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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 8401
    fania -

    E’ un po’ che non scrivo, spero che qualcuno abbia voglia di leggermi. L’ho lasciato, anzi l’ho allontanato per molti motivi, ora mi dice che frequenta una’ltra ed io ho una voglia pazza di riprendermelo anche se so che non e’ adatto a me, ho dei figli in casa e certamente non approverebbero ma io sto male, penso che forse non dovrei negarmi questa gioia inattesa ora che sono alle soglie della vecchiaia. Sto bene solo quando lo sento e se passa qualche giorno e non si fa vivo lo cerco io. Cosa devo fare?

  • 8402
    ANDREW -

    LUNA: @Quello che hai detto è sacrosanto, in questo momento, anche se mi trovo con il cuore in sanguinante in mano, sto cercardo di ritrovare me stesso.
    Comunque tutta questa cosa mi ha fatto capire, che forse una delle cose che può far esaurire un rapporto è proprio l’annullarsi completamente, appoggiarsi e contare completamente su un’altra persona.
    PANTAREI: @il tuo nome è un aforisma che dovremmo seguire tutti quanti,tutto scorre come un fiume, e sicuramente la vita và avanti.
    Grazie del libro che mi hai consigliato, ma ho trovato un’altra lettura molto interessante che analizza profondamente, sia il significato della vita, sia il significato della parola amore, ed è scritto da un illuminato indiano che si chiama OSHO.
    Non è un racconto ma sono una serie di riflessioni che in questi momenti ci facciamo tutti.

    E’ strano che in questo blog ho trovato solo donne, ma sono anormale io o ho perso il mio orgoglio di uomo ? puo’ essere che sono l’unico uomo che sta soffrendo come un cane?

  • 8403
    angi -

    @tere: vai al sito http://www.epac.it/, lì sapranno parlarti e darti informazioni concrete e professionali

  • 8404
    Pantarei -

    Ciao Tere,
    io non ne so molto su questo argomento, secondo me ti dovresti prima di tutto informarti, vedi il sito:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Epatite_virale_C#Trasmissione

    dopo di che dovresti andare a farti le analisi, chiedere a noi non ti può aiutare, almeno parlo per me, io non sono
    un medico. Cose così importanti vanno subito valutate con gli specialisti!

    Ciao Andrew,
    Bravo, Pantarei, l’ho scelto apposta, perchè la nostra libertà mentale inizia da questo…tutto passa ed è vero…il
    tempo aiuta a fortificarci e ci allevia le sofferenze!Trovo molto bello invece che ci sia anche un uomo fra noi, vuol
    dire che hai una sensibilità spiccata e che come noi hai bisogno di chiedere consiglio a chi come te ha avuto
    sofferenze amorose! …ora mi vado a comprare il libro dell’indiano!

    Ciao Fania,
    scusa se te lo dico, ma mi sembri un pò incoerente con te stessa, non puoi lasciare una persona e quando questo
    poveretto si rifà una vita tu lo vuoi indietro…o no?se hai preso una decisione e perchè ne eri convinta..in più dici
    che non è adatto a te…come fà a essere una gioia riprenderselo?poi scusa…mica è un’oggetto che te l’ho
    riprendi…(mi baso su quello che hai scritto e non mi sembra che tu sia innamorata, ma per noia o per gelosia rivuoi
    qualcuno che non ti ha resa felice…tu ti metteresti di nuovo un paio di scarpe che sai che ti fanno venire le bolle?)

    Ciao Luna,
    Io penso che le relazioni partono tutte dando il meglio di entrambi, sia noi che il partner facciamo vedere il meglio
    di noi stessi, a volte si finge anche di apprezzare le cose dell’altro, o che siamo ottimi cuochi, che ci piace la sua
    musica, i film che piacciono all’altro, il suo modo di vita, insomma tutto di noi sembra perfetto e tutto ciò che è
    dell’altro ci piace da morire…poi però dopo un pò di tempo..la vera faccia delle persone esce fuori, ovvero:
    si comincia a discutere anche sul film da vedere al cinema, su come si fà l’insalata, su come spremi il dentifricio…
    insomma esce l’insofferenza del nostro vero essere!
    un pò come dott. Jeckil e mr.Hyde…prima si và d’amore e d’accordo e dopo si litiga per tutto…

    Tornando al tuo discorso…le storie non possono iniziare già all’angolo come i pugili, iniziano perfette, ma se non si
    hanno progetti da portare avanti insieme…non si và da nessuna parte!

  • 8405
    Pantarei -

    Per tutti voi, una frase presa dal libro “Innamoramento e amore” di Francesco Alberoni
    pag 67-68

    <<…Chi desidera far innamorare un altro senza esserne innamorato?…persone che deisderano
    innamorarsi per arricchire la loro vita quotidiana….Ma può essere qualcosa di più meschino, come il
    desiderio di potere.
    L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perchè lusinga la
    vanità, perchè rende l'altro schiavo, disponibile, pronto ad ogni desiderio. C'è poi chi lo fa per
    denaro, chi per altro ancora. Che cosa succede dopo,quando l'innamoramento è avviato, quando c'è
    chi ama e chi, amato, non ama affatto perchè non ha mai amato? E' il caso estremo
    dell'innamoramento unilaterale, reso spietato dall'inganno.

    L'innamoramento è costituito da prove, un succedersi di prove, e chi ha fatto innamorare l'altro –
    perchè voleva innamorarsi, o per gusto del potere, o perchè desiderava una persona totalmente
    disponibile- ben presto si stanca di questo succedersi di prove. Se non altro si stanca del continuo
    sentirsi chiedere <> in modi e forme a cui non sa dare una risposta.

    …l’inganno è smascherato, ma ciò non toglie nulla al grande dolore, alla disperata perdita di chi
    amava veramente. In fondo, però, il danno è tanto meno grave quanto più sfacciato, superficiale,
    grossolano era l’inganno. Alla speranza subentra la certezza del nulla:<>
    L’esperienza dolorosa si dissolve come una illusione….>>

  • 8406
    LUNA -

    FANIA: tu devi e puoi fare quello che senti. sei una persona libera. Solo che io ho l’impressione che tu ti tormenti tantissimo con questa cosa della soglia della vecchiaia mentre vecchia non sei.
    Questo è un pensiero con cui ti automolesti molto, temo, e ti autolimiti?

    Lo hai allontanato perché questa gioia era anche fonte di frustrazione e dolore, ma, come sempre si diceva, sai tu cosa e come mettere sulla bilancia le tue emozioni.
    Tuttavia sei certa che non ci sia un po’ anche di dipendenza in questo tuo stare male quando c’è e sentire così male quando lui non c’è? Sei certa che ti manchi lui, e non ciò che lui rappresenta (ciò che quindi potrebbe essere rappresentato anche da un altro) e che lui non sia un… uomo-sigaretta?
    (dico così riferendomi appunto al concetto di dipendenza, citavo la questione uomo sigaretta molto molto tempo fa su queste pagine).
    Cosa cambia?
    Solo che forse potresti sentirti più consapevole delle tue emozioni e delle tue necessità capendo se è così, e poi comunque liberamente scegliendo in una direzione o un’altra.
    Anche perché sarebbe bello che tu riuscissi a dirti: siamo un uomo e una donna, alla pari, no che lui è la giovane vincita all’enalotto irripetibile per una donna ormai alla soglia della vecchiaia.
    Ma tu percepisci quanto ti rompi i maroni da sola mettendo le cose su questo piano? o anche quando dici: se qualcuno avrà voglia di leggermi…
    lo dici perché sei un educato, dolce, fiore d’acciaio, Fania, e la tua delicatezza, nel bussare alla porta, è dolce, appunto. e come ti ho sempre detto tu conosci te, quello che senti, la tua biografia, le tue priorità… se per te lui è l’enalotto che sia l’enalotto, ma se ti autolimiti tu senza renderti conto che anche tu puoi essere l’enalotto di qualcuno, indifferente quanti anni hai, allora è un peccato, tutto qui.

    ANDREW: non è vero che qui scrivono solo donne, diversi uomini hanno scritto anche recentemente.
    Non so, mi pare che il chiedersi se ammettere di stare male (peraltro in un blog sotto anonimato) sia antiorgoglio sia proprio un non problema, e il minore dei mali ora… 😉
    se ti serve e ti fa stare meglio o ti funge da sfogo scrivi, sennò no, no? 🙂

    Era osho che diceva che è chi sa stare bene da solo, e sa rispettarsi, è in grado di amare meglio, di condividere meglio anche, di chi non ne è capace? O qualcosa di simile.
    Alberoni non male, lessi anni fa
    TERE: non so e quindi non posso aiutarti. Guarderò anch’io il link che ti ha consigliato Angi.

  • 8407
    Valinda -

    Ho appena mandato un sms al mio ex, gli ho chiesto di rivederci a bere
    qualcosa o a cena. non lo vedo da quest’estate e l’ultima volta che ho
    sentito la sua voce era settembre. ho deciso che devo andare incontro
    alla tempesta per vedere se riesco ad attraversarla. finora credo di
    averla solo aggirata. non credo di essere innamorata ancora di lui,
    forse sono innamorata di quello che pensavo che fosse, di quello che
    pensavo fossimo noi due. ma devo vederlo in faccia, devo mettere un
    discorso in croce e vedere che effetto mi fa. sempre se lui
    risponderà. e se non risponde me ne frego e pazienza, c’ho provato.
    voglio capire se sono davvero guarita. lo devo a me stessa prima di
    tutto e anche a quel ragazzo che sto iniziando a conoscere. o dentro o
    fuori. se realizzo che la ferita è ancora troppo aperta torno di corsa
    in ospedale…..che sarà fatto di beata solitudine, di tempo per me,
    di fermarsi…….a riflettere con me, su di me e per me.

    tenete botta compagni, insieme ce la famo 🙂

  • 8408
    luca -

    Ciao a tutti
    Sono nuovo, e aime’ ho lo stesso vs problema, I’ll mal d’amore.
    Mi sono documentato e la psicologia definisce le sofferenze di chi ama ed e’ stato mollato come appunto mal d’amore.
    Questo dolore e’ assimilabile a lutto e porta anche ripercussioni fisiche.
    Non dormi non mangi, hai sensi di angoscia ecc ecc
    Io mi ci sto rittrovando, ho perso 9kg in 3 settimane e dormo quando va bene 2ore a notte.
    La storia la mia piu importante storia fatta di una convivenza di 2 anni e l’acquisto di una casa assieme dobve poi io rimasi solo 2 mesi.
    Ora soffro come un cane essendomi aperto come un libro verso la donna che reputo o forse reputavo come la cosa piu importante della mia vita, ma passera con I’ll trmpo.
    Quello che vorrei dire e’ che ognuno ama a modo suo, non c’e’ uno standared d’amore se non I gesti che lo evidenziano.
    Ed e’ purtroppo questa singolarita’ nell’amare una persona che ci fa star male.
    Mi sento di dare un consdiglio se mi permettete al club dei mollati : siate sempre voi stessi. Agite in base al cuore, fermatevi sentite cosa vi dice I’ll cuore e agite di conseguenza. Se l’altra persona davanti a questo non capira’ I’ll vostro gesto d’amore profondo, non e’ la persona con cui condividere I’ll vostro percorso.
    Io ho fatto cosi, la persona per cui l’ho fatto non ha recepito I’ll mio segno d’amore profondo per lei.
    Ora sto male tanto ma cerco di voltare pagina.
    Un saluto e un abbraccio a tutti

  • 8409
    luca -

    E aggiungo ancora 2 righe.
    Scusate gli errori ma scrivo da un blackberry.
    La perdita della compagna-o se amati lascia in uno stato di completa desolazione.
    I’ll vuoto e’ grande e’ come se si fosse perso una parte di se stessi.
    La grande opportunita’ o I’ll grande lavoro secondo me sta nel colmare la parte persa con un nuovo “io” miigliore.
    Lo so e’ difficile, io ci provo tutti I sacrosanti momenti e non sempre ci riesco.
    Fermatevi a guardare la gente, le coppie. Guardate I loro silenzi, le frustazioni, I problemi.
    Io sono stato lasciato un mese fa, mi e’ crollato tutto addosso e mi sono fermato a riflettere.
    Mi sono chiesto tante cose, tra cui I’ll perche’, mi sono aperto sto prendendo la seconda grossa batosta ma sono in pace con me stesso.
    E nel mentre mi sono fermato a guardare la gente, e mi sono rivosto magari in tanti atteggiamenti negativi del giorno d’oggi.
    Iniziate un viaggio, I’ll piu difficile della vostra vita, quello dentro voi. Ragionate pensate e lavorate sui vostri errori, sui vostri spigoli.
    Gli spigoli con I’ll tempo devono diventare angoli.
    E I’ll lavoro non lo fate x I’ll vostro lui o per la vostra lei, lo fate solo ed esclusivamente per voi stessi.
    Ciao a tutti e come ho letto prima, tenete botta compagni, insieme ce la famo

  • 8410
    LUNA -

    PANTAREI: @ io penso che le relazioni partono tutte dando il meglio di entrambi, sia noi che il partner facciamo vedere il meglio
    di noi stessi, a volte si finge anche di apprezzare le cose dell’altro, o che siamo ottimi cuochi, che ci piace la sua
    musica, i film che piacciono all’altro, il suo modo di vita, insomma tutto di noi sembra perfetto e tutto ciò che è
    dell’altro ci piace da morire…poi però dopo un pò di tempo..la vera faccia delle persone esce fuori, ovvero:

    onestamente la mia esperienza non è questa, sono sincera. Tu mi dirai che è inconscio mostrare il meglio, ma onestamente non ho mai finto di saper fare cose che non so fare, di amare una musica che non amo, un modo di vita che non mi piace. Semmai posso essere stata dichiaratamente incuriosita dalle differenze, quelle che semmai arricchiscono. Se mi è mai successo il contrario? Non credo neanche questo. Che ci sia, nella fase dell’innamoramento, un periodo in cui ti affascina anche il modo in cui l’altro spreme il dentifricio, perché ti sembra di entrare nel suo mondo da ogni piccolo particolare, ci sta certamente, mentre magari poi puoi sulla lunga distanza puoi provare insofferenza per certi atteggiamenti che inizialmente sopportavi di più… però forse (al di là di chi finge, e certo esistono anche quelli) forse il discorso è anche che è con l’andare del tempo e nel condividere esperienze, anche banali, non solo grandi, che a poco poco scopri più lati di una persona.
    A me è successo tanti anni fa di avere effettivamente un moroso con cui c’è stato un grandissimo feeling immediato e poi incompatibilità, ma il feeling immediato era reale quanto l’incompatibilità seguente.

    Alle volte succede anche questo, che i lati che attraggono in qualcuno, magari anche che ci compensano, possano allo stesso tempo risultare scomodi o suscitare emozioni bivalenti.
    un uomo, per esempio (dico uomo perché l’ho visto succedere spesso, anche in casi di amiche, ma potrebbe essere anche l’inverso con altre sfumature, certo) può essere attirato da una donna che dimostra indipendenza, ma poi temere quella sua stessa indipendenza.
    può essere attirato da una persona particolarmente socievole e solare e sentirsi gratificato dal fatto di essere “il prescelto”, ma poi temere che quella stessa socievolezza e solarità attiri altri maschi e quindi, nel caso estremo, anche cercare di contenere, persino annullare, quella stessa solarità che era stata motivo di attrazione, e che da pregio diviene difetto.

  • 8411
    LUNA -

    @Tornando al tuo discorso…le storie non possono iniziare già all’angolo come i pugili, iniziano perfette, ma se non si
    hanno progetti da portare avanti insieme…non si và da nessuna parte

    secondo me non è vero neanche che le storie iniziano perfette. non tutte. poi dipende cosa intendi per inizio, ma ci sono storie che già nei primi tempi mostrano invece dei segnali di disagio. Tanto è vero che molte persone alla fine di una storia si ritrovano ad ammetterlo. Tanto più se la fine è l’esplosione di un disagio precedente.
    Tengo a sottolineare questo perché in questo forum si parla non solo di storie che hanno avuto un certo tipo di evoluzione a causa delle normali crisi che possono avvenire in qualsiasi rapporto, affrontate o meno, superate o meno, o dell’evoluzione, involuzione dei sentimenti, ma anche di storie che invece sono partite con degli evidenti segni di sbilanciamento, o altre problematiche.
    Te lo dico perché è ovvio che ogni caso è a sè e dipende anche da quali siano gli eventuali conflitti o problematiche, e non è assolutamente detto che siano sempre presenti, ma in questi anni mi è capitato spesso di leggere di “paradisi artificiali”, cioè di sentir dire “era un paradiso fino a poco prima della fine” mentre non si trattava di paradisi, e a volte persino di vere e proprie gabbie. L’ammettere che non si trattava di paradisi è stato importante.
    Perché può essere importante capire che erano paradisi artificiali, se è così? Non certo per serbare rancore, o per avere un pessimo rapporto con i propri ricordi, ma perché riconoscere i segnali di disagio, soprattutto in caso di certe reiterate dinamiche, può aiutare a capire ad ascoltarsi di più in futuro ed evitare quindi di incorrere in una serie di “abbagli” su cui l’istinto, magari, aveva messo bene in guardia, o una serie di atteggiamenti “automatici”.
    Ciao 🙂

    VALINDA: insomma il senso è voglio ascoltarmi e sintonizzarmi bene su di me indipendentemente dalla risposta che avrò dal mio ex? Qualunque sia la risposta sintonizzati su di te con affetto, sempre 🙂
    bacini

  • 8412
    Laura -

    http://www.letterealdirettore.it/mio-ragazzo-lasciata-piangendo/
    Passate..grazie!

  • 8413
    Pantarei -

    Ciao Valinda,
    secondo me, anche se sono passati un pò di mesi, sei ancora nella tempesta della confusione,dopo che
    hai elaborato quello che è successo, senti la necessità di risentirlo e rivederlo, forse per dimostrare a te
    stessa che non lo ami più..ti faccio un esempio: (per te lui è come una grossa fetta di torta al cioccolato
    con panna, tu sei a dieta da mesi, sai che ora stai bene, sei dimagrita, ma sei ancora tentata di
    assaggiare la torta…sapendo che questo ti farà prendere dei kg e tutto lo sforzo che hai fatto sarà
    vano)…se credi sia giusto riicontrarlo…forse anche io lo farei perchè almeno avrai delle risposte alle tue
    domande, alle quali solo lui ti può rispondere!….tienici aggiornati!

    Ciao Luca,
    capisco che su questa pagina si parla di mal d’amore e di problemi, però è triste dirci che siamo il club
    dei mollati!Qui noi raccontiamo le nostre esperienze, e tramite i commenti degli altri troviamo parole di
    conforto, si dibatte su temi diversi, ma simili. Noi, come te siamo persone che erano davvero
    innamorate, che hanno dato moltissimo, che hanno sofferto perchè la propria storia d’amore è arrivata
    alla fine…ma da qui si riparte, all’inizio sarà dura per tutti, pian piano si tornerà a sorridere!
    Sono d’accordo sul fatto di essere sempre noi stessi, le fasi che stai passando tu adesso sono più che
    normali…(per il dormire dovresti prendere qualche goccia di erbe) anche io ho convissuto e ti posso
    assicurare che quello che manca di più sono le abitudini quotidiane, ma se l’altra persona è stata capace
    di farci così tanto del male gratuito, forse in fondo non ci amava…quindi io penso meglio saperlo subito
    e capire che quella persona non ci rispetta e non ci renderà mai felici, sapendo questo hai una grossa
    delusione, ma con il tempo guarirà e si andrà avanti!

  • 8414
    Pantarei -

    Ciao Luna, 😉
    Quando parlavo del fatto che all’inizio il rapporto è perfetto, (parlo sempre della mia esperienza) io
    parlavo dell’adattamento camaleontico che il partner maschile ha nei riguardi di una donna, per
    conquistarla, fà di tutto per sembrare il più simile possibile a lei..che ne so, la porta a vedere tutti i
    film che le piacciono, ordina gli stessi drink…etc.
    Quindi tu donna pensi che sia l’uomo dei tuoi sogni perchè è molto simile a te.

    Personalmente io sono sempre stata me stessa, io non riesco a fingere, in una relazione dò sempre il
    massimo, anzi forse a volte lo assecondo troppo, pensando che lo rendo ancora più felice, ma così
    facendo perdo di vista la mia personalità che a poco a poco và più ad assomigliare alla sua…e questo
    non è giusto!…hai ragione sulla parole abbaglio…è questo che ho preso io, pensavo che questo
    ragazzo fosse l’uomo della mia vita, ma mi sono sbagliata di grosso e forse come dici tu non ho
    voluto vedere le avvisaglie dei suoi atteggiamenti e comportamenti, c’è una grossa differenza tra
    quello che uno dice di voler fare e quello che poi realmente fà!

  • 8415
    fania -

    @Luna….sei speciale, vai a fondo dei problemi, mi sembra sempre di parlare con mia figlia, molto brava a risolvere i problemi degli altri ma brava ad incasinarsi sempre sentimentalmente, magari cerca que padre/compagni che a perso a soli 15 anni. Direi che quello che dici e’ perfetto, calzante ora lo copio e me lo rileggo con calma vorrei pero’ riflettere “sull’uomo sigaretta”, in realta’ chiunque di noi si innamora di una persona perche’ in quel momento e’ predisposto all’amore, perche’ ha voglia d’amore, ma magari la persona e’ sbagliata e quindi l’uomo sigaretta si ripropone sempre o si parla solo di uomo sigaretta quando la persona in questione e’ sbagliata?
    “”lo dici perché sei un educato, dolce, fiore d’acciaio, Fania, e la tua delicatezza, nel bussare alla porta, è dolce, appunto””mi fai sempre piangere, ma sono lacrime amare di riflessione, quanto e’ vero tutto questo…grazie

  • 8416
    LUNA -

    FANIA: ma prima o poi ti farò ridere? :O 😀

    Il concetto di uomosigaretta era emerso in un contesto di riflessione composito, tra vari post, comunque sia la sigaretta di per sè direi, brevemente, proprio che identifica una situazione sbagliata, cioè non affine e foriera di disagio, anche se travestita da pretesto “piacere”, e compulsione o dipendenza interpretate come “bisogno” della persona in questione. Nel caso della sigaretta (e te lo dico da fumatrice, peraltro) vuoi ancora la sigaretta perché sostieni di averne bisogno, e in realtà la dipendenza fisica è il lato minore della faccenda, molto di più lo sono gli aspetti della dipendenza psicologica, dell’abitudine, della connessione sfalsata “in quel bel ricordo c’era la sigaretta”, “quando stavo male c’era però la sigaretta che mi consolava”, “io non riesco a vedermi senza”, ecc, ma il bisogno sfalsato che la sigaretta ti crea è la sigaretta stessa che lo ha creato, quindi il bisogno che l’uomo sigaretta ti crea di se stesso è creato, in situazione di evidente disagio, proprio dal malessere creato da lui stesso… mi spiego?
    Quando sei nervoso (tu generico) puoi dirti:
    ho bisogno della sigaretta perché sono nervoso e sto male, e se fumerò starò meglio (ma non è vero, è una falsa idea)
    ho bisogno della sigaretta per concentrarmi meglio (mentre in realtà se proprio vogliamo è semmai la sigaretta, per questione fisiologica, questo non l’ho detto io, eh, a creare un abbassamento di concentrazione nelle fasi di astinenza)
    senza sigarette non posso vivere (balle, vivevi anche prima, e se vivevi male anche prima non è la sigaretta a fare la differenza, anzi semmai la dipendenza fa stare peggio, perché una parte del cervello e del tempo è occupata a procurarsi/gestire la droga… è chiaro che se uno fuma due sigarette al mese e compra un pacchetto al mese il tempo per procurarsi la droga è meno invasivo, ma se uno fuma 3 pacchetti e passa il tempo a comprarli, temere di non averli, pensare a come procurarseli, uscire con meno venti, non andare in un posto perché non si può fumare, o magari pure ad avere un’idea sfalsata del denaro perché magari al supermercato guarda le offerte speciali, ma potrebbe comprarsi 10 cose con i soldi che spende in sigarette e sulle quali risparmia l’invasione è tanto maggiore…
    Così (spero di non averti incasinata, è anche tardi e forse mi esprimo un po’ incasinata io) l’uomo sigaretta e la relazione con, foriera di stress più che piacere, condiziona pesantemente la vita

  • 8417
    LUNA -

    Perché è caratterizzato da un bisogno sfalsato (per una sfalsata percezione di sè e del bisogno di lui per essere o non essere ecc), da crisi di astinenza, dall’invasione nei vari campi della vita…

    ora, a chiunque può capitare di incappare in un uomo o donna sigaretta, e una relazione soddisfacente può improvvisamente diventare sigarettosa nel momento in cui siamo traumatizzati da un abbandono che crea una sensazione improvvisa di vuoto?
    forse sì.
    Si potrebbe dire che ogni relazione implica una forma di condivisione e dipendenza. Se amo una persona mi manca se non c’è, ho voglia di stare con quella persona, ho voglia di guardare la vita con quella persona.
    Ma il problema dell’uomo (o donna) sigaretta credo stia nel fatto che non c’è in realtà mai una certa dose di serenità reale, di parità, di soddisfazione attraverso la normalità, di una centralità sana e costruttiva del rapporto che permette quindi di ricavarne energie positive anche, o di sentire quella tranquillità (perché no, anche appassionata, certo) per cui i vari campi della vita si possono vivere con risorse e serenità… bensì ad esempio un costante stato di allerta, e botte di adrenalina in un senso o nell’altro, picchi bassissimi che vanno ad esempio colmati con un benessere… tanto che il picco positivo diventa tanto necessario proprio perché i picchi negativi sono stati sgradevoli… e non una sensazione di benessere di base (e reale) che a volte certamente può conoscere giorni migliori o peggiori.

    Mi rendo conto che l’argomento è complicato, e l’ho riassunto in poche parole. E’ chiaro che possiamo essere anche noi stessi a vivere la presenza/assenza dell’altro come fosse una sigaretta,per delle false idee che ci raccontiamo su noi stessi, sulle nostre possibilità e risorse, sul nostro diritto all’autostima e ad essere amati e una vita che ci somigli, e che possiamo quindi ottenere un ulteriore rinforzo negativo che ci dimostri che abbiamo ragione ad autolimitarci.
    Però in sintesi: essere aperti all’amore non dovrebbe limitare il nostro essere aperti ad amarci.
    Tutto quello che ho scritto ovviamente non è un giudizio. Le sensazioni di vuoto, ed altre, che ritroviamo in queste pagine sono tutte ovviamente umanissime, e se ne parlo è perché le conosco.
    E peraltro mentre scrivo sto fumando (anche se medito seriamente di darci un taglio).

    spero si sia capito qualcosa di quello che ho scritto! Abbraccio grande.

  • 8418
    LUNA -

    PANTAREI: ciao 🙂

    ci sono anche persone che viaggiano costantemente in contrasto non solo tra quello che dicono e fanno, ma anche tra quello che sentono, dicono e fanno. Così non sono mai veramente dove sono, o danno questa impressione. Anche per semplice tendenza caratteriale, visione della vita, non necessariamente perché (hai mai letto “La principessa che credeva nelle favole”?) sono dei principi che andrebbero liberati da un incantesimo e altrimenti sarebbero perfetti…
    E’ anche vero che tra il dire: voglio essere amato e amare ed essere effettivamente capaci di vivere l’amore a volte c’è di mezzo il mare, così come magari tra un senso di vuoto che si traduce in “voglio l’intimità” e il non riuscire in realtà a gestire la vicinanza di quella intimità tra le persone che va molto oltre al sesso, ed è fatta di tante cose.
    Ci sono persone che non cercano solo il sesso, e desiderano quella intimità più profonda, ma che trovano molto meno… rischioso fare sesso che accogliere non dico un bacio, ma persino il contatto fisico affettivo di una persona che poggia loro una mano sul braccio per empatia… che saltano tra varie storie, perennemente insoddisfatti, perché non sanno manco loro cosa stanno cercando… forse un ideale errato di completezza… forse il non dover prendere delle reali responsabilità… forse quella magia, come dici tu, del corteggiamento, in cui riescono ancora a nascondere quanto sia enorme il loro timore di essere “scoperti”, veri, non semplicemente affini e adorabili…
    Persone che disfano ciò che costruiscono proprio perché hanno la percezione che stanno costruendo… che allontanano l’altro proprio perché c’è… e più c’è e più potrebbe lasciare un vuoto maggiore andandosene… alcuni possono arrivare a distruggere l’altro (certo, ora vado nell’estremo) affinché sia percepito sufficientemente come sbagliato, nemico da scacciare… per giustificare la propria incapacità di accogliere l’altro l’altro diventa insufficiente… anche se non è mai chiaro veramente in che cosa…
    pure se fosse eccelso in qualcosa mancherebbe in qualcosa d’altro… sembra una maratona a trovare qualcosa in cui possa mancare… l’altro corre, cerca di essere all’altezza del giudizio, della critica, di riempire la mancanza, di dimostrare che può farcela… forse in parte coglie che chi sta cercando di distruggerlo vuole, in maniera malata, essere rassicurato e al contempo non vuole…

  • 8419
    LUNA -

    l’altro perde la propria personalità sotto i colpi della “spersonalizzazione” attuata da un altro…
    cosificando l’altro affinché sia sempre insufficiente, motivo di nervosismo, fastidio, inadeguatezza, ottima scusa per coprire il proprio disagio…
    certo, esiste anche la semplice incompatibilità, cosa peraltro anche spesso difficile da ammettere.
    Incompatibilità caratteriale, o di vedute, di direzione…
    L’altro giorno parlavo con una coppia fantastica, sui 65. Mi raccontavano (non per dire quanto sono belli, loro intendo, eravamo in discorso) quante cose fanno insieme. Lo raccontavano con naturalezza perché semplicemente le fanno davvero, pur avendo anche, ciascuno, degli interessi individuali, però che guardano il mondo in due è certo. Hanno due figli, e 3 nipoti piccoli, fanno i nonni, ma anche tante altre cose. Per esempio lui faceva teatro amatoriale, e lei no, poi lei un giorno è andata a dare una mano, ed è entrata con naturalezza anche in quella cosa che prima era solo di lui, e pensava non facesse per lei. Lei aveva cominciato tantissimi anni fa a fare una ginnastica cinese, da qualche anno la fa pure lui.
    Io ad un certo punto ho sorriso e ho detto loro, scherzando: può capitare che due quando vanno in pensione e si ritrovano ad aversi tra i piedi tanto di più esplodano… voi fate tutte queste cose insieme, è proprio bello 😀
    Lei mi ha detto: oh, beh, ma noi litighiamo anche, eh!
    Lui ha detto: sì sì
    Ma lo hanno detto sorridendo.
    Li vedevi e notavi quanto sono complementari, non uguali. Ma neanche così diversi da non capirsi quando si dicono le cose. Hanno una loro via, comune, si sono trovati e hanno saputo, in una relazione che è dinamica, non trovare la perfezione, ma l’equilibrio. Insieme.
    Anche i miei genitori sono così, mia mamma dice che strozzerebbe papà per il fatto che accumula tutto, e alle volte, ma sempre sorridendo, mi dice quanto lui in certe cose è insopportabile. Ogni tanto fanno l’imitazione l’uno dell’altra e mi sganascio dal ridere. Perché i difetti che descrivono sono veri. Ma ne parlano con amore. Però sono una squadra, veramente, anche se non esiste la perfezione. E li ho visti pure incazzati. Questione di fortuna, sì, ma anche di guardare nella stessa direzione veramente. Della stessa percentuale di impegno, senso di responsabilità, voglia di mettersi in gioco, tante variabili. Coraggio di crederci, entrambi, pure, forse. I miei sono molto diversi in tante cose. Sono rimasti se stessi pur camminando insieme.

  • 8420
    Pantarei -

    Ciao Luna!
    sai hai ragione…le persone anche se sono diverse devono imarare a essere
    complementari…hai parlato di due coppie di adulti maturi, forse arrivati a quella
    età sanno cosa che per convivere con l’altro devono rispettare gli spazzi
    altrui…forse per persone più giovani, capire questo risulta più difficile, perchè
    sono convinti che se la loro storia attuale finisce troveranno subito una
    sostituzione superiore (magari una donna che non gli rompe le scatole, magari
    una che non sia gelosa, una che è sempre perfetta e che non stà mai in tuta, una
    che c’è ma non dà fastidio, una che non si incazza se lui esce e và a ballare con
    gli amici)diciamo che in questo i giovani sono molto egoisti e pensano che quello
    che hanno adesso non sia abbastanza…
    ma a distanza di anni io vedo tornare i miei ex…e loro mi dicono che hanno fatto
    degli errori in passato, forse perchè giovani…
    Allora quello che mi dico io…ma c...., donna o uomo che tu sia…ma se hai
    trovato la persona che ti rende felice…si è vero, ci sono delle diversità di
    carattere, di gusti (se no sarebbe noioso) fa di tutto di più per te…ma che cavolo
    vuoi di più?Penso sempre che è brutto avere dei rimpianti…ecco perchè quando
    stà per finire una storia io personalmente arrivo fin infondo nelle cose…e gli
    dico..”ma sei sicuro?…non vorrei che un giorno tornassi da me dicendomi: se ti
    avessi conosciuta adesso forse…”
    Luna, le relazioni amorose sono come un lavoro…un continuo sforzo…io parto già
    dal punto che nessuno è perfetto, che noi abbiamo i nostri spazzi, e che bisogna
    sempre rispettare l’altro!
    La coppia di cui parli…ognuno ha i suoi spazzi e le proprie passioni, se uno vuole
    entrare a far parte di quelli liberissimo…ma non si permetterebbe mai di fargli
    fare delle rinunce…perchè se ci tolgono quello che a noi piace, i nostri
    passatempi,la nostra religione, il nostro modo di vivere, il nostro modo di
    pensare…che cosa rimane?un’ involucro vuoto…e una volta svuotata di tutte le
    proprie passioni…l’altro non è più innamorato…perchè non sei più la persona
    piena di vita che aveva conosciuto!

    Luna, tu non parli mai della tua esperienza che ti ha portato qui..e quindi non sò
    quale è il tuo background di esperienza su questo argomento…è bello perchè
    parli di tutto, dai sempre buoni consigli, ma nessuno dà consigli a te…o sbaglio?
    non voglio essere invadente, magari hai già scritto tipo mesi e mesi fà…ma sono
    nuova del blog…

  • 8421
    LUNA -

    PANTAREI: sì, quello che dici sui giovani è anche vero, però io credo anche che sia questione pure di impostazione interna, a qualsiasi età, ci sono anche persone molto adulte che non si impegnano…
    i miei genitori a 20 anni avevano già l’impostazione che si diceva, anche se certamente hanno avuto i loro assestamenti… stanno insieme da quando avevano 16 anni e io so di alcune loro baruffe di allora perché me le hanno raccontate, come so di quelle dei miei nonni.
    Raccontate sorridendo, ma per dire che la questione non sta nella perfezione, ma come dicevi giustamente tu, nella buona base più un costante lavoro nella voglia di conoscersi e incontrarsi.
    Si potrebbe dire che le epoche erano diverse, ma io credo che c’entri fino ad un certo punto, anche se pochi giorni fa, ad esempio, leggevo un libro sulla dipendenza da internet, o non necessariamente dipendenza, ma fuga in, o utilizzo di internet per manifestare il sintomo (anche in modo inconscio) di un disagio.
    Il discorso è complesso, ma brevemente: la persona dei nostri anni che si chiude in internet per manifestare disagio appunto si chiude, e quindi mentre magari manifesta in realtà bisogno di attenzione, perché ha l’impressione di non trovarla all’interno della coppia, chiude l’altro fuori. Lo dico perché è successo a due miei amici. Nonostante sia passata diversa acqua sotto i ponti da quando si sono lasciati io non sono del tutto certa (sanno loro, ovviamente, io sto zitta) che un giorno non potrebbero tornare insieme. Purtroppo nel momento acuto è mancato il dialogo. Prima perché lui non è stato in grado di affrontarlo, poi perché lei è andata ulteriormente in crisi entrando in internet, e quindi chiudendolo fuori. Mentre in realtà, probabilmente, il suo messaggio inconscio era: vieni a prendermi.
    Lui disorientato dalla modalità di lei, non sapeva come entrare (ovviamente lei non faceva apposta, stava male), ma di fatto da fuori posso dire: lei stava nel virtuale (dove poi ha conosciuto un’altra persona) manifestando un sintomo, lui non riusciva ad affrontare la cosa in modo diretto, ma indiretto (cioè andando a vedere cosa stava facendo lei, e controllando le cronologie, e convincendosi che lei era lontana perché l’aveva persa). Può sembrare assurdo: non bastava che si dicessero in faccia le cose? Però erano arrivati oltre. No, non riuscivano a dirsi le cose, perché il malessere di entrambi era troppo alto. La storia è più complessa di così, ma il senso è: se non ci fosse stato internet lei

  • 8422
    LUNA -

    avrebbe manifestato in modo diverso il suo disagio e sarebbe stata più raggiungibile? in realtà lo aveva manifestato prima in altri 30 modi che lui non aveva colto o non era stato in grado di affrontare. Probabilmente lui aveva fatto la stessa cosa, e idem. Ora vivono in due città diverse…
    E’ probabile però che quel discorso che facevi sul fatto della percezione della possibilità di trovare “di meglio” sia falsamente aumentata oggi anche da una serie di stimoli che un tempo non c’erano. Il mio, attenzione, non è un discorso moralista, ma proprio sociologico. di per sè, ciascuno di noi, quando è innamorato o interessato ad una persona la vede come speciale e quindi la questione non è mai uno vale l’altro o una vale l’altra. Però oggi esistono una serie di vie di fuga anestetizzanti maggiori rispetto a ieri. E’ chiaro che vivere la quotidianità è sempre più complesso che stare con qualcuno in superficie o nella fase del corteggiamento, anche puramente narcisistico. A volte la quotidianità è proprio troppo complessa, c’è qualcosa che non va, e quindi è il fuori che ti dimostra che stai vivendo una realtà realmente malata nel tuo privato, mentre magari ti ostini ad edulcorarla, però al contempo può accadere che le persone non affrontino invece questioni risolvibili fuggendo o anestetizzandosi in un mondo molto rapido, addirittura virtuale dove la socialità sembra un supermarket, dove i disagi interiori si incontrano con l’anestesia dell’illusione rapida e incorporea di un’empatia immediata che parlerebbe di cose come “lui/lei sì che mi capisce/mi conosce/con lei rido mentre ginapina mi critica”… ecc.
    La mia storia io l’ho scritta due anni fa, quando sono entrata, poi non l’ho più fatto perché per il mio modo di essere portarla in questa maniera, osservare le cose, cercando di farlo in modo costruttivo, insieme agli altri, era più utile di entrare in circolo di pensieri ed emotività sbarellata anche qui. anche perché io cosa era successo e stava succedendo l’ho capito lungo il cammino. E più che i fatti contava e conta come li ho vissuti.
    Ora non ho spazio, comunque: forse per il “modello” che ho vissuto in famiglia (non un modello… modello, ma quello che ho visto) per me è sempre stato più naturale pensare “risolviamo insieme”. Il discorso è che per risolvere insieme bisogna sempre essere in due, ed è questa la cosa che a volte non si riesce a considerare, ostinandosi. Ciò in generale.

  • 8423
    Llly -

    Lunetta :-), mi sono innamorata.
    Non so dove mi porterà questa storia, non so se è quella che si aspetta per tutta la vita o se tra qualche tempo sarò qui a piangere centinaia di post.
    Ho mille aspettative e altrettante paure. Credo sia normale per chi ha visto i propri sogni andare in frantumi più di una volta….
    Ciò che so è che oggi, 20 novembre 2010, viaggio su una nuvola….. …..e mi andava di dirtelo :-).
    Spero che anche tu stia su una nuvola.
    E spero che non cozzeremo l’una contro l’altra 😉
    Baci.

  • 8424
    ANNA2010 -

    In bocca al lupo, Lilly!!! Che bello leggere questa parole…goditi la tua nuvola, vivila tutta senza paura e con fiducia. Viviti l’ amore e la speranza. Sono doni preziosissimi! Ti abbraccio forte forte.
    ANNA

  • 8425
    Sydia -

    Ciao a tutti, le cose non vanno per niente bene…ho avuto un ritardo di 2 settimane, avevo avvisato il mio ex ragazzo perchè in parte la cosa lo riguardava anche se ora esce con un’altra ragazza, penso di avervelo già detto ma meglio ripeterlo…non mi ha chiesto nemmeno una volta come stavo, mi aveva solo detto che avremmo affrontato la cosa insieme fino alla fine, di fare il test fai da te in attesa di una visita e di fargli sapere se c’erano novità…fatto il test non gli ho detto niente perchè speravo si interessasse, invece niente, Venerdì gli ho chiesto di vederci e gli ho fatto presente il suo comportamento, ha detto di non avermi chiesto come stavo perchè lo immaginava, e di non essersifatto sentire perchè pensava volessi fare la stronza e tenerlo sulle spine e quindi ha deciso di fare lo stronzo più di me. Mentre parlava mi ha guardata molto poco. Ha detto di rendersi conto di non conoscermi molto perchè quando eravamo insieme non siamo riusciti a fare tante cose insieme e ha ripetuto che nel nostro rapporto gli sono mancate molte cose. Tornando al suo comportamento di questi giorni se fossimo rimasti insieme,gli avevo detto all’inizio del ritardo, tra qualche anno un figlio con lui magari sarebbe stato bellissimo ma non ora non così e non dopo che mi ha lasciata. ma venerdì gli ho detto di essere felice che mi abbia lasciata altrimenti tra qualche anno l’avrei fatto io perchè ha dimostrato di essere immaturo, egocentrico ed egoista(mi ha risposto “io? dopo tutto quello che ho fatto mentre stavamo insieme!”) e che un domani non vorrò uno come lui come padre dei miei figli..ha guardato per terra e ha fatto cenno con la testa come per dire “va bane”, Sabato miracolosamente mi scrive chiedendomi se ci sono novità, ma ieri di nuovo niente…
    Nel frattempo la storia con questa ragazza, amici mi hanno detto che sembrava ci fosse una crisi ma ieri lei ha detto che attenderà il passaggio della pioggia per l’arcobaleno…
    intanto ieri ero a comprare dei regali e tutto il tempo ho pensato a lui, hoperfino guardato le cravatte che gli avrei regalato per natale, e mentre camminavo sentivo alla mano la mancanza del contatto con le sue dita, al negozio c’è un bar e dei divanetti dove andavamo sempre…l’ultima volta mi aveva abbracciata forte ed ero felice..ieri sono tornata a cadere nella voragine.
    Stamattina la bella ntizia…NON SONO INCINTA!!!! ma il vuoto della sua assenza è talmente forte che perfino la mancata gravidanza non riesce a rallegrarmi più

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