La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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come quando stiamo male per amore sembrano depotenziati o inesistenti, o al servizio solo del malessere acuto. Sembriamo essere diventati sordi, ciechi, il cibo e la vita sembrano non avere più sapore, ecc.
Però se guardo indietro, essendo sempre io, anche se nel corso della vita si cresce ovviamente ecc, mi rendo anche conto della differenza tra stare male per una delusione sentimentale (o anche per aver lasciato io in seguito all’essermi sentita delusa precedentemente) e di aver avuto bisogno anche di un sano periodo di convalescenza, fatto anche di bassi e alti (e scrivo volutamente bassi e alti, perché di solito sono i bassi ad essere preponderanti nei primi tempi), di farmi domande e darmi risposte, di rielaborare un mio punto di vista sulle cose (chiudere il cerchio) e il fatto di aver un carico maggiore di ansia continuando a mettere la mano sul fuoco ecc.
Io temo che effettivamente continuare a mettere la mano sul fuoco peggiori le cose, mentre spostarsi aiuti, anche se comunque ci vuole tempo per darsi le proprie risposte.
Tu mi sopravaluti, Arianna. Sì, è vero come dici che ho dovuto tirare fuori molte risorse, e l’ho fatto, sì, è vero che in generale ho sempre avuto un atteggiamento positivo nei confronti della vita (e anche per questo, non è solo questione di amore quindi, il fatto che dall’altra parte ci fosse un atteggiamento negativo e pessimista e contorto mi ha destabilizzata), però anche LUNA ha molto bisogno delle persone che le danno un sano calcio in culo, di persone positive che empaticamente riequilibrano i suoi momenti di pessimismo (non congenito, ma contingente). In questi giorni ero al mare, e un giorno la mia vicina di ombrellone, mai vista, mi ha raccontato la sua storia (lasciata dal suo compagno, dopo otto anni con un bambino piccolo, e ora padre grande assente), un altro giorno ero al mare con una mia carissima amica, che per fortuna dopo travagliate vicende da anni ha raggiunto davvero la serenità sentimentale accanto ad un uomo innamorato e affidabile (mentre prima cercava la stessa serenità dove era impossibile averla, in uomini assolutamente inaffidabili) e con la quale ho parlato d’altro e mi sono proprio rilassata. Poi quando lei è andata via la sua collega, che invece ha avuto i suoi “bei” casini nella vita, mi ha raccontato perché ora ha svoltato, e come si sente (ovviamente anche spaesata ecc). E c’è stato uno scambio, con entrambe, lei e la ragazza dei giorni precedenti, molto empatico e utile. Utile anche perché parlavano di casini grossi, veri, senso di spaesamento, delusione, paure, ma al contempo anche con un atteggiamento comunque positivo nei confronti della vita. Una vita che ha preso un’altra direzione, che può vivere una fase più dura, ma non per questo è finita. anzi, richiede di esserci, per renderla meno dura. E se ha preso un’altra direzione alle volte c’è anche un motivo. Anche se il cambiamento fa male, ma resistere al cambiamento è davvero la strada giusta?
Sono quasi le due di notte e sono stanca morta…
Lunina, grazie per le tue parole. Sono riflessioni intelligenti e piene della tua sensibilita’, come sempre. Lo so: hanno in fondo scelto entrambi di stare come stanno ed io conosco le ragioni di tutti e due, anche se con profondita’ diverse. Dinamiche che da fuori si vedono benissimo nella loro quasi perversione ma che, probabilmente, da dentro appaiono migliori. Raccontero’, ora sono troppo sfinita per scrivere ma ho voglia di farlo, anche perche’ potrebbe servire ad altri per riflettere su di noi in primis…
Cara Arianna, non e’ lui a definirmi un “incidente”! adesso va bene tutto, per carita’, ma NON ESAGERIAMO….:-) Molli tutto, vai da un avvocato, ti separi, fai una casa con me, vacanze, Natali e Pasque con le nostre famiglie ( mia e sua, esclusa ex moglie che nulla ha saputo per tempo e tempo e tempo su consiglio dei legali ) e poi mi chiami “incidente”? Beh, io ti chiamo “pazzo” allora!!!!!E’ lei che mi definisce cosi’….solo lei. In effetti fino a che nn ha saputo della mia esistenza, non abbiamo avuto molti problemi…e’ iniziato tutto DOPO…Ha lasciato pure il nuovo suo fidanzato per concentrarsi meglio sul devastare lui/noi. Cmq lasciamo stare va’, tanto ‘sta cosa non la potro’ mai capire…e’ inutile che mi concentri troppo…per me era, e’, restera’ solo RIVALSA PERSONALE.
Buonanotte, ragazzi. A Lunedi’. Baciotto a tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=mWiHNdVQSiw
ANNINA: ciao stelin 🙂
non voglio infierire… ma brutta storia… dico, il fatto che lei dopo aver saputo si sia scatenata, per possessività, rivalsa, forse perché non aveva mai accettato la cosa – la fine – veramente. Naturalmente non conosco le puntate precedenti… resta il fatto però che lui ha riaperto quella porta. e nel presente spero che tu riesca a spostarti da queste dinamiche.
Non mi è successo quello che è capitato a te, mi è capitata un’altra cosa che comunque mi ha stupita, travolta…
quando lui dopo 10 anni mi ha detto, piangendo: basta, non ce la faccio più a vivere con i miei (per le dinamiche di sua madre, ndr), troviamo una casa! – io ho accolto con empatia, amore e sostegno, quella sua richiesta. Non che a me non piacesse l’idea di andare via di casa (anch’io avevo le mie) ed ero felice di ciò, però non era per me il momento perfetto… tuttavia ho trovato quella casa, e, mi ripeto, non ero stata io a fare alcuna forzatura, di nessun genere. Ero invece contenta che lui per se stesso si fosse deciso a compiere quel passo, no perché pensavo dovesse allontanarsi da sua madre in senso affettivo, ma perché effettivamente lui lì stava male, molto male, e per obiettive ragioni. Pensa che lui per dieci anni mi aveva detto (scherzando, ma non troppo, seppure amando sua mamma): troverò casa lontano e dove non arrivano gli autobus. (conoscendo il carattere di lei, le sue fisse e modalità).
Abbiamo (ho) trovato casa nella nostra zona (bella, e poi comoda anche per il suo lavoro, oltre che per il mio), anche lì non ho fatto forzature. Era un bellissimo appartamento, un gioiellino, ha detto sì. Io non potevo mettere in quel momento la mia parte di affitto, ma in quel momento, non di lì a poco, anche per questo gli ho detto: se vuoi abita tu lì intanto. Avevo anch’io le mie cose da sistemare, su cui non mi dilungo, comunque sia se lui può avere frainteso delle cose nel mio atteggiamento (a parte che io sono una che parla e chiarisce) poteva chiedere. Comunque sia, negli anni sua madre aveva avuto il suo carattere e le sue dinamiche, ma non aveva mai potuto invaderci, anche perché io non l’ho mai permesso (non in maniera stronza, o polemica, non l’ho permesso in modo sano). Perché mi è venuta in mente la mia storia che è tutta un’altra storia? non solo per autoreferenzialitèà, ma perché nel momento in cui lui ha fatto il passo per essere libero e lei è venuta a saperlo è planata come un condor. E lì, paradossalmente proprio quando in teoria avrebbe potuto essere meno controllora e invadente, quando pensavo che anche lui fosse più al sicuro dalle dinamiche di lei e dalle sue fissazioni, lei le ha scatenate.
Se vedevo la logica e la non logica? certo, ma non ho potuto farci niente. Lui mi dice: devo andare via di casa, perché non ne posso più di come ragiona, si comporta, mi tormenta mia madre e poi quando prende una casa in affitto per essere libero e perché appunto non ne può più
lei, che sente di perdere il controllo e/o che comunque è solipsista e quindi non esiste che gli altri la pensino diversamente (ma su qualsiasi cosa, intendiamoci, anche su quanti cucchiaini di zucchero mettere nel caffé… e non sto esagerando) comincia a massacrargli la testa che l’affito è sbagliato. Ora la questione non è che può essere assolutamente logico – se hai la possibilità – fare un mutuo piuttosto che pagare un affitto, o che una madre non possa dare un’opinione o un consiglio. Il punto è aver trattato l’affitto come se fosse una malattia, una tragedia, come un martello pneumatico.
La questione per noi era:
qual è il problema? devo andare via di casa, al più presto possibile.
ho trovato una casa in affitto che non è regalata, ma neanche costa più di altre e in zone peggiori della città, anzi. Per rapporto qualità/prezzo è una figata (anche perché è chiavi in mano, non devi spendere neanche per dipingere, comprare un comodino ecc… ed era proprio bella anche nell’arredamento). .- e queste sono considerazioni anche sue, non solo mie.
sono attaccato al lavoro.
non devo starci tutta la vita, anche per un breve periodo, ma nel frattempo posso guardarmi in giro per comprare una casa e nel frattempo posso capire meglio quali sono le mie esigenze.
mettendo sulla mia (sua di lui) bilancia pro e contro, sto pagando un affitto per pagarmi la mia libertà, il mio relax…
Mi sembravano – e sembrano – considerazioni lucide e assertive. Anche perché, mi ripeto, non stavo imponendo nulla io, io avevo accolto un bisogno, e questi ragionamenti li avevamo fatti insieme. Io, mi ripeto, ero nell’ottica di un progetto comune, la laurea (avevo interrotto gli studi per lavorare, finiti gli esami) ne faceva parte (non era una scusa, ho fatto la tesi in pochi mesi)… fatto sta che lei plana sulla cosa con una violenza martellante. Io so cosa sia quel tipo di idea diversa, perché in altre cose, con i miei, è capitato anche a me. Solo che la verità è forse anche che io sono più coraggiosa. A me è capitato di scegliere contro, per me. Cioè pro. Mio padre mi ha anche detto, nella vita: qui lo dico e qui lo nego, ma ammiro che tu sia testarda, e che tu sappia anche andarmi contro se credi in quello che fai. Lei è un martello, perché quell’affitto in verità, secondo me, le sa di non controllo. Allora dice che ha trovato lei una casa, da comprare, che lei la vuole, e che se lui prende quella (ma solo quella) lei gli darà una mano, perché altrimenti comunque investirà i soldi lì. Lui va in mi dice non voglio, poi dice voglio. Di certo va troppo in tilt, e già questo vuol dire qualcosa. Che con lei non esiste conciliazione. Allora se la prende con me, perché io odio i ricatti e non riesco a fingere di no. Ma sopratutto l’ho già visto in tilt, contro di me, per il famoso affitto. Mi ha accusa di non aver voluto quella casa, di essergli stata contro, mi ha detto che quella casa era solo sua. In realtà io gli dicevo che poteva anche prendere quella casa ma che era
importante, secondo me, che la scegliesse convinto, convinto di farlo per se stesso, mettendo sulla SUA bilancia i pro e i contro. e che, se era la nostra casa, un nostro progetto, che lo facessimo insieme. che fosse chiaro. che mi pareva importante che sua madre non pensasse di poter gestire la nostra vita. Sfumature, sai, Annina, non dico mica guerra, dico assertività. credimi.
Dico: sì, guarda mamma, grazie, ho capito, ora io e Luna ne parliamo e poi ti sappiamo dire.
E non per un fatto di competizione femminile o cose del genere, tipo la nuora che si impunta. Io ti parlo di malessere, malessere per il modo in cui era stata messa la questione, per il tono, per come vedevo stare male lui sentendosi in trappola nel momento in cui, invece, avrebbe dovuto vivere la cosa come un’opportunità e una scelta. Ma dire: io voglio così, se tu mi dici di no sappi che da me non avrai aiuto. darò quella casa a tuo fratello (che peraltro gira per il mondo, e ancora oggi vive altrove) non è la stessa cosa di dire: senti, io ho questo budget e mi piacerebbe investirlo così, dando una mano anche a te e a voi. Quella casa mi sembra un ottimo affare…
No. Lei diceva: punto quella casa da mesi, e io non ci rinuncerò,
per farti capire cosa intendo, anni dopo, mentre lui faceva la cantina e io parlavo con lui del fatto che stava facendo troppo rumore e stavo lavorando, lei arriva sul cancello e dice: lui non sta mica giocando, se non ti va bene tornatene a casa tua!
E lei recentemente ha ribadito: guarda che tu non hai scelto di non venire dal notaio, doveva firmare solo lui, perché se mai tra voi finiva male quella casa era a lui che doveva restare!
e quando, per farle capire, io le ho detto che lui nei suoi tira e molla, casini, alien e compagnia bella (anche senza aver ancora capito dove stava il punto, anche nel suo modo di comportarsi con me etc nel corso degli anni, e dinamiche ecc ecc) quando andavo via mi diceva: la vendo, la vendo se vuoi! lei ha detto:
no, lui quella casa non la venderà mai, perché IO voglio quella casa, e quindi semmai la venderà a me, ma non esiste che quella casa venga venduta, perché IO l’ho voluta.
Ora, non so se sono riuscita a spiegare. forse no. forse pare che io mi sia impuntata per principio su una cosa che era normale e lineare. ma non è così. Io per inciso non ho mai pensato che dovesse vendere la casa. La questione erano le dinamiche e i loro effetti e anche l’incapacità di lui di vivere un progetto comune. quella non è mai stata casa nostra, ma non perché l’ho voluto io. Carattere suo? lei lo ha caricato? non lo so ancora.Anni prima mia nonna voleva dare una casa a me, senza ricatti, e quando io l’ho detto a lui abbiamo insieme messo sulla bilancia i pro e i contro. Per lui c’erano più contro che pro? Bene, io ho detto no. Di fatto io avevo a disposizione, in un bene, il triplo dei famosi soldi che sua madre ha prestato a lui. Ma ci credi che sono riusciti ad ubriacarmi al punto che io per anni non me ne sono resa conto?
Ciao a tutti/e….
Eccomi di nuovo quà…la situazione è più grave del previsto…Qst 2 settimane siamo stati bene insieme,abbiamo condiviso molte cose,ho incontrato di nuovo i suoi parenti,sono rientrato nel cerchio delle sue amiche.(Tutto voluto da lei)…
Lei però come mi aveva accennato 2 settimane fa non sta bene…è in crisi.Una Crisi sua personale che la sta piano piano “distruggendo”…piange tutti i giorni,spesso non riesce ad andare a lavorare,ha bisogno di un aiuto esterno.
Io e i suoi familiari ne abbiamo parlato insieme,mi hanno detto che da qnd si vede me l hanno vista meglio.Lei stessa mi dice che in qst momento ha bisogno di amici veri e di me,fa anche progetti per il futuro.Tuttavia però ricade del pozzo della disperazione e mi allontana come sempre.Ho paura che sia depressione,ora lei ha deciso di andare da un psicologo per farsi aiutare.E io non so che fare….Sto leggendo su internet articoli riguardanti la depressioni,su come comportarsi,su come aiutare persone depresse.E rivedo molte cose in lei,atteggiamenti che lei ha nei miei confronti e nei confornti di altre persone..è un bel casino…
Luna, Luna, Luna mia bella, ma che cosa abbiamo mai fatto di male per finire ad amare persone incapaci di reagire a rapporti cosi’ sbagliati e castranti???? E’ un tritacarne, io l’ ho capito, leggendoti…eravate praticamente in tre anche voi! C’eun ricatto sottile sotto queste dinamiche e lo scrivo : MI FA SCHIFO. Il tuo ex fidanzato avra’ avuto anche lui il famoso SENSO DI COLPA verso la MAMMA. Lei glielo avra’ cacciato dentro ma cosi’ dentro che l’ ha fatto diventare una parte integrante di lui. Chi paga? ALTRI. Anche io ho e avrei fatto “cose” piu’ coraggiose se fossi stata al posto “suo” ma sai, il meccanismo e’ feroce e forse noi non lo possiamo capire fino in fondo perche’ non ci e’ arrivato da persone con cui hai legami, diciamo, di sangue…La mia Lei e’ stata semplice e riassumibile in questo schemino: “io ho fatto schifo ma cambiero’. Se non mi fai provare a fartelo vedere, sei tu il responsabile del nostro fallimento e dei dolori di nostro figlio.” Carico su carico, ogni giorno, ad ogni occasione, ad ogni puntura di zanzara o nevicata o alito di vento…BUM, LA COLPA E’ SERVITA. Io non li giustifico, non posso, non riesco ma mi fa rabbia vedere e avere visto. Usare un potere che non hai meritato per ottenere quel che vuoi MI FA SCHIFO, lo ripeto. Anche tua suocera mi suscita un mix di incazzatura e compassione. Ma mollalo ‘sto figlio!!! Ma lascialo vivere la SUA vita!!Adesso e’ tuo SUO. Casa, figli, amore in esclusiva…speriamo sia felice!!!Ma io non credo, sai…temera’ ancora l’ agguato, il colpo di coda, l’ imprevisto…penso che per quella gente li’ il concetto di essere felici sia qualcosa di sconosciuto, da li’ la pena che mi impedisce di detestare quanto dovrei e forse salvare ME in maniera migliore di quella che riesco a trovare…
Riflettevo….e penso che lasciarsi bene sia una cosa molto difficile. a distanza di un anno io per il mio ex non provo niente, non lo rivorrei ecc ma un senso di rivalsa ce l’ho lo ammetto. ed è sbagliato me ne rendo conto ma non posso farne a meno. forse perché in questa storia ci credevo e il suo comportamento m’ha fatto crollare il mondo addosso. e se lo incontrassi ora lo saluterei solo per educazione ma non riuscirei ad essere amichevole. e la voglia di mostrarmi felice, serena, bella e viva nonostante lui ce l’ho forte dentro di me. perché m’ha messo da parte senza scrupoli, non è stato sincero fino in fondo, ha gestito male la rottura e ha pensato sempre e solo per se stesso. e non ha avuto rispetto nel farsi vedere in giro con l’altra subito, nel farsi fotografare su fb, mentre io soffrivo come un cane e mi sentivo sostituita come se non contassi niente. dio mio è stato straziante e sono strafelice di esserne fuori, altrove, oltre 🙂 preferisco di gran lunga chi si mostra per quello che è, senza i suoi ti amo plateali e paroloni che si sono rivelati solo fumo. almeno anche se si può soffrire lo stesso si è preparati e più o meno si è consapevoli di quello che c’aspetta. io invece proprio non me l’aspettavo, è stata questa la mazzata più grande… trovarsi di fronte un ragazzo completamente diverso da quello che pensavo. ma forse non poteva andare altrimenti e viva Dio che l’ho scoperto dopo “solo” un anno… per citare Vasco vorrei solo dirgli con un gran sorriso “eh già, io sono ancora qua e non c’è niente che non va, non c’è niente da cambiare!!!”
baci a tutti
ANNINA: @penso che per quella gente li’ il concetto di essere felici sia qualcosa di sconosciuto, da li’ la pena che mi impedisce di detestare quanto dovrei e forse salvare ME in maniera migliore di quella che riesco a trovare…
sì, credo effettivamente che ci sia un concetto di rilassatezza, armonia, reale condivisione sconosciuto nelle persone che basano la loro vita sul potere e sul controllo. Se non ti controllo corro il rischio che tu faccia quello che vuoi ed esci dai miei schemi. di fatto però non sai mai se qualcuno resta perché vuole restare o perché si sente alla catena, o perché il tuo stesso modo di controllare, la tua aggressività lo ha indebolito al punto da dubitare di se stesso. Questo te lo dico pensando a chi dicevo io. Lei ha molto potere nella sua famiglia, fa la voce grossa, fa paura, in qualche modo (perché si temono le sue reazioni), si cammina sulle uova, si gestisce il fatto che lei sia fatta così, al contempo le persone però le vogliono anche bene, le vogliono bene “nonostante”, per il legame di sangue e per sensi di colpa. Però quando va via due mesi le persone tornano a respirare. “Finalmente sono libero!”, dice suo marito. Di fare che? Oh, niente, solo di avere meno quotidiana tensione. Di fatto lei probabilmente si sente assolutamente soddisfatta di come gestisce la sua vita, delle sue manie (fatte passare per verità assoluta) e della sua voce grossa. Se tu le chiedessi: sei felice? lei probabilmente risponderebbe di sì. In fondo quasi tutto fila come vuole lei. Può essere felice? secondo i miei e i tuoi canoni sicuramente no. Vive da una vita con un marito che non è – per scelta di lei- suo marito da mezzo secolo, un uomo che non può aprire bocca… di fatto però lui è ancora una persona solare, fuori da lì, ha amici, chiacchiera, vive… anche se a casa non vive. Poiché dubito che lei abbia un amante da qualche parte (guarda, a questo punto sarebbe più sano scoprire di sì) la prima persona che lei ha castrato è se stessa, in quel suo ordine costituito secondo le sue regole. E’ chiaro che gli altri contribuiscono a “salvaguardare” questo ordine costituito, anche in nome del “si salvi chi può”, ma restando in equilibrio. Cioè, per esempio, chi da 30 anni viaggia per il mondo, così si sposta, ma comunque ogni tanto torna a casa e si gode la famiglia, pur sopportando quello che per altri 300 giorni all’anno il salvavita ha fatto sì di non sopportare. Ma se tu la vedi ti domandi: ma come fa questa donna, con tutti questi uomini intorno, tutti maschi, a fare così paura con il suo potere fatto di nevrosi, prepotenza, e in fondo di niente, a essersi sempre beccata in fondo dei “sissignora” invece che un sonoro vaffanculo? Perché, come noti giustamente tu, sono meccanismi feroci, e, poiché di legami di sangue si tratta, c’è di mezzo il cuore. A onor del vero voglio dire che lui ha fatto quello che poteva, da sempre, per gestire, spostarsi, restare in equilibrio in una situazione allucinante davvero. Se lui si fosse fatto
castrare sul serio non avrebbe mai vissuto e non avrebbe avuto nessun margine di libertà neanche nel mangiare un panino, perché fa male, non va bene. Quindi io gli riconosco il fatto che invece si è interiormente ribellato, e molto, nel corso della sua vita, e che ha anche tentato sempre di preservarsi. Il problema sono però le cose che ti restano dentro. La paura che il dialogo sia una battaglia, la scarsa resistenza alla frustrazione, i traumi, un certo pessimismo cronico, e altre amenità, come probabilmente il terrore che lasciarsi andare ad un rapporto veramente paritario significhi essere prevaricati. E poi il senso di tensione, e di colpa. Che porta anche a domandarsi, forse: ma se mi sposto lì cosa succede? non devo fare la mia parte per portare un po’ di respiro? perché, sai, io mi chiedo se non sia successo anche questo: lui si è spostato per fare la sua vita, lei lo ha riaciuffato. Ma non è stato difficile perché a volte i figli di situazioni così brutte si domandano: ma se io vado via cosa ne sarà di loro? Posso davvero spostarmi serenamente e lasciare che si arrangino? no.
allora, poiché è vero che non possiamo sapere cosa c’è nei meccanismi degli altri, io non discuto sui loro rapporti, e su quanto sia anche difficile mantenere un equilibrio, e ti dirò di più, che sono assolutamente d’accordo con una cosa che ho letto e cioè che i rapporti con i genitori nelle discussione di una coppia rappresentano uno dei più pericolosi tabù… nel senso che si va sempre a toccare qualcosa di molto delicato. Quindi sarebbe fantastico – e rispettoso – non parlarne. Dico nei termini in cui c’è purtroppo da parlarne male o mettere il luce difficoltà e ferite (intendo dire che anche in modo assertivo si possono toccare nervi molto scoperti, e comunque c’è di mezzo il cuore). Ma posso dire che io, che ho raccolto per una vita i suoi sfoghi (come lui raccoglieva i miei, perché ho anch’io, anche se diversamente, una madre dalla personalità ingombrante) non ho mai pensato di andare a toccare i loro rapporti, nè ho mai pensato che mia suocera dovesse cambiare, e neanche francamente che potesse cambiare. A me interessava la nostra vita. E in senso armonico famigliare, non certo: non parlare con tua mamma, gnegnegnè. Lei non è mai riuscita a controllare me direttamente non perché io non sia stata rispettosa nei suoi confronti, ma perché semplicemente sono sempre stata impermeabile alle sue stronzate, diciamocelo chiaro. E con eleganza. Non mi sono mai messa in competizione, non ho mai cercato di farle cambiare idea sulle sue fissazioni. Che me frega? per me sono solo parole se poi esco e vivo la mia vita. Il punto è che proprio quando pensavo di essere più libera ancora mi sono ritrovata tra catene che non erano mie. Lui stava male? lei lo negava, o era colpa di una nostra incompatibilità. Una volta quando le ho parlato più diretta mi ha chiamato l’altro fratello minacciandomi: mai più!, che lei aveva avuto un malore! (da hitler a paracula madunina)
Dopo un anno e mezzo mi riesce di esprimere un solo pensiero: ” ma vaff…..lo ex ragazza ed ex amico; peccato solo i dodici anni dedicati a persone così immeritevoli!il dolore è stato tanto ma passa…il loro comportamento meschino ne ha fatto due esseri di m…da e lo rimarranno per sempre! Marco
Ciao a tutti! Leggendo questo post mi sono identificata in chi scrive, sto vivendo una situazione analoga, anche se fra me e lui non è ancora finita. Stiamo insieme da un anno, viviamo sotto lo stesso tetto, ma so che per lui è solo una situazione transitoria e che di certo non mi ama.. E’ ancora fortemente innamorato della sua ex, che però non ne vuole più sapere. Per ragioni che non sto qui a discutere, non mi va di chiudere anche se farei bene a mollare tutto. Certo lui non ne esce molto bene e io sto facendo la figura del’idiota che si fa fregare alla grande.. forse è così, ma lui, nonostante tutto, mi regala dei momenti bellissimi. Andiamo ovunque insieme e a volte sembra quasi che si sia accorto che esisto e che farei qualsiasi cosa per lui, allora mi guarda con occhi innamorati, ma solo per poco, poi gli ritorna in mente lei e l’incantesimo si spezza. Che fare? nulla, aspettare la sentenza di un amore finito, neanche mai iniziato..
RAFFI: ciao, mi dispiace molto per le cose che racconti e che lei stia così male. Mi sembra il caso di chiedere aiuto, sì, anche per capire meglio di che tipo di crisi si tratta e come intervenire nel modo adeguato, perché le auto-diagnosi possono anche portare fuori strada.
Un abbraccio, anche a lei.
Ciao Raffi, come va? Come state? Perché se una parte della coppia sta male, anche l’altra inserobalmente gli va dietro.
Ciao Luna, da quante gabbbie sei dovuta uscire?! A volte pure dorate!Ci vuole davvero tanto amore per se stessi, forza, coraggio e forse esasperazione.
Io cosa vi devo dire… purtroppo sto bene! Scherzo, a volte è più difficile vivere questo momento in cui non si sta male e quindi tutte le energie sono disponibili per me. Energie che inevitabilmente penso avrei potuto impiegare per la mia storia. Ma oi mi dico quale storia! Allora sono energie, energie in eccesso. Energie da disperdere. Che fatica vivere per se stessi, seza avere un obiettivo esterno a noi, ma introiettato solo sulla nostra vita.
Che scatole la mia vita la conosco, io voglio dedicarmi alla vita di un’altro. 🙂 Questa frase è un gioco, ma non lontano da come sto veramente….eppure niente accade e mi chiedo se sapro essere serena e felice anche se niente accadrà per lungo tempo. E’ questo il difficile, essere felici per il solo fatto che siamo vivi e fuori c’è un bel sole che ci scalda. Per il fatto, come diceva Luna, che un giorno esci e parli con una amica sorella che ti trasmette tanta serenita. Mi chiedo perchè ci blocchiamo, perché indugiamo così tanto. Perché non siamo più leggeri verso la vita, più capaci di buttarci le cose alle spalle. Non lo so forse sono riflessioni sul perché io di venerdì sera d’estate mi ritrovo tristemente a lavorare mentre magari il mio ex si diverte con non so quante donne ed io ovviamente oltre ad essere un po triste..sono arrabbiata vorrei fare lo stesso….. 😉
Mah….Luna che dici, siamo sulla giusta strada? Ti abbraccio stretto, un bacio a tutti e tutte con l’augurio che le vostre energie le stiate impegnando nella giusta direzione…. notte.
ADELE: ciao cara 🙂 ricambio l’augurio 🙂
@Che fatica vivere per se stessi, seza avere un obiettivo esterno a noi, ma introiettato solo sulla nostra vita.
Che scatole la mia vita la conosco, io voglio dedicarmi alla vita di un’altro. 🙂 Questa frase è un gioco, ma non lontano da come sto veramente….eppure niente accade e mi chiedo se sapro essere serena e felice anche se niente accadrà per lungo tempo.
capisco i tuoi quesiti, mi viene in mente però una cosa (non analizzo le parole, perché ripeto credo di averne capito il senso, riflessione mia generale, questa):
quando le cose belle accadono, quelle emozioni convidise, è bellissimo, non si può negarlo, ma forse non dovremmo smettere di dedicarci alla nostra vita neanche nel momento in cui la condividiamo con qualcun altro. e temo non sia una banalità cadere in questo errore, non farlo, dico. Credo che se teniamo presente questo possiamo vivere delle belle emozioni, fare dei progetti reali con qualcuno, e se così non è rendercene conto, invece, perché non ci siamo dimenticati di noi stessi. Possiamo renderci conto se una relazione ci espande o ci implode.
Io, ti dirò, in questo momento sono anche contenta di aver recuperato dei miei spazi invece, di avere del tempo per me. Capisco, ripeto, quello che dici, perché per me era bellissimo vivere e vivere pensando anche a qualcuno che mi stava pensando, e una cosa non escludeva l’altra. Ma ad un certo punto non è più stato così, è vero che mi sono messa da parte, troppo da parte. Allora quel dedicarsi a è stato un errore per davvero. Non un errore per cui mi “boccio”, ma una cosa da considerare, e che sento.
Allora ricordarmi chi ero, sono, non mi fa neanche male, ti dirò. ed è veramente una libertà delle piccole cose, delle mie ragioni, del mio modo di sentire, del “ciò è giusto per me”. quella mi mancava negli ultimi anni.
E non è una cosa che ha a che vedere con lo stare con qualuno o con lo stare da soli, è una cosa da sentire e recuperare in ogni caso secondo me.
Ma basta…cioè dico…siete stati lasciati,non vi vogliono più…accettate e stop.
E se foste stati voi a lasciare?
Avreste gradito queste elucubrazioni che arrivano fin quasi a una malattia patologica???
Posso capire i primi mesi…poi basta!!!
Farsene una ragione dovrebbe venire naturale,e se le cose con una persona sono andate male e’ evidente che non vi amava,che erano tutte fregnacce o che hanno fatto bene a mollarvi perché se tanti mi da tanto,quanto logorate i mar..i in questo spazio web,chissà quei poveretti dei/delle vostre ex.
Se impiegaste il tempi che impiegate qui a pensare a voi stessi e alla vostra vita,forse avreste un nuovo amore a cui pensare,ma si vede che vi piace
A piangervi addosso
B farvi compatire da chi vi legge
C ossessionarvi e ossassionare i vostri ex
E basta!!
Ciao care Luna e Adele, un abbraccio 🙂
vi capisco entrambe e mi ritrovo come sempre nelle vostre parole. comprendo Adele quando parla di energia, di amore credo che ti senti dentro, che hai da dare e che vorresti condividere…una vita che vorresti condividere con un altro, un progetto, una casa, magari una famiglia, una telefonata da fare sentendo all’altro capo del filo una voce che ti risponde dolcemente, due braccia forti di uomo nelle quali lasciarsi andare, qualcuno a cui comprare quel regalo carinissimo che hai visto in un negozio…..e credo che non sia debolezza tutto questo, che non significhi non stare bene da soli ma che sia semplicemente umano, sano e legittimo. e ben venga!!! perché significa vivere ed essere vivi !!!
detto questo condivido anche quello che dice LUNA che bisogna “sentirsi”, prendersi i propri spazi sempre, cercare il nostro benessere, mettersi sempre al centro del nostro mondo..proprio per non rischiare di sminuirci troppo, appiattirci o addirittura annullarci in una storia. (Luna credo sia questo il succo del tuo pensiero spero di non averlo sintetizzato troppo)
e io?? vedo in bacheca le foto del mio ex fidanzato (quello per cui sono arrivata qua) e non provo più nulla, mi sembra pure bruttino 🙂 e non vorrei essere nelle foto, proprio no. è una strana sensazione anche se credo che quel fastidio per come mi abbia liquidato e sostituito mi resterà per sempre. la differenza è che adesso non penso più di aver perso il grande amore, penso che sia stato un capitolo chiuso male ma chiuso com’era giusto che fosse.
e adesso sto vivendo un ritorno di fiamma col rischio di bruciarmi…perché lui non se la sente di fare una storia, di uscire con me regolarmente ecc..insomma le solite cose. è solo che c’è grande passione, grande chimica e io anche se sono consapevole di tutto non riesco a troncare. lui con me ultimamente sta cambiando, si sta ammorbidendo, mi sta facendo entrare a piccoli, piccolissimi passi nel suo mondo. perché lui è introverso, un po’orso, e anche timido e insicuro dietro la facciata..ma intelligentissimo, interessante, particolare, stimolante e capace di grandi slanci. per questo mi piace e credetemi non mi illudo che possa cambiare. ma voglio vivermela fino in fondo sempre con la tuta ignifuga però 🙂 e in fondo meglio lui che è sincero fino in fondo piuttosto che tipi come il mio ex che si svenano in dichiarazioni d’amore e poi ti mollano come un abete il 10 gennaio….
baci e in bocca al lupo a tutti !!!
ASLAN se questo forum non ti piace non leggerlo, ci sono tante altre lettere o altri siti in cui puoi dare libero sfogo alla tua profonda sensibilità d’animo e intelligenza…. lasciaci in pace!!!
aslan
personaggio in cerca d’autore? o personaggio in vena di polemizzare?
rinfrescati le idee che fà caldo
Ciao Adele, ciao Luna, Valinda come stai cara?
Valida e Elena,e voi chi siete?
Personaggi in cerca di un medico curante della psiche ridotta ai minimi termini?
Ho detto solo la verità!!
Siete così ossessionati/e dai vostri ex che ormai vivete solo del passato senza vivere il presente.
La verità fa male,vero?
ASLAN:
@Personaggi in cerca di un medico curante della psiche ridotta ai minimi termini?
@che hanno fatto bene a mollarvi perché se tanti mi da tanto,quanto logorate i mar..i in questo spazio web,chissà quei poveretti dei/delle vostre ex.
forse infastidiscono la maleducazione e l’aggressività, non la verità, consiglio sensato, scoperta dell’acqua calda, opinione, solipsismo che sia, ci hai pensato?
bye
Luna penso che chiunque con un po’ di buon senso vi direbbe quello che ho scritto io.
Le persone si lasciano in continuazione.
Meglio essere lasciati che avere qualcuno accanto per convenienza ed essere riempiti di corna.
Non accettate l’abbandono,e continuare a scrivere qui non vi farà andare avanti.
State buttando mesi e forse anni della vostra vita analizzando ogni singolo secondo trascorso con i vostri ex e tutte le parole e gesti dette e fatti.
Perdete solo tempo e dignità,quando potreste impiegare le vostre energie a rifarvi una vita,come i vostri ex fanno senza pensare a cosa pensate e fate voi.
Poi noto che qui ognuno parla dei propri problemi fino allo sfinimento.
Ripetete di continuo le solite cose,sembrate quei criceti in gabbia che girano sulla ruota di continuo pensando forse di arrivare da qualche parte.
Ma il punto e’ che state sempre al solito punto e sempre in gabbia.
Non vi evolvete.
E magari pensate che i vostri ex vi rivorrebbero?
Siete persone ossesse e opprimenti,e il normale essere umano le ossessioni altrui le scansa.
Ricordatevelo intelligentoni!!
ASLAN la verita’ non fa male e infatti te la dico : sei un uomo che ha problemi con se stesso, esattamente come noi. Diversi, ma che di certo non ti creeranno minor volume di “annose complicazioni” sul percorso della vita…In bocca al lupo! Ne hai bisogno anche tu.
Ciao a tutte!!!Ciao,Adele.Ciao Luna!!
È sempre un piacere tornare qui e vi leggo anche se ultimamente non scrivo più.Mi chiedi Adele come stiamo?!Domanda difficile a cui ripondere.Per quanto mi riguarda sto abbastanza bene,la mia “storia”con lei procede..ci sentiamo e ci vediamo sempre,stiamo anche organizzando le vacanze insieme.È Difficile spiegare la nostra situazione.Lei ora è in una fase di revisione totale della sua vita,sta affrontando un percorso con uno psicologo aiutata anche dalle medicine.Quindi finchè non risolve i suoi problemi personali passati non può affrontare il futuro.E in qst futuro posso esserci come non esserci.È una scommessa.Non sò cosa capirà da questo suo viaggio interiore.Ci sono stati giorni in cui l ho vista veramente star male.In altri sembra tuto passato,ma sò che è solo apparenza.Non stiamo insieme ma è come se stessimo insieme….usciamo insieme,mangiamo a casa,dormiamo insieme,andiamo in ferie insieme.Ci sono anche passeggiate mano nella mano o abbracci.Ma niente di più.
Ma vi devo dire la verità amiche mie..Io Sto bene…Perchè qst mesi non sono passati invani,mi hanno fatto capire cose nuove su di me,su lei e sul nostro rapporto.Come dice una canzone..”Lo scopriremo solo vivendo…”A presto…un abbraccio a tutte…