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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 9726
    Manu -

    Sono arrivata alla mia conclusione.
    Avevo una cosa bellissima nella mia vita.
    Ma l’ho buttata via.
    La colpa è stata mia.
    La mia storia è diversa dalla vostra.
    Io sono una cogliona che a forza di tirare la corda è stata lasciata.
    La persona che avevo accanto non la riavrò mai più e mai ci sarà qualcuno come lei.

  • 9727
    nocciola -

    @ luna, Adele, Anna, e tutti gli altri.
    Sono molto belle le vostre parole, mi piace leggervi perchè mi trasmettete una forte energia e voglia di migliorarmi. Sono all’inizio del mio percorso, ed è veramente dura riuscire ad amarmi. La cosa che però trovo più difficile è smettere di attenderlo. Cancellare il ‘noi’ senza eliminare me. Perchè mi sono già annulata in passato, e non voglio accada di nuovo, ma è dura. Questa aspettativa mi distrugge. Mi dispiace anche che coloro che mi vogliono bene stiano male nel vedermi soffrire. Ma questo è il mio lutto, e mi capita spesso di volermi fermare e piangere tutto il dispiacere, la delusione, l’amore che scivola via. Ma io non voglio che soffrano per me, per questo ho deciso di scrivere anche io, visto che non posso più permettermi di stare male ma devo farmene una ragione, e credo che parlare con voi potrebbe aiutarmi:).

    @ manu.
    Come mai ti stai colpevolizzando tanto? Una storia non finisce mai per colpa di una sola persona, a meno che questa non faccia parte di quella categoria di esseri infimi, traditori e vigliacchi.E tu non mi sembri proprio così.Avevano tanta forza i tuoi post precedenti, cosa ti è successo?

  • 9728
    Manu -

    Ma nulla Nocciola…
    Solo ci sono state tante litigate inutili in passato,spesso sono stata stronza senza motivo,e credo che ciò abbia contribuito all’allontanamento.
    Sto cercando di capire come fare per potere avere un avvicinamento.
    Mi sono sentita dire che io mi devo staccare da lei se voglio quanto meno un’amicizia.
    Che lei ormai è distaccata da me,che non mi ha più dentro.
    Come posso riaccendere un interesse che sembra del tutto spento?
    Mi dico che se l’ho conquistata una volta forse posso farlo ancora ma…come l’ho conquistata?
    Non ricordo di aver fatto nulla di particolare…quindi mi viene da pensare che x lei l’amore sia stato irrazionale…e ora che mi conosce non le piaccio…anche se mi vuole bene…
    E’ passato il periodo del piangersi addosso,dell’ansia…e arrivato il periodo del rivolerla a tutti i costi perchè in cuor mio sento che forse posso farcela.
    Ma come?
    Facendo che?
    E la risposta è che non ne ho idea…
    Il fatto che io sia stata lasciata non mi fa diventare una vittima,e lei la carnefice.
    Certo la persona con cui stavo non era l’angelo del focolare,ma ho sentito il suo amore fino all’ultima volta che l’ho vista.
    Se ha preso questa decisione,evidentemente delle cose non andavano.
    Non ci siamo sempre comportate benissimo l’una con l’altra.
    Forse io sono stata più isterica e più ingiusta.
    Sono comunque cosciente che non stavo con una persona qualsiasi.

  • 9729
    LUNA -

    Nocciola: ciao 🙂 grazie del tuo post.
    Sì, questi lutti sono una grande sofferenza e anche un grande casino, per le ragioni che dici. Io cerco di ricordarmi che, seppure in piccolo (non c’è paragone di intensità, ovviamente, ma di fasi sì) ci sono già passata tanti tanti anni fa. Cerco di ricordarmi come ho superato all’epoca o in altri casi dei momenti in cui il dolore sembrava interminabile, di ricordarmi che lo stato di spaesamento ecc ecc sono stati ovvi, ma non veramente infiniti, e con cosa mi sono fatta BENE. In sintesi come ne sono uscita. Lo so che può sembrare assurdo paragonare una storia di pochi mesi con una storia di tanti anni, e quell’età con questa. Però in fondo io sono pur sempre io. E il dolore e lo spaesamento che si sentono, seppure moltiplicati per seicentomiliardi di volte quelli sono. E sono anche gli stessi che provano gli altri, anche se l’interiorità di ciascuno è cosa propria.
    Ma mi fa bene, ammetto, vedere chi sta meglio. Chi aveva perso i chili ma li ha recuperati. Chi era scassato ma si è rimesso pian piano in asse volendosi bene. Mi ricordo che il giorno stesso della morte di mia nonna io cercai in internet qualcosa tipo le fasi del lutto. Lui mi disse: sicura che ti fa bene? Perché il rischio era che mi spaventassi. In realtà in qualche modo vedere nero su bianco come non possiamo che reagire ad una botta tremenda, lo so che può sembrare paradossale, mi… consolò. Ok, non potevo che stare così male. Dovevo convivere per tot con tutta una serie di sintomi. Non potevo saltare direttamente alla casella “ne sei fuori, è passato”. Ciò era terribile. Però mi si diceva che, per quanto avrei dovuto passare una serie di fasi orrende, e convivere con il dolore, alla fine del tunnel c’era la luce. Forse non riesco a spiegarmi bene, ma sapere che sentirmi così era inevitabile, umano, non fantascientifico, mi lasciava uno spazio di lucidità mentre sapevo che ero appena salita su una barchetta che avrebbe inevitabilmente attraversato delle tempeste. Mi ricordava: prenditi cura di te. Tantopiù quando non ne avrai nessuna voglia. Io l’ho fatto. Il problema è anche che ho avuto insieme altri dolori e spaesamenti. Troppo. Però so che ho fatto bene comunque una serie di cose. Ero consapevole quando ogni mattina mi vestivo meglio, non peggio. Sceglievo nell’armadio i colori.
    Com’ero consapevole quando ero ragazzina e per non chiudermi troppo, anche se mi svegliavo ogni mattina prima piangendo e poi aprendo gli occhi, o dopo sogni in cui attendevo, come dici tu, mi davo un calcio in culo e uscivo. Lasciavo che la vita entrasse, quel poco possibile, ma che entrasse. E mi toglievo da situazioni che per me erano brace, invece di sbatterci la testa contro. Tuttavia so anche che quella famosa estate fu anche una ricerca di piccoli antidoti, e che sono stata male.
    ero consapevole, tanti anni fa, quando avevo un periodo di crisi e ansia, e ogni mattina uscivo prima del solito, non dopo. All’epoca facevo l’università. Mi facevo venire

  • 9730
    LUNA -

    venire a prendere da lui che andava a lavorare, alle sette del mattino. Lui brontolava che non ne capiva il senso. Per me aveva il senso del calcio in culo a me stessa. Quello buono di calcio in culo. Indulgenza sì, perchè se stai male stai male, e non è che devi fare wonder woman o superman, o ti fotti, ma ci vuole anche il calcio in culo. Quello che puoi. Ma dirti che non puoi nessunissimo è spesso la tua rovina. Ti dimentichi di prenderti cura di te. Quando poi sono stata bene mi sono detta: ricordati tutto, non dimenticare. Ricordati il tunnel, che pensavi che non se ne esce. Fa male sempre pensare ai tunnel, e quando ci stai ti può anche sembrare che la tua vita sia stata solo stare sotto, in apnea, e che quando invece nuotavi vedendo il sole e stando bene era solo illusione. Ma sono balle, sono balle che il tunnel ti racconta. Sembra la biografia dei tunnel e dell’autocritica devastante. A volte per fortuna c’è chi ti conosce e ti dice: non dire cazzate, guarda che io ti ho visto ridere e stare bene sul serio. Tu forse non ti ricordi chi sei. Ma si vede anche ora, quando non stai là a dirti che tunnel tunnel tunnel.
    Nocciola, spero che tu scriva se ti può servire. Io penso (che scoperta :P) che il proprio lutto abbia anche bisogno delle lacrime. Forse aiutano anche a lavare via il dolore. Come delle altre cose buone che dici, certo, però.
    Se io avessi pensato di più a me stessa oggi potrei prendermi una casa dove piacerebbe a me, e andare a scegliere i mobili dei miei colori, vedere dalla finestra ciò che per me è salute, avrei più possibilità di restituirmi ciò che per me è bello. Bello al di là. E non avrei dei debiti. Piccoli, ma già quel che basta a non farmi dormire la notte. Ritroverei intatto il famoso IO che non si elimina, anzi si ritrova. Se io avessi dato di più a me, veramente, senza togliere niente comunque a ciò che per me è amare. Perché lui tutte queste cose che ho scritto su le ha, lui non si è per nulla dimenticato di sè. Io non sono mai stata materialista in vita mia. Pratica sì, materialista no. Qual è la differenza? C’è. E c’è che anche nei momenti peggiori me la sono cavata sempre. Dirmi che non ero pratica era una minchiata. Però ci sono voluti degli anni perché io avessi la conferma che il mio istinto che era andato in allarme anni fa aveva perfettamente ragione. Sarebbe lungo da spiegare, ma i tasselli tornano a posto. Certo, anche i miei, dove mi sono persa io. Mia “suocera” finalmente ha detto la verità, che per la sua struttura mentale era ovvia. Infatti l’ha detta come se avesse detto: è cosa buona e giusta. Materialismo, difesa della “roba” da chi peraltro della “roba” se ne fotte. Nel senso che crede lei almeno. A parte che io la roba mia l’avevo, e risorse a gogò. Ma me ne sono dimenticata per stare dietro alle paranoie degli altri. Dovremmo stare attenti alle paure con cui gli altri, alle volte, costruiscono le NOSTRE prigioni. Che siano reali o mentali non importa. E ascoltare la NOSTRA verità. Baci

  • 9731
    pcdut -

    Quante cavolate che leggo ( non qui..intendo i post su fb o in giro)…ma porca miseria..fatemi il favore.. L’amore,e il cuore e l’amico…ma basta cacchio !! Ma possibile che siate ancora cosi’ illusi..la vita e’ tendenzialmente difficile..se ti va bene ..bene,..se non sei “fortunato” ( non trovo un’altra parola ma anche questa oggi non mi piace ) allora niente..ti andra’ sempre tutto storto..non c’e nodo al pettine, non c’e’ stellina del cavolo che iniziera’ a brillare..non gli mancherai se ti perde..non succedera’ un bel niente di niente. Non siamo i soliti stupidi. Se tutto andasse a finire bene vedremo questo schifo intorno a noi??? Che dite??Lo vedremmo?? Se va male va male e basta.se non ti ama illuditi pure che se ne pentira’, che non ti merita, che la luce prima o poi brillera’ che quando non ci sarai piu’ vedrai che roba ecc…sono tutte cagate !! Illuditi pure ma con coscienza che sei una co…na . Se e’ andato..punto. Non e’ lui che non ti merita..vuol dire che non gli piaci e punto..ne che lui non merita te e tantomeno il contrario. Non gli piaci. Bastaaaaaaaaaaaaa. Crogiolarsi nell’illusione non serve..cavolo nero ! Sono arrabbiata oggi. Ciao

  • 9732
    nocciola -

    @ Luna.
    Ascoltare la nostra verità, che bella frase! La mia ha tentato di farsi sentire più volte. Ma vuoi per la mia indole masochista, vuoi perchè sono un poco sorda, credo di non averle mai dato retta. E’ dura uscire da questo maledetto tunnel. Per certi versi mi sento più fortunata di altri che sono stati lasciati. Lui non mi ha mai amata, e in fondo al cuore, anche se in un angolino nascosto, l’ho sempre saputo. Ma se da un lato questa consapevolezza mi può aiutare, facendomi capire che una storia in cui solo uno ama e l’altro no non ha senso, dall’altro mi distrugge. Mi sento male perchè è come se non fossi stata alla sua altezza, e, soprattutto, mi sento di non aver amato abbastanza, come fa una canzone di Baglioni.Perchè secondo me l’amore è completo solo quando si è in due. Sono insicura, mi pare d’essere inadeguata per tutto, e lavorare per me cercando un’autostima che per la verità non c’è mai stata, mi risulta difficoltoso. Cara Luna, mi sa che per me sarà questa l’estate passata alla ricerca di antidoti per stare serena, mi serve proprio un bel calcio in culo perchè non ho proprio una visione positiva delle mie capacità 🙂

    @ Manu.
    Neanche il mio ex mi ha conquistato con qualcosa in particolare. Poi, per carità, quella bella intelligenza, voglia di fare, senso di sicurezza forse hanno contribuito. Ma non credo che una persona si conquisti con una cosa precisa, anzi, ci sono una serie di piccoli passi, di fattori, che portano l’altro a credere e a fidarsi di noi. Del tipo: mi regali la luna, le stelle, mi dimostri che sacrificheresti tutto per me, vai in Cina a piedi per portarmi un mucchio di sabbia e io allora ti amo. Eh no, così sarebbe troppo facile. Se hai sentito quell’amore, come può essere stato irrazionale? Lei ti ha amato per la persona che sei, difetti compresi, altrimenti non potrebbe essere vero amore da parte sua, e tu almeno di questo sei sicura. Poi è vero, i litigi a lungo andare rovinano i rapporti, e questo lo sto pagando anche io. Ma non si litiga da soli Manu, e il litigio, anche se stupido, nasce dal disagio nei confronti dell’altro. Forse il tuo sentirti isterica e spesso più ingiusta nasce in questo momento da una ‘colpevolizzazione’ che stai attribuendo a te stessa. Non è giusto addossarci tutte le colpe quando una storia finisce,e mi sa che lo stiamo facendo entrambe..

  • 9733
    Valinda -

    Ciao a tutti vecchi e nuovi!!! Un saluto speciale a Luna, Adele (anch’io t’ho pensato, ti sento più forte e spero tu stia sempre meglio), Anna e Naty. é tanto che non scrivo ma vi leggo sempre con piacere, questo forum è sempre un bel posto in cui tornare per me! come sto? sono arrivata qui un anno fa ragazzi, ho “festeggiato” un anno da quando mi ha mollata. con lui non ho più rapporti, tranne qualche asettico saluto tramite fb lui con me non s’è più fatto sentire. è passato da grandi proclami d’amore all’indifferenza assoluta, anche perché fin da subito stava con un’altra persona (con la quale sta tuttora). questo per dire ai nuovi arrivati che questa “tragedia” è capitata anche a me, ma se ne esce se ne esce eccome 🙂
    ovvio che ne avrei fatto volentieri a meno..ma se un qualcosa di positivo bisogna trarlo io posso dire tranquillamente che ora sono più forte, più sicura di me, più equilibrata, più consapevole..e mi voglio più bene, ogni giorno che passa cerco di volermi più bene e di trovare serenità anche se le cose non vanno come vorrei. un atteggiamento positivo è molto utile per ogni tipo di problema.
    dal tunnel si esce, è un percorso lungo, difficile fatto di tante fasi e bisogna avere pazienza..ma poi succede come nella canzone di max pezzali: ti alzi un giorno e non ci pensi più. è passato un anno ma mi sembra siano passati 80 da quando stavo col mio ex da come tutto mi sembra lontano, lontanissimo. guardo le foto sulle quali prima piangevo come un vitello che ora non mi fanno nessun effetto e lui non mi sembra più nè bello nè speciale. non provo rancore, non provo nostalgia non provo niente. so che è stata anche una bella storia in cui sono stata bene per un po’ ma che non ha funzionato per vari motivi. lui non s’è comportato nel migliore dei modi con me ma credo abbia fatto la scelta giusta per se stesso e anche per me. vedo le foto di lui e la sua donna su fb e non voglio essere al suo posto perché sto bene dove sto. perché io l’ho amato tanto è vero, sono stata pure bene e ho anche dei bei ricordi..ma mi sento più me stessa in quest’anno senza di lui che in quell’anno con lui..non so come spiegarlo, era come se tirassi il carro tutto da sola o forse l’avevo idealizzato non so.
    MANU non darti le colpe, l’ho fatto anch’io capita spesso ma non ci sono colpe di nessuno. gli errori si fanno in due, le storie e i sentimenti cambiano e purtroppo si esauriscono. solo se c’è abbastanza amore da entrambe le parti si riesce a superare le crisi.e spesso il fatto di essere nervosi e litigiosi che ci attribuiamo come colpa è il segnale che qualcosa nella storia non va….
    NOCCIOLA ti capisco tantissimo sai? anch’io ho sempre avuto problemi di autostima e di insicurezze..ora va meglio ma ci sto ancora lavorando e non è facile. prenditi l’estate, prenditi tutto il tempo che vuoi..usa come antidoti gli amici e le piccole grandi cose che ti fanno stare bene..vedrai che a poco a poco funziona!

    baci a tutti 🙂

  • 9734
    Raffy -

    Stasera ho avuto una ricaduta per cose che sono successe e riguardano la mia ex….domani vado da lei x riprendermi alcune cose…e domani sarà di nuovo ricaduta…Basta!!!Qnd si vede la luce alla fine del tunnel??Passerà un bel pò di tempo prima che mi “dimentichi” di lei….e nn ho più voglia di aspettare di “guarire”…

    p.s SCUSATE lo sfogo, serata allucinante…

  • 9735
    LUNA -

    PCDUT: ciao 🙂
    Credo che nella semplicità della frase “non gli piaci abbastanza” sia racchiuso un mondo. Un mondo di risparmio energetico. Un salvavita, molto spesso. La semplicità dove l’apparente o reale complicanza ci fonde il cervello mandandolo a 3000 giri. Il punto è che non è sempre questione di essere co......, però. Perché a volte le persone tendono comunque a voler esserci, anche se male e non abbastanza, a non lasciar parlare l’evidenza in un mix di colpevolizzazioni, e anche giochetti di potere. O semplicemente scaricandoti la loro ansia addosso. Anche quella di non averti più anche se non ti vogliono del tutto. Insomma, diciamo che non tutti e tutte sono cavalieri e donzelle neanche nel lasciarti vedere e accettare la realtà, anche quando l’anello emotivamente ecc debole sei tu. Allora è con se stessi che bisognerebbe ricordarsi sempre di essere cavalieri. Non tutti in sintesi sono assertivi. Poi certo rimane il fatto che dipende anche da quanto noi ci amiamo, noi stessi, quanto sappiamo difendere la nostra assertività interiore, quanto ci diamo il diritto di essere e quanto accettiamo la realtà anche quando non ci piace. Intendo dire quanto siamo capaci di dirci: indipendentemente dalle ragioni così, qui, in questo modo io bene non sto.

    rimane il fatto che “non gli piaci abbastanza” è una chiave. Se qualcuno comunque ti fa stare male non gli piaci abbastanza, qualsiasi sia il motivo, perché altrimenti sarebbe contento se stai bene e non male. altrimenti sarebbe a guardare il mondo insieme a te ecc. Comunque mette se stesso prima di te, anche se tu metti lui stesso prima di te. comunque bene non va.

    NOCCIOLINA: (diminutivo per simpatia)
    @Perchè secondo me l’amore è completo solo quando si è in due.

    In effetti sì.

    @Sono insicura, mi pare d’essere inadeguata per tutto, e lavorare per me cercando un’autostima che per la verità non c’è mai stata, mi risulta difficoltoso.

    Lo immagino, ma non è anche una bella scoperta? dico, capire piano piano quante cose belle non sai di te anche se sono lì?

    @mi sa che per me sarà questa l’estate passata alla ricerca di antidoti per stare serena, mi serve proprio un bel calcio in culo perchè non ho proprio una visione positiva delle mie capacità 🙂

    semmai un calcio in culo riguardo l’autocommiserazione e l’autolimitazione e il disordine, ma una carezza riguardo la scoperta e il diritto alle tue capacità. Non credo che si guadagni autostima dandosi sberle. come un bambino non impara ad andare in bici senza rotelline sentendosi urlare dietro no?
    Capisco anche il concetto degli antidoti, però più che gli antidoti per stare serena non è più bello scoprire cosa ti rende serena e ti fa star bene? Indipendentemente dal fatto che gli altri ti diano una medaglia o una conferma?

  • 9736
    Manu -

    Io vi saluto ragazzi…
    Un pò perchè me ne vado in ferie…un pò anche perchè spero di risollevare la mia situazione sperando nella Buona Sorte!
    Magari tra qualche mese vi dirò come è andata,e se il Vero Amore esiste…
    Incrociate le dita x me 🙂

    Un abbraccio a tutti!

  • 9737
    Adele. -

    Valinda Tesoro, ti sento incredibilmente positiva, è molto bello tuo post 🙂 pieno di voglia di stare bene, di vivere. Solo il tempo ci aiuta a vedere tutto in una giusta prospettiva, noi e loro. DOBBIAMO passare una bellissima estate, calda, rilassante, alla scoperta di noi stesse e della nostra bellezza, che è reale e tangibile. Perché siamo persone incredibili.

    ANNA grazie per quello che hai scritto, ho davvero molto voglia di ridere per me stessa, per la piccole gioie della vita, per un nonulla e non perché io sto con un uomo! 😉 Questo vuol dire aver trovato il proprio equilibrio.

    Luna, è una faticaccia nevvero? Però la strada è chiara. E’ bello sapere cosa fare e dove andare. Sapere che bisogna ricentrarsi, ascoltarsi, perdonarsi, amarsi…..insomma chi più ARSI ha, ne metta. Ma passi piccoli, fatti con calma, portano molto lontano. Correre ed aver fretta di stare bene, NON FUNZIONA. Non funziona perché per accettare le proprie emozioni, il passato, prendere consapevolezza, è una somma di piccole cose ed anche di piccole esperienze.
    Sono positiva, si, come Valinda sento di aver fatto la parte più dura e difficile del percorso. A volte inciampo nei ricordi, a volte i ricordi inciampano su me (come tutte le persone che mi chiedono di lui perché non sanno). Ma va sicuramente meglio. E ti ringrazio, come ringrazio tutti/e per la condivisione del percorso.
    La cosa che più mi ha fatto bene qui, è stato leggere che tante persone, tantissime avevano fatto i miei stessi sbagli, si erano poste le mie stesse domande, si erano date le stesse colpe. E li ho capito, che non ero io, almeno non ero solo io, ma era stata anche colpa sua, perché va bene tutto, ma che contemporaneamente tutti gli utenti del forum o una buona parte di essi sbagli, mi sembra poco probabile. Qui è possibile capire che sono le dinamiche della coppia, di ogni coppia e che funzionano allo stesso modo. Ci si confronta, si cresce, si capisce insieme, si ascoltano i consigli, perché alla fine davvero le storie sono quelle……sono sempre quelle. E direi anche per fortuna. Non siamo allora sbagliate, non siamo marziani, siamo così e va così…. capiamoci meglio e ritroviamoci, perchè non abbiamo alla fine niente di cui colpevolizzarci e niente da rimpiangere se abbiamo dato il massimo.

    Raffi cadere è normale, è umano. Ma vedrai che ti rialzi sempre con più facilità. Un abbraccio….e se vorrai dicci cosa è successo. Bacio

    Ciao a tutte/i

  • 9738
    LUNA -

    Ciao a tutti 🙂
    oggi ho fatto una passeggiata galattica, molto bella. Poi sono andata a fare spese con i miei. e devo dire che sono stati premurosi.
    ora esco. vi mando un bacino.

    Annina, non mi ricordo se te l’ho scritto, non ho preso proprio quella cosa specifica, ma un suo parente in polvere.

    Baci baci

  • 9739
    ARIANNA -

    Ciao Ragazze/i,

    Vi aggiorno sulla mia situazione..in effetti più che di amore qui si parla di periodo dove tutto sembra andare storto…problemi con gli affari,con il mio canino che non sta bene e un forte senso di vuoto e solitudine nel dover contare solo sulle mie forze e non più anche su di lui che non vedo e non sento ormai da più di un mese.
    Le giornate scorrono una dietro all’altra senza darmi effettivamente la percezione del trascorrere del tempo. Delle volte sembra abituarmi a questo niente che mi circonda a volte invece questa vita non mi sembra la mia. Come se ogni parte di me volesse aprire gli occhi e ritrovarequei giorni felici trascorsi insieme a lui..
    C’è un detto che conoscerete tutti che dice in amore non esistono catene, lascialo libero e vedì, se torna da te sarà tuo per sempre, se non torna tanto per cominciare non è mai stato tuo..
    Lo so che non devo vivere questo periodo nell’attesa di un suo ritorno, lo so che ha un’altra relazione e che perme sente amicizia ma io sto male…sto male perchè a differenza di molti, lui vorrebbe avermi vicina, a differenza di molti chiede di me alle amiche e spera di recuperare, a differenza di molti non mi umilia chiudendomi la porta in faccia o non rispondendo ai messaggi…vorrei fosse come tutti..in realtà a volte lo è stato, a volte mi ha fatto cose che mai avrei pensato potessero appartenergli ma non mi ha mai chiuso la porta in faccia. Mi diceva di aiutarlo a salvare quel mondo meraviglioso che eravamo…anche se poi mi colpevolizzava di tutto.. Non so cosa pensare o meglio a volte lo so ma quando a prevalere è questa immensa mancanza di lui (e non del ruoolo che aveva) tutto mi sebra così assurdo e quasi mi sento in colpa anche di non cercarlo più.. Ma dio sa quanto abbia sofferto il suo modo di cambiare le cose tra noi e l’intrusioni dell’altra che non tollerava la mia presenza.
    Ditemi per favore come posso fare ad uscire da questa morsa di solitudine e disorientamento perchè veramente non so dove sbattere la testa. Poi questa città così grande mi fa sentire ancora più sola d’estate..almeno ci fosse il mare.
    Grazie per chiunche abbia due parole per me, magari per voi saranno niente ma non immaginate quanto possano essere importanti.

    Un abbraccio

  • 9740
    LUNA -

    ARIANNA: ciao cara 🙂

    @Delle volte sembra abituarmi a questo niente che mi circonda a volte invece questa vita non mi sembra la mia.

    normale… anche perché attorno non c’è “niente” ma anche cambiamento.

    @sto male perchè a differenza di molti, lui vorrebbe avermi vicina, a differenza di molti chiede di me alle amiche e spera di recuperare, a differenza di molti non mi umilia chiudendomi la porta in faccia o non rispondendo ai messaggi…

    Arianna, dirò una banalità colossale, però ci vuole tempo per guarire dalla fine di un amore. Ci vuole tempo per “tornare soli” anche se due persone si lasciano di comune accordo. Per cambiare le abitudini, per ricollocare una persona, in modo diverso, nel proprio universo affettivo. Certo che esistono gli ex che si rimangono in buoni, anche ottimi rapporti. Ci sono ex che sono anche ottimi amici, sul serio. Ma per te ora questa persona non è neanche veramente un ex, è “colui che vorrei che tornasse”. E per lui potrai anche essere “la persona importante ma che non amo ma con cui voglio restare in buoni rapporti anche se io mi sto facendo un’altra vita”… ma, perdonami, mi domando anche se non ci sia un pizzico di egoismo nel non comprendere che tu fai una fatica grande a staccarti, e la parte più dura è la tua, anche perché senti di aver subito una decisione.
    Io non dico che non sia possibile, ripeto, avere dei buoni rapporti con gli ex e conservare una bella amicizia, ma se costui si preoccupa per te ecc non può neanche però buttarti addosso la SUA ansia e il suo senso di colpa, dicendosi magari qualcosa tipo: sì, l’ho lasciata sola e mi faccio un’altra vita, però non sono un cattivo soggetto, perché comunque mi preoccupo che lei stia bene

    o ancora

    sì, l’ho lasciata sola e mi faccio un’altra vita, però poiché tra noi c’è stata una cosa così importante e bella io non voglio rinunciare alla sua presenza nella mia vita.

    ora, io non ti sto dicendo che queste cose (ovviamente non posso leggergli nella testa, ipotizzo…) non siano umane.
    Dico solo che nel momento in cui tu devi tagliare il cordone ombelicale per non andare contro il cambiamento (solo così comincerai a percepire meglio le tue risorse, ad accorgerti che intorno non c’è solo il niente e a scoprire che, comunque, andandosene ha lasciato un vuoto, è vero, ma ha lasciato anche uno spazio, che non volevi, ma ce l’hai… che vuoi farci di quello spazio?) devi trovare anche tu dentro di te le tue giuste, sane per te, distanze dal noi che non c’è… e che non è facile, non è facile già senza che lui pretenda che tu sia oggi, già oggi, quello che magari potrai essere domani nei suoi confronti (se ti farà stare bene, sennò no, comunque).

    Guarda, l’altro giorno parlavo con un mio amico, lasciato dalla moglie dopo 30 anni. Non ti amo più, un anno di agonia, poi lei tramite avvocati ha cercato anche non dico di lasciarlo in mutande, comunque sia, vista la comunione dei beni ecc, non gli ha fatto neanche lo sconto di un caffé su quello che per legge

  • 9741
    LUNA -

    poteva pretendere, incluso il fatto di restare a lavorare con lui, comunque. Bene: quello distrutto doveva essere lui. Lo è stato, poi si è tirato su. Adesso lui sta meglio di lei. Ha trovato il suo modo per andare incontro al cambiamento e non contro. Lui mi dice: lei sembra avercela con me, quasi che fosse offesa che non sono a pezzi, ma arrivo al lavoro sorridendo. O che dall’avvocato, invece di incazzarmi, sono sereno.

    La gente è strana quando si lascia…
    Tutti e due, anche lei, evidentemente, sta vivendo la SUA fase della fine di una storia. Così se la starà vivendo anche il tuo ex…
    anche con le sue ansie di restare in buoni rapporti con te già da ora o varie. Solo che non può scaricartele addosso. O meglio può, ma spero che tu riesca a ricordarti che chi deve rimettere in piedi il suo mondo, cioè tuo intendo, sei tu.

    Perché alla fine tu un ibrido non lo vuoi. Vuole stare con te? che la lasci e torni con te. Ha dubbi? che la lasci e vada in un eremo a capire cosa vuole dalla vita. Vuole che tu sia la sua testimone di nozze o la madrina dei loro 5 figli nel nome del meraviglioso rapporto che avete avuto?
    Non voglio dire cose orribili, Arianna, voglio dire che però ora sei stralunata, confusa, ammaccata e fai un’enorme fatica (come è naturale che sia) a non pensare più in NOI, a non dire, credo:
    lui pensa, lui dice, lui farebbe, lui saprebbe…
    e anche se (metafora) se si fulmina una lampadina, pure se sei capace di cambiarla, ti senti sola con quella lampadina bruciata in mano e pensi a quando magari l’avrebbe cambiata lui…
    e non è la questione della lampadina, e non è questioni di ruolo. è molto più ampia, e io ti capisco. O forse mi rivedo anche troppo rispetto a quello che tu senti, però capisco molto bene anche
    @Non so cosa pensare o meglio a volte lo so ma quando a prevalere è questa immensa mancanza di lui (e non del ruoolo che aveva) tutto mi sebra così assurdo e quasi mi sento in colpa anche di non cercarlo più…

    o almeno so il mio punto di vista. Anche perché, ogni volta in questi lunghi anni della sua crisi in cui io mi staccavo (e non per mancanza di amore o dell’importanza che davo al NOI, ma perché mi veniva detto che il NOI non c’era e quindi dovevo ricordarmi di… IO) se apparentemente mi staccavo senza esserne disintegrata, se venivano fuori le mie risorse (ma stavo male comunque) o se cercavo di non oppormi interiormente al cambiamento lui mi faceva sentire in colpa.
    Quasi fossi stata io a negare il NOI, mentre mi veniva negato il NOI e quindi io mi rendevo conto che dovevo vivere senza e che se devi vivere senza tanto vale cerchi di viverlo meglio che puoi, non peggio che puoi.
    così, anche adesso che lui ha la sua casa, tutte le cose a posto mentre io, oltre alla mia fase di recupero e straLUNAmento, devo capire cosa farne della mia vita in generale, e non perché lui mi manteneva, ma perché io ho perso tremila giri dietro alle sue/nostra/mia conseguente crisi (e sarebbe veramente troppo lungo da

  • 9742
    LUNA -

    raccontare il perché) io sono ancora che dico: lui dice, lui pensa, lui farebbe, lui saprebbe… anche con paura però.
    E non perché io sia deficiente o non autonoma di pensiero. Ma perché, a parte che 16 anni sono tantissimi, lui è stato molto bravo a impormi il lui dice, lui pensa, lui farebbe, lui saprebbe, lui sarebbe. Anche attraverso la colpevolizzazione.
    Cosa peraltro normale quando si vive il NOI.
    Non l’imporre, intendo dire anche un normale confronto insieme sulla realtà. Intendo anche il fatto di sapere come l’altro prende il caffé, che surgelati gli piacciono, e comunque un lungo stile di vita, anche contaminato, insieme, della serie NOI facevamo così, non colì… e la complicità di sguardi, e il mondo di due persone.
    Però sì, c’è stata anche l’imposizione, e la colpevolizzazione.
    Non sono una santa, eh, e i miei errori li ho fatti anch’io. Le responsabilità non stanno da una parte sola. Però lui ha effettivamente stravolto dei miei parametri.
    Come se lui potesse essere sempre quello che rompeva, comunque, ma io sempre quella che doveva mettere a posto. Io dovevo essere Penelope, anche se Ulisse la guerra la faceva a me. Non solo, certo, anche lui a modo suo è stato Penelopo. Il discorso è che io non ho mai saputo se Ulisse sarebbe tornato, ma appena mi dicevo: basta, Ulisse non torna, molla questa tela… allora io non amavo davvero, IO.
    Al contempo io ho fatto un lungo viaggio (non il mio personale, riguardo noi intendo) ma in fondo sono sempre stata Ulisse che non sarebbe mai neanche partito. Perché io ero felice già solo per come sceglievamo insieme i surgelati. Insieme.
    Ma ero io quella che il NOI doveva difenderlo sempre, anche quando mi trovavo da un’altra parte perché lui mi/ci aveva negato il NOI.
    Che doveva arrangiarsi anche emotivamente come una persona libera (ma anche a trovare dove vivere mentre lui la casa ce l’aveva e penso che lo destabilizzasse anche il fatto che io un posto dove vivere lo trovavo solo alzando il telefono… quando non è che non avessi un posto dove vivere mi mancava perché io sia una disadattata sociale, ma perché di colpo mi ero trovata veramente in una cosa più grande di me…) ma non sentirsi mai libera, o dovevo sentirmi in colpa.
    Il fatto è che io ho sempre fatto una fatica bestiale ad andarmene, non a restare. A dirmi: questo mondo, senza di lui, non è vero che è fatto di niente. Forza, rassegnati al fatto che questa storia è finita, e ricomincia a vivere. LUI NON TI AMA, capito? Ou, mi senti, LUNA, lui non ti ama. Tu lo ami? Non importa, lui non ama te.
    Ma mentre io combattevo questa battaglia, terribile, con me stessa, ero io la stronza senza cuore e senza valori, ero io “ecco, lo vedi? dicevi tanto di tenerci e invece…” quando riuscivo a spostarmi. Quando riuscivo a ripercepirmi ME, con i miei parametri.
    Una bruta fazenda, come diceva qualcuno. Work in progress, not so easy. Ora vado a pranzo. Vvb

  • 9743
    Raffy -

    Work in Progess anche QUI…..UN saluto a tutti…

  • 9744
    Naty -

    VALINDA, grazie, un saluto speciale anche a te. Io a dire il vero sono passata per un saluto poco tempo fa, non scrivo da un bel po’ qui, ma sono davvero contenta di vederti così bene.

  • 9745
    ARIANNA -

    LUNA Cara Luna ho letto tutto d’un fiato le tue parole e non ti dico quanto mi si sia smosso dentro..analisi, riflessioni, domande sulla tua storia su cosa vorresti adesso…ma purtroppo devo uscire stasera perchè mi sono concessa un pò di svago fuori anche se non ne avevo tanta voglia..adesso avrei preferito scriverti e risponderti ma sarei stata un fiume in piena. Sono sicura che porterò un pò di te con me a questa cena ;)))
    Appena possibile e soprattutto quando questo tumulto si calmerà ti risponderò volentierissimo e con tutto il cuore.

    Per adesso ti ringrazio e ti abbraccio forte e abbraccio tutti quanti voi.
    A presto

  • 9746
    alice -

    leggo costernata le vostre storie, ma riesco a pensare una cosa sola: non ne vale la pena, andare in crisi pr un altro.
    Se andiamo in crisi, che sia soltanto per noi stessi

  • 9747
    LUNA -

    ARIANNA: ciao 🙂 onestamente, anche se naturalmente leggerò di cuore quello che scriverai e desidero ascoltare il tuo punto di vista, sono più contenta che tu sia andata a svagarti che stare incollata al pc o chiusa in casa 🙂

    Grazie di avermi portata a cena :PPPP ho mangiato bene? :PPP
    a parte gli scherzi, spero che tu ti sia svagata senza… lune 😉

    Io ora vado al mare con la mia amica sorellifera :))))

    bacini a tutti, a dopo, vvb

  • 9748
    ANNA2010 -

    @alice: cara, che dire? o centomilioni di parole o veramente poche. Scelgo la seconda per tante ragioni, in primis il tempo a disposizione, e ti dico che si va comunque in crisi “per se stessi”, come definisci tu, anche quando la causa e’ in altro. Un eremita, da sempre eremita, che e’ sempre stato solo ed eslusivamente in quelle condizioni e pensa di sentirsi ottimamente, e’ dura che si svegli un di’, con tutto immutato, e si senta in fase critica…
    Sono un po’ costernata anche io :-). Vado a farmi un caffe’.
    Lunina, il tuo beverone ha un nome che inizia per M ed e’ composto da 8 letterine???? Se e’ quello, ce l’ ho a casa perche’ in ufficio non so dove mettere il latte :-))))) Bacetto a te. Torno presto.

  • 9749
    LUNA -

    ANNINA: sì 😉 bella la mia compagna di beveroni :PPPPPPP
    Il mio è alla vaniglia 😉 Bacino, tesora 🙂

    ALICE: ciao, in effetti anch’io @cara, che dire? o centomilioni di parole o veramente poche

    mi sa che io sceglierò una versione a mezzo tra le due 😛
    Anche quando andiamo in crisi per un’altra persona andiamo di fatto in crisi con noi stessi, visto che è dentro di noi che viviamo. Intendo dire che, vista l’interconnessione tra noi e gli altri, il nostro sentire rispetto noi/mondo a volte i confini purtroppo non sono così netti. Potrei dirti, in questo momento della mia vita, in cui al contempo mi cerco/ritrovo, che non sono mai andata in crisi per me stessa e basta, visto che io sto bene e so darmi gioia veramente con poco, o che ho permesso agli altri di mandarmi in crisi perché non avevo visto dove andavano a parare, proprio lì in certi punti in cui io non sapevo concedermi la libertà ecc. Nonostante per me sia sempre stato importante stare bene con me stessa. Al contempo è chiaro che un certo tipo di aggressività e lesione della mia libertà mi ha allontanata da me stessa, facendomi sentire in un cul de sac più di quanto io non ci fossi. E che a volte esistono dinamiche altrui che in effetti possono fortemente disorientarci anche e sopratutto se abbiamo, per una serie di ragioni, delle difese più basse, anche non in modo “congenito” bensì contingente o un mix delle due cose.
    Quindi sì, concordo con il fatto che non dovremmo permettere agli altri di scaricarci addosso cose che ci fanno male e accompagnare all’uscita da noi ciò che per noi non va bene, sentiamo distante dal nostro modo di sentire e vedere (non in senso di solipsismo o chiusura, naturalmente, ma intendo dire ciò in cui veramente percepiamo una snaturalizzazione del nostro sentire/vedere… costi che sono comunque salatissimi) cercando di avere sempre delle interconessioni che percepiamo più armoniche che disarmoniche. Partire dal presupposto che sentirsi bene, innanzitutto con se stessi, è un diritto, e che fa la differenza, e stare più attenti a ciò che per noi è stonatura o armonia, al di là delle paure e dei nostri “idoli” o false idee o concetti di limiti autoimposti.
    No, in effetti non è un concetto facile.
    Ma insomma, vediamo di stare bene con noi stessi innanzitutto, e di ascoltare le NOSTRE crisi, che siano endogene o esogene o un mix che male, mi sa, non ci fa.

    Dovremmo stare attenti, forse, al contempo, a non cercare a tutti i costi di far entrare una persona “quadrato” nel nostro buco “stella” (se solo quadrato facesse finalmente la stella io potrei essere felice, anche se quadrato mi fa venire l’ulcera perforata…) ma neanche a diventare noi quadrati se siamo dei tondi. Perché prima o poi ci verrà l’ulcera perforata lo stesso.

    Non sto naturalmente parlando di perfezione o “se non sei una stella perfetta vaffa…” o “col cavolo, io sono tondo e tondo resto, tiè tiè”.
    Viviamo in effetti in un’epoca in cui le persone sembrano lasciarsi per cazzate, l’epoca

  • 9750
    LUNA -

    dei rapporti a termine, anche quelli lunghi, per una bassa soglia di sopportazione della frustrazione o per crisi interiori, anche, mi permetto di dire, temporanee o congenite (ma curabili, credo) che portano a non sentirsi bene da nessuna parte… un’epoca in cui forse spesso invece di affrontare delle sensazioni interiori e ascoltarle per quello che sono molto spesso una cotta diventa sinonimo di rivoluzione (ma è davvero quella la rivoluzione di cui si ha bisogno?), e c’è chi salta da un treno all’altro senza capire una cippa di se stesso…

    ma che ciò, che certamente esiste, non diventi un alibi inverso. L’indossare da subito e portare, anche per 50 anni, una scarpa di tutt’altra misura in nome del fatto: io però le frustrazioni invece so sostenerle.
    chiamando valori di continuità, vivendo situazioni invivibili e restando di fatto fermi alla stazione, mentre un gran caos costante dà la sensazione di viaggiare in continuazione, il timore di ascoltarsi tanto quanto chi non si ascolta saltando da un treno all’altro.
    Ovviamente anch’io con questo discorso (forse molto poco lineare, ne convengo) traccio confini netti dove non è così facile individuarli.
    Ma guardavo i miei genitori, l’altro giorno, e pensavo:
    non sono perfetti e in certe cose certamente anche si sopportano, come per altre si adorano. Ciò non significa (viste le cose che sento) che uno dei due non possa andare fuori con il cocco domani e lasciare l’altro… ma di fatto in una relazione buona, anche se non idilliaca, hanno sempre portato avanti una normalità/serenità, dei progetti comuni, sono cresciuti insieme. Di fatto neanche questo a volte sembra sufficiente. Neanche metterci la buona volontà, cercare di coltivare l’effettiva compatibilità, avere e portare avanti dei progetti. La vita è sempre un divenire. Ma, pensavo, molto spesso qui scriviamo e leggiamo storie ferme. Storie di base “strane” o con dei rapporti di forza poco chiari. Nate già mezze zoppe. O dove c’è chi salta come un canguro mentre l’altro/a sta fermo/a. Storie che non hanno avuto mai un presente veramente armonico. Non perfetto, armonico, che è un’altra cosa. Storie che fanno implodere, più che espandere. Oggi mi raccontava la mia amica (che in passato aveva collezionato una serie di fenomeni da manuale, e oggi ne sorridiamo, ma c’era poco da ridere, e che ora è sposata da 10 anni ed è serena veramente) che suo marito ha avuto una superpromozione, e per averla per un mese andava da sua madre per studiare, fino all’una di notte, perché a casa sennò con i bambini non riusciva. Al contempo lui è quello che quando il secondo figlio aveva pochi giorni e lei aveva rischiato di morire di parto è stato eccezionale, come padre e marito. Quanto è importante capire se si fa squadra DAVVERO e se si è sereni DAVVERO?
    Mi sa non poco :/

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