La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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neppure chiara definizione. Ma non in maniera positiva freestyle tipo: stiamo bene, godiamoci le sensazioni e la compagnia reciproca, la conoscenza e senza imporci paletti di definizione scopriamo, vivendo, insieme dove stiamo andando, bensì in maniera, mi pare, negativa in cui tutto è una fatica, un paletto, una pippa mentale, una confusione di ruoli e presenze, di emozioni, in cui appunto se il sentirsi è un piacere spontaneo di spontaneità qua ce n’è ben poca, perché
manca la spontaneità dell’incontro…
che sia pure solo per due parametri diversi di quante volte ci si dovrebbe sentire al giorno è chiaro che, almeno in questo momento, non vi incontrate sulla stessa lunghezza d’onda.
@devo fare chiarezza;devo capirmi di più xchè altrimenti continuo a travolgere chi si accosta a me.
mi pare il minimo della vita, anche per lui stesso.
e, mi ripeto, non credo affatto, a sensazione (ma ovviamente è la mia, e non sono lì) che in una relazione non più di distanza ci sarebbero meno problemi, visto che stai parlando con una persona che è riuscita a creare ancora più distanza in una relazione a distanza, per esempio.
anche sta storia di ginapina ti ha messo in una condizione di ansia.
non so, a me pare che hai già dato, stavi meglio e che potresti rilassarti un po’ e aprirti ad esperienze più positive.
se poi è in grado un giorno di essere, questa, una esperienza positiva non lo so, ora non direi.
appunto Luna,
anch’io nn capisco dove sia la linea di confine trà:il voler tralasciare il nostro sentirci e doversi vivere quell’altra.
Premettendo che, trà le mie pippe mentali ci può pure stare che uno abbia voglia di rilassarsi un attimo, staccare la spina, autocentrarsi e creare le basi su cui discutere. Ma dal dire: guarda,io e te non stiamo più in coppia ed è il caso che ci sentiamo un pò meno ed io ho bisogno di farmi meno sensi di colpa e di godere della presenza di stà qui! e tutta una serie di suoi pipponi cervellotici che ditruggono al posto di creare
Allora stà qui ti ha preso talmente bene che: a) hai dovuto chiudere la ns relazione per seguire l’altra(e ci stà) b) mi hai preso per il culo talmente bene che prima di decidere hai tenuto il piede in due scarpe. c) nn mi devi chiedere di rimanere amici e farti stì benedetti sensi di colpa per scusarti dell’accaduto.
Cmq in tutta questa storia, la centralità degli eventi, hai perfettamente ragione: è che sentivo disagio.
Emotivo, empatico, distruttivo, cose poco chiare e arzigogoli che nn mi convincevano e nn mi convincono a tutt’oggi, anche se si proclama: io sono vero e sincero.
L’inkazzatura che ho con me stessa e che gira e rigira, tutti finiscono con il volere solo una cosa:il letto
E per come sono fatta io, cribbio,mi è costato finirci subito al primo incontro senza avere nemmeno il tempo di pensare a cosa stava accadendo. E già li, altro che disagio con me stessa che pure lui se ne è accorto.
Per come si sono messe le cose, ho tagliato definitivamente: nn ci sono state,per i miei parametri, le basi per creare un’amicizia.
Anche se, fondamentalmente, ci siamo visti 4 gg a luglio e 10 gg agosto, quindi nemmeno il tempo per viversi pienamente.
Per creare amicizia, devo sentire che qualcosa in comune abbiamo e nn che questo qui, mi prenda, per appunto, come la sua psicologa su cui scaricare le sue frustazioni e suoi fallimenti e i suoi deliri famigliari. Oddio, posso pure ascoltare, deliniare, sentire empaticamente una persona, ma poi tu di quella persona ne trai conclusioni che nn devono essere:ma è tutto lui o manca qualcosa?
Mah LUNA mi metto l’anima in pace e sorrido
@ Luna, si, mi sa che ha ragione, le emozioni venfono dal ns profondo e se si sente una cosa, quella e’ quella giusta. Se mi sono allontanata ci saranno stati dei motivi validi per me anche se ora sono qui che ci ripenso. Ma che parlatore, quante telefonate…mi ha chiesto di dormire a casa sua…ed io sono secoli che non dormo con un uomo. Ha stuzzicato tutti i miei desideri piu’ profondi…ma sicuramente non e’ l’uomo per me!
Vi scrivo qui una cosa che credo possa essere utile a tutti noi e che io spesso rileggo per averla ben presente
Tu hai amato troppo. La psicoterapeuta americana Norwood scrive: “Amare” diventa “amare troppo” quando il vostro partner non è quello giusto, non si occupa di voi, non è emotivamente disponibile e, ciò nonostante, non riuscite a lasciarlo: anzi, lo desiderate e lo amate ancora di più…..”E’ un libro che fa riflettere
CIAO A TUTTE!
Dove sono le mie amazzoni? (francy, alice, heidi… ) se non scrivono più credo sia buon
segno. Luna col vessillo in testa sei qui ad aiutare chi s’è smarrito.
E’ un pò che non scrivo, per chi non mi conosce faccio una rapida presentazione.
Lasciata un anno fa circa, dopo 11 anni insieme (fidanzamento più convivenza) l’anno
scorso decidiamo di sposarci, mettere su famiglia, e comprare casa insieme e lui mi
lascia perché confuso. Premetto che ora ho quasi 35 anni.
Non sto ancora bene ma sto meglio. Ho iniziato facendo quello che tutti consigliano di
fare in questi casi: leggere, fare sport, curare il proprio aspetto, tenersi cari gli amici. E’
uno step importante questo ma è solo la punta dell’iceberg. Ho riflettuto tanto su di noi
per capire il perché le cose si sono evolute in un certo modo. Sono giunta ad una
conclusione plausibile che affonda le sue radici nelle nostre famiglie e all’inizio del
nostro rapporto: l’ho raccontata a chi ancora mi chiedeva “perché”, me ne sono convinta
e l’ho archiviata. Nel frattempo come da copione mi sono iscritta in palestra, ho cambiato
look, ho fatto nuove amicizie e ho letto molto… ma non bastava… finché non leggo un
libro di Volo, scrittore mediocre a mio avviso, ma parlava di me, parlava di noi. Mi
colpisce una frase: a volte la coppia è una fuga dalla nostra vita, dalle responsabilità che
abbiamo verso noi stessi, affidiamo all’altro la responsabilità della nostra felicità come
fosse l’unica cosa bella e certa. Paragona il rapporto di coppia ad un anestetico che prima
o poi finisce il suo effetto e allora o se ne prende dell’altro (ci si innamora di un’altra
persona come forse ha fatto il mio ex) o se ne assume una dose più alta (ci si sposa e
fanno figli come volevo fare io). Morale della favola: ero (sono) insoddisfatta della mia
vita e di me stessa. Pensavo che avrei trovato pace nel ruolo di moglie e madre, che mi
sarei sentita appagata ma era una via di fuga da una serie di incombenze o questioni
irrisolte (lavoro, famiglia, casa, rapporti, etc.). Forse non c’è nulla di sbagliato tanti
intraprendono questa strada. Ad esempio un mio amico ha detto della moglie “E’ nata
per fare i figli”… a me che so che è una ragazza in gamba, questa frase è sembrata
riduttiva!
Quello che voglio dirvi è che forse non sempre è AMORE, a volte l’altro è solo una
splendida cosa a cui appoggiarsi perché da soli non riusciamo a stare in piedi. Imparare
a stare soli significa essere appagati della propria vita!
Qualcuno mi dirà che se in quest’anno di singletudine avevo trovato un altro uomo ora
non starei qui a dispensare ste perle di saggezza e a farmi tante menate sull’essere
soddisfatti sul perché e sul percome… E’ vero! Però è anche vero che forse un altro non
lo si trova perché non si è ancora pronti, perché ora si DEVONO fare i conti con delle
realtà che prima si tendeva a insabbiare! E poi anche se avessi trovato un altro chi mi
garantisce che anche questo alla fine non mi lascerà?! E allora si ricomincia da capo?!
Non sarà il caso di approfittare di questa nuova consapevolezza acquisita attraverso un
percorso doloroso che mai avremmo voluto intraprendere, ma che ahimè siamo stati
costretti ad affrontare, per mettere mano a delle cose che non ci vanno bene?! Sembra
facile? No non lo è!!! Non so neanche se ci voglio mettere mano perché è fatica e tanta
pure! e serve anche un pizzico di fortuna! Ma è così… proprio così che è andata!
Per cui il mio vuole essere solo un invito a riflettere che spero vi aiuterà a capire e ad
andare avanti.
Un abbraccio a tutti in particolare a LUNA!!!
ELENA: sincero o non sincero lui, il tuo disagio, sincero, con te stessa in primo luogo intanto, lo era di sicuro, quindi…
e idem per amicizia: fai quello che ti viene di fare, appunto, secondo i tuoi parametri che ti fanno stare meglio.
E non incazzarti con te stessa, se puoi, ma piuttosto riposati! che mi pare che il cervello lo hai tirato parecchio ultimamente! 🙂
@Mah LUNA mi metto l’anima in pace e sorrido 🙂
FANIA: @Ma che parlatore, quante telefonate…mi ha chiesto di dormire a casa sua…ed io sono secoli che non dormo con un uomo. Ha stuzzicato tutti i miei desideri piu’ profondi…ma sicuramente non e’ l’uomo per me!
Riconoscere i propri bisogni/desideri tra sè e sè, intanto, mi sembra un’importantissima cosa.
Ora metafora un poco cacao, però:
se sento che ho il bisogno/desiderio di staccare e di andare in vacanza, e me lo riconosco, e sulla vetrina di un’agenzia c’è la proposta di un viaggio eccezionale magnifico stupendissimo, che si presenta in un certo modo sulla carta, e io considero l’opportunità, prenoto e parto sto in effetti riconoscendo il mio bisogno e sto agendo in tal senso. Poi però se parto e scopro che invece il viaggio non è ciò che mi era stato “venduto”, o che pensavo fosse, o che comunque non collima veramente con il mio bisogno perché al di là di tutta la magnificenza da spot mi hanno messo in una camera bugigattolo che fuori dalla finestra ha un muro o in una camerata, e che invece di nuvel cusin devo mangiare rospi posso tornare indietro…
e la prossima volta magari saprò leggere anche meglio un annuncio, cosa propone, anche tra le righe o in evidenza che sia.
Io, vedi, volendo, leggo la tua esperienza, per quanto mi dispiaccia chiaramente per lo stato d’animo tuo [e facile per me leggere da fuori, mi dirai…] in un modo positivo per te.
Nel senso che io trovo positivo che tu abbia avuto la consapevolezza dei tuoi bisogni, dei tuoi desideri, e di cosa senti la mancanza, insomma ho l’impressione che di per sè, tra te e te, l’ammissione di una parte del tuo femminile forse messa un po’ in ombra per battaglie, difficoltà. Le donne sono forti, fortissime, io ne sono convinta, e lo dimostrano tantissimo anche durante le difficoltà.
Le donne hanno anche la capacità, secondo me, di sacrificare delle parti di sè per impegno e generosità e concentrazione di energie.
Sono capaci tra l’altro di essere molto generose verso l’esterno anche quando sacrificano l’esserlo per sè.
Non dico che sia per tuttissime così, non dico che
ciò non possa essere vero anche per gli uomini, eh, ma sto parlando delle donne, ora, ed è comunque una cosa che ho avuto modo di osservare.
Ora, Fania, uscendo assolutamente dalla tua esperienza specifica, mi viene una riflessione, stimolata dalle tue parole:
il problema non sta nel riconoscere i propri bisogni, il problema è che alle volte riconosciamo dei nostri bisogni più attraverso uno stimolo esterno che intimamente, o prima che intimamente, per svariate ragioni. Persino quando pensiamo di averlo assolutamente presente, a volte [lo so, sembra paradossale], forse non ci siamo autorizzati realmente a sentirlo/viverlo. Lo viviamo magari come una prova di dolore, debolezza, e non come un segno di potenzialità e vitalità nostra.
Allora chi ha risvegliato quel bisogno può sembrarci estremamente più importante o necessario o centrale di quanto in effetti non sia. Quasi che ci desse il permesso di sentire/esprimere il nostro desiderio, quasi fosse il solo capace di gestirlo/colmarlo/portarlo da una dimensione interna ad una dimensione concreta.
In realtà, l'”ideale”, passatemi la pessima parola [il resto no, se forse sto dicendo delle sciocchezze] sarebbe riconoscere la potenzialità positiva del nostro desiderio di stare meglio, la nostra consapevolezza di uno spazio in noi che si apre verso una direzione e concedersi anche di osservarlo, prima di agire [e in questo mi ricollego anche al discorso di Silvy]… non intendo dire con ciò di non vivere le esperienze, eh, ma che a volte il passaggio troppo rapido tra sentire un bisogno/desiderio e pensare che serva una persona per colmarlo può farci perdere lucidità nell’osservare effettivamente sia il nostro sentire sia chi abbiamo di fronte.
che può avere una serie di caratteristiche, ma può avere molto anche della nostra proiezione addosso, anche con dinamiche del tipo: vabbè, io in realtà avrei bisogno di un tondo, e questo è un quadrato, però è pur sempre una bella figura geometrica, e limandoci dei lati…
Il discorso è che in un certo momento possiamo anche dirci: ho voglia di prendermi questo quadrato, perché di per sè non c’è niente di male, ma con la consapevolezza che è quello che stiamo facendo.
Se invece soffriamo immensamente perché cerchiamo di farci andare bene una situazione perché ci riempe la vita del rumore della cosa di cui abbiamo bisogno ma non della sostanza di quella cosa è un casino…
@Grande Luna, sei in gamba, quello che dici e’ molto vero, ma il mio cuore forse per troppo tempo represso vola e questa persona mi si e’ impressa nell’anima, poi ieri mi ero detta che forse ero pronta per voltar pagina, del resto lui non mi dava quello che volevo, mi sentivo piu’ rilassata, giustamente volevo guardare dentro di me e guardare oltre, e allora che succede? Lui mi telefona, vedo il numero e naturalmente rispondo. Mi saluta mi chiede dei vari amici…poi mi dice che si vede con una donna della quale mi da’ varie notizie, mi dice…siamo amici chiamami quando vuoi, mi chiede ma quando facciamo una cena da me? e poi…sai ho delle magliette da scorciare me le puoi sistemare come l’altra volta? Dico, ma come ….rivolgiti alla tipa, perche’ a me? ma dai siamo amici no???dice lui Io gli ho spiegato che voglio un uomo per me, non uno pronto per tutte le donne…ma lui evade…Mi saluta mandandomi un bacio fortissimo. Che cavolo vuole da me? Come posso reggere con lui un amicizia? Ma e ‘ quello che vuole? O vuole altro? Acci…stavo meglio quando stavo peggio mi viene da dire
@Luna …Se invece soffriamo immensamente perché cerchiamo di farci andare bene una situazione perché ci riempe la vita del rumore della cosa di cui abbiamo bisogno ma non della sostanza di quella cosa è un casino…….Rumore e non sostanza e’ tutto tremendamente vero, rumore e non sostanza…ma come trovare la sostanza, negli ultimo anni quel poco che ho avuto e’ solo rumore, bella riflessione
FANIA: potremmo discutere su quello che vuole lui, ma mi sembra molto meno centrale, per te, di quello che vuoi tu.
Quella telefonata ti ha messo a disagio, più che farti volare il cuore, direi.
Ti ha messo a disagio perché tu l’hai letta “giusta”, il tuo disagio è scattato, sia per le questioni di sartoria, sia per il fatto che lui ti abbia parlato di un’altra come niente fosse, sia per cosa lui intende per amicizia, sia per come la sta mettendo giù in maniera di pretesa.
Tu non vuoi un’amicizia con lui, ora, non perlomeno come la intende lui. E non c’è niente di male in questo.
Tu hai tutto il diritto di proteggerti.
E può evadere quanto gli pare, per mettere giù la cosa come piace a lui, come fa stare in equilibrio lui per il suo modo di essere/fare, ma rimane il fatto che la cosa non fa stare in equilibrio te.
L’amicizia presuppone comunque un “galateo emotivo” chiamiamolo così, per cui non spetta solo all’altra persona mettersi in linea con cosa noi intendiamo per amicizia. E’ un incontro.
Non è che tu hai il dovere di accorciare magliette, per essere corretta, perché lui ha deciso che siete amici, e che una vera amica accorcia magliette mentre lui parla che esce con altre.
Già se tu non fossi stata chiara, e non ci fossero state implicazioni anche sessuali, un amico potrebbe avere la sensibilità di cogliere dei segnali per cui per te è difficile [o anche impossibile] ora sostenere un rapporto di amicizia, e soprattutto per come l’ha messa giù lui. In più tu invece, in questo caso, hai messo anche in chiaro, espresso a chiare lettere, i tuoi stati d’animo, i tuoi bisogni, quello che ti fa stare male/stare bene…
il fatto che lui eluda [per quanto emotivamente ti disorienti e/o ti faccia male perché lo percepisci come un rifiuto empatico a mettersi nei tuoi panni, comprendere le tue ragioni, e quindi pensi che l’armonia sia che lui riesca a capire cosa provi, e a chiarire la situazione, possibilmente nel verso di essere come tu vorresti che fosse… il che, Fania, di base è umano… perché di base è apparentemente molto più pacificatorio internamente che doversi spostare considerando il fatto che una persona con cui abbiamo condiviso delle cose/emozioni si sta comportando egoisticamente ecc con noi…] dicevo, il fatto che lui eluda non cambia la sostanza del fatto che ciò che tu esprimi, che giunga a destinazione o no, che sia confermato o no dalla sua risposta, è quello che senti.
e che se ti metti a cucire, a sopportare, ad adeguarti per
per mantenere un filo aperto con lui, per dimostrargli che tu comunque sai accudirlo, esserci, comprendere, dare più delle altre, e puoi offrirgli una completezza mentre lui si disperde con altre donne, per rimandare il momento del distacco, per sedare la tua ansia della sua lontananza… non cambierà il fatto che però senti delle cose, senti che questo è un quadrato e non un tondo, senti il disagio e la frustrazione di vivere una relazione non paritaria, nel senso che comunque c’è chi impone delle regole e chi si adegua, ecc.
Se un domani un mio amico si innamora di me io non sarò obbligata certo ad amarlo, nè potrà chiedermi di vivere il rapporto in maniera diversa da quella che io mi sento di vivere (amicizia versus amore), e sarò più libera certamente che se avessi accettato una relazione di tipo diverso, ma ciò non toglie che anch’io ho la mia parte di dovere della non ambiguità, essendo appunto un’amica, e non saltando da essere amica a amica anche di sesso con una persona che non vivrebbe la cosa con tutto un altro carico emotivo. E se io porto/riporto/lascio la dimensione del rapporto su un piano di amicizia, perché va bene a me, poiché anche l’altro esiste, io posso avere la mia libertà, ma la mia libertà non include il fatto di ferire l’altra persona dicendo, come un elefante in cristalleria, che mi piace tizio o caio, che esco con gino e pino, ecc. Potrò dirlo ad una mia amica con cui accorcio pantaloni, o anche ad un mio amico fratellifero, per cui impatto della cosa è diverso totalmente, non a una persona che si pone nei miei confronti con un altro stato d’animo e che sta cercando, a fatica pure, di farsela passare…
ciò mi sembra proprio il minimo della vita, e non so cosa vuole questo tuo “amico”, ma forse dovrebbe imparare che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri. e che il nostro sentire per noi è centrale, ma anche gli altri hanno il loro.
E se la sua libertà è quella di volere più relazioni, o altre relazioni, o di dare all’atto sessuale la sua interpretazione, di chiamare amicizia ciò a comodo, può pure restare come gli pare e frequentare persone a lui compatibili in tal senso, ma non può menarla a te che un quadrato sia un tondo. E che se ASINI EMOTIVI che ci sanno fare con le parole e eludere volano tu devi tenere sul poggiolo una mangiatoia sempre disponibile per quando decidono di atterrare, come tira loro la coda…
Fania, ti rendi conto di quanto vali?!? Tra voi 2 quella con una marcia in più sei tu!!!!!!!!
Buondì cuoricini…non posso sempre leggere tutto ma ci ho provato velocemente.Kate innanzitutto ti dico fidati, sex and the city ce fa ‘nbaffo( avranno anche le scarpe belle e vivranno anche a N.Y.ma ce fanno ‘nbaffo) 😐
Elena il comportamento di questo ragazzo( e qui comincia l’inquisizione)l’ha già analizzato benissimo Luna.Se ci sta una gigiapina in mezzo proprio non vedo,non vedo assolutamente, perchè Tu sia ancora lì. Gli rispondi pure ai messaggini….gli dici di aver capito che lui non vuole neppure una convivenza,figuriamoci i figli… 😐 dovreste dare molta piu’ importanza a voi stesse che a certi omuncoli. Non è una colpa che abbia un’altra dopo di te,sia chiaro. è tutto il resto che fa sconcerto.Non ha nessuna giustificazione per il fatto di sentirsi in colpa con te e poi frequentare sta tipa. Insomma scusa se sono intervenuta brutalmente,non ripeterò quanto detto da Luna,che sottoscrivo, ma semplicemente ti dico di pensare a te stessa, come mai hai fatto prima. E la stessa cosa ,cara Fania, la dico a Te. ho capito bene?questo individuo vuole una sarta o un’amica? bah….spiegatemi il vantaggio,il guadagno di stare con certa gente…a sto punto davvero piuttosto faccio un corredo ai vicini di casa ma non ti aggiusto nessuna maglia, vattene a fanCul0 e restaci… Lo dico perchè nelle mie debolezze ho maturato una grande consapevolezza di ciò che mi serve davvero.Questi non sono comportamenti nè di un amico nè di un amante. Valorizzo la figura dell’amante,pur non avendone uno: Amante è quello che senza impegno ti da dolci e appassionati momenti di piacere, non ti fa troppe domande, possibilmente ha una moglie o altro che gli stira i calzini e lucida le cravatte,che gli fa il massaggino alla schiena e lo accompagna alle riunioni di famiglia.A te fania dovrebbe essere riservato solo il meglio dell’amante. sennò non è un amante, è na chiavica.
Per il resto… sono tornata a casa mia nelle verdissime marche e sto da dio……
vi bacio!
P.S. scusate se sono stata brutale e veloce, ho una connessione mortificante qui e devo scrivere in fretta. In effetti nemmeno Bud Spencer così……
Vi bacio davvero, buonissime giornate!!!!
http://www.youtube.com/watch?v=bcrEqIpi6sg
“La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice”. Josè Saramago
Passo volando…poi torno….baci baci LAD- nauti
kate
@Luna. Marianna..proprio vero, non e’ ne’ un fidanzato ne’ un’amante…devo buttar via la scheda, comprata apposta per lui…e pensare che l’altro giorno mi ha chiamato…dopo la mia telefonata di 15 gg prima e mi ha detto: hai dei minuti? Chiamami dai..(e io l’ho richiamato)per dirmi solo str…ate, mi sa che la scema sono solo io in tutta questa faccenda pero’ e’ vero, io ho una marcia in piu’, se non altro non sono immersa dentro una palude di puro egoismo, io ho rispetto degli altri. Baci bimbe belle con una grande anima
FANIA: 🙂 non rispondere più ai suoi giochi di prestigio se hai la percezione che siano vuoto e ti mettono a disagio.
A volte il problema sta nel fatto che, rispondendo, ci troviamo comunque in qualche modo a dover gestire un problema non nostro (l’altrui assurdità, o perlomeno una visione della cosa, o della vita in genere, a noi assolutamente incompatibile), ci sentiamo in balìa non perché lo siamo effettivamente, ma perché ogni nostro tentativo di portare la cosa su un piano paritario e perlomeno coerente in modo empatico viene automaticamente frustrato.
Tu sai già di avere ragione, Fania, perlomeno riguardo a come tu ti sei vissuta la cosa e perché ti ha arrecato disagio.
Quando glielo spieghi però hai l’impressione che, pure se metti un cartellone, non serva a niente. Come se l’evidenza fosse elusa o incomprensibile…
o almeno se così è o può essere è una buona ragione per non perdere tempo.
e se insiste fagli recapitare un kit da viaggio del piccolo cucitore. E, concedimi il francesismo, che ti mangi una fetta de cul, che si attacchi.
Non sei scema, e certo che hai anche più di una marcia in più, non solo perché non sei immersa in una palude di egoismo.
Forse se smetti di parlare con una persona che parlerà pure bene per quanto lo riguarda, e sarà un grande venditore a parole, ma ti limita, tornerai a rendertene conto.
un bacione
Amare è un privilegio di pochi a questo mondo….quindi pensate a quanto ognuno di noi è privilegiato perchè ci riesce. Un abbraccio a tutti/e e buona domenica.
Ciao amici, breve pausa ma son ritornato! Per qualche giorno non son riuscito a
leggervi e stasera appena rientrato tac.. ho letto tutti gli ultimi interventi. Molti di
noi ancora soffrono, hanno il cuore infranto e non riescono a ritrovare il bandolo
della matassa, ma mi son reso conto che nonostante tutto nei vostri post ci sia
comunque il segno di un cambiamento. L’impronta è diversa, seppur lentamente
qualcosa si muove. Sembrerà una banalità, ma spesso si fa fatica anche a
riconoscere i movimenti e le situazioni positive quando un unico pensiero
tormenta la mente.
Io qualche passo avanti l’ho fatto, ma la strada resta comunque in salita. Ogni
tanto mi capita di ripensare a lei e oltre alla delusione capita di immaginare un
suo ritorno. E’ una cosa molto strana questa perchè, alla luce del suo
comportamento, sono assolutamente contrario ad un qualcosa che son convinto si
risolverebbe in un fallimento. La nostra storia è finita 5 mesi fa e tornare insieme
significherebbe cercare di incollare un vaso rotto sperando di farlo tornare come
nuovo.
Il “pericolo” al momento non sussiste considerando la sua nuova storia, ma ho
come la sensazione di avere con lei un legame strano e particolare, un filo che ci
lega e che tra qualche anno ci farà nuovamente incontrare. Scacciare questo
pensiero assurdo al momento è impossibile, ci provo ma ogni tanto ritorna…e
purtroppo ritorna con forza facendomi intristire tremendamente.
Notte dolce a voi tutti
@luna sai leggere persino tra le righe…mica e’ facile…ed e’ vero…vorrei parlare con lui usando piano emotivo di parita’…ma niente! Devo dire che, leggendo anche@Danilo penso di essere comunque fortunata perche’ alla mia eta’ ho comunque il cuore giovane, con la voglia di provare emozioni, senza perdermi soltanto nelle faccende di casa o nelle scartoffie e questo e’ molto positivo, anche se talvolta porta frustrazione. Un abbraccio a tutti voi
@Giorgio: il pensiero del legame particolare, quasi trascendentale (che è poi quello che nonostante le cose non andassero a gonfie vele, mi lasciava pensare che non sarebbe potuta finire- perchè era una sensazione di intimità, di perfetta adesione all’altro) e del ritorno… ecco, capita anche a me. Non va cacciato, probabilmente. Va accolto come tutto il resto. E poi andrà via da sè, quando non ci “servirà” più…
ti abbraccio
g
mannò piccoli cuoricini, sorrideteeeeee!!!!!!!!!!!!
Vi stringo forte
Baciuzzi
P.S. senza dubbio Giorgio, comincia a muoversi qualcosa di diverso,(“eppur si muove”), e la vita “nuova”prende piede.
Ma a volte è solo illusione.
Marianna che ti devo dire spesso anche a me sembra tutta un’illusione ma credo sia un’illusione positiva per molti aspetti. In fondo ci aiuta a dare un po di colore alle nostre giornate, mentre il tempo continua inesorabile a compiera la sua azione lenitiva e curativa… Prima o poi passerà, prima o poi tocca a tutti un piccolo momento di gloria.
Be’ che dire,
ciao a tutti vecchi e nuovi. E’ passato un pò di tempo… Ho arieggiato un pò come dice Lunetta.
Sono alti e bassi.
E’ un lungo percorso sempre diverso.
Io ci sono giorni, settimane che penso di starne ormai fuori. Attimi e momenti in cui mi domando ancora quanto manca. Parlo di me non di lui. Cioè quanto manca ancora per esserne completamente usciti.
Parlo per esempio a riapporcciarsi con altre persone. Ho superato la fase che gli altri ragazzi mi sembrano degli alieni. Sono predisposta alle conoscenze. Il problema è cosa sono adesso io. Calma piatta. Certe sensazioni che non ci stanno più, che non provo più e chissà quanto altro. E non perchè non ho avuto il piacere ancora di incontrare. E’ che quando prendi un calcio in faccia vero con la maturità di una trentaquattrenne ti raggeli un pochino. Ed io mi sono veramente raggelata. Certe volte non mi riconosco più. In fondo non è soltanto la fine di un amore, il non vedere o sentire più la persona che avevi accanto, credo sia anche salutare definitivamente quella parte di noi che con i nostri amati se ne andata. Sono tutta una serie di cose che all’inizio non si vedono perchè troppo presi a vedere l’altro o l’altra che se ne vanno. Io sono un’altra persona adesso. E non nascondo che sto facendo soffrire un ragazzo. Perchè un giorno tutto ok e il giorno dopo ma chi sei? Sto pensando a me. E quindi, di conseguenza, pensare a me adesso riguarda anche essere sconclusionata, non sapere cosa voglio e chi voglio veramente. Perchè la parola veramente mi mette paura. Io avevo dato fiducia al mio ex. E non parlo di fiducia nel senso: NON MI TRADIRE. Parlo ci come mi sono lasciata andare io con lui dandogli tutto quel che potevo. Perchè lo VOLEVO. Ora è tutto un boooooo
Vi abbraccio
Un saluto speciale a Luna, Anna e Valinda (cucciolotta)
Ciao a tutti mi chiamo Teresa,dopo nove anni mi sono ritrovata accanto una persona
che non conoscevo,da premettere che lui ha avuto un’ infatuazione per una
collega…scoperto da me. Da quel giorno la mia fiducia e’ sparita. Per cui controlli su
controlli, sono arrivata a controllare il suo tel di lavoro ed ho trovato un numero una
escort ,quando gli ho fatto presente della cosa si e’ negato tutto andandosene a
dormire in albergo, la mattina seguente mi scrive ti amo la sera quando torna a casa
riprendo l argomento, risposta: Teresa nn sapevo come lasciarti allora ho lasciato il
numero per farmi scoprire, ma esiste una fine di un’amore così squallido? Ma il rispetto
per i sentimenti altrui dov’è finito? Il problema che mi sento vuota, non dormo, penso e
sempre a lui. Ho lo sguardo spento..ma voi vi siete sentite/i così ? Alice sono d’accordo
con te sul tradire, mi sento ferita perché gli ho dato tutto….