La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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in questo momento della vita avevi bisogno di sentire un legame lineare tra nel concetto “volere è potere”, “le difficoltà si possono superare”, “in due si supera tutto”, “se io metto in ordine determinati fattori le cose appunto possono filare in maniera più ordinata” o cose del genere, anche tipo “stavolta io ho fatto più che mai tutto per bene: perché quindi non ha funzionato?”.
Ovviamente io faccio delle ipotesi, magari “cacao”, le lancio nel caso possano esserti utili.
perché faccio queste ipotesi?
perché ho l’impressione che tu non riesca ad arrenderti all’evidenza che come tu hai preso la cosa, per te, non è sbagliato, non hai funzionato male tu nel sentire cosa puoi desiderare tu in questo momento, o nel passare, in un modo che ha soddisfatto te per come hai funzionato, nel passare dall’astratto alla ricerca di informazioni ecc, ma che la persona dall’altra parte forse non è quella giusta (non sto dicendo che lui è universalmente sbagliato, sto dicendo che non collima ora con quello che desideri tu) o non lo è comunque in questo momento e che può accadere che noi facciamo le cose in una certa maniera ma che comunque dall’altra parte incontriamo un muro.
La cosa che mi colpisce sai qual è? che è vero che voi non vi conoscevate. Non vi conoscevate perché vi conoscete comunque da poco, e perché comunque la conoscenza a distanza vi ha permesso di conoscervi lungo questo periodo sotto vari aspetti, in modo preponderante su alcuni rispetto a chi magari si conosce dal vivo e parla di meno perché vive, nella quotidianità, anche dei silenzi fatti di altre cose e di altri elementi, ma con un ritmo diverso forse proprio delle relazioni a distanza. E che è vero che la progettualità è stata antecedente ad una più profonda conoscenza. A me quindi da fuori (ma è ovvio che io non conosco la storia e l’intensità delle conoscenza) sorprende molto meno che a te, al di là del coinvolgimento emotivo che io ovviamente non sento, che ci possa essere questa differenza tra l’inizio con il botto e il confrontarsi con la realtà. Ove per realtà intendo dire anche lo scoprire lati di lui che non conoscevi.
Se è di esserti lasciata andare all’inizio che ti rimproveri perché non provi a pensare che forse è quello di cui in quel momento avevi bisogno? e a smettere di sentirti quella fregata. Hai vissuto la cosa e hai osservato cosa non ti convince e piace lungo il percorso. Stai scegliendo anche tu. Stai scegliendo di no, con gli elementi che hai raccolto?
@Luna…che persona acuta e intelligente che sei..grazie, e’ vero dovrei lasciar perdere, ma sono sempre col telefono in mano sperando in una sua telefonata! E’ da aprile ormai che non lo frequento, lui magari mi chiama solo per fare tre chiacchiere ma il mio cuore vola…vorrei tornare da lui ma essere un giocattolo nelle mani di un uomo mi frena, io che nella vita da vent’anni sono padrona delle mie decisioni, in mano ad un uomo che in qualche modo riesce a manipolarmi, mi sento in balia delle onde ma mi manca terribilmente
TERESA: ciao 🙂
che bella la cosa del corso di teatro 🙂 dico che bella perché a me piace, ma ovviamente degustibus. Magari con il tempo ti intripperà di più…
uno sforzo di volontà, per stare nella vita, ci vuole, per arieggiare, anche gli stimoli, nei momenti down, e per non rischiare un’eccessiva chiusura, e un corso di teatro può essere anche un modo di socializzare oltre che di aprirsi un po’ di più su alcune proprie corde… però se hai bisogno di dormire forse non sarà anche il tuo corpo che lo chiede o la tua mente per riposare?
In che senso non capisci i miei meccanismi di difesa? Scusa non ho capito bene cosa intendi. Se mi vuoi spiegare mi fa piacere 🙂
Io citavo l’esempio della malattia di mio nonno, con la quale mi confronto ogni giorno, per scelta anche in maniera diretta (cioè vado a trovarlo… ci sono vari modi di affrontare cose come queste e ognuno giustamente cerca/trova il suo, non è che ci sia un modo migliore o peggiore in assoluto, questo è il mio, sul quale sto in equilibrio io o cerco di starci) perché per me è un esempio di come i nostri meccanismi di difesa ci permettono anche di sostenere lo stress, soprattutto sul lungo termine, e il dolore, oltre ad essere dolore, è anche uno stress emotivo. Però quando parlavo di emozioni buone e cattive, al di là di una selezione, ne parlavo anche per dire come, appunto, la nostra emotività è più… variegata, e rispondevo in tal senso a chi, semplificando il concetto, diceva che non sa se quando prova delle emozioni positive in un contesto di emozioni preponderanti negative, può credere in quelle emozioni positive.
Io non dicevo di non affrontare le proprie paure.
Che però, secondo me, ora dico in generale, vanno affrontate andando loro incontro in un certo modo, positivo, costruttivo e anche ascoltando bene come sia possibile alzare il proprio limite, magari di una tacca in più per volta o se sia effettivamente meglio, in taluni casi, fare dei passi più “eclatanti” o addirittura accettarle e basta. Peraltro possiamo anche avere delle ansie che sono momentanee, legate a determinati periodi, a rielaborazioni da fare ecc, anche solo sintomi di stress, che sono uno scarico di emotività in circolo.
La sensazione di sentirsi improvvisamente più soli, per esempio, avendo gli affetti lontani è umanissima e naturale.
E’ giusto anche ascoltarla, prenderne atto.
Le strade poi sono molteplici. Dall’imploderci dentro, a trovare il proprio modo per andare incontro a quella sensazione
(incontro, no contro) trovando una propria via, costruttiva, per aprirsi a nuove conoscenze etcc.
Se per farsi violenza intendiamo il fatto che alle volte abbiamo bisogno di un surplus di forza di volontà per andarci incontro e no contro, per andare verso il nostro benessere e sentire ciò che è bene per noi invece di lasciarsi andare a stati d’animo come l’autocommiserazione e lo stare con le tapparelle giù ecc, allora ok, può darsi che sia un po’ farsi violenza, anche se il termine non è… stimolante. Se per farci violenza intendiamo farci effettivamente violenza facendo qualcosa che in realtà non è per noi,ma che secondo qualche schema dovrebbe essere giusto sulla carta allora è un’altra cosa…
Io sulle mie insicurezze (chi non le ha?) lavoro, e le “analizzo” nel senso che dici tu. Un certo lavoro io l’ho già fatto a monte, è vero anche questo, che mi ha permesso di ascoltarmi meglio, forse, e di capire meglio, quando non vado in tilt (a chi non capita?) di pensieri anche negativi, o ho più paura, quali sono i pensieri in libera associazione negativa dovuti all’ansia, per esempio…
Io ho imparato, per me (ognuno è a sè, e impara a conoscere le proprie risorse, le proprie paure, e non è mai finita, probabilmente, perché cambiano anche le situazioni contingenti) che quando entro in una certa modalità mi devo fermare, perché mi sto facendo solo male. Ciò non significa che io non possa anche lasciarmi andare a piangere come un vitello per 5 ore se lo scarico della mia emotività lo richiede. Io continuo, per varie ragioni, a dover stare sotto stress, anche stress che io mi toglierei all’istante, e quindi devo stare attenta a come gestisco lo stress.
E le paure… Alcune sono contingenti, altre probabilmente fanno parte di me. Ci sono delle cose che ho fatto che altri avrebbero paura di fare, ci sono cose che altre persone fanno senza battere ciglio che io non farei mai. Ci sono alcune cose che pensavo che non avrei mai fatto che però avevo voglia di fare, e quindi ho provato ad alzare il mio limite, di altre non me ne può fregar di meno. Ci sono ansie che mi voglio togliere, perché mi rendo conto che anche se sto in equilibrio lo stesso, comunque un po’ mi limitano. Quindi potrei lavorare per togliermele, se è possibile. Sennò vuol dire che fanno parte di me, e me le terrò. Ci sono cose su cui ora non posso permettermi di tirare il motore, sento che è così…
Ognuno si ascolta, Teresa, fa quel che può. Tanto più in un periodo di merda (il mio lo è).
FANIA: ciao 🙂
sì capisco…
Ma una pausa drastica (per te)? cioè cambiare numero di telefono in modo di sapere che non può chiamarti e quindi non stare in perenne attesa?
Solo se ti aiuta a distanziarti un po’ e a liberarti un po’, chiaro, no se ti fa stare troppo male.
ciao LUNa e grazie,
non volevo analizzare la situazione e lui, ma mi ci sono ritrovata a farlo porcazza zozza.
Per ciò che ho studiato, la situazione analizzata favorisce una personalità borderline.
Non posso descrivere qui, le situazioni vissute per privacy.
Me ne stò tirando fuori, piano piano.
Grazie per i tuoi consigli, sempre preziosi e che fanno riflettere.
Grazie LUNA sei stata molto chiara..effettivamente a volte non accetto i miei limiti,i miei fallimenti non perdono me stessa è questo è un male poichè non mi permette di andare avanti.
Oggi ho avuto la brillante idea di chiamarlo..era meglio che non lo facevo non mi ha proprio considerata. Forse è stato meglio cosi, poichè ho capito quanto sia superficiale ed egoista, ma come può una persona cancellare nove anni di storia? Non mi interessa neanche la risposta..è uno str…sono moloto arrabbaita ed il pensiero che un’altra abbia preso il mio posto non mi va proprio giù. Notte a domani..
Ciao a tutti…avevo scritto qualcosa dopo le ferie…poi non ci sono stati grossi cambiamenti…ho avuto qualche momento di crisi ma mi sono fatta forza anche leggendo le vostre storie ed i vostri commenti!!!
In ferie ho conosciuto un ragazzo adorabile…lui è stato da queste parti la scorsa settimana a trovare degli amici e ci siamo visti…o meglio…mi ha fatto una sorpresa presentandosi direttamente a casa mia!!!
Credo che cmq sia venuto qui soprattutto x rivedere me…
Lui non si è sbilanciato troppo, io so i suoi sentimenti tramite altre persone…e anche lui cmq mi ha fatto capire che ci tiene veramente tanto a me…e io lo sento il bene immenso che mi vuole!
So che vorrebbe davvero rendermi felice, è Uomo, sa corteggiare, è profondo, ha mille pregi, ha un lavoro davvero di prestigio e coraggio…non mi prende molto fisicamente, non voglio passare x superficiale ma sento che manca la “scintilla”…
Cmq non escludo niente…gli voglio bene e ce lo siamo detti pochissimi giorni fa, quando è ripartito…
Non so che succederà, vorrei tanto xò che il Signore mi facesse la grazia di farmi innamorare di una persona del genere, non saprei come ringraziarlo!!!
Stasera intanto si è rifatto vivo “lui”…prima di partire x le ferie, ad agosto, gli avevo scritto una mail dicendogli che l’unica soluzione era non sentirsi più… lui si è fatto risentire ora, si è scusato, ha detto un sacco di cose, ma soprattutto ha parlato di sé, delle sue decisioni, delle ultime cose che gli sono capitate… Non gli rispondo, voglio avere la FORZA di non farlo!
Ho visto la sua mail…me lo sentivo, avevo questa sensazione che qualcosa avrebbe fatto…ho visto il suo nome, ho iniziato a tremare come una foglia e a piangere ancor prima di leggerla…
Conclude dicendo che mi vuole bene…io il suo bene in questi due mesi non l’ho sentito e ho dubitato che me ne avesse mai voluto…in ogni caso non mi ama e io non voglio fare la sua amica…ma non fare niente mi fa male…ma è l’unica cosa che devo fare se voglio uscirne.
Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…
PS: ho scritto di getto senza rileggere, sfogandomi… perdonatemi gli errori
SUN: ovviamente chi se ne strafrega degli errori se pure ci fossero.
Qua si scrive di pancia, mica per fare un tema :DDDDDDDDD
Sono contenta per il tuo incontro di affinità con questo ragazzo.
Te lo dico o non te lo dico?
Te lo dico…
Sun,
@Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…
è chiaro, non raccontiamoci palle, che provare un nuovo amore è bellissimo ecc ecc, però lo sai anche tu che non è così che funziona, vero?
Il 99% della questione sta dentro di te, non nel fatto che speri che un altro riesca a farti innamorare.
Magari succederà, cerca di viverti con sincerità le sensazioni del presente, e non romperti le palle da sola dicendoti: uh, che guaio, sto ragazzo è una meraviglia ma io non riesco ad innamorarmi di lui e quindi risolvere la mia crisi…
potresti non innamorarti del migliore dei partiti sulla piazza anche se tu non fossi in crisi. e non vorrebbe dire per forza che è perché sei ancora innamorata di un altro, ma anche solo che non sei innamorata del buon partito.
e potresti stare meglio anche senza innamorarti e innamorarti nel momento in cui stai già meglio.
potresti vivere le sensazioni belle e le situazioni e sentire e vedere in che direzione portano… via via.
è ovvio che le sensazioni buone ci fanno bene ecc.
ma nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci impedisce di farlo. non so come dire. mettiamo che la mia stanza sia in disordine e al buio, arriva una persona che mi conquista perché sta illuminando la stanza, il fatto che lui la illumini diventa superiore al fatto che la stanza sia in disordine. se con quella persona vivo un rapporto paritario, anche emotivo (non gli delego di illuminarmi) può essere che la stanza si rimetta a posto vivendo… ma se il centro della questione è che questa persona è venuta solo a illuminare il mio disordine, e gli delego la mia… salvezza emotiva, che succede se ad un certo punto se ne va, stacca la luce un’altra volta? che mi ritroverò nel disordine ad aspettare un’altra persone che porti la luce? e se invece provassi a considerare che lo stare bene con me è importante, indipendentemente che gli altri decidano di accendere gli spot o di spegnerli?
E’ naturale che se teniamo a qualcuno che ci sia o no, che ci ami o o, e la natura serena o meno del rapporto che viviamo con questa persona sia importante. Quello che dico è che non ci credo che basti l’amore, o il principe azzurro a risolvere tutti i nostri problemi,
credo al fatto che una situazione positiva possa creare un maggior entusiasmo e serenità per vivere con più serenità e risorse tutta la nostra quotidianità, così come una situazione negativa invece ci porta via risorse, pace…
però quando affidiamo tutta la nostra luce ad un’altra persona dobbiamo incrociare veramente le dita che non la tolga mai, perché altrimenti ci mettiamo in balìa del fatto che se una persona meravigliosa decide di cambiare registro o si rivela diversa dalla nostra idealizzazione siamo fottuti…
Guarda che io non sto dicendo che non esistono delle belle persone, coerenti, positive, oneste, capaci di una progettualità a lungo termine ecc… quello che sto dicendo però è che siamo esseri umani che hanno a che fare con altri esseri umani, e che alle volte conoscendo le persone scopriamo via a via anche aspetti che non conoscevamo, che possono piacerci moltissimo, e avvicinarci, o poco o pochissimo…
quindi il problema non sta nel decidere di restare da soli per non rischiare, nè di non credere al futuro, ma di ricordarsi sempre che non è poco romantico volersi bene, comunque, da soli o in compagnia, e imparare anche a volersi bene quando si è soli.
L’interazione con gli altri può darci moltissimo.
A più livelli.
L’errore alle volte è saltare i livelli. Cioè, pensare che tra la solitudine e l’amore non ci siano altri livelli per cominciare a riaprirsi al mondo, alle emozioni, per imparare delle cose nuove, positive, su di sè.
Sarà pure vero che io magari parlo così perché non penso assolutamente che sia l’arrivo di qualcuno che mi faccia innamorare che possa risolvere i miei problemi. E che semmai, rispetto ad una cosa del genere, in mezzo a tanti problemi, mi sento molto più serena ad avere l’istintiva capacità ora di non considerare nemmeno l’idea.
Non nel senso che penso di farmi suora, ma che penso che non è una cosa al mio ordine del giorno. Boh.
PS: anch’io ho scritto di getto, e mi sono accorta ora di un errore, che correggo perché è di senso:
ho scritto:
@ma nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci impedisce di farlo. non so come dire.
e volevo scrivere:
@nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci COSTRINGE a farlo.
Non possiamo guardare ad una situazione, presunta, IDEALE (l’ideale non esiste) con frustrazione perché non siamo capaci di afferrarla e basta.
Se effettivamente ci sentiamo impediti da delle nostre crisi o dinamiche ad amare qualcuno pienamente, a lasciarci andare all’amore con fiducia, di nuovo, possiamo lavorare per tentare di liberarci di un limite che viviamo come tale alla nostra “pienezza” emozionale, o possiamo renderci conto che in quel momento abbiamo bisogno di altro, di stare… a riposo.
Ma se non scatta qualcosa per una persona, pure presunta ideale che sia, forse vuol dire che razionalmente la consideriamo ideale, ma per qualcosa dentro di noi non è ciò che vogliamo davvero, sentiamo affine.
Oggi un mio amico mi ha detto che tra tre possibilità di scelta di lavoro, tra le due possibilità che erano (metaforicamente) l’Inter, il Milan o una squadra della serie B ha scelto la terza opzione, d’istinto, per delle sue ragioni, che pure agli altri potrebbero sembrare insufficienti, perché le altre due opzioni in teoria, sarebbero potute essere IDEALI.
Io lo vedo così entusiasta e sereno per la sua scelta che non mi verrebbe mai in mente di dirgli: ma sei fuori? dovevi scegliere l’INTER o il MILAN.
Peraltro, conoscendolo, so che davvero la sua è stata una scelta di pancia e consapevole, non perché aveva paura di affrontare, per esempio, delle maggiori responsabilità o cose del genere.
Se l’ideale come concetto non esiste, ideale può essere però ciò che sentiamo buono, realmente, per noi.
La vita è dinamica, ed è fatta di scelte sul lungo termine, ma anche di scelte sul breve termine. Come dicevo a @ELENA, puoi scegliere che vale la pena di approfondire la conoscenza con una persona, puoi approfondire la conoscenza e vedere che non fa per te.
L’importante è stare nel presente, mi sa, con le emozioni del presente, le sensazioni, buone o non buone, rispetto alla realtà.
E’ ovvio che il mio non è un invito a dire: che me frega, oggi mi sposo e domani pianto il marito perché ho cambiato idea. Le grandi decisioni dovrebbero muoversi su piani emotivi di una certa portata, per cui non basta una brezza a far cadere tutto. Però, se mi sposo e mio marito si
si rivela un sadico, o mi ritrovo in una situazione che mi sta facendo venire un ulcera perforata, nonostante io sia ancora coerente con i miei sentimenti e la mia promessa fatta, forse oltre a ricordarmi cosa sono i principi e la coerenza e gli schemi in cui comunque mi riconosco, è anche un dato incontrovertibile che c’è qualcosa, nella situazione che vivo, che mi sta facendo venire un’ulcera. E che parta da me o dall’altra persona, o da quel che è, forse è il caso che mi fermo ad ascoltare i miei bruciori di stomaco.
A volte prendere atto di provare dei sentimenti per qualcuno, ma che quel qualcuno non è la persona giusta, serve molto di più che negare i propri sentimenti o non riconoscere un desiderio che però è impossibile, e la frustrazione anche del desiderio impossibile.
Forse, chissà, se riconosciamo il desiderio, la sua impossibilità concreta, la frustrazione, possiamo anche lasciare lo spazio ad un corso naturale delle cose per cui un nuovo desiderio può nascere.
Il difficile a volte è avere pazienza, anche di accettare la frustrazione. Allora tutto sembra poter essere solo frustrazione.
Mai più… nessuno mai… nessun luogo mai… niente più…
Persino chi ha vissuto uno tsunami, sul niente ad un certo punto ha ricominciato a ricostruire.
Chi vede travolta la sua identità alle volte deve ricominciare a ricostuirsi da un infinitesimale particolare per poi tornare al tutto.
Poiché la vita è una sola è solo in quella che si può ricostruire. L’identità, luoghi, abitudini, relazioni.
Ci si può riuscire o no, certo.
Ma l’unica via rimane sana rimane comunque provarci.
Come diceva, mi pare, Pascal:
io credo in Dio. Se Dio esiste ho vinto la mia scommessa, se non esiste non ho perso niente. E comunque avrò vissuto sorretto dalla fede.
Sostituendo Dio con io: se tento di ricostruirmi e ci riesco avrò vinto la mia scommessa, perché tornerò intero. Se non ci riesco ci avrò almeno provato. E una fede più positiva in me almeno mi avrà sorretto.
Ho detto mi pare. Non so se era Pascal e non so se era proprio così. Però mi suonava bene così. Buona notte. Un bacio.
LUNA capisco benissimo le tue parole e so che anch’io ho sbagliato a spiegarmi !!! Io alla fine sono sola da anni, da anni non ho una storia normale, un compagno “vero” accanto, uno su cui potermi anche solo un minimo appoggiare!
Nelle storie d’amore non ho mai avuto fortuna.
Sono stata e lo sono tutt’ora, lunghissimi periodi da sola… spessissimo sono da sola nel vero senso della parola!
Ho delle amiche ma non sono troppo attive, quindi spesso me ne vado in giro da sola, faccio anche dei piccoli viaggi, la solitudine non mi spaventa, so cavarmela bene da sola…anzi tante volte penso di essere così abituata a fare le cose senza nessuno, che avere qualcuno accanto mi “scombinerebbe” tutto!
Ho detto di quel ragazzo, del fatto di innamorarmi di lui xché mi sta dimostrando tantissimo, mi sta dando tantissimo come amico e so che se potesse, se gli dessi la possibilità lui farebbe ancora molto di più x me!
Nel periodo con lui (sempre da amico) è stato e lo è tuttora molto premuroso, affettuoso, di una gentilezza unica, mi fa sentire tanto importante, amata, coccolata…sono cose che inevitabilmente ad una donna fanno piacere, ancora di più se una ha il cuore spezzato e incerottato come il mio!
Ecco…lui potrebbe veramente darmi tanto e questa cosa sarebbe quasi un che di “irreale” dopo dei periodi, troppi, a soffrire e stare male x chi invece non teneva davvero a me, ma anzi a quanto pare mi prendeva in giro…dopo la sofferenza e la solitudine (che cmq non mi è mai pesata xché ho sfruttato e sfrutto appieno tutti i momenti x me) un uomo così x me sarebbe una grande conquista!
Farei davvero qualcosa di bello x me stessa…xché dopo tante batoste sentimentali sono davvero stanca, esausta di ritrovarmi ancora il cuore a pezzi!
Poi x carità, magari mi ferirebbe anche lui, xò si vede che la partenza sarebbe diversa…vediamo se mai riuscirò ad aprirgli il cuore…forse dovrei permettergli e permettermi almeno questo…
intanto devo essere FORTE nel non rispondere niente a “lui”… che delusione tremenda, nonostante le incomprensioni degli ultimi periodi io ero davvero sicurissima del suo bene, magari non era amore ma che mi volesse bene, che ci tenesse alla mia serenità…invece niente…
Dopo 2 mesi, dopo che gli avevo scritto una mail dicendogli di non sentirci più, dopo avergli detto che io non voglio essergli amica dato che i miei sentimenti sono ben altri, lui mi ha risposto.
Mi ha lasciato davvero senza parole…un presuntuoso megalomane, “tronfio” a sapere che gli muoio dietro, si è messo a parlarmi di sé, ha fatto illazioni sulle mie emozioni, poi mi ha parlato di cose che sa benissimo che non voglio sapere (dicendo che in questi due mesi non si è innamorato di nessuna in particolare)!!
Ha detto che si ricorda di me x l’ultima sera insieme e x il tempo che io gli ho “contribuito a far trascorrere da quando ci siamo conosciuti” … sono sconvolta!!!
Alla fine sono diventata questo per lui???una che gli ha fatto trascorrere il tempo???
Mi ha scritto poi di sé in stile amichevole e ha concluso chiedendomi come sto, come ho trascorso l’estate.
Non ho parole, un mail in cui non traspare neanche una minima emozioni, parole fredde, “calcolate” x mantenere la distanza…lui che poi mi dice che mi vuole bene anche se non sembra ma sa che io lo so che me ne vuole…
Una mail che non mi sembra neanche lontanamente scritta da lui…invece lui è anche questo.
Sembra che non abbia capito NIENTE di quello che gli ho scritto ad agosto, niente!!!
In tanti ci troviamo a chiedere come le persone possano mostrarsi tanto diverse…eppure è così, possono farlo eccome…non penso che siano l’uno o l’altro…penso che dentro abbiano entrambi i lati.
Io sono rimasta malissimo, ieri notte ho pianto tanto e anche oggi.
Non gli risponderò niente, vorrei avere la forza di scrivergli solo una riga “sparisci”, ma non ce la faccio ad essere così drastica e dura xché io a quel ragazzo di bene gliene ho voluto tanto e davvero.
Su di lui invece riesco a dubitare su tantissime cose, ha rovinato anche il passato, anche i bei ricordi del nostro anno insieme.
Forse tutto questo mi aiuterà davvero a mettere la parola FINE…anche xché se è davvero così non voglio averci più niente a che fare (e io proprio quello gli avevo chiesto x “guarire” dal mio mald’amore x lui). Opto x il silenzio, non farò niente, fa male, ma mi fa peggio continuare a parlarne con lui, niente serve più a niente ormai.
SUN: il mio era un discorso generale, a parte la partenza in particolare.
@Non gli risponderò niente, vorrei avere la forza di scrivergli solo una riga “sparisci”, ma non ce la faccio ad essere così drastica e dura xché io a quel ragazzo di bene gliene ho voluto tanto e davvero.
A me raramente è capitato di dire “sparisci” a qualcuno. Può essere anche un gesto doveroso e necessario in alcuni casi, e pure catartico, e necessario appunto per mettere un paletto chiaro e la parola fine…
però in realtà è il nostro atteggiamento interno la cosa più importante. E’… da dentro che parte la protezione, la consapevolezza.
Che tu non gli abbia risposto – tanto più se non te la sentivi e senti – mi pare un’ottima cosa, soprattutto se il tuo istinto in fondo ti dice che rispondendogli, oltre a farti male per ragioni sentimentali ed emotive, potresti dare vita ad un botta e risposta, o peggio un botta e non risposta, che potrebbe solo farti stare peggio.
Il rischio è di scrivergli sperando che lui colga delle cose o dia determinate risposte che ti possano fare stare meglio, e nel caso di non riscontro da questo punto di vista stare invece sempre peggio.
La cosa drastica è cancellare le sue email come arrivano, se veramente ti portano tanto scompenso.
Però mi rendo conto che poi si può rimanere con il dubbio di non sapere cosa c’era scritto e stare male… però puoi anche rimandare la lettura di un’email, se ci riesci, o alzare le tue difese nel leggerle… ricordando che, per una serie di ragioni e stati d’animo, lui può essere, anche involontariamente, aggressivo o credere di dire cose che non feriscono mentre vanno a toccare dei tuoi punti deboli.
Dici che gli hai chiesto di aiutarti a stare meglio rispetto a questa cosa, ma purtroppo è sempre da dentro di noi che parte il vero aiuto, anche se è vero che l’atteggiamento può fare la differenza.
Poiché riconosci il fatto che lui non è in grado di avere un atteggiamento che ti aiuta effettivamente ancora di più è il caso che vivi questa cosa, che è il pensare per te e non più per noi (il che non significa non poter provare per lui affetto o stima se fosse ancora il caso) come una cosa tua, in cui TU devi trovare il modo per stare meglio e anche per proteggerti da atteggiamenti e parole che bene non ti fanno.
Ho capito che hai capito 😉 quello su cui però mi sono spiegata male è questo: io non dicevo che non stai bene da sola, parlavo appunto di… disordine nella stanza, e non riguardo a te, ma come concett
generale… ove disordine può essere anche una fase, come la tua, di rielaborazione.
Mi dici che sai stare da sola, e lo capisco. Mi dici anche che sei stata da sola pure avendo una relazione, se ho capito bene, che è molto peggio che stare effettivamente da soli. Posso dirti anche che conosco il meccanismo, perché essendo io una persona, come te, mi pare di capire, capace di una grande autonomia, e capace di sfruttare in modo positivo gli spazi di solitudine, penso di poter capire cosa intendi dire.
può darsi anche – forse hai fatto un cenno a ciò- che tu ti senta come chi è così capace di vivere da sola anche stando insieme a qualcuno da non sapere più se è in grado di stare insieme effettivamente a qualcuno in modo “normale”? (passami il termine, che non mi piace, ma non me ne viene uno migliore).
Qualcosa tipo: sono così abituata ad avere relazioni in cui di fatto mi sento comunque sola… non è ora di vivere una diversa dimensione affettiva?
Allora, torniamo sempre lì, parte da dentro però il comprendere perché c’è stata una serialità nel non concedersi di aspirare ad una condivisione maggiore, anche se è vero che nella vita incontriamo chi incontriamo. Però è anche possibile rifiutare chi ci presenta/offre una visione della vita troppo lontana dai nostri desideri e bisogni, o accogliere chi invece sembra collimare di più, e poi lungo il cammino, certo, realizzare se ciò è vero, sempre ricordando quali sono i nostri desideri e bisogni.
Questa cosa invece è molto meno automatica di quanto si pensi.
Uno perché la vicinanza emotiva spaventa spesso più di quanto siamo consapevoli, pure se ne sentiamo il bisogno, ora dico in generale, e allora può accadere che, mentre pure cerchiamo una vicinanza e una maggiore condivisione con l’altro, finiamo con l’accogliere persone che invece, per svariate ragioni, ci permettono di mantenere una distanza. Che da un lato ci fa soffrire, ma dall’altro ci permette in realtà di coinvolgerci molto a livello interno, anche attraverso la sofferenza, ma non esterno. Ecco perché alcune persone, forse, si scelgono persone ruvide, o distanti. O accolgono persone dalla facile ubriacatura iniziale, come un’overdose di vicinanza, che poi si rivelano in realtà, sulla lunga distanza, dei fuochi di paglia. Discorso complesso però, e, ripeto, solo uno spunto, una riflessione generale. Non mi riferisco a te.
Bacino
CIao SUN, al mio ex gli sono totalmente indifferente (nonostante sia stato lui a comportarsi male, da premettere che l amore può finire ma ci sono modi e modi di dire le cose) quando ho cercato di parlargli cè stato un botta e non risposta da parte suo, ti dirò oggi mi ha inviato un sms chiedendomi delle cose burocratiche questo mi ha scombussolata un bel pò, però mi sono promessa di non innescare pù quel meccanismo ti dirò sto meglio..mi manca ma sò che è una trafila che si deve fare, mi hanno detto che poi passa con il tempo però..a pensare che lui stia con l’altra mi manda giù di testa, allora mi chiedo a che pro tentare di avere un dialogo con lui? Anche io ho paura della solitudine, non sò se faccio male ma cerco di stare da sola il meno possibile, questo comporta anche a sfuggire dalla realtà. ciao a tutte
Il sabato e la domenica sono i momenti peggiori, acci! Si sentono i buchi, i vuoti le mancanze! Aspetti qualcosa che sai che non arrivera’ed e’ triste
@LUNA mi dici…” finiamo con l’accogliere persone che invece, per svariate ragioni, ci permettono di mantenere una distanza. Che da un lato ci fa soffrire, ma dall’altro ci permette in realtà di coinvolgerci molto a livello interno, anche attraverso la sofferenza, ma non esterno” …
hai colto il segno… Anche con quest’ultimo ragazzo la storia è andata avanti xché si era mantenuta una certa distanza tra me e lui…alla fine sembra davvero che io cerchi questo…x quanto sento di avere bisogno di amore, di qualcuno vicino mi rendo conto quasi di non essere neanche pronta o capace di vivere qualcosa del genere!!!
Io in effetti sono sempre stata sola…anche nella mia storia più importante mi sentivo così, lui c’era fisicamente, ma non riusciva a darmi la vicinanza “morale” di cui avevo un bisogno estremo!
E’ vero che forse nelle storie tendo a mantenere le distanze…che mi cerco situazioni dove non ci si può avvicinare più di tanto… pensa che l’amore più grande l’ho provato x un ragazzo che abita in Sardegna (io sono toscana)…ci siamo amati tanto ma anche qui c’era la distanza a non “farci avvicinare” troppo!!!
Non lo so LUNA, sono tanto confusa su tutto…tante volte mi sono legata alle persone nel momento in cui le perdevo…durante la storia faccio la “spavalda”, quella forte, quella che ce la fa da sola, quella che non chiede niente, quella che lascia spazio, libertà e se la prende anche x sé … poi la storia finisce e crollo, tutte le mie barriere precipitano e mi accorgo veramente di quanto ho tenuto a quella persona…e tante volte è troppo tardi!
Ho sempre incontrato uomini sbagliati, forse io li ho avuti e voluti nella mia vita x questo…non lo so…sono confusa, ma so di sicuro di avere amato e di avere sofferto x questo, x questo e x le mie debolezze interiori che nessuno che mi è stato accanto è riuscito a capire.
LUNA alla fine credo che tu mi abbia capita e sia riuscita a cogliere degli aspetti più di qualunque altra persona che mi conosce davvero..mi hai capita da queste mie parole, da quello che vi sto raccontanto e ti ringrazio, hai davvero un grande dono, di capire, di riuscire a spiegare al meglio quello che senti, quello che riesci a capire di tutti noi e sai analizzarlo al meglio!!! Grazie davvero!
al mio ex, dopo una serata passata insieme, ho solo scritto che non ce la facevo ad essergli amica, che il mio sentimento era troppo forte e che non c’erano altre soluzioni se non non sentirci più…era l’unico modo e l’unica cosa che gli chiedevo x riuscire a “stare meglio”…l’unica via d’uscita x me!
Mi ha risposto dopo 2 mesi dicendomi che si scusava x essere sparito (cavolo, gliel’avevo chiesto io…e io che pensavo l’avesse fatto x il mio bene…povera illusa!!!) e mi ha raccontato di sé, anche accennando (x fortuna ha evitato di approfondire) di cose (ossia “altre”) che sa che mi danno fastidio e gli ho detto più volte di non dirmi…
Io mi chiedo “xché?”, xché riapparire facendo il contrario di quello che gli ho chiesto???
Gli ho detto quelle cose soffrendo, gli ho chiesto di interrompere qualsiasi rapporto xché mi faceva stare male andare avanti in quella situazione di pseudo amicizia…non ce la facevo, avevo scelto il male minore e l’unico modo x andare avanti!
Quella sera lui mi aveva detto che aveva ancora delle speranze x noi, che da parte sua il sentimento c’era, che magari potevamo provare a frequentarci…e allo stesso tempo mi ha detto di “innamorarmi” di altri, di fare la mia vita…
A quel punto, x il mio Bene, x non impazzire e logorarmi ancora, gli ho detto che era meglio interrompere qualsiasi rapporto…e lui si rifà vivo dopo due mesi e mi fa capire con le sue parole di non aver capito un emerito cavolo di quello che gli ho scritto!!!
Non capisco il motivo, non posso immaginare che non abbia capito…sembra invece che abbia fatto finta di non aver capito…mi sembra troppo assurdo, sono stata chiara…ma non capisco il motivo del suo fare il finto tonto !!!
Non gli rispondo xché darei vita a botte e risposte che sarebbero solo botte x me…xché fra i due quella che ci mette il CUORE sono io.
Non gli rispondo ma così ho ancora l’ansia che si rifaccia vivo…e io non ne posso più di queste mazzate psicologiche…3 mesi fa mi aveva fatto ricredere in noi x poi deludermi subito dopo…basta, io queste cose non le reggo più, va avanti così da un anno e non ne posso più, non voglio più piangere x lui.
LUNA penso che non devo dirgli altro, lo “sparisci” mi farebbe male, lo “sparisci”(riferito a lui) lo devo imprimere in me stessa, la fine la devo sviluppare dentro di me, solo così sarò forte nel caso capiti di risentirlo ancora (ma se sparisco io non credo si rifarà vivo) !
FANIA: sì, lo capisco. Ma hai scelto tu di “spostarti”, perché quella cosa che non arriva, per come per te sarebbe stata bella, sana, non c’era già. C’era già un vuoto, una mancanza, mi pare…
ora è una mancanza diversa, ma hai scelto tu, perché non volevi stare male. Questo, credo, è un male che passa. E’ un male che ora c’è, ma che apre, non chiude.
Quello chiudeva, con tutti i suoi limiti e il tuo chiederti di vivere le cose come non riuscivi a viverle più, perché le vivevi, forse, come un imbroglio, l’imbroglio di doversi adattare, ma senza riuscirci veramente.
Questo male fa male, ma hai dinuovo la libertà di aprirti a te, e qualcosa che ti permetta di non raccontarti bugie, di scendere a compromesse di regole di cui tu non hai nessun bisogno.
Poi, vedi, è chiaro che la scelta è tua, e sai tu qual è il male peggiore (ma bisogna anche saper far passare la tempesta?), però io quando ti leggo continuo a pensare che tu meriti molto di più.
E’ proprio per la vita che hai fatto, per tutte le cose che sei stata in grado di affrontare, attraversare, che ti sei ancora più preziosa, secondo me.
Non fare, per favore, invece, che quelle cose che hai attraversato, che ti avranno resa ancora più sensibile, più ricca di te, anche nell’averti derubato di tante tranquillità, diventino qualcosa che ti fa pensare, giovane come sei, che devi ringraziare per poco…
Fania, non cadere in questo imbroglio, di ringraziare chi ti sceglie part-time, con regole che non ti somigliano, quando sei tu che puoi scegliere…
Non lo so se sto dicendo le cose giuste, forse sono tutte sbagliate, credimi che non c’è giudizio nelle mie parole. Se tu ti senti più in equilibrio a vivere una storia con quell’uomo, qualsiasi siano le regole, è giusto che tu lo faccia, perché la vita è tua, e solo tu sai.
La cosa che mi dispiace è che tu scelga perché credi che quello, pure se è scassato, se ti è scomodo, sia il solo treno, la sola possibilità… perché questa è una cazzata…
io non ci credo.
Lo so che non conosco il futuro, e non conosco neanche te.
Ma non ci credo lo stesso. O di sicuro credo che i limiti che noi mettiamo a noi stessi a volte sono i peggiori…
quello che senti lo sai tu, e quello che vuoi e che credi giusto per te.
Nessuno più di te può sapere.
La sola cosa su cui davvero ti rompo le scatole è: non smettere di credere che tu per te meriti il meglio, quello che per te è il meglio, ma che il meglio sia.
Un abbraccio grande
Ciao Fania come ti capisco ..specialmente quando piove..stasera vado al cinema però con le mie colleghe, che bello ..mi devo convincere che lui non è più mio.
E’veramente dura,ma con l’aiuto di Dio devo superare questo momento.
@Teresa fai benissimo a non rispondergli, io farò lo stesso…lui nella mail mi ha chiesto come stavo ed altre cose…ma alla fine penso che non gli importi niente…non gli risponderò niente…so che lui invece mi risponderebbe, ma sempre nel suo modo freddo e razionale…io invece parlo con il cuore…due mondi diversi…quindi meglio non parlarsi xché tanto alla fine ci rimetto solo io!!!
Non lo sentivo da due mesi…pensavo di esserne uscita…poi è arrivata la sua mail e sono di nuovo crollata…xò se lascio stare e non mi faccio viva è un altro tassello x andare avanti!
Prima o poi passerà…io sono così da un anno e basta niente x ritrovarmici dentro fino al collo…ma ora reagisco di più, il dolore c’è sempre ma è meno forte, ossia invece di piangere x una settimana piango x due giorni…piano piano smetterò di piangere x lui anche xché io non ho rimpianti e non ho colpe, se non di avergli aperto totalmente il mio cuore!!!
@Fania lascia perdere guarda…i week end sono tremendi…i buchi diventano voragini!!! Io poi vorrei uscire di più, fare cose diverse, svagarsi, ma le mie amiche sono talmente depresse che non c’è verso di portarle fuori…quindi ovunque mi giri qua è un mezzo disastro!!!
Va beh…andiamo avanti…prima o poi un po’ di “sole” arriverà…
@luna Sai mi sembra che tu mi legga nel pensiero, dici delle cose verissime emi hai fatto piangere, di prima mattina…comunque sono lacrime liberatorie, direi che a lui ci penso e molto, ma se mi sono allontanata e’ perche’ cio’ che mi dava e’ troppo lontano dal mio stile di vita da quello che per me rappresenta un rapporto a due, mi dicono che sono un po’ Alice nel paese delle meraviglie, sempre piena di sogni e di ideali nonostante il passare del tempo e allora stringero’ i denti poi passera’, la mia vita negli ultimi 20 anni e’ mancante di un rapporto amoroso vero, ma non mi devo accontentare!@Teresa amici colleghi e cinema aiutano…tornera’ il lunedi’…io domani vado ad prova di pilates..magari mi rilassa! Baci a tutte le belle persone che ho incontrato qui…so per certo che le pene d’ amore passano e torna il sole
Ciao a tutte,non mi è mai capitato nella vita di stare cosi’ male,non riesco a gestire questa siuazione ovvero mi sento confusa, ho una gran paura di restare sola mi vergogno quasi a scrivere questo, mi fà capire che non sono una ragazza indipendente forse perchè sono trascorse solo 2 settimana, ma la sofferenza era già inziata a fine luglio.Non riesco ad elebaorare ancora quello che mi sta succedendo, ho un gran peso nel cuore e non mi scende neanche una lacrima,mi chedo sè è normale quello che provo, sono del tutto ferma anche se faccio mille cose fisicamente ma la mente è li’.