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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 8176
    LUNA -

    (il che ovviamente è comprensibile), però ha fatto una scelta FUORI DA TE, lontano da te.
    E’ proprio questo il punto dolente?
    Sì, ok.
    Però lei si è presa la sua libertà, tu non ti stai lasciando libero.
    Libero di scegliere al di fuori di lei.
    E non sto parlando di donne, eh, sto parlando di te.
    Lo so che non ci riesci, e capisco (per quello che posso) anche il meccanismo per cui non ci riesci.
    Però di fatto il punto centrale non è: perché lei e come lei ti vede, ma il tuo cercare di lasciarti un po’ libero.
    Darti uno spazio, per te.
    E’ vero che l’hai lasciata andare, che non hai rotto le scatole alla sua vita, ma non l’hai lasciata andare dentro di te, ed è a te che stai rompendo le scatole, non a lei.
    Mi ripeto, so che sembrano tutte facili parole. Ma in mezzo a tante cose che ti dici dalla mattina alla sera, che pure sono anche parole, oltre che sensazioni, e che tendono soprattutto verso una direzione, forse introdurre un po’ anche questo punto di vista male non può farti.
    Introdurre un po’ di centralità sana su di te.
    Lei non c’è Giorgio, ora non c’è. Ci sono i tuoi pensieri sui perché.
    Ma cerca anche di pensare un po’ a te.

    ELENA: se hai espresso disagio in determinate situazioni vuol dire che lo sentivi. se le persone non sono riuscite ad accettare assertivamente l’esistenza del tuo disagio e ti hanno chiesto di tapparti la bocca e di interpretare una parte che non ti somigliava (in generale o in quel momento) fai i tuoi conti.
    Forse hai anche semplicemente detto: mi dispiace, così non posso.
    Dire: “mi dispiace così non posso” di per sè è quello che è.
    Se tu riusciamo a leggere, al di là del giudizio, le nostre “ribellioni” di panza come un regalo che ci facciamo, perché rappresentano il coraggio di portare fuori la verità del nostro sentire, i nostri bisogni, ci rendiamo conto, spesso sul lungo termine, che al di là della risposta esterna, in quel momento siamo stati onesti con noi stessi. Non è sempre immediato comprendere la sensazione che fa capolino dentro di noi e cosa ci sta dicendo davvero. Possiamo confonderla, possiamo agire impulsivamente e confusamente, paradossalmente anche pur di non ascoltarla. Io leggendoti riguardo il signore delle email ho avuto la percezione che tu ti sia ascoltata molto, cercando una via assertiva, e prendendoti anche il tempo per decodificare cosa il TUO disagio ti stava dicendo.
    “Così non posso e non voglio”. Mi pare ottima cosa. Un bacio.

  • 8177
    fania -

    ciao a tutti, torno da una serata con amici. lui ieri mi ha telefonato dicendomi che sarebbe venuto…e invece niente.. ma perche’ diavolo mi telefona? anzi in realta’ mi ha fatto uno squillo, poi io l’ho richiamato, nemmeno ha consumato i suoi preziosissimi minuti..e io ancora lo penso..qualcuno mi dica che sono cretina

  • 8178
    GIORGIO72 -

    Luna hai perfettamente ragione dovrei lasciarmi libero di pensare e spostare il
    focus di questa tempesta di pensieri unicamente su di me. In parte riesco anche a
    farlo, o almeno credo, ma se poi vado a vedere bene ed analizzo le cose mi rendo
    conto che in un modo o nell’altro lei c’entra sempre. La chiudo fuori dalla porta e
    salta fuori dalla finestra… è un “gioco” tremendamente pesante da reggere e non
    mi porta assolutamente nulla di buono anzi continua a mantenermi fermo in un
    limbo che mi da solo l’illusione di esserne uscito. I fatti mi confermano che uscito
    non lo sono proprio o almeno in buona parte, altrimenti non starei qui a scrivere
    queste cose ma ben altre.
    Credo che il problema principalmente derivi dall’apatia e dal non riuscire a fare
    ciò che davvero vorrei. Le ragioni son molteplici ma il risultato non cambia. Delle
    volte penso che la nostra storia non ci avrebbe portato da nessuna parte, altre
    invece, forse per la mia ostinazione nel ricavare di buono da tutte le situazioni,
    penso che sistemando un paio di cosette saremmo potuti esser davvero felici.
    Certo le cose van sistemate in 2 ed è un dato di fatto che forse la voglia c’era
    solo da parte mia mentre lei come dici tu ha fatto una scelta al di fuori di me ed
    ha cambiato rotta.
    Molti di voi sono tormentati dai propri ex compagni/e che non fanno altro che
    confondere le idee, complicare il processo di ripresa etc. La mia ex l’ha fatto per
    qualche settimana dopo avermi mollato poi è semplicemente sparita e forse è
    stato meglio cosi…. forse! Sicuramente vivere d’incognite risulta logorante ma
    credetemi l’indifferenza fa molto molto male.

    Purtroppo nient’altro da aggiungere spero che sia per tutti voi una domenica un
    pelo più felice delle precedenti.
    Un abbraccio

  • 8179
    elena -

    umm LUNA,
    l’ho appena sentito telefonicamente e devo dire che con maggior distacco emotivo posso decodificare alcuni suo atteggiamenti.
    Il primo della distanza: lui vorrebbe un rapporto quotidiano, intenso, emozionale. Nella realtà il nostro rapporto era telefonico, e non può vivere così ed è come se stesse vivendo un rapporto parallelo. Le mie considerazioni sono state quelle che, hai disilluso le aspettative su cui lui si era lanciato, sbilanciandosi se vuoi.
    Una possibile convivenza, un possibile lavoro qui al nord e un possibile viversi tutti i giorni. Allorchè uno quando si sbilancia così, tendenzialmente io credo e mi metto all’opera per far si che diventi tale.
    Poi invece subentrano le cosiddette crisi: la centralità di quest’ultima che ancora a tutt’oggi non sà che rispondermi. Allora gli ho chiesto: se quest’ultima è riuscita in qualche modo a creare scompiglio, forse i tuoi sentimenti per me, erano basati su situazioni emozionali, intensi, che non hai vissuto e che in mancanza hai dedicato ad un’altra!
    Anche qui, risposte vaghe e non vere e proprie delucidazioni, in compenso asserisce che il tradimento non cè stato mai, ma che si sentiva in obbligo a non tenere il piede in due scarpe.
    Per come la stò vivendo, direi che stò in un’ottima posizione e che il mio malessere ogni giorno che passa, si smorza.

  • 8180
    LUNA -

    FANIA: non te lo dico perché non lo penso. Però puoi sicuramente non richiamarlo, e che spenda i suoi soldi se ha qualcosa da dire.
    Ovviamente non è un discorso economico il mio, come il tuo.
    Ma se hai l’impressione che lui stia solo segnando il territorio in qualche modo, o che comunque sia abituato a certe “comodità” da parte tua, forse è il caso di smetterla. Non perché tu debba fargli capire qualcosa, ma per la tua serenità. Dico “non perché tu debba fargli capire qualcosa” perché la cosa primaria non è far capire qualcosa a lui, ma stare bene tu.
    Non credo sarebbe il tuo caso, non ti leggo (seppure non ti conosco) portata per quel tipo di atteggiamento, piuttosto a dare o spostarti, ma alle volte, ora lo dico in generale, “cercare di fare capire a uno che così o colà” che sia pure che così non si fa, diventa comunque uno spreco di energie e uno spostamento sull’altro più che su noi stessi. Intendo dire che nel momento in cui pensiamo al nostro bene e stiamo bene di solito quello che c’è da capire, di come la pensiamo, si capisce e basta. E non siamo più dipendenti dal cercare di far capire.
    In sintesi quando esci con gli amici per stare bene tu puoi tranquillamente lasciarlo fuori.
    E’ una cosa che fai per te e ti vivi tu. Se lui ti fa uno squillo puoi tranquillamente (lo so che dico cose anche molto ovvie) non richiamarlo, richiamarlo quando ne avrai voglia tu e se pensi realmente che dal richiamarlo trarrai delle sensazioni positive.
    Se ha qualcosa da dire può chiamare lui, credo, o no?
    Penso che se abbiamo qualcosa da dire, di importante, difficilmente non troviamo il modo. Certo, se mi dici che non ha neanche 50 centesimi in tutto lui o è un’emergenza… ma mi pare che lui si sia un po’ abituato un po’ troppo bene con questa modalità, e che, sopratttutto, questa modalità a te non piaccia, che mi pare la cosa fondamentale. Non credo tu sia cretina, credo tu sia confusa.
    Ma penso che se vuole dirti qualcosa di importante può trovare il modo. sennò probabilmente ora vuole dirti cose che, in fondo,non ti interessa ascoltare. Ed è un tuo diritto. Anche passare una serata serena o comunque arieggiando almeno un po’ senza stare appesa ad uno squillo o al fatto che forse verrà.

    GIORGIO: forse sì, forse un po’ l’ostinazione del tuo carattere ti frega. Forse conoscendoti sai che sei uno che sa lottare, e qundi puoi immaginare che TU avresti potuto superare anche peggiori avversità o perlomeno mettercela tutta. Perché per le tue avversità probabilmente

  • 8181
    LUNA -

    (azz, ho perso il post, dicevo…)
    ragioni, funzioni così. Però come noti giustamente tu in una relazione si è in due, e per vedere le cose in questo modo bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda, avere lo stesso punto di vista…
    così non è stato, indifferente perché.
    E tu ti freghi con il condizionale e il futuribile.
    Io avrei potuto, io avrei saputo…
    sì, ma di fatto sei nel presente.
    Dove anche se puoi e sapresti non serve.
    Ma il punto è che il talento che ti riconosci del vivere, del sapere superare le avversità ecc analizzando in questo modo, parlandoti in questo modo, finisci quasi con il tramutarlo in una debolezza perché non ti è stata data la possibilità di agirlo.
    Perché non hai potuto controllare la capacità, la volontà di un’altra persona? Lo so che suona male questa parola, controllare… però di fatto, sei un uomo molto intelligente e che sa riconoscersi il talento del vivere di non arrendersi di fronte alle difficoltà, alle prese con il fatto di perdersi nel dirsi cosa sarebbe stato capace di fare per e con quando ora i fatti sono altri.

    Io non credo che saresti stato meglio se lei ora ti tormentasse, con i suoi dubbi, con le sue insicurezze, delegandoti il ruolo di chi sa stare in una posizione di limbo perché è più forte…
    non lo credo perché sarebbe stato solo un malessere diverso.
    forse ti saresti sentito più considerato che nel silenzio, ma in realtà avresti sofferto della sensazione di non poter essere protagonista della tua vita e della vostra relazione, e ti saresti affaticato con gli stessi monologhi fatti di buoni propositi e frustrazione, e ancora meno avresti avuto spazio per te…
    Tu Giorgio ti riconosci un talento di saper lottare e superare le difficoltà, e se ce l’hai è tuo.
    Puoi essere disposto a fare centomila chilometri a piedi per raggiungere qualcuno, ma se quel qualcuno quando arrivi si è spostato da un’altra parte?
    e non dovrebbe qualcuno avere la volontà di venire a metà strada?
    I condizionali non sono mai una grande cosa, perché ci portano lontano dai fatti, dal presente.
    Che bello o brutto che sia è il tempo in cui siamo, e ci presenta le sue carte.
    Capisco che non è facile, ma in questo momento (domani non si sa, ma domani sarà un nuovo presente con nuove carte) stai perdendo tempo a giocare un solitario, fatto di troppi se.
    Nelle cose che dici spesso parli di lei, ma parlando di te, di chi è Giorgio, te ne accorgi?

  • 8182
    marianna -

    Grazie mille dolcissima Luna,la tua analisi farebbe quasi pensare che conosci le cose con esperienza diretta molto sentita,sei davvero in ogni caso un’ottima nonchè rara ascoltatrice, e sai anche spiegarti molto bene. Vabbè apparte i violini 🙂 ti vorrei abbracciare un attimo per le tue analisi. E non credo sia solo perchè ho bisogno disperato di capire anche ciò che non mi compete capire…
    Stanotte ho sognato di avere molti leoni e leonesse in giro per casa(in campagna)e di aver timore di loro,di guardarli da dietro un cespuglio giocare come fossero gattoni giganti…mentre la mia famiglia mi diceva di non preoccuparmi e di non temerli.Oggi ho letto che potrebbe voler dire “sentire l’orgoglio di una maturazione”; fermo restando che si sognano le proprie sensazioni,ricordi, paure…più che l’orgoglio direi che sento la stupore vero e proprio.Mi stupisce e m’incuriosisce la maturazione, l’evolversi delle cose…in fondo è questo il lato positivo della faccenda.
    Giorgio capisco bene cosa significhi l’indifferenza che raggela.ma forse è in questo momento che prende vita un nuovo Te.che ha consapevolezza maggiore,non pregiudizi ma giudizi su quello che siete stati e che non esiste più,se non come ricordo,fonte di esperienza.ci resta solo il momento presente,in costruzione e attesa di un futuro che abbiamo il favoloso lusso di sceglierci e concederci,tutto per noi, fatto da noi, come lo vogliamo noi, non come ci viene imposto nel pacchetto complessivo.ed è in fondo entusiasmante guardarsi dentro, attraversare quelle zone del pensiero,fluttuare dolcemente nei nostri reali desideri,in ciò che vorremmo per noi,tutto per noi,perchè ce lo meritiamo,non perchè ci viene regalato.Perchè è certo che la vita non ci dà nulla senza pretendere in cambio un pò di sforzo autentico.E’ un lavoro che però dev’esser costante e non bisogna aspettare di vedere i risultati, quelli ci si palesano davanti a cose fatte,quando sentiamo la nostra vita che scorre sui binari giusti…ma giusti davvero, non dobbiamo mai porci dei limiti alla nostra capacità di vivere Bene.questo va bene e questo no, di questo posso fare a meno e di questo no. di certo io non voglio piu’ fare a meno di Me, del mio vero io, della persona ideale che vive in me,che non rinuncia alla sua felicità e alla sua Pace,alla sua dignità.Mi devo poter guardare allo specchio e non abbassare lo sguardo,esser felice di quel che sono…

  • 8183
    marianna -

    nonostante lui non sia più “mio”, non sia con me come avrei voluto.nonostante questo corridoio buio c’è ancora una luce dentro di Noi,siamo proprio Noi.

    buona serata,ciao a tutti

  • 8184
    Alice -

    GIORGIO72: “La chiudo fuori dalla porta e
    salta fuori dalla finestra…”
    ho sorriso giorgio… e sai perchè? perchè a me spuntava sempre in ogni dove… in macchina, al lavoro, in aereo… giuro… spuntava sempre. spunta tuttora ma in modo diverso. spunta quando sento una canzone, quando mi rendo conto che mi sono raggelata con il resto del mondo e mi mancano quelle dolcezze che a lui riservavo. forse mi manco proprio io, io com’ero, io e quello che sentivo.
    lei, giorgio caro, spunterà ancora per un bel pò. è una battaglia. sappi che è normale. insomma lei non c’è più e ha fatto parte della tua vita. credo che però la cosa fondamentale è che, anche se spunta fuori, l’importante è cercare il tuo equilibrio. e piano piano lo troverai ne sono certa. io ripeto sempre a tutti ormai che la cosa più che conta ora è armarsi di pazienza, non tanto di forza ma di vera pazienza. pazientare quando stiamo giù, pazientare quando siamo apatici, pazientare quando non dormiamo, pazientare quando li sogniamo, pazientare quando ci rendiamo conto che siamo seduti a un tavolo con gente che non ci trasmette una cippa mentre con lei-lui sentivamo le farfalle nello stomaco. pazienza e amor proprio.
    un abbraccio a tutti

  • 8185
    LUNA -

    ANNA: un pensiero, un abbraccio se passi, in lettura, di qua.

    MARIANNA: @di certo io non voglio piu’ fare a meno di Me, del mio vero io, della persona ideale che vive in me,che non rinuncia alla sua felicità e alla sua Pace,alla sua dignità.Mi devo poter guardare allo specchio e non abbassare lo sguardo,esser felice di quel che sono…

    🙂 perché ideale però? forse nel senso di “giusta per sè”.
    Molto reale però quell’ideale. Perdindirindina sei tu! Che bello 😀

    bacino

    ELENA: 🙂
    per il resto: queste telefonate mi sembrano sempre troppo “affollate”. faticose. poco concrete.

    ALICE: la pazienza… che bella cosa imparare la pazienza. Verso sè.
    Dico sul serio. Ci pensavo prima di leggerti, riguardo delle situazioni mie, più generali, guardando me ora, anche il rocambolesco tempo che ho dietro le spalle, denso di fatti, sensazioni che non credevo di poter superare, e per certi versi di pesantissime immobilità. Anche se non le davo questo nome. Poi ti leggo, e leggo questa parola: pazienza.
    A me tocca avere pazienza per cose che non dipendono direttamente da me, cose pratiche che incidono sui miei tempi. La mia testa ha fatto un salto in avanti, so cosa voglio molto più di ieri. Su alcune cose però mi tocca avere invece ancora pazienza e affaticarmi. Fosse per me, nell’agenda delle cose da fare, alcune cose sarebbero già risolte. Però stasera questo pensavo: e cioè che i tempi interni hanno una bella importanza!
    Mi tocca avere pazienza rispetto ai tempi di alcune rielaborazioni e scoperte, stati d’animo. Se mi interessa tendere verso il mio benessere mi accorgo che la pazienza funziona per come il puzzle da 80000 pezzi si compone, senza che io mi arrovelli. Mi tocca avere pazienza verso alcune mie paure, sono talmente umane…
    Ho imparato quanto è importante decidere, ma anche darsi il tempo di non decidere impulsivamente. Quanto è importante riuscire a sentire la differenza.
    Non ho detto che so sempre qual è la differenza, bada bene. Ma sento più che mai quanto è importante. Darsi il tempo e lo spazio per ascoltarsi. A volte c’è anche una coltre di stress nella confusione. E’ per questo che merita curare lo stress ed eliminarlo il più possibile, non dandolo per scontato. Ci sono cose su cui non possiamo incidere, ma altre sì. Almeno quelle. Volersi più bene è davvero il centro, mi sa. Sotto, nella confusione, ci sono le nostre fragilità, sì, ma anche le nostre verità, ciò che vogliamo per noi, le nostre risorse. I nostri giusti sì, i nostri giusti no.

  • 8186
    Alice -

    @Luna: “la pazienza… che bella cosa imparare la pazienza. Verso sè.”
    già… già… già…. per me è stato difficilissimo, perchè ci sono stati momenti in cui credevo veramente di impazzire e di voler dare le capocciate al muro. io ho capito veramente sulla mia pelle che è stata la pazienza che mi ha aiutato e non tanto la forza. ma la pazienza di potermi permettere il lusso di cadere in mille pezzi un giorno si e l’altro pure confidando nel tempo, che mi avrebbe portato a cadere una volta a settimana, poi una volta al mese, poi a rimanere in bilico e poi finalmente a stare in piedi in perfetto equilibrio.
    forse questa ultima frase è un pò azzardata… l’equilibrio non è perfetto. anzi, a volte è ancora tanto imperfetto, ma quanto adesso riesco a pensare a me, ad ascoltarmi, a stare bene in mezzo agli altri. ce la sto facendo ed è la cosa più bella.
    un bacio grande

  • 8187
    elena -

    LUNA mi spieghi il concetto “affollate” ?
    che ti passa per la testina?

    io ripenso alla telefonata, e mi sà che il famoso “tiziano” di cui i paragrafi precedenti se ne era parlato, era lui!
    Mi ha praticamente ripetuto le stesse cose.
    Una cosa non riesco a deliniare: nella telefonata mi parla della prossima storia che inizierò. Di non chiedere alla persona carta di identità ed esami del sangue, ma di viverla pienamente giorno dopo giorno intensamente come ha fatto lui. Resto basita.
    Che poi ha ritratto il fattore che puntualizzavo e che lui asserisce, di avere storie poche durevoli, replicando che ha avuto l’ultima sua relazione durata 8 anni!
    Ci sono delle cose poco chiare, come sempre, che non trovano una sua giusta collocazione.
    Anche il fattore famiglia: ne ha parlato in casa dicendo che abbiamo litigato e che per questo ci siamo lasciati. Mi sono sentita in dovere di replicare che le cose non stanno proprio così, ma che c’è una persona di mezzo, ma proprio perchè sono onesta e desidero chiarezza.
    Si è pure “offeso” diciamo così, che ho replicato anche sul fatto che per lui era l’ennesima avventura e mettendo i puntini sulle i, lui replica che quello che ha vissuto, l’ha vissuto con i sentimenti, si è lasciato traportare dalle emozioni/sensazioni che emanavo.
    Mi sembra più una vigliaccata, sai?
    Posso essere d’accordo che la distanza è molta, ma ho amici che dopo anni di su e giu, si sono pure sposati. Tutto stà nelle motivazioni.
    Credo che lui non si stia prendendo la briga di mettersi in gioco, rischiando se vuoi che la storia possa pure finire. Certezze non ne ha nessuna. Preferisci il non rischiare, piuttosto che mollare le zavorre e dire: voglio vivere per me.
    E comunque se stiamo parlando mettendoci pure il lavoro, qui al nord c’è molta più disponibilità che al sud, tantè vero che gli avevo trovato 2 lavori indipendenti da me e che desidero una sua indipendenza economica. Troppo facile lavorare con il padre e lavorare occasionalmente e quando se ne ha voglia!
    Parlando e rileggendo mi viene proprio da pensare che è ancora immaturo per scelte così definite. Ma che ogniuno di noi, cresce e sceglie per se la via da percorrere

  • 8188
    LUNA -

    ELENA: Tiziano sarebbe lui?
    E allora salutiamo Tiziano che ci legge e non si palesa. Scelte, peraltro. Scrivere, non scrivere, leggere, palesarsi, non palesarsi. Il forum è libero.
    Non dicevo in senso polemico.
    Anche se sarebbe l’ennesima cosa un po’ indiretta.

    Non mi inibisce che Tiziano sia forse in ascolto.

    Dicevo affollate perché in un discorso che dovrebbe essere a due si parla sempre di tre, ho l’impressione. E non capisco (io non capisco, ma come sempre ripeto non è che io debba capire) se sono telefonate per parlare in senso costruttivo, di come avvicinarsi, in senso di distanza geografica ma non solo, o telefonate sul perché ci si è allontanati.
    Ad un certo punto, come si diceva, se ci sono comunque le condizioni per prendere un mezzo di trasporto ed incontrarsi e se non c’è l’intenzione di accorciare le distanze geografiche, che sia per un chiarimento a 4occhi o che sia per impostare una frequentazione su un piano diverso dalle parole, o se comunque impostare una frequentazione su un piano diverso dalla parole e dall’astratto, cosa c’è tanto da dire?
    se le condizioni non sono attuabili, se uno dei due non regge l’assenza di quotidianità, se già ora vi accapigliate di continuo, continuare a ripetere perché non è a cosa porta?

    In una relazione a distanza la distanza stessa può portare ad una serie di tensioni e necessità di chiarimento maggiori rispetto ad una relazione in cui ci si vede tutti i giorni?
    sì, però forse dipende anche cosa si ha la necessità di chiarire?

    Alla fine esattamente di cosa state parlando ora?
    non state parlando, mi pare, di come fare a vedervi il più presto possibile, come incontrarvi a metà strada, come organizzare le ferie per passare più giorni possibile insieme,
    come organizzare nella maniera più “quotidiana”, serena, lineare possibile una relazione a distanza in attesa di una più concreta e quotidiana vicinanza.
    Io ovviamente non posso sapere perché non ne parlate, però questo è quello che tu riporti e quello che leggo.
    Se Tiziano era davvero lui allora ci ha spiegato il suo punto di vista sul perché si è attaccato ad un’altra persona, ha “giustificato” la sua scelta. Bene. Quindi?
    Quindi qualcosa non ha funzionato, indipendentemente perché, se lui giudica di avere trovato ha una persona più vicina e più compatibile e neanche tu sei soddisfatta di come sono andate/vanno le cose? Se la crisi è aperta non mi pare che parlare in continuazione del fatto che lui è indeciso tra due donne possa portare a molta

  • 8189
    LUNA -

    costruttività nel momento in cui tu sei lontana e non hai comunque i mezzi (non ti è neanche permesso di) avvicinarti e, dal tuo punto di vista, combattere ad armi pari. E nel momento in cui comunque lui sarà pure in crisi ma lo sei anche tu. Perché comunque tu da una relazione a distanza ti aspetti che ci sia la concretezza di un’avvicinamento, seppure non domani mattina, ma come concetto in costruzione concreta.
    E perché una relazione a distanza implica comunque dei sacrifici, ma tu, mi pare di capire, non vedi la parte di compensazione positiva, visto che la persona dall’altra parte non ti dà una serie di cose che comunque vuoi avere da un uomo. In primis il fatto di una frequentazione perlomeno telefonica che per te sopperisca la mancanza di vicinanza fisica. Il fatto di essere l’unica, comunque, che l’altra persona sia nel tuo salotto o a Timbuctù.
    Immagino che anche per te non sia facile avere una relazione con una persona distante che fisicamente non c’è, non può venire con te, al di là che nel letto, dico delle banalità (ma che banalità non sono), a fare colazione, a fare un giro in centro, a guardare lo stesso tramonto, ad aspettarti fuori dal dentista, a cui piangere su una spalla in una giornata storta. Le relazioni a distanza non sono impossibili, e spesso portano ad una vita quotidiana concreta, come noti tu, però per stare in piedi necessitano che ci sia una base forte per reggere la mancanza di tutta una serie di cose che sono banali per chi vive nella stessa casa, o perlomeno ad un tiro di schioppo. Necessitano anche una capacità di stare nella relazione con “qualità” anche nell’attesa che sia possibile ricongiungersi per un finesettimana, una vacanza, un periodo più o meno lungo.
    In più poiché non è possibile “testarsi” nella quotidianità è vero che si può avere anche una tendenza ad affrettare i tempi.
    Ma se quello che chiedete l’uno all’altro è ciò di cui sentite di avere bisogno e che non siete in grado di darvi, al di là di chi sia la maggiore responsabilità, e che sia per carattere, situazioni, tempi, indole, bisogni, alla fine il senso qual è? che non siete soddisfatti di questa relazione.
    Sei soddisfatta di questa relazione, Elena? Non di come “potrebbe essere”, ma di com’è?
    La domanda centrale mi sembra questa.
    E cosa davvero è possibile fare perché le cose cambino? Concretamente, ora, intanto, no “dovrebbe essere”, capisci cosa intendo?

  • 8190
    elena -

    ok comprensibilissimo LUNA
    ed è tutta una serie di chiarimenti che ho tentato di mettere all’opera.
    In primis non mi ha dato la possibilità di scendere, fermo restando che avevo già preso il biglietto e di chiarire a vis to vis.
    La seconda, bloccando le telefonate: la sua richiesta è stata chiara di volermi sentire un pò meno e di spostare l’attenzione su quell’altra.
    La terza la distanza che seppur molta e non frequentandosi tutti i giorni o quasi, e che ha permesso a lui di mettere paletti giustificandosi del fatto che non vivo nella sua stessa città.
    Mancano effettivamente le basi su cui costruire un rapporto: in primis la fiducia.
    La fiducia che io, e mi metto in prima persona, ho cercato di fargli capire e cercando di annullare con una serie di constatazioni, se vuoi pure concrete, del fatto che esistono pure i mezzi per avvicinarsi e di cui tu per prima citavi.
    Ma lui non è disponibile a farsi questo tran tran di avanti e indietro.E qui, c’entra pure la sua famiglia che non sanno propriamente come stanno le cose. Dovrebbe giustificarsi ad ogni spostamento di week end, e non ha intenzioni di varcare quella soglia.
    La “qualità” di cui sopra mi elencavi, cè l’ho messa e sicuramente non mi trovo degli “escamotage” perchè la persona è distante e ho bisogno di affettività. Quando entro in relazione, ci entro e basta.
    Al di là di quello che possa succedere conoscendosi e magari scoprendo che non siamo compatibili.
    In tutto questo però mi chiedo una cosa: forse si è pure messo in gioco, almeno ci ha provato. Ma poi si è reso conto che doveva giustificarsi con il mondo e che il padre non avrebbe accettato un suo trasferimento.

  • 8191
    elena -

    il mio problema LUNISSIMA cara,
    è che ciò che ho fatto, sento di averlo fatto in maniera adeguata, sensibile, concreta.
    Mettendoci anima e cuore per arrivare ad un dunque. Mettendomi anche sulle spalle di potermi avvicinare io, piuttosto che lui.
    Ho chiesto persino alla camera del commercio di messina, quale siano le disposizioni per un eventuale appoggio sovvenzionale.
    Mi sono data da fare
    Ma perchè mi sento perdente?

  • 8192
    LUNA -

    ELENA: francamente non lo so, nel momento in cui abbiamo fatto tutto il possibile dovremmo sentirci con il cuore in pace.
    Forse perché avevi deciso che doveva andare in un certo modo, proprio per l’impegno che ci hai messo?
    Forse per la sensazione che sia stato lui a controllare la relazione? (vero o no che sia)

    @In primis non mi ha dato la possibilità di scendere, fermo restando che avevo già preso il biglietto e di chiarire a vis to vis.
    Beh, ti pare poco?

    @La seconda, bloccando le telefonate: la sua richiesta è stata chiara di volermi sentire un pò meno e di spostare l’attenzione su quell’altra.
    Fai tu, ah… Sentire meno per spostare l’attenzione su un altra è una relazione?

    @Ma lui non è disponibile a farsi questo tran tran di avanti e indietro.
    dunque non è disponibile ad una relazione a distanza concreta.

    @E qui, c’entra pure la sua famiglia che non sanno propriamente come stanno le cose. Dovrebbe giustificarsi ad ogni spostamento di week end, e non ha intenzioni di varcare quella soglia.
    Fermo restando che io sono persona riservatissima che non ama dire quello che fa, perché una persona di quella età deve giustificarsi così tanto? Non giudico, ma è un tipo di cosa che tu saresti in grado di sostenere?

    @Quando entro in relazione, ci entro e basta.
    Al di là di quello che possa succedere conoscendosi e magari scoprendo che non siamo compatibili.

  • 8193
    elena -

    LUNA 🙂
    mi arrabbio con lui, perchè si era messo in funzione una progettualità, seppur conoscendoci poco. Ho creduto in lui, alle sue parole. Lui si è spinto oltre, io ho accolto e rimboccata le maniche per far si che diventasse tale.
    Mi chiedo spesso: ma la gente parla perchè ha la bocca collegata al cervello o cosa?
    Si è tirato indietro, ok, può succedere. Ma qui non riesco a trovare il bandolo della matassa. Paura del padre? Quando ho espresso questo la risposta è stata: no, non è per mio padre che faccio questo(con il senno di poi te lo dico, suo padre è autorevole e lui ne ha paura)
    Paura di lasciare la sua terra? forse si, lascia amici e conoscenti, per indirizzarsi verso una nuova meta ed è solo. Capibilissimo da un punto di vista umano, io stessa ci sono passata, ma se ami e ami te stesso scegli per te e quello che ti fa stare bene!
    Paura di non farcela? penso che se due persone si amano, condividano i fardelli.
    Vabbè, senti LUNA….mi stò lamentando troppo e me ne dispiace.
    Forse hai ragione: bisogna valutarla per quella che è e che non era 🙂

    un bacione
    Paura di lasciare

  • 8194
    GIORGIO72 -

    Luna carissima quanto devo darti ragione…

    @Nelle cose che dici spesso parli di lei, ma parlando di te, di chi è Giorgio, te ne
    accorgi?
    Hai ragione parlo troppo di lei e non riesco a tirar fuori le palle (pardon per il
    francesismo) e forse anche un po di sano egoismo per riuscire a spostare il focus
    di pensieri ed aspettative unicamente su di me. Ho imparato a convivere con la
    “solitudine” ed ha “godere” delle piccole cose, ma delle volte dubito siano solo
    false illusioni create ad hoc dal sistema automatico di difesa che attualmente ha
    dovuto necessariamente prendere il controllo della mia persona. Spesso mi sento
    un’automa, non riesco a lasciarmi andare per emozionarmi profondamente come
    dovrei. I miei sensi sono ovattati, le emozioni sempre lenite mai troppo graffianti
    e profonde. Ti dovessi dire oggi come oggi non ho nemmeno un’idea precisa di
    cosa realmente desidero, e questa cosa credo sia davvero un problema. Non ho
    una meta (dovrei esser io la meta) pertanto non so nemmeno come orientare le
    mie vele per farle gonfiare da una nuova brezza e raggiungere nuovi lidi nei quali
    riprendere a Vivere. Piuttosto mi muovo in balia delle onde, sempre in alto mare
    talvolta scosso dall’avvistamento di lembi di terra, lontani e irraggiungibili che mi
    danno solo l’illusione di un fugace appagamento. L’unica consolazione che ne
    deriva è la coscienza dell’esistenza di un lido, dove spero di riuscire ad approdare
    quanto prima.

    @Alice
    La pazienza non mi manca anzi, da 5 mesi credo di aver sviluppato una capacità
    di sopportazione incredibile. Son passato sopra a tante, forse troppe, cose che
    prima probabilmente non avrei tollerato. La pazienza mi accompagna nelle notti
    tristi, fatte di pensieri simili a grovigli di filo spinato, impossibili da sbrogliare,
    troppo complessi per restituirmi un perchè. In tutto questo pazientare però
    qualcosa che non funziona c’è. Pazientare spesso coincide con l’attendere, un
    momento migliore, più positivo, magari di allineamento astrale più propizio (io
    non ci credo ma molta gente lo fa), di un botta di c..o inaspettata, ma nel
    frattempo sai cosa succede? Succede che il mondo non attende e non pazienta
    insieme a noi ma continua imperterrito il suo percorso e noi ci perdiamo molte
    forse troppe cose che meriterebbero di esser vissute oggi, perchè pensare di
    posticiparle a domani perchè oggi per noi non è un giorno positivo equivale a
    perderle. Mi “vanto” di esser paziente ma probabilmente chi leggerà queste 4
    righe

  • 8195
    GIORGIO72 -

    penserà l’esatto contrario. Probabilmente apparirò come l’impaziente di turno che
    vuol risolvere i propri problemi con uno schiocco di dita, con un colpo di
    bacchetta magica, e forse sarà pure la verità. Esprimo la mia confusione anche
    scrivendo, l’entropia regna dentro di me, e come nell’universo continua ad
    aumentare esponenzialmente. Il caos è ingovernabile, e continuo a percepire la
    presenza di pochi pensieri ben confusi.
    MI piacerebbe poter dormire pienamente, come ormai non lo faccio da mesi e
    domattina tornare a leggere le vostre risposte e sapere che è tutto finito per tutti,
    che possiamo chiudere questo post ed aprirne uno sulla felicità e la gioia di
    vivere e continuare a sentirci li… Pura utopia, follia, sarebbe troppo semplice e
    riduttivo pensare alla vita con quest’ottica ma stasera mi sento pervaso da una
    vena sognatrice e visto che sognare non costa nulla, accetto e vado avanti!!

    http://www.youtube.com/watch?v=wiJVSMFLZ6g&feature=player_embedded

    Notte amici, notte dolcissima a voi tutti!

  • 8196
    LUNA -

    GIORGIO: la tua meta sei tu nel senso del tuo benessere, che è fatto di molte cose, dell’equilibrio fatto anche del mangiare, bere, dormire, ma la vita è fatta anche di mete esterne, piccole e grandi. Forse ti stai perdendo aspettando, per ripartire, di trovarne di grandi, ma forse stai dando troppa poca importanza a quelle piccole, che comunque fanno parte della nostra vita, che sono parte della “normalità”. Non credo che sia una bugia apprezzare le cose piccole e semplici. Credo che dopo un dolore si possa sia dimenticarsene che apprezzarle di più, a volte in due fasi conseguenti, ma di fatto le piccole cose che ti fanno stare bene o meglio sono reali.
    Se le sensazioni di dolore e di gioia sono umane, e possono persino condividere (intendo dire, pensa a chi si ritrova a ricevere una brutta notizia e poco dopo a sentirne una molto bella… sarà addolorato per quella brutta, contento per quella bella, ed entrambe saranno vere emozioni) è un pericoloso “gioco” della mente quello che fa ragionare su cose come: quando sto male è vero, quando sto bene mi imbroglio.
    E’ vero che abbiamo dei meccanismi di difesa che ci permettono di negare e rimuovere, ma forse se ne stiamo stati dotati e perché ci sia possibile anche approfittarne per stare meglio.
    Dunque se io vado da mio nonno, che è in casa di riposo, e la mia concentrazione si sposta su qualcosa di buono invece che su qualcosa di negativo forse sono i miei meccanismi di difesa a lavorare oltre alla situazione e al mio modo/carattere di guardare le cose, ma se il risultato è positivo perché dovrei andare a tormentarmi anche quando sto in equilibrio? L’importante semmai è che io riconosca anche la mia verità che mi dice che c’è comunque una parte di dolore e di stress nell’andare in una casa di riposo, che è oggettiva.
    Che non ha nulla a che vedere con i sentimenti che provo per mio nonno, che sono tutti buoni, o il fatto che a me non pesi andarci nel senso che non sbuffo e anzi per me andare a trovarlo è una cosa che mi fa stare meglio e che sono in grado di fare. Però è oggettivo che andare in una casa di riposo a trovare una persona che sta male e vederne altre stare male, anche per tutta una serie di questioni emotive contingenti, non è la stessa cosa che andare con gli amici a vedere un film comico. Dunque come vedi nel momento in cui io vado a trovare mio nonno (faccio questo esempio perché è un esempio per me emotivamente forte, spero che ne arrivi il senso) provo una serie di sensazioni e piani,

  • 8197
    LUNA -

    anche di lettura molto diversi, ed alcuni anche apparentemente in constrasto. Provo serenità per il fatto di essere lì, e di poter fare qualcosa di concreto, comunque, per, anzi anche insieme ad una persona che amo molto, allo stesso tempo provo ansia per il futuro perché non lo conosco (ma proprio perché non lo conosco mi dico che non devo indugiare nell’ansia e cerco di spostare il pensiero sul presente e le sue esigenze e le sue gioie). E tutte queste cose sono vere. Se io cominciassi ad analizzare ogni singola sensazione, non ascoltandola, ma domandandomi se è vera, cosa ci guadagnerei? certo che mi domando alle volte se tiro il motore e se non mi sto strapazzando troppo, ma questa è una domanda, sulla globalità dell’equilibrio (e quindi nel guardare semmai poi i singoli elementi) che è diversa dal rompermi le palle da sola.
    E’ piuttosto un check up delle risorse nel momento contingente che è diverso da andare avanti e indietro con il filmino 70mila volte. Non ti dico che non lo faccio anch’io, ti dico che però mi rendo conto che andare avanti e indietro troppo è troppo.
    Andando indietro con il filmino ha senso per rielaborare un trauma, credo, o per trovare elementi che effettivamente possano aiutarci a vivere meglio con noi stessi, gli altri e il presente, non per spararci nelle palle, usando pure io un francesismo.
    Tempo fa sono andata a trovare mio nonno e in direttissima, quella sera, è morta un’altra signora. scusate l’argomento, non voglio fare violenza, ma lo scrivo per dire questo: io ero lì, e vi posso assicurare che per quella signora io provavo (e provo) un sincero affetto. Ero lì e mi sono dedicata a mio nonno, e mi sono dedicata a spostare mio nonno anche perché non fosse involontariamente d’intralcio al fatto che c’erano dottori ecc che andavano su e giù. Ora, io non ho un cuore di pietra, ma è vero che esistono dei meccanismi di difesa. Esiste un meccanismo di difesa appreso che fa sì che tu, pur conservando la tua umanità, impari che queste cose lì possono accadere. Ed esiste un meccanismo di difesa per cui io mi sono difesa dall’impatto emotivo ed empatico e ai rimandi che ha per me. Ore dopo ho chiamato un’amica e ho parlato cazzate come non mai. Dopo ancora, quando pensavo 🙁 alla signora, sapevo che anche parlare cazzate era adrenalina da dispiacere. Dovrei prendermela con delle difese se hanno funzionato o indagarle o chiamarle bugie? Perché? Non serve catalogare tutto.

  • 8198
    Alice -

    Caro GIORGIO,
    mi dispiace tantissimo sentire le tue parole, sentire il tuo dolore e ricordarmi quanto certe volte è difficile, quanto avrei voluto una parola di conforto in alcuni momenti o solo dormire con il pensiero di svegliarmi a lavoro completo. In queste tue righe mi sono rivista pienamente. Ho rivisto me questa estate e la fatica che facevo a continuare la mia vita mentre dentro ero morta. A vedere i giorni che passavano mentre io mi sperimentavo in nuove cose senza un filo di entusiasmo, o meglio, con un entusiasmo finto con il quale cervavo di convincere il resto del mondo ma dentro, Dio come mi bruciava la mia apatia. Io ho cercato di fare tante cose sapendo che dovevo farle. Ho cercato di distrarmi, di leggere, di parlare, di viaggiare. Sappiamo tutti benissimo che tutto parte da noi, da quello che abbiamo dentro, da quel giro di boa che soltanto noi dobbiamo e possiamo fare. Non ci sono impegni che tengono, amici, film, passatempi, palestre se non cominciamo a guardarci veramente dentro e a capire come poter uscire al meglio da questa situazione. Guardarci dentro e quindi conoscerci. Io ci ho pensato molto. Ero pure io in un tunnel senza uscita mi ero letteralmente ingarbugliata. Poi ho mandato tutti a quel paese. Lui, i suoi amici, le sue amiche. Ho cancellato tutto, resettato tutto, buttato tutto. Buttato nel secchione ogni cosa rimasta a casa mia. E ho frullato dalla finestra un sacco di rapporti. Ho ricominciato da zero. Ho cominciato ad uscire con altre persone, non ti nascondo che all’inizio è stata dura, spesso sono stata a casa, sola, ma sapevo che se avessi continuato a vedere chiunque mi avesse ricordato lui mi sarei sotterrata. Poi piano piano con persone nuove e amicizie nuove mi sono rigenerata, mi sono data la possibilità di rimettermi in gioco veramente dalla testa ai piedi dando un taglio netto anche se dolororissimo col passato. Io non so perchè ti dico questo, magari lo hai già fatto. Per me rompere col mondo che mi apparteneva prima e che condividevo con lui, mi ha dato una forza e una voglia di andare avanti incredibile. Non so se questo consiglio ti può servire. Ognuno ha le risposte dentro di sè in base a ciò che ha vissuto e a come lo ha vissuto. Sfogati. A me questo forum ha dato una grandissima mano. Ho incontrato veramente persone ricchissime. Non ti pensare che a me il mio ex non manchi, anzi, ma ho imparato a tollerare il dolore e a tenerlo da parte e non sempre con me tutto il giorno.
    Ti abbraccio

  • 8199
    teresa -

    Ciao a tutti,
    GIORGIO anche a me capita la stessa cosa, sono in balia degli eventi che mi circondano senza esserne partecipe, mi sforzo anzi è piu’ corretto dire mi violento a fare le cose..( mi sono iscritta ad un corso di teatro )ma non ho per neinte lo stimolo..vorrei farmi una sana dormita..leggo, piango poco, la mia sfiga che abito lontano dalla mia famiglia , sono sola perchè uscivo sempre con lui non ho neanche amici pensa un pò, prego tanto questo a volte mi rasserena un pò.
    LUNA ciao, non riesco a capire i tuoi meccanismi di difesa,io invece analizzo ogni minima cosa anche perchè vorrei capire questa paura e sensazione di vuoto che ho da dove emergono. Fino a poco tempo fà ero una ragazza che apparentemente non aveva problemi, ma in realtà ho una grande insicurezza di fondo e solo affrontando le mie paure posso guardare il domani (non parlo di futuro). notte a tutti

  • 8200
    LUNA -

    ELENA: @mi arrabbio con lui, perchè si era messo in funzione una progettualità, seppur conoscendoci poco (…)
    Mi chiedo spesso: ma la gente parla perchè ha la bocca collegata al cervello o cosa?

    Non sempre, a volte sì, è collegata al cervello nel momento presente, poi le cose cambiano.
    Io capisco sai che la cosa ti dà fastidio, però proviamo a girare la questione focalizzandola su di te.
    Tu pur conoscendovi poco ti sei messa anche in funzione di una progettualità, con l’entusiasmo e le informazioni da raccogliere per stendere… un piano di lavoro. Durante la raccolta delle informazioni, e mentre conoscevi meglio l'”equipe” con cui avresti dovuto realizzare il progetto tu stessa ti sei accorta che qualcosa non andava. Ho capito che l’amore non è un piano di lavoro, ma un progetto, in qualche modo, nelle vie che conducono alla sua realizzazione concreta, conosce comunque diverse fasi.
    Per fortuna è stato alle fasi iniziali che ti sono state chiare delle cose in più, sia legate alle contingenze, che al suo tipo di reattività alle contingenze, che al suo carattere, che alla vostra compatibilità, sia al guardare le cose nello stesso modo che nella stessa direzione, sia al vostro concetto di parità ecc ecc ecc.
    Anche tu hai avuto degli elementi in più per veder comunque mutare delle cose nel tuo iniziale metterti in funzione di una progettualità. Con assoluta buona fede ti sei messa in quella direzione, a modo tuo, per come TU funzioni, ti sei informata ecc.
    TU stessa hai delle perplessità. Io a volte leggendoti, perdonami (non ti conosco) mi domando quanto ti freghi una tua, costituzionale, caparbietà, oltre al fatto che hai provato un forte interesse iniziale per quella persona, e che delle cose di lui possono piacerti ancora (seppure ne riconosci molte, nuove, che ti piacciono meno, hanno fatto capolino o anche si sono evidenziati in modo invadente nuovi fattori, sia difficoltà che il fattore di come sono vissute e affrontate queste difficoltà, e cioè in un modo che tu trovi lontano dal tuo modo di vedere le cose e la vita). Cioè, quanto tu ti senti frustrata per il fatto, oltre che non ti piace (e lo comprendo) il fatto che tu abbia forse l’impressione che lui abbia promesso con leggerezza cose che non è stato in grado di mantenere, facendoti sentire trascinata in un entusiasmo iniziale, ti frega il fatto di provare frustrazione perché tu hai fatto tutte le cose per bene, secondo te, ma non è servito a portare a termine un progetto quando tu, forse,

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