che sarai anche una donna assetata d’amore, e che non vuoi farti pigliare in giro. Ma se tu fai una cosa perché ti va di farla, e ti piace pure, e la descrivi anche come un’esperienza piacevole, la presa in giro dov’è?
Sei più libera di quello che credi, anche dalle trame dei vari ken, purché tu ti renda conto che non sei una canna al vento, ma sei una donna che sceglie.
Paradossalmente forse sei stata più forte nel momento in cui hai deciso di andare a casa sua perché ne avevi voglia, ti sei permessa di farlo, di quando dicevi di no non perché volevi dire no, ma perché dicendo sì ti pareva di dimostrarti debole. Debole con te stessa. Sei stata più libera in quella notte di adesso che ti martelli di sensi di colpa verso te stessa, e il tuo codice di protezione. Non identificarti con chi eri, scopri chi sei adesso.
Comunque non è vero che ogni lasciata è persa: sono perse le cose che lasciamo quando non ci ascoltiamo veramente. La questione non è di vivere tutto, ma di vivere ciò che vogliamo.
SUNY: hai descritto una cosa bella, delle sensazioni belle che hai provato, hai descritto la vita! La vita che non si è fermata, l’apertura rispetto la chiusura, la curiosità rispetto alla speculazione interiore castrante e assassina delle emozioni.
Per chiusura intendo quella in cui il dolore ti aveva posto, com’è anche naturale che sia. Ma poi la voglia di vita apre le porte. e meno male!!! Hai descritto la tua guarigione, il tuo ritorno accanto a te e dentro di te.
Le sensazioni non sono nè buone nè cattive, sono sensazioni e basta. Puoi sparare loro addosso, ma non muoiono. Si paralizzano, questo sì. Poi, se le porti in tribunale, ci metti di mezzo la pubblica accusa (il super io, con tanto di parruccone), se ti dici che stare bene è una colpa, chissà come mai stai male, ah?
Come puoi portare la felicità agli altri se non ti occupi della tua? Come puoi sorridere se ti detesti perché sorridi fuori da uno schema preciso, che, tra l’altro, è cambiato sotto i tuoi occhi, ha assunto via via regole differenti?
Come puoi sapere quello che provi se sapere quello che provi ti spaventa al punto che metti gli argini a quello che senti?
le impostazioni di default sono le tue, non quelle degli altri. Se resetti il sistemi trovi suny, con quello che vuole lei, non la Suny di sei mesi fa (o quel che è, non mi ricordo bene), non quella di tre anni fa, non quella di 20 anni fa… no, neanche quella di domani. Trovi la Suny di oggi, con quello che desidera oggi. A volte in controtendenza? può darsi. Liberati dal giudizio, dal senso di colpa, dall’idea che dipenda solo da te rendere felici gli altri, che sia tu a dover tenere sotto controllo la situazione.
entra dentro alle tue sensazioni, alla tua sincerità.
Non cascherà il mondo.
Non è cascato mesi fa, quando di colpo ti sei ritrovata catapultata in una vita diversa, e non cadrà oggi.
E comunque non c’è altro che possiamo fare se non ascoltarci.
vaff…. all’amore
Essi’, Luna, dici cose tanto vere…
Sono una donna orgogliosa, dopo “la catastrofe” lo sono diventata ancor piu’…
Ho paura di rimanere dentro con il cuore in queste vicende di passione e basta.
Ho solo tanta paura…nn di “perdere” chi nn ho avuto mai, ma di perdere me, un ‘altra volta.
Anzi…e’ ancora qualcosa di diverso…in fondo, nn e’ nemmeno “paura” perche’ sono conscia di nn poter venire “distrutta” da una faccenda cosi’…e’ che la vecchia ferita e’ ancora li’ a ricordarmi la mia profonda sconfitta.
Ed io nn voglio perdere piu’.
Cavolo…che casino 🙁
10 anni fa, a pari condizioni, avrei gestito il “gioco” con abilita’ da maestri…come ci cambia questa vita!
Bacio a tutte
Gianfi: anche no!!! 😀
ANNA: cara Anna, grazie perché in questo confronto mi aiuti a riflettere… già, come si cambia… la scoperta della fragilità e della sofferenza non piace a nessuno… e travolge tutti.
e ci si divide allora in un prima e un dopo il fattaccio o i fattacci. Se il dramma, grande o piccolo che sia, è interiorizzato, ma non rielaborato, è un casino. Il cambiamento non è più un’evoluzione. Anche se tutti noi cambiamo sempre, EVOLVIAMO, da quando abbiamo fatto “ueeee ueeee” nella culla la prima volta 😉
che sconvolgimento la scoperta di non essere invincibili, di essere intelligenti, ma di essersi fatti fregare lo stesso, a volte di aprire la porta al nemico, a volte solo di non aver saputo difendere il proprio bene… di non aver avuto il completo controllo della situazione (ma il controllo completo non esiste quando ci sono di mezzo gli altri, esiste solo il sapersi bilanciare bene per non delegare, in toto, il controllo agli altri, e saper prendere la porta quando il gioco, chiamiamolo così, non vale più la candela… si chiama istinto di sopravvivenza, credo, o forse solo equilibrato amore per se stessi… si chiama scelta).
c’è chi quando incontra un bugiardo, o quando l’amore gli ha fatto male, si sente vittima, per tutta la vita.
pensa che il destino sia un fatto talmente bastardo e incontrollabile che tanto vale farsi trasportare dal vento, perché a quel vento è impossibile opporsi attraverso la propria buona fede e la propria buona, persino ottima, volontà. Non esiste applicazione che tenga. Ho bisogno d’amore, ma tanto mi arrivano solo schiaffoni… E così, senza rendersene conto, interiorizzando questa idea, continua a delegare all’esterno la propria vita.
c’è chi, invece, si accusa di non essere stato abbastanza in gamba (come dire: eppure, caspita, PRIMA non ero uno/una in gamba io?) per aver saputo cogliere le bugie di un/una bugiardo/a, il tradimento di un traditore (evito le // ma intendo tutto unisex ;), le manipolazioni di un manipolatore, i prodotti scadenti e scaduti di un venditore tanto abile nelle parole quanto imbroglione…
cosa sarà stato? un bisogno d’affetto talmente patetico da diventare ciechi?
e allora si autoaccusa, di non aver saputo avere i confini abbastanza tenaci, quelli che coprono il deteriorarsi dell’interiorità del cuore, quelli che dovrebbero proteggere il “nucleo” dai terremoti della vita. Ci si accusa e ci si dice: senti, mai più, hai capito, mai più? mi hai già deluso una volta, come posso più fidarmi di te? D’ora in poi ti terrò sotto stretta sorveglianza, perché tu non combini altre cavolate (per dirla leggera, ndr).
Ed è più “grave” dirlo dentro di sè, a se stessi, che dirlo a qualcun altro.
In realtà penso che nei problemi di cuore, o in quei problemi che sembrano centrare con il cuore, ma in cui alla fine, purtroppo, persino l’amore inizia a centrare solo fino ad un certo punto (e si chiamano spesso problemi di prevaricazione, violenza, manipolazione, dipendenza,
e chi ne ha, purtroppo, più ne metta) questi due atteggiamenti, queste percezioni di sè e del (male) vissuto, convivano, insieme a tanti altri aspetti, facendo spesso a botte gli uni con gli altri.
Però c’è probabilmente anche una tendenza interiore a far prevalere un aspetto sull’altro, a seconda della base che si ha.
Saper imporsi delle cose, nella vita, a volte è necessario, per non andare alla deriva, perché la libertà non diventi anarchia (sto pensando a quando mi imponevo di studiare, mentre avrei voluto andare in giro…), perché qualcosa ci porterebbe a soffrire avanti in una situazione, ma l’istinto ci salva, ma per salvarci ha bisogno anche delle braccia forti della ragione.
A volte bisogna anche sapersi rimproverare. Ma il punto è non arrivare a cazziarsi dalla mattina alla sera. E ricordarsi che volersi bene, ma bene davvero, rimane la prima cosa.
Se ti vuoi bene davvero, se ti bilanci, se sai riconoscere davvero cosa ti fa stare bene e cosa ti fa stare male, se ti ascolti, forse di cazziarsi ci sarà sempre meno bisogno?
Ciao a tutti, è qualche giorno che manco ma torno e vi ritrovo..Volevo dirvi una cosa..
Credo che per qualche tempo uscirò da questo forum.
In tutta sincerità io nn ce la faccio più a leggere sempre cose di sofferenza.
La mia storia la sento lontana, ne ho parlato credo fino alla nausea ma ora basta, non ce la faccio più a leggere e scrivere su questo argomento.
Scusatemi tutti se vi posso sembrare egoista o forse cinica, ho condiviso con voi il dolore e voi condividendolo con me mi avete dato la forza per superarlo, ma sento che questa fase della mia vita è passata.
Anna ti sto sorridendo, tranquilla, ci sei dentro con tutte le scarpe e sei pienamente coscente a livello razionale in cosa sei dentro….soffrirai, ma pazienza lo farai lostesso, siamo fatte così, ci basta una spolveratina di polvere di stella….
Il mio oggi vuol essere un ringraziamento per il cammino che mi avete aiutato a compiere.
I miei pensieri ora sono occupati da altri problemi e come dicevo stamattina ad ANTO, ci sarà mai pace per i comuni mortali?
Purtroppo a causa di questa nuova situazione che si è creata a casa mia non sarò a milano sabato…
Un bacio ed un abbraccio a tutti
E’ da un pò che scrivo in questo blog, principalmente nell’altra discussione (come riconquistare l’ex), oltre ad avere trovato molti tuili consigli e (spero) ad averne dati, mi sono reso conto di quanta sofferenza c’è in giro. Ho notato di come ci sia questa sorta di divisione, da una parte persone sensibili, che vivono l’amore come qualcosa di importante e di splendido, dall’altra questi esseri incapaci provare veri sentimenti privi di carattere e di amore che puntualmente distruggono il cuore ai primi. Non so più che pensare, però una cosa la so e mi spaventa, io sono sempre appartenuto alla prima categoria, ma purtroppo passando il tempo, e pian piano mentre supero la mia indigestione amorosa, mi rendo conto che come se subissi gli effetti involontari di un meccanismo di difesa molto potente ed antico, mi sto via via trasformando per diventare un fiero esemplare della seconda categoria. Non credo più nell’ amore tra uomo e donna, adesso credo che sia solo il frutto contorto di una cultura che ci ha incuclato valori romantici che non trovano applicazione pratica, ne nella natura umana, ne nei cambiamenti che la società in questo particolare periodo storico sta subendo. Insomma, a parte tutto sono stanco di essere da questa parte della barricata, a soffrire e a versare lacrime per gente fondamentalmente stupida e insignificante ma che possiede il magico potere di saper scappare e quindi paradossalmente vince sempre, in questa eterna fuga fatta di coraggiosi amanti e vigliacchi finti amanti. Che fare? voglio dedicarmi al lavoro, agli amici, ai soldi, alla materialità, voglio dimenticare di avere un cuore così grande che neanche tutto il sangue di questi str…. potrebbe bastare per farlo pompare, voglio dedicarmi ad una donna solamente tra le candide lenzuola, voglio dimenticare questa parola che nemmeno esiste, piena di insidie e di cose che non vanno proprio: Amore. Basta io ho chiuso, perchè non esiste, è un illusione, noi tutti qui siamo degli eterni e stupidi romantici della peggior specie, saremmo dovuti nascere 30 anni fa, quando ancora l’amore esisteva, ma era già malato ed ora è morto, mi dispiace, ma io la penso così e la cosa peggiore è che tutto questo nasce da una profonda meditazione e non dalla rabbia e dal dolore che si può avere in un primo momento di abbandono. Donne vaf……, io non vi amerò più, non sarà più quell’uomo carino ed educato che portate a casa dalla mamma per vantarvi per poi farmi il cuore a pezzi e piantarmi un coltello dietro le spalle, io sono un galantuomo, ma non ci sono più nobildonne. Per me è finita, inizia una nuova stagione, finchè campo da voi mi interesserà l’unica cosa che alla fine avete di interessante, quel triangolino in mezzo alle gambe e quelle belle boccie sul petto. Un saluto e scusate per lo sfogo.
Un ciao e un abbraccio a Margherita 🙂
ma quale egoismo e cinismo? :O
mi sembra un passaggio naturale e anche positivo 😀 😀 😀
l’istinto dice quando approdare qui e quando staccarsi e riprendere il proprio viaggio, senza il forum 🙂
baci baci baci
LUCA: odi et amo ti dice niente? perché a dire il vero Catullo si lamentava di essere stato preso in giro da una donna e dall’amore già qualche secoluccio fa… era innamorato, ferito, arrabbiato, diceva di amarla ancora – in senso di passione – ma di non volerle più bene…
traducendo liberamente:
“Smettila di vaneggiare, povero Catullo,
e quel che vedi essere morto, consideralo morto.(…)
Ora lei non ti vuole più (…)
e non inseguire lei che fugge, e non vivere infelice,
ma con animo risoluto sopporta, resisti.
Addio, ragazza: ormai Catullo resiste,
e non ti cercherà, e non pregherà chi non lo vuole.
Ma sarai tu a soffrire quando lui non ti pregherà più.
Disgraziata, guai a te! Che vita ti rimane?
Chi si avvicinerà a te adesso? A chi sembrerai bella?
Chi amerai ora? Di chi si dirà che sei?
(…)
Ma tu, Catullo, risoluto resisti”.
Le sue parole mi suonano famigliari… no? è che ai tempi suoi non esistevano i forum! 😉
insomma, le sofferenze d’amore sono sempre esistite, e anche le persone che pugnalano o sono superficiali. Ma, fortunatamente, anche l’amore è sempre esistito. Meno male.
Ci sono sicuramente persone più sensibili, che credono in certi valori, e altre prive di scrupoli, però molto spesso le storie finiscono non solo per la cattiveria di uno/una nei confronti dell’altro, ma anche perché ci sono problemi di comunicazione, perché si cresce in maniera diversa e ci si perde per strada…
ci si dimentica anche che a chiunque potrebbe capitare di essere lasciato, come però anche di non amare più… e non sarebbe un mostro, sarebbe qualcuno che non ama più e che deve scegliere tra stare con qualcuno per dovere, per non ferire, per non mandare in aria un progetto in cui, magari, un tempo ha creduto… certo, quando finisce vediamo di non essere vigliacchi, vediamo di voler bene… forse, ecco, quando si ama qualcuno bisognerebbe anche sempre volergli bene, esserne amici…
che restasse quel legame di affetto, perché l’affetto è meno infuocato, ma molto spesso molto meno egoista dell’amore.
insomma, guardiamoci dalle sofferenze d’amore, ma non convinciamoci che esistono solo due categorie di persone, che l’amore non esiste, che non merita avere qualche positiva rivoluzione cardiaca. E anche se fosse vero che esistono due categorie di persone meglio cercare i propri simili, che piegarsi all’odio e alla superficialità. Non c’è anche da perdere? In fondo l’innamoramento, quando è sano, è una gioia impagabile…
Sinceramente io abito in Romagna e la mia conclusione è che almeno in Romagna l’amore non esista… ormai anche se vedo 2 persone che stanno insieme da 2 anni non vedo quasi neanche i loro sorrisi, ma direttamente i loro tristi volti da abbandono… Sì, è così… E che fare se qui non c’è?
Io voglio ancora crederci, per questo appena potrò me ne andrò e lo cercherò da un’altra parte, anche all’estero se necessario… sperando di essere più fortunato…
Un saluto…
Mi dispiace Luna, ma il tuo commento mi appare intriso di un ingenuità a cui non voglio più dare ascolto. A parte il fatto che le frasi di Catullo con me hanno poco a che vedere, che io non solo non cerco nessuno ma non provo nessun amore mascherato da odio ma semplice disgusto ormai, siamo alle solite, la gente (te compresa) ama raccontarsi fantastiche balle invecedi aprire gli occhi e vedere la realtà delle cose. Chi ancora oggi crede all’amore o è stupido, o in fondo sa la verità ma non la vuole accettare, nella migliore delle ipotesì tu luna, appartieni alla seconda categoria. Ci sono persone che obbiettivamente fanno schifo, in tutti i contesti della vita, e quando lasciano qualcuno il loros chifo emerge ancora di più, evidenziato in una situazione molto delicata. Tra le altre cose, nessuno vuole gente che sta con qualcun altro per dovere, ma nemmeno gente che quando ti lascia ti tratta come una m… dopo aver preso da te per 4 anni tutto ciò che poteva, e anche quando si lascia, lo si può fare da gente onesta e coraggiosa, o da gente triste che scappa come i conigli lo ripeto, tu parli con la bocca dell’ingenuità te lo ripeto, e giustifichi atti che non sono giustificabili, ma questa ormai è una consuetudine della nostra società malata, e quando una società è malata malati sono pure gli amori che si sviluppano al suo interno. Tu continua a credere alle favole, sei destinata a soffrire ancora o a fare soffrire, io preferisco svegliarmi e vivere una realtà, forse più triste di una favola, ma più vera.
Sono stanco di sentire la gente giustificare qualsiasi fangata con frasi del tipo: Saranno problemi di comunicazione, no!!! esiste il bene, il male, l’odio, l’amore, cose oggettive che vanno valutate per quelle che sono e se uno è una m… è una m…., non c’è nessun c… di problema di comunicazione, la vita non è un problema di comunicazione, non è un comunicato radio o video, e che cavolo, scegliatevi. Lascialo perdere a Catullo che viveva in una società diversa, le cose da Catullo a oggi sono cambiate, ai tempi di catullo c’èrano ancora donne diverse, probabilmente più affascinanti anche, oggi l’ipocrisia e la stupidità hanno mangiato il cervello un pò a tutti, stop
Ocram: le sofferenze d’amore quale problema geografico… questa mancava… no, no, non sono ironica, dico davvero che è un punto di vista che non avevo mai sentito considerare…
e se il problema fosse anche che da un lato è vero che c’è chi si tumula in un’unione infelice, ne sopporta di cotte e di crude, perdona l’imperdonabile e si fa infliggere atteggiamenti allucinanti… però da un certo punto di vista il fatto è anche che non ci si accontenta più di un’unione e basta, in quell’unione si vuole anche l’amore… intendo dire: un tempo non ci si lasciava quando l’amore finiva, non così frequentemente come oggi. Ci si tradiva come oggi (o forse meno, d’accordo, ma per niente no di certo…) però l’adulterio maschile, per esempio, non era considerato una ragione razionalmente così valida per lasciarsi. In più l’adulterio era probabilmente anche condiderato un equilibratore? quando la passione languiva e rimaneva importante l’istituzione, la sua sicurezza, il suo simbolo del matrimonio davanti agli amici, i parenti, si accettava la noia e l’adulterio, quella passione trovata altrove, era una compensazione per vivere più tranquilli?
Non c’ero una volta, e quindi non lo so… azzardo, butto là, per sapere cosa ne pensate.
I sentimenti c’erano sempre, si gioiva e si soffriva sempre, l’inconciliabilità tra passione e sentimento sempre vivo e stabilità ha fatto spargere fiumi d’inchiostro già a fine ‘800 (anche prima, ma ricordo una citazione a proposito del periodo).
Chi usciva dai binari della stabilità (delle noia anche) andando a cercare la passione, con quella passione – quanti romanzi a questo proposito – pareva dovesse bruciarsi sempre.
Oggi il dramma non è solo il matrimonio che finisce, l’unione che si spezza… oggi le facce sono tristi perché, prima, a monte, un “non so”, “non sono più sicuro di amarti”, una carezza che non arriva, la disattenzione, il dubbio che la persona accanto si stia allontanando non dal concetto di coppia, ma dal sentimento, sono già drammi interiori di un’intensità devastante.
Perché siamo più liberi.
Croce e delizia.
Liberi di sentire e spaventati, però, anche dal fatto che i modelli non si sposano più con quella libertà di dire “non amo più”, “sono infelice perché non sono amato più”, che un tempo non erano cose di cui forse si parlava così apertamente, neanche a se stessi.
@LucaCT complimenti, sei diventato come il 90% degli uomini ossia coloro che sfuggono a relazioni impegnative e che basano l’interesse per una donna soltanto per ciò che possiede dalla vita in giu’.
Alla fine non hai fatto nulla di straordinario, il tuo discorso non sa di niente di nuovo, sei passato dall’altra parte della barricata ma non penso che per questo sarai piu’ felice e soddisfatto. Non penso neanche che questa sia la soluzione: se tutti i “sensibili feriti” diventassero bastardi per adeguarsi al mondo che li circonda, non esisterebbero piu’ i sensibili e dunque non ci sarebbe un’alternativa ma un feroce conformismo.
Il mondo ha bisogno di alternative e non vale la pena rinnegarsi soltanto perchè qualche idiota ti ha fatto del male.
Non è idealismo, questo. E’ realismo: la storia ci insegna che se non ci fossero stati gli idealisti a fare da alternativa al male e ai soprusi, il mondo non avrebbe conosciuto il progresso nè le grandi invenzioni nè nulla.
La controparte è necessaria, sempre. Ed è necessaria ancora di piu’ quando i tempi sono malvagi.
Io Chiara ho un cuore grande, è stato ferito, tanto ferito e ingiustamente- come è successo a te – ma non mi importa: non ho alcuna intenzione di cambiare perchè se in questo mondo
esiste uno – e dico uno – simile a me e io rinnego me stessa e divento come non sono, mi nego l’unica – e dico unica – possibilità di riconoscerlo e farmi da lui riconoscere.
Io so di essere speciale, indipendentemente dalle delusioni che incontro. Ogni persona che si nega a me perde qualcosa.
Non baso il mio valore di persona su ciò che pensano gli altri.
E se il mondo fa schifo, se le relazioni ormai sono di cristallo fragile, se le persone non sanno piu’ apprezzare l’amore, tanto piu’ allora io devo rimanere come sono.
Perchè se mi rinnegassi, se cambiassi per diventare una versione piu’ cinica e menefreghista, allora l’avrei data vinta a quegli idioti che mi hanno fatto soffrire, l’avrei data vinta a chi crede che se non ti conformi al mondo dal mondo sei fuori.
Invece no. Io vi dico: siate sempre voi stessi e non rinnegatevi MAI per nessuno. Soltanto, dalle delusioni ricevute, imparate un po’ di furbizia e cautela nel giudicare e capire le persone. E’ l’unico accorgimento da imparare: meno ingenuità, sicuramente. Ma per il resto, lasciate che il vostro cuore grande continui a battere perchè, in ogni caso, ne varrà sempre la pena finchè sarete vivi.
LUCA: sorrido 😉 mi sono beccata della stupida, o, nelle migliori delle ipotesi, dell’ingenua, e manco mi conosci 😉
e soprattutto non conosci la mia vita e la mia storia.
E credo che tu non abbia mai letto neanche i miei commenti sino a qui, altrimenti non penseresti che credo nelle favole.
Comunque sia tu sei proprio inc……o nero, talmente inc….o da dare della stupida alle persone che la pensano diversamente da te, o che hanno un altro modo di guardare le cose. Ciò è un’ulteriore dimostrazione che i problemi di comunicazione esistono eccome! a tutti i livelli!
Che io sia anche ottimista è sicuramente vero. e grazie al cielo. Sì, ringrazio il cielo di saper essere anche ottimista, perché alla fine, che ti piaccia o no, vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto fa la sua differenza. Anche perché, proprio perché non sono stupida (anche tutti lo sono un po’, tutti sono un po’ ingenui, tutti sono tante cose, pure tu) la vita mi ha comunque dimostrato che darsi da fare è molto più produttivo che piangersi addosso, che prendersi anche le proprie responsabilità (ho detto responsabilità, non colpe… se qualcuno ti dà una randellata in testa non è colpa tua, però se non ti sei spostato la responsabilità è anche tua)è più produttivo, per se stessi, di esternizzare tutto, dando la colpa agli altri, ai mali del mondo… è facile, sai, Luca, dire che sono tutti str…, che sbagliano sempre gli altri, che si è mosche bianche in un mondo meschino, gretto, e vomitevole.
Gli str… ti diranno sempre che qualcuno li ha feriti, che erano agnelli ma che il mondo li ha trasformati in lupi.
Forse tra gli agnelli e i lupi può esistere un’altra categoria, quella delle persone consapevoli. Che quando incontrano il pericolo sanno riconoscerlo, ma che quando incontrano il benessere sanno riconoscerlo e accoglierlo.
E’ questo quello che ti ho detto.
I problemi di comunicazione, come lo stress e via dicendo esistono. Come esistono persone che non guardano in faccia nessuno, esseri umani cattivi (sì, cattivi) egoisti e irrisolti, egocentrici e vigliacchi che sparano, sparano sulla folla e al cuore di chi vorrebbe amarli.
Però se lavori su te stesso almeno saprai riconoscerli, quelli lì, ed evitarli. Lavora prima su di te, e poi, quando hai lavorato su di te, e sai riconoscere davvero ciò che ti fa bene e ciò che ti fa male, allora potrai dire che il mondo è una mer… colossale.
Forse scoprirai che è vero, molto vero, ma almeno non lo dirai da persona ferita, incaz…, ma consapevole. Che si prende la responsabilità anche del fatto che, magari, su tot persone che sono andate via da lui, tot erano effettivamente dei mostri, ma alcune magari avevano ragione, perché con te (tu generico, non te luca), non si poteva stare, perché magari eri tu un lupo, quando credevi di essere agnello, o perché eri agnello con chi dal primo momento ti ha dimostrato di essere un lupo, ma sei stato tu a non andartene subito, al primo segnale
Forse sì, sono un po’ ingenua, perché mi è rimasta una parte positivamente infantile a cui piace scoprire il bello del mondo, ogni giorno. Non penso che il mondo, di per sè, sia tutto questo gran bel posto, è vero che pullula di rabbia e dolore. Ma, d’altra parte, è il solo che abbiamo. Dobbiamo viverci dentro, cercando di viverci al meglio, non al peggio.
se riesci ad andare su marte fammelo sapere, per il momento è qui che dobbiamo stare.
E posso dirti che questo mondo è anche una schifezza, ma non solo una schifezza. Che ho avuto uomini che mi hanno fatto male, e uomini che mi hanno fatto del bene. Amici che mi hanno tradita e delusa, e altri che ringrazierò sempre perché sono stati e sono angeli nella mia vita.
Se mi fossi limitata a vedere i lupi, che pure ci sono, la vita sarebbe una cosa sterile, non riderei mai, e non sarei mai felice.
Forse, per provare la gioia, bisogna accettare anche di saper riconoscere il dolore. Se chiudi l’interruttore al dolore, se ti chiudi, neanche la gioia proverai.
Odio piangere a catinelle, ma mi piace ridere a crepapelle (pure la rima???), questa è la mia stupidità, la mia ingenuità?
cmq sia, capisco che tu sia stato autoreferenziale su catullo, visto che scrivevo a te, ma lo usavo come esempio di una reazione all’amore che finisce.
Società diversa la sua, dici tu? senza dubbio. Però, se non erro, il detto Homo homini lupus non è scritto in francese moderno… un perché ci sarà…
sei incazzato, luca, la verità è questa. Esternizzi: tutti str… e fatta è. Si vede già dal fatto che chiami stupida la gente che non la pensa come te. Peccato che questa sia una strada anche molto pigra, rispetto all’ammettere che, a parte la str…ggine, esistono anche e sul serio delle dinamiche tra le persone. Sei tu ad essere un ingenuo, mi sa, non io. Tu che credevi, forse, ad un amore perfetto in cui stare bene insieme sia solo una grazia ricevuta. Invece la comunicazione è importante eccome, come l’empatia. Ciò in un rapporto sano. In un rapporto malsano bisogna saper prendere la porta, se davvero abbiamo di fronte qualcuno che ci prevarica. Però, ripeto: esternizzare tutto non porta a niente.
Detto questo, fai la tua strada, come credi, è la tua, e a me non cambia nulla.
LUCA; ancora una cosa: per inciso sì, c’è stato un periodo della mia vita in cui ho giustificato l’ingiustificabile, ma ora no, non è così. lavoro su me stessa perché non accada mai più. Perché non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me. Ma diventando più forte, non più stronza o più violenta.
C’è una differenza tra le due cose, che ti sfugge.
La vera forza non ha bisogno della violenza. Tu non sei solo incazzato, tu sei ferito, soprattutto. Un mix esplosivo. E ti difendi come puoi. E quando incontri su queste pagine una che stronza non è le dai della cretina e della debole ingenuotta. Perché ti confermerebbe che il mondo non pullula solo di bestie feroci, persone senza valori.
Se una prova di sensibilità diversa dalla tua è già stupidità, se la sensibilità ti irrita, sei già entrato nell’ottica che esistono i prepotenti perché esistono gli agnelli, e quindi la colpa non è dei prepotenti, ma di chi è troppo stupido e crede nelle favole. Sono questi i discorsi che odio, perché sono discorsi da deboli che si travestono da lupi, e molto spesso i deboli travestiti da lupi sono peggiori dei lupi stessi. Perché odiando la propria debolezza, sentendosi troppo indifesi, odiano quella debolezza che credono di cogliere negli altri. Non la reggono, perché non reggono la propria, e quindi la attaccano con violenza.
La maggior parte delle persone violente (la violenza non è solo fisica) sono persone che non reggono la propria debolezza, anche specchiata negli altri. Ecco perché (non solo per questo, ma anche per questo) ci sono persone che sono state picchiate da bambine e che da adulte picchiano i famigliari o chiunque non sia in grado di opporsi fermamente alla violenza verbale e fisica.
Ecco perché chi è cresciuto nella molestia morale, nella fuga, nella violenza verbale, da adulto è aggressivo e scappa, vigliaccamente, dopo aver fatto del male, perché non regge innanzitutto se stesso, il dolore che ha provato e che fa provare ad altri.
E molto spesso di questo gioco perverso con se stesso non è neppure consapevole, sente solo rabbia e dolore.
Ho descritto delle dinamiche, che esistono, non delle valide giustificazioni per chi fa del male. Quel che penso è invece che se chi è ferito si curasse le proprie ferite, riuscendo a non volgerle in rabbia e violenza, al mondo ci sarebbe meno sofferenza emotiva. Che è quella di cui parli quando parli dell’amore che non esiste più, di vigliaccherie, fughe, imbrogli e incapacità di amare.
se un genitore malato fa violenza ad un figlio non sarà il genitore a poter guarire il figlio dalle ferite che ha procurato, perché non riesce a guarire neanche se stesso! Solo il figlio può curarsi le ferite. Così è nell’amore. L’odio genera odio, se la debolezza patita si tramuta in rabbia.
PER LOREDANA
come stai , qualcuno di voi sà com’è andata ?
poi si è ripresa io sto nelle sue stesse consizioni…
spero non scriva più qui starebbe a significare che forse è tornata ad essere felice
Luna e Chiara hanno super mega ragione.
Alla fine, almeno per molti di noi, la vita e’ stata bella.
Con grandi dolori, alcune ferite e inaspettate delusioni ma BELLA comunque.
Io parlo anche per me, che ho 34 anni, una famiglia splendida, un lavoro ottimo, una marea di amici e la possibilita’ di decidere ogni giorno cosa essere.
Si, a volte, e’ successo di sentire che tutto fosse perso e finito ma e’ stata solo una parentesi. Orribile per me ma che nn mi fara’ mai dire che tutta la gente e’ stronza, che il mondo fa schifo, che nn vale la pena di credere in nulla che nn sia riconducibile al cinismo.
Luca…sei arrabbiato…passera’…
IN BOCCA AL LUPO.
Siamo esseri umani Luna, gettiamo via al vento le nostre grida di dolore quando soffriamo, e facciamo eccheggiare nell’aria le nostra risa quando spinti dall’ilarità, ridiamo a crepapelle, come dici tu. Quando un animale è ferito urla, perchè nei nostri antichi geni c’è un codice che ci ha insegnato a chiamare aiuto, i nostri simili, lo facciamo per le ferite del corpo e per quelle dell’ anima, ma gridando in modi diversi lanciamoc sempre il medesimo messaggio, esternando con naturalezza il nostro dolore, che se fosse tenuto dentro diventerebbe un cancro, che non si potrebbe più fermare. Io non ho scelto di chiudermi al dolore, ne di rendere la mia vita meno aperta o meno disponibile a nuove esperienze. Ho scelto di smettere di illudermi che esista l’amore, sentimento controverso che fino ad adesso, nel bene e nel male, mi ha portato solamente guai e sofferenze, negli anni ho valutato la società che mi circonda ed ogni volta, ogni santissima volta che ho creduto di poter contare su una donna al mio fianco, mi sono reso conto che non ne valeva la pena. E questo non perchè non erano donne degne di attenzione, non è colpa loro, intelligenti e belle, erano tutte a modo loro, l’immagine della donna di oggi, forte, indipendente, dinamica e versatile. Ma io di queste qualità non so che farmene, se manca il coraggio, la consapevolezza come dici tu, l’onore, il rispetto, l’orgoglio, la fierezza, l’audacia, la serietà, la dingità.
Mi accontenterei di molto meno credimi ma a che scopo? mi ritrovo a navigare tra ricordi che riaffiorano come nuvole inconsistenti, e perso tra i labirinti della mia memoria non trovo nessun appiglio, nelle strade che ho percorso un sottile velo di erba nasconde la giusta direzione da prendere, il futuro è solamente un vuoto da colmare con il presente, spoglio di qualsiasi illusione sento scorrere nelle mie vene solo rabbia e rancore, un rancore antico, potente e prepotente, che ha preso le redini della mia testa, stanco di far governare i sentimenti. Ho dato tanto cara Luna e indietro niente, o quasi, briciole di cui non riesco a saziarmi. Io sono consapevole di me stesso, non esiste che tradimento e cattiveria per le vie di queste strade, che da oggi percorrerò da solo perchè non ha senso, il profumo di qualcosa che non esiste, un fruscio di vento che ti sussurra qualcosa, colori che ti ingannano senza tregua, io non sono un giocattolo nelle mani degli dei o di una singola persona, o almeno non voglio più esserlo, c’è una bestia dentro di me che ha rotto ogni indugio, l’ho tenuta a bada per tanto tempo confidando nel destino e nella vita, ma adesso non posso più trattenerla, io ho perso, i giochi sono fatti, spero che per te, e per altri, il sogno si realizzi mille volte, io ci ho rinunciato.
E’ giunta l’ora di andare. Ciascuno di noi va per la propria strada: io a morire, voi a vivere. Che cosa sia meglio, Iddio solo lo sa.
Platone, Apologia di Socrate
C’è stato un tempo in cui io credevo fermamente nella bontà degli esseri umani e inseguivo la luce, tutto ciò che poteva fare felice chi mi stava accanto era per me qualcosa che superava ogni felicità. Oggi il male è entrato dentro di me o forse come dici tu, c’è sempre stato, è vero, molte volte mi hanno accusato di essere un lupo travestito da agnello, ma se dentro me c’èra un demone io ho cercato di combatterlo senza sosta. Ho lottato con coraggio, contro il mio demone e per la mia gente, e per chi dormiva nel mio letto abbracciandomi ogni sera. Quanti lividi ho in queste mani e cicatrici nel mio volto, che mi faccio pena se penso a quanto ho sofferto per essere migliore, e le lacrime mi danno un fastidio che non puoi immaginare, perchè vorrei non essere capace di piangere, perchè non ne vale la pena, perchè non è servito a niente, perchè è solo acqua che scendo giù fino alle guance e poi cade a terra e non ne rimane traccia. Mi sento così idiota, così stupido, se penso quanto ho abusato di me stesso, quanto male ho permesso nei miei confronti, rido se mi parlano dell’amore lo sai, mi fanno pena le coppiette che vedo passeggiare per la strada, scappo quando una donna mi guarda negli occhi e intuisco che mi piace, che gli piaccio, perchè non voglio soffrire più, voglio abituarmi a non avere più carezze da nessuno, non voglio le labbra sulle mie labbra, penso con fastidio alla saliva di qualcuno dentro la mia bocca, che è così stanca di parlare e di difendersi, e le mie mani sono così stanche di toccare e di cercare, la mia testa gira e gira, e poi la sera mi viene un sonno, una voglia di dormire, anche se mi piacerebbe tornare a fare bei sogni.
Ciao tt,
scrivo solo 2 righe per sfogarmi un po’.
Oggi è proprio una di quelle giornate in cui tt ti crolla adosso e ti chiedi il perchè di tt questo. Perchè siamo arrivati a questo punto? Vorrei far esplodere la rabbia che ho dentro, ma il dolore mi soffoca ogni sentimento. Non capisco e non capiro’ mai. Non posso accettare una scelta cosi’ insensata. Come puo’ cancellare tt in un attimo e con una fredezza cosi’ disarmante? Come potro’ un giorno tornare ad avere fiducia nell’amore? Non lo so proprio…
ciao è da un pò che non scrivo e questa sera ho proprio bisogno di sfogarmi, ormai sono al limite e la cosa buona e che sono astemia altrimenti berrei per dimenticare e non pensare anche solo per pochi minuti (almeno penso che questo faccia l’alcool)nn c’è la faccio più passo giornate intere a farmi delle seghe mentali e nottate a piangere dove il buio e il silenzio mi fanno compagnia di cui farei volentieri a meno.BASTA è un urlo che parte dalle mie viscere e che continua a echeggiare nell’aria, ho preso i vostri consigli di nn chiamarlo ecc.ecc inizialmente ero soddisfatta e mi ripetevo è giuso cosi non posso continuare a lottare contro i mulini a vento, ma questa sera la tentazione e forte e se nn lo faccio è grazie a voi e a quello che ho letto alla fine non serve a niente lo so infatti la mia dignita e stata calpestata da lui ma molto più da me stessa che non volevo accettare la situazione e quindi continuavo a fare stupidaggini rendendomi ridicola oltre che stupida.cmq un altro giorno è passato e ho resistito e per me è una grande vittoria certo la battaglia sarà lunga ma io cerchero di essere un buon generale di me stessa
LUCA: @il futuro è solamente un vuoto da colmare con il presente…
il problema è che il passato non si può mai cambiare (si può però rielaborare, perché oltre ai fatti esiste il nostro modo di porre noi stessi rispetto ai fatti), il futuro è comunque un’astrazione… certo, anche una meta a cui tendere, ma comunque la vita si fa sempre nel presente…
Hai descritto con troppa energia il tuo stato d’animo per dipingerti da passivo… e infatti dici che non vuoi abbandonarti nella mani degli dei o degli altri… ma ti opponi alla vita, con rabbia e dolore, invece di viverla?
Già, forse ora il tuo carburante è composto da rabbia, disincanto, dolore, sofferenza…
probabilmente, per il momento emotivo che vivi, è anche naturale che sia così…
Credimi, capisco quello che dici quando, guardando le coppiette per strada, ti chiedi come facciano a credere ad un’illusione, a qualcosa che l’indomani può finire… li guardi da fuori e dici: ma come fanno? Ma non capiscono che è tutto soltanto un bluff? che l’amore non esiste, che le parole sussurrate lasciano il tempo che trovano, che tanto, un giorno, guardando indietro, quando la febbre se ne sarà andata, capiranno che è solo questo, null’altro, una febbre che fa sembrare vero ciò che vero non è. E comunque, anche se lo fosse, quanto dura? e se non dura che senso ha?
l’ho pensato anch’io, sai?
Sì, mi è capitato di provare uno stato d’animo, a riguardo, che se non era identico al tuo era molto simile.
Non è durato molto, ma quanto era violento!
Me lo ricordo benissimo. D’improvviso la questione non era “l’amore fa soffrire”, “l’amore può finire”, era proprio “l’amore non esiste”… è un imbroglio. Ma come fa la gente a crederci?!? e soprattutto, come ho fatto io a crederci fino a ieri?!?
Una specie di verità pazzesca che si apre davanti ai tuoi occhi, e tu pensi: non sarò mai più come prima… perché io ora so…
Perché mi è capitato di stare male per amore, ma mai così…
Forse perché l’amore – inteso, in senso più esteso anche per l’amore che si mette nelle cose che si fanno, nel senso di energia vitale, di apertura, di fiducia di superare le difficoltà insieme, la regola del ricevere e dare, di una lealtà intrinseca nelle persone più vicine – era sempre stato il mio motore… tolto quel motore, se quel motore non aveva senso che dovevo fare? decidere di andare avanti… a remi?!? Cambiarmi la testa, cambiarmi il cuore?
E allora, mi dirai, perché sto lì a dirti che sbagli ad avere una visione così negativa, se l’ho avuta anch’io?
Perché la mia visione negativa, così pazzesca, così violenta, è stata figlia di un colpo così forte, in mezzo al petto, da lasciarmi senza fiato. Da cambiare i connotati del mondo per me.
perché, una persona che avevo amato molto, che sino al giorno prima pensavo mi amasse, con cui credevo di avere una vita, una storia, anche un’identità (non nel senso che non ne avevo una mia, ma nel senso che comunque siamo tante cose, e io ero anche la protagonista di quella storia di lungo corso) un giorno mi ha detto: Non ti amo più.
Avesse detto soltanto questo forse non sarebbe stato così pazzesco, così deflagrante. Gli amori possono finire. E’ un fatto. Possono durare 50anni, possono durare molto meno. Non si sa mai quanto possono durare, lo si sa solo vivendoli, e alla base c’è comunque, credo, una convinzione di eternità…
Ma quando gli ho chiesto: sono dieci anni… è riuscito a dirmi (perché era nel pallone): in fondo questi dieci anni non sono mai esistiti.
Ora, ti giuro, quando penso a quel momento io riesco persino a sorridere.
Nel senso che è chiaro che erano esistiti (e tra parentesi non era neppure finito quell’amore che lui diceva finito, neanche da parte sua intendo), però giuro che io in quel momento ho avuto davvero una specie di trauma… è stato come se davvero un qualcosa avesse cancellato di colpo dieci anni della mia vita…
non sono esistiti? ma io li ho vissuti! e non li ho vissuti mica da sola… dunque, i miei ricordi cosa sono? le foto che abbiamo scattato insieme cosa sono? le sensazioni che ho provato cosa sono?
no, sai che non riesco a spiegarti bene la sensazione? Però è stato come se mi avessero rubato non solo il presente e il futuro, per come l’avevo concepito sino a quel momento, e passi (perché il presente e il futuro potevo comunque ancora scriverli), ma se ti relativizzano pure il passato, così, che cavolo fai? E’ come essere trasportati in un’altra dimensione. Ti dicono: ah, sai, scusa, ci siamo sbagliati… sai che non eri dov’eri, non vivevi ciò che pensavi di vivere, e non eri con chi pensavi di essere?
Una frase (anche stupida), buttata là, mi ha aperto dentro una voragine, che ha inghiottito tutto ciò che – di bello – io pensavo dell’amore. Ciò che nessuna delusione era mai riuscita a rubarmi.
Questa è solo una parte della faccenda, però mi è venuta in mente quando ho letto quella cosa delle coppiette per strada, e altre cose che hai scritto.
La cosa più “interessante” è che mentre da un lato ero scioccata dal fatto che l’amore non esistesse, al contempo io ero la prova del fatto che esisteva… perché io amavo… cavoli, essì, io c’ero.
e insomma, vabbè che si può essere un po’ egocentrici, ma anche pensare che nessuno prova amore al mondo a parte me… 😉 😉
Non sono Heidi, Luca. Non lo sono, e capisco – se parliamo di sofferenza amotiva che ti toglie il fiato, che ti fa provare rabbia, che ti fa chiedere cosa diavolo abbia senso! – più di quanto credi. Però bisogna anche saper distinguere la realtà dalla nostra percezione della realtà dovuta a un periodo di rabbia e dolore.
Proprio perché sono passata attraverso un bel ribaltone emotivo, attraverso la rabbia, il fatto di pensare che non si può credere proprio a un bel niente, e che non ci si può fidare di nessuno, eccetera eccetera eccetera, proprio perché mi sono sentita come un pugile suonato e il concetto dei sentimenti quasi mi faceva impressione o comunque mi sembrava alieno, sono contenta oggi di dire che queste sensazioni non sono la realtà, sono espressioni del dolore che si prova interiormente.
Un dolore che enfatizza gli aspetti negativi dell’amore.
Che pure ci sono, ma non soltanto quelli.
Io spero per te, davvero, che tu attraversi questa fase senza farti troppo male, e che poi tu possa recuperare la tua parte capace di credere, di aprirsi, di non essere incatenata dalla paura e dalla rabbia.
Perché se io avessi continuato a pensarla in quel modo avrei perso la mia capacità di provare emozioni. Avrei perso me. Sarebbe stato un peccato (perlomeno per me!).
Per Luna:
Quanto è forte il verbo he? Quando attraverso la cabala si studiano i significati nascosti che contiene la bibbia, e si analizza la parte in cui Dio, con la voce, crea il mondo e tutte le cose in esso contenute, sta a significare questa semplice ma profonda verità. Quando apriamo la bocca Luna, apriamo mondi nell’anima della gente, c’è chi costruisce praticini con l’erbetta e la fontana, c’è chi apre voraggini. C’è chi è particolarmente bravo a fare i praticini e chi invece è particolarmente bravo a fare voraggini. Mi sembra di sentire il tuo smarrimento nel sentire quella frase, e dimmi, anche se ne sorridi adesso, non senti l’eco del dolore?
Non credo tu sia Heidi, e da quello che scrivi sicuramente sai cos’è la sofferenza, ma io per adesso vorrei essere come quelli del film equilibrium, una società di esseri senza sentimenti (scarica il film da e-mule è bello) ,mi dispiace che tu leggi la parte di me che non vuole più provare, era così bella quella che provava qualcosa sai? se ti facessi vedere le mie foto, ero così bello, avevo una luce negli occhi, ero felice, si vedeva. Ora è diverso, e credo di starmi assestando ormai in questo limbo di praticità, considero i sentimenti di carattere amoroso una malattia che debilita la mente, e il corpo, più questa malattia viene estirpata dal nostro corpo, dalla nostra mente, più diventiamo efficenti, veloci, precisi, il nostro lavoro vede triplicare, quadruplicare i frutti, tutti i processi finalizzati al risolvimento di problematiche si potenziano, la nostra attenzione si sveglia, diventiamo macchine perfette adibite al raggiungimento dei nostri sani obbiettivi di vita. Non ci sono laghetti pieni di arpe che suonano Luca, svegliati, la donna è un essere umano come te, pieno di difetti, che senso ha riporre in lei risposte a domande che nessuno dei due saprà mai rispondere? certo io so che l’uomo e la donna sono opposti che tendono ad unirsi, come per soddisfare un profondo equilibrio, ma ci sono tanti esseri su questo pianeta che siano loro a raggiungere l’equilibrio. Il fatto Luna è che io sono fondamentalmente, purtroppo: Vendicativo, orgoglioso, pericoloso quando vengo colpito. Al rancore e alla rabbia per i colpi ricevuti, adesso si aggiunge un profondo desiderio di rivalsa, voglia di restituire i colpi ricevuti, volontà di trasformare chi amavo, in un nemico da distruggere un giorno o l’altro. Quando passerà questa fase per me, e dalle ceneri di questa stupida guerra tornerà una persona capace di giudicare freddamente se e gli altri, come una macchina efficiente e non più come un cretino rimbambito, calcolerò il prezzo del danno subito e presenterò il conto al mittente, perchè prendi quello che è capitato a te, moltiplicalo per 100.000 e capirai minimamente cosa è stato fatto a me, con cattiveria, con malizia, con freddezza. Io devo difendermi per il futuro, o sono spacciato.
MAYA: no, l’alcool non credo proprio faccia quello che pensi tu, non crea oblio! Anzi, mi sa proprio che amplifica le sensazioni che si hanno. Dunque amplifica l’euforia, la rabbia e il dolore.
E comunque di sicuro non aiuta nè il recupero del proprio equilibrio, nè aumenta l’autostima, nè risolve i problemi, semmai ai problemi se ne aggiunge uno nuovo. … meno male che sei astemia.
Anche perché, se devi fare il generale di te stessa, stai già tentando di guarire da una dipendenza, quella da lui (o dal concetto del legame con lui), e quindi aggiungerne un’altra sarebbe solo farti del male in più.
Amica di te stessa, devi essere, non un generale. Però il concetto si capisce: generale nel senso di non seguire quelle tentazioni autodistruttive o comunque controproducenti che, come hai notato anche tu, non servivano a nulla e anzi creavano solo sensazioni peggiori dentro di te.
Dunque bene, tempo al tempo, ma stai facendo dei passi avanti.
Il senso di smarrimento e dolore è naturale che ci sia, anche perché entrambi esigono il loro tempo per guarire davvero e passare (non c’è un interruttore), ma se sei amica di te stessa sei sulla buona strada.
LUCA: ciao 🙂
tu mi ricordi molto una persona che conosco, sai?
Una persona, bella dentro, che, quando prova dolore, sembra diventare un altro. Che se viene colpito (o crede di essere colpito) spara missili… ma non sta neppure bene a spararli, anche se crede di difendersi, perché fondamentalmente rimane, seppure uno orgoglioso, vendicativo (cioè uno che quando è ferito sta così male da aver bisogno di sparare fuori) sì, soprattutto uno che non vorrebbe che vedere, in realtà, l’armonia del mondo. La disarmonia del mondo, degli affetti, invece, gli provoca così tanto dolore che arriva a ragionamenti pressocché identici ai tuoi.
Una persona che ho visto rilassata e felice, e altre volte freddo, chiuso nella sua torre, molto simile a quella di cui parli tu, per difendersi. Perché la razionalità gli facesse da schermo, da protezione, per arginare, in realtà, una tendenza persino troppo grande a lasciarsi andare, a vivere le cose talmente intensamente da temere di essere rapito dalle cose. Leggi: persone, valore dato a quelle persone, emozioni, sensazioni.
Qualcosa tipo: se punto solo 5 posso perdere solo 5, se punto zero, poi, non perdo niente, ma se punto me stesso, e le cose vanno bene mi sentirò un dio, ma se vanno male, perderò me stesso. E cosa c’è di peggio che perdere se stessi?
Però attenzione, ci sono persone che hanno la tendenza ad idealizzare così tanto gli altri, quando amano, che nel momento in cui si sentono traditi fanno pagare agli altri anche il fatto di essere caduti da un piedistallo, su cui non si sono messi da soli. Forse questo concetto non riesco a fartelo arrivare, ma la mia esperienza (la mia, poi magari per gli altri non vale) mi ha dimostrato quanto questo sia un aspetto non di poco conto.
Ciò non toglie, sicuramente, che vi siano persone che da quel piedistallo, o semplicemente da una vita a due serena, siano ruzzolate da sole, macchiandosi di comportamenti veramente pazzeschi, crudeli dal punto di vista morale, eccetera.
Ma idealizzare qualcuno non è mai una grande idea.
L’amore presuppone che qualcuno sia speciale per noi, diverso da tutti gli altri miliardi di persone che possiamo incontrare tutti i giorni, ma speciale non vuol dire ideale.
dici: @Non ci sono laghetti pieni di arpe che suonano Luca, svegliati, la donna è un essere umano come te, pieno di difetti, che senso ha riporre in lei risposte a domande che nessuno dei due saprà mai rispondere?
Francamente una frase così, a me, suonerebbe quasi come una dichiarazione d’amore. e di equilibrio.
Perché amare qualcuno rendendosi conto che è un essere umano (non un dio o una dea giunta a dimostrare che il paradiso è su questa terra), ammettere che tutti abbiamo dei difetti, e che la perfezione non esiste, è la chiave non del disincanto, ma dell’equilibrio. Restituire a noi stessi, e chi ci circonda, la propria umanità. E poi scegliere se quel tipo di umanità
ci piace o no, può collimare con la nostra, armonizzarsi con la nostra, se quei difetti possiamo accettarli o no (che è diverso dal pensare che amare significhi accettare tutti i difetti con un sorriso o pensare che non esistano, incassare senza filtro o negare l’evidenza).
Parole come le tue mi fanno pensare (non è un giudizio, è una sensazione, che può essere stramegasbagliata) a te come a qualcuno che pretende così tanto da se stesso che non può che pretendere tantissimo dagli altri. Perché non puoi essere anche un po’ un cretino rimbambito? perché, se tutti, almeno una volta nella vita lo sono stati di sicuro? perché non puoi accettare il dolore che senti invece di sfuggirgli inventandoci dei nemici, fuori, da distruggere? Perché non puoi accettare di avere perso?
Un nemico che c’è, non l’ho inventato, mi dirai tu, perché davvero qualcuno mi ha fatto male, troppo male, si è distrutta da sè, questa persona, dentro di me, non l’ho mica voluto io… ma ciò che voglio dirti è che non vinci quando ti vendichi, no, io non ci credo. Il male genera male, dentro di noi, prima che all’esterno. Chi passa dieci anni a parlare male di una persona che l’ha ferito (faccio un esempio scemo) fa male a chi viene calunniato, certo, ma fa male anche e soprattutto a se stesso, perché rinnova ogni giorno la propria rabbia, invece di vivere la propria vita, aprirsi a una nuova vita. Calcifica un male, invece di rielaborarlo. La rabbia non è un motore sostitutivo dell’amore, e se vuoi davvero rivederti sorridere, con quella luce negli occhi (e capisco cosa dici quando parli di uno sguardo diverso, di un volto diverso, di qualcosa che ti trasforma persino la faccia) non puoi fare della rabbia il tuo motore. Perché la rabbia fa parte di tutti gli esseri umani, ma quando diventa il motore corrode da dentro. E la freddezza di cui parli è già, per te, una scommessa persa. Con cui non punirai nessuno, se non te stesso. Perché il bello dell’essere degli esseri umani è esserlo, prendendo tutto il pacchetto delle emozioni, non essere delle fredde macchine calcolatrici. Chi pensa di non sapersi difendere dal dolore (e figurati se non lo so), chi ha perso la fiducia di saper allontanare, in modo salutare, chi può essere un nemico, non ha un problema con i nemici esterni, ha un problema con se stesso, con i confini di sè che non sente sicuri. Con il proprio orgoglio e la propria dignità che, crede, troppo facillmente qualcunaltro può riuscire (o è riuscito) a spazzare via. La verità è che è vero che chiunque può farci male, ma sta a noi non farlo entrare se è animato da cattive intenzioni, o respingerlo quando quelle cattive intenzioni si palesano. E non si tratta di tenere un fucile puntato sul confine, ma di dire, con semplicità, tu non entri, perché non sei qualcosa che mi fa stare bene. Ma far entrare, invece, le cose belle.
Luna: Ciao 🙂
Non è per criticarti sempre, ma trovo difficile che io possa ricordaerti qualcuno, perchè di persone come me ce ne poche, ma poche poche veramente. Hai presente la teoria degli opposti? c’è il bianco perchè c’è il nero, il dolore perchè c’è la sofferenza, giu giu fino alla vita, che c’è perchè c’è la morte. Di conseguenza, se c’è chi idealizza, c’è qualcuno che si fa idealizzare. Certo che se una donna ti riempie di baci e di carezze il 90% del tempo che trascorre con te ad esempio, dicendoti ti amo mille volte al giorno, è facile cadere nella trappola e idealizzare. Diciamo che gli sbagli si fanno sempre a metà. Io poi, ho il vizio (o la virtù?) di amare le persone per quelo che sono, non per quello che secondo me dovrebbero essere. Se ti comporti da vigliacca ad esempio, o da traditrice, o da stupida, non mi ferisci perchè non sei più la donna che avevo idealizzato, mi ferisci semplicemente perchè queste cose ti feriscono e basta, tu non te le aspetti dalla donna che ami ad esempio, non perchè l’hai idealizzata, ma perchè pensi che una persona corretta e che dice di amarti ad esempio, non dovrebbe ferirti deliberatamente. Insomma se mi entrano i ladri in casa e mi rubano tutto, non mi offendo perchè avevo idealizzato i ladri, e li credevo migliori, mi offendo perchè mi hanno causato un danno reale, tangibile, effettivo.
La voglia di vendetta non è voglia di esternare i propri sentimenti, è un istinto che ha l’uomo: Tu mi dai uno schiaffo, io mi difendo e ti do uno schiaffo, tu mi fai del male, io ho voglia di farti del male. l’altra guancia, levata la prima che mi hai già ferito, è l’unica che mi rimane, quindi contro ogni consiglio cristiano purtroppo non te la porgo, ti porgo invece un bel calcio in faccia, così proviamo a vedere il tuo grado di resistenza agli urti. E poi che vuoi, sono Siciliano capisci? in quest’isola te la insegnano la vendetta fin dalla culla, a vivere le emozioni con molta enfasi e passione pure, tu qui vivi tutto in modo evidenziato, sarà il sole, il caldo, il fatto che siamo bastardi figli di troppi incroci, non lo so. Fatto sta che vedere la donna come una principessa da proteggere da tutti i draghi non è un concetto che avevo scelto io, me lo avevano inculcato, e adesso voglio cambiare perchè credo sia meglio così. Ti fa essere troppo buono l’amore, oggi l’assenza di questo nella mia vita ha dato i primi frutti, ho licenziato un mio collaboratore che non rendeva come io volevo, ma non ero mai riuscito a farlo perchè eravamo anche un pò amici. Oggi ho sperimentato la fantastica freddezza dell’assenza di sentimento, tu sei una macchina amico mio, che funziona male, ed io ho bisogno di macchine che funzionano bene, quindi sbrigata con velocità ogni formalità burocratica, non fai più parte di questa squadra. Si mi sento meglio sai, più scarico, più leggero, e anche un pò più merda è vero, ma che vuoi, le cose nuove fanno sempre piacere. Un bacio
E si, ogni giorno cara Luna divento sempre più forte. Lo scudo attorno a me diventa sempre più resistente e me ne guardo bene dal distruggerlo. Perchè dovrei? il bello è che l’ho silurato oggi, di domenica, mentre lavorava! che dire, ti svelerò un piccolo segreto, la verità è che questo ragazzo me lo aveva presentato la mia ex e lavorava con me da quando era avvenuto questo incontro. Io purtroppo ogni volta che lo vedo, che veniva alle riunioni eccetera, mi ricordava lei, non ci potevo fare niente. Insomma così come ho gettato nell’immondizia tutti i suoi vestiti o gettato via anche lui, ma non sono soddisfatto, perchè anche se dolorante, mi piacerebbe tanto gettarci a lei nell’immondizia, insieme ai suoi simili, ai rifiuti.
La vita prosegue, finchè il destino ci darà da vivere, è tempo di rimettersi il berretto verde e come dice maia, diventare generali di se stessi, guardo oltre l’orizonte e vedo tanto fumo, ok è la guerra, non mi fa paura anzi, ogni centimetro della mia pelle è pronto allo scontro, soldi, basta solo questo conta adesso, ne voglio fare sempre di più, una montagna, voglio sentire il leggero piacere di sapere che ogni settimana, ogni mese, io divento sempre più forte, più aumenta il mio potere d’aqcuisto più mi sento pericoloso, e sentirmi pericoloso mi piace un casino, perchè più mi sento pericoloso più penso che nessuno potrà più farmi del male, più nessuno potrà farmi del male più diventerò forte e sempre più pericoloso! capisci? Unico rimpianto, unica spina dolorosa, come avrei tanto voluto avere una bambina. Ho sempre immaginato di volere avere una bambina, che qundo è piccola la puoi vestire con tutti quei vestitini carini, i fiocchi nei capelli, la puoi vedere crescere, e finalmente amare una donna da cui non pretendi nulla in cambio, amare una donna che non ti interessa se ti fa bene o male, se ti è fedele o ti tradisce, io a mia figlia la amerei e basta, le darei tutto e basta, senza aspettarmi mai nulla da lei, ma non avverrà mai, non la stringerò mai tra le braccia, l’occasione l’ho avuta ma la mia debolezza, la mia stupida debolezza, l’essere idiota che ero ha rovinato tutto. Ed è la mia punizione questa, tutto l’amore che avrei potuto darle non mi deve tornare mai indietro mai, è giusto che sia così, deve andare così, io farò in modo che vada così. E’ l’unica cosa che ancora ogni tanto rischia di farmi diventare gli occhi lucidi, ma non permetterò mai che quella lacrima riesca ad uscire perchè sarebbe come perdonarmi, essere clemente con me stesso, inutile, non ha senso, dobbiamo esigere da noi stessi l’impossibile, per potere esigere dagli altri il massimo. Ho paura del futuro Luna, ti dico la verità, nonostante tutto ho paura, ma il gioco diventa più bello quando si fa difficile giusto? mi accontenterò del mio cane, è femmina, è piccolo, e ha bisogno di me, pazienza.
Ho postato senza aver letto il tuo secondo intervento, cioè l’ultimo prima che iniziassero i miei. Hai ragione Luna, su tante e tante cose, sicuramente. Il tuo è un ragionamento logico degno di uno psicoterapeuta, ma come tanti sottovaluti la forza dell’odio e della rabbia, pari per intensità e complessità alla forza dell’amore. La luce e il buio capisci? sono opposti che per sopravvivere hanno bisogno di proseliti, ognuno di noi a questo mondo, dopo un cammino che lo induce a scoprire se stesso, decide da che parte stare, imbocca la via della luce o quella dolorosa del buio, entrambe necessarie perchè possa esistere la nostra società, il nostro mondo, le nostre emoioni. Qualcosa dentro l’essere umano, può rompersi per sempre. Come dici tu non siamo macchine, non è sempre possibile elaborare l’odio o la rabbia, quando tu ti identifichi con il tuo odio e la tua rabbia, diventi odio, diventi rabbia, alla rabbia io però preferisco il disprezzo, è più elegante, e all’odio preferisco il rancore, è più simpatico. Non mi vendicherei mai, di qualcuno, calugnandolo, potrei spostarmi tra due estremi, che vanno dalla violenza psicologica all’omicidio, ma non userei la calugna perchè un arma disprezzabile, io invece sono un “cattivo” buono, di quelli che rispettano il nemico e onorano il buon combattimento. Per questo non decido mai di vendicarmi di nessuno, proprio perchè quando invece decido che è il caso di farlo, allora lo faccio veramente, e non credo nella vendetta educata, vendetta è battaglia per la vita e per la morte, perchè se io mi vendico lo faccio per distruggere il mio nemico, non per fargli il solletico. Non credo che mi vendicherò realmente della mia ex ad esempio, sono troppo galante per fare male ad una donna, troppo pieno di interessi e fiero di me, perperseguitarla, troppo buono per uccidere qualcuno che ho amato, troppo corretto per diffamarlo. Io purtroppo con le donne so solamente amare, mai nella mia vita ho avuto storie stupide, anche quelle durate 1 settimana, anche li ho donato una parte di me, ecco perchè quando tradisco io di solito la mia lei mi lascia o comunque non mi perdona, perchè sa che io non do confidenza e intimità a chi capita. Tu cerchi, con e parole, belle e sapientemente dosate, di salvare un anima che solo dio potrà un giorno giudicare, perchè mi appresto a restituire al mondo, quello che fino ad adesso mi ha donato.
LUCA: io non cerco di salvare nessuna anima, figurati…
non ho velleità da suor germana, nel senso che, oltre a non saper cucinare bene, non penso neanche di dover far mangiare agli altri panini di bontà. Ognuno sa per sè.
Poi, però, se dico ciò che penso, in generale, penso che un mondo più armonico, in cui le persone stanno bene con loro stesse (e di conseguenza anche con gli altri… certo se incontrano persone che, a loro volta, stanno bene con loro stesse, se incontrano dei fortemente irrisolti delle più varie specie è più difficile) è sicuramente un mondo che mi piace di più di uno in cui le persone si prendono a schiaffoni, o proiettano le loro frustrazioni,eccetera.
Sono assolutamente consapevole che esistono il male e il bene, e che la rabbia fa parte dell’uomo come mille altre cose.
Ne sono così consapevole che a volte il mio dire che queste cose esistono, e facciamocene una ragione, viene scambiato per buonismo.
Di solito è chi nega l’esistenza della rabbia a farsi venire l’ulcera.
Chi sta meglio è chi riesce a investire l’energia della rabbia in qualcosa di produttivo. che sia anche collezionare francobolli.
Detto questo, tutti siamo unici e speciali, ma se permetti, visto che è una mia proiezione, le mie proiezioni me le gestisco io e mi ricordi chi mi pare 😉
anche perché non dicevo in toto, ma per delle frasi che avevi detto.
A proposito della rabbia, c’è un racconto di (credo) James Joyce, in cui, se non erro, un tipo sul lavoro ne subisce di tutti i colori, o comunque fuori casa, e poi quando torna a casa sfoga la sua rabbia in famiglia.
Spesso la faccenda della rabbia è come un gioco a biliardo, in cui si colpisce una palla, che poi ne colpisce un’altra. Ad andare in buca non è la prima, ma la seconda, in un gioco a catena.
Io quello che penso l’ho già ampiamente esposto:
se devo/posso scegliere tra girare incazz… nera, con il muso, e l’idea di dover avere un fucile metaforico in tasca, e invece sorridere per le cose belle che comunque posso incontrare ogni giorno sul mio cammino, bhe, tra le due cose io voglio/cerco di scegliere la seconda.
cerco, perché è ovvio che quando mi arrabbio mi arrabbio.
e chissà quante volte al giorno sono tutto fuorché un monaco buddista!!!!!!!
Probabilmente sono tra coloro che pensano che se ti comporti lealmente puoi credere che la lealtà esiste, e cose così.
Mi piace credere, come dici tu, che esistano gli opposti, in senso buono… cioè che come esistono il cinismo, l’egoismo, il materialismo eccetera, esistano anche l’altruismo, la solidarietà, il piacere delle cose semplici…
Non lo so, come dico spesso sono assolutamente ancora in viaggio.
Alla fine io non voglio convertire te e tu non vuoi convertire me. Si parla, e che ciascuno faccia il suo gioco.
Magari domani sarà io a dirti che il mondo è una schifezza, e tu mi dirai che invece non è poi così male…
Ciao 🙂
Amo la razionalità, quando serve a spiegare perchè un arto funziona e perchè il cervello pensa e perchè un fiore è un fiore e perchè un atomo si comporta in un certo modo, la odio quando uccide la passione dei sentimenti come l’odio o l’amore, rendendo tutto una pasta senza sale. Capisci Luna? razionalizza tutto, e vedrai che diventerai peggio si Suor Germana, perchè lei almeno sapeva cucinare.
E’ la malattia di oggi, di questa società, non capire che la vita è ambivalente, c’è una dimensione razionale, empirica, di cui noi percepiamo i fenomeni attraverso i nostri sensi, e con razionalità valutiamo i dati che ci pervengono per giungere a delle conclusioni. C’è una realtà metafisica, che andando al di là dei fenomeni, si interessa dell’essenza delle cose, che il più delle volte è sconosciuta all’uomo. Sentimenti come odio, rabbia, amore eccetera, sono cose troppo profonde per ridurle a banali processi razionali, non funziona così! non è che se sei arrabbiato canalizzi la tua rabbia e ti fai una bella raccolta di francobolli e ti senti pure fiero di te. No Luna, mi dispiace, tu invece mi ricordi pure qualcuno in certe tue parole, non vorrei offenderti, ma mi ricordi una vigliacca che ha cercato di nascondere le sue fangate con l’arma del raziocinio e del ragionamento razionale, scentifico (non voglio dire che sei vigliacca ma solo che mi ricordi quella persona da alcune tue frasi). Balle, la verità è che quando si sbaglia si deve pagare un prezzo, e non deve essere per forza costruttiva la cosa, la natura non funziona così, nel regno animale quando sbagli l’altro animale ti scanna, ti mangia, ti uccide, e noi seppure un pò più intelligenti, un pò più educati, sempre animali siamo. E’ giusto incanalare la rabbia in qualcosa di costruttivo, come è giusto attenione, sfogarla invece. E’ giusto perdonare qualcuno, come è giusto attenzione, vendicarsi. E dato che nessuno di noi è depositario di verità assolute, che sia più giusto sfogare la rabbia attraverso la violenza piuttosto che collezionare francobolli o vendicarsi piuttosto che perdonare non si sa, non sta scritto da nessuna parte che quello è giusto e quello è sbagliato. Magari lo può consigliare la nostra stupida cultura buonista, vigliacca, quella che sta facendo diventare l’italia un pentolone di delinquenti e sbandati di ogni razza e religione, quella dell’accoglienza di chiunque in nome della fraternità dei popoli e poi non si può uscire più di casa la sera, quella cultura che ha sdoganato la donna trasformandola in una poco di buono che adesso all’appellativo tr… può sostituirgli quello di moderna, aperta, eccetera, la stessa cultura che comunque ha trasformato l’uomo in un benemerito co….. Ci vuole un pò di disciplina secondo me nella vita, tentare di trovare a tutto una soluzione è giusto e positivo, ma santo Dio bisogna incazzarsi ogni tanto, ma non per scherzo, per davvero! bisogna insegnare l’educazione a chi non la possiede, con le buone e con le cattive quando è necessario, in modo che chi non sa vivere in società e non conosce rispetto, cambi attraverso una serie di batoste imposte da gente più matura ed onesta. Il buonismo del c…. te lo ripeto, mi ha stancato. Secondo me ci vuole un risveglio delle coscienze, che troppo rincoglionite non vanno bene.
LUCA: sorrido 🙂 perché se c’è una cosa che la mia vita non è, e le mie emozioni non sono, è una pasta senza sale 🙂
naturalmente non mi conosci e quindi non puoi sapere che granchio hai preso 🙂
il mio approccio alla vita è sicuramente più creativo che razionale, più empatico che chiuso in rigidi schemi, ed è appunto per questo che ti ho detto che, secondo me, in generale, rinunciare a tutta la gamma di emozioni (se anestetizzi una parte anche le altre girano a mezzo pistone) è una perdita enorme, per chiunque.
se tu avessi letto altri miei commenti ti saresti reso conto che io parlo sempre di istinto, di ascoltare la pancia, ecc.
Cioè non di affidarsi alla mera razionalità, al giudizio e alle etichette. Cose che, se non ascolti l’istinto, sono un bluff. Perché puoi razionalizzare finché ti pare, ma se il tuo istinto e la tua pancia “la pensano” diversamente dalla testa prima o poi casca l’asino. Il sistema costruito a tavolino salta.
Io questo dicevo (in generale): secondo me un sistema di salvaguardia costruito a tavolino, sul lungo termine, in base all’iperprotezione e alla presunta scelta di dare per scontato che il mondo sia una schifezza, produce frustrazione sul lungo termine, dà adrenalina ma toglie passione sana al motore. Poi può essere che l’odio per te funzionerà benissimo.
Non ti ho mai detto di razionalizzare la tua rabbia, ti ho detto semmai il contrario.
La tua rabbia è sicuramente di pancia, nel presente. Dire che non c’è, è ovvio, sarebbe un’altra forma di malsana razionalizzazione. Ma nella tua pancia non c’è solo rabbia, c’è anche dolore, probabilmente, e chissà che altro.
E nessuno ti ha detto di non provarle (si prova quel che si prova), ma il mio discorso – anti-razionale, semmai e assolutamente generale- era che probabilmente rispetto al fatto che adesso sei molto molto incazzato eccetera stai cercando di ingabbiare una sensazione, delle emozioni, in una convinzione razionale.
che sia quella che il mondo è tutto uno schifo o che per salvarti e vivere tranquillo (senza sale?) ti basterà ingabbiarti in concetti come “quando sarà freddo abbastanza da”, “d’ora in poi farò così”, “ormai ho deciso che”. Sarò una macchina e sarò a posto. Il fatto è non si rischia di diventare alienati come… i personaggi di “Metropolis”?!?
Quelli sono concetti razionali. Che però adesso ti tengono in equilibrio, e sarai tu più avanti a farne a meno se non ne avrai più bisogno 🙂
Uno può fare il generale con se stesso per imparare il giapponese in poco tempo, ma pensare di poter vivere sani e soddisfatti senza accettare tutta la gamma di emozioni e illudersi di poter diventare degli essere bidimensionali come i cattivi dei cartoni animati a me sembra un bluff.
A me, perché non mi riuscirebbe.
Non giudico gli altri se ci riescono.
Quando sono triste o arrabbiata è proprio accorgermi, accettare di vedere che al mondo (e dentro di me) non ci sono soltanto rabbia e tristezza a contribuire a riconciliarmi con me stessa e con il mondo.
Ci sono persone che nonostante abbiano vissuto dolori di tutti i generi riescono comunque a sorridere per un fiore che si schiude, o per il contatto generoso della solidarietà.
Forse sono loro ad avere la chiave della felicità?
Non lo so.
Forse hai ragione, l’idea che ci si possa arrendere al male, l’essersene sopraffatti creando un avamposto del male dentro di noi, mi fa impressione.
E’ chiaro che una parte del male è già dentro di noi, che anche se siamo più “buoni” che “cattivi” non siamo perfetti. Che per quanto ci sforziamo delle emozioni negative le proveremo sempre. Che persino non volendo potremo ferire il prossimo.
Però conosco la sensazione che dà stare in equilibrio, sorridere con gli occhi e con il cuore, e più che posso io voglio difendere la parte più solare di me.