La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Sarà che si avvicina la fine dell’anno ed è inevitabilmente tempo di
bilanci, sarà quel che sarà ma è in questi giorni m’è tornata un po’
di tristezza. la ferita mi fa ancora male e chissà quando passerà,
forse mai. ero così innamorata di lui, mi sentivo in alto e – anche se
poi si è rivelata tutta un’illusione – sfracellarsi in basso da
quell’altezza m’ha fatto malissimo. LEGGENDA, PANTAREI le vostre
parole le sento mie…ma che si fa, come si fa??? si può solo andare
avanti purtroppo con l’amaro in bocca he non se ne va. mi sento un
po’stupida perché IO ero innamorata come una stupida e LUI me l’ha
solo fatto credere. mai un mi dispiace in 6 mesi, una sera da amici,
mai un gesto di affetto per riavere un rapporto civile. mi ha messo
alla porta come spazzatura, l’ha chiusa a chiave e s’è dedicato a
un’altra come se niente fosse. mentre io ero lì nel tritarifiuti.
ancora oggi mi sembra tutto un incubo, non mi capacito che LUI si sia
rivelato un mostro del genere. io mi sarei buttata nel fuoco per lui,
gli credevo e credevo in noi. è stato questo lo smacco più grande. una
crisi, le incomprensioni si possono superare. ma se uno si comporta
come il mio ex la conclusione è una sola. non ti ama punto e basta,
non gliene frega un bel niente, gli frega solo di se stesso. ovvio che
anch’io col tempo ho capito che lui non era il principe azzurro che
credevo e quell’amore era tutt’altro che perfetto. con la mia
coscienza sono a posto, ho fatto del mio meglio e non ho rimpianti. ma
mi sento ferita, delusa e non sarò mai più quella che ero. temo che
per me quel treno sia passato. il cuore ce l’ho sotto i piedi e ce lo
terrò ancora per molto. sono stanca, stanca di lottare e di avere le
spalle sempre più larghe. vorrei tanto incontrare qualcuno che lotti
con me e per me dentro a un sentimento vero e autentico. ma poi penso
che la vita è troppo breve e troppo bella per avvelenarsela dietro a
dei fantasmi. perché la vita in quanto tale offre sempre nuove
speranze e anche il dolore più grande è cmq un’opportunità per
crescere, capire e rafforzarsi. io ad esempio sono molto più sicura di
me stessa di quando stavo con lui che con il suo modo di fare mi
faceva sentire una bambina troppo grassa e goffa. e pazienza se ancora
non riesco ad amare e a vedermi in coppia ma solo a dedicarmi a – una
seppur piacevole – storiella trepidante di passione. ed era da troppo
tempo che non mi sentivo desiderata così.
buon weekend a tutti e un abbraccio vvb 🙂
Silvy: oggi ho incontrato una mia amica, con suo marito e il loro bambino di un anno. Di anni lei ne ha 42.
Poco tempo fa ho incontrato il suo ex, 43, con sua moglie e la loro bambina più o meno della stessa età.
Io li ho conosciuti insieme, una decina di anni fa. Erano una bella coppia, avevano preso casa insieme, ho ricordi di serate molto divertenti. Mi piacciono entrambi come persone, e infatti quando si sono lasciati alcuni anni fa sono rimasta in contatto con entrambi. Non è la prima volta che mi succede, ci si perde per strada o si resta in contatto con naturalezza, non per presa di posizione, sopratutto quando poi non c’è necessità di parteggiare per qualcuno, e comunque non ti viene nemmeno chiesto di farlo. Non ho mai sottolineato il fatto che mi è capitato di bere un caffé con l’una o con l’altro, parlando d’altro, nè che mi era capitato di vedere lui con la sua nuova ragazza o viceversa. Non mi è stato neanche mai chiesto se sapevo. Queste cose se le sono sbrigate tra loro, mettendosi al corrente o meno. Sono anche spariti un po’ dalla circolazione nel momento più “caldo” dopo la loro separazione, ma comunque sia se qualche volta è accaduto che uno dei due si sia lasciato scappare un po’ di giramento di balle (avevano un cane in affidamento congiunto) o anche qualche riflessione o malinconia ho sempre ascoltato, ma non sono corsa certo a dire cose che non erano da riferire, e che semmai avrebbero potuto dirsi tra loro se erano da dire. Mi sarei trovata forse in difficoltà se avessi dovuto chiamarli nello stesso posto, in occasioni veramente importanti, ma non è accaduto. E infatti, quando leggo di persone che si trovano in difficoltà perché gli amici li fanno convergere a tutti i costi con l’ex o la ex nello stesso posto alla stessa ora mi chiedo come mai, visto che la settimana ha tanti giorni, e il giorno tante ore. Se avessi dovuto per forza invitarli nello stesso posto e alla stessa ora avrei detto con sincerità che io questo potevo fare, ma che lasciavo a loro la scelta, a seconda di come si sentivano. Comunque in sintesi volevo dire questo: volevo dire che si sono lasciati con dolore, anni fa, nel momento in cui, dopo molti anni di relazione, lei voleva fare il “salto” e apparentemente lui no. Forse la loro storia si era semplicemente esaurita, forse hanno gestito male la crisi, forse forse chissà… però non è che in 5 minuti si sono lasciati, sposati con qualcun altro e avuto un figlio, sono passati mi sembra 4 anni. 4 anni in cui
non sono comunque tornati indietro, anche se entrambi ammettono che il loro è stato un grande amore. Sarebbe anche “facile” dire, per me, che ascoltavo lei piangere perché lui all’epoca non voleva sposarsi e avere un figlio, dire che, visto che entrambi ora hanno un figlio, potevano aspettare e farlo insieme. I loro figli hanno persino la stessa età, e certamente non si sono messi d’accordo 😉
ma non è così… in questi 4 anni hanno avuto altre storie, ma non si sono fermati, si sono fermati a costruire quando è stato il tempo. E se è vero che si sono trovati allo stesso punto nello stesso momento ma in due vite diverse forse è anche perché evidentemente c’è sempre un motivo. Se lei avesse avuto un figlio dall’ex dopo, immediatamente dopo, forse (non con cattiveria, si intenda, nè con giudizio) avrei potuto chiedermi se tutte quella crisi che le avevo visto legate per il desiderio di un figlio (oltre però probabilmente per altre crisi inerenti al loro rapporto) forse le aveva “risolte”, anche perché diceva che gli anni passavano e temeva l’effetto ultimo treno, realizzando un desiderio con una persona con cui si era messa quando ancora stava rielaborando la crisi… l’uomo con cui è stata dopo era disponibile a mettere su famiglia. ma negli anni le ho visto risistemare “se stessa”, nel lavoro, comprando un’altra casa da sola, suturandosi le ferite e conoscendosi meglio, e anche chiedendosi se era felice veramente dove stava, prima di vederla felice e contenta con il suo pancione e il marito vicino. E anche lui, il suo ex ex, mi sembra sereno con sua moglie e la sua nuova famiglia.
Li ho visti stare molto male, nel periodo del loro distacco. Li ho visti chiedersi tante cose, anche se quello che stavano lasciando era l’ultimo treno. Non lo era. Sono due persone che sono state insieme veramente e che ad un certo punto, per una serie di ragioni, hanno preso strade diverse. A volte le strade si ricongiungono, a volte no. Ho visto anche storie passare attraverso crisi grandi e le persone però poi ricongiungersi, come se quelle crisi, vissute anche in separata sede, avessero però fatto capire le stesse cose da investire nello stesso rapporto, per ricominciare/cominciare per mano. Certo, sarebbe bello se fosse sempre così. Ma è anche NON COSì. E riuscire a capire quale sia il caso che si sta vivendo forse è fondamentale… la vita comunque va avanti in entrambi i casi, anche quando si pensa che invece sia finita e non basta un giorno per rendersene conto.
Leggicchio anche altre lettere su questo forum, ma torno sempre
qui…perché solo qui ho sempre trovato comprensione, empatia e anche
dolcezza. Le varie strategie da usare con gli ex tipo il no contact,
l’indifferenza ecc. a volte mi sembrano solo maschere che celano un
rancore mai sopito..e quindi la dimostrazione che un interesse verso
l’ex c’è ancora. queste strategie non fanno per me che, nel bene e nel
male, vivo di panza e di cuore.
Nei giorni scorsi ero un po’triste, forse è stato un sesto senso che
mi preannunciava l’infausto evento. L’altra sera ho incontrato il io
ex per caso nel mio locale preferito. inutile dire che la mia serata –
l’unica in una settimana di lavoro pesante – è andata storta. prima
non ci veniva mai in questo locale – distante 80km da casa sua –
perché ora devo ritrovarmelo lì??? appena sono entrata l’ho visto
subito, appoggiato al muro. ho distolto subito lo sguardo, sì, ho
fatto finta di non vederlo. ho cercato di evitarlo volevo stare con le
mie amiche, farmi la mia serata e basta. il locale è piccolo e a un
certo punto me lo sono ritrovato vicino che mi guardava, mi ha dato
una piccola spinta per farmi accorgere meglio della sua presenza. ho
sorriso ho detto ciao e l’ho salutato con un cenno. gliel’avevo detto
che non volevo aprire conversazioni in quella sede con lui che, in 6
mesi, è sempre stato troppo impegnato per vedermi una sera. ma lui si
è avvicinato stupito:
“che fai non mi saluti nemmeno?” “….ciao..ho risposto io. “ma come
non mi dici niente?” “che ti devo dire??” ho risposto. “volevo
mandarti un mes per dirti che venivo qui” (e certo ogni volta questo
discorso assurdo che poi il mes non arriva mai) “ma allora ho fatto
bene a non mandarlo vedi…” “non importa” gli ho risposto “non è che
se vieni qui devi dirlo a me”. volevo solo andarmene via da lui alla
velocità della luce. “a me fa piacere vederti” ha aggiunto lui. “a me
no” ho concluso io “ora devo andare, ciao”.
in base alle tattiche ho sbagliato tutto lo so, perché così gli ho
dimostrato che mi brucia ancora che ci sono ancora dentro. ma d’altro
canto è la pura verità. non ce l’ho proprio fatta a fargli l’amicona
mi spiace nè a intavolare una conversazione brillante. erano 6 mesi
che non gli parlavo di persona ma mi è uscito solo questo e la voglia
di fuggire il più lontano possibile da lui. a un certo punto mi
guardava da lontano come faceva al nostro primo incontro. io facevo
finta di niente ma dentro mi sentivo male.
Guardava verso di me e mi mancava l’aria anche se ho cercato in tutti
i modi di non darlo a vedere. dovevo andare via presto per lavoro ma
sono stata contenta, non ci resistevo più con lui a pochi metri da me.
credevo di esserne fuori quasi del tutto ma ora non lo so più. lui era
lì, alto, con la sua camicia, le scarpe che avevamo comprato insieme
la collana che gli avevo regalato…e una parte di me voleva solo
perdersi tra le sue braccia. anche per questo me ne sono andata via
subito da lui. non reggevo il suo sguardo, il suo sorriso, la sua
voce.. mia sorella mi ha detto che quando sono rimaste solo loro
continuava a guardare (forse) per vedere che c’ero. ma che senso
avrebbe? penso che il suo sia solo narcisismo. il fatto di non avermi
più lì persa nei suoi occhi avrà intaccato il suo grasso ego. tutto
qui. non credevo che rivederlo mi avrebbe fatto questo effetto e ora
ho paura di essere ancora innamorata di lui. temo che del ragazzo con
cui sono uscita non sia convinta solo perché NON è lui.
il brutto è che mi sento impotente. non posso fare niente ma solo
aspettare che passi. sono convinta che lui non mi ami, dopo come si è
comportato e dopo che in 6 mesi non ha mai avuto ripensamenti. e
almeno questo mi fa andare avanti. non so neanche se quando m’ha
salutato due baci sulla guancia, sono corsa via così in fretta che non
me lo ricordo vi giuro.
un famoso psichiatra sostiene che i troppi pensieri e il troppo
progettare uccide l’amore. io in questo ho sbagliato, l’ho oppresso.
faceva due lavori stavamo a 70km di distanza. eppure ci vedevamo una
volta in settimana e anche nei weekend. s’era sempre al tel. che
volevo di più? ovvio che questo non giustifica in nessun modo il suo
comportamento. ma se tornassi indietro cercherei di capirlo di più
quello sì. come lui doveva capire di più me. è un consiglio per tutti
se vi può servire, per chi è ancora in tempo. io non vedo nessuno come
lui, come se avesse una maledetta luce che mi abbaglia fin dal primo
momento che l’ho visto. sono messa bene sì 🙂 ho riniziato pure a
piagnucolare, fumare troppo e dormire male. come ai vecchi tempi.
rivedendolo mi sono resa conto di quanto ancora lo sento dentro e di
quanto mi manca…le sue camicie, la sua allegria, la sua macchina
scassata e anche i suoi difetti. mi manca quello che eravamo e non so
proprio come abbiamo fatto a ridurci così…. dicono che il tempo cura
tutto e io ci voglio credere. intanto sopravvivo…
baci a tutti…
Valinda…io ti capisco alla grande, anche io come te, credevo, ho creduto con tutte le mie forze
alla mia storia d’amore con un uomo che mi ha fatto credere un’amore che forse lui non
provava…anche io avrei fatto tutto per lui…ho dato il 120% in questa storia…e che è servito? a
niente, perchè alla fine mi ha detto…e chi te lo ha chiesto! grazie tante!…ho capito che nonn
bisogna dare tutto ma tenersi un pò per non essere scontati e troppo azzerbinati…anche io
sono stata messa alla porta…è una situazione orrenda li per li ti senti morire, da che avevo
sicurezze a che non ho avuto niente…anzi lui è proprio svanito nel nulla!sono stata malissimo,
di merda…ma ripensando alle piccole cose, che forse non ho voluto vedere del suo
comportamento, me ne sono fatta una ragione e ora che sono passati un paio di mesi…ti dico,
che ogni tanto ho la tristezza, ma ti posso assicurare che ringrazio il cielo che mi sono salvata
da un futuro orrendo e infelice!
Quindi Valinda, tu non sei spazzatura…già solo il fatto che qualcuno ti faccia sentire tale…non
ti ama!per superare il momento devi pensare a te…e nessuno mai ti deve mettere alla porta,
neanche al peggior nemico lo avremmo fatto noi!
Non avere paura di amare…solo non dare il 100% ma dai mezzo culo come si suol dire! ovvero,
si innamorata ma con i piedi per terra, la persona che frequenti, magari vale di più di quello di
prima, dagli una possibilità…e dalla anche a te! sentirsi desiderata è la cosa più bella!
Io ho rivisto il mio ex ex…non lo vedevo da anni…che strano rivederlo, tanti ricordi, tanti
sentimenti confusi…anche se una storia finisce è bellissimo contare l’uno sull’altro e viceversa,
volersi bene e aiutarsi nei momenti difficili…non riesco a dormire con questo pensiero, che da
una parte mi rende felice, da un’altra mi fa pensare che sarebbe bello vedersi di più!…ma non
può essere amore…no? No…ci siamo lasciati anni fà per incomprensione di carattere, per la
distanza…però fà sempre piacere quando un ex ti trova bene e ti dice..”a volte ti penso…come
te nessuna mai!”
Luna: E riuscire a capire quale sia il caso che si sta vivendo forse è fondamentale… la
vita comunque va avanti in entrambi i casi, anche quando si pensa che invece sia finita e
non basta un giorno per rendersene conto.
Già… è quello che sto cercando di focalizzare… Luna quando parlavi dei tuoi amici e della
loro storia che si è esaurita… sai che ancora non riesco a capire che si intende per storia
esaurita? Un rapporto in cui due persone danno tutto quello che possono dare e ad un
certo punto non rimane più niente? Lui non voleva un figlio da lei, non si voleva sposare,
ma chissà se voleva continuare a stare con lei anche senza matrimonio, anche senza
figli? O era solo una scusa per chiudere una storia che non voleva più? Poi però si è
sposato e ha fatto un figlio e dunque? Lei invece dopo di lui ha incontrato un uomo che
voleva mettere su famiglia, aveva paura dell’ultimo treno, ma è andata oltre… Noto più
coerenza nel comportamento di lei che non in quello di lui… e comunque sembrerebbe
che ogni cosa debba accadere a sua tempo. Ed io in tutte franchezza penso che noi
abbiamo fatto il nostro. Cosa potrebbe mai dire per colpirmi? Cosa potrebbe fare? Ed io
sono disposta a dimenticare a superare quello che mi ha fatto? Da dove si riparte? Le
cose non andavano bene… Mi ferirà di nuovo? Le sue intenzioni saranno sincere? Per
parlarci dovrei non avere aspettative e riserve. Ma non è così…
VALINDA: sì, è vero, a volte certe “strategie” che le persone consigliano possono nascondere rancore.
Io ho l’impressione però che qui (come forse appunto hai notato anche tu) non si parli mai, per esempio, di no contact come una strategia nei confronti dell’altro, ma semmai di un modo per stare meglio con se stessi. Non si fa, per esempio, il no contact per far vedere qualcosa all’altro, per fargliela pagare o cose del genere, ma cercando di ascoltarsi di più, rispettarsi di più, di darsi respiro ecc…
poi è chiaro che in quel modo puoi far anche capire delle cose all’altro (che sia pure solo: non puoi manovrarmi più/le regole non le fai solo tu) ma ciò è una conseguenza del voler stare meglio con se stessi, più che una dipendenza dall’altro…
certo, non dico che sia facile…
ho letto una volta, non ricordo dove, di uno che era contento di aver fatto sesso per l’ultima volta con la ex che era venuta a chiedergli se potevano tornare insieme solo per umiliarla dopo averlo fatto, per vendicarsi degli atteggiamenti che lei aveva avuto dopo che si erano lasciati… non giudico, ma il mio pensiero è: davvero una cosa così fa stare meglio? il mio concetto di “sto meglio/sto bene” non è “mi sono vendicata” ma è “non provo rancore” e “sono serena io” appunto o “sto vivendo altre cose che mi fanno stare bene” semmai.
Io non credo molto alle strategie fatte dimostrare qualcosa ad un’altra persona. Credo piuttosto ad una consapevolezza di voler stare meglio/di non voler più accettare certi comportamenti/situazioni/regole/imposizioni ecc… il che può portare in modo più spontaneo a cambiare il “copione”. Non so a che strizzacervelli ti riferivi e non conosco il contesto e non mi permetto quindi di sindacare di per sè con quello che lui ha scritto e il messaggio che tu ne hai tratto. Io per me direi che è vero che troppi pensieri, sopratutto se carichi di ansia, figli dell’ansia, possono uccidere l’amore, e anche che, se devi fartene troppi di pensieri, però, forse c’è qualcosa che non va… o nel tuo (tu generico, ovviamente) vivere i rapporti, se sei tu (come sopra) a cadere sempre nelle stesse ansie (esempio: una gelosia patologica seriale), o nel rapporto stesso se diventa impossibile viverlo se non facendosi cinquantamila paranoie per cercare di stare in equilibrio con la propria autostima o con l’impressione di vivere sempre con il fiato sospeso o con il bisogno di tenere tutto sotto controllo di testa, tanto che la dimensione più panzifera e cuore (stress
e paura dell’abbandono costante ecc a parte) finiscono in realtà con lo stare ai margini di un rapporto che in realtà richiede tantissima sola testa, pure se provocando emozioni negative sembra essere fatto di tanta sensazione e anema e cccore…
troppi progetti, se sono schemi di testa, magari di ansia, e poco inerenti alla situazione o al sentire, possono anche rovinare un rapporto, sì, per il bisogno di vivere secondo tabella di marcia piuttosto che vivere il presente comunque in modo pieno ascoltandosi reciprocamente anche… però anche troppo pochi progetti possono uccidere un rapporto. dai progetti grandi di vita a quelli minimi.
Silvy: @storia esaurita… un rapporto in cui due persone danno tutto quello che possono dare e ad un
certo punto non rimane più niente?
sì, penso purtroppo anche che possa accadere questo, ma che le ragioni per cui una storia possa esaurirsi in realtà siano molte e svariate…
anche perché le persone crescendo possono cambiare, o non essere sulla stessa lunghezza d’onda in certi passaggi della vita…
Lui non voleva un figlio da lei, non si voleva sposare,
ma chissà se voleva continuare a stare con lei anche senza matrimonio, anche senza
figli?
è chiaro che loro non sono un esempio emblematico di tutte le variabili umane e “storiche”, e io non ero nè nella loro storia nè nella loro testa… credo che ad un certo punto sia esplosa una crisi, forse anche silente prima, e che il discorso figlio/matrimonio possa essere stato il detonatore
non credo che lui non volesse in senso assoluto un figlio nè il matrimonio, ma in quel momento per lui non era il momento giusto, forse neanche la storia giusta… per lei lo era, era importante e premeva… ma con questo non voglio dire che lei abbia sbagliato a dire quel che sentiva, o lui, anzi, credo che non abbiamo potuto fare altro, allora, che dire ciascuno la sua verità… che evidentemente era importante in quel momento per ciascuno.Se uno dei due non avesse messo le sue carte in tavola, o avesse abozzato per quieto vivere sarebbe stato meglio? conosco gente che si è sposata quando non era pronta, e non è stato un grande affare…
io in questo periodo mi trovo a riflettere sui tempi non coincidenti della mia storia. in realtà io e lui volevamo anche le stesse cose, ma altri casini vari ed eventuali ci hanno anche incasinati tutti e due. Lungo da spiegare, ma guardando indietro io vedo delle cose, e gliele sto dicendo. In ogni caso a me serve, oggi, riuscire a vederle.
Sono d’accordo con Luna quando dice che il Nocontact non è una strategia per far tornare
l’altro, del tipo non mi faccio più sentire così lui sentirà la mia mancanza e tornerà da
me… è piuttosto un modo per SALVAGUARDARSI! Se non si chiude totalmente ci si
aspetta sempre un messaggio, una mail, una telefonata, una risposta, di sentirsi dire
certe cose che non verranno mai dette, comportamenti che non ci saranno mai e se ci
sono spesso non sono dettati da sentimenti sinceri. Io non so più niente della tua vita e
tu non sai più niente della mia…
Luna: Se uno dei due non avesse messo le sue carte in tavola, o avesse abozzato per
quieto vivere sarebbe stato meglio? conosco gente che si è sposata quando non era
pronta, e non è stato un grande affare…
Si giusto sono pienamente d’accordo.
Dici che volevate le stesse cose che altri casini vi hanno incasinato… è giusto che fattori
e contingenze esterne condizionino così la vita di due persone che si vogliono bene? Lo
so bene che nessuno di noi vive in una campana di vetro… ma le relazioni affettive non
sono la cosa più importante che abbiamo?
a ballett mi dispiace non sono riuscita ha leggere il tuo commento se puoi riinvialo grazie
Silvy, Luna bella anch’io sono d’accordo con voi. il no contact è di
di sicuro un modo per tutelarsi. da quando ho rivisto il mio ex m’è
ripresa male diciamo…l’ho rivisto con quella luce tipo proiettore
del teatro avete presente? quella luce che inquadra solo l’attore in
scena e non ti fa vedere nient’altro. ho cominciato a ripensare a lui,
alle cose belle della nostra storia, alle sue cose belle…e da una
parte mi manca. ma sono consapevole di tutta la sofferenza che mi ha
causato il suo comportamento. sono in conflitto e anche se avrei
voglia di chiamarlo e vederlo non lo faccio. non lo faccio perché non
ci riesco. perché so che questo potrebbe farmi molto male, di nuovo.
non riesco a mettere sotto i tacchi l’orgoglio per l’ennesima volta. e
penso anche che lui non provi quello che provo io, altrimenti si
sarebbe fatto avanti in tutti questi mesi. quindi mi tutelo, sì.
certo potrebbe anche dirmi che anche a lui manco ecc.. ma sinceramente
non sarei pronta neanche a gestire tutto questo. in questi mesi ho
fatto “tanto”: ho lavorato senza sosta, viaggiato, fatto nuove
conoscenze…ho analizzato, compreso, ponderato di tutto di più. e ora
sento solo il bisogno di fermarmi, di spostarmi come dice sempre tu
cara LUNA! hai ragione quando dici che bisogna capire in quale
situazione ci stiamo trovando. è che io ancora non lo capisco. quindi
semplicemente mi fermo e sto con me, mentre la vita va. questa
settimana non ho visto il ragazzo che frequentavo (lui sa bene tutta
la mia storia). non ci riesco, non ce la faccio. e di certo non posso
fingere. rivedere il mio ex è stata un po’ una doccia fredda che ha
rimesso in moto emozioni che credevo sopite per sempre. sono più grave
di quel che pensavo ma pazienza….sono nel limbo ma quando sarà il
momento ne verrò fuori….
SILVY: @Dici che volevate le stesse cose che altri casini vi hanno incasinato… è giusto che fattori
e contingenze esterne condizionino così la vita di due persone che si vogliono bene? Lo
so bene che nessuno di noi vive in una campana di vetro… ma le relazioni affettive non
sono la cosa più importante che abbiamo?
Per come la vedo io assolutamente sì, e infatti mi sono concentrata anche troppo perché non fosse così, perché non ci rovinasse un condizionamento esterno. Il punto è che alle volte il condizionamento esterno possono essere equilibri da tenere in piedi, giocoforza (o perché non si è in grado di attuare altre strategie, con tutta la più buona fede si può proprio non essere in grado di vederle), condizioni che provocano stress esponenziale per cui, anche (o proprio perché) il centro sono gli affetti lì casca l’asino. Premetto che sono d’accordo con te, se la pensi così, perché pure io lo penso (e per questo sono anche convinta che un aiuto esterno possa aiutarci, appunto, a guardare le cose da lati che al momento ci sfuggono, o anche che ci sono sempre sfuggiti), che comunque dipende da come ci si pone di fronte ai fattori e alle variabili, ma anche che, mi ripeto, possiamo essere involontariamente travolti da strategie automatiche e non funzionali…
l’asino, per me e lui, è cascato nel momento in cui siamo andati a vivere insieme. Le “variabili” e contingenze che dovrei elencarti, per intero, sarebbero troppe, quindi ti riassumo il concetto.
In questi giorni parliamo di com’era bella quella nostra prima casa e di come avremmo potuto vivercela serenamente, ma non è stato così. Qualcosa accadde, come cantava Phil Collins, sulla via per il Paradiso. Forse ci saremmo presi a piatti anche se avessimo avuto delle famiglie diverse, forse dovevamo comunque esplodere, perché per esempio lui non aveva mai guardato in faccia alcune sue paure, mentre io sì (anche se in seguito le ho guardate in faccia meglio) certo è che quel passaggio è stato tormentato sia da altre questioni che dalla necessità, reale o comunque appresa conoscendo certe dinamiche delle famiglie di origine, di investire energie nel dover tenere sotto controllo altre cose…
Da un lato posso dirti per esempio che in questi ultimi due anni la mia famiglia è stata comunque travolta dalla morte di mia nonna e dalla malattia di mio nonno (travolta in senso emotivo) e che se è stata travolta è stato proprio perché questi affetti sono centrali. Alle volte è proprio l’importanza che diamo agli affetti a toglierci lucidità nella visione d’insieme o a procurarci uno stress emotivo o a tirare fuori delle nostre fragililità emotive o di gestione dei conflitti in certi momenti della vita proprio perché in gioco ci sono delle persone importanti, dei legami con delle persone importanti, delle questioni interne importanti… il privato è il centro, sì, non c’è dubbio.
quando dico travolta intendo dire che già solo il fatto che ciascuno di noi stia attraversando queste esperienze, così centrali, attraverso la propria emotività e la propria rielaborazione crea degli assestamenti o può creare degli scontri, anche inconsapevolmente.
Io per esempio continuo ad essere preoccupata per mio padre, seppure sta continuando la sua vita e lo vedo anche bene, perché vedo che lui sta facendo il suo percorso comunque con difficoltà, e se a volte la sua ciecità nei miei confronti mi fa incazzare, e ho ragione di incazzarmi, perché lede me, mi rendo conto però che lui è cieco perché ha anche a che fare con i suoi nodi che sta sciogliendo o gestendo. e che sono inevitabili e di alcuni non si rende manco conto. Ma non posso cambiare lui o il suo percorso, quindi cerco di capire come stare in equilibrio io sul “quel che è”, non quello che dovrebbe essere. Al contempo però è ovvio che anch’io faccio il mio percorso e ho la mia emotività…
tornando alla coppia: ciò che doveva essere era che i nostri genitori, volenti o nolenti, non ci rompessero le balle con delle loro dinamiche in quel momento così importante per noi. e che noi fossimo in grado di “tenerli fuori”. Non ce l’avevano con noi, la classica storia del “matrimonio non s’ha da fare” 😉 erano dinamiche d’altro tipo, che tuttavia ci hanno lesi. Io so di avere fatto il possibile, ciò non significa che io sia riuscita a fare “il meglio”. Lui ha avuto le sue ciecità, anche per un percorso che forse doveva ancora fare con sè. Forse dovevamo andare a vivere più lontano in quel momento e saremmo stati più protetti? Non lo so. E’ però possibile. La vita si impara anche vivendo. Che non ha saputo gestire, e più di me, anche per cose che non aveva risolto di sè però è vero. Lo ammette. In senso costruttivo?
Ciao per caso sono capitata quì e leggendo le vostre opinioni ne ho tratto un pò di conforto, anche io sono entrata nel vortice del mal d’amore, 1 settimana fà la mia storia che durava da 14 anni (di cui 4 di convivenza) è “svanita”. Circa due mesi fà ha cominciato a vivere da egoista del tipo: io faccio quello che voglio, se a te va bene e rimani mi fa piacere altrimenti è uguale. Non lo riconosco più, non è la persona di cui mi sono innamorata, come posso essergli diventata indifferente. Ho deciso di accettare la sua richiesta di tempo per pensare convinta che così avrebbe fatto chiarezza nella sua testa, ma ha reagito in una maniera inaspettata. Si è arreso e l’altro ieri mi ha chiamato dicendo che è meglio mettere la parola fine alla nostra storia, anche se sà quello che sta perdendo, che si sente solo e che mi rimpiangerà per sempre.
Perchè pur essendo consapevole di questo non fa niente per tenermi, dopo tutti questi anni come sì fa ad avere sentimenti così cofusi?
Sto malissimo, mi manca l’aria!
Come mi devo comportare, non sono ancora riuscita a portare via tutte le mie cose da casa sua forse perchè dentro me c’è ancora la speranza che torni sui suoi passi.
Un grosso abbraccio a tutti …
Luna: dinamiche delle famiglie d’origine… non puoi neanche lontanamente immaginare
quanto ti capisco. Ho passato gli ultimi anni in punta dei piedi sopra una sedia che si
reggeva su una gamba sola cercando di spostare il mio peso nelle varie direzioni per non
farla cadere. Qualcuno s’è accorto che stavo facendo uno sforzo enorme e a posteriori
me l’ha detto. Ma gli equilibri sono difficili da mantenere quando il magma ribolle. Ad un
certo punto non c’è stato più nessuno intenzionato a fare un passo indietro per il mio
bene, per evitare che quella sedia su cui tanto faticosamente mi tenevo in bilico cadesse!
So che alla fine della storia ognuno ha dato le sue colpe, io ci ho messo un pò perché
all’inizio della rottura avevo bisogno di equilibrio. Ma ora inizio a vedere le cose più
chiaramente e sono come una pentola a pressione che ogni tanto butta fuori un pò di
vapore per sfiatare.
Dopo quella telefonata di quasi due mesi fa niente più… ma era davvero così importante
quello che aveva da dirmi? Evidentemente solo nei film gli uomini fanno i salti mortali
per riconquistare una donna. Tutte le mie paranoie sulla paura di aver perso l’ultimo
treno erano miraggi… non è passato nessun treno solo fumo e polvere.
Ciao Lady…capisco molto bene la tua situazione, mi dispiace tanto che sia
successo anche a te, purtroppo queste cose capitano e noto che capitano a molta
gente, quindi non sentirti l’unica o in colpa per quello che è successo…la tua
storia sicuramente era molto più lunga della mia, la mia era di 1 anno e mezzo,
ma è stata molto intensa, compresa di convivenza un’anno e quasi matrimonio…io
ho imparato che la casa dovrà essere o di entrambi o mia, perchè andare a vivere
a casa loro, poi siamo noi a dovercene andare e questo è terribile dopo tutto
quello che si è passato insieme e anche speso…se cerchi la spiegazione di perchè
è cambiato…non ti saprei dire, ma come abbiamo detto in passato a volte noi
innamorate, non ci rendiamo conto o non vogliamo vedere che la storia ai nostri
occhi tanto perfetta, si stà rovinando, magari passiamo sopra a fatti importanti
perchè lo perdoniamo dicendoci che la prossima volta lui capirà il nostro essergli
andate incontro…purtroppo non è sempre così, gli uomini non sono sempre
riconoscenti, anzi…quando gli dici le cose che hai fatto per lui, ti risponde “chi te
lo ha chiesto?”stai facendo una lista di cose che hai fatto…vuoi un premio?”
e tu che magari hai fatto di tutto per seguirlo anche contro il parere di amici e
familiari…ti rendi conto, che forse non avevano torto…
Forse c’è stato fra voi un fatto scatenante, che ha fatto trabboccare il vaso, o
magari avevi visto atteggiamenti suoi strani?Io andando indietro con la mente…mi
rendo conto che ho rinunciato a molte cose mentre lui non rinunciava mai a
niente per me…forse non era amore!
Lady, so che è un momento molto difficile…devi pensare a te…ti consiglio un libro
che a me ha aiutato molto…”Innamoramento e amore” di Alberoni
esci con le amiche e cerca di non pensare, fai passare un pò di tempo, il tempo
aiuta!
Silvy: @Ma ora inizio a vedere le cose più
chiaramente e sono come una pentola a pressione che ogni tanto butta fuori un pò di
vapore per sfiatare.
se ho capito bene cosa intendi io credo che questa cosa sia sana, anche se questo sfiatamento avviene tra sè e non necessariamente andando a buttare vapore in faccia alle persone, per scelta o perché non è possibile agirlo. E’ una cosa che avviene innanzitutto all’interno di noi, prima che fuori. Si dice che la rabbia, o la pressione trattenuta facciano male. E’ così. Anche rendersi conto di alcune cose può fare male, ma io credo che alla lunga possa fare più male non rendersene conto, se invece il rendersene conto può diventare… illuminazione, consapevolezza cioè costruttiva nel proprio futuro, anche scoprendosi capace di strategie, pure di equilibrio differenti, e a meno costo.
Possiamo renderci conto anche del costo che possono avere avuto dei giochi di equilibri a cui ci siamo prestati, e che abbiamo più o meno consapevolmente vissuto con fatica, di “copioni” che sono meno “scritti” di quanto pensiamo, almeno per il futuro.
Se c’è pressione da mollare questa si molla in un processo di rielaborazione. Io ne avevo e anche se lo sfiatamento mi ha anche sconquassato mi è stato sano, utile e alla fine devo dire che mi sento più leggera ora, anche se c’è stato un periodo in cui mi ha sconquassato parecchio rendermi conto/sfiatare e ne avrei fatto volentieri a meno. Ti dirò anche che, pure se io sono per l’essere diretta ed il dialogo, ci sono state occasioni in cui mi sono resa conto che avevo più bisogno di saperle e sentirle le cose che di dirle. forse anche perché mi rendevo conto che dicendole mi sarei trovata di fronte una resistenza anche a vedere le mie ragioni. Ciò non significa però che questo abbia reso meno valide le mie ragioni per me, in ciò che ho capito, e su cui so di avere ragione. significa solo che la mia conferma interiore del mio sentire ha avuto meno bisogno di una conferma esterna ad un certo punto, su delle sensazioni che avevo avuto, su come io sentivo di aver vissuto delle situazioni, per quanto riguardava me. Forse non riesco a spiegarmi bene, ma nel momento di maggiore pressione io mi sono spostata, invece di sputare fuori tutto. e questo forse mi ha aiutato anche a poter ripercorrere con maggiore lucidità i miei punti di vista.
E a poter manifestare un atteggiamento differente, in seguito, anche nei riguardi dei miei genitori (avendo poi presente il perché di certi loro
modi di vedere le cose, al di là di un giudizio di valore, ma proprio di dinamiche e intreccio di dinamiche, anche quei famosi equilibri così difficili da tenere alle volte, poiché ognuno vede soprattutto la sua parte ecc).
Ho anche sfiatato in modo diretto, comunque, e con il senno di poi so che ne avevo bisogno, però so anche che alle volte il fatto di farlo ha prodotto maggiore stress e a volte invece ha prodotto dei risultati…
quando parli della sedia e degli equilibri, ovviamente, io non so (e non ti chiedo) a cosa ti riferisci nel dettaglio e tu ovviamente non sai i miei riferimenti nel dettaglio, però posso immaginare una sensazione e il concetto di pressione, così, anche se forse, senza i dettagli ciò che dico, mi rendo conto, può sembrare nebuloso (mi dispiace, ma mi dilungherei in particolari, e forse non servirebbe a te oltre che a me) il concetto base che voglio esprimere spero, nonostante l’ora tarda che non mi aiuta nella chiarezza, mi sa ;P, è che comunque mi sembra naturale quella sensazione di… sfiatamento.
sull’ultima cosa che dicevi nel tuo post:
non lo so se solo nei film gli uomini fanno salti mortali… anche nei salti mortali, sai, conta comunque più la sostanza della forma, intendo dire che possono esserci salti mortali anche dettati dall’ansia di controllo, purtroppo… quindi comunque merita forse vedere la lucidità delle intenzioni sotto i salti mortali, quando ci sono, non necessariamente facendo mille pippe mentali, ma anche a istinto… certo è che comprendo il concetto che esprimi, e cioè: se hai qualcosa di importante da dire basta un semplice piccolo ostacolo a farti desistere?
allora potremmo forse provare a girare la cosa così:
io forse non voglio un uomo che desiste così facilmente se ha qualcosa da importante da dirmi, forse, se una persona mi ha destabilizzato, ho bisogno che faccia molto di più, se vuole riavere la mia fiducia.
in ogni caso il concetto dell’ultimo treno non era un concetto che ti faceva bene, ed era comunque un’idea astratta, non quello che era.
per le ragioni (secondo me, eh, però!) che già ti dissi.
non dovremmo mai considerare nessuno il nostro ultimo treno, forse, perché ciò comunque ci fa sentire in posizione di debolezza? già considerarlo un treno per noi importante, o sul quale ci piacerebbe tornare, o comunque fare un giro per vedere dove ci porta è diverso da dire: ultimo, unico. Unicità come specialità (se è vero, però) è comunque diverso da unico nel senso di possibilità, no?
ciao!
Son qui sempre piu’ raramente, ho sempre meno tempo…e inoltre ho cercato davvero di non pensarci più.Purtroppo dopo quasi un anno sto ancora nella stessa situazione. La mia vita è povera di affetti, ed è anche una mia scelta. Ultimamente ho risentito un tipo che mi piaceva molto.ma neppure con lui ha mai funzionato e non vedo perchè dovrei riprovarci…ho ancora Lui nella testa che rimbalza come una palla pazza. c’è anche un profondo senso di vuoto. una grande rabbia per quel che è stato. Lui continua a dire che una parte di lui mi ama ancora. non è così altrimenti non saremo qui a ripetere lo stesso copione da tutti questi mesi…dice che secondo lui è inevitabile che ci si lasci, che tutti hanno voglia di andare con altre persone quando stanno in coppia 😐 si si….è peggiorato lo ammetto…. dice che l’amore non esiste per sempre. per questo non starà mai piu’ in coppia. però dice anche che resto importante per lui:/ con la calma risolveremo. Risolvere cosa?!?Ormai sono certa che mi abbia tradito quando stava con me. questo pensiero che fa semplicemente schifo è sempre più presente.
così comprendo sempre meglio le vostre storie. e mi dispiace.
Conto di scrivervi ancora e presto. per ora ho perso le parole…scusate
vi sono vicina, un bacione Valinda e Luna
Pantarei: grazie, leggendo quello che hai scritto mi ci ritrovo in pieno. Effettivamente sò di aver rinunciato a tanto per lui, ma sò anche di averlo fatto perchè me lo sentivo (non mi ha mai imposto niente) mentre lui ha sempre fatto “quello che voleva” e nel momento in cui ho cominciato a chiedergli di rinunciare a qualcosa ecco che ha cambiato atteggiamento. Forse è venuta fuori la persona che è veramente ….. ora non riesco ancora a vederlo con occhi diversi, lo sento ancora parte di me e questo mi logora.
Mi fa male il suo atteggiamento di indifferenza alternata, ad esempio oggi mi chiama come se niente fosse e mi chiede un favore per un amico, ma mi chiedo tu non provi niente a sentirmi, non ti fa effetto? Io solo al suono della tua voce tremo e mi viene il magone!!
Ho impegnato tutte le mie energie per far si che la storia andasse avanti e adesso mi trovo senza forze, non ho più appigli.
Cerco di non pensare e tenermi impegnata ma spesso quello che mi piacerebbe fare è legato a noi, dovrei trovare nuovi stimoli ma ora non c’è la faccio …. caro amico “tempo” aiutami anche tu.
Scrivere quì ma aiuta a sfogarmi. Grazie ^_^
adesso il dolore ricomincia a fluire d’accapo. e d’accapo mi incaponisco per paura di non saper vivere. mi incaponisco che l’unico modo per vivere sia insieme a lui. sono vuota. vuota di tutto.
Luna, si molto naturale lo sfiatamento (quasi vitale) inizialmente più interiore, da qualche
mese anche esteriore, per carità sono piccoli getti d’aria… ma bollente! Prima sfogavo
molto su di lui (errore) ora “battezzo” un pò tutti. Purtroppo come ti dicevo pressioni
esterne gestite male hanno contribuito alla fine della mia storia e ora che non sono più
costretta a mantenere il precario equilibrio di cui ti parlavo per proteggere lui e salvare
noi, depressurizzo … è quello che è successo anche a te? C’è da dire che se si erano
creati certi comportamenti diciamo che la responsabilità era anche sua (di lui), ma è
anche vero che arrivati ad un certo punto ognuno guarda dalla sua parte e punta i piedi.
E poi io probabilmente mi sono portata nel rapporto dei problemi che già avevo e che lui
ha contribuito ad accentuare. Discorso un pò confuso spero mi abbia capita (ed io non
ho nemmeno la scusante dell’ora tarda ;)…
“Nel momento di maggiore pressione io mi sono spostata, invece di sputare fuori tutto. e
questo forse mi ha aiutato anche a poter ripercorrere con maggiore lucidità i miei punti
di vista.”
intendi verso di lui? Forse appunto il non averlo travolto ti ha aiutato sia a vedere le cose
con più chiarezza, ma anche a poter ristabilire una sorta di dialogo (che mi pare d’aver
capito che è quello che state tentando).
“io forse non voglio un uomo che desiste così facilmente se ha qualcosa da importante
da dirmi, forse, se una persona mi ha destabilizzato, ho bisogno che faccia molto di più,
se vuole riavere la mia fiducia.”
Si è esattamente quello che intendevo…
Passerò con più calma…che sto uscendo.
Marianna: una parte di lui?
e come funziona? come le targhe alterne?
Oggi esco con la parte di lui che mi ama e domani no?
Alle 5 esco con la parte che mi ama e alle 7 c’è il cambio turno?
Oppure le parti diverse convivono che è ancora peggio forse?
Tipo due facce due voci due modi in contemporanea?
perdonami l’ironia, solidale con te, ovviamente, sebbene amara.
E perdonami le ovvietà che ho detto.
Però penso tu hai capito con che stato d’animo, empatico, lo scrivo.
Io spero che molto presto tu riesca a concederti la vita ricca che ti meriti, Marianna, perché questa prigione ti spreca…
Spero che tu riesca a vedere la normalità, anche quella più banale, oltre questa nebbia che lui ti butta davanti agli occhi.
E’ vero che tu lo permetti, ma è vero anche che la nebbia confonde.
Purtroppo conti il tempo trascorso in questo limbo di agonia come il tempo trascorso agli arresti, e lo sai, e ti fa malinconia, lo so. So anche che sai, so anche che non è facile.
Una parte di lui… forse, direi, ti meriti un tutto… il problema è che alcuni sono molto bravi a giocare con le parole, al punto da farci dimenticare il senso che hanno sempre avuto, forse, nel nostro vocabolario, o anche solo in quello comune. Il vocabolario emotivo, poi, non è cosa da poco, per costruire i discorsi della nostra vita, anche dentro di noi. E’ centrale.
GIU: @adesso il dolore ricomincia a fluire d’accapo. e d’accapo mi incaponisco per paura di non saper vivere. mi incaponisco che l’unico modo per vivere sia insieme a lui. sono vuota. vuota di tutto.
Stato d’animo molto naturale, con onde anomale, e che sembrano contenere una… definitivezza che non è reale, ma che bisogna oltrepassare purtroppo 🙁
conosco quella sensazione (anche se ovviamente ognuna ha la sua) e anche quel senso di vuoto devastante, di tutto. per me, che ho sempre avuto mille stimoli, mille interessi, per me che veramente sono contenta per cose piccolissime e semplici, è stato devastante provare la sensazione che dici. rendermi conto che potevo vivere ovunque, ma che non mi mancava una MIA capacità di sentire la vita toccarmi in un certo modo. Forse non mi chiedevo proprio: non so vivere senza di lui. Ma mi dicevo: non so vivere senza di me, e questa persona così svuotata e stanca e priva di entusiasmi e con questa sensazione di angoscia e di scazzo e resto indefibile non sono… me. e se mi sono persa me mi ritrovo? ma quando? perché io sono già stufa di non avermi…
è vero che io ho passato due anni di fortissimo stress, di sensazioni di perdita… di persone, luoghi, abitudini (intese nel senso migliore del termine, naturale, intendo… non le abitudini a cui ci ancoriamo per forza perché non abbiamo il coraggio di cambiare… ma quelle banali, quelle banali che però fanno parte della normalità, e a cui possiamo anche rinunciare, ma non tutte insieme… io per una serie di ragioni ho perso troppe cose e coordinate nello stesso momento)
è stata una sensazione che mi è passata attraverso come ventimila lame. No, non voglio infierire, è per dire che la capisco.
e so che non è piacevole ma proprio ma proprio per niente.
In questi giorni io con lui sto parlando… non è detto che voglia dire per forza qualcosa. Sicuramente il fatto di fare delle cose insieme e parlare in un certo modo mi ha fatto sentire più tranquilla, ma in realtà il concetto di normalità di vita quotidiana che mi è mancato per un certo periodo è legato a più fattori, ed è una cosa che devo (e voglio) comunque risolvere tra me e me.
Parlare con lui in maniera assertiva sicuramente fa la differenza, perché so quanto mi ha fatto male che non fosse così, che lui non ne fosse capace, che non ne fossi capace neanch’io, normalmente così assertiva… ma anche l’assertività ha un limite… nel senso che non puoi essere totalmente assertivo nel momento in cui è vero che