La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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CATI: grazie a te per la condivisione.
è anche esperienza personale, anche se tutte le esperienze sono diverse, pure se possono avere dei punti in comune, e quindi bisogna anche stare attenti alla “proiezione” quando si ascolta una storia altrui.
@Quando mi lasciò mi disse che non mi aveva parlato dei suoi problemi perchè non voleva che io cambiassi solo per questo, avrei rischiato di diventare la caricatura di me stessa. Si era limitato a mandarmi indizi che ovviamente non ho colto.
Non parlare dei propri problemi perché non si vuole che l’altro cambi solo per questo…
caricatura di te stessa…
e perché invece attraverso il cogliere degli indizi saresti cambiata in modo più vero?
la mia non è una domanda provocatoria o ironica, è proprio una domanda.
penso di avere capito il concetto, cioè: se ti domando di venire a trovarmi e di rinunciare alla partita di pallone perché sto male può darsi che tu verrai controvoglia e fingerai di stare bene dove stai, ma continuerai a pensare alla partita di pallone…
mentre se scatta in te, senza che io dica, il fatto di venire a trovarmi, perché sai cogliere gli indizi, io vedrò in questa tua empatia/scelta un’altra cosa…
ma è davvero così? non aiutiamo di più gli altri a comprenderci e ad avere una maggiore gamma di iniziativa essendo diretti?
in realtò molto spesso, temo, queste sono le fregature della non comunicazione, anche in cose molto più banali…
come una mia amica che si lamenta che il marito non aiuta in casa, ed è verissimo che lui se può evita e si adagia sul fatto che lei tanto fa (d’altra parte se l’è scelto uno così, non è una critica, ma è vero… almeno da questo punto di vista non credo che lui si sia presentato diversamente sin dall’inizio) ma i momenti peggiori di frustrazione per lei sono quando lei entra nella modalità: no che non gli dico di portare le immondizie o di darmi una mano perché anch’io sono stanca. Non voglio che lo faccia perché glielo dico, voglio che se ne accorga da solo…
perché abbiamo bisogno che gli altri si accorgano da soli di qualcosa quando dirlo magari porterebbe allo stesso risultato (anche nullo, certo) ma essere diretti ci toglierebbe della frustrazione?
cosa ti stava chiedendo veramente lui quando voleva che te ne accorgessi da sola? cosa temeva realmente? a cosa gli serviva non dirtelo? bada, Cati, non sto facendo un processo a lui, e immagino anche che in quel “caricatura di te stessa se…” potesse esserci
forse qualcosa, nelle vostre dinamiche di coppia, negli atteggiamenti, che io ovviamente non so…
però quello che intendo dire è che, come già dicevo, varie sono le ragioni per cui possiamo decidere di non esprimerci o non riuscire a farlo, tra cui anche il fatto di non essere ben consapevoli, per primi noi, del nostro sentire, ecc.
però continuo a pensare che, se è vero che ci sono delle cose di noi che non possiamo snaturare, e che il cambiamento viene sempre da dentro, anche quando la sollecitazione è esterna, e che tra due persone possono esserci compatibilità o incompatibilità invalicabili, che l’altro possa leggerci dentro completamente come con una radiografia se non siamo diretti, anche se ci conosce, sia utopia. possiamo dire ad un’altra persone le cose centomila volte e può non prendere atto e perseverare etcc ma di rimando solo dicendo all’altro cosa sentiamo e vogliamo possiamo permettergli anche di capire qual è il nostro punto di vista…
poi, quando si tratta di cambiamenti, anche di investimento di energie, le cose certo si fanno più complicate, perché chi investe le energie nel lavoro magari cerca l’empatia dell’altro rispetto al proprio sacrificio e il proprio cercare di tenere comunque tutto “sotto controllo” e l’altro soffre di una mancanza di centralità per esempio, e allora può accadere che il disagio non verbalizzato (perché a volte non completamente decodificato) si esprima anche in piccole rivalse, dispetti, anche inconsapevoli, che si proietti la frustrazione su questioni/litigi schermo. Che si inneschino delle reazioni a catena… Così come nella coppia si verificano anche intersecazioni tra il desiderio di fusione e di autonomia, nel gioco della vicinanza e della distanza…
mah, discorso complicato…
tornando all’oggi, scusa, Cati:
la persona equilibrata… è un ideale astratto o qualcosa di realistico? perché c’è una differenza tra uscire da sè e pensare a come dovrebbe comportarsi ics ipsilon equilibrata da manuale o guardare un proprio… equilibrio su misura. credo di avere capito: in questo momento ti guardi e non ti piaci, rispetto alla situazione? Perché?
e non capisco bene la questione del silenzio: lui ti ha cercata e tu ti sei negata? o neppure lui ti cerca ma tu ti domandi se sia il caso di fare il primo passo? lui ti ha lasciato margini di apertura o no? comunque vorresti tentare di buttare giù il muro?
al momento attuale le cose come stanno?
vi posto questo, andate a leggerlo
http://www.ben-essere.net/index.asp?c_articolo=44
TERESA
ma ti piacciono proprio le portate in faccia? 🙂
dai, sò che cè la puoi fare a non sentirlo. Peggio di così, si arriva solo a toccare il fondo e quando lo si è toccato per bene, allora forse….si dice stop.
Un abbraccio affettuoso
Condivido quello che mi dici, grazie ancora. Riesci a esplicitare ciò che penso ma non riesco a tirare fuori.
Sono più di 2 mesi che non ci sentiamo. L’ultima volta, dopo circa 1 mese di silenzio (raro per me poichè di tanto in tanto ci sentivamo, ma volutamente cercato), è stato lui a mandarmi un sms scrivendomi che si era appena accorto che gli avevano disabilitato la sua sim personale e che se avessi voluto farmi sentire aveva comunque l’altro numero (di lavoro, che in ogni caso avevo già). Gli ho risposto dopo molte ore, propositamente. Dopo, però, gli ho chiesto sempre per sms se veniva giù per qualche bagno, visto che un pò di tempo prima mi aveva detto di voler venire per qualche giorno. Lui mi ha risposto che non sapeva perchè molto impegnato. Poi più nulla.
Ciò che non capisco è che da quando mi ha lasciato ha tagliato i ponti con tutti, amici e vecchi colleghi (la disabilitazione del numero personale ne è la prova, scende una volta l’anno per trovare gli anziani genitori e i fratelli anche se la distanza non è abissale (circa 3 ore di macchina) e mi ha detto che li sente ogni 15 giorni.
Mi chiedi se lascia uno spiraglio: diciamo di sì. Mi ha detto (dopo mia immensa fatica) che io non c’entro nulla ma è un suo problema che solo il lavoro gli consente di superare perchè lo aiuta a non pensare e lo gasa sempre più. Un ex collega pensa che sia drogato di adrenalina. So che non ha una vita regolare, vive nel posto di lavoro pur avendo una sua casa in affitto (ci andò solo quando io andai da lui), sta giorni interi fuori senza distinguere il giorno dalla notte. Mi disse anche che non sapeva se gli sarebbe durato tutta la vita o no e che al momento non era in grado di darmi punti fermi. Quelle rarissime volte in cui ci vediamo, però, anche se non sollecitato da me, mi lascia dicendomi che a breve ci potremmo rivedere per qualche giono, ma poi non lo fa.
Temo che se non lo sentissi cadrebbe la flebile speranza di una riconciliazione perchè dopo la separazione, allora, riprendemmo la nostra relazione perchè mi sono fatta sentire io dopo 4 mesi e lui mi confessò che aveva tenuto le chiavi della nostra casa sempre con sè. Per ultimo, poi vado a lavoro, vorrei specificare che ha lasciato tantissimi suoi vestiti e libri nella nostra vecchia casa pur sapendo che la mantengo senza abitarci. Un forte abbraccio
CATI:
difficile risponderti (non che sia mai facile tentare di rispondere quando si parla con le persone di cose così importanti e personali).
Quello che racconti è ovviamente anche un mix di cose che lui dice/non dice e manifesta/non manifesta e dell’interpretazione che ne danno gli altri.
A leggere di sicuro traspare: sta vivendo una fase particolare (che scoperta, mi dirai).
se questa sia una fase positiva o negativa, nel suo caos (apparente, o comunque nel suo aver cambiato abitudini), chi può stabilirlo, da fuori?
Sarebbe facile (intendo dire semplicistico) dire: è depresso?
ma a parte che è una parola grossa, anche se lo fosse, o semplicemente stesse in equilibrio come sa e vuole, o cercasse se stesso come sa o vuole, non possiamo entrare nella vita degli altri se non ci fanno entrare. Perché ha avuto bisogno di quello che tu ci racconti come un distacco globale?
Può dirlo solo lui o non dirlo.
Di certo, come lui stesso mi pare abbia detto, la questione è molto sua, prima ancora che di coppia.
Ha tenuto il filo con te, da quello che dici, quale sia la natura di questo filo non posso ovviamente saperlo. Ha tenuto un filo, pare, di cui ora sente il bisogno di tenere le vicinanze e le distanze, forse come mai prima d’ora. E non solo con te, ma con una serie di cose, persone e situazioni.
Se avesse voluto staccare da tutto, probabilmente, non avresti neanche un numero di telefono dove cercarlo.
Perché io credo che gli esseri umani siano bravissimi a non farsi trovare per nulla quando non vogliono proprio farsi trovare.
Però quale sia il senso di tenere questo filo ovviamente io non posso saperlo. Forse non lo sa neppure lui, e non lo sai neppure tu, figurati che posso saperne io :O
Quello che potrei consigliarti (così, a panza, e ovviamente anche potendo sbagliarmi di grosso) da quello che leggo è:
se è quello che senti di voler fare prova ad avvicinarti con calma, con delicatezza, prova a lasciargli lo spazio (senza grandi discorsi e grandi domande) per dirti cosa sente lui, indipendentemente da voi, cosa sente per sè. se davvero ha una crisi personale forse in quello spazio libero sarà in grado di dirti quello che sente o che crede di sentire. In generale, e fermo restando che, però, potrebbe anche dirti cose che non ti piaceranno, perché non necessariamente saranno cose che parlano di un riavvicinamento.
quello che racconti, di come vive la sua vita ora, sembra un mix tra uno stato d’animo di disagio espresso (ma non sempre il disagio è un fatto negativo, a volte è uno spazio libero di cui abbiamo bisogno per ritrovare la nostra pace e le nostre priorità) e il bisogno di vivere per se stesso, mettendo al centro se stesso e le sue priorità.
Quando ci droghiamo in eccesso di qualcosa, lavoro, amore, quel che è una ragione c’è. Ma non sempre abbiamo voglia di andare a scoprire cos’è.
Se tu ti ascolti con sincerità pensi che lui ti abbia lanciato un s.o.s o che invece ti abbia chiesto di lasciargli lo spazio, al di là di cosa tu desideri?
Se è quello che senti io credo che sia giusto che tu provi ad esprimere la tua vicinanza, a dirgli che se vuole ci sei.
Perché mi sembra che sia un tuo bisogno.
e di comunicargli che (ma se davvero è stato così in passato) oggi sei capace, di più, rispetto a ieri, di non mettere al centro solo te, i tuoi bisogni e i tuoi desideri. Io non c’ero, Cati, questo mi sembra è ciò che tu hai raccontato di te, il fatto di pensare che forse in passato sei stata più egoista nel rapporto a due?
Il tuo bisogno di mettere le tue carte in tavola non mi sembra, a leggere, insano, anche per quel discorso sulla mancanza di una vera comunicazione diretta che vi ha affaticato entrambi.
Quindi io credo che mettere le tue carte in tavola possa essere comunque liberatorio per te.
Ma ricordando che dall’altra parte puoi trovare una volontà/capacità di incontro come no. E ricordandoti comunque di spostarti da atteggiamenti che al caso possono minare il tuo di equilibrio, se si presentassero.
Che i vostri piani emotivi possono essere molto diversi, e anche l’idea che avete di cosa sia meglio per ciascuno di voi.
In sostanza, quello che voglio dire è:
in questo momento non siete più insieme, avete due vite disgiunte. ciascuno della sua può fare ciò che vuole.
anche tu. il vostro rapporto di adesso è un altro rispetto a prima, anche se il vissuto comune c’è ed è vostro.
ma non reprimere un tentativo di comunicazione se senti il bisogno di esprimerlo, perché in questo momento, in cui ti senti bloccata, può essere utile a te. ricordando che è per te che lo fai, se lo fai, per darti una possibilità di mettere le tue carte in tavola, dopo le tue riflessioni. per te, forse, non è più il tempo di giocare a nascondino. Quali siano i suoi tempi lo sa lui. Vi potete incontrare come no. Puoi solo vivere il presente, con gli elementi che ha.
salve ragazze,
è meraviglioso leggervi. il modo in cui vi sostenete a vicende è unico meglio di una seduta dallo psicologo. bisogna vivere le emozioni per poterle giudicare e commentare. il mio lui mi ha mollato dopo due anni insieme e 9 mesi di convivenza. da gennaio scorso ci è crollato il mondo addosso. lui ha perso tutti i suoi soldi in un operazione, tornato da mammina,caduto in una fortissima depressione ha deciso di odiarmi (mi vede come la causa) e mi ha mollato con un sms … non ti amo più. ho provato a cercarlo, a parlargli, mi sono umiliata per un intero mese, solo porte in faccia. solo un muro enorme tra noi. come se io non fossi mai esistita. tutto cancellato con un colpo di spugna.
ho letto vari articoli quasi ad essere io una psicologa ed i sintomi della depressione li ha tutti e si smette anche di amare in quei casi. cercarlo è stato un errore, lui ora prova fastidio a sentirmi e non posso e non devo cercarlo. loro hanno bisogno di aiuto ma non del nostro aiuto
Scusate care ragazze se non riesco a rispondere in dettaglio ai post
ma in questo periodo sono sempre di corsa e stanca per il lavoro.
Spero comunque che la mia esperienza, che qui condivido con voi, vi
sia utile..soprattutto per chi è all’inizio del “tunnel”. Ierisera
mentre guardavo “Una moglie bellissima” ho pianto come un vitello 🙂
era la scena che loro due si lasciano perché lei lo tradisce. E ho
pianto anche dopo, quando lei torna e lui la perdona. Ho pianto come
un’imbecille. E non per il film, ovviamente. Ho pianto per il mio ex,
per noi, per quello che eravamo, per quello in cui credevo con tutto
il mio stupido cuore. Ieri dopo un mese che non lo sentivo gli ho
mandato un sms. Per dirgli che non ce l’avevo più con lui, che capivo
che non aveva avuto il coraggio di dirmi la verità. Perché ho provato
sulla mia pelle che non era facile. Lui a questa cosa non ha risp, mi
ha chiesto come stavo aggiungendo che il prox weekend forse viene in
un locale vicino casa mia…che me lo fa sapere, se ci capito così ci
facciamo un salutino. (???????????????????????) un salutino in una
discoteca bisogna farlo? dov’era quando gli ho chiesto di vederci per
parlare con calma? cmq a questo non ci penso. ma ho violato il no
contact e ho sbagliato, ho ceduto. non fatelo, non fatelo mie care.
tagliate, tagliate e cancellate anche il numero se ce la fate!
non so, forse leggere di nuovo il suo nome sul mio cel mi ha
scoperchiato di nuovo le emozioni. capisco ogni giorno di più che
l’amavo tantissimo, l’amavo con tutto il cuore, con tutta me stessa.
forse era troppo presto dopo solo 1anno di storia ma con lui sognavo
una famiglia e tutto il resto. mi fidavo ciecamente, lo adoravo e
credevo che anche lui mi adorasse. e ora credo più a nessuno, non ce
la faccio ad uscire dalla mia armatura. non reggerei un altra botta
così. sono contenta di aver provato un sentimento così forte e puro
che è stato bello finché è durato. ma sono rimasta ustionata e per non
so come e se guarirò. a parte storielle e baci, in una storia non mi
ci vedo proprio. non ce la faccio perché se penso a lui mi viene
ancora da piangere. c’è chi mi dice che non era neanche così bello,
che non era granché. ma per me era tanto, era tutto dal primo momento
che l’ho visto. ed essere stata liquidata in un mese con un altra già
a bordo campo, subito a fianco a lui al posto mio, nella sua auto, tra
i suoi amici, negli stessi posti…mi ha fatto a pezzi.
ci vuole tanta forza,io dopo5mesi a volte ci ricasco
GABRY: quello che dici è vero, ed è un concetto importante. Certo che ci vuole amore per stare vicino ad una persona depressa/in crisi (se quella persona permette di starle vicino) e sostenerla, ma ci vuole anche amore per se stessi, altrimenti una depressione/crisi altrui può travolgerti.
Cosa che non sempre si riesce a capire. O almeno non nell’immediato.
Ed è vero anche che ammettere che per una depressione ci vuole uno specialista a volte non è facile, almeno nell’immediato, ed è anche una prova di umiltà sana importantissima.
Anche perché c’è una parte di lavoro obiettivo, di cura, che spetta a chi non è direttamente emotivamente coinvolto e ha i mezzi per farlo.
Ci sono persone che si distruggono per cercare di aiutare chi mette un muro o delega e scarica fuori ciò che solo esse stesse possono fare per sè. E quello scaricare/delegare, se trova un terreno fertile, può diventare un alibi per non intraprendere un percorso di cura. Chi cerca di sostenere, con tutta la più grande buona fede, può in realtà trovarsi a dare man forte, paradossalmente, alla parte della persona in crisi, o con dinamiche disfunzionali, che non intende assolutamente far nulla per stare meglio, e vivere meglio o superare una crisi.
Ad un certo punto le persone coinvolte di rimbalzo vanno dallo psicologo a parlare del disagio altrui, chiedendo cosa possono fare per gestire/guarire/aiutare il disagio altrui, scoprendo che a quel punto stanno però parlando non più del disagio altrui, ma del proprio.
Io a Cati non ho detto di farsi “ammazzare” dalla crisi del suo ex, le ho detto un’altra cosa: le ho detto, se sente il bisogno di dire delle cose, prima di riuscire ad accettare con maggiore “serenità” l’ipotesi di spostarsi, di dirle. Non per guarire la crisi di un altro, ma per il fatto che forse sta cercando una risposta per sè nel suo non stare in silenzio, ma verbalizzare quello che lei sente.
Non so se quello che intendevo dire sia uscito chiaro.
Gabry, tu dici di aver tentato di buttare giù il muro. Oggi arrivi alla conclusione, per quanto immagino non scevra di emotività ecc, di dire: non posso e non devo cercarlo. loro hanno bisogno di aiuto ma non del nostro aiuto.
Non sto dicendo che bisogna farsi male per un mese per arrivare a capire questo. Sto dicendo che per quanto ti abbia causato sofferenza andare contro un muro tu avevi bisogno di cercare un dialogo, e di arrivare alle tue conclusioni. anche a quella che cercare di parlargli, chiarire, cercare un dialogo,
perché, al di là da cosa fosse causata la sua modalità, quella modalità aveva destabilizzato te. Io ho provato cosa significa una persona che, dopo anni, va in crisi, mette un muro, e ti fa la guerra. ricordo persino il momento in cui ho realizzato che il mondo si stava girando sottosopra, e guardavo una persona con cui stavo da 10 anni pensando: chi è? cosa è successo?
ho provato la sensazione di tentare, in ogni modo, di buttare giù il muro. ho provato a dire ad altre persone ciò che vedevo, e le ho sentite minimizzare, mentre io vivevo da vicino la verità del suo cambiamento, del suo prendersela con me in modo evidente, ma come se dicesse una cosa volendo dirne un’altra. ho sopravalutato anche le mie energie, la mia capacità di mantenere intatto il mio equilibrio in una vita che andava alla rovescia. Perché è evidente che io vivevo il mio dramma rispetto a quella vita alla rovescia.
Ho provato poi anche una mia crisi personale, molto forte. Un lutto ha fatto da detonatore. Sono una persona estroversa e introversa insieme,questi due lati convivono in me. La mia parte estroversa imbrogliava superficialmente tutti, cioè tutti coloro a cui non volevo mostrare la mia crisi. Imbrogliava a metà chi mi conosce da troppo bene per non riconoscere che qualcosa non andava. La mia parte introversa, che per carattere ho mostrato a pochi, si chiudeva sempre di più. e viveva un suo periodo molto drammatico. Ho detto imbrogliavano, certe parti, ma non è che non fossero vere, convivevano. La mia parte positiva era vera quanto quella che tirava testate contro il muro. La mia parte che sorrideva mi serviva a sostenere l’altra. Però se guardo indietro oggi so che sono stata molto più male di quanto credevo, seppure riuscivo a stare in equilibrio. Lo so perché conosco la differenza… tra questa me e quella me. Ed è per questo che posso capire anche chi vive una crisi, oltre che chi si trova a confrontarsi con chi ce l’ha. Ho fatto cose (non gravi, ma le ho fatte) senza la piena consapevolezza che fossero sintomi. Le ho fatte e chi poteva interpretarle non ne ha colto il senso, per quanto io verbalizzassi comunque il mio disagio. Sono esplosa anche in maniera retroattiva. Essere da “sola” mi ha fatto soffrire di più, ma mi ha fatto tirare fuori anche risorse enormi, perché io volevo stare bene. Qui sta forse 1 differenza. Non ho mai pensato che gli altri dovessero subirmi. E strumenti miei che avevo acquisito andando io dallo psicologo in passato mi sono serviti.
Ciao Luna ho scritto sull’altro forum la mia lettera ed ho ricevuto un parere maschile piuttosto duro, volevo capire il punto di vista di una donna riguardo questa situazione….. grazie 🙂
Ti spiego in breve la mia storia. Relazione di un anno e mezzo, si vive assieme durante i fine settimana, lei viene da me e viceversa, tutto è stupendo, mai provato un sentimento così forte per una donna, e ricambiato a tutti gli effetti, ero il centro della sua vita. Abitiamo in due diverse città, a 50km di distanza, e il lavoro ci permette raramente vederci a metà settimana, la cosa che all’inizio non le pesava, si è tramutata in un macigno…..non le bastavo più solamente 48 ore….Dal canto mio non ho fatto nulla per migliorare la situazione, quando ci vedavamo era il paradiso, ma quando mancavo, per lei era un inferno. La situazione è precipitata all’improvviso, mi dice che mi ama, sono la cosa più preziosa della sua vita, ma ora vuole stare un pò da sola, dedicarsi a sè stessa, e mi vorrebbe tenere in stand by per un pò per capire cosa vuole realmente.Bene, ho deciso di troncare i rapporti, ma non ne vuole sapere, mi chiama comunque e io da bravo cagnolino le rispondo e la conforto. Solite frasi…sei l’amore della mia vita, ma è un periodo che sono a pezzi, non riesco più ad andare in nessuna direzione, ne con tè ne senza di tè. che devo fare? se sparisco si infuria, se la chiamo so di pressarla e la confondo ancora di più…….e se la vedo magari finiamo a letto. Ultimo particolare, ma non ultimo in ordine di importanza….un suo collega di ufficio, nella sua stessa situazione, ha cominciato a confidarsi con lei e viceversa, la cosa mi fa paura, perchè la donna quando è attraente e vulnerabile…..dai si sa come vanno a finire le cose…la comparsa del famoso “consolatore”.
Io amo questa donna e credo che lei mi ami ancora….Nell’ultima settimana ci siamo rivisti ed ho ribadito il concetto di sparire, ma se l’è presa per l’ennesima volta, dicendomi che non riesce a fare a meno di sentirmi o vedermi anche per poco tempo. Ripeto, il suo amore nei miei confronti, quando tutto andava bene, me lo ha dimostrato in ogni maniera e le mancavo tremendamente. Pensa che mi chiedeva addirittura se mi dava fastidio se usciva per un caffè con le amiche…..cosa che poi non faceva, perchè in mia assenza, o in ogni suo minuto libero preferiva passare il tempo con me al telefono. Le ho chiesto un infinità di volte ed in tutte le maniere, se è ancora innamorata di me, e lei sempre sicura….
….ha sempre ribadito il concetto che mi ama come sempre, è solo un periodo che non riesce a dimostrarmelo come vorrebbe.
Un’ interpretazione che mi sono dato è che non ha voglia ammettere a se stessa il suo disinnamoramento, e staccandosi piano piano da me, preferisce che sia io a perdere interessi nei suoi confronti e quindi a spegnere lentamente il mio amore verso di lei. Abbiamo parlato anche di lasciarci temporaneamente, ma dice che le mancherei troppo e non ce la farebbe a stare a lungo senza vedermi o sentirmi. Vedi Luna, è un situazione talmente contorta che non riesco a trovare un appiglio sul quale aggrapparmi. Le ho anche fatto capire che mi sarei fatto in quattro per vederla ogni minuto del mio tempo libero, ed in breve avremmo potuto convivere…..ma su questa cosa sono arrivato in ritardo, dovevo proporglielo molto prima. Comunque credo che nulla sia ancora perduto, dovrei riuscire a farle scattare quella molla per farla riavvicinare a mè. Per fortuna c’è la speranza che ancora mi fà camminare sull’orlo del precipizio, altrimenti non so proprio come sarebbe…..
Carissima Luna, ho trascurato di dirvi che tutto ciò che provavo gliel’ho già scritto in numerose lettere, l’ultima ad aprile scorso. Gli ho ribadito il bene che gli voglio (e di cui lui al momento in cui mi ha lasciata era in dubbio) e che sarei una spalla solida su cui potrebbe appoggiarsi. Ogni volta che ha ricevuto una mia lettera mi ha telefonato dimostrandomi molto affetto e con tono allegro ma senza fare il minimo accenno alla lettera se non al fatto che l’avesse ricevuta. Dal mio canto io non l’ho mai sollecitato a parlarne. Sotto questo punto di vista mi sento più sollevata, ed è per questo che mi incoraggiavi a farlo, per me più che per lui. Mi sentivo in debito nei suoi confronti, ora non più perchè sa esattamente cosa sarei disposta a fare per lui (quando eravamo sposati ero così sicura dei suoi sentimenti per me che forse non avrei fatto molto per lui).
Certo non sono riuscita ad attenuare i miei sensi di colpa per il mio atteggiamento di anni fa di cui vi ho parlato (che sono convinta abbia creato l’humus favorevole per fare scatenare la sua crisi che non ho capito se sarebbe avvenuta lo stesso), ma allo stato delle cose ho fatto l’impossibile fino a qualche mese fa.
Luna, ti chiedevi se non sia depresso. L’ho pensato anch’io e ne ho avuto conferma 2 anni e mezzo fa quando mi ha detto che si sentiva un vaso di cristallo e depresso ma che io non potevo farci nulla. Poi, però, penso che se sostiene ritmi lavorativi così intensi, si appassiona oltremodo a ciò che fa ed ottiene ottimi risultati (encomi vari) non può essere così giù. O forse le cose non sono correlate. Anzi sì ma nel senso che l’una giustifica l’altra. E, comunque, se fosse così, pensi che ne possa uscire da solo come dice o abbia necessariamente bisogno di qualcuno (che non dovrei essere io, forse,) che lo forzi un po’ nonostante la sua reticenza?
Ne approfitto e ti chiedo un’altra cosa: vista la situazione attuale forse sarebbe meglio non farmi più sentire almeno per fargli capire che non è più scontato che io ci sia? Ma è giusto fare così, come consiglierebbe la psicologia spicciola, nel suo caso?
Un uomo, e soprattutto lui, non può vivere tutta la vita dedicandosi al lavoro e quando se ne renderà conto o comunque avrà fatto chiarezza su di sè cercherà qualcuno con cui crearsi una famiglia. La domanda è questa: se rompo i ponti con lui crederà che non ci sono più e si rivolgerà altrove?
Ultima domanda (lo so che non hai la sfera di cristallo ma anche una tua risposta dubbiosa per me è un’informazione preziosa):il suo prolungato silenzio pensi sia dovuto al fatto che ha chiuso definitivamente e questo è un suo modo di comunicarmelo o sta solo allentando il filoin questo momento, usando la tua metafora?
La prima ipotesi non ti dico che sento di scartarla ma mi riesce difficile prenderla in considerazione in virtù del fatto che nell’ultima lettera gli ho scritto che sarei anche disposta ad aspettarlo per tutta la vita pur non avendo la sicurezza di un suo ritorno. E sì, se devo fare il zerbino lo devo fare bene!! A parte gli scherzi, questa era da un canto una provocazione per spingerlo indirettamente a parlarmi chiaramente qualora fosse intenzionato a lasciarmi andare, dall’altro è stata una mossa crudele da parte mia per fargli sentire la spada di Damocle qualora dovesse decidere di rifarsi un’altra vita.
Hai detto che chi vuole tagliare i ponti non lascia neanche un numero di telefono ma temo che lui non lo faccia perchè si sente in colpa, ora (i ruoli di vittima e carnefice di cui avete parlato si ribaltano).
Dimenticavo di dirvi che abbiamo smesso di frequentarci con regolarità e sentirci quotidianamente da quando io, tramite un bigliettino visto che non riesco a comunicare faccia a faccia, incoraggiata dal suo atteggiamento e dal fatto che mi avesse chiesto di fare una settimana bianca con lui (caso rarissimo sia perchè non prende un solo giorno di ferie da almeno 5 anni, festivi compresi, sia perchè voleva farlo con me, l’ex moglie), gli ho chiesto di darmi un punto fermo. Da allora ha interrotto bruscamente ogni rapporto ed io ho invalidato tutta la conquista fatta fino ad allora. E neanche questo mi perdono. Stiamo parlando di più di un anno e mezzo fa.
Scusami, ti faccio lavorare ma non sai che ho sviluppato una grande stima nei tuoi confronti e ne ho approfittato. Un saluto a te, Teresa, Maya e tutti gli altri.
LUCA: ciao 🙂
scusami, ora vado di fretta. Ho letto.
Non ho letto la risposta maschile, ti dò una mia, generale più che al femminile:
le crisi sono quello che sono, e certamente con le crisi non valgono secondo me (almeno con me non servirebbero di certo) ricatti come:
o ti fai passare la crisi in 5 minuti o non mi vedi mai più ed esco con Ginapina.
quindi il ricatto nella crisi non ci sta. come non ci sta però neanche l’atteggiamento da parte di chi è in crisi tipo:
io ho bisogno della mia libertà e dei miei tempi però tu devi stare sotto controllo.
anche perché sennò si finisce con il non capire dove sta il confine tra l’interesse reale e il bisogno della persona in crisi di tenere sotto controllo comunque l’altro per rassicurare se stessa.
Nessuno può mettere un altro in stand by. cioè si può, come no, quanti di noi sono stati in stand by? però nessuno può pretendere che un altro ci stia.
chiedere aspettami è lecito, rispondere è cortesia (o amore, certo)
le crisi sono umane, possono provenire da mille ragioni. anche dal fatto di un’eccessiva pressione in una relazione per cui chi va in crisi capisce che deve rivendicare più spazio, o dal fatto di sentirsi trascurati e quindi dire: questa cosa ha minato quello che pensavo della relazione…
ecc. siamo umani, per quanto i nostri schemi possano anche farci pensare che in crisi non andremmo mai.
quindi io di per sè non mi metto sicuramente a giudicare una crisi, tanto più di una persona che non ho mai visto. e i sentimenti sono cosa complicata che non si riassume nelle regolette del Bignami… tuttavia forse un minimo di chiarezza base si può fare…
che tipo di pausa è? perché se è una pausa in cui uno dei due ha chiesto di mettersi in posizione di libertà allora la libertà di non stare insieme presuppone che entrambi non sono insieme, e quindi che ciascuno possa vivere la condizione del non stare insieme come meglio crede. Poi ciò per me non fa assolutamente rima con: allora esco con 15 ballerine e mi trovo una fidanzata domani mattina… non è che per forza non stare con una persona ufficialmente significa dover subito trovare un chiodo schiaccia chiodo e penso che se una persona è innamorata è anche chiusa rispetto a quell’aspetto, almeno che non faccia realmente l’incontro del secolo o che la sua insicurezza crei un atteggiamento del tipo: devo tappare subito il vuoto, o il desiderio di rivalsa faccia emergere certi atteggiamenti, ma questo comunque sta alla persona e, senza giudizio, a co
i consolatori esistono, ma esistono anche le consolatrici… intendo dire che comprendo il senso del tuo timore, ma che non credo che l’atteggiamento che riferisci sia prerogativa solo della donna attraente e vulnerabile…
poi, per quanto riguarda il consolatore… se ci si innamora realmente del consolatore, in quanto uomo che piace al di là della consolazione momentanea, è un conto, se invece c’è solo il fatto della crisi momentanea penso si rischiano dei begli errori di valutazione, anche emotiva… (idem per le donne consolatrici, ovviamente).
se la vostra è una pausa in… sicurezza, cioè in cui vi lasciate più reciproco spazio, perché lei faccia il punto dentro di sè (ma ti ama, dice) e anche tu quindi, ma mantenendo il contatto e il rispetto reciproco, dell’emotività dell’altro (dove non c’è una persona che ha tutti i diritti, nel rapporto che comunque c’è, e un’altra che non ne ha nessuno), è un’altra cosa…
questa secondo me è la cosa da capire. Ok per la tua autocritica, ma che non venga la meno anche la sua. Io capisco il fatto che, se tu cogli di poter non aver capito un suo bisogno di maggiore sicurezza o al contempo di maggiore spazio, nel rapporto, sia pronto a dire: io ci sono, e sono disposto a.
Le relazioni possono avere dei momenti di crisi, come ho già detto, in cui servono delle rinegoziazioni, e in cui una persona pone un problema e l’altro sente che è il caso di avere maggiore sensibilità, ecc…
il discorso è che nel momento in cui tu comunque manifesti il tuo interesse, la tua presenza, i tuoi sentimenti, la tua volontà di proseguire la relazione, anche la tua pazienza ecc forse in tavola hai messo tutte le carte perché l’altra persona, in crisi, possa sapere come ti poni e quindi valutare anche emotivamente questi elementi, e da parte sua se e come intende coltivare questo rapporto che comunque è a due, per cui anche in te possono generarsi crisi e insicurezze e il bisogno della sua presenza, delle sue conferme non solo a parole ecc.
Intendo dire che se la sua frustrazione, indifferente da dove sia partita, ha generato la sua crisi, ora anche tu sei in evidente stato di frustrazione, per quanto il fatto di non perderla per te venga prima.
Io credo che tu sia in grado in maniera assertiva di dirle anche il tuo punto di vista (ti amo, ci sono, voglio costruire qualcosa con te e ho colto il messaggio che mi hai lanciato, rispetto anche il fatto che tu possa essere confusa…però ricordati che anch’io sono umano )
LUNA- sei una persona straordinaria e ho seguito il tuo consiglio. gli ho scritto un lungo sms. gli ho detto che io non so cosa accade nella sua testa, perchè lui ora mi odi, e che io non ho dimenticato i i meravigliosi momenti insieme, che per me la nostra storia è stata importante. mi sono aperta e ovviamente non mi ha risposta. ma anche il silenzio mi va bene. io ho detto e mi sono liberata. ho scritto ciò che provo e mi son sentita meglio. so che tra noi è veramete finita anche perchè lasua famiglia mi odia profondamente ma non fa nulla. ora so che la sua indifferenza è totale e che non prova piu nulla per me. ora devo solo sparire con la convinzione che lui ha cancellato tutto di noi e che vuole solo risolvere i suoi mille problemi.
non so se questo immenso dolore passerà, ogni giorno è difficile andare avanti. i ricordi mi uccidono e non ho nessun interesse. non mi amo e vivo il tempo stancamente. facile dire vai avanti devi combattere…come si fa. quando a 37 anni ancora vivi di queste cattiverie di queste meschinità.
in ogni caso grazie di tutto.
cara LUCA
i famosi consolatori, chissà perchè spuntano nel momento in cui una è proprio in crisi!
Guarda a caso, se rileggi i miei scritti, la mia è una situazione analoga.
Sono sicura che poi si mangeranno le mani, quando capiscono ciò che hanno perso e cercheranno di tornare indietro.
Nel frattempo però, noi, che si siamo smazzate di pianti e quant’altro e voltiamo pagina, siamo arrivate alla consapevolezza che non ci interessano più.
Se lei è già in crisi, penso che la crisi non sia giunta dall’oggi al domani. Ci saranno stati pure i sintomi.
Dal canto tuo, se fai scelte così drastiche di non volerla più vedere, ma poi ritorni sui tuoi passi, gli dai la possibilità di trattarti come ti stà trattando.
Segui una linea di condotta che fà stare bene te, anche se può essere egoistico. Se opti per non cercarla, lasciala nel suo pianto. Sarà brutale ciò che ti dico, ma a volte serve per far capire che non siamo ai loro comandi.
Questo ovviamente è un mio consiglio di donna
ciao luca facci sapere
GABRI ti capisco perché ci sono passata e so quanto fa male. tanti ex
ricercano, il mio no. anche il mio ha sempre scelto l’indifferenza,
non s’è più fatto sentire. e io non capivo come poteva riuscirci,
perché a me mancava l’aria. si soffre da morire, si sta da cani…io
non lo auguro neanche al mio peggior nemico. notti insonni, stomaco
chiuso, pensieri ossessivi, e lui che dall’altra parte non c’è
più…come se non fosse mai stato amore. GABRY mi ricordi la
bellissima canzone di vasco che mi piace tantissimo. beh il consiglio
che posso darti è di avere pazienza, lo so bella forza dirai te..ma è
così. sforzati se puoi di uscire, di stare con gli amici, con chi o
cosa ti fa stare bene o semplicemente ti fa stare meno male 🙂 io ad
esempio quest’estata andavo al mare con un mio amico d’infanzia. ero
uno zombie e mi sembrava di camminare sul cristallo ma uscire con lui
un po’ mi aiutava. non parlavo della mia storia, lui non chiedeva
niente. stavamo solo lì al sole a spettegolare o in silenzio. a
ripensarci ora lo ringrazio tantissimo di quei giorni che mi ha
dedicato. provaci anche tu, magari almeno per un paio d’ore stacchi e
ti rilassi.
LUCA dici che lei è innamorata di te.. e allora perché ti ha lasciato?
chi ama non lascia ma prova a sistemare le cose a superare la crisi,
affronta i problemi senza tirare in ballo la stramaledetta pausa di
riflessione. adesso sei all’inizio e la vedi come un angelo, come la
tua principessa perfetta. ma col tempo capirai e vedrai ciò che ora on
puoi vedere. almeno per me è stato così.
baci a tutti e buon weekend! ciao lunaaaaaaaaaaaaaaaa 🙂
@Valinda..Ufficialmente ha chiesto la pausa, ma in pratica non si è verificata, è vero, non mi cerca più come prima ed videntemente le manco molto meno, ma ci sentiamo ancora e so che sta soffrendo. La mia paura remota è che non voglia ammettere neppure a sè stessa la fine del suo amore. Dicono le amiche che quando esce e parla di mè si mette a piangere, e questo non so se sia un bene o un male e durante i nostri discorsi se ricorda i luoghi vistati assieme scoppia in lacrime e diventa triste, poi mi abbraccia e mi bacia. A letto, settimana scorsa, mi ha ripetuto che se dovessimo lasciarci il suo rimpianto più grande sarebbe il non aver vissuto l’amore più vero della sua vita.
@Luna complimenti per l’esauriente riflessione, forse dovrei mostrare un pò più di carattere, nel senso di come dici tu, farle capire con i fatti e non a parole, che non sono un pupazzo inanimato….Beh, domani declino il suo invito al centro commerciale con una banale scusa, devo riuscire a vedere quanto le manco, vedi, quello che provo per lei e le promesse per un futuro migliore sono sicuro che le abbia recepite, quindi non posso farmi vedere pressante.
Cara Elena, quando sei nel mezzo della bufera e cerchi di capire l’altra, è difficile tenere una linea dura, soprattutto quando sei ancora innamorato e pensi che dall’altra parte ci sia ancora un sentimento, pur spiazzante e destabilizzante. Vedi, molti anni fa, mi sono giocato una relazione prorio per il volere tenere una linea dura a tutti i costi, e dico volere, anche se dentro di mè non facevo altro che odiarmi per quello che stavo facendo. Comunque credo che la partita sia ancora aperta, la parola FINE deve ancora essere scritta.
Un bacio e grazie di nuovo a tutte.
CATI: non sono un’esperta di depressione, penso ne esistano di vari tipi (a parte quella che suppongo si chiami endogena e quella reattiva) e a vari livelli.
è vero che il depresso a cui siamo abituati a pensare è quello che sta in casa con le tapparelle chiuse e non ha reattività, ma in realtà a me verrebbe da dire che esistono anche stati depressivi di un certo tipo (forse uno psichiatra qui mi sgriderebbe perché uso termini clinici impropri, ma ammetto la mia ignoranza) che possono essere molto più latenti e durevoli e stati di crisi che si possono esprimere anche in un eccesso di adrenalina… questo però non te lo sto dicendo perché tu ti dilemmi sul fatto se lui sia depresso o no, bensì per farti capire che comunque, soprattutto per la posizione in cui ti trovi tu ora, è quantopiù una cosa che solo lui può fare, se ne sente il desiderio e il bisogno, il fatto di andare da uno specialista a farsi diagnosticare un malessere, ammesso che ci sia.
Io ho l’impressione che la depressione vera o presunta sua sia possa, certo, essere parte di una serie di reazioni/azioni, ma che non sia il centro della questione. Intendo dire: stai attenta a non usarla come alibi per non accettare una serie di reazioni e azioni di distacco o il loro contrario come quello che, comunque, di fatto, in questo momento sono.
Di fatto se non hai le risposte è perché lui non te le dà in maniera chiara e diretta, mi pare.
e questo è per te una fonte di disagio, perché comunque ti ritrovi a riempire i vuoti di comunicazione e/o di senso con delle tue ipotesi.
sicuramente hai fatto bene a mettere le tue carte in tavola, sia a dire che cosa sei disposta a fare… anche se una cosa mi colpisce…
il discorso tattico…
tu dici di avergli detto delle cose, se ho capito bene, per suscitare o pensando di suscitare un certo tipo di reazione…
il fatto di esprimere un bisogno, di avvicinarsi o spostarsi valutando sia le contingenze che il proprio sentire è sano, e se c’è il bisogno di un punto fermo perché non se ne può fare a meno credo che sia corretto esprimerlo… però ricorre molto (mi pare, eh) nei tuoi post il concetto di colpa, senso di colpa… riconoscere le responsabilità in modo autocritico e costruttivo non è mai un male secondo me, perché significa che dalle esperienze abbiamo tratto delle informazioni comunque preziose e che possono anche tornarci utili… però ho l’impressione che (ripeto, impressione, boh) che poiché hai vissuto il rapporto in passato sentendoti in
posizione di forza (e sottovalutando, forse è vero, una serie di equilibri anche empatici) oggi continui comunque a considerare il rapporto sotto quel profilo, lui e te in posizione di forza o meno.
forse non mi spiego bene, ma quello che voglio dire è che lui certamente ti ha spiazzato con il suo comportamento, ma si tratta davvero di un girarsi delle posizioni?
e se si portasse invece la cosa su un piano di parità, in cui due persone entrambe con delle emozioni, dei bisogni, possono incontrarsi ancora oppure no?
mi sembra più “interessante”, al presente, che metterla su un piano di controllo o di mosse.
sai, Cati, si è vero che un giorno lui potrebbe uscire dal suo periodo di crisi e decidere di condividere quello che oggi non condivide… ma quando? e siamo sicuri che pensare oggi ad una strategia possa in qualche modo tenere conto di tutte le variabili?
io comprendo la tua ansia nel farti questa domanda.
è la domanda per cui cerchi di tenere la posizione.
e non sto dicendo che sia sbagliato cercare di tenerla (se però effettivamente dall’altra parte ti è dato lo spazio, e se questo tenere la posizione su una sporadica frequentazione non ti costa troppa frustrazione e disagio). Però mi sa che stare nel presente è più utile. Più utile al senso di realtà (quanto quest’uomo c’è ancora nella tua vita, quanto ti dà, e quanto è presente invece in percentuale nel tuo tenere il filo e nel renderlo presente… è una domanda, la percentuale la sai tu) e quindi a confrontarsi con il presente.
Mettiamola così, essere diretti aiuta, se ci si confronta con una persona diretta. Se siamo diretti solo noi sapremo comunque di avere messo le nostre in tavola cercano almeno di evitare, per quanto ci riguarda, un malinteso.
la vostra storia la conosci tu, questa persona di cui ci parli la conosci tu, come vi siete rapportati in passato, come vi rapportate oggi, cosa potete leggere tra le righe nelle parole e nei silenzi, cosa significa per voi essere vicini o no. quanta intimità oggi ci sia, di che natura sia oggi il vostro rapporto (anche retaggi di famigliarità, confidenza, consuetudine, affetto) e quanto ci sia bisogno che tu gli ripeta che ci sei…è vero che i rapporti vanno coltivati, ma forse da entrambe le parti? se lui un giorno uscisse dalla sua crisi non dipenderebbe anche da lui cercarti o meno a seconda di ciò che prova e vuole e cerca, al di là del fatto che tu abbia sempre mantenuto la posizione? Tu cosa vuoi al di là di chiederti cosa vuole lui da te?
LUNA, credo di concepire un rapporto a due come di uno scambio paritario tra due persone e non dove uno ricopre il ruolo del forte e l’altro del sottomesso. Forse è trasparso questo dalle mie parole ma non penso che sia così. In realtà l’avergli scritto che l’avrei aspettato per sempre era dettato da ciò che realmente provavo, poi però ho vagliato le implicazioni che potesse avere e, avendole trovate, ho giustificato razionalmente ciò che concepivo in realtà troppo compromettente. Pensa che due care amiche a cui l’ho detto mi hanno molto criticato. Inutile però negare lo stato reale delle cose: sono totalmente bloccata, non riesco a interessarmi minimamente ad altri uomini perchè tuttora, dopo tanto tempo, mi sento profondamente legata a lui. Vedo che tutti coloro che hanno avuto delusioni amorose riescono ad andare avanti ed io sto ‘sprecando’ i miei giorni per un uomo che forse non mi pensa più. E questo mi avvilisce perchè so che sto sbagliando.
Allora gli ho chiesto un punto fermo anche se in realtà sentissi che non era il momento giusto, e comunque ero contenta lo stesso di accontentarmi delle briciole, perchè mi spronò la psicologa da cui andavo, non era un mio sentire…Da allora inutile dirti che si è spezzato quel rapporto di fiducia con lei e ho preferito non fare più sedute. Non so cosa farei per ritornare indietro anche se vivevo all’insegna della precarietà del nostro rapporto.
Ero una persona solare, piena di corteggiatori anche quando stavo con lui, mi ritrovo da sola e senza gioia di vivere e mi dispiace perchè sto facendo soffrire anche chi mi vuole bene.
Un grazie immenso, avevo un’ansia piacevole al pensiero che potessi avere ricevuto una tua risposta, o di qualcun altro, ora non credo che sia più opportuno tediarvi con le mie paranoie. Continuerò comunque a seguirvi e ad intervenire quando ne sentirò il bisogno o mi chiamerete in causa.
Ciao a tutte, sto inzindo a sentire: vuoti, panico, mi sforzo di uscire di conoscre persone dell’altro sesso ma mi annoio,piango a dirotto, spero che passi presto questo malessere…Che brutta l indifferenza da parte sua.Mi rendo che è un bene per me che lui non si faccia sentire, così non viene alimantata nessuna speranza.
LUCA anche il mio ex all inzio paiangeva, sai quante volte avevo proposto la pausa? almeno 10 volte, mi rispondeva che i problemi si devono risolvere stando insime, conclusione..mi ha messo nelle condizioni di farsi lasciare perchè gli mancava il coraggio, intanto già si sta consolando nelle braccia di una sua collega..fai te, lasciala piangere se ti vuole verrà a cercarti, se avessi ascoltato i consigli dei miei amici ora starei meno male poichè mi sono umiliata tanto per cercare di recuperare il rapporto. E’ vero il detto che chi mi ama mi segua..
Come state compagni di sventura? 🙂
Prendendo in presto parole di Vasco Rossi dico.. Non ci puoi fare
niente, la vita non si ferma.. ed è proprio così. la vita va avanti,
si va avanti…tentennando dolorosamente, sperando, un po’ felici e un
po’ malinconici ma la vita VA ed è sempre in grado di sorprenderci. io
sono “fiera” di me se penso allo zombie che ero pochi mesi fa. e mi
sento anche abbastanza serena, amici, lavoro, nuove conoscenze.. MA…
ma la ferita, la delusione, l’amarezza restano lì insieme a un pezzo
di cuore che forse se n’è andato per sempre. penso che non sarò mai
più quella di prima, che non riuscirò a dare in una storia quello che
ho dato con lui. non mi fido più, sento il bisogno di restare
distaccata e disincantata per non soffrire di nuovo. è normale? o
significa che ci sono ancora dentro fino al collo? penso che certe
botte della vita non si dimentichino mai del tutto, che non si
cancellino tanto facilmente. restano le cicatrici visibili lì pronte a
ricordarti quanto sei stato male. non se ne vanno. comunque io mi
sento più IO ora di quando stavo con lui. mi sento più consapevole di
me stessa, mi voglio persino più bene, sono più aperta, più allegrona.
sarà solo una maschera? una reazione. non lo so. comunque se penso a
lui lo vedo solo come un ricordo che fa male. il noi non esiste più e
rivolerlo non fa parte dei miei desideri. non ce la farei, non potrei,
non vorrei. nemmeno se lui mi portasse la luna con tutti i satelliti.
step by step ragazzi, abbiate pazienza. la strada è lunga e
accidentata. ma può rivelarsi inaspettatamente bella e emozionante.
per NOI. gli ex sono alle spalle. come loro le hanno voltate a noi.
baci a tutti