La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Luna, clown, alvin, sun e tutti:grazie di leggermi e capire la persona che sono attraverso il mio dolore. un anno fa non avrei mai immaginato una tale sofferenza, non mi è mai successo nulla di sconvolgente nella vita quindi non conoscevo il dolore. Ho deciso, dopo un anno, di tornare là, dove c’è lui, dove ci sono i pezzi della mia vita. forse mi farò ancora più male, ma mi mancano i posti dove sono cresciuta, le 4 facce conosciute, tutto ciò che mi rappresenta. Così ingenua nello sperare ancora, nonostante la sua convivenza con un’altra.. Cerco di ricostruire partendo da lì. Per lo meno potrà sentirsi ancora di più un verme, magari incrociandomi.. troppo bello sparire e lasciare campo libero! forse vado a farmi male, forse i luoghi del trauma, affrontati mi faranno riprendere coscienza di me. Perchè io, perdendo il mio equilibrio, ho perso la testa. La ritrovo o rimarrò “rintotita” a vita? Vi abbraccio, grazie di essermi vicine anche da lontano, dietro uno schermo che non lascia immaginare le nostre facce. Quando qualcuno mi diceva:la vita è sofferenza, rispondevo:no, la vita è gioia.. solo ora capisco. scusate il mio “dilungarmi” nelle piccolezze.
KIKKAI: perdonami, insisto…
@mi sono allontanata per emozionarci nel ritrovarci. volevo emozioni forti, di gioia.. è come se avessi giocato col fuoco. e mi son bruciata parecchio! Per questo mi rimprovero. Se io gli fossi rimasta accanto, lui non avrebbe avuto l’occasione…
Non ti rendi conto che in parte ti incolpi per il fatto che lui si sia comportato così?
Mi piacerebbe sapere quanto lui ha cercato di scaricarti questa responsabilità addosso per toglierla a se stesso, perché centri molto la cosa sull’essertela quasi cercata…
O forse ti rendi conto, eccome, e ti incolpi. Ma fermati ai fatti, cazzarola.
I fatti sono che lui se n’è andato. E che se n’è andato così.
Capisco, credimi, credo di capire almeno, ecco, la sensazione della sostituzione che provi.
Però in realtà è una delle cose che ti stanno bloccando in questo male che senti.
In questa fatica, enorme, di tornare a vivere.
Sei così impegnata a figurarti cosa doveva essere e non è, e a figurarti questa donna che ti ha rubato la vita come nel video Cristal ball, non mi ricordo ora di chi, che ti sei dimenticata di te.
Lei non sta vivendo la tua vita, Kikkai. Lei sta vivendo la sua.
c....!
E scusami tu se sono volgare.
Certo che capisco cosa vuoi dire quando dici che ha preso il tuo uomo, la tua casa, ecc ecc.
Però lei non è te, e non sarà mai te. Si capisce cosa voglio dire? Credimi, rispetto il tuo dolore, la tua rabbia, il tuo sgomento. Ma credo davvero che ti blocchi, molto, questo concetto tipo che un regista un giorno sia venuto da te, ti abbia strappato il copione di mano e l’abbia passato ad un’altra. Ma lei non ha il tuo copione in mano. E, tra l’altro, anche tu sei schiava di un concetto astratto di copione. Lui avrebbe fatto così, io avrei fatto così, noi saremmo stati così. Ti stai distruggendo con i condizionali e i congiuntivi!!
Non sono dura con te, Kikkai. Mi dispiace. Mi dispiace immensamente, perché so quanto ci si può logorare di condizionali, congiuntivi, periodi ipotetici e anche di autocolpevolizzazioni. Lui ha fatto quel c.... che gli pare, e tu stai lì a dirti: se io non avessi…
Ma che cavolo, Kikkai? Ok, è vero, nella vita facciamo delle scelte, prendiamo delle decisioni, a volte ai bivi anche sbagliamo. Ma io continuo ad avere l’impressione che tu abbia fatto allora quello che ti sentivi di fare. E ci sarà pure un c.... di motivo. E non eri mica da sola. eravate in due. E quindi dall’altra parte c’è stata una risposta, o anche non una risposta, un’azione. E bella grossa, mi pare. E non se ne prende la responsabilità manco per il c. E fa incazzare, stare male questo? Oh sì. E’ giusto che tu sia molto arrabbiata. Però hai un muro davanti. Spostati. Non puoi prenderti le sue responsabilità. Ok, comprendo che sia anche naturale che dopo 7 mesi in qualche modo tu ti senta in competizione con la donna che per te ti ha rubato la vita e il futuro come tu lo avevi concepito. Ma nel momento in cui lui ti risponde male al telefono risponde male a te. Lui è una persona che si sta comportando male con te. e le tue difese devono alzarsi per difenderti da questo.
Cioè cercando IL TUO BENE. Ripeto, comprendo la tua logica nel dire: perché, è matura lei? è giusta lei?
Non so chi c.... sia lei, ma il punto non è questo. Il punto non è cosa è lei. Lei può essere una stronza patentata, come santa cunegonda. O 120 vie di mezzo. Abbiamo appurato che si è comportata molto male. Ok. Lo sai.
Lei potrebbe essere pure un brufolo in confronto a te, e lui potrebbe essere uno che ha bisogno di avere accanto un brufolo. E allora?
Non sei una fallita, Kikkai. Sei una che è finita sotto un crollo? Che faresti se io finissi sotto un crollo? Mi diresti: c...., avevi una casa e non ce l’hai? o mi diresti: ora riposati, poi ti farai un altro nido. Il tuo nido sei tu, Kikkai. Hai i mattoni dentro di te.
qualcuno mi dice la sua riguardo l’ultimo post che ho scritto? un abbraccio
Ciao Luna. Lo so che devo essere spronata, in questi casi non serve a niente dire:”poverina”.. Certo, lui da tanto la colpa a me. Dice che IO sono andata via, dice che IO l’ho lasciato solo. Dice che se non ho capito che lui in quel momento aveva bisogno di me vuol dire che non sono la donna della sua vita. E io sono davvero sicura che se io fossi rimasta lì, tutto questo non sarebbe accuduto. Sai com’è andata? Lui si è sentito abbandonato, dopo 10 anni si è sentito corteggiato di nuovo, l’ha vissuta da ragazzino e nel suo momento più debole si è fatto “prendere” da un’altra. Attirato dalla novità. Si è trovato da una parte una che pendeva dalle sue labbra e dall’altra una che per la prima volta si allontanava da lui per provare a camminare da sola prima di renderlo Padre. Lui non ha capito che per me era solo un momento di crescita personale. E quando all’inizio mi sostituì con estrema velocità, pensavo volesse solo colmare un vuoto ma che nel giro di breve mi avrebbe cercata. Per questo all’inizio rimasi cordiale nei suoi confronti. Come fece lui del resto, rimase cordiale con me, quasi per non farmi capire che stava cambiando strada per sempre. E infatti io non capivo, non mi è nemmeno passato per l’anticamera del cervello che voleva dire “per tutta la vita”. Se avessi realizzato subito, non avrei lasciato campo libero, quasi indifferente. Avrei giocato le mie carte, sarei andata a cercarlo subito. Lui non è venuto, lo so. ma ripeto, un uomo di 30 anni che da una parte vede la novità fortemente attratta da lui e dall’altra, l’abitudine che si stava allontanando da lui. Io non gli ho dato la sicurezza e la stabilità di cui lui in quel momento aveva bisogno, e così ha trovato altro. E io sola! Mi manca tanto, come l’aria. Lui era la mia gioia quotidiana. Volevo emozioni forti quando l’emozione più grande era svegliarmi al suo fianco ogni giorno della mia vita. Ero felice, ma volevo essere ancora più felice.. e questo è il risultato: Dolore atroce.
De Marco – è difficile darti una risposta su due piedi, anche perchè sei tu a conoscerla.
Sto passando un momento simile al tuo, dopo 4 anni ci siamo lasciati e so cosa significa
aspettare una chiamata o un sms che non tarda ad arrivare.
Ti consiglio di andare avanti e limitare al massimo queste tue aspettative.
Sono insane.
Le donne hanno la capacità di girarsi e dimenticare ciò che è stato per perdersi subito
nell’amore di qualcun’altro.
Raramente tornano.
So quanto sia bello pensare ad un suo ritorno, pensare ad un suo abbraccio condito con
qualche parola dolce. Ciò nonostante sperare in amore non è bene.
Coltiva le tue ambizioni e cogli questo momento per crescere ulteriormente.
Apriti alla vita e quel che sarà sarà.
@Io non gli ho dato la sicurezza e la stabilità di cui lui in quel momento aveva bisogno, e così ha trovato altro. E io sola!
Poverino, è vero. Cosa poteva fare? Magari non chiedere, in modo così autoreferenziale, che la sua compagna fosse una madre rassicurante?
Magari, visto che si parlava di avere un figlio, dimostrare di essere un uomo, su cui anche tu avresti potuto contare, e non un adolescente?
L’hai scampata bella, per come la vedo io. Ma, torno a dire, soprattutto perché la questione è esplosa prima di mettere su famiglia.
Proviamo a girare la questione:
forse tu in quel momento non eri tanto sicura?
e lui come ti ha dato sicurezza? Dicendo che tu dovevi darla a lui, e prendendo la prima che passa correndo e che gli ha detto che era bravobellofotomodello?
Ok, Kikkai, è vero, bisogna anche saper combattere per il proprio amore.
Ma non mi pare che la questione qui sia che non hai segnato abbastanza il territorio.
Scusa se sono così terra terra, ed è vero che i rapporti vanno coltivati, giorno dopo giorno. Ma è pure vero che la questione:
dall’altra una che per la prima volta si allontanava da lui per provare a camminare da sola prima di renderlo Padre, non è una questione da poco.
Tu in quel momento avevi quel bisogno, e lo hai espresso. L’avrai espresso male? Avresti potuto esprimerlo meglio?
Ma pensi davvero che poteva giovare soffocare quella parte di te? Quello che aveva da dire? Anche su un rapporto basato su certi schemi che, per qualche ragione, hai sentito non più adeguati. Fosse anche per il fatto che appunto provavi il desiderio di diventare madre. Di crescere, in modo più autonomo, forse di affrancarti da un ruolo in qualche modo più dipendente sapendo che per mettere al mondo un figlio è meglio conoscersi meglio. Non solo la coppia, intendo se stessi.
Avete trascorso dieci anni insieme, e le persone, in dieci anni, crescono, o comunque cambiano.
Non è detto certo che cambino come se fossero arrivati gli alieni a fare un lavaggio del cervello, ma tutti noi, credo, anche chi ha vissuto storie di lungo corso, ha assimilato una serie di esperienze, di mutamenti interiori, di scoperte, anche di piccole (a volte grandi) crisi interiori.
Tutti noi cambiamo un po’ pelle ogni tanto. Alle volte la cambiamo in modo così poco eclatante che quasi non ce ne accorgiamo. Ce ne accorgiamo magari con il senno di poi, e non è stato traumatico.
Avevi 20 anni, se ho capito bene, ora ne hai 30.
I miei genitori stanno insieme da quando avevano 16 anni. Ne hanno 40 di più. E stanno bene insieme (e spero che continuino a stare bene insieme). Sono sempre gli stessi e al contempo no. E’ impossibile che siano gli stessi di quando avevano 16 anni. Dunque perché non si sono persi?
Per amore, forte compatibilità, capacità di attraversare i cambiamenti, esterni, e interiori, l’uno vicino all’altra, grazie al dialogo, il coltivare il rapporto, l’incontrarsi a metà strada, negoziare.
Anche per gli assestamenti di equilibri. Anche rompendo le palle a me, anche attraverso una sorta di esclusività tra loro. Anche sapendo essere al contempo molto uniti, e prendendo ogni decisione insieme, ma conservando ciascuno anche una propria fetta di autonomia, per cui se si lasciassero domani nessuno dei due avrebbe il culo, almeno materialmente, per terra.
Non ti sto descrivendo una coppia ideale, magari si mandano a ca.... domani (ovviamente spero di no), e nessuno dei due ha un carattere perfetto, anche perché il carattere perfetto non esiste.
Però stanno in equilibrio, si amano, e fino ad oggi hanno guardato davvero sempre nella stessa direzione.
Se ti parlo di loro è perché loro sono una coppia di lungo corso che non si è persa per strada.
Fortuna, affinità, impegno da una parte e dall’altra.
Capacità di superare le crisi. Non sempre accade.
Grazie Luna. Lo so, lui si è comportato proprio da adolescente.. e dice a me che non so stare sola.. lui invece sa stare solo? non appena io sono uscita dalla porta, lui ne ha fatta entrare un’altra.. il destino. Forse doveva andare così, ma non mi consola. Ti ringrazio tanto per le tue parole. Sembravamo così forti, così uniti.. alla prima crisi siamo crollati. Alla prossima..
LUNA – aggiungo qualcosa all’invidiabile storia dei tuoi genitori e di tutta la loro generazione: avevano ed hanno le palle, spirito di sacrificio e valori.
Qui c’è gente che alle prime avversità manda tutto a rotoli perché non ha voglia di
combattere e di sacrificarsi. Non parlo di situazioni di evidente incompatibilità, ma di casi in cui si sta da 10anni con progetti per il futuro e poi pufff… Si corre dietro alla prima gonna che passa ( x gli uomini) o al primo macchinone (x le donne).
Diciamocelo, una relazione costa, richiede impegno e spirito di adattamento.
Ora, nell’era del tutto e subito e di Sex and the City in pochi hanno voglia di sbattersi e secondo la mia esperienza sono soprattutto le donne.
Io esco da una relazione di 4 anni, abbiamo chiuso perché eravamo sotto diversi aspetti
poco compatibili e non più felici come un tempo. Tuttavia della mia lei ho sempre
ammirato la serietà e il desiderio di costruire una famiglia e qualcosa di duraturo.
Tra di noi non avrebbe funzionato, ma questo è un altro discorso.
Io continuo a vedere 35 enni ancora fare i cretini in discoteca o ragazze con lo spessore morale di un foglio di carta velina.
Questo scarso spessore inevitabilmente si riflette nelle relazioni con conseguenti danni.
Vuoi sposarti? Tanto se non va c’è il divorzio! Vuoi una relazione? Non ti preoccupare tanto nessuno ti vincola e anche se tradisci non è grave. Vuoi un figlio? Un bel cesario e non soffri!
Si sceglie sempre e solo la via più semplice, quella che richiede il minimo sforzo.
E’ vero, ci sono delle eccezioni, però queste eccezioni, peccato che non incrocino la mia strada da tempo.
Quasi quasi mi unisco alla massa..
Cara Loredana , l’ amore non è qualcosa che finisce ma dura per sempre
io la penso cosi. Quindi se questa persona ti ha detto che non ti ama piu
è perchè non ha cuore. Mi dispiace dirlo ma è cosi. Anche io ho sofferto
per amore ma non serve farsi male quando gli altri non lo meritano.C’è sempre
di meglio nella vita. Non innamorarsi delle persone strafottenti ma di quelli
che hanno un cuore pieno d’ amore.Lo so è difficile ma bisogna andare avanti
x Met
“Io continuo a vedere 35 enni ancora fare i cretini in discoteca o ragazze con lo spessore morale di un foglio di carta velina.”: bella frase!!!!
MET: non volevo dire che i miei sono invidiabili, la mia riflessione nasceva dal fatto che tempo fa, quando insieme guardavamo delle foto degli ultimi 40 anni, ho notato questa cosa che dicevo, il loro essere riusciti ad attraversare 40 anni insieme, riuscendo a riassestare, bilanciare gli equilibri, a trovare un modus vivendi comune. Come? Lo sanno loro. Spesso il famoso dentifricio strizzato male, per cui la gente sembra lasciarsi oggi, è solo un simbolo, o un catalizzatore di altri sensi di esasperazione. Di parole non dette, di domande non fatte, di un senso di frustrazione, di quanto si aveva idealizzato l’altro… Quello che dici è vero, ma anche no. Noto anch’io, sì, il fatto che sembra esserci una maggiore superficialità nell’affrontare il concetto di unione… è vero che le separazioni sono in aumento… eppure le storie finiscono anche tra gli ultracinquantenni o gli ultrasessantenni. Spesso dopo battaglie emotive devastanti, che siano a colpi di parole o di silenzi. Ma la mia esperienza non è quella di persone che hanno preso un divorzio o una separazione come una via facile. Non nel senso di averla pagata comunque molto in termini di salute, e vita emotiva, di senso di fallimento, di un trauma da sciogliere. Poi, certo, esiste anche la gente che dici tu. Ma spesso se ti fermi a parlare con persone che sembrano prese dai “lustrini” o anche dal sesso mordi e fuggi, ti accorgi che hanno un nodo di insicurezza e di paura. Poi la paura e l’insicurezza possono generare mostri, e idee che, se ne fai il tuo stile di vita, di pensiero, nel rapportarti con gli altri, possono diventare te stesso (generico) e fare danni in mezzo a gente che fa danni, o danni in mezzo a gente che invece non vorrebbe farne, a costo di perderci le budella.
Quando parlo di insicurezza e di paura, bada bene, non sono buonista. Non intendo dire che la paura e l’insicurezza siano una giustificazione a delinquere, nè che ci sia uno sconto da praticare. Di fatto la mancanza di Q.I. nell’intelligenza emotiva, e spesso non rendersene neppure conto, è un deficit che pesa ben più, nei rapporti con gli altri, che un deficit di altre intelligenze. La mancanza di empatia, il fuggire di fronte ad una progettualità per paura delle responsabilità, di non essere all’altezza, l’insicurezza per cui appena le cose vanno storte devo cercare una nuova stampella, un nuovo specchio che mi rifletta facendomi sentire più sicuro di me, il vivere le relazioni come un antidoto a quelle precedenti, la non capacità di rielaborare le proprie responsabilità e i propri errori, il proprio stesso vissuto, scaricando la cosa, negandola, passando sempre oltre, cercando capri espiatori, travestire d’amore ogni semplice dipendenza, perseverare nell’ideale di coppia quando in realtà si è soli, seppure in due… tante sono le facce della paura. Spesso la paura di mettersi in gioco realmente, la paura di fallire, e forse uno dei problemi della nostra epoca, più di ieri, è il concetto di non sapere gestire le distanze emotive. Si oscilla tra il troppo lontano o il troppo vicino. Spesso scegliendo il lontano. Più l’altro è vicino e più potrebbe mangiarci. Più è vicino è più potrebbe scoprirci, e non accettarci, e noi uguale. Più è vicino e più potrebbe abbandonarci. O forse hai ragione tu, è una questione di gonne e di modelli di automobili. Ma temo che la questione sia un po’ più profonda. E che più che in superficialità le persone vivano in sofferenza, spesso senza saperlo. E anche causando sofferenza.
Ma il discorso è complesso, ho sonno, e forse l’ho pure espresso male.
Lillina, sono giorni che voglio mandarti un salutino, ma i caratteri non mi bastano mai, perché si sa che son di poche parole 😛
Quello che dico, lo sai benissimo, io lo dico anche a me.
Kikkai…
ti leggo e mi sembro io qualche tempo fà….
ma la differenza è che io non ho mai guardato a lei…pensa che quando li incontro non mi interessa assolutamnete guardarla ma mi accorgo che è lei perchè mi sento osservata. Lei ha paura di uno scheletro che cè stato ben 13 anni. Ovvio però che penso anche io che li in quella casa cè una donna che dovevo essere io. Ma avessi continuato a epnsare solo così…è vero avrei vissuto la loro vita e nnla ma mia. Per tanto tempo mi dicevo: che starà facendo?oggi è festa saranno andati li?e mi logorvo nel saperli contenti, felici.Ma la vita di chi stavo vivendo??non la mia. Sai perchè guardare agli altri paradossalmente sembrava più facile piuttosto che sentire il dolore. Anche io mi sono dett: se avessi lottato…se avessi fatto di tutto perchè lei non lo circuisse. Ma poi mi dico: ma a che caspita mi servono questi sernsi di colpa che voglio costruirmi?forse a non accettare la dura realtà?e la realtà è che lui ha fatto la sua scelta. Non dico in modo sensato perchè uno che si ritrova con un figlio in un momento di smarrimento…boh insomma. Però a volte pesno a lui dicendomi che è fortunato perchè cmq si ritrova un figlio, una famiglia e dio trentenne solo cretini. Sai forse in questo momento ho bisogno di questo, di fare la scemetta con le amiche, tutte cose che mi sono mancate e qualcosina sono ancora in tempo per farla. Non ci sono sensi di colpa ma cè solo una realtà: lui ha scelto per una altra vita. E sai quante volte anche io mi son dett: ma come fa a guardarsi allo specchio?spero che mi incontri così il mio sguardo gli rovinerà la giornataTutte balle enormi balle. Forse un pò sarà stato anche vero…ma la vera verità è che ero io che non mi guardavo più allo specchio e nn mi rendevo conto che ero spenta in volto, che per me nulla aveva più sapore. Allora la domanda é: a cosa ti serve crearti il senso di colpa?questo si genera quando pensiamo di aver disilluso le aspettative di una altra persona. Ma sei così
sicuro che lui aveva delle aspettative?lui si è ritrovato come il mio ex a vivere una vita da giovincello quello che sicuramnete manca quando da giovane ti fidanzi e sono persone che vivono per sostituzioni. la sua vita è andata avanti ha solo cambiato la persona. Continua a fare la sua vita. Tu cosa vuoi fare??sei di fronte ad un bivio: vuoi continuare a vivere la sua per non pensare alla tu?cosa è più difficile fare?forse non ti sei mai guardata dentro in profondità e ora la vita ti sta chiuedendo di farlo. Anche per me è stato il dolore più grande della mia vita e sicuramente quella che ero prima non lo sarò più…ma ho consociuto questa sofferenza e inevitabilmente si cresce..per forza. ti farai ancora tante domande..quando sarai pronta inziare a guardare te e solo te.
E’ dura, durissima ma stavolta tocca solo a te…non guazrdare con i suoi occhi perchè tu hai i toiu e è ora che tu ti rendi conto che respiri anche senza di lui…respiri affanossamnete ma respiri e non te ne stai accorgendo e questo è uno sbaglio.
LUNA – “Spesso la paura di mettersi in gioco realmente, la paura di fallire, e forse uno dei problemi della nostra epoca”. Su questa frase mi trovi totalmente d’accordo, viviamo in un era di insicurezza imperante. Non so di chi sia la colpa, ma meno sicurezze abbiamo meno abbiamo voglia di assumerci responsabilità. E’ più facile andare in giro e comportarsi da adolescenti ad oltranza.
Io ho 24 anni, e devo dire di essere un po’ sconfortato nel vedere cosa offre il mercato femminile, superficialità nella maggior parte dei casi.
Si da poca importanza ai rapporti veri e propri, questo è un dato di fatto.
Avevo conosciuto una ragazza bella, simpatica, di valore (credevo). Lei è fidanzata da due anni, ciò nonostante è nata tra di noi una bella amicizia, sincera. Una sera siamo usciti a mangiare qualcosa tra amici e tra una cosa e l’altra mi ha baciato e mi ha confessato di voler far l’amore con me. Io sulla sua onestà avrei messo la mano sul fuoco, se mi avessero chiesto quale donna avrei voluto al mio fianco per la sua serietà avrei fatto il suo nome (e quello della mia ex). Invece si è rivelata così “arida” ed “irrispettosa” del suo ragazzo nonostante i mille discorsi fatti sull’importanza della correttezza nei rapporti. E’ quasi come se avesse tradito me oltre che il suo fidanzato.
Questo è uno dei casi capitati a me, potrei parlare per ore di altri raccontatimi da amiche, per poi non parlare degli uomini che per la maggior parte la fedeltà non sanno nemmeno deve sia di casa.
In un contesto così è ovvio che si abbia paura ad impegnarsi, la stessa persona che ti giura amore eterno ha dietro la schiena un coltello e voi lo sapete meglio di me.
Marianna: io credo all’amicizia tra uomo e donna, perché la conosco.
Però quando c’è ambiguità, nel senso quando il confine tra amicizia e sentimenti e altre aspettative non è netto si rischia di farsi molto male, e di fare molto male.
Ti manca una persona che è stata centrale, con sfumature diverse di rapporto, ti manca anche come ti sentivi tu con.
A me, leggendoti (e magari non ho capito una cippa), pare comunque che voi abbiamo vissuto delle cose buone. Ma che questo, forse, sia anche il tempo della riflessione.
Lasciar decantare le cose per capire un attimo qual è, sul serio, il ruolo dell’uno nella vita dell’altro.
Forse ora non vi è ben chiaro cosa siete, l’uno per l’altra.
Vivere, intanto, non può farti che bene. Secondo me le risposte arrivano. Magari proprio mentre stai facendo altre cose, per te.
bella la cosa della lingua straniera e della fotografia 😀
SUN: a coltivare il proprio giardino, in senso buono, non si fa mai male. Sei un bel giardino di sole, SUN 🙂
MAYA: ma che bella questa cosa dell’agriturismo 🙂 grazie comunque per il link e buona natura e relax 😀
DE MARCO: si può avere nostalgia di come si era, di sensazioni e situazioni, ma non essere più innamorati. Il fatto che pure lei si chiarisca le idee prima di tornare, se dovesse tornare, visto comunque che tu hai un certo di aspettative,nel presente, rispetto a lei, mi sembra meglio che lei riappaia nella tua vita oggi per portarvi confusione.
CLOWN: mi ha colpito la cosa del guardarsi allo specchio, del non guardarsi, e del non affrontarsi, in qualche modo. La conosco. Forse tutti in qualche misura la conosciamo, perché fa parte del dolore in questo genere di situazioni.
Spostare l’attenzione sul presente, e sulla propria vita, male non fa mai, mi sa. ARIEGGIARE, anche le energie. Rimetterle in circolo.
Far entrare il nuovo.
KIKKAI: anche le parole che ci diciamo hanno un peso. Il nome che diamo alle cose. Mi sono resa conto, quando mi è stato fatto notare, che continuavo a dire
è stato devastante, è devastante.
Ed era vero. Ma io stessa continuavo a darmi questo messaggio, anche a parole interne.
Che ero lì a dirmi cose tipo: è da quel momento in poi che tutto nella mia vita è cambiato. In peggio.
è da quel momento in poi che tutto si è tinto di un brutto colore, la vita è diventata più difficile, tutto ciò che credevo è andato in frantumi…
come se ci fosse stato un momento discriminante in cui BONG io stessa avessi dovuto vestire altri vestiti, altri pensieri, altre sensazioni, un altro modo di guardare il mondo, e me stessa, soprattutto. Un’altra faccia. E non importa se incontravo chi diceva: caspita, sei sempre uguale! A me sembrava di avere 128 anni per gamba. Perché io i miei occhi li vedevo diversi allo specchio. E riflettevano come io stavo guardando il mondo.
e il futuro, e con una nuova chiave tutto il circostante.
ora, è stato così.
è stato così sul serio. Devastante.
Potrei pure dire l’esatto momento da cui io faccio partire la nuova pellicola. quella del film che non mi è piaciuto affatto vivere.
Però è pure vero che in queste cose ci si incastra, Kikkai. Anche nei messaggi che ci diamo. Il dolore nella pancia è sincero. Il suo sfogo lo è. Ma le nostre stesse parole possono farci più male ancora. E bloccarci.
ci si incastra in concetti come: è stato devastante.
nel “prima” e nel “dopo”, come fossero compartimenti stagni.
le sensazioni sono tutte vere. Lo è il dolore. Lo è la delusione. Lo è il trauma che ti fa veramente guardare te stesso e il mondo in un modo differente, differente da prima. E non dobbiamo dire “sto bene” se non è vero. Ma dirci “io non ne uscirò mai” in continuazione, e dire “mai più come prima” non è solo soffrire. C’è qualcosa dentro di noi che ama la vita anche quando noi crediamo di averlo dimenticato. Una fiducia di fondo in noi, nel futuro, che magari davvero si risveglia nel momento in cui riusciamo anche solo ad accorgerci se ci sta piovendo sul naso o se fa caldo o fa freddo.
Luna:”Il concetto di non sapere gestire le distanze emotive.
Si oscilla tra il troppo lontano o il troppo vicino. Spesso scegliendo il lontano. Più l’altro è vicino e più potrebbe mangiarci. Più è vicino è più potrebbe scoprirci, e non accettarci, e noi uguale. Più è vicino e più potrebbe abbandonarci.”.
Perfetto! Condivido in pieno!
Più è vicino e più ci conosce, più è vicino e più può ferirci, soffocarci, accoltellare ogni punto debole per farci fuori più velocemente. Da cosa nasce questa paura? Perchè sta prendendo il posto dell’intesa?
O è sempre stato così e prima, forse, c’erano solo più rassegnazione, più sorrisi di falsa condiscendenza e più ferrea volontà di lavare i panni sporchi in casa?
Ciao Lunina. Ciao a tutti.
@Kikkay “Per questo mi rimprovero. Se io gli fossi rimasta accanto”..
..non sarebbe cambiato nulla. Fidati!
E’ dura, durissima recuperare la propria vita e traslarla dalla coppia al singolo.
Il tempo aiuterà, ma il segno rimarrà per sempre.
Le abitudini sono dure da modificare.
Come diceva Lavoisier nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma
Quindi tocca a te trasformare la tua vita, renderla nuovamente la tua vita.
Ciao Luna, ti leggo con piacere bella carica (come sempre, d’altrone) 😉
lilly, luna siete fantastike e lo sono anch’io!! Si! allontanatevi, sfuggite ki vi fa del male. E’ la solita storia ci lasciano sole perkè pensano ke poi , noi ,,,piccole e fragili soccomberemo. No amike, no! Facciamogli capire ke da sole è meglio, cmq, fra squilli e sms continuano a far parte ,alternatamente, della nostra vita! Noo!!!!! Mettiamo i paletti e sconfiggeremo la loro immensa autostima, Siiiiiiii!!!!!, stare soli nn è poi così male, aiuta a pensare, a riflettere e ci rende più profondi e riflessivi. Forse è un bene! Pensateci popolo degli ex. Un forte abbraccio a tutti. la vstra HEIDI
LUNA grazie mille x le tue parole x me e soprattutto x le tue parole x tutti… x i consigli, x come metti a disposizione di tutti le tue esperienze di vita…purtroppo x le cose che hai imparato hai pagato un prezzo alto, ma ora devi anche a quello se hai questa maturità, saggezza, sensibilità … Diciamo che sotto sotto c’è il positivo in tutto…anche una puntina di sole c’è sempre anche nei giorni più grigi e cupi!!!
Un abbraccio e grazie, mi stai insegnando ed aiutando tanto, mi hai davvero aiutata nei momenti di crisi nera!!!
Lillina: non lo so, non so se prima era uguale e non si sapeva, o non lo sappiamo noi, perché non c’eravamo, ecc.
Di fatto credo che oggi si noti di più, o forse lo si nota di più quando è la propria storia che è andata a picco. Prima si tratta degli altri, e poi invece gli altri siamo noi.
Questo problema di non gestione delle distanze è sicuramente a vari livelli, anche magari impercettibili e risolvibile appunto attraverso l’intesa. Nel senso che tutti immagino abbiano paure, e un senso di difesa del territorio interno, più o meno sviluppato, fino anche all’estremo in un verso o nell’altro, che ciò sia seriale o dovuto a contingenze, di cui spesso abbiamo parlato qui, a punti deboli che, se non stimolati attraverso un raggio laser costante, forse non sarebbero neanche mai emersi in modo così eclatante e doloroso. Se insomma qualcuno non fosse andato a girare un coltellaccio nella piaga, ecc ecc, cose di cui abbiamo parlato tante volte.
Una coppia è comunque, banalmente, sempre composta da due individualità, pure quando il noi è alla massima potenza.
Il discorso è forse l’equilibrio che si crea o non si crea. poi varie sono le ragioni per cui si crea o non si crea.
Ci sono persone che riescono a stare in equilibrio perfetto, paradossalmente, magari proprio perché vivono una storia di coppia all’insegna di una distanza che va bene ad entrambi, perché tutti e due temono fortemente l’intimità emotiva. Ma davvero ogni caso è a sè. Penso che finché si sta in equilibrio la questione della distanza/vicinanza emotiva sia un qualcosa che non si avverte nemmeno o non più di tanto.
Non so, Lillina. Ma intendo dire che ci sono un sacco di persone con storie che funzionano, che riescono a fare progetti senza lasciarsi al palo, che riescono a dialogare veramente. Non intendo storie perfette, ma normali. Che possono non essere neverending stories, nè perfette, ma che hanno un loro equilibrio e una loro serenità di fondo.
Io sono in rielaborazione dati.
La me dell’altroieri era una che pensava con una fede assoluta che due persone che si amano possono stare insieme sicuramente fino alla quarta età, che possono superare insieme ogni difficoltà, che evviva il dialogo, e che nessuno ci potrà dividere, neanche l’improvviso spaccarsi in due del continente perché tanto noi costruiremo un ponte e quindi non ci separeremo.
Ciò, per carità, stando anche nella realtà e nel quotidiano, ma come base di ottimismo, cuor contento, e idealismo, se vogliamo.
La me di ieri si è scontrata con una realtà ben diversa. Così diversa e per me inspiegabile che sono rimasta con questa espressione :O per circa un lustro. Come se fossi capitata in un paese straniero con scrittura in ideogrammi e senza interprete e dizionario.
La me di oggi, a parte essere ancora un po’ un pugile suonato, pensa che nel mio sentire dell’altroieri c’era pure del buono, e che infine preferisco essere ottimista, perché quando divento pessimista eleonora duse che interpreta una tragedia in confronto era una soubrette, ma che sicuramente c’era pure qualcosa che non andava se non sono riuscita a “modellare” il mio idealismo su una realtà concreta. Cioè, in sintesi, se mentre pensavo di costruire un ponte tra due continenti non mi rendevo conto che forse c’era qualcosa che non tornava. Perlomeno un certo problemino di comunicazione. Perlomeno. E non era solo quello. Perché di fatto stavo molto male. Mentre avrei avuto le energie per svegliarmi la mattina con un cuore contento.
Di fatto, nonostante tutto, rimango un cuor contento. Anche quando sono eleonora duse lo sono perché il mio cuor contento ha voglia di essere contento, più che perché penso che l’amore non esiste. Mi fa quasi più paura la mia convinzione di base che il buono e il bello, e la serenità esistano. Ho avuto una fase in cui ho cercato di darmi (interiormente, per difesa) una posa più cinica. Ma non mi viene. Mi farebbe solo tristezza. Io alla fine spero nel bene.