La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
14.073 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

salve a tutti…
non so se ricorderete…dovevo inconrare la mia lei per chiarire una situazione di crisi paradossale…
beh, ci siamo visti e purtroppo la situazione non si è chiarita un gran che…l’ho trovata molto contradditoria…ha avuto un paio di uscite simili a quelle della donna di manu…sul tipo che lei non è una persona gelosa e che dunque anche io posso avere tranquillamente altre relazioni con l’unica differenza che però lei dice di amarmi comunque sempre molto, che le sono mancato tantissimo e che è stata tanto male ed era triste durante il nostro periodo di distacco (voluto da lei…)…poi ha aggiunto che la storia con quell’altro si é raffreddata molto in fretta e che al momento non si vedono e non si sentono più…poi mi ha rinfacciato che quello che non ama veramente alla fine dei due sarei io perchè ora voglio semplicemente farla finita…che voglio la via più facile…
che dire…la storia che lei non sarebbe una persona gelosa mi ha lasciato di stucco…non che lo fosse stata ossessivamente in passato ma accenni di sana gelosia quà e là c’erano sempre stati…
mi sembra forse più un modo di dirmi che ho via libera anche io se voglio visto che lei è stata la prima a tradirmi…
ma vai a capirla…
a me sembra che si sia persa…la conoscevo molto più sicura su se stessa e su di noi…
io sono perplesso al momento, sto riflettendo sulla sua affermazione che se c’è uno che non ama più sarei io visto che per me la storia è finita…a me sembra un comodo modo di rigirare la frittata a mio sfavore, quasi ora fossi io quello insensibile e senza cuore che vuole lasciarla…
non la contatterò più nei prossimi giorni, devo riflettere su questo incontro, non so se è positiva o negativa la cosa ma mi sento meno innamorato di lei al momento…
certo che i rapporti che si credevano saldi e valevoli possono rilevarsi l’esatto contrario in men che non si dica…
poi al di là di tutto questo abbiamo anche parlato di diversi aspetti miei che non le hanno fatto più bene negli ultimi tempi e li ho potuto anche darle ragione anche se sicuramente se ora ci ritroviamo in questa situazione non é certo dovuto a quei miei “difetti” nei suoi cofronti o meno…
coraggio a tutti i sofferenti che si sono aggiunti ultimamente…siamo tutti sulla stessa barca…
se vi va di commentare leggerò con interesse…
ciao
Manu@ quello che scrivi e’ sacrosanto!!!Non si puo’ in eta’ adulta scherzare coi sentimenti, eppure molte,troppe persone lo fanno.Con me lo hanno fatto e mi hanno spaccato il cuore.
Anche io credo stia “pagando” errori commessi e superficialita’ fatte anni addietro.Qualcuno o qualcosa mi sta facendo scontare pene che in anni spensierati ho inflitto ad altri.
La separazione da mia moglie ,ad esempio, e’ stata una stroce sofferenza per lei, ed anche per me per molti aspetti,pero’ l’ho voluta io, e l’ho tradita, e le ho confessato di non amarla piu’, l’ho vista piangere e disperarsi , e dentro di me pur soffrendo anche io, non sapevo cosa stesse effettivamente provando.
Ecco, adesso tocca me, per la seconda volta nella mia vita mi sono sentito un giocattolo, un passatempo, usato da donne che usano parole come ti amo a vanvera, senza pensare a cio’ che dicono.
A volte come te ,penso a quanto mi piacerebbe vedere,magari fra qualche mese , le due persone che mi hanno fatto cois’ male, soffrire intensamente magari perche ‘ il loro “uomo dei sogni” le ha tradite oppure se ne e’ andato con un semplice “NON TI AMO PIU'” , come e’ successo a me.
Pero’,c’e’ un pero’, una mia ex, saggia e buddista , mi ha detto che bisogna volere il bene altrui,altrimenti questi desideri prima o poi ritornano a te.
Io non vorrei piu’ soffrire cosi’, ed allora auguro a queste due stroze il bene, e se poi il destino riservera’ lor una vita squallida con accanto un uomo che le fa sentire degli oggetti, di certo non mi mettero’ a piangere per loro.
Ma credimi, quando ti passera’ l’amore che adesso provi non ti interessera’ piu’ nulla di questa persona che in questo momento ti sta facendo cosi’ tanto male.
Un abbraccio
Ciao a tutti. Eccomi, purtroppo sono ancora qui, sto ancora soffrendo e piangendo ad ogni ora del giorno e della notte ed in ogni possibile luogo. Dopo quasi 5 mesi siamo ancora al punto di partenza : forse non mi ama più ma mi vuole tanto bene , sta pensando a cosa fare ma non si sa decidere , non mi desidera più ma vorrebbe abbracciarmi perchè mi vede morire poco alla volta … Io non mollo ! Questa decisione non la prendo per lui ! Avevo fatto la valigia e Luna mi avevi detto “brava, cambiare aria fa bene!” ma poi ho pensato che così facendo gli avrei fatto trovare ancora la pappa pronta. LUI deve avere sulle spalle tutto il peso della fine del nostro rapporto (per i nuovi arrivati 27 lunghi meravigliosi anni!) , LUI deve vivere con il pensiero di avermi fatto morire dentro… Io sono ormai una larva : dimagrita al limite dell’anoressia (e mangio, almeno un po’!) , triste anche nei lobi delle orecchie , vuota dentro pur sapendo che avrei potuto dare ancora molto, tradita nelle mie convinzioni più pure e radicate… Ho comprato il nuovo libro di Susanna Tamaro “per sempre” perchè mi ha colpito il titolo. Anche io ero per il “per sempre” : addirittura per il protgonista esiste solo il “per sempre”… E’ un libro straziante : non ce l’ho ancora fatta ad andare oltre le prime pagine. Mentre sto divorando “la principessa che credeva nelle favole”:grazie Luna per il consiglio,è bellissimo! Ambrogio = sono contenta che le cose ti vadano meglio, abbiamo iniziato insieme ma tu sei evidentemente più forte e hai ragione quando parli dell’importanza del no-contact. Io non posso lasciarlo e lui non se ne va : sono in una triste prigione e posso solo tirare avanti tra mille disturbi psico-fisici e speranze vanificate.
Raffi = anche con te abbiamo cominciato insieme. Ti avevo detto “e se si innamorassero ancora di noi?” ma da quel che ho capito a te non è successo e me non sta succedendo… Ma non è impossibile ! Una mia amica , dopo un anno , sta rivivendo un periodo meraviglioso con il suo ex , addiruttura mettendo su casa… Unico caso ?
Sono sempre più a pezzi ragazzi… Aiuto, ora , veramente , aiutooooo !!!
Cari tutti, Luna, Adele, Ambrogio, Darik…. sono contenta dei vostri abbracci, che vi ricordate di me e mi portate nel cuore come io porto voi dentro di me.
Mi ha fatto bene sentire che mi approvate, che sto facendo qualcosa di giusto e di importante per me….io davvero ancora non ne sono convinta, non trovo delle risposte dal mio dott, ma tante tante domande…..di certo gli servono per capire i miei meccanismi, il modo per farmi uscire, ma risposte e soluzioni non me ne ha ancora date.
Intanto io ho una paura fottuta che questo limbo cambi da un momento all’altro….non dipende solo da me restare in bilico e mantenere la situazione attuale fino a quando sarò pronta io…c’è anche il mio ex che potrebbe decidere di essersi stancato di questo non-rapporto consumato nell’attesa di trovare un giorno alla settimana per vederci a casa sua dimenticando che non vuole più stare con me, amandomi (perchè lo fa!) senza pensare che non sono la donna con cui vorrà dividere il resto dei suoi giorni ed avere dei figli.
Se, come mi ribadisce a ogni seduta il dottore, davvero mi serve per prepararmi ad andarmene con le mie gambe chiudendo piano la porta anzichè sbatterla, ben venga….ma non so quanto tempo mi servirà per arrivare a tale risultato, nè se il mio ex troverà di meglio da fare prima che io sia pronta….ultimamente mi sta crescendo l’ansia.
La paura che mi crolli di nuovo tutto giù all’improvviso tra capo e collo è sempre più incalzante….ma ho deciso di dare credito a questo dottore e non posso fare altro che affidarmi. COl mio ex sento che questo vedermi per non crollare è comunque una “scusa” che mi tiene viva la speranza….ma io la speranza vorrei che morisse insieme all’amore che ho per lui, così unico e totale da essere ancora acceso nonostante tutto il dolore che mi ha dato.
Lui è sempre lui, cinico, senza sentimenti, ma il più tenero amante che possiate sognare. E così ogni volta mi fa sentire amata veramente, e mi frega perchè ribadisce a chiare lettere che oltre questo non si va.
Lo psicologo è davvero la mia ultima spiaggia, ma purtroppo adesso la paura che anche questo flebile filo di ossigeno finisca mi mette ansia e fretta….io il baratro ce l’ho sempre davanti agli occhi, mi aggrappo a tutto perchè ho troppa paura di caderci dentro, perchè la seconda volta fa più male dato che ho ancora i lividi e i dolori della precedente, e potrebbe essermi letale….
Un bacio da Carlettainbilico
Carletta,ascoltati. Tu hai un desiderio amare ed essere amata. Hai capito che la persona che ami di più, non ti ama. E’ come avere una fame terribile, essere da giorni a digiuno, stare davanti una vetrina di pizza calda, ma avere un muro fatto di vetro infrangibile.Tu picchi forte, ma non arrivi alla PIZZA. Ti screpoli le mani, sanguini, dai calci e pugni e piangi di disperazione, perché hai una fame terribile e ormai non ce la fai più. Tu comunque resti li davanti e non ti allontan, perché vuoi SOLO la pizza. La pizza è l’unica cosa che vuoi mangiare, hai fame, ma sei convinta che ti piace solo la pizza ed invece ci sono mille cibi buonissi, mille ristoranti aperti li accanto a te, ma tu non ti volti nemmeno. La gente ti passa accanto, ti vede magra e sanguinolenta, ti vorrebbe aiutare, ti dice:”guarda qualche metro più in la c’è un posto economico che ti darebbe volentieri da mangiare!”, ma tu non vuoi assolutamente tu sei convinta che puoi mangiare solo pizza. Insomma Carletta di cosa hai paura? Hai paura che non amareia più? Che non troverai più nessuno, che resterai sola? Ci spaventa così tanto questa solitudine, siamo in mezzo alla gente, ma siamo soli. Eppure siamo noi a creare muri che ci isolano, siamo noi a sbattere tutti fuori e non volere nessuno, eppure ne siamo atterriti. Carletta il tuo dottore ti ha lasciato una porta aperta perché ti riteneva fragile, ma ti assicuro Carletta che questo può essere la tua condanna. Se neanche questa cosa, ti soddisfa più, forse sei pronta ad andartene.
Darik lo dico anche a te, perché io stessa ci sono passata, prima ho mollato per disperazione, poi sono stata più disperata di prima SOLA, tutto era così difficile ed ho ripreso a vederlo, ma quando ho ripreso sono stata ancora più male nel sentire costantemente quel NON amore, mi faceva così male e mi rendeva invisibile (e lo ero per lui INVISIBILE). Però c’era un differenza tra la prima volta che l’ho mollato e la seconda, nella seconda non c’era più niente per cui valeva la pena lottare. Gli attimi stupendi erano passati, i ricordi più flebili, la sua presenza meno importante nella mia vita, il non amore evidente come un diamante al sole ed io l’ombra di me stessa. Non potevo, ne volevo reggere una situazione del genere. Oggi è un mese che non lo sento ed è volato questo mese, mi manca, ma mi manca l’idea di un compagno, non il suo non amore, mi mancano le coccole, i gesti di affetto, la compagnia, ma non lui che mi dice e sopratutto mi dimostra, un non ti amo. Ragazze…..non morite dentro, c’è più forza e coraggio dentro di voi di quanto non crediate. Ognuno ha la sua storia perché ognuno è fatto come è fatto. Anchetu Darik lo hai detto era l’ex della tua amica, magari loro hanno dovuto fare un percorso separati per ritrovarsi……..Anche tu che tipi di rapporto pensi di saper costruire ora con lui, se tu stessa non esisti più. E’ vero in questi casi l’unica cosa a cui pensiamo è non perderlo, ma non capiamo che se noi ci siamo perse …..
Cara Darik…ci sono dei casi in cui le persone si rimettono insieme,ma a quanto pare x un buon 90 % non è così.
Se qualcuno tra noi avrà questa “fortuna” credo che non esiterà a comunicarlo.
Nessuno può sapere cosa sarà…già è un’incognita sapere se il mondo continuerà ad esistere…figuriamoci altro.
Io cmq spero x te,di ottenere tutto quello che il tuo cuore desidera.
…lo stesso le cose non potranno mai funzionare…Ragazze vi voglio bene e sento che siete capaci di volervi più bene di così…Mille baci.
MATTTTT ma cosa stai scrivendo…..insomma ma in che baratro ti vuoi invischiare? Sei davvero disposto a portare avanti un rapporto del genere….? Ma devvero tu sei quello che non ha creduto nella vostra storia…e se davvero fosse così io non penso sarebbe andata avanti così a lungo. Insomma davvero mi sembra che lei voglia cercare di tenere capre e cavoli. Ma te lo dico spassionatamente, secondo me si è rotto qualcosa ed in un rapporto a distanza la fiducia e la sintonia è tutto. NON si può andare avanti senza quelle.
Scusate…..esempio di quello che vi dicevo, mi ha appena chiamato il mio ex e mi ha rovinato la giornata. State lontani da loro. D’improvviso i ricordi sopiti, ora si risvegliano e con essi l’antico mal di cuore…..MA CHE SCATOLE…Va bene..va bene non rispondo più al telefono…capito anche questa lezione……basta contatti.
Bacissimi
Adele = hai ragione, dovrei mollare la presa ma non avrei più nulla… Rivoglio la mia vita ! Ho fatto anni di sacrifici e ho costruito costruito costruito. Ora era arrivato il momento di goderne i frutti, rallentando la corsa, rinnovandosi ma cullati dal ritmo dei più lenti 50 anni. Non ho voglia di rimettermi in gioco, non ho la forza per riprovare a vivere. Sono stanca e così codarda da non riuscire nemmeno a togliermi di mezzo del tutto. Stavo bene sola con me stessa di tanto in tanto ma giusto perchè sapevo di poter correre tra le sue braccia in qualunque momento ne avessi sentito il bisogno. Mi mancano i suoi abbracci forti, le sue parole dolci, il suo sguardo perso nel mio. Questa vita-non-vita è davvero sbagliata ma non so dove andare e/o cosa fare, non mi va di affrontare il mondo e le persone che ci conoscono abbozzando qualche parola di circostanza. Mi vedo a chiamare amici e parenti per chiedere conforto ma non mi decido a farlo : cosa potrebbero fare se non soffrire anche loro qualora mi volessero veramente bene ? Ed io li amo troppo per offrire dolore. Questa angoscia è mia e mia resterà ma mi mancano le forze per continuare a fingere. Sono stata a casa dal lavoro ieri e oggi perchè sono in condizioni da buttare approfittando del fatto che lui è via per lavoro : stasera tornerà e sarà ancora finzione ? O mi dirà che se ne va ? Intanto non posso toccarlo, accarezzarlo, abbracciarlo ma peggio sto lì ad aspettare che – fulminato da non so quale intervento divino – sia lui a fare un passo verso di me. In cuor mio so che è finita ma la Vicky che c’è in me non si rassegna ad una disfatta così totale. Grazie a tutti quelli che hanno voglia di leggermi. Vi abbraccio
CARLETTA: ciao tesoro 🙂
penso che quella dello psicologo sia sempre una scelta molto personale e lo siano le emozioni/sensazioni/illuminazioni che possiamo avere in terapia. Però penso anche che, e te lo dico con sincerità, in certe dinamiche, la scelta di rivolgersi a chi può guardare insieme a noi quello che sta accadendo in modo obiettivo e offrendoci un supporto mirato, non sia l’ultima spiaggia, bensì la svolta. La svolta comunque interiore per non sentirsi semplicemente passivi rispetto alla propria esistenza e anche per non dare per scontati dei meccanismi. Che sia comunque una svolta di libertà, non contro qualcuno, ma pro-se stessi.
Poiché già la resistenza interiore a chiedere aiuto, per molti fattori, può essere fortissima, io credo che comunque quel passo che hai fatto, comunque vada, non sia assolutamente una cosa da poco. Anzi. Dimostra che ti vuoi bene più di quanto tu stessa, ora, sei forse in grado di vedere.
In sostanza io non credo che tu, andandoci, possa avere nulla da perdere, semmai da guadagnarci.
E il motivo per cui il tuo dottore non ti sta dando risposte (anche se strumenti sì, anche se magari non ne hai ora la diretta percezione) oltre ad un supporto, è che quelle risposte sono dentro di te. Solo che in 5 sedute è normale che ti sembra di non averle.
Cosa può accadere nessuno di noi lo sa, nè sapere se una tegola ha deciso di staccarsi da un palazzo, se pioverà quando vogliamo andare al mare o ci sarà il sole quando vorremmo avere una scusa per non andarci, nè se in un gratta e vinci possiamo trovare 300.000 euro o una “pernacchia” al sogno di cambiare la nostra vita con una grattata.
Però qualcosa possiamo fare, possiamo tornare a sentirci al volante della nostra vita. Possiamo restituirci il diritto di sentire cos’è veramente bene per noi, il diritto di scegliere quel bene o di rifiutare ciò che ci cagiona malessere, dire di no a delle regole che viviamo come un’imposizione non pensando che siano l’intero pianeta delle nostre emozioni, possibilità ecc.
Possiamo non andare proprio a cercarci le tegole sotto i palazzi pericolanti, riuscire a dire un sì o un no senza affidarci alla scusa del clima, ma perché sentiamo di averne il diritto e quando sognamo di cambiare la nostra vita fare qualcosa di concreto invece che affidarci solo alla fortuna, all’idealizzazione, le briciole o all’astratto. Possiamo vedere che fare qualcosa di concreto è possibile, e a volte già questa percezione è completamente alterata.
Naturalmente io sto ora facendo delle metafore generali, non sto dicendo che tu sia così, gratta e vinci etcc.
Sto dicendo però che credo davvero, e lo ribadisco, che tu ti sia fatta un regalo a lungo termine alzano la cornetta e dicendoti: voglio vederci chiaro, voglio stare meglio, non voglio sentirmi implosa dentro me stessa credendo che sia inevitabile e giusto così. Perché mi voglio bene.
E rinnovo il mio abbraccio. Sì, ti penso e ti porto nel cuore.
DARIK: ciao stellin. LUNA può dirti tutto quello che pensa, ma nella tua vita ci sei tu, nelle tue emozioni e in quello di cui hai bisogno e in cosa per te è aria o corda alla giugulare. LUNA può anche dirti che è meglio toglierti dalla tensione anche ambientale, ma se per te fuori dalla porta c’è il fossato con gli squali tu vedi solo gli squali. E poiché questa sensazione la capisco molto bene, quella di credere che se ti sposti di un millimetro perderai completamente il controllo della situazione, anche quel minimo che ti pare di poter avere, di fare una svolta che per te sarà dolore e per l’altro sarà un favore, ecc, non posso sicuramente giudicarti per il senso di panico che senti. Posso solo consigliarti di chiedere aiuto a chi di dovere per i sintomi della tua ansia e per rimetterti un po’ al centro non solo come vittima passiva di una tragedia emotiva. Ma anche per quello c’è il libero arbitrio.
LUNA del resto, come te, fa quello che le pare e quando ci riesce.
Quindi LUNA ora ti dirà altre cose, ma vale ovviamente quanto sopra.
E LUNA oggi sarà volgare, sarà volgare non contro di te (a te ti abbraccerei se potessi), ma perché volgare fu (ma efficace) la metafora che un mio amico fece un giorno riguardo una persona che diceva: sì, ma così lei…!
Disse:
“E’ come l’uomo che si taglia l’uccello così che sua moglie non goda, e pensa pure di averle fatto un dispetto!”.
Ora, tesoro, è chiaro che quando ci diciamo:
@LUI deve avere sulle spalle tutto il peso della fine del nostro rapporto (per i nuovi arrivati 27 lunghi meravigliosi anni!) , LUI deve vivere con il pensiero di avermi fatto morire dentro… Io sono ormai una larva : dimagrita al limite dell’anoressia (e mangio, almeno un po’!) , triste anche nei lobi delle orecchie , vuota dentro pur sapendo che avrei potuto dare ancora molto, tradita nelle mie convinzioni più pure e radicate
significa che in quel momento abbiamo bisogno di dircelo, e di passare una fase in cui per rabbia o disperazione o rivalsa o quel che è abbiamo bisogno di dircelo. Che sia funzionale o no.
Solo che mi dispiace che ti tagli la salute e la vita pensando che così lui senta il peso. Perché anche se sicuramente sente il peso di quel dolore, perché lo vede, vede che stai diventando anoressica, quella che il dolore ce l’ha dentro sei comunque tu.
E questo mi addolora. Da fuori, ma mi addolora, anche empaticamente.
Di “buono” potrebbe esserci il fatto che ora gridi il tuo malessere, che hai smesso di imbellettarlo, che ad un certo punto la Darik che diceva: io resterò in piedi e così non lo forzerò, ma gli mostrerò il meglio di me, adesso, dicevo, Darik è passata alla fase: NO, NON SONO UNA MACCHINA, SONO UN ESSERE UMANO, SENTO TROPPO DOLORE E IL MIO DOLORE SI MOSTRA. Ma il nostro fisico e il nostro “sistema” non mostrano il dolore per gli altri, ma per NOI STESSI, innanzitutto. Anche quando lo facciamo, inconsapevolmente, anche per attirare l’attenzione su di noi e il nostro dolore.
DARIK: sì, alcune persone tornano insieme, è vero. Ora non voglio mettermi a fare statistiche, ma se ci penso tutte le coppie che sono tornate insieme che conosco (tornate insieme VERAMENTE, dando quindi una svolta positiva di crescita dopo un periodo di crisi e riportando la storia ad un piano di soddisfacente serenità e fiducia reciproca per entrambi) hanno fatto un lavoro insieme, alla pari, non è che uno ha rischiato di ammazzarsi per il bene comune mentre l’altro diceva “non lo so”. C’è stato un paritario interesse comune a salvare un’unione. O chi rischiava di ammazzarsi si è spostato, ha avuto rispetto per la sua persona e la sua individualità. E si è sposato spesso anche perché voleva la verità. Voleva che fosse l’altro anche a dimostrare delle intenzioni serie dopo i suoi non so. Ovviamente ogni storia è a sè, ma diciamo che il senso è che non credo, per esperienza mia personale, che ridursi a larve salvi una storia d’amore. E’ ovvio che non ci si riduce a larve per salvare la storia, ma perché si soffre. Ma forse c’è qualcosa dentro di noi che ci fa avere persino più fiducia nelle serie intenzioni di un altro nel momento in cui non lo viviamo come un salvavita ma come una persona che sceglie noi, mentre al contempo noi scegliamo lui o lei.
Io comprendo quando tu dici: @vuota dentro pur sapendo che avrei potuto dare ancora molto, tradita nelle mie convinzioni più pure e radicate
sentirsi traditi nelle proprie convinzioni più pure e radicate, soprattutto dopo una storia lunga è devastante. Io resto convinta che la base delle mie convizioni pure e radicate, in me, fosse corretta, ma al contempo posso dirti che, se mi fosse possibile tornare indietro, per me stessa, pur senza tradirle mi tutelerei personalmente, dal punto di vista anche fisico, e da altri, molto di più. E che ciò non andrebbe assolutamente conto le mie convizioni nè l’importanza che avrei dato al fare la mia parte per salvare un’unione a cui tenevo. Ma l’angoscia e la disperazione traggono noi stessi in inganno.
ADELE: la metafora della pizza e del vetro mi ha dato i brividi. Dico, per quanto rende. Sì, è così, purtroppo. E si sanguina davvero davanti a quei vetri, quei muri.
Non mi piace mettermi in mezzo alle terapie e quindi in questo caso mi dispiace anche dire quello che penso, ma a me dà fiducia il terapeuta di Carletta per quello che leggo nelle parole di lei.
Divago: sto leggendo Carr per smettere di fumare (e ho le mie resistenze a leggerlo, lo confesso, anche se sempre più ho un desiderio mio interiore, non razionale, ma panzico, di farmi del bene smettendo).
Carr usa un suo metodo per affrontare le dipendenze (in questo caso dalla nicotina) e raccomanda di non costringersi a non fumare mentre si sta leggendo il libro. Può sembrare un paradosso, ma è anche una questione di metodo.
MATT: mi sembra che tu abbia un buon istinto, nel riconoscere cosa è meglio per te, e che ciò possa giovarti nelle tue riflessioni sugli elementi che hai, a… telecamere spente
Luna per carità io non metto in discussione lo psico. Carletta non volevo dire questo, volevo dire che forse dovresti esprimergli al tuo psico per bene anche le sensazioni che provi ora. Mi spiego. La prima volta che lo psico ti disse di rifrequentarlo, eri molto felice. Ricordi? Avevi provato la tattica del no-contact, ma anche per quello ci vuole il suo tempo. Per me oggi lo è per esempio, prima non riuscivo nemmeno io. Quindi capii il tuo sollievo quando hai avuto il via libera per poterlo rivedere. Ma da allora sei cambiata, forse sono solo piccoli passi, piccoli passi grazie alle tue sedute,alla tua voglia di stare meglio, che magari oggi fanno di te una Carletta diversa, con esigenze diverse. Se ora anche vederlo così ti crea una forte angoscia, magari, e dico magari, vuol dire che sei pronta allo step successivo, ovvero l’allontanamento…..Tu devi stare serena prima di tutto! 😉 Tu lo sai….quando e come….ma il solo fatto che provi a stare bene…è una grande cosa…ed il solo fatto che vai in terapia è un ottima cosa come lo fu per me……QUINDI io approvo in pieno…Un abbraccio ed abbia pazienza.
Brividi nel ritrovarmi in tutte le vostre parole… Ho sempre ringraziato il mio destino fortunato per essere stata baciata in fronte ed aver avuto una storia d’amore diversa da tutte quelle che mi circondavano. Più volte mi sono rattristata nel vedere unioni apparentemente felici sfumare come aliti di vento, più volte mi sono rimboccata le maniche perchè sapevo che avrei dovuto darmi da fare per tenere viva la nostra, così come spesso siamo ricorsi alla tranquilla serenità che la ripetitività di alcune cose/gesti/parole sa dare…
Ora siamo anche noi teletrasportati nella folla dei disperati che hanno avuto tutto ed ora si ritrovano con il c..o per terra… A 14 anni mi chiedevo – dopo aver letto alcuni classici della letteratura – cosa si vive a fare se si cade in continuazione e in continuazione si deve fare la fatica di rialzarsi ? A 20 ho smesso di chiedermelo perchè LUI mi ha dato la risposta : “vale la pena perchè sono arrivato io ed io ti sosterrò fino alla fine… Se cadrai ti medicherò le ferite ed insiemo cercheremo di evitare le buche”. Ora sono tornata indietro , a cadere di nuovo , solo che il mio equilibrio non è più quello di una volta e la mia rassegnata voglia di allora ragazza nel ritentare si è trasformata in rabbia, dolore e frustrazione. E non sono sola in questo strada a gruviera ! Lui , come 10000 altri , attratto da un’altra più giovane e fresca ; io , come 10000 altre , a disperarmi per non poter più essere all’altezza della competizione. Il mio povero babbo (morto appena appena un attimo troppo presto per potermi aiutare, l’unico a cui mi sarei rivolta) mi ha cresciuto convincendomi che la diversità è qualità peculiare ed ora devo fare i conti anche con questo : scoprire che il mio dramma è in realtà un dramma su larga scala, che la cattiveria , le ingiustizie e le prepotenze si annidano in tanti lei e lui da fare impazzire anche chi come noi tutti di questo bello ma triste forum avrebbe cuore e cervello per amare per la vita intera. Mi ritrovo nelle vostre parole e vedo attraverso di voi la lunga strada che ancora ho da percorrere : tanti di voi hanno penato per tanto tempo e ancora lo stanno facendo. Perchè? Che senso ha riprendersi ? Per fidarsi di nuovo ? Porgi l’altra guancia ? Dio Luna , so che hai ragione ma non ce la faccio !
Ciao Darik che piacere rileggerti…
Mi dispiace che la tua situazione non sia cambiata…Il tempo passa però,e anche se piano piano qualcosa dentro di noi cambia sia in positivo che in negativo.In ogni caso è il Miglior Dottore.
“Ti avevo detto “e se si innamorassero ancora di noi?” ma da quel che ho capito a te non è successo e me non sta succedendo… Ma non è impossibile!”
Mai dire mai nella vita,e cmq Darik io sono ad un altro gradino…”Se si innamorasse di me?” A detta della mia ex, in qst anno con me non le ho fatto battere il cuore…per vari nmotivi a detta mia,tra cui x il fatto che è ancora innamorato del suo ex….ma come direbbe la nostra cara amica LUNA:La realtà è che ora non mi ama,ora non è innamorata di me…i motivi hanno poca importanza se non sono riusciti a farla rimanere qui con me.
Il tempo passa Darik,volenti o nolenti…e io volente o nolente sono cambiato, nei miei e nei suoi confronti..Tutta la teoria che leggo in questi post sto cercando di metterla in pratica,ed è dura perchè a me quella “pizza” piace un sacco (come diceva Adele) ma se non torna non posso continuare a morire di fame davanti a quel vetro.Casomai per tutta la vita passerò sempre davanti a quella vetrina…ma nel frattempo mangerò,lavorerò,uscirò con gli amici e ogni tanto guarderò anche il cielo….Non sò cosa mi aspetta dietro l angolo,non lo voglio sapere ora e non mi interessa….mi basta non sentire più il dolore di qst mesi…per la felicità c’è tempo…
Un abbraccio a tutti…anche a te Darik..
io vi leggo ragazzi.. mi date tanta forza.. ma non riesco piu’ a scrivere, sono giorni nerissimi per me.. il medico stasera mi ha dato un calmante.. vorrei tanto chiudere gli occhi e risvegliarmi tra un anno o due.. non riesco a reagire..
un abbraccio a tutti!
Cara loredana ti abbraccio forte e spero che tu riesca a superare questo momento, ricordati che non c’è dolore che non si possa superare e dopo ti sentirai più forte, solo un consiglio: in questi casi il rifiuto è il punto di partenza, se speri che torni non riuscirai a voltare pagina, potrebbero passare anni, è difficile, lo so, ma di a te stessa che non ti vuole, soffrirai di più ma per meno tempo, se aspetti che lui torni ti condanni ad una lenta agonia.
oggi sono meditabonda….ho pensato sempre che l’ Amore meriti quel che io e tanti altri danno: l’ anima. Niente egoismi personali, niente competizione, ti offri come sei con tutto quel che hai. Lo dai e, nel darlo, sei felice perche’ stati dividendo, condividendo, costruendo. Cerchi di capire, di sentire, di accogliere l’ altro e la sua vita, senza stravolgerli. Io ho sempre amato cosi’, senza voler cambiare nessuno. Sono convinta che si ami cosi’. Lo ero, lo sono e lo saro’. Solo pensavo che quando va male, e’ inevitabile stare come sto e stiamo. Ti senti un fallimento addosso ed un vuoto che fanno spavento…E non posso nemmeno dire “non avrei dovuto fare, dare, credere…” perche’ invece ritengo di avere fatto benissimo ad essere quel che sono. Ne vado di un fiero che quasi sfocia nella supponenza. E’ che perdi una parte di te, quando finisce. Hai pensato per due, per cosi’ tanto tempo e con cosi’ tanta “voglia” di farlo, che, da solo, non senti piu’ quasi di esistere e non perche’ tu ti sia annullato nell’ altro ma perche’ sei orfano del “noi”. Sei tu e noi insieme, hai la compagnia perenne di quell’ entita’ terza, astratta ma fondamentale che, ZAC, ti levano, ti svaporizzano, per lasciarti solo nell’ imperituro ricordo dei giorni che se ne vanno senza un sorriso. Il lutto e’ giusto. NOI e’ morto ed io lo piango. Mi manca, accidenti a me! Ma se non lo crei, come fai ad amare davvero? Io non ci rinuncio a priori, sempre accidenti a me, e questo fara’ si che, di nuovo, sia possibile che mi ritrovi qui tra altri 2/3/5/20 anni con la vita devastata da una perdita e una medaglia al valore da far vedere a chi crede nell’ Amore. Ne vale la pena? si, no, bho…Non credo di aver mai smesso di essere quel che sono, mentre amavo. Mi sono sempre rispettata e fatta rispettare, non ero una bambola o una vittima. Cosa devo dire? che ho sbagliato “persona”? ma non e’ vero nemmeno quello….E’ che e’ cosi’. Cosi’ brutto e triste e difficile e sfacciatamente doloroso SEMPRE, se l’ Amore e’ stato Amore. Beato che non sa amare? eh, in certi momento, EBBENE SI. Peccato che si perda anche cose che io sono felice di avere visto e vissuto e sentito. Amo gli animali, lo sapete. Ne ho tanti in casa mia. Ogni volta che qualcuno di loro mi lascia, e’ un vuoto, ma non per questo invidio chi non sa vedere l’ anima di un cane o di un gatto o di un cavallo. Certo “loro” se ne vanno senza abbandonarmi o ferirmi…invecchiano, si ammalano e ci dobbiamo dire “addio” perche’ la vita e’ cosi’…Diverso e’ con l’ Amore tra un uomo ed una donna, se a separarli non e’ la morte, ma il concetto e’ lo stesso…Chi ha, da’. L’ Amore puo’ costare caro e noioa stiamo banalmente pagando e forse io avrei anche bisogno di un finanziamento perche’ sono un po’ sfinita nell’ ambito delle “finanze amorose”…
Bacio, amici miei.
Grazie Matilde, sò che hai perfettamente ragione..Credo che anche nei momenti più bui e dolorosi c’è sempre una parte razionale di noi che cerca di guidarci fuori dal tunnel…All’inzio è troppo debole e soffocata dal lato emotivo, ma piano piano grazie al tempo, cerca di prendere il sopravvento sospinto dall’innato spirito di sopravvivenza che appartiene ad ognuno di noi! La speranza che spesso ci guida e ci fa raggiungere traguardi insperati, in questi casi è una nostra acerrima nemica..Ho scritto una lettera..un’ultima lettera..a lui e a me..Credo che per poter andare avanti ho bisogno di perdonare lui e me stessa alla fine. Siamo umani tutti quanti e quando ci troviamo nella posizione di chi subisce dimentichiamo che abbiamo fatto subire..E’ una ruota..ma come sò che se ho fatto del male l’ho fatto involontariamente..sono sicura che anche lui ha fatto lo stesso. Nojn si può costringere nessuno ad amarci, per quanto possiamo volerlo..se mi avesse amato non sarebbe sparito…o quantomeno l’idea di perdermi lo avrebbe spinto a trovare una mediazione alle sue paure ed incertezze..Quello che ho passato, le mie paure, le mie ansie sono parte di me e non posso pretendere che abbiano un peso nell’ambito delle decisioni che lui prende per se stesso e per la sua vita. Certo posso criticare il modo in cui ha agito..un modo vigliacco, ma questo fa parte della sua coscienza.
Lasciare ed essere lasciati sono entrambi dei traumi..quando si inzia un rapporto si tende o a non pensare che possa accadere o vivere traumatizzati in attesa che accada..ma comunque vivere significa sempre mettersi in gioco.
E’ ancora dura per me, ancora fa male..ancora lo penso..ancora trovo insopportabile l’idea che un’altro uomo mi si avvicini…credo mi ci vorrà molto tempo..ma sò che passerà. Nessuno toglierà dal mio cuore questa ennesima cicatrice e qualche volta tornerà a far male..ma quello che più auguro a me stessa..e a tutti voi che siete qui..è di poter guardare al futuro ancora con speranza e di non lasciarci condizionare dalle ombre del passato..anche se sò che è molto difficile..
ANNINA: io credo che chi sa amare, ha voglia di amare, vivere l’amore è fortunato. Io credo che chi soffre, ma poi riesce a ricominciare possiede un tesoro. Chi riesce ad accettare i fallimenti e i cambiamenti, a metabolizzare, a provare rabbia ma non vivere di rancore, a provare delusione, ma non estendere il concetto alla sua intera interiorità… l’altro giorno ho incontrato due persone. Una, bellissima donna peraltro (apparentemente molto gentile e socievole, ma poi mi hanno detto – persone fidate – in realtà competitiva, supponente e rompipalle… con me non lo è stata perciò valuterò la nostra conoscenza in base alla nostra conoscenza, però poiché la prima cosa che ha tentato di fare è stato sputtanare un mio amico rigirando un episodio che non ho visto, ma credo al mio amico perché lo conosco, nel bene e nel male, da anni annorum, questo non mi è proprio piaciuto tanterrimo…). Dicevo, lei 55 anni, separata da 12, una figlia grande. Mi dice che da allora non ha mai più voluto vivere con un uomo. Da questo semplice punto di vista posso capire. Posso capire che una persona non se la senta più di vivere con un uomo o che non abbia più incontrato qualcuno con cui sentire le farfalle nello stomaco. Voglio dire, a parte la mia parentesi, che lei potrei essere io.
L’altra, meno bella ma solare, stessa età era lì con il terzo marito. Ignoro le sue vicende precedenti. Ignoro ovviamente se siano felici o no, ma lo sembravano. Comunque sia costoro hanno appena cambiato città, hanno una decina di cani, condividono pare moltissimi interessi.
Mi sono chiesta: io potrei essere lei?
E mi sono chiesta: se lei è felice, se ogni volta che si è innamorata e si è rinnovata si è sentita felice sul serio, e non si è chiusa in un bunker atomico nonostante ogni separazione sarà stata un lutto e cocci da rimettere insieme sta vivendo così male?
Io, che sto vivendo il lutto, ho pensato che dev’essere devastante restare delusi due volte. Io ho pensato: sono stata quasi 20anni con una persona e sono a pezzi. Sarei in grado di correre il rischio di crederci e stare male un’altra volta?
La verità però è anche che io ho un male più esteso e cosmico.
Oggi una mia amica praticamente zia mi diceva: quando mia figlia si è separata io lo sapevo che era adulta, e che nella casa che aveva preso con la sua amica ci poteva stare, ma il fatto di pensare al suo dolore e saperla lì non mi faceva dormire la notte. Non l’ho sforzata a tornare, ma è stato un sollievo che sia tornata a casa.
(per inciso: la mia amica lì in quella casa stava malissimo. era debilitata, stanca e non si trovava bene con l’altra ragazza. Aveva un po’ paura di tornare a casa a sentire tiritere, ma anche se aveva 33 anni voleva la mamma).
Io mi sento dire spesso: dovresti dire ai tuoi che stai così male.
La gente non capisce che io ai miei l’ho detto.
L’ho detto ma ho vagato a destra e sinistra come una pallina di un flipper invece di poter tornare a casa.
Mia nonna era una persona meravigliosa.
Mia nonna era una mamma. Per me era un’amica e una mamma anche. Anche l’altra mia nonna è così. Anche mia mamma è una mamma, ma è una mamma difficile. Con me lo è sempre stata. Con mio fratello no. Mio fratello sarà piccolo anche a 89 anni, io a 12 ero grande. Ma la mia parte bambina me la sono sempre tenuta cara, perché è il mio stupore nei confronti del mondo. Stimo mia mamma per molte cose, e so riconocere anche le sue affettuosità. Ma mia mamma è una mamma difficile con me e lo è sempre stata. Poco empatica. O forse troppo ma
mia mamma, diceva la mia striz, non regge e non sa gestire, è un problema suo se fa/dice certe cose, non tuo.
Ok. Ok. Se tiene il muso per anni interi, per esempio.
Mia mamma in certe cose è assurda. Mia mamma mi ha fatto male. E io ho sempre fatto pace perché le voglio bene. Lei con me forse sta litigando da una vita. Ma ora io sto male.
Io ho sempre amato mia mamma comunque. Ma stavolta non credo che la perdonerò. E non sto parlando di rancore. Sto dicendo un’altra cosa.
Sto dicendo che per me la famiglia e gli affetti sono così sacri che mi sembra di conoscere anche i trisavoli che non ho conosciuto. Che l’affettività famigliare mi commuove. Che seguo mio nonno ogni giorno in casa di riposo perché mi pare sia la cosa più naturale del mondo e penso che dio mi fa un regalo che possiamo stare insieme. La gente teme che diventi depresso perché stai in casa di riposo, ma non è così. Sei teso, quando esci. ti dispiace. Ma comunque l’affetto e l’idea che stai tentando di proteggere più che puoi qualcuno che ami ed è fragile compensa. E fuori comunque c’è la vita, c’è il sole. C’è… cosa?
Io di amici ne ho molti, e veri. Con le persone ho rapporti di reciproca generosità. Ma quando è successo, contemporaneamente, che anch’io portavo il lutto, che anch’io stavo male per mio nonno, e in più io perdevo la persona con cui ero stata da 20 anni i miei genitori non hanno capito che a me non serviva semplicemente una casa che si poteva fare e mettere a posto (con tempi devastanti), a me serviva la famiglia. Il fatto di alzarmi la mattina e incontrare mio fratello in cucina. Mi serviva che se non mangiavo qualcuno mi mettesse un piatto sotto il naso. Qualcuno che capisse che sono forte, ma che si accorgesse, prima di me, se c’era qualcosa in me che non andava. Mi serviva pensare che non era cascato il mondo, il mondo intero. Stare nel rione in cui sono nata e che amo. vedere le facce delle persone che conosco. Salvarmi il cuore e la testa anche nelle abitudini. Poter dire a chi amavo ancora e mi sta ancora dicendo di no: ok, mi sposto. Ma non andare come un flipper, anche ospitata da persone meravigliose, ma sentendomi come l’orfanello di Dickens. Vi giuro è vero questa è la mia malattia. Pensare che niente nei miei affetti centrali è come prima. E bene non mi fa. Anche se vado dai nonni, almeno loro, e mia nonna mi compra i formaggini con le figurine. E mi salva. E a me viene da piangere per quanto è dolce. E quanto capisce, lei
DARIK: ho scritto il mio post prima di leggere il tuo. Per certi versi abbiamo detto cose molto simili emotivamente 🙁
Anche mia nonna, quella che non c’è più, è la persona a cui mi sarei rivolta. E non starei così male. No, non mi sarei mai sentita stile Dickens novel se lei ci fosse stata ancora.
E questa è un’ulteriore cosa che mi distrugge. Che peggiora ogni mia sensazione di abbandono COSMICO.
Pensa che pure mio nonno, che ha una demenza, e che parla in ostrogoto e non sa manco dov’è, è talmente la persona meravigliosa che è stato, comunque, che a volte, quando mi sento dentro un dolore senza fine, mi sento consolata dal suo sorriso.Mia nonna è morta due anni e mezzo fa e io ancora non sono riuscita a lasciarla andare. E immagino che lei sta male per me e piango come un vitello. Ieri, incazzata con mio padre, gli dicevo: domanda a nonna se non è vero! poi mi sono ricordata che è morta e mi sono venuti i singulti.
E mi sono pure sentita in colpa perché è lui che ha perso sua madre, a cui era legatissimo. Però lui ha sua moglie, cioè mia madre, ha un figlio, cioè mio fratello, e nonostante la sua vita abbia avuto un patatrak devastante (la mamma morta, il padre malato) lui non ha perso TUTTO. Il resto è tutto uguale. Ha anche me, per inciso, certo. E quando passo a casa da loro lui mi fa un sorriso a 75 denti. Ma dopo aver fatto il flipper e con un casa da tutta un’altra parte in cui devo andare (per me esilio) mi sento ospite nella casa in cui sono cresciuta. in realtà se mia madre non facesse le sue storie, e mio fratello non andasse in fibrillazione solo all’idea di dover dividere la sua cameretta con la sorella disgraziata sentimentalmente, mio padre mi avrebbe fatto tornare a casa. Lui è quello che quando pensava di cambiare casa voleva avesse una cameretta anche per me, e non era molto tempo fa. Però cerca il compromesso (lui che è in fondo uguale a me, perché dopo 2 anni e mezzo non ha ancora tolto la linea telefonica da casa della nonna che non c’è più, e non ha ancora spostato niente in quella casa) perché sa che io e mia madre litighiamo. Cioè, lei litiga con me. Anche perché già litigava prima ma da quando un giorno, per spiegarle che io soffrivo per mia nonna (di fronte al suo: MA TU CHE PROBLEMI HAI?) le ho detto: è che per me era una seconda mamma – mia madre se n’è uscita con: da ora io ho solo un figlio maschio. E mi tiene il muso da due anni e mezzo. Perché io l’ho molestata moralmente (non volendo) una volta, mentre lei duemila volte, ma neanche se ne rende conto. Perché mi fa stare male andare nella casa in cui devo andare? perché, a parte essere devastata dalle stesse cose che provi tu sull’amore ecc, quella casa è proprio sotto casa di mia nonna. In pratica mi mandano al centro del dolore cosmico. E mi chiedo se non mi darà il colpo di grazia. Mi mandano… ho 37anni. Una casa è una fortuna. Ma io ho la sensibilità sconvolta, veramente. E avevo bisogno di CASA, prima. Del mio rione. Di qualcosa tipo: va tutto bene.
LUNINA mia bella…il dolore esteso e’ cosmico e’ mio compagno fedele di tutte le volte in cui prendo un calcio/calcione/calcetto “li'”…io e la striz avevamo gia’ appurato ai tempi: c’e’ un pezzo “rotto” dentro di me e come e quando si ruppe poco conta…e’ rotto…Forse l’ analisi mi sarebbe potuta servire, e mi servirebbe ancor ora, per rivivere e “aggiustare” ma secondo lei (la striz) gia’ essere consapevoli e prendere atto sarebbe sufficiente a farmi campare. La mia famiglia e’ onnipresente, onniraccogliente, onnicomprensiva: una fortezza inespugnabile. Forse piu’ che la famiglia, dovrei dire mio padre, uomo dall’ incalcolabile valore e statura morale. Lui ci tiene tutti in se’ e ci raccoglie e ci protegge. Comunque sia, siamo una famiglia e loro ci sono. Sai che c’e’, amica mia? C’e’ che le persone sensibili portano e sentono in se’ cicatrici eterne. Conviverci e’ una lotta perenne perche’ non le sai rimuovere o non vedere o far finta che non ci siano. Le accetti e, per accettarle, le riattraversi e riguardi e rivisiti e controlli un milione di volte. Sono parti di te che non puoi tralasciare. Le persone sensibili hanno il dono della compassione. Della pieta’, anche. Sentono tutto. E perdonano, a modo loro, quasi sempre. Amano. Sono fragili e forti allo stesso tempo. Non tutti le possono capire. Sembrano anche strane…:-) Mia madre mi ama. Io lo so che mi ama ma so anche che non mi capira’ mai. E’ diversa ma non e’ colpa sua. Lei e’ fatta a modo suo, diverso dal mio. Mio padre mia ama e mi capisce. Forse sono un dolore per lui per quanto mi ama ma so che non mi cambierebbe mai, nemmeno con un essere ben migliore di me. Mio padre mi sente, mia madre prova ad ascoltarmi. E’ diverso…Il mio pezzo “rotto” e’ l’ amore per me stessa, il perdono che do’ a tutti ma non a me. Non saprei nemmeno “cosa” dovermi perdonare nello specifico ma sta di fatto che io mi detesto ogni volta che qualcuno mi mostra rifiuto, con particolare odio verso me, se vengo addirittura abbandonata. E la mente ci arriva a capire tutto. E’ l’ emozione che non sta dietro al cervello. Arriva “dopo” e, in mezzo, c’e’ quello che si legge qui: l’ inferno. Mi stimo in tante cose. Mi sforzo di vedermi nella stessa maniera in cui gli altri mi vedono ma nei miei occhi, ritrovo ancora l’ immagine di una bambina che stava bene piu’ da sola che con gli altri coetanei, che aveva paura di essere dimenticata e che avrebbe scelto, potendo, di non staccarsi mai dalla gonna della nonna. E ci ho gia’ lavorato su!!!! la psicoterapia e’ gia’ passata su di me e mi ha fatto dire queste cose ma IO SONO SEMPRE IO. E trovo paradossale il dovermi per la seconda volta raffrontare con questi miei limiti. Mi fa quasi tenerezza. La prima volta, con la gravante di aver dovuto prendere coscienza di aver passato un decina d’ anni e piu’ con un uomo che con me c’entrava poco ma poco ma di un poco che fa spavento e di essermi “salvata” solo per grazia ricevuta e non per merito personale. segue….
La seconda volta, mi sono “badata” e ho “scelto” una persona adatta a me, che capisse per istinto la mia indole ed i miei desideri, che ci fosse, che sapesse darmi quello che sempre avrei voluto. Non ho fatto piu’ quel torto a me stessa che mi ero gia’ fatta piu’ che a sufficienza negli anni precedenti. Ebbene, non e’ bastato nemmeno questo. La vita ha rilanciato e me l’ ha levata, lasciandomi, oltre al problemino “cosmico” anche la tristezza del vuoto di una persona che mi e’ mancata per davvero perche’, a differenza dell’ altro, quando c’era, C’ERA. Accettare, accettare, accettare…accettare e’ il verbo che regna sovrano nella mia vita. E stavolta speriamo di accettare ANCHE ME, giusto quella che forse non si e’ accettata mai o ancora…
ANNINA: grazie tesora per avermi risposto. Io raramente “mi dico”, quando mi dico vuol dire che sto proprio male. E spesso quando “mi dico” ho veramente cinque anni. Ti ringrazio di aver accolto la mia parte cinquenne, ne avevo molto bisogno. Sì, vero, mio padre anche è simile a me. Sì, vero, mia madre mi ama, pur con i suoi errori.
Avevo sette anni, veramente, e un giorno ho detto alla nonna: io non voglio diventare grande.
Non so se ho usato proprio queste parole, ma il senso era questo. Comunque per il resto mi ricordo benissimo la scena.
Nello stesso periodo credo avevo anche detto a mia mamma che avevo paura di perdere le persone a cui volevo bene. Lei stava stirando e mi ha detto che non perdiamo le persone che amiamo se muoiono perché sono dentro di noi, se sono del nostro stesso sangue le abbiamo anche dentro di noi. Perché mia mamma, di cui ho detto male, è anche stata una mamma super attenta e sensibile in verità. anche se è vero che per certe cose sembra che parliamo due lingue diverse. Però devo a lei delle cose belle che ho.
Alle volte mi chiedo se non siamo troppo sensibili tutti in famiglia e quindi ognuno un po’ si difende come può.
Io che in quei giorni in cui la nonna è morta e il nonno stava male ed è venuto a stare dai miei io ho visto la sofferenza di tutti, oltre alla mia, ed avevo una preoccupazione cosmica. Due giorni dopo è morto anche un amico e la preoccupazione cosmica si è estesa (riesco pure ad allargare il cosmico… forse perché appunto era già per me incontenibile). Un mese dopo sempre nello stesso gruppo di amici si è ammalata la mamma di una mia amica e ancora più cosmica.
Credo che mi fosse caduto il filtro, come dice la mia amica. empatia al 20000 per cento. Forse in realtà il filtro non sono mai riuscita a rimetterlo a posto. Una sera io e la mia amica sorella (forse era la sera prima del funerale della nonna) stavamo parlando in auto, è arrivata una foglia secca sul parabrezza, e abbiamo fatto un salto come se ci avessero sparato con un revolver. Ne ridiamo ancora, per sdrammatizzare. Ma non sono certa di aver mai smesso di saltare per le foglie. Non nel senso che sono nevrotica, ma credo che mi sia rimasto quel senso di tensione. Paradossalmente, poi, reggevo situazioni ad alto tasso di cuore in gola senza spettinarmi neanche. Ma chissà dentro, a questo punto, in realtà.
Lui c’era e mi è mancato. C’era, ma non c’era. Anche questo è stato cosmico. Nessuno è perfetto e dipende da che punto di vista guardo la questione, generale dico. Da un lato posso dire che forse un giorno dirò che non era l’uomo per me, dopo, quando ha cominciato a fare quelle menate del disamore e della casa no, non lo è stato. Ho tenuto duro, ma la verità era che era una cosa per me inaccettabile. Perché io avevo bisogno di sicurezze. Le mie cicatrici non potevano assolutamente sostenere quella dinamica. Ed era perché non potevano sostenerla, probabilmente, che non riuscivo a spostarmi. Da un lato perché ero sconvolta, dall’altro
perché avevo assoluto bisogno che si ripristinasse l’armonia. Ho vissuto quella cosa a 70.000 giri. Forse perché è l’unico modo in cui so vivere tutto, il bonus e il malus. Per carità, non è che adesso voglio fare quella speciale, nel bonus e nel malus. A chi avrebbe fatto bene una situazione come la mia? A nessuno. Però parlo di me e quindi parlo per me. Il fatto di avere questo costante senso di perdita per me era insostenibile. D’altra parte lui aveva bisogno di fare così, che fosse pro o contro se stesso. Quello che so anche però è che, guardando più indietro (oltre al fatto che oggi riconosco dei miei errori, errori veramente inconsapevoli, forse perché ero stata io, a mia volta, a sottovalutare la sua sensibilità, anche perché è un introverso… cioè ero sensibile su tante cose ma su altre no, non ho capito) vedo il fatto che lui, che pure per certi versi mi comunicava insicurezze per le sue insicurezze, mi ha anche “accudita” molto. e io ne avevo bisogno. avevo bisogno di quel suo modo di ridimensionare certi miei girare a 70.000 giri. proprio del suo modo. anche questo mi manca molto. E mi è mancato immensamente in quell’anno di dolori in cui, forse, se fosse stato veramente al mio fianco, anche a gridarmi che c’era, se io non fossi stata in grado di vederlo, forse mi avrebbe aiutata ad avere più filtro, mi avrebbe portata via quando la mia empatia arrivava all’eccesso. Sarebbe venuto a prendermi prima che io fumassi come dieci camini ecc.
Mi ha fatto molto male lui, sai? Ma quando ci rivedo prima (prima che cominciasse il casino a valanga in cui è stato veramente un molestatore morale, non ci sono dubbi su questo ed io ho cercato di andare a prendere lui, ma mi sono persa io), dicevo, quando ci rivedo prima vedo delle cose preziose, naturali, bellissime che non so se proverò mai più.
A volte mi dico: lo hai lasciato avvicinare più di chiunque altro.
Chissà se ne sarò capace mai più. Sicuramente no finché penserò che eravamo troppo speciali e semplicemente non è proprio possibile. O forse sono proprio io così. Bon, ho delirato a sufficienza. 😛 si è capito qualcosa? 😛
Comunque anch’io sono cose certamente risolte, ma anche quelle paure che si aprono, e quindi ti capisco.
PS: mi dai, tipo quiz :P, le iniziali della cosa che dicevi che non puoi dire nome? così guardo in internet.
Un abbraccio grande