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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 8226
    LUNA -

    FANIA: @mi dicono che sono un po’ Alice nel paese delle meraviglie, sempre piena di sogni e di ideali nonostante il passare del tempo

    che bello :DDDDDDD
    grande ricchezza :DDDD
    dal mio punto di vista non posso che dirti che, a essere così, sei una persona molto fortunata 😀 ed è un vero peccato allora sprecare questa ricchezza interiore e anche nel guardare il mondo con una sana e grintosamente positiva progettualità 😀

    TERESA: anche la persona più indipendente del mondo sarebbe shokkata ora. Ecco una cosa su cui non darti addosso.
    Nessuna delle tue reazioni emotive mi sembra strana. Però devi prenderti cura di te, questo sì.
    Accettare il fatto che ora non stai bene, volerti bene di più perché non stai bene, e non prendertela con te con concetti come “non sono una ragazza indipendente”.
    Se hai vissuto una relazione è chiaro che, indipendente o no, sei passata da una situazione in qualche modo di “fusione” ad un piano diverso, ed è normale che tu ti senta confusa.
    dici poi che la crisi era iniziata a luglio… quindi è ancora più normale che ora, a mesi di distanza, ti possa essere arrivato addosso anche lo stress, emotivo pure, pure dei mesi scorsi.
    Se veramente puoi essere più indipendente lo scoprirai strada facendo, hai certamente tutti i mezzi per essere più indipendente, e via via che ti abituerai ad una nuova realtà scoprirai anche nuove risorse dentro di te, anche quelle che adesso ti sembrano impossibili.
    Ora non hai una lucida percezione (è normale) neanche delle risorse che abitualmente, è probabile, dai per scontate.
    Puoi certamente “lavorare” su quello che per te significa essere dipendente/indipendente, ma in questo momento all’ordine del giorno non mi pare ci sia questo, ma un dolore acuto, una confusione acuta che si esprime in vari modi.
    Non vergognarti assolutamente di esprimere che hai paura di restare da sola. E’ sano che tu lo abbia fatto. Se hai letto le cose che scrivevo a SUN, che comunque erano generali, posso dirti che siete anche in due momento diversi (come la stessa SUN sottolinea nel suo post). I tempi sono personali, sempre, però intendo dire che la tua è proprio una… botta fresca. E’ anche normale che stiano venendo fuori lividi, come dopo una botta, che se ne andranno, ma è normale persino se stai peggio ora rispetto a qualche giorno fa.

    Sei una ragazza intelligente: mi pare riconosci il tuo bisogno di un confronto con lui per cercare delle risposte di un certo tipo e il dolore e la confusione aggiuntiva

  • 8227
    LUNA -

    che ricavi invece da una comunicazione diversa, ad un livello diverso da quello che vorresti, non rassicurante ma il contrario ecc.

    Tu hai già capito che spostandoti da queste cose ti rimane il dolore del distacco ecc, ma che ti risparmi degli stress aggiuntivi.
    Quando resti da sola con il tuo dolore e il tuo disorientamento ti spaventi, e anche che ti spaventi è normale, perché il dolore emotivo che provi è acuto e anche la situazione ora è in forma acuta.
    la cosa che posso consigliarti è di attraversare questa fase prendendoti il più possibile cura di te, avendo affetto per i tuoi cedimenti e il tuo disorientamento, chiedere effettivamente aiuto quando ne senti il bisogno (ma aiuto a chi è in grado di accogliere le tue richieste di aiuto, per non aggiungerti frustrazione) e di credere che la fase acuta passa, veramente.
    Non so quanto ti possa aiutare ora, effettivamente, ma qui hai una serie di testimonianze di persone che, ciascuna con tempi diversi, ti confermano che ci sono delle fasi, e ciascuna è il superamento di quella precedente. E’ possibile che tu legga anche :S il fatto che ci siano delle persone che non ti dicono sto benone yeyeyè ma “sono contenta che ora rispetto a prima sto meglio e riesco a fare questo o quello”, ma invece credimi che quello che leggi è positivo.
    in realtà queste persone ti dicono che in percentuale stanno tornando nella quotidianità, sono tornate ad avere i sensi aperti rispetto al circostante e rispetto a se stessi mentre prima, come ti senti tu ora, “erano sempre lì”. Stanno recuperando lo spazio. E quando comincerai a recuperare lo spazio capirai cosa ti stanno dicendo adesso.
    Ma adesso sei in fase acuta, per cui anche il senso di solitudine e la paura della solitudine (anche perché non ti senti del tutto insieme a te) sono esponenziali. Ti invito solo a considerare che è come se tu ora avessi la febbre alta, ma tu non sei la febbre alta e la vita non è una febbre alta.
    Qualunque cosa ti passi per la testa, senza vergogna scrivila qui se credi ti possa servire, anche in minima parte.

    Ti abbraccio virtualmente, perché dal vero non posso, ma sinceramente.
    Una mia amica che ne ha passate veramente di tutti i colori, cose per cui poteva essere, ora, a dire “salve, sono Napoleone!” dopo tante tempeste, ora ha trovato un nuovo amore, ed è contenta e serena. Il domani non si conosce, ma certamente in questo momento sta bene. E questo incontro per lei è arrivato quando era pronta ad accoglierlo.

  • 8228
    elena -

    SUN
    se posso permettermi di dirti una cosa che sento: principalmente lui ti cerca per email e già questo è un distacco. Le email servono per creare distacco, emotivo, empatico di non avvicinamento.
    Puoi permetterti di rispondere, di solo lettura oppure cestinarla.
    Lo sò, me ne rendo partecipe, quando il mio ex diceva di voler chiarire determinate situazioni, ma creando lo stesso ed estrema necessità di ottenere il distacco. Ora: se due persone consapevoli e maggiorenni cercano e desiderano dialogo, sicuramente non lo si proporrà per email. Così come per messaggini e via dicendo.
    Si può permettersi a se stessi di scegliere. Scegliere se ci và di rispondere, scegliere se cercare un dialogo, scegliere di non rispondere e stare ad osservare.
    Il mio ultimo consiglio è di cercare di desistere da tale frustazione, che non ci permette di vivere nella consapevolezza che fuori cè la VITA

  • 8229
    sun -

    @Elena dopo l’ultima serata insieme gli ho scritto io una mail proprio x dirlgi che non dovevamo sentirci più in nessun modo.
    La sera prima quando ero lì davanti a lui non sono riuscita a farlo, le emozioni erano troppo forti, avevo il nodo in gola e rischiavo di piangere da un momento all’altro.
    Una volta lasciata casa sua ho pianto x 2 giorni poi ho deciso di scrivergli dicendo quello che avevo provato, che vederci ancora così in quel modo non aveva senso, che non potevo neanche fargli da amica.
    Gli ho detto quello che sentivo x lui e poi gli ho detto che non vedevo altra soluzione se non il non vederci né sentirci più.
    Purtroppo se l’avessi fatto faccia a faccia avrei sofferto il doppio, sono stata vigliacca, ma altrimenti non ci sarei riuscita, dire addio a qualcuno che invece vorresti ogni giorno nella tua vita è tremendo.
    X 2 mesi è stato così, non mi ha risposto, speravo che l’avesse fatto x non ferirmi, che avesse capito quello che volevo dirgli e avesse capito quanto x me fosse difficile.
    Invece niente…non ha capito niente e si è addirittura scusato x il suo silenzio.
    E’ vero, se avesse tenuto a me mi avrebbe chiamata, l’avrebbe fatto prima…avrebbe voluto vedermi…parlarmi, invece ormai è strapalese che di me non gli importa più niente…allora tanto valeva non farsi più sentire (non penso gli costi sacrificio)….forse l’ha fatto xché sperava che fossi ancora lì ai suoi piedi, a lustrare il suo ego e il suo narcisismo…
    Se mi volesse veramente saprebbe davvero cosa e come fare…non gli importa niente di me, l’ho capito da tante cose, quindi è inutile anche continuare a parlarne e riaprire tutte le ferite che da mesi cerco di rimarginare.
    Purtroppo in amore ci vuole o tutto o niente…vie di mezzo non esistono, di sicuro non ne esistono x me…io a fare la specie di amica non ce la faccio.
    O tutto o niente…e mai in questo caso la scelta cade autamaticamente sul niente.

  • 8230
    teresa -

    Luna ciao,hai perfettamente ragione io ho accumulato talmente tanto stress che mi ci vorrà un bel pò di tempo per smartirlo,è vero cerco un dialogo con lui solo per capire il perchè della scusa così stupida quando poi più volte gli avevo chiesto di lasciarci se non provava più nulla, questo pensiero mi logora la mente. Oggi un mio collega mi ha detto cerca di vivere, perchè il tempo che stai perdendo non te lo restituirà nessuno,inizia a volere il bene per il tuo ex solo cambiando modo di vedere le cose riesci a proporti nei confronti della vita in maniera diversa,cioè più positiva,lho guardato come se mi stesse dicendo un’eresia, però oggi nel letto stavo pensando che non ha tutti i torti,il mio volto è diventato più disteso.

    SUN lui non mi cerca, però è meglio perchè se deve farmi delle chiamate di circostanza è meglio che non lo faccia.Ti dirò che è talmente egosita, pensa un pò ha trovato casa nella zona in cui abito io, perchè gli piace il quartiere e la palesta, infatti ho dovuto cambiare palestra per non incontrarlo,per lui è indifferente.Però alla faccia sua la mia ha anche un centro termale..spendendo di meno rispetto alla sua..

  • 8231
    LUNA -

    ELENA: sono d’accordo.

    Desistere dalla frustrazione… non sempre facile, ma sempre sano. Non possiamo cambiare/controllare la realtà che gli altri ci pongono, quel che è, brutale che sia, ma desistere dalla frustrazione sì.
    Non è assolutamente un aspetto di poco conto, anche se, soprattutto nei momenti di crisi, possiamo dimenticarcene.
    Dimenticare questo nostro… potere d’azione.
    Molto più concreta di quanto si pensi.
    E molto più importante di quanto si pensi, agendola in un primo momento, nella via verso un ripristino di un equilibrio.

    Ed è vero e uno spunto interessante anche quello che dici sul contatto reale… distanziato/negato.

    Non solo gli altri possono modulare queste distanze, a loro piacere e bisogno, ma anche noi.
    Anche noi possiamo spostarci, anche noi possiamo rispondere o non rispondere, cancellare un messaggio ecc.
    Soprattutto quando, come noti tu, percepiamo che la via di (non)comunicazione scelta, oltre che i toni, le parole, le regole imposte ecc, non ci somiglia.

    A volte chi ci cerca in un certo modo, hai ragione, in realtà sta solo mettendo in scena un suo monologo. Fosse pure un suo bisogno di esserci… ok, ma per chi? Per sè?

    E se di silenzio si tratta, diamo peso e valore anche al nostro silenzio, non solo a quello dell’altro/a.
    Non carichiamo l’altrui silenzio di un esponenziale potere, denso di tutte le cose che nascono anche dalla nostra frustrazione e paura, dal nostro senso di essere rifiutati, senza accorgerci che, magari, anche noi, in quel momento siamo in silenzio. Con tutto il peso, positivo, anche di rinascita e vita, arieggiamento, e distanziamento dalla frustrazione, per noi, che ha.

    Buona notte, un abbraccio a tutti/

  • 8232
    Alice -

    TERESA ciao,
    un dialogo con il tuo ex… cosa cambierebbe? se ti desse delle giustificazioni, se ti dicesse mi dispiace oppure che ha fatto il cretino ed è mortificato.
    io ho cercato dialoghi per mesi. cercavo sempre di capire, di sapere, di parlarne ancora ancora e ancora. con il risultato amaro che mi sono distrutta per altri tre mesi. perchè ad ogni incontro, ad ogni parola, ad ogni messaggio, telefonata, email o contatto in generale interrompevo i tempi di distacco e di guarigione.
    lo so che per te adesso trovarsi di fronte, dopo tanto tempo di vita assieme, una persona che ti ha deluso profondamente, non è facile. anzi, è difficilissimo, lo capisco benissimo perchè esco pure io da una cosa simile. io ho avuto il dispiacere o l’onore di incontrare il mio ex questa estate e mi ha trattato in un modo che ancora oggi faccio fatica a decifrare. ha fatto il fico, il bello, il superficiale, il cretino passami il termine. con me.
    questo per dirti che le persone cambiano putroppo, perchè cambiano i sentimenti e di conseguenza gli atteggiamenti. e che ciò che di più bello prima preservavano per noi oggi non ci può essere perchè è indirizzato ad un’altra per cui non potrebbe farlo pure con te.
    io mi auguro davvero che tu possa ascoltare i miei consigli e distaccarti il prima possibile.
    ricorda cara teresa, che sei tu l’unica padrona della tua vita.
    un abbraccio

  • 8233
    elena -

    chi lascia è sempre dalla parte del più forte. Se volete, potete anche considerarla una sfida. Stà a noi cercare le modalità per non far si che usino contro di noi questo potere, scegliendo quello che più ci fà stare bene, rispetto ed in funzione di una determinata situazione.
    Mi viene in mente l’ultimo episodio con il mio siciliano. Ho mandato un semplice sms con scritto: ciao come và? Mi ha risposto il giorno dopo. Ed ero li che mi sfraciullavo i maroni, per capire come mai rispondesse così in ritardo, con cognizione di causa che, più passavano le ore e più sentivo crescere l’ansia.
    Ora, dal momento che sò benissimo quale siano i suoi problemi, per una serie di risvolti che non stò a spiegarvi, mi sono spostata. Ho iniziato da me. Sò perfettamente che il circolo vizioso, potrebbe ricadere, ma sicuramente saprò come affrontarlo.
    Un abbraccione a tutte ed un sorriso

  • 8234
    LUNA -

    ELENA: quello che hai scritto è (anche) molto vero, hai lanciato un messaggio importante, ed è bene saperlo.
    Anche perché possiamo tutti trovarci in una situazione di proiezione del tipo che dici tu, per una serie di circostanze e forti pressioni. E perché tutti possiamo avere anche dei lati autolesionisti, risvegliati da un qualcosa…
    ho detto possiamo, però, non che li abbiamo per forza o che per forza debbano scattare.
    Io credo che quello che hai scritto (che sia farina del tuo sacco o tratto da qualche testo) sia importante, perché è un punto di vista diverso, che può essere utile conoscere, vedere, al caso anche individuare, certo.
    dunque non ti sto dando torto a quell’aspetto della cosa, possibile, nè penso che tu abbia sbagliato a pubblicarlo.
    soprattutto perché, al centro del discorso c’è un pezzo importantissimo, un messaggio da assilimilare:

    @Il carnefice ha altrettanto bisogno della vittima per illudersi di essere importante, è lei che fornisce attribuzione di significato al suo ruolo. Senza la vittima il carnefice non esiste, non è nessuno.

    E’ vero, se ti sposti le strategia aggressive non possono trovare terreno. se hai la possibilità di spostarti spostati.
    che queste strategie siano consapevoli, così evidenti, o in minor tono, abbiamo SEMPRE il diritto di spostarci dall’aggressività. da chiunque sia agita.
    e riconoscere/riconoscerci questo diritto è sempre fondamentale, e tanto più fondamentale nelle apparenti situazioni senza uscita.
    più le situazioni appaiono senza uscita (mi riferisco alle situazioni molto forti, in cui per ragioni logistiche, economiche, di legami famigliari ecc, e di violenza sotto varie forme, sottili o manifestate senza alcun filtro) e più la sofferenza della sopprafazione causa dolore e frustrazione. Ma la reale ricerca della soluzione di spostamento, il fatto di riuscire a recuperare delle risorse per la liberazione, passa tanto più per la consapevolezza del diritto… cheché ne dicano gli altri, il partner, i parenti, il datore di lavoro..
    esistono soluzioni per liberarsi? se esistono la consapevolezza del diritto a non subire aprirà le risorse e gli occhi, e potrà mettere sulla strada per darsi un diritto concreto.
    se si è in una situazione (per esempio di lavoro) da cui non è possibile spostarsi, almeno nell’immediato, la consapevolezza del diritto potrà forse creare delle strategie interne diverse, una manifestazione di protezione diversa, l’accesso mentale intanto a delle possibilità di “soccorso” e

  • 8235
    LUNA -

    sostegno. Ci sono delle persone che si fanno portare via delle cose, allorché una separazione si verifica, perché non è possibile altrimenti. Alcune preferisco realmente la rinuncia a dei beni materiali perché mettono sulla bilancia il fatto che la lotta non merita, è meglio la serenità, e ricominciare fosse pure da quasi zero.
    c’entra anche il carattere, c’è chi si impunta sino all’ossessione, c’è chi rinuncia, appunto, in modo sano…
    ma anche in questo caso mi sembra fondamentale il riconoscimento del proprio diritto.
    Io ho diritto ad avere, chiedere, e scelgo di no.
    è diverso da:
    Io non ho diritto, non me lo concedo, di base, e quindi scelgo di no
    o ancora:
    Io non sento realmente il mio diritto, con me stesso, e quindi ho bisogno di andare avanti per 15 anni a combattere, per principio, anche per metà tostapane…

    ho divagato, ma forse anche no.
    quello che dici sul fatto che delle relazioni si mantengono vive sullo scontro e sulla rabbia ecc è verissimo,

    quello che volevo dire, a parte la questione del diritto con se stessi, diritto base al benessere, rispetto, libertà di pensiero e di essere, che mi pare fondamentale (anche nel concetto di spostamento sano) è che in molti casi però persone che si sono trovate ad avere a che fare con la violenza psicologica e morale o anche fisica non avevano prima manifestato delle tendenze masochiste e non erano andate a cercare un carnefice per poter fare la vittima. Per qualche ragione, mi dirai, erano state ancorate però da una certa modalità e da un carnefice, senza riuscire a stoppare quella modalità, senza riuscire a spostarsi in tempo. La questione è complessa, impossibile da riassumere in poche righe. Forse a volte è importante in quei casi lavorare piuttosto sul “non riconoscimento” di certe modalità che sulla ricerca di quelle modalità. Il non riconoscimento può derivare da diversi fattori, tra cui anche una debolezza momentanea delle difese, e non costituzionale, dal fatto di aver già incontrato delle modalità affini, e per una serie di ragioni, non averne potuto cogliere la gravità e il peso, una non suff consapevolezza del diritto (che non assimilerei x forza xò ad una tendenza masochista) ecc.
    Complesso, dicevo. ma ti ringrazio per lo spunto. Stamattina l’infermiera della mia dott che ha un carattere del caz ha tentato di scaricarmi aggressività, perché è fatta così. Capito bene che non era cosa ha cambiato tono. L’aggressività non è prerogativa solo dei “carnefici”, spostarsi sempre 1 diritto

  • 8236
    teresa -

    Alice lo so che non cambirebbe nulla,anzi comportandomi in questo modo gli do solo tanta importanza, infatti ieri lho telefonato nessuna risposta da parte suo mi ha richiamata ma nonho avuto il coraggio di rispondergli,mi faccio solo del male. Sarò stupida ma a te capitava di pensare a lui che faceva effusioni con l’altra? A me questa cosa mi manda fuori a volte passo delle ore a rimurginare. Non riesco proprio ad andare avanti.

    Luna ciao, sono un pò corta di mente, in che senso devo prendermi cura dei miei cedimenti?Non ho proprio le forze per farlo.

    Ciao a tutte

  • 8237
    elena -

    felice di averti servito come spnto riflessionale LUNA
    Quand’è che ci facciamo una cenetta a base di spunti riflessivi io e te?
    In effetti riflettevo anch’io, sul perchè e sul come quando di risposta ho ribadito al siciliano: io non provo e non mi rimane, ne rabbia e ne rancore per te. Sono neutrale.
    Si è sentito male, giuro 🙂
    Finchè si alimenta, tutto ha una durata. L’ho capito a distanza di tempo e con altri soggetti più tosti. Ma se tu ti permetti una sosta e il non alimentare quotidianamente le emozioni, il tutto si raffredda e non ha più alcuna ragione di essere o di esistere, facendo pace non solo con chi ti ha lasciato, ma anche con te stessa.

    Troverò altri spunti di riflessione, per ora ti/vi auguro una buona notte serena

  • 8238
    LUNA -

    TERESA: Luna ciao, sono un pò corta di mente, in che senso devo prendermi cura dei miei cedimenti?Non ho proprio le forze per farlo.

    No, nel senso che anche se “sono un po’ corta di mente” è una frase magari ironica, potresti cominciare a pensare che sei stanca, per esempio, e non corta di mente.

    Non ce la fai a prenderti cura dei tuoi cedimenti? Puoi intanto non giudicarli. Mica sei fatta di pietra. che tu ora stia male è normale.

    ELENA: @Ma se tu ti permetti una sosta e il non alimentare quotidianamente le emozioni, il tutto si raffredda e non ha più alcuna ragione di essere o di esistere, facendo pace non solo con chi ti ha lasciato, ma anche con te stessa.

    diciamo che se una relazione è basata sul conflitto o su dinamiche di un certo tipo sì, si raffredda, perché viene meno non solo l’aspetto che citavi tu nei tuoi post precedenti, ma viene meno anche un anche inconsapevole patto alla… belligeranza o alla pippa mentale o allo sbilanciamento o al conflitto o a tutto ciò che gira intorno senza centrare la questione.
    alle volte si tratta anche di alimentazione mentale più che emotiva.
    diciamo che se c’è un eccesso di lavorio mentale sopra le emozioni e di una serie di meccanismi che inevitabilmente scattano 24 su 24 per adattarsi ad una situazione che in realtà da una parte o da entrambe le parti viene vissuta con disagio, lo stop può permettere un distacco che invece fa percepire meglio le emozioni sotto quel casino, e sentirle per quello che sono, a volte non più per quello che credevamo/davamo per scontato che fossero.
    possiamo capire, per esempio, che il centro non era un innamoramento grandissimo ma il terrore del rifiuto o dell’abbandono-ecc
    o da dove nasce realmente il disagio per certi comportamenti, ecc
    e capire perché abbiamo tutto il diritto di non accettare una modalità di relazione che non fa per noi
    ecc

  • 8239
    cati -

    Care Luna, Alice, Teresa, Elena…e chiunque legga: mi potete dare un consiglio? Sono 2 mesi che non mi sento col mio ex…marito. Purtoppo mi manca tantissimo e non so se sto facendo bene nel perseverare col silenzio. E questo lo dico non solo per una (im)possibile riappacificazione con lui ma anche perchè io possa stare meglio in questo lunghissimo periodo di sconforto.
    Avete un pò di tempo da dedicarmi? La storia è lunga, spero di essere in grado di essere esaustiva ma sintetica per non annoiarvi troppo. Lui è stato il mio primo e unico fidanzato. E non perchè non abbia avuto altri corteggiatori, tutt’altro, ma perchè sono sempre stata molto selettiva e ho sempre preferito stare da sola piuttosto che accontentarmi. Figuriamoci ora che ho 40 anni (anche se ne dimostro molti meno). Avevo 22 anni e siamo stati insieme per 11 anni prima di sposarci. Questi anni sono stati favolosi, mai uno screzio, lui pendeva letteralmente dalle mie labbra (anche troppo) e tutti ci consideravano la coppia ideale. I miei lo adoravano. Qualunque cosa facessimo era bella, purchè stessimo assieme. L’unica pecca era che io sono stata sempre un passo più indietro di lui (me lo ha rinfacciato quando mi ha lasciato) probabilmente perchè ero un po’ introversa e non gli dimostravo apertamente quanto tenessi a lui (non gli dissi mai ‘ti amo’,mi vergognavo). Inoltre mi chiese di sposarlo e di avere dei figli tre anni prima che io mi decidessi, ma non perchè non fossi convinta, ma perchè temevo di lasciare i miei genitori che si appoggiavano molto a me. Finalmente nel 2004 decisi il grande passo e facemmo un matrimonio da favola, in tutti i sensi. Mi chiese un figlio ma io temporeggiai perchè non mi sentivo bene e ero in attesa di una visita medica, che rimandavo, che mi fugasse tutti i dubbi. Qualche anno prima che ci sposassimo lui, dopo la laurea, venne trasferito in un’altra città e, udite udite, me ne vergogno indicibilmente, continuai a stare con i miei anche dopo il matrimonio. Sì, l’ho lasciato solo per stare a lavorare nella mia città e fare compagnia ai miei e al mio cane malato al quale ero legatissima. CHE DEFICIENTE!! Me lo dico da sola per non farvi infierire contro di me. Lui ci stava male ma non me l’ha mai detto perchè pensava che certe cose si dovessero capire da soli, altrimenti l’avrei fatto controvoglia.

  • 8240
    cati -

    continua…
    In realtà io, a mia discolpa, pensavo che non mi volesse tra i piedi perchè lavorava giorno e notte come un forsennato e temevo di essergli d’impiccio ed inoltre pensavo ingenuamente che se avessimo evitato la routine saremmo stati sempre insieme con lo stesso entusiasmo. Figuratevi che quando il fine settimana lo raggiungevo, la nostra felicità era alle stelle ma ci vedevamo solo per i pasti, la sera qualche volta e non tutte le notti.
    Non esistevano nè domeniche nè orari anche se la qualità del tempo passato assieme era alta. Quando mi decisi ad avere figli incominciai a preoccuparmi del tempo che passava e a lamentarmi del suo lavoro. Inoltre proprio in quel periodo lui riuscì a entrare nel reparto tanto agognato che però gli tolse la serenità per lo stress eccessivo. Lo vidi cambiato nei miei confronti, più distante, gli chiesi più volte cosa non andasse e lui mi rispondeva sempre che era a causa del lavoro. Dopo qualche mese (nel 2007), sotto mia insistenza, mi disse che non era più sicuro di volere stare con me perchè si erano scontrate le 2 sue più grandi passioni della sua vita, il lavoro e me, e non riusciva a conciliarle, viste anche le grandi responsabilità lavorative. Tra un vomito e l’altro mi disse che ho delle qualità fuori dal comune e che sarei l’unica persona con cui farebbe un figlio, ma che si era accorto di essere diventato più cinico e che non era fatto per vivere in coppia. L’avevo lasciato solo, mi aveva rispettato ma si era abituato a stare solo. Sicuramente voi sapete come ci si sente in quei frangenti. Il mondo crolla letteralmente addosso e tutti i punti fermi della propria vita e i progetti che io ingenuamente avevo continuato a fare fino al giorno prima si sfaldarono miseramente. Che incubo. Tutt’oggi non riesco a farmene una ragione e piango spesso. Tutto avrei creduto che potesse succedermi nella mia vita, tranne questo ‘tradimento’ da lui, la persona per me più virtuosa tra tutte. Sara, so quanto tu mi possa capire… Ma non è finita! Lui volle immediatamente separarsi da me (fino alla settimana prima eravamo stati assieme…) e dopo 4 mesi di silenzio, prima che ci separassimo legalmente, lo volli vedere per l’ultima volta.

  • 8241
    cati -

    continua…
    Abbiamo passato un bellissimo pomeriggio assieme a passeggiare e chiacchierare come una volta e fu esattamente il giorno prima che andassimo al tribunale che volle vedermi dicendomi, con le lacrime agli occhi, che il passo dell’indomani sarebbe potuto non essere definitivo. Dopo neanche un mese l’ho chiamato, è venuto ed abbiamo passato il suo compleanno assieme. Per farla breve (!) dopo pochi giorni mi ha detto che non si sentiva bene nè fisicamente nè psicologicamente, che si sentiva un vaso di cristallo ma che voleva tornare con me. Che felicità! Non dormii tutta la notte! In realtà non ritornò a essere quello di prima, aveva perso il buonumore e la spensieratezza. Mi sentivo sempre in bilico. Dopo 2 mesi fu trasferit
    in un’altra città e mi disse che voleva ricominciare una nuova vita lì con me. Si fece accompagnare lì il primo giorno, mi presentò ai colleghi come la moglie, prese in affitto una casa grande per noi e mi disse di finire l’anno nella mia città per poi trasferirmi da lui, anche col lavoro. Mi disse inoltre che avrei però dovuto accettare i suoi ritmi perchè non avrebbe potuto allentarli. Ci andavo ogni 15 giorni, poi, all’improvviso, mi disse che non voleva fare il passo più lungo della gamba, ke la separazione era stata devastante, ke non voleva soffrire + e che se fossimo tornati assieme sarebbe stato per tutta la vita. Lì il lavoro gli piaceva molto, rischiava la vita ogni giorno, stava giorni e giorni fuori e il lavoro era l’unica cosa che lo faceva stare bene, che io non c’entravo e che non riusciva a stare in compagnia di nessuno se non dei colleghi. Un suo caro amico (al quale lui aveva confidato di amarmi ancora, a lui ma non a me!) mi disse che non rispondeva al telefono più a nessuno e che era diventato dipendente dall’adrenalina. Nonostante tutto continuavamo a sentirci ogni giorno e dopo qualche mese (siamo fine estate 2008) dopo un mio sms mi disse di raggiungerlo per qualche giorno, Così abbiamo ripreso a vederci, ad avere rapporti, ma senza parlare del futuro. Lui mi sembrava Dr Jekill e Mr Hyde, di notte quando facevo finta di dormire mi accarezzava e durante il giorno mi portava, se poteva, nel suo ufficio ma non mi mostrava l’affetto a cui io ero abituata, salvo poi farsi prendere da raptus di passione.

  • 8242
    cati -

    continua…
    Tutto (non vi preoccupate sto finendo)è precipitato come al solito dallì’oggi al domani dopo che tramite lettera (una delle tantissime in cui sono riuscita a dirgli finalmente che l’amavo e che ero consapevole di avere sbagliato e che lui pareva apprezzare anche se non me lo diceva espressamente)gli chiesi qualche punto fermo in più. Incominciò a farsi sentire sempre più raramente (il giorno prima della lettera mi aveva detto che la volta successiva mi avrebbe preparato una bella cena) e infine mi disse che non poteva darmi quello che chiedevo, almeno non a breve termine. Aggiunse che non sapeva quanto gli sarebbe durata e se ne sarebbe mai uscito…Da allora (in 1 anno e mezzo)ci siamo visti solo tre volte nella mia città e di sfuggita, quando scendeva, sempre per lavoro. Ha rotto i ponti con gli amici di qua e non va a trovare neanche i suoi genitori anziani e fratelli.
    Nell’ultima lettera che gli ho scritto gli ho detto che sarei disposta ad aspettarlo per sempre, forse per provocarlo, e che avrei voluto vederlo anche a metà strada. Lui mi ha chiamato l’indomani tutto contento dicendomi che lavorava come un pazzo ma che se avesse trovato tempo avremmo potuto vederci anche se per poco… Ora ho deciso di non farmi più sentire, ma lui ha l’abilità di farmi ricredere perchè dopo circa un mese che non mi faccio sentire o mi chiama o mi manda un sms…Dimenticavo di dirvi che l’ultima volta che l’ho visto per un caffè era ingrassato 10 Kg (e dire che è sempre stato atletico) ed aveva perso tanti capelli. E’ lo stress o perchè sta bene senza di me?
    Lo so cosa pensate, che devo rifarmi una vita, ma come si fa a 40 anni? Ormai ho perso anche l’opportunità di avere figli, per non parlare del fatto che non sono più interessata al sesso maschile, anzi al sesso in genere…Mi sento asessuata. Certo ho ripreso a coltivare i miei hobbies, a viaggiare tanto e sono molto più aperta al prossimo tanto da riceverel’affetto di molte amiche, ma ogni cosa che mi sforzo di fare non ha più lo stesso sapore
    Scusatemi, non so neanche se qualcuno di voi ha avuto la pazienza di leggere il mio sfogo. Mi piacerebbe tanto se mi aiutaste a capire. Non ditemi per favore che mi ha lasciato per un’altra perchè ho la certezza matematica che non è così. Ora non so, magari essendo un maschietto avrà cercato uno sfogo, ma sono sicura che solo di sfogo si tratterebbe.

  • 8243
    Alice -

    TERESA ciao cara,
    ti rispondo subito: si mi capitava. Mi capitava spesso di immaginarlo con lei che non so neanche come è fatta. Mi capitava tutti i giorni. Quando l’ho saputo non ho dormito una settimana intera. Ero imbalsamata nel mio nervosismo nel mio rimuginare. Guarda non so se può esserti di aiuto, ma prima o poi ti abituerai anche a questo ed arriverà un giorno in cui ti renderai conto che finalmente stai pensando alla tua vita. E’ che per arrivarci bisogna passare un sacco di cose. La delusione, il dolore, la stanchezza fisica e mentale e l’assenza. Per me l’assenza è stata tremenda. Vivermi i giorni senza lui era indicibile. Poi col passare del tempo vedi che ci farai l’abitudine ed il pensiero dell’altra ci sarà ma un pochino di meno. Devi cercare un pò di pace e per farlo devi prenderti del tempo. Non avere fretta. Purtroppo lasciare andare una persona è difficilissimo, io lo ripeto sempre. Lasciare andare poi con quella persona quella parte di te che era con lui. Io mi manco molto. Mi manca quello che provavo, quello che sentivo, le emozioni, la dolcezza che non riesco più a provare in generale per nessuno. Io non ne sono ancora fuori. Ci penso spesso. Certo non mi manca l’aria, sto bene e sono andata un sacco avanti ripartendo da zero, ma ci penso ancora. Credo sia comprensibile. Devi cercare però di distaccarti, come se partissi e mollassi tutto. Staccare la spina da lui. All’inizio sarà difficilissimo, passerà una settimana e ti sembrerà una vita ma è l’unica soluzione. Inutile cercare di rimanere nella vita di chi ti ha voltato le spalle. Ormai la tua vita è senza lui e prenditene cura.
    Buonanotte

  • 8244
    LUNA -

    CATI: immagino che il tuo racconto non sia finito.
    Premetto intanto che non è nostra abitudine dire alle persone che sono deficienti.
    E, parolaccia a parte che ti sei rivolta… a scopo preventivo, mi piace pensare invece che l’analisi che fai, delle tue motivazioni, riconoscendole per quello che sono, sia una sana autocritica e un guardare indietro in modo oggi costruttivo.
    Intendo dire che quando guardiamo indietro, oltre a poter riconoscere dei nostri “peccati”, che siano pure di egoismo, dipendenza, bisogno di stare in equilibrio in un certo modo, dare un certo ordine di priorità, quel che è, se allora abbiamo agito in un certo modo, per i nostri punti a noi visibili, come per i nostri… punti ciechi, possiamo anche avere la consapevolezza che, al di là del bene e del male, (cioè fuori da un giudizio morale) abbiamo fatto ciò che in quel momento consideravamo “migliore”. che fosse perché in effetti ci sentivamo di scegliere in libertà e con decisione ciò che ci sembrava effettivamente l’opzione migliore, che sia perché in quel momento la nostra consapevolezza o non consapevolezza ci portava a scegliere in un modo, sia perché non sentivamo la libertà (non c’era, non sapevamo concedercela) di scegliere diversamente…
    questo lo dico in generale.
    Tu ora leggi, a posteriori, la tua storia in questo modo.
    Se ne avessi parlato nel 2001, 2003, 2007 come avresti guardato le cose?

    Tu hai raccontato il tuo punto di vista sulle cose, a noi, in un dato momento. Quello che posso dirti è ciò che mi è saltato agli occhi, ma premettendo che considero il vissuto altrui, comunque filtrato da un racconto, una cosa talmente più complessa e personale…
    questo, comunque, è il taglio del racconto che tu dai, e quindi che in qualche modo ti senti “vicino” scegliendo di esporlo, e ti posso dire ciò che, appunto, leggendo mi è venuto in mente:
    il pensiero che mi viene è:

    ogni relazione si basa su degli equilibri, che possono pendere anche più da una parte o dell’altra.
    è comunque dinamica.
    nella vita di due persone, a livello individuale, succedono cose, come succedono nella coppia, come all’esterno. le variabili che fanno sì che una relazione sia comunque dinamica sono moltissime.

    tu dici di non avergli mai detto ti amo, cosa che salta agli occhi, come no, d’altra parte lui si è scelto una donna che non diceva ti amo.
    ciò può avergli causato anche un disagio, che però era evidentemente compensato da altro. idem per te.
    intendo dire

  • 8245
    LUNA -

    (banalmente, e una relazione invece non è mai banale, è di sentimenti che parliamo) che tu ammetti di aver trovato un equilibrio nel fatto di stare con una persona che era per ragioni di lavoro a lungo distante, cosa che (dico velocemente, perdonami, magari sbaglio di grosso) ti permetteva sia di tenere il cordone ombelicale con i tuoi genitori in modo da sedare una certa ansia nell’allontanarti da loro per prendere la tua strada (o per ragioni per cui volevi mantenere la posizione, che ti fosse richiesto da loro, che fosse un bisogno tuo, che ci fosse un tacito accordo “informale” in un certo rapporto di protezione, anche reciproca) sia di vivere una relazione.
    Quello è stato un tuo compromesso.
    Lui ha accettato questo compromesso, o ha vissuto il suo (non ci è dato sapere perché lui potesse/volesse accettare di vivere un rapporto coniugale in questa forma… intendo dire che pure lui avràà avuto le sue ragioni per dire di sì o di no, che fossero la paura di perderti, o che fosse anche una sua esigenza di vivere una relazione “non convenzionale”, ecc ecc… non lo so, ovviamente).
    Ci sono stati delle fasi in cui vi siete ritrovati a rinegoziare l’equilibrio generale: la sua richiesta di matrimonio, la tua richiesta di non raggiungerlo ecc.
    Queste fasi sono state superate attraverso nuove rinegoziazioni, mi pare, finché ad un certo punto però l’equilibrio è saltato…
    un’altra cosa che salta agli occhi é la mancanza di comunicazione, di espressione diretta. Non so se saltuaria, non so se contingente a determinati momenti, o una caratteristica della vostra relazione.
    Le ragioni per cui due persone non comunicano possono essere molteplici. Per cui non comunicano un ti amo, perché non comunicano il fatto che si stanno abituando a vivere troppo da soli… L’uno e l’altra, a parte credere di indovinare cosa pensasse l’altro, ve lo dicevate?
    Anch’io ho avuto una relazione molto lunga, che ha vissuto diverse fasi e riequilibrature. Dal mio punto di vista, io so per esempio di avere fatto dei sacrifici di compensazione nei primi anni. Quando sono arrivati gli anni in cui ho dovuto concentrarmi molto sul lavoro, e io pensavo fossimo comunque una squadra e di esserci, lui alla fine mi ha manifestato frustrazione e solitudine. Dando inizio ad una lunga crisi. Da introverso lo ha detto dopo. Se lo avesse detto durante invece di essere introverso e frustrato e farsi le domande e darsi le risposte forse non avrebbe permesso anche a me una nuova rinegoziazione?

  • 8246
    Valinda -

    Ciao a tutti vecchi e nuovi..eccomi qua è un po’che non scrivo ma ogni
    tanto vi ho letto e di certo vi ho pensato. pian piano terrò il passo
    coi nuovi post. un saluto alle care Alice, Luna, Marianna, heidi, kate
    e anche Giorgio! come state? io ho arieggiato come dice la mitica
    Luna. sono stata in vacanza e mi sono fatta un altro weekend. e nel
    frattempo ho lavorato molto. ho conosciuto nuove persone, riscoperto
    l’affetto di amici e colleghi e sono stata bene. ho conosciuto anche
    nuovi ragazzi. baci e poco più. da spiegare sarebbe troppo lunga
    ma…ho conosciuto un ragazzo in vacanza. all’inizio non mi ha colpito
    per niente, fisicamente non era il mio tipo. poi con lui in gruppo mi
    sono trovata benissimo, simpatico, divertente, pieno di argomenti. ho
    riso di cuore come non facevo da mesi. sapevo di piacergli me lo aveva
    detto la sua amica ma io niente…però eravamo come calamite. in una
    serata alcolica lui bacia la mia amica che era in vacanza con me. (lo
    so sembra beautiful) io cerco di farmi da parte ma…non ci riesco.
    lui con lei è distaccato e le spiega che è stata solo la storia di una
    sera. così tra noi succede qualcosa ma io non ho il coraggio di dirlo
    alla mia amica. ci siamo rivisti ma lei ancora non sa niente. lei
    sapeva dall’inizio che io a lui piacevo ma tutto il resto non ho
    trovato il coraggio di dirglielo. sono una m…. lo so, mi sono
    comportata come il mio ex. e adesso, quasi quasi lo capisco. è dura
    dire certe cose a chi vuoi bene. sembra proprio una ruota che gira. in
    più sono confusa, non so se lui mi piace davvero, ho paura una fottuta
    paura di soffrire, non mi fido di me e non mi fido di lui. cmq lui sa
    la mia situazione. sa che mi sento ancora bruciata, delusa, incapace
    di credere all’amore, incapace di credere in una storia vera, in una
    coppia. al momento non mi vedo in coppia con nessuno…ci sono solo
    io, con un’armatura. che forse mi toglierò o forse no. però in tutto
    questo mi sento viva. non l’avrei mai detto mesi fa ma da quando lui
    mi ha lasciato mi sono riscoperta forte, simpatica, interessante,
    creativa, in grado di attirare simpatie, affetto e amicizia. mi sono
    sentita apprezzata ecco, cosa che lui non faceva più. non ne sono
    fuori del tutto e non lo nego ma credetemi si può andare avanti e
    scoprire che quella storia così perfetta non era tale, che eravamo
    farfalle dentro una cornice e ora invece voliamo. con tutti i pericoli
    e gli sbagli del caso, ma voliamo.

    un abbraccio a tutti!

  • 8247
    cati -

    continua…
    Sono divorata dai sensi di colpa, non capisco come ho fatto a sprecare un’occasione così bella che la vita mi aveva dato, come non sentissi il bisogno di stare con lui sempre. E’ per questo che non riesco a provare rabbia verso di lui e quindi forse, a voltare pagina. Pensate che la sua delusione nei miei confronti abbia potuto causare tutto ciò? In realtà mi ha detto di avere fatto anche lui tanti sbagli e che entrambi abbiamo sbagliato in buona fede. Un caro abbraccio a tutti. Confido in un consiglio sincero visto che ho condiviso parecchie vostre opinioni e che non riesco ad andare avanti.

  • 8248
    maya -

    ciao a tt, e da un pò che nn scrivo ma leggo spesso i post
    cati mi dispiace per quello che stai pasando, ma posso dirti arche se la mia opinione non sarà accolta da tutti che gli uomini sono solo dei grandi bambini, lui aveva bisogno di punti fermi e quei punti fermi dovevi essere tu, tu che gli preparavi la cena, tu che gli stiravi le camicie, etc. etc. questo da parte tua nn c’è stato almeno questo ho decifrato leggendoti, e quindi per quanto passione ci poteva essere quella non bastava a farlo tornare nella tua barca scusa se uso questa metafora della barca ma lo faccio solamente pechè le barche hanno l’ancora e per quanto il mare può essere aggitato loro nonostante i vari giri che fanno alla fine non si allontanano mai dal loro punto fermo.

  • 8249
    cati -

    Grazie Luna per il tempo che mi hai dedicato. Hai fatto una lucida analisi della mia storia, a mio parere. Non so se si tratti solo di esperienza personale o anche di sensibilità e acutezza… Hai ragione: difettavamo in comunicazione. Ma non nel senso che non si parlasse, perchè avevamo sempre qualcosa di cui parlare (soprattutto il suo lavoro, però), ma che non si dicessero le cose veramente importanti, forse per paura di turbare l’equilibrio (evidentemente instabile) che si era creato tra noi. Quando mi lasciò mi disse che non mi aveva parlato dei suoi problemi perchè non voleva che io cambiassi solo per questo, avrei rischiato di diventare la caricatura di me stessa. Si era limitato a mandarmi indizi che ovviamente non ho colto.
    Ti (vi) sarei grata se mi poteste consigliare il da farsi. Ho paura che il mio lungo silenzio ci faccia allontanare irrimediabilmente. Lo dico perchè comunque so che si sente in colpa. Purtroppo non sto riuscendo a reagire come una persona equilibrata dovrebbe fare e sono anche delusa da me stessa. Pensavo di essere una donna forte e mi sono riscoperta solo molto caparbia Un bacione

  • 8250
    teresa -

    CATY ciao sarò brevissima,in questi giorni ho capito una cosa che se un uomo vuole stare con una donna non ci sono impegni,lavoro, o qualsasi altro motivo che lo faccia stare lontano dall’amore.
    In fondo parlo per me, sono solo una donna delusa, ferita da un uomo,mi servo di questo blog perchè leggendo le vostre esperienze capisco che ci sono tante donne che soffrono per un amore finito, chi in una maniera chi nell’altro reagiamo in modi diversi..Analizziamo ogni singolo comportamento della storia vissuta, cercando i motivi della rottura,ma anche se li trovassimo comunque loro non ci sono.

    ELENA grazie per il consiglio, ma sono come il prete predico bene e razzolo male, oggi pome l ho chiamato volevo capre il perchè ma la sua risposta è stata ora non me la sento di parlare, allora un’altra porta in faccia, sto meglio quando non lo sento, oggi mi passavano strane idee in testa..devo lasciare andare una parte di me anche senza chiarimenti, lui non so come definirlo bambino, egoista boh..perchè è proprio insensibile alla mia situazone. Scusa se a volte sono un pò ripetitiva.notte

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