La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Se si giustifica accetterò le sue giustificazioni, con tolleranza, per quanto assurde possano essere, per poter continuare a relazionarmi.
Se non si giustifica vivrò con dolore il fatto che non cerchi giustificazioni, e non si scusi, perché mi sembrerà che il problema sia mio, cioè di non valere neppure una giustificazione rispetto ad un atto violento (ovviamente NON E’ COSì!!!!!!!!!!!!!).
Se la reazione sana sarebbe spostarsi e allontanarsi dalla violenza, nel momento in cui chi ha agito violenza se ne andrà per primo, o si allontanerà per primo, non dando a me la possibilità di una reazione sana, la mia attenzione potrebbe essere portata sul piano del fatto che LUI se n’è andato.
E quindi oltre alla violenza fisica e morale mi farà provare anche quella dell’abbandono.
In sintesi, paradossalmente, sarò io a chiedere: per favore, ritorna.
per favore dimostrami che io sono importante per te, nonostante tu mi abbia presa a sberle.
guarda, nonostante io sia la vittima della tua violenza, e tu non ti stia adoperando per riportare un equilibrio, io farò il lavoro affinché ciò possa avvenire.
Forse mi sono spiegata male. ma quello che voglio dire è che ti stai mettendo nella posizione di dover TU risolvere il disastro o il caos provocato dalla sua violenza mentre lui se l’è data a gambe. Non affrontando il suo stesso atto violento e le sue conseguenze. Mettendo in risalto la questione dell’abbandono, e del disamore, invece che le sberle. Che non sono cosa da poco.
Ovviamente tu ti chiedi ora:
ma mi ama o no?come può non amarmi più di colpo?
purtroppo, Manu, il centro della questione non è questo.Ma è:una persona che mi tratta così, che dica o pensi pure di essere innamorato, che vita è? Un bambino è gioia e stress. Pianti, cambiamento, emotivo, logistico, tante cose. Quale ti sembra la tolleranza allo stress di questa persona? Non è una cazzata, Manu. Pensaci in senso costruttivo, per favore. Baci.
Adolescentedi36anni, fai bene ad amare al 100%. Io credo che sia amore vero solo se è al 100%. Se fosse in minor percentuale, sarebbe un’altra forma di affetto, ma l’amore è sempre totale. Credo che tutti vogliono l’amore folle, quando non piace più, è solo storia finita.Voglio dire che se non è un amore patologico, è solo un grande amore. Spero tu non smetta di amare come sai, perchè chi dice ami troppo, lo dice perchè quel sentimento non lo vuole più, perchè non ama più, ma non dipende da te. E’ solo il ciclo vitale, tutto nasce e muore, come la piantina che avevamo curato con tanto amore, eppure è morta. Nell’amore il guaio è che la morte del sentimento, non avviene nello stesso momento, e chi sopravvive ci resta “SECCO”, sopraffatto dalla perdita. Io sono stata amata molto e ho sempre amato troppo e ho sempre lasciato io, tranne quest’ultima volta, purtroppo!Penso che non dipende da quanto si ami, ma dalla non-contemporaneità della fine.Ciao a tutti
Io ho vissuto la stessa esperienzae sono diventata una selvaggia adesso, una ragazza forte, piena di voglia di vivere con tanti amici e un uomo che mi vuole sposare, ho fatto anche la fotomodella, sono stilista, ho vinto un concorso per designer e un concorso di bellezza…tutte cose che con lui non avrei mai fatto, mi fa pena la ragazza con cui sta adesso…gia sposata a 18 anni con lui che ne ha 30…
Ci siamo conosciuti 12 anni fa in paesin del sud, lei ne aveva 18, io 28.
Quando ha iniziato gli studi unversitari ho subito pensato che la nostra storia sarebbe durata poco, in quanto davo per scontato che avrebbe sicuramente lasciato per qualcun’altro magari più giovane, conosciuto nell’ambiente universitario.
dopo qualche anno io ho un nuovo lavoro che mi costringe a trasferirmi al nord: trascorriamo 8 anni vedendoci il pù possibile con promesse di matrimonio appena lei si fosse laureata.
Alla fine del 2009, scopro che lei si sente, prima tramite facebook e poi telefono, con il mio miglior amico e collega di lavoro, che lei ha consciuto una mezza volta ma di cui io parlavo spesso in quanto credevo in queta amicizia.
Ultimamente lei aveva tirato fuori un carateraccio: lunatica ( è del cancro), asociale, ed inoltre sempre più misteriosa sugli studi universitari. Mi rimproverava di non dimostrargli sicurezza, che mi vedeva troppo indeciso sul nostro rapporto, che lo vivevamo troppo a distanza..ecc.
Quando ho affrontato la questione, chiedendo spiegazioni su questa confidenza con il mio amico.collega, tirando fuori quella gelosia che non dimostravo mai (al contrario di lei, sempre pronta a scenate di gelosia),la sua risposta è stata che dopo 15 giorni è partita per la città dove io lavoro ( 1200 km di distanza) ed incontrarsi con il mio amico lasciando me e la sua famiglia sbalorditi.
La sua risposta a come avesse potuto comportarsi così dopo 12 anni è stata che aveva bisogno di più affetto e che la figura del mio amico è stata solo una coincidenza…
Avrei voluto spaccare in due la testa del mio amico per vedere quanta merda contenesse; come avesse potuto ingannare la mia fiducia in quel modo. Per me è stato un doppio tradimento, due coltellate alla schiena…
La mia reazione è stata quella di prendere atto di quello che è successo, frenare il mio astio per il collega ( visto che siamo entrambi poliziotti con posso rischiare il mio lavoro per due testa di c…
Ora mi tocca vedere il collega sul lavoro e sapere che lei sta con questo essere viscido, e cercare di spiegarmi questi comportamenti di entrambi.
Premetto che in 12 anni non l’ho mai tradita seppure con il suo carattere mi spingesse spesso a pensare di lasciarla. Sono una persona che ama stare con la gente, coltivare le amicizie soprattutto con sincerità, rispettare la famiglia ed i parenti, tutte cose che a lei la rendevano gelosa, ma in maniera egoistica, pretendeva le massime attenzioni solo per lei.
Intanto da me voleva sicurezza, prese di responsabilità ecc… mentre di lei non ho mai saputo la sua reale situazione universitaria, credo che per 10 anni abbia raccontato a me e alla sua famiglia un sacco di menzogne…!
Mah!!!!! Dalla mi assurda storia si potrebbe tirar fuori un libro, cosa dite???
MARCO: intanto mi verrebbe da dire che mi pare positivo che da questa storia ne sei fuori tu.
Heidi
ho deciso di chiamarmi solo ADO dato che sto lavorando sulla mia rinascita.
Le tue parole sono molto sagge. Grazie. La non contemporaneita’ crea problemi. Sono stato anche dall’altra parte ossia quello che lasciava cercando di non far male all’altra persona e allo stesso momento di non cadere nell’errore di rimenttersi insiem per pieta’ o compassione.
Capisco meglio ora quando abbia sofferto l’altra parte e capisco che doveva andare a finire cosi.
Nel mio caso capisco che razionalmente e’ finita ma sono oppresso da momenti di sconforto specialmente la sera e la mattina.
Mi ha accusato che il mio modo di aver dato cosi’ tanto amore era inappropriato. Comunque seguonil tuo consiglio. Ci sara’ qualcuno che apprezzera’ il mio modo di esere. Per un po’ pero’ lavoro su me stesso. Il problema e’ che sono talmente abituato ad avere la persona che amo nella mia mente e a condividere la mia vita con lei che adesso mi sento come se fossi meta’ Forse mi fa paura la solitudine?
ADO: mi pare assolutamente naturale che tu ora ti senta emotivamente spaesato, anche se razionalmente puoi avere tratto le tue conclusioni.
una parte di paura della solitudine può esserci, come no. eri anche abituato (mi si passi il termine) a guardare il mondo in due, ora lo guardi di nuovo da solo.
gli esseri umani sono comunque “animali” tendendi alla socialità, quindi una parte di paura della solitudine esiste in tutti noi, poi se sia una paura dovuta ad una fase di passaggio, equilibrata o al livello di saltare da una relazione all’altra, come da un treno all’altro, senza fermarsi mai…
ma non mi pare il tuo caso.
Oltre alla non contemporaneità esiste anche la non compatibilità, e a volte ce ne dimentichiamo.
è vero che due persone, anche molto diverse, possono trovare un ottimo equilibrio in una relazione, io ci credo anche, perché l’amore è anche qualcosa per cui istintivamente anche i difetti possono diventare meno eclatanti e si possono cercare delle vie comuni…
però la non compatibilità, caratteriale, nel guardare la vita, anche la propria casa comune, anche nel modo di vivere la vicinanza e l’affettuosità esiste, e può anche sorgere nello svolgersi di una relazione, non necessariamente all’inizio, anche perché nel corso di una relazione si affrontano anche situazioni, “temi” diversi, e comunque le persone non sono statiche anche se di base portano con sè una visione dei rapporti con gli altri e della vita, che può essere più radicata o più malleabile…
intendo dire che ci sono relazioni che ci aprono anche a nuovi modi (si spera in positivo) di guardare noi stessi, gli altri, scoprendo anche che delle nostre convinzioni radicate potevano in realtà mutare o ampliarsi, però in generale che ci sono delle cose che caratterizzano gli individui e non cambiano è anche vero… sto dicendo banalità. comunque il senso è che è anche possibile, come giustamente noti tu, che il tuo modo di amare 100 da lei fosse vissuto come 1500, troppo. E non necessariament
per un disinteresse da parte sua (certo, a volte, in generale può essere anche questo il motivo) ma anche per una questione di incompatibilità.
ci sono (esempio così) persone che adorano chiamarsi venti volte al giorno, a vicenda, e per le quali ciò non è troppo.
altre che si chiamano una volta al giorno, e per loro quello è dare 100, comunque.
è chiaro che se una persona da chiamo venti volte al giorno si mette con una che chiama una volta, pur mettendoci tutta se stessa, l’effetto sarà che quel cento verrà percepito in maniera molto diversa.
d’altra parte l’istinto ha un suo perché.
e in fondo penso che siamo abbastanza capaci di riconoscere se il modo di amarci di qualcuno, al di là della sua sincerità, è effettivamente un modo di amare che collima con il nostro. se ci sentiamo sereni, appagati e felici, sia nel dare che nel ricevere, o se ci sentiamo abbandonati o oppressi, o costretti a tenere il freno a mano, o continuamente in corsa, magari per riempire i nostri vuoti o nel tentativo anche di riempire spasmodicamente quelli dell’altro.
HEIDI: forse amiamo troppo quando, per esempio, amiamo anche per l’altro, tocca a noi fare anche il lavoro emotivo, prendere l’impegno che l’altro non prende, e finiamo con il dimenticare che la relazione è a due, e quindi anche l’altro ha la sua parte da fare per portare avanti una relazione, non è che sta lì seduto in poltrona, metaforicamente, e va in sciopero o ci disorienta di continuo e tocca a noi saltare come dei grilli o girare come criceti nella ruota affinché la relazione prosegua. e siamo soli, mentre ci diciamo avanti che siamo in due. quando non vediamo che l’essere se stesso dell’altro schiaccia il nostro essere noi stessi, che noi dobbiamo fare dei costanti compromessi mentre l’altro non usa neppure la più normale autocritica. o quando pensiamo che se una relazione non è ad alto tasso di tensione non è amore, perché non siamo più abituati alla serenità, che è comunque caratteristica di una relazione sana
ho l’impressione che la mia storia d’amore sta per finire… lo sento
distante, non sembra più che gli importi di me, ma sono sicura che era cosi
non capisco cos’è cambiato all’improvviso, so solo che non ho più voglia
di vivere, non senza di lui, senza l’emozioni che mi dava e che so per
certo che solo lui può darmi.. era diverso dagli altri ed è questo che
lo rendeva speciale, mi ha rubato il cuore e ora senza motivo non lo
vuole più… perchè????
x Luna
“forse amiamo troppo quando, per esempio, amiamo anche per l’altro, tocca a noi fare anche il lavoro emotivo, prendere l’impegno che l’altro non prende, e finiamo con il dimenticare che la relazione è a due, e quindi anche l’altro ha la sua parte da fare per portare avanti una relazione, non è che sta lì seduto in poltrona, metaforicamente, e va in sciopero o ci disorienta di continuo e tocca a noi saltare come dei grilli o girare come criceti nella ruota affinché la relazione prosegua. e siamo soli, mentre ci diciamo avanti che siamo in due. quando non vediamo che l’essere se stesso dell’altro schiaccia il nostro essere noi stessi, che noi dobbiamo fare dei costanti compromessi mentre l’altro non usa neppure la più normale autocritica. o quando pensiamo che se una relazione non è ad alto tasso di tensione non è amore, perché non siamo più abituati alla serenità, che è comunque caratteristica di una relazione sana”: Luna, parole sagge, parole sagge…
x Marco
Non so come tu sia riuscito a controllarti e a non sclerare innanzi alla tresca intessuta dal tuo amico/collega con la tua ex…allucinante,da brividi!!hai tutta la mia solidarietà
Ciao a tutti/e,
è un bel pò che non vi scrivo… ma vi ho sempre letto e, nel mio modo, vi sono stata vicina ai vecchi e ai nuovi… Luna, Lilly siete fantastiche.
Certe volte mi chiedo come fate ad avere questa lucidità, quanto lavoro avete fatto, quanto ancora ne devo fare io. Per chi non si ricorda i miei commenti sono a novembre 2009.
Bè che dire… Io sono stata veramente molto male. Ho passato diverse fasi. La prima quella di non rendermi conto di cosa fosse successo, andavo a cento all’ora fortemente convinta che non era finito un bel niente, ma che potevo fare qualcosa, che potevamo tornare assieme. Diciamo l’attesa speranzosa che si accorgesse di aver sbagliato. In realtà non avevo realizzato affatto l’accaduto. Perchè purtroppo l’esperienza mi insegna, che per realizzare ci vuole tanto tempo.
La seconda è durata circa tre mesi ed è stata la più difficile. Perchè è stata quella del masso sul cuore fisso, dell’apatia, della solitudine, della mancanza e dei pianti, quelli che ti escono dalla pancia, di rassegnazione e di male male male.
Poi sono passata alla terza fase, quella in cui stavo meglio, mi mancava ovvio ma di meno, non era più il mio pensiero fisso, c’era voglia e curiosità di andare avanti. Mi ricordo che a Natale quando neanche un messaggio di auguri mi ero detta “senti meglio cosi’, sto sulla strada giusta”. Poi ovviamente lui si è rifatto vivo, che tempismo… e chissa per quale motivo poi….
Io dopo cosi’ tanto tempo mi farei viva solo se avessi fatto un percorso ed avessi maturato delle decisioni importanti (visto che non siamo ventenni), quindi, ovviamente, ho agito con la mia testa. E invece cari amici/e il mondo è bello perchè vario.
Cmq ve la faccio breve: ci siamo rifrequentati per non approdare a nulla, se non a rendermi conto che chi ha investito nuovamente e con il cuore sono sempre e solo io, perchè il risultato è che lui non vuole star con me.
Ora non voglio aprire un dibattito sulla psicologia di questo individuo che può sembrare alquanto strana e ambigua. Anche perchè non riesco a dire che è un cretino, cioè in realtà lo dico, ma non mi aiuta.
Il problema è che ci vuole tempo. Ho perso 2 anni della mia vita. E mi sento di aver perso un sacco di cose in questi anni. Ho visto amici/e sposarsi, andare a vivere con i rispettivi/e, fare figli, comprarsi una casa, una barca, una casa al mare e ASSIEME. Io ho perso solo tanto tempo.
E sono ferma, oltre che ormai sola. Perchè tutti hanno la loro vita, i loro amori, la loro casa da condividere.
Vi abbraccio a tutti/e e spero di sentire i vostri commenti presto
Ciao alice, ciao a tutti,
anche io della vecchia guardia (autunno 2009). Solo che io all’epoca avevo già chiuso la mia storia, il “ritorno” c’era stato a fine estate e come è successo a te non siamo approdati da nessuna parte.
Come te ho attraversato diverso fasi: una prima di standby durante la quale avevo rimandato qualsiasi decisione in attesa di un suo ritorno… che poi c’è stato (vedi sopra); una seconda in cui passavo momenti di euforia ad altri di totale apatia e sconforto; ed una terza (l’attuale) in cui molto faticosamente sto riacquistando un equilibrio, ma la solitudine si fa sentire ed è sempre più assordante!
Anche io ho la sensazione di aver perso tempo e anche io nello scorso anno ho visto persone sposarsi, fare figli, comprare casa, andare a convivere… ed io ferma al palo!
Non ti nascondo alice che a volte passo proprio dei brutti momenti e il peso della solitudine è schiacciante, ma sto cercando di lavorare su me stessa, di migliorarmi e di curarmi. Con un enorme fatica sto cercando anche di essere più aperta verso glia altri, ma non è facile perché sono ancora ferita e disillusa.
Spero che ci sia una quarta fase per noi tutti in cui potremo finalmente dire di stare bene.
Ti sono vicina, un abbraccio a tutti.
Non è stato semplice affrontare la situazione che è venuta a crearsi con la ex ragazza e l’ex amico-collega; forse è così assurda da non sembrare neanche reale. Quello che posso dire con certezza è che ho sofferto l’evento, cercando una spiegazione, ma soprattutto ho cercato di viverlo come un segno del destino: probabilmente lei, che pretendeva da me continue e strane dimostrazioni d’amore, in realtà era proprio lei a non provare quell’amore dichiarato per mè…
E’ bastato che una persona la facesse sentire più importante, meritevole di amore e attenzioni (è quello che fà chiunque vuole abbordare una donna che sta vivendo un rapporto in crisi) per lanciarsi in questa nuova avventura sotterrando i 12 anni passati insieme, i progetti, gli obbiettivi ecc.
Quello che naturalmente ha provocato un dolore fortissimo è stato il tradimento da parte dell’amico-collega. Dopo aver ricevuto per otto anni fiducia, aiuto ,nel momento del bisogno, sincerità, non ha esitato ad intrufolarsi tra me e la ex, in maniera subdola, sfruttando l’inganno, in quanto gli parlavo dei miei problemi, ma anche delle gioie che stavo vivendo con la ex.
Frenare l’impulsività che mi avrebbe portato a spaccargli la faccia, neanche è stato facile, il dispiacere per il tradimento alla mia amicizia, si contrapponeva alla rabbia…., inoltre ho dovuto anche tener conto della posizione professionale che poteva essere compromessa da un mio comportamento violento.. (sono un poliziotto)
Comunque sono passati 5 mesi dalla scoperta della tresca e sento che man mano la stretta allo stomaco si allenta, me ne faccio una ragione.
Spero di poter colmare presto questo vuoto con la figura di una persona più meritevole della mia sincerità e dei miei sentimenti.
Ciao Silvy,
grazie per la tua risposta. Non è facile. Mamma mia se non lo è. Si perchè poi quando c’è un ritorno devi partire da un presupposto: che se finisce una seconda volta, siamo NOI che una seconda volta ci rifacciamo male.
Ma io ho agito da adulta innamorata. Ripeto, non essendo ventenni, ho veramente creduto che il suo ritorno nascondesse una maturata e convinta decisione.
Forse avrei dovuto difendermi soltanto ricordandomi quanto sono stata male. Ma non l’ho fatto. Ha vinto il sentimento, l’amore, la voglia e la speranza. Poi ho perso io però. Di nuovo. E mentre magari io sto a casa davanti al telegiornale ad affrontare la mia solitudine lui è immerso nelle sue mille cose da fare.
E’ difficile rifarsi una vita. Farsi delle amicizie cosi’ dal nulla a 33 anni. Non sono vecchia, non sono finita molti di voi penseranno, ma non è facile trovarsi di sabato sera a casa perchè TUTTI i tuoi amici/e hanno a che fare con i pannolini, o comunque non ci sono, non stanno come te desiderosa di gente nuova e di aria, spesso stanno bene a casa e allora magari ti invitano a cena, con la conseguenza che poi quando torni a casa senti ancora più il peso della solitudine, perchè magari quell’amica con cui sei cresciuta la vedi abbracciata a sua figlia e al suo compagno.
Purtroppo hogiocato nuovamente col fuoco e mi sono scottata. Inutile dire che oltre a tutta l’amarezza che provo adesso per me stessa, pagherei non so cosa per stare tra le sue braccia, per non sentirmi cosi’ spaesata.
Per fortuna su questo forum ho letto post di persone veramente speciali, che mi hanno dato tanta forza e che me ne daranno ancora.
Anche io Silvy ti sono vicina,
ciao a tutti/e
Luna….è tornato….mi ha telefonato dicendoci che dovevamo vederci assolutamente…ci siamo visti, abbiamo parlato, mi ha abbracciata dicendo che
non provera mai la stesa complicità che ha con me…..con nessuna…che siamo compatibili..e mi ha baciata…siamo stati bene, abbiamo riso, giocato,poi quando gli ho detto che, no,non puo’
disinnamorarsi cosi mi ha detto”infatti non è cosi”…la sua era rabbia e tutto il resto….sembra confuso…m diceva prima m dice che nuon vuole illudermi, che non mi voleva bene come prima, che non m ha pensato
di certo tutto il giorno…..poi ke mi ama, ke la nostra non è un capitolo chiuso, che piano piano vuole rivalutare,riprovare….finchè non mi dice che lui ha baciato una ed io sono stata con un altro…io mi sono limitata
a piangere, lui….si è molto arrabbiato!ha urlato, m ha detto come faccio ora a far l amore con te, sapendo di quello……l’ho ritrovato in bagno seduto,con le mani in faccia…disperato…poi mi ha preso il cel…insomma…pura gelosia!
Il che mi ha fatto piacere, mi ha fatto vedere che ci tiene ancora..mi dice tutto arrabbiato che stavolta è finita…allora ho usato la sua stessa indifferenza…gli ho detto ok, dimenticami…e mi ha provato a tel ben 8 volte ma non ho mai risposto..
oggi l ho fatto io, è ancora un po’ arrabbiato, dice di non tel piu pero dalla voce sento che non è cosi…infatti acconsente di uscire, fino a quando non ho alzato la voce, e mi ha detto no,stattene a casa…insomma si è arrabbiato di nuovo..
pero comunque voleva vedermi…ma ho paura che ora l ho perso davvero..io gli ho detto che non puo esser nella posizione di potermi dire d aver sbagliato…perchè lui mi ha mandata via, lui mi ha deto che non mi ama, lui mi ha detto che usciva con un altra…il mio
gesto d andare con quello era mera vendetta…ma ora ne paghero le conseguenze…
LUNA : grazie per le tue parole. Mi sono state di aiuto per capire meglio dov’e’ il problema.
Io avrei voluto chiamarla 2 volte al giorno ( viaggio per il mondo) lei non parlavba e alla fine la chiamavo una volta a settimana. Con le e-mail andava meglio. Capisco ora l’errore che ho fatto ma e’ tardi nel senso che anche se vedo quanto non potesse funzionare non ero pronto a questa fine ora.
La mattina e’ sempre molto dura, il giorno va decentemente. la sera sono arrabbiato. La notte ho paura di en trare a casa per non soffrire.
Ciao a tutti
Ado
ALICE, SILVY è un clichè! Possibile che le nostre storie siano tutte uguali? E… non solo nelle varie fasi che si susseguono, identiche, per tutti.Già, parlo dei RITORNI. Mi lascia perplessa la identicità di molte storie. Ma perchè i ritorni? Questi eterni adolescentoni non sanno prendersi le loro responsabilità, oppure vogliono solo giocare con le nostre vite? Io di ritorni ne ho vissuti ben quattro in un anno.E ci risiamo, siamo al quinto tentativo di “invasione”, solo che io ho chiuso la porta (grazie ai sagggi consigli di Luna)! Le telefonate anonime e mute continuano, vuole che lo cerchi ancora, ma devo essere io a farlo !!!!!!????. Con un sms gli ho detto che se voleva dirmi qualcosa doveva fare la persona civile e chiamarmi e dirmela, senza criptare il suo numero.Naturalmente ha chiamato e negato di essere l’autore di queste tel.,(ma non ci credo)!! Domenica scorsa mi ha inviato sms nel quale mi chiedeva se io gli avessi fatto uno squillo anonimo. Gli risposi di no e lui replicò, che gli dispiaceva che non fossi stata io. Beh non ho più risposto.Sua meschinità non ha le pa.. di comportarsi civilmente perchè per tutta la settimana ha continuato a telefonare, nella stessa forma anonima e restando in silenzio. Il malato di mente vuole tornare a farmi male. So cosa vuole: disfare le lenzuola per un altro po’ e andar via , di nuovo, come le altre volte. Non lo trovate squallido? Io sì, e anche perverso. Ma perchè poi, mi chiedo, c’è così tanta gente dalla personalità contorta? Perchè tanti cercano di rinverdire un dolore, che con fatica si è cercato di lenire? La verità è una sola:ci mollano, ma vogliono continuare ad avere un relativo controllo delle nostre vite. Forse mi sbaglio?!? Il bello è che confrontandosi con altri, con lo stesso dolore, si vede tutto più chiaramente, nella sua più amara crudezza e si smascherano i malati, e si ha il coraggio di desistere dal desiderio malsano di ricascarci, e si è un po’ più disincantati. Un abbraccio ideale a tutti.
.Ciao Manu…scursa l’incursione nel tuo dialogo con Luna….dici “ma ora ne paghero le conseguenze”…
“…..Questo è tutto da vedersi!!!!
Nessuno può avere la pretesa (dopo aver portato via le palle e, quindi, buttato una persona nella confusione più assoluta) che questa si comporti come si sarebbe comportata nella normalità.
Non si deve pagare per degli errori che (sempre ammesso che siano errori) che qualcun’altro ha contribuito a causare.
Tra il baciare e l’andare a letto con qualcuno di diverso dalla persona di cui si è innamorati c’è un’abissale differenza in termini di fisicità ma non certo in termini di motivazione.
Se impugno una pistola e te la punto contro il fatto di sparare o meno diventa rilevante solo in termini di gravità delle conseguenze.
La violenza è già nel gesto, è già nell’aver impugnato la pistola.
Quindi il santerello eviti di fare sceneggiate del tipo “u curnu mi piantasti…vinditta atroce vinditta!!!” perchè sono scene ridicole e completamente fuori luogo.
Ho perso parecchie puntate di questo forum negli ultimi tempi e quindi, sinceramente, non conosco (ancora) la tua storia e magari sto facendo la figura di chi risponde “fischi” alla domanda “fiaschi?” . Ma parto da questa frase finale perchè mi pare che, indipendentemente dall’origine e dallo sviluppo di tutta la storia, rischi di trascinare te stessa su una brutta strada: la strada del dover & voler espiare un torto che torto non è e comunque non è solo tuo!
Quindi: evita di metterti in ginocchio e non cedere alla tentazione di farti mettere in ginocchio. Al limite sedetevi entrambi l’uno di fronte all’altro. In perfetta parità. Com’è giusto che sia.
Ciao
Luna, tutto bene? Dai risposte stringate, non ti si legge quasi più. E va beh….che sei un tipo di poche parole, però…così poche…mi fa impressione.
Ti voglio bene Lunetta cara!!!
Ciao a tutti!
ALICE/SILVY:
@ALICE: Ora non voglio aprire un dibattito sulla psicologia di questo individuo che può sembrare alquanto strana e ambigua. Anche perchè non riesco a dire che è un cretino, cioè in realtà lo dico, ma non mi aiuta.
Il problema è che ci vuole tempo. Ho perso 2 anni della mia vita. E mi sento di aver perso un sacco di cose in questi anni. Ho visto amici/e sposarsi, andare a vivere con i rispettivi/e, fare figli, comprarsi una casa, una barca, una casa al mare e ASSIEME. Io ho perso solo tanto tempo.
E sono ferma, oltre che ormai sola. Perchè tutti hanno la loro vita, i loro amori, la loro casa da condividere.
Ciao… La lucidità che leggi è frutto di un certo lavoro, sì, però non è che quel lavoro sia finito… anche se effettivamente ogni passo è stato, ed è, importante. Anche perché, come dimostra anche quello che scrivete, le sensazioni che si provano non riguardano solo la storia, vissuta/andata male, ma una serie di considerazioni anche su se stessi, ad ampio raggio, e sui rapporti con gli altri.
Dici che è un cretino, Alice, ma in realtà la definizione l’hai fatta due righe più in su, quando dici comportamento strano e ambiguo. E non apriamolo no un dibattito sulla sua psicologia. A parte che su queste psicologie “strane e ambigue” abbiamo parlato moltissimo in questo forum. Anche sulle persone che danno, come noti tu, un significato immaturo (e io direi anche irresponsabile, perché autoreferenziale) al ritorno, senza rendersi conto (preoccuparsi?) del fatto che ci sono anche degli equilibri nell’altra persona in cui non si può entrare o uscire come da una porta girevole. Giustamente sì, sta a noi scegliere se far entrare o no, ma d’altra parte sappiamo anche perché è così difficile dire di no, spesso se non bruciandosi diverse volte. Appunto, scusa, non parliamo di lui, perché il centro qui, per noi, sei tu.
Si apre la porta al ritorno anche perché si fanno quei pensieri sul fatto del tempo perso, allora si spera che un nuovo ennesimo investimen
possa anche far passare l’ansia di quella sensazione, qualcosa tipo: se stavolta funzionasse allora quel tempo non sarebbe perso.
Il punto è però, e io lo so bene, che si può stare nella “speranza/anti ansia” per moltissimo tempo, anche nel rimpianto di un tempo che FORSE fu più felice, vivendo comunque nell’ansia di un presente insoddisfacente, amaro, ambiguo, e fabbricando di fatto – o avendo la sensazione di fabbricare – ulteriore tempo perso. Quel concetto di ASSIEME, che capisco molto bene (come capisco la sensazione di guardare gli altri, oltre un vetro, costruire, di sentirsi oltre quel vetro mentre si oscilla tra angoscia di vuoto e speranza che possa calmare l’angoscia del vuoto) spesso (quasi sempre? sempre?) non riguarda solo grandi “temi” come la casa, i figli, ma anche piccole cose apparentemente banali – ma normali e vitali – di cui una relazione ambigua priva nel quotidiano. Solo ieri, cara Alice, io stessa ho avuto un pensiero come il tuo. E i miei anni “persi”, anche se siamo praticamente coetanee, non sono 2, sono molti di più. Ho dalla mia, è vero, un lavoro che, quando entro nel tunnel di quel genere di pensieri, e credimi che rischio di caderci eccome a piombo, mi fa ricordare una cosa: e cioè che quella sensazione di oltreilvetro e quella sensazione di solitudine di cui parli non sono dovute al fatto che la relazione sia finita, ma derivano PROPRIO dal senso di VUOTO provato all’INTERNO della relazione, sempre o ad un certo punto. Di fatto derivano proprio da una qualità di vita pessima provata, non dal fatto di non poter vivere una qualità di vita migliore. Pensare: se tornassi con lui calmerei l’angoscia è tanto naturale quanto, purtroppo, una falsa idea. Nel senso che sarebbe così se quella persona si comportasse in modo totalmente diverso. ma da dove deriva l’ansia? proprio dal fatto che si è comportato in un certo modo. Questo purtroppo è il grosso paradosso interno su cui bisogna lavorare. Capire cioè che non si parla (solo) d’amore.
LUNA, grazie! :”…se tornassi con lui colmerei l’angoscia, è tanto naturale, quanto una falsa idea… Questo, purtroppo è il grosso paradosso… Capire che non si parla, (solo), d’amore….”
ciao a tutti,
luna che dire…. hai centrato il segno…
che quella sensazione di oltreilvetro e quella sensazione di solitudine di cui parli non sono dovute al fatto che la relazione sia finita, ma derivano PROPRIO dal senso di VUOTO provato all’INTERNO della relazione….
vero… forse ci illudiamo che riprovandoci quel vuoto provato nella relazione venga riempito tutto assieme, o cerchiamo di riparare ponendo speranze in un ritorno proprio per dar pace a quel senso di vuoto…
io non mi sono mai sentita sicura con lui, spesso c’erano dei vuoti che erano indicibili. Mi sono accorta diverse volte di quanta strada facevo io e di come lui, invece, ne facesse molta meno. Di come io investivo e sentivo sempre più “adatta” la parola ASSIEME, mentre lui era un pieno di confusione.
Forse mi sono illusa io per prima che quella confusione, dopo qualche tempo, fosse diventata chiara e si fosse tramutata in consapevolezza.
E’ vero, non si parla solo d’amore, anzi. C’è molto di più davanti alla parola amore. E non dico dietro. Ma davanti, che è ben diverso.
Mi ritrovo spesso e volentieri a parlare e a giustificare certi suoi atteggiamenti. A cercare di capirli, di dargli un senso, a ragionare con la sua testa. Ma quanta energia sprecata!!! So per certo che se fosse sicuro dei suoi sentimenti starebbe attaccato al campanello della mia porta. Ma cosi’ non è.
Ci sono persone che davvero hanno il potere di fare il bello e il cattivo tempo, di entrare e uscire senza neanche bussare. Sono situazioni queste, che rendiamo noi cosi’. O almeno parlo per me, per aver sempre agito con la mia capoccia, con il mio desiderio di farcela. A fare cosa poi? Non ho ancora poteri magici.
Credo che la rassegnazione sia un dono che ancora devo imparare.
Grazie per il prezioso post
a presto
LILY…hai perfettamente ragione, sono la prima a volte a dirmi che gia ho perso abbastanza la mia dignità,cercandolo sempre…come
se avessi sbagliato solo io….pero’ sto malissimo,abbiamo convissuto, fatto progetti…e non mi capacito di come possa esser finita cosi…lui è tornato, per parlare
ma poi appena gli ho detto di questo ha fatto il finimondo..all’inizio ne ero felice, perchè la sua reazione mi sembra positiva…ma ora mi odia…e mi do la colpa a me, anche se sbaglio,anche se in certo
senso è lui che mi ha mandato via…lo amo e lo odio allo stesso tempo…ma non riesco a farmene una ragione, non vivo piu,penso costantemente a me, a lui…a dove sia in qualsiasi momento, se è con un altra se mi pensa…
e soprattutto se mai un giorno tornerà anche solo per parlare, per un confronto che ora sembra non voglia avere…